Categoria: anima e corpo
La buona notizia del venerdì: Con la Luna Piena c’è anche l’eclissi … Chi saprà cogliere il messaggio?
Il Plenilunio di Novembre è conosciuto come Luna Neve.
La morte del Sole ormai è percettibile, la neve ricopre il Grembo della Madre, il silenzio si impone. Meditiamo sull’importanza della Dea nel ciclo rigenerativo, stiamo in silenzio ascoltando i suoni della Natura, rimaniamo all’aperto sfidando il freddo e dimostrando la nostra predilezione per la Luce. L’animale totemico è il Serpente simbolo della rigenerazione e del cambiamento. La sua virtù solare ci ricorda che presto la Tenebra sarà sconfitta e gli Dei torneranno sulla Terra.
Questa Luna Piena di Novembre 2021 sarà nel punto più lontano dalla Terra, per cui si mostrerà un po’ più piccola del solito. Una micro luna piena!!
E ci sarà un’eclissi lunghissima .l’eclissi parziale di Luna più lunga tra quelle dello stesso tipo previste fino al 2100, con una durata totale di oltre 3 ore.
‘E dal 18 febbraio 1440 che non si assisteva ad una eclisse parziale così
Questa Luna cade in Toro, insieme a Urano che è retrogrado nel Toro.
Urano è il pianeta che descrive come l’esperienza terrena agisce sulla coscienza: il risvegliarsi dall’illusione della materia attraverso la conoscenza di ciò che avviene sia a livello fisico che a livello spirituale. Urano aiuta l’essere umano a conoscere sè stesso, Perché ogni conflitto che viviamo fuori è in realtà sempre lo specchio di un conflitto che viviamo dentro di noi e la più grande difficoltà è proprio di scoprire chi siamo.
In questo momento è quindi proprio assolutamente necessario abbandonare tutto quello che in realtà non ci interessa, che non fa parte della nostra vocazione e della missione della nostra Anima.
Questo Urano invita ad affrontare la vita con leggerezza, senza curarsi troppo di ciò che avviene ma piuttosto di prendere le cose così come vengono, senza paura del futuro.
Questa Luna Piena in Toro in opposizione al Sole in Scorpione ci sta invitando a lavorare per raggiungere un equilibrio tra le energie opposte dentro di noi.
La Luna in Toro desidera trovare appagamento emotivo attraverso le semplici cose tangibili nella vita, mentre il Sole nello Scorpione spinge la nostra attenzione alla coscienza della complessità dell’esistenza, che è il risultato dello spirito manifesto, verso il mistero della morte intesa come trasformazione.
La Luna Piena illumina questo conflitto tra forma (Toro) e trasformazione (Scorpione), e tra la raccolta (Toro) e la condivisione (Scorpione).
In primo piano sono le questioni di rapporti intimi, dei livelli di comfort personale, dei valori, della sessualità.
La Luna Piena è un momento di culmine e la promessa di compimento di ciò che è stato avviato durante l’ultima Luna Nuova.
La scelta che si farà durante questa luna piena porterà risultati duraturi
Approfittate quindi e impostate nuovi modelli in ogni campo della vostra vita.
Fare il punto della situazione alla luce dei risultati ottenuti vi aiuterà a riconoscere le vostre qualità e scoprire a quali risorse volete attingere per gli obbiettivi futuri.
Riconoscete i vostri meriti e la quantità di ciò che avete costruito.
Prendetevi tutto il tempo che vi serve, il ritmo della natura vi è congeniale.
Siate creativi nel modo di vedere i nuovi modi in cui si possono impegnare le risorse presenti, siate aperti agli imprevisti che si trovano proprio dietro l’angolo e che si possono manifestare nella vostra realtà solo se ci credete.
Toro è un segno di Terra: i suoi attributi energetici sono la tranquillità, la pazienza e la stabilità.
Questo è il motivo per cui qualsiasi azione programmata durante questa luna piena si realizzerà in tempi più lunghi ma duraturi e tangibili.
Attenzione, come sempre, all’energia dell’eclissi.
L’eclissi è una fonte di oscurità, di incertezza.
Quando nel cielo ci aspetteremo luce e chiarezza, l’eclissi è un improvvisa perdita di certezze.
Ci sono forti energie ancora sconosciute intorno a noi. E il nuovo ci spaventa e ci ritiriamo nel nostro profondo . Ma è sempre da dentro che parte la creazione e tutti i progetti futuri!
Saremo tutti molto coinvolti da questa energia e più sensibili alla emotività che alimenta. Tutta l’umanità è consapevole del nocciolo della questione e delle strategie necessarie ora e per il futuro.
Ecco il perchè di questa lunga pausa di riflessione che ci viene offerta dall’eclissi!
Forse si accenderà una scintilla!
Ognuno potrà coglierla dentro se stesso e alimentarla! Questo è il momento!
Al tempo della Luna Piena il velo dell’illusione viene sollevato, è un momento di aggiustamento emotivo delle tematiche emerse durante la precedente Luna Nuova, un periodo in cui “Un flusso d’Amore viene riversato da tutti i Maestri” (Maestro Djwal Khul) per supportare la nostra crescita di consapevolezza.
Ogni evento celeste è un’opportunità di crescita per la coscienza di ogni essere manifesto
ispirato da: La Sorgente e la Dea | Facebook
Perchè siam donne:Plautilla Bricci pittrice e architettrice del barocco
Plautilla Bricci è stata una pioniera, una prima donna, ovvero la prima architetta d’Europa.
Il suo lavoro ha regalato a Roma bellezza e arte. A raccontare questa figura così importante della storia artistica della città è una mostra allestita alla Galleria Corsini: “Una rivoluzione silenziosa: Plautilla Bricci, pittrice ed architettrice”.
Si tratta della prima esposizione interamente dedicata alla figura e al lavoro dell’artista che operò nella Roma barocca. In mostra, l’intera produzione grafica e pittorica dell’artista e vari progetti rinvenuti nell’Archivio di Stato, come uno per il rifacimento della Scalinata di Trinità de’ Monti.
Plautilla Bricci nacque nell’agosto del 1613 in quel dedalo di vicoli intorno piazza del Popolo che allora e anche dopo era ad alta densità di artisti, pittori, musicisti, scrittori.
Il padre di Palutilla era appunto, uno di questi artisti e faceva parte del circolo del Cavalier D’Arpino.
Sebbene non fosse frequente per una donna all’epoca diventare un’artista di fama, una firma capace di attrarre a sé incarichi prestigiosi e ricche commesse, ormai sappiamo, grazie alle ricerche degli ultimi anni che di artiste ce ne erano.
In particolare, la sorte che spingeva una donna a intraprendere la strada dell’arte era spesso legata a due o alla vita claustrale nelle quattro mura di un monastero (circostanza che ci ha regalato grandi pittrici e miniaturiste) oppure, come nel caso di Plautilla, l’essere figlia di artista.
Il che apriva la strada all’apprendimento diretto delle tecniche pittoriche nei laboratori artigianali di famiglia, come era accaduto anche per la più celebre collega pressoché contemporanea della Bricci, ovvero Artemisia Gentileschi.
Fu così che Plautilla, grazie al padre Giovanni e alla frequentazione del circolo di intellettuali che si riunivano intorno al Cavalier d’Arpino potè apprendere le tecniche pittoriche e i rudimenti dell’architettura per poi intraprendere la propria carriera e contribuire a quell’esplosione di splendore che fu la Roma Barocca.
L’incontro che cambiò le sortì e diede spinta alla carriera artistica di Palutilla Bricci fu quello con l’abate Elpidio Benedetti. Messo pontificio a Parigi, al suo ritorno dalla Francia era in cerca di giovani talenti da proporre al cardinale Mazzarino.
La sua attenzione si posò su una giovane donna artista che iniziava a farsi strada. Siamo intorno al 1630 e Plautilla Bricci inizia a lavorare con costanza. Delle sue opere ne sono arrivate molto poche a noi, e tutte di un periodo successivo. Ma sappiamo per esempio, che la pittrice e architetta frequentò la prestigiosa Accademia di San Luca.
Sebbene ebbe diverse commesse come pittrice, la vera fama arrivò con la sua opera di architetta, architettrice.
La scoperta di documenti inediti sulla vita di Plautilla, l’identificazione di nuove opere e il restauro dei suoi progetti architettonici conservati presso l’Archivio di Stato di Roma , consentono di fare nuova luce su questa affascinante figura di artista, unico architetto donna dell’Europa preindustriale.
In mostra si potranno ammirare un ambizioso progetto della Bricci per la scalinata di Trinità dei Monti (1660), la vasta lunetta da lei dipinta per i Canonici lateranensi (1669-1673) e altre due sue tele conservate a Poggio Mirteto, restaurate per l’occasione: lo Stendardo della Compagnia della Misericordia raffigurante la nascita e il martirio del Battista (1675) e la Madonna del Rosario (1683-1687) del duomo.
Chiude l’esposizione un prestito eccezionale: il quadro d’altare raffigurante San Luigi IX di Francia tra la Storia e la Fede dipinto da Plautilla per la cappella di San Luigi (1676-1680) nella chiesa dei Francesi, interamente progettata dall’architettrice per l’abate Benedetti, accanto alla cappella Contarelli.
A incaricarla della sua opera forse più celebre, compiuta con il fratello Basilio, fu ancora una volta Benedetti che la incaricò della costruzione della villa, presso Porta San Pancrazio, detta poi ‘del Vascello’.
Come si sa, la villa venne distrutta dalle cannonate francesi nell’assedio alla Repubblica Romana, ma dalle testimonianze precedenti sappiamo che l’opera venne molto elogiata e con lei l’architettrice.
Ciò che possiamo ancora ammirare invece è la cappella creata all’interno della Chiesa di San Luigi dei Francesi. Nota per lo più per i dipinti di Caravaggio, all’interno della chiesa la cappella principale è opera proprio di Plautilla Bricci. E’ dedicata a Luigi IX e all’interno splende la a pala d’altare ‘La Francia tra la Storia e la Fede’.
Il quadro è ora in mostra alle Gallerie Corsini.
Dopo questi due trionfi, Plautilla continuò a lavorare fino circa al 1692 quando decise di ritirarsi, ormai anziana, in un convento a Trastevere, dove morì alla fine del 1705.
Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.
Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto. Solo per il fatto di essere donne. O temporaneamente dimenticate.
* La buona notizia del venerdì: Nelle Filippine una nuova legge impone agli studenti di piantare 10 alberi per potersi laureare
La Repubblica delle Filippine è uno stato del sud-est asiatico formato da 7.641 isole.
La particolarità, di essere uno stato completamente insulare, unita al clima tropicale fa delle Filippine una nazione con un’enorme varietà di specie vegetali: esistono, infatti, 13.500 specie di piante.
Purtroppo anche la ricchezza delle Filippine è stata, in passato, messa a dura prova dal disboscamento. Per questo, il governo sta approvando una legge che possa salvare la sua vegetazione.
Secondo alcune stime, il disboscamento ha sottratto alle Filippine, tra il 1934 e il 1988, circa 24 milioni di acri di foreste.
Oggi, la vegetazione copre circa il 20% del territorio (nel 1934 era il 70%). Questa drastica diminuzione delle aree verdi, ha portato il governo dello stato asiatico a prendere un importante provvedimento.
È stato approvato dalla Camera dei Deputati il progetto “Legge sul conseguimento del titolo di studio per l’ambiente”. La proposta attende solo la conferma da parte del Senato per diventare legge a tutti gli effetti.
L’idea è quella di obbligare ogni studente a piantare 10 alberi prima del conseguimento di qualsiasi titolo di studio.
Il governo ha ipotizzato che, attraverso questa proposta, sarà possibile piantare circa 525 miliardi di alberi nel corso di una sola generazione.
Se la legge dovesse passare, già nel 2019 potrebbero essere piantati almeno 175 milioni di nuove piante: 12 milioni saranno infatti gli studenti che supereranno l’esame di scuola elementare e media, 5 milioni i diplomati e 500.000 i laureati.
Se ognuno di loro piantasse 10 alberi, si arriverebbe a 175 milioni di alberi piantati in un solo anno. Ovviamente il governo ha già individuato le aree disponibili e gli alberi più adatti, cioè quelli già presenti nella flora filippina.
Si tratta di una iniziativa davvero encomiabile che permetterebbe ad un’intera nazione di combattere il disboscamento e l’inquinamento con le forze di ogni singolo individuo. Un’iniziativa che tutti i governi del mondo dovrebbero seguire.
Perchè siam donne: Anche al Vaticano le quote rosa!
Donne nella chiesa.
Ora ce n’è una donna fra i consiglieri del Papa.
Suora Nathalie Becquart è stata nominata da Papa Francesco come sottosegretaria del Sinodo dei vescovi, consiglio permanente che ha il compito di aiutare il pontefice nel governo della Chiesa cattolica.
Per la prima volta una donna avrà diritto di voto nel Sinodo che, da quando fu istituito da Papa Paolo VI nel 1965, ha visto votare esclusivamente i vescovi. Negli anni le donne erano state uditrici e avevano avuto la possibilità di intervenire in assemblea, mai di votare.
Suor Nathalie Becquart, nata a Fontainebleau nel 1969, è una componente della congregazione delle missionarie saveriane. È stata responsabile della pastorale giovanile e vocazionale presso la Conferenza episcopale francese. Da due anni è consulente del Sinodo chiamata per le sue competenze come è possibile fare per persone che non sono vescovi. Insieme a suor Becquart, è stato nominato sottosegretario anche padre Luis Marín de San Martín.
Per la severiana francese è insieme una chiamata al servizio e un’avventura. «Non avrei mai immaginato questo; ho sperimentato che lo Spirito Santo è pieno di sorprese. Sono molto colpita e allo stesso tempo ricevo questa nomina come una chiamata da parte della Chiesa e di Papa Francesco che viene ad unirsi ad una chiamata interiore che sento ormai da parecchi anni a mettermi al servizio la sinodalità».
È chiaramente una nuova apertura alle donne da parte di Papa Bergoglio. «Questo compito lo accolgo come un segno di fiducia verso le donne nella Chiesa, per le religiose, e più in generale anche per i laici e come risposta a tutto ciò che è stato detto durante gli ultimi Sinodi e su cui il Papa insiste molto: la sfida di coinvolgere le donne nelle decisioni e nel discernimento nella Chiesa».
Suor Becquart confida nel lavoro in una squadra diversificata. La sfida è questa: «Lavorare insieme nella Chiesa, uomini, donne, sacerdoti, vescovi, laici, religiosi, nella diversità delle vocazioni».
Per la parità di genere anche fra le cariche pontificie, Papa Francesco ha inoltre annunciato la nomina di Suor Raffaella Petrini, appartenente all’ordine delle Suore Francescane dell’Eucaristia (istituto nato negli Stati Uniti negli anni ’70), come segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. per la prima volta una donna detiene il potere esecutivo in luogo del Pontefice
Finora alla religiosa era affidato l’officio della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.
Il Governatorato vaticano è l’organo che esercita il potere esecutivo nello Stato di Città del Vaticano in luogo del Santo Padre, fu istituito nel marzo 1939 e ha sede nello storico Palazzo del Governatorato in Vaticano.
È la prima volta che una donna occupa questo ruolo, e questa nomina dimostra ancora una volta la forte impronta rivoluzionaria che il Papa sta imprimendo al governo del Vaticano, finora fortemente improntato al maschilismo.
Suor Petrini, 52 anni, si è laureata in Scienze Politiche e ha conseguito un dottorato presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dove lavora attualmente come docente.
Fonti:
Donne nella chiesa, il Papa nomina Suora Becquart: «Segnale importante» | Vanity Fair Italia
Eva ringrazia!
* Il giorno 2 novembre è festa a Michoacàn
Día de los Muertos
“ Mi chiamo Pedro, sono un bambino e abito a San Isidro, una piccola città del Michoacán. Fa molto freddo qui e ci sono molte colline pieni di alberi. Io credo che per questa ragione tutte le nostre case sono fatte di legno.
Nella mia comunità abbiamo varie feste durante l’anno; ognuna ha una celebrazione speciale.
Il Giorno dei Morti è la più importante dell’anno.
In ottobre, le farfalle Monarca ci avvisano che stanno per arrivare le anime dei morti e che dobbiamo preparare ogni cosa per riceverle. Queste farfalle le chiamiamo anime e ne abbiamo molta cura. Sono di colore arancio e nero ed incominciano ad arrivare a migliaia nei nostri boschi per attendere la festa dei Morti.
Il 22 ottobre, quando mancano ancora dieci giorni alla festa, incominciamo i preparativi. Molto presto, prima dell’alba, facciamo dei fuochi d’artificio che annunciano l’arrivo dei bambini e delle bambine che sono morti da meno di un anno, e che noi chiamiamo angioletti. Adorniamo le porte con fiori gialli per dare loro il benvenuto.
Quello stesso giorno prepariamo per loro una bellissima cesta con del cibo affinché non abbiano fame e stiano bene. Ci mettiamo molti fuochi d’artificio, che piacciono ai bambini, inoltre: biscotti, dolci, panini, bibite e frutta. Anche fiori ed una candela di cera per far loro luce. Questa cesta rimane in casa ed il primo di novembre la si porta al cimitero.
Le persone che hanno un parente morto da meno di un anno, devono fargli una croce di legno durante questi giorni.
Durante la mattina decoriamo le croci di legno. Mettiamo dei fiori silvestri, frutta, guaiave, arance, pani, carte colorate, bottiglie di liquore, bibite, biscotti e panini dolci.
Questo primo giorno è dedicato ai giovani ed ai bambini defunti. La gente porta le corone e le croci decorate e, nella cappella del cimitero, si celebra la messa dedicata ai morti che sono ritornati.
Il 2 novembre è dedicato ai defunti adulti. In questo secondo giorno ci sono più persone e si possono vedere tutte le tombe decorate, piene di fiori e di candele accese.
Il cimitero appare vivace con tutti quei colori e con tanta gente che sta conversando.
Io credo che i morti debbano sentirsi molto felici perché è tutto molto bello.”
http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/giorno_dei_morti.htm
Il Giorno dei Morti, in spagnolo Día de los Muertos, è una forma particolare di festa dei defunti tipica della cultura messicana che si osserva anche nel sud-ovest degli Stati Uniti. Il Giorno dei morti è festeggiato anche in Brasile come “Giorno delle Anime”, ma la festività non presenta radici precolombiane.
Le celebrazioni hanno luogo dal 1 al 2 novembre, nello stesso momento in cui vengono celebrate le feste cristiane dell’Ognissanti e della Commemorazione dei defunti.
I festeggiamenti possono durare molti giorni, riprendendo le tradizioni precolombiane che ne sono all’origine, prima che la festa venisse recuperata e adattata dalla Chiesa cattolica. La festa viene celebrata con musica, bevande e cibi tradizionali dai colori vivi, combinati a numerose rappresentazioni caricaturali della morte.
Mattel lancia la Barbie per rendere omaggio al tradizionale Día de los Muertos messicano
io credo che i bambini, fino a che non sono modellati dalle convinzioni degli adulti, vedono nell’ aldilà un luogo di luce nel quale vanno, ad un certo punto della vita, quelli che muoiono.
E quindi considerano la morte come un passaggio da un mondo all’altro.
Del resto si ricordano benissimo, se interpellati, che da lì, da un meraviglioso giardino di luce sono venuti, per concretizzare un atto d’amore dei loro genitori.
E perchè dovrebbero averne paura? O mettere in dubbio che non esistono altri mondi dove fate, gnomi, convivono in armonia nella loro diversità?
Sono tante le culture che festeggiano la morte come un ritorno a casa.
Gli adulti hanno paura perchè dimenticano, annebbiati dalle sovrastrutture delle convinzioni comuni che vedono la morte come una fine di tutto. E costruiscono santuari tetri come i cimiteri per esorcizzarla e celebrano riti di apparenza, esageratamente d’effetto, come le espressioni di convenienza.
Ai bambini possiamo insegnare che le persone care che non vediamo più, e che ci mancano certo, sono sempre con noi in ogni momento, in ogni luogo, basta ricordarle con l’amore che ci hanno dato in vita.
Ai bambini possiamo raccontare che quella che al bruco appare come una morte, per la farfalla è la nascita, l’inizio della sua esperienza.
Ai bambini possiamo dare la fiducia in una vita che loro stessi sapranno costruire e che la luce e l’ombra dipende dal punto in cui si guarda.
Ma i bambini già lo sanno. Sta a noi ricordare loro che sono stelle.
Se siamo capaci di sentire la voce della stella dentro di noi.
Buon Samhain ! Buon Inizio!

Se si guarda solo all’apparenza si può perdere il vero significato di ogni cosa.
Dietro il business di questa ricorrenza, si celebra il capodanno celtico e l’incontro, solo per una notte, tra il mondo dello spirito e quello della materia.
Perchè da lì veniamo e lì ritorniamo ogni volta, ogni vita.
E’ la festa dell’inizio di un nuovo ciclo delle stagioni e, come si sa, i popoli antichi ne seguivano i mutamenti determinati dalla Grande Dea, Madre e Creatrice di tutto l’universo.
Terra e Cielo interagiscono e l’essere umano è una parte della manifestazione come i minerali, le piante gli animali, le stelle, i pianeti , i soli. Il nuovo anno porterà altri frutti, altri doni della Natura, del Cielo.
La Dea diventa strega per il cristianesimo che limita la magia della natura identificando la donna come materia terrena. Dio, lo spirito, è un entità maschile.
Buon Samhain, dunque, a tutti quelli che guardano oltre l’apparenza!
Love L
* Non solo Halloween! All Hallows Eve !
All Hallows Eve
STREGA O DEA ?
Nella cultura celtica, come in quella gaelica, la donna è stata sempre considerata figura importante e determinante nel sostegno e nella conduzione del clan e della comunità. A volte alla pari dell’uomo.
Le donne celte e le gaeliche erano addette alla cura dei malati, avevano conoscenze di medicina erboristica ed avevano perfino il potere della chirurgia.
In alcune culture nordiche la medicina era addirittura competenza esclusiva delle femmine del clan.
Colei che raccoglieva, seccava ed estraeva principi vitali dalle erbe era considerata creatura soprannaturale e degna del rispetto e spesso della venerazione del gruppo.
Il ruolo della wicca era quello di curare e guarire, e questo era considerato una facoltà divina.
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( E’ facile associarlo poi alla stregoneria )
Eventi divini venivano considerati anche i cicli della natura ed in una società ancora rurale era di vitale importanza prevederli e celebrarli con rituali propiziatori.
La donna sacra, la wicca diviene artefice di sopravvivenza per il gruppo.
Ella cura la preparazione dei riti propiziatori per avere la benevolenza della Dea Madre.
Ella ha la facoltà di interpretarne i segni per la divinazione.
Ella è una guida spirituale, la sua magia è indirizzare le vite degli altri.
La wicca non è, come la strix latina, a contatto con i demoni, ma è la figlia eletta della Dea.
( E’ facile associarla poi alla stregoneria )
Tutti questi riti pagani, passati nella cultura mediterranea dominata dalle fedi monoteiste, sono stati in seguito interpretati come eventi di stregoneria malefica e, ritenuti manifestazioni del “ diavolo”, condannati all’estinzione attraverso la purificazione con il Fuoco.
Molti dei riti celtici legati alla wicca sono arrivati fino a noi attraverso i secoli e oggi la religione wiccan si sta diffondendo tra le donne, soprattutto nei paesi di lingua inglese.
Un momento importante delle celebrazioni celtiche magiche era proprio il passaggio tra il 31 ottobre ed il 1 novembre,quella notte che la cultura anglosassone ha trasformato nella festa di Hallowe’en, All Hallow’ Eve, cioè vigilia di Ognissanti.
In realtà questa era la festa più importante di tutto il calendario celtico che si svolgeva secondo i ritmi della natura e delle stagioni, Samhain , la notte più lunga e buia dell’anno con cui ha inizio anche la metà oscura dell’anno.
Era la celebrazione di Samhair, divinità che rappresentava la notte e la morte insieme.
Tutte le gesta epiche e le grandi battaglie della mitologia celtica e gaelica,dall’Irlanda alla Scozia al Galles si svolgono nella notte di Samhair.
In quella notte iniziava l’epoca del lungo buio invernale, segnava la fine dei raccolti e della pastorizia: le nebbie gelide scendevano sulle highlands, la luce del sole riscaldava solo per poche ore.
La gente dei clan si stringeva vicino ai focolari a narrare di gesta e leggende e , secondo la regola della wiccan, le leggi che governavano la vita erano sospese.
Samhair chiamava a sé, in quella notte, le anime dei morti e queste solo in questa occasione avevano la possibilità di entrare nel corpo di un vivente e riappropriarsi della vita.
Il mattino seguente veniva acceso un grande fuoco al centro del villaggio o del castello, e quel fuoco rappresentava il nuovo scorrere delle stagione e della vita verso la primavera.
Simboli: intagliate, mele , spirali continue che indicano l’infinità del ripetersi dei cicli, falò, candele alla finestra.
Erbe : Rape, Ghianda, quercia, mele, cedro giallo, salvia, foglie secche, noci.
Decorazioni : zucche intagliate, ghirlande di fettine di mele, ghirlande di foglie secche da appendere alla porta o al muro, melograni.
Candele: Arancione verde nero bianco.
Incenso: mirra, patchouli, cannella, aghi di pino
Letture:
sul movimento neopagano :
“La danza a spirale” di Starhawk – Macroedizioni
“La quinta cosa sacra” della stessa autrice
per approfondire:
“ La Dea bianca “ di Robert Graves – Adelphi
“ When God was a Woman” di Merlin Stone – Mariner Books
Illustrazione di Olivia Del Bufalo
immagine di inizio: Jinxmim.deviantart.com
Leggi anche. “Che c’entra la zucca?“
PABLO PICASSO, 25 ottobre 1881

“Dipingere non è un’operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un’opera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi.”
Pablo Picasso























