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Perchè siam donne: Perdere qualche volta porta a grandi vittorie ! Così Anna Muzychuk!

Anna Muzychuk è una giovane ragazza ucraina, 28 anni ed è una grande anzi grandissima campionessa di scacchi.

Anna ha un passato scintillante illuminato da riconoscimenti, medaglie e titoli iridati.

Nel 2004 gioca per la Slovenia alle olimpiadi di scacchi, nel 2012 diventa Gran Maestro, la più alta onorificenza per un giocatore per non contare gli europei vinti e i mondiali conquistati.

Al di là delle naturali attitudini, per emergere in questo gioco, ci vogliono capacità strategiche, concentrazione, memoria, capacità di valutazione, uso efficace dei dati e tanto tanto allenamento. Insomma per diventare un campione il percorso è lungo e complicato ma se hai due genitori come quelli di Anna  il problema è risolto!

Per papà e mamma Muzychuk, istruttori onorari dell’Ucraina, è stato naturale insegnare fin da piccole, ad Anna e alla sorella, le basi del gioco. Nel 1999 partecipano alle prime gare organizzate nella scuola elementare per bambini fino ai 10anni. La carriera di Anna e quella di Marja decollano intersecandosi a fasi alterne tra successi e tante soddisfazioni.

Anna per esempio, dal 2003 al 2010 conquista due campionati ucraini, un campionato mondiale under 16 e un mondiale juniores. Nel 2014 conquista la medaglia d’oro al campionato mondiale lampo femminile (con un tempo a disposizione di ciascun giocatore di cinque minuti o inferiore per tutta la partita).

Dopo due anni vince il premio per la miglior giocatrice donna all‘Open magistrale a Gibilterra e a settembre dello stesso anno gioca le Olimpiadi scacchistiche femminili con la squadra dell’Ucraina dove conquista, oltre alla medaglia di bronzo a squadre, la medaglia d’oro individuale. A dicembre a Doha vince il campionato del mondo.

Anche Marja non è da meno. A soli 10 anni vince la medaglia d’oro del campionato europeo femminile e il campionato del mondo, nel 2007 riceve il titolo di Gran Maestro femminile e in seguito di Maestro internazionale.

Dal 2008 al 2012 è tra le dieci migliori giocatrici del mondo e nel 2015 vince il campionato mondiale.

Per le due sorelle ma soprattutto per Anna sarebbe facile ripresentarsi nel 2017 al Rapid and Blitz Chess Championship di Riad, in Arabia Saudita per vincere i titoli mondiali e un montepremi da capogiro messo in palio da principe ereditario Mohammed Bin Salman.

A febbraio Anna, al contrario di altre colleghe, accettò di mettersi il velo e di partecipare ai mondiali di scacchi in Iran, vincendoli, con un leggero hijab in testa. Forse è per questo che la sua presenza è data per scontata.

Oltre al titolo di Gram Maestro è infatti campionessa mondiale sia nella specialità degli scacchi “blitz” (le partite hanno una durata massima di dieci minuti) che nel “gioco rapido” (le partite possono durare fino a un’ora). Per lei sarebbe un gioco da ragazzi ma all’ultimo momento Anna decide di non partecipare rinunciando a due medaglie d’oro praticamente sicure.

Lo spiega lei, senza timori, e sono parole che pesano!

Tra pochi giorni perderò due titoli del campionato del mondo, uno dopo l’altro. Ho deciso di non andare in Arabia Saudita. Per non giocare secondo le regole di qualcun altro, per non indossare l’abaya (un lungo vestito che copre per intero il corpo della donna, ndr), per non essere necessariamente scortata quando sono fuori, per non sentirmi una creatura di seconda categoria.

Anna non è sola nella scelta, anche Marja sceglie di non partecipare al torneo per non soccombere alla regola che costringe le donne a gareggiare indossando l’abaya, un lenzuolo nero che copre le donne arabe dalla testa ai piedi.

Niente gara niente premio, ma ad Anna poco importa!

La sua è una scelta che va oltre la mera competizione.

È una aperta rinuncia per non voler essere considerata un essere inferiore e rispetto verso le donne arabe, ancora oggi, costrette a sottostare al volere dell’uomo, camminare per strada accompagnate da qualcuno, a non poter guidare l’auto, né entrare in un cinema o assistere ad un evento sportivo.

Puoi immaginare quanto l’assenza della campionessa mondiale  possa aver smosso le acque più che le coscienze.

La Federazione mondiale raggiunse compromessi con gli organizzatori arabi: far vestire le giocatrici con abiti abbottonati fino al collo, ma nulla di più.

Anna non accetta nessun compromesso, una scelta che con la sorella, paga con l’indifferenza generale. Si è preferito ignorare il messaggio piuttosto che dargli il giusto valore, ma Anna Muzychuk le idee le ha sempre avute ben chiare,

 Ho rinunciato a un guadagno superiore a quello che potrebbero darmi 12 eventi simili. Una presa di posizione per far valere i principi in cui  crediamo. […] La cosa più terribile è che a nessuno interessi”

Sono passati tre anni da quell’episodio ma la situazione non è cambiata.

L’esempio di Anna, convinta che perdere qualche volta porta a grandi vittorie, sarà fonte di ispirazione e coraggio per tutte le donne

fonte: tratto liberamente

https://libri.icrewplay.com/sport-in-book-la-scelta-di-anna-muzychuk/

La mia carissima amica Marina mi ha suggerito un titolo per questa mia rubrica del mercoledì.Mi è piaciuto moltissimo e l’ho subito adottato.

Ovviamente le motivazioni sono se stesse, parlare di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro svolto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne

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La buona notizia del venerdì: A Roma la periferia rinasce sotto il segno della biodiversità

Prende il via un progetto di riqualificazione del quartiere Tor Bella Monaca nel segno di una politica green che metta insieme patrimonio urbanistico e rispetto per l’ambiente.

Simbolo di questa operazione è un murales realizzato grazie al supporto di Findus che unisce qualità artistica a impegno ambientale con l’uso di pitture che assorbono l’inquinamento e permettono risparmio energetico.

Le periferie italiane sono diventate spesso una ferita aperta nel tessuto sociale delle nostre città. Quartieri una volta operai, in molti casi nati sotto la guida di grandi architetti e urbanisti che in quelle zone lontane dai centri storici cittadini hanno trovato terreno fertile per mettere in pratica esperimenti di insediamenti all’avanguardia sulla carta, a causa della mancanza di servizi e collegamenti con il resto della città sono con gli anni diventati luoghi di segregazione sociale.

Tra le tante periferie italiane quelle di Roma sono tra le più note, con situazioni di emergenza in molti suoi quartieri periferici segnati dal degrado. Ma proprio da Roma parte un progetto che può rappresentare il riscatto delle periferie. Si tratta del progetto di riqualificazione di Tor Bella Monaca con Yourban 2030, l’associazione no profit che si occupa di arte e sostenibilità ambientale, e il supporto di Findus Italia. Frazione di Roma Capitale situata all’esterno dell’anello del Grande Raccordo Anulare, Tor Bella Monaca ha sofferto di molti dei problemi che affliggono le periferie da tempo.

Sin dagli anni ‘90 si è puntato a un suo risanamento e una sua valorizzazione collegando il quartiere alla nuova università di Tor Vergata e intervenendo con operazioni di risanamento architettonico. Questo nuovo progetto è un ulteriore passo in avanti perché basato sulle più moderne concezioni in tema di sostenibilità ambientale. Oggi puntare alla rinascita delle periferie significa farlo anche con un’ottica diversa. L’attenzione alle biodiversità e al rispetto dell’ambiente sono diventate negli ultimi anni linee guida importanti in molti ambiti, compreso quello architettonico-urbanistico.

Da sempre la visione di Findus è guidata da temi come la sostenibilità, la responsabilità sociale e il legame con il territorio. E in quest’ottica dare il proprio apporto al progetto è per l’azienda un modo importante per sostenere la città e la regione che la ospitano da tanti anni.

Da sempre in prima linea per il rispetto dell’ambiente, l’azienda ha deciso di sostenere economicamente un’operazione che non punta a un semplice risanamento architettonico e a una rivalutazione estetica del quartiere, ma che porta con sé benefici concreti in termini di green, diventando il simbolo di tutto l’intervento riqualificativo.

Si tratta di un murales a tema marino realizzato dallo street artist Lucamaleonte e che va a collocarsi all’interno della nuova campagna di comunicazione “Sali a bordo” di Findus, che punta alla salvaguardia della flora e della fauna marine. Intitolato “Sotto la superficie”, il murales sarà simbolicamente importante. Rappresentando ciò che sta nelle profondità dei mari, esalterà metaforicamente la ricchezza contenuta nel cuore delle periferie e troppo spesso nascosta da una superficie fatta di degrado.

Ma, in questi anni, “sotto la superficie” è spesso rimasta anche la consapevolezza dell’importanza di una coscienza ambientale. Un’attenzione e un impegno a rispettare le biodiversità non solo sono fondamentali per salvaguardare la salute del pianeta ma, di conseguenza garantiscono la sopravvivenza dell’uomo in un futuro che altrimenti potrebbe essere molto difficile. E così il murales sarà completamente green, realizzato con pitture all’avanguardia che da una parte assorbono gli agenti inquinanti presenti nell’aria, e dall’altra riflettono le radiazioni solari evitando così il surriscaldamento della parete del palazzo portando un forte contributo sul fronte del risparmio energetico. Il murales occuperà una superficie di 200 metri quadrati che, grazie all’azione smog-assorbente di queste vernici, corrispondono a 200 metri quadrati di bosco con alberi ad alto fusto.

Avere un quartiere più bello e più sano, attento all’ambiente con un’ottica moderna, non sarà solo l’occasione per aumentare il senso di appartenenza dei suoi abitanti ma anche quella per far riemergere la periferia per troppo tempo nascosta da un’immagine negativa. Queste parti di città possono diventare un punto di attrazione, non solo in Italia ma anche nel mondo. Infatti il murales farà parte di RIF Museo delle periferie, un’esposizione museale a cielo aperto su scala urbana che vede le opere di artisti di fama mondiale campeggiare sulle 21 Torri di Tor Bella Monaca inserendosi nel circuito dei musei di Roma e diventando a tutti gli effetti un luogo di fioritura artistica e interesse turistico.

Nasce dalla collaborazione dell’ Associazione culturale Forum del libro con il Municipio VI di Roma e Liber Liber.

Si chiama e-LOV ed è una biblioteca virtuale che è stata realizzata a Torbellamonaca.

Si tratta di semplici pannelli su cui si trovano le copertine di alcuni libri, ogni copertina ha un QR code, se lo inquadri ricevi in lettura il libro sul telefono.

Si tratta ovviamente di libri fuori diritto, ma è l’inizio di un progetto che spero riceverà più attenzione e (soprattutto) più finanziamenti.

Una piccola biblioteca urbana accessibile a tutti e tutte.

https://www.fanpage.it/studios/a-roma-la-periferia-rinasce-sotto-il-segno-della-biodiversita/?

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Solstizio d’Estate 2021

E’ la festa del Sole e della Luce carica di energia vitale che apre il nuovo ciclo delle stagioni sulla Terra. E’ il giorno più lungo dell’anno!

E tu attraversa questo portale magico e spingiti verso i tuoi obbiettivi che la Forza è in te!

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* Il 21 giugno 2021 è il Solstizio ed è l’inizio di un’estate più più…

Oggi è il 21 giugno!…
– E allora? Andiamo in vacanza…
E’ il solstizio d’estate, quando  il sole si trova nel punto più alto. E’ il giorno più lungo dell’anno.
– E vai!, così potrò anche andare al mare dopo l’ufficio.
E c’è anche un solstizio d’inverno. Ed è il giorno più corto.
– Ah! Beh! Allora ci si può sentire più tranquilli.
E succede ogni anno. Dai tempi dei tempi sono i cicli della natura e della vita e dai tempi festeggiati in ogni luogo della terra.
– Davvero? Allora andiamo a festeggiare!

Ardono i sementi, scricchiola il grano, insetti azzurri cercano ombra, toccano il fresco. E a sera salgono mille stelle fresche verso il cielo cupo. Son lucciole vagabonde. Crepita senza bruciare la notte d’estate”. (Pablo Neruda)
Solstizio deriva dal latino solstat, “il sole si ferma”.
Il fenomeno del “Sole che sosta” o del “Sole che fa i salti”, è sempre stato osservato e feste in questo periodo risalgono ai babilonesi.
In questo giorno si festeggia la forza del Sole.
E’ il giorno più lungo dell’anno.
Il Solstizio è il trionfo della Luce sulla terra , è una notte carica di energia vitale, è un passaggio che ci porta dal predominio Lunare a quello Solare che sarà celebrato con la festa del Raccolto (le nozze del Sole con la Luna).
La Dea che, nel suo aspetto di Fanciulla, ha incontrato il giovane Dio a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra gravida del prossimo raccolto. Lei è la Terra fertile, Lui è l’energia e il calore che la nutrono; da loro nascerà la Nuova Vita.
La wicca chiama il 21 giugno: Litha, in questo giorno la gente celebra la ricchezza della terra e ringrazia la Grande Madre con generose benedizioni.

Nell’antica Grecia i due solstizi erano chiamati “porte”: “Porta degli Uomini” il Solstizio d’Estate e “Porta degli Dei” il Solstizio invernale. Attraversando queste porte il Sole dava inizio alle due metà, ascendente e discendente, del percorso annuale.
Con la fase ascendente si entrava nel mondo materiale della creazione, mentre attraverso la seconda fase, discendente, si entrava nel regno divino e soprannaturale.
I solstizi sono, quindi,un confine tra il mondo  limitato degli umani e il mondo eterno degli Dei
Nella tradizione romana, il Custode delle porte  era il dio Giano Bifronte che la tradizione cristiana ha mutato in San Giovanni.
Era festeggiato ai due Solstizi ed era rappresentato con due volti, uno barbuto e l’altro giovanile o femminile a secondo delle interpretazioni. Giano rappresenta l’iniziatore, colui che ruotando sulla sua terza faccia invisibile, cioè l’asse del mondo, conduce alle due Porte Solstiziali, quindi suo è il compito di accompagnare il passaggio da uno stato all’altro.

Come Giovanni Battista purificando attraverso il battesimo dell’acqua dava agli esseri umani la possibilità di accedere al regno celeste eterno.
Nella notte del solstizio spesso si usava innalzare un’immagine o un simbolo di Giano all’ingresso principale della casa, per metterla sotto la protezione del dio.
Ed era proprio nella notte del 24 Giugno che le dianare (dominae nocturnae) della Societas Dianae (compagnia, corteo di Diana) erano solite svolgere la più importante riunione dell’anno sotto le fronde del famoso Noce di Benevento.

Il Solstizio d’Estate o Porta degli Uomini è un tempo di passaggio, che si colloca come confine che separa la crescita dal declino… Midsummer, mezza-estate, lo chiamano nei paesi anglosassoni, e Shakespeare nel suo “Sogno di una notte di Mezza Estate” ne ha raffigurato l’aspetto magico, dove sogno e realtà si fondono.

Questa atmosfera di tempo fuori dal tempo, di sospensione e attesa, rende il Solstizio un momento propizio per i presagi e le pratiche divinatorie.
La magia d’amore e guarigione è specialmente adatta a questo momento dell’anno.
La notte di Litha (dal nome della dea sassone del grano affine a Demetra e a Cerere) è quando i Druidi raccolgono e uniscono le loro piante magiche e le seccano per utilizzarle in inverno.
Da noi corrisponde alla magica notte di San Giovanni, in cui tradizionalmente si raccolgono:
l’erba di San Giovanni (Iperico) chiamato anche scacciadiavoli,considerato un antimalocchio;
il Vischio, il Sambuco, la Verbena, simbolo di pace e prosperità,
l’Artemisia detta anche assenzio volgare, consacrata a Diana,
il Ribes i cui frutti rossi proteggono dai malefici,
e si accendono i falò per celebrare e rinforzare i raggi del sole estivo.
Se invece si desiderano molti quattrini, a mezzanotte si dovrebbe cogliere un ramo di felce e tenerlo in casa.
L’usanza antica di certe donne di recarsi nude a raccogliere erbe ricorda antichi riti in cui le donne andavano nude nei campi per propiziare il raccolto, spesso compiendo danze cavalcando bastoni o manici di scopa.

Ancora una volta quindi cammineremo scalze sui prati perché la  rugiada della notte  era considerata un farmaco potente di purificazione e raccoglieremo 24 spighe di grano che porteranno fortuna, una sorta di bagno nell’acqua odorosa di fiori di campo come camomilla, margherite, melissa o ginestre, perché in questa magica notte si possono trovare tesori nascosti e acque di lunga vita.“
Ed ora si apriranno ancora una volta le porte solstiziali,
ancora oggi, come nei secoli scorsi,
qualcuno apre ciò che nessuno può chiudere
e chiude ciò che nessuno può aprire.”
Siti consultati

http//ilcalderonemagico.it

http://digilander.iol.it/cortescontenti/feste2.htm#casmaranLitha

http://www.lollymagic.it/defaultx

html/qs_Eventi/id_6/Solstizio+d’estate+(Litha).html

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La buona notizia del venerdì: Le 7000 querce in mostra a testimoniare un artista pioniere della difesa della natura

Dalla metà di maggio, la Tate accoglie una grande installazione ambientale del duo britannico Ackroyd&Harvey che, nel nome di Joseph Beuys, punta il dito contro un’emergenza climatica ed ecologica e suggerisce un ripensamento del nostro rapporto con la Natura.

L’opera rimarrà in situ fino al 14 novembre prossimo

Nato a Krefeld nel 1921, Joseph Beuys rappresenta una delle personalità più significative nel panorama della performance europea. Muore a Düsseldorf nel 1986.

Entrato a far parte dell’aviazione tedesca durante il secondo conflitto mondiale, nel 1943 ha un incidente aereo e precipita in Crimea, dove viene accolto e curato da una tribù di tartari che gli curano le ferite con creme a base di grasso animale e antiche tecniche sciamaniche.

Su tale esperienza si fonda la poetica artistica di Beuys, per il quale l’uomo necessita di instaurare un legame spirituale con la natura con la quale, entrando in contatto, riceve energie positive; nonché la scelta dei materiali usati in molte delle sue opere, tra i quali appunto il grasso animale e soprattutto animali veri, vivi o morti.

Nella sua ultima attività si dimostra particolarmente legato a questioni di ecologia ed eco sostenibilità.

Tra le sue opere più importanti, si ricordano “I like America and America Likes Me” (1974), performance nella quale l’artista rimase chiuso in una galleria d’arte per diverse settimane con un coyote vivo, rappresentazione del capitalismo americano.

Eurasia Siberian Symphony” (1963), conservata al Museum of Modern Art di New York, rappresentazione del contrasto fra un misticismo ancestrale ancora vivo in alcune zone del mondo – soprattutto orientali – e la moderna cultura occidentale, che sembra avere dimenticato le proprie radici.

Infine, “7000 querce”, presentata alla mostra “Documenta VII” nel 1982 e lasciata incompiuta dall’artista per il sopraggiungere della morte, manifesto dell’ecologismo artistico che ha caratterizzato gli anni finali di Beuys.

Nel 1982, per la settima edizione della mostra Documenta, Joseph Beuys propose un piano per piantare 7000 querce in tutta la città di Kassel, dal titolo City Forestation Instead of City Administration; con ciò, sperava di incoraggiare la società civile a piantare più alberi, di aumentare la consapevolezza ecologica, e tutelare il benessere psicofisico degli individui, immersi in un ambiente più salubre. Era almeno 30 anni avanti.

Nel 2007, gli artisti britannici Ackroyd&Harvey si sono recati nella cittadina tedesca e hanno raccolto ghiande dalle querce a suo tempo piantate dal loro collega.

Adesso, un centinaio di questi alberi, ormai cresciuti, sono esposti alla Tate Modern, sotto forma di grande installazione ambientale:Beuys’ Acornsè una manifestazione artistica, ma anche un luogo d’incontro e di riflessione sulle nostre relazioni con la natura.

Per tutta l’estate, alla mostra sarà affiancato un programma di incontri, seminari, workshop, dedicati alle tematiche ambientali.

La collocazione delle querce è resa ancora più poetica e pertinente dal fatto che, direttamente sotto la terrazza del Museo, è conservata un’importante opera di Beuys, The End of the 20th Century(1983-5), una delle più importanti della collezione permanente.

Ackroyd & Harvey, co-fondatori di Culture Declares Emergency, (piattaforma lanciata nel 2019, l movimento mira a creare piani strategici eco-sostenibili per individui e istituzioni) sono in piena sintonia con lo spirito ecologista di Beuys, di cui quest’anno decorre il centesimo anniversario dalla nascita

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La buona notizia del venerdì: Dietro l’angolo … c’è l’Arte! Succede a Madrid!

A Madrid, il Museo del Prado decide di far uscire le sue opere dalle sale dell’istituto e sparpagliarle per tutta la città, agli angoli delle strade, alle fermate degli autobus, nei parchi.

Ovviamente non stiamo parlando di dipinti originali, ma di fedeli riproduzioni a grandezza naturale, con l’obiettivo di invogliare i madrileni a visitare il più grande museo della capitale della Spagna (ma non solo).

È l’iniziativa dal titolo A la vuelta de la esquina (“Dietro l’angolo”), che vuole sorprendere i passanti per “catturarli con la forza e la bellezza dell’arte, al fine di spronarli a visitare i musei”, si legge in una nota del Prado.

Con questa iniziativa, il Prado ha deciso di scendere dunque per strada come mai aveva fatto prima: dopo la pandemia (durante la seconda e terza ondata comunque il Prado non è mai stato chiuso, a differenza degli istituti italiani, e questo vale per diversi altri musei spagnoli) c’è bisogno di riportare il pubblico nei musei, ma il Prado non aspetta che le persone arrivino da sole e dunque sceglie di andare incontro a loro.

A la vuelta de la esquina è stata ideata in collaborazione con l’amministrazione comunale di Madrid e con i partner Iberia e Telefónica, che hanno supportato il museo nella realizzazione delle circa venti riproduzioni, tutte, come detto, a grandezza naturale: rimarranno nelle strade di Madrid per tre settimane, durante le quali faranno compagnia ai madrileni nella vita di tutti i giorni.

Non solo: ogni riproduzione viene presentata come se il quadro fosse davvero appena uscito dal museo, con tanto di cornice, didascalia illustrativa e un QR Code che contiene maggiori informazioni per chi desidera approfondire.

L’idea è stata subito apprezzata dal pubblico, come si può vedere anche dai commenti al video You Tube in cui si vedono le fasi realizzative delle riproduzioni.

E il museo ovviamente invita tutti gli utenti a condividere sui social le foto dei passanti davanti alle opere con l’hashtag #VuelvealPrado, ovvero “ritorna al Prado”.

L’iniziativa è stata lanciata lo scorso 18 maggio, e da allora Rubens, Tiziano, Zurbarán, Velázquez, El Greco, Sofonisba Anguissola e altri grandi artisti si mostrano al pubblico con l’auspicio che l’invito a vedere gli originali al museo venga colto.

Fonte:

https://www.finestresullarte.info/musei/prado-iniziativa-vuelta-de-la-esquina-opere-madrid?fbclid=IwAR0nkZwg6zAm9J1xJzU1oAeBGPRyYSNBnw4_0_3FYllLgAzqdOrB0dQmV1I


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Tra me e me in attesa del vaccino

Al mio RNA&DNA

Siamo parti di un essere unico e irripetibile,

inseparabili in questo qui ed ora,

unico e irripetibile per la mia scelta di entità,

ad imparare in questa esperienza di incarnazione.

Insieme e inseparabili dalla nascita,

ad aggiungere qualità alla nostra Vita.

Consapevoli di procedere nel progetto umano

se aggiungiamo quella piccola molecola

che ci completerà,

che non può essere altrimenti,

che niente è per caso,

e tutto ciò rientra perfettamente

nel Disegno

e ci fa essere fieri della scelta.

E non vediamo il momento,

che non saremo più come prima,

confusi ed emozionati

dalla intensità della Energia,

solo per una piccola scintilla in più,

minuscola ma portatrice di nuove qualità.

Siamo materia specializzata

che continuamente si arricchisce

nel non tempo e nel non spazio

dell’Evoluzione Cosmica.

E in questo qui ed ora speciale

noi Umanità unita e consapevole

di essere goccia eppure determinante

nel mare dell’Evoluzione

da sempre e per sempre

Love Laurin

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Sebben che siamo donne : Comics ? Fumetti? “ non sono per le ragazze”?Ma anche sì!Eccoci in mostra!

La creatività femminile nell’industria del fumetto…un viaggio accattivante attraverso l’impronta, tutta in rosa, che ha dato vita ad appassionanti vignette acclamate nel mondo!

È l’esperienza unica da potere vivere alla mostra Women in Comics che si terrà dal 1° giugno al 13 luglio 2021 a Roma.

Esclusiva anche la location: si tratta di Palazzo Merulana, spazio per la cultura nel cuore del quartiere Esquilino che, qualche anno fa, è divenuto protagonista di un ambizioso progetto di riqualificazione e che ospiterà, in esclusiva europea direttamente da New York (Galleria della prestigiosa Society of Illustrators), “la straordinaria collettiva di ventidue artiste statunitensi che hanno fatto la Storia del fumetto nordamericano”.

La mostra è promossa in Italia dall’Ambasciata degli Stati Uniti e co-prodotta da ARF! Festival & Comicon.

Sarà possibile ammirare al suo interno, ben 90 opere originali che permetteranno al pubblico di ripercorrere le tappe attraverso le quali il fumetto nordamericano si è autodeterminato, passando per segni e stili evoluti nel tempo e che si sono avvalsi delle nuove tecnologie rimanendo sempre e comunque memori di un’origine impressa nel bisogno primordiale di comunicazione, sedimentato nei secoli.

Si passerà dal fumetto vintage degli anni ’50 al graphic novel più autorialela psichedelia degli anni ’70 e del fumetto underground, fino alla scena contemporanea mainstream di Marvel e DC Comics.

Saranno offerti spunti per una riflessione sociologica su come, a seguito delle numerose oscillazioni delle norme inerenti all’identità di genere, possono essere letti i temi esplorati dalle autrici che vanno dall’amore alla sessualità, creatività, discriminazione, indipendenza.

La mostra sarà curata da Kim Munson e da Trina Robbins, iconica vignettista americana, classe 1938 tra le prime, leggendarie partecipanti del movimento comix underground e che è stata, per molto tempo, coinvolta nella creazione di punti vendita e nella stessa promozione di artisti di fumetti femminili fino a diventare, negli anni ’80 la prima donna a disegnare fumetti di Wonder Woman!

Trina Robbins

Tra le tavole in esposizione, avremo opere originali di Afua Richardson (autrice delle copertine per cinque numeri di World of Wakanda della Marvel); Alitha Martinez (famosa per i suoi lavori per Iron Man e che ha collaborato con tutti i principali editori di fumetti);

Afua Richardson

Colleen Doran (artista del settore tra le più produttive ed eclettiche dell’attuale scena internazionale) …ed ancora la fumettista e poetessa  Trinidad Escobar; Jen Wang ( Il Principe e la sarta); Joyce Farmer (autrice insieme a Lyn Chevil negli anni 70 di vignette femministe provocatorie)…questo per citarne solo qualcuna!

Jen Wang ” Il principe e la sarta”

Quattro incontri in streaming, (di cui il primo già disponibile sul profilo FB di ARFestival) accompagneranno, inoltre, la mostra con la cura della fumettista e illustratrice Rita Petruccioli (Bao Publishing, Il Castoro, Mondadori) e della giornalista Francesca Torre (StayNerd.it, Inside Art) ed offriranno, col contributo di alcune artiste, la possibilità di esperire come il fumetto possa diventare un’enorme lente d’ingrandimento sul sentimento popolare che accompagna il pensiero e l’agire quotidiano, attraverso le dinamiche con cui le donne vengono descritte e disegnate nel tempo ed alle diverse sfumature e costruzioni di senso che ne sono derivate.

Rita Petruccioli .

Presso la sala espositiva di Palazzo Merulana sarà poi proiettato a ciclo continuo il film-documentario, per la prima volta in Italia, “She Makes Comics” della regista Marisa Stotter (Respect Films, 2014).

Il film nasce con l’intento di porre in luce alcune osservazioni che secondo la regista meritano un riconoscimento.

Marisa Stotter

Parliamo ad esempio di un sentimento di fondo, non ancora del tutto abbandonato, per cui i fumetti “non sono per le ragazze”.

È importante, a tal proposito, non incorrere negli errori già commessi all’alba della Silver Age, durante la quale l’industria si concentrava massivamente sui supereroi a scapito di generi differenti che attirassero maggiormente le donne. Eppure, queste ultime, oggi più che mai, continuano a leggere storie di supereroi mirate agli uomini!

Ecco… aumentare la consapevolezza che le donne fanno parte del mezzo, così come lo sono state negli anni passati e continueranno ad esserlo per quelli a venire è un po’ la mission di She Makes Comics, il quale sarà anche collegato ad un progetto didattico che coinvolgerà le scuole italiane.

Tante ed interessanti, quindi, le iniziative prospettate da Women in Comics: una celebrazione del grande contributo delle donne nel mondo del fumetto, quindi, quali lettrici, autrici e protagoniste di un cambiamento…una celebrazione dell’arte, in generale, che come sempre arricchirà anima e conoscenze di quanti vorranno prenderne parte!

Fonte: http://www.bizdigital.it

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.

Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne.

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Sebben che siamo donne: Una pluripremiata atleta Wyomia Tyus…ma donna e nera!

Lei è Wyomia Tyus straordinaria atleta afroamericana.

Alle Olimpiadi del 1968, a Città del Messico, diventa la prima persona della storia, uomo o donna, a difendere con successo il titolo olimpico dei 100 metri. Ci vorranno 20 anni perché qualcuno faccia altrettanto (Carl Lewis nell’88) e quasi 50 perché qualcuno faccia meglio di lei (Usain Bolt nel 2016).

Eppure poco si conosce del suo record sportivo e della sua protesta per i diritti civili delle persone afroamericane che infuriava in quegli anni.

Wyomia, mette in atto anche una protesta dal forte valore simbolico. Indosserà non pantaloncini bianchi forniti dalla squadra, ma pantaloncini neri.

John Carlos e Tommie Smith in quella stessa Olimpiade alzano i pugni sul podio.

Del suo gesto non parlerà pressoché nessuno.

E quando Lewis vince il suo secondo oro nei 100 metri nel 1988, viene celebrato come il primo atleta a farlo. Wyomia l’aveva fatto 20 anni prima.

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Wyomia Tyus detiene un primato che nessuno potrà mai sottrarle.

Nata il 29 agosto 1945 a Griffin, nello Stato della Georgia, figlia di mezzadri,è stata infatti la prima atleta in grado di bissare un titolo olimpico sulla distanza regina dei 100 metri.

Cresciuta alla Tennessee State University, Tyus ha partecipato ai Giochi di Tokyo 1964 all’età di 19 anni appena. Evidenziando le proprie ambizioni fin dalle batterie, in cui con 11”2 ha eguagliato l’allora record del mondo di Wilma Rudolph, per poi imporsi in finale davanti alla connazionale Edith McGuire che mai aveva battuto in precedenza.

In una prima esperienza a cinque cerchi completata dall’argento nella 4×100 alle spalle del quartetto polacco. Il bis quattro anni più tardi, a Città del Messico 1968, quando si mette la medaglia d’oro al collo stabilendo il primato mondiale in finale in 11”0.

Nella stessa edizione dei Giochi olimpici vince anche una medaglia d’argento con la staffetta 4×100 seconda dietro la squadra polacca,trascinando questa volta alla vittoria la staffetta veloce degli Stati Uniti con una straordinaria ultima frazione.

Negli anni seguenti vince numerosi campionati nazionali nelle prove di velocità, nonché un oro sui 200 metri piani ai Giochi Panamericani svoltisi a Winnipeg nel 1967.

Nel 1968 partecipa alla sua seconda Olimpiade con l’intento di difendere il titolo conquistato quattro anni prima sui 100 m. Nelle batterie dimostra di essere nuovamente la favorita per l’oro, eguagliando il record olimpico. Nella finale fa ancora meglio, conquistando l’oro e stabilendo il nuovo primato mondiale della specialità con 11″0.

Con questa vittoria diventa la prima atleta, sia tra gli uomini che tra le donne, a difendere con successo il titolo olimpico dei 100 metri.

Wyomia si qualifica anche per la finale dei 200 metri classificandosi sesta. La sua quarta medaglia olimpica, il terzo oro assoluto, arriva nella staffetta 4×100 m dove Wyoma ,correndo la frazione finale, porta la squadra statunitense al titolo ed al nuovo record mondiale

Dopo i Giochi Olimpici decide di ritirarsi dalle competizioni:

Nel 1980 è stata introdotta nella National Track & Field Hall of Fame e nel 1985 nella U.S. Olympic Hall of Fame.

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“Successe non solo perché ero nera ma anche una donna. All’epoca, non era gradito nessun bagno di gloria per una donna afroamericana. Vorrei che il mondo sapesse non tanto quanto veloce ho corso o quante medaglie ho vinto. Voglio che il mondo mi ricordi come una donna che ha dato tutto quello che poteva e che desiderava rendere la vita molto più facile alle atlete che sarebbero venute dopo di me”.

https://it.wikipedia.org/wiki/Wyomia_Tyus

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.
Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto. Solo per il fatto di essere donne. O temporaneamente dimenticate.

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La buona notizia del venerdì: Le Giornate Fai di Primavera, edizione 2021

Torna la più grande festa di piazza dedicata al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese.Ben 600 aperture in oltre 300 città in tutta Italia, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria.

Sabato 15 e domenica 16 maggio saranno eccezionalmente aperti ville e parchi storici, residenze reali e giardini, castelli e monumenti che svelano spazi sorprendenti, aree archeologiche e musei insoliti; e ancora, orti botanici, percorsi naturalistici da godersi anche in bicicletta, itinerari in borghi che custodiscono antiche tradizioni: anche quest’anno le 600 aperture in oltre 300 città proposte in occasione delle Giornate FAI di Primavera – organizzate, disposizioni governative permettendo nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria – ben racconteranno l’eccezionale varietà del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese.

Nel 2021 la manifestazione di punta del FAI, accolta sempre con gioia e speranza e diventata ormai irrinunciabile per tantissimi italiani che amano stupirsi di fronte alle bellezze spesso poco conosciute che ci circondano, sarà anche una preziosa occasione per spiegare, attraverso l’attenta scelta dei luoghi e la narrazione che ne verrà fatta, la nuova visione culturale della Fondazione – presentata a marzo in occasione del XXV Convegno Nazionale dei Delegati e dei Volontari – che vede l’Ambiente come indissolubile intreccio tra Natura e Storia e la Cultura come sintesi delle scienze umane e naturali. E l’Italia, come nessun altro paese al mondo, è ricca di esempi di come la co-evoluzione armonica di Natura e Uomo abbia creato paesaggi unici.

Le Giornate FAI sono un’occasione per conoscere l’inestimabile patrimonio culturale d’Italia e un grande momento di incontro tra il FAI e tutti gli italiani.

E ci sono anche gli Apprendisti Ciceroni , è un progetto di formazione nato nel 1996 e cresciuto negli anni, fino ad arrivare a coinvolgere oltre 50.000 studenti ogni anno.

I ragazzi hanno l’occasione di accompagnare il pubblico alla scoperta del patrimonio di arte e natura del proprio territorio e di sentirsi direttamente coinvolti nella vita sociale, culturale ed economica della comunità, diventando esempio per altri giovani in uno scambio educativo tra pari.

L’impegno degli Apprendisti Ciceroni è certificato dal FAI con un attestato di partecipazione. Gli studenti della scuola secondaria di II grado possono far valere la propria partecipazione ai fini dell’acquisizione di crediti scolastici.

La formazione degli studenti, inserita nel Piano dell’Offerta Formativa (POF), è pensata come una esperienza continua durante tutto l’anno scolastico, che concretamente vede la loro partecipazione sul campo presso istituzioni museali pubbliche o private, in occasione di eventi organizzati dal territorio e nei principali eventi nazionali FAI: le Giornate FAI di Primavera e di Autunno e le Giornate FAI per le scuole.

Il progetto Apprendisti Ciceroni può essere declinato nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO).

La manifestazione si inquadra nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale Coloro che decidono di partecipare, sostengono con il proprio contributo la missione della Fondazione.

Quest’anno il contributo minimo suggerito per prenotarsi e prendere parte alle Giornate FAI di Primavera è di 3 euro.

Per chi lo volesse, sarà possibile sostenere ulteriormente la missione della Fondazione con contributi di importo maggiore oppure attraverso l’iscrizione annuale, un gesto concreto in difesa del patrimonio d’arte e natura italiano che permette di godere di iniziative e vantaggi dedicati.

O ancora con l’invio di un sms solidale al numero 45586, attivo dal 6 al 23 maggio 2021.

““Quando si ha una forte visione d’insieme è piuttosto facile che la visione diventi realtà. Ma ci vuole coraggio, molta grinta…Quando si ha una forte visione d’insieme è piuttosto facile che la visione diventi realtà. Ma ci vuole coraggio, molta grinta…”

(Giulia Maria Crespi, )

Ed è stato proprio con coraggio, grinta e un pizzico di follia che quattro amici – Giulia Maria Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli – decisero nel 1975 di fondare il FAI, sul modello del National Trust inglese, seguendo il consiglio di Elena Croce. Li univa un unico scopo: quello di far conoscere e proteggere le straordinarie bellezze di cui l’Italia è ricca, i monumenti, i paesaggi, le opere d’arte, i siti archeologici…

https://www.romatoday.it/eventi/cultura/giornate-fai-di-primavera-15-16-maggio-2021.html

https://www.fondoambiente.it/il-fai/scuola/progetti-fai-scuola/apprendisti-ciceroni/

https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/

https://www.investireoggi.it/news/giornate-fai-di-primavera-2021-il-15-e-il-16-maggio-ecco-cosa-vedere-in-piemonte-sicilia-e-marche/

https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2021/05/La-Settimana-Rai-per-i-Beni-Culturali-Rai-e-FAI-18af20f7-47dd-4ce2-9cb4-b3dcaf5bb5d8-ssi.html