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* 2014 l’anno del Cavallo del Legno

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Io sono il Caledoscopio della mente.

Io irradio luce, colore e moto perpetuo.

Io penso, io vedo, e sono mosso dal fluido elettrico.

Costante solo nella mia incostanza.

Non sono inceppato da vincoli mondani, né oppresso da mète vincolanti.

Io corro sfrenatamente sui sentieri vergini.

Il mio spirito è invitto.

La mia anima è eternamente libera.

Io sono il cavallo

Il 31 gennaio 2014 segna l’inizio dell’ anno del cavallo.

Sarà un anno pieno di energia e di potenza per coloro che hanno lo spirito giusto di avventurarsi nella vita.

Se avete piantato un sacco di semi nell’anno del Serpente (cioè nell’anno 2013) a questo punto l’anno 2014 ci sarà spazio per la crescita personale, lavorativa, spirituale.

Permettete che il vostro cavallo corra, date spazio ai grandi sogni e obiettivi degni di un grande stallone e andrete sulla strada giusta verso il successo.


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L’Astrologia cinese si basa sul calendario lunare.

Il calendario lunare cinese risale al 2637 a.C. quando l’imperatore Huang Ti introdusse il primo ciclo del suo Zodiaco.

L’unità di misura del suo sistema è un ciclo composto da 60 anni, suddiviso in cinque cicli di 12 anni.
Sono passati 4641 anni da quel giorno ma il primo ministro dell’imperatore Huang ha semplicemente attinto alla tradizione orale del popolo per costituire il calendario.

Il calendario lunare cinese appartiene alla storia della Cina. Il popolo cinese si basa su questo calendario parallelamente a quello gregoriano, più per motivi di festività e tradizione.

Ciascun anno è rappresentato da un segno zodiacale e viene battezzato con un nome composto da una radice celeste e un ramo terrestre.

L’inizio di ogni mese avviene ad ogni fase di luna nuova. Il capodanno, o festa di primavera, dura quattro giorni e può verificarsi tra il 21 di gennaio e il 19 febbraio e rappresenta per il Paese, uno dei momenti più importanti dell’anno.

Esistono diverse leggende che spiegano la nascita dello zodiaco cinese, la più popolare narra che il Buddha chiamò a raccolta tutti gli animali della terra, promettendo, come premio per la loro fedeltà, di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno dei primi 12 animali accorsi. Il topo, furbo e veloce di natura, arrivò per primo, saltando dalla groppa del diligente bue che così arrivò secondo, seguito dalla tigre e dal coniglio.

Il drago arrivò quinto seguito dal suo fratello minore, il serpente.

Il cavallo fu settimo e seguirono la capra, la scimmia, il gallo, il cane e per finire il fortunato maiale che arrivò appena in tempo per salutare anch’egli il Buddha.

Si narra infine che l’astuto topo avrebbe ingannato il gatto, comunicandogli la data sbagliata, e che per questo motivo, da allora, gatto e topo sono nemici.

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Il 2014 è l’anno del cavallo.Segue al 2013 , l’anno del serpente.

Dice Omraam Mikhaël Aïvanhov parlando dello sforzo richiesto per ottenere la nuova pelle (nel nostro caso il nuovo anno):

C’è da imparare una lezione dal modo in cui il serpente cambia la pelle. Il serpente sente che una nuova pelle si è formata sotto la vecchia e cerca nelle rocce una fessura o un foro stretto dove si infila con difficoltà: deve sforzarsi per passare dalla… «porta stretta». Quando esce dalla strettoia, ha una pelle nuova, quella vecchia è stata strappata via. Allo stesso modo ognuno di noi deve passare prima o poi attraverso la «porta stretta», per riuscire a perdere la vecchia pelle, cioè le vecchie idee, le vecchie abitudini, i vecchi ragionamenti. Anche per voi verrà questo momento. Sarà certo un passaggio difficile, ma non abbiate paura, non turbatevi! Rallegratevi se perdete la vecchia pelle, perché in tal modo diventerete un essere nuovo con una comprensione più ampia, un cuore più generoso ed un comportamento che porterà agli altri solo benedizioni.”

La caratteristica degli anni del Cavallo è VIVACITA’ ed OTTIMISMO per tutti.

La vita sarà frenetica e costellata di avventure. Tutti si sentiranno creativi, romantici e spensierati.

E’ il periodo dell’avanzamento: le decisioni ed i progetti verranno realizzati con determinazione ed efficienza.

La parola d’ordine sarà: AZIONE.

Tutto è in movimento, ma attenzione a non esagerare, sarà un anno soddisfacente ma faticoso. Il ritmo di quest’anno darà fondo a molte delle risorse di energia lasciando a volte esausti.

E’ un periodo adatto a tirare fuori dal cassetto tutti i sogni, il vento cambia di continuo ma è bene seguire le intuizioni. L’influenza impulsiva del Cavallo indirizzerà le scelte ed i sentimenti infondendo una grande fiducia in se stessi.

L’industria, la produzione e l’economia mondiale riceveranno grande slancio.

La diplomazia e la politica continueranno ad essere ad alta turbolenza ma più concrete.

Quest’anno ci sarà una grande libertà di movimento per chi vuole cambiare, a tutti i livelli ed in tutti i campi.

Altre parole d’ordine: CORAGGIO, ARDIMENTO E DETERMINAZIONE.

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Il 2014 è l’anno del Cavallo yang-maschio del legno.

Questo tipo di cavallo è il più ragionevole di tutti, ma resiste ai tentativi di domarlo.

L’elemento legno gli permette di disciplinare meglio la sua mente e di pensare in modo costruttivo e chiaro.

Molto disponibile alle relazioni sociali, buon intrattenitore e divertente.

Aperto al nuovo si libera del superfluo e accoglie con gioia i cambiamenti e le innovazioni che stimolano la sua creatività e lo rendono disponibile ad ogni esperimento di vita.

I suoi interessi spaziano in vari campi e non si tira indietro nell’assumersi le responsabilità degli obbiettivi intrapresi.

I nativi sotto il segno del Cavallo hanno molte buone qualità.

Il cavallo è quello che più di tutti gli altri animali dello zodiaco cinese sprigiona eleganza, forza, ritmo e nobiltà.

I nativi cavallo hanno la capacità e la tenacia nel lavorare duramente e per questo nella loro vita, vengono ripagati con successo nella carriera e nelle finanze. Per carattere amano stare in mezzo alla gente (frequentano spesso concerti e fiere) e vanno d’accordo in particolare con le persone del sesso opposto.

Il cavallo è uno dei segni più dinamici, con un vigore che promette gioventù e freschezza fino alla fine della sua vita. La volontà e lo spirito di questo segno sono indistruttibili. Affronta la vita con filosofia e grande pazienza, e riesce con grande abilità a risolvere i problemi che gli balzano addosso a seconda delle circostanze.

I nati del segno hanno un insaziabile bisogno di essere stimolati intellettualmente e soddisfano la loro curiosità imparando sempre e leggendo moltissimo, ascoltando, comunicando e viaggiando.

Il Cavallo è un ottimo leader, riverito e rispettato, che incoraggia i subalterni con gentilezza e con la giusta misura di severità.

Nel campo finanziario, i guadagni si collocano in una via di mezzo: non bassissimi ma neanche eccellenti, sebbene comunque soddisfacenti.

Innamorarsi di una persona di questo segno soprattutto se è elemento fuoco vuol dire provare la passione e l’estasi pura. Il Cavallo di fuoco è infatti un partner estremamente premuroso con la persona amata, dimostrandogli ogni giorno con le sue azioni la profondità dei suoi sentimenti.

Il partner ideale del Cavallo è il Dragone o la Scimmia.

I cinque tipi di cavallo:

Cavallo del Metallo 1870,1930,1990

Cavallo dell’Acqua 1882,1942, 2002

Cavallo del Legno 1894,1954, 2014

Cavallo del Fuoco 1906,1996, 2026

Cavallo della Terra 1918, 1978, 2038

Che tipo di Cavallo sei?

Potrebbero interessarti:

2013, L’anno del Serpente d’Acqua

2012 L’anno del Drago d’Acqua


Fonte: Theodora Lau ” Astrologia Cinese” Edizioni Mediterranee

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* La buona notizia del venerdì:La Commovente Storia di una ragazza contadina dell’Iran che sogna di diventare un’astronauta

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Lontani dai tempi delle grandi imprese pionieristiche dell’esplorazione spaziale umana, e con il programma spaziale passato in ombra, è difficile rivedere oggi negli occhi di giovani ragazzi quel desiderio profondo di esplorare, e diventare astronauti per andare a toccare con mano nuovi mondi e sentirsi immersi nell’immensità del cosmo durante le passeggiate spaziali. Ma, quello che di fondo ci spinge verso l’astronomia, l’esplorazione e l’universo, non muore mai, perché riguarda la nostra ancestrale e profonda attrazione verso le stelle ed il mistero.

Un esempio commuovente di grandi sogni fatti di questa spinta ancestrale è un documentario attualmente in lizza per la competizione Sundance per film indipendenti, che narra la storia di Sepideh Hooshyar, una ragazza adolescente delle regioni rurali dell‘Iran, che sta facendo di tutto per diventare un’astronoma e astronauta, passando i suoi giorni a studiare su vecchi libri e le sue notti a guardare il cielo con il telescopio. Questo documentario è una cronaca del suo inseguire questo sogno.

Sepideh vive a Sa’adat Shahr, un villaggio nella provincia di Fars. Ha promesso a suo padre, morto tragicamente pochi anni fa, che avrebbe inseguito il proprio sogno a qualsiasi costo. Tuttavia, la sua famiglia è molto povera ed il suo inseguire l’astronomia invece di andare a lavorare nella fattoria non è di aiuto. Così, passa i giorni in un’osservatorio locale, ancora costruito solo a metà dopo ben 20 anni.
Con la pressione che cresce riguardo alla sua situazione e ruolo interno alla famiglia, Sepideh decide di contattare il suo idolo: Anousheh Ansari, la prima donna turista nello spazio, per chiedergli aiuto.
Il film è veramente bello non solo per la storia ma anche per le stupende riprese di Babak Tefreshi, che riprende il cielo in time-lapse ed i paesaggi locali, in modo da far sentire lo spettatore completamente immerso in quel mondo. Si tratta di un vero inno alla passione e al perseguire i propri sogni, specie se si è una giovane ragazza iraniana che vive in campagna (che complica l’impresa non di poco).

SEPIDEH: LETTERS TO EINSTEIN by Berit Madsen

Fonte: http://www.link2universe.net/2014-01-23/la-commovente-storia-di-una-ragazza-contadina-delliran-che-sogna-di-diventare-unastronauta/

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* Qui Rosetta… siete ancora lì ?

La sonda Rosetta dell’ESA ha dato un segnale di risposta.
La sonda Rosetta era distante 807 224 610,74 km,

che corrisponde a 44 minuti e 53 secondi luce, a 673 milioni di km di distanza dal Sole.
La sonda Rosetta è diretta verso la Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.


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Il  TUTTO

“Vedere un Mondo in un granello di sabbia,

E un Cielo in un fiore selvatico,

Tenere l’Infinito nel cavo della mano

E l’Eternità in un’ora.”

(William Blake)

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* La buona notizia del venerdì: Apre a Milano il Museo dei Bambini

Ci sono due tipi di musei per i bambini : I musei tradizionali, ma attenti anche alle esigenze dei bambini, che organizzano quindi attività adeguate a loro (laboratori o visite guidate) e che offrono strumenti per comprendere meglio le opere esposte (audoguide, una pannellistica specifica per i bambini, etc.). 


Ci sono poi i musei pensati per i bambini, centri che promuovono la curiosità e l’immaginazione e dove il gioco ispira creatività e apprendimento informale.

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Attraverso mostre/gioco interattive e numerose attività laboratoriali sviluppate secondo specifici criteri pedagogici, i Musei per i Bambini vogliono favorire ed incoraggiare il pensiero creativo dei piccoli visitatori.

Questi musei fanno parte dell’Associazione Internazionale dei Musei dei bambini Hands On! International:
Musei di questo tipo ce ne sono in tutto il mondo.

I più famosi in Italia sono il Museo Explora a Roma, la Città della Scienza di Napoli (che ricordiamo, purtroppo ha subito un gravissimo incendio circa un mese fa che ha distrutto molti degli spazi del centro) e, a Milano, il Museo della Scienza Leonardo da Vinci e il MUBA, il Museo dei Bambini.

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MUBA nasce nel 1995 con l’obiettivo di realizzare il Museo dei Bambini a Milano.

Dal 1997 a oggi, pur non avendo una sede permanente, MUBA ha progettato e prodotto 13 grandi mostre interattive e numerose attività laboratoriali sviluppate secondo specifici criteri pedagogici che intendono favorire ed incoraggiare il pensiero creativo dei bambini e prepararli ad una società che richiede maggiori atteggiamenti responsabili.
Ha realizzato progetti didattici in oltre 50 città in Italia e in Europa, e i bambini coinvolti sono stati più di 800.000 di cui la metà in gruppi-classe con 50.000 insegnanti.
La missione di MUBA, il museo dei bambini di Milano, è lo sviluppo e la diffusione dell’educazione non formale, al fine di promuovere una cultura innovativa per l’infanzia che pone al centro dell’esperienza i bambini, secondo il metodo pedagogico dei Children’s Museums, ai quali MUBA è strettamente legato.

Da gennaio 2014 il MUBA avrà una nuova, bellissima ed adeguata sede: La Rotonda di Via Besana, monumento storico di Milano.

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La Rotonda rappresenta una delle opere più originali del Settecento milanese.
La costruzione dell’edificio, adibito a Chiesa e Cimitero, avvenne tra il 1713 e 1725.
Un complesso composto dalla chiesa, a pianta a croce greca, di San Michele (detta ai “Nuovi Sepolcri”), consacrata nel gennaio del 1700, e circondata da un portico a forma circolare con un ottagono centrale. Un intreccio di volte e colonne divenuto nel tempo meta ricercata per eventi e manifestazioni.
La “Rotonda” fu costruita nel 1695 come cimitero per i morti della Cà Granda (cioè dell’Ospedale Maggiore oggi Università Statale) in un terreno situato sotto le mura dei Bastioni. Ancora oggi, innumerevoli loculi sono dislocati sotto la pavimentazione del portico che circonda la chiesa. Si dice che fino al 1782 raggiunsero il numero di centocinquantamila e solo nel XIX secolo l’area venne bonificata.
Attualmente la Rotonda, ristrutturata dal Comune, è sede di manifestazioni d’arte e di grandi mostre.

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Il MUBA alla Rotonda sarà un luogo a misura di bambini, ragazzi e famiglie.
Organizzato secondo i criteri adottati per i musei più recenti, accoglierà oltre agli spazi dedicati alle grandi mostre e ai laboratori didattici multidisciplinari, un bar–ristorante pensato per le famiglie e un Bookshop.
Una ricca programmazione che prevede tre grandi mostre all’anno, progetti in sinergia con gli eventi di punta della città, Salone del mobile, Piano City, Book City, progetti e laboratori in corrispondenza delle giornate/mesi dedicati ad argomenti caldi, l’ambiente, l’alimentazione, l’integrazione, ma anche servizi alle famiglie, campus, feste.
Fonti:
http://www.milanoperibambini.it/rubriche/mostre-e-musei-con-kat/2090-remida-muba
http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_dei_bambini
http://it.wikipedia.org/wiki/Rotonda_della_Besana

ALTRE BUONE NOTIZIE:

” Nell’ex caserma di via Guido Reni a Roma la Città della Scienza”

” Musei di tutto il mondo”

” Filippine : la scuola per i bambini di strada va a bordo di carretti “

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* Cercando un Pianeta viola

 

Con la scoperta di migliaia di nuovi pianeti fuori dal Sistema Solare, negli ultimi anni si è intensificata molto anche la ricerca di nuovi modi per cerare vita su questi mondi lontanissimi.

Secondo un nuovo modello, quello che dovremmo cercare non è tanto un pianeta blu, come la nostra  Terra, ma un pianeta viola!

Se si ripensa alla nostra storia, si scopre che alcuni dei primissimi microorganismi terrestri erano viola e dominavano l’ecosistema planetario. Tanto erano comuni che l’alone della loro presenza era visibile dallo spazio! Secondo alcuni ricercatori, sarebbe possibile trovare simili segni anche su altri pianeti, e sarebbero segni relativamente sicuri della presenza di vita.

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Precedenti ricerche avevano mostrato come potremmo essere capaci di trovare segni infrarossi della presenza di vegetazione, grazie ai segnali rilasciati dalle piante, mentre altri sistemi darebbero la caccia a composti chimici industriali, come quelli che sulla Terra sono contenuti in cose di tutti i gironi come la lacca per capelli.

Ma perché cercare proprio vita batterica? Principalmente perché abbiamo più possibilità di trovarla. I microorganismi hanno dominato il pianeta molto prima che nascesse la vita complessa, e continueranno a dominare anche molto dopo che la vita complessa si sarà estinta. Esther Sanromà, dell’Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie, insieme ad i suoi colleghi, hanno scritto questa ricerca chiedendosi che tipi di microbi che sono esistiti sul nostro pianeta nel passato, potrebbero essere visibili distintamente dallo spazio, e come potremmo trovare casi simili noi su altri pianeti.

Così hanno creato un modello che riproducesse la Terra primordiale, per poi considerare idealmente vari scenari possibili, come la distribuzione dei continenti, la copertura di nuvole, e se la vita microbica è dominante sulla terraferma o nell’acqua. Hanno così scoperto che la nostra chance migliore sta nei microbi viola, che fioriscono sulla terra o lungo le coste ricche di nutrienti, e producono un segnale visibile nella luce totale riflessa dal pianeta. Se invece vivono negli oceani, non sono impossibili da vedere ma l’impresa diventa molto più ardua.

“Un mondo dominato da batteri viola potrebbe mostrarci uno spettro di luce molto interessante” ha aggiunto Lisa Kaltenegger, dell’Istituto di Astronomia Max Planck, in Germania, famosa per i suoi studi di astrobiologia, anche se non coinvolta direttamente in questo studio.

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Il significato del colore Viola

Nello spettro, il viola si pone dietro al blu. In natura, le sue diverse sfumature sono delle mescolanze di rosso e di blu; perciò, anche nel simbolismo occulto, dovete considerare, in questo colore, la presenza del rosso, colore del Fuoco e della Vita, e quella del blu. l’aria, il Cielo.

Oggi, come nell’antichità, il viola rappresenta la transizione tra la vita e l’immortalità. E’ la spiritualità velata da una sfumatura di tristezza o di malinconia, che implica il ricordo delle cose terrene.

La violetta è il fiore della modestia, dove il rosso dell’Io è combattuto dal blu della saggezza. E’ un colore attinico (che emana, cioè, delle radiazioni elettromagnetiche dotate di particolare azione fotochimica) penetrante che, particolarmente in magia, dà i “poteri superiori”: se il viola è il colore degli esorcisti, è anche quello dei Veri Maghi.

E’ eccellente per la meditazione profonda, dunque per liberare la mente da ogni attività e per ottenere una migliore visione interiore di sè.

Bruciate una candela viola quando volete ottenere rapidi e favorevoli cambiamenti. Il viola è il colore di Nettuno e dei Pesci, ed uno dei colori di Giove e del Sagittario.

Il colore violetto è il colore dello spirito, aiuta ad eliminare lo stress e la tensione, e ad esaminare le cose con distacco. Lo dimostrano anche gli studi di Carl Gustav Jung che asseriscono che il viola agisce sull’inconscio dando forza spirituale.

Fonti:

http://arxiv.org/abs/1311.1145

http://xoomer.virgilio.it/ladyshirin/Colori.htm

 

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* La buona notizia del venerdì: La bottiglia che illumina gratis

La bottiglia con la candeggina che illumina gratis trionfa nelle periferie di tutto il mondo

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Alfredo Moser è un meccanico brasiliano che ha avuto un’idea brillante nel 2002, dopo aver subito uno dei frequenti black-out che interessano Uberaba, la città dove vive nel sud del Brasile.

Stanco di guasti elettrici, Moser ha iniziato a giocare con l’idea della rifrazione della luce solare in acqua e in poco tempo ha inventato la “lampadina dei poveri”. “Wit” è semplice e disponibile a chiunque: una bottiglia di plastica riempita d’acqua da due litri a cui si aggiunge un po’di candeggina per preservarla dalle alghe. Il flacone è stato posto in un foro nel tetto e dotato di resina poliestere.

Il risultato? Illuminazione libera e organica durante il giorno, particolarmente utile per gli edifici e baracche che a malapena hanno finestre.

A seconda dell’intensità del sole, la potenza di queste lampade artigianali si aggira tra i tra 40 e i 60 watt. “E ‘una luce divina. Dio creò il sole e la sua luce è quindi per tutti “, ha riferito Moser alla BBC . “Non costa un centesimo ed è impossibile che si fulmini.”

Anche se l’inventore ha ricevuto piccole ricompense per le installazioni di Wit nelle case e in aziende locali, la sua idea non lo ha reso ricco.

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Un grande senso di orgoglio: «Conosco un uomo che ha inserito le bottiglie e in un mese aveva risparmiato abbastanza per comprare beni di prima necessità per il loro bambino appena nato”, dice soddisfatto.

Ad esempio, la Fondazione MyShelter (mio rifugio) nelle Filippine ha accolto con entusiasmo l’idea. MyShelter è specializzata in costruzioni alternative utilizzando materiali come il bambù, pneumatici o su carta.

In Cina, dove il 25% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e l’elettricità è particolarmente costosa, ci sono 140.000 famiglie che hanno fatto ricorso a questo sistema di illuminazione.

Il direttore esecutivo del MyShelter, Illac Angelo Diaz spiega che bottiglie-lampadine sono diffuse ad almeno quindici paesi, tra cui India, Bangladesh, Fiji e Tanzania.

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Non ho mai immaginato che la mia invenzione avrebbe avuto un tale impatto”, afferma Moser. “Solo a pensarci mi viene la pelle d’oca.”

Fonte: http://buonenotizie.corriere.it/

Altre notizie da non perdere:

Marisa Moles’ Weblog: Un cuore ebreo batte in una bimba araba

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* Guida energetica 2014

una nuova visione dell’energia cosmica

basata sui flussi di energia

che nutrono i processi energetici della vita

dell’intera esistenza

la prima programmazione annuale

valida per tutti fatti di materia cosmica

nutriti dalle fasi lunari

dai movimenti solari

dai transiti planetari

per utilizzare le porte energetiche

e riunirti al movimento del cosmo

vivi l’unità

ritrova il tuo benessere

chiamato alla meraviglia

all’identità

verso la tua realizzazione

non dividerti dalla forza

resta nel cuore dell’universo

per trovare la tua libertà

Giuseppina Bruno

in vendita su amazon.it /ebook.it/ http://www.astroenergia.com

 

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* La buona notizia del venerdì: a lezione di piano

Quando a lezione di pianoforte si dice… di fare le scale.

bellissima scalinata musicale

 

Fate moto, ci dicono da ogni parte.

Bastano piccoli cambi di abitudine per iniziare a muoversi di più senza pensare necessariamente alla palestra. Uno dei consigli è quello di scegliere i gradini anziché le scale mobili. Ma chi lo fa? In pochi.

Un gruppo di architetti ha ideato un modo  per convincere le masse ad abbandonare la comodità delle scale mobili e ad usare al loro posto quelle tradizionali.

A Stoccolma hanno pensato di ingegnarsi e creare un divertimenti che potesse stimolare le persone ad abbandonare le scale mobili a favore delle scale tradizionali.

Ecco quel che hanno fatto nella stazione della metropolitana di Odenplan.

L’aspetto del marchingegno, nato da un’idea della Volkswagen proprio per combattere la sedentarietà e dichiarare guerra ai chili di troppo, riporta alla memoria la celebre scena del film Big, dove un giovanissimo Tom Hanks si esibisce in un allegro motivetto saltando da un estremo all’altro del mega pianoforte.

Sui gradini di marmo sono stati montati dei pannelli che suonano una melodia sempre differente nel momento in cui vi si poggia il piede. E’ così che la scala pianoforte conquista tutti. E ognuno può scegliere il suo proprio ritmo e inventare la sua partitura.

Hanno rivestito le scale come se fossero i tasti di un pianoforte stimolando cosi le persone a scegliere lo strumento musicale piuttosto che le comodissime scale mobili.

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Il 66% delle persone in transito nella stazione ha fato questa scelta ed è tornata a casa con il sorriso.

Divertirsi, questa è la chiave in molti ambiti della vita. Se ci dicono di scegliere i gradini anziché le scale mobili sappiamo che è cosa buona e giusta ma poi cadiamo nelle nostre abitudini consolidate. Se invece ci invitano a provare un insolito pianoforte le cose cambiano: potremmo fare quei gradini anche per interi quarti d’ora.

Come dire: troviamo il modo per cambiare le abitudini, magari con qualche accorgimento che ci porti a sorridere di più. Si ottengono più risultati in un colpo solo. Si crea stupore, si generano sorrisi, si regala un motivo per fare attività fisica, si stimola il divertimento e si offre una nuova esperienza.

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Nel 2010 anche a Milano è apparso un pianoforte sui gradini della scala della fermata Duomo

In quel caso l’occasione era l’evento LiveMi e il pianoforte con amplificatori Proel era stato montato da Hollywood Service.

Fonti:

http://www.corriereuniv.it

http://s3ton.blogspot.it/

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* La buona notizia del venerdì: A contare le stelle ci pensa Gaia

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Mappare la Via Lattea in 3D, realizzando il più grande censimento stellare mai tentato dall’uomo.

È questo l’ambizioso obiettivo della Missione Gaia.

Il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea partirà dalla base europea di Kourou, nella Guiana Francese, con il vettore Soyuz-Fregat.

Al di là degli aspetti tecnici, gli strumenti a bordo di Gaia consentiranno complessivamente di effettuare misurazioni della posizione e della velocità radiale di circa un miliardo di stelle nella nostra galassia, e nel Gruppo Locale, l’insieme di una settantina di galassie, per lo più di piccole dimensioni, a cui appartiene la Via Lattea.

La durata della missione sarà di 5 anni, durante i quali il satellite dovrà produrre una mappa tridimensionale della nostra Galassia.

I nuovi dati, caratterizzati da una precisione senza precedenti, daranno agli scienziati gli strumenti per spiegare il modo in cui si è formata la Via Lattea e come si è evoluta.

E tutto grazie alla sua capacità di censire in luce visibile tutti gli oggetti sulla volta celeste fino alla magnitudine 20, ossia circa 1.000.000 di volte più deboli di quelli visibili ad occhio nudo. L’occhio del satellite si spingerà fino al centro della nostra galassia ed in particolare fino ai due bracci a spirale principali di Carina-Sagittario (verso l’interno) e di Perseo (verso l’esterno).

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Gaia studierà oltre un miliardo di oggetti, fornendo misure di posizioni, distanze e movimenti ma anche dati sull’intensità della radiazione emessa alle varie lunghezze d’onda. Ma non solo.

Durante il suo viaggio nell’universo, il satellite potrà osservare da vicino gli asteroidi. Questi ultimi conservano numerose informazioni sulle origini del nostro Sistema Solare. Una miniera di conoscenze che aspetta solo di essere rivelata.

E il tour non finisce qui.

Gaia andrà a caccia anche di esopianeti, ossia di corpi che orbitano attorno ad altre stelle al di fuori del nostro sistema solare. Studierà poi le nane brune e altri fenomeni astrofisici tra cui supernovae e quasar.

Il satellite ha preso il volo il 19 dicembre. Sarà possibile seguirne il lancio sul sito dell’Esa.

Fonte:http://www.nextme.it/veicoli/spaziali/6850-missione-gaia-domani-via-lattea

Forse sapete che:

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Uno dei primi cataloghi stellari fu stilato da Ipparco di Nicea, astronomo greco (sec. 2º a. C.).

” Forse il più grande astronomo dell’antichità, si può considerare il fondatore dell’astrometria. Compilò il più accurato catalogo stellare dell’antichità, pervenutoci grazie a Tolomeo, in cui riportò le coordinate celesti di oltre 1000 stelle, ordinate in sei classi di magnitudine apparente, la prima delle quali per le stelle più brillanti e la sesta per quelle appena visibili a occhio nudo.

Nel confrontare sue coordinate stellari con quelle date circa 150 anni prima dagli astronomi Aristillo e Timocari scoprì il fenomeno della precessione degli equinozi. Come “sistema di I.” si intende il modello del sistema solare adottato da I. come sistema di riferimento per le coordinate celesti del suo catalogo: si tratta di un sistema geocentrico che determinò l’accantonamento di precedenti tentativi di formare sistemi eliocentrici e il cui concetto base fu ripreso e sistemato più tardi da Tolomeo. Precursore nel campo della geodesia e della geografia, I. può inoltre ritenersi il primo ideatore della trigonometria.”

fonte:Wikipedia

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* La buona notizia del venerdì: Il bosco in verticale

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Bosco verticale è il nome di due torri residenziali di 111 metri e 78 metri disegnate da Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra) facenti parte del Progetto Porta Nuova inserito nel centro Direzionale di Milano.

La peculiarità di queste costruzioni è la presenza rispettivamente di oltre 900 specie arboree (550 alberi nella prima torre e 350 nella seconda, circa) sugli 8 900 m² di terrazze.

La struttura è stata completata nel primo quadrimestre 2012, si sta attualmente procedendo con la realizzazione delle facciate e degli impianti.Il progetto ha come finalità la riqualificazione del quartiere storico Isola di Milano tra via De Castillia e via Confalonieri e si compone di due torri residenziali di cui la maggiore alta 111,15 metri (chiamata Torre E) con 24 piani e la minore alta 78 metri (chiamata Torre D) con 17 piani.

È chiamato Bosco verticale in quanto a ogni torre verranno impiantati degli alberi, 550 arbusti tra i tre e i sei metri nella Torre E e 350 nella Torre D che aiuteranno ad assorbire polveri, smog e a produrre ossigeno.

Il Bosco Verticale non è da intendersi come un omaggio alle specie arboree dell’areale milanese in quanto esse sono circa una cinquantina.

La costruzione delle due torri è cominciata tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, con l’inizio della posa delle fondamenta. Tra la metà del 2010 e l’inizio del 2011 la costruzione procede molto lentamente, le torri crescono di soli cinque piani, con il nucleo che arriva al settimo piano.

Ciò nonostante, durante il 2011 la costruzione procede e, al 23 luglio, le torri toccano il decimo piano, per arrivare al quindicesimo attorno a settembre dello stesso anno. Ad inizio 2012 sono state completate le strutture, attualmente si sta procedendo alla realizzazione di facciate e impianti.

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Un’ idea nuova, visionaria: il verde che si arrampica verso l’ alto, due torri per abitazione di centosei e ottanta metri di altezza che diventano un bosco.

UN BOSCO che lascia lo spazio orizzontale e avvolge le terrazze di un palazzo intero, trasformando un parallelepipedo di cemento, vetro e acciaio in una foresta che stupisce chi guarda il nuovo skyline di Milano, passando dalle guglie del Duomo alla guglia hi-tech del grattacielo di Cesar Pelli.

«Il Bosco verticale è un esperimento, e mi piace pensare che sia nato nel posto giusto, nella città che osa: basti pensare alla Torre Velasca»: Stefano Boeri ha progettato le due torri di Porta Nuova nel 2007.

Le piante previste sono 20mila, di cui 4mila arbusti, 750 alberi, in un rapporto di 2 alberi ogni essere umano presente nelle torri.

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Una scelta verde non casuale, anzi: due botaniche – Laura Gatti ed Emanuela Borio – hanno studiato con cura quali specie scegliere in base all’ esposizione, all’ altezza, alla ventosità (per alcune piante si sono fatti anche test nella galleria del vento di Miami, per capire la resistenza dei tronchi che, piantati ad altezze ragguardevoli, devono essere sicuri).

Se nelle terrazze espostea sud, quindi, prevalgono le specie mediterranee, come ulivi e limoni, a nord si trovano querce, lecci, faggi, magnolie caduche. E poi ci sono le piante più piccole: mettendo assieme tutto il verde previsto sulle due torri si arriva a due ettari di bosco orizzontale.

http//wikipedia.org

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/08/28/la-sostenibile


“ la linea orizzontale
ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
con le palpebre chiuse
s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge “

Franco Battiato