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* La buona notizia del venerdì: la Street Art a qualunque età


Dopo una vita trascorsa a lavorare nei campi, la nonna artista ha deciso di coltivare la sua passione imparando a disegnare.

Oggi abbellisce i muri esterni delle case

l suo colore preferito è il blu oltremare e i motivi ricorrenti dei suo dipinti sono prevalentemente i fiori che adornano le facciate delle abitazioni.

La street artist in questione è Anežka Kašpárková, residente in un piccolo villaggio nel sud della Repubblica Ceca.

 

La particolarità di questa speciale artista è la sua età: Anezka, per gli amici Agnes, ha 90 anni, ma nonostante l’età avanzata non rinuncia alla sua passione, ovvero la pittura. 

Nata e cresciuta a Louka un piccolo villaggio con settanta abitanti, Agnes ha scoperto questa inclinazione per i colori e i pennelli circa trent’anni fa, dopo essere andata in pensione. Dopo aver lavorato per una vita nei campi, la donna ha deciso di trascorrere il suo tempo libero a prendere lezioni di disegno da un’altra anziana del paese.

Quando quest’ultima è venuta a mancare, Agnes ha deciso di proseguire l’opera abbellendo gli edifici del villaggio con elaborati disegni blu, che risaltano sul bianco candido dell’intonaco dei muri. 

Faccio soltanto quello che mi piace“, ha raccontato a un quotidiano ceco che l’ha intervistata. “Cerco di contribuire a decorare un po’ il mondo”

Agnes, tutt’oggi non rinuncia a salire su una scala per dipingere periodicamente la cappella del suo paese.

Tra i suoi lavori la donna vanta anche la decorazione interna ed esterna della cappella di Louka, risalente al XVIII secolo. 

 

Le sue decorazioni, tutte a tema floreale, ma nel contempo tutte diverse e originali, vengono realizzate con una vernice piuttosto costosa, che garantisce una durata di almeno due anni, nonostante l’esposizione alle intemperie e la scarsa qualità degli intonaci. 

 

http://www.tpi.it/mondo/repubblica-ceca/anezka-kasparkova-artista-novantenne-dipinge-facciate-villaggio-repubblica-ceca

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* Non ci sono problemi insolubili…molti problemi non vanno risolti ma superati.



I più grandi problemi della vita non si risolvono, ma si superano.

Così Jung ci indica la strada del “lasciare accadere

Ho sempre lavorato con la convinzione, dettata dal mio temperamento, che in fondo non ci sono problemi insolubili.

E l’esperienza mi ha dato ragione, perché molto spesso ho visto quanto facilmente alcuni individui superavano un problema nel quale altri fallivano completamente.

Quando cioè nell’orizzonte del paziente compariva un qualsiasi interesse più elevato e più ampio, il problema insolubile perdeva tutta la sua urgenza grazie a questo ampliamento delle sue vedute.

Non veniva dunque risolto in modo logico, per sé stesso, ma sbiadiva difronte a un nuovo e più forte orientamento dell’esistenza.

Non veniva rimosso e reso inconscio, ma appariva semplicemente sotto un’altra luce, e diventava così realmente diverso.

Ciò che a un livello inferiore avrebbe dato adito ai conflitti più selvaggi e a paurose tempeste affettive, appariva ora, considerato dal livello più elevato della personalità, come un temporale nella valle visto dall’alto della cima di un monte.

Con ciò non si toglie alla bufera nulla della sua realtà, ma non le si sta più dentro, bensì al di sopra.

Dato però che noi siamo, in senso psichico, nello stesso tempo valle e monte, sembra inverosimile che ci si possa proiettare oltre l’umano.

È vero che, quando proviamo un affetto, ne siamo sconvolti e tormentati, ma nello stesso tempo è anche presente, in modo percettibile, una più alta consapevolezza, che ci impedisce di identificarci con quello stato affettivo, una consapevolezza che considera quell’affetto come oggetto, e che può dire: “Io so di soffrire.”

[…] Di tanto in tanto capitavano, nella mia pratica terapeutica, eventi di questo tipo, e cioè che un paziente riuscisse a superare sé stesso grazie a potenzialità a lui sconosciute; ciò costituì per me l’esperienza più preziosa.

Nel frattempo avevo infatti imparato che i problemi più grandi e importanti della vita sono, in fondo, tutti insolubili; e non possono non esserlo, perché esprimono la necessaria polarità inerente a ogni sistema di autoregolazione.

Essi dunque non potranno mai essere risolti, ma soltanto superati.

Perciò mi chiesi se questa possibilità del superamento, e cioè di un ulteriore sviluppo psichico, non costituisse in genere il fatto normale, e se quindi il fatto patologico non consistesse proprio nel rimanere bloccati dentro o davanti a un conflitto.

Ogni individuo dovrebbe possedere, perlomeno potenzialmente, questo livello più alto, e poter dunque, in condizioni favorevoli, sviluppare tale possibilità.

Nell’osservare il processo di sviluppo dei pazienti che tacitamente, quasi senza rendersene conto, erano riusciti a superare sé stessi, vedevo che i loro destini avevano tutti un elemento comune, in quanto il nuovo giungeva loro dalla sfera delle potenzialità nascoste, o dall’esterno o dall’interno.

Essi lo accettavano e crescevano con il suo aiuto.

Mi parve tipico che gli uni lo ricevessero dall’esterno, e gli altri dall’interno, o meglio che negli uni esso si sviluppasse dall’esterno e negli altri dall’interno, pur non essendo mai il nuovo cosa soltanto esterna o soltanto interna.

Se proveniva da fuori, diventava una profonda esperienza interiore; se invece proveniva dall’interno si trasformava in evento esterno.

In nessun caso però era stato procurato intenzionalmente e consciamente, ma sembrava piuttosto essere generato dal fluire del tempo. […]

Che cosa hanno fatto dunque questi individui per provocare questo processo risolutivo?

Per quanto ho potuto vedere io, non hanno fatto proprio nulla (wu-wei = agire senza agire), ma hanno lasciato accadere, come insegna il maestro Lu-Tzu, poiché la luce circola secondo le sue leggi, se non si abbandonano le proprie abituali occupazioni.

Il lasciar agire, il fare nel non fare, l’abbandonarsi del Maestro Eckhart è diventato per me la chiave che dischiude la porta verso la via: bisogna essere psichicamente in grado di lasciar accadere.

Questa è per noi una vera arte, che quasi nessuno conosce.

La coscienza interviene continuamente ad aiutare, correggere e negare, e in ogni caso non è capace di lasciare che il processo psichico si svolga indisturbato.

Il compito sarebbe di per sé abbastanza semplice (se la semplicità non fosse la cosa più difficile!)

 

(C.G.Jung – “Il segreto del Fiore d’Oro”, Bollati Boringhieri, pp.37-38-39)

 

 

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* La buona notizia del venerdì: Orti urbani, una rivoluzione verde si propaga in Italia e nel mondo: triplicate le coltivazioni in città


Una scelta urbanistica che vincola un suolo altrimenti destinato a cadere, prima o poi, nelle grinfie della speculazione edilizia, ma non solo.

L’orto urbano è anche un mezzo per permettere la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e una risposta alla Grande Crisi . 

A Berlino le verdure si coltivano in aeroporto. A Parigi una legge obbliga gli edifici pubblici e i grattacieli commerciali a dotarsi di uno spazio verde, a Tokyo invece le verdure si coltivano nell’ex fabbrica di floppy disk Toshiba. A New York un gigantesco parco urbano, con orto, lungo una ex linea ferroviaria.

Gli ultimi dati parlano chiaro: l’agricoltura è uno dei pochi settori in crescita, soprattutto nel nostro Paese, e – come emerge dal Rapporto Ismea-Svimez – sono sempre di più i giovani che tornano a lavorare la terra, in particolar modo al Sud.

Sono ben 20mila le imprese agricole fondate al Sud lo scorso anno.

Aumenta inoltre la consapevolezza riguardo la necessità di alimentarsi in maniera sana ed equilibrata e sono ogni giorno di più i contadini di città che coltivano frutta e verdura bio nei tanti urbani sorti ovunque, dal Nord al Sud del Paese.

Gli orti urbani stanno ridisegnando la pianta delle nostre città: tantissimi quelli che hanno permesso di recuperare spazi urbani altrimenti destinati alla speculazione edilizia o all’abbandono. Un autentico strumento di politica urbanistica in grado di migliorare la qualità estetica e ambientale di interi quartieri, soprattutto nelle periferie. Danno lavoro a migliaia di persone che si organizzano anche con micro-imprese, permettono di investire in maniera positiva e costruttiva il proprio tempo libero favorendo la socializzazione e lo scambio di conoscenze e diffondono le buone pratiche relative al rispetto della stagionalità dei prodotti e la lotta agli sprechi alimentari. Un pezzo importante del nostro futuro e un’ottima strategia per migliorare la nostra qualità della vita.

ORTI URBANI IN EUROPA E NEL MONDO –

Ma non solo in Italia: gli orti urbani si stanno diffondendo ovunque, in Europa e nel mondo. E spopolano anche le torri di orti urbani, le fattorie verticali e gli orti sul tetto.

  • PARIGI

A Parigi un progetto che rientra nel piano strategico 2014-2020, prevede di arrivare a 100 ettari di verde in più su tetti e pareti verticali. Un obiettivo raggiungibile grazie alla legge che obbliga edifici pubblici e grattacieli commerciali a dotarsi di uno spazio verde. E sui tetti delle Galeries Lafayette si producono ben 300 varietà di piccoli frutti.

  • ROMAINVILLE

A Romainville, sobborgo di Parigi, ha invece aperto al pubblico la Agro-main-ville, una torre di orti urbani: ben otto piani e sette enormi terrazzi in cui i cittadini possono coltivare le loro piante e curare gli orti condivisi. Una struttura ecosostenibile ed a risparmio energetico in cui sono stati previsti anche sistemi di raccolta e filtraggio dell’acqua piovana e per il compostaggio degli scarti delle fattorie verticali e dei rifiuti organici della popolazione.

  • BERLINO

Nella capitale tedesca invece, zucchine, pomodori e cavoletti di Bruxelles si coltivano nei 300 piccoli appezzamenti ricavati al posto della pista di atterraggio dell’aeroporto Tempelhof chiuso definitivamente nel 2009.

E al di fuori dell’Europa, le vertical farm sono una realtà anche in:

  • GIAPPONE

Qui alcune tipologie di verdura tra cui la lattuga sono davvero difficili da trovare a causa dell’eccessivo livello di inquinamento dei terreni, motivo per cui vengono importate e vendute a costi molto elevati. A Yokosuka, a soli quaranta chilometri da Tokyo, gli ortaggi si coltivano nell’ex fabbrica di floppy disk che Toshiba ha ora trasformato in una fattoria verticale idroponica.

  • NEW YORK

Nella Grande Mela invece, le verdure si coltivano nel Brooklyn Grange, il più grande orto sul tetto dove, ogni anno, vengono prodotti venticinquemila chilogrammi di verdure fresche, erbe officinali, uova e miele. E non solo: la High Line Park, un parco lineare di circa 2,3 chilometri, è diventata in pochissimi anni una delle principali attrazioni della metropoli americana, e ha circa 5 milioni di visitatori l’anno, più della Statua della Libertà. Nella West Manhattan invece, una vecchia linea ferroviaria, la West Side Line, ormai in disuso, è stata completamente trasformata in un fantastico parco urbano, dove ci sono anche spazi tipici da orto, molto amato dai cittadini e dai turisti. Un esempio di riqualificazione urbana, sotto il segno del verde, dell’orto, dei nuovi stili di vita, senza cancellare le tracce della memoria (lungo il percorso ci sono ancora i vecchi binari).

  • CHICAGO

Sul tetto-parco “Green Roof City Hall” di Chicago invece, si coltivano ben 20mila specie di piante.

Progetti molto importanti, non solo dal punto di vista di una migliore vivibilità dei nostri centri urbani ma anche per favorire il risparmio energetico. 

Le vegetazioni in cima agli edifici, gli orti e i boschi verticali forniscono alla struttura un effetto isolante e questo permette di risparmiare sull’utilizzo e, di conseguenza, sui costi in bolletta di riscaldamento e condizionatori.

Senza contare che le coltivazioni sui tetti permettono di produrre frutta e verdura priva di sostanze inquinanti come piombo e metalli pesanti che fuoriescono dai tubi di scappamento delle auto e si posano sul terreno.

TETTI VERDI E ISOLAMENTO TERMICO

Il tetto verde è una forma naturale di coibentazione dello spazio, che con l’isolamento termico consente di abbattere le isole di calore dei tipici tetti neri con le guaine d’asfalto.

In pratica: scenderanno le vostre bollette invernali per il riscaldamento e quelle estive per il condizionamento.

In secondo luogo, il tetto verde ha una potente funzione ambientale. Assorbe i rumori, quindi vivrete in palazzi più silenziosi, trattiene le polveri trasportate dal vento e filtra le sostanze inquinanti grazie al processo di fotosintesi delle piante. In pratica è come costruire un impianto di depurazione dell’aria.

Infine, c’è l’elemento estetico da non sottovalutare (che si traduce anche in aumento di valore della casa: volete mettere la differenza tra un giardino pensile e una superficie di asfalto o di cemento?

AGEVOLAZIONI FISCALI PER TETTI VERDI

Quanto ai costi, il mio interlocutore mi ha spiegato che la spesa per un tetto verde oscilla tra gli 80 e i 140 euro a metro quadrato: mi rendo conto, non è poco.

Però non è cifra molto differente da una normale ristrutturazione del lastrico solare, e poi non sono da sottovalutare gli incentivi fiscali, detrazioni oggi pari al 65 per cento del costo dell’opera.

Un motivo in più per pensarci.

LEGGE PER ORTI

Era ora che qualcuno ci pensasse sul serio. E adesso finalmente, grazie all’iniziativa del parlamentare ds biellese Gianluca Susta, esiste in calendario, presso la Commissione Finanze del Senato, una legge che premia chi coltiva un giardino o un orto. Come? Con incentivi fiscali sia per i lavori iniziali sia per la manutenzione.

LE LEGGE CHE PREMIA CHI COLTIVA UN GIARDINO O UN ORTO

Questa legge non è una mancia o un regalo agli italiani con il pollice verde.

È piuttosto un modo concreto per spingere tutti i cittadini, a vario livello, ad attrezzare spazi esterni con piante, fiori, alberi. Per migliorare l’estetica dei luoghi, e dunque delle città, per contrastare l’inquinamento e migliorare l’aria, per evitare la tentazione di piccole o grandi speculazioni edilizie.

La proposta prevede una detrazione dell’imposta lorda pari al 36 per cento delle spese documentate fino a un massimo di 30mila euro annui e fa uno specifico riferimento alla «sistemazione a verde» di aree scoperte private di edifici già esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni. Si applica, in cinque quote annuali, anche agli inquilini.

I VANTAGGI DI ORTI E GIARDINI –

D’altra parte le detrazioni già esistono per chi trasforma in aree verdi i lastrici di copertura e i terrazzi solari: non si capisce perché non debba estendersi a chi il giardino lo fa al piano terra o in uno spazio adiacente alla propria abitazione. «Tutti i giardini, non solo quelli realizzati su un tetto, migliorano la qualità della vita e rendono più belle le nostre città. Da qui la mia proposta di estendere le agevolazioni fiscali» spiega il senatore Susta. Adesso bisognerà trovare il consenso parlamentare e  innanzitutto la copertura finanziaria all’interno della prossima legge di stabilità.

E speriamo presto che la proposta diventi legge dello Stato.

 

TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE SUI TETTI VERDI:

  • Tetti verdi e pannelli solari, in Francia diventano obbligatori per legge
  • Scomparsa api, sui tetti di New York lavorano 200 apicoltori
  • Quanto vale una casa verde e quanto aumenta di valore (Video)
  • Casa passiva, un modello abitativo per tagliare i consumi ed eliminare gli sprechi (Foto)
  • Facebook e la città verde per i dipendenti, un grandioso progetto nella baia di San Franciscofonte:http://www.nonsprecare.it/orti-urbani-nel-mondo-grandi-quanto-28-paesi-della-ue

http://www.nonsprecare.it/vantaggi-tetti-verdi-efficienza-energetica-isolamento-termico-acustico

http://www.nonsprecare.it/orti-urbani-rivoluzione-triplicati-in-due-anni

http://www.nonsprecare.it/recupero-terreni-incolti-stati-uniti-los-angeles-ron-finley-orti-urbani-video

LEGGI ANCHE: Giardini pensili, è il momento giusto per farli con il maxi bonus fiscale (fino al 65 per cento)

LEGGI ANCHE: In Spagna l’autobus con il tetto verde

Come creare un orto in appena un metro quadrato

http://www.nonsprecare.it/agro-ecologia-urbana

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* Il confine della soglia (maggio/giugno)



I prossimi due mesi potremmo definirli come Yin (maggio) e Yang (giugno).

Non stiamo parlando di presenza assoluta di calma (Yin) o di movimento (Yang) ma di preferenza. Del resto prima di ogni movimento c’è la calma che è anche riflessione, valutazione, interiorizzazione. Questo è il senso di un’alternanza che coincide con il passaggio di questi prossimi due mesi che precedono il solstizio estivo.

Negli ultimi mesi l’analisi dei livelli di energia ha dato buoni risultati visibili non solo dal punto di vista individuale ma anche collettivo (mondiale). I flussi determinano la presenza di energia che si muove nel campo materiale, alternando la forza in un equilibrio quando sono modulati in armonia entro valori stabili o determinando la prevalenza o attrazione verso una delle due maggiori polarità. La comprensione di questi fattori si basa sull’aspetto percettivo delle persone perchè come ho scritto più volte, è l’energia percepita ad avere maggiore rilevanza in quanto le persone si muovono all’interno di una comprensione o di un visibile che non si può variare se non con un profondo lavoro di rinnovamento che riveli le nuove possibilità, mostrando la Via per spostare il velo dell’illusione.

In questi mesi camminiamo sulla frontiera, sulla soglia ma anche sul baratro degli abissi che se da un lato mostrano le “nostre prigioni” dall’altro indicano la strada per uscirne. Si tratta quindi di mesi importanti per l’evoluzione non solo spirituale ma soprattutto materiale di ogni persona.

Durante il mese di maggio assorbiremo l’energia Yin (riflessione, calma, preparazione interiore) che è la richiesta di energia Yang (movimento, azione, espressione) che avverrà nel mese di giugno, una manifestazione non qualsiasi ma intrinseca di una consapevolezza importante.

Il primo aspetto da considerare è quindi questo: la divisione netta tra l’energia di questi mesi da non interpretare in maniera distante, separata ma sicuramente legata negli aspetti e nelle conseguenze soprattutto nella materia che è anche legata alla personalità di ogni individuo (rappresentazione del proprio SE nel piano terrestre).

Maggio è il mese dell’inspirazione e tutto quello che si manifesterà intorno a noi sarà assorbito. Vale la pena di distanziare quegli aspetti che sono distanti dai nostri obiettivi? Non è importante questo perchè saranno proprio quegli aspetti a determinare la nostra più certa reazione.

Per esempio, ritornando all’esperienza del respirare con il quale ho voluto rappresentare questi due mesi (maggio inspira (fase IN) e giugno espira (fase OUT)), se io inspiro energia non pulita, cattivi odori poi cerco la fonte di questo e mi posso spostare o meglio rimuovere la fonte di questo disturbo.

Maggio è quindi il mese delle percezioni profonde, della manifestazione di questi “guardiani della soglia” che guidano ogni persona attraverso sogni, intuito, visioni ma anche incontri che sembrano essere fuori luogo o fuori controllo. Saranno questi guardiani, a volte nella loro mostruosità, a determinare l’apertura di quel confine nella quale le persone sono chiuse verso la liberazione di se stessi ma anche della loro umanità.

Durante i giorni delle fasi di Luna nuova e piena avremo dei sensibili rilasci di energia che potranno coincidere con le rivelazioni (giorni 10-11 e giorno 25).

Durante questo mese consiglio rilassamento e solitudine per dare maggiore possibilità di “inspirare” questo periodo correttamente.

https://energiamaya.org/2017/04/30/il-confine-della-soglia-maggiogiugno/

Esercizio sui kan consigliato: Angelo con la Spada  /// Fiore di Bach nr 12

 

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* La buona notizia del venerdì: Il santo di Baylovo, un nonno speciale.

Chi sono veramente gli eroi!

 

Questo vecchio signore sa mostrarci cosa significa essere un eroe.

Non ha molto, ma possiede una compassione che vale più di cento lingotti d’oro. Quando vedrete cosa fa ogni giorno questo signore di 99 anni realizzerete che i veri supereroi esistono, anche se si nascondono dove non immaginereste mai. 

Dobri Dobrev ha 99 anni e ha perso tutti i suoi averi durante la seconda guerra mondiale.

Da allora cammina per 25 km al giorno, con vestiti e scarpe fatti in casa, dal suo villaggio a Sofia, capitale della Bulgaria, dove passa il giorno a chiedere l’elemosina.

 

Ma Dobrev non sta elemosinando per se stesso. Egli infatti riceve 80 euro al mese di pensione.

Non tiene per se un centesimo di quanto elemosina, ma da tutto in favore dei bambini orfani.

Tutti i soldi che ha raccolto in questi anni (si stima 40.000 euro) li ha donati ad orfani che non riuscivano a pagare i propri conti.

Alcuni lo chiamano “Il santo di Baylovo”, il suo paese di nascita.

Quest’anno compirà 100 anni.

 

È ben voluto da tutti. E viene chiamato “Dyado Dobri” (nonno Dobri).

Avrebbe potuto cambiare la propria vita con quanto raccolto finora, ma ha deciso di dedicarla completamente all’aiuto di bambini senza famiglia.

 

Fonte originale: 9gag

Fonte: http://www.spottynews.com/2014/03/01/povero.html
https://www.conoscenzealconfine.it/chi-sono-veramente-gli-eroi/

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* La buona notizia del venerdì: Vittoria storica per gli elefanti!



Una notizia storica: la Cina chiude negozi e fabbriche di avorio!

La promessa di mettere al bando il commercio d’avorio e salvare gli elefanti sembra mantenuta. 

Il colosso asiatico infatti sta iniziando a chiudere i negozi e fabbriche che intagliano questo ambito materiale.

La prima tornata di chiusure riguarda circa un terzo di tutti i negozi e le fabbriche, secondo i documenti rilasciati dalla State Forestry Administration cinese.

A darne conferma è WildAid.

Alla fine dello scorso anno, la Cina aveva annunciato l’intenzione di bloccare tutte le vendite di avorio nazionali entro la fine del 2017.

Il paese è attualmente il più grande mercato del mondo per i prodotti in avorio ricavati dalle zanne di elefante. Anche se il commercio internazionale è proibito, fino a 30.000 elefanti vengono uccisi illegalmente ogni anno per le loro zanne.

Queste chiusure dimostrano che la Cina fa sul serio nella chiusura del commercio di avorio e per aiutare l’elefante africano”, ha detto PeterKnights, CEO di WildAid. “Il prezzo dell’avorio è sceso di due terzi dai massimi precedenti, quindi ora è un cattivo investimento. Ci aspettiamo ulteriori cali non appena si avvicinerà la chiusura totale alla fine dell’anno”.

Il calo del costo dell’avorio scoraggia anche il commercio illegale.

Un rapporto pubblicato nei giorni scorsi da Save the Elephants ha evidenziato che il prezzo all’ingrosso delle zanne d’avorio in Cina era sceso a $ 730 per chilogrammo, un calo importante rispetto alle cifre del 2014, quando l’avorio costava $ 2.100.

Evidentemente, anche le campagne di sensibilizzazione hanno dato i loro frutti, informando gli amanti dell’avorio delle terribili violenze che i loro acquisti comportavano per gli elefanti.

Finora in Cina operavano 34 fabbriche ufficiali sparse in tutto il paese. Dodici sono state chiuse. Di queste, 10 praticavano anche la vendita dal dettaglio dei prodotti intarsiati. Inoltre, 45 dei 130 punti vendita dotati di licenza sono già stati avviati alla chiusura.

La notizia è stata rilanciata anche da Leonardo DiCaprio su Instagram:

L’anno scorso la Cina ha promesso di fermare la vendita di avorio di elefante per la fine del 2017. Ora sta lavorando bene su quella promessa: 67 fabbriche di sculture in avorio e negozi di vendita al dettaglio in tutto il paese chiuderanno venerdì, e il resto durante l’anno. Questa è un’ottima notizia per i 30.000 elefanti uccisi ogni anno per le loro zanne in Africa”.

 

Vittoria storica per gli elefanti! La Cina chiude negozi e fabbriche di avorio

 

” Fintanto che l’uomo continuerà a distruggere gli esseri viventi inferiori non conoscerà mai né la salute né la pace.

Fintanto che massacreranno gli animali, gli uomini si uccideranno tra loro.

Perchè chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore.”

Pitagora

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* Il primo Crop Circle del 2017


Il primo Crop Circle del 2017 ha fatto la sua comparsa a Cherhill White Horse, Wiltshire ( UK)

Finalmente è incominciata la stagione dei cerchi di grano nella terra magica del Wiltshire.

Questo Circle Crop è stato scoperto il 16 aprile scorso a poche centinaia di metri dal cavallino bianco e dal momumento di Landsdowne che sarebbe l’obelisco in cima alla collina.

Il pittogramma è stato disegnato all’interno di un campo di colza e misura circa 80 metri.

Le immagini sono state presentata dagli amici del sito web Cropcircleconnector.com.

Un evento cosmico imminente?

Forse è un riferimento a quello relativo al 21 agosto 2017 quando la Terra, la Luna, il Sole e Venere si troveranno allineati.

Forse il tutto coincide con un eclisse solare nelle stesso giorno?

Ma ciò che incuriosisce di più è che lo stesso simbolo può essere trovato sulla Pietra di Cochno che si trova a West Dunbartonshire in Scozia, che secondo i ricercatori rappresenta una antica mappa cosmica.

Questo simbolo del Crop Circle non è il primo che corrisponde alla Pietra Cochno.

In passato altri simboli con una interpretazione astronomica sono stati trovati nei cerchi di grano e sono simili ai simboli antichi sulla Pietra di Cochno.

Una serie di misteriose incisioni rupestri vecchie di 5000 anni, potrebbe rivedere la luce del giorno, dopo essere state sepolte 50 anni fa per proteggerle dai vandali.

La pietra di Cochno nel West Dunbartonshire riporta quello che è considerato il più bell’esempio dell’Età del Bronzo di scultura a coppelle e anelli in Europa.

La pietra, che misura 14×8 metri, è stata scoperta dal Rev. James Harvey nel 1887 su terreni vicino a quello che oggi è il complesso residenziale Faifley sul confine di Clydebank.

È coperto da circa 90 rientranze scavate, o coppelle, e spirali scanalati, insieme ad una croce anellata e un paio di piedi con quattro dita.

A causa della serie di marcature su di essa, la Pietra di Cochno è stata riconosciuta di importanza nazionale e considerata come un monumento.

Nel 1964, gli archeologi dell’Università di Glasgow hanno accomandato che fosse sepolta sotto diversi metri di terreno per proteggere le sculture da ulteriori danni di vandali. La pietra è stata coperta da allora.

A cavallo del giardino di una proprietà privata e del parco di proprietà del Comune, è ora coperta da vegetazione e circondata da alberi.

Nel suo libro L’arte rupestre preistorica del sud della Scozia, l’archeologo Ronald Morris, un esperto di antiche incisioni rupestri, ha descritto la pietra come “una delle più raffinate collezioni di pietroglifi della Scozia”.

Il ricercatore e storico Alexander McCallum, che ha fatto pressioni perché la pietra fosse coperta, ha detto che ci sono molteplici interpretazioni per le incisioni: “Alcune persone pensano che La Pietra di Cochno è una mappa che mostra gli altri insediamenti nella Valle del Clyde – che è una delle teorie. Penso che sia stata probabilmente usata per un sacco di cose; non è mai stata utilizzata solo per una cosa e per centinaia di anni ne è cambiato l’uso.

“Per quanto riguarda il simbolismo, alcuni credono che si tratti di un portale, di vita e morte, di rinascita, di un grembo materno e di una tomba – queste persone credevano nella reincarnazione”.

McCallum crede anche possibile che la pietra fosse usata nelle cerimonie sacrificali, con latte o acqua versata nelle scanalature e canali come offerte, o che le marcature siano mappe astronomiche, che mostravano le costellazioni agli agricoltori preistorici, indicando periodi propizi alla semina e al raccolto.

Sculture simili sono state trovate in tutto il mondo, tra cui in Hawaii, India, Africa e Italia, mentre in Scozia tendevano a essere trovati lungo la costa occidentale vicino al mare o lungo i fiumi, spesso in prossimità di miniere di rame.

I cambiamenti nelle opzioni a disposizione degli organismi che gestiscono la conservazione del patrimonio dei siti antichi e un cambiamento nell’atteggiamento verso il modo in cui dovrebbero essere trattati, hanno portato alla possibilità che la Pietra di Cochno Pietra sia di nuovo scoperta.

La pietra è stata descritta dal cineasta scozzese May Miles Thomas in The Devil’ Plantation, acclamato dalla critica, un percorso su come i monumenti antichi collegano la moderna Glasgow al suo passato preistorico. Il film è basato sul libro del 1980  “Geometria nascosta”, dell’archeologo Harry Bell.

 

Fonti:

http://www.segnidalcielo.it/il-primo-crop-circle-del-2017-ha-fatto-la-sua-comparsa-a-cherhill-white-horse-wiltshire-uk/

http://tycho1x4x9.blogspot.it/2014/07/la-pietra-di-cochno-rivede-la-luce-dopo.html

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* Luna piena di Aprile: Scegli di amare e farti amare


Tenere le cronache celesti in questi giorni di Aprile 2017 sta diventando estremamente impegnativo per il susseguirsi di aspetti particolarmente forti, potenti, stimolanti.

Il Plenilunio del mese è un altro step importante verso il raggiungimento di uno stato di coscienza sempre più centrato sul Sé e raccoglie tutte le correnti aperte in precedenza da Venere retrograda congiunta a Chirone (il Ritorno dell’Amore Perduto – qui il LINK) e da Saturno retrogrado (la Guarigione della Vittima – qui il LINK).

Durante il Plenilunio diventiamo estremamente sensibili alle tematiche sopra indicate e ogni strato di percezione, ogni stato emozionale, ogni livello dell’essere prende vita contemporaneamente.

Diventiamo una fonte di luce iper-stimolata, iper-attivata. Veniamo shakerati affinché i sedimenti vengano a galla, dividendosi tra loro per permettere la nascita di una chiarezza mai raggiunta finora.

Tutto questo avrà delle ripercussioni fondamentali nella relazione sentimentale che stiamo vivendo, visto che la Luna è congiunta a Giove retrogrado in Bilancia (segno simbolo della vita di coppia) ed il Sole è congiunto a Urano in Ariete (segno simbolo dell’individualità).

L’aspetto principale su cui lavorare nel 2017 diventa inevitabile e, che lo vogliamo o meno, veniamo presi e messi a sedere uno di fronte all’altro per un confronto definitivo. Siamo pronti ad accogliere l’altro incondizionatamente, così come stiamo facendo con noi stessi? Oppure veniamo seduti davanti allo specchio per comprendere le nostre difficoltà ad attrarre una relazione nella nostra vita.

Il risveglio dell’amore incondizionato sollecitato dalla congiunzione di Venere e Chirone a 27/26° dei Pesci è supportato da Marte in Toro (22°), che ci permette forse per la prima volta nella vita di vedere realizzato un pezzo di paradiso dentro il Cuore.

E’ l’apertura del Quarto Chakra, il Portale del Profondo, lì dove noi esistiamo oltre il Tempo.

Questo tipo di vibrazione ci dona la forza di affrontare  i pesi del passato (quadratura Venere-Chirone con Saturno retrogrado a 27° in Sagittario ).

Abbiamo finalmente abbastanza spazio dentro di noi per contenere la vista delle emozioni inconsce, ciò che finora non siamo riusciti ad affrontare. Questa bolla dell’animo è ciò che ha creato tutte le situazioni invalidanti perché non siamo mai riusciti a starci davanti, abbiamo voluto dimenticarcene.

Tuttavia nel corso di questi ultimi mesi abbiamo sviluppato una quantità tale di amore da voler andare a portare luce in queste bolle di dolore contenute nel corpo, così da sciogliere gli addensamenti.  

Possiamo lasciar andare. Possiamo dimenticare gli abbandoni, non risuonare più con essi. Possiamo comprendere che il cuore si è spezzato perché era necessario creare uno spazio più grande per aumentare la consapevolezza.

Così guarisce la vittima, come illustrato nel post su Saturno retrogrado.

Tutti gli aspetti fondamentali di questi ultimi giorni (rari, devo dire, come la retrogradazione di Venere in Pesci!) sono perle di saggezza, codici di informazioni che attivano i cristalli interiori, quei chip di memoria che attendevano la giusta vibrazione per essere messi in funzione, in modo che al momento giusto potessimo ricordare e guarire, e risvegliarci.

Questo è il momento.

Luna e Sole, i due Luminari, indicano la Via del superamento della dualità. O meglio, del senso estraniante della dualità, e ci accompagnano nel prendere atto della differenziazione quale valore aggiunto. L’altro può arricchire anziché sfidare. L’altro crea una sfida perché è un maestro che mette in luce i punti fragili che stanno chiedendo di essere guariti. Noi lo abbiamo attratto nella nostra esistenza con questo scopo preciso.

Possiamo fare un respiro e togliere dalle sue spalle ogni tipo di aspettativa. Riusciamo a farlo? Riusciamo a prenderci questa assoluta responsabilità?

E’ un atto liberatorio. Ci protegge da qualunque tipo di vampirismo perché non diamo più il potere a nessuno di decidere della nostra felicità.

Saturno è la colonna vertebrale, ciò che ci centra e ci radica. Nel suo movimento retrogrado si ferma per portare il movimento a fissità nel profondo. Supporta la Luna ed il Sole nel loro mostrare la via ed aiuta a prenderci il tempo per stare dentro questo processo. 

Luna Piena in Bilancia congiunta a Giove retrogrado rappresenta la fine del senso di separazione che attanagliava i nuclei familiari.

Sole congiunto ad Urano in Ariete è l’IO SONO, il momento in cui l’individuo sa chi è e non teme più il confronto e l’apertura. Possiamo decidere di donarci, di prendere e di dare in egual misura, senza dover dimostrare più nulla.

Cosa cambia per chi non è in relazione da tanto tempo?

Vengono al pettine i nodi che ci hanno tenuto lontano dal metterci in relazione: quale paura, quale irretimento ci ha mantenuto soli, distaccati, chiusi? Quale peso avevamo sul cuore che non ci ha permesso di voler rischiare? Quale antica storia ci ha tenuti ancorati in un’attesa infinita? La fedeltà a quale storia di solitudine familiare stiamo ancora mantenendo? Possiamo sciogliere le lacrime, accogliendo la scintilla dell’amore di Venere-Chirone, portarla nella realtà grazie a Marte in Toro, superando ogni paura? Siamo pronti a ricevere amore e a farci amare?

Chi vuole può dire sì e quel sì inizia a lavorare sulla matrice della realtà.

La Vita è ciò che ne facciamo di essa, sempre.

Una volta messo in chiaro il nodo, con molta onestà e coraggio, abbiamo già percorso metà del cammino fino in fondo al tunnel.

E’ molto più semplice di quanto si possa credere.

Stefania Gyan Salila

http://ashtalan.blogspot.it/2017/04/plenilunio-in-bilancia-linvito-ad-amare.html

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*La buona notizia del venerdì: Mille pecore per aiutare i pastori del Centro Italia.

I pastori sardi donano mille pecore a quelli di Cascia che hanno perso le greggi

Mille pecore per aiutare i pastori del Centro Italia a rimettersi in piedi dopo il terremoto, che ha causato tra il resto anche la morte di molti animali.

Il dono arriva dai colleghi sardi in nome di un’antica tradizione isolana di solidarietà chiamata “Sa paradura”, in base alla quale i pastori regalano uno o più capi a chi ha perso i suoi a causa di roghi o calamità naturali.

Sabato 1 aprile le prime 780 pecore sono arrivate nella città umbra di Cascia e nei prossimi giorni arriveranno le altre. All’iniziativa hanno aderito oltre 600 pastori di circa 150 Comuni della Sardegna. Gli animali sono stati caricati su due autotreni imbarcati su una nave a Olbia assieme a 500 quintali di foraggio.

Domenica pomeriggio alle 16, in piazza Leone XIII, ci sarà la cerimonia di consegna al comitato “Pastori di Cascia e frazioni” costituito da 38 allevatori umbri. “E’ un gesto carico di significati e soprattutto un atto di vera solidarietà”, ha detto all’Ansa il vicesindaco di Cascia Mario De Carolis, ricordando che “nella prima fase post sisma, la nostra città è stata assistita dai volontari della Protezione civile della Sardegna: quindi, con questo ennesimo atto di generosità, il legame tra la nostra terra e l’isola si rafforza ulteriormente”.

Un’iniziativa simile era stata realizzata anche nel 2009 in occasione del sisma dell’Abruzzo. Il progetto stavolta è nato da un’idea di Gigi Sanna, pastore e leader del gruppo musicale Istentales, ed è stato sposato da Coldiretti Sardegna. Sanna dopo la consegna terrà un concerto insieme a Tullio de Piscopo e Roberto Vecchioni.

La consegna del gregge, che conta anche numerosi agnellini, è avvenuta in un clima di festa con uno scambio di prodotti tipici della tradizione sarda e umbra, rallegrato da musiche folcloristiche e che ha coinvolto centinaia di agricoltori e allevatori, oltre ai rappresentanti delle Istituzioni. 

L’area del cratere, sottolinea la Coldiretti, è a prevalente indirizzo agricolo con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinchè la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo. 

Sono 25mila le aziende agricole e le stalle nei 131 comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo con 292mila ettari di terreni agricoli coltivati soprattutto a seminativi e prati e pascoli da imprese per la quasi totalità a gestione familiare (96,5%), secondo le elaborazioni Coldiretti sull’ultimo censimento Istat.

Significativa la presenza di allevamenti con quasi 65 mila bovini, 40 mila pecore e oltre 11 mila maiali che sviluppano un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo.

Il crollo di stalle, fienili, caseifici e la strage di animali hanno limitato l’attività produttiva nelle campagne, con lo stress da scosse e freddo che ha tagliato del 30% la produzione di latte mentre lo spopolamento ha ridotto le opportunità di mercato. 

Il dono del maxigregge è stato realizzato grazie ad una operazione logistica organizzativa senza precedenti coordinata dalla Coldiretti con l’arrivo di pecore da tutta la Sardegna, dalla Barbagia alla Gallura, dall’Ogliastra al Campidano, dalla Nurra al Sarrabus. 

Un gesto di solidarietà che acquisisce ancora maggiore valore se si considera che tantissimi pastori si sono privati di parte del proprio gregge nonostante la drammatica situazione di crisi che sta vivendo l’allevamento in Sardegna dove si trova il 40% delle pecore italiane.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/01/terremoto-i-pastori-sardi-donano-mille-pecore-a-quelli-di-cascia-che-hanno-perso-le-greggi/3491953/

https://www.ascolinews.it/2017/04/02/terremoto-pastori-sardi-donano-mille-pecore-ai-colleghi-di-cascia/