
La Luce riprende il sopravvento e i propositi cominciano a prendere forma!
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

La Luce riprende il sopravvento e i propositi cominciano a prendere forma!
Appena l’uomo, dalla posizione animale a quattro zampe, alza la testa e guarda il cielo e oltre l’orizzonte, i fenomeni naturali lo riempiono di paura e nello stesso tempo di rispetto.
Ne fa oggetto di culto, di devozione di rituali propiziatori.
Appena collega il passato al futuro con l’alternarsi delle stagioni che influiscono sulla natura dandogli la possibilità di sopravvivere, vede nel Sole e nella Luna in cielo e nel Fuoco e nell’Acqua in terra una dimostrazione di benevolenza di qualcosa di soprannaturale.
E ne fa oggetto di culto e di adorazione.
Nella storia dell’umanità la Luna è stata sempre associata al susuccedersi delle stagioni, alla fecondità della Terra e degli animali. Con la Luna era garantita la continuità della vita.
Gli egizi associavano la Luna alla dea Iside, simbolo della femminilità e e protettrice delle madri e dei neonati.
La Luna è legata all’amore, ai sentimenti, alla energia femminile segreta e ntima, ai cicli della donna come ai cicli delle stagioni.
La Luna è uno dei simboli più antichi dell’umanità, rappresenta l’archetipo femminile materno per eccellenza, la Madre cosmica. La sua qualità fondamentale è la ricettività: la luna, pianeta satellite, riflette la luce del sole. Ci troviamo nel pieno cuore della notte, ma una notte illuminata da questa umile ricettività. È anche il mondo dei sogni, dell’immaginario e dell’inconscio, tradizionalmente associati alla notte.
Nelle antiche culture era diffusa l’idea che la Luna morisse ogni notte per calare nel mondo delle ombre, o che fosse coinvolta in un continuo inseguimento con il Sole, mentre nella mitologia medievale, alla luce della Luna si trasformano i lupi mannari, e alle sue fasi erano legate le riunioni delle streghe.
Molte delle credenze popolari sono legate agli effetti della Luna: la fase di luna piena è favorevole ai pescatori poiché attira i pesci in superficie, il mosto va messo nelle botti nelle notti di luna nuova, mentre gli ortaggi devono essere seminati con la luna crescente, periodo in cui aumenta anche il numero delle nascite.
La Luna è collegata ai ritmi biologici, all’acqua, alle maree, ai cicli femminili, al passaggio dalla vita alla morte. Il principio lunare è, d’altra parte, strettamente legato, in tutti i suoi processi, con la natura ed il naturale.
La Luna è anche Dea.
Due corna bovine e in mezzo a loro un disco solare, o più semplicemente ” )O( “perché alle corna col disco vengono attribuiti principalmente significati lunari.
Presso i Celti la Triplice Dea è Morrigan, visibile in tre aspetti: fanciulla, donna, vecchia, simbolo delle tre età della donna ma anche della Luna crescente, piena e calante. Morrigan diventa una divinità oscura, terribile, associata alla potenza più spaventosa del pianeta Terra. Una donna madre ma anche strega ed era questa la forma più diffusa in Europa.
In Grecia e nell’area italica c’era Diana, associata al mondo animale e al culto lunare: una Dea da temere e rispettare, allo stesso modo in cui si deve rispettare il pianeta Terra, amorevole e benefico ma anche terribile quando causa i cataclismi.
Per questo motivo la Triplice Dea viene anche associata ai tre aspetti del femminino: creatività, mantenimento, distruzione. I primi due aspetti sono stati accettati dal Cristianesimo, il terzo no ed è per questo che la figura della Madonna cristiana appare solo amorevole.
Astro, Dea o Madre, la Luna elargisce la sua particolare energia a tutto ciò che è manifesto e per ciascun regno o periodo dell’anno il suo flusso è mirato, è una ricchezza per chi lo sa cogliere.
Feste, danze e culti lunari sono ancora oggi vivi nei riti del neopaganesimo e presso le comunità rurali. In coincidenza con i ritmi della natura.
Agrumi reali, che diventano confetture e marmellate dal profumo del sole e della libertà, di un’altra possibilità. Le arance che crescono nel Parco Reale, infatti, diventano una marmellata dolcissima, che recupera cibo e vite. Tenendo insieme due intenti nobili: salvare dallo spreco le arance dei 300 alberi dell’aranceto che circonda la reggia di Caserta, e offrire un’opportunità di lavoro e di imprenditorialità alle donne ospiti di un centro antiviolenza di Casal Di Principe.
Lo stabile, confiscato alla camorra, dal 2012 è gestito in dalla Cooperativa Eva, al cui interno trovano posto una casa delle donne contro la violenza, Casa Lorena, che assiste le donne in percorsi di uscita dalla violenza e un laboratorio di trasformazione alimentare che ne consente il reinserimento lavorativo. Le ghiottonerie di Casa Lorena, il conservificio che produce e fornisce confetture, marmellate, gelatine, conserve e prodotti da forno utilizzando materie prime certificate da filiera etica e sociale, è riuscito a siglare un accordo con l’ente direttivo dell’antica residenza borbonica per poter utilizzare le arance del Parco Reale, altrimenti destinate alla macerazione naturale o allo smaltimento oneroso. Gli agrumi dei 300 alberi situati nella Flora, nel Parco Reale e nel Giardino Inglese, saranno quindi trasformate in marmellate reali dalle regine del laboratorio, e poi commercializzati con un doppio brand: Reggia di Caserta e cooperativa Eva.
Una collaborazione proficua per entrambi i soggetti coinvolti, che tiene insieme lotta allo spreco di cibo e lotta alla violenza maschile sulle donne.
Lo conferma, in un’intervista al quotidiano Il Mattino, Lella Palladino, socia fondatrice di Eva: «Il protocollo d’intesa con la Reggia di Caserta – dice – è un punto di partenza di una collaborazione che si annuncia particolarmente feconda, e rappresenta per noi il riconoscimento di un lavoro con il territorio che risponde ad una sollecitazione importante, ovvero l’assunzione collettiva della responsabilità di intervenire sul tema della violenza maschile contro le donne. Noi ci auguriamo che la lungimiranza e la disponibilità della Reggia di Caserta siano colte come una buona prassi». Dello stesso avviso la direttrice dell’antica residenza borbonica, firmataria dell’accordo, Tiziana Maffei, che nella stessa intervista, conferma: «Oltre al potenziale culturale, il museo ha un enorme potere sociale ed educativo, per questo siamo onorati di contribuire alla tutela di persone vittime di violenza che stanno ricostruendo la propria vita, abbattendo lo spreco dei frutti del Parco Reale, lasciati finora a marcire sui prati.
(Immagine in evidenza tratta da Dire.it //Photocredits: Dire.it)
https://www.nonsprecare.it/le-arance-della-reggia-di-caserta-diventano-marmellate?refresh_cens
Se volete sostenere il progetto, potrete acquistare queste marmellate di arance, ma non solo, direttamente nello shop online de “Le Ghiottonerie di Casa Lorena“, dove potrete trovare anche altre confetture con abbinamenti interessanti, la Ciocco Bù (una crema spalmabile alle nocciole con latte di bufala, ricetta ideata per il laboratorio direttamente dagli chef di Rossopomodoro) e vari gusti di taralli.
A proposito dell’arancio
Da sempre è considerato alberello bene augurante.
Le varietà originarie – il cedro, il pomelo, il mandarino, il limone e l’arancio amaro – hanno tracciato una sorta di antenata della via della seta. Nonostante si dibatta sull’epoca esatta, si ritiene che fossero gli arabi a importare i frutti nel bacino del Mediterraneo, in particolare l’arancio amaro, nel X secolo d.C passando per il Nord-Africa.
L’arancio ha un significato allegorico particolarmente positivo. Esso è simbolo di ricchezza, fertilità, intraprendenza, sensualità, caratteri riscontrabili nel frutto vero e proprio: la dolcezza, la bontà e la succulenza sottendono al “succo della vita“, al piacere, al “gustarsi” la vita.
L’offerta di arance il primo giorno dell’anno significava augurio di felicità, prosperità e abbondanza. Nei paesi di religione cattolica, l’arancio assume un duplice valore: i frutti e i fiori da un lato sono considerati simbolo di purezza e generosità, dall’altro se associati alla Madonna diventano l’emblema del peccato originale.
Le streghe di tutta l’Europa indicavano l’arancio come il cuore delle loro vittime. Risale ai tempi delle crociate l’usanza di impiegare i fiori d’arancio per addobbare gli abiti delle spose. I cavalieri orientali li regalavano il giorno delle nozze
Una vera meraviglia della natura sia per il corpo che per lo spirito.
https://www.giardinaggio.it/linguaggiodeifiori/singolifiori/arancio.asp#ixzz6mB7sxD7M
La mia è la forza stabilizzatrice che perpetua il ciclo della vita
Io resto immobile nelle prove dell’ avversità risoluto e irreprensibile.
Mi sforzo di servire l’integrità.
Di portare il fardello della rettitudine.
Obbedisco alle leggi della natura :
Spingendo con pazienza la ruota del Fato.
Così io intesso il mio destino.
Io sono il Bue
Il 2021 è l’anno del Bue
Il segno del Bue o del Bufalo simboleggia la prosperità raggiunta grazie alla forza d’animo e al duro lavoro.
Una persona nata in quest’anno sarà fidata, calma e metodica. Il soggetto è un lavoratore paziente e instancabile, che segue la routine e le convenzioni. Sebbene in generale abbia una mentalità equanime e sia un buon ascoltatore, è difficile fargli cambiare idea perchè è ostinato e spesso ha forti pregiudizi
Tuttavia, grazie al suo carattere costante e fidato, il nativo del Bue raggiungerà posizioni d’autorità e di responsabilità. Non si tirerà indietro, quando il dovere lo chiama. Per la verità deve stare attento a non esagerare.
Sotto il suo aspetto piuttosto modesto ma impeccabile, il Bue nasconde una mente logica e decisa. L’intelligenza e la destrezza sono celate dietro una facciata reticente e poco espansiva. Ma sebbene sia sostanzialmente introverso, la sua indole energica può trasformarlo in un oratore autorevole ed eloquente, quando se ne presenta la necessità. Nei momenti d’incertezza la sua presenza di spirito, il rifiuto di lasciarsi intimidire e l’innata fiducia in sè stesso serviranno a ristabilire l’ordine. Cammina a testa alta.
Un individuo nato sotto questo segno è sistematico. Segue modelli fissi e ha grande rispetto per le tradizioni. Anzi, tende a fare esattamente ciò che ci si aspetta da lui ed è così prevedibile che può venire ingiustamente criticato per la mancanza d’immaginazione. Ma il diligente Bue sa che soltanto facendo le cose nel giusto ordine può sperare di conseguire un successo durevole.
La sua mente è limpida. Non lo troverete a procedere a tentoni nella vita sperando che la fortuna lo aiuti. Ciò che le persone nate sotto altri segni possono compiere con l’astuzia e con lo spirito, il nativo del Bue lo realizza con la tenacia e la dedizione. Potete contare sulle sue promesse: quando dà la parola, la mantiene.
L’opinione del pubblico non gli interessa molto. Si applica con tutto l’impegno al compito che ha davanti e lo porta a termine. Detesta le cose lasciate incompiute.
il Bue del Metallo
Le persone nate negli anni dominati dall’elemento Metallo sono rigide e decise nell’espressione. Guidate da forti sentimenti e una notevole ambizione, perseguono i loro obiettivi con intensità e decisione. Sono votate al successo, e incrollabili nelle loro decisioni.
Preferiscono risolvere i loro problemi da soli, non apprezzano le intromissioni e i consigli non richiesti; tracciano il loro destino e si aprono la strada senza aiuti esterni. Possono sembrare inflessibili e freddi, ma i loro forti impulsi e i loro poteri generativi verranno sentiti da quanti sono in contatto con loro. Hanno una grande propensione per il danaro che tendono ad accumulare, e che usano per sostenere il loro spirito d’indipendenza e il loro gusto per il lusso e il potere. Spesso sono inflessibili e testardi, capaci di rompere un buon rapporto quando gli altri non soddisfano i loro desideri e non si adeguano subito alla loro volontà.
Si esprimono con chiarezza, intensità e decisione: sanno sempre quel che vogliono. Hanno un forte senso di responsabilità, si può star certi che mantengono la parola. Tendono a forzare le situazioni: sono capaci di lanciarsi a testa bassa quando sono convintissimi dall’idea di riuscire nel suo intento. Non conoscono la parola “insuccesso”.
Il Metallo è un elemento di Venere, si abbandonano all’arte classica purché sia senza strampalate follie innovative. Simmetria e classe sono molto apprezzate.
ll Bue del Metallo promette un periodo calmo, senza le gravi difficoltà e instabilità che hanno regnato nel 2020: promette di stabilizzare la situazione, assicura cambiamenti favorevoli e prospettive vincenti. Finalmente ci potremo lasciare alle spalle le difficoltà vissute nell’anno uscente? Di certo, si intravedono buone prospettive!
Il segno del Bue prevede l’opportunità di ottenere rispetto e riconoscimento pubblico, si aprono nuove opportunità, viaggi, interessanti conoscenze. Il generoso e nobile signore dell’anno, come è nella sua natura, fornirà sempre il suo sostegno.
I tratti positivi dei prossimi mesi saranno l’onestà, l’altruismo, l’affidabilità, la responsabilità, il senso pratico, l’intelligenza e il senso dell’onore.
Il segno zodiacale corrispondente è il Capricorno.
Personaggi del Bue di Metallo:
Walt Disney,Vincent Van Gogh,Charlie Chaplin,Margaret Thatcher,Dustin Hoffman,Robert Redford,Eisaku Sato -Nobel per la pace,Richard Burton,Hirohito (Ultimo Imperatore giapponese a essere considerato di natura divina. È stato lui all’inizio del 1946 a pronunciare il famoso discorso Dichiarazione della natura umana dell’imperatore (天皇の人間宣言, Tenno no ningen sengen) con il quale negava l’origine divina degli imperatori giapponesi.
Se volete saperne di più:
https://lauracarpi.com/2012/01/28/lanno-del-drago/
Fonti:
http://www.oracoloching.com/astrologia-cinese/carattere-segno-cinese/bue/?segno=bue
quando il silenzio parla
tu ascoltalo
perchè grande è il suo
sapere
Un piccolo spazio di
eternità si muove tra
le foglie e il vento
Soffia nel cuore ogni profumo
Ascolta….
E’ lieve
un piccolo spazio di
eternità parla al
cuore.
Ascolta…
sogna…
Lascia che ti venga offerto
l’immenso e non
limitare il tuo ascolto a un
tempo finito.
Ci sono uomini che
vivono oltre
l’umanità nella
dimensione
dell’Anima.
In quel luogo dove
nascono i
sogni bambini.
Guarda…
non dimenticherai quello
che lascia un segno
nel tuo cuore
come la bellezza
l’Amore
AMORE
Ci sono storie che
raccontano il cuore
di quelle Anime che
hanno viaggiato nel
tempo degli uomini
Makizita Wakpa ascolta
il Grande Spirito
Ebe era bellissima
BELLISSIMA
Hokato
Vorrai stare qui per sempre
Dondolando tra quegli attimi di
tempo che porteranno all’apparire
di infinità…
Giuseppina Bruno
Nel soffice biancore della neve, che riposa sulla terra assopita, un leggero tintinnare di campanellini si ode da lontano. Sono le Dame del Natale, che attraversano il cielo sulle loro slitte, o emergono dal fitto dei boschi coronate d’abete e agrifoglio, di luci e di brina.
Luminose e bianchissime, reggono la fiamma della nuova vita e portano doni d’abbondanza, nutrimento e calore.
E pur essendo vestite di ghiaccio e neve, sono le splendenti madri del Sole.
In molti paesi europei, prima dell’avvento della religione cristiana e, successivamente, della più comune figura di Babbo Natale, bellissime Fate e Dée conoscitrici del destino degli uomini presiedevano le festività solstiziali e natalizie in un’incantevole predominanza femminile, e durante le magiche notti d’inverno vagavano per le strade e passavano in ogni casa a osservare se fosse pulita e ordinata, e se ogni lavoro di filatura fosse stato portato a termine.
La loro visita era attesa e al contempo temuta, poiché avrebbe potuto recare liete benedizioni, o punizioni terribili. Il loro tocco poteva essere leggero e delicato come un fiocco di neve, o implacabile come una tempesta di ghiaccio, ed esse potevano apparire a loro piacimento giovani e bellissime o vecchie e raccapriccianti, benefiche o malefiche, amorevoli e materne o gelide e impietose, portatrici di buona fortuna o di sorte funesta. Ciò nonostante, è soprattutto nel loro aspetto più amabile che vengono ricordate, come eterne divinità della luce, della rinascita, della prosperità e dell’anelato ritorno del sole.
Ogni terra ha la sua dama e ogni dama è diversa, seppure sempre simile alle sue sorelle. Quelle che seguono sono solo alcune delle molte Dèe e Fate, sopravvissute sino a oggi, legate al solstizio invernale, alla vigilia di Natale e ai dodici giorni che intercorrono fra il ventisei dicembre e il sei di gennaio.
Questa ricerca pertanto non avrà termine e ogni anno sarà arricchita e perfezionata, in onore delle buone Dame del Natale, che sempre vegliano e osservano nel cuore buio e gelido dell’inverno.
Kolyada, la bianca Fanciulla dell’inverno
Nelle gelide terre della Russia e della Slovenia si onorava un tempo la candida Kolyada, una luminosa entità femminile legata al tempo invernale, e in particolare al giorno del solstizio.
Kolyada era infatti la Dea dell’inverno e del sole nascente, e si credeva che ogni mattina incoraggiasse i pallidi raggi solari a sorgere per benedire con il loro tepore la terra addormentata. La stessa lucentezza delle belle giornate invernali era considerata un suo dono, e spesso la si immaginava mentre guidava il sole su per il cielo, fino ai caldi giorni d’estate.
La leggenda vuole che la divina fanciulla visitasse le vie dei villaggi nella notte del solstizio d’inverno – oppure la vigilia di Natale – portando i suoi doni di luce e abbondanza alle famiglie e ai bambini. Un dolcissimo tintinnare di campanelle annunciava il suo arrivo, e Kolyada giungeva sorridente, vestita di un finissimo abito candido come la neve e seduta sulla sua slitta. “I capelli bianchi, la pelle bianca, vestita tutta di bianco, bianchi anche i cavalli che trainano la sua bianca slitta, è difficile distinguerla in mezzo alle nuvole di neve.” (1) In un incantato e luminoso candore la Dea percorreva le strade innevate, dispensando intorno a sé benedizioni e fortuna.
Proprio per richiamare la sua presenza e la sua benevolenza, in alcuni paesi russi si celebra ancora oggi il rito tradizionale della sua visita natalizia. Alla vigilia di Natale, giorno a lei sacro, una delle giovinette più belle viene vestita di uno splendido abito bianco, e durante la giornata percorre le vie del villaggio seduta su una slitta, mentre ragazzi e bambini, talvolta mascherati da animali, la accompagnano e precedono nel suo festoso peregrinare. La fanciulla viene chiamata Kolyada, poiché personifica e sostituisce la Dea, e visitando casa dopo casa porta la benedizione del sole e imita il suo benefico ritorno dopo la lunga notte del solstizio.
All’arrivo della splendida giovane, ogni famiglia la accoglie con gioia e i bambini intonano gli antichi kolyadki, i canti tradizionali con i quali si celebra la sua venuta, nonché la rinascita e la nuova vita che lei infonde alla terra. Per ricambiarli, Kolyada offre dolci e piccoli doni, come simboli di fortuna, luce e prosperità per il nuovo anno.
In diversi paesi dell’Europa dell’Est, Kolyada era considerata anche una Dea del tempo. Il suo nome, che potrebbe derivare da kolo, ovvero “ruota”, richiama simbolicamente sia il sole, sia il cerchio della perenne ciclicità, e dunque il tempo ciclico, il ruotare costante delle stagioni e il sicuro ritorno della luce dopo il gelido inverno.
La stessa parola potrebbe significare anche “danza circolare”, e a questo proposito si potrebbe pensare che in occasione delle feste di Kolyada (2) venissero compiute danze sacre in cerchio, per richiamare la presenza della radiosa fanciulla e dunque il ritorno del sole, così come il suo crescente cammino attraverso la volta celeste.
“Kolyada! Kolyada!
Kolyada has arrived
On the Eve of the Nativity.
We went about, we sought
Holy Kolyada,
Through all the courts, in all the alleys.
We found Kolyada
In Peter’s Court.
Round Peter’s Court there is an iron fence,
In the midst of the Court there are three rooms:
In the first room is the bright Moon;
In the second room, the red Sun;
And in the third room, the many Stars.” (3)
2. Kolyada o Koliada è il nome che ancora oggi viene dato all’intero ciclo di festeggiamenti invernali e natalizi in Slovenia, in Russia e in altri paesi dell’Europa dell’Est. Con l’arrivo del Cristianesimo le feste dedicate alla Dea Kolyada vennero soffocate e assorbite nelle nuove celebrazioni, ma nonostante questo, alcuni kolyadki vengono ancora innalzati in suo onore, e il suo nome viene tuttora invocato la vigilia di Natale.
3. Uno dei canti tradizionali –kolyadki – che invocano la presenza di Kolyada alle feste solstiziali e natalizie. W. R. S. Ralston, Songs of Russian People.
“Kolyada! Kolyada! Kolyada è arrivata, Alla vigilia della Natività. Abbiamo vagato, abbiamo cercato la Santa Kolyada, Attraverso tutte le corti, in tutti i vicoli. Abbiamo trovato Kolyada alla Corte di Pietro. Intorno alla Corte di Pietro c’è un recinto di ferro, Nel mezzo della Corte ci sono tre stanze: Nella prima stanza c’è la Luna luminosa; Nella seconda stanza, il rosso Sole; E nella terza stanza, le molte Stelle.” (T.d.A.)
Nonostante sia evidente l’influenza della religione cristiana, il senso originario di questi canti, nonché le gioiose invocazioni alla divina Kolyada, sono rimasti fortunatamente invariati.
Ricerca e testo di Violet. .






Cari figli delle stelle,
sono felice di poter fare questo viaggio con tutti voi, in questo tempo così speciale e unico.
Certo, ogni momento del mondo lo è ma questi anni sono l’inizio di un mondo nuovo, quello che avete sempre sperato.
Perchè parlo di speranza? Non è forse questa l’emozione più difficile da tenere nel cuore? Molto più semplice convivere con la paura, vero? Questo è il ragionamento sbagliato che abbiamo condotto per anni, secoli, millenni.
E’ arrivato un tempo diverso, dove finalmente potrete sperimentare la libertà che non significa “faccio tutto quello che voglio”, affermazione infantile con cui l’umanità ha dovuto sperimentare la sua crescita.
Si tratta di “esprimo me stesso” in quelle qualità meravigliose che sono solo tue, quelle di cui questo mondo ha necessità di nutrirsi, le persone che incontrerai avranno bisogno di ascoltare, vivere, respirare.
Con dicembre inizia il tempo sacro della grande tribolazione che non vuol dire sofferenza fine a se stessa ma travaglio per la nascita.
Pensa a un bambino, alla fatica che fa la madre e lui stesso per venire al mondo. Tu vorresti fare questo senza fatica, lo so. Rifletti però su quanto stai faticando. Sposta l’attenzione e l’intenzione, questo è il tempo giusto. Nutri la tua immaginazione di sogni, non di incubi.
Sei un figlio delle Stelle, non dimenticarlo.
L’ultima parte dell’anno 2020 è una tempesta di energia pazzesca che conclude un ciclo importante che molti vedono come la fine dell’era dei Pesci e l’inizio finalmente dell’era dell’Acquario ; si tratta di definizioni che in fondo non sono così interessanti
Sappiamo che il nuovo Tempo sta arrivando, lo percepiamo tutti.Questo finale di anno con il botto ce lo farà capire molto bene.
Potrai osservare molto caos e confusione anche in te stessa, potrebbe essere perfino qualcosa di prezioso al di là del disagio, perchè butta fuori aspetti e considerazioni che erano state dimenticate, come dei vecchi ma utili calzini.
Sarà un crescendo di energia che porterà ad un buio silenzioso del mese di Dicembre.
Considera questo momento sacro, usalo per te stessa.
https://energiamaya.org/2020/12/01/dicembre-alle-porte-del-nuovo-tempo/
https://energiamaya.org/2020/11/24/guida-2021/
Grazie Giusy
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Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere
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