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* Il cielo stellato cura le ” malattie “

 


“In Oriente c’era l’usanza di portare i pazienti sul tetto degli ospedali la notte, per far guardare loro le stelle come cura per le malattie mentali. Il cielo stellato ci ricorda la nostra posizione nel creato; uno sguardo all’ordine delle costellazioni riequilibria la mente.”

(Burhanuddin Herrmann)

Ci sono due tipi di medicina: quella degli schiavi e quella degli uomini liberi. Quella per gli schiavi,
SINTOMATICA, prevede la rapida rimozione del sintomo, perché il soggetto possa tornare al più presto al lavoro. Quella per gli uomini liberi, EZIOPATOGENETICA, prevede la conoscenza e la comprensione del sintomo, il suo significato per la salute complessiva del corpo, per l’equilibrio della persona e per la sua famiglia.

(Platone, filosofo greco IV secolo a.C.)

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* A che punto sono? Cosa voglio? Quali sono le energie che mi spingono alle mie scelte?

A che punto sei?

 

La settimana è iniziata all’insegna dell’energia ‘terrena’ della Luna in Toro.

Siamo in fase di Luna Crescente super momento dove puoi porre nuove basi e fondamenta solide. Se ci sono difficoltà puoi superarle. La Luna nel Segno del Toro ti aiuta in questo inizio settimana ad occuparti di cose materiali, terrene come il lavoro, i tuoi progetti e i soldi. L’influsso taurino ti spinge a mantenerti saldo e radicato a terra e ad avere una visione chiara e concreta della tua situazione.

A che punto sono?  ‘Cosa voglio?’ sono domande che dovresti farti..

Se ti piace la situazione in cui sei goditela, altrimenti il suggerimento è  cambiare e porre rimedio. Qualche ritardo è  da mettere in conto.

Così come delle riflessioni e stati d’animo che possono spaventarti.. niente paura! Sono gli effetti di Mercurio Retrogrado.

Consultando i Tarocchi sono uscite due carte interessanti   il 3 di Bastoni e Il Carro. 

Vediamo cosa hanno da dirci.

 

Tre di Bastoni

Questa carta è  legata all’elemento fuoco, siamo nel regno dell’azione, delle passioni.

Come si vede nell’immagine l’uomo guarda l’orizzonte. Sta riflettendo, ma si sta preparando ad agire.

In questo inizio settimana forse mediti  sul tuo ‘cammino’, sulla tua posizione presente. Davanti a te scorrono immagini di traguardi e successi raggiunti. Esprimi gratitudine. Sai che hai fatto molto in questi mesi. Il messaggio della carta parla di nuove esperienze da fare e nuovi obiettivi da realizzare. Ti chiede di cominciare a visualizzarli. Cosa hai in mente? Che progetto hai per questa primavera e oltre? Sia al livello professionale e sentimentale. 

Davanti a te ci sono molte opportunità. In questi giorni hai la possibilità o il desiderio di programmare brevi viaggi. L’arcano esprime buona sorte sia in nuove attività sia per l’inizio di nuovi amori. 

Parola Chiave: Visione

Il Carro

L’Arcano Maggiore sa il fatto suo!

In questa settimana la carta porta in dono una ‘Chiave’.

Guardando bene l’immagine si vede che all’interno del Carro c’è come una porta da aprire.

Il Carro rappresenta uno ‘scrigno’ prezioso.. proprio così.. Se ultimamente ti sei sentito nel caos, senza sapere bene dove andare o che direzione prendere, in questa settimana arrivano le soluzioni.

Forse hai sperimentato delusioni, rifiuti? Ora la carta ti invita a ripartire da Te e dalle tue priorità. Vuoi risollevare la tua situazione professionale? Bene stabilisci i tuoi obiettivi, anche piccoli e vai avanti con determinazione seguendo il tuo Focus!

In arrivo ci sono riconoscimenti per Te.

Se invece vuoi sistemare la tua vita nei suoi vari aspetti, riprendi fiato e avanza verso una nuova fase.

Armonizza testa e cuore. Puoi farlo.. Sei single? I nuovi amori sono favoriti e pronti a splendere! Chissà che qualcuno è  già nell’aria? 

Parola Chiave: Avanzamento

fonte :https://sentierimagici.wordpress.com

 

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*La buona notizia del venerdì:Valeria Mancinelli, la sindaca di Ancona vince il World Mayor Prize 2018

Il riconoscimento dato dalla filantropica City Mayors quest’anno era dedicato alle amministratrici.

Valeria Mancinelli, eletta nel 2018 per il secondo mandato di fila, ha sconfitto colleghe internazionali, come Anne Hidalgo di Parigi o Henriette Reker.

Tra le motivazioni anche il non aver “fatto promesse esagerate”, facendo rifiorire la città sia nel campo dell’industria navale che in quello del turismo

È stata premiata perché “non ha fatto promesse esagerate”, ma ha puntato su “una ripresa economica a piccoli passi”.

La sindaca di Ancona ha vinto il World Mayor Prize 2018.

Il titolo dal 2004 viene consegnato ogni due anni dalla filantropica City Mayors e per questa edizione era dedicato alle donne: prime cittadine che si sono distinte per leadership, compassione e capacità di tenere unita la propria comunità.

Mi sento: sorpresa, onorata e anche commossa per aver vinto questa edizione del World Mayor 2018 dedicata alle sindache. Ma sono soprattutto contenta per il mio, il nostro mondo, che è #Ancona”, ha commentato la Mancinelli, carica per il secondo mandato di fila dal 25 giugno 2018.

 

Sotto la sua guida, Ancona, il capoluogo della regione Marche, sulla costa adriatica, ha goduto di una forte crescita economica. Quando il sindaco Mancinelli è entrato in carica nel 2013 l’importante settore della cantieristica navale aveva enormi difficoltà, che hanno colpito gravemente le numerose piccole imprese della città. La neoeletta sindaca era determinata a far rivivere l’industria, che risale ai tempi romani”, si legge nelle motivazioni, che proseguono citando i meriti della prima cittadina. “È partita creando una partnership tra città, coinvolgendo sia i settori del pubblico e del privato che la popolazione – prosegue il testo – Durante il primo mandato le strade sono state riasfaltate, gli spazi verdi ripuliti e le varie attrazioni turistiche della città, comprese le spiagge, hanno nuovamente ottenuto recensioni positive”. Cresciuto, sottolinea il report, soprattutto il settore della costruzione navale che era oramai prossimo al declino. “Ogni passo ha reso Ancona un po’ più vivibile, ogni passo ha aumentato la fiducia delle persone nel futuro della città”, conclude la motivazione.

Nel dossier che accompagna il nome della Mancinelli sul sito dedicato al premio, la sindaca si presenta con un saggio in cui racconta le sue origini, legate alla Resistenza partigiana, e i valori che “tutt’oggi rimangono il suo punto di riferimento” e guidano il suo mandato: democrazia, libertà, solidarietà e partecipazione.

 

Recentemente la Mancinelli, avvocatessa classe 1955, ha appoggiato la “protesta dei sindaci” contro il decreto Salvini in materia di sicurezza pubblica.

Secondo la sindaca “l’applicazione del decreto sicurezza e immigrazione pone un serio problema: costringe in clandestinità coloro che fino a ieri godevano di un sistema di protezione specifico, ovvero la protezione umanitaria”. Un istituto, ha spiegato più volte, che “scompare con il provvedimento, facendo finire 40mila persone in mezzo alla strada perché altri diritti di cittadinanza non ne hanno e perché nessuno è in grado ad oggi di garantire loro un rapido rimpatrio”.

La Mancinelli è riuscita a trionfare competendo con nomi importanti, come quello di Anne Hidalgo, prima cittadina di Parigi, che a ottobre ha aperto le porte del palazzo comunale ai clochard a rischio per l’emergenza freddo, o Henriette Reker, sindaca di Colonia, o ancora Souad Abderrahim, di Tunisi.

La passata edizione aveva visto fuori dal podio per un soffio la sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini, arrivata quarta.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/12/valeria-mancinelli-la-sindaca-pd-di-ancona-vince-il-world-mayor-prize-ha-risollevato-economicamente-la-citta/4967287/

Sebben che siamo donne

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* Ogni grande artista ha con sè un gatto

Ogni grande artista ha con sè un gatto!

( e non lo dico solo io….)

Il giorno prima di finire la sua vita  l’aveva preceduto il suo gatto “Utto”, finale di ” farabutto”, appellativo affettuoso che gli dava il suo compagno umano, il poeta Andrea Zanzotto.

 

 Vorrei che tu fossi più spesso con me 

a veder com’è vario il teatrino

che col micio combino. 

  Egli ha tanti nomi perché

muta secondo quel che fa

ma Uttino soprattutto resterà. 

Intanto si sente re del giardino

e gira a far la guardia con orari 

alquanto misteriosi o immaginari… 

  Ma quando da fuori arriva un rumore 

anche solo di un motorino 

scappa fin dentro la cappa del camino. 

  Tante mattine fa l’equilibrista 

ma non sempre riesce a spostarsi 

sui tralci e cade fuori dalla pista. 

  Ma subito scatta su un altro appiglio 

con volteggi speciali, e arriva a terra 

con ricche acrobazie che vi sconsiglio. 

  Ciò capita d’inverno, quando lui si fa grosso, 

di ciccia e di pelliccia 

e, cantando, lo chiamo «Cioccio, Cioccio»!

(Filastrocca inedita di Andrea Zanzotto.)

Nel tempo la predilezione per i gatti ha ispirato poeti e scrittori, rivelando nel gatto un elemento quasi imprescindibile della nostra esistenza.

Grandi poeti di tutti i tempi hanno dedicato versi innamorati ai loro amici felini, affascinati dall’eleganza delle loro movenze, dal loro spirito di indipendenza, dalla presenza discreta ma costante se scelgono la tua casa,dalla personalità spiccata di ogni esemplare.

E forse anche perchè c’è una antica credenza che se un manoscritto viene morso da un gatto avrà sicuramente successo.

Il poeta Aldous Huxley disse ai suoi allievi che gli avevano chiesto il segreto per avere successo in letteratura: “Se volete scrivere, tenete con voi dei gatti”.

Torquato Tasso, grande poeta del ‘500, scrisse “Sonetto per i miei gatti”, in cui chiedeva alla sua micia di prestargli gli occhi per poter scrivere anche di notte.


Charles Baudelaire, il poeta francese autore de “I Fiori del male”, era un grande amante dei gatti e a questi animali misteriosi e affascinanti ha dedicato molti versi, tutti contenuti nella raccolta “Spleen e Ideale”.

“Che dolce profumo esala da quel pelo
Biondo e bruno!
Com’ero tutto profumato
Una sera che l’accarezzai
Una volta, una soltanto!
E’ lui il mio genio tutelare!
Giudica, governa e ispira
Ogni cosa nel suo impero;
E’ una fata?
O forse un dio?
Quando i miei occhi, attratti
Come da calamita, dolci si volgono
A quel gatto che amo
E guardo poi in me stesso,
Che meraviglia il fuoco
Di quelle pallide pupille,
Di quei chiari fanali,
Di quei viventi opali
Che fissi mi contemplano!”

Che dire di Celine che non si separava mai dal suo gatto Bèbert in nessuno dei suoi viaggi e che lo salvò dalla persecuzione nazista, perchè non era un gatto di razza.

William Burroughs nel suo ” The cat inside” ( il gatto in noi) afferma che ciò che attira nel gatto è la sua misteriosa, fierissima indipendenza.

” Il libro dei gatti tutto fare” di T.S. Eliot è un campionario di personalità feline.

Ogni gatto descritto si potrebbe paragonare ad un essere umano, ma c’è sempre quel particolare in più che solo un gatto può sommare alle altre sue caratteristiche. E che un essere umano no…

Ne è come un simbolo dell’impossibilità di essere “normali” il romanzo di Colette ” La gatta” ( La Chatte) Saha, la gatta protagonista.

In realtà c’è un gatto o un suo simile fantasma quasi in ogni casa.

Thèophile Gauthier con un discorso brillante e divertente della sua vita con i gatti ” Serraglio privato ” ( Mènagerie intime) prende posizione contro un modo di pensare antropocentrico:

«Conquistare l’amicizia di un gatto è cosa difficile. È un animale filosofo, saggio, tranquillo, abitudinario, amante dell’ordine e della pulizia, e non ripone i propri affetti in maniera avventata: vuole sì essere tuo amico, se ne sei degno, ma non tuo schiavo. Anche nella tenerezza mantiene il libero arbitrio e non farà per te ciò che ritiene irragionevole; tuttavia, una volta che ti si è dato quale fiducia assoluta, quale fedeltà d’affetto!»


” La città dei gatti e la città degli uomini coesistono l’una dentro l’altra, ma non sono la stessa città.”

dice Italo Calvino ne ” Le città invisibili”

Quello di Jorge Luis Borges si chiamava Beppo

Il gatto bianco e celibe si guarda
Nella lucida lastra dello specchio
E sapere non può che quel candore
E le pupille d’oro non vedute
Mai nella casa sono la sua immagine.
Chi gli dirà che l’altro che l’osserva
E’ solamente un sogno dello specchio?
Penso che questi armoniosi gatti
Quello di vetro e quello a sangue caldo
Sono fantasmi che regala al tempo
Un archetipo eterno… “

“Uno scrittore senza un gatto è inconcepibile. Certo è una scelta perversa, poiché sarebbe più semplice scrivere con un bufalo nella stanza piuttosto che con un gatto. Si accucciano tra i vostri appunti, mordicchiano le penne e camminano sui tasti della macchina da scrivere.”

Barbara Holland autrice di “The Name of the Cat “

(Sono solo alcuni dei tanti artisti con gatti….)
” Un gatto, il tuo gatto, è un confortevole simbolo di saggezza e autonomia.
Lui ti sta vicino quando tu hai bisogno di lui e delle sue coccole.
Lui può fare a meno di te, tu no: è il tuo più amorevole compagno di viaggio.”

E, mentre faccio scorrere le dita sulla tastiera del mio Mac , il mio gatto sonecchia sul suo cuscino rosso. Ogni tanto apre gli occhi benevolo e mi comunica con lampi verde smeraldo che sa che scrivo di lui.

Leggi anche:

“Gattologiastorie di gatti”

” Gattologia “

“About me”

“Il Tao dei gatti”

( tutti i gatti di questo post sono d’autore )

 

 

 

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* Conosciamo i meccanismi del cuore? Nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.

Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire.

Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi.

Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.

Rita Levi Montalcini

 

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* La Luna piena diventa rossa e l’eclisse frena l’energia di fuoco del Leone… una pausa per riflettere sulle scelte future… non c’è fretta nell’universo!


Immagina le selve e le radure, l’incanto dei boschi nelle notti di Luna Piena.

Immagina la Luna sulla neve, il lento luccichio azzurrino dei riflessi ghiacciati.

La Luna Piena con la sua luce argentea doveva essere, per chi viveva a stretto contatto con la natura, il momento del mese migliore per la caccia notturna, per uscire illuminati dall’astro della Dea, per avere luce anche nell’oscurità.
Immagina cosa doveva accadere quando, dalla luce della Signora notturna, all’improvviso cadeva di nuovo il buio più totale e la Luna diventava di fuoco, rossa come un rubino nel cielo.

Un buio sgradito, immediato e irreale che nessuno poteva prevedere.
E questa oscurità, questa Luna Rossa, diventava ovviamente presagio di incidenti e sciagure, rendeva difficile la strada per il ritorno a casa, creava ostacoli.

Tutto quello che accadeva in natura si estendeva a tutti i piani dell’esistenza, dentro e fuori, portando incertezza ed energie più pesanti, nascoste, eccessive, fredde, fini improvvise e cambi di situazione inaspettati.

 


Così l’eclissi di Luna con la sua oscurità, ci può portare anche oggi ad affrontare bruschi cambiamenti, tagli improvvisi, emozioni dolorose del passato che riaffiorano.

Non è un momento molto favorevole per intraprendere attività impegnative: meglio restare al caldo delle nostre case e lasciare il più possibile andare quello che deve scivolare via senza attaccarsi e intestardirsi.

Per di più questa Luna cade nel focoso segno del Leone.
Il Leone e’ il segno piu’ fiero dello Zodiaco. Il suo modo di porsi e’ regale, naturalmente elegante e il suo fascino gli permette di stare sempre al centro dell’attenzione. Il Fuoco è l’elemento naturale del Leone, il suo pianeta in domicilio il Sole, che è un pianeta maschile e diurno e può essere benefico o malefico a seconda delle situazioni. Se Leone fosse un tarocco sarebbe La Forza: la donna gentile e intelligente che con la Grazia e la Bellezza riesce a piegare la forza bruta. 

 

La Luna Piena in Leone porta quindi in genere vitalità e decisione, siamo orgogliosi, potenti e generosi. Il Fuoco che si accende dentro di noi stimola anche vanità e orgoglio, coraggio e teatralità. 

Vi ricordate il percorso della Luna questo mese? La Luna era nella sua prima metà crescente sotto al segno dell’Ariete, è stata molto fertile e buona per mettere in pratica davvero tutte le azioni che ci hanno avvicinato alla riuscita.

E quindi, cosa può accadere quando ci troviamo con queste energie che all’improvviso vengono tagliate, oscurate, recise? 

Di sicuro può esserci la percezione più o meno netta di qualcosa che sembrava scorrere che all’improvviso si blocca, un cavallo lanciato al galoppo che si punta sugli anteriori e non vuole più proseguire. C’è il rischio di cadere, sbilanciarsi e perdere l’equilibrio. 

Sarà necessario accogliere tutti gli intoppi come dinamiche distorte del passato, riconoscere che quello che noi faremo terminare e quello che dovrà finire è buona cosa lasciarlo andare il più velocemente possibile. Senza attaccamenti.

Il consiglio per questa Eclissi è: prendetevi tempo per decidere!

Quando le energie si fanno così intense e non sono chiare è necessario fermarsi per riposare e meditare.

Non fate passi avventati e non siate impazienti. 

Anche le forze di questa Eclissi e questa Luna, come tutte le cose della Terra, si andranno a stemperare, avranno una fine e poi un nuovo inizio ancora.

Non c’è mai nessuna fretta nelle ere del cosmo, per l’universo.

Prendetevi i vostri tempi e non affrettate le cose ….

E Buona Eclissi.

Sara

(fonte https://lasorgenteeladea.blogspot.com/)

Ma l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre. Quindi le energie lunari influenzano e vengono influenzate dalle specifiche qualità di energia di ogni altra costellazione.
E questo vale per i transiti dei pianeti sui nostri pianeti di nascita, delle comete e di ogni galassia.
Le energie delle stelle tutte ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della Vita la nostra vita!

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* Il fuoco energetico che spinge al cambiamento

Indicare il fuoco energetico che alimenta la natura umana e la spinge alle sue conquiste come violenza ed arroganza non fa che creare sul piano fisico credenze limitanti alle quali la maggior parte di noi si adegua. Spesso le fonti che generano queste credenze si ammantano di appartenenza a detentori della verità.
Così si plasmano i comportamenti e si generano le conseguenti azioni e si creano menti inconsapevolmente schiave del comune andare verso l’obbiettivo del momento, che spesso non riguarda la crescita.

La mente crea ed i pensieri condivisi si materializzano e creano la “ realtà”.

Ma l’umanità ha una coscienza che ha generato una civiltà fondata sui valori dell’essere umano, amore, armonia, fratellanza, pace, dignità, rispetto…
Questa coscienza ci spinge a indirizzare il fuoco energetico nell’immaginare un futuro ricco di esperienze costruttive dettate dai nostri valori.
Liberiamoci dalle credenze limitanti che ci vengono continuamente imposte dalle speculazioni scientifiche, religiose, sociali, che separano.

L’umanità è un gruppo in cammino.

La mente crea.

Il futuro dipende da ciò che immaginiamo.Tutti insieme.
Perchè il pensiero crea e più è condiviso più diventa la realtà che tutti vogliamo.

Continuiamo a lavorare per il cambiamento, subito, tutti insieme.

Love
L

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* La buona notizia del venerdì: Eliminare lo spreco alimentare delle feste natalizie? Si può con Equoevento!

Feste e cene aziendali, e se l’evento diventasse il recupero dei tanti pasti avanzati e sprecati?

La lezione di Equoevento, con i suoi giovani volontari che recuperano il cibo sprecato durante gli eventi. Cene aziendali, matrimoni, compleanni, pranzi durante i congressi. In soli 3 giorni a Roma recuperate porzioni per dare da mangiare a 150 famiglie.

Già la parola, evento, mi lascia molto perplesso.

Quale sarebbe «l’avvenimento» che giustifica l’utilizzo di questo vocabolo per una banalissima e rituale cena aziendale, o per una di quelle infinite cerimonie al confine tra marketing, pubblicità e ordinaria vita d’impresa?

Non c’è «l’avvenimento». Se non il rischio altissimo di una gigantesca sagra dello spreco alimentare, e non solo, con un’infinita quantità di piatti (primi, secondi, frutta e dolci) che, zac, in poche ore finiscono nei secchi dell’immondizia.

Tutto cibo sprecato.

Con il relativo conto dello spreco di denaro contante, considerando i costi di questi eventi, e con l’affermarsi nel nome di un «avvenimento», tra un frizzo e un lazzo, della consuetudine di festeggiare buttando nella spazzatura ciò che manca a 815 milioni di persone nel mondo.

Uomini e donne di un altrove, molto distanti dai fortunati partecipanti a quest’orgia del cibo sprecato truccata sotto la fattispecie dell’evento. Lo stesso film dell’orrore, badate bene, che si gira quando celebriamo un matrimonioun compleanno vip (sinonimo di evento, stesso suono gracchiante) di una fanciulla diciottenne, una cena in occasione di un congresso o di un’assemblea annuale della più sconosciuta associazione professionale. Sempre la stessa sceneggiatura: una quota variabile tra un terzo e la metà del cibo offerto ha il suo capolinea nella giungla dei rifiuti, che intanto ci stanno soffocando.

Una piccola ma battagliera e ben organizzata associazione di volontari, Equovento, è concentrata in diverse città italiane, da Roma a Milano passando anche per Lecce, e all’estero, da Parigi a Madrid, per impedire lo sconcio dello spreco di cibo durante gli eventi.

Nel periodo di Natale, per esempio, le squadre di Equovento passano in rassegna i vari eventi aziendali e cercano di scendere in campo.

In modo pratico e semplice: basta chiamarli, e fanno tutto loro, dal ritiro del cibo avanzato, fino alla riconsegna ad altre squadre di volontari che hanno bisogno di pasti per i poveri che assistono, per le case famiglia sempre a corto di risorse, per quelle mense degli ultimi in perenne affanno. 

Tutto al costo di una semplice donazione (che dovrebbe essere la più generosa possibile, considerando anche le spese per il prelievo e per la riconsegna del cibo) per il festeggiato, privato o azienda che sia, e per le società che si occupano del catering talvolta però preoccupate per la scoperta dello spreco di cibo.

Svelata la quantità di pasti andati in malore, magari con il prossimo evento la fornitura si riduce.

Per noi di Non sprecare, l’associazione Equovento è come una compagna di strada. Ne parliamo spesso, l’ultima volta in occasione della selezione delle candidature al Premio Non sprecare, seguiamo con attenzione le loro iniziative e cerchiamo di fare in modo che possano moltiplicarsi in tutta Italia e all’estero, come puntualmente sta avvenendo.

Con numeri che, se li andate a sommare, diventano enormi, proprio come lo scandalo dello spreco di cibo che invece così si azzera: in appena tre giorni di attività a Roma, i volontari di Equovento sono riusciti, per esempio, a recuperare 800 porzioni di ottimo cibo, destinato come al solito al bidone dell’immondizia, e hanno consentito di portare a tavola pasti completi a 150 famiglie in difficoltà e aiutate dalla Comunità di Sant’Egidio.

Poveri veri, non finti.

Ma se davvero vogliamo aiutare Equovento, e questo straordinario gruppo di ragazzi, dovremmo tutti iniziare a pensare a qualcosa di più.

A qualcosa da poter fare, ogni giorno, anche noi nel nostro piccolo quotidiano, che sommato diventa poi un grande cambiamento generale.

Per esempio: chi ha in mano il rubinetto, e quindi il budget, e l’organizzazione di questi benedetti eventi, a qualsiasi livello, faccia la cosa più semplice del mondo. Apra le porte a Equovento, aiuti a creare sul territorio tante, tantissime, sezioni dell’associazione, convinca le aziende di catering a non mettere i bastoni tra le ruote per il recupero del cibo rimasto a tavola e non consumato dagli ospiti. Lo faccia con forza, con la stessa energia con la quale ha convinto tante persone che l’evento sia un «avvenimento» imperdibile e beato chi ci partecipa.

Con questa spinta, anche la battaglia contro lo spreco alimentare farà un salto in avanti, e diventerà un «avvenimento», vero e non finto, di una vita sociale allegra, giustamente ispirata all’idea di festeggiare, ma con un minore tasso di insopportabile indifferenza.

 

 

 

Fonte:

http://www.nonsprecare.it/sprechi-cibo-eventi

http://www.nonsprecare.it/risparmio-alimentare-scuola-bagno-a-ripoli

http://www.nonsprecare.it/spazzatura-elettronica-italia-problema-smaltimento-rifiuti-video

http://www.nonsprecare.it/sprechi-a-scuola

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* Significato esoterico dell’ albero di Natale: simbolo dell’Eterno che scaturisce dal Temporale

L’ Albero di Natale secondo le parole di  Rudolf Steiner

“L’albero di Natale è un simbolo di quella luce che deve sorgere dall’intimo dell’anima nostra e per mezzo della quale possediamo l’immortalità dell’esistenza spirituale.

Possiamo avvertire qualcosa nell’albero che ci sta innanzi come albero di Natale, qualcosa come un simbolo di quella luce che deve sorgere dall’intimo dell’anima nostra e per mezzo della quale possediamo l’immortalità nell’esistenza spirituale. […]
Sia per noi un simbolo per ciò che deve illuminare e ardere nelle nostre anime, per innalzarci al mondo spirituale!”
Rudolf Steiner 

Il simbolo dell’albero di Natale è polare rispetto al simbolo della Natività del presepe, in quanto l’Albero rappresenta il primo Adamo, mentre la Natività il secondo Adamo venuto per redimere la caduta del primo. Nel corso delle epoche di cultura successiva all’antica egizia si è perso il significato dell’insieme dei simboli, tanto che i simboli dei pianeti sarebbero stati sostituiti prima dalle mele dell’Albero della Conoscenza, e poi dalle palline natalizie che rappresenterebbero così le sfere celesti.

Il loro decorso spirale sull’albero culmina ancora con la stella posta in cima, come puntale dell’Albero di Natale.

Ecco le parole di Rudolf Steiner:

“Il quadrato è il simbolo della natura quadripartita dell’uomo: corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed Io. Rappresenta anche i quattro elementi e i quattro temperamenti.

Il triangolo è il simbolo dell’uomo superiore: Sé Spirituale, Spirito Vitale e Uomo-Spirito.

Sopra il triangolo è posto il simbolo del Tarot. Gli iniziati dei Misteri Egizi sapevano come leggere questo simbolo. Sapevano anche come leggere il Libro di Thoth, che consisteva di 78 carte su cui erano memorizzati tutti gli eventi del mondo dall’inizio alla fine, dall’Alpha all’Omega, e che potevano essere letti se uniti e assemblati nel giusto modo.

Il Libro di Thoth, o Hermes, conteneva in immagini la vita che sfuma in morte e che di nuovo risorge a nuova vita. Colui che poteva combinare i giusti numeri (Arcani minori) con le giuste immagini (Arcani maggiori) era in grado di leggerlo. Questa saggezza numerologica e in immagini è stata insegnata fin dall’era primordiale.
Il Tao è il segno che ci ricorda della concezione del Divino che avevano i nostri antenati quando vivevano ad Atlantide.
Allora gli uomini sapevano comprendere il linguaggio della natura, interpretarne i messaggi dei fenomeni degli elementi, ascoltarne i suoni. Era il suono del Tao! L’uomo di Atlantide a comprese che il Tao stava pervadendo l’intero universo.
Il Pentagramma è il simbolo cosmico dell’uomo,è appeso alla sommità dell’albero. E’ la stella dell’Umanità in evoluzione. E’ la stella che seguono tutti gli uomini che hanno Consapevolezza.”

Rudolf Steiner ebbe diverse occasioni, durante le sue conferenze per esprimersi a proposito dei simboli legati al Natale, compreso l’albero.

Secondo Steiner il simbolo è molto antico, nella sua natura materiale rappresenta l’Albero del Paradiso in quella spirituale è l’Albero della Conoscenza e della Vita.

In una conferenza stampa del 1906 diede adirittura le sue linee guida per decorare l’albero di Natale, partendo da alcune rose – simbolo del’Eterno che scaturisce dal Temporale- seguiti da 7 simboli in legno dorato.

Qualche anno dopo diede il suggerimento di aggiungere altri 7 simboli più piccoli, quelli dei Pianeti,i quali dovevano essere disposti in modo da poterli vedere tutti guardando l’albero, senza essere coperti da alcuna candela.

Le rose, simbolo dei Rosacroce, indicano la trasformazione dell’anima umana e devono essere 30 rosse e 3 bianche, simbolo dell’evoluzione cristica.

L’abete, per la conformazione dei suoi aghi e dei suoi rami, è legato alla Triplice costituzione dell’essere umano, è il tramite tra cielo e terra. Per questo l’albero deve avere le sue radici come l’essere umano ha le sue nella materia.

Ancora oggi, nella Scuola Steiner-Waldorf e nelle sedi della Società Antroposofica è uso adornare l’Albero di Natale con i simboli così disposti da Steiner in questo Albero di Natale.

fonte:

La simbologia e le origini dell’albero di Natale secondo Rudolf Steiner

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* L’ ( immacolata) concezione

L’ (IMMACOLATA) CONCEZIONE

Il concetto dell’immacolata concezione di Gesù sta al centro della tradizione cristiana ortodossa.

Ciò nonostante viene menzionato soltanto in due dei quattro Vangeli e in nessun altro testo del Nuovo Testamento.
Marco dice…..” ecco  la Vergine sarà gravida e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele, il che interpretato vuol dire: Dio con noi…”

Si fa riferimento ad una profezia di Isaia che fece nel 735 a.C. , per ingraziarsi l‘ allora Re  di Gerusalemme Araz.

Ma nulla fa pensare che si riferisse alla nascita di Gesù 700 anni dopo.
Inoltre Maria e Giuseppe chiamarono il loro figlio Gesù ( in ebraico Yehoshua)

Anche l’interpretazione del testo evangelico non è esatta: infatti la parola semitica tradotta come “vergine” è almah, che significa semplicemente  “giovane donna”,  mentre in latino la parola  “ virgo “  significa  “ nubile ” .
La verginità fisica attribuita a Maria diviene ancora più incredibile riguardo alla dogmatica asserzione cattolica che ella rimase sempre vergine.
Nei Vangeli viene confermato che Maria ebbe altri figli, e Gesù viene citato come il “primogenito”, e i suoi fratelli erano Giacomo, Iosa, Simone e Giuda, e anche delle sorelle.
Le scritture dicono che Gesù era un “Nazareno”, ma questo non vuol dire che venisse dalla città di Nazareth, la cui effettiva esistenza non è mai stata provata.
Giovanni Battista e il fratello di Gesù, erano Nazareni, individui ascetici , vincolati da rigidi voti durante periodi stabiliti, come nel caso di Mosè.
All’epoca di Giuseppe e Maria, i Nazareni erano affiliati alla comunità Essena di Qunram.


LA COMUNITA’ ESSENA DI QUNRAM .
La comunità osservava alcune severe regole disciplinari in rapporto al fidanzamento e al matrimonio dinastico.
Queste regole erano molto definite e imponevano una vita di castità eccetto che per la procreazione di figli solo ad intervalli stabiliti.
Tre mesi dopo la cerimonia del fidanzamento, aveva luogo un “ Primo Matrimonio” ufficiale con l’unzione degli sposi, che segnava l’inizio degli sponsali  nel mese di settembre.
Dopo di che erano permessi rapporti fisici, ma soltanto nella prima metà di dicembre.
Scopo di questa limitazione era assicurare che un’eventuale nascita messianica avvenisse in settembre, mese dell’Espiazione.  Se la sposa non concepiva i rapporti intimi erano sospesi fino al dicembre successivo e così via.
Una volta che la sposa in prova aveva concepito, veniva celebrato un “Secondo Matrimonio” con unzione per legalizzare l’unione.
Tuttavia la sposa era ancora considerata una almah, giovane donna, fino al compimento del Secondo Matrimonio, che non veniva celebrato fino a che lei non era in cinta di tre mesi.
Questo rinvio era stato stabilito in previsione di un possibile aborto.
I Secondi Matrimoni avevano quindi luogo nel mese di marzo.
Quindi Maria poteva benissimo essere la moglie di Giuseppe e allo stessa tempo una almah.
Ma Maria rimase in cinta mentre stava trascorrendo un periodo di prova come donna sposata  della gerarchia dinastica, un periodo nel quale erano proibiti i rapporti sessuali, e Giuseppe ebbe bisogno di avere l’approvazione del sommo sacerdote Abiatar , il designato Gabriele.
Dal tempo di re Davide, la dinastia di Abiatar era insediata nell’alta gerarchia ecclesiastica.
Oltre ai tradizionali titoli sacerdotali, gli Esseni conservavano anche i nomi degli arcangeli del Vecchio Testamento nella loro struttura governativa.
Quindi , secondo l’ordine gerarchico, sotto al gran sacerdote “Arcangelo Michele “ era il sacerdote “Angelo Gabriele”, che era anche l’Angelo Ambasciatore del Signore.
Così si spiega l’episodio dell ”Annunciazione”, dove si racconta che a Maria viene annunciata la nascita di Gesù dall’Angelo Gabriele.
In realtà si trattò di una conferma da parte di un alto sacerdote, che aveva il grado di Angelo Gabriele, nella gerarchia degli Esseni.
E questo permesso fu dato perchè Giuseppe era un diretto discendente di Re Davide e suo figlio avrebbe preso posto nella discendenza regale, quindi non poteva essere  abbandonato come un qualsiasi figlio illegittimo.
Dopo questa dispensa a Giuseppe sarebbero state applicate di nuovo le regole normali: prima fra tutte quella che nessun contatto fisico era permesso tra marito e moglie fino alla nascita del bambino.
Intanto le regole erano state infrante e Maria dette alla luce Gesù nel momento sbagliato dell’anno: domenica 1 marzo del 7 a.C.
Così Maria non solo concepì come almah, ma partorì anche come tale prima del Secondo  Matrimonio.

continua….: ” Le Marie :Lo sposo e la sposa

Fonti:

Robert Graves ” La dea Bianca” Adelfi Edizioni

Edoardo Schurè : ” I grandi iniziati” Edizioni Laterza

Illustrazioni : Antonello da Messina / Dante Gabriele Rossetti