Categoria: pensare positivo
* I numeri di Marzo: Lascia andare la paura e affronta le tenebre per risorgere in una nuova alba.
* La buona notizia del venerdì: Murales che mangiano lo smog e purificano l’aria? Siiii…ci pensa la Street Art
murales mangiano lo smog e purificano l’aria, come un grande ‘bosco invisibile’
Tra Padova e Abano Terme 16 artisti, italiani e francesi, hanno abbellito 2000 mq di superficie con le loro opere di street art. Cosa c’è di straordinario? I 20 murales sono in grado di depurare l’aria, “mangiando” lo smog!
Super Walls è un’iniziativa molto interessante in grado di conciliare insieme arte e sostenibilità. La biennale di Street Art ha presentato quest’anno 20 opere outdoor (realizzate su superfici pubbliche e private) che sono riuscite non solo a rendere più belli e colorati gli ambienti ma anche a purificare l’aria al pari di un grande “bosco invisibile”.
Come è possibile?
Gli artisti si sono serviti per i loro dipinti di Airlite, tecnologia innovativa e tutta italiana che permette, grazie al tipo di vernice utilizzata e alla luce, di depurare l’aria dall’88,8% degli agenti inquinati, tra cui ossidi di azoto e benzene.
Un’invenzione che è stata citata anche dalle Nazioni Unite tra le prime quattro più rilevanti per fronteggiare l’inquinamento dell’aria.
Come ha dichiarato Antonio Cianci, amministratore delegato di Airlite:
“Attraverso il nostro progetto Air is Art, con il quale intendiamo diffondere e valorizzare la cultura del rispetto dell’aria attraverso l’arte, abbiamo realizzato in giro per il mondo diverse singole opere dal forte valore simbolico. Le venti opere di Super Walls rappresentano un passo in avanti, dal momento che sono concentrate in un’area urbana circoscritta e che avranno di conseguenza un impatto più tangibile sulla qualità dell’aria.”
Non è la prima volta che viene utilizzata questa tecnica mangia inquinamento. Vi avevamo già parlato di un’opera dello stesso tipo realizzata a Roma, l’hunting pollution di Iena Cruz.
A Super Walls 2019 hanno partecipato alcuni degli artisti italiani più noti a livello internazionale nel campo della street art, tra cui: Axe, Alessio-b, Gabriele Bonato, Boogie.EAD, Joys, Made514, Orion, Peeta, Psiko, Roulè, Tony Gallo e Yama. Accanto a loro è intervenuta la crew de “La Crémerie” di Rennes con Gloar, Fortunes, Mya e Hayku.
Ecco altre delle loro opere…
Anche a Roma!
https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/hunting-pollution-murales-sostenbile-roma/
https://www.lifegate.it/persone/news/hunting-pollution-iena-cruz-murales
Anche a Milano!
* Marzo ci dà i numeri! Numero otto nuovo inizio,numero nove amore incondizionato, numero dieci movimento e divenire…
* Mi chiamano 2020 CD3 e sono una mini luna…non so se resterò …intanto io scintillo!
Lo scorso 15 febbraio i telescopi del progetto Catalina Sky Survey hanno intercettato una rarissima mini luna attorno alla Terra.
Chiamata 2020 CD3, si tratta di un oggetto dalle dimensioni di un’auto che orbita in compagnia del pianeta da circa 3 anni. La convivenza durerà molto poco, dato che sarà proiettata nello spazio entro aprile. Fino ad oggi era stata confermata la scoperta soltanto di un’altra mini luna.
La Terra ha una nuova compagna, una rarissima e spettacolare mini luna che gli scienziati hanno deciso di chiamare 2020 CD3. Si tratta di un piccolo asteroide dalle dimensioni di un’auto (è lungo al massimo 3,5 metri) che orbita attorno al nostro pianeta da circa tre anni, e che soltanto adesso, grazie a una buona dose di fortuna, è stato intercettato dagli astronomi.
A scoprire la mini luna sono stati i ricercatori del Catalina Sky Survey (CSS), un progetto di ricerca guidato dall’Università dell’Arizona e dal prestigioso Lunar and Planetary Laboratory. L’obiettivo è andare a “caccia” di piccoli oggetti celesti – come comete e asteroidi – che possono intersecare l’orbita del nostro pianeta. Il CSS si avvale di tre telescopi: uno di 1,5 metri sul Monte Lemmon; uno di circa 70 centimetri sul Monte Bigelow e uno di 50 centimetri in Australia.
La mini luna è stata osservata la prima volta nella notte di sabato 15 febbraio, quando gli astronomi Kacper Wierzchos e Teddy Pruyne si sono accorti di un oggetto con orbita peculiare di magnitudine 20.
Le mini lune della Terra sono oggetti estremamente rari ed effimeri; basti pensare che fino ad oggi soltanto una è stata confermata dagli scienziati, 2006 RH 120, che ha orbitato attorno al nostro pianeta tra il 2006 e il 2007.
Le mini lune, infatti, hanno un destino “segnato”. Sono oggetti che occasionalmente vengono catturati dalla gravità terrestre, e che per questo restano in compagnia della Terra per un certo periodo di tempo, prima di essere proiettati verso lo spazio profondo a tutta velocità, o magari finire di “incenerirsi” contro l’atmosfera del pianeta. Quando accade danno vita a spettacolari bolidi esplosivi (il principio è analogo a quello delle meteore, con la differenza che vengono coinvolti oggetti più grandi).
Attorno alla Terra è pieno di piccoli asteroidi, ma sono difficilissimi da intercettare proprio a causa delle loro dimensioni contenute. Soltanto una piccola parte di essi, in base a traiettoria e velocità, è destinato a trasformarsi in un mini lune della Terra. E una porzione ancora più piccola può essere scoperta, anche a causa della bassissima luminosità (legata alla luce riflessa dal Sole). Una simulazione condotta nel 2012 ha determinato che su 10 milioni di asteroidi attorno alla Terra soltanto 18mila possono diventare mini lune.
La nuova compagna della Terra come indicato orbita attorno al nostro pianeta da circa 3 anni. Ciò la rende una mini luna anomala, dato che si stimava che questi oggetti avessero una “sopravvivenza” inferiore. Purtroppo l’abbiamo intercettata troppo tardi e non ci sarà tempo per studiarla a dovere. In base ai calcoli, infatti, la mini luna verrà scagliata nello spazio ad aprile di quest’anno. C’è troppo poco tempo anche per mettere su carta una possibile missione di “esplorazione” e/o cattura. Le mini lune sono asteroidi che fanno molto gola alle agenzie spaziali, che potrebbero progettare missioni di studio a costi significativamente inferiori rispetto a quelle nel cuore del Sistema solare. Inoltre si potrebbe pensare a “catturare” questi asteroidi per analizzarli e ottenere materiali preziosi. Al momento, però, si tratta solo di suggestioni, tenendo presente che con la tecnologia attuale le mini lune vengono scoperte molto raramente e per puro caso.
Oltre al video catturato dagli astronomi del Catalina Sky Survey, lo scorso 24 febbraio è stata scattata anche una prima foto a colori dall’Osservatorio Gemini sito alle Hawaii, grazie alla fotocamera equipaggiata sul telescopio Gemini North da 8 metri.
Le mini lune hanno un destino segnato ?
E se fosse un messaggio di luce nel nostro ” buio “?
Nel Cosmo tutto è Luce e niente è per caso!
Fonte
* Le scelte di buon senso

Scelte di buon senso sono frutto della Saggezza.
La Saggezza è frutto della Conoscenza.
La Conoscenza è frutto della Mente Superiore.
La Mente Superiore è frutto della Consapevolezza.
La Consapevolezza è frutto della Coscienza..
La Coscienza è frutto dello Spirito.
Lo Spirito è Coscienza, Consapevolezza, Mente Superiore, Conoscenza, Saggezza.
Quando l’ umanità sarà tutt’uno con il suo spirito farà scelte di buon senso.
Del resto, consapevoli o inconsapevoli, il viaggio continua.
Love Laurin
* La buona notizia del venerdì : A volte basta un paio di occhiali per vedere il mondo in modo positivo
La storia di Yash: vedere il mondo in modo positivo
Yash Gupta, 17enne di origine indiana residente a Irvine (California), è un ragazzo molto speciale: già da qualche anno ha fondato un’associazione che raccoglie occhiali da vista usati – che altrimenti finirebbero nella spazzatura – per donarli ai bambini di tutto che ne hanno bisogno, ma che non possono permetterseli.
Yash, che porta gli occhiali da vista da quando aveva 5 anni, sa molto bene cosa significa non vedere perfettamente e si ricorda ancora di quando era alle elementari ed aveva rotto gli occhiali da vista.
Yash ha dovuto aspettare una settimana per averne un paio nuovo e questa esperienza lo ha segnato profondamente. “ Non riuscivo a vedere niente”, ha raccontato, “In classe non vedevo nulla, così mi distraevo molto facilmente. E non riuscivo nemmeno a fare i compiti”. E’ stato in quel momento che si è reso conto di quanto fosse importante possedere un paio di occhiali da vista. Tutti i bambini che non possono permettersi un paio di occhiali, specialmente nei paesi a basso reddito, soffrono di uno svantaggio enorme, perché se non riescono a vedere bene, non possono beneficiare dell’istruzione che ricevono. “Per loro diventa impossibile riuscire ad esprimere al meglio le loro potenzialità. Io ho avuto questo problema per una settimana, ma questi bambini ce l’hanno da tuta la vita”.
Ecco perché 3 anni fa, quando avevo solo 14 anni, Yash ha avuto l’idea di recuperare gli occhiali da vista che la gente non utilizza più, per donarli a chi ne ha bisogno. Spesso i vecchi occhiali vengono dimenticati nei cassetti o gettati nella spazzatura, quando ci sono tanti bambini che non vedono bene, ma che non possono comperarli. “Io, a casa, ho trovato da 10 a 15 paia di occhiali solo aprendo i cassetti in modo del tutto casuale”, ha detto.
Resosi conto che quegli occhiali potevano fare la differenza nella vita di almeno 10 bambini, Yash con il supporto del padre, ha fondato una associazione che raccoglie gli occhiali da vista usati per darli ai bambini meno fortunati di lui. Come primo passo, ha contattato tutti gli optometristi di Irvine, che hanno accettato di esporre nei loro negozi un contenitore nel quale i loro clienti, dopo aver comprato un nuovo paio di occhiali, potevano donare quelli usati.
“Quel primo esperimento è stato davvero incoraggiante”, ha dichiarato Yash. “Alcuni (optometristi) avevano già molte paia di vecchi occhiali, che avevano accumulato nel tempo e dei quali non sapevano che fare” . la sua associazione no profit si chiama “Sight Lerning” e raccoglie occhiali usati presso gli optometristi californiani per darli ad organizzazioni internazionali.
Dal 2011 ad oggi Yash ha raccolto e regalato circa 9.500 paia di occhiali, per un valore di quasi 500.000 dollari, soprattutto ai bambini di Haiti, Honduras, India e Messico.
Aiutare gli altri è molto importante per Yash, la cui famiglia è emigrata dall’India verso gli Stati Uniti quando aveva solo 1 anno di età. “ E’ stata dura riuscire ad integrarci per questo sono molto solidale con tutte le persone che vivono momenti di difficoltà. In questo momento stiamo collaborando con organizzazioni che hanno attività internazionali. Ma in futuro, mi piacerebbe portare questo servizio anche in tutte le città degli Stati Uniti” ha spiegato Yash.
“Nel Mondo”, ha concluso, “ ci sono 300 milioni di persone che non possono permettersi un paio di occhiali da vista, ma ne hanno bisogno.
Gran parte di loro (circa un terzo, n.d.a.) sono studenti e credo che non sia giusto che non riescano ad avere un’istruzione adeguata solo per questo motivo.
E’ entusiasmante vedere l’espressione meravigliata dei bambini che indossano gli occhiali per la prima volta, vedere la gioia e felicità sui loro volti”
Fonte: buonenotizie.it
* Non c è un giorno uguale all’altro…di sicuro il Sole sorge ogni giorno per tutti !
Il giorno costituito dall’alternarsi del dì e dalla notte è una unità di misura del tempo convenzionale!
Oggi il giorno comincia a mezzanotte (ora indicata con “00:00”, inclusa) e termina con la mezzanotte successiva (24:00, esclusa). Questo uso è dovuto al diffondersi degli orologi meccanici ed era detto “alla francese”.
Anticamente, invece, il giorno cominciava all’alba o al tramonto.
Nell’antico Egitto, in Grecia e a Roma cominciava all’alba.
Giulio Cesare, invece, ci informa nel “De bello gallico” che per i Celti il giorno iniziava al tramonto. Analogamente per gli ebrei il giorno inizia non appena si riescono a vedere almeno tre stelle di seconda grandezza.
L’inizio del giorno al tramonto era comune nel medioevo in tutta Europa e talvolta era considerato un uso fiorentino.
Quando il giorno cominciò a essere calcolato alla francese, si cominciò a festeggiare la “vigilia” delle feste, in modo da conservare le precedenti consuetudini, nonostante l’alterazione del calendario.
Fin da quando l’uomo cominciò ad usare la meridiana, la durata del giorno venne suddivisa in quelle che noi ora chiamiamo ore. Quindi già Babilonesi ed Egizi usavano questo sistema, che però non era uguale a quello da noi oggi conosciuto.
La suddivisione del giornata in 24 ore risale all’antico Egitto (1800-1500 a. C.); le ore del giorno erano 10, scandite dall’ombra dello gnomone della meridiana dall’alba al tramonto. Ad esse si aggiunsero altre due ore rispettivamente per l’aurora e il crepuscolo, parti del giorno nelle quali la meridiana non dava indicazioni. Le ore notturne sono scandite dal passaggio nel cielo notturno dei Decani . Le notti estive in Egitto durano otto ore, durante le quali si succedono 12 Decani che scandiscono 12 ore. Nelle notti invernali se ne osservano un numero maggiore, ma solo i primi 12 venivano contati . Questo complesso meccanismo ha portato alla suddivisione del giorno in 24 ore.
Greci e Romani usarono le “ore temporali”: il giorno e la notte venivano ambedue suddivisi in dodici parti, cominciando rispettivamente dall’alba e dal tramonto. Così la prima ora del giorno corrispondeva all’alba, la sesta ora più o meno a mezzogiorno, la dodicesima al tramonto ed altrettanto, ma partendo dal tramonto, avveniva per la notte. Questa suddivisione basata sulle ore di luce e quelle di buio faceva sì che la durata delle ore estive non fosse uguale a quelle invernali e quella delle ore di luce era diversa dalle ore di buio. Tanto per fare un esempio, d’estate un’ora di luce poteva durare 80 minuti e 40 invece quella di buio.
I Romani usavano anche suddividere giorno e notte in quattro parti di tre ore ciascuno.
La Chiesa abbinò varie ore della giornata (ore canoniche) a determinati momenti di preghiera,
Nel XIV secolo arrivano i primi orologi meccanici e con loro si comincia a contare le ore da una a ventiquattro, dal tramonto al tramonto successivo (almeno in Italia, Boemia, Slesia e Polonia), punto di partenza che variava nel corso dell’anno. Anche le campane, almeno nelle città, si adeguarono a questa suddivisione, che venne denominata “ore solari all’italiana” o “ore boeme”. Essendo basati al momento in cui il sole tramonta, variabile di giorno in giorno, gli orologi dovevano esser regolati periodicamente per adeguarli all’ora di partenza.
Nel resto dell’Europa, a partire dalla Francia, con l’avvento degli orologi il giorno venne invece suddiviso in due periodi di 12 ore uguali, che partivano a mezzogiorno e a mezzanotte (ora “alla francese” o “all’oltramontana”). In questo modo la durata del giorno era costante e gli orologi non richiedevano correzioni quotidiane.
L’introduzione in Italia di questo sistema avvenne in modo graduale e con molte opposizioni. Venne introdotto a Firenze nel 1749, a Parma nel 1755, a Genova nel 1772 e a Milano nel 1786. Ci volle l’occupazione francese per imporlo al resto della penisola, ma ancora nel XIX secolo era da qualcuno utilizzato il sistema precedente.
Il tempo è l’immagine mobile dell’eternità. (Platone)
E per chi dice di non avere mai tempo per fare tutto quello che vorrebbe c’è sempre il pianeta Mercurio che dopotutto è uno dei più vicini alla Terra!
* Uccelli, roditori e gatti possono essere amici con l’aiuto di un essere umano amorevole!
Hans Holbein the Younger, A Lady with a Squirrel, a Starling, and a Cat ?
Birds, rodents, and cats can be friends with the help of a loving human
“Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devono considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per questo, dobbiamo abusare di loro.“
Margherita Hack
* La buona notizia del venerdì: Il metodo Montessori aiuta le persone affette da demenza: si chiama Palestra della mente Montessori
Il metodo Montessori funziona anche con gli anziani.
In Abruzzo il progetto che aiuta le persone affette da demenza
Si chiama la Palestra della mente Montessori, il progetto attivo in Abruzzo che si prende cura, grazie al famoso metodo solitamente applicato ai bambini, di anziani affetti da demenza e delle loro famiglie.
L’idea non è tanto quella di creare una struttura dove anziani, operatori e famiglie possano usufruire di servizi utili ma piuttosto di aiutare le persone affette da demenza e chi vive quotidianamente con loro.
Come? Grazie al lavoro di un’équipe multi – professionale, socio-sanitaria, esperta di metodi educativi ispirati appunto a Maria Montessori, ovviamente adattando il tutto alle esigenze degli anziani con deterioramento cognitivo e disagio mentale.
L’innovativo progetto è già attivo nell’area del Basso Sangro-Trigno, in Abruzzo, zona scelta non casualmente. Si tratta infatti di zone interne dove oltre il 50% della popolazione è composta da anziani. Di conseguenza vi è un elevato numero di ricoveri e carenza del coordinamento dei servizi a loro dedicati.
Ecco allora che un progetto come la Palestra della mente Montessori può aiutare i tanti anziani che già sono in trattamento per disturbi legati al deterioramento cognitivo o al disagio mentale e che vivono a casa propria.
In pratica un team, composto da medici psichiatri, geriatri, infermieri di famiglia e di comunità, assistenti sociali, psicologi, educatori, incontra a più riprese gli anziani scelti per il progetto, le famiglie e chi si occupa quotidianamente di loro.
Negli incontri si illustrano attività e pratiche basate sul metodo Montessori che poi potranno anche essere facilmente replicate a casa degli anziani stessi.
Si parla del metodo Montessori soprattutto in relazione ai bambini e pochi sanno che invece esistono vari studi internazionali sulla validità di questa proposta anche per prevenire e curare le condizioni di fragilità della memoria e la demenza, attraverso la formazione specifica degli operatori socio-sanitari che assistono gli anziani oltre che dei loro famigliari.
Ad adattare il metodo Montessori agli anziani è stato il professor Cameron Camp, i cui lavori hanno dimostrato che attività che prendono spunto dal noto metodo riescono ad aumentare significativamente l’impegno positivo di persone affette da demenza rispetto ad altri tipi di proposte.
I benefici documentati per gli anziani e per chi se ne prende cura sono molti, come si legge sul sito dedicato al progetto in Abruzzo:
- riattivazione della capacità di mantenere le relazioni sociali
- creare il desiderio di appartenere ad una comunità
- partecipazione alle attività della vita quotidiana
- rivalorizzazione e pacificazione delle famiglie
- riappropriazione e umanizzazione dell’ambiente
- cambio di prospettiva radicale sulla comprensione della malattia e della persona
Così ha raccontato a La Repubblica la nascita del progetto Pasquale Falasca, medico epidemiologo che si occupa di questa iniziativa:
“ho scoperto che in letteratura medica mondiale c’è una gran quantità di studi e attività sull’applicazione del metodo Montessori alla demenza. Un approccio, basato sul prendersi cura della persona in modo relazionale, che sta portando ottimi risultati. A partire da questo, grazie agli infermieri di famiglia e comunità, abbiamo pensato di creare la “Palestra della mente – Montessori”, ovvero una serie di centri diurni itineranti, dove si prende un appuntamento e si comincia a costruire una relazione strutturata, basata sulla vicinanza e sulla cura del contesto intorno all’anziano”
Il progetto, finanziato anche dalla comunità europea, fa parte di un’azione più ampia, istituita in diverse regioni (non solo italiane) che sta portando nel campo del sociale e della sanità innovazioni importanti partendo dal concetto interessante di prendersi carico delle persone in modo continuativo e attraverso una relazione strutturata.
“La persona che viene servita, invece di essere aiutata, è ostacolata nello sviluppo della propria indipendenza.
Questo concetto è il fondamento della dignità dell’uomo. Aiutami a fare da solo”
(Maria Montessori
https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/metodo-montessori-anziani-demenza-abruzzo/?
http://salute.bassosangrotrigno.it/index.php/2019/10/20/palestra-della-mente-montessori/
https://sites.google.com/view/m4f/progetti-formativi?authuser=0





















