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* La buona notizia del venerdì: Eliminare lo spreco alimentare delle feste natalizie? Si può con Equoevento!

Feste e cene aziendali, e se l’evento diventasse il recupero dei tanti pasti avanzati e sprecati?

La lezione di Equoevento, con i suoi giovani volontari che recuperano il cibo sprecato durante gli eventi. Cene aziendali, matrimoni, compleanni, pranzi durante i congressi. In soli 3 giorni a Roma recuperate porzioni per dare da mangiare a 150 famiglie.

Già la parola, evento, mi lascia molto perplesso.

Quale sarebbe «l’avvenimento» che giustifica l’utilizzo di questo vocabolo per una banalissima e rituale cena aziendale, o per una di quelle infinite cerimonie al confine tra marketing, pubblicità e ordinaria vita d’impresa?

Non c’è «l’avvenimento». Se non il rischio altissimo di una gigantesca sagra dello spreco alimentare, e non solo, con un’infinita quantità di piatti (primi, secondi, frutta e dolci) che, zac, in poche ore finiscono nei secchi dell’immondizia.

Tutto cibo sprecato.

Con il relativo conto dello spreco di denaro contante, considerando i costi di questi eventi, e con l’affermarsi nel nome di un «avvenimento», tra un frizzo e un lazzo, della consuetudine di festeggiare buttando nella spazzatura ciò che manca a 815 milioni di persone nel mondo.

Uomini e donne di un altrove, molto distanti dai fortunati partecipanti a quest’orgia del cibo sprecato truccata sotto la fattispecie dell’evento. Lo stesso film dell’orrore, badate bene, che si gira quando celebriamo un matrimonioun compleanno vip (sinonimo di evento, stesso suono gracchiante) di una fanciulla diciottenne, una cena in occasione di un congresso o di un’assemblea annuale della più sconosciuta associazione professionale. Sempre la stessa sceneggiatura: una quota variabile tra un terzo e la metà del cibo offerto ha il suo capolinea nella giungla dei rifiuti, che intanto ci stanno soffocando.

Una piccola ma battagliera e ben organizzata associazione di volontari, Equovento, è concentrata in diverse città italiane, da Roma a Milano passando anche per Lecce, e all’estero, da Parigi a Madrid, per impedire lo sconcio dello spreco di cibo durante gli eventi.

Nel periodo di Natale, per esempio, le squadre di Equovento passano in rassegna i vari eventi aziendali e cercano di scendere in campo.

In modo pratico e semplice: basta chiamarli, e fanno tutto loro, dal ritiro del cibo avanzato, fino alla riconsegna ad altre squadre di volontari che hanno bisogno di pasti per i poveri che assistono, per le case famiglia sempre a corto di risorse, per quelle mense degli ultimi in perenne affanno. 

Tutto al costo di una semplice donazione (che dovrebbe essere la più generosa possibile, considerando anche le spese per il prelievo e per la riconsegna del cibo) per il festeggiato, privato o azienda che sia, e per le società che si occupano del catering talvolta però preoccupate per la scoperta dello spreco di cibo.

Svelata la quantità di pasti andati in malore, magari con il prossimo evento la fornitura si riduce.

Per noi di Non sprecare, l’associazione Equovento è come una compagna di strada. Ne parliamo spesso, l’ultima volta in occasione della selezione delle candidature al Premio Non sprecare, seguiamo con attenzione le loro iniziative e cerchiamo di fare in modo che possano moltiplicarsi in tutta Italia e all’estero, come puntualmente sta avvenendo.

Con numeri che, se li andate a sommare, diventano enormi, proprio come lo scandalo dello spreco di cibo che invece così si azzera: in appena tre giorni di attività a Roma, i volontari di Equovento sono riusciti, per esempio, a recuperare 800 porzioni di ottimo cibo, destinato come al solito al bidone dell’immondizia, e hanno consentito di portare a tavola pasti completi a 150 famiglie in difficoltà e aiutate dalla Comunità di Sant’Egidio.

Poveri veri, non finti.

Ma se davvero vogliamo aiutare Equovento, e questo straordinario gruppo di ragazzi, dovremmo tutti iniziare a pensare a qualcosa di più.

A qualcosa da poter fare, ogni giorno, anche noi nel nostro piccolo quotidiano, che sommato diventa poi un grande cambiamento generale.

Per esempio: chi ha in mano il rubinetto, e quindi il budget, e l’organizzazione di questi benedetti eventi, a qualsiasi livello, faccia la cosa più semplice del mondo. Apra le porte a Equovento, aiuti a creare sul territorio tante, tantissime, sezioni dell’associazione, convinca le aziende di catering a non mettere i bastoni tra le ruote per il recupero del cibo rimasto a tavola e non consumato dagli ospiti. Lo faccia con forza, con la stessa energia con la quale ha convinto tante persone che l’evento sia un «avvenimento» imperdibile e beato chi ci partecipa.

Con questa spinta, anche la battaglia contro lo spreco alimentare farà un salto in avanti, e diventerà un «avvenimento», vero e non finto, di una vita sociale allegra, giustamente ispirata all’idea di festeggiare, ma con un minore tasso di insopportabile indifferenza.

 

 

 

Fonte:

http://www.nonsprecare.it/sprechi-cibo-eventi

http://www.nonsprecare.it/risparmio-alimentare-scuola-bagno-a-ripoli

http://www.nonsprecare.it/spazzatura-elettronica-italia-problema-smaltimento-rifiuti-video

http://www.nonsprecare.it/sprechi-a-scuola

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* La buona notizia del venerdì: L’Italia vince la Coppa del Mondo … di cucina

Nel più importante concorso di cucina al mondo, il Team Calabria dell’Associazione Professionale Cuochi Calabresi, presieduta dal prof. Giuseppe Sgrò, stupisce ancora, confermando e migliorando le già eccellenti prestazioni delle precedenti partecipazioni a competizioni internazionali: al termine della Coppa del Mondo della Cucina 2018, svoltasi dal 24 al 28 Novembre 2018 in Lussemburgo, il medagliere della rappresentativa calabrese si è attestato a ben 9 MEDAGLIE: 2 ori, 1 argento e 6 bronzi!

Nel corso dei cinque intensi e impegnativi giorni di gare, gli chef e i pasticceri calabresi sono giunti a queste prestigiose affermazioni sfidando, nelle varie specialità individuali (cucina, pasticceria, sculture, intaglio vegetale), migliaia tra i migliori professionisti del Pianeta, in una competizione in cui l’ambitissimo titolo di Campione del Mondo spinge sempre tutti i partecipanti a creare opere fuori dal comune, al punto che la cucina si sublima a vera e propria arte, capace di emozionare, esprimendosi a livelli tecnici ed estetici altissimi.
Per queste ragioni la Culinary World Cup, la cui prima edizione risale al 1972 e che si svolge soltanto ogni quattro anni, nell’ambito dell’importante Fiera Gastronomica Internazionale ExpoGast, è un evento molto atteso dagli addetti ai lavori, trattandosi di una straordinaria vetrina per tutte le nuove tendenze e le correnti d’avanguardia della cucina contemporanea.


La Calabria può dunque fregiarsi di due nuovi Campioni del Mondo, entrambi di Laureana di Borrello: lo chef Pino Sofrà, vincitore della medaglia d’oro nel concorso di intaglio su vegetali con il punteggio più alto tra tutti i concorrenti italiani (8° posto assoluto mondiale) e la maestra cake designer Cetta Cuppari, oro nella categoria sculture di pasticceria (terzo punteggio assoluto tra gli italiani), che ha realizzato una stupenda torta dedicata agli dei della mitologia greca, con figure e decorazioni realizzate in pasta di zucchero, cioccolato plastico e pasta di gomma.
Nella categoria sculture di cucina si aggiudica la medaglia d’argento lo chef Andrea Dicosta, autore di una composizione di formaggi lavorati con intagli a motivi floreali.
Tre delle sei medaglie di bronzo del Team Calabria sono arrivate dalla cucina artistica, la categoria tradizionalmente più difficile e selettiva del concorso (soltanto 5 ori assegnati tra tutti i concorrenti, in tutta la competizione) con gli chef Bruno Mamone, Domenico Cognetta e Nunzio Infantino, che si sono esercitati per partecipare al concorso all’interno del laboratorio del Centro Enogastronomico di Laureana; altri due bronzi sono stati conquistati nell’intaglio su vegetali, dallo chef Domenico Santoro di Villa San Giovanni e dal maestro Pino Sofrà, che si aggiudica così una seconda medaglia nel contest live carving; il bottino del Team calabrese è completato dal bronzo dello chef Nicola Stratoti, autore di una dettagliatissima opera in pasta di pane dedicata al tema “Vacanze Romane” e caratterizzata da un celebre simbolo dell’Italia nel mondo, la mitica Vespa.


Questi straordinari risultati, che rendono la Calabria una delle regioni italiane più medagliate di questa edizione della Coppa del Mondo, sono il frutto di lunghi mesi di preparazione e allenamento, oltre che di un’attenta organizzazione da parte dell’Associazione Professionale Cuochi Calabresi, che ha reso possibile la vincente partecipazione al mondiale lussemburghese del Team Calabria più numeroso della storia, composto da ben 16 elementi: oltre ai vincitori delle medaglie e al Team Manager Rocco Sgrò, hanno infatti fatto parte della squadra gli chef Antonio Chirico (coordinatore settore cucina), Enzo Oliveri, Luigi Quintieri, Rocco Pietro Zinghinì (tutti premiati con Diploma di merito per le loro opere), Michele Monteleone e il maestro pasticcere Roberto Furfaro.


Sempre più determinato a rappresentare al meglio l’indiscussa professionalità e il grande talento degli operatori calabresi del settore, il Team Calabria inizierà a pianificare già dai prossimi mesi la partecipazione al prossimo importante appuntamento: le Olimpiadi della Cucina, in programma per il 2020 a Stoccarda, in Germania.

http://www.strill.it/citta/reggio/2018/12/coppa-del-mondo-della-cucina-team-calabria-conquista-in-lussemburgo-9-medaglie/

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* Dove ci sta portando il grande movimento di energie di questo momento così complesso e stimolante.

Dove ci sta portando il grande movimento di energie di questo momento?

So bene che è tutto molto forte e siamo esseri umani: la paura, la rabbia e il dolore fisico non piacciono a nessuno. Sono periodi in cui tutto viene messo in discussione: il corpo, i pensieri, le dinamiche e le parole sembrano impazzite.

Siamo di fronte ad una stesura bellissima: nel taglio in alto si vedono un Arcano minore e uno maggiore. Ci sono un seme di coppe (acqua/emozioni) e un Archetipo.

Il cavaliere di coppe: un cavaliere con in mano una coppa si muove con dolcezza e serenità.
È un gentiluomo con il cuore puro e cristallino, sempre elegante e diplomatico.
Ha lo sguardo dritto e diretto: attraverso gli occhi comunica la sua essenza e la sua buona intenzione.
Lui è così come appare, difatti non nasconde il viso dietro l’armatura.
Anche il cavallo, con quell’inchino accennato in modo elegante, sottolinea l’umiltà messa in gioco.
Parla di movimento: è un muoversi con amore verso la persona o ciò che si ama.
È l’inizio del percorso d’amore.

L’Archetipo è il mago: è l’arcano maggiore numero 1. È un Arcano che abbiamo già visto: è l’alchimista, colui che ha i mezzi e le capacità per trasformare il piombo in oro, è il principio maschile sano che può sostenere infinite generazioni discendenti, può agire in tutte le direzioni. È la capacità di pensiero sano oltre le sovrastrutture.

Per cui si parla di agire con amore, ogni forma di azione: verbale, mentale e pratica. È arrivato il momento di muoversi con amore.

La stesa ci mostra la Regina di Coppe: siamo nel seme coppe, per cui acqua quindi emozioni. Ha il trono di fronte all’acqua; le emozioni le vive, non le nasconde.
Parla di sensibilità, è il nostro lato più emotivo. Lei parla all’anima e vede oltre le maschere, i muri e i limiti che l’altro, o quelli che la situazione impone.
È la donna innamorata per eccellenza.
Parla di positività: ogni situazione a lei sottoposta avrà risvolti positivi.

Poi c’è il Matto: lui torna spesso ultimamente. Come dicevo qualche giorno fa è la leggerezza, la purezza, l’innocenza, l’inconsapevolezza, la mancanza di colpe.

Si conclude con il 5 di danari: carta controversa per la cartomanzia. Ci sono scuole di pensiero che la leggono come nefasta, mentre altre la leggono come di buon auspicio, io sono per la seconda ipotesi.
Ci sono due persone malconcie vestite in modo inadatto con un clima gelido. Camminano fuori da una chiesa, potrebbe essere anche un laboratorio alchemico. La luce e l’atmosfera che si intravedono dalla finestra sono invitanti: è una luce calda e accogliente in grado di sciogliere la neve emotiva che si sente nel cuore negli attimi di sconforto.
I mendicanti sono in difficoltà e quella luce arriva per aiutarli e sostenerli.
Quella luce simboleggia anche la persona amata.

Riassumendo: il movimento ci sta portando ad agire con amore, l’azione d’amore l’abbiamo quando stiamo nel cuore e non nella testa. C’è un alleggerimento emotivo; simbolicamente stiamo aprendo il fagotto del mago per lasciar scorrere ciò che è stato dimenticato.

È un cambio di visone radicale, il movimento spinge a passare dal ‘mai una gioia’ al ‘ bicchiere mezzo pieno’.

Tutto porta verso ciò che amiamo di più e per arrivarci, l’unico modo è lo stare nel cuore.

So bene che per arrivare li i passaggi non sono semplici: stiamo facendo un detox emotivo epocale e tutto passa da ogni piano del corpo.

Ormai non abbiamo scelta, possiamo continuare sapendo che tutto è rivolto in quella direzione.

 

https://www.facebook.com/moonyandtarots/photos/a.2117197665183633/2308618549374876/?type=3&theater

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* Luna piena in Gemelli : liberi di scegliere con decisione e consapevolezza

La tanto attesa Luna Piena, è stata ieri, venerdì 23 alle 5.40 del mattino.
La Luna è completamente aperta, pronta a ricevere la luce dell’amico Sole per rifletterla e portare sulla Terra tutto il pieno di energia.
E questo che significa? Che l’energia aumenta, aumenta. Aumenta a dismisura la portata di quello che c’è.

Perché la Luna e l’energia nulla sanno del nostro concetto di piacevole e spiacevole, si limitano a portare al massimo il carico. E per quello che molti dicono che quando c’è Luna Piena non si sentono bene: perché se dentro ci sono irritazioni, disturbi o paure quando la Luna raggiunge il suo apice tutto questo aumenta.

Risale alla Luce.

E’ sempre per questo che molte amiche mi dicono di sentire la Luna Piena i giorni prima e che quando di fatto la Luna è Piena si sentono sollevate.

Per quel mistero di Vita-Morte-Rinascita della Terra, della Luna e della Donna, per il quale proprio nell’attimo esatto del suo culmine la Luna inizia inesorabile il suo declino verso la Morte.
Vi ricordate la Luna Nera in Scorpione?
Il momento di introspezione e chiusura dove abbiamo gettato i semi per questo mese.

Cosa avete seminato sotto il potente Scorpione? Paura? Dubbi? Eccessiva concretezza? Oppure avete seminato bene e siete riusciti ad aprire un pò verso lo sconosciuto?
Quello che avete mosso sotto Scorpione, che è Mago e Stregone e realizza quello che desidera, ora lo vedrete manifestato e mosso.
Se avete lasciato scorrere, ora tutto scorre, se vi siete persi nei perché, ora siete fermi.
E Luna cade sotto al sensibile Gemelli.
Gemelli è puro, intelligente e generoso ma instabile.
La natura elementare di Gemelli è l’Aria.
L’Aria è la giovinezza, l’ispirazione, il canto, il moto della primavera, quando tutte le cose stanno per sbocciare. Porta movimento, non conosce la noia e sa come vivere la vita con leggerezza.
Guai però se la mente brillante di Gemelli parte con le sue ginnastiche mentali! L’Aria diventa vortice,  si ripiega sui propri tormenti e non c’è possibilità di venirne fuori!
Questa è la doppia natura di Gemelli.
Se fosse una Tarocco Gemelli sarebbe l’Innamorato.
L’Innamorato rappresenta il secondo gruppo degli arcani maggiori. Nel primo gruppo, capitanato dal Bagatto, l’uomo inizia a muoversi nel mondo sballottato dagli eventi, con la carta dell’Innamorato invece iniziamo a portare decisioni coscienti nella nostra vita.
Ma l’Innamorato è una carta enigmatica che entra e non entra, va a destra ma poi gira a sinistra. Tende a perdersi nell’indecisone e nella superificialità. A volte vorrebbe tornare a quel Bagatto che si lancia verso la vita senza pesi e senza responsabilità. Ma non è per questo che è qui.
Una cosa fondamentale possiamo comprendere ( nel senso di cum-prehendo, porto con me ) se ci lasciamo avvolgere dalle forze di questi giorni grazie all’Aria di Gemelli, ossia come compiere scelte consapevoli.
La scelta davvero Libera, che non potrà mai essere un “fuggire da” ma sempre un “andare verso”.
Ora possiamo dare davvero una svolta alla situazione, se diventiamo liberi di scegliere quello che davvero ci va di fare, slegati dalle memorie di ieri e dalle aspettative di domani, tenendo sempre a mente la concretezza e seguendo l’istinto.

Buona Luna
e che la Dea vi porti sempre sul palmo della sua mano

https://lasorgenteeladea.blogspot.com/2018/11/luna-piena-in-gemelli-decisione-e.html?spref=fb&fbclid=IwAR2DlcS9Atkff3pC7TN-rNu8sD-2RQEOtYfuJRCI7XvaDBLYzB3Bj91qvAA

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La buona notizia del Venerdì:arriva il banchetto che raccoglie frutta e verdura invenduta al mercato per donarla ai pover

Succede a Roma e non solo…

«Ci vediamo tutti i sabati pomeriggio al mercato rionale dell’Alberone, raccogliamo dai banchisti frutta e verdura invenduta e lì costruiamo il nostro piccolo banchetto speciale».

Ogni sabato pomeriggio, dalle 14 alle 16, un gruppo di volontari (italiani e stranieri) distribuisce gratuitamente la frutta e la verdura invenduta del mercato mattutino: «Sono oltre 100 kg al giorno. E sono tanti, soprattutto gli anziani, ad avvicinarsi. Così non si dice che non si aiutano gli italiani», sorridono.
Si chiama Roma Salva Cibo, ed è il progetto nato nel settembre del 2017 all’interno del VII Municipio di Roma.

I protagonisti sono Viola Piroli, attivista, Francesco Fanoli, antropologo e Yacouba Sangare, volontario originario della Guinea. «Volevamo semplicemente fare la nostra piccola lotta contro lo spreco e, allo stesso tempo, aiutare le tante persone che avevano bisogno. Spesso le vedevamo raccogliere la frutta caduta dal mercato. Molti di loro, così, si avvicinano finalmente senza più remore», racconta Viola.

L’iniziativa s’inserisce in un progetto coordinato da ‘Eco dalle Città’, associazione già attiva nel campo della lotta allo spreco alimentare, che a Torino gestisce da oltre un anno un progetto simile al mercato di Porta Palazzo.

Il progetto ha, tra gli altri, l’obiettivo di creare una rete solidale capace di stimolare legami sociali e coinvolgere migranti («superando il pregiudizio secondo cui costituirebbero esclusivamente un peso e un problema per la società»). Tra frutta, verdura e pane sono oltre 100 kg i prodotti distribuiti ogni sabato pomeriggio al mercato dell’Alberone.

«Ci siamo rivolti per un sostegno dalle istituzioni. Ma purtroppo, come sempre – aggiunge Viola – dopo le parole non sono arrivati i fatti». E così, non appagati, Viola, Francesco e i volontari hanno deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi sul web. «Vorremmo estendere l’iniziativa aumentando sia il numero di mercati romani in cui essere attivi che la frequenza settimanale – spiegano – Abbiamo in programma di riorganizzare la raccolta e la distribuzione in maniera capillare e mobile, così da raggiungere anche chi ha difficoltà a recarsi presso i punti di distribuzione. E – conclude Viola – grazie agli accordi con tanti banchisti dei mercati vicini, ci sposteremo in altri punti della città, dando così assistenza a sempre più persone».

Da settembre 2017 stiamo svolgendo al mercato rionale dell’Alberone (Roma VII municipio) un’attività di recupero e distribuzione gratuita delle eccedenze alimentari.

L’iniziativa s’inserisce in un progetto coordinato da Eco dalle Città, associazione già attiva in questo tipo di iniziative. E’ il caso del progetto nel mercato di Porta Palazzo a Torino che da oltre un anno vede impegnate le Sentinelle dei Rifiuti e i richiedenti asilo – Ecomori nel recupero delle eccedenze alimentari e nel miglioramento della raccolta differenziata.

Il nostro progetto è il primo di una idea di Roma Salva Cibo mira a:

1) contrastare lo spreco alimentare e ridurre il rifiuto organico, alleggerendo i costi di smaltimento;

2) sostenere persone in difficoltà economica;

3) creare una rete solidale tra le varie soggettività coinvolte capace di stimolare legami sociali;

4) coinvolgere migranti superando il pregiudizio secondo cui costituirebbero esclusivamente un peso e un problema per la società italiana;

5) svolgere attività di sensibilizzazione e informazione sulla raccolta differenziata e il riciclo.

Nonostante le nostre forze siano limitate (siamo solo in tre ed operiamo esclusivamente il sabato), grazie all’adesione di diversi banchi del mercato dell’Alberone, siamo riusciti finora a raccogliere e distribuire una media giornaliera di oltre 100 kg di alimenti tra frutta, verdura e pane. Vorremmo però estendere l’iniziativa aumentando sia il numero di mercati romani in cui essere attivi che la frequenza settimanale. Pertanto, stiamo cercando di coinvolgere altri operatori, il cui lavoro riteniamo sia necessario compensare almeno in parte. Abbiamo in programma di riorganizzare la raccolta e la distribuzione in maniera capillare e mobile, così da raggiungere anche chi ha difficoltà a recarsi presso i punti di distribuzione. La raccolta fondi ha la finalità di coprire le seguenti spese:

a) Borsa lavoro per gli operatori;

b) spostamenti e trasporti;

c) materiali per la distribuzione: buste ecologiche, guanti etc…

 

Fonte: ecodallecitta.it

https://buonacausa.org/cause/romasalvacibo

https://5minutiperlambiente.wordpress.com/2018/09/10/roma-arriva-il-banchetto-che-raccoglie-frutta-e-verdura-invenduta-al-mercato-per-donarla-ai-poveri/

http://www.ecodallecitta.it/notizie/389917/frutta-e-verdura-non-bella-ogni-anno-nellue-sprecati-50-milioni-di-tonnellate-di-cibo

http://www.belladentro.org/

LastMinuteSottoCasa, l’app salva cibo

https://www.nonsprecare.it/ecomori-contro-lo-spreco-alimentare?fbclid=IwAR1S7D_qZ3p1Z6Dm5hm5TUNa2kvOO5Urw7slfJnqnKqZIMgcFFgRxDdvEA4

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* La buona notizia del venerdì: Capsula Mundi, ovvero continuare la vita in un albero

Tutti noi abbiamo un’unica certezza nel cammino della vita: la morte.

È come se la materia desiderasse animarsi e passeggiare per il tempo in una danza che solo la Parca (Parche: divinità greco-romane che stabilivano il destino degli uomini ndt) potrebbe concedere. Come diceva Lynn Margulis, la vita è materia che può scegliere.

La morte è la condizione della vita… sia che arriviamo alla fine del cammino vecchi e stanchi, e che la Parca ci dia l’ultimo bacio e ci metta a dormire in eterno, sia che ci imbattiamo accidentalmente in essa prima del tempo.

Ma la morte è la condizione di tutti gli esseri viventi?

La morte è una transizione della materia, è il limite di una forma animata che esaurisce le sue frontiere e collassa su sé stessa: il tempo è l’ultima barriera che molte forme viventi non possono superare.

Dal momento del concepimento, il tempo e la materia si erodono nello scorrere di un ciclo che giungerà al suo culmine: e ritorniamo al nostro stato originario,

La nostra essenza è chiusa nella prigione organica della nostra condizione evolutiva, della nostra individualità: siamo unici e irripetibili

Anche l’Italia potrà avere cimiteri “verdi” se un giorno la legge lo permetterà.

E ognuno di noi, alla fine della propria vita, potrà trasformarsi in un albero. È questa l’idea su cui da tempo lavora il team italiano di Capsula Mundi, che ha realizzato un contenitore a forma di uovo in cui il corpo del defunto viene disposto in posizione fetale per poi essere posto sotto terra insieme ai semi di un albero. L’iniziativa è sbarcata su Kickstarter.

Realizzato con un materiale 100% biodegradabile, la plastica di amido, la Capsula Mundi permetterà così di ricordare il defunto non attraverso la sua lapide o un’urna ma trovandosi davanti l’albero cresciuto al di sopra del suo corpo.

Capsula Mundi è messa a dimora come un seme nella terra; sopra di essa – a segnarne spazialmente la presenza, viene lasciato un cerchio di terra ribassato. Al centro di questo è piantato un albero la cui essenza viene scelta in vita dal defunto e sarà cura dei parenti e degli amici seguirne la crescita” spiega il sito ufficiale.

In questo modo, il cimitero potrebbe trasformarsi, spogliandosi della sua veste talvolta lugubre e diventando un grande parco sacro.

Abbiamo voluto dedicare il nostro lavoro ad un momento della vita di estrema importanza così come lo sono il momento della la nascita e il matrimonio. La morte è un passaggio delicato, misterioso e inevitabile. I defunti non possono solo essere un problema tecnico, la morte non può essere trattata come un tabù. Se visto come fenomeno naturale, di trasformazione delle sostanze, il trapasso è un momento di ricongiunzione dell’essere alla natura, al suo perpetuo mutare. Al di là delle radici religiose e culturali a cui ognuno appartiene, questo è un fenomeno biologico, quindi uguale per tutti” spiega il team.

La loro riflessione però si è concentrata anche sull’impatto ambientale dell’utilizzo della bara, un oggetto dimenticato da chi si occupa di design. Per costruirla oggi si sacrificano alberi ad alto fusto, spesso di essenze pregiate, quindi a lento accrescimento.

È l’oggetto con il più breve ciclo di vita prodotto dalla nostra società, ne consegue il più alto impatto ambientale (la crescita di un albero richiede dai 10 ai 40 anni, a fronte di tre giorni di fruibilità del prodotto!)” fanno notare. Capsula Mundi invece utilizza materiale biodegradabile al 100% e realizzato da “plastica” di amido (l’amido si ricava da piante con ricrescita stagionale, quali patate e mais), risparmiando la vita di un albero e proponendo di piantarne uno in più. 

Un albero accanto all’altro, di essenze diverse a creare un bosco, magari lì dove un bosco è scomparso. Un luogo in cui i bambini potranno andare ad imparare a riconoscere i diversi tipi di alberi oppure in cui recarsi per una passeggiata e ricordarsi di persone che non ci sono più”.

Non si tratta però dell’unica iniziativa di questo tipo.

Negli ultimi anni infatti si sono moltiplicate le urne biodegradabili che danno vita a un albero come la Bios Urn, o ancora PoeTree, che permette di trasformare le nostre ceneri in una “creatura” vegetale vivente.

Nel maggio 2016 l’iniziativa è sbarcata su Kickstarter dove è a caccia di fondi sperando di arrivare entro un mese circa all’ingegnerizzazione del prototipo industriale e alla preparazione degli stampi nel 2017.

“Vogliamo affrontare il percorso che ci porterà alla realizzazione della Capsula grande per il corpo, rivolgendoci a un tipo di produzione meno artigianale. Per questo il primo passo sarà l’ingegnerizzazione del prototipo industriale. Il prototipo industriale è necessario per lo studio e la verifica di tutti i dettagli, testandoli mano a mano su un modello 3D in rapid prototyping, fino a giungere al prototipo funzionante. Una volta ottenuto il modello della Capsula funzionante avremo tutte le informazioni necessarie per la realizzazione degli stampi in materiale plastico leggero con strumenti a controllo numerico (CNC) per produrre i primi esemplari della Capsula” spiegano gli ideatori del progetto.

 

Albero, nuvola;

domani libro o vento:

il libro che leggo, il vento che bevo. (…)

Perché muoio ogni attimo, io,

e rinasco vuoto e senza ricordi:

vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori.

~Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila

fonti

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/15865-capsula-mundi-albero-morte

https://rivistanatura.com/bios-urn-diventare-alberi-dopo-la-morte/

http://www.ilgiornale.it/news/politica/urne-biodegradabili-e-ceneri-radici-sepoltura-green-1459479.html

http://www.italiachecambia.org/2017/10/io-faccio-cosi-185-boschi-vivi-cimitero-naturale-salvaguardia-paesaggio/

http://www.architetturadeglialberi.it/la-morte-e-gli-alberi/

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* Luna piena di ottobre in Toro: un ciclo si chiude uno nuovo si apre se abbiamo maturato il cambiamento

 

Noi siamo Esseri sacri. Cosa vuol dire?

Sacro non è altro che l’incontro del Cielo e della Terra, la manifestazione dello Spirito più elevato nella materia., l’accadimento dell’amore nel nostro laboratorio alchemico interiore.

 

Il 24 di ottobre del 2018 alle 18.45 ora locale, avremo la Luna piena nel segno del Toro con il Sole in Scorpione.

Stiamo vivendo momenti di grossa profondità dove le strutture sono tutte messe in discussione, ciò che ci dava sicurezza, ciò che abbiamo costruito fino ad oggi,  su che basi lo abbiamo fatto? Se le basi non sono profondamente connesse all’amore vero, crolleranno. 

L’instabilità energetica serve per metterci in discussione, anche cose che non avremo mai pensato di mettere in dubbio, ma il malessere crescente degli ultimi tempi non può più rimanere silente e ci chiede un’azione.

L’importante è l’attesa della vera chiarezza; non soccombere ai colpi di testa che possono essere facili in questi tempi e che non porterebbero a formare nuove strutture stabili e durature, ma solo altre forme di passaggio che dovranno poi essere cambiate nel tempo, provocando ansia interiore.

Il nostro contatto con la Madre, non solo come Madre Terra ma con quella Madre e Padre interiore che insieme formano i nostri genitori all’interno di noi.

Da adulti, infatti, i bisogni emotivi derivano principalmente da ciò che gli è mancato al bambino e che si protrae nel tempo.

Siccome non siamo più bambini, ora, dobbiamo prenderci le responsabilità del nostro bimbo interiore e soccombere a quelle carenze createsi da piccoli.

Il ritorno al sacro ha bisogno di sanare le radici per potersi elevare al Cielo.

Mamma e papà non sono perfetti così come non lo siamo noi e fanno quel che possono e come tutti, non possono dare ciò che non hanno.

Per questo, sviluppare una maturità emotiva richiede lo sviluppo di un adulto interiore che è l’unione del Padre e della Madre che avremmo voluto avere.

Noi possiamo scegliere, se ci è mancato qualcosa possiamo svilupparlo noi e diventare quello che continuamente richiediamo agli altri, che non essendo i nostri genitori non potranno mai colmare quei vuoti. 

il Cielo e la Terra sono i nostri archetipi del Padre e Madre spirituali.

Veniamo tutti dall’amore immenso e puro che ricordiamo come memorie e che ci crea nostalgia di un luogo indefinito dove, però, sappiamo che eravamo in totale fusione con noi stessi perché eravamo UNO.

Quando l’incontro alchemico avviene possiamo tornare a quella connessione e portarla qui sulla Terra, nel quotidiano, nella coppia sacra e nei nuovi rapporti indipendenti ma creati sull’amore vero e non sui bisogni.

Sulla voglia di condividere e creare progetti insieme, sulla fusione e ricompattazione dell’Essere in un Mondo che ha anche bisogno di individualità.

Insomma, andiamo verso qualcosa di grande ma per farlo, le vecchie strutture, la superficialità, i cuori chiusi, le paure, devono ricostruirsi perché quelle basi che abbiamo messo non corrispondono alla nuova energia.

Le strutture fisse che non si basano sull’amore vero e che vengono dai bisogni e dalla paura sono destinate a crollare e questo avverrà molto in fretta.

Questa Luna chiude un ciclo iniziato a Maggio quando il cambio di energia è stato molto forte.

Vuol dire che da quell’inizio, la Luna nuova in Toro, sono cambiate molte cose dentro di noi in modo veloce.

Ora vogliono manifestarsi.

E sarà uno dei tanti passaggi verso la costruzione di sicurezze migliori, su valori più puri, sull’essenza, sul nutrimento, sulla pace interiore, sulla fermezza di qualcosa che dura nel tempo perchè è autentico come l’amore verso se stessi e il ritrovamento dell’unità interiore. 

Siate voi i primi a chiedervi che valori avete nutrito fino ad oggi e se veramente sono i vostri valori o se sono quelli socialmente accettati.

Se il vostro cuore sa dare e ricevere amore, di quello vero, o se avete fondato situazioni nella vostra vita sul bisogno e sulla paura (lo abbiamo fatto tutti, è un passaggio obbligato).

Se quelle zone di confort sono veramente sicure e stabili e vi nutrono o se sono dettate dalla paura.

Tra sette anni credo che tutto sarà molto diverso da come lo vediamo oggi. 

Se fluiamo con questa spinta, troveremo tanta sacralità e l’uomo e la donna sacri si riprodurranno nel Mondo, trasmettendo i valori essenziali e puri da cui veniamo.

Se ci ricongiungiamo a noi stessi nella totale integrità.

Per farlo, le vecchie identificazioni tremeranno e inizieranno a crollare se non son ancorate nell’amore per lasciar spazio al nuovo, alla scoperta della tua vera essenza che unisce Cielo e Terra nel tuo grembo. 

Le radici ci sostengono nel volo al Cielo.

Siamo luce, è ora di tirarla fuori e brillare nel Mondo!

Ollin

Fonte:https://www.semidiluceblu.it/2018/10/19/24-10-2018-luna-piena-in-toro-la-ricostruzione-della-stabilita-su-base-sacra-ollin

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* A.A.A. Verità nuda cercasi….

Secondo una leggenda del XIX secolo, la verità e la menzogna un giorno si incontrano.
La Menzogna dice alla Verità:
“Oggi è una giornata meravigliosa”!
La Verità guarda verso il cielo e sospira, perché la giornata è davvero bella.

Trascorrono molto tempo insieme, arrivando infine accanto a un pozzo.
La Menzogna dice alla Verità:
“L’acqua è molto bella, facciamo un bagno insieme!”
La Verità, ancora una volta sospettosa, mette alla prova l’acqua e scopre che è davvero molto bella.
Si spogliano e iniziano a fare il bagno.
Improvvisamente, la Menzogna esce dall’acqua, indossa i vestiti della Verità e fugge via.
La Verità furiosa, esce dal pozzo e rincorre la Menzogna per riprendersi i vestiti.
Ma il Mondo, vedendo la verità nuda, distoglie lo sguardo, con rabbia e disprezzo.
La povera Verità ritorna al pozzo e scompare per sempre, nascondendo la sua vergogna.

Da allora, la Menzogna gira per il mondo, vestita come la Verità, soddisfacendo i bisogni della società …

perché il Mondo, in ogni caso, non nutre alcun desiderio di incontrare la Verità nuda.

“La verità che esce dal pozzo”
Jean-Léon Gérôme, 1896.

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* La buona notizia del venerdì: Addio sospensioni a scuola :ora si va a fare esperienza con l’assistenza agli anziani. Un progetto educativo esemplare!

Succede all’Isola d”Elba 

Elba, a Portoferraio la preside dell’istituto Cerboni utilizza i “lavori socialmente utili” per recuperare gli studenti con comportamenti aggressivi. «Dopo l’esperienza cessano le note» 

Ha collezionato sei note. Il peggio l’ha dato quando ha colpito un compagno con un pugno. Un comportamento inaccettabile. Anche frequente. Per questo è stato sospeso dalle lezioni in classe. Ma, la scuola – l’Istituto per geometri e ragionieri dell’Elba – non gli ha consentito di starsene a casa, magari a passare il tempo con la playstation. La punizione per Luca è stata diversa: un percorso formativo con attività socialmente utili. Così, mentre tutti i compagni erano in classe a seguire le lezioni, lui trascorreva la mattina al centro per anziani o al centro diurno di Portoferraio a servire colazioni, piegare i panni o a tenere compagnia a chi ne aveva bisogno.

È questo il progetto portato avanti dall’istituto tecnico Cerboni di Portoferraio, all’isola d’Elba.

Una scuola speciale che, non per caso, poco meno di un mese fa è stata scelta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella come luogo per l’inaugurazione dell’anno scolastico. Da queste parti imporre ai ragazzi indisciplinati di restare a casa per punizione non va più di moda da un pezzo.

La svolta si è concretizzata tre anni fa grazie alla pedagogista elbana Silvia Dini, responsabile dell’area psichiatrica della cooperativa Altamarea che fa parte del Consorzio Astir di Prato e che a Portoferraio gestisce vari centri per anziani malati di Alzheimer e pazienti con problemi psichiatrici. «Ho proposto all’Itcg Cerboni di poter lavorare con gli studenti – racconta la dottoressa Dini – la dirigente Battaglini ha accolto di buon grado la mia richiesta. Così il progetto è partito».

Da allora i ragazzi sospesi passano i giorni di pausa forzata dalle lezioni nei centri di Altamarea.

Prima, però, sostengono un colloquio con la pedagogista per parlare di loro stessi e per essere informati su chi incontreranno e di quello che andranno a fare. Se tutto va bene, allora parte il servizio.

Arrivano la mattina e danno una mano, piegano le lenzuola, servono la colazione e assistono i ricoverati del centro per anziani. Alle 10 partecipano alle attività di socializzazione. Parlano con gli ospiti del centro, giocano a carte e a tutte le attività previste.

Finito il percorso, tornano a scuola e, da un anno a questa parte, invece di rientrare in classe come se nulla fosse, vengono accompagnati da Silvia Dini in cattedra per la “restituzione”, cioè per parlare ai compagni della loro esperienza e renderli partecipi del percorso svolto durante i giorni di sospensione. «I ragazzi tornano cambiati. – spiega Silvia Dini – Evidentemente beneficiano del contatto umano che in particolare gli anziani sanno dare. L’efficacia del progetto è dimostrata dal fatto che alcuni hanno chiesto di poter tornare a trovarci».

Insomma, il sistema funziona.

Una prova? Gli studenti che hanno passato alcuni giorni nei centri di Altamarea non hanno più ricevuto note o rapporti in classe.

L’entusiasmo emerge anche nei racconti di alcuni di loro.

«Non ho più la nonna – racconta Giovanni, uno degli alunni sospesi – ma al centro giocando a carte con una signora è come se l’avessi di nuovo con me». Simona, invece, si è commossa dopo che «alcune signore del centro che partecipano a un gruppo di preghiera – racconta – hanno pregato perché diventassi più brava».

«Dopo questa esperienza il modello negativo diventa ampiamente positivo come hanno dimostrato le nostre verifiche. Quello che sperimentano i ragazzi è un momento educativo importante», conferma la dirigente del Cerboni, Grazia Battaglini.

Non a caso il progetto è balzato all’attenzione delle cronache nazionali.

La dirigente scolastica è stata ospite della trasmissione di Rai Tre “Le parole della settimana”, condotta da Massimo Gramellini. Pochi minuti di ribalta nazionale per raccontare la scuola e l’isola dove anche le punizioni si trasformano in opportunità.


http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2018/10/14/news/picchia-il-compagno-sospeso-e-spedito-ad-assistere-anziani-malati-di-alzheimer-1.17351901

http://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/conegliano_classe_sospensione_cerletti_bulli_ospizio-973576.html

https://www.dionidream.com/scuola-punizione-meditazione-risultati-incredibili/

http://www.lascuoladeisaperisemplici.org/tag/baltimora/

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*Il suono ha una forma, ogni suono ha una forma , lo prova la Cimatica

La cimatica è lo studio del suono visibile le cui basi furono poste da Ernst Chladni, musicista e fisico tedesco ( 1756 – 1857).

La parola cimatica, dal greco Kyma -grande onda- è stata coniata da Hans Jenny, (1904-1972) un medico svizzero e studioso di scienze naturali, per descrivere il suono visibile.

Una delle scoperte più affascinanti che fece Jenny fu che quando venivano pronunciate le vocali in ebraico e sanscrito attraverso il fonoscopio, strumento a fiato da lui inventato, venivano riprodotti i modelli reali delle stesse vocali.

Questo però non si verificava pronunciando le lingue moderne.

Tutto ciò portò a pensare che ci potesse essere qualcosa di vero nel concetto di “lingua Sacra”.

Una vera e propria ragione fisica per cui la recitazione di mantra e testi sacri potessero avere proprietà curative vere e proprie.

 

 

Il Cymascope è un nuovo tipo di strumento scientifico, che rende il suono visibile.


E’ stato creato da John Stuart Reid, ingegnere acustico, e dal progettista americano Erik Larson  ispirandosi al lavoro di Ernst Chladni..

Viene utilizzato per lo studio visivo di suoni umani, animali, suoni dello Spazio e strumenti musicali.

Un Cymascope può anche essere usato in logopedia e per applicazioni di intrattenimento come fare musica visibile.

Grazie a questo strumento è stato possibile vedere per esempio che forma hanno le frequenze delle onde cerebrali, le vocali delle lingue moderne e le note del pianoforte.

 

Frequenze cerebrali viste con il Cymascope
Note del pianoforte viste con il Cymascope

Vocali viste con il Cymascope

In precedenza era stato ipotizzato che ciascuna delle cinque vocali avesse una forma base uguale per ogni persona.

Tuttavia con l’utilizzo del Cymascope, si è scoperto che la forma varia da persona a persona.

In sostanza è il tono della voce di una persona a determinare la geometria di base di ogni vocale.


Le forme geometriche che derivano dalla voce umana sono come dei bellissimi mandala .


È possibile avere il mandala della propria voce acquistabile sul sito ufficiale cymascope.com. 

Si deve registrare la propria voce con il registratore vocale online del sito che verrà poi “fatta ascoltare” allo Cymascope che la visualizzerà.
È possibile anche avere l’immagine di qualsiasi altro suono che ha un significato speciale per voi come per esempio le fusa di un gatto o la risata di un bimbo. 

L’immagine creata verrà poi inviata per posta normale o via mail a seconda della richiesta.

Ora è anche disponibile un’App che permette, tra le altre cose, di suonare uno strumento musicale dal vivo e vederne le immagini in tempo reale. Si possono anche vedere le differenze d’immagine tra la musica a 432 Hz. e quella a 440 Hz.

La tua voce è una rappresentazione olografica di tutto ciò che sei che riflette ilDNA personale “.

Le onde sonore in realtà non esistono.

Il modello “onda” è solo un concetto matematico  ma non è così che il suono viaggia in realtà.

Se i nostri occhi potessero vedere i suoni non vedremmo quindi delle onde, come comunemente si crede, ma delle bellissime bolle olografiche con scintillanti disegni caleidoscopici sulla loro superficie .

Il Cymascope permette di vedere questo regno di bellezza precedentemente nascosto.

Nella foto sotto, la sfera, in rapida espansione, viene catturata in un momento congelato.

L’interno rivela una struttura bella e complessa che rappresenta la ricca natura armonica della musica del violino.

” Gli atomi e le molecole presenti nell’aria, vengono eccitati dalle corde vocali della tua laringe, creando una piccola perla di energia acustica che si espande rapidamente dalla bocca e corre via a circa 1126 Km. all’ora.

Quando si parla si crea luce infrarossa. 

La luce infrarossa porta con sé le modulazioni della tua voce alla incredibile velocità di 300.000 Km. all’ora.

A differenza del suono di una voce che diventa impercettibile dopo circa un chilometro, la luce infrarossa creata dalla tua voce si precipita nello Spazio dove viaggia per l’eternità, portando le tue parole o canzoni alle stelle”.


https://riccamente.blogspot.com/2012/02/cimatica-la-meravigliosa-forma-delle.html?fbclid=IwAR02XDvI78UGIjjMB5ltREpn2p5Xa1XoT1vgOaSqDLsUuB2yB22EhgkZ5XU