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* La buona notizia del venerdì:il Dalai Lama dà il via al “happiness curriculum”educare alla felicità

Il dipartimento di educazione del governo di Delhi ha ideato una nuova offerta formativa per le scuole della capitale indiana. Il nuovo piano di studi, denominato Happiness Curriculum, pone attenzione sull’importanza del benessere piscologico degli studenti già dalla giovane età, portando la meditazione e la filosofia morale nelle scuole.

Il progetto, presentato al pubblico lo scorso 7 luglio dal Dalai Lama Tenzin Gyatso, andrà a coinvolgere più di 800.000 bambini a partire dagli asili nidi fino all’ottava classe (corrispondente alla nostra terza media).

Lo scopo è quello di formare futuri cittadini pronti al servizio della società e individui felici che andranno a trasmettere sapere ed esperienza alle future generazioni, portando al progresso del paese.

Il progetto vuole inoltre portare l’attenzione sull’importanza del benessere della mente, spesso messo in secondo piano rispetto al benessere fisico.

“Bambini felici saranno più disposti a imparare è sarà in questo modo che raggiungeranno il loro massimo potenziale.” ha scritto il vice primo ministro di Delhi Manish Sisodia su Twitter.

Lo scopo dell’educazione non è solamente quello di ottenere voti alti. Il Sistema Scolastico necessita di produrre cittadini più felici, più sicuri e più consapevoli. Saranno questi cittadini a creare la società del futuro.” queste le parole di Sisodia che ha presentato con il Dalai Lama il progetto al pubblico. Sisodia ha inoltre visitato in precedenza l’Harvard University, dove un corso di felicità è già stato messo in atto.generazioni future felici, affrontare le emozioni

A fronte del nuovo piano di studi, insegnati e educatori verranno preparati per un periodo di sei mesi durante i quali verranno preparati per guidare gli studenti attraverso il progetto.

Il curriculum includerà una meditazione giornaliera di 5 minuti prima delle lezioni (happiness period), educazione morale e classi di esercizio per la mente, nonché momenti in cui gli studenti verranno spronati ed impareranno a condividere i propri sentimenti senza il peso dello studio e delle aspettative delle famiglie.

Formalmente non vi saranno né libri, né esami, solamente un censimento della felicità attraverso il quale si misureranno i progressi dei bambini verso un migliorato benessere mentale.

L’India è infatti al momento 133esima su 155 paesi nell’Indice Mondiale della Felicità (l’Italia è al 47° posto) e il governo spera di andare a cambiare ciò lavorando con i giovani, costruendo generazioni future più felici.

Ciò che sta iniziando nelle scuole di Delhi può avere un impatto in tutto il mondo.” ha dichiarato il Dalai Lama durante la sua presentazione “E’ ciò che serve per prevalere sulle emozioni distruttive che ora troviamo nel nostro mondo.”

Mentre molte persone pensano che la materialità sia la principale fonte di felicità, lo è invece la pace della mente. La rabbia, l’odio, l’ansia e la paura sono ciò che la distruggono, e la gentilezza è l’unico modo per contrastarle. Attraverso un’appropriata educazione possiamo imparare ad affrontare queste emozioni.” queste le parole del Dalai Lama su come raggiungere una felicità duratura.

Asia Jane Leigh

http://www.buonenotizie.it/attualita/2018/07/09/educare-alla-felicita-il-dalai-lama-da-il-via-al-happiness-curriculum/

Felicità è una parola.

Felicità è uno stato d’animo.

Felicità è un atteggiamento verso la vita.

Felicità è soggettiva e dipende da te!

https://lauracarpi.wordpress.com/2018/03/20/giornata-internazionale-della-felicita/

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* La buona notizia del venerdì:l’india sta introducendo l’assistenza sanitaria gratuita per 500 milioni di persone

l’india sta introducendo l’assistenza sanitaria gratuita per 500 milioni di persone

Il governo indiano pagherà l’assistenza sanitaria per circa 500 milioni dei suoi cittadini più poveri, con il primo ministro Narendra Modi che dichiara che il paese può raggiungere il suo potenziale solo con una popolazione sana.

Durante un discorso in occasione della giornata dell’indipendenza del paese, Mercoledì, Modi ha affermato: “È essenziale garantire che liberiamo i poveri dell’India dalle grinfie della povertà a causa delle quali non possono permettersi l’assistenza sanitaria”, ha riportato il Times of India.

La Missione nazionale per la protezione della salute, nota anche come “Modicare“, fornirà alle famiglie impoverite una copertura assicurativa sanitaria fino a $ 7.100 all’anno. Questo potrebbe non sembrare molto per gli standard americani, ma in un paese in cui il reddito annuo pro capite è di poco più di $ 1900, farà una grande differenza per coloro che non possono permettersi un trattamento privato.

Gli ospedali pubblici in India offrono assistenza gratuita, ma meno sofisticata. Il sistema è teso fino al punto di crollare, con gli ospedali che lottano per assicurare abbastanza letti e personale per prendersi cura dei malati. La mancanza di accesso per le comunità rurali – dove vive il 66 per cento degli indiani – obbliga le persone a viaggiare molte ore per raggiungere le strutture urbane se vogliono un trattamento. Ciò significa che il settore medico privato si prende cura della maggior parte dei pazienti in India e li accusa di conseguenza.

Quando il progetto è stato annunciato a febbraio, il ministro delle finanze Arun Jaitley l’ha dichiarato “il più grande programma di assistenza sanitaria finanziato dal governo del mondo”. Secondo l’amministratore delegato della missione, Indu Bhushan, “questo sarà un punto di svolta”.

I costi medici sono una delle principali cause di povertà in India. Circa 63 milioni di indiani cadono in povertà ogni anno a causa di bollette sanitarie, e il 70% di tutte le accuse sono pagate direttamente dai pazienti.

Mentre l’India cerca di diventare una superpotenza economica competitiva con gli Stati Uniti e la Cina, i costi paralizzanti dell’assistenza sanitaria e le malattie e le morti prevenibili sono problemi significativi.

L’aspettativa di vita media in India è 69, significativamente al di sotto della Cina, a 76, e degli Stati Uniti, a 79. Il tasso di mortalità per i bambini sotto i 5 anni è di 43 ogni 100.000, e nel 2015 1,2 milioni di bambini sono morti per malattie prevenibili.

Piuttosto che investire nel sistema pubblico, il governo di Modi ha deciso di pagare per gli ospedali privati ​​per raccogliere altro slancio. Il settore sanitario privato è in piena espansione, allontanando il personale da ospedali già cronicamente dotati di risorse insufficienti. Il paese si è promosso come destinazione del turismo sanitario e il valore del settore medico privato dovrebbe triplicare a 133 miliardi di dollari entro il 2020. Ma la rete non è ancora abbastanza grande da assumersi la responsabilità di metà della popolazione del paese.

I medici sono scarsi, con solo uno su ogni 1.315 indiani, secondo quanto riportato dal Washington Post. Modicare eserciterà un’enorme pressione sugli ospedali privati ​​dell’India, e Bhushan ha dichiarato che prevede 5 milioni di operazioni in più e che le strutture dovranno trovare 35 milioni di posti letto in più.

Alla domanda su come gli ospedali avrebbero affrontato l’afflusso, ha semplicemente detto: “Il mercato lo farà”.

A febbraio, ha dichiarato, 8.000 ospedali hanno aderito a Modicare e hanno accettato di fissare i costi per determinate procedure. Ha anche suggerito che l’espansione del pool di pazienti incoraggerebbe gli investitori a costruire più centri medici per soddisfare la domanda.

 

L’India spende solo circa il 4 per cento del suo prodotto interno lordo per l’assistenza sanitaria, di cui solo poco più dell’1 per cento è fornito dal governo, secondo i dati della Banca Mondiale.

Questo è molto al di sotto delle nazioni economicamente avanzate, compresi gli Stati Uniti, che spendono il 17%, anche se questo è probabilmente molto più alto di quanto dovrebbe essere.

Modicare costerà circa $ 1,7 miliardi ogni anno, secondo Reuters. Il primo ministro ha già esteso il budget dell’assistenza sanitaria 2018-19 dell’11,5% a $ 8,3 miliardi in previsione delle pressioni sui finanziamenti.

 


http://timesofindia.indiatimes.com/articleshow/65408790.cms?utm_source=contentofinterest&utm_medium=text&utm_campaign=cppst

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* La buona notizia del venerdì: I Giochi chimici della professoressa

 

quando si incontrano persone speciali sul web e si fa amicizia per sempre

è quando ho incontrato Margherita Spanneda!

 

 

Pubblicato il 9 giugno 2018

Per concludere l’anno scolastico e anche la mia attività di docente, ho deciso di giocare con le mie classi.

Nell’ultimo mese di scuola ho proposto loro un argomento da studiare,   rielaborare e semplificare in modo da renderlo  comprensibile a bambini delle elementari; ho suggerito di utilizzare, favole, canzoni e filastrocche, ma soprattutto giochi.

Alla base di questa mia richiesta, c’era la stanchezza per dover sopportare nozioni imparate a memoria e subito dimenticate, di dover correggere robe scopiazzate e frutto di copia-incolla, ma  c’era anche la voglia di sapere se, messi alle strette, i miei  studenti fossero in grado di esprimersi in modo originale e per certi versi innovativo tirando fuori quelle meravigliose qualità che di solito tengono gelosamente nascoste.

Ecco come ho agito.

Ho fornito loro il materiale sotto forma di PowerPoint da me elaborati che ho messo a disposizione su Classroom, un’interessante applicazione di Google e ho chiesto loro di leggerli  e di utilizzarli come materiale di studio.

Li ho divisi in gruppi da tre, dando loro la possibilità di lavorare in classe, senza quindi doversi trovare nel pomeriggio se non per loro scelta.

Purtroppo laboratori d’informatica e tablet della scuola erano tutti occupati e ho quindi dato loro il permesso di utilizzare tablet, cellulari e computer personali utilizzando il WiFi della scuola.

Ho dato i tempi: 5 lezioni per lavorare e produrre, poi ho fissato il termine per la consegna dei lavori completi su Classroom  e stabilito il calendario per le presentazioni.

Ho fornito le griglie di valutazione, del gruppo e individuale, nelle quali erano evidenziate le caratteristiche  che avrebbe dovuto avere il loro lavoro ( e il loro comportamento) per ambire a una buona valutazione.

Ho chiesto che le loro presentazioni comprendessero una slide con nome e logo del gruppo, titolo del lavoro presentato,  nomi dei componenti il gruppo

e un momento in cui ogni componente spiegasse in dettaglio i suoi compiti e il suo contributo al lavoro del gruppo.

Ho  chiesto di fotografare il loro lavoro giornaliero e di pubblicarlo su Classroom

Ho poi ricordato che la mia funzione era quella di osservatore e che l’atteggiamento “umarell” non sarebbe passato … inosservato!

Naturalmente ho anche pensato “speriamo bene!” e temuto per la mia “sopravvivenza” perché alcune classi non brillavano certo per l’impeccabile disciplina.

Sono piuttosto soddisfatta dei risultati, certo non tutto è stato perfetto, ma la gran parte dei gruppi ha prodotto lavori originali e per certi versi sorprendenti. 

Vi mostro alcuni giochi ( naturalmente provati in classe!), ma ci sono state favole, film, canzoni e filastrocche insomma una grande quantità di materiale anche molto interessante.

Dimenticavo, ecco i tre argomenti che hanno affrontato ed elaborato

la prima CAT presentazione della tavola periodica

le seconde AFM  l’atomo in particolare la storia

la seconda CATGRAF il colore.

..continua sul blog https://unpodichimica.wordpress.com/2018/06/09/giochi-chimici/

 

 

Mi chiamo Margherita Spanedda e sono nata nel Medio Evo a Pesaro.

Abito a Castel Maggiore in provincia di Bologna e faccio la prof a Faenza. Pendolare da sempre, resisto al disagio di una vita con Trenitalia perchè mi piace il mio lavoro. Alla fine di ogni anno scolastico mi accorgo di aver imparato qualcosa di nuovo.  Sarà così anche per i miei studenti?

 

“È necessario che l’insegnante guidi il bambino, senza lasciargli sentire troppo la sua presenza, così che possa sempre essere pronto a fornire l’aiuto desiderato, ma senza mai essere l’ostacolo tra il bambino e la sua esperienza”. (Maria Montessori).

 

http://www.meteoweb.eu/2018/06/premio-loreal-unesco-per-le-donne-e-la-scienza/1107967/amp/

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* La buona notizia del venerdì: Le donne possono cambiare il mondo! Mamma salva la figlia bambina dalle nozze combinate


Una sposa bambina salvata dalla madre coraggiosa.

È successo a Milano, dove la piccola Shaila (nome di fantasia), originaria del Bangladesh, sarebbe stata data in moglie a un parente di 22 anni.

Ma Malijka, si è ribellata e strappando i passaporti ha impedito al marito di riportare la piccola nel loro paese natale per sposarsi.

Era già tutto pianificato, almeno nella mente dell’uomo, che aveva anche acquistato i biglietti aerei.

Ma Malijka, 41 anni, non è rimasta a guardare e ha fatto di tutto per salvare la figlia da quel futuro orribile.

Dopo l’ennesima lite col marito, pur di scongiurare la partenza imminente, la donna ha strappato il suo passaporto e quello della bambina.

Ma non è finita. Secondo quanto riportato da Il Giorno, Malijka ha anche denunciato il marito per maltrattamenti.

La bambina ha confermato al giudice di aver sentito discutere coi genitori sul matrimonio da fare a tutti i costi, secondo l’uomo. In base alla denuncia della donna, l’uomo l’avrebbe ferita a una mano con un coltello perché lei aveva cucinato senza averne il permesso.

Un storia di sofferenza e violenza. Nonostante avesse strappato i passaporti, l’uomo si è recato in questura insieme alla famiglia per denunciarne invece lo smarrimento e poi è andato al consolato del Bangladesh per ottenere i duplicati.

Il marito ha smentito il racconto della donna, addirittura accusandola di essersi procurata da sola la ferita alla mano per accusarlo.

Ora, a processo in corso, Malijka è stata accolta da una casa d’accoglienza insieme alla figlia ed è seguita dai servizi sociali.

Una storia triste, come purtroppo ce ne sono tante.

Malijka viveva in Bangladesh coi genitori, due fratelli e una sorella svolgendo i lavori domestici.

Aveva poi sposato l’uomo che i genitori avevano scelto per lei. Dopo poco, lui era partito per lavorare in Italia lasciandola nel paese di origine incinta di pochi mesi. 

Da allora non era più tornato, fino a quando la figlia ebbe compiuto 9 anni. Allora, decise di andarle a prendere e portarle con sé a Milano.

Secondo quanto raccontato dalla donna, una volta giunte in Italia, lei e la bambina avrebbero vissuto dalla fine del 2016 in una specie di isolamento voluto dal marito.

La piccola non aveva il permesso neanche per andare a scuola.

E infine la decisione di darla in sposa a un nipote, in Bangladesh.

Una storia per una volta a lieto fine, grazie alla forza di una mamma coraggiosa che ha rischiato la vita pur di dare un futuro diverso alla figlia.

 

sebben che siamo donne…

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/27796-sposa-bambina-banglaesh

https://lauracarpi.wordpress.com/2017/08/18/la-buona-notizia-del-venerdi-donne-che-salvano-il-mondo/

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* Chirone in Ariete fino al 2027 : io torno in contatto con ciò che io sono, e qualunque cosa sia, io la manifesto. Così il nuovo cammino.

Chirone nella mappa astrale di nascita rappresenta la Ferita Karmica, la cui guarigione è il momento in cui entriamo in contatto con i nostri talenti e risorse.

La sua qualità in luce rappresenta la coscienza del nuovo umano.

Dal 2012 esso è in transito nel Segno dei Pesci e sta portando a guarigione la prima ondata di Bambini delle Stelle scesi sulla Terra tra il 1960 ed il 1967. 

Il 17 aprile 2018 Chirone è passato in Ariete, il primo Segno, che non sa dove andare ma sa di doverlo fare. Non ha nessuno da seguire, per cui è insicuro, tuttavia è un Segno di Fuoco, e come tale deve stare in movimento.

E’ l’Io che comincia a farsi strada. 

Chirone nel suo transito in Ariete rappresenta la guarigione della ferita del Non-Riconoscimento, aiutandoci a trovare il nostro posto nella vita. 

In questo caso il corpo fisico diventa estremamente importante quale strumento di navigazione a nostra disposizione, di cui prendersi cura per prenderci cura dello Spirito.

Non c’è separazione tra il mondo spirituale ed il corpo fisico.

Non possiamo frequentare seminari e poi tornare al vecchio sé il giorno dopo.

Ci deve essere il momento in cui qualcosa dentro di noi si spacca e rompe l’attuale equilibrio o fase di stasi, creando uno spazio in cui le nuove informazioni si incuneano nel fertile terreno interiore e da lì promuovono il cambiamento. Ciò che accade è che ci si fa carico del processo di crescita, ci si prende la responsabilità di ciò che si sente. 

Il 17 aprile 2018 Chirone è entrato in Ariete dove rimarrà fino al 2027.

Si tratta di un corpo celeste lento, che entra in moto retrogrado per 6 mesi all’anno. Quando questo accade quel tipo di Archetipo spinge l’umano a riconsiderare ciò che è già accaduto, entrando in una pausa di riflessione, dove ogni cosa sembra fermarsi. Si tratta dell’inizio della fase di orizzontalizzazione dell’energia.

Quando questo accade è necessario fermarsi, per poter assorbire quello che la verticalizzazione ci ha portato, altrimenti rimane tutto nell’alto e non scende nei Chakra bassi e quindi non diventa vita.

Il periodo in cui la maggior parte dei pianeti entra in moto retrogrado è estate nel nostro emisfero. Si comincia tra marzo ed aprile ed è un movimento che riguarda i pianeti lenti, quelli che si trovano lontani dal Sole. In poco tempo a volte si arriva ad avere fino a cinque pianeti retrogradi, fin verso settembre, mentre Urano e Nettuno proseguono fino alla fine dell’anno.

Quando sentiamo di vivere un momento in cui non riusciamo a muoverci, è importante non farlo, rimanendo fermi. 

Molte volte vale la pena di farsi trovare anziché andare a cercare. In quel momento  stiamo seguendo il corpo, anziché farsi seguire faticosamente dalle sue somatizzazioni. Il corpo è molto connesso con i raggi planetari, ne è direttamente esposto.

Quando ci fermiamo, smettendo di dibatterci come pesci in una rete, stiamo attivando la sincronicità, che è l’insieme dei segnali che ci portano verso un dato obiettivo. Se corriamo intorno spaventati dal fatto di non trovare nulla, non riusciamo a stare fermi nel punto in cui quella cosa arriva ad incontrare noi.

Ci vuole un cambio di coscienza, che può corrispondere all’entrare in contatto con la propria ferita, che significa smettere di avere paura, non avere paura del dolore che portiamo dentro, perché esso non è che una piccola parte della nostra totalità, e in quanto tale, non ci rappresenta nella nostra complessità e multidimensionalità.

Quando sentiamo quel dolore, quel vuoto, abbiamo i mezzi necessari per affrontarlo. Prima di tutto il nostro respiro. Se non abbiamo un bel rapporto con il nostro respiro, nulla accade nella vita. Le difficoltà nel trovare l’amore, un lavoro soddisfacente o una bella qualità della vita, possono avere origine nella paura che blocca il respiro dal suo fluire circolarmente fuori e dentro di noi.

Bloccando tutto nel Terzo Chakra, nella bocca dello stomaco, nel diaframma, fermiamo tutto in quel punto, impedendo che l’energia scenda nei Chakra bassi e che diventi vita. In questo senso è molto importante portare l’attenzione sul retro dei Chakra, il punto di connessione sulla schiena. Lì ci sono le porte di ricezione, ed è importante che siano aperte. Se non riceviamo, non prendiamo nulla. Aprire il retro dei Chakra è un grande atto d’amore e di fiducia: significa che sentiamo di meritare amore e che ci fidiamo che esso arrivi fino a noi.

La vita è abbondanza. Basta stare fuori dalla Paura, fare il salto oltre a quello stato di coscienza. 

Il 17 Aprile 2018, Chirone è entrato in Ariete, portando guarigione del senso di non riconoscimento

io torno in contatto con ciò che io sono, e qualunque cosa sia, io la manifesto.”

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Un altro dono interessante che ci viene fatto quest’anno è un sano senso del distacco, cioè avere una giusta misura delle cose, vederle in una prospettiva più ampia, cioè riuscire a manifestare le proprie emozioni elaborandole.

In questa elaborazione, nel sentirsi degni di poter dire la propria, nel non avere paura di ciò che si è, si rivela l’amore, quando andiamo a prenderci tutto ciò che ci appartiene.

Ogni volta che ci permettiamo di dire no, difendendo il territorio, difendendo noi stessi, emaniamo una luce fortissima, che crea un movimento energetico magnifico.

Aumento l’autostima grazie a quel no detto.

Dire no vuol dire creare un confine e noi dimostriamo di poterlo fare.

Stiamo dentro a ciò che siamo, felici di starci. Se vogliamo guarire il senso di non riconoscimento, dobbiamo essere noi i primi a dire chi siamo, perché gli altri non lo faranno per noi, non è il loro compito.

Il compito è il nostro e Chirone ce lo ricorda.

Esso è il bambino dimenticato dentro la nostra pancia, è lì che piange e ci fa venire la malinconia, sentire tristezza, che spesso compensiamo con il cibo, o le dipendenze di qualsiasi natura.

Nel mettere a posto la relazione con ciò che si nasconde nel profondo, andiamo a prenderci cura delle dipendenze.

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Un altro aspetto di Chirone è il senso di dovere/piacere.

Poiché l’Ariete è l’archetipo dell’adolescente, quanto quel ragazzino, quella parte vitale, è stato incastrato dai no, o quanto lo abbiamo lasciato libero di manifestare la sua energia? Ognuno di noi ha un punto Ariete nella propria mappa, quindi ciascuno vivrà questo tipo di percorso nella vita, in riferimento ad un dato settore.

Quanto ci concediamo di stare nel piacere, di ridere, e quanto invece viviamo nella doverizzazione, essendoci dimenticati il piacere cosa sia? 

Urano e Chirone stanno collaborando tra loro nell’aiutare l’umano a fare pace con se stesso.

Da tempo di inseguono, Chirone nei Pesci, Urano in Ariete, poi Chirone in Ariete e Urano in Toro. Dal 2011 Urano ci chiede: Chi sei tu? Contemporaneamente Chirone sta tuttora (fino al 16 aprile 2018) guarendo la ferita dell’abbandono. Ora, con i nuovi transiti, la domanda Chi Sei Tu? si trasforma in Io Sono di Chirone in Ariete, che ci aiuterà a riconoscerci, riconoscere il nostro Io Sono.

Transitando in Toro, Urano porterà luce nelle modalità di somatizzazione, visto che il Toro è il corpo fisico.

Noi siamo frutto delle nostre somatizzazioni, il linguaggio emozionale non espresso ma vissuto dal corpo. Urano viene a portare luce in questo ambito, portando ad apertura situazioni emozionali stagnanti e vecchie.

E’ sempre più necessario entrare nel profondo e da lì abbattere le porte chiuse, facendosi aprire da chi quel Profondo lo abita, così che ciò che si trova lì si riattivi, mostrandosi, così da farci fare esperienza.

Poiché il Toro rappresenta anche le radici, Urano potrebbe spingerci a diventare nomadi, a spostarci, viaggiando ed esplorando l’ignoto.

Dovunque si trovi il Toro nella nostra mappa, lì avverrà l’apertura.

Il viaggio che sto spiegando va ben oltre il Segno zodiacale, che rappresenta il punto in cui si trovava il Sole al momento della nostra nascita.

Quest’ultimo illustra le qualità della nostra personalità, mentre invece qui si sta parlando di andare ad esplorare gli antichi patti d’anima ed andare oltre ad essi. Il dono portato da questi due Archetipi è molto grande: la libertà dalla paura, e la paura è radicata nel dolore.

Chirone rappresenta la Ferita karmica che ci riporta sulla Terra; abbiamo scelto quel tipo di disagio o sofferenza per ricordarci chi siamo attraverso essa, sperimentandola nella prima parte della nostra vita, per poi portarci a guarigione.

Dovunque si trovi l’Ariete, in quel settore della mappa di nascita, lì c’è la guarigione.

Queste le osservazioni che mi hanno più colpito e che voglio condividere, ma se volete sapere di più questa è la fonte:

https://ashtalan.blogspot.it/2018/02/chirone-in-ariete-e-urano-in-toro.html

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* La buona notizia del venerdì: Orto in Condotta di Slow Food: l’esempio della Scuola primaria Nino Costa a Torino

Orto in Condotta di Slow Food:

l’esempio della Scuola primaria Nino Costa a Torino

Orto in Condotta è un progetto di educazione alimentare e ambientale di Slow Food dedicato alle scuole. Coinvolge genitori, produttori locali, insegnanti e nonni, uniti nell’obiettivo di condurre e accompagnare i bambini alla scoperta della vita e del piacere del cibo.

L’esempio della Scuola primaria “Nino Costa – I.c. San Mauro Torinese” di Torino. Il progetto Orto in Condotta di Slow Flood prende avvio in Italia nel 2004 e nel corso degli anni è diventato lo strumento principale dell’Organizzazione per le attività di educazione ambientale e alimentare nelle scuole.

Ispirato al primo school garden di Berkeley, California, coinvolge genitori, nonni, insegnanti, bambini e produttori locali in numerosi percorsi volti a creare una comunità dell’apprendimento, per la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente


La rete italiana delle scuole aderenti al programma è ormai vastissima, con oltre cinquecento orti realizzati in tutta Italia.

Una delle scuole aderenti al programma è la Scuola primaria “Nino Costa – I.c. San Mauro Torinese” di Torino, che ha aderito al progetto Orto in Condotta con una particolare iniziativa: la scuola, con l’obiettivo di rafforzare la coscienza co-produttiva dei bambini, ha infatti aderito ad alcune feste locali e tra i banchetti dei produttori locali c’erano anche i prodotti dell’orto realizzato dagli alunni a scuola: i prodotti sono andati letteralmente a ruba, per la gioia dei piccoli produttori.  All’interno dell’Istituto gli insegnanti hanno deciso di lavorare sodo per fare in modo che i bambini conoscano attivamente il mondo del cibo, degli orti e della natura, grazie anche alla preziosa collaborazione dei nonni dei bambini che collaborano affinchè essi possano rastrellare, seminare, innaffiare e alla fine raccogliere i prodotti.
Le piantagioni sono in parte coltivate all’aperto (le numerose erbe aromatiche, i piselli, i fagiolini, rucola, insalata, ravanelli) e in parte in serra. I piccoli studenti hanno inoltre costruito dei 
semenzai, organizzato dei laboratori del gusto con i prodotti dell’orto e si sono presi cura di una piantina ciascuno, seguendone la crescita.
Uno degli obiettivi che si pone la scuola è quello di coltivare e recuperare alberi da frutto dimenticati come il giuggiolo, l’azzeruolo e il sorbo, così come alcuni fiori.

Per quanto riguarda la regione Piemonte, sono attualmente settantatrè gli istitutiche hanno deciso di collaborare al programma Orto in Condotta, e le varie attività delle scuole si pongono tutte l’obiettivo comune di condurre e accompagnare i piccoli studenti alla scoperta della vita, del piacere del cibo, del rispetto della natura e di chi la coltiva.

Foto copertina
Autore: Slow Food Italia

https://5minutiperlambiente.wordpress.com/2018/02/19/orto-in-condotta-di-slow-food-lesempio-della-scuola-primaria-nino-costa-a-torino/

https://5minutiperlambiente.wordpress.com/2018/03/29/lorto-sul-tetto-lesperienza-di-ortialti-a-torino/

Orto in condotta: un percorso lungo tre anni per seminare un futuro sostenibile

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Non tutti i draghi sono uguali!

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono.
Perché i bambini lo sanno già.
Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. E trasformati!

— Gilbert Keith Chesterton.

Non tutte le favole sono uguali!

 E ci sono draghi buoni che hanno tanti amici!

Leggi qui! 

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* La buona notizia del venerdì: David di Donatello 2018 per la miglior regia a Jonas Carpignano per il suo film “A Chambra “

Perchè questa notizia è una buona notizia?

Io sono l’orgogliosissima zia di tanto nipote!

Colpita al cuore fin dal suo primo cortometraggio “ A Chiana” ,vincitore al Festival di Venezia nel 2011, che un “ ragazzino “ fosse così capace di suscitare attraverso le immagini emozioni così profonde e con una tecnica sfacciatamente matura e distaccata.

Trascinata dalla sua passione con Mediterranea”, poi l’altro cortometraggio “A Chambra”e ora questo film, sempre più colpita dalla sua determinazione,dalle sue straordinarie capacità di concentrazione per raggiungere i suoi obbiettivi…tale e quale a suo nonno ( qualche lacrimuccia di commozione ci sta bene eh!)

Di premio in premio fino a questo meritatissimo riconoscimento.

In questo film non c’è lo spettatore che può apprezzare o no la visione dell’autore: lo spettatore è la visione, è l’essere umano che vive la stessa umanità di ogni essere umano. Non c’è giudizio,non c’è diversità,non c’è compiacimento.

Non c’è il là fuori. E’ la Vita, è vivere e basta, in quell’ordine incantato e vero del mondo. Oltre il tempo.

Da vedere per aprire gli occhi. Per cambiare punto di vista. Per cambiare il mondo.

 

Alcuni commenti freschi freschi:

Il regista italoamericano Jonas Carpignano e il protagonista del suo film Koudous Seihon al Quirinale per l’incontro con il Presidente Mattarella. Il film ‘A Ciambra’, anche nella cinquina miglior film, è candidato a sette David di Donatello. Il regista è già di nuovo sul set del prossimo film dove ritroviamo i suoi attori feticcio: Seihon ma anche il giovane Pio.

https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/david-jonas-carpignano-al-quirinale-con-la-gente-di-a-ciambra/300271/300901

Tra le sorprese di questa edizione, la miglior regia riconosciuta al giovane e talentuoso regista italo-americano Jonas Carpignano, che con ‘A Ciambra’, luogo in cui vive una comunità rom stanziale di Gioia Tauro, in Calabria, si aggiudica anche il miglior montaggio andato ad Alfonso Goncalves.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2018/03/22/ai-david-vincono-ammore-e-malavita-e-spielberg-_80202975-6da8-4db7-ba15-9ec44fd1c162.html

Nuovi e prestigiosissimi riconoscimenti sono arrivati ieri per Jonas Carpignano.

Ieri sera il regista italo americano che da diversi anni vive a Gioia Tauro ha vinto il premio David di Donatello 2018 per ” A Ciambra”.
Il film che racconta una storia ambientata nel ghetto gioiese ha ottenuto anche il premio come miglior montaggio andato ad Alfonso Goncalves.

Il film di Jonas Carpignano era stato scelto anche per rappresentare l’Italia agli oscar come film straniero.

A confermare il grande livello di “A ciambra”, già premiato a Cannes, la pioggia di candidature per i David. Oltre alle due categorie in cui ha trionfato il film era in lizza anche come miglior film; migliore sceneggiatura originale; migliore produttore, migliore autore della fotografia e miglior suono.

https://www.inquietonotizie.it/e-di-jonas-carpignano-il-david-di-donatello-per-la-miglior-regia/

Nella patinata notte dedicata ai David di Donatello, la festa del Cinema made in Italy, trionfa la Calabria degli invisibili. “A ciambra” di Jonas Carpignano, regista italo-americano, conquista il premio per la “Miglior regia” andando a riscattare quell’esclusione dagli Oscar che aveva lasciato l’amaro in bocca. Nella serata trasmetta su Rai 1, condotta dal presentatore Carlo Conti, c’è spazio per la comunità rom di Gioia Tauro. Un viaggio in un mondo raccontato senza filtri tanto da sembrare irreale.

Uno spazio-tempo indefinito all’interno del quale, tra difficoltà e precarietà, si svolge la vita dei personaggi. E tra questi il 14enne Pio, cresciuto troppo in fretta tra criminalità, fumo e furti. Nella 62esima edizione della manifestazione, organizzata dall’Accademia del Cinema italiano, uno spaccato di vita quotidiana della Calabria meno nota,di quella che “resiste” seguendo un proprio codice e una moralità su cui il giovane regista ha sapientemente acceso i riflettori. g.d’a.

http://lacnews24.it/spettacolo/ciambra-vince-david-donatello-carpignano-miglior-regia-rom-gioia-tauro_45985/

leggi anche:

/lauracarpi.wordpress.com/2017/09/29/la-buona-notizia-del-venerdi-oscar-2018-e-a-ciambra-di-jonas-carpignano-il-film-italiano-candidato/

” Il film di Jonas Carpignano, ambientato nella comunità Rom di Gioia Tauro, è stato designato dalla commissione dell’Anica a rappresentare l’Italia nella corsa al miglior film in lingua non inglese agli Oscar 2018.

Tra i suoi produttori un “padrino” come Martin Scorsese

Nato a New York da madre afroamericana con origini caraibiche e padre torinese vissuto per molti anni a Roma, Jonas Carpignano è cresciuto muovendosi tra la Grande Mela e la provincia della capitale italiana ,Monte Porzio Catone, nella villa del nonno,pluripremiato documentarista e inventore tra l’altro di Carosello, e con una biblioteca di più di trecento volumi di storia del cinema, ora alla Biblioteca Cineteca di Bologna.

Jonas oggi è considerato uno dei più promettenti talenti cinematografici emergenti a livello internazionale.

Dopo l’esordio nel 2015 con Mediterranea, in cui raccontava il viaggio di due migranti dal Burkina Faso a Rosarno, distribuito solo raramente in Italia ma che ha avuto un’ottima accoglienza all’estero e in particolare negli Stati Uniti, il 33enne cineasta italoamericano è nelle sale in questi giorni con la sua seconda opera “A Ciambra”, presentata con notevole successo allo scorso Festival di Cannes ,dove s’è aggiudicato il primo posto Europa Cinemas Label destinato a un film europeo in cartellone alla Quinzaine des Réalisateurs.

In questo stimolante spaccato della comunità stanziale romena di Gioia Tauro che prende vita attraverso gli occhi del quattordicenne Pio Amato, Jonas Carpignano conferma la tensione verso un cinema di finzione dalla forte impronta realista che non rinuncia alla costante ricerca di uno sguardo cinematografico potente e raffinato. D’altronde, non è certo un caso che il suo talento sia stato riconosciuto da Martin Scorsese, tra i produttori esecutivi di A Ciambra.””

…….continua

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* La buona notizia del venerdì: La storia di Zia Caterina e del suo taxi “Milano 25”

A Firenze c’è un taxi speciale che solca le strade della città.

 

 

Un taxi pieno di colori, giocattoli, fiori, foto e pupazzi guidato da Zia Caterina, anche lei dalle vesti variopinte, con un grande cappello fiorito e un’allegria contagiosa, tra Mary Poppins e Patch Adams.

La storia di Milano 25 e di Caterina è una delle storie più belle di Firenze.

Caterina perde il suo compagno, Stefano, nel 2011 a causa di un tumore. Stefano le dona ciò che possiede di più prezioso, Milano 25, il suo taxi a Firenze, strappandole la promessa “Tu sarai Milano 25”.

Caterina non si arrende al dolore e trova la forza di intraprendere una nuova esistenza che la porta poi a diventare Zia Caterina e a dedicarsi ai piccoli malati dell’Istituto Meyer, che lei definisce “i supereroi, perché per vincere la malattia devono fare cose straordinarie”.

Ha con sé un cartello “Il viaggio è meglio della meta” e un ombrello, il simbolo della capacità di volare oltre la paura.

Le corse con Milano 25 per i giovanissimi pazienti dell’ospedale pediatrico Meyer e le loro famiglie sono gratuite. Zia Caterina condivide con loro non solo i viaggi in taxi, ma anche tanti altri momenti in ospedale e non solo, per donare loro spensieratezza sostenerli nei momenti di sconforto e difficoltà.

Caterina vuole celebrare ogni giorno il ricordo del suo compagno diffondendo allegria, vita e speranza.

A Firenze potrebbe capitarvi di salire su Milano 25 e di conoscere Zia Caterina, che da 15 anni dona allegria e gioia ai suoi piccoli e coraggiosi ospiti e alle loro famiglie, riempiendo di colori le strade della città con il suo taxi impreziosito dai disegni dei bambini!

La sua frase preferita? Amor omnia vincit, perché l’amore vince davvero su tutto.

 

Il taxi colorato, i vestiti sgargianti, quella instancabile opera di benefattrice per i bambini malati: la storia di Zia Caterina e del suo taxi finisce sul New York Times e finisce così sotto i riflettori di tutto il mondo.

La celebre testata dedica un’ampio servizio alla tassista Caterina , che  con la sua auto inconfondibile percorre le strade d’Italia e d’Europa accompagnando in tanti ospedali bambini bisognosi di cure.

Bambini con patologie gravi. “Taxi therapy for young cancer patients in Italy”, ovvero “Terapia del taxi per giovani pazienti ammalati di cancro”: così recita il titolo dell’articolo che ripercorre la storia di Caterina Bellandi e della sua attività in memoria del compagno scomparso .

Nell’articolo parla anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, mentre Zia Caterina viene dipinta non certo solamente come una tassista, ma come una presenza amica sempre a fianco dell’infanzia che soffre.

fonti:

http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/zia-caterina-new-york-times-1.3590012

https://www.ilguelfobianco.it/it/taxi-firenze-zia-caterina/

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* Giro giro tondo cambia il mondo…

 

 

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

 

Non insegnate ai bambini

Giorgio Gaber