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Festa della mamma…

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Mi piacciono le celebrazioni che richiamano l’attenzione… tutti i giorni!

Mamma è una parola impegnativa che ha infinite sfumature e basta pronunciarla per suscitare grandi emozioni nel sentire universale.

Quando ero piccola coccolavo molto la mia cagnolina che pensavo che le mancava la mamma…E le mormoravo dolci parole e lei si raggomitolava soffice vicina vicina.

Pensavo chissà come chiamano la mamma i cagnolini e anche gli altri animali , che tutti hanno una mamma. Che coccola e insegna.

Oggi voglio rivolgere amore e riconoscenza non solo a tutte le mamme ma a tutte le donne negli infiniti ruoli che svolgono in ogni parte del mondo.

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La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia come negli Stati Uniti si festeggia la seconda domenica di maggio.

Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell’anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell’estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente.

Nell’antica Grecia gli Elleni dedicavano alla madre un giorno dell’anno: la festa coincideva con le celebrazioni in onore della dea Rea, la madre di tutti gli Dei.

Gli antichi romani, invece, festeggiavano una settimana intera la divinità Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri.

In Inghilterra le celebrazioni legate alla festa della mamma risalgono al XVII secolo.

Originariamente il “Mother’s Day” non era un’occasione per festeggiare la propria madre con fiori o regali, ma assumeva un significato completamente diverso coincidendo con la quarta domenica di Quaresima. In quell’occasione, tutti i bambini che vivevano lontano dalle loro famiglie potevano ritornare a casa per un giorno. A poco a poco si è diffusa la tradizione di riunirsi a metà del periodo di Quaresima per festeggiare la propria famiglia e soprattutto la mamma, considerata un elemento fondamentale della famiglia.

La tradizione del “Mothering Sunday” sopravvive ancora oggi in Inghilterra,

 

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Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l’istituzione del Mother’s Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra.

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Nello stesso anno negli Stati Uniti ci fu la proposta di Anna M. Jarvis. Anna era molto legata alla madre, un’insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton,nel West Virginia.

Dopo la morte della madre, Anna si impegnò inviando lettere a ministri e membri del congresso affinché venisse celebrata una festa nazionale dedicata a tutte le mamme. Questa festa doveva rappresentare un segno d’affetto di tutti nei confronti della propria madre mentre questa era ancora viva.
Grazie alla sua tenacia e determinazione, la prima festa della mamma fu celebrata a Grafton e l’anno dopo a Filadelfia: era il 10 maggio 1908.
Anna Jarvis scelse come simbolo di questa festa il garofano, fiore preferito dalla madre: rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse.

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Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson e sua moglie Ellen Louise con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio.

La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata.

In Italia è stata introdotta per la prima volta negli anni cinquanta da Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera (la cui idea maturò insieme a Giacomo Pallanca, presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia), su iniziativa del quale venne celebrata a Bordighera la seconda domenica di maggio del 1956 (al Teatro Zeni e successivamente al Palazzo del Parco).

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In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio , in Argentina la seconda di ottobre ; in Francia la festa della mamma cade l’ultima domenica di maggio ed è celebrata come compleanno della famiglia.

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In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà occidentale: in Africa, ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa.

In generale i simboli di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa, che più di ogni altro fiore rappresenta l’amore e la bellezza e sa testimoniare l’affetto e la riconoscenza dei figli.

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Fonte: Wikipedia

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5 Maggio : oggi ridiamo! per costruire una visione di un migliore futuro!

Ma sì, ridi perchè ridere fa bene e ti mantiene carica l’energia per il futuro!
Perchè solo se guardi al futuro con ottimismo puoi ritrovare la fiducia, in te stess…guardati dentro e scopri quante risorse hai.
Ridigli in faccia a queste scimmie urlatrici dei media che ti confondono con le menzogne effimere e ti vogliono schiav del potere della rassegnazione.
Ridi e stai seren, insieme verso il tuo futuro, come farfalle che hanno abbandonato il bozzolo ormai inutile del bruco.

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L’albero della Rinascita e la Festa del Fuoco di Maggio!

(Micea Eliade,)

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25 aprile celebra la fine della seconda guerra mondiale per molte nazioni, e soprattutto per l’Italia, nel 1945,e la pace riconquistata a caro prezzo !

Leggi anche:

https://lauracarpi.com/2020/04/05/pace-e-una-parola/

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Quest’anno voglio augurare emozioni…

foto di Laurin

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Campane, conigli, agnelli, uova e fuochi: tutti insieme per Pasqua

Poichè si trovano in tutti i bar e supermercati vari subito dopo Natale… c’è tempo per comprarli tutti.  E ognuno ha i suoi preferiti .

Da piccola adoravo le pecorelle di zucchero e la nonna , che le nonne viziano sempre, me ne comprava in quella pasticceria che erano artigianali e quando arrivava Pasqua ne avevo una collezione. E le potevo sgranocchiare fino all’estate…un po’ mi facevano pena ma lo zucchero era troppo buono. Non troppo dolce e il profumo saliva un po’ su nel naso e strizzavo gli occhi

Anche ora che sono grande metto sulla tavola pasquale come segnaposto le pecorelle …per regalare dolcezza e amore ai miei commensali.

Pasqua è una festa di primavera celebrata in tutto il mondo e in ogni cultura.

E in tutto il mondo ci si affretta ad acquistare dolci a forma di colomba con o senza canditi, campane di cioccolato, agnelli di zucchero, leprotti di marzapane, e uova di tutte le dimensioni dolci o salate, purchè siano con sorpresa….
Perchè tutti i dolci prendono queste forme a Pasqua e non si mangiano i panettoni avanzati a Natale?
La “ tradizione” non è a caso…
PASQUA
La parola “Pasqua” deriva dalla Pasqua ebraica chiamata “Pesach”.
Mentre per gli ebrei questa festività aveva ed ha il significato di “liberazione”, per i cristiani rappresenta la resurrezione e cioè il passaggio dalla morte ad una nuova vita.
Il termine Pesach significa “passare oltre” e fa riferimento al racconto della Decima Piaga, secondo il quale l’Angelo Sterminatore al suo passaggio in Egitto avrebbe fatto morire tutti i primogeniti, fra cui il figlio del faraone.  L’Angelo della morte dunque “passò oltre” le porte dei figli di Israele segnate di sangue di agnello e da qui il nome Pesach per la Pasqua ebraica. La Pasqua ebraica festeggia la liberazione del popolo ebreo, grazie a Mosè, dalla schiavitù in Egitto.
La data di questa festa non è fissa , ma viene celebrata sempre durante la prima domenica successiva al plenilunio dell’equinozio di primavera ( per cui sempre tra il 22 marzo e il 25 aprile).
Del resto anche la primavera è il simbolo di luce e rinascita del mondo dopo il buio e il freddo dell’inverno.
LE CAMPANE
sono un simbolo religioso ed hanno il compito di annunciare e accompagnare eventi importanti e celebrazioni. Sono identificate con il suono della vibrazione primordiale e rappresentano l’unione fra cielo e terra.
Il termine in lingua italiana, Campana, è in realtà un termine latino, che significava “vaso di bronzo”.
Nella religione cristiana ( ed anche in quella indiana) le campane sono considerate la “Voce di Dio”.
Sant’Antonio teneva alla larga i diavoli tentatori del deserto tenendo una campanella attaccata al suo bastone.
San Patrizio che non si separava mai dalla sua campana mentre era in Irlanda a predicare il Vangelo e dopo la sua morte fu seppellito con essa.Trecento anni dopo la campana suonò dalla sua tomba e salvò il paese che stava per essere devastato da un incendio.
Nel medioevo si credeva che avessero un’anima e venivano benedette e dedicate ad un santo. Ancora oggi su molte campane antiche è possibile leggere delle iscrizioni che avevano lo scopo di scongiurare le catastrofi e favorire i raccolti.
Altro significato delle campane è la fertilità (sempre legata alla stagione primaverile): campana e batacchio simboleggiano infatti, per via della loro forma, gli organi riproduttivi.
La prima testimonianza scritta di esistenza della campane nella storia, la troviamo nella Bibbia, dove Aronne, il fratello di Mosè che era sommo sacerdote indossava, durante i riti religiosi, un mantello ornato di sonagli d’oro che gli permettevano di stare alla presenza di Dio.
Già nel 1500 esistevano in Cina le campane, e per ottenere il suono venivano percosse con mazzuoli di legno.
IL CONIGLIO
La tradizione anglosassone del “Coniglio di Pasqua” (Easter Bunny) è un riferimento pagano alla divinità Eoster.
Eostre è una divinità germanica collegata a vari aspetti del rinnovarsi della vita, patrona della fertilità. La divinità si diffuse, con relativo culto e usanze festive, a tutta l’Europa.
È assimilabile a Estia, dea olimpica greca che in tutto l’impero romano venne venerata con il nome di Vesta e al cui culto fu dedicato l’ordine sacerdotale delle vergini Vestali.
Il nome Eostre è di dubbia etimologia, anche se una ipotesi lo fa risalire al termine aus (o aes), che significa Est.
A Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata con testa di lepre.
La lepre di Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell’anno-il ritorno della dea, uova “sacre” erano scambiate sotto l’albero “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.
Questo carattere sembrerebbe far ritornare l’idea di Eostre come dea della vegetazione le cui caratteristiche sono simili ad altre divinità come Tammuz o Adone che sono collegate anch’esse a questa festività.
L’animale, poi, non è casuale, ma scelto non solo per le sue famose doti riproduttive ma anche e perché, secondo i Germani, le aree nere della luna rappresenterebbero proprio la lepre.
Una delle credenze era quella che, cibandosi dell’animale simbolo della divinità o meglio espressione stessa della divinità, non faceva altro che rendersi partecipe di quella scintilla di divino
in Germania vi è l’usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, chiamata Ostern, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal “coniglio pasquale” e in Inghilterra si fan rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio non sia completamente rotto.
I nativi americani Algonquin adoravano la Grande Lepre che si diceva avesse creato la Terra.
Nell’antica Europa i Norvegesi rappresentavano le Divinità lunari accompagnate da una processione di lepri che portano lanterne.
Anche la Dea aveva come inservienti delle lepri e la stessa Dea Eostre era raffigurata con una testa di lepre
La prima lunazione dell’anno astrologico è la Luna della Lepre e ci ricorda che stiamo entrando nel periodo irradiato dall’energia di questo animale.
Molti popoli a nord e a sud dell’equatore vedono nella Luna una lepre.
La lepre che dorme di giorno e saltella la notte, è un animale gentile e timido, ma pieno di vivacità e molto fertile, collegato alla luna, alla fertilità e quindi alla femminilità e alla Grande Dea.
Sembra che i Celti allevassero le lepri e che vi fosse un tabù che impediva loro di nutrirsi delle sue carni. Tuttavia esso veniva abolito per i festeggiamenti di Beltane, il 1 maggio, in cui era permessa la caccia alla lepre.
La lepre era un animale sacro della Dea britannica Andraste e i movimenti dell’animale venivano interpretati per divinare. La regina degli Iceni Boudicca, devota ad Andraste, aveva sul suo stendardo l’effigie di una lepre.
L’UOVO
Un’altro nome ancora della lunazione di primavera è Luna dell’Uovo, in parte perché molti uccelli si dedicano ora alla cova, ma anche perché l’uovo è espressione di potenzialità, il perfetto simbolo delle energie del momento.
L’Uovo si è schiuso ed è iniziata l’Era del Serpente
L’uovo di Oestara si è schiuso e il “serpente”, simbolo della Grande Dea, è uscito dal guscio e si manifesta nella vita che divampa nella natura dopo il lungo inverno.
 L’uovo è il simbolo della vita e della rigenerazione ed è presente in molte culture antiche.
L’uso di regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua è festa della primavera, dunque anche della fecondità e del rifiorire della natura.
Pare che i primi ad usare l’uovo come buon augurio siano stati i Persiani che festeggiavano l’arrivo della primavera con lo scambio di uova di gallina.
In Occidente questa usanza risale al 1176, quando il capo dell’Abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, appena rientrato a Parigi dalla II crociata, prodotti delle sue terre, incluse uova in gran quantità.
Una volta la Domenica di Resurrezione si chiamava «Pasqua d’uovo»: in molte cattedrali, al giovedì santo, si deponeva un uovo di struzzo nel sepolcro rituale insieme con l’Eucarestia e lo si ritirava il giorno di Pasqua cantando: «Surrexit Dominus vere: alleluia!».
In ogni tradizione l’uovo è simbolo di nascita e di rinascita.
«Omne vivum ex ovo», dice un proverbio.
Mangiare uova significava quindi augurarsi un buon anno nuovo. Nella cristianità ortodossa, al contrario dell’Occidente, il significato sacrale connesso al dono dell’uovo non è mai tramontato.
In Russia si chiama pysanky, dal verbo “pysaty“, “scrivere”, perché sul guscio autentico oppure di legno si tracciano simboli la sera del sabato: la decorazione avviene in silenzio, a tratti interrotta dalle preghiere e dagli antichi canti. La mattina di Pasqua ogni famiglia porta in chiesa per la benedizione il suo cestino di uova dipinte, coperto da una salvietta rituale.
Narra una leggenda ucraina che il demonio è legato da una catena formata da tanti anelli quante sono le uova che vengono decorate nell’arco di dodici mesi.
L’AGNELLO 
Sin dall’antichità era un importante simbolo sacro, soprattutto per quei       popoli di pastori, come Israele, che vivevano grazie al sostentamento che gli procurava il loro gregge e ragion per cui vedevano questo animale come un bene prezioso .
 Nella Bibbia l’agnello è entrato nella simbologia in rapporto con Dio per la sua  sottomissione e dipendenza dal suo pastore, della totale obbedienza alla Parola del Signore e al suo volere,  e spesso veniva usato come animale sacrificale.
Si ricorda infatti che proprio nella notte in cui Dio salvò il suo popolo dalla schiavitù, l’angelo sterminatore passò nelle case degli egiziani uccidendo i primogeniti e passò oltre le case degli ebrei che avevano segnato gli stipiti delle porte con il sangue dell’agnello sacrificato.
L’agnello pasquale viene mangiato come pranzo tradizionale della Pasqua ebraica, tradizione poi ripresa dalla religione cristiana,visto che i primi Cristiani erano in gran parte Ebrei convertiti è probabile che abbiano cominciato ad associare l’agnello sacrificale al sacrificio del Cristo “Agnello di Dio“.
Nelle costellazioni delle varie ere precessionali si riscontrano i simboli delle religioni di quelle epoche e il Cristianesimo conclude l’Era dell’Ariete, l’Agnello, e incomincia lEra dei Pesci.
Nei vangeli ci sono numerosi riferimenti sia all’essere Buoni Pastori di anime, pecore, fedeli, che Pescatori di anime, pesci. In effetti il simbolo primitivo del Cristianesimo non era la croce ma la Vescica Piscis.
LA COLOMBA
E’ da sempre un simbolo di pace.
La colomba si ricollega all’episodio della Genesi in cui si parla del diluvio universale. Infatti fu proprio la colomba alla fine del diluvio a tornare da Noè portando un ramoscello di ulivo nel becco a testimoniare la riconciliazione tra Dio e il suo popolo e indicare una nuova epoca per tutta l’umanità.
Ecco perchè la colomba che vola in un cielo azzurro con l’ulivo nel becco è in tutto il mondo simbolo di pace e gioia.
LA FESTA DEL FUOCO
La tradizione pasquale di accendere falò era legata ai rituali della rinascita primaverile.
Dai cosiddetti “ fuochi di gioia “ nasce l’usanza dei ceri pasquali.
In Germania i contadini fanno grandi roghi e spargono le ceneri nei campi per avere sicuri raccolti, mentre i tizzoni accesi servono nelle case a tenere lontano gli spiriti maligni. Questi rituali sono comuni a molti paesi d’Europa ed anche in molte zone italiane.
Durante le feste della Pasqua cristiana è abitudine bruciare fantocci di sterpaglie che vengono chiamati “ Giuda”. Nella tradizione più antica i rituali erano legati alle feste legate all’equinozio di primavera e alla rinascita del Sole dopo il buio invernale.
Un modo di imitare il cammino dell’astro e di portare in terra parte del suo calore è ancora oggi l’usanza di far ruzzolare  ruote infuocate giù per una collina o il correre nei campi con le fiaccole accese per imitare il percorso solare nel cielo.
In questa trad izione pagana si inserisce il cero pasquale, il fuoco sacro alla religione Cristiana . Così ecco che nelle chiese si spengono le luci, proprio a rappresentare il dominio assoluto del buio, visto come male, poi trionfa la luce, simboleggiata dal cero dal quale si accendono le varie candele, che si portano a casa come i pagani portavano i loro tizzoni accesi.
Così si dice Pasqua nel mondo:
Germania – Ostern
Francia – Pâques
Svezia – Påsk
Finlandia – Pääsiäinen
Olanda – Pasen o Pasen Zontag
Russia – Paskha
Grecia – Paskha
Inghilterra – Easter
Romania – Paste
             Sono solo spunti e ….
Buona Pasqua
fonti:
http://www.ilcalderonemagico.it
http://www.ilcerchiodellaluna.it
http://www.arimini.it
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Equinozio di Primavera 2025 : Fai nascere un fiore nel tuo giardino!

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Gertrude di Nivelles protettrice di pellegrini, viaggiatori, giardinieri e dei ….gatti!

Tanti anni fa avevo un gatto che si chiamava Ciccio. Un gattone nero irrequieto che saltava da un balcone all’altro con grande agilità. Ma in una soleggiata mattinata per seguire una cornacchia che l’aveva ammaliato con il suo gracchiare ha calcolato male la distanza e … giù dal terzo piano… ! Che ansia ! Che corsa per le scale !Vivo e vegeto e anche stupito sgranando i suoi magnetici occhioni verdi nel giardino condominiale è stato riportato a casa. “ Santa Gertrude !!!” esclama subito mia nonna!“ Ma… chi?” “E’ stata lei la protettrice dei gatti !”Ecco perchè la conosco!

Se il 17 febbraio è stata la Festa nazionale del Gatto, il 17 marzo, per gli amici gattofili si celebra un’altra ricorrenza importante: Santa Gertrude, santa protettrice di pellegrini, viaggiatori, giardinieri e dei meravigliosi gatti.

Ma chi era questa Gertrude e come mai in molte immagini sacre viene ritratta con un micione in braccio? 

Gertrude di Nivelles, questo il suo nome completo, è vissuta nel 600 d.C. nel regno dei Franchi.

Figlia di Pipino di Landen signore di Brabante e discendente di Carlo Magno.

Alla morte del padre, si fa monaca con la madre Itta e la sorella Begga.

La madre Itta fonda il monastero “doppio” (composto da uomini e donne) di Nivelles, del quale Gertrude diventa badessa (succedendo alla madre) a soli vent’anni respingendo la proposta di matrimonio di re Dagoberto II.

In questa epoca ignorantissima e superstiziosa si dedica esclusivamente allo studio e all’insegnamento della fede e alla cultura, che riceve notevole impulso proprio grazie a lei. Gertrude chiama dall’Irlanda monaci dotti nelle Scritture e manda gente a Roma per rifornire la comunità di libri liturgici. 

Per sradicare l’ignoranza e la superstizione dalla sua comunità.

Questa figura così nuova di donna si trova presto circondata dall’aureola di santa, le si attribuiscono apparizioni e rivelazioni. E prodigi, come quello dei topi

A Gertrude viene attribuito il merito di essere riuscita a riappacificare i signori locali, liberando i contadini da anni di guerre, fame e carestie. La tradizione vuole che la pace tra  questi signori venisse festeggiata con fiumi di buon vino delle terre della Mosella al quale la gente assegna il nome fantasioso di “filtro di Santa Gertrude”.  

A questo filtro viene attribuito però anche il merito di riuscire a liberare le campagne del posto dalle infestazioni dei topi.

Da allora la Geltrude diventa la protettrice dei gatti, anche se non  si sa se si facesse aiutare in questa operazione dai preziosi felini.

Gertrude muore a soli 33 anni e viene immediatamente venerata.

Il suo culto si diffonde soprattutto nei Paesi Bassi e in InghilterraIl suo corpo viene deposto in una piccola cappella a Nivelles che poi diviene chiesa e cattedrale e viene abbattuta e ricostruita nel corso degli anni. I suoi resti vengono posti in un prezioso reliquiario purtroppo andato distrutto a seguito dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Nell’iconografia viene quasi sempre rappresentata nei suoi abiti monastici con in mano il pastorale e in compagnia di topi e gatti.

http://www.maulin.it/miagolii/santa-gertrude-protettrice-dei-gatti-1730

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Che buona notizia! Sei appassionato della lettura? Puoi diventare diventare professionista!

Tempo fa su FB girava una intervista ad una signora in metro che leggeva un libro e cosa più “sorprendente” anche il figlio accanto a lei! La domanda era :” Come mai suo figlio legge in metro come lei?” “ Lui ha sempre visto me leggere ! In casa, al parco, in gita al picnic…noi abbiamo sempre un libro in tasca!”

L’esempio è il miglior strumento per insegnare!E far venire la passione per leggere!Qualsiasi passione,del resto!

Leggere resta una delle più alte conquiste dell’umanità e solo quando la cultura è a portata di tutti si possono superare le disuguaglianze ed i conflitti razziali e religiosi.

Ed ecco perché è importante la proposta dell’associazione culturale Hamelin di formare una nuova categoria di professionisti, i cosiddetti “educatori alla lettura”, che con il progetto ‘Leggere per leggere Bologna’ apprenderanno gli strumenti più adeguati per introdurre i bambini al gusto e al piacere dei libri, ma anche per operare nell’ambito del volontariato all’interno di associazioni, biblioteche e poli culturali..

A Bologna sono ben 106 i ragazzi, tra i 22 e i 35 anni, che si sono candidati per diventare “educatori alla lettura”. Un ruolo che non vuole restare solo un’etichetta ma ha l’ambizioso obiettivo di diventare una professione a tutti gli effetti.

Di questi, sono 15 i giovani selezionati dall’associazione Hamelin di Bologna, che cura ‘Leggere per leggere Bologna’, il percorso di formazione presentato nell’ambito del progetto Pon Città Metropolitane 2014-2020 e del Patto per la lettura di Bologna.

Proprio grazie a questi due progetti, Hamelin ha a disposizione 300.000 euro per realizzare l’obiettivo di inserire i giovani ragazzi in contesti lavorativi, trasformando la passione per la lettura in un lavoro a tutti gli effetti.

Oltre che ad un programma didattico dunque, ‘Leggere per leggere Bologna’ “sarà un opportunità anche professionale molto importante che conferma come a Bologna la cultura offre anche una chance occupazionale importante“.

Come spiega Emilio Varrà di Hamelin, il percorso di formazione è iniziato da un mese e per ora le lezioni sono teoriche: “E’ fondamentale dichiarare la figura professionale dell’educatore alla lettura perchè è molto importante questo ruolo, troppe volte lasciato all’improvvisazione.E’ vero che “tutte le pratiche che possono diffondere la lettura sono valide in quanto tali, ma come tutti i mestieri anche questa va distinta e su questo insistiamo affermando la necessità di abituarci a considerare la diffusione della lettura come un vero e proprio lavoro”.

E se ci allarghiamo sul mondo queste iniziative sono già in atto da anni.

In Europa Il report del 2011 di Eurydice fornisce le linee guida sull’insegnamento della lettura nei sistemi educativi europei (Teaching Reading in Europe. Contexts, Policies and Practices, EACEA).

Da questo studio emerge che in Europa c’è realmente una forte attenzione al tema dei lettori e che è necessaria una figura specifica capace di affiancare l’insegnamento tradizionale e far nascere la passione per la lettura. Ovviamente supportato da materiale didattico differenziato e dalla riorganizzazione del ritmo di lavoro in classe.

Anche negli USA sono stati introdotte queste figure qualificate non solo nelle scuole ma anche in attività sociali parallele e organizzati corsi a vari livelli per qualificare questi “specialisti di lettura.”.

E tu scopri che il mondo è pieno di cose meravigliose e per conoscerle tutte,visto che la vita non ti basterà a percorrere tutta la terra, non rimane che leggere tutti i libri.” Umberto Eco

“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati e poeti, ma perchè nessuno sia più schiavo” Gianni Rodari

Fonti

https://hamelin.net/lxl-leggere-per-leggere-bologna/

ps://www.literacyitalia.it/corsi/lo-specialista-di-lettura/

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14 febbraio: Love is in the air




Il 14 febbraio è la festa dell’amore…ma se è l’amore che muove il Sole e le altre stelle… è sempre festa dentro di me …sento amore quando mi scalda il cuore per le persone care… quando mi commuovo per un tramonto rosato… quando il mio cagnolino mi lecca furiosamente… quando la mia orchidea sboccia fuori stagione… e soprattutto quando è l’entusiasmo del cuore che guida le mie scelte..

La Festa dell’Amore è da sempre …

Gli antichi Romani. Il 15 febbraio, infatti, erano soliti rendere omaggio agli dèi e invocarli per chiedere protezione per il raccolto e il bestiame, oltre a maggiore prosperità e fertilità: per questo, alla sera precedente, cioè l’attuale giorno di San Valentino, donne e uomini mettevano in un’urna i loro nomi che venivano estratti a caso da un bambino formando le coppie che avrebbero poi partecipato alla festa con balli e canti e vissuto insieme in intimità per un anno intero.

Fu solo quasi cinquecento anni dopo che, nel 496, Papa Gelasio annullò questi riti pagani sostituendoli con la giornata dedicata a San Valentino martire.

Come viene festeggiato nel mondo?

In Inghilterra c’era una tradizione secondo cui nel XVIII secolo, alla vigilia di San Valentino, le  donne erano solite fissare con uno spillo cinque foglie di alloro spruzzate con acqua di rose sul cuscino, di cui una posta al centro e le altre agli angoli. Prima di andare a dormire, le donne recitavano la questa preghiera: “Buon Valentino, sii generoso con me e concedimi di vedere in sogno il mio vero amore”, sperando che l’incantesimo avrebbe indotto l’apparizione in sogno del futuro marito.

In Danimarca la festa di San Valentino è festeggiata da pochi decenni: la pratica comune dei danesi per dimostrare il proprio amore è quella di far recapitare alla persona amata una lettera, chiamata “valentinsbrev” (ovvero “lettera di Valentino”) nella quale si dà voce ai propri sentimenti. Pare che questa tradizione sia riconducibile alla leggenda secondo la quale San Valentino, nel corso della sua detenzione, si sarebbe innamorato della figlia del suo carceriere alla quale avrebbe inviato, appena prima della sua esecuzione, il 14 febbraio del 347 dC, un ultimo biglietto d’amore firmato “il tuo Valentino”.

Finlandia ed Estonia: per loro è  il “giorno degli amici”, che si festeggia in compagnia di amici anziché di fidanzati e di cene romantiche;

Spagna: qui l’amore è molto passionale perciò hanno l’abitudine di festeggiare questa giornata trascorrendo la serata con una cena a lume di candela e poi passeggiare. Chi decide di passare un week end fuori spesso sceglie Siviglia: patria del fandango;

In America del Sud sono diversi i festeggiamenti: in Brasile, il “Dia dos Namorados” (“la Giornata degli Innamorati”) si celebra il 12 giugno, vigilia della giornata dedicata a Sant’Antonio, il patrono del matrimonio.

Mentre in Argentina oltre a San Valentino si festeggia anche la prima settimana di luglio, “la Semana de la Dulzura” (“la Settimana della Dolcezza”), un periodo in cui i baci sono “donati” in cambio di dolcetti e pensieri e quindi nota anche con il nome di “la Semana de la Golosina”, che significa “Settimana dei Dolci”. 

Giappone: qui la festa è relativa al festival del cioccolato. Il cioccolatino Giri Choco, è il cioccolato più venduto nei giorni della festa perché le ragazze ne comprano a quintali per donarlo agli uomini che conoscono. Solo un uomo riceverà il Honmei Choco, a cui sarà allegato un regalo realizzato a mano da ogni ragazza interessata a lui. Un mese dopo, il ragazzo, dovrà donare un regalo solo alla ragazza di cui è innamorato ( White Day come succede in Corea).

India: celebrare la festa di San Valentino in India, alcune volte, crea qualche problema perché i tradizionalisti vedono questa festa come un’intrusione nelle tradizioni indiane da parte dell’Occidente. Ma per poterla festeggiare è stata inserita in una leggenda induista in cui il dio dell’amore Kamadeva, quel giorno, impugna un arco di fiori e colpisce uomini e donne per farli innamorare tra loro;

Stati Uniti: i festeggiamenti coinvolgono tutta la famiglia, perché San Valentino, è la festa di “chi si vuole bene” e non solo di chi è in coppia. Anche i bambini sono molto coinvolti in questa festa perché preparano bigliettini e dolcetti che scambiano con genitori, maestre e compagni di classe: gesto condiviso e ben accetto anche dagli adulti che hanno preso esempio dall’ingenuità dei più piccoli;

In Thailandia, nella celebre località turistica di Pattaya, il giorno di San Valentino si tiene una gara di baci: lo scopo è battere il record per il bacio più lungo. Il record è attualmente detenuto da Nonthawat Charoenkaesornsin e Thanakorn Sitthiamthong, la coppia che nel 2012 si è baciata per ben 50 minuti 25 secondi e 01 decimi.

In Romania il giorno di San Valentino è chiamato Dragobete e cade con 10 giorni dopo,  il 24 febbraio. Nella mitologia rumena Dragobete è il figlio di Baba Dochia, che rappresenta l’impazienza degli uomini nell’attesa dell’arrivo della primavera.

Il simbolo dell’amore e del regalo d’eccellenza sono le rose: ogni colore ha un significato particolare ma, si sa che la rosa rossa è il colore dell’amore e della passione. In realtà una leggenda narra che le rose nell’antichità erano tutte di colore bianco perché, la rosa, era il fiore sacro dedicato a Venere. Ma la dea, correndo verso uno dei suoi innamorati, mise un piede su un cespuglio di rose bianche pungendosi con le spine: così le rose si colorarono del sangue della dea…da qui la creazione della rosa rossa. Invece, secondo un’altra versione, le rose diventarono rosse a causa della vergogna di aver fatto soffrire Venere.

San Valentino: qual è il suo significato e come viene festeggiato nel mondo (zon.it)

Come si festeggia San Valentino nel mondo – MondoVagando (mondovagandosenzameta.it)