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La buona notizia del venerdì: La Luna Piena di Marzo rafforza le nostre scelte e ci spinge in avanti verso la rinascita di primavera

Come accade per ogni Luna, anche alla Luna piena in Vergine storicamente vengono dati dei nomi che sono legati al momento specifico dell’anno nel quale avviene e al percorso della natura.

Questa è la Luna dei corvi (il cui gracchiare segnava la fine dell’inverno) ma anche Luna dell’aratro, del seme o luna piena del verme, tutte caratteristiche della natura che si sta rimettendo in moto dopo la pausa invernale.

Tra soli due giorni con l’equinozio di primavera si festeggerà Ostara, dea della fertilità e simbolo appunto della rinascita.

Con questa Luna piena in Vergine sentiamo il bisogno interiore di comprensione e ordine così come di un importante confronto con noi stessi

“la Luna piena nel segno di Terra della Vergine non sopporta il superfluo, per non parlare del caos, delle relazioni traballanti, delle persone bugiarde. 

Questa fase di lunazione permetterà di alleggerirci dei rami secchi: i nostri cuori avvertiranno il bisogno di arrivare alla primavera liberi da tutto ciò che è negativo, tossico o confuso. L

L’energia trasmessa dalla Luna piena in Vergine è mentale, organizzata e focalizzata sul concetto di benessere, da preservare a ogni costo. Un influsso da sfruttare nel caso in cui ci si debba sbarazzare di bagagli emotivi scomodi. Se è vero che siamo ancora nel dominio dei Pesci, sensibili e talvolta tendenti al subire cose e persone, la Luna piena in Vergine ci rende più pratiche e responsabili, capaci di agire quando necessario.

Certo, l’allineamento del Sole e di Nettuno, pianeta che in astrologia rappresenta i sogni, le illusioni e i voli di fantasia, potrebbe creare un certo disorientamento, rendendoci vulnerabili, ma anche capaci di sondare le profondità dell’inconscio.

Se a ciò si aggiunge il vicino passaggio da inverno a primavera, ben si capisce come questa Luna piena sia altamente trasformativa, capace di rafforzare le nostre intenzioni e farci evolvere spiritualmente”.

Nel caso della Luna piena in Vergine di questo venerdì 18 marzo 2022 siamo sull’asse Vergine /Pesci.: i Pesci che sono un segno emotivo (segno d’acqua) ospitano il Sole, simbolo della ragione, mentre la Vergine che è un segno razionale e pragmatico (segno di terra) ospita la Luna, simbolo dei moti più interiori e profondi.

In più, durante questa Luna piena in Vergine nel cielo astrologico troviamo tanti pianeti nel segno dei Pesci che rendono molto forti le caratteristiche di creatività, idealismo ma anche perdita della ragione più controllata di questo segno zodiacale.

La recente congiunzione di Giove al Sole e la grande congiunzione che attendiamo di Giove a Nettuno amplificano il nostro sentire: l’empatia ma anche l’ansia, l’immaginazione ma anche il senso di vuoto.


I sogni in questo periodo sono molto potenti proprio come valvola di sfogo del subconscio e si vanno ad aggiungere alla forza onirica della fase lunare della Luna piena.

Quindi insomma le emozioni sono forti e la Luna in Vergine che cerca di controllare non sembra essere soddisfatta anzi appare quasi frustrata.

È vero che la Luna piena in Vergine è ottima per riordinare quello che abbiamo in sospeso ma si rischia che il bisogno di capire razionalmente amplifichi la nostra sensazione di non avere il pieno controllo di molti degli eventi che viviamo.

Questa Luna piena in Vergine sollecita molto i segni mobili ovvero Pesci e Vergine ma anche Gemelli e Sagittario, soprattutto dell’ultima decade, segni che spesso per natura faticano a restare concentrati su di un unico argomento, un solo progetto da far crescere.

La Luna piena di suo è un momento nel quale la nostra parte controllata si sbilancia, perde l’equilibrio e le emozioni, gli istinti hanno la meglio.


Liberamente tratto da:
https://www.elle.com/it/emozioni/psicologia/a39427107/luna-piena-vergine-18-marzo-2022
https://www.fanpage.it/

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La buona notizia del venerdì: Piccoli gesti di solidarietà

Mamme che si aiutano in tempi di guerra.

Una fila di passeggini con tanto di copertine e necessaire per neonati su un binario di una stazione dei treni in Polonia.

Questa è la scena davanti alla quale si sono ritrovate le mamme ucraine in fuga dalla guerra arrivate al confine della #Slovacchia: una fila di passeggini per i loro #neonati. A metterle a disposizione le donne slovacche, proprio come avevano fatto qualche giorno quelle polacche. Un piccolo gesto di #solidarietà che è un faro di luce in questo momento tremendamente buio.

Un gesto di solidarietà tipicamente italiano di donare pizze calde alle famiglie che varcano l’Europa.

A #Przemyś, in Polonia, in tantissimi stanno ordinando cibo caldo che i fattorini consegnano direttamente ai #rifugiati ucraini che scendono dai treni provenienti dall’Ucraina, trovando accoglienza e speranza.

La catena di #aiuti è nata spontaneamente dopo che una cittadina polacca residente in Italia aveva chiesto sui social a chiunque avesse voluto contribuire di ordinare da mangiare online sul sito polacco pyszne.pl di #JustEat e di farlo recapitare all’indirizzo: plac Legionów 37-700 Przemyśl, inserendo al posto di nome e cognome “consegnare alla stazione a chiunque ne abbia bisogno o ai volontari”.

L’iniziativa è diventata in pochissimo virale e migliaia di pizze sono state acquistate da tutta l’Italia e anche nel resto del mondo e consegnate appena sfornate ai bambini ucraini e alle loro famiglie.

Oltre alle stazioni l’autrice del post ha condiviso anche gli indirizzi di alcune scuole locali dove sono ospitate le famiglie a cui si può far consegnare il #cibo ordinato.

Tantissimi hanno commentato l’annuncio della donna su Facebook, ringraziandola di aver condiviso questa iniziativa e hanno postato le foto dei loro ordini sul sito polacco, in prevalenza pizze, mostrando la propria vicinanza alle famiglie ucraine in fuga dalla #guerra e condividendo virtualmente con loro il cibo che hanno scelto di donare.

Le persone stanno prenotando stanze su AirBnB Ucraina non per soggiornare, ma come forma di aiuto diretto a host e cittadini

Ekaterina Martiusheva che gestisce una serie di appartamenti nella capitale Kiev e che con i soldi ricevuti è stata in grado di pagare lo stipendio a sei dipendenti e di aiutare alcune famiglie rifugiate. Solamente tra mercoledì e giovedì sono stati prenotati circa 60.000 pernottamenti in Ucraina tramite Airbnb.

Questa ondata di prenotazioni che ha interessato la piattaforma Airbnb, ha spinto la compagnia a voler dare il proprio contributo mettendo a disposizione appartamenti gratuiti a breve termine per accogliere più di 100.000 sfollati ucraini, come riporta l’amministratore delegato Brian Chesky, e chiede ai suoi hosts di fare lo stesso in questo momento critico e di aiutare chi ne ha più bisogno.

Davide Martello è il pianista che è arrivato al confine per suonare musica per i profughi ucraini: “Sono giorni che sentono bombe e mitragliate, è giusto che adesso sentano un po’ di leggerezza”.

Il pianista che suona durante le emergenze, questa volta anche durante il conflitto tra Ucraina e Russia. Lo avevamo già conosciuto durante le rivolte in Turchia di Gezi Park e al Bataclan, dopo la strage di Parigi.

È Davide Martello e ha fatto un viaggio di 15 ore per arrivare al confine tra la Polonia e l’Ucraina e suonare il suo pianoforte per i profughi ucraini: “Sono giorni che sentono bombe e mitragliate, è giusto che adesso sentano un po’ di musica”.

Davide Martello è italiano, di origini siciliane, ma da 40 anni vive nella Foresta Nera in Baviera. A Fanpage.it racconta il suo gesto: “Ho pensato che era giusto così, ho viaggiato tanto ma ne è valsa la pena”. 

Lo chef José Andrés con la sua associazione World Central Kitchen ha raggiunto il confine polacco per dare un aiuto concreto sul campo e cucinare per sfamare i rifugiati ucraini che attraversano il confine in fuga dalla guerra.

Siamo stanziati in diversi punti lungo la frontiera polacca – spiega chef Andrés – Stiamo già servendo pasti in Romania, e stiamo allestendo molti altri punti di ristoro. Ricordatevi, ci sono un sacco di strade per uscire dall’Ucraina verso la Polonia, la Romania, la Moldavia: qualunque sia il punto dove i rifugiati emigrano, noi cercheremo di esserci“.

Siamo già anche in Ucraina – continua Andrés – Abbiamo un ristorante a Odessa che sta servendo cibo ai civili, e ne stiamo contattando altri.

Ciò che voglio dire a chi ci vuole aiutare è che ci sono molti modi per combattere, e alcune persone combattono dando da mangiare alla gente. Queste sono le persone a cui ci rivolgiamo e siamo pronti a supportarle in ogni modo possibile”.

Kerenza Peacock, una bravissima violinista inglese, e’ riuscita ad organizzare 93 altri violinisti del mondo in un unico video, per suonare una classica composizione Ucraina insieme a Ilia.
E’ un gesto meraviglioso e allora posto qui il video nella speranza che vi piaccia, che lo sosteniate (c’e’ un link per chi vuole lasciare una piccola donazione) e soprattutto che lo facciate girare tra gli amici e i conoscenti. Grazie a tutti!

La musica contro le bombe. Il suono del piano e dei violini .contro quello delle esplosioni

Donne di Ucraina piantate tutto quello che potete nelle vostre terre a primavera perchè dopo dovremo sfamare tutta l’ Ucraina.” un appello di una mamma della campagna ucraina

Solidarietà tra mamme, passeggini in stazione per ucraine in fuga – Mondo – ANSA

Come donare una pizza o una zuppa calda ai rifugiati ucraini accolti in Polonia – Cuciniamo Insieme

Le persone stanno prenotando stanze su AirBnB Ucraina non per soggiornare, ma come forma di aiuto diretto a host e cittadini – greenMe

Davide, il pianista italiano che suona a pochi chilometri dalle bombe: Lo faccio per i profughi (fanpage.it)

José Andrés al confine ucraino cucina per i rifugiati (finedininglovers.it)

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* l buona notizia del venerdì:Internet scaccia depressione: i “silver surfer” (navigatori non più giovanissimi)che navigano stanno meglio

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I ” silver surfer “, benché non ci si pensi, sono sempre più attivi sui social media.

Addirittura una compagnia australiana, Optus, ha rilevato come più di tre quarti degli stessi in Australia fanno uso di Facebook per tenersi in contatto con amici e familiari e i nonni lo utilizzano come strumento per tenersi aggiornati con i nipoti.

Recenti pubblicazioni dimostrano come circa l’80% delle persone con più di 60 anni ha utilizzato Internet almeno una volta. Ma non solo: dal 2005 ad oggi le persone fino ai 67 anni che utilizzano Internet sono passate dal 10,8 al 22,8%, e quelle fino ai 74 anni sono balzate dal 5,5 al 9,9%.

Che cosa significa questo? Che la figura del «nonno» che guarda con sospetto quelle «strane scatole», illuminate e piene di colori come i PC, sembra un lontano ricordo.

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Per essere al passo con i tempi le persone anziane usano quello che la tecnologia mette a disposizione, forse con un po’ meno di abilità manuali ma: però una volta imparate le dinamiche e i trucchi, sono assolutamente in grado di districarsi tra le innumerevoli opzioni che offre la moderna tecnologia. Non è insolito vedere nelle corsie degli ospedali persone anziane che usano il cellulare come fosse il telefono di casa, o, addirittura, le ultime innovazioni tecnologiche, i cosidetti tablet.

Internet allontana la depressione. Almeno per gli anziani. Lo sottolinea uno studio del Michigan State University pubblicato su The Journal of Gerontology.di Boston.

Uno su tre lo è di meno grazie alla possibilità fornita dal web di chattare, parlare, vedere i propri figli e nipoti anche lontani. Grazie ad email e social network, a Skype e chat varie, le persone, soprattutto quelle in avanti con l’età, si sentono meno sole e stanno meglio.

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I ricercatori hanno seguito oltre 3mila pensionati americani, sia uomini sia donne, e osservato i loro stili di vita. Gli anziani sono stati anche sottoposti ad alcuni questionari psicologici.

Il 30% del campione, cioè quasi uno su tre, usava il computer a casa ed era meno depresso, con sintomi inferiori in media del 33% rispetto a chi invece non aveva accesso alla rete.

Inoltre in chi vive da solo gli effetti benefici sono ancora superiori, sottolineano gli autori, che incoraggiano figli, nipoti e parenti ad insegnare agli anziani ad usare il computer anche quando superano gli 80 o i 90 anni di età.

Internet è un ottimo strumento di integrazione sociale e, con un po’ di esercizio, anche ad una età avanzata si può imparare facilmente a scrivere email, allegare foto, chattare e navigare e distrarsi”.


Fonti:
http://tech.fanpage.it

http://www.ladyblitz.it/psicologia/internet-scaccia-depressione-1534462/

Altre buone notizie:

” adottare una villa di Roma antica” di marisamoles.wordpress.com

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* Abitiamo nell’ Universo e Laniakea è la nostra casa

 

La Via Lattea, il suo gruppo di galassie e altri 13 gruppi – miliardi e miliardi di stelle – formano Laniakea, l’Immenso Paradiso.

E precipitano verso il Grande Attrattore.

Ecco la nuova mappa dell’Universo.

Benvenuti a Laniakea, la nostra casa nel cosmo.

È una casa molto grande, con un diametro di 500 milioni di anni luce (circa), dove convivono migliaia e migliaia di galassie più o meno simili alla nostra.

La recente scoperta di questi inattesi confini è dell’Istituto di astrofisica dell’Università delle Hawaii, e va interpretata.

Tutti sappiamo che la Terra appartiene a un sistema solare e che quest’ultimo fa parte di una grande isola di stelle – circa 200 miliardi – che formano la nostra galassia, la Via Lattea. Da diversi anni gli astronomi sanno anche che la nostra galassia non viaggia sola nell’Universo, ma fa parte di una grande gruppo di galassie – un cluster – che tra loro estendono lunghi bracci di gas, polveri e materia oscura (materia di cui conosciamo l’esistenza, ma non la composizione).

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Ora si è scoperto che questo cluster fa parte di un ancor più vasto super-cluster a cui è stato dato il nome hawaiano di Laniakea, che in lingua locale significa immenso paradiso, suggerito da Nawa‘a Napoleon, un linguista dell’Università delle Hawaii, in onore ai navigatori polinesiani che grazie alla loro profonda conoscenza dei cieli riuscivano a orientarsi e a navigare nell’Oceano Pacifico.

La nostra casa, dunque, è assai più vasta di quel che si pensava fino a poco tempo fa e comprende centinaia di milioni di miliardi di stelle: se potessimo pesare questa incredile quantità di materia dovremmo mettere, sull’altro piatto della bilancia, cento milioni di miliardi di stelle come il nostro Sole.

«Anche se i risultati finali sono stati ottenuti solo nelle ultime settimane, il lavoro ha richiesto decine di anni e la collaborazione di centinaia di astronomi che hanno aggiunto tasselli importanti a questo quadro. Ora possiamo dire che abbiamo un grande schema della struttura dell’Universo in cui viviamo», ha detto Brent Tully, responsabile dello studio pubblicato su Nature.

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Secondo lo studio, all’interno di Laniakea vi sarebbero 13 cluster di galassie, compreso il Grande Attrattore. Quest’ultimo è un insieme di galassie che creano una forte anomalia gravitazionale che attira a sé la maggior parte delle galassie di Laniakea.

Ed è proprio studiando il moto di tutte le galassie che si è potuto capire che esse si muovono verso un punto preciso dell’Universo. Il lavoro è risultato ancor più complesso perché ogni galassia tende ad allontanarsi dalle altre (è l’effetto del Big Bang) e dunque si è dovuto scindere i movimenti di ogni singola isola di stelle.

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Questo è simile a scoprire per la prima volta che la tua città è in realtà parte del paese molto più grande che confina con altre nazioni.” -ha detto il ricercatore R. Brent Tully, un astronomo presso l’Università delle Hawaii a Manoa.

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/09/04/laniakea-superammasso-via-lattea/

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La buona notizia del venerdì: I coriandoli green che rispettano l’ambiente

Carnevale è probabilmente una delle ricorrenze più divertenti e colorate, soprattutto per i più piccoli, che spesso amano travestirsi e giocare tra gli immancabili coriandoli. Quante volte, però, ci è capitato di soffermarci sull’enorme quantità di questi piccoli frammenti colorati che restano nell’ambiente anche dopo parecchi giorni?

I coriandoli sono realizzati con carta colorata, talvolta riciclata, ma spesso contengono plastica e additivi. Se si pensa al tempo di utilizzo, il loro rilascio nell’ambiente rappresenta davvero un enorme spreco di materiali, oltre a contaminare l’ambiente rischiando di essere ingeriti da uccelli e animali. E il fatto che siano così piccoli, poi, ne favorisce la permanenza nell’ambiente anche per lungo tempo.

La startup Saatgutkonfetti ha lanciato un progetto innovativo per rendere i coriandoli “green” e offrire un’alternativa a questo prodotto inquinante. L’idea è di Katja Filippenko, Christoph Trimborn e Philip Weyer, tre giovani studenti tedeschi che si erano conosciuti all’Accademia di Belle Arti di Kassel. I loro coriandoli sono un’assoluta novità: non solo sono compostabili, ma rappresentano anche un alleato per la biodiversità urbana.

I coriandoli della Saatgutkonfetti sono fatti di semi e amido di mais derivati da materie prime biologiche, arricchiti esclusivamente con coloranti naturali. L’amido si dissolve facilmente dopo pochi giorni lasciando cadere i semi, che però non saranno nocivi per l’ambiente, ma potranno offrire nutrimento a insetti e piccoli animali e soprattutto potranno dare vita a germogli particolarmente graditi dalle api, che mai come in quest’epoca hanno bisogno di aiuto per sopravvivere.

L’azienda tedesca offre 24 specie di fiori diverse, selezionate accuratamente per essere utili alle api e ai piccoli esseri viventi, bisogna soltanto fare attenzione a quale tipologia è compatibile con il luogo in cui ci si trova. 

Per il territorio italiano l’azienda raccomanda i GoodConfetti, coriandoli ecologici biodegradabili privi di semi, che si decompongono in breve tempo e possono essere lanciati ovunque senza rischi.

Attualmente, i coriandoli di semi sono realizzati a mano e hanno un prezzo più alto dei prodotti convenzionali, ma la Saatgutkonfetti intende arricchire la gamma di coriandoli con semi compatibili per ogni territorio, con la speranza di coinvolgere sempre più persone nell’acquisto e rendere il Carnevale una festa sostenibile, ma ugualmente colorata e divertente.

Raccogliere questi fastidiosi ( diciamolo) frammenti di carta ( che a volte ritrovi nell’angolo più nascostissimo della casa anche anni dopo) pensando che saranno fiori e cibo per le api, è un grande sollievo!

O no?

Assolutamente sì!

Fonte:

Questi coriandoli non inquinano, sono compostabili e aiutano le api! (meteoindiretta.it)

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La buona notizia del venerdì: Più mielina nel cervello, più capacità intellettuali, più creatività,più elasticità mentale, più praticità nelle scelte…Evviva la terza età!

Il direttore della George Washington University School of Medicine sostiene che il cervello di una persona anziana è molto più pratico di quanto si creda comunemente. A questa età, l’interazione degli emisferi destro e sinistro del cervello diventa armoniosa, il che espande le nostre possibilità creative. Ecco perché tra le persone con più di 60 anni puoi trovare molte personalità che hanno appena iniziato le loro attività creative.

Naturalmente, il cervello non è più veloce come in gioventù. Tuttavia, guadagna in flessibilità. Pertanto, con l’età, è più probabile che prendiamo le decisioni giuste e siamo meno esposti alle emozioni negative. Il picco dell’attività intellettuale umana si verifica intorno ai 70 anni, quando il cervello inizia a funzionare a pieno regime.

Nel tempo aumenta la quantità di mielina nel cervell
o, una sostanza che facilita il rapido passaggio dei segnali tra i neuroni. Per questo motivo, le capacità intellettuali aumentano del 300% rispetto alla media.

Interessante anche il fatto che dopo i 60 anni una persona può utilizzare i due emisferi contemporaneamente ( come i delfini!) Ciò consente di risolvere problemi molto più complessi.

Il professor Monchi Uri, dell’Università di Montreal, ritiene che il cervello dell’anziano scelga la strada che consuma meno energia, elimina il superfluo e lascia solo le giuste opzioni per risolvere il problema.

È stato condotto uno studio che ha coinvolto diverse fasce di età. I giovani erano molto confusi quando superavano i test, mentre quelli con più di 60 anni prendevano le decisioni giuste.

Ora, diamo un’occhiata alle caratteristiche del cervello tra i 60 e gli 80 anni. Sono davvero rosa.

1. I neuroni nel cervello non muoiono, come dicono tutti intorno a te. Le connessioni tra di loro semplicemente scompaiono se non ci si impegna nel lavoro mentale.

2. La distrazione e l’oblio sorgono a causa di una sovrabbondanza di informazioni. Pertanto, non è necessario che tu concentri tutta la tua vita su sciocchezze inutili.

3. A partire dai 60 anni, una persona, quando prende decisioni, non usa un emisfero contemporaneamente, come i giovani, ma entrambi.

4. Conclusione: se una persona conduce uno stile di vita sano, si muove, svolge un’attività fisica praticabile ed è pienamente attiva mentalmente, le capacità intellettive NON diminuiscono con l’età, semplicemente CRESCONO, raggiungendo un picco all’età di 80-90 anni.

Quindi non abbiate paura della vecchiaia.

Sforzatevi di svilupparvi intellettualmente. Imparate nuovi mestieri, fate musica, imparate a suonare strumenti musicali, dipingete quadri! Danzate! Interessatevi alla vita, incontrate e comunicate con gli amici, pianificate il futuro, viaggiate come meglio potete. Non dimenticate di andare in negozi, caffè, spettacoli. Non state zitti da soli, è distruttivo per chiunque. Vivete con il pensiero: tutte le cose belle sono ancora davanti a voi!

FONTE: New England Journal of Medicine.

a qualcuno vogliamo pure ispirarci…o no?

Per tutti gli amici tra i 60, i 70 e gli 80 anni in modo che possano essere orgogliosi della loro età.

E grazie del contributo dell’amico Carlo.

leggi anche.

* l buona notizia del venerdì :Internet scaccia depressione: i “silver surfer” (navigatori non più giovanissimi)che navigano stanno meglio – Laurin42 (wordpress.com)

* La buona notizia del venerdì: In Europa nascono i parchi giochi per anziani. E in Italia? – Laurin42 (wordpress.com)

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La buona (?)notizia del venerdì: La Svezia addestra i corvi a raccogliere i mozziconi di sigaretta!

Ma sono le persone che dovremmo educare!

Una start-up svedese ha addestrato un gruppo di corvi per raccogliere la spazzatura che noi siamo troppo pigri per buttare nel cestino

È più facile addestrare gli animali a raccogliere la nostra spazzatura che educarci a non disperderla nell’ambiente?

O almeno, questo è quanto sembra apprendendo la notizia di un’azienda svedese di pulizia e raccolta rifiuti, che ha “ammaestrato” un gruppo di corvi a raccogliere e smaltire correttamente i mozziconi di sigaretta in cambio di cibo.

Accade a Södertälje, a due passi dalla capitale Stoccolma: qui è stato installato uno speciale macchinario che fornisce un po’ di cibo agli uccelli per ogni cicca depositata al suo interno.

Ogni anno sulle strade svedesi vengono abbandonati più di un miliardo di mozziconi di sigaretta (62% di tutti i rifiuti): raccoglierli e smaltirli costa all’amministrazione pubblica circa 20 milioni di corone svedesi (circa 19 milioni e mezzo di euro). Questo ingegnoso sistema di raccolta permetterebbe di risparmiare molto denaro per le campagne di pulizia delle strade e delle aree urbane – fino al 75% dei costi totali.

Gli ideatori del progetto Corvid Cleaning affermano convinti che non si tratta di una costrizione per i corvi, che non cono trattenuti in cattività ma che partecipano su base “volontaria”, allettati dalla prospettiva di poter ricevere del cibo senza fatica.

Allo scopo sono stati addestrati i corvi della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides), scelti per la loro intelligenza e la loro capacità di ragionamento che li rendono particolarmente adatti a svolgere questa mansione: i più giovani sono in grado di apprendere dagli esemplari che già sono stati addestrati (facendo risparmiare tempo e fatica agli addestratori umani) e c’è un minor rischio che ingeriscano spazzatura per sbaglio.

Ma la follia del progetto non si ferma qui, purtroppo: gli ideatori vogliono portare i corvi anche in altri ambienti, in altre città svedesi, a riparare i danni provocati dalla stupidità umana e dalla totale mancanza di rispetto nei confronti della natura. 

L’iniziativa è la parabola triste dei tempi in cui viviamo, in cui al posto di trovare una soluzione ai nostri errori nei nostri comportamenti, chiediamo aiuto alla natura e agli animali (che nella creazione dei rifiuti non hanno colpe).

Speriamo quantomeno chi inquina, sporca e distrugge l’ambiente in cui vive possa essere spinto ad una riflessione che lo porti a modificare i propri comportamenti.

I mozziconi di sigarette sono i rifiuti più scartati al mondo, rappresentando oltre 766.000 tonnellate di rifiuti tossici ogni anno, con impatti diffusi e gravi sull’ambiente e sulla salute umana.

La denuncia arriva dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) che, insieme al Segretariato della Convenzione quadro dell’Oms per la lotta al tabacco, hanno lanciato una campagna per sensibilizzare e incoraggiare l’azione di contrasto alle microplastiche contenute nei filtri delle sigarette.

Ogni anno, l’industria del tabacco produce miliardi di sigarette che vengono consumate dai fumatori in tutto il mondo.

Queste sigarette contengono filtri composti principalmente da microplastiche chiamate fibre di acetato di cellulosa. Se non smaltiti correttamente, i mozziconi di sigaretta vengono scomposti da fattori come la luce solare e l’umidità e rilasciano microplastiche, metalli pesanti e molte altre sostanze chimiche, con un impatto sulla salute e sugli ecosistemi.

I mozziconi di sigaretta sono anche i rifiuti di plastica più comuni abbandonati sulle spiagge e ciò aumenta la presenza di microplastica negli ecosistemi marini. Infatti, se ingerite, le sostanze chimiche che compongono le microplastiche causano, a lungo termine, la morte degli organismi marini, tra cui uccelli, pesci, mammiferi, piante e rettili. Inoltre, spiegano le due agenzie delle Nazioni Unite, queste microplastiche entrando nella catena alimentare possono causare cambiamenti nella genetica e danni nello sviluppo del cervello.

Dunque la campagna pensata dalle due organizzazioni Onu vuole, attraverso i social media, coinvolgere influencer, ambasciatori di buona volontà e giovani campioni dello sport per aumentare la consapevolezza sui danni causati dalle microplastiche.

La domanda è: siamo sicuri che gli “animali “sono loro ( gli animali ovviamente)

Purchè il “risparmio” sia impiegato nella educazione al rispetto dell’ambiente!

La Svezia addestra i corvi a raccogliere i mozziconi, ma sono le persone che dovremmo educare – greenMe

I mozziconi di sigaretta inquinano più della plastica monouso e non fanno germogliare i semi – greenMe

«Nel mondo ci sono 766.000 tonnellate di mozziconi» (msn.com)

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La buona notizia del venerdì: L’affido culturale che viene incontro alla povertà educativa di tanti bambini

In Italia la povertà educativa priva milioni di bambini del diritto di crescere e di seguire i loro sogni, e le gravi conseguenze di questa situazione non si fermano con il passare degli anni, è un circolo vizioso che nega ai futuri cittadini il diritto ad una vita dignitosa, trasmettendo poi questa ingiustizia di generazione in generazione.

Per fermarla è nato il progetto Affido Culturale e voi potreste essere una delle 400 famiglie che attraverso la condivisione solidale di momenti culturali – come andare al teatro, sentire un concerto, visitare un museo o passeggiare in un bosco – contribuiranno a creare un ponte solido per l’accesso libero di tutti i bambini a spazi in cui potranno far fiorire liberamente le loro capacità, i loro talenti e le loro aspirazioni.

 progetto Affido Culturale è alla ricerca di 400 famiglie “affidatarie” residenti nelle città di Roma, Napoli, Bari o Modena (100 per ogni città) per accompagnare 400 bambini in povertà educativa, di età compresa tra i 6 e i 10 anni, accompagnati da un familiare per partecipare insieme a 29 eventi culturali nell’arco di 14 mesi.

La partecipazione è aperta ad ogni tipo di famiglia: con bambini, senza bambini e singoli che abitualmente partecipi agli eventi culturali della città. La cosa importante è che si abbia voglia di contagiare i più piccoli con l’amore per la cultura ed essere aperti mentalmente imparando a guardare con i loro occhi.  In questo modo una visita al museo o uno spettacolo teatrale diventerà un momento di aggregazione e un modo per riprendere una radice comune e trovare forme di contatto tra le proprie diversità.

L’idea del progetto è quella di avvicinare bambini e adulti, facendogli scoprire e condividere insieme il patrimonio culturale della propria città, in modo tale da ridurre le barriere sociali e culturali che tante volte impediscono a famiglie in povertà educativa di vivere a pieno gli spazi e i momenti culturali.

In Affido Culturale sono coinvolti un numero vasto di spazi culturali: cinema, teatri, librerie, biblioteche, musei, parchi e ludoteche sostengono il progetto proponendo una ricca offerta culturale di qualità rivolta ai bambini.

Le famiglie coinvolte potranno accedere all’offerta tramite l’app del progetto in cui si troveranno tutte le informazioni riguardo l’evento. Saranno loro stessi ad organizzarsi, guidati sempre dagli specialisti di Affido Culturale, rispettando l’impegno di partecipare ai 29 incontri entro i 14 mesi

La famiglia “affidataria” riceverà una dotazione di e-ducati, una moneta virtuale solidale di Affido Culturale, con cui potrà pagare i biglietti di accesso ai luoghi convenzionati. La partecipazione al progetto è parzialmente gratuita, per ogni bambino in povertà educativa sono previsti 3 ingressi gratuiti per ognuna delle 29 iniziative culturali, per un totale di 87 ingressi gratuiti.

Le famiglie abituate a vivere l’offerta culturale della propria città, oltre a condividere la propria passione, avranno anche un risparmio equivalente ad un biglietto per ogni evento. Inoltre, nel caso ci fosse anche un bambino all’interno della famiglia affidataria, questo potrà partecipare gratuitamente insieme al suo nuovo amico ad un campo estivo

Il progetto Affido Culturale, vincitore del bando “Un passo avanti” dell’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo della povertà educativa, unisce in un’unica rete gli sforzi di venticinque realtà che vantano tutte una grande esperienza nel mondo della cultura, della formazione e del sociale.

Ognuna delle 4 città partecipanti ha un “capogruppo cittadino” a cui rivolgersi nel caso vogliate partecipare.

Roma: Casa dello Spettatore | affidoculturale.roma@gmail.com – 351 988 2078

Napoli: Con La Mano del Cuore | affidoculturale.napoli@gmail.com – 327 855 9833

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Guardare un film, visitare un museo, andare al teatro o a un concerto non è mai stato così bello, solidale, accogliente e rivoluzionario. Insieme possiamo abbattere le barriere.

Attenzione amici di Roma, Napoli, Bari e Modena, il progetto Affido Culturale cerca alleati per condividere momenti culturali insieme ad altre famiglie e sconfiggere la povertà educativa. Requisiti e come candidarsi.

Per saperne di più e scoprire come candidarsi a Milano clicca qui: https://bit.ly/3IAFiQX

Affido culturale: cercansi volontari per portare i bambini in povertà educativa al museo o al cinema – greenMe

Centri estivi gratuiti per le famiglie di Affido Culturale a Modena (percorsiconibambini.it)

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La buona notizia del venerdì: Very Peri è il colore Pantone del 2022!

Very Peri, è un’accesa tonalità di blu pervinca tendente al viola, con una punta di rosso. La tinta scelta a rappresentare il 2022 mixa la calma del blu all’energia del rosso: il risultato è una sfumatura di blu particolarmente calda e innovativa.

Una nuance che riflette il periodo di transizione che stiamo vivendo: l’isolamento forzato, i continui cambiamenti che modificano gli stili di vita e segnano un confine sottile tra vita reale e realtà digitalecome prevedono anche interior decorator ed esperti di trend forecasting.

Very Peri definisce proprio la contaminazione della vita moderna, trasposizione cromatica del fenomeno phygital, ovvero di come le tendenze del mondo virtuale influenzino il mondo fisico e viceversa. Il design digitale diventa così un’estensione della realtà, aprendo le porte a un meta-mondo dinamico, fatto di novità ed esplorazione, dove creare infinite possibilità cromatiche.

«Mentre ci muoviamo in un mondo di cambiamenti senza precedenti, la scelta di Very Peri è ambasciatrice di una nuova prospettiva e visione dell’amata e cara famiglia dei blu», racconta Leatrice Eiseman, Executive Director di Pantone Color Institute, che continua,

«Con la creazione di questo nuovo colore, per la prima volta nella storia del Pantone Color of the Year, riflettiamo esattamente l’innovazione e la trasformazione globale in atto. Mentre la società continua a riconoscere il colore come forma fondamentale di comunicazione e modo di esprimere, di influenzare e creare idee ed emozioni, di coinvolgimento e connessione, la complessità di questa nuova tonalità blu infusa di rosso-viola evidenzia le sconfinate possibilità che si mostrano davanti a noi».

Quando si tratta di ricordare le nuance protagoniste di ogni annata siamo tutti preparatissimi, pronti a ricordare Ultimate Gray e Illuminating nel 2021 o Classic Blue nel 2020 , ma forse non tutti ricordano l’origine di questa storia a colori.

Inizia nel 2000, quando l’azienda statunitense Pantone Inc., nota nel mondo della grafica e del design per aver inventato negli Anni 50 un sistema di catalogazione dei colori (la famosa “mazzetta”), decide di eleggere il “Colore dell’anno” che sarà protagonista per l’anno successivo fungendo da ispirazione cromatica per il mondo della moda, del design e della creatività in generale.

Grazie a questa iniziativa, Pantone Inc. ha raggiunto negli anni una fama notevole, valicando i confini della cerchia degli addetti ai lavori e affermandosi come una vera e propria “autorità del colore”.

L’elezione del colore dell’anno è frutto di un’attenta analisi e, per effettuare la selezione, gli esperti Pantone esaminano influenze e tendenze da tutto il mondo. I dati osservati derivano dal trend delle condizioni socio-economiche, dal mondo high-tech e dalle più importanti piattaforme di social media nonché da eventi che catturano l’attenzione internazionale, ma rientrano certamente arte, moda e design.

Il colore viola richiama la spiritualità e tutto ciò che favorisce il collegamento con la nostra parte più profonda .. Viene utilizzato moltissimo durante le meditazioni per superare le barriere del mentale e favorire la connessione con i piani sottili.

Il viola è un colore che mette pace, rilassa e infonde coraggio. Perché nelle nostre giornate accelerate, quello di cui abbiamo più bisogno è fermarci e tranquillizzarci, divenire più riflessivi e più calmi, attenti ai particolari importanti della vita.

Indossare il colore viola porta ad aprire nuove strade, nuovi pensieriche più facilmente ci elevano verso il cuore.

Quando pensiamo al colore viola, abbandoniamo ogni forma di logica e razionalità. Potremmo definirlo il contrario della ragione, a favore della sfera emozionale.

Il primo beneficio che porta è proprio la facilità di entrare in contatto con le proprie emozioni, lasciando andare le resistenze, i blocchi e le paure.

Libera la parte creativa che è dentro di noi, proprio perché libera le emozioni e ci aiuta a creare e realizzare gli obiettivi.

Potremmo definirlo il colore dell’apertura, capace di creare connessioni autentiche, sia verso l’interno che verso l’esterno.

Il viola è il colore utilizzato da più di 200 anni per rappresentare non solo la femminilità, ma anche la lotta per l’uguaglianza tra uomini e donne. Nel 1908, Pethick, un’attivista del movimento femminista ha affermato quanto segue: «Il viola, il colore dei sovrani, simboleggia il sangue reale che scorre nelle vene di ogni combattente per il diritto di voto, simboleggia la loro consapevolezza della libertà e della dignità».

Tutto su Very Peri, il colore Pantone 2022 | Living Corriere

Il significato del colore viola (macrolibrarsi.it)

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La buona notizia del venerdì: Ikea da’ ai mobili una seconda vita

“Occasioni per la tua casa e per il pianeta”, si legge all’ingresso.

È il Circular Hub di Ikea: il nuovo spazio all’insegna della sostenibilità all’interno degli store italiani del marchio.

Da sempre sensibile al benessere ambientale e promotrice di diverse iniziative green e di un approccio alternativo al consumo, Ikea ha infatti deciso di trasformare lo storico Angolo delle occasioni – l’area che ospita articoli venduti con un prezzo ribassato dal 15% al 70% – in un luogo dedicato alla circolarità e a uno stile di vita attento alla natura e alla persone.

È nato così il Circular Hub: uno spazio dove acquistare prodotti di seconda mano, quindi a un prezzo decisamente vantaggioso, ma anche, all’interno dell’area Learn&Share, parlare con alcuni esperti e imparare metodi creativi per riparare, riutilizzare e personalizzare ciò che già si ha in casa.

Un luogo in cui i consumatori, oltre che risparmiare, possano anche contribuire a ridurre gli sprechi e aiutare il pianeta.

Con il Circular Hub Ikea regala infatti una seconda vita, o anche di più, a mobili e accessori usati ma ancora perfettamente funzionanti e sicuri.

Prodotti provenienti da resi e lievemente danneggiati durante i trasporti, utilizzati per gli allestimenti nei negozi o riacquistati dall’azienda stessa con il servizio “Riporta e Rivendi”, che da otto anni aiuta le persone a prolungare la vita degli oggetti Ikea e che solo dal 2020 a oggi ha visto quasi 20mila pezzi consegnati negli store italiani.

L’obiettivo di questa e altre iniziative?

“Diventare un business circolare e generare un impatto positivo sul clima entro il 2030, in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”, dicono dall’azienda. “Trasformare Ikea in un business circolare è una delle nostre maggiori ambizioni e, al tempo stesso, una grande sfida per il futuro”, ha detto Ylenia Tommasato, country sustainability manager, parlando dell’impegno dell’azienda. “Sviluppare nuovi prodotti seguendo i nostri principi di design circolare, ovvero utilizzando materiali rinnovabili o riciclati e dare una seconda vita a quelli già usati, ci permette di sviluppare soluzioni per un futuro più sostenibile”.

I 15 negozi in cui trovare il Circular Hub

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