Categoria: umanità
Perchè siam donne: A Roma dal 24 al 30 Aprile 1908 il primo Congresso delle Donne Italiane,CNDI!
Noi, pioniere di idee civili […] se vogliamo acquistare il mondo, abbracciare la società, bisogna correre fra… le nemiche, le indifferenti, le apate […]. Ci vuol coraggio… si sa; ci vuol del sacrificio… si sa […]. Noi possiamo aspettarci qualche fischio, qualche canzonatura; qualche… insulto […];non deve importaci, sono gli incerti dell’apostolato […]. Avanti, dunque, propaganda sempre colla parola viva colla parola scritta… fra le infedeli. […]Se vogliamo essere veri apostoli banditori di nuova verità, di nuova vita, cerchiamo il cuore le menti degli ignari, dei nemici, degli addormentati.
Carmela Baricelli, Apostolato fecondo, “L’alleanza”, 19 luglio 1908
Il CNDI, Consiglio Nazionale delle Donne Italiane, è una federazione di associazioni femminili e miste impegnate per il miglioramento della condizione sociale delle donne, aperto a donne di ogni idea politica e di ogni religione.
Fondato nel 1903, è il ramo italiano dell’International Council of Women, istituito a Washington nel 1888 sul principio della assoluta indipendenza dai partiti e dalle confessioni religiose
Il CNDI organizzò a Roma dal 24 al 30 aprile 1908 il suo primo Congresso che vide la partecipazione di oltre 30 associazioni femminili e miste di tutta Italia, inaugurato dalla regina Margherita, che suscitò larghissima eco sulla stampa.
Parteciparono oltre 30 organizzazioni femminili da tutta Italia con un pubblico composto da oltre 1.400 donne.
Vi partecipò anche Maria Montessori con un intervento dal titolo “La morale sessuale nell’educazione”.
Tra i presenti anche alcuni uomini, che pur senza diritto di voto furono ammessi a partecipare dietro regolare pagamento della quota d’iscrizione. Molti diedero al Congresso «dapprima una capatina, scettici e ridenti, furono subito presi da stupore poi da così sincera ammirazione che non mancarono nessuna seduta»
Non fu solo un’occasione mondana è dimostrato dagli Atti di quel Congresso che affrontò le questioni più rilevanti per la condizione delle donne nel campo del lavoro, dell’istruzione, della salute e dei diritti politici.
Questo Congresso è stato considerato il primo appuntamento del movimento femminile-femminista italiano.
il Congresso delle donne italiane, rispettoso di tutte le convinzioni politiche e religiose già maturate negli uomini adulti; ma rispetto-so anche della libertà a cui la coscienza infantile ha diritto, perchépossa nel suo avvenire meglio orientarsi ai liberi principî idealinella sua condotta morale, fa voto:
1) Che la scuola elementare sia assolutamente aconfessionale;2) Che nelle scuole secondarie e superiori sia introdotto lo studio interamente obbiettivo delle religioni in relazione ai loro principî, alle loro finalità ed alle loro conseguenze sociali.
Ovviamente i tempi non erano maturi e le correnti conservatrici appoggiate dalla Chiesa, uscirono dal Congresso fondando altri gruppi, come l’U.D.I.
Sciolto nel periodo fascista, il CNDI fu ricostituito nel 1944.
La documentazione relativa all’attività del CNDI è depositata presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, di cui è stato pubblicato l’Inventario.
Fin dalla sua fondazione il CNDI è stato presente nel dibattito culturale con iniziative su problemi quali l’appoggio alla formazione di cooperative femminili, l’istruzione delle donne analfabete, l’assistenza alle emigranti, la ricerca della paternità, la gestione della beneficenza, la riforma dei Codici, il ruolo delle donne nelle diverse attività professionali, l’impegno contro la violenza sulle donne, contro lo sfruttamento della prostituzione e la tratta delle bianche, il diritto al voto delle donne.
Il CNDI ha seguito tematiche relative alla condizione femminile viste nel quadro più ampio della società, della famiglia, del lavoro.
Fonte:
Perchè siam donne: La sacerdotessa della luna di Tessaglia
Dicono, che una certa Aglaonice, figlia di Egamone Tessaliense, stava osservando sul Monte Ossa la Luna, dalla quale tirava poscia i suoi pronostici per le cose avvenire, e che essendo veduta da varie femmine ignoranti, fu da esse accusata, come se tentasse di far cadere dal Cielo la Luna, e perciò venne precipitata dal suddetto monte.»
Considerata la prima astronoma greca, forse la prima di cui abbiamo notizia. “La sacerdotessa della Luna” visse nel IV secolo a. C. Visse a Lamia, paese poi inglobato in Tessaglia.
Era figlia di Egetore, un padre che le permise di studiare astronomia in Mesopotamia, regione storica dell’antico Oriente, dove si erano formate molte sacerdotesse. Aveva notevoli conoscenze astronomiche ed era in grado di predire le eclissi lunari.
Di lei dicevano che praticasse la magia, che fosse capace di far scomparire l’astro notturno, in realtà era molto brava nel predire le eclissi lunari.
Plutarco scrisse che era perfettamente familiarizzata con i periodi della luna piena, e che, sapendo il momento preciso in cui si sarebbe prodotta l’eclisse, avrebbe fatto credere a tutto il mondo che era lei stessa ad “abbassare la luna” fino alla terra.
Girava anche la voce che la “tirasse giù” per ritrovare l’amante Endimione.
Ne nacque un proverbio greco “Voi attraete la Luna in vostro svantaggio“, forse perché ne venne riconosciuta la frode e ne venne derisa per la pretesa di essere chiamata maga; o perché forse assumeva comportamenti non compatibili al tempo con l’ideologia femminile, supponendo che venisse castigata dagli dei per la sua temerarietà e fatta soffrire quindi di molte sventure.
Giacomo Leopardi nel “Saggio sopra gli errori popolari degli antichi”, nel capitolo IV intitolato “Della magia” accenna a Aglaonice: «Le Tessale han fama di staccar la luna dal cielo; ma ciò fu fatto credere alle femmine dall’astuzia di Aglaonice figlia di Egetore, donna, come dicono, perita in astrologia, la quale ogni volta che la luna pativa ecclissi faceva intendere che ella con arte magica l’avea levata dal suo luogo.»
Nella stessa linea, Orazio, Virgilio e Platone che la definivano “capace di staccare la luna dal cielo”.
E poi Saturno è entrato in Pesci : comunque o …comunque !
La qualità del tempo di marzo è foriera di novità; senti anche tu che la “grande ruota del tempo” ora sta girando molto più in grande.
Infatti, oltre al consueto inizio d’anno astrologico, indicato dall’ingresso del Sole in Ariete il 20/21 marzo, in questo mese c’è un gran movimento planetario..
Due pianeti cambiano segno: Saturno è entrato nei Pesci il 7 marzo e Plutone entra in Acquario il 23 marzo.
Asseconda questa grande spinta al cambiamento, perché entrambi questi pianeti sanno come far sentire la loro presenza quando vengono ignorati.
Ma tutti i pianeti con i loro passaggio ti permettono di fare esperienza attraverso il loro significato archetipico.
Saturno nel suo ciclo intorno al Sole, sosta in un segno per circa due anni e mezzo, dando la possibilità durante i 29 anni del suo ciclo, di fare esperienza in tutti i simboli zodiacali.

Pesci è l’ultimo segno di ogni percorso della coscienza umana nello zodiaco, tra la Terra e il Cielo, tra la realtà e il sogno, la realizzazione e la meditazione , l’incarnazione e la tentazione dell’ assoluto.
Pesci parla di poesia, arte, bellezza, ma anche di dissociazione, fuga, come pure di unità! Parla di spiritualità! Ma anche di empatia, di emozioni di fluire e lasciar fluire.
Pesci accoglie tutte le esperienze esistenziali vissute che potranno essere insegnamento e ricchezza per il nuovo ciclo in Ariete.
Esperienze riguardanti il massimo livello evolutivo dei sentimenti, spesso congelati fin dall’infanzia che aspettano di poter uscire liberi per esprimersi , sciogliere l’ultima barriera di separazione, quella verso il cuore.
Ma senza la fusione con le energie dell’ambiente, del gruppo e della società, tutto rimane spesso offuscato e solo sognato se le acque sono torbide. L’acqua si mescola con tutto, sfumando le linee di demarcazione e oscurando gli schemi strutturali e tutto ciò che separa. Potresti avere l’impressione di perderti in questo grande ribollire.
Saturno in Pesci porta a galla tutto ciò che è prioritario superare, schiarendo le acque per far trovare la giusta risoluzione. Costruire le fondamenta per progredire.
Ogni area che tocca Saturno regolarmente porta un lavoro impegnativo e grandi ostacoli per raggiungere “la meta”, qualunque cosa sia.
Eppure il grande sforzo che applichi a quell’area può darti un livello di esperienza che probabilmente non saresti in grado di acquisire altrimenti e questo, a sua volta, può influenzare il resto delle aree della tua vita.
Saturno ti spinge a chiarire il rapporto personale con la paura di affrontare i momenti difficili e la tendenza a congelare i tuoi sentimenti rifugiandoti in una passiva accettazione, creandoti una corazza di rassegnazione che blocca le tue risoluzioni.
Non ci sono fallimenti ma solo risultati. E Saturno ti insegna a coglierli e valutarne l’apporto alla qualità della tua vita.
E’ il momento a questo punto del tuo cammino di sentire la responsabilità dell’effetto delle tue azioni. Responsabile non colpevole. Sostituisci i sensi di colpa suscitati da credenze ormai obsolete lasciando fluire l’amore per te .Lasciati guidare dalle tue intuizioni, lascia fluire le emozioni. Riconosciti nel gruppo di una umanità consapevole sul pianeta Terra e artefice di una esistenza accettabile per tutti, considerando gli altri non più colpevoli ma collaboratori.
C’é da “lavorare sodo ”, quindi metti sul tavolo tutte le tue capacità e qualità arricchite degli insegnamenti del passato e mettiti in gioco con la maturità che ne hai acquisito esprimendo tutta la tua nuova coscienza. Fidati comunque delle tue intuizioni per affrontare ogni situazione. L’energia Saturniana ti accompagna verso il meglio per te.
Non a caso Saturno è transitato in Acquario aprendo uno spiraglio importante al pensiero di una nuova realtà, di un cambiamento che riguarda tutti i campi dell’esistenza e tutti gli esseri viventi per iniziare finalmente questa nuova Era.
Quella responsabilità necessaria che devi assumerti, se vuoi veramente una trasformazione totale e profonda. Che parte da te.
Senza responsabilità personale e collettiva, non c’é evoluzione, e dunque non ci sarà un nuovo mondo, perché il nuovo mondo lo crei tu con le tue azioni, le tue scelte concrete , i tuoi obbiettivi raggiunti, la tua passione di vivere con il cuore.
Quella responsabilità necessaria che devi assumerti, se vuoi veramente una trasformazione totale e profonda. Che parte da te. Con il tuo esempio di amore ed empatia.
Saturno lascerà i Pesci a febbraio 2026 e ti aspetterà sulla soglia del nuovo ciclo zodiacale.
Avrai imparato la lezione?
Avrai superato le “prove“ di Saturno che come ogni cambiamento ti fanno paura ?
Avrai maturato quella coscienza che caratterizza l’essere umano consapevole del suo ruolo finalmente adulto?
Che ti farà sentire creatura libera di creare al posto giusto al momento giusto.
O infantilmente ti dirai che hai “Saturno contro”?
Love Laurin
* La lingua degli astri è Musica e Canto scrive Giordano Bruno
“La lingua degli astri è Musica e Canto” scrive Giordano Bruno.
In Europa siamo divisi dalle diverse lingue e “uniti” da una moneta unica che dipende dal “feo tiranno” come lo chiamava Bruno.
È il tempo lineare “unico”, la base del debito crescente… Esiste davvero il “feo tiranno”? In natura non esiste; lo ha inventato una “conoscenza” che ignora il ruolo cruciale della coscienza, “conoscenza” che per paradosso, dipende dalla coscienza.
La coscienza è fatta di emozioni e sensazioni che uniscono i popoli nel crescente bisogno di un rinnovamento pacifico e profondo. Non serve un “nuovo paradigma” come dicono alcuni. Basta riconoscere i modi di comunicare della Natura Organica: sono movimenti e bisogni che gli esseri umani possono soddisfare con la coscienza della propria immortalità. Ci sono infatti crescenti indizi che l’universo osservato sia un ologramma e che lo sia anche il corpo fisico dell’essere umano.
La vera identità, la COSCIENZA, è la VITA, la FORZA che anima il corpo, ma non è una proprietà del corpo.
“Morire è come spogliarsi di un abito” afferma Giordano Bruno.
“La morte è un dissolversi dei vincoli tra il corpo fisico, composto di atomi, e il corpo diafano e sostanziale, composto di vera LUCE…”
È il vero Sé, l’Autore che non si vede. Chi Lo cerca però Lo sente come coscienza, essenziale per dare realtà alla… “realtà”.
Quale realtà? Finalmente quella che vogliamo e non più quella in preda alla follia che vediamo.
“Credere solo a ciò che è visibile nello spazio e nel tempo è stupidità manifesta” dice Bruno che spesso usa la poesia per esprimere la Magia Naturale connessa a tutte le cose, corpi e cervelli umani inclusi. Questi comunicano e operano secondo canoni perenni che hanno espresso bellezza, saggezza e armonia nel corso di tutta la storia, i canoni della REALTA’ REALE – l’Infinito Universo – che comprende infiniti mondi intelligenti e non è l’ologramma osservato da occhi, telescopi e sonde spaziali.
Musica e Canto sono un tributo a Giordano Bruno e un contributo utile alla sfida del “feo tiranno” – il tempo lineare unico – senza lotte o sterili manifestazioni. La consapevolezza di essere immersi in una realtà virtuale – una matrix – oggi si può coniugare con la coscienza di sempre, espressa da tutti i grandi saggi della storia.
L’umanità cosciente della propria immortalità può testimoniare che il “tiranno” non esiste affatto e liberarsi con gioia, trasparenza e felicità da un inganno millenario del quale siamo in fondo tutti responsabili.
Un VENTO possente oggi soffia sulla superficie della terra e spinge le menti umane oltre le loro vecchie frontiere. Molti Lo sentono e sentono anche che “non c’è nazione, non c’è nessuno da uccidere e per cui morire, non c’è religione”, come cantava John Lennon.
Il VENTO è la coscienza – etica naturale – di cui i media non parlano ed è molto più diffusa della corruzione e della criminalità di cui invece parlano. La coscienza è legata alla volontà di realizzare il sogno, un mondo senza confini né limiti. Pure quelli delle risorse sono falsi, dovuti al credo nel “feo tiranno”.
La scienza riconosce le immani energie contenute nel “vuoto” che permea ogni corpo, ma… non le sa usare. L’umanità le ha sempre manifestate nell’arte, nella musica, nell’amore.
La volontà di contribuire a un’era di prosperità, si esprime in pratica e nei fatti in quel VENTO di rinnovamento che travolge tutti i limiti, svelando la loro falsità.
Roma – la caput mundi che ha coltivato il motto antico “divide et impera” –
può essere il rovescio di ciò che ha finora rappresentato.
ROMA può divenire AMOR e comunicare con il linguaggio universale: la MUSICA.
Oh AMORE, che mi fa discernere la verità superiore,
apre le porte di diamante e nere,
consente al mio vero Sé di penetrare i miei occhi;
Egli è nato per vedere, vivere e sostenere, Egli ha regno eterno.
L’AMORE mostra quanto di paradiso e di inferno
c’è sulla Terra; rende le immagini apparenti reali,
raccoglie le forze e, puntando dritto come una freccia,
ferisce e riempie il cuore, svelando il vero Sé …
Causa, Uno e Principio eterno da cui l’Essere,
la Vita infinita e tutti i Moti dipendono,
l’AMORE è diffuso ovunque, ha lunghezza, larghezza
e profondità come dicono, è in terra e in cielo…
Giordano Bruno
(una parte del poema di Bruno dedicato all’Amore, inserito nei suoi libri,De la Causa, Principio et Uno e Gli Eroici Furori)
L’eresia di Giordano Bruno riguarda la Coscienza dell’Uomo,
la Sua infinita potenza, schiava di un potere
che approfitta del Suo oblio e della Sua credulità
negli idoli falsi: dio , denaro, debito.
Giuliana Conforto ” L’Eresia di Giordano Bruno” Noesis Edizioni
Perchè siam donne: Quando le donne non erano autorizzate a lavorare in giardino
Jane Webb Loudon era nata nel 1807 a Birmingham in una famiglia benestante.
Perse entrambi i genitori nell’adolescenza e aveva vent’anni quando pubblicò “La Mummia”, il primo dei suoi racconti di fantascienza, probabilmente ispirato a “Frankenstein” di Mary Shelley, del 1818.
In esso, Jane ha descritto la resurrezione della mummia del faraone Cheope nel 22° secolo. Il faraone risorto viaggia in mongolfiera dall’Egitto all’Inghilterra e interferisce negli affari politici del paese. Oltre ai progressi sociali, anche le nuove scoperte tecnologiche facilitano la vita nel romanzo. Per esempio, le lettere sono consegnate da palle di cannone e in agricoltura, un aratro a vapore facilita il lavoro.
Il libro, ambientato nel XXII secolo, fu molto apprezzato da John Loudon, botanico esperto di giardinaggio, che lo recensì sul “Gardener’s Magazine”.
Quando i due si incontrarono, lui si meravigliò che fosse stata una donna a scrivere quel libro, si innamorarono, dopo pochi mesi si sposarono e ebbero una figlia. Jane scoprì allora nuovi interessi: aiutava il marito nei lavori in giardino e collaborava con lui alla stesura dei suoi libri. La botanica era per lei una materia sconosciuta, ma vi si applicò con passione e imparò i fondamentali molto velocemente.
Assistendo il marito nella realizzazione dell’ “Enciclopedia del Giardinaggio”, si rese conto che la maggior parte dei libri sull’argomento all’epoca, con i loro molti termini tecnici, erano difficilmente comprensibili ai profani, e quindi a quel tempo soprattutto alle donne. Decise allora di scrivere libri di botanica di taglio divulgativo, con un linguaggio accessibile a tutti.
Dopo “Gardening for Ladies and Companion to the Flower Garden” (1840), il suo “Botany for Ladies” (1842) ebbe un grande successo e vendette oltre 200mila copie. È a questa pubblicazione che in quegli stessi anni iniziò per la prima volta a diffondersi la passione per il giardinaggio tra le donne dell’alta società.
Seguirono altri libri, tutte opere standard di giardinaggio vittoriano.
I libri di Jane hanno ispirato le donne di tutto il paese, e il giardinaggio è diventato un hobby importante. Oltre ad acquisire le conoscenze tecniche, Jane si era formata come autodidatta come pittrice di piante e illustrava lei stessa i suoi libri . I suoi disegni di bouquet di fiori erano spesso copiati e adornavano vassoi, tavoli e paralumi.
John Loudon morì nel 1843 lasciando moglie e figlia in ristrettezze economiche. Jane poteva contare solo sul suo lavoro. Nel 1849 diresse la rivista “The Ladies’ Companion at Home and Abroad” e continuò a pubblicare altri saggi di botanica sempre illustrati da lei stessa.
I suoi lavori hanno insegnato alle donne come creare giardini armoniosi, ad occuparsi personalmente della scelta delle piante e della loro salute, in un periodo in cui questa attività non era loro autorizzata.
E non solo ad occupare il loro tempo in modo creativo ma a realizzarsi in un ambito riservato solo agli uomini.
Morì nel 1858, poco prima di compiere 52 anni. I suoi libri hanno reso il giardinaggio un hobby alla portata di tutti e tutte le inglesi e non solo.
Le opere di Jane Webb Loudon con le loro illustrazioni botaniche sono ancora oggi molto apprezzate. La National Art Library di Londra ospita molte delle sue opere.
© Meisterdrucke
E’ arrivato carnevale, chi sta bene e chi sta male…è sempre tempo di maschere …o no?
“Mi metterò una maschera da
pagliaccio,
per far credere a tutti che il sole è
di ghiaccio.
Mi metterò una maschera da
imperatore,
avrò un impero per un paio d’ore:
per voler mio dovranno levarsi la
maschera,
quelli che la portano ogni giorno
dell’anno…
E sarà il carnevale più divertente,
veder la faccia vera di tanta gente…”
(Gianni Rodari)
” Nel lungo tragitto della vita, incontrerai tante maschere e pochi volti”
Luigi Pirandello
E tu la metti o la togli la maschera per carnevale?
Perchè siam donne: Billie e Serena più che campionesse
Una foto emblematica , anche se non giochiamo a tennis.
Due donne che hanno cambiato il mondo dello sport femminile superando stereotipi limitanti per tutte le donne in tutti i campi.
La prima ci ha mostrato che è possibile essere pagate quanto un uomo.
La seconda che possiamo giocare trasformando le regole che non ci prevedono.
La prima è Billie Jean King.
La donna a cui dobbiamo la nascita del tennis professionistico femminile.
Prima di lei il mondo pensava che nessuno avrebbe mai pagato un dollaro per andare a vedere una partita di tennis fra donne.
Se oggi il tennis è uno dei pochi sport in cui le donne guadagnano quanto gli uomini è perché lei ci ha creduto per prima e l’ha reso possibile.
Billie Jean King, nata 1l 22 novembre 1943), è stata una tennista statunitense. Considerata tra le migliori tenniste della storia, ha vinto in carriera 78 titoli WTA; di questi, 12 titoli singolari, 16 titoli di doppio e 11 titoli di doppio misto sono prove del Grande Slam
È inoltre la fondatrice della Women’sTennis Association (WTA)
Accesa sostenitrice della lotta al sessismo nello sport e nella società, è ricordata per l’incontro di tennis noto come battaglia dei sessi che nel 1973, la vide sconfiggere il tennista Bobby Riggs, vincitore del singolare a Wimbledon e numero 1 al mondo tra il 1941 e il 1947.
Il match è tuttora considerato un evento molto significativo per lo sviluppo del rispetto e del riconoscimento dato al tennis femminile.
“Ho pensato che saremmo tornati indietro di 50 anni se non avessi vinto quella partita. Avrebbe rovinato il circuito femminile e fatto perdere l’autostima a tutte le donne”.
Seguendo la classifica stilata dal “London Daily Telegraph” alla fine di ogni anno dal 1914 al 1972, Billie Jean risultò essere prima giocatrice al mondo per tre volte: 1966, 1967 e 1968.
Billie Jean si ritirò dai tornei di singolare alla fine del 1983.
La canzone di Elton John Philadelphia Freedom è un tributo alla tennista, di cui il cantante è sempre stato grande amico
L’altra è Serena Williams la donna che ha trasformato per sempre il tennis in un palcoscenico di rivoluzioni.
Lei che ha vinto più di tutte, per più tempo di tutte, che ha guadagnato più di tutte e ha trasformato la sua carriera in qualcosa che andasse oltre la vittoria personale.
La presenza di Serena come donna nera in uno sport storicamente bianco, il suo impegno e la sua volontà di mettere a nudo le sue sfide personali hanno trasformato non solo il tennis ma anche il modo di raccontarlo.
Serena Jameka Williams. Soprannominata The Queen (La regina), è considerata una delle migliori tenniste di tutti i tempi, grazie alla sua forza fisica e mentale, ai suoi potenti colpi da fondo campo e al miglior servizio del circuito, nel corso di una carriera da professionista della durata di ventisette anni (1995-2022).
Nata nel 1981, Serena Williams inizia a giocare a tennis a quattro anni insieme alla sorella Venus, sotto la guida di papà Richard, che segue personalmente la crescita delle proprie figlie
Serena a soli 16 anni entra nel circuito professionistico di tennis nel 1997, dando il via alla scalata della classifica mondiale nel giro di breve tempo.
I numeri di Serena: 858 vittorie in carriera
73 titoli vinti, 98 considerando i doppi;-23 slam vinti in singolare, 39 con i doppi;-97 finali disputate in singolare;-un oro olimpico in singolare (Londra 2012);-tre ori olimpici in doppio (2000, 2008, 2012);-319 settimane in vetta alla classifica mondiale;-prize money in carriera di oltre 94 milioni di dollari (la giocatrice che nella storia ha guadagnato di più nel tennis femminile);-4 volte vincitrice del Laureus Sportswoman of the Year Award;-Atleta dell’anno 2015 per Sports Illustrated
Sale sul tetto del mondo vincendo poi l’oro alle Olimpiadi di Londra 2012.
Serena Williams guadagna stima e notorietà in altri campi, cinema, tv sfilando spesso come modella (sul magazine “Sports Illustrated”) realizzando una linea di abiti sportivi personale. Abiti che, per altro, indossa anche in campo: contro l’opinione degli arbitri.
Dà l’addio al tennis giocato all’inizio del mese di settembre 2022.
Hanno rivoluzionato costume e società come nessuna giocatrice mai prima, ma soprattutto hanno insegnato alle ragazze con la racchetta venute dopo di loro ad osare, nel gioco e nella vita.
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Perchè siam donne: L’Italia è la nazione ad avere più donne stellate al mondo.
Secondo una ricerca del Censis, in Italia a preparare abitualmente il cibo nei nuclei familiari è nel 67,4% dei casi una donna. Ma è anche vero che il 58% degli uomini cucina “spesso” o almeno “qualche volta” e, tra questi, il 42,4% nella fascia che va dai 25 ai 34 anni lo fa con entusiasmo.
L’Italia è la nazione ad avere più donne stellate al mondo. Metà delle cuoche stellate della guida Michelin sono italiane. Le nuove chef stellate del Belpaese sono brave, spesso under 40, applaudite per inventività e professionalità. Ammettono che non è facile ma esigono giustamente di essere trattate come i loro colleghi maschi. Sono dieci le chef nostrane stellate, le regine dei fornelli, premiate dalla Guida Michelin.
Prima di passare in rassegna le grandi chef nostrane, va ricordata una donna di successo come Anna Gosetti della Salda, la mantovana regina dei libri e delle riviste di ricette, la Artusi al femminile, che dal 1952 al 1981 dirige La Cucina Italiana e nel 1967 pubblica Le Ricette Regionali Italiane. Il trattato nelle sue diciassette edizioni si arricchisce di 2174 ricette, presentate con dovizia di particolari, e numerose varianti, a dimostrazione che ogni ricetta, anche quella consacrata da una tradizione secolare, può comunque essere aggiornata e adeguata ai tempi.
Nadia Santini è la prima chef italiana in assoluto a essere premiata con tre stelle, nel 1996, per il ristorante Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. Nel 2013 al concorso del periodico Restaurant “The World’s 50 Best Restaurants” viene nominata “miglior chef donna del mondo”.
Non si contano le eccellenze femminili della nostra cucina: Beatrice Segoni, Anna Moroni (1939), nota soprattutto come personaggio televisivo per aver preso parte, dal 2002 al 2018, alla trasmissione La prova del cuoco, condotta da Antonella Clerici; Marta Pulini, che con una laurea in biologia in tasca si dedica a seri studi gourmet fino a diventare, con un impegno di anni e anni in Italia e all’estero, una chef di fama internazionale; Aurora Mazzucchelli, premiata nel 2008 (ristorante Marconi a Sasso Marconi); Martina Caruso, chef stellata dal 2016.
Cristina Bowerman, stella Michelin dal 2010 (Glass Hostaria, nel quartiere romano di Trastevere). Quest’ultima, una delle chef più riconoscibili d’Italia, studia lingue straniere a Bari e legge a San Francisco, prima di trasferirsi ad Austin, in Texas, per fare la graphic designer. In America studia Arti culinarie all’Università del Texas e si diploma alla prestigiosissima scuola de Le Cordon Bleu. Tornata in Italia nel 2004, due anni dopo apre Glass Hostaria a Roma. Per i primi tre anni le cose non vanno bene, i clienti, affezionati ai piatti della tradizione romana, trovano troppo moderna e avanguardista la sua idea di cucina. La vita di Cristina cambia nel 2010, quando gli ispettori della Michelin la premiano con l’agognata Stella proprio per la sua notevole audacia e originalità inventiva. Il lavoro di Cristina non si ferma in cucina: la chef è la presidente dell’Associazione italiana ambasciatori del gusto.
Iside De Cesare, romana di origine, fino a 19 anni è una studente modello, prima al liceo e poi alla facoltà di ingegneria finché un bel giorno, per caso, decide di andare ad aiutare nella cucina del ristorante della sorella. È la sua rivelazione sulla via di Damasco, la scoperta di una vocazione nascosta. Il suo locale, La Parolina, ad Acquapendente nell’alto Lazio, non lontano dai confini con Umbria e Toscana, è l’immagine della sua padrona, fine nei modi e riservata.
Marianna Vitale, chef stellata di Sud a Quarto, in provincia di Napoli, non si limita alla cucina, ma dopo aver organizzato una serie di cene nelle carceri di tutta Italia, ha deciso di aprire una scuola di formazione culinaria per i ragazzi che escono dal carcere di Nisida, per quelli che scappano dalla guerra, per quelli che non hanno una casa e per tutti coloro che hanno voglia d’imparare, di formarsi, di migliorare professionalmente.
Martina Caruso è la più giovane cuoca stellata d’Italia e dirige la cucina dell’Hotel Signum, sull’isola di Salina, in Sicilia. Il suo ristorante è una perla in mezzo al Mar Mediterraneo, che esalta le ricette di mare. La sua cucina, giocosa, creativa, affascinante per i sapienti contrasti di sapori e consistenze, conquista con la sua particolare leggerezza.
Chiara Pavan è cuoca stellata al Venissa, un ristorante chic sul Canal Grande a Venezia, che propone piatti veneziani eleganti preparati con ingredienti locali, e ha lanciato anche Antonia Klugmann e Paola Budel, altra cuoca che ha fatto la storia della gastronomia italiana contemporanea.
“La cuoca che legge Montaigne”, come è stata soprannominata per i suoi studi in filosofia, così commenta la sua visione del rapporto tra le donne e la cucina: «Le donne lavorano ancora molto meno degli uomini, sono dati ufficiali, non lo dico io. Stiamo uscendo ora da una società in cui la donna è sempre stata vista come la madre che sta in casa. Stiamo facendo dei passi da gigante, ci stiamo evolvendo, grazie al cielo. La cucina è un luogo già duro, ci sono dinamiche particolari anche a livello di leggi statali.
Ma ancora storicamente la ristorazione è legata alla figura del cuoco maschile, così come in tanti altri lavori»
E questa è solo una piccolissima parte di un lungo elenco…..
I fiori all’occhiello della cucina italiana. Parte prima (vitaminevaganti.com)
I fiori all’occhiello della cucina italiana. Parte seconda (vitaminevaganti.com)
































