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* La buona notizia del venerdì: Corridoi ecologici per salvare gli animali

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L’uomo, con le sue strade e l’espansione urbana ha reso sempre più difficile la vita degli animali, abituati a correre, saltare, zampettare nel verde. La soluzione per porre rimedio ai nostri danni sono i corridoi e i ponti naturali. Vere e proprie autostrade della natura ricreate in tutto il mondo.

Le barriere create dall’uomo hanno avuto un particolare impatto sui predatori, abituati a vagare per lunghe distanze in cerca della preda. Altri mammiferi di grandi dimensioni, come i cervi, potrebbero trovarsi separati da una fonte di acqua o dal pascolo da una strada o da un quartiere di periferia.

Grazie ai corridoi naturali, gli animali possono muoversi da un posto all’altro senza ostacoli. Pensati soprattutto per gli animali più grandi, essi sono adatti anche alle creature più piccole, compresi gli insetti.

Idealmente, questi “ponti naturali” potrebbero aiutare interi ecosistemi a espandersi e a prosperare nonostante la loro vicinanza agli esseri umani.

Ecco i più suggestivi:

1. Terai Arc Landscape

Il Terai Arc Landscape copre 14 diverse aree protette in India e Nepal. Praterie, foreste e valli fluviali qui sono habitat importanti per un certo numero di specie, tra cui rari rinoceronti indiani, elefanti asiatici e tigri del Bengala. Il Terai si estende dal fiume Bagmati in Nepal al fiume Yamuna in Indi

Le questioni che circondano il Terai sono molto diverse da quelle che interessano corridoi naturali negli Stati Uniti e in Europa. Nonostante sia rurale, la regione è densamente popolata, soprattutto sul lato indiano del confine. La povertà qui è un problema diffuso, insieme al bracconaggio e all’uso intensivo delle risorse naturali.

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2. Banff Wildlife Bridge

Questo cavalcavia per la fauna selvatica a Banff consente agli animali di attraversare la Trans Canada Highway.

Non tutti i corridoi naturali richiedono decenni per nascere, come in questo caso. Il parco è dotato di sei cavalcavia per la fauna selvatica e da diverse decine di sottopassi. Finora, i naturalisti hanno documentato 140.000 animali che attraversano la strada utilizzando ponti o sottopassaggi.

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3. Bassa valle del Rio Grande, National Wildlife Refuge

Nel sud-est del Texas edifici commerciali, fattorie e strade hanno preso il posto dei paesaggi naturali. La città di Houston continua a diffondersi verso l’esterno e la Bassa Valle del Rio Grande, si trova proprio nel bel mezzo di tutto questo sviluppo.

La fauna selvatica che percorre i ponti di questa zona comprende uccelli migratori e mammiferi rari come l’ocelot.

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4. Christmas Island, il ponte e le gallerie dei granchi

Non tutti i valichi di animali sono stati progettati per i grandi mammiferi. Su Christmas Island in Australia, la migrazione annuale di granchi ha ispirato una serie di passaggi.

Queste creature migrano verso l’oceano ogni anno per riprodursi e deporre le uova. Da 50 a 100 milioni di crostacei ricoprono letteralmente l’isola e le sue strade mentre si spostano dalla foresta al mare. Secondo i naturalisti, almeno 500.000 granchi muoiono ogni anno durante il viaggio. Da qui la necessità di creare dei ponti per limitare il numero delle morti durante la migrazione.

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5. Corridoio Sawantwadi-Dodamarg Wildlife

Siamo nel Sud dell’India. Una catena montuosa ricca di fauna selvatica sovrasta questa regione. Oltre a tigri del Bengala, orsi ed elefanti, ospita molte delle erbe officinali naturali utilizzati nella medicina tradizionale ayurvedica

Con l’aiuto della Awaaz Foundation con sede a Mumbai, le terre all’interno del Corridoio Sawantwadi-Dodamarg sono state considerate una “zona ecologicamente sensibile.

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6. Oslo, Norvegia Bee Highway

La capitale della Norvegia vanta una soluzione per le api.

Oslo è una città pulita, ma manca di parchi urbani e di piante. Di conseguenza le api fanno fatica a sopravvivere. Un nuovo corridoio dedicato fornisce a queste preziose creature una vera e propria autostrada dove muoversi.

Anche a Londra si sta lavorando su questo fronte.

 

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7. Highway 93 Riserve Crossings, Montana

La Highway 93 è uno dei più vasti sforzi di attraversamento del paese con 41 strutture tra sottopassi e sovrappassi. Alcuni tratti sono stati pensati per far garantire alla fauna selvatica di spostarsi lungo corridoi sicuri.

Telecamere speciali hanno ripreso numerose creature che utilizzano passaggi e ponti: orsi grizzly, cervi, alci e puma.

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8. Corridoio Burnham Wildlife

Il Burnham Park di Chicago è attorniato da immobili. Qui sorge però il corridoio all’interno del parco, passando proprio attraverso il cuore della città.

È utilizzato principalmente come rifugio da tre milioni di uccelli migratori.

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9. European Green Belt

L’idea della cintura verde europea ha avuto inizio in Germania, poco dopo la caduta del muro di Berlino. Nel corso degli anni, si è espansa attraverso una serie di accordi. Ora passa dal confine russo-finlandese fino ai Balcani.

Il corridoio si trova approssimativamente al posto della cortina di ferro. Per questo motivo, il Green Belt ha un significato storico e culturale oltre a proteggere la fauna selvatica.

10. L'”ecodotto” dei Paesi Bassi ‘

Quando si tratta di corridoi naturali, i Paesi Bassi non sono secondi a nessuno con oltre 600 incroci che consentono agli animali di passare in modo sicuro da un lato all’altro della strada. Alcuni di questi sono piccoli ma altri sono enormi.

Il più grande, il Natuurbrug Zanderij Crailoo, si estende per quasi mezzo miglio e garantisce un passaggio sicuro a cervi, cinghiali e altri mammiferi.

 

fonte: http://www.greenme.it/abitare/bioedilizia-e-bioarchitettura/17553-corridoi-ecologici-animali

 

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* La buona notizia del venerdì: Animali accanto ai pazienti in ospedale

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Animali accanto ai pazienti, ancora un ospedale dice sì.

Il nuovo regolamento approvato dall’azienda ospedaliera di Treviglio, nel bergamasco, per l’accesso alle strutture di animali domestici, prevede infatti che cani, gatti e conigli possano accedere in ospedale nel normale orario di visita non solo per pratiche di pet therapy ma anche per fare compagnia ai pazienti proprietari. Gli animali domestici dovranno essere in regola dal punto di vista igienico sanitario e il paziente dovrà compilare un modulo per la richiesta. I degenti con cui divide la stanza dovranno dare l’assenso.

Analoghe iniziative sono già in corso in alcuni ospedali italiani (Genova, Prato, Milano, Arezzo).

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Animali accanto ai pazienti, è rivoluzione in corsia, ad eccezione di alcuni reparti dove non potranno accedere: rianimazione, anestesia, chirurgia generale, ostetricia e ginecologia, unità cure coronariche, stroke unit. 

Il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Treviglio, il dottor Cesare Ercole ha infatti deliberato l’atto, anticipando la proposta di legge, ancora in discussione in Regione Lombardia che, se approvata, introdurrà il libero accesso degli animali domestici accompagnati dal proprietario in tutti i luoghi pubblici, esercizi pubblici e commerciali, manifestazioni fieristiche, locali e uffici aperti al pubblico, mezzi di trasporto pubblico operanti nel territorio regionale, nelle strutture residenziali, semi-residenziali, ospedaliere, pubbliche e private regionali accreditate anche dal Ssr.

Il regolamento ospedaliero vuole facilitare il rapporto d’affezione tra i proprietari ricoverati in ospedale e i loro animali, fermo restando che sono ormai considerati a tutti gli effetti membri della famiglia e che la pet therapy in ospedale e non facilita la guarigione di pazienti con vulnerabilità sia fisiche che mentali. Gli stessi potranno accompagnare i padroni al capezzale di un malato o utenti non vedenti per visite mediche nei poliambulatori.

Le regole, concordate con l’Asl, impongono per i cani l’iscrizione all’anagrafe canina o ilpassaporto con il numero di microchip. Obbligatorio il possesso del libretto sanitario con le vaccinazioni eseguite, trattamenti antiparassitari e il certificato di buona salute rilasciato dal veterinario, per tutti gli animali. Il guinzaglio dei cani non deve superare il metro e mezzo e occorre portare la museruola in caso di rischio.

Per gatti e conigli è necessario il trasportino o il guinzaglio. Il paziente compilerà un modulo, mentre le condizioni per l’ammissione saranno verificate dal coordinatore infermieristico che chiederà il consenso degli altri pazienti della camera. L’idea è di realizzare un’area apposita.

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Dopo la partenza di un progetto pilota che ammetterebbe i cani negli spazi comuni e sugli spalti delle piscine comunali di Torino, stavolta tocca a Genova lanciare un segnale positivo verso l’inclusione degli animali domestici anche in aree tradizionalmente considerate off-limits per gli amici a quattro zampe.

L’idea è quella di consentire ai pets l’ingresso negli ospedali per fare visita ai loro padroni ammalati.

Soprattutto per le persone anziane ma anche per i bambini e comunque per chiunque sia molto legato al proprio cane e al proprio gatto, la degenza si fa ancora più dolorosa se costringe a stare lontani dal proprio beniamino. Da qui l’idea, per ora applicabile solo all’ospedale San Martino di Genova, il maggiore della Liguria, di far entrare in corsia gli animali.

Ovviamente ci sono delle regole piuttosto precise a riguardo, da rispettare rigorosamente pena l’esclusione dall’usufruire del servizio: innanzitutto sarà necessario richiedere un’apposita autorizzazione almeno un giorno prima a quello previsto per la visita. A firmare il permesso saranno i medici del reparto in cui dovrà entrare il cane/gatto. Inoltre i pazienti ricoverati nella stessa stanza dovranno dichiararsi favorevoli all’ingresso dell’animale. Ultimo, ma non meno importante, i pets dovranno avere con sè un libretto sanitario che ne confermi il perfetto stato di salute.

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Il permesso speciale per poter entrare in ospedale sarà concesso solo a cani, gatti e conigli. Vietato l’accesso ad uccelli ed altre razze animali, perchè potenziali diffusori di malattie. Come si legge su Il Secolo XIX, che ha riportato per primo la notizia:

La direzione sanitaria avrebbe preso la decisione  dopo un episodio accaduto nell’ottobre scorso, quando un usciere tentò, inutilmente, di bloccare un visitatore che voleva portare ad un’ammalata terminale, ricoverata nell’hospice del padiglione Maragliano, il suo cagnolino per un ultimo saluto. Il direttore sanitario ha così studiato la questione ed ha stilato una bozza del regolamento, nel quale si ricorda che la pet therapy è ormai riconosciuta anche a livello scientifico.

[Fonti: Lazampa.it; Il Secolo XIX]

ospedale.treviglio.bg.it

http://www.tuttozampe.com/cani-gatti-ospedale-prato/41926/

http://www.tuttozampe.com/animali-domestici-ospedale/2259/

 

 

 

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* La buona notizia del venerdì: La libraia di Bagdad

La 22enne Ruqaya Fawziya è la prima (coraggiosa) donna a vendere i libri per le strade di Baghdad!

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In Iraq nella capitale Baghdad, in Al-Mutanabbi Street, centro intellettuale della città nell’ottavo secolo e oggi via costellata da bancarelle-librerie, apre la prima gestita da una donna, la 22enne Ruqaya Fawziya.

In una realtà tipicamente occidentale, la storia di Ruqaya Fawziya sarebbe sicuramente passata inosservata, ma a Baghdad questa giovane 22enne ha suscitato clamore e scandalo.

Ora parlare di Al Mutanabbi Street, via che prende il nome da al-Tayyib al-Mutanabbi, uno dei massimi esponenti della poesia araba e che è stata un rifugio per scrittori e artisti di tutte le religioni a partire dall’VIII secolo, equivale a parlare del cuore pulsante dell’ambiente culturale iracheno: è infatti sede di librerie e caffè letterari che danno vita ad una specie di biblioteca all’aperto. 

Al-Mutanabbi Street, va ricordato, è anche tristemente famosa per l’attentato del 2007, che ha coinvolto 27 persone, rimaste uccise.

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In seguito, è partito il progetto “Al Mutanabbi Street Starts Here”, su iniziativa di un libraio californiano che, per mostrare la propria solidarietà ai librai e ai lettori di Baghdad, ha raccolto “pubblicazioni” di 260 artisti da tutto il mondo, dando vita a una mostra itinerante.

Come dichiarato dalla stessa ragazza, la sua famiglia e le persone a cui raccontava l’idea di vendere libri per strada, hanno iniziato a sostenerla solo una volta intrapreso il progetto.

Quanto ai passanti e ai clienti, invece (come racconta jl sito bookpatrol.net, da cui sono tratte le immagini) Ruqaya racconta: “Non ho affrontato molestie di alcun genere dalle persone che visitano Al-Mutanabi Street; ma, a volte, la gente mi guarda con sorpresa, forse perché non ha familiarità con una donna che vende libri. Ma ci sono anche molte persone che, al contrario, mi incoraggiano”.

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La famosa strada di Baghdad ha portato fortuna a Ruqaya: durante la manifestazione “Sono un iracheno, leggo”, ha incontrato il suo attuale marito, che ha sposato con una dote di 500 libri donati immediatamente e 1000 da donare in caso di divorzio.

Una donna coraggiosa e una ragazza che ha inseguito e lottato per il suo sogno. Una realtà che può cambiare con esempi positivi, dal basso,dalle cose piccole ma importanti come la diffusione della cultura attraverso i libri.

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Sono un iracheno, sto leggendo” è una manifestazione spontanea nata su iniziativa di un gruppo di giovani iracheni per promuovere le buone pratiche del libro e della lettura.

Centinaia di ragazzi si danno appuntamento a fine settembre sulla riva del Tigri per leggere e discutere dei loro libri preferiti.

Fonti:

http://it.blastingnews.com/cronaca/2015/06/a-baghdad-la-prima-donna-libraia-00437797.html

http://www.illibraio.it/baghdad-libreria-gestita-donna-192937/

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* Ogni albero è un cosmo

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Un albero è costituito da sette elementi: radici, tronco, rami, foglie, fiori, frutti, e dentro i frutti i semi, che una volta interrati daranno vita a un nuovo albero.

Certo, questo lo sapete, ma quel che forse non sapete è che un albero rappresenta una sorta di sistema solare, poiché ciascuno dei sette elementi che lo compongono corrisponde a uno dei sette pianeti tradizionali.


Scopriamo ora tali corrispondenze.

Le radici, che lavorano nell’oscurità, profondamente nascoste nella terra, corrispondono a Saturno.

Il tronco, che si innalza possente e solido, è Giove.

I rami, che partono alla conquista dello spazio, equivalgono a Marte.

Le foglie, nelle quali grazie alla luce avviene la fotosintesi, corrispondono al Sole.

I fiori, che con le loro forme, i loro colori e i loro profumi costituiscono la bellezza dell’albero, rappresentano Venere.

I frutti, nella cui polpa si condensano tutti i succhi, corrispondono alla Luna.


Quanto ai semi, grazie ai quali ricomincerà l’intero ciclo, questi sono Mercurio, il figlio. “

 

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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* 29 Agosto Super Luna Piena in Pesci: pensiamo positivo

Quella di sabato sarà la prima Superluna al plenilunio del 2015: i pleniluni del 29 agosto, del 28 settembre e del 27 ottobre godono del titolo di Superlune perché il centro del satellite e quello della Terra si troveranno a meno di 361.836 km di distanza

 

The full moon, nicknamed "the supermoon", rises at Ipanema beach in Rio de Janeiro, Brazil, on August 10, 2014. A supermoon is the coincidence of a full moon or a new moon with the closest approach the Moon makes to the Earth on its elliptical orbit, resulting in the largest apparent size of the lunar disk as seen from Earth. AFP PHOTO / YASUYOSHI CHIBA
AFP PHOTO / YASUYOSHI CHIBA

 

Nella serata del 29 agosto potremo assistere al meraviglioso spettacolo della Luna Piena, fenomeno che, questo mese, avverrà a 6 gradi dei Pesci, segno zodiacale di Elemento Acqua.

Quando la LUNA transita nei segni d’Acqua (CANCRO – SCORPIONE – PESCI

Le sottili e immediate intuizioni sono colorate di tenerezza, di disponibilità, di condivisione e di capacità di dare e ricevere affetto nonché di spirito di sacrificio. Sono momenti nei quali il feeling emozionale con le persone che si amano è più forte, la memoria spazia all’indietro e nel profondo le facoltà psichiche ultrasensibili sono più allertate e presenti, i sogni possono essere premonitori. Rallenta le comunicazioni e le attività sociali, riconducendo a uno stato d’animo più sensibile, sensuale e sognante.

Insomma questo sarà il momento del plenilunio, momento che porta consigli, riflessioni, considerazioni e bilanci su quanto è stato fatto negli ultimi quindici giorni. Ma, come sempre, dobbiamo considerare quali sono le energie che influenzeranno i nostri pensieri.

Secondo l’astrologa Susan Miller, il 29 agosto 2015 è il giorno più fortunato dell’anno per ogni segno zodiacale.

Giove è congiunto al Sole, qualcosa che accade una volta all’anno, sempre in un giorno diverso e in un segno diverso.

Con questa settimana inizia un periodo molto attivo e intenso piena di molti aspetti che cambieranno il paesaggio e la focalizzazione degli eventi. 

Il Sole si è spostato nella Vergine nel 23 agosto, è spinge verso le soluzioni attraverso l’azione concreta.

Vergine è attenta ai dettagli e questo anno, rafforzata dalla presenza di quasi tutti i pianeti è molto decisa di mettere le cose a posto e di fissarle in modo stabile, per tirare le somme e procedere speditamente.

Con oggi il Sole si collega con Giove già in Vergine, e questo diventa l’inizio della messa a fuoco della Vergine.

Ogni anno Giove si sposta in un segno diverso e durante l’anno, il Sole si collega con Giove come un riflettore per le questioni assegnati.

Il collegamento si verifica all’inizio del tour, che mette a fuoco gli obbiettivi e le esigenze della prima fase del processo della Vergine.

E come un culmine di energie della intenzione che abbiamo impostato in questo periodo dalla scorsa luna nuova in leone.

L’attivazione di questo processo si intensifica in questa settimana e prosegue in settembre.
Ufficialmente il portale 888 sarà chiuso il 29 agosto con la Luna Piena in Pesci per proseguire verso il portale del 999.

Il viaggio della Vergine diventa più spedito con la congiunzione di Sole e Giove e gli obbiettivi previsti vengono raggiunti uno dopo l’altro con più facilità

Opposizione con il Nettuno e quadrato con il Saturno di questa congiunzione ci stano dando indicazioni di che ci sono situazioni da risolvere e questo sarà accentuato ancora di più con la Luna piena. La scelta delle azioni sarà guidata dal nostro intuito più profondo e noi ,e solo noi, troveremo i modi di raggiungere i nostri obbiettivi.

In ogni caso godetevi questo giorno “più fortunato” dell’ anno e ascoltatevi, ascoltatevi bene.

 

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Tutte le soluzioni sono dentro di voi.

” La fine di agosto sarà caratterizzata da bassi livelli di energia percepita. Siamo nella conclusione di un mese all’insegna del sentimento e della buona energia che ha contribuito a lavorare sul quarto chakra, sull’amabilità più che sul desiderio di amore, elargendo generosa prosperità verso quanti hanno saputo adagiarsi su questa armonizzazione.

C’è infine la sensazione di dover fare qualcosa di importante che può essere stata concretizzata nella seconda parte del mese, in un progetto di ampia portata, di interesse generale, sociale che sia in grado di portare una trasformazione. Intuizioni che potrebbero essere fortunate anche quando non siano esatte, perchè benedette dalla congiunzione di Giove con il Sole. Con questa energia che ammorbidisce la sensazione del vuoto energetico, giungiamo nella Luna piena di Agosto, in perigeo lunare cioè nella minima distanza tra la Terra e la Luna, fenomeno che è definito Super Luna. Questi giorni sono fondamentali per quel passaggio che ci guida verso il prossimo equinozio d’autunno.

“Richiamati dall’ordine e dall’amore come espressione più che appartenenza, possiamo partecipare a azioni che siano armonizzanti verso l’ingiustizia e la prevaricazione e potrebbe essere molto più semplice che in passato, perchè siamo sostenuti dalla presenza di buona energia.”

(estratto dalla Guida 2015)

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Copia e incolla dalle fonti:

http://energiamaya.org/2015/08/22/verso-un-amore-di-super-luna-29-agosto/

http://risvegliodiunadea.altervista.org/

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* La buona notizia del venerdì: I giovani italiani alla guida del Louvre

Oh,les italiens!

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Dalla direzione generale alle biglietterie, emigrati d’eccellenza nei posti chiave

«Oh,les italiens!». Gli sbuffi d’impazienza di Nicolas Sarkozy ai tempi dello scontro sulla Bce sono al Louvre sospiri di ammirazione: «Oh, les italiens!». E non solo per Leonardo e Raffaello e Giotto e Botticelli e Beato Angelico e tutti gli altri geni la cui luce illumina sfolgorante le gallerie.

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Italiano è il presidente del comitato scientifico del museo, Salvatore Settis, già direttore del Getty Research Institute di Los Angeles e della Scuola Normale di Pisa e presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali prima di dimettersi in polemica con Sandro Bondi.

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Italiano è l’architetto Mario Bellini che con il francese Rudy Ricciotti e con imprese in buona parte italiane, sta facendo il nuovo stupendo dipartimento di Arti islamiche scavando (senza chiudere un giorno le gallerie coi capolavori ai piani di sopra: inimmaginabile, da noi) fin sotto le fondamenta del palazzo.

Italiano è il responsabile delle biglietterie che vendono quasi 9 milioni di ticket all’anno, Antonio Fabro.

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Italiana Federica Mancini, del Dipartimento arti grafiche e Daniela Miccolis della Direzione Lavori e Monica Preti, responsabile della programmazione di storia dell’arte dell’Auditorium e tanti altri che, lasciata un’Italia disinteressata se non ostile ai giovani di eccellenza, si sono presi lo spazio giusto nel più grande museo del pianeta.

 

MILAN, ITALY - NOVEMBER 30: Deputy Managing Director Claudia Ferrazzi of the Louvre museum attends the exhibition opening of Antonio Canova's "Amore e Psiche" and Francois Gerard's "Psyche at l'Amour" at the Palazzo Marino on November 30, 2012 in Milan, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Su tutti Claudia Ferrazzi, bergamasca con papà veneziano (il secondo chirurgo a fare un trapianto di cuore in Italia) e mamma romana, che si è guadagnata i galloni di «administrateur général adjoint», a dispetto dell’età (34 anni, ma ne dimostra perfino meno), a dispetto dell’essere sposata e a dispetto di essere mamma di due bimbi piccoli. «Handicap» che nell’Italia familista e gerontocratica, diciamolo, le avrebbero impedito di salire non solo ai massimi vertici di un grande museo ma perfino d’avere delle responsabilità aziendali: «Sei una ragazza, aspetta il tuo turno».

È anche in questa capacità di spalancare le porte ai migliori comprese le donne, giovani e mamme, aiutate da una rete di servizi pubblici e dalla possibilità di scaricare il 50% dei costi di una collaboratrice domestica (con abbattimento parallelo del lavoro nero) che vedi la differenza abissale tra il «loro» modo di gestire un tesoro culturale e il nostro.

…….
Il museo si rivolge direttamente ai cittadini. In questi mesi il sito Internet lancia nella home page un invito: «Tutti i mecenati!». Vi si spiega che il Louvre, per il nuovo padiglione d’arte islamica coperto dallo spettacolare «foulard» dorato di Bellini, vuole ricostruire i «Tesori del Cairo», due magnifiche opere architettoniche, ma ha bisogno di soldi. E spiega a tutti i possibili mecenati, siano privati o siano imprese, come fare le donazioni.

Un gesto di amore per l’arte, ma incoraggiato dallo Stato, spiega Claudia Ferrazzi: «Il cittadino comune può detrarre dalle tasse il 66% di quanto regalato, l’impresa (con alcune regole, ovvio) fino al 90%». Funziona? Altroché: la colletta per i «Tesori del Cairo», ora per ora aggiornata online, è già al 70%. E lo sforzo farà probabilmente il bis del successo del 2010, quando il Louvre lanciò il 13 novembre una campagna per rastrellare i soldi necessari a comperare le «Tre grazie» di Lucas Cranach: qualcuno donò un euro, altri quarantamila, ma a Natale i soldi erano già in cassa.

……

E visto che al Louvre c’è questa squadra di italiani che conosce da dentro quella realtà con 13 chilometri di percorsi espositivi, non sarebbe il caso di chieder loro dei consigli? Per restituire vita all’area di Lens, zona industriale sempre più de-industrializzata, ad esempio, Stato ed enti locali hanno deciso di investire nel nuovo «Louvre-Lens» (il museo metterà opere, esperienza e nome) 201 milioni. Un mucchio di soldi. Ma i promotori sono sicuri: ne faranno girare, con tutto l’indotto turistico, sette volte di più. Un miliardo e quattrocento milioni.

Vuoi vedere che non è vero che con la cultura non si mangia?

Oh,les italiens!

( una notizia non proprio recente diventa attuale )

Fonte:

Gian Antonio Stella

http://www.corriere.it/cultura/12_febbraio_24/stella-italiani-guida-louvre_db548d4c-5eeb-11e1-9f4b-893d7a56e4a4.shtml

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La buona notizia del venerdì: un libro per bambini che si pianta come un albero

Dall’Argentina ecco un libro per bambini che si pianta come un albero.

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Lo ha ideato Pequeno Editor. Questa casa editrice sostiene che tutto ciò che leggiamo fa parte della nostra biblioteca mentale e di ciò che siamo come persone.

I libri che leggiamo si radicano in noi e ci trasformano, ci fanno crescere e cambiare. Il libro allora diventa come un albero che viene piantato e che si sviluppa insieme a noi.

In particolare, questo libro speciale è stato progettato per incoraggiare i bambini alla lettura e al rispetto dell’ambiente.

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Le copie di questo libro sono state realizzate con carta riciclata e inchiostri biodegradabili. Nella copertina sono stati inseriti dei semi di alberi che potranno dare origine a nuove piante quando i libri verranno piantati.

Il titolo originale del libro argentino è “Mi papà estuvo en la selva” (“Mio papà era nella giungla”). Il racconto riguarda un vero e proprio viaggio nella giungla ecuadoriana. E’ ricco di innocenza e di umorismo.

Gli autori del libro che si pianta come un albero sono Anne Decis, illustratrice francese, e Gusti, illustratore argentino, che si sono occupati delle immagini e di raccontare la storia. Tra i semi presenti nella copertina del libro troviamo quelli di jacaranda, un albero che può raggiungere i 30 metri di altezza.

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L’idea è che il libro, una volta piantato, crescerà proprio come fanno i bambini. Il libro è dedicato ai bambini fino ai 12 anni e ha l’importante obiettivo di spiegare loro quanto siano importanti il rispetto dell’ambiente e la protezione delle risorse naturali.

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Vi piacerebbe averlo a disposizione anche in Italia per i vostri bimbi?

http://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/libri/16916-libro-bambini-che-si-pianta

http://www.pequenoeditor.com/gestion-cultural/171-un-libro-que-se-planta.html

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* La buona notizia del venerdì: Borse in pelle di frutta realizzate con gli scarti

Borse in pelle di frutta realizzate con gli scarti delle albicocche

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Un gruppo di ragazzi olandesi raccoglie ortaggi marci al mercato e li trasforma in un innovativo materiale che può essere utilizzato per creare vestiti e oggetti di design

Se già state pensando di acquistare con i saldi una pochette in eco-pelle, vernice o in finta nappa lasciate perdere: la borsa della prossima stagione sarà in pelle di frutta realizzata con il recupero la trasformazione di bucce di albicocche, mele e arance non più utilizzabili. 

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L’idea è venuta a un gruppo di studenti, designer e ricercatori della Willem de Kooning Academie di Rotterdam che hanno creato un innovativo materiale di origine vegetale, perfetto per stilisti che vogliano disegnare borsette, portafogli e zaini in stile decisamente green e anti-spreco.

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Il progetto nato da un manuale di gastronomia

Per mesi, tutti i martedì e i sabati, i ragazzi del team nato nella città con il più grande porto d’Europa, sono andati nei mercati della città e hanno ritirato bucce di frutta e verdura marcia, ammaccata. Ogni giorno hanno raccolto oltre 3500 kg di frutta già pronta per la discarica.

Poi hanno pensato a come ricavare da questi scarti unmateriale resistente e impermeabile. La soluzione è venuta studiando un manuale di gastronomia.

Schiacciando e cucinando la frutta con la stessa tecnica che gli chef utilizzano per la preparazione di speciali “fogli” commestibili utilizzati per la decorazione dei piatti, sono riusciti a sviluppare un composto flessibile che hanno chiamato Fruit leather.  Da questo materiale i ragazzi hanno creato una borsetta: unprototipo che mostra tutte le potenzialità di un prodotto versatile e adatto a più esigenze.

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Pelle di frutta sulle passerelle

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La speranza del team di Fruit Leather, oltre a quella di riuscire a portare le loro borse sulle passerelle di Milano e Parigi, è quella di creare consapevolezza sul problema dei rifiuti alimentari e dimostrare che il cibo può essere riutilizzato anche quando non è più mangiabile.

Ad oggi il loro obiettivo è quello di collaborare con aziende e case di moda che vogliano utilizzare la loro “pelle di frutta” per realizzare prodotti originali, creativi e in armonia con la natura.

 

http://thefoodmakers.startupitalia.eu/2015/07/16/fruit-leather-startup-pelle-di-frutta/

http://www.fruitleather-rotterdam.com/

http://www.greenme.it/consumare/eco-spesa/17053-foodscapes-piatti-compostabili-scarti