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* La buona notizia del venerdì: Capsula Mundi, ovvero continuare la vita in un albero

Tutti noi abbiamo un’unica certezza nel cammino della vita: la morte.

È come se la materia desiderasse animarsi e passeggiare per il tempo in una danza che solo la Parca (Parche: divinità greco-romane che stabilivano il destino degli uomini ndt) potrebbe concedere. Come diceva Lynn Margulis, la vita è materia che può scegliere.

La morte è la condizione della vita… sia che arriviamo alla fine del cammino vecchi e stanchi, e che la Parca ci dia l’ultimo bacio e ci metta a dormire in eterno, sia che ci imbattiamo accidentalmente in essa prima del tempo.

Ma la morte è la condizione di tutti gli esseri viventi?

La morte è una transizione della materia, è il limite di una forma animata che esaurisce le sue frontiere e collassa su sé stessa: il tempo è l’ultima barriera che molte forme viventi non possono superare.

Dal momento del concepimento, il tempo e la materia si erodono nello scorrere di un ciclo che giungerà al suo culmine: e ritorniamo al nostro stato originario,

La nostra essenza è chiusa nella prigione organica della nostra condizione evolutiva, della nostra individualità: siamo unici e irripetibili

Anche l’Italia potrà avere cimiteri “verdi” se un giorno la legge lo permetterà.

E ognuno di noi, alla fine della propria vita, potrà trasformarsi in un albero. È questa l’idea su cui da tempo lavora il team italiano di Capsula Mundi, che ha realizzato un contenitore a forma di uovo in cui il corpo del defunto viene disposto in posizione fetale per poi essere posto sotto terra insieme ai semi di un albero. L’iniziativa è sbarcata su Kickstarter.

Realizzato con un materiale 100% biodegradabile, la plastica di amido, la Capsula Mundi permetterà così di ricordare il defunto non attraverso la sua lapide o un’urna ma trovandosi davanti l’albero cresciuto al di sopra del suo corpo.

Capsula Mundi è messa a dimora come un seme nella terra; sopra di essa – a segnarne spazialmente la presenza, viene lasciato un cerchio di terra ribassato. Al centro di questo è piantato un albero la cui essenza viene scelta in vita dal defunto e sarà cura dei parenti e degli amici seguirne la crescita” spiega il sito ufficiale.

In questo modo, il cimitero potrebbe trasformarsi, spogliandosi della sua veste talvolta lugubre e diventando un grande parco sacro.

Abbiamo voluto dedicare il nostro lavoro ad un momento della vita di estrema importanza così come lo sono il momento della la nascita e il matrimonio. La morte è un passaggio delicato, misterioso e inevitabile. I defunti non possono solo essere un problema tecnico, la morte non può essere trattata come un tabù. Se visto come fenomeno naturale, di trasformazione delle sostanze, il trapasso è un momento di ricongiunzione dell’essere alla natura, al suo perpetuo mutare. Al di là delle radici religiose e culturali a cui ognuno appartiene, questo è un fenomeno biologico, quindi uguale per tutti” spiega il team.

La loro riflessione però si è concentrata anche sull’impatto ambientale dell’utilizzo della bara, un oggetto dimenticato da chi si occupa di design. Per costruirla oggi si sacrificano alberi ad alto fusto, spesso di essenze pregiate, quindi a lento accrescimento.

È l’oggetto con il più breve ciclo di vita prodotto dalla nostra società, ne consegue il più alto impatto ambientale (la crescita di un albero richiede dai 10 ai 40 anni, a fronte di tre giorni di fruibilità del prodotto!)” fanno notare. Capsula Mundi invece utilizza materiale biodegradabile al 100% e realizzato da “plastica” di amido (l’amido si ricava da piante con ricrescita stagionale, quali patate e mais), risparmiando la vita di un albero e proponendo di piantarne uno in più. 

Un albero accanto all’altro, di essenze diverse a creare un bosco, magari lì dove un bosco è scomparso. Un luogo in cui i bambini potranno andare ad imparare a riconoscere i diversi tipi di alberi oppure in cui recarsi per una passeggiata e ricordarsi di persone che non ci sono più”.

Non si tratta però dell’unica iniziativa di questo tipo.

Negli ultimi anni infatti si sono moltiplicate le urne biodegradabili che danno vita a un albero come la Bios Urn, o ancora PoeTree, che permette di trasformare le nostre ceneri in una “creatura” vegetale vivente.

Nel maggio 2016 l’iniziativa è sbarcata su Kickstarter dove è a caccia di fondi sperando di arrivare entro un mese circa all’ingegnerizzazione del prototipo industriale e alla preparazione degli stampi nel 2017.

“Vogliamo affrontare il percorso che ci porterà alla realizzazione della Capsula grande per il corpo, rivolgendoci a un tipo di produzione meno artigianale. Per questo il primo passo sarà l’ingegnerizzazione del prototipo industriale. Il prototipo industriale è necessario per lo studio e la verifica di tutti i dettagli, testandoli mano a mano su un modello 3D in rapid prototyping, fino a giungere al prototipo funzionante. Una volta ottenuto il modello della Capsula funzionante avremo tutte le informazioni necessarie per la realizzazione degli stampi in materiale plastico leggero con strumenti a controllo numerico (CNC) per produrre i primi esemplari della Capsula” spiegano gli ideatori del progetto.

 

Albero, nuvola;

domani libro o vento:

il libro che leggo, il vento che bevo. (…)

Perché muoio ogni attimo, io,

e rinasco vuoto e senza ricordi:

vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori.

~Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila

fonti

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/15865-capsula-mundi-albero-morte

https://rivistanatura.com/bios-urn-diventare-alberi-dopo-la-morte/

http://www.ilgiornale.it/news/politica/urne-biodegradabili-e-ceneri-radici-sepoltura-green-1459479.html

http://www.italiachecambia.org/2017/10/io-faccio-cosi-185-boschi-vivi-cimitero-naturale-salvaguardia-paesaggio/

http://www.architetturadeglialberi.it/la-morte-e-gli-alberi/

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* Il tuo pensiero crea forme, situazioni e sentimenti cominciando da te…sei responsabile del tuo pensiero!

 

Si racconta la storia di due cani, che, in momenti diversi entrarono in una stanza.

Uno ne uscì scodinzolando, l’altro ne usci ringhiando.

Una donna li vide e, incuriosita, entrò nella stanza per scoprire cosa rendesse uno felice e l’altro così infuriato.

Con grande sorpresa scoprì che la stanza era piena di specchi.

Il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano, mentre il cane arrabbiato aveva visto solo cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.

Quello che vediamo nel mondo intorno a noi è un riflesso di ciò che siamo.

Tutto ciò che siamo è un riflesso di ciò che abbiamo pensato.

La Mente è tutto.

Quello che pensiamo diventiamo.

( Buddha)

 

illustrazione di Norg Nodis

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* La buona notizia del venerdì:Nel cielo sopra Kibera si rappresenta la Divina Commedia ovvero fare cultura in Africa

succede a Kibera a Nairobi

Il 3, 5 e 6 ottobre scorsi a Kibera, immenso slum nel cuore di Nairobi, in Kenya, abitato da circa 600mila persone, Dante è stato portato in scena da bambini e adolescenti delle scuole locali.

Un progetto unico, ideato dal fondatore del Teatro delle Albe Marco Martinelli (affiancato da Laura Redaelli), e promosso da Fondazione Avsi: 150 piccoli allievi delle scuole Little Prince, Ushirika, Cardinal Otunga e Urafiki hanno realizzato una “messa in vita” a partire dall’esperienza della non-scuola dei tre canti della Divina Commedia, reinventati in lingua inglese e swahili. 

Dopo aver visto Eresia della felicità a Milano nel 2015, Riccardo Bonacina (direttore della rivista “Vita”) e Sandro Cappello (che lavora per Avsi) hanno chiesto a Marco Martinelli di andare a Kibera, lo slum più grande di Nairobi, per immaginare uno spettacolo con i bambini e gli adolescenti a partire dall’esperienza della non-scuola, la pratica teatrale rivolta ai giovani teorizzata da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, e che il Teatro delle Albe porta avanti dal 1991 a Ravenna, in Italia e nel mondo.

«Quando sono arrivato lì nel 2017 per iniziare questo percorso – ricorda Marco Martinelli – mi venne subito in mente Dante, la Divina Commedia, che può sembrare strano da associare allo slum di Kibera, con oltre mezzo milione di persone senz’acqua potabile, baracche una sull’altra, immondizia ovunque, una condizione terribile. Ma la Divina Commedia è un archetipo di viaggio universale, Dante parlando di sé parla dell’umanità: da una selva oscura fatta di paura, rabbia e disperazione, il poeta, accettando di essere guidato, arriva alla luce, al paradiso».

Il progetto teatrale, dal titolo Il cielo sopra Kibera, è stato prodotto da Fondazione AVSI e diretto da Marco Martinelli, con l’assistenza di Laura Redaelli, lavorando con 150 bambini e adolescenti per reinventare la Divina Commedia. Il percorso si è sviluppato in quattro tappe di lavoro, che hanno portato al debutto a Nairobi nei primi giorni di ottobre del 2018 nelle scuole frequentate dai ragazzi stessi. Tutto questo percorso teatrale, in quei luoghi così disumani, si è trasformato in un’occasione di libertà e felicità, in cui è stata loro riconosciuta una dignità altrove calpestata.

«Abbiamo semplicemente raccontato la storia della Divina Commedia – spiega Martinelli – senza il bisogno di affrontare i versi danteschi, cosa che non avrebbe avuto senso. Abbiamo lavorato sull’improvvisazione, coinvolgendo attivamente tutti, dai bambini ai ragazzi per mettere in vita quella favola antica. Tutti questi 150 piccoli hanno impugnato la Commedia come un’arma per gridare il proprio diritto alla felicità, alla bellezza. Che è poi il motivo per cui Avsi mi ha chiamato: oltre al cibo e alla scuola sanno che occorre altro, c’è bisogno di arte, di rispondere a un bisogno profondo di questi bambini».

Il debutto del 3, 5 e 6 ottobre scorsi ha sorpreso anche il pubblico: Martinelli ha inventato un prologo, con un Dante, un Virgilio e una Beatrice di Kibera – «solo in seguito ho scoperto che Kibera significa “selva”» – e in merito all’inferno ha chiesto ai suoi piccoli attori che cosa fosse per loro, a Kibera, quali fossero per loro i gironi infernali.

«Partendo da Dante e andando oltre – dice il regista e drammaturgo delle Albe – sono rimasti i politici corrotti, che erano tali 700 anni fa come lo sono oggi, in Italia e in Kenya, poi i ragazzi hanno aggiunto i loro drug-pusher (gli spacciatori), i fake lovers (i falsi amanti), una versione molto più cattiva di Paolo e Francesca, la carne umana e il sesso come carne da macello, poi certo i ladri, gli assassini. Ma quando ho chiesto quale fosse a Kibera il male più grande, ossia il Lucifero di Dante alla fine dell’Inferno, la risposta è stata unanime: il male fatto ai bambini, gli stupri, i rapimenti, da cui nascono gli abbandoni e i cosiddetti street children, che si fanno di colla, srubacchiano, vengono scacciati come cani. Alla fine è stata una messa in vita tra le più sorprendenti che abbia fatto in tutti questi anni».

Inoltre, durante i giorni del debutto, Fondazione Avsi ha dotato Martinelli di una troupe cinematografica di altissimo livello (che, come Martinelli e Redaelli, ha lavorato gratuitamente), guidata da Toni Santillo, tanto che il regista ha potuto girare un film che conta di far uscire nell’estate del 2019 e che restituirà a chi non c’era il frutto di tutta quest’avventura.

 

Martinelli: “Il cielo sopra Kibera è una metafora, sono i sorrisi di questi bambini e adolescenti che pur vivendo un tale inferno urbano hanno una vitalità e una fame di vita e felicità che per noi sono una lezione”

http://www.ravennanotizie.it/articoli/2018/10/15/teatro.-il-cielo-sopra-kibera-marco-martinelli-porta-la-divina-commedia-nello-slum-di-nairobi.html

 

 

 

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* Luna piena di ottobre in Toro: un ciclo si chiude uno nuovo si apre se abbiamo maturato il cambiamento

 

Noi siamo Esseri sacri. Cosa vuol dire?

Sacro non è altro che l’incontro del Cielo e della Terra, la manifestazione dello Spirito più elevato nella materia., l’accadimento dell’amore nel nostro laboratorio alchemico interiore.

 

Il 24 di ottobre del 2018 alle 18.45 ora locale, avremo la Luna piena nel segno del Toro con il Sole in Scorpione.

Stiamo vivendo momenti di grossa profondità dove le strutture sono tutte messe in discussione, ciò che ci dava sicurezza, ciò che abbiamo costruito fino ad oggi,  su che basi lo abbiamo fatto? Se le basi non sono profondamente connesse all’amore vero, crolleranno. 

L’instabilità energetica serve per metterci in discussione, anche cose che non avremo mai pensato di mettere in dubbio, ma il malessere crescente degli ultimi tempi non può più rimanere silente e ci chiede un’azione.

L’importante è l’attesa della vera chiarezza; non soccombere ai colpi di testa che possono essere facili in questi tempi e che non porterebbero a formare nuove strutture stabili e durature, ma solo altre forme di passaggio che dovranno poi essere cambiate nel tempo, provocando ansia interiore.

Il nostro contatto con la Madre, non solo come Madre Terra ma con quella Madre e Padre interiore che insieme formano i nostri genitori all’interno di noi.

Da adulti, infatti, i bisogni emotivi derivano principalmente da ciò che gli è mancato al bambino e che si protrae nel tempo.

Siccome non siamo più bambini, ora, dobbiamo prenderci le responsabilità del nostro bimbo interiore e soccombere a quelle carenze createsi da piccoli.

Il ritorno al sacro ha bisogno di sanare le radici per potersi elevare al Cielo.

Mamma e papà non sono perfetti così come non lo siamo noi e fanno quel che possono e come tutti, non possono dare ciò che non hanno.

Per questo, sviluppare una maturità emotiva richiede lo sviluppo di un adulto interiore che è l’unione del Padre e della Madre che avremmo voluto avere.

Noi possiamo scegliere, se ci è mancato qualcosa possiamo svilupparlo noi e diventare quello che continuamente richiediamo agli altri, che non essendo i nostri genitori non potranno mai colmare quei vuoti. 

il Cielo e la Terra sono i nostri archetipi del Padre e Madre spirituali.

Veniamo tutti dall’amore immenso e puro che ricordiamo come memorie e che ci crea nostalgia di un luogo indefinito dove, però, sappiamo che eravamo in totale fusione con noi stessi perché eravamo UNO.

Quando l’incontro alchemico avviene possiamo tornare a quella connessione e portarla qui sulla Terra, nel quotidiano, nella coppia sacra e nei nuovi rapporti indipendenti ma creati sull’amore vero e non sui bisogni.

Sulla voglia di condividere e creare progetti insieme, sulla fusione e ricompattazione dell’Essere in un Mondo che ha anche bisogno di individualità.

Insomma, andiamo verso qualcosa di grande ma per farlo, le vecchie strutture, la superficialità, i cuori chiusi, le paure, devono ricostruirsi perché quelle basi che abbiamo messo non corrispondono alla nuova energia.

Le strutture fisse che non si basano sull’amore vero e che vengono dai bisogni e dalla paura sono destinate a crollare e questo avverrà molto in fretta.

Questa Luna chiude un ciclo iniziato a Maggio quando il cambio di energia è stato molto forte.

Vuol dire che da quell’inizio, la Luna nuova in Toro, sono cambiate molte cose dentro di noi in modo veloce.

Ora vogliono manifestarsi.

E sarà uno dei tanti passaggi verso la costruzione di sicurezze migliori, su valori più puri, sull’essenza, sul nutrimento, sulla pace interiore, sulla fermezza di qualcosa che dura nel tempo perchè è autentico come l’amore verso se stessi e il ritrovamento dell’unità interiore. 

Siate voi i primi a chiedervi che valori avete nutrito fino ad oggi e se veramente sono i vostri valori o se sono quelli socialmente accettati.

Se il vostro cuore sa dare e ricevere amore, di quello vero, o se avete fondato situazioni nella vostra vita sul bisogno e sulla paura (lo abbiamo fatto tutti, è un passaggio obbligato).

Se quelle zone di confort sono veramente sicure e stabili e vi nutrono o se sono dettate dalla paura.

Tra sette anni credo che tutto sarà molto diverso da come lo vediamo oggi. 

Se fluiamo con questa spinta, troveremo tanta sacralità e l’uomo e la donna sacri si riprodurranno nel Mondo, trasmettendo i valori essenziali e puri da cui veniamo.

Se ci ricongiungiamo a noi stessi nella totale integrità.

Per farlo, le vecchie identificazioni tremeranno e inizieranno a crollare se non son ancorate nell’amore per lasciar spazio al nuovo, alla scoperta della tua vera essenza che unisce Cielo e Terra nel tuo grembo. 

Le radici ci sostengono nel volo al Cielo.

Siamo luce, è ora di tirarla fuori e brillare nel Mondo!

Ollin

Fonte:https://www.semidiluceblu.it/2018/10/19/24-10-2018-luna-piena-in-toro-la-ricostruzione-della-stabilita-su-base-sacra-ollin

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* La buona notizia del venerdì: Addio sospensioni a scuola :ora si va a fare esperienza con l’assistenza agli anziani. Un progetto educativo esemplare!

Succede all’Isola d”Elba 

Elba, a Portoferraio la preside dell’istituto Cerboni utilizza i “lavori socialmente utili” per recuperare gli studenti con comportamenti aggressivi. «Dopo l’esperienza cessano le note» 

Ha collezionato sei note. Il peggio l’ha dato quando ha colpito un compagno con un pugno. Un comportamento inaccettabile. Anche frequente. Per questo è stato sospeso dalle lezioni in classe. Ma, la scuola – l’Istituto per geometri e ragionieri dell’Elba – non gli ha consentito di starsene a casa, magari a passare il tempo con la playstation. La punizione per Luca è stata diversa: un percorso formativo con attività socialmente utili. Così, mentre tutti i compagni erano in classe a seguire le lezioni, lui trascorreva la mattina al centro per anziani o al centro diurno di Portoferraio a servire colazioni, piegare i panni o a tenere compagnia a chi ne aveva bisogno.

È questo il progetto portato avanti dall’istituto tecnico Cerboni di Portoferraio, all’isola d’Elba.

Una scuola speciale che, non per caso, poco meno di un mese fa è stata scelta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella come luogo per l’inaugurazione dell’anno scolastico. Da queste parti imporre ai ragazzi indisciplinati di restare a casa per punizione non va più di moda da un pezzo.

La svolta si è concretizzata tre anni fa grazie alla pedagogista elbana Silvia Dini, responsabile dell’area psichiatrica della cooperativa Altamarea che fa parte del Consorzio Astir di Prato e che a Portoferraio gestisce vari centri per anziani malati di Alzheimer e pazienti con problemi psichiatrici. «Ho proposto all’Itcg Cerboni di poter lavorare con gli studenti – racconta la dottoressa Dini – la dirigente Battaglini ha accolto di buon grado la mia richiesta. Così il progetto è partito».

Da allora i ragazzi sospesi passano i giorni di pausa forzata dalle lezioni nei centri di Altamarea.

Prima, però, sostengono un colloquio con la pedagogista per parlare di loro stessi e per essere informati su chi incontreranno e di quello che andranno a fare. Se tutto va bene, allora parte il servizio.

Arrivano la mattina e danno una mano, piegano le lenzuola, servono la colazione e assistono i ricoverati del centro per anziani. Alle 10 partecipano alle attività di socializzazione. Parlano con gli ospiti del centro, giocano a carte e a tutte le attività previste.

Finito il percorso, tornano a scuola e, da un anno a questa parte, invece di rientrare in classe come se nulla fosse, vengono accompagnati da Silvia Dini in cattedra per la “restituzione”, cioè per parlare ai compagni della loro esperienza e renderli partecipi del percorso svolto durante i giorni di sospensione. «I ragazzi tornano cambiati. – spiega Silvia Dini – Evidentemente beneficiano del contatto umano che in particolare gli anziani sanno dare. L’efficacia del progetto è dimostrata dal fatto che alcuni hanno chiesto di poter tornare a trovarci».

Insomma, il sistema funziona.

Una prova? Gli studenti che hanno passato alcuni giorni nei centri di Altamarea non hanno più ricevuto note o rapporti in classe.

L’entusiasmo emerge anche nei racconti di alcuni di loro.

«Non ho più la nonna – racconta Giovanni, uno degli alunni sospesi – ma al centro giocando a carte con una signora è come se l’avessi di nuovo con me». Simona, invece, si è commossa dopo che «alcune signore del centro che partecipano a un gruppo di preghiera – racconta – hanno pregato perché diventassi più brava».

«Dopo questa esperienza il modello negativo diventa ampiamente positivo come hanno dimostrato le nostre verifiche. Quello che sperimentano i ragazzi è un momento educativo importante», conferma la dirigente del Cerboni, Grazia Battaglini.

Non a caso il progetto è balzato all’attenzione delle cronache nazionali.

La dirigente scolastica è stata ospite della trasmissione di Rai Tre “Le parole della settimana”, condotta da Massimo Gramellini. Pochi minuti di ribalta nazionale per raccontare la scuola e l’isola dove anche le punizioni si trasformano in opportunità.


http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2018/10/14/news/picchia-il-compagno-sospeso-e-spedito-ad-assistere-anziani-malati-di-alzheimer-1.17351901

http://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/conegliano_classe_sospensione_cerletti_bulli_ospizio-973576.html

https://www.dionidream.com/scuola-punizione-meditazione-risultati-incredibili/

http://www.lascuoladeisaperisemplici.org/tag/baltimora/

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* La buona notizia del venerdì:Donne e scienza, Il Nobel per la fisica a Donna Strickland  e quello per la chimica a Frances H. Arnold sono la migliore risposta a chi ancora dubitasse della capacità delle donne di eccellere in ambiti scientifici.

donne, scienza e Nobel

Il Nobel per la fisica 2018 va ad Ashkin, Moureau e Strickland per i loro studi innovativi nel campo della fisica dei laser.

Donna Strickland – la terza donna al mondo, dopo Marie Curie e Maria Goeppert-Mayer, a ricevere il Nobel per la fisica – è una ricercatrice canadese in forza alla University of Waterloo. Si è laureata in ingegneria fisica alla McMaster University e ha completato il dottorato di ricerca alla University of Rochester.

Fu proprio durante il periodo di dottorato che lavorò, insieme a Mourou, alla chirped pulse amplification, il tema per cui le è stato assegnato il massimo riconoscimento. Attualmente dirige un gruppo di ricerca che si occupa di laser ultraveloci e ad alta intensità per studi nel campo dell’ottica non lineare.

 

Imbrigliare il potere dell’evoluzione, e sfruttarlo per realizzare nuovi materiali ecologici, energia pulita, nuovi farmaci e terapieantitumorali.

Di tutto e di più, insomma, spostando in provetta i processi che hanno creato, modificato e adattato la vita dalla sua comparsa sul nostro pianeta. E in particolare, i suoi elementi costitutivi: le proteine. È questo il tema del premio Nobel per la chimica di quest’anno, assegnato a Frances H. Arnold, scopritrice dell’evoluzione diretta degli enzimi, ed ex aequo a George P. Smith e Sir Gregory P. Winter, inventori di una tecnica definita phage display, con cui è possibile realizzare in laboratorio nuovi anticorpi e peptidi.

 

 

Frances H. Arnold ha iniziato la sua carriera come ingegnere aerospaziale, nel 1979. L’allora giovane ricercatrice americana voleva sviluppare nuove tecnologie che aiutassero l’umanità a ridurre il suo impatto sull’ambiente.

All’inizio degli anni ‘80 Frances decise di seguire un approccio completamente differente: imitare la natura, e affidarsi all’evoluzione.

Nel 1981 scopre le incredibili potenzialità della genetica. “Era chiaro – racconta oggi la scienziata – che la capacità di riscrivere il codice della vita ci avrebbe permesso di sviluppare un metodo completamente nuovo per creare materiali e sostanze chimiche che usiamo nella vita di tutti i giorni”..

E oggi il comitato dei Nobel ha deciso di premiare i suoi sforzi con l’onorificenza più alta per uno scienziato.

Eh già perché c’è ancora chi dubita.

E se nessuno osa più parlare di inferiorità dell’intelligenza femminile, presunte differenze psico-cognitive di genere vengono ancora addotte per spiegare il motivo per cui  solo poche donne intraprendono studi e carriere universitari nell’area STEM (Science Technology Engineerings Mathematics).

Una ricerca svolta dalla University of New South Wales (UNSW Sydney) pubblicata su Nature Communications qualche giorno prima dell’annuncio dei Nobel,una meta-analisi  che prende in considerazione le performance scolastiche e universitarie di 1,6 milioni di studenti e studentesse di 268 scuole di tutto il mondo.

Come atteso – lo dicono tutte le statistiche mondiali – i voti delle ragazze sono risultati in media più alti di quelli dei loro compagni, e con una minore variabilità (differenza tra il voto più alto e quello più basso).  Sorprendentemente, però, entrambe queste differenze di genere sono risultate minori nelle materie scientifiche che in tutte le altre, per esempio, l’inglese.

In definitiva, nelle materie STEM le prestazioni di maschi e femmine sono molto simili. Ma è invece nell’area umanistica che le differenze tra i due sessi sono significative, sia nella media sia nella variabilità. E in questo caso a essere svantaggiati sono gli uomini.

 Secondo Rose O’Dea, Ph.D. studente e autrice dello studio della UNSW di Sydney, l’orientamento delle ragazze verso carriere in ambiti umanistici sarebbe motivato dalla sensazione, confermata anche dai dati statistici, che in questi campi vi sia una minore competizione maschile.

Ma contano anche aspetti psicologici e culturali: lo stereotipo ancora largamente diffuso secondo il quale le donne sarebbero meno portate per la matematica influisce sullo stesso modo di aprocciarsi alla materia fin dalla più tenera età. Perché si tende a interiorizzare le percezioni degli altri come proprie e quindi ad allinearsi con gli stereotipi vigenti.

A tenere lontane le donne dalle carriere scientifiche, evidentemente, non è la “natura” ma la cultura dominante, e lo status quo:  il fatto che negli altri campi ci siano meno uomini con cui competere.  

E per cambiare questa cultura e incoraggiare le ragazze a intraprendere carriere nella scienza e nella tecnologia servono nuovi modelli di riferimento.

Figure scientifiche femminili che suscitino emulazione, come Donna Strickland  e Frances H. Arnold, che con il loro lavoro provano che a una donna nessun traguardo può essere precluso nella scienza.

 

https://www.galileonet.it/2018/10/donne-e-scienza-studio-demolisce-stereotipi/

https://www.galileonet.it/2018/10/studio-laser-nobel-fisica-2018/

 

 

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*E c è anche la Luna Nuova di Ottobre, forse la più potente dell’anno!

La luna nuova di questo ottobre sarà la più potente dell’anno

 

 

Non c’è dubbio che le fasi lunari possono avere un’incredibile influenza sulle nostre vite. Pensa solo a quanti eventi può portare l’energia della luna piena. E succede sempre!.

Tuttavia, spesso trascuriamo il potere di trasformazione che la nuova luna porta.

Ogni mese, con l’arrivo della Luna Nuova, si apre una nuova fase e ci offre il momento perfetto per iniziare nuove attività e per lavorare ad un accrescimento della coscienza individuale

La prima fase del ciclo della luna, la Luna Nuova, è il momento in cui dobbiamo impostare le nostre intenzioni per il mese che viene.

Gli obiettivi che prefissi ora saranno particolarmente motivati e guideranno il tuo lavoro nel corso del mese, quindi scegli saggiamente.

Prenditi il ​​tempo per considerare attentamente e definire i tuoi obiettivi, e porrai così le basi per più grandi cose a venire.

Questa non è un’energia che si attiva per una sola notte.

La sua benefica influenza ci accompagna per almeno tre quattro giorni

Questa è una buona notizia , dato che questa Luna Nuova splendeva nei cieli già ieri, 8 ottobre.

E inoltre questa non è la solita nuova luna.

La nuova luna di ottobre è sorta nel segno della Bilancia, un segno noto per la sua capacità di trovare equilibrio e armonia in ogni situazione.

Ciò è ulteriormente rafforzato dal fatto che il Sole è anche nello stesso segno, le loro energie si uniscono per creare la “tempesta perfetta.”

Se c’è mai stato un tempo che prelude ad una grande felicità, ricchezza e successo, questo è ora! Certo, non verrà senza sforzo, ma se lo vuoi fortemente, l’opportunità è davanti a te.

Guarda gli obiettivi che hai scritto. Stai frenando, fissando obiettivi ‘ragionevoli’ o ‘realistici’, o sei disposta a raggiungere il cielo? Sebbene non tutti gli obiettivi possano essere raggiunti in un solo mese, questo è il momento perfetto per piantare i semi che un giorno daranno grandi frutti

L’influenza della Bilancia ti porterà a valutare seriamente i tuoi pensieri e i tuoi piani, perfezionando le tue idee in modo tale da aumentare le tue possibilità di successo. Ciò avverrà considerando vari punti di vista e trovando un equilibrio tra i benefici e i rischi che dovrai affrontare.

Se rimani disponibile alle opportunità che ti aspettano, arriva una grande ricchezza. Tuttavia, questa nuova luna della Bilancia ti invita a considerare la possibilità che il successo non arrivi dove più ti aspetti.

Invece, una grande quantità di lavoro e la volontà di uscire dalla tua zona di comfort daranno i risultati migliori.

Aggiungi tutto questo al succedersi delle stagioni, un tempo di morte e, successivamente, di rinascita, e ti ritrovi a vivere un momento di crescita personale.

Le tue vecchie paure e limitazioni saranno eliminate e al loro posto troverai le risorse necessarie per spingerti in avanti.

Guida tu il cambiamento e fallo accadere, hai tutto da guadagnare!

Fonte:https://awarenessact.com/tonights-new-moon-will-be-the-most-powerful-of-the-year/?=tet

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* La Luna nera, in Acquario fino a maggio 2019, ci spinge ad entrare nella veste della Regina di Coppe, seme di acqua.

La Luna Nera (Lilith) transita in Acquario e ci rimarrà fino a maggio 2019.

È un archetipo molto forte : Lilith è la prima moglie di Adamo, colei che rifiutò la sottomissione all’uomo e decise di lasciare l’Eden. Ne fu bandito il ricordo, probabilmente fu la prima grande esclusa dai tempi dei tempi.
Ora transita in Acquario: segno di ribellione e innovazione. Una ribelle in terra di ribelli.

Come ci influenzerà questo transito?

Il taglio di apertura parla chiaro: una regina di danari e l’archetipo del Mondo. Il femminile di ognuno di noi (uomini e donne) richiede attenzione.

I semi di danari appartengono all’elemento terra: sono il seme più completo poiché racchiudono in sé anche tutti gli altri tre . A questo punto del cammino ‘si è già’.
Parlano di materia, concretizzazione, realizzazione pratica e dei nostri talenti animici.

La Regina di Danari è una sfaccettatura del femminile molto particolare; parla di abbondanza materiale e scarsezza spirituale, ma avendo il trono nel terreno parla anche di radicamento e centratura. Da questa centratura in sé nasce la sua vera bellezza.
Per come viene raffigurata sembra una donna cristica in attesa.
Sarà questa sua attesa ad essere il suo punto debole? Aspetterà un messaggio dall’ esterno che in realtà dovrebbe arrivare dall’interno?
Ha regole severe poiché la vita l’ha indurita: anziché usare la sofferenza come mezzo di autoconoscenza ha forse scelto di inaridirsi cadendo nella lamentela? Parla anche di una donna sofferente, che si sente vittima delle circostanze

Poi c’è il Mondo: ne ho già parlato, ma è talmente immenso come Archetipo da meritarsi attenzioni costanti.
È l’ultimo dei 22 Arcani Maggiori ed è anche il più bello.

A questo punto del cammino l’anima ha già trasceso tutti i precedenti Archetipi ed è pronta ad un grande salto.
In ordine, dopo il Mondo, ci sarebbe il Matto, visto come precosesso di disincarnazione e reincarnazione.
Rappresenta una figura androgina con il sesso coperto da un velo all’interno di un ovale di alloro.

Considerando i tempi che corrono, considerando la ribellione di Lilith e la libertà sessuale dell’Acquario.. Questa metafora androgina potrebbe preannunciare una maggiore evoluzione sessuale che vada oltre gli schemi visti fino ad ora? Io non lo escluderei.
L’ovale di alloro può essere visto come un Uovo e parla anche del principio maschile.
Qui c’è un perfetto connubio tra maschile (l’uovo che contiene, l’uomo che protegge) e femminile (la figura androgina al suo interno, il femminile che si esprime).
La figura tiene in mano due bacchette con un significato ancora più profondo: “com’è in alto così è in basso” “com’è in cielo così è in terra”.

Questi sono i principi base dell’astrologia e delle costellazioni sistemiche familiari: com’è il movimento del cielo attuale è anche il nostro sulla terra – ciò che è stato nelle generazioni precedenti arriva alle generazioni discendenti.

Il mondo parla di successo, il massimo compimento di una situazione oltre il quale non si può andare, è l’apice, parla di una chiusura di un ciclo, perfezioni, trionfi e realizzazione.

Cosa ci dice questo taglio?
Forse ci vuole dire che parte del nostro femminile sofferente, limitato dalle lamentele e dal vittimismo, culturale e umano, ha raggiunto il suo apice e siamo pronti ad andare oltre!

Ma dove dobbiamo andare?

Qui rivediamo la carta degli Amanti : parla di scelte, compassione, cuore e amore come modo di vivere.
Ci chiede di usare il cuore per scegliere dove stare, ma come si fa?

La carta successiva ci dà una direzione, L’appeso.

L’appeso parla di osservazione, non è momento di agire, ma osservare.. Come? A testa in giù! Cosa si fa a testa in giù? Si cambia punto di vista sulle cose.

Ma cambiare punto di vista per arrivare dove? Nella Regina di coppe, l’ultima carta appunto.

Siamo nel seme coppe, per cui acqua quindi emozioni. Ha il trono di fronte all’acqua e il mare è mosso, il movimento emozionale è forte. È la donna innamorata che vive nel cuore.
Potrebbe essere la regina dei sentimenti? Parla di fiducia, dolcezza, è la donna amata che ama.

Non si ‘limita’ ad un amore relazionale, ma ama per vivere. La sua centratura è nell’amore.

La vedo così: la sofferenza del nostro femminile ( karmica, culturale, genealogica, ancestrale) ha fatto il suo corso ed è ora di andare oltre e trascendere anche lamentele e vittimismi poiché tutto ciò che ci accade parte sempre da una nostra scelta animica e lamentarsi è inutile.
Si torna nel cuore, facendolo centro del nostro mondo, attraverso la scelta di vivere nel cuore con amore e compassione abbiamo la possibilità di cambiare punto di vista sulle cose.

Così possiamo entrare nelle vesti di regina di coppe: guardando noi, la nostra vita e gli altri con amore e dolcezza. Così facendo alziamo le vibrazioni personali e le memorie del passato hanno meno presa sul presente.

Il regalo di Lilith in Acquario è questo: la regina di coppe, seme di acqua, acqua- acquario..

La risonanza non è casuale, nonostante l’acquario sia un segno di aria.

 

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La buona notizia del venerdì: Chi la fa l’aspetti…soprattutto con una donna!

Era stata ‘derubata’ del Nobel per la sua scoperta

44 anni dopo è stata premiata con 3 milioni di dollari, da studentessa Jocelyn Bell Burnell aveva, infatti, scoperto i pulsar, ma il premio era stato riconosciuto al suo relatore di tesi Anthony Ewish.

Oggi l’astrofisica si prende la sua rivincita con il Breakthrough Prize.

(Photo by Jane Barlow/PA Images via Getty Images)

La sua storia ha fatto il giro del mondo, perché dopo quell’ingiustizia subita, Jocelyn Bell Burnell si è battuta con tutte le sue forze per la parità in un mondo, quello scientifico, sempre proiettato verso il sesso maschile.

E ce l’ha fatta aggiudicandosi finalmente il Breakthrough prize 2018 per la Fisica Fondamentale, il più ricco riconoscimento per la ricerca scientifica (vale 3 milioni di dollari, oltre 2,5 milioni di euro).

Denaro che ha già deciso di investire per la causa che più le sta a cuore, ovvero la sua battaglia contro la discriminazione delle donne in ambito accademico.

Nata il 15 luglio 1943 nell’Irlanda del Nord, Jocelyn Bell Burnell ha una laurea in fisica all’Università di Glasgow e un dottorato di ricerca all’ Università di Cambridge. Proprio da studentessa ascoltando il rumore di fondo della registrazione compiuta sul cielo aveva scoperto un segnale che pulsava regolarmente.

All’inizio la sorgente venne chiamata “LGM” (Little Green Men, piccoli omini verdi in inglese) poichè si pensava potesse essere un segnale proveniente da esseri extraterrestri.

In seguito Jocelyn Bell capì che si trattava di una nuova classe di stelle, denominata pulsar, ovvero stelle rotanti ultracompatte che emettono radiazioni a intervalli regolari.

La scoperta però diventò come per magia opera del suo relatore e l’allora studentessa non venne neanche nominata durante la cerimonia.

Col tempo però Jocelyn Bell Burnell è riuscita a volare alto, oggi è a capo del Dipartimento di Fisica della Open University, in Inghilterra, ha vinto numerosi premi e medaglie e oggi questo importassimo riconoscimento.

sebben che siamo donne !