
il Sole al tramonto accende i fiori di tarassaco sul pontile di Ostia 🌞
Foto di Laurin
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

il Sole al tramonto accende i fiori di tarassaco sul pontile di Ostia 🌞
Foto di Laurin

Questa Luna Piena 🌝illumina sul Mare una via che invita a nuovi percorsi🌝non senti forse un forte impulso a cambiare il passo per riprovare l’entusiasmo degli inizi? Accelera il tuo cuore all’idea di nuove esperienze!🧚♀️Del resto oltre l’orizzonte di certo troverai il Sole 🌞 🌈☘️
Love Laurin
foto di Laurin dal terrazzo sul mare di Ostia Lido
Foto di Laurin
Guarda! La natura è in fermento, si riveste di colori e di sfumature brillanti!
Ascolta! La melodia nell’aria è quella della rinascita, e celebra l’inizio del nuovo ciclo.
Senti! La luce ormai splendente risveglia nuove vibranti e sopite emozioni !
E anche tu non pensi forse che sia il momento di guardare dentro al tuo cuore e far emergere i tuoi fiori interiori?
E non percepisci forse una crescente spinta a coltivarli con amorevole creatività per raggiungere strepitosi obbiettivi?
E’ il momento del Grande Inizio!
E tu sei in sintonia con la Madre Terra!
Love Laurin
Oggi ricorre il Dies Romana o Romaia, più comunemente conosciuto ai nostri tempi come Natale di Roma.
La città dunque, che ha compiuto il suo primo Natale prima dell’avvento del Cristianesimo e quindi del calendario gregoriano, su cui ci basiamo oggi, quest’anno compie i suoi 2.776 anni.
La leggenda vuole che proprio il 21 aprile del 753 a.C. Romolo abbia fondato Roma.
Con questa data inizia la cronologia della Città Eterna e quindi nel 2023 (in numeri romani MMXXIII) abbiamo l’anno 2776 (MMDCCLXXVI) dalla sua fondazione. La data fu calcolata dall’astrologo Tarunzio, amico di Cicerone, poco prima dell’era cristiana.
Le origini della città di Roma dal punto di vista storico sono state narrate nella lunga ricostruzione storica di Tito Livio in 142 libri intitolati appunto Ab urbe condita. La narrazione di Livio iniziava dalle origini mitiche di Roma, ovvero con la fuga di Enea da Troia, cui faceva seguito la leggenda di Romolo e Remo allevati dalla lupa.
Nel narrare la leggenda della fondazione dell’urbe Livio fa riferimento al pomerium, il cosiddetto “solco sacro” tracciato da Romolo sul Palatino per creare la sua città. Il gemello Remo avrebbe osato scavalcare le mura appena erette da Romolo, suscitando l’ira funesta del fratello che sfociò nel delitto
«Così, d’ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura». In questo modo Romolo s’impossessò del potere e la città prese il nome del suo fondatore.
Nella tradizione, Romolo per fondare Roma avrebbe collocato, dove c’è il Marco Aurelio, Asylum affermando che tutti coloro che avessero voluto diventare cittadini di Roma avrebbero potuto esserlo, a prescindere dalla provenienza, dalle radici e dall’etnia. Questo aspetto del mito divenne centrale nella costruzione della città, era parte della politica imperiale ma con un’idea di cittadinanza che partiva dalla condivisione della legge e non sull’appartenenza etnica.
Una modalità di concepire la cittadinanza prettamente politica
La celebrazione dell’anniversario di Roma come elemento della propaganda imperiale, finì per attribuire alla questione dell’anno della fondazione un’importanza fondamentale.
Il primo imperatore a celebrare il Natale di Roma fu Claudio, ottocento anni dopo la data della sua presunta fondazione. All’epoca la ricorrenza aveva il nome di “Palilla” perché in quei giorni si celebravano le festività dedicate alla Dea Pales, divinità tutelare delle greggi e dei pastori. In seguito avrebbe preso il nome di Dies Romana.
La tradizione sarebbe continuata sino ad Antonino Pio per poi essere inglobata a quella dei Ludi Saeculares. (celebrati ogni cento anni), in quanto Roma aveva compiuto dieci secoli.
Sono state rinvenute monete che celebrano l’evento. Su una moneta del pretendente al trono Pacaziano, appare esplicitamente “1001”, da dove si evince come i cittadini dell’Impero romano avevano compreso di essere all’inizio di una nuova era, di un “Saeculum Novum”.
Nel 1871 dopo la proclamazione a Capitale di Italia,, il compleanno di Roma si trasformò in un evento nazionale.
Nel corso dei secoli, tale evento è diventato un simbolo della città attraverso cui mettere in risalto la grandezza della Capitale.
Sono tante le iniziative che vengono organizzate per i cittadini e tutti i turisti che giungono nella Capitale per trascorrere qualche giorno tra le sue vie, gustarsi un piatto tipico e lasciarsi andare alle meraviglie che le fanno da cornice.
Che Roma è una delle regine dell’arte d’ogni tempo!
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Love Laurin42
foto di Laurin
L’immagine di una madre cicogna nel nido con i suoi due pulcini in Ucraina è diventata per qualche motivo il “simbolo di speranza” del paese.
Fotografato alla periferia di Kiev, il nuovo nido è stato trovato dopo l’invasione durata mesi che ha interrotto il loro accoppiamento annuale.
Le cicogne sono considerate “uccelli sacri” in Ucraina, dove nidificano ogni primavera dopo aver trascorso l’inverno in Africa. Il 16% delle 224.000 cicogne che raggiungono l’Europa ogni anno hanno nidificano in Ucraina e vi allevano i pulcini fino alla fine dell’estate.
Secondo Good News Network, le cicogne che sono tornate a nidificare in Ucraina hanno portato una luce di speranza nel paese in questa tragedia della guerra: “il nostro uccello nazionale, torna per una primavera che non ha eguali”.
Dopo l’invasione russa le cicogne in Ucraina erano state costrette ad abbandonare i loro piccoli e persino a nidificare altrove, secondo il World Time Todays.
Ora i beneauguranti uccelli si sono stabiliti tra le rovine del villaggio di Moshchun, a 10 miglia da Kiev. Non ci si poteva credere che le cicogne fossero tornate e avessero ritrovato il loro solito luogo di nidificazione, dopo che le truppe russe avevano lasciato il villaggio.
Oltre ad essere messaggeri dell’arrivo della primavera, le cicogne sono anche viste come un simbolo secolare di fertilità e simboleggiano “un grande raccolto, così come la felicità familiare, la procreazione, la cessazione dei conflitti e l’amore per la patria”, ha detto Oleg Dudkin, direttore della Società ucraina per la protezione degli uccelli, che ha catturato la fotografia delle cicogne che hanno nidificato proprio in questo periodo.
“È non solo la devozione di una madre per i suoi piccoli, ma anche il grande amore e la devozione degli ucraini alla loro madrepatria e la disponibilità a non andarsene”, ha aggiunto.
“Le cicogne saranno sempre uccelli sacri per gli ucraini, rafforzando la speranza per la pace e l’inevitabile vittoria della primavera sull’inverno e del bene sul male”.
L’ornitologo Oleksandr Ruchko ha organizzato tour di birdwatching nei parchi di Leopoli con i rifugiati giunti qui dalle città dell’Ucraina, tra cui Kiev e Kharkiv.
Molte di queste persone hanno perso la casa e la famiglia. Per loro l’attività di osservare gli uccelli è diventata un modo per ritrovare fiducia anche se durante la guerra l’uso di binocoli o telescopi poteva destare sospetti. “Nessuno vuole sembrare una spia”, ha raccontato Ruchko, “ma a volte non bastano orecchie e occhi”.
“Nel vicino villaggio nei dintorni di Kharkiv. abbiamo visto un gruppetto sopra di noi un gruppo di stercorari, pavoncelle e folaghe che scivolavano nel cielo senza alcun problema . Sembravano tranquilli e sicuri di sé stessi. L’area è un oasi di pace per ogni specie. Anche per le cicogne perchè al largo del fiume Dniesterer le sponde sono paludose e i piccoli stagni offrono il cibo al riparo dei pericoli.”, riporta The Guardian.
Per gli Ucraini il ritorno delle cicogne è un segno che la primavera è arrivata, e potrebbe portare presto anche la pace. Non conoscendo confini, l’uccello che vola è simbolo di libertà.
“E siamo tutti felici che siano tornati sani e salvi, dandoci speranza in tempi migliori”.
È la “Luna Rosa”.
Secondo l’almanacco degli agricoltori, la Luna Piena di aprile è chiamata Luna Rosa in onore dei fiori che iniziano a sbocciare all’inizio della primavera, in particolare il muschio Rosa.
Questa Luna apre il primo corridoio per l’eclisse di Sole del 20 Aprile, la prima dell’anno in Ariete.
È la Luna Piena che, alle ore 06.35 di Giovedì 06 Aprile, brillerà nel Segno della Bilancia. mentre il Sole in Ariete si troverà in congiunzione stretta con Chirone, l’archetipo del maestro che diventa tale risanando i condizionamenti che limitano il percorso di ogni vita.
Il Sole simboleggia l’ego e la vitalità, e nel segno di fuoco dell’Ariete l’energia è tutta incentrata su “me”! Ma la Luna, simbolo di emozione e cambiamento, in Bilancia ha un messaggio diverso: “noi!”.
Si tratta quindi di un momento importante per il confronto, la collaborazione e il compromesso. Le lune piene in Bilancia possono quindi essere momenti cruciali per creare armonia tra pensiero, corpo ed emozioni.
Comincia da te!
Ariete mette luce sulla volontà di essere se stessi, di vedersi nella propria luce individuale. Sei davanti ad un processo molto importante di auto-scoperta.
E’ un momento intensissimo e tocca soprattutto il settore affettivo, delle relazioni, non solo d’ amore.
Quanto sei disposta a mettere in gioco di te di fronte all’ altro te ?
O quali confini ti è ancora difficile abbattere?
Quanti condizionamenti del tuo passato ancora sono protagonisti delle tue relazioni?
Guarda con amore ció che affiora, anche ció che non ti piace.
Forse c é ancora giudizio o paura….di perderti o al contrario di essere abbandonata.
Non ti fidi? A che ti serve restare ancorata al passato! Trova il tempo per metterti in ascolto e fare spazio per far entrare il nuovo.
Qualunque emozione ti sta trattenendo accoglila, amala per ciò che ti ha dato, riconosci che puoi fidarti della tua esperienza per esplorare l’oltre il conosciuto.
Fai questo passo in più verso l’amore per te stessa, datti il permesso di essere felice.
Questo Cielo ti invita a ricreare nuovi punti di equilibrio, nel rispetto e nell’ amore innanzitutto di te stessa. Così dal tuo rinnovato senso di fiducia nasceranno nuove opportunità e nuove stimolanti prospettive.
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Ultimamente quando scrivo delle energie che il Cielo nel suo complesso mette a disposizione di tutti noi mi sembra di ripetere le stesse cose. Qualcuno ha detto conosci te stesso e conoscerai il mondo
Mi sembra che in due parole questo è il messaggio ricorrente delle Stelle tutte e di conseguenza presumo che questo è ciò che serve al momento.
Perchè le Stelle sanno sempre ciò che serve in ogni momento!
E quindi aggiungerei conosci te stesso con tutto l’Amore che hai e conoscerai il mondo ! E tutte le infinite possibilità!
Love Laurin
Ormai è la Luce che farà germogliare i semi dalla Terra🌱
così i propositi maturati nel tuo cuore prenderanno forma e vitalità
🦋Buon Equinozio di Primavera🌷
Happy Ostara 🐇
Laurin con amore
foto di Laurin

La Flower Power Generation degli anni settanta si è trasformata nella guerriglia urbana della Guerrilla Gardening, un movimento che punta ad abbellire le aree urbane dimenticate con fiori, piante ed alberelli tutto di nascosto dalle autorità, tutto senza farsi beccare dai proprietari dei cantieri abbandonati dove andranno a crescere fiori e prati.
Ma per diventare un vero combattente servono delle bombe, ma delle bombe che non distruggono la vita anzi che la creano, ecco perché voglio insegnarvi a fare le Bombe di semi per poter bombardare le rotonde, gli angoli nascosti della città, i giardini, le aiuole intorno agli alberi… insomma ovunque ci sia un pezzetto di terra incolto dove far crescere dei fiori.
Per prima cosa procuriamoci il materiale:
• Argilla in polvere
• Terriccio ricco
• Mix di semi di fiori, quelli che preferite, meglio se della stessa dimensione
• Una ciotola
• Dell’acqua
• Un mattarello e un piano di lavoro dove stendere la terra
Seguendo questa regola: 1 parte semi, 3 parte terriccio e 5 parti di argilla, prepariamo la miscela nella ciotola, cioè per un cucchiaio di semi mettiamo un cucchiaio di terriccio e 5 di argilla.
Quando avete mescolato bene gli ingredienti aggiungere un po’ d’acqua… pochissima per volta, a gocce direi, fino a quando il composto non diventa morbido tipo la plastilina. Potete anche usare uno spruzzino per regolare meglio l’acqua, ma se ne mettete troppa non preoccupatevi, lasciate asciugare il tutto fino a quando non riavrete la consistenza desiderata.
Impastate bene anche con le mani e fatene una palla, posizionate sul piano di lavoro e stendete col mattarello come se doveste fare la pasta, lasciandola però di mezzo centimetro di spessore. Ora tagliate la “pasta” di terra formando dei quadratini di due centimetri di lato, più o meno e con ognuno di essi formate delle palline che andrete a sistemare su un vassoio e lascerete seccare al sole per qualche giorno.
Su sito di Guerrilla Gardener si può trovare questo altro metodo, ma sostanzialmente il risultato non cambia.
Ora prendete le vostre bombe e andate a bombardare la vostra città!!!!
Un consiglio? se ci riuscite sarebbe meglio cercare di bombardare di sera, in modo che l’umidità della notte faccia penetrare i semi nella terra, e se per caso ci riuscite tornate il giorno dopo ad annaffiare ?
E ora seguiamo il consiglio del “poeta di strada” Ivan: “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, noi gettiamo semi e facciamo fiorire la città!
Lo sapevate che negli Stati Uniti dove un gruppo di giovani creativi ha disseminato in giro per la città di Los Angeles delle macchinette distributrici di palline di argilla contenenti semi di vari fiori.
L’’iniziativa si chiama “Change for Change” , cambia per cambiare! Che idea!
Guerrilla Gardening per salvare le città con fiori e piante | Wise Society
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Se nessuno ti vede mentre lo mangi, quel dolce non ha calorie.
Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere
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