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Perchè siam donne : Sofia la giovanissima ginnasta regina dei record

Sofia Raffaeli è una ragazza che fa ginnastica ritmica. Ha vinto 4 medaglie d’oro ai Mondiali di Sofia. Ha anche ottenuto il pass per le Olimpiadi del 2024 a Parigi,

Se fosse un ragazzo che gioca a calcio tutti i media del mondo non parlerebbero d’altro. Ci sono sport minori ?

Lei che “quest’estate studiava seriamente per la maturità, che vorrebbe studiare matematica all’università, ma teme di non poterla conciliare con gli allenamenti, che ieri ha speso le sue prime parole da vincitrice in solidarietà con la sua terra devastata dall’alluvione”. E per la sua straordinaria allenatrice Julieta Cantaluppi.

Prima ha conquistato una medaglia d’oro al cerchio, poco dopo quello alla palla, regalando uno spettacolo strepitoso nel corso della prima giornata dei Mondiali di ginnastica ritmica, in Bulgaria.

Così, Sofia Raffaeli è entrata nella storia di questo affascinante sport, diventando la regina dei record.

Nessun atleta italiano prima di lei era mai salito sul gradino più alto del podio in una gara individuale. E lei ci è riuscita, portando a casa non uno, ma due splendidi ori.

Ma chi è la fenomenale Sofia Raffaeli?

L’atleta ha 18 anni ed è nota come la formica atomica per via del suo fisico piuttosto esile ma capace di grandi cose.

Sofia nasce a Chiaravalle, in provincia di Ancona, e a soli 4 anni inizia a muovere i primi passi nel mondo della ginnastica artistica per poi passare a quella ritmica.

Nel 2018 esordisce nelle competizioni internazionali di categoria juniores, partecipando ai campionati europei di Guadalajara in Spagna. Qui ottiene il quinto posto nella gara delle clavette.

L’anno seguente porta a casa due medaglie d’argento ai Campionati mondiali Juniores.

L’esordio a livello senior arriva nel 2021, quando vincerà anche la medaglia di bronzo nel cerchio ai campionati mondiali assoluti.

Sofia Raffaeli è la prima e unica ginnasta azzurra ad aver  conquistato un oro nel concorso generale della Coppa del mondo.

Al momento è l’atleta italiana di ritmica più vincente a livello mondiale nella storia della Federazione Ginnastica d’Italia.!

E per finire l’ Italia e’ campionessa del mondo specialita’ cinque cerchi!

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Chi è Sofia Raffaeli, la diciottenne che ha scritto la storia vincendo i Mondiali di ritmica in 3 categorie (nell’indifferenza dei media) – greenMe

Le competizioni di ginnastica artistica sono state effettuate fin dai Giochi Olimpici del 1896. Le ginnaste italiane hanno partecipato a tutte le Olimpiadi estive a partire dal 1928, fatta eccezione per le edizioni di Los Angeles 1932Tokyo 1964 e Mosca 1980.[ Le medaglie conquistate dalla nazionale italiana sono state l’argento a squadre alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928] e l’argento al corpo libero di Vanessa Ferrari a Tokyo 2020.

Vanessa Ferrari è l’unica ginnasta italiana ad aver gareggiato in quattro edizioni.

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C’è un’altra Terra, osservata dalle sonde spaziali e simile a un bambino gigante

C’è un’altra Terra“, dice Gesù secondo i Vangeli. E’ un unico Organismo” replica Giordano Bruno nel Rinascimento.

Le due “Terre” condividono lo stesso Cuore Cristallino che si muove in modi liberi e indipendenti, non è oppresso dal “peso” degli strati superiori, né è composto solo di Ferro, come molti ripetono; è composto di un carburo di ferro, è la riserva più vasta di Carbonio del pianeta – scopre la geofisica – e ruota intorno al proprio asse polare con velocità maggiori a quelle degli strati superiori. I vari strati sono separati tra loro da gap vuoti che consentono i loro moti liberi e indipendenti gli uni dagli altri. Se il Cuore Cristallino fosse la Fonte della Vita? Al centro del Cuore Cristallino, che ruota verso Est, i geofisici riconoscono una piccola sfera – 500 km di raggio – che ruota verso Ovest, cioè in verso opposto. Nel Medio Evo i saggi parlavano del MOTORE PRIMO al centro della Terra, celebrato da Dante nel Paradiso dove gli “spiriti beati girano in versi “opposti” – centripeto e centrifugo – moti simili a quelli che un buco nero ruotante

“C’è un Sole Nero al centro della Terra” disse Zarathustra, il grande saggio iraniano, celebrato da Friedrich Nietzsche, erroneamente considerato il padre del nazismo. Se il Sole Nero è un buco nero ruotantesiamo di fronte a una rivoluzione astronomica e antropica, anticipata da grandi saggi e ora confermata dalla geofisica, scienza che ha compiuto grandiose scoperte ma è spesso ignorata dai media. E’ una “rivoluzione culturale” anticipata da molti saggi e poeti e tale da travolgere la mentalità finora dominante, afflitta dal presunto “problema energetico” e dall’ignoranza del Motore Primo  che si auto alimenta con il doppio movimento, ci rende protagonisti e co-autori della Nuova Era. Ricca di prosperità e libera dal presunto “problema energetico”, la Nuova Era ci libera dai confini che ogni potere ha tentato di difendere e/o di offendere, con le varie guerre che tuttora insanguinano la superficie terrestre.

C’è un’altra Luce, dice sempre Gesù secondo i VangeliLa scopre Enrico Fermi nel 1933 e la chiama “debole”, perché così appare rispetto all’altra luce già nota, chiamata “forte”. Negli anni ’80 la fisica celebra le sue “nozze” con la luce elettromagnetica e così scopre “l’altra Luce” che non possiamo vedere fuori, ma che possiamo percepire dentro come sensazioni ed emozioni. “L’Uomo è centro”, diceva Giordano Bruno. Ora possiamo capire che ognuno di noi è un centro cibernetico (non geometrico), sensibile alle emozioni cioè ai movimenti del sangue (emo è sangue in greco).

Una rivoluzione astronomica e antropica è in atto e preoccupa il “potere” che ha gestito gli eventi con i soliti canoni: paura e rabbia  contro il “nemico” di turno e l’ignoranza comune dell’Altra Luce che la fisica ora chiama Elettrodebole (ED). Il nome nasconde le Sue squisite abilità e pure la sensibilità umana, capace di percepirla come emozioni – i moti del sangueLa Luce ED  anima tutto il vivente ed è emessa dal Cuore Cristallino al centro della Terra, è quindi diretta lungo la verticale e capace di erigere i corpi umani durante la veglia e non durante lo stato dormiente. Una e trina, eterna e onnipresente, la Forza ED ha ciò che la fantascienza chiama “il lato luminoso della Forza” e grandi saggi  quali Giordano Bruno il fiume della Vita”.

E’ il flusso copioso e veloce dei bosoni neutri Z, scoperto dalla fisica negli anni ’80, grazie all’uso di  strumenti capaci di captare le loro velocità elevatissime.

Questo flusso impetuoso, sgorga dalla Fonte della Vita, dipinta da vari pittori, implica una pacifica e radicale rivoluzione culturale che ci libera dalle tante convinzioni false, instillate finora da media, scuola e università.

I tre tipi di bosoni W+, Z, W- sono stati previsti S. Weinberg, S. L. Sheldon e A. Salam e osservati dai laboratori del CERN, a Ginevra, da C. RubbiaHanno tutti vinto il Premio Nobel. I tre tipi di bosoni W+, Z, W- hanno consentito di sviluppare il Modello Standard della fisica che ha avuto una serie di conferme e di successi sperimentali, “incrinati” poi da esperimento che ha svelato la metamorfosi dei neutrini. Questa recente novità è stata annunciata due mila anni fa.

Simili ai “granellini di senape”, citati da Gesù, i tre tipi di neutrini si  scambiano tra loro l’identità, e la fisica li indica come i “camaleonti dell’universo”. Per il Comitato Nobel questa scoperta ha aperto la strada a una nuova immagine dell’universo. Forse è anche una nuova concezione della “realtà”  e del nostro ruolo che finora è apparso come quello di spettatori impotenti di uno spettacolo fisso e fissato.

I tre neutrini compiono una metamorfosi e  possono trasmetterla anche ai nostri corpi. I neutrini infatti attraversano tutto, anche i nostri corpi, a miliardi ogni secondo; possono provocare quella “metamorfosi” che cambia  il “sapore” e ci consente di divenire “il sale della terra”.

Siete il sale della terra” diceva Gesù ai discepoli che lo ascoltavano… Il sale, si sa, da un nuovo sapore…

La fisica chiama “sapore” il numero quantico che definisce le diverse relazioni tra i due campi, elettromagnetico e debole. Solo nomi casuali o indizii che possiamo divenire il sale della terra e dare un nuovo sapore al mondo?

La Vita vi renderà liberi”, diceva Gesù. Se la Vita è la Forza ED, scoperta nel 1979, l’uso del suo lato luminoso non è solo fantascienza, né solo scienza; è anche e soprattutto coscienza della Via – la direzione verticale – che collega il nostro corpo, eretto, alla Fonte della Vita, il cuore Cristallino al centro della Terra.

Da lì sgorga il Fiume copioso e veloce dei neutrini che attraversano i nostri corpi a miliardi e possono quindi favorire il contatto diretto tra i corpi umani e la Fonte dell’eterna giovinezza.

C’è un’altra Terra – 18 Aprile 2020 – ore 10:30-12:00 seminario via ZOOM – Giuliana Conforto

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La buona notizia del venerdì: Carrozze elettriche al posto delle “botticelle”! I cavalli ringraziano!

La Camera ha deciso: non sarà più consentito l’uso di animali per la trazione delle «botticelle», le carrozze che offrono giri turistici nei centri delle città italiane. Il governo si impegna «a vietare l’utilizzo di animali per la trazione di veicoli e di mezzi di ogni specie adibiti al servizio di piazza e per i servizi pubblici non di linea finalizzati ai trasporti di persone a fini turistici e ludici, nell’intero territorio nazionale». inoltre, si ripromette di prevedere sanzioni amministrative e confisca del mezzo e dell’animale in caso di trasporto non autorizzato».

Viene inoltre previsto che gli animali maltrattati vengano affidati a chi può prendersene cura e che le licenze per la conduzione delle botticelle vengano convertite in «licenze per le guide di carrozze elettriche o taxi»

In molte mete turistiche internazionali le carrozze a cavalli appartengono al passato. Nell’inestimabile sito archeologico di Petra, in Giordania, calessi e botticelle hanno lasciato il posto alle auto elettriche. Le nuove “Club Cars”, che l’ente ha acquisito alla fine del 2019, sono di uso quotidiano e trasportano fino a sei persone alla volta.

Carrozze elettriche, dalle forme tradizionali, si trovano ormai in tutto il mondo, da New York a Berlino, da Vienna a Mumbai.

Al momento, le uniche botticelle elettriche attive in Italia si trovano alla Reggia di Caserta, dove sono state introdotte dopo che nell’estate del 2020 un cavallo si era accasciato al suolo a causa del caldo e della fatica.

A Roma, Palermo, Firenze o Pisa le carrozze trainate dai cavalli continuano però a vedersi nei principali punti turistici urbani.

Botticelle in piazza Venezia. Roma, 4 dicembre 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

Le Botticelle

Alcuni romani sanno di che si tratta altri invece ignorano questo appellativo dialettale con cui si indicano le carrozze trainate dai cavalli, utilizzate per il trasporto dei turisti a Roma. L’etimologia è indicativa non della loro funzione attuale bensì di quella originaria: trasportare botti. Botti piene di olio, di vino, o di altre mercanzie che necessitavano di essere movimentate per il commercio cittadino, in tempi ormai remoti.

I primi botticellari arrivarono dal Molise e grazie alla loro esperienza con gli animali, vennero assoldati come stallieri. La principali rimesse di cavalli erano a Borgo e a Via Sannio. Poi passarono al ruolo di “botticellari”, cioè guidatori delle celebri carrozzelle romane.

Nella prestigiosa collana ‘Storia fotografica di Roma’, (edito da Intra Moenia) si trova una raccolta di suggestive fotografie della Roma ormai scomparsa e ci si può imbattere in alcune riproduzioni risalenti agli anni venti che ritraggono queste carrozze nelle vie e nelle piazze romane, allora pressoché deserte, a testimonianza che fino all’inizio del secolo scorso il cavallo era praticamente l’unico mezzo di trasporto, a parte qualche rara automobile.

I cavalli delle carrozze di quell’epoca erano in un certo senso dei privilegiati; benché non sia propriamente esatto definirli così dal momento che pur sempre si trattava di animali privati della libertà e costretti loro malgrado a trainare dei carichi, erano tuttavia pur sempre fortunati se li paragoniamo ai loro discendenti, i cavalli delle ‘botticelle’ odierne.

Un termine che, riferito ad oggi, risulta più che mai improprio dal momento che i cavalli oggi non trainano più botti, bensì turisti.

Con un’evidente forzatura si vuole oggi infatti far passare la botticella per tradizione lasciando intendere che essa sia sempre stata un mezzo per visitatori.

Tale attività nacque secoli fa dall’oggettiva necessità di trasportare merci quando l’assenza di altri mezzi di locomozione rendeva obbligato l’utilizzo di animali ed è stata poi forzatamente mantenuta in vita fino ai giorni nostri travisandone completamente il significato.

Una delle obiezioni che più spesso si sente porre anche da chi è comunque contrario alla pratica delle botticelle riguarda la fine che farebbero i questi cavalli se effettivamente le carrozze venissero dismesse.

Ma grazie al regolamento del 2005, i cavalli non più in grado di lavorare dovrebbero essere messi ‘in pensione’ presso idonea struttura.

Infine si ricorda il Corpo Forestale dello Stato, che già ospita alcuni cavalli provenienti dal palio di Siena nonché altri dell’Esercito vecchi e non più utili, si è offerto di dare degna accoglienza ai cavalli delle botticelle romane qualora venissero definitivamente liberati dalla loro carrozza.

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Niente è per caso nel Cosmo: perchè la Luna si fa piena in Pesci ?

Niente è per caso nel Cosmo. Niente è per caso nei movimenti planetari.

Questa Luna che si fa piena nel segno di Pesci esalta ancora di più il significato della sua posizione.

Pesci è l’ultimo segno del percorso dello Zodiaco e simbolo del ciclo evolutivo compiuto dell’essere umano nella materia, che nelle acque universali persegue la ricerca dell’equilibrio tra mente e cuore, saggio e sognatore, a volte tra le stelle a volte nell’oscurità, alla ricerca di soluzioni spesso effimere nell’oltre .

Per uscirne purificato e rigenerato a iniziare con Ariete un altro giro di esperienze formative.

Nettuno , elemento Acqua, versa acqua di vita nell’oceano della materia e così illumina il mondo interiore umano. Tende allo scopo di condurre l’umanità alla consapevolezza di essere gruppo che si evolve attraverso un concetto di amore universale. Anche provocando quelle crisi di riorientamento che fanno passare l’individuo dal livello personale al livello collettivo.

Stanno per concludersi dei cicli karmici a livello globale e nei prossimi giorni saremo invitati a riflettere sui temi della morte/trasformazione e del distacco ,ad affrontare le emozioni contradittorie che si agitano nei nostri cuori e lasciar andare il superfluo.

Ad ogni fine corrisponde un nuovo inizio e questa luna amplia la capacità di vedere oltre le illusioni (Nettuno) nessuno può opporsi al cambiamento e alla morte di paradigmi obsoleti.

Saturno insegna l’importanza del distacco , liberiamoci finalmente dei pesi che ci rallentano per arrivare alla soglia del nuovo.

Mercurio il pianeta della Mente e della comunicazione inizia il suo moto retrogrado e invita a fare chiarezza sui nostri propositi

Quali insegnamenti desideriamo portare con noi e quali lezioni vogliamo ancora ripassare? E’ il momento di tirare le somme.

Questa Luna è in quadratura con Marte in Gemelli

Quando Marte sosta in Gemelli aumenta le tensioni tra le coppie di opposti Ma la tensione ha uno scopo molto positivo in quanto provoca in entrambe la parti una chiarezza sulla necessità del conflitto e quindi una visione condivisa della risoluzione.

Le parole e la comunicazione assumono un nuovo potere e possono essere usate sia positivamente che negativamente.

Non ci perdiamo nelle parole che ci vengono dette dal mondo, nella sfiducia che respiriamo in questo tempo così delicato dove il mondo sta cercando un nuovo assetto.

Questa Luna spinge alla consapevolezza del ruolo che ognuno ha nell’orientamento dell’umanità intera, ora più che mai impegnata a ristabilire i valori che la distiguono sul pianeta che ci ospita.

Guardiamo oltre il velo della Mente e agiamo con il cuore aprendoci a nuove esperienze per il bene comune, rifiutiamo l’ignoranza, le comode abitudini che limitano la nostra intuizione e le nostre capacità, i pensieri condizionanti distribuiti a piene mani dai media che ci spingono a mete obsolete.

Costruiamo il futuro in direzione dell’equinozio di autunno che segnerà l’inizio di una nuova stagione.

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La buona notizia del venerdì: sconfiggere lo smog e la deforestazione? Ci sono le lucciole!

GLI INSETTI LUMINOSI SCONFIGGONO LO SMOG IN CINA

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Da sempre catturano la curiosità di piccoli e grandi perché, grazie alla luce che emettono, riescono a creare un’illuminazione notturna davvero suggestiva. Stiamo parlando delle lucciole, uno degli insetti più unici al mondo ma anche più a rischio d’estinzione.

Anni fa in moltissime città, soprattutto in estate, era possibile ammirarle ma oggi a causa dell’inquinamento e la conseguente distruzione del loro habitat naturale, stanno pian piano scomparendo.

Come accade per esempio in Cina,dove si sta cercando di ripopolare i parchi con i coleotteri luminosi.

Uno dei primi in cui si sta sperimentando la creazione di una colonia si trova nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei e da un anno a questa parte i risultati sembrano essere soddisfacenti.

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ll parco fa parte di una zona naturale più grande, la East Lake Peony Garden ed è suddiviso in diverse aree: c’è una zona di allevamento dove le lucciole si riproducono, un’altra in cui i visitatori possono camminare direttamente tra gli insetti e osservarli da lontano e infine, una dedicata alla scienza dove si studia il perché della loro luminescenza.

La rapida urbanizzazione cinese ha dato come risultato la scomparsa, in alcune zone, delle lucciole per questo il parco a Wuhan è molto visitato: per molti è l’unica occasione di vedere le lucciole che sono state importate dalla vicina Jiangxi.

Gli insetti stanno reagendo bene al nuovo habitat anche se ancora si sta lavorando per riuscire a garantire la vita delle larve durante il periodo in cui il parco rimane chiuso.

I lampiridi vengono fatti arrivare in barattoli da Ganzhou (nella provincia di Jiangxi), a circa 800 km dal parco. Poi, vengono liberati nelle cinque zone della riserva dove è possibile osservarli da vicino e osservarli.

Allevare le lucciole costa una decina di yuan, ovvero poco più di 1 euro per ciascun insetto.

Ma il parco è già diventato un business, con il lodevole obiettivo di conservare una specie oggi quasi del tutto scomparsa – soprattutto nei centri urbani – a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale.

Nel bosco i bambini, coinvolti in diverse attività dedicate allo studio degli animali, possono entrare in contatto con gli insetti, gli unici in gradi di regalare questo spettacolo notturno

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Photo: Hubei Province

Appena calano le ombre della sera, nel villaggio di Nanacamilpa, a 70 chilometri da Città del Messico, file ordinate e silenziose di turisti giunti da ogni parte del mondo si dirigono verso la foresta di Santa Clara. Qui migliaia di lucciole accendono la notte buia ogni estate illuminandosi a intermittenza all’unisono. Gli abitanti della zona hanno tutti storie da raccontare legate a questi insetti ma non pensavano che sarebbero diventati così importanti per l’economia del posto e per l’ambiente.

Da quando il bosco è diventato uno dei due santuari delle lucciole riconosciuti al mondo (l’altro è in Nuova Zelanda), la deforestazione è diminuita del 60-70% e i 630 ettari di foresta vengono salvaguardati.  –

Waitomo Glowworm Caves: le grotte illuminate dalle lucciole in Nuova Zelanda

Le lucciole (o luciole) sono dei coleotteri appartenenti alla famiglia delle Lampyridae.

La luce emessa da questi insetti serve per la riproduzione: maschi e femmine si “chiamano”, si attirano nel buio per accoppiarsi. Il periodo di accoppiamento avviene nei mesi di giugno e luglio, di solito tra le 22 e mezzanotte. . 

Quello che permette a questa specie di insetti di illuminarsi è un fenomeno chiamato bioluminescenza, ossia un processo chimico complicato grazie al quale alcune molecole si muovono velocissime e producono un’energia che a sua volta si trasforma in luce
Le lucciole non sono gli unici esseri viventi a produrre luce. Fanno loro compagnia: alcuni tipi di larve, di vermi, alcune specie marine come i calamari, i gamberetti, le meduse e anche alcuni pesci.

Perché le lucciole fanno luce? – FocusJunior.it

Fonti:

La romantica magia delle lucciole

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/08/02/news/in_messico_la_magia_delle_lucciole_sta_salvando_dalla_deforestazione-144981891/?ref=fbpr

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La buona notizia del venerdì: Vietato usare i cellulari al parco!

In provincia di Palermo ha aperto i battenti il primo parco giochi italiano inclusivo e social free, dove sono messi al bando cellulari e dispositivi elettronici come i tablet! Un luogo unico che invita a divertirsi e ad essere più sociali e meno social

Riponi qui il tuo smarphone e dedica del tempo ai tuoi bimbi” si legge in un cartello sopra gli armadietti, dove bisogna lasciare i cellulari per entrare al parco. Un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria che fa del nuovo parco giochi di Balestrate(in provincia di Palermo) un luogo unico.

In quest’area coloratissima, appena inaugurata, ci si diverte giocando, saltando e chiacchierando.

C’è spazio per le risate e le corse, ma non per gli smartphone, che spesso non ci fanno godere a pieno i momenti di svago con i nostri bambini.

Il nuovo parco giochi, progetto promosso dall’associazione Genitori balestratesi e realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale, sorge in un’area di mille metri appartenente alla scuola elementare Aldo Moro ed è recintata.

Per realizzare questo parco urbano social free, con altalene e scivoli, nel corso di 5 anni sono stati raccolti 30mila euro, donati da cittadini e negozi di Balestrate.

Questo parco  nasce con l’obiettivo di lanciare un segnale, a genitori e bambini, di attenzione e cura dei beni pubblici. – spiega l’ideatore Riccardo Vescovo – Non usare social e smartphone significa riflettere sull’importanza della realtà che ci circonda, riscoprire i valori autentici della vita. Un invito a essere più sociali e meno social.

Il parco, inaugurato lo scorso martedì, si è già rivelato un vero successo. Sono centinaia i visitatori ogni giorno.

Per bambini e genitori è una grande novità – commenta Piera Testaverde, presidente dell’associazione Genitori balestratesi – I piccoli sono molto attenti a seguire il divieto, anche gli adulti trovano piacevole staccare la spinta per qualche ora. Abbiamo inserito anche dei giochi di una volta per favorire a nonni e bambini di stare insieme.

(15) Un parco giochi vietato ai social per Balestrate | Facebook

E’ vero che i cellulari e altri ” imbrogli”, diceva mia nonna, hanno reso possibile la comunicazione immediata a distanze impensabili , e a vedere contemporaneamente luoghi e persone senza muoversi dalla nostra comoda poltrona

Ma ciò che unisce dei potenti mezzi social anche divide.

E più che una comoda abitudine diventa una dipendenza.

Si crea un filtro inconscio tra noi e la realtà circostante , la realtà è

quella virtuale. Si tratta sempre della giusta misura nell’uso.

E allora perchè non dare l’esempio?

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Perchè siam donne: Quattro scienziate-sub nel mare di Capri per riparare i danni dei pescatori di frodo

Le foreste ferite di Capri vivono sotto il mare.

Sono l’habitat ideale per moltissimi organismi viventi, come i pesci, che ci depongono le uova; e come gli alberi di una foresta tropicale sono capaci di produrre ossigeno e abbattere l’anidride carbonica. Fronde marine composte da un’alga bruna tipica del Mediterraneo, la Cystoseira, che potrebbe crescere rigogliosa ma che a Capri, sotto i Faraglioni, è stata annientata dallo scempio dell’uomo.

I pescatori di frodo di datteri, per estrarre dalla roccia calcarea i prelibati frutti di mare, hanno spazzato via con i martelli pneumatici ogni forma di vita, alghe comprese. Senza di queste, in un ambiente così desertificato, addio anche a pesci e ad altri organismi.

Ma se un giorno queste alghe, preziose custodi della biodiversità, ricominceranno a crescere il merito sarà di quattro ricercatrici dell’Università di Trieste. che, da maggio e per un anno, sono impegnate in una operazione di restauro ecologico dei fondali marini dell’isola.

Con muta e bombole le ricercatrici si immergono fino a 50 metri di profondità, all’ombra degli spettacolari scogli che spuntano dal mare come Ciclopi, per prelevare i campioni di acqua in superficie e in profondità. Lo scopo è individuare i danni e i siti più idonei dove intervenire.

Le ricercatrici sono tutte subacquee. «Necessariamente, — dice Annalisa Falace, 55 anni, docente di Algologia all’Università di Trieste e a capo del progetto —. Per raccogliere campioni di alghe non c’è altro modo». La squadra, collaudatissima e composta da studiose italiane e croate — con Annalisa, la biologa Sara Kaleb e le dottorande Marina Srijemsi e Martina Grigoletto —, sta lavorando al ripopolamento della foresta marina come farebbe un gruppo di agricoltori in una serra.

«Con la differenza che sulla Terra coltiviamo dal Neolitico, sott’acqua iniziamo ora», puntualizza Annalisa. L’originalità del metodo, sviluppato nell’ambito del progetto europeo ROC-POPLife, sta nella produzione in acquari di nuove «plantule» da reintrodurre in ambiente marino, senza danneggiare i siti donatori.

«In acqua cerchiamo le alghe in buone condizioni, ne prendiamo un pezzo con gli elementi riproduttivi, lo portiamo in laboratorio e lo replichiamo con le colture. Le nuove piantine poi tornano in mare, crescono e dopo un anno diventano fertili e producono nuove piante — spiega Annalisa—. Risultati? Con la stessa tecnica ho ricolonizzato in tre anni un chilometro di costa nelle aree protette delle Cinque Terre e di Miramare».

Con lei, da 20 anni, lavora la biologa Sara Kaleb, 41 anni, croata di nascita:”Insieme abbiamo costruito il laboratorio di Algologia di Trieste e siamo il cuore di un team non a caso tutto femminile . Siamo idealiste. Non abbiamo le classiche ambizioni del contesto accademico, tipicamente maschile, ma il sogno di ripristinare quello che c’era per consegnare qualcosa di migliore».

Una passione nata da bambina quando, a cinque anni, Annalisa Falace legge un libro il cui protagonista è un algologo di Capri. «Me ne sono innamorata perdutamente — racconta adesso —. Mamma era maestra e ho iniziato a leggere presto. In fondo c’era la classificazione delle alghe e l’ho imparata a memoria. Più tardi, al liceo, in gita a Trieste con mio padre, vidi una targa al Castello di Miramare con riportato il nome di “Guido Bressan, algologo”. Era domenica, lo chiamai a casa sua. Ci diede appuntamento in un caffè di Trieste… Anni dopo, è diventato il mio professore».

Le scienziate-sub che piantano alghe nel mare di Capri: «Così torna la vita»- Corriere.it

Gli esemplari di alga Cystoseira appartenenti a questa specie, insieme a quelli di molte altre specie del genere , sono particolarmente sensibili all’inquinamento e pertanto scompaiono facilmente dove vi siano alterazioni dell’ambiente marino. Sono soprattutto sensibili ad agenti inquinanti che si trovano in superficie come idrocarburi e detersivi tensioattivi.

Per questo motivo il loro monitoraggio fornisce indicazioni sullo stato dell’ambiente circostante.

Cystoseira mediterranea una specie tipicamente mediterranea che si trova lungo le coste rocciose.

In generale questa specie è presente in acque del Mar Mediterraneo Occidentale e nella fascia centrale. È stata osservata in Spagna e alle Baleari, in Grecia, Turchia e a Cipro. Lungo le Coste Nordafricane è stata osservata in Marocco, Algeria,Tunisia ed Egitto. In Italia è segnalata nel mare meridionale. Tirreno Centro Meridionale e Mare Ionio (Sardegna, Golfo di Napoli, Coste Siciliane).

Fonte Wikipedia

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Gattini su Facebook? Ma speciali che hanno almeno duemila anni!

 

🐈Sì, se il gattino in questione è dipinto su una parete dell’Insula delle Muse, una delle Case Decorate di Ostia antica.

Si trova precisamente in uno dei due piccoli corridoi (detti “alae”) che fiancheggiavano l’ambiente più grande e più importante della casa, il tablinum.

La parete di questo corridoio in età adrianea (117-134 d.C.) fu affrescata con una serie di pilastri gialli che incorniciano dei pannelli a fondo bianco: in essi si inserisce di volta in volta un animale diverso: oltre al gatto infatti si trovano raffigurate anche capre e altri animali.

Il Teatro che ancora oggigiorno viene usato per spettacoli estivi

Il cuore dell’attività economica di Ostia era un’area, coperta da portici, nota come 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗖𝗼𝗿𝗽𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 e faceva parte del complesso costruito da Agrippa negli anni ’20 a.C.👉🏻

Fu durante il regno di Domiziano che fu costruito un tempietto sull’asse principale della piazza, con il teatro e il colonnato ricostruiti da Commodo. La maggior parte dei mosaici della fine del II secolo sono ancora al loro posto e ciò che è notevole sulla loro conservazione sono le informazioni che ci danno degli uomini d’affari che vi lavoravano: dagli spedizionieri provenienti da varie parti del mondo conosciuto, dalle città dell’Africa, della Sardegna e della Gallia.

Le iscrizioni lasciate ci danno un’idea di coloro che hanno fatto parte della storia di Ostia, individui provenienti dall’Egitto, dalla Spagna, ecc. Anche se il loro soggiorno a Ostia è stato breve, le prove della loro esistenza sopravvivono, molti molti anni dopo.

Un esempio di bottega a Ostia Antica

Mosaici di animali

Parco Archeologico di Ostia Antica

E’ il migliore esempio a portata di mano per conoscere i criteri di architettura dei romani e della distribuzione delle attività in una città romana. Le abitazioni, le botteghe, le terme, le vie di comunicazione e il teatro danno una idea di come vivevano gli antichi romani.

Consigliatissimo per una gita educativa all’aria aperta.

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La buona notizia del venerdì: anche se a prima vista non sembra è un originale ed efficace forma di riciclo

Per quarant’anni hanno trasportato gli abitanti e i turisti di New York City su e giù per la città.

Ora, decine di vecchi vagoni della metropolitana newyorchese vengono gettati nell’oceano Atlantico per diventare rifugio per i pesci, oltre che una buona occasione per lo sviluppo della pesca sulla costa orientale degli Stati Uniti.
L’originale forma di riciclo è sperimentata già da qualche anno, e i buoni risultati spingono sempre più stati americani a chiedere alla Mta (la Metropolitan Transportation Authority di New York, proprietaria dei vagoni) di acquistare qualche mezzo dei 1662 in disuso e altrimenti destinati alla pressa dello sfasciacarrozze.

Dopo il Delaware – che ha sperimentato un aumento del 400% della popolazione marina – e il New Jersey, pochi giorni fa è stata la volta del Maryland, dove 44 vagoni sono stati gettati a 30 metri di profondità nelle acque dell’oceano e a circa una trentina di km dalla costa.

Privati delle finestre, delle porte e di ogni componente potenzialmente inquinante, i vagoni diventano un’ottima attrattiva per i pesci, altrimenti poco presenti nei fondali sabbiosi della costa, che li scelgono come grotte artificiali per riprodursi e proteggersi dai predatori.

E i pesci, a loro volta, diventano un’interessante opportunità di crescita per gli affari dei pescatori.
In realtà, il reef artificiale viene difeso anche da gruppi ambientalisti che denunciano l’eccessivo sfruttamento della popolazione marina e vedono nei vagoni sottomarini una soluzione possibile, seppur parziale, al problema.

Il processo di creazione di barriere artificiali è stato di grande aiuto per ripristinare le aree danneggiate dalle attività umane.

Gli ingegneri hanno già affondato una portaerei per trasformarla in un ecosistema di barriera corallina.

In un mondo ideale, non avremmo bisogno di fare questo, perché non avremmo danneggiato il fondo dell’oceano.

Tuttavia, misure di questo tipo possono effettivamente aiutare a riparare la distruzione del fondale marino.

E, naturalmente, rende la cessione di parti di trasporto pubblico molto più facile.

Chissà se grazie a questo nuovo ecologico utilizzo, fra qualche tempo non si troveranno nei fondali marini – e in modo del tutto lecito – anche le automobili.

Foto mostrano i vagoni della metropolitana di New York che vengono scaricati nell’oceano – (pianetablunews.it)

New York, nuova vita in fondo all’Oceano per i vecchi vagoni della metro – Il Sole 24 ORE