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* Dove ci sta portando il grande movimento di energie di questo momento così complesso e stimolante.

Dove ci sta portando il grande movimento di energie di questo momento?

So bene che è tutto molto forte e siamo esseri umani: la paura, la rabbia e il dolore fisico non piacciono a nessuno. Sono periodi in cui tutto viene messo in discussione: il corpo, i pensieri, le dinamiche e le parole sembrano impazzite.

Siamo di fronte ad una stesura bellissima: nel taglio in alto si vedono un Arcano minore e uno maggiore. Ci sono un seme di coppe (acqua/emozioni) e un Archetipo.

Il cavaliere di coppe: un cavaliere con in mano una coppa si muove con dolcezza e serenità.
È un gentiluomo con il cuore puro e cristallino, sempre elegante e diplomatico.
Ha lo sguardo dritto e diretto: attraverso gli occhi comunica la sua essenza e la sua buona intenzione.
Lui è così come appare, difatti non nasconde il viso dietro l’armatura.
Anche il cavallo, con quell’inchino accennato in modo elegante, sottolinea l’umiltà messa in gioco.
Parla di movimento: è un muoversi con amore verso la persona o ciò che si ama.
È l’inizio del percorso d’amore.

L’Archetipo è il mago: è l’arcano maggiore numero 1. È un Arcano che abbiamo già visto: è l’alchimista, colui che ha i mezzi e le capacità per trasformare il piombo in oro, è il principio maschile sano che può sostenere infinite generazioni discendenti, può agire in tutte le direzioni. È la capacità di pensiero sano oltre le sovrastrutture.

Per cui si parla di agire con amore, ogni forma di azione: verbale, mentale e pratica. È arrivato il momento di muoversi con amore.

La stesa ci mostra la Regina di Coppe: siamo nel seme coppe, per cui acqua quindi emozioni. Ha il trono di fronte all’acqua; le emozioni le vive, non le nasconde.
Parla di sensibilità, è il nostro lato più emotivo. Lei parla all’anima e vede oltre le maschere, i muri e i limiti che l’altro, o quelli che la situazione impone.
È la donna innamorata per eccellenza.
Parla di positività: ogni situazione a lei sottoposta avrà risvolti positivi.

Poi c’è il Matto: lui torna spesso ultimamente. Come dicevo qualche giorno fa è la leggerezza, la purezza, l’innocenza, l’inconsapevolezza, la mancanza di colpe.

Si conclude con il 5 di danari: carta controversa per la cartomanzia. Ci sono scuole di pensiero che la leggono come nefasta, mentre altre la leggono come di buon auspicio, io sono per la seconda ipotesi.
Ci sono due persone malconcie vestite in modo inadatto con un clima gelido. Camminano fuori da una chiesa, potrebbe essere anche un laboratorio alchemico. La luce e l’atmosfera che si intravedono dalla finestra sono invitanti: è una luce calda e accogliente in grado di sciogliere la neve emotiva che si sente nel cuore negli attimi di sconforto.
I mendicanti sono in difficoltà e quella luce arriva per aiutarli e sostenerli.
Quella luce simboleggia anche la persona amata.

Riassumendo: il movimento ci sta portando ad agire con amore, l’azione d’amore l’abbiamo quando stiamo nel cuore e non nella testa. C’è un alleggerimento emotivo; simbolicamente stiamo aprendo il fagotto del mago per lasciar scorrere ciò che è stato dimenticato.

È un cambio di visone radicale, il movimento spinge a passare dal ‘mai una gioia’ al ‘ bicchiere mezzo pieno’.

Tutto porta verso ciò che amiamo di più e per arrivarci, l’unico modo è lo stare nel cuore.

So bene che per arrivare li i passaggi non sono semplici: stiamo facendo un detox emotivo epocale e tutto passa da ogni piano del corpo.

Ormai non abbiamo scelta, possiamo continuare sapendo che tutto è rivolto in quella direzione.

 

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* Luna piena in Gemelli : liberi di scegliere con decisione e consapevolezza

La tanto attesa Luna Piena, è stata ieri, venerdì 23 alle 5.40 del mattino.
La Luna è completamente aperta, pronta a ricevere la luce dell’amico Sole per rifletterla e portare sulla Terra tutto il pieno di energia.
E questo che significa? Che l’energia aumenta, aumenta. Aumenta a dismisura la portata di quello che c’è.

Perché la Luna e l’energia nulla sanno del nostro concetto di piacevole e spiacevole, si limitano a portare al massimo il carico. E per quello che molti dicono che quando c’è Luna Piena non si sentono bene: perché se dentro ci sono irritazioni, disturbi o paure quando la Luna raggiunge il suo apice tutto questo aumenta.

Risale alla Luce.

E’ sempre per questo che molte amiche mi dicono di sentire la Luna Piena i giorni prima e che quando di fatto la Luna è Piena si sentono sollevate.

Per quel mistero di Vita-Morte-Rinascita della Terra, della Luna e della Donna, per il quale proprio nell’attimo esatto del suo culmine la Luna inizia inesorabile il suo declino verso la Morte.
Vi ricordate la Luna Nera in Scorpione?
Il momento di introspezione e chiusura dove abbiamo gettato i semi per questo mese.

Cosa avete seminato sotto il potente Scorpione? Paura? Dubbi? Eccessiva concretezza? Oppure avete seminato bene e siete riusciti ad aprire un pò verso lo sconosciuto?
Quello che avete mosso sotto Scorpione, che è Mago e Stregone e realizza quello che desidera, ora lo vedrete manifestato e mosso.
Se avete lasciato scorrere, ora tutto scorre, se vi siete persi nei perché, ora siete fermi.
E Luna cade sotto al sensibile Gemelli.
Gemelli è puro, intelligente e generoso ma instabile.
La natura elementare di Gemelli è l’Aria.
L’Aria è la giovinezza, l’ispirazione, il canto, il moto della primavera, quando tutte le cose stanno per sbocciare. Porta movimento, non conosce la noia e sa come vivere la vita con leggerezza.
Guai però se la mente brillante di Gemelli parte con le sue ginnastiche mentali! L’Aria diventa vortice,  si ripiega sui propri tormenti e non c’è possibilità di venirne fuori!
Questa è la doppia natura di Gemelli.
Se fosse una Tarocco Gemelli sarebbe l’Innamorato.
L’Innamorato rappresenta il secondo gruppo degli arcani maggiori. Nel primo gruppo, capitanato dal Bagatto, l’uomo inizia a muoversi nel mondo sballottato dagli eventi, con la carta dell’Innamorato invece iniziamo a portare decisioni coscienti nella nostra vita.
Ma l’Innamorato è una carta enigmatica che entra e non entra, va a destra ma poi gira a sinistra. Tende a perdersi nell’indecisone e nella superificialità. A volte vorrebbe tornare a quel Bagatto che si lancia verso la vita senza pesi e senza responsabilità. Ma non è per questo che è qui.
Una cosa fondamentale possiamo comprendere ( nel senso di cum-prehendo, porto con me ) se ci lasciamo avvolgere dalle forze di questi giorni grazie all’Aria di Gemelli, ossia come compiere scelte consapevoli.
La scelta davvero Libera, che non potrà mai essere un “fuggire da” ma sempre un “andare verso”.
Ora possiamo dare davvero una svolta alla situazione, se diventiamo liberi di scegliere quello che davvero ci va di fare, slegati dalle memorie di ieri e dalle aspettative di domani, tenendo sempre a mente la concretezza e seguendo l’istinto.

Buona Luna
e che la Dea vi porti sempre sul palmo della sua mano

https://lasorgenteeladea.blogspot.com/2018/11/luna-piena-in-gemelli-decisione-e.html?spref=fb&fbclid=IwAR2DlcS9Atkff3pC7TN-rNu8sD-2RQEOtYfuJRCI7XvaDBLYzB3Bj91qvAA

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* Hilma af Klint la pittrice dell’invisibile

 

Nelle arti figurative il concetto di astratto assume il significato di “non reale”.

L’arte astratta è quella che non rappresenta la realtà.

Essa crea immagini che non appartengono alla nostra esperienza visiva, cioè, cerca di esprimere i propri contenuti nella libera composizione di linee, forme, colori, senza imitare la realtà concreta in cui noi viviamo. 

L’astrattismo nasce, quando nei quadri non vi è più alcun riferimento alla realtà. I pittori procedono in maniera totalmente autonoma rispetto alle forme reali, per cercare e trovare forme ed immagini del tutto inedite e diverse da quelle già esistenti, dando vita all’invenzione. Cosa esprimono? Il senso del caos, che è una rappresentazione della realtà, forse, più vera di quelle che ci propone la razionalità umana.

Hilma af Klint , la pittrice e teosofa svedese che, esplorando incessantemente l’energia e i processi della vita, giunse all’astrattismo prima di Kupka, Mondrian, Malevic e Kandinski.
La pittrice svedese (1862-1944) chiese espressamente nel suo testamento che le sue opere venissero mostrate al pubblico solo vent’anni dopo la sua morte. Ne passeranno invece quarantadue.

Ben lontana dall’art pour l’art, Hilma af Klint concepisce una visionaria strada tutta per sé verso una pittura che coniuga regole geometriche e ricerca metafisica, così da farsi medium di un ordine altro: “Trasmettere i messaggi dal mondo spirituale all’umanità di luce”. 

Aderisce alla teosofia di Helena P. Blavatsky e tiene sedute spiritiche regolari insieme ad Anna Cassel, dando vita a una forma occulta di autocoscienza e di singolare sperimentazione artistica. Attraverso la scrittura e il disegno automatico durante queste sedute, si arriva all’espressione massima di arte.

Proprio in una di queste sedute, nel 1904, l’artista si vede proporre il compito di eseguire “dipinti sul piano astrale”al fine di rappresentare l’invisibile e l’eterno per la creazione di un tempio futuro.

 

Nonostante il difficile periodo che le viene prospettato (“Diventerai cieca, dovrai negare te stessa per piegare il tuo orgoglio. Barcollerai quando la tua debolezza sarà messa alla prova. Diventerai una voce potente, ma prima sarai ridotta in polvere”), Hilma accetta: sa di essere scelta perché affine alle antiche vestali, e si impegna ad abbandonare la pittura figurativa per dedicare un anno di lavoro ai “Dipinti per il Tempio”.

Dipingevo direttamente sulla tela senza disegni preliminari, con grande forza. Non immaginavo l’esito finale, eppure lavoravo alacremente e sicura di me, senza modificare una sola pennellata”.

Completa così centoundici dipinti.

Verde, giallo e blu dominano la prima serie cui dà il nome di -WU-: W per materia, U per spirito, intimamente connessi nella sua concezione del mondo. “Gli spiriti guida”, afferma, le impongono di non mostrarli a nessuno e le danno sette mesi per ultimare la missione. 

Nella primavera del 1908 incontra Rudolf Steiner. Il padre dell’antroposofia le predice che i suoi dipinti, troppo avanti nel tempo, saranno compresi solo cinquant’anni più tardi.

Per questo Hilma decide di non mostrare la sua opera al pubblico e, per vivere, riprende la pittura ritrattista fino al 1912, quando gli spiriti guida si manifestano di nuovo, stavolta però come immagini interiori.

Tutta la differenza sta nell’impegnarsi in un primo tempo, nella grazia e nella sofferenza, con poteri parzialmente sconosciuti per giungere con il loro aiuto alla conoscenza di sé, e poi, una volta ottenuto il livello di autoconoscenza necessario, intraprendere lo studio da sé. Adesso so di essere, in verità, un atomo nell’universo suscettibile di infinite possibilità di sviluppo. Possibilità che voglio gradualmente rivelare”. 

Mirando con precisione matematica alla rappresentazione dell’invisibile, spesso con l’ausilio della “geometria divina” (triangoli, cerchi, quadrati), dipinto dopo dipinto Hilma af Klint elabora così un complesso sistema visivo in cui ogni opera, intitolata e numerata in ordine progressivo, costituisce un gruppo, anch’esso numerato e intitolato, a formare un’ulteriore serie.

 

Alla sua morte, lascia al nipote Erik af Klint più di mille dipinti e disegni, nonché centoventiquattro manoscritti in cui descrive la sua pratica artistica e spirituale.

Ispirata dalla teoria della relatività di Albert Einstein, alla teosofia, all’antroposofia, e al cristianesimo, commenterà sull’esistenza di Dio in questo modo:“Dio non è un essere ma una forza – dice – non una creatura ma l’eternità, non qualcosa che ha forma, bensì vita che assume forme infinite”.

 

 

https://www.londonita.com/la-pittrice-degli-spiriti-hilma-af-klint-a-londra/

sebben che siamo donne

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* Alimenta la fiamma sepolta che è in te!

 

“Il fuoco, ancestrale che ha vinto ogni necessità,

deve tornare ad ardere,

poiché la notte del mondo è lunga e fredda,

e grande è la necessità.”

Il Libro Rosso”, Primo giorno.

Quando le persone fanno conoscenza con l’inconscio, spesso entrano in uno stato d’animo straordinario: s’infiammano, esplodono, ritornano vecchie emozioni sepolte; e allora si mettono a piangere su cose avvenute quarant’anni prima.

Significa semplicemente che sono stati staccati prematuramente da quello stadio della vita; hanno dimenticato che ci sono fuochi sepolti che ancora ardono.

Allora ne erano inconsci, ma quando entrano in contatto con i centri inferiori ritornano in quel mondo e si rendono conto che è ancora rovente, come un fuoco rimasto a lungo dimenticato sotto la cenere.

Se però si toglie la cenere, sotto ci sono ancora le braci incandescenti, come si dice dei pellegrini della Mecca che lasciano i loro fuochi sepolti sotto la cenere e che, quando ritornano l’anno successivo, ritrovano le braci ancora incandescenti.

Jung – La Psicologia del Kundalini Yoga.

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* L’estate di San Martino dura almeno tre giorni! Quest’anno di più!

L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri.

La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

La leggenda del mantello di San Martino è molto antica e non si sa quando sia stata associata dalla memoria popolare e contadina al bel periodo che caratterizza la seconda decade di novembre che noi chiamiamo Estate di San Martino mentre nei Paesi anglosassoni viene definita Indian Summer: Estate Indiana.

E in alcune lingue slave, tra le quali il russo, è denominata “ Bab’ e Leto”, “ Estate delle Nonne”

L’espressione “estate indiana” fa riferimento alla storia dei nativi che un tempo approfittavano di questo particolare periodo per terminare la raccolta prima del sopraggiungere dell’inverno.
Sia come sia San Martino e l’Estate Indiana vengono festeggiate a partire dall’11 novembre e per tre o quattro giorni.

san-martino_

Martino di Tours nacque a Candes-Saint-Martin il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell’Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all’età di 15 anni si arruolo nell’esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant’è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers.

Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia .

Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante.

Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l’aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.

Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

Sebbene l’Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar; 

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar


tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

 

Ma qui ad Ostia c’è stato un sole ma un sole che stavamo in camicetta e qualche nordico faceva persino il bagno!

Questa sì che è estate san martinese ?

 

l’estate di San Martino solitamente dura tre giorni ed un pochino. “

 

 

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* Il portale del 2018 è 11.11.11/6: un messaggio di Ascolto,Attenzione,Amore.

Ed eccoci al grande portale 11.11.11 (la somma di 2018 risulta 11) l’energia che emana è potentissima, toccherà tutti ma soprattutto avrà un maggior impatto per chi consapevolmente vorrà e saprà ascoltarla, percepirla e utilizzarla.
Un triplo Portale che si apre per portare energia alle tre dimensione dell’Essere Umano, Mente, Corpo e Spirito, unificandole, l’1 è unione ed origine, tutto origina dall’Uno, tutto si realizza in esso!

L’11 ripetuto 3 volte ci invita all’ascolto profondo, non solo oggi, sempre!
Imparare ad ascoltare fluendo in ciò che sperimentiamo, essere presenti e radicati come lo è l’1, solo così potremo Sentire e Ascoltare ciò che lo Spirito vuole comunicarci.
Messaggi giungono in svariati modi, a seconda della nostra capacità d’ascolto, da eventi che ci toccano, magari tragicamente, da eventi che coinvolgono altri, dalla voce di un amico o di un estraneo, dal vedere i numeri, da “dentro” per i più allenati!
Siamo continuamente sollecitati da messaggi ma sappiamo veramente sentirli?

E se si, li ascoltiamo?

C’è una grande differenza tra sentire e ascoltare!!!
Posso sentire a livello auditivo una canzone ma ascoltare è Prestare Attenzione, intendere le parole e coglierne il significato, c’è anche una terza fase, più profonda, percepirne il significato celato, il messaggio che realmente vuol trasmettere, la morale racchiusa in esso e questo mette in azione la nostra sensibilità!

L’1 nella Qabalah è l’Alef e il Sepher haBahir afferma:
“L’orecchio è fatto a immagine di Alef”
Nella Qabalah l’Uno è la fonte di tutta la Luce, la Testa suprema,
l’Antico degli Antichi, rappresenta la divinità che tutto contiene e da cui tutto deriva.
E’ un centro presente ovunque.
La somma del valore delle lettere che compongono Alef è 111.
Georges Lahy

Anche nove anni fa abbiamo avuto un portale uguale e possiamo senz’altro verificare quanta luce è approdata sulla Terra da allora, quante cose nascoste sono state Rivelate.

Facciamo un viaggio retrospettivo e vediamo cosa è accaduto nelle vostre vite, quali cambiamenti ci sono stati, quanta luce ha Rivelato parti di noi che non conoscevamo. Oggi siamo il frutto di ieri, dell’energia portata allora e da tutti gli eventi planetari che si sono susseguiti in questi anni, alcuni veramente unici!

La somma di questo portale è un 6, portatore di ordine, armonia, pace, unificatore e armonizzatore non separa, rafforza i legami, se ne prende cura. Ciò che doveva essere interrotto è andato, ciò che doveva accadere è accaduto ora prendiamoci cura di ciò che abbiamo, poniamo quell’Attenzione e quell’Amore che prima non riuscivamo ad esprimere, ora possiamo!

Cura e Amore per noi stessi, per le relazioni, la famiglia, le amicizie.

Attenzione e Amore nella nostra casa, nel nostro giardino, nel nostro quartiere, paese, città, nel piccolo ognuno può fare la differenza, e tante piccole parti creano il macro, la Terra!

Nella Qabalah è la lettera Vav che ha valore 6. Il mondo fu compiuto in 6 giorni nelle 6 direzioni. Vav ha forma di uncino, simbolo di comunicazione tra le potenze celesti e le forze terrestri. Vav è anche raggio di Luce che collega i diversi aspetti della Creazione, un uncino primordiale che unisce lo spirito e la materia,
il cielo alla terra nel processo dei 6 giorni della Creazione.
Vav ha prodotto la terra per nutrirla e ordinarla.
Georges Lahy

In conclusione il messaggio di questo portale può essere Ascolto, Attenzione e Amore!
Molte persone hanno l’11 nel loro Profilo Numerologico, in effetti servono tante Anime per portare il Cambiamento, persone dotate di grande sensibilità operano in molti campi ma sono portatori di Luce, ognuno ha il suo percorso ma il fine è Uno, unico per tutti, instaurare l’Era dell’Armonia e dell’Amore, in questo piano di consapevolezza, su questa Madre Terra che ci ospita e ci nutre!
Imparare ad amarci e rispettarci e trasmetterlo ad altri meno avvezzi a questi significati, trasmetterlo con l’esempio, le parole volano, i fatti rimangono!

Alef è l’immagine del cervello, così che, per pronunciare Alef,
si apre semplicemente la bocca (senza produrre suoni)
e il pensiero si estende all’infinito e senza limiti.”
da Sepher haBahir
(Libro dell’Illuminazione)

Buon passaggio a tutti!

Patrizia Pezzarossa

http://www.visionealchemica.com/il-portale-del-2018-11-11-116/?fbclid=IwAR2yKEeGK29gAlzOaK-Ntk29eTB-oT3dk5bOMMMrd-L02qfrLJTu7azkZlE

 

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* Paura di cadere? Abbiamo le ali!

Cosa manca per mettere a fuoco la Visione che nutre il Cuore, apre la Mente e ci permette di spiccare il Volo? 


Dove siamo arrivati?

Il Vuoto ci attende.

E’ lì davanti a noi, spalancato, aperto, ammiccante, affascinante, spaventoso, eppure essenziale e nutriente.

Cosa ci manca?

Quale paura ancora ci trattiene, quale principio?

A quale resistenza siamo ancora attaccati?

Il Nuovo è lì, lo vediamo?

E se non lo vediamo, possiamo contattare il coraggio del salto?

Giove appena entrato in Sagittario richiama il meridiano del Fegato.

Tutta quella energia va usata, non lasciamola inerte innescando il lamento.

Il Salto è lì che ci aspetta.

Paura di cadere, di sfracellarsi al suolo?

E se avessimo le ali e non lo sapessimo? 


Stefania Marinelli

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* La buona notizia del venerdì: Capsula Mundi, ovvero continuare la vita in un albero

Tutti noi abbiamo un’unica certezza nel cammino della vita: la morte.

È come se la materia desiderasse animarsi e passeggiare per il tempo in una danza che solo la Parca (Parche: divinità greco-romane che stabilivano il destino degli uomini ndt) potrebbe concedere. Come diceva Lynn Margulis, la vita è materia che può scegliere.

La morte è la condizione della vita… sia che arriviamo alla fine del cammino vecchi e stanchi, e che la Parca ci dia l’ultimo bacio e ci metta a dormire in eterno, sia che ci imbattiamo accidentalmente in essa prima del tempo.

Ma la morte è la condizione di tutti gli esseri viventi?

La morte è una transizione della materia, è il limite di una forma animata che esaurisce le sue frontiere e collassa su sé stessa: il tempo è l’ultima barriera che molte forme viventi non possono superare.

Dal momento del concepimento, il tempo e la materia si erodono nello scorrere di un ciclo che giungerà al suo culmine: e ritorniamo al nostro stato originario,

La nostra essenza è chiusa nella prigione organica della nostra condizione evolutiva, della nostra individualità: siamo unici e irripetibili

Anche l’Italia potrà avere cimiteri “verdi” se un giorno la legge lo permetterà.

E ognuno di noi, alla fine della propria vita, potrà trasformarsi in un albero. È questa l’idea su cui da tempo lavora il team italiano di Capsula Mundi, che ha realizzato un contenitore a forma di uovo in cui il corpo del defunto viene disposto in posizione fetale per poi essere posto sotto terra insieme ai semi di un albero. L’iniziativa è sbarcata su Kickstarter.

Realizzato con un materiale 100% biodegradabile, la plastica di amido, la Capsula Mundi permetterà così di ricordare il defunto non attraverso la sua lapide o un’urna ma trovandosi davanti l’albero cresciuto al di sopra del suo corpo.

Capsula Mundi è messa a dimora come un seme nella terra; sopra di essa – a segnarne spazialmente la presenza, viene lasciato un cerchio di terra ribassato. Al centro di questo è piantato un albero la cui essenza viene scelta in vita dal defunto e sarà cura dei parenti e degli amici seguirne la crescita” spiega il sito ufficiale.

In questo modo, il cimitero potrebbe trasformarsi, spogliandosi della sua veste talvolta lugubre e diventando un grande parco sacro.

Abbiamo voluto dedicare il nostro lavoro ad un momento della vita di estrema importanza così come lo sono il momento della la nascita e il matrimonio. La morte è un passaggio delicato, misterioso e inevitabile. I defunti non possono solo essere un problema tecnico, la morte non può essere trattata come un tabù. Se visto come fenomeno naturale, di trasformazione delle sostanze, il trapasso è un momento di ricongiunzione dell’essere alla natura, al suo perpetuo mutare. Al di là delle radici religiose e culturali a cui ognuno appartiene, questo è un fenomeno biologico, quindi uguale per tutti” spiega il team.

La loro riflessione però si è concentrata anche sull’impatto ambientale dell’utilizzo della bara, un oggetto dimenticato da chi si occupa di design. Per costruirla oggi si sacrificano alberi ad alto fusto, spesso di essenze pregiate, quindi a lento accrescimento.

È l’oggetto con il più breve ciclo di vita prodotto dalla nostra società, ne consegue il più alto impatto ambientale (la crescita di un albero richiede dai 10 ai 40 anni, a fronte di tre giorni di fruibilità del prodotto!)” fanno notare. Capsula Mundi invece utilizza materiale biodegradabile al 100% e realizzato da “plastica” di amido (l’amido si ricava da piante con ricrescita stagionale, quali patate e mais), risparmiando la vita di un albero e proponendo di piantarne uno in più. 

Un albero accanto all’altro, di essenze diverse a creare un bosco, magari lì dove un bosco è scomparso. Un luogo in cui i bambini potranno andare ad imparare a riconoscere i diversi tipi di alberi oppure in cui recarsi per una passeggiata e ricordarsi di persone che non ci sono più”.

Non si tratta però dell’unica iniziativa di questo tipo.

Negli ultimi anni infatti si sono moltiplicate le urne biodegradabili che danno vita a un albero come la Bios Urn, o ancora PoeTree, che permette di trasformare le nostre ceneri in una “creatura” vegetale vivente.

Nel maggio 2016 l’iniziativa è sbarcata su Kickstarter dove è a caccia di fondi sperando di arrivare entro un mese circa all’ingegnerizzazione del prototipo industriale e alla preparazione degli stampi nel 2017.

“Vogliamo affrontare il percorso che ci porterà alla realizzazione della Capsula grande per il corpo, rivolgendoci a un tipo di produzione meno artigianale. Per questo il primo passo sarà l’ingegnerizzazione del prototipo industriale. Il prototipo industriale è necessario per lo studio e la verifica di tutti i dettagli, testandoli mano a mano su un modello 3D in rapid prototyping, fino a giungere al prototipo funzionante. Una volta ottenuto il modello della Capsula funzionante avremo tutte le informazioni necessarie per la realizzazione degli stampi in materiale plastico leggero con strumenti a controllo numerico (CNC) per produrre i primi esemplari della Capsula” spiegano gli ideatori del progetto.

 

Albero, nuvola;

domani libro o vento:

il libro che leggo, il vento che bevo. (…)

Perché muoio ogni attimo, io,

e rinasco vuoto e senza ricordi:

vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori.

~Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila

fonti

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/15865-capsula-mundi-albero-morte

https://rivistanatura.com/bios-urn-diventare-alberi-dopo-la-morte/

http://www.ilgiornale.it/news/politica/urne-biodegradabili-e-ceneri-radici-sepoltura-green-1459479.html

http://www.italiachecambia.org/2017/10/io-faccio-cosi-185-boschi-vivi-cimitero-naturale-salvaguardia-paesaggio/

http://www.architetturadeglialberi.it/la-morte-e-gli-alberi/

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* Il tuo pensiero crea forme, situazioni e sentimenti cominciando da te…sei responsabile del tuo pensiero!

 

Si racconta la storia di due cani, che, in momenti diversi entrarono in una stanza.

Uno ne uscì scodinzolando, l’altro ne usci ringhiando.

Una donna li vide e, incuriosita, entrò nella stanza per scoprire cosa rendesse uno felice e l’altro così infuriato.

Con grande sorpresa scoprì che la stanza era piena di specchi.

Il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano, mentre il cane arrabbiato aveva visto solo cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.

Quello che vediamo nel mondo intorno a noi è un riflesso di ciò che siamo.

Tutto ciò che siamo è un riflesso di ciò che abbiamo pensato.

La Mente è tutto.

Quello che pensiamo diventiamo.

( Buddha)

 

illustrazione di Norg Nodis

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*Il suono ha una forma, ogni suono ha una forma , lo prova la Cimatica

La cimatica è lo studio del suono visibile le cui basi furono poste da Ernst Chladni, musicista e fisico tedesco ( 1756 – 1857).

La parola cimatica, dal greco Kyma -grande onda- è stata coniata da Hans Jenny, (1904-1972) un medico svizzero e studioso di scienze naturali, per descrivere il suono visibile.

Una delle scoperte più affascinanti che fece Jenny fu che quando venivano pronunciate le vocali in ebraico e sanscrito attraverso il fonoscopio, strumento a fiato da lui inventato, venivano riprodotti i modelli reali delle stesse vocali.

Questo però non si verificava pronunciando le lingue moderne.

Tutto ciò portò a pensare che ci potesse essere qualcosa di vero nel concetto di “lingua Sacra”.

Una vera e propria ragione fisica per cui la recitazione di mantra e testi sacri potessero avere proprietà curative vere e proprie.

 

 

Il Cymascope è un nuovo tipo di strumento scientifico, che rende il suono visibile.


E’ stato creato da John Stuart Reid, ingegnere acustico, e dal progettista americano Erik Larson  ispirandosi al lavoro di Ernst Chladni..

Viene utilizzato per lo studio visivo di suoni umani, animali, suoni dello Spazio e strumenti musicali.

Un Cymascope può anche essere usato in logopedia e per applicazioni di intrattenimento come fare musica visibile.

Grazie a questo strumento è stato possibile vedere per esempio che forma hanno le frequenze delle onde cerebrali, le vocali delle lingue moderne e le note del pianoforte.

 

Frequenze cerebrali viste con il Cymascope
Note del pianoforte viste con il Cymascope

Vocali viste con il Cymascope

In precedenza era stato ipotizzato che ciascuna delle cinque vocali avesse una forma base uguale per ogni persona.

Tuttavia con l’utilizzo del Cymascope, si è scoperto che la forma varia da persona a persona.

In sostanza è il tono della voce di una persona a determinare la geometria di base di ogni vocale.


Le forme geometriche che derivano dalla voce umana sono come dei bellissimi mandala .


È possibile avere il mandala della propria voce acquistabile sul sito ufficiale cymascope.com. 

Si deve registrare la propria voce con il registratore vocale online del sito che verrà poi “fatta ascoltare” allo Cymascope che la visualizzerà.
È possibile anche avere l’immagine di qualsiasi altro suono che ha un significato speciale per voi come per esempio le fusa di un gatto o la risata di un bimbo. 

L’immagine creata verrà poi inviata per posta normale o via mail a seconda della richiesta.

Ora è anche disponibile un’App che permette, tra le altre cose, di suonare uno strumento musicale dal vivo e vederne le immagini in tempo reale. Si possono anche vedere le differenze d’immagine tra la musica a 432 Hz. e quella a 440 Hz.

La tua voce è una rappresentazione olografica di tutto ciò che sei che riflette ilDNA personale “.

Le onde sonore in realtà non esistono.

Il modello “onda” è solo un concetto matematico  ma non è così che il suono viaggia in realtà.

Se i nostri occhi potessero vedere i suoni non vedremmo quindi delle onde, come comunemente si crede, ma delle bellissime bolle olografiche con scintillanti disegni caleidoscopici sulla loro superficie .

Il Cymascope permette di vedere questo regno di bellezza precedentemente nascosto.

Nella foto sotto, la sfera, in rapida espansione, viene catturata in un momento congelato.

L’interno rivela una struttura bella e complessa che rappresenta la ricca natura armonica della musica del violino.

” Gli atomi e le molecole presenti nell’aria, vengono eccitati dalle corde vocali della tua laringe, creando una piccola perla di energia acustica che si espande rapidamente dalla bocca e corre via a circa 1126 Km. all’ora.

Quando si parla si crea luce infrarossa. 

La luce infrarossa porta con sé le modulazioni della tua voce alla incredibile velocità di 300.000 Km. all’ora.

A differenza del suono di una voce che diventa impercettibile dopo circa un chilometro, la luce infrarossa creata dalla tua voce si precipita nello Spazio dove viaggia per l’eternità, portando le tue parole o canzoni alle stelle”.


https://riccamente.blogspot.com/2012/02/cimatica-la-meravigliosa-forma-delle.html?fbclid=IwAR02XDvI78UGIjjMB5ltREpn2p5Xa1XoT1vgOaSqDLsUuB2yB22EhgkZ5XU