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* La buona notizia del venerdì: La meditazione entra nelle scuole italiane

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Nei giorni scorsi l’Ufficio Scolastico regionale della Sardegna , l’Ufficio per l’educazione fisica e sportiva e il Comitato Regionale Uisp Sardegna Area Discipline Orientali hanno firmato un protocollo d’intesa per avviare iniziative comuni e proseguire quelle già intraprese, con l’obiettivo di promuovere e sostenere le discipline orientali all’interno delle scuole.

Questo protocollo, infatti, sancisce una collaborazione già in atto tra Ufficio Scolastico e Ado UISP: la sperimentazione è iniziata con la formazione dei primi 24 insegnanti di yoga per bambini che stanno operando nelle scuole dell’infanzia e primarie. Dopo i primi due corsi svolti a Cagliari lo scorso settembre, la formazione proseguirà a Gennaio a Oristano e ad aprile a Sassari.

Il protocollo inoltre prevede la costituzione di apposite commissioni di studio miste per l’identificazione sia di linee programmatiche relative a tali discipline sia di modalità di certificazione dei crediti formativi coerenti con le attività suddette.

Tutte le discipline orientali, e lo yoga in particolare”, afferma il responsabile dell’Area Discipline Orientali delle Sardegna UISP Roberto Zedda,offrono ai bambini ed ai ragazzi un valido sistema educativo che, tramite il movimento, la respirazione, il rilassamento e la meditazione, contribuiscono ad una crescita armonica su un piano fisico ed emozionale per sviluppare l’equilibrio, attivare capacità di concentrazione, favorire un buon controllo emotivo e acquisire fiducia nelle proprie capacità”.

Lo Yoga è una disciplina sportiva adatta a tutti i bambini e ragazzi”, prosegue Zedda, “in particolar modo è particolarmente indicata per i bambini ipercinetici, aggressivi, ansiosi, paurosi o con disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento. In questi anni molte scuole negli Stati Uniti e in Europa hanno introdotto questa disciplina all’interno dei propri percorsi didattici e hanno potuto rilevare come i bambini sono diventati più consapevoli e sensibili verso se stessi e gli altri. Allo stesso tempo comportamenti come il bullismo sono notevolmente diminuiti”.

I risultati non sono immediati”, conclude Roberto Zedda, “ma nel corso di almeno un anno scolastico diventano tangibili”.

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Sempre più insegnanti ed educatori, sia in Europa che negli Stati Uniti, hanno iniziato ad introdurre la meditazione a scuola per aiutare i bambini a studiare meglio e a gestire le emozioni.

Ad esempiAngoz Gonzalez, insegnante di inglese del Bronx, ha deciso di scegliere la meditazione a scuola come strumento per aiutare i propri studenti adolescenti che per la maggior parte vivono nei quartieri più poveri di New York. Per attirare la loro curiosità a favore della meditazione ha pensato di portare in classe una campana tibetana.

Il maestro suona la campana tibetana quando arriva il momento di iniziare a meditare. Questo insegnante utilizza la meditazione per aiutare gli studenti sia nello studio che ad essere più consapevoli delle emozioni.

La meditazione a New York viene introdotta anche nelle scuole dedicate agli studenti che devono recuperare alcuni anni di studio perché in precedenza avevano smesso di seguire le lezioni.

Si tratta di un ottimo esempio di applicazione della meditazione a livello scolastico, dato che si tratta di un momento speciale che può aiutare bambini e adolescenti a ritrovare la calma e la concentrazione e di conseguenza ad essere pronti ad imparare qualcosa di nuovo.

Anche in Italia alcune scuole hanno deciso di introdurre dei momenti speciali dedicati agli studenti, grazie allo Yoga per Bambini, in cui la pratica delle asana viene accompagnata da momenti dedicati al rilassamento e alla meditazione.

La meditazione e il rilassamento possono essere davvero utili per riportare il silenzio in classe accompagnandolo con un’atmosfera serena.

Dopo la meditazione gli studenti si sentiranno più pronti all’ascolto.

Lo Yoga e la meditazione nelle scuole in generale contribuiscono a creare un clima migliore, a partire dalle relazioni tra i compagni che fanno parte di una stessa classe.

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La calma è più dinamica e potente della pace…
La calma dona il potere di superare tutti gli ostacoli della vita…
Persino nei rapporti umani, la persona che rimane calma in ogni circostanza è invincibile.

(Paramhansa Yogananda)

 

http://gildaoristano.blogspot.it/2016/11/lo-yoga-entra-nelle-scuole-sarde.html

(da LinkOristano.it)

https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/17482-meditazione-scuola-studiare-meglio

http://www.amoreiki.it/progetto-meditazione-nelle-scuole/

http://www.tpi.it/mondo/stati-uniti/baltimora-scuola-sostituito-punizione-con-meditazione

https://www.greenme.it/yoga/16048-yoga-per-bambini-benefici

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/07/01/la-buona-notizia-del-venerdi-cambia-il-mondo-con-la-meditazione/

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* Se sei intelligente, perché dovresti entrare in politica?

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La politica è per i mediocri.

La persona intelligente ha cose più importanti da fare, non è interessata a dominare gli altri ma a conoscere sé stesso.

Dominare gli altri è un modo per scappare dal proprio vuoto interiore, è una fuga da sé stessi e la persona intelligente non fugge.

La politica è una grande fuga, ti tiene così impegnato per tutto il giorno che non puoi neppure trovare qualche minuto per te stesso.

Perfino quando dormi pensi alla politica, continua nei tuoi sogni; essere un politico è un lavoro di 24 ore, non ti puoi rilassare, altrimenti rimani indietro: è pura violenza!

L’onestà non paga in politica e se un politico è onesto, lo è solo se questo gli è conveniente, non per amore dell’onestà.

Il proverbio che “L’onestà è la politica migliore” dev’essere stato inventato da un politico.

L’onestà non può essere politica, ma la politica rende ogni cosa politica.

Come può l’onestà essere politicizzata?

L’onestà è una religione, tu sei onesto per il puro piacere di esserlo, anche a rischio di perdere tutto, perché sarà giusto perdere tutto.

Una persona onesta in politica? Impossibile!

*****

Un politico di nome Strano era sul letto di morte e chiese al proprio avvocato: «come epitaffio sulla mia tomba voglio solo queste parole “Qui giace un politico onesto”».

L’avvocato però protesto: «ma come farà la gente a sapere chi è sepolto in quella tomba?».

Il vecchio politico sorrise: «non ti preoccupare, la gente guarderà la scritta e dirà “questo è strano!”».

E Strano era proprio il nome del politico!

*****

Per essere onesti ci vuole fegato, un politico deve indossare maschere, deve soddisfare le aspettative delle persone, così che qualunque cosa tu voglia che lui sia, lui pretenderà di esserlo; qualunque cosa tu desideri, lui è pronto a promettertela; ma promettendo cose contraddittorie a persone diverse, le sue promesse non hanno alcun significato.

E così tutto il mondo si lamenta di questi politici ma in qualche modo l’uomo è così stupido che quando riesce ad uscire dalla morsa di un politico, immediatamente entra nella gabbia di un altro.

L’uomo deve essere liberato dalla sua stupida mente, solo allora sarà libero dai politici; e infatti i politici non vogliono che tu sia intelligente.

Per migliaia di anni non hanno permesso alle persone di essere istruite perché era pericoloso e ora che gli permettono di essere istruiti, l’educazione è tale che ti fa meno intelligente.

Quando un bambino inizia la scuola è di gran lunga più intelligente di quando esce dall’università, quei 20 anni distruggeranno gran parte di ciò che è immensamente prezioso.

Egli conoscerà parole, lingue, teorie, ma avrà venduto la sua intelligenza e ottenuto in cambio una conoscenza morta.

La vecchia generazione cerca di forgiare la mente delle nuove generazioni; l’insegnante è solo un agente della vecchia generazione; egli corrompe le menti dei giovani ma in modo così subdolo che tu non te ne accorgerai, se non sarai sempre attento e vigile!

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*Groundhog Day 2017: Phil ha detto ‘lungo inverno,’ ma si sbaglia? E’ polemica!


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Groundhog Day 2017

Punxsutawney Phil – la grassoccia marmotta Phil della Pennsylvania che sostiene di essere “è l’unica vera marmotta previsioni meteo” – si è svegliata giovedi mattina, è uscita fuori dalla sua tana e ha visto la sua ombra.

Più inverno, Phil ha detto. Io torno a letto.

Si è sbagliata?

In realtà, la primavera sembra aver già fatto il suo ingresso ufficiale in molti paesi, considerando le temperature raggiunte nel mese di gennaio appena trascorso.

La previsione della marmotta è avvenuta intorno alle 07:25 a Punxsutawney, mentre una bufera di neve si stava abbattendo sul paese e il termometro era sceso a meno di 25 gradi.

Come ha potuto Phil vedere la sua ombra che non si riusciva a vedere nemmeno la luce del sole? Forse la luce delle telecamere puntate sulla sua tana l’hanno fatto retrocedere nel suo comodo e caldo rifugio!

Del resto anche l’anno scorso la celebre marmotta non ha visto la sua ombra e quindi tutti si aspettavano una precoce primavera. Invece per molte settimane ha infuriato El Nino su molti stati!

Forse Phil faceva bene ad informarsi come era la situazione metereologica di quest’anno prima di muoversi dal suo letargo! Non si possono stabilire date certe per l’inizio delle stagioni!E nemmeno condizioni metereologiche standard per stabilirle!

La marmotta coraggiosa non ha visto la sua ombra dello scorso anno, prevedendo una primavera precoce durante quello che era quasi un record di forte El Niño.

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In alcune parti del sud-est, le foglie verdi stanno spuntando da più di 20 giorni prima del previsto, secondo il National Phenology Network.

Alla fine di gennaio, narcisi sono stati segnalati in Oklahoma, crochi in Delaware e tulipani in Boston.

Nelle ultime due settimane di gennaio, è stato rilevato un caldo record a Washington , il termometro non è sceso sotto i 32 gradi per 19 giorni di seguito: . Il mese scorso è stato il più caldo gennaio dal 2000.

Anche se nessuno mette in discussione l’impegno di Phil per le previsioni di stagione, la sua precisione è una fonte duratura di polemiche.

Nel 2013, Phil ha emesso una previsione per una primavera precoce, ma un freddo pungente e la neve prese la parte orientale degli Stati Uniti nel marzo dello stesso anno.

Il pubblico ministero a Butler County, Ohio, è andato al punto di chiedere la pena di morte per Phil per “false dichiarazioni di inizio primavera” e uno studio legale della Pennsylvania ha dovuto assumere la difesa di Phil, sostenendo che non era sostenibile una accusa alla marmotta.

Dal momento che dalla prima previsione della marmotta nel 1887, Phil ha visto la sua ombra 102 volte e non l’ha vista in appena 17 occasioni. Ci sono nove anni mancanti nel record, ma Phil ha emesso una previsione senza eccezioni. Il sito ufficiale di Phil dice che “naturalmente” ha emesso sempre una previsione corretta al 100 per cento

Ma National Climatic Data Center del NOAA dice che le previsioni di Phil hanno mostrato “nessuna abilità previsionale” negli ultimi anni. AccuWeather trova che il roditore ha un tasso di precisione solo dell’80 per cento.

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Ma il Giorno della Marmotta soprattutto rimane una festa.

Groundhog Day è nato come un antica celebrazione del punto medio tra il solstizio d’inverno e dell’equinozio di primavera.

Simili celebrazioni si svolgono in diverse altre regioni del Nord America, dove altre celebri marmotte fanno le loro previsioni, tra cui:

Atlanta: generale Beau Lee

Ontario, Canada: Wiarton Willie

Raleigh, N.C .: Sir Walter Wally

Sun Prairie, Wis .: Jimmy

New York: Staten Island Chuck

Birmingham, Ala .: Birmingham Bill

 

 

fonte

https://www.washingtonpost.com/news/capital-weather-gang/wp/2017/02/02/gorundhog-day-2017-phil-says-long-winter-but-he-was-wrong-before-he-even-woke-up/?utm_term=.5c444efbcf65

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* La buona notizia del venerdì: Parola d’ordine. Repair: non disperare si può aggiustare

Repair Cafè anche a Roma: riparare, riciclare, riusare

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Riparare, aggiustare, riusare: sono parole chiave in un’epoca in cui il consumismo manipola le nostre menti e ci porta a sprechi enormi con enormi impatti sull’ambiente. Ed ecco che si stanno diffondendo i Repair Cafè. Ora ne è nato uno anche a Roma.
In zona Conca d’Oro, a Roma, si trova Aggiustatutto, il primo Repair Cafè in città.

E’ aperto tutti i pomeriggi dalle 17 alle 19,30 grazie a tre amici che, da qualche mese,  hanno deciso di mettere  insieme le loro competenze e passioni. L’obiettivo di questa vera e propria officina sociale non è soltanto la promozione ecologica e ambientale, attraverso il recupero e il riuso di beni di consumo, ma anche diventare un vero e proprio spazio di incontro, di mutuo aiuto tra i soci e di scambio culturale tra generazioni e culture. Nella prospettiva di un ritorno ad uno stile di vita compatibile con l’ambiente, il recupero e il riciclo diventano anche uno stimolo importante alla creatività e all’immaginazione per adulti e bambini che danno nuova vita a oggetti “da buttare” di ogni tipo.

Incontriamo Francesco Pelaia che nello spazio di Via Val di Lanzo, 45, tra ferri da stiro, phon, frullatori, lampade, giocattoli e una parete piena di attrezzi, ci racconta come è nato il progetto.

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Qual è il significato di uno spazio come questo?

Ogni giorno, nelle nostre città, vengono gettate enormi quantità di oggetti, anche in buono stato. L’intento del Repair Café, è quello di dare agli oggetti una nuova prospettiva di utilizzo. Molte persone hanno dimenticato che è possibile riparare un oggetto o possono imparare a farlo. Riappropriarsi della tradizione del recupero è fondamentale, soprattutto considerando il periodo nel quale ogni azione a esso legata è un piccolo tassello a contrasto della crisi. Le azioni promosse dal Repair Café sono legate a un percorso sociale e culturale che mette in luce le competenze, spesso dimenticate, delle persone di età matura che possono trasmettere le proprie esperienze condividendo un obiettivo comune: la riparazione di un oggetto. Questa pratica virtuosa ha ricadute sull’ambiente grazie alla riduzione dell’utilizzo di materie prime e quello di energie per produrre nuovi oggetti. Il riuso contribuisce a ridurre le emissioni di CO2. Gli appuntamenti di riparazione insegnano a vivere gli oggetti sotto una nuova luce. E, ancora una volta, di apprezzarne il loro valore, divertendosi. Il nostro progetto vuole offrire al quartiere ed alla città un luogo dove attività artigiane “in via di estinzione” trovino spazio di espressione e di condivisione e dove si possa praticamente lavorare, recuperare e costruire manualmen

A chi si rivolge il vostro progetto?

L’attività di Repair Café si rivolge a tutte le persone interessate a riutilizzare tutti quegli oggetti che l’obsolescenza programmata rende inutilizzabili o riparabili solo ad un costo troppo elevato oppure a tutto quanto meriti una “seconda vita” affettiva ad un costo ragionevole; sono benvenuti anche tutti coloro che siano curiosi di “sapere come funziona” di “sapere come si fa” vedendo artigiani all’opera o di cimentarsi partecipando al lavoro.

Come è nata l’idea di aprirne uno a Roma?

Sono stato sempre sensibile a queste tematiche, mi interessava molto il discorso della decrescita. Ho conosciuto questa realtà nata in Olanda e quindi sono partito per realizzarla insieme a due amici. Rodolfo Uberti Foppa e Guido Bertoldi.

Che lavoro fai?

Vengo da un altro mondo. Ero un dirigente nell’industria aeronautica. A un certo punto ho deciso di cambiare vita, nel 2007, e ho lasciato il lavoro. Non mi piaceva più l’ambiente che frequentavo e quel lavoro che non mi faceva stare bene. Con la liquidazione ho acquistato un appartamento e ci ho avviato un Bed and Breakfast.

Come hai iniziato ad aggiustare le cose?

Ho sempre avuto una buona manualità ma ho iniziato proprio occupandomi della manutenzione del Bed and Breakfast. Poi ho visto che la cosa mi piaceva e ho iniziato a svolgere l’attività di riparatore. Lo facevo nel garage di casa.

Come hai imparato ad aggiustare?

Mi è sempre piaciuto e mio nonno mi ha insegnato la maggior parte delle cose che so.

Quanto costa venire qui al repair cafè per far aggiustare un oggetto?

25 euro l’ora. Se hai bisogno di un intervento a domicilio non c’è diritto di chiamata e si paga solo se la riparazione è di propria soddisfazione.

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Come si svolge la riparazione?

Si può chiedere di farla aggiustare oppure che venga insegnato ad aggiustarla da sé. E’ un’attività di recupero a basso costo. Spesso è il ricambio che costa molto e talvolta proponiamo una modifica compatibile con l’uso che si deve fare di quell’oggetto. Comprare un oggetto nuovo quando si può riparare quello vecchio, è un enorme spreco di rifiuti e di risorse che può essere evitato.

Spesso, dal punto di vista economico, conviene ricomprare una cosa nuova piuttosto che farla riparare.

Sì, è vero, ma altrettanto spesso le cose che usiamo hanno anche una storia, un valore affettivo. Per esempio una lampada di famiglia che nessun elettricista ti aggiusta e nessun professionista lo farebbe. Venendo da noi, invece, questo si può fare e risolvere il problema.

Organizzate corsi per imparare a riparare?

Facciamo delle serate tematiche durante le quali le persone vengono e provano a riparare un oggetto o a risolvere un problema di un impianto, di un mobile, di una finestra in casa loro. Anche solo vedere, ad esempio, una lavastoviglie o un altro elettrodomestico smontato o lo scarico di un lavandino o un rubinetto ci può aiutare a capire come fare quando si è a casa da soli e l’elettrodomestico in questione non funziona o abbiamo una perdita d’acqua. Ci sono delle macroaree di intervento. C’è una parte meccanica e una elettrotecnica. Poi c’è l’idraulica, l’elettricità e la falegnameria. Insegniamo come verificare cosa funziona oppure no. Ci sono parti molto comunemente soggette a guasti e si impara come individuarle facendo prove e diagnosi.

Quanto costa un corso?

Le serate sono a offerta libera e vengono molte persone soprattutto sull’idraulica. Per l’elettricità casalinga lo stesso. Per i grandi elettrodomestici meno.

Dal punto di vista tecnico, gli elettrodomestici hanno delle aree simili per quanto riguarda la riparazione?

I motori elettrici hanno tutti una serie di problematiche comuni. Spesso, per esempio, sono i fili di alimentazione che non funzionano, quasi al 30 o 40 per cento. In particolare all’ingresso del filo di alimentazione. Quindi si buttano spesso elettrodomestici che sarebbero perfettamente funzionanti se cambiassimo semplicemente il filo. Cioè è una riparazione di dieci minuti e con pochissima spesa. Cambiare la cinghia del motore di una lavatrice, allo stesso modo, richiede non più di 15 minuti.

Perché la maggior parte di noi non sa riparare?

Noi siamo stati educati a consumare e questa nostra propensione al  consumo fa sì che il recupero sia una controtendenza. L’altro aspetto è che noi valutiamo molto il nostro tempo libero in termini di utilità marginale. Il nostro tempo libero ha un valore enorme visto che è poco e quindi tendenzialmente non vogliamo dedicarlo ad attività che siano riconducibili ad altro lavoro. E’ ormai la norma che si preferisca spendere soldi piuttosto che perdere 30 minuti per riparare un oggetto. Non si percepisce, però, che non si tratta solo del costo relativo all’acquisto ma di un notevole costo sociale in termini di inquinamento e di smaltimento dei rifiuti. Gli elettrodomestici in genere hanno un impatto pesantissimo a livello ambientale. Anche perché ogni elettrodomestico per essere smaltito deve essere smembrato in quanto le sue componenti sono diverse tra rifiuti di plastica, elettrici, elettronici, metallici. E’ quindi complicato. Un frigorifero, ad esempio, fa un volume di rifiuto enorme.

La riparazione può essere la risposta all’obsolescenza programmata?

Non sempre, purtroppo. I produttori fanno pagare in modo esagerato le componenti di ricambio. Una scheda elettronica di un frigorifero costa 110 euro quando lo stesso frigorifero ne costa 200. Lo fanno perché a loro conviene venderne uno nuovo. L’obsolescenza programmata esiste proprio per fare in modo che gli elettrodomestici vengano regolarmente ricomprati e non è un mito come molti credono ma la realtà. In Francia esiste un progetto di legge a tutela dei consumatori proprio a sostegno di tutto questo. Infiltrazioni, umidità, guasti possono esserci, naturalmente, ma non sono tali da giustificare la quantità di casi. Sul tema dell’elettronica purtroppo è difficile intervenire perché le schede sono fatte in modo da rendere difficilissima la sostituzione delle singole componenti. A un certo punto dobbiamo arrenderci anche noi.

Fate corsi per i bambini?

Abbiamo pensato di organizzare un corso a gennaio proprio per i bambini con i giocattoli di Natale rotti. Sulle attività con i bambini così come anche sulle altre nostre attività ci piacerebbe fare corsi itineranti.

Quante persone si rivolgono al Repair Cafè?

L’idea piace a tutti ma poi dall’idea al fatto di iniziare davvero a cambiare la mentalità dell’usa e getta il passo è lungo. In Olanda hanno iniziato per esempio con un pullman itinerante.

Che cos’è la biblioteca degli attrezzi?

Vorremmo fare una libreria degli attrezzi. Si lasciano qui gli attrezzi a disposizione di tutti. Quegli attrezzi che non ci servono tutti i giorni. Così come anche tutti i tipi di cacciavite particolari e professionali che restano qui a disposizione dei soci: frese, decespugliatori, cacciaviti particolari che si usano raramente ma che sono essenziali per riparare i nostri elettrodomestici. In questo modo si evita di acquistare tutti la stessa cosa ma si mette in comune ciò che si ha.

 

 

Repair-Cafe im Saselhaus, honorarfreier Abdruck nur in Absprache mit Kristina Deselaers (040-27872808, www.repaircafe-sasel.de)

 

Quali altri progetti ci sono ?

Un progetto con le persone disabili che vorremmo presentare presso le varie sedi istituzionali. Un altro aspetto che ci interessa è coinvolgere le persone anziane. Non solo per insegnare loro delle cose ma anche per coinvolgerli come insegnanti di abilità che abbiamo perso.

Per quanto riguarda le donne?

Ci manca, in effetti, tutto un ambito che è sempre stato quello femminile di riparazione degli abiti, di rammendo e recupero che si è quasi completamente perso e che invece è essenziale recuperare.

Quello che fate può diventare un vero e proprio lavoro che dia un reddito per vivere?

Nel nostro caso no, non rientra per ora nei nostri obiettivi. E’ molto importante, però, pensare che per esempio attraverso i nostri corsi molte persone, ad esempio giovani, immigrati, disoccupati possano iniziare ad acquisire delle abilità da far crescere e che possano poi essere incanalate in un percorso professionale futuro.

 

Fonte: ilcambiamento.it

 https://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/21524-sgravi-fiscali-riparazioni-svezia

http://comune-info.net/2013/04/cafferiparazioni/

http://www.tuttogreen.it/amsterdam-arriva-il-caffe-delle-riparazioni-con-la-repair-cafe-foundation/

http://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2015/09/12/tra-repair-cafe-e-officine-popolari-non-disperare-si-puo-aggiustare/?refresh_ce-cp

officine-popolari-non-disperare-si-puo-aggiustare/?refresh_ce-cp

https://repaircafe.org/en/visit/

http://ariannacensi.it/html/milano-nasce-il-borgo-dellaggiusta-tutto/

http://www.nonsprecare.it/sartoria-creativa-roma-made-in-testaccio-riciclo-tessuti-video

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* Quanto durerà ancora l’inverno? Lo dirà Phil !

Oggi è il giorno della marmotta

A Punxsutawney, Pennsylvania, Phil la marmotta sta per fare il suo atteso pronostico sulla fine dell’inverno: sarà una primavera precoce?

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In piedi campeggiatori, camperisti e campanari! Oggi è il 2 febbraio e qui al Post sappiamo bene che cosa significa: è l’occasione per festeggiare per il settimo anno il Giorno della marmotta. La tradizione è stata resa famosa in tutto il mondo grazie al film Ricomincio da capo (Groundhog Day) del 1993, che raccoglie numerosi e devoti cultori compresi il peraltro direttore e la redazione del Post. Tra poco a Punxsutawney in Pennsylvania (Stati Uniti), Phil la marmotta farà il suo pronostico sulla fine dell’inverno e sulla possibilità che la primavera possa avere un tiepido anticipo.

La diretta in streaming da Punxsutawney, Pennsylvania

 

La migliore spiegazione della tradizione rimane quella data dallo stesso Phil Connors, il protagonista del film interpretato da Bill Murray.

Una volta l’anno tutti gli occhi della nazione si rivolgono verso questo ridente centro della Pennsylvania, in attesa della marmotta prodigio. Sto parlando di Punxsutawney Phil, il più famoso meteorologo del mondo, un vero maestro. Secondo la leggenda sa predire l’arrivo di una primavera precoce. La domanda fondamentale che dobbiamo farci oggi è se Phil fischierà la fortuna. Ogni anno è la stessa pantomima, il sindaco picchia la porta con il suo bastone, tirano fuori il grosso topo, parlano con lui e il topone risponde. [Il sindaco annuncia che Phil la marmotta ha visto la sua ombra e quindi l’inverno sarà ancora lungo] Questo è un momento in cui la televisione non riesce a catturare l’acuta emozione di un grosso scoiattolo che prevede il tempo. Sono felicissimo di esserne testimone. Da Punxsutawney vi saluta Phil Connors, ciao ciao.

Il Giorno della marmotta divenne una tradizione negli Stati Uniti grazie ai popoli di lingua germanica emigrati in Pennsylvania a partire dai primi anni dell’Ottocento. Giunti in America, questi popoli mantennero buona parte delle loro tradizioni legate alla meteorognostica, parola complicata per indicare i sistemi di previsione non scientifici del tempo basati su segni e particolari eventi naturali. In Europa la tradizione voleva che si usassero i tassi o gli orsi, mentre in Pennsylvania si affermò la tradizione più pratica legata all’osservazione del comportamento di una marmotta.

Il Giorno della marmotta ha sostanzialmente in comune le proprie radici con la festa dalla Candelora per i cattolici, che si celebra il 2 febbraio e che prevede la benedizione delle candele. Diversi detti popolari, proverbi e filastrocche sono legati alla Candelora, festività che cade nel bel mezzo dell’inverno quando le giornate iniziano ad allungarsi e fa meno freddo (di solito).

Quanno viè la Candelora
da l’inverno sémo fóra,
ma se piove o tira vènto,
ne l’inverno semo drénto.

Il rito viene celebrato anche dalla tradizione pagana e ha a sua volta assonanze con l’Imbolc, il momento che per i celti segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera.

http://www.ilpost.it/2017/02/02/giorno-della-marmotta-groundhog-day/

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La buona notizia del venerdì: Fare le scarpe con plastica e reti da pesca si può…

 

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Sono state realizzate riciclando la spazzatura presente nei nostri oceani: le nuove scarpe di Adidas, prodotte in via esclusiva, hanno l’obiettivo di aiutare l’ambiente e di sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica al problema dell’inquinamento dei mari.

Al momento ne saranno prodotte circa 7000 paia, ma l’azienda mira ad espandere il raggio d’azione: “Ne produrremo un milione nel 2017 – ha spiegato un portavoce a The Verge -. Ciò a cui miriamo è l’eliminazione della plastica vergine dal nostro processo di produzione e distribuzione”.

Il concept della scarpa da corsa è stato presentato in occasione della Conferenza sul clima di Parigi. L’intera calzatura è fatta con plastica e reti da pesca recuperate dai fondali marini

Un progetto ambizioso, che Adidas sta portando avanti insieme a Parley for the Oceans, un’associazione ambientalista nata con lo scopo di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione dell’inquinamento degli oceani.

Lo scopo è quello di “ripensare il design dei prodotti e aiutare a ridurre il problema della plastica nelle nostre acque”: già l’anno scorso l’azienda leader nell’abbigliamento sportivo aveva realizzato un prototipo in 3D, dimostrando che l’obiettivo non era poi tanto lontano dalla realtà.

Ora, con la messa in vendita delle scarpe, la meta è stata raggiunta.

Con ha il pieno appoggio della leggenda del calcio e allenatore del Real Madrid, Zinedine Zidane, che ha dichiarato: “Questa partnership fra adidas e Parley è molto stimolante e personalmente mi sento molto legato a questo progetto in quanto gli oceani sono dei luoghi assolutamente straordinari. Quello che adidas e Parley stanno facendo, trasformando i rifiuti in una scarpa da running, dimostra come anche i rifiuti che danneggiano il nostro pianeta possano essere utilizzati per creare qualcosa di spettacolare”.

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La tomaia è realizzata con plastica Parley Ocean Plastic®, raccolta lungo le coste delle Maldive, e con reti illegali da pesca d’altura recuperate dall’organizzazione Sea Shepherd, partner di Parley for the Oceans.

La scarpa è stata creata avvalendosi di una delle tecnologie adidas di ultima generazione: l’adidas Tailored Fibre Technology, una tecnica di produzione rivoluzionaria che consente un design esclusivo, basato sulle singole esigenze di ogni atleta. 

Le scarpe avranno un costo di 220 dollari e verranno vendute sia nei negozi sia online.

Il loro nome sarà “UltraBOOST Uncaged Parley” e saranno riconoscibili grazie allo specifico design. Saranno fatte al 95% di plastica riciclata, raccolta vicino alle Maldive, mentre la restante parte sarà ottenuta da altri materiali riciclati.

“Nessuno salva gli oceani da solo. Ognuno di noi può avere un ruolo nella risoluzione del problema”, ha affermato Cyrill Gutsch, fondatore di Parley for the Oceans. Stando a un recente studio, nel 2050 ci sarà più plastica negli oceani che pesci: dunque, non c’è tempo da perdere. “È compito delle industrie creative reinventare i materiali, i prodotti, i modelli di business – continua Gutsch -. Il consumatore può aumentare la domanda in linea con il cambiamento”. 

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Coming soon on #adidas US. Parley x Ultra Boost Uncaged. —> http://bit.ly/2e8Gt09 

 

http://mondosmart.net/en/adidas-x-parley/

http://www.corrieredellosport.it/news/sport-e-style/moda-e-tendenze/2016/06/08-12237751/la_sneaker_di_adidas_e_parley_per_la_giornata_mondiale_degli_oceani/?cookieAccept

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* La buona notizia del venerdì: 238 Euro inviati ai terremotati italiani da un villaggio del Congo

Un gesto di solidarietà che abbatte ogni distanza e non solo quella geografica.

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Dal cuore dell’Africa, in dei villaggi dove nove abitanti su dieci vivono alla giornata, arriva un bonifico per i terremotati del centro Italia.

238 euro raccolti a Kingoué, un distretto di trenta villaggi e quindicimila abitanti nella Repubblica del Congo che vivono immersi nella foresta pluviale senza luce e acqua corrente.

Una cifra raccolta a fatica da chi vive senza uno stipendio fisso coltivando la terra e allevando il bestiame.

Eppure, anche gli abitanti dell’Africa, hanno voluto dare il loro contributo alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

A far conoscere la triste realtà italiana era stato don Ghislain, un sacerdote congolese che aveva mostrato ai fedeli le immagini di Amatrice, Accumuli, Arquata e delle zone vicine.

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Con gli occhi pieni di quegli scatti di devastazione e distruzione, il sindaco e il capo del villaggio decidono di avviare una raccolta fondi sostenuti dall’associazione ‘Amici del Congo’ di don Ghislain.

Un’impresa ardua che sa tanto di azione disperata. C’è chi non può permettersi di donare nemmeno dieci centesimi. Si decide così di coinvolgere tutti i villaggi vicini e all’inizio di dicembre si raggiunge la cifra di 156.400 franchi congolesi, ovvero 238 euro.

Ogni domenica, subito dopo la messa, gli abitanti hanno donato ciò che potevano, da 10 centesimi a 15 euro da inviare per solidarietà ai terremotati.

Dopo le due scosse che hanno messo in ginocchio anche l’Umbria la raccolta si è intensificata e a metà dicembre è arrivato il bonifico della donazione.

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Denaro che viene consegnato a una volontaria del gruppo MultiSolidarietà impegnato da anni in aiuti umanitari.

“Mi hanno chiamato dicendo: visto che voi fate tanto qui, vogliamo anche noi aiutarvi in questa situazione difficile per voi”, spiega la ventisettenne Jenny Peppucci.

In una lettera indirizzata al presidente della Regione Umbria, Daniel Mouangoueya, sindaco del distretto scrive:

“Ci siamo sentiti coinvolti nel lutto che tocca il vostro Paese e l’Umbria. Ogni giorno tanti italiani e umbri realizzano numerose attività socio-umanitarie per gli abitanti della zona. Quindi abbiamo deciso di organizzare una raccolta minima di denaro per manifestare la nostra solidarietà”.

Un gesto che dovrebbe farci riflettere.

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/22485-colletta-villaggio-congo

 

Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.” ( proverbio africano)

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* Mercurio e i primi segni della ripresa del 2017

 

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L’08 gennaio 2017 alle ore 09.42 UTC Mercurio è tornato in moto diretto dopo circa tre settimane di moto retrogrado tra il Capricorno ed il Sagittario, come sempre accade a gennaio.

La cosa particolare di questo inizio 2017 è che per ben tre settimane da qui in avanti non ci saranno altri pianeti in moto retrogrado. Cioè, ogni energia planetaria, con tutte le sue qualità che così tanto ci arricchiscono, girerà in moto diretto, ogni flusso nel suo pieno sviluppo di intenzione e manifestazione. 

Era tanto che ciò non accadeva. I

l 2016 è stato caratterizzato fin da marzo da intensissimi movimenti rivolti al passato. Abbiamo percepito bene ogni pesantezza e siamo rimasti fermi all’interno del processo di dis-identificazione dai ruoli, maschere e posizioni ormai ben conclamate dell’ego.

Non era possibile avanzare in un certo modo focalizzato e centrato, se non fossimo diventati consapevoli di quelle maschere, che sono ben necessarie, chiaro, ma nell’ottica di considerarle tali. Ruoli che ciascuno di noi indossa a tempo debito. Non posizioni che diventiamo senza più accorgerci di chi c’è sotto.

Il dolore percepito è stato tanto.

Ci è costato amicizie, relazioni, forse anche posti di lavoro. Ma è stato tutto necessario.

Adesso possiamo vedere un nuovo Sé emergere dal profondo e colorare con le sue sfumature tutta la vita che abbiamo avuto la forza di costruire nonostante tutto.

Questo tipo di manifestazione continuerà fino al 06 febbraio, poi il 07 Giove in Bilancia torna in moto retrogrado per stabilizzare di nuovo il flusso, dando ad esso un radicamento che altrimenti renderebbe vano ogni sforzo precedente.

Nel frattempo possiamo lasciar accadere.

Ritiriamoci in un angolo e facciamoci sorprendere dalle scie dorate che il Sé Superiore vorrà mostrarci.

Esse sono cariche di tutte le potenzialità che avremo occasione di attivare, se solo lo vorremo.

Fonte:

http://ashtalan.blogspot.it/2017/01/mercurio-torna-in-moto-diretto-ed.htm

 http://astrosapienza.blogspot.it/2017/01/dal-8-gennaio-al-6-febbraio-tutti-i.html

Noi siamo i protagonisti di questa rinascita e sta proprio a noi ridare un significato all’esistenza.
Abbiamo la straordinaria possibilità di di interpretare l’Energia della Matrix oltre le convenzioni e distruggere i meccanismi obsoleti che ostacolano la nostra intuizione di come andare oltre.
Siamo qui ed ora per questo ed abbiamo la responsabilità di dare l’esempio.
Niente è per caso, siamo compagni di viaggio sul cammino dell’Evoluzione.