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* La buona notizia del venerdì: Il ” Nobel per la scuola 2016” va a una maestra palestinese: “Basta con la violenza”

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La maestra elementare di Betlemme, 5 figli, vincitrice del Global Teacher Prize, il premio da un milione di dollari per il docente che si è maggiormente distinto nel suo lavoro:

“A noi palestinesi hanno portato via la terra perché eravamo ignoranti. Sono nata e cresciuta in un campo profughi tra violenza, soprusi e tensione quotidiana. Non ho avuto una vera infanzia e invece vorrei che i nostri figli, che tutti i bambini del mondo, potessero ridere, giocare, imparare a convivere in un clima sereno. Sono diventata insegnante per crescere una generazione che sappia vivere in pace”.

Hanan Al Hroub, 43 anni e cinque figli, maestra elementare nel campo profughi palestinese di Betlemme, ancora non riesce a credere di aver vinto il premio Nobel dei professori,  indetto dalla Varkey Foundation.

È la miglior docente del mondo dopo aver battuto altri ottomila candidati. Il sorriso occupa tutto il suo bel volto mentre le immagini della sua terra, dei giorni in classe, tra timori e speranze confinate nel campo, diventano realtà in un fiume di parole.

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Cosa dirà ai suoi studenti domani?
“Che sono il futuro dell’umanità, che le nostre armi sono solo l’educazione e l’istruzione. Con quelle possiamo cambiare il mondo, farlo diventare un luogo più giusto e pacifico”.

Cosa farà con il milione di dollari del premio?
“Vorrei usarlo per aiutare chi, di qualunque paese, vuole studiare e non ha i mezzi. O per i professori che vogliono imparare il mio metodo per combattere la violenza e l’aggressività”.

Da cosa è nato il suo metodo?
“Studiavo letteratura inglese all’università. Un giorno mio marito, mentre tornava a casa con i figli, è stato ferito a colpi di fucile dai soldati israeliani. I bambini hanno assistito impotenti, lo hanno visto a terra, coperto di sangue. Sono rimasti scioccati, non riuscivano più a studiare, ad uscire di casa. Era già difficile prima, vivere tra check pont e arresti. Dopo il ferimento non erano più gli stessi. Allora ho deciso: ho lasciato l’università e sono diventata io la loro maestra, ho cercato di riavvicinarli allo studio con il gioco e, giorno dopo giorno, anche i compagni di scuola hanno cominciato a venire da noi. Imparavano divertendosi. Decidere di insegnare in una vera classe è stato il passaggio successivo “.

Come insegna?
“È difficile per ragazzini che crescono in un clima di violenza, ingiustizia e sopruso concentrarsi, studiare. Diventano facilmente aggressivi perché sono tristi, frustrati dalla realtà. Così quando arrivano a scuola cerco di essere allo stesso tempo un’insegnante e una sorta di genitore che li conosce a fondo, sa le loro debolezze e i loro problemi. Attraverso il gioco li educo ad ascoltare gli altri, a comprendere le opinioni diverse, ad accettare la sconfitta senza rabbia. Creo un clima di collaborazione, fiducia, rispetto. E i risultati si sono visti: meno aggressività, voti migliori”.

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La sua è una vittoria per la Palestina?
“Sì, con me hanno vinto tutti i docenti del mio paese. Dedico a loro la mia vittoria e anche a tutti i professori che insegnano in condizioni difficili, a chi come me crede che l’educazione, il sapere, siano le armi per cambiare il nostro futuro, il mondo. A noi palestinesi hanno portato via la terra perché eravamo ignoranti, ma le cose cambieranno. Come dice il verso di un poeta palestinese: “Nel corso del tempo potremo magari fare cose da prigionieri, ma stiamo educando la speranza””.

Il Papa ha annunciato la sua vittoria.
“Sono ancora incredula che una persona della sua levatura religiosa mi abbia nominata, che abbia ricordato il diritto dei bambini a giocare, ridere, che abbia parlato dell’importanza dei professori nel segnare le vite. Vorrei incontrarlo, le sue parole hanno significato per me che veramente c’è una volontà comune di combattere la violenza e vivere in pace”.

 

Fonte:

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/15/news/hanan_al_hroub_io_la_maestra_migliore_del_mondo_tra_i_bambini_del_campo_profughi_-135578369/

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* La buona notizia del venerdì: Siccome siamo donne …

Sono sempre più numerose le donne che nel mondo con grande coraggio si battono per la difesa dei diritti umani, dell’ambiente e degli animali.

Spesso le loro storie straordinarie non sono molto note.

C’è chi ha lasciato tutto per partire per il Nepal e aiutare i bambini rimasti orfani, ci sono donne che nei Paesi in via di sviluppo vivono solo in nome della ricerca dell’acqua potabile, donne che difendono i nativi americani e gli alberi.

Ecco 10 storie straordinarie, tutte da scoprire, che vedono protagoniste delle donne davvero coraggiose.

 Silvia, scrittrice non udente

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Silvia è una pittrice e una scrittrice non udente che vive in provincia di Mantova. E’ appassionata di discipline bio-naturali e si dedica all’autoproduzione. Coltiva l’orto e prepara in casa saponi e detersivi per il bucato. Grazie al baratto riesce a risparmiare molto e a vivere una vita semplice e serena.

 La donna che regala tatuaggi a chi ha subito una violenza domestica

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La tatuatrice Flavia Carvalho ha scelto di aiutare le donne vittime di violenza domestica o che hanno subito qualche importante intervento come una mastectomia regalando loro dei tatuaggi che servano a coprire le cicatrici e a farle sentire un po’ meglio.

 La donna mollata all’altare che ha invitato i senzatetto al banchetto di nozze

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Una ragazza californiana è stata lasciata dal futuro sposo per telefono pochi giorni prima delle nozze. La giovane ha deciso di contrastare il dolore con un gesto di solidarietà e ha così pensato di invitare i senzatetto a quello che avrebbe dovuto essere il banchetto del suo matrimonio e che ormai era già stato organizzato.

 Donne di terra che cambiano il mondo

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In Perù le donne sono riuscite a farsi strada nella società grazie all’agricoltura e ora sono le più importanti sostenitrici dell’agricoltura biologica. Con la frutta e lo zucchero di canna bio producono marmellate di pace e dicono addio alla coltivazione della cocaina.

 La signora dell’acqua

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Darlene Arviso è soprannominata la “signora dell’acqua”. E’ una donna instancabile che ogni mese percorre centinaia di chilometri per distribuire questo bene prezioso a 250 abitazioni che ne sono sprovviste. Non accade in Africa, come saremmo istintivamente portati a supporre, ma nel New Mexico, in un angolo sperduto degli Stati Uniti abitato da nativi americani.

 La ragazza che si dedica agli orfani in Nepal

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Maggie Doyne, neodiplomata e in attesa di iniziare l’università, ha deciso di prendersi un anno sabbatico per girare il mondo: il suo viaggio l’ha condotta fino in Nepal, dove ha incontrato i piccoli orfani della guerra civile e in seguito ha deciso di occuparsi di loro in modo stabile, cambiando per sempre la loro vita e la propria.

La donna che aiuta i nativi americani

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Rochelle Ripley si dedica da sedici anni a migliorare le condizioni di vita dei nativi americani attraverso l’organizzazione no-profit Hawkwing. Per la sua dedizione all’antico popolo dei Lakota, Rochelle Ripley è stata inserita dalla CNN nella Top 10 del premio Hero of the Year.

 La signora dei bradipi

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Monique Pool ha fondato il Green Heritage Fund Suriname, una no-profit che si occupa delle conservazione della biodiversità nella foresta tropicale in America Latina e della protezione, della riabilitazione e del reinserimento nel loro habitat naturale dei bradipi e di altri mammiferi.

 La donna indiana madre degli alberi

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Saalumarada Thimmakka ha 103 anni ed è un’ambientalista indiana. Vive a Hulika, un villaggio a Karnataka in India e trascorre ogni giorno della sua vita a curare i 384 alberi di baniano piantati assieme al marito. Leggete la sua toccante storia di dedizione e di coraggio.

 

 The Water Wives

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In India la mancanza di acqua potabile dà origine a vicende davvero tragiche, come quelle delle donne che vivono solo in nome dell’acqua da andare a recuperare ogni giorno per la famiglia percorrendo a piedi decine di chilometri. Si tratta spesso di seconde o terze mogli ormai poco considerate dai mariti il cui unico scopo nella vita diventa l’approvvigionamento dell’oro blu.

http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/18638-donne-coraggiose-2015

http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/19252-dorothy-stang-missionaria-ambientalista-amazzonia

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*La buona notizia del venerdì: Insegnare è una passione senza età

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102 ANNI 

ECCO L’INSEGNANTE PIÙ ANZIANA E ADORABILE DEGLI STATI UNITI

Ha compiuto 102 anni lo scorso 12 gennaio, ma ha lo spirito di una ragazzina e, a detta del suo medico, il cuore di una quarantenne. Stiamo parlando della più anziana insegnante americana che, a dispetto del tempo che passa, continua a lavorare a tempo pieno in una scuola del New Jersey.

La protagonista di questa storia si chiama Agnes Zhelesnik, ma per i suoi studenti e per i colleghi della Sundance School è, molto semplicemente, Granny, la nonna.

La sua storia è così particolare da sembrare la sceneggiatura di un film: dopo una vita da casalinga, nel 1990 sua figlia, insegnante di arte presso l’istituto del New Jersey, le propone di collaborare con la mensa della scuola.

Agnes ha già ottant’anni, ma accetta molto volentieri.

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Qualche tempo dopo, quando si libera una posizione per tenere lezioni di cucito e di cucina a bimbi di cinque e sei anni, Agnes capisce che è l’opportunità che fa per lei e, a dispetto dell’età avanzata, ottiene l’incarico. Nelle sue classi regna un’atmosfera gioiosa, proprio come nella cucina di una nonna, un contesto protetto e rilassato in cui i piccoli possono esprimere la propria creatività e imparare divertendosi.

Per i suoi bambini Agnes ha realizzato a mano dei graziosi grembiulini colorati, in modo che non si sporchino nel corso delle sue lezioni, e, grazie alla sua indiscussa abilità di sarta, è responsabile anche della fabbricazione dei costumi delle loro recite scolastiche. Vedere i bambini muoversi sul palcoscenico indossando le sue creazioni è per lei una grande soddisfazione.

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Oggi Agnes Zhelesnik è ancora lì, straordinariamente lucida, attiva e, da un po’ di tempo, anche famosa: la sua storia, venuta a galla qualche anno fa, ha commosso gli Stati Uniti, spingendo diverse testate a dedicarle articoli e servizi e a celebrare, ogni anno, i suoi compleanni.

Proprio due giorni fa questa insegnante tanto speciale ha spento ben 102 candeline e, come accade ormai da vent’anni a questa parte, ha voluto trascorrere la ricorrenza insieme ai suoi piccoli studenti, a scuola, nel luogo che ama di più e in cui è più felice. Il luogo che l’ha ringiovanita e che le infonde, ogni giorno, energia ed entusiasmo.

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E a chi le chiede quale sia il segreto della sua longevità, Agnes risponde con una semplicità disarmante:

Basta essere felici di quello che si fa. Questa per me è la vera felicità.

http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/18917-insegnante-piu-anziana-usa

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* Tutto cambia …

“Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.

Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Cambia il più prezioso brillante
di mano in mano il suo splendore
cambia nido l’uccellino
cambia il sentimento degli amanti.

Cambia direzione il viandante
sebbene questo lo danneggi
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia.

Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste
cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.

Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.

Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.

E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.

Cambia, tutto cambia…”.

Tutto cambia? Tutto cambia!

Che tu cambi non è strano? Dipende da te !

Sii tu il cambiamento che vuoi nel mondo!

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* Plenilunio di Ottobre 2015 : sul sentiero della saggezza

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Il Plenilunio in Toro, il 27 ottobre, ci accompagna verso quel punto dell’anno in cui inizia il buio e il freddo.

E’ la stagione dello Scorpione, di Halloween, o meglio Samhain, in celtico, quel momento in cui i due mondi, superiore ed inferiore, coincidono, e questo ci spinge ad aprirci alla riflessione e all’ascolto di tutto quello che era rimasto finora in silenzio.

E’ un tempo prezioso perché ci stimola ad interrogarci e a trovare di conseguenza delle risposte nella contemplazione del nostro animo. Il buio esterno ci porta ad indagare, a voler scoprire e a portare in luce ciò che è maturato precedentemente.


A questo proposito, la Luna, che arriva in questi giorni alla pienezza visibile, forma un bellissimo aspetto con il Maestro Saturno, che segna la guarigione di tematiche molto vecchie, la cui risoluzione viene inseguita da tante vite dalla nostra anima. Possiamo finalmente ritrovare una serenità a lungo bramata. E’ un momento molto forte e potente energeticamente. Chi vuole, chi sta già procedendo su un sentiero di ricerca, può approfittare di queste energie lunari per focalizzarsi su un obiettivo da raggiungere, per ottenere chiarezza e propositività.

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Questo Plenilunio ci permette di radicare (Toro) quella Luce (il Fuoco del Sagittario, dove si trova Saturno), che diventa una nuova traccia dentro la nostra coscienza, una fiamma da seguire fino a raggiungere una forma di benessere e di accettazione profonda di tutto ciò che è, dentro e fuori di noi.

Stiamo radicando una nuova forma di coscienza e questa stagione di buio e silenzio è l’ambiente migliore per farla attecchire nei cuori. Creiamo dunque spazio con umile ascolto e rimaniamo in attesa di tutto quello che vorrà incrociare la nostra strada, proveniente dal lontano passato, per sciogliere la via fino al prossimo futuro.

La Luna si farà Piena al 3° grado del segno del Toro il 27 ottobre alle 13.06 con sole in Scorpione in un’esaltazione della dialettica che l’opposizione Toro-Scorpione e luna piena-sole per natura intessono.

Questo incontro ha lo scopo di compiere un rituale di Ri-CONNESSIONE al Femminile, attraverso gli archetipi lunari per tornare a sentire la natura donna, riconoscere i messaggi che ogni mese le diverse fasi lunari ci inviano e ristabilire il contatto con il nostro essere cicliche e Donne.

Ogni mese, ci incontreremo per condividere la speciale energia YIN del Novilunio e del Plenilunio.

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“Quando le donne incontrano la loro dimensione femminile smettono di avere paura, smettono di farsi trafiggere il cuore dagli amori impossibili, smettono di dirsi “no, non sei capace”, “non ce la farai mai”, “non vali niente”…
…smettono di dire “sì” a tutti solo per essere più apprezzate, smettono di gettare tutte le forze dove non serve facendo a brandelli i loro desideri, smettono di lasciare se stesse in fondo alla lista…
…smettono di vivere una vita fatta di sogni spezzati, smettono di offrirsi a coltelli affilati, alle unghie che graffiano il cuore e l’anima, smettono di dare la loro vita a qualcuno senza riprendersela mai indietro…
La forza intesa del femminile si è risvegliata e dice sì posso farcela..”

(Simona Oberhammer)

fonti:

http://ashtalan.blogspot.it/

http://heyevent.com/event/et3bya3i47hasa/rituale-di-celebrazione-del-plenilunio-di-ottobre


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* La buona notizia del venerdì: Le guerriere del sole

LE DONNE MASAI CHE PORTANO LA LUCE GRAZIE AL FOTOVOLTAICO

 

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È questo il soprannome affibbiato a un gruppo di donne Masai, che al tramonto si mette in cammino con al seguito dei pannelli fotovoltaici portatili. Vere e proprie combattenti, che lottano contro la povertà e il buio portando l’elettricità laddove manca, in Africa.

Girano per i paesi di Kenya eTanzania di casa in casa, portando letteralmente la luce.

I Masai sono una tribù pastorale seminomade distribuita tra Kenya e Tanzania, e la globalizzazione non è stata buona con loro. Molti spesso devono percorrere molti chilometri solo per caricare i loro telefoni.

Ma un nuovo progetto guidato da Green Energy Africa ha portato l’energia solare a 2.000 famiglie della contea di Naiputa, grazie alle donne che vendono gli impianti solari a prezzi accessibili.

Al tramonto, gli agricoltori avevano iniziato a preoccuparsi per i loro bestiami, facili prede di iene e leopardi. E i bambini accendevano i fuochi per finire i compiti, riempiendo le misere case di fumo. O peggio le pericolose lampade a kerosene.

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Così, Green Energy Africa ha avviato a settembre dello scorso anno il Werep (Women Entrepreneurship in Renewable Energy Project), con l’obiettivo di “promuovere la partecipazione inclusiva delle donne e dei giovani nello sviluppo attraverso l’energia solare”, portando energia alle persone che ne hanno davvero bisogno e che vivono nelle contee di Kajiado e Makueni.

Come funziona il progetto? 

Green Energy Africa vende alle donne i pannelli solari portatili, le lampade e piccole batterie ricaricabili con uno sconto. Esse a loro volta vendono i prodotti guadagnando circa 300 scellini (3 dollari) ciascuno. Il denaro non va a loro ma viene destinato al conto del gruppo per acquistare altro materiale solare. Le donne, precedentemente formate nell’installazione di pannelli fotovoltaici, in groppa agli asini trasportano così i pannelli di casa in casa in questa regione remota, dando alle famiglie per la prima volta accesso all’acqua pulita e all’energia.

A meno di un anno dall’avvio, l’area è passata da un uso dell’energia solare pari a zero al 20% di oggi. Per le 2.000 famiglie che hanno adottato la tecnologia solare non è stato difficile apprezzarne i vantaggi. Rispetto al kerosene e alla legna, il costo, la convenienza, e benefici per la salute del fotovoltaico hanno convinto tutti.

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Adesso, quando cala la sera, i bambini hanno a disposizione luce per studiare e gli agricoltori e allevatori possono controllare i loro animali grazie agli sforzi delle guerriere della luce, in prima linea in questa rivoluzione solare.

Per noi, l’impatto della tecnologia solare è senza precedenti”, ha dettoJackline Naiputa, che dirige lo Osopuko-Edonyinap, uno dei gruppi di cinque donne che porta l’energia pulita nella zona.

 

Guerra è un termine che non ci piace molto ma in questo caso lasciatecelo passare. Perché le donne Masai hanno davvero intrapreso una battaglia, quella per portare energia pulita a chi finora viveva al buio.

 

http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/16799-guerriere-sole-donne-masai

http://www.greenme.it/expo-2015/17144-gioielli-solidali-maasai

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* La buona notizia del venerdì: Il metodo Montessori diventa interattivo

Il metodo Montessori diventa interattivo dalle “favole” alle app e al design tecnologico

Nella città natale della grande pedagogista il 28 e 29 novembre studiosi di tutti i Paesi a confronto per capire come lavagne interattive, tablet e app possano essere efficacemente utilizzati nel rispetto del percorso educativo indicato dalla scienziata di Chiaravalle: permettere al bambino di autoeducarsi, rispettandone tempi, interessi e creatività

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Quando Maria Montessori pubblicò i primi scritti sul suo metodo, più di 100 anni fa, i computer non esistevano. Eppure molti materiali montessoriani sembrano un’anticipazione del digitale, è incredibile per esempio come sia riuscita a spostare sulle forme concetti di matematica”, assicura Tommaso Ragnisco, direttore artistico della prima trasposizione digitale della “favola cosmica”, un grandioso racconto che parte dal Big Bang per arrivare all’uomo, una sorta di “genesi laica” pensata per spiegare ai bambini le origini dell’Universo, della Terra e dell’umanità.

La app verrà presentata il 28 e il 29 novembre al convegno “I processi cognitivi, le tecnologie interattive e il medoto Montessori”, che si terrà al Teatro Valle di Chiaravalle, città natale della grande pedagigosta, con la partecipazione di esperti in arrivo da ogni parte del mondo. 


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Il metodo Montessori si applica infatti in oltre 20.000 scuole di tutti i continenti: tra i relatori stranieri ci sono il direttore esecutivo dell’Association Montessori Society di New York, Richard A. Ungerer, tra gli italiani il presidente dell’Accademia dei Lincei Lamberto Maffei. La domanda alla quale gli esperti cercheranno di dare una risposta è come il metodo montessoriano può avvalersi efficacemente dell’apporto delle nuove tecnologie, mantenendo la propria struttura e la propria forza. Magari dando una mano a tutte le scuole che utilizzano lavagne interattive e iPad: le sperimentazioni sono all’ordine del giorno, racconteranno infatti la propria esperienza con tablet e app alcuni rappresentanti dell’istituto comprensivo Bruno da Osimo (di Osimo, in provincia di Ancona), inserito dal ministero dell’Istruzione tra le “22 eccellenze educative nazionali per le sperimentazioni e i progetti di innovazione della didattica anche attraverso le nuove tecnologie”. 

“Prima ancora di sapere come utilizzare l’iPad, parliamo di processi cognitivi. L’aspetto interessante delle tecnologie attuali è che sono interattive: quando mia figlia era bambina, guardava i cartonianimati, ponendosi come spettatore passivo. Adesso possiamo fare in modo che i bambini interagiscano, costruiscano un loro percorso di formazione, di autoeducazione. Altrimenti il rischio è che si possa tutti essere fagocitati da questi strumenti”, osserva Lucio Lombardi, direttore della fondazione Chiaravalle-Montessori.

Il progetto naturalmente ha subito suscitato l’attenzione della Apple, che parteciperà al convegno con alcuni workshop. Anche se a realizzare la prima app “montessoriana” è stato invece il team di educatori-tecnici dell’associazione romana “Tabula Fabula”, che sperimenta continuamente il proprio lavoro presso la scuola primaria di via Tito Livio, a Roma. “Il lavoro – spiegano gli autori – si è avvalso della sinergia di diverse figure professionali, educatori, designer, animatori, programmatori, che hanno dato vita a un prodotto sicuro e di altissima qualità, che accompagna i bambini all’esplorazione delle potenzialità digitali in un contesto protetto dalle insidie della rete e dai rischi che potrebbero conseguire a una condivisione indiscriminata e fuori controllo. Una favola sempre nuova da inventare con i genitori, in alternativa alla semplice lettura di una storia, ma anche un gioco che il bambino può gestire in totale autonomia, sviluppando sempre più l’aspetto educativo, oltre a quello ludico, con la crescita”. La app della favola cosmica è già stata tradotta in dieci lingue, le principali europee più cinese e giapponese. 

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La modernità del metodo Montessori non sta soltanto nella costruzione di percorsi autonomi di istruzione che permettono al bambino di apprendere anche da solo, nel rispetto dei propri tempi e dei propri interessi, ma anche nella presisposizione di uno spazio a misura di bambino che è parte integrante del sistema educativo.

Una sedia non è appena una sedia, le pareti sono suddivise per aree scientifiche, anche la luce gioca un ruolo fondamentale: è stato detto che in questa visione dello spazio e nella creazione dei “materiali” didattici Maria Montessori ha anticipato il moderno design.

E infatti due architetti di Flowerssori, azienda che progetta mobili ecologici per bambini ispirati al metodo Montessori, presenteranno un “Format di Scuola Chiaravalle Montessori”, cioè una scuola modello, spiegano Hans Kruger Goffi e Angelica Meucci, “che non sia solo a misura di bambino, ma anche sensoriale, innovativa, esteticamente accattivante ed economicamente sostenibile”. Cioè economica: è difficile immaginare le scuole italiane che investono in nuovo mobilio. Eppure, i visitatori potranno vedere in pratica come è fatta una scuola dove banchi e sedie non sono rimediati e in avanzato stato di deterioramento ma vengono pensati e costruiti “per potenziare le capacità cognitive del bambino”.

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Fonte.

http://www.repubblica.it/scuola/2014/11/13/news/il_metodo_montessori_diventa_interattivo_dai_materiali_al_design_tecnologico-100494656/

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* Donne e uomini…virtù e vizi

 

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Torno a scongiurarvi tutti in generale… che dismettiate quella rabbia contumace e quell’odio tanto criminale contra il nobilissimo sesso femenile; e non ne turbate quanto ha di bello il mondo, e il cielo con suoi tanti occhi scorge.

Ritornate, ritornate a voi, e richiamate l’ingegno, per cui veggiate che questo vostro livore non è altro che mania espressa e frenetico furore.

Chi è più insensato e stupido, che quello che non vede la luce? Qual pazzia può esser più abietta, che per raggion di sesso, esser nemico all’istessa natura….

Mirate chi sono i maschi, chi sono le femine.

Qua scorgete per suggetto il corpo, ch’è vostro amico, maschio, là l’anima che è vostra nemica, femina.

Qua il maschio caos, là la femina disposizione; qua il sonno, là la vigilia; qua il letargo, là la memoria; qua l’odio, là l’amicizia; qua il timore, là la sicurtà; qua il rigore, là la gentilezza; qua il scandalo, là la pace; qua il furore, là la quiete; qua l’errore, là la verità; qua il difetto, là la perfezione; qua l’inferno, là la felicità;….

E finalmente tutti vizii, mancamenti e delitti son maschi; e tutte le virtudi, eccellenze e bontadi son femine.

Quindi la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza, la bellezza, la maestà, la dignità, la divinità, cossì si nominano, cossì s’imaginano, cossì si descriveno, cossì si pingono, cossì sono.

E per uscir da queste raggioni teoriche, nozionali e grammaticali, convenienti al vostro argumento, e venire alle naturali, reali e prattiche…


De la causa principio et uno
Giordano Bruno

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* La buona notizia del venerdì: Missione Futura: prima italiana nello spazio

Si chiamerà Futura la missione di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana e terza europea, che partirà verso la Stazione Spaziale Internazionale domenica 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur

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Nell’atmosfera pneumatica della tuta pressurizzataSokol, che protegge gli astronauti durante le fasi di lancio e di atterraggio a bordo della navicella di trasporto spaziale Soyuz TMA-15, Samantha Cristoforetti prenderà il volo domenica prossima 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, alle 21:59 ora italiana (02:59 ora locale). A fremere sotto la possente spinta iniziale del razzo vettore, assieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) saranno i veterani Terry Virts della NASA e Anton Shkaplerov della Roscosmos. Dopo sei ore di volo i tre raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale per una lunga Expedition contraddistinta dai numeri 42 e 43, con ritorno sulla Terra previsto tra sei mesi, nel maggio 2015.

Samantha sarà il settimo astronauta tricolore a volare nello spazio e la sua missione specifica, denominata Futura, sarà la terza di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dopo la missione Volare di Luca Parmitano dello scorso anno, e la seconda missione spaziale di Paolo Nespoli, nel 2011, grazie a un accordo bilaterale tra ASI e NASA in base al quale il nostro paese ha fornito all’ente spaziale statunitense moduli di rifornimento logistico e un modulo abitativo sull’avamposto orbitante, in cambio di utilizzo scientifico e opportunità di volo supplementari.

Prima di unirsi al corpo astronauti dell’ESA nel 2009, a seguito di una selezione a cui avevano preso parte 8.500 candidati, Samantha Cristoforetti è stata pilota di caccia nell’Aeronautica Militare Italiana.

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Naturalmente, oltre le sue riconosciute doti, in questo primo tuffo nello spazio il capitano Samantha Cristoforetti porta con sé anche l’onere e l’onore di essere la prima astronauta donna italiana, nonché terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001).

Come membro effettivo dell’equipaggio residente, Samantha contribuirà allo svolgimento di tutti i compiti di ricerca, sperimentazione e manutenzione operativa dell’enorme laboratorio spaziale. Tra i compiti più delicati, quello di far attraccare le navicelle automatiche di rifornimento, come le russe Progress le americane private Dragon e Cygnus (di cui l’ultima, a onor di cronaca, non ha avuto gran successo). Samantha avrà anche il privilegio, per così dire, di spargere le ceneri del quinto e ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV) dell’ESA, quello denominato Georges Lemaître: il comando con cui Samantha lo sgancerà dalla stazione, per farlo bruciare in tutta sicurezza nel rientro in atmosfera, segnerà l’ultimo atto del programma ATV dell’Agenzia.

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Nel vasto programma scientifico della missione Futura sono contemplati esperimenti di fisica, biologia e fisiologia umana, condotti in condizioni di microgravità, dai cui risultati potranno derivare dei miglioramenti nelle condizioni di vita e salute sia degli astronauti impegnati in lunghe missioni spaziali che delle persone sulla Terra. 

POP3D è invece la via italiana alla stampa tridimensionale in orbita, un progetto che prevede la fabbricazione di un oggetto di plastica in una sessione automatizzata. Accanto alla stampante americana arrivata da poco sulla ISS, dovrà dimostrare la possibilità di costruire pezzi di ricambio direttamente nello spazio. Infine, Samantha farà contemporaneamente da “cavia e tecnico di laboratorio”, come ha detto lei stessa, per l’esperimento dal sapore più marcatamente italiano, la macchina per il caffè espresso in assenza di gravità che arriverà a missione inoltrata. Oltre a rilassare l’equipaggio, dicono dall’ASI, permetterà di studiare il comportamento dei fluidi nello spazio, .

Terminati gli impegni scientifici, e assolta qualche inevitabile incombenza domestica nella sua dimora temporanea, a Samantha rimarranno comunque altri compiti non meno impegnativi. Come, ad esempio, essere fonte d’ispirazione per le nuove generazioni. Ecco allora che sul sito Avamposto42 si potrà non solo seguire la missione Futura ma anche avere consigli su come mangiare bene e mantenere uno stile di vita sano sulla Terra, avvalendosi delle conoscenze avanzate della tecnologia e della medicina spaziali. Il sito, realizzato grazie ad ASI, ESA e Aeronautica militare avrà anche profili social su Facebook e Twitter e conterrà una sezione dedicata alle domande degli utenti.

Si prospetta un tempo piuttosto impegnato lassù”, ha detto Samantha  in un’intervista diffusa dall’ESA. “Ma, sapete, sono sicura che avremo anche un po’ di tempo libero, così potrò divertirmi a scattare foto e, ovviamente, spero di essere molto attiva sui social media ed essere in grado condividere questa esperienza il più possibile”.


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* Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine…tutte le donne

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” In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere the ghiacciato.

Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell’età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un’occhiata serena e intensa alla figlia:

“Non dimenticare le tue Sorelle!” raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo di vetro, “esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai, non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: nella vita avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto; ricordati di fare delle cose con loro… ricordati che ‘Sorelle’ significa TUTTE le donne… le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno”

“Ma che strano consiglio!” pensò la giovane donna. “Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!”.

Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed ebbe sempre più ‘sorelle’ ogni anno che passava.

Un anno dopo l’altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando: stava parlando di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno.

Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato.

È TUTTO QUI, il tempo passa, la vita avviene, le distanze separano, i bambini crescono, i lavori vanno e vengono, l’amore scolorisce o svanisce, gli uomini non fanno ciò che speriamo, i cuori si spezzano, i genitori muoiono, i colleghi dimenticano i favori, le carriere finiscono.

MA… le Sorelle sono là!

Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano fra voi, un’amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta.

Quando dovrai camminare per quella valle solitaria – e dovrai camminare da sola – le donne della tua vita saranno sull’orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te, tenendo per te, intervenendo a tuo favore ed tendendoti con le braccia aperte all’estremità della valle.

A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco, o entreranno e ti strapperanno da lì.

Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine e famiglia estesa, tutte benedicono la tua vita!

Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne.

Quando abbiamo cominciato questa avventura denominata femminilità non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo avuto davanti.

Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre.

Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno.”

Brano estratto dal Web

opera di John Everett Millais – Apple Blossoms (1856-1859)