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* La buona notizia del venerdì: Sebben che sono gatti…In Nuova Zelanda arriva la prima gatta poliziotta in servizio

In Nuova Zelanda non ci sono topi d’appartamento in grado di dileguarsi da Tia, la gatta poliziotta.

Sempre che non si presentino fuori dai suoi 30 minuti di servizio: il resto del tempo lo passa a dormire, ma questa bella gatta dalla pelliccia vaporosa non teme proprio nessuno. 

Adora andare in perlustrazione con il suo partner umano sulla macchina della polizia, ma per lo più ha una propensione per il lavoro d’ufficio: «Ci aiuta molto qui»», e speriamo che «oggi snifferà qualche indizio», standosene appollaiata su una sedia. 

Tia è protagonista di un video pubblicato dalla New Zealand Police su Facebooper presentare a tutti il nuovo agente in servizio. Si è presentata con la sua pettorina personalizzata e lo sguardo fiero, pronta ad analizzare ogni scena del crimine.

Una vera poliziotta coi baffi. 

«Tia in genere lavora solo per mezz’ora, poi torna a fare il gatto», racconta il suo umano, che ha deciso di portarla a lavoro sapendo i benefici che portano gli animali nei luoghi in cui lo stress è all’ordine del giorno.

E non avrebbe potuto ricevere un’accoglienza migliore. 

 

La storia di Felix

Ci troviamo nello Yorkshire, e qui mi risparmio ogni tipo di battuta, più precisamente nella stazione della cittadina di Huddersfield in Inghilterra.

Felix quattro anni fa è stata ingaggiata dall’agenzia di disinfestazioneTranspennine Express, per ripulire la stessa stazione dai topi in libera circolazione.

Pochi giorni fa, Felix è diventata “Addetto senior alla disinfestazione”.

Per questa promozione, al felino hanno dato il cartellino riconoscitivo e la divisa personalizzata.

La gatta è diventata ormai parte dello staff, da quando a soli nove settimane dalla nascita, l’hanno trovata per strada nei pressi della stazione.

I suoi colleghi le hanno aperto un profilo Facebook che vanta 8.500 mi piace e solo 1.500 la scorsa settimana.

Un responsabile di stazione ha rilasciato un’intervista su BuzzFeed in cui afferma “La fama non le sta dando più di tanto alla testa. Essendo un gatto, i gatti già di loro pensano che il mondo giri intorno al loro musetto, quindi …Sta avendo alla fine solo un po’ più di carezze e sembra molto felice a riguardo”

Inutile dire che la gatta poliziotta ha riscosso molto successo, da Hong Kong a Taiwan fino ad arrivare in America.

Molte testate giornalistiche le hanno dedicato la prima pagina , e ora si spera che venga ricevuta dalla Regina Elisabetta.

Fonti:

http://www.cosmocloud.it/attenti-a-quella-gatta/#more

https://www.greenme.it/informarsi/animali/16256-gatto-infermiere-polonia

Leggi anche:https://lauracarpi.wordpress.com/2012/04/13/un-gatto-non-e-solo-un-gatto/

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La buona notizia del venerdì: Il Decluttering per facilitare la vita agli eredi poi e… facilitarsi la vita prima!

Succede in Svezia

Il libro uscirà solo intorno a gennaio 2018 ma già se ne parla sui magazine di tutto il mondo: è la “Gentle Art of Swedish Death Cleaning”. La gentile arte svedese della pulizia della morte. La traduzione rende onore all’apparente tocco di macabro che il titolo preannuncia, ma è giusto così perché il tema che guida e orienta le strategie che costituiscono il cuore di questa tecnica è il passaggio a miglior vita.

L’autrice, Margareta Magnusson, è un’artista svedese che ha vissuto ed esposto le sue opere ovunque, da Hong Kong a Singapore; ha un’età, per usare le sue parole, “compresa tra gli 80 e i 100 anni” e ha deciso di scrivere questo libro, il suo primo, sul tema del riordino e dell’organizzazione della casa… insomma sull’importanza di mettere tutto a posto prima di andarsene all’altro mondo così che – chi resta ed eredita – si trovi avvantaggiato, con il grosso del lavoro già fatto. 

Onestamente, non sono ancora sicura che la sua intenzione, con il libro, non sia stata quella di portare un po’ di divertimento e ironia nelle pubblicazioni di manuali di auto-aiuto”, ha commentato Shana Lebowitz nella sua recensione-anticipazione su Business Insider. 

Chi lo sa. Per gioco o per davvero, però, la Magnusson propone una serie di step e suggerimenti per eliminare il disordine, organizzare le cose e ridurre la quantità incredibile di oggetti, documenti e quant’altro che si ha in casa: un chiaro invito al minimalismo, a lasciare andare – tanto più ci si avvicina ipoteticamente ad un periodo in cui si può pensare legittimamente che possa arrivare il momento del trapasso.- l’inutile abbondanza materiale (che riempie, fa “esplodere” la casa).

Il libro uscirà solo intorno a gennaio 2018 ma già se ne parla sui magazine di tutto il mondo: è la “Gentle Art of Swedish Death Cleaning”. La gentile arte svedese della pulizia della morte. La traduzione rende onore all’apparente tocco di macabro che il titolo preannuncia, ma è giusto così perché il tema che guida e orienta le strategie che costituiscono il cuore di questa tecnica è il passaggio a miglior vita.

L’autrice, Margareta Magnusson, è un’artista svedese che ha vissuto ed esposto le sue opere ovunque, da Hong Kong a Singapore; ha un’età, per usare le sue parole, “compresa tra gli 80 e i 100 anni” e ha deciso di scrivere questo libro, il suo primo, sul tema del riordino e dell’organizzazione della casa… insomma sull’importanza di mettere tutto a posto prima di andarsene all’altro mondo così che – chi resta ed eredita – si trovi avvantaggiato, con il grosso del lavoro già fatto. 

Onestamente, non sono ancora sicura che la sua intenzione, con il libro, non sia stata quella di portare un po’ di divertimento e ironia nelle pubblicazioni di manuali di auto-aiuto”, ha commentato Shana Lebowitz nella sua recensione-anticipazione su Business Insider. Chi lo sa. Per gioco o per davvero, però, la Magnusson propone una serie di step e suggerimenti per eliminare il disordine, organizzare le cose e ridurre la quantità incredibile di oggetti, documenti e quant’altro che si ha in casa: un chiaro invito al minimalismo, a lasciare andare – tanto più ci si avvicina ipoteticamente ad un periodo in cui si può pensare legittimamente che possa arrivare il momento del trapasso.- l’inutile abbondanza materiale (che riempie, fa “esplodere” la casa).

Per chi sarà adatto? Secondo l’autrice è perfetto per ogni età: tutte le volte in cui gli armadi cominciano a scoppiare o i cassetti sono pieni.

Altrimenti può essere saggio cominciare piano piano ad entrare nell’ottica della “pulizia della morte” quando si avvicinano i 65. Anni.

La novità di questo progetto è che va oltre il solito “decluttering”. In primo luogo perché pone l’accento sulla morte.

Quel tempo della vita che la maggior parte delle persone evita di considerare, che – citato – in molti suscita improvvisi anche solo immaginati toccamenti di “gioielli-di-famiglia” o ferri-similferri a portata di mano, diventa centrale: signori e signore, la morte va considerata. Entra nella pianificazione e nella motivazione dell’agire, dà un senso prospettico tra presente e futuro e oltre il futuro; collega la vita alla morte e alla vita che continua.

E poi perché – come confermano gli spoiler – quello proposto dalla Magnusson è un cammino su due rotaie parallele: in una c’è il disfarsi delle cose materiali e del superfluo pensando a cosa è veramente importante (aspetto che bene si accompagna al prepararsi lento e senza fretta al lasciare il corpo, quando sarà il momento), nell’altra ci sono il dialogo (con la famiglia ma non solo) e un pensiero di bene proiettato nel futuro, oltre il proprio trapasso. A volte in modo razionale, a volte gioioso, a volte emozionante. 

Con leggerezza e saggezza.

 

Leggi anche:

http://www.eticamente.net/58889/il-magico-potere-del-riordino-di-marie-kondo-12-regole-per-una-vita-piu-felice.html

http://www.nonsprecare.it/come-guarire-accumulo-compulsivo-sintomi-rimedi-naturali

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* Gira… gira…gira…la Terra!

un altro punto di vista

gira gira la terra…?

gira gira il cielo…?

gira gira il sole…?

gira gira la luna …?

girano girano le stelle…

girano girano i pianeti…?

girano girano le costellazioni…?

girano girano le galassie…?

 

tutto nell’universo gira…

in un moto a spirale…

tutto muta e si evolve…


e a noi sembra di stare fermi…

e che la nostra vita non cambia, non si evolve…

E se bastasse cambiare il punto di vista?

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* Luna Nuova in Bilancia : una vera rivoluzione quando credi ai tuoi sogni!


 Luna Nuova in Bilancia

Pronti ad un nuovo mese lunare che coinvolge in tutti gli effetti ad una vera rivoluzione.

Il novilunio formato da poco a 26° dell bilancia, coincide in un grado che secondo il testo di Janduz ( tradotto da Grazia Mirti- Gradi sabiani) si intitola “riuscita facilitata, favorendo lo sviluppo di doni e abilità.

La Luna insieme al Sole e congiunta a Giove accende i riflettori sulle relazioni e la possibilità di crescere attraverso l’esperienza di confronto, utilizzando anche un pizzico di ironia e diplomazia.

Il Novilunio è in opposizione ad Urano retrogrado in Ariete, un passaggio che ci chiede di abbandonare degli ideali superati, quando il pianeta è retrogrado ti tende a cercare di cambiare nel profondo, mettendo in atto un processo di ribellione a tendenze e opinioni che sentiamo molto lontani da ciò che desideriamo.

Il primo novilunio con Giove nel segno dello Scorpione, chiede di andare a fondo sulla natura dei rapporti che manteniamo, si è spinti a cercare un significato profondo o superare antichi attriti. Non a caso è possibile prendere mettere in atto dei cambiamenti improvvisi e radicali, da non farci riconoscere da chi ci conosce abitualmente.

Mercurio in Scorpione in aspetto armonico a Nettuno rende le parole quasi musicali, dalle forti capacità di persuasione, la stessa vicinanza di Giove amplifica i contesti psicologici e metafisici, creando legami improvvisi, sarò però necessario fare attenzione a procedere con una certa prudenza, perchè Urano dissonante potrebbe anche manifestarsi con scosse elettriche passeggere.

Per i valori #Ariete è importante seguire l’ispirazione e credere nelle proprie risorse, approfondendo il dialogo su questioni che hanno bloccato in passato.

I valori #Toro devono lasciare degli spiragli di fiducia verso un cambiamento, Giove dissonante può manifestarsi con forme di estrema diffidenza.

I valori#Gemelli possono contare su persone influenti e improvvise gratificazioni, da non sponsorizzare in pubblico.

I valori #Cancro possono concretizzare l’inizio di progetti di casa e finanza, senza dimenticare la dolcezza nel creare empatia.

I valori#Leone hanno la spinta di sfidarsi in nuove competenze, superando anche la disapprovazione di qualcuno.

Per i valori #Vergine è il momento di superare delle relazioni che mancano di concretezza. I valori #Bilancia devono affrontare la mutevolezza delle intenzioni, senza lasciarsi coinvolgere in modo letterale, accettando di improvvisare.

I valori #Scorpione si ritrovano al centro di informazioni determinanti per il proseguimento di alcuni progetti.

Per chi ha valori#Sagittario è possibile recuperare contatti ed oggetti che sembravano perduti.

Ai valori #Capricorno è richiesto di fare spazio alle emozioni, senza ristagnare in troppe congetture.

Per i valori#Acquario la perseveranza va coltivata nel silenzio di chi non vuole sentire ragioni.

Per i valori #Pesci è tempo di liberarsi di ruoli in cui gli altri vi immaginano, seguendo le proprie abilità anche se significa “far soffrire” qualcuno, ristabilendo un equilibrio autonomo.

Alla base di questo novilunio proviamo a leggere noi stessi, leggendo chi siamo diventati attraverso gli occhi degli altri, oppure il rischio è di farsi condizionare troppo da cosa penserebbero gli altri se mi accompagno a certi legami.

Una nota speciale a chi cerca qualcosa di profondo oltre le apparenze, così viene premiato chi ha il coraggio di credere nei propri sogni..non in quelli che gli altri cercano di farci indossare


Siate coraggiosi!

Il cielo astrologico di Monica Laus

 

Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così, io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. È lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatto tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.

Alessandro Baricco, Oceano Mare

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. La buona notizia del venerdì: Le donne marocchine hanno manifestato per chiedere l’abolizione della poligamia

“Sebben che siamo donne paura non abbiamo…”

Le donne marocchine hanno manifestato per chiedere l’abolizione della poligamia

Le rivendicazioni più importanti riguardano l’abolizione completa della poligamia e la parità delle quote ereditarie tra uomo e donna

Il 10 ottobre migliaia di donne marocchine hanno manifestato in varie città del paese per chiedere l’abolizione della poligamia, la revisione del diritto di famiglia e la parità di genere tra uomini e donne.

Secondo le organizzazioni per i diritti delle donne, ciò che viene sancito nella Costituzione marocchina, non è rispettato nei fatti. I manifestanti hanno quindi chiesto una revisione del codice di famiglia e l’abolizione delle leggi che violano i loro diritti e la loro dignità. 

La Mudawwana – o codice di Statuto personale marocchino – è la legge fondamentale sul diritto di famiglia, approvata da re Mohamed VI nel 2004, che rappresenta delle innovazioni rispetto alla Costituzione varata negli anni Cinquanta.

 

Nel 2011 il re del Marocco ha approvato una nuova Costituzione, che all’articolo 19 sancisce – solo sulla carta – l’uguaglianza tra i sessi e la parità dei diritti politici, sociali ed economici. 

Le donne marocchine vengono costantemente discriminate ed emarginate. Nonostante la Costituzione sancisca la parità tra uomini e donne, le donne sono escluse da diversi settori”, ha dichiarato Yasmin Wardi, sociologa marocchina, al quotidiano Al Arabiya. 

Soprattutto in ambito lavorativo, le donne hanno degli stipendi molto più bassi rispetto agli uomini. Anche le donne istruite non ottengono mai posizioni di rilievo. Bisogna tener conto dei cambiamenti che stanno avvenendo all’interno della nostra società”, ha proseguito la sociologa. 

Le rivendicazioni più importanti riguardano l’abolizione completa della poligamia e la parità delle quote ereditarie tra uomo e donna. 

Alle donne in Marocco attualmente spettano per legge quote minori rispetto agli uomini.

 

In Marocco la poligamia è autorizzata solo se vengono rispettati determinati criteri: deve essere approvata da un giudice, la prima moglie deve acconsentire e l’uomo deve avere sufficiente reddito per mantenere entrambe le famiglie. Le donne marocchine ritengono tuttavia che la poligamia leda i loro diritti e la loro dignità.

Le altre rivendicazioni delle manifestanti riguardano il diritto delle donne di poter sposare uomini non musulmani. Finora tale diritto spetta solamente agli uomini, mentre le donne che vogliono sposare un non musulmano devono consegnare un documento che attesti la conversione all’Islam del fidanzato.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook.

https://www.tpi.it/2017/10/12/marocco-donne-chiedono-abolizione-poligamia/#r

Donne cristiane, musulmane ed ebree in marcia per la pace

Partita domenica scorsa dal nord di Israele la Marcia della Pace in Terra Santa organizzata dal Movimento “Donne Costruttrici di Pace”

Ha avuto inizio domenica 24 settembre, la Marcia della Pace in Terra Santa organizzata dal Movimento WWP, e cioè, delle “Donne Costruttrici di Pace” in collaborazione con le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), con la Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa (Cili-Italia) e il Movimento Internazionale “Uniti per Unire”.

Il Movimento WWP è nato nel 2014 e nell’ottobre 2016 ha raccolto in una marcia per la pace dal nord di Israele a Gerusalemme circa quattromila donne di diverse religioni.

Questa marcia storica che unisce donne ebree, musulmane, cristiane e laiche che, semplicemente, si sentono unite come donne a favore della pace, terminerà il 10 ottobre a Gerusalemme”, ad annunciarlo è Foad Aodi, Focal Point per l’Integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà (UNAoC), Fondatore di #Cristianinmoschea e Co-mai che si è recato questa estate in missione in Terra Santa aprendo il Convegno organizzato da WWP con più di cinquecento donne di tutte le religioni presso Taibeh.

Della Marcia ha parlato anche l’Osservatore Romano. “È molto di più di un flash mob, spiegano le attiviste di Women Wage Peace, un movimento senza leader organizzato grazie al passaparola che corre sui social network. Lo dimostrano i numeri – ha scritto il quotidiano della Santa Sede – : migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane hanno camminato insieme in Israele per la pace durante l’ultima iniziativa dell’ottobre scorso, una marcia verso Gerusalemme lunga duecento chilometri”.

Non ci fermeremo – si legge nel sito dell’organizzazione – finché non sarà raggiunto un accordo politico che porterà a noi, ai nostri figli, ai nostri nipoti un futuro sicuro”.

http://www.interris.it/2017/09/27/128448/cronache/religioni/terra-santa-donne-cristiane-musulmane-ed-ebree-in-marcia-per-la-pace.html
http://www.bocchescucite.org/marcia-delle-donne-cristiane-ebree-e-musulmane-cantano-la-preghiera-delle-madri/

Sebben che siamo donne... Nata nella valle Padana tra 1890 e 1914, entra presto nel repertorio delle mondine. L’autore è anonimo e ne esistono diverse versioni. La canzone è inserita nel film “Novecento” di Bernardo Bertolucci.

Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 – 1974, Roma, Newton Compton, 1975

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* Il paese dei gatti di pietra


Sul Cammino di Compostela, in un territorio che vide alternarsi le gesta di Catari e Templari, costellato di abbazie, collegiate, cattedrali, nell’anno 1062 due monaci tedeschi di ritorno da un pellegrinaggio a Roma decidono di dedicare il resto della loro vita alla preghiera e fondano l’eremo della Romieu.

Siamo in Guascogna, nella regione dei Midi-Pirenei, antica terra di leggende e di cadetti, a pochi chilometri dal castello di Castelmore dove parecchi anni dopo nascerà D’Artagnan. In guascone roumieuindica proprio “il pellegrino di Roma”.

Da piccolo eremo, La Romieu nell’arco di tre secoli si fa grande diventa importante tanto che, fra 1312 e 1318 il cardinale Arnaud d’Aux, già vescovo di Poitiers, vi fa costruire una chiesa dedicata a San Pietro, un chiostro e il palazzo del cardinale. Nonostante le bellezze medievali, è altro che affascina il viandante curioso, altri i personaggi di cui La Romieu va assai fiera, meno storici e più fiabeschi: una donna gatto e i suoi gatti di pietra.

Ovunque si guardi, uno sbuca da una finestra, un altro sonnecchia su un davanzale e un altro vi passeggia, uno si gratta l’orecchio e un altro è pronto a saltare in una piccionaia e un altro e un altro ancora… finché lo sgardo, meravigliato, si posa su una figura con volto e busto di donna e… orecchie di gatto!
È Angéline, la protagonista della leggenda che lo scultore Maurice Serreau ha scoperto dal racconto di una nonna al suo nipotino.

La leggenda vuole che, nel lontano 1338, nascesse una bambina di nome Angéline. Rimasta subito orfana, fu adottata dai vicini. Fin dalla nascita, i migliori amici di Angéline saranno i gatti, tant’è che la bambina ne aveva sempre due o tre intorno mentre camminava per i vicoli del paese o per le strade di campagna.

Vuole la storia che nel 1342 La Romieu fosse colpita da una grande carestia a cui si sommarono inverni rigidi e primavere piovose che resero i campi incoltivabili. Le provviste del monastero non bastavano, la gente iniziò a morire e ben presto – per la disperazione – si pensò che per far fronte alla fame l’unica soluzione fosse cibarsi dei numerosi gatti che abitavano a La Romieu.

La famiglia di Angéline, conoscendo il suo immenso amore per loro, le permise di tenere nascosti nel granaio un gatto e una gatta. I mesi passarono ma la povertà e la carestia no. Angéline continuava a custodire nel granaio i suoi gatti, che da due erano diventati venti. Intanto il paese, rimasto senza felini, fu presto preso d’assalto dai topi che divoravano il già scarso raccolto e le morti per stenti ripresero. Angéline allora decise di confessare a tutti di aver salvato i gatti e poi ne consegnò uno a ogni famiglia. I topi di lì a poco sparirono, Angèline e i gatti avevano salvato il paese.

Si narra poi che i gatti,  riconoscenti, fecero alla fanciulla loro protettrice un dono: più cresceva e più tempo passava con i suoi felini e più gli somigliava, diventando negli anni sempre più simile alle creature che amava: le sue orecchie si allungarono fino a diventare orecchie di gatto e i suoi occhi assunsero espressioni più simili a uno sguardo felino che a uno sguardo umano.

Così rinasce la magia dei gatti di La Romieu: agli inizi degli anni Novanta Serreau, innamoratosi della bella Angéline e della sua storia, decide di mettersi a scolpire quei gatti che salvarono il paese e che la leggenda tramanda e che oggi è possibile ammirare in tutta la loro bellezza.

http://www.fermoeditore.it/blog/di-gatti-e-darte-la-romieu-e-il-paese-dei-gatti-di-pietra/

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* Ottobre, è tempo di raccogliere

Quando pensiamo alla parola Karma, l’immaginazione ci porta verso mondi di un passato che spesso abbiamo visto nei libri di storia o nei film al cinema, perchè quel termine riguarda qualcosa che abbiamo fatto nel “passato”, di buono o di meno buono.

In questi anni, da quando mi occupo di astrologia energetica, ho potuto notare che questo tempo trascorso non è sempre così lontano e spesso le fasi cicliche della reincarnazione possiamo vederla nell’esistenza che stiamo vivendo.

Quante volte ricordando qualcosa hai detto “era una vita fa”? E’ esattamente questo che è successo.

Abbiamo sempre l’opportunità di ricostruire scenari e opportunità in linea con i nostri cambiamenti.

E’ necessario farlo per sostenerci e proteggere il lavoro di evoluzione che costruiamo ogni giorno verso quell’equilibrio di noi stessi che è energetico, mentale, fisico, spirituale, che possiamo chiamare “serenità”.

Durante il mese di ottobre una buona energia sostiene la raccolta energetica del buono (e del meno buono) che abbiamo seminato nei primi mesi di quest’anno con le nostre scelte, con i nostri cambiamenti.

Questo periodo precede un momento collettivo dove saremo chiamati a sommarci nelle nostre forze e nella nostra disponibilità verso un atto di coraggio o di sottomissione. 

Come ho detto più volte, durante questi anni e fino al 2025 saremo protagonisti di un cambiamento mondiale che sarà il mondo del futuro.

Niente è deciso finchè non lo fai. Il destino è solo nel tempo che sta arrivando ma sarai sempre e solo tu a determinarne il valore.


https://energiamaya.org/2017/10/11/e-tempo-di-raccogliere-ottobre-2017/#like-3252

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* La buona notizia del venerdì; il pronto soccorso poetico aiuta più di qualsiasi farmaco, è nata l” Emergency poet” che prescrive “poemcetamols”

E’ una scrittrice, una poetessa e un po’ dottoressa e con la sua ambulanza degli anni ’70 percorre da nord a sud le strade della Gran Bretagna prescrivendo ai suoi pazienti delle poesie contro il male di vivere.

Deborah Alma, ascolta i suoi pazienti, che sono circa duemila ogni anno, e prescrive loro medicine per l’anima attraverso le sue poesie; il suo Pronto soccorso poetico aiuta più di molti farmaci, e quando parcheggia la sua ambulanza c’è la fila nella “tenda d’aspetto” per alcuni dei suoi versi.

I bambini possono scrivere sulle lavagne e se non si ha il tempo per un consulto un’”infermiera” può dare loro del “poemcetamols” una sorta di paracetamolo poetico, che cura un po’ tutti i mali, si tratta di pillole di poesia, da prendersi con calma, durante un momento di relax e pace.

Deborah Alma ha rilasciato un’intervista a La Stampa spiegando il suo lavoro:

Fin da bambina volevo fare la scrittrice. Quando mi sono trovata a dover crescere due figli da single, con pochissimo tempo a disposizione, mi sono avvicinata alla poesia perché mi permetteva di essere immediata, di creare qualcosa negli spazi ridotti che avevo per me. 

Con la scrittura ho poi lavorato sia con persone affette da demenza senile e sia con i bambini nelle scuole primarie: nel constatare quotidianamente il benessere che possono dare le parole giuste dette o lette al momento giusto è nata l’idea della «Emergency poet»”. 

La dottoressa scrittrice fa accomodare i suoi pazienti, con i quali parla a lungo per scoprire i loro punti caldi:

Formulo domande in grado di evocare zone belle e tranquille della mente. Citando il poeta irlandese Yeats, per esempio, chiedo di descrivermi la stanza ideale per quando saranno “vecchi, grigi, sonnolenti, col capo tentennante accanto al fuoco”, entrando in empatia con loro e offrendo così un canale per sognare e aprirsi senza inibizioni. In questo confronto faccio una sorta di radiografia di chi ho davanti a me: chi è, cosa pensa, quali sono le sue abitudini, cosa lo rende felice e infelice, quanto è abituato a rilassarsi o a prendersi cura di sé. Poi, una volta individuati i sintomi, cerco la poesia più adatta tra le oltre 300 che conservo nel mio archivio”

Deborah prescrive poesie per ogni male e secondo lei ci sono poesie adatte per ogni sintomo, per esempio il mal d’amore è curabile con “Amore dopo amore” di Derek Walcott…

Amore dopo amore ❣

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola. 

Mentre contro lo stress Deborah consiglia “Poscritto” di Séamus Heaney

Poscritto ❡

E trovare il tempo a volte di andare in auto a Ovest,
Nel Clare, lungo la Flaggy Shore,
A settembre oppure ottobre, quando il vento
E la luce si contrastano
Così che da una parte l’oceano è pazzo
Di schiuma e di bagliori, mentre all’interno tra le pietre
La superficie di un lago grigio ardesia è illuminata
Dal lampo terreno di uno stormo di cigni
Le piume arruffate e mosse, bianco su bianco
Le teste adulte e testarde
Chine o affioranti o indaffarate sott’acqua.
Inutile pensare di parcheggiare e di afferrarlo
Meglio. Non sei né qui né là,
Nel premere e passare di cose estranee e note
Mentre soffici e forti raffiche prendono l’auto di traverso
E colgono il cuore alla sprovvista, e lo spalancano.

E per chi ha perso una persona cara niente è meglio di “Oche selvatiche” di Mary Oliver.

Oche selvatiche❞

Non devi essere buono.
Non devi camminare sulle ginocchia
per un centinaio di miglia attraverso il deserto del pentimento.
Devi solo lasciare che l’animale tenero del tuo corpo
ami ciò che ama.
Parlami di disperazione, la tua, e ti dirò la mia.
Nel frattempo il mondo va avanti.
Nel frattempo il sole e i chiari cristalli della pioggia
si muovono attraverso i paesaggi,
sulle praterie e le distese di alberi,
le montagne e i fiumi.
Intanto le oche selvatiche, alte nell’aria blu e tersa,
ancora una volta fanno ritorno a casa.
Chiunque tu sia, non importa quanto solo,
il mondo si offre alla tua immaginazione,
ti chiama come le oche selvatiche, severe ed emozionanti
ripetutamente annunciando il tuo posto
nella famiglia delle cose. 

Se invece avete bisogno di un buon ricostituente allora vi prescriverà “Agio” di William Henry Davies

Agio ❢

Cos’è questa vita se, pieni di preoccupazioni,
Non abbiamo il tempo di fermarci ad osservare.
Non il tempo di fermarci sotto i rami
Ed osservare a lungo come le pecore o le mucche.
Non il tempo di vedere, quando passiamo nei boschi,
Dove gli scoiattoli nascondono le noccioline nell’erba.
Non il tempo di vedere, alla luce del giorno,
Ruscelli pieni di stelle come cieli di notte.
Non il tempo di volgere lo sguardo alla bellezza
Ed osservare i suoi piedi danzare.
Non il tempo di spettare che la sua bocca arricchisca
Il sorriso che i suoi occhi hanno cominciato.
Povera vita è mai questa se, piena di preoccupazioni,
Non abbiamo il tempo di fermarci ad osservare.

Deborah racconta che i suoi pazienti troppo spesso sono afflitti da solitudine, hanno bisogno di qualcuno con cui confidarsi, di cui fidarsi e a cui affidarsi, le sue cure funzionano bene perchè spezzano la frenesia, la freddezza della vita moderna, le poesie che prescrive vanno “prese” seguendo una sorte di rituale, 10 minuti di pausa, 10 minuti per staccare la spina, nel silenzio o nella natura, accompagnati da suoni rilassanti o suoni naturali, profumi di bosco o di prati fioriti, luci soffuse ma chiare che armonizzino l’anima.

Nel suo viaggio lungo le strade britanniche è accompagnata dal marito Jamesun “poemedic”, poeta di professione e medico dell’anima per passione, l’aiuta con la tenda d’aspetto e la sprona nel suo progetto.

Molte persone cambiano umore dopo una seduta con Deborah, è incredibile il potere di una poesia,

basta poco per sentirsi meglio, in pace con se stessi e con gli altri e soprattutto alleggeriti dal peso della vita.

 

http://www.eticamente.net/44572/pronto-soccorso-poetico-come-ti-curo-con-una-poesia.html?refresh_ce

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* E’ stato un giorno 10.10.10. ….che si ripeterà tra 10 anni…il cambiamento inizia da qui!

L’ENERGIA DEL… 10.10.10. … 

E’ stato un giorno molto particolare che si ripeterà tra 10 anni, un giorno 10.10.10. tre numeri uguali, tre 10 che Pitagora definiva Tetractys. I pitagorici svilupparono un vero e proprio culto del numero dandone  una interpretazione metafisica: immaginavano che i numeri dispari avessero attributi ma­schili e i numeri pari at­tributi femminili e che ognuno avesse caratteristiche particolari, queste infatti sono utilizzate nella Numerologia Personale.

Così ciascun numero possedeva attributi particolari, ma il più sacro di tutti era il numero dieci, la sacra Decade, somma dei primi quattro numeri e rappre­sentante l’intero universo.

L’1 rappresenta il punto, l’origine ovvero il generatore delle dimensioni, 2 la retta, 3 il piano e 4 lo spazio (1+2+3+4=10).

La perfezione di questo numero, la sua sacralità è intesa come base di creazione, il 10 si compone dei 4 numeri che sono alla base di qualsiasi creazione, anche della nostra capacità creativa da oggi in poi, infatti queste tre Tetractys ci parlano di un nuovo inizio che ci può portare in nuove situazioni se accogliamo e comprendiamo queste energie.

Interpretando  il dieci come numero Uno che noi identifichiamo con una persona che si distingue dagli altri grazie alla sua energia innovatrice, è un pioniere, un individualista che ama portare a compimento i suoi progetti con la propria forza, è il numero dei nuovi inizi.

Tre dieci sommati danno un 30, possiamo interpretare il numero Tre che possiede lo spirito, è il compendio dell’1 e del 2, è un numero completo, che si esprime con l’azione e la parola. Le sue caratteristiche sono la creatività, l’espressione di sé, dei propri potenziali.

Nel Tre si evidenzia la predisposizione all’arte, l’estro e l’ingegno sono caratteristiche del Giullare.

L’astrologia conferma questo e l’influsso di questa giornata, si protrarrà da qui in avanti, dato che proprio il 10 ottobre 2017 è entrato Giove in Scorpione e vi rimarrà per un anno circa, quest’energia influenzerà ognuno di noi nel quotidiano.

Epoca di trasformazione e cambiamento e tutto concorre affinchè ciò si realizzi anche le stelle ci danno un aiuto.
Leggo nella previsione di Simon e Stars:

Giove in Scorpione è una spinta alla trasformazione, a frantumare le convenzioni, scavare dentro di noi e trasformarci imprescindibilmente in noi stessi. Certi compromessi con gli altri (e ancor più con noi stessi) per conservare ostinatamente uno stato di cose che non ci appartiene più ci potrebbe sembrare, tutto d’un tratto, un esercizio faticoso e soprattutto inutile, perché sotto l’intonaco che va via di una vecchia vita emerge un’immagine personale più genuina e autentica.”

Il numero 10 dei Tarocchi è la Ruota della Fortuna, il karma. Rappresenta la fine e l’inizio di un ciclo. E’ la ciclicità dei ritmi universali, le fasi della Luna, i moti dei pianeti, il simbolismo circolare della ruota, emblema del movimento e del divenire, così è anche per il 10, il divenire, la creazione della nostra realtà.

Il numero 1 dei Tarocchi è il Bagatto, conosciuto anche come il Mago, ovvero il giovane iniziato alla magia. Impugna con la mano sinistra la bacchetta del comando, significatrice del fuoco primordiale, l’inizio di qualsiasi azione. Può rappresentare il grande potenziale, come un seme, il Bagatto deve germinare, avendo tutta l’energia che gli serve. La grande avventura.

Il numero 3 dei Tarocchi è l’Imperatrice, esplosione creativa di tutta l’Energia accumulata, l’entusiasmo di chi inizia qualcosa, la capacità creativa e feconda. Numero maschile e archetipo femminile, l’equilibrio tra gli opposti, questo è vivificante e produttivo. Nell’interpretazione di Maria Castronovo l’Imperatrice rappresenta anche il perdono, l’aver ripulito il passato da ogni pendenza e condizionamento.

Si riparte integri e purificati!

Ed infine lo Zero, numero delle infinite possibilità che rappresentato dal Matto, lo Spirito Libero, Coscienza Cosmica che compie il percorso sulla terra. Rappresenta il “viaggio”, è l’Essere Umano in contatto con il suo Spirito Intelligente, un genio che va oltre l’ordinaria mentalità.

E’ il Bagatto, che attraverso i passaggi dei 21 arcani che rappresentano la via iniziatica, ha conseguito la vera saggezza

Abbiamo tutte le indicazione per percorrere questa nuova via che si apre davanti a noi: conoscere i nostri talenti, esprimerli, scevri da ogni timore, affidandoci alla nostra Sacra guida interiore, alla vita, alla fede o al simbolo che ognuno preferisce.

Accogliere ciò che ci viene proposto, comprenderne il valore senza preconcetti e condizionamenti.

Il cambiamento inizia da qui!

 

Buona vita!!!

Patrizia Pezzarossa

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* Il magnifico dispensatore Giove in Scorpione cosa ci porta oltre

in attesa di un altro giro di giostra di Giove, il pianeta più grande del nostro sistema, archetipo del principio di Espansione e Manifestazione.

I suoi transiti durano circa 12 mesi per Segno e ci conducono ad esplorare la relazione con la forza di auto-affermazione.

Dovunque esso si trovasse al momento della nostra nascita, la sua posizione va ad indicare il settore dell’Abbondanza, dove nella nostra vita possiamo sperimentare una crescita materiale. Tranne quando si trova in 12° Casa, la Casa del Potere della Meditazione e della Ricerca Spirituale. La crescita indicata in quel caso è di tipo verticale, ispirata ed intuitiva. 

Giove governa il Sagittario, Segno che appartiene all’Elemento Fuoco, quindi la sua azione stimola, pungola, spinge alla manifestazione.

Dallo scorso ottobre 2016 esso sta transitando in Bilancia  ed ha dato il meglio di sé nell’aiutare gli umani a confrontarsi con la propria realtà relazionale. La Bilancia è un Segno d’Aria, che sa ben accogliere lo stimolo del Fuoco di Giove. Ben diversa sarà la sua azione nel Segno dello Scorpione, in cui transiterà dal 10.10.2017 all’08.11.2018, nonostante Giove sia l’antico Governatore del Segno dei Pesci, di cui sa esprimere la forte natura mistica.

Nel Segno d’Acqua dello Scorpione, a volte tormentato ed irrequieto, ma profondo ed autentico, la nota di espansione di Giove porterà a galla tantissima emotività inconscia, mettendoci a confronto con i personali temi scottanti, le parti di cui ci vergogniamo, quelle scomode, di cui non parliamo mai, o raramente. E’ necessario arrivare ad amare anche quei lati istintuali, perché ci ricordano veramente chi siamo, oltre la maschera civile del quieto vivere. 

Ad un altro livello, Giove in Scorpione prosegue il lavoro di intimizzazione delle relazioni sentimentali.

Con chi ci confessiamo? Con chi siamo veri, sinceri? Con chi ci mettiamo a nudo? Con qualcuno di cui ci fidiamo ciecamente, con cui siamo riusciti a costruire una relazione di pura accettazione ed accoglienza. Quindi, poiché la finestra di opportunità che ci si apre contempla l’emersione del lato oscuro di ciascuno di noi per vincerne il senso di vergogna, ci accorgeremo anche di coloro che reputiamo degni di fiducia da poter condividere l’esistenza del nostro personale lato inconfessabile.  

Se il lavoro con il partner finora è stato di confronto, adesso diventa di profondità, di scambio viscerale, di assoluto.

Lo Scorpione è assolutista, ama il bianco od il nero, le posizioni fisse, determinate, il coraggio della scelta. E qui ci troveremo tutti, nel dover acquisire una visione di forza, perché niente altro funzionerà. Soprattutto non funzionerà più attivare il tasto della cecità emozionale, della edulcorazione esistenziale.

Tutto sarà estremamente visibile, palpabile, notabile. Una nota di consolazione potrebbe essere che saremo tutti sulla stessa barca, per cui sarà anche possibile avvicinarsi a chi abbiamo sempre respinto, sviluppando compassione e comprensione. 

Il transito sarà lungo, per cui le diverse fasi verranno prese in considerazione nei momenti salienti, che saranno numerosi, a cominciare dal momento in cui Giove in Scorpione formerà la Croce dei Segni Fissi con i Nodi Lunari tra Aquario e Leone, come accadrà a gennaio 2018.

Sarà un periodo di grande stasi, un’attesa spasmodica di qualcosa che sta per accadere. Sarà il punto d’ingresso nella strettoia dell’imbuto. Ciò che non è importante, ciò che è superficiale, non può passare oltre.

E’ necessario lasciarsi tutto alle spalle, tutto quello che non coincide con la verità dell’Essenza. Altrimenti si rimane fermi fino al momento in cui si decide di partorire il Nuovo, la parte del Sé purificata. Inutile agitarsi o spaventarsi. Questi processi sono estremamente sincronici e precisi. E’ sufficiente respirare a fondo, prendersi cura di sé al meglio possibile ed attendere che tutto il nostro sistema si assesti in armonia con i flussi di informazioni.

Un altro periodo interessante avverrà la prossima estate, quando Giove in Scorpione sarà retrogrado e formerà un aspetto di Sestile (emersione di una virtù, di un talento) con Plutone in Capricorno. Plutone è il Governatore dello Scorpione e in questa modalità i due Archetipi Planetari possono essere molto efficaci nel supportare la concretizzazione di qualcosa che stiamo coltivando da tempo con passione e dedizione.

Per comprendere, sarà come poter vivere prosperamente esercitando la professione dei nostri sogni. La presenza di Saturno in Capricorno, anche se lontana dal creare un aspetto, sostiene questo processo con rigore e disciplina. Ed ovviamente l’ingrediente richiesto da parte degli umani è il Coraggio, perché se c’è uno a cui piace rischiare, costi quel che costi, è lo Scorpione. Per cui inutile fasciarsi la testa con paure, timori, tentennamenti. E’ il momento del “o la va o la spacca”. La Via diventa estremamente diritta, forse in salita, o per altri in discesa libera, ma comunque necessita di controllo per mantenere una rotta apparentemente semplice. Il Cuore si spalanca, il ventre diventa molto fragile, il confronto con l’altro ha bisogno di essere messo in luce, esplorando anche il gioco di potere tra umani (e qui su questo piano ce n’è tanto).

La domanda è: quanto mi sento inadeguato e privo di mezzi o risorse rispetto agli altri? che tradotto significa: quanto mi amo ed apprezzo ciò che sono, così come sono? 

Insomma, il percorso continua e diventa sempre più esatto nell’aiutarci a farci prendere la giusta mira per arrivare verso Casa, cioè serenamente comodi dentro ciò che siamo.

E così proseguiamo!

Stefania Gyan Salila

Un maestro zen vide uno scorpione che stava annegando e decise di aiutarlo e sollevarlo dall’acqua. Ma, quando lo fece, lo scorpione sentendosi minacciato lo punse.
Sentendo il colpo secco della puntura, il maestro mollò la presa e lo scorpione cadde ancora in acqua. Ancora una volta il monaco lo sollevò ed ancora una volta lo scorpione lo punse.
Un discepolo dopo aver osservato la scena, interrogò il maestro sul perché della sua ostinazione. Il maestro rispose così: “la natura dello scorpione è di pungere, ma questo non modificherà la mia che è quella di prestargli soccorso e di aiutare.”
Detto questo, il maestro ragionò sul da farsi e con l’aiuto di una foglia riuscì a salvare lo scorpione senza essere nuovamente punto e continuò rivolto al suo discepolo: “non cambiare la tua natura in risposta al male che ti viene inferto, sii solo accorto. Spesso chi aiuti non ti sarà grato, ma non per questo devi rinunciare all’amore e alla compassione che sono in te. Alcuni inseguono la felicità, altri la raggiungono donandola. Occupati solo della tua coscienza e non di ciò che la gente dice di te, perché solo la tua coscienza è ciò che tu realmente sei, la reputazione è ciò che gli altri credono tu sia.”


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