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* La buona notizia del venerdì:La Commovente Storia di una ragazza contadina dell’Iran che sogna di diventare un’astronauta

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Lontani dai tempi delle grandi imprese pionieristiche dell’esplorazione spaziale umana, e con il programma spaziale passato in ombra, è difficile rivedere oggi negli occhi di giovani ragazzi quel desiderio profondo di esplorare, e diventare astronauti per andare a toccare con mano nuovi mondi e sentirsi immersi nell’immensità del cosmo durante le passeggiate spaziali. Ma, quello che di fondo ci spinge verso l’astronomia, l’esplorazione e l’universo, non muore mai, perché riguarda la nostra ancestrale e profonda attrazione verso le stelle ed il mistero.

Un esempio commuovente di grandi sogni fatti di questa spinta ancestrale è un documentario attualmente in lizza per la competizione Sundance per film indipendenti, che narra la storia di Sepideh Hooshyar, una ragazza adolescente delle regioni rurali dell‘Iran, che sta facendo di tutto per diventare un’astronoma e astronauta, passando i suoi giorni a studiare su vecchi libri e le sue notti a guardare il cielo con il telescopio. Questo documentario è una cronaca del suo inseguire questo sogno.

Sepideh vive a Sa’adat Shahr, un villaggio nella provincia di Fars. Ha promesso a suo padre, morto tragicamente pochi anni fa, che avrebbe inseguito il proprio sogno a qualsiasi costo. Tuttavia, la sua famiglia è molto povera ed il suo inseguire l’astronomia invece di andare a lavorare nella fattoria non è di aiuto. Così, passa i giorni in un’osservatorio locale, ancora costruito solo a metà dopo ben 20 anni.
Con la pressione che cresce riguardo alla sua situazione e ruolo interno alla famiglia, Sepideh decide di contattare il suo idolo: Anousheh Ansari, la prima donna turista nello spazio, per chiedergli aiuto.
Il film è veramente bello non solo per la storia ma anche per le stupende riprese di Babak Tefreshi, che riprende il cielo in time-lapse ed i paesaggi locali, in modo da far sentire lo spettatore completamente immerso in quel mondo. Si tratta di un vero inno alla passione e al perseguire i propri sogni, specie se si è una giovane ragazza iraniana che vive in campagna (che complica l’impresa non di poco).

SEPIDEH: LETTERS TO EINSTEIN by Berit Madsen

Fonte: http://www.link2universe.net/2014-01-23/la-commovente-storia-di-una-ragazza-contadina-delliran-che-sogna-di-diventare-unastronauta/

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* Qui Rosetta… siete ancora lì ?

La sonda Rosetta dell’ESA ha dato un segnale di risposta.
La sonda Rosetta era distante 807 224 610,74 km,

che corrisponde a 44 minuti e 53 secondi luce, a 673 milioni di km di distanza dal Sole.
La sonda Rosetta è diretta verso la Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.


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Il  TUTTO

“Vedere un Mondo in un granello di sabbia,

E un Cielo in un fiore selvatico,

Tenere l’Infinito nel cavo della mano

E l’Eternità in un’ora.”

(William Blake)

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* La buona notizia del venerdì: A scuola da Steve Jobs nei Paesi Bassi ma anche in Italia…

A scuola da Steve Jobs nei Paesi Bassi:

si punta su creatività e spirito critico e ogni allievo ha un iPad

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I bambini di oggi non sono come quelli di 10 anni fa, ma nemmeno come quelli di 2 o 3 anni fa. Questa l’idea dietro il progetto delle scuole “di Steve Jobs” che prendono prodotti e idee del defunto guru di Apple per riformare il sistema scolastico di 10 istituti dei Paesi Bassi (presto dovrebbero aggiungersi altri due).

Il progetto, fondato in gran parte dall’associazione The Education for a New Era Foundation (O4NT) è in cantiere da almeno un anno,

Secondo gli organizzatori, si tratta di una rivoluzione che ha però fondamenta solide nei cambiamenti già in atto nella società e sopratutto nella sua fascia più giovane. “I bambini di oggi sono diversi anni luce dai loro genitori”, usano tablet e smartphones per essere connessi con gil amici ma anche per divertirsi ed imparare.

L’idea è quella di sviluppare il talento di ciascun alunno, concentrandosi su creatività e spirito critico, ma anche di portare avanti gli obiettivi educativi “del XXI secolo” nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’Educazione.

Oltre ad usare iPad e smartphones, i professori non sono insegnanti “normali” ma svolgono la funzione di “coach”: aiutano piuttosto che impartire ordini a creare e portare avanti progetti, anziché mandare a memoria nozioni di matematica e classici di poesia.

Aperta dalle 7.30 alle 18.30, l’obbligo di frequenza vale solo tra le ore 10.30 e le 15.

Le vacanze sono a discrezione di alunni e genitori: le si può fare o meno, a seconda delle proprie necessità. Da qui all’anno prossimo ci si aspetta che aprano almeno una dozzina di scuole “Steve Jobs”.

Ecco cosa aveva da dire Jobs riguardo la scuola:

“E’ assurdo che il sistema educativo americano si basi ancora sul modello antiquato che prevede i professori in piedi di fronte alle loro lavagne nere con i manuali scolastici in mano. Tutti i libri, i supporti di apprendimento e le valutazioni dovrebbero ormai essere interattivi e adattati a ciascun allievo per fornirgli un riscontro in tempo reale”.

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Alla scuola media statale Manzoni di Pesaro tutto questo è oramai routine, e già da tempo. Tempistiche e modalità dello studio sono stabilite comunemente da insegnati e ragazzi, ai quali è permessa la partecipazione.

Non è un’utopia ma ciò che prova a realizzare ogni giorno in classe Ferdinando Ciani, 58 anni, professore di matematica e scienze della scuola media Manzoni di Pesaro, che sul concetto della “classe senza voto (come lui stesso l’ha definita) ci ha scritto ben due libri: “La scuola di Pinocchio” e “A scuola senza profitto”.

Oltre a svolgere l’attività di docente, Ciani coordina il “Gruppo di ricerca sulla pedagogia del Gratuito” , movimento di insegnanti e genitori nato con lo scopo di promuovere una nuova didattica: “In alternativa alla scuola del Profitto” spiega il professore. Con questo sistema il rendimento aumenta con percentuali elevate perché vengono meno l’ansia, la competizione, il ragazzo è libero di apprendere, e lo fa con passione”

Il punto di partenza di Ciani e del suo gruppo è semplice:

La scuola è sempre più simile a un’azienda, una fabbrica di alunni le cui performance sono valutate come si farebbe con dei prodotti commerciali. Per noi, invece, l’educazione è una cosa diversa, parte dalla relazione e non si misura con dei parametri numerici”.

In concreto, la prima cosa da abolire nella scuola del gratuito sono i giudizi tranchant. Ciani, nella sua classe, lo ha già fatto, proponendo agli studenti di sostituire i voti con delle “lettere” colloquiali che analizzano verifiche e interrogazioni senza esprimere valutazioni numeriche.

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Il più fulgido esempio, o meglio interprete di questa esperienza è senza dubbio la Scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, una realtà dove il valore di una persona non si confondeva mai con la sua capacità di imparare.

Più vicine a noi, esperienze del genere si registrano alla “Summerhill” in Gran Bretagna, alla “Kapriole” di Friburgo (Germania), “Hadera” in Israele o “Kiskanu” a Verona.

Irene Stella (relatrice al convegno Insieme a studiosi come Riziero Zucchi, Università di Torino; Leonardo Becchetti, Università di Roma Tor Vergata; e Andrea Canevaro, Università di Bologna) e autore del libro “Liberi di imparare” sintetizza così lo spirito di queste scuole:

«Il migliore adulto che un bambino può diventare è se stesso».

Fonti:

http://www.skuola.net/news/scuole-medie/addio-voti-scuola

http://www.huffingtonpost.it/2013/10/09/

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* La buona notizia del venerdì: L’ ADHD è una malattia fittizia

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Perchè non accada” è un articolo che ho scritto il 19 agosto 2011 a proposito del ADHD e dopo aver letto il libro di Paola Giovetti “ i bambini di cristallo”.

Solo in questi giorni mi è capitata sotto gli occhi questa notizia, che considero molto importante,e che è stata molto poco pubblicizzata.

Il settimanale tedesco Der Spiegel nella sua copertina, ha riportato che Leon Eisenberg , all’età di 87 anni, sette mesi prima della sua morte nella sua ultima intervista ha detto: “L’ADHD è un primo esempio di malattia fittizia “

ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), è la sigla della sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Il Disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in alcuni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini”

Il ricorso alla prescrizione di farmaci non è comunque raccomandato per bambini in età pre-scolare poiché non si conoscono gli effetti di lungo periodo di tale terapia in questa fascia di età”

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Il “padre scientifico”, colui che ha scoperto e denominato l’ ADHD, è lo psichiatra statunitense Leon Eisenberg, nato nel 1922 come figlio di immigrati ebrei russi.

Dal 1968, circa 40 anni , la scoperta della “malattia” di Leon Eisenberg ha riempito i manuali diagnostici e statistici , come “reazione ipercinetica dell’infanzia ”

L’uso di farmaci per l’ADHD in Germania è salito in soli diciotto anni da 34 kg ( nel 1993 ) a un record di ben 1760 kg ( nel 2011) – che è un 51 aumento delle vendite !

Negli Stati Uniti un ragazzo su dieci ingoia un farmaco ADHD al giorno . Con una tendenza crescente.

Leon Eisenberg ha ricevuto ” il premio Ruane for Child and Adolescent Psychiatry Research .

E ‘ stato un leader in psichiatria infantile per più di 40 anni per il suo lavoro sugli studi farmacologici , la ricerca , l’insegnamento e la politica sociale e per le sue teorie di autismo e di medicina sociale “.

Già nel novembre 2011 la Commissione nazionale svizzera in materia di etica biomedica ( NEK)si era pronunciata contro il consumo di agenti farmacologici che alterano il comportamento del bambino , senza alcun contributo allo sviluppo della sua personalità, ledono la sua libertà e capacità di scelta limitando le sue esperienze costruttive.

Sotto accusa è il farmaco, abbondantemente prescritto, il RITALIN.

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l Ritalin è catalogato insieme agli stupefacenti e presenta una non piccola serie di controindicazioni tanto che le Forze Armate americane rifiutano le aspiranti reclute che ne abbiano fatto uso prima dei dodici anni.

Il buisness di questo farmaco e di altri simili usati è salito a dismisura negli ultimi anni.

Anche per il fatto che Eisenberg è stato membro del ” Comitato Organizzatore per le donne e Medicina Conference , Bahamas , 29 novembre-3 dicembre 2006 Josiah Macy Foundation ( 2006) ”

Recenti indagini hanno trovato che dei 170 membri del gruppo DSM 95 più della metà aveva una o più relazioni finanziarie con aziende del settore farmaceutico .

I collegamenti sono particolarmente forti in quelle aree diagnostiche in cui i farmaci sono in prima linea per il trattamento per i disturbi mentali .

Il settimanale tedesco Der Spiegel nella sua copertina del 2 febbraio 2012, ha riportato che Leon Eisenberg , all’età di 87 anni, sette mesi prima della sua morte nella sua ultima intervista ha detto: “L’ADHD è un primo esempio di malattia fittizia “

fonte: http://www.worldpublicunion.org//2013-03-27-

Non  vogliamo che i nostri bambini siano

Adeguati > Docili > Humanized > Annullati

L’adulto, solo per il fatto di essere tale, ha generalmente la strana illusione di aver ormai raggiunto la meta; si compiace di se stesso e non gli viene in mente che proprio quando finisce la scuola dovrebbe cominciare a imparare nella più vasta e vera scuola della vita: dovrebbe ‘prendersi per mano’ e cominciare ad educare se stesso…”

Roberto Assagioli

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* Tempo di regali: handmade

10 buoni motivi per NON acquistare handmade

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Spesso cambiare punto di vista aiuta ad aprire nuovi orizzonti, perciò spero che questo post vi faccia riflettere un po’ sull’enorme differenza che esiste fra un prodotto fatto a mano (handmade) ed un prodotto industriale…

Pensateci bene prima di acquistare i vostri regali di Natale leggendo questi 10 buoni motivi per NON acquistare prodotti artigianali e  riflettere un po’ sull’enorme differenza che esiste fra un prodotto fatto a mano (handmade) ed un prodotto industriale…

1) se acquisti un prodotto UNICO la gente potrebbe pensare che anche tu sei unico… meglio uniformarsi alla massa  non credi?

Handmade = UNICITA’

2) se acquisti un prodotto handmade ci sono molte probabilità che l’oggetto acquistato duri nel tempo…. molto meglio comprare cose di scarsa qualità e che si rovinano subito, così puoi buttarle, cambiare più di frequente il tuo guardaroba e contribuire ad ingrandire le discariche!

Handmade = QUALITA’

3) se acquisti un prodotto fatto a mano è molto probabile che ti costi di più perchè devi pagare la qualità dei materiali utilizzati e la manodopera, oltre che l’originalità del pezzo… molto meglio acquistare roba da poco dai cinesi …

Handmade = ETICA – RISPETTO DEL LAVORO

4) è molto meglio acquistare prodotti di grandi marche, delle multinazionali che riescono a farci prezzi molto bassi e distribuiscono tutto in serie, se poi per farlo devono sfruttare il lavoro minorile e quello del terzo mondo a noi non interessa… se infatti le multinazionali hanno in mano le redini del mondo e controllano tutte le risorse è perchè se lo son meritati soprattutto grazie al nostro contributo… è vero ci considerano solo consumatori, con in fronte un codice a barre, ma di fatto noi lo siamo, non ci facciamo molte domande sul perchè certe cose costano così poco e su chi di fatto paga il conto, non è forse vero?

Handmade = VALORI

5) acquistando un prodotto fatto a mano c’è il rischio che i pezzi per produrlo siano riciclati, ma noi siamo nell’era del consumismo sfrenato, perciò bisogna adeguarsi!

Handmade = ECOSOSTENIBILITA’

6) acquistando prodotti handmade si contribuisce a portare avanti certe antiche tradizioni, ma basta con ste tradizioni! Meglio lasciarci alle spalle la nostra storia, il passato è passato ed è meglio dimenticarlo per sempre, dal passato non si impara nulla, giusto?

Handmade = TRADIZIONE

7) acquistando handmade si supportano persone che creano perchè amano farlo, perchè provano gioia nel creare… ma noi sappiamo bene che il lavoro deve essere solo sfruttamento e fatica, quindi meglio favorire le multinazioneli, giusto?

Handmade = LAVORO A MISURA D’UOMO

8) se acquisti un prodotto fatto a mano hai la certezza che quel prodotto sia stato fatto a casa o nel laboratorio del creativo/artigiano, un luogo quindi dove regnano la serenità, l’armonia, i colori, la musica… ma i luoghi di lavoro, si sa, devono essere posti sporchi, rumorosi, stressanti, nei quali non si ama stare, dai quali non si vede l’ora d’andare via… perciò chi fa un lavoro che ama in un posto sereno va contro le regole del lavoro, non credi?

Handmade = PIACEVOLEZZA DEL LAVORO

9) acquistare prodotti fatti a mano significa contribuire alla diffusione della fantasia, della creatività, dell’arte e questo potrebbe contribuire ad ispirare nuovi artisti e creativi… ma lo sanno tutti che l’arte e la creatività non servono a niente, giusto?

Handmade = FANTASIA – CREATIVITA’ – ISPIRAZIONE

10) i prodotti handmade necessitano di cura e amore durante la loro paziente realizzazione, requisiti dei quali a noi  non importa niente, giusto?

Handmade = AMORE E CURA PER IL DETTAGLIO E NELLA REALIZZAZIONE

quindi repilogando…

se vedi un prodotto artigianale che ti piace non acquistarlo perchè faresti il loro  gioco, il gioco di chi (come me  ) vorrebbe un mondo più a misura d’uomo, un mondo meno inquinato, più colorato e pieno d’amore, un mondo nel quale non si sfrutta il lavoro altrui, un mondo nel quale si da importanza alla singolarità delle persone, alla fantasia, alla creatività, allo spirito, un mondo nel quale si va contro le multinazionali che come sappiamo sfruttano le risorse della terra…  

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perciò rifletti bene prima di fare i tuoi acquisti di natale (e non solo) 

Fonte:

http://cosmosicula.com/

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* La buona notizia del venerdì: Più libri più liberi

PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI – RIPARTI DA UN LIBRO:

A ROMA LA FIERA DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA

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Il Palazzo dei Congressi dell’Eur dal 5 all’8 dicembre 2013 ospita un evento unico ma pieno di anticipazioni: in attesa di conoscere i protagonisti e gli appuntamenti della XII edizione la Città di Roma si lancia in una rassegna off, in scena dal 28 novembre al 4 dicembre, dal titolo Più Libri più Luoghi.

Il primo passo è aprire un libro. Il secondo viene subito dopo e può portare ovunque: dal rilancio dopo la tempesta, alla scoperta di nuovi orizzonti. Si parte da un libro, si riparte da Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, la cui dodicesima edizione è in programma da giovedì 5 a domenica 8 dicembre 2013 al Palazzo dei Congressi di Roma-Eur, preceduta dal programma off di Più libri più luoghi (28 novembre/4 dicembre) coinvolgendo 3 municipi, 38 editori, 50 librerie, le Biblioteche di Roma e decine di spazi cittadini.

La manifestazione presentata al pubblico il 26 novembre al Palazzo delle Esposizioni – è organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Centro per il Libro e la Lettura, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Camera di Commercio di Roma, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e in collaborazione con Biblioteche di Roma, l’azienda per i trasporti capitolina Atac, Radio 3 Fahrenheit.

Nei quattro giorni dedicati a storie, incontri ed eventi, il Palazzo dei Congressi ospiterà 374 espositori e centinaia di ospiti per altrettanti appuntamenti. Ci saranno autori internazionali provenienti da Paesi come Canada, Irlanda e Messico e numerose figure di rilievo della narrativa, dello spettacolo, dell’arte, della cultura e della società italianaper un programma aperto ai mille orizzonti della scrittura e della creatività (sito http://www.plpl.it).

Ma in attesa della fiera, Più libri più luoghi sarà il programma off dei 38 editori impegnati nei luoghi della città che si popoleranno di reading, aperitivi, incontri e passeggiate letterarie nei 3 municipi romani (I, II e XII), nelle 50 librerie aderenti, nelle Biblioteche di Roma e in decine di spazi altri, in scena dal 28 novembre al 4 dicembre per espugnare tutto il territorio, dalle vetrine dei negozi ai banchi del mercato.
La fiera dei ragazzi poi in Più libri più grandi, sarà il contenitore di eventi per i più piccoli (in collaborazione con le Biblioteche di Roma e l’Azienda Speciale Palaexpo), distribuiti prima e dopo la Fiera, negli istituti scolastici della città, nelle Biblioteche comunali ed al Palazzo dei Congressi.

Attenzione particolare anche al mondo professionale, la manifestazione confermerà la sua natura di laboratorio e commento dati nella fotografia del mercato editoriale (rapporto Nielsen e GFK).Infine Più libri più idee,a cura di AIE, offrirà un’occasione formativa sul mondo del libro agli studenti delle università e delle scuole di perfezionamento romane, nell’ottica di un avviamento al lavoro nel campo dell’editoria.

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Ogni anno in Italia vengono pubblicate oltre 50 mila novità.

Di queste il 25%, cioè un libro su quattro, è pubblicato da un piccolo e medio editore ma difficilmente riesce a superare i tanti ostacoli che affollano la strada che lo separa dal magazzino alle vetrine delle grandi librerie.

Più libri più liberi nasce per questo. Per garantire ai piccoli e medi editori italiani la vetrina che meritano.

Una vetrina d’eccezione, al centro di Roma e durante il periodo natalizio.

La formula di Più libri più liberi, che accanto all’esposizione di oltre 50mila titoli propone un programma culturale ricco di convegni, incontri, presentazioni e performance, ha subito incontrato il gradimento del pubblico che affolla tutti gli spazi del Palazzo dei Congressi di Roma rinnovando ogni anno il proprio affetto e la propria fedeltà.

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Informazioni ulteriori:

Fonti:

http://www.plpl.it

http://www.piulibripiuliberi.it

http://liveromeguide.wordpress.com

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* Doris Lessing

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Leggere che Doris Lessing è scomparsa domenica a Londra  mi ha fatto ritornare alla mente tutti i suoi libri che sono ben in vista, da me, sulla mia libreria.

Tutti i suoi libri, perchè li ho tutti. Li ho letti tutti.

Una parte di me si è rivelata e cresciuta in quel periodo di lettura.

Non un modello a cui aspirare come succede nell’adolescenza. Ero già sposata e mamma.

Piuttosto un riconoscere aspetti che qualificano tutte le donne indipendentemente dall’età.

Una spinta all’acquisizione di una coscienza di me a tutto tondo per fare liberamente le mie scelte consapevole delle mie capacità e delle mie aspirazioni. Essere sempre presente a me stessa.

Essere me stessa.

Ricordo i miei “ ma io non sono così” oppure “ Potrei essere così” “ Posso, Voglio”…

Ora ci saranno molte parole per descrivere la scorrevolezza della sua esposizione, la sensibilità delle sue protagoniste, le coinvolgenti descrizioni della sua Africa, il suo impegno sociale, la sua semplicità di vita, il premio Nobel per la letteratura.

Per questo non voglio aggiungere nulla né consigliare un libro o l’altro.

Per me un libro non è un oggetto, è un soggetto che ha un anima e una intenzione.
Come se l’autore si fosse messo in contatto con me e ne sentissi la presenza.
Un amico discreto, espone i suoi punti di vista e non si aspetta risposte. Come un amico leale.
E se interrompo la lettura e passo ad altro non se ne ha a male.
Per me è come conversare con un amico che mi suggerisce immagini, che mi rievoca musiche e canzoni, che mi provoca sentimenti ed emozioni, che mi stimola a fare esperienze, ed aumenta la conoscenza di me e del mondo.
I libri fanno parte della mia vita: posso tranquillamente legare un libro ad ogni esperienza che ricordo, ad un periodo particolare di riflessione o di crescita.

Penso che il contatto con un libro, con il suo autore è una esperienza molto personale.

Che può essere confrontata con altre esperienze personali. Volendo.

La mia esperienza con Doris Lessing mi ha arricchito.

Love, Doris.

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* La buona notizia del venerdì: La storia di Yash

La storia di Yash: vedere il mondo in modo positivo

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Yash Gupta, 17enne di origine indiana residente a Irvine (California), è un ragazzo molto speciale: già da qualche anno ha fondato un’associazione che raccoglie occhiali da vista usati – che altrimenti finirebbero nella spazzatura – per donarli ai bambini di tutto che ne hanno bisogno, ma che non possono permetterseli.

Yash, che porta gli occhiali da vista da quando aveva 5 anni, sa molto bene cosa significa non vedere perfettamente e si ricorda ancora di quando era alle elementari ed aveva rotto gli occhiali da vista. Yash ha dovuto aspettare una settimana per averne un paio nuovo e questa esperienza lo ha segnato profondamente. “ Non riuscivo a vedere niente”, ha raccontato, “In classe non vedevo nulla, così mi distraevo molto facilmente. E non riuscivo nemmeno a fare i compiti”. E’ stato in quel momento che si è reso conto di quanto fosse importante possedere un paio di occhiali da vista.

Tutti i bambini che non possono permettersi un paio di occhiali, specialmente nei paesi a basso reddito, soffrono di uno svantaggio enorme, perché se non riescono a vedere bene, non possono beneficiare dell’istruzione che ricevono. “Per loro diventa impossibile riuscire ad esprimere al meglio le loro potenzialità. Io ho avuto questo problema per una settimana, ma questi bambini ce l’hanno da tutta la vita”.

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Ecco perché 3 anni fa, quando avevo solo 14 anni, Yash ha avuto l’idea di recuperare gli occhiali da vista che la gente non utilizza più, per donarli a chi ne ha bisogno. Spesso i vecchi occhiali vengono dimenticati nei cassetti o gettati nella spazzatura, quando ci sono tanti bambini che non vedono bene, ma che non possono comperarli. “Io, a casa, ho trovato da 10 a 15 paia di occhiali solo aprendo i cassetti in modo del tutto casuale”, ha detto. Resosi conto che quegli occhiali potevano fare la differenza nella vita di almeno 10 bambini, Yash con il supporto del padre, ha fondato una associazione che raccoglie gli occhiali da vista usati per darli ai bambini meno fortunati di lui.  Come primo passo, ha contattato tutti gli optometristi di Irvine, che hanno accettato di esporre nei loro negozi un contenitore nel quale i loro clienti, dopo aver comprato un nuovo paio di occhiali, potevano donare quelli usati.

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Quel primo esperimento è stato davvero incoraggiante”, ha dichiarato Yash. “Alcuni (optometristi) avevano già molte paia di vecchi occhiali, che avevano accumulato nel tempo e dei quali non sapevano che fare” . la sua associazione no profit si chiama “Sight Lerning” e raccoglie occhiali usati presso gli optometristi californiani per darli ad organizzazioni internazionali. Dal 2011 ad oggi Yash ha raccolto e regalato circa 9.500 paia di occhiali, per un valore di quasi 500.000 dollari, soprattutto ai bambini di Haiti, Honduras, India e Messico. Per il suo altruismo Yash ha partecipato ad un evento alla Casa Bianca lo scorso mese di luglio ed è stato nominato CNN Nero 2013. Aiutare gli altri è molto importante per Yash, la cui famiglia è emigrata dall’India verso gli Stati Uniti quando aveva solo 1 anno di età.

“ E’ stata dura riuscire ad integrarci per questo sono molto solidale con tutte le persone che vivono momenti di difficoltà. In questo momento stiamo collaborando con organizzazioni che hanno attività internazionali. Ma in futuro, mi piacerebbe portare questo servizio anche in tutte le città degli Stati Uniti” ha spiegato Yash. “Nel Mondo ci sono 300 milioni di persone che non possono permettersi un paio di occhiali da vista, ma ne hanno bisogno. Gran parte di loro (circa un terzo, n.d.a.) sono studenti e credo che non sia giusto che non riescano ad avere un’istruzione adeguata solo per questo motivo. E’ entusiasmante vedere l’espressione meravigliata dei bambini che indossano gli occhiali per la prima volta, vedere la gioia e felicità sui loro volti

Fonte: buonenotizie.it

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