Autore: laurin42
* La buona notizia del venerdì: Le nonne sono indispensabili anche nel regno animale
Le nonne orca vivono a lungo per proteggere e accudire i loro nipoti.
Uno studio ha scoperto che le orche femmina non più fertili giocano un ruolo importante e benefico sulle possibilità di sopravvivenza dei loro nipoti.
Queste femmine anziane, senza figli piccoli propri, sono libere di concentrare tempo e risorse sull’ultima generazione, evitando anche conflitti riproduttivi con le altre femmine ancora fertili
Le orche riescono a vivere fino a 90 anni, superando di gran lunga l’età riproduttiva e la menopausa. Un piccolo mistero su cui gli scienziati si interrogano da anni, ma adesso un nuovo studio ci svela come ciò sia possibile.
La ricerca pubblicata su PNAS è basata sull’analisi di dati raccolti in trent’anni in popolazioni di orche che vivono nel nord ovest del Pacifico.
Gli scienziati hanno notato che le giovani orche che hanno la fortuna di avere le nonne hanno più probabilità di sopravvivenza rispetto a quelle senza; inoltre il rischio di morte delle orche aumenta drasticamente dopo quella della nonna stessa.
Come sappiamo, quella delle orche è una società matriarcale ed è probabile, secondo gli esperti, che le cosiddette balene assassine portino con sé conoscenze cruciali sulle risorse alimentari che possono influenzare la vita o la morte dei loro parenti.
Quindi in pratica le nonne, ovvero le orche che hanno superato l’età riproduttiva, assicurano una migliore sopravvivenza per i loro nipoti.
Se la vita media di un maschio d’orca si aggira intorno ai trent’anni, le femmine sono fertili fino ai trenta-quarant’anni circa, ma vivono anche fino ai 90 anni.
Sono una delle quattro specie al mondo, insieme a essere umano, narvalo, beluga e globicefalo di Gray, ad andare in menopausa. Ed è per questo che da tempo si studia il loro comportamento.
Il nuovo studio pubblicato da PNAS è basato sui dati raccolti su due popolazioni (gruppi di diversi pod) di orche residenti al largo della costa canadese e statunitense del Pacifico nord-occidentale.
Come si legge nella ricerca, è stato analizzato il tasso di sopravvivenza di 378 nipoti di orche, notando che le possibilità di sopravvivenza fossero maggiori quando era presente una nonna. Monitorando anche l’abbondanza di salmone, l’impatto della morte di una nonna era maggiore nei periodi di scarsità.
“La morte di una nonna può avere ripercussioni importanti per il suo gruppo familiare, e questo potrebbe rivelarsi una considerazione importante quando si valuta il futuro di queste popolazioni”, dicono gli esperti.
Ma non solo, se le orche continuassero a riprodursi non sarebbero in grado di offrire lo stesso supporto alla discendenza, ciò significa che l’evoluzione della menopausa ha aumentato la capacità della nonna di aiutare i nipoti.
“La morte di una matriarca può avere importanti ripercussioni sul suo gruppo familiare, e questo è particolarmente importante quando si considera il futuro delle popolazioni di orche. Man mano che continuano a diminuire le popolazioni di salmone, le nonne diventano sempre più importanti per le popolazioni di questo cetaceo”, spiega Dan Franks, ricercatore dell’Università di York e co-autore dello studio.
Nel regno animale il matriarcato è predominante e vige una gerarchia molto ben strutturata nel gruppo familiare.
Gli Elefanti, i lupi, le orche, i lemuri, i bonobo, le iene, le api, le formiche, le manguste suricato…
Quello del maschio alfa è un mito da sfatare.
E la nostra società avrebbe molto da imparare dagli animali quanto a rispetto e ruolo delle «femmine»
sebben che sono femmine…
fonti:
* L’Equinozio d’Autunno 2020
Luce e Oscurità segnano i cicli della manifestazione.
E se nella Luce si va verso l’oscurità , nell’Oscurità si va sempre verso la Luce.
Buon Equinozio di autunno 2020
* La buona notizia del venerdì: Con la passione si può arrivare a 900 …e quale è la tua? Leggi tutto e pensaci!
Michael Schick, il giardiniere che coltiva oltre 900 varietà di pomodori
Si chiama Michael Schick il maestro giardiniere tedesco super esperto di pomodori.
Ne coltiva oltre 900 diverse varietà!
Per Michel il lavoro di giardiniere e paesaggista è una vera e propria passione ma il suo punto forte e il suo “pallino” è indubbiamente la coltivazione dei pomodori. Attualmente è arrivato a coltivarne 930 varietà diverse. Non ci credete? Potete dare un’occhiata al suo sito dove sono elencati tutti i differenti pomodori che coltiva con annesse foto e descrizioni.
Gli orti di Michael si trovano a Bronnen, Baden-Württemberg (Germania) e, inizialmente, la raccolta prevedeva solo 15 diverse varietà. Piano piano la passione per questo frutto le ha fatte diventare 150, poi 500, poi 800 e infine 930, rendendo le coltivazioni del contadino tedesco da Guinness dei primati.
Tramite il suo sito, il maestro giardiniere tedesco, vende i semi autoprodotti di molte varietà di pomodori e fornisce anche consigli a chi è alle prime armi con questo tipo di coltivazione o a chi vuole migliorare.
Organizza e partecipa anche a diversi eventi che riguardano il pomodoro e le sue varietà, in qualità di grande esperto. L’anno scorso Micheal è stato anche in Italia per presentare 400 varietà di pomodori.
La sua passione ha anche l’obiettivo preciso di preservare la biodiversità di questo frutto.
A volte mi piace cercare l’etimologia di certe parole, soprattutto di quelle che riguardano sentimenti, emozioni,amore. L’interpretazione di queste parole e ciò che suscitano in ognuno di noi è talmente personale che non si può generalizzare.
Ma è necessario trovare un significato più o meno accettabile per tutti e a questo ci pensano le enciclopedie.
Ebbene in questa notizia è più volte ripetuta la parola passione.
Cosi ho trovato oltre al origine etimologica anche la comune definizione:
Etimologia dal latino passio, derivato di passus, participio passato di pati ‘soffrire’.patire,subire,sopportare
Significato
Grande sofferenza, pena; sentimento intenso e perturbante; ardente amore erotico; inclinazione viva, grande interesse
Il significato che l’etimo ci racconta, ancora presente in riferimenti culturali cristallizzati (pensiamo alla passione di Cristo), è quello di sofferenza, di pena, di grande dolore.
Così dice il Dizionario Garzanti:
Mi ha colpito sia la derivazione dal latino “ soffrire”ma sopratutto il primo significato suggerito cioè la “Passione di Cristo”
Mentre e solo in finale:
Usata estensione di significato è poi quella che trova nella passione l’inclinazione accesa, il vivissimo interesse – proiezione su un’attività o su un oggetto esterno di quell’energico sentimento di cui dicevamo testé.
“ Non si può non comunicare” è un assunto della Programmazione Neurolinguistica che riguarda non solo lil linguaggio ( 7%)ma anche il paraverbale(38%) il non verbale (55%)
E comunque ciò che suscita la comunicazione è una reazione personale.
Personalmente leggendo sul dizionario il significato della parola “passione”e trovando l’etimologia rimango perplessa sulia traduzione “soffrire” e ancora più perplessa sul privilegiare il significato negativo di sofferenza, pena, grande dolore assegnandogli il primo posto.
Per me la passione è uno dei motori dell’esistenza, un’emozione che determina le mie scelte,un sentimento che mi spinge al raggiungimento dei miei obbiettivi,che alimenta la mia voglia di fare, che colora la mia vita di tensione creativa, che mi fa vivere con gioia.
E metterei questa definizione al primo posto di tutte le enciclopedie per suscitare reazioni positive in chi legge e magari un” non ci avevo pensato”che può cambiare la sua vita.
E gli fa scoprire la sua passione. Perchè anche tu ne hai una, vero?
* Ogni lacrima è un microcosmo unico e diverso da qualsiasi altro e informa del nostro stato d’animo
LACRIME BASALI

LACRIME DURANTE UN INCONTRO TANTO DESIDERATO

LACRIME LIBERATORIE

Le abbiamo asciugate con le mani, ne abbiamo riempiti interi fazzoletti, ma così non le avevamo ancora viste, come le gocce d’acqua cristallizzate da Masaru Emoto sono differenti a seconda dei messaggi da cui vengono influenzate, così anche le lacrime sono diverse a seconda dello stato d’animo per cui le versiamo.
Come una goccia d’acqua nell’oceano, ogni lacrima è un microcosmo unico e diverso da qualsiasi altro.
Rose-Lynn Fisher si è chiesta se le sue lacrime di dolore fossero diverse rispetto a quelle di gioia, perciò ha iniziato a studiarle al microscopio. Ha così fotografato 100 diverse lacrime sue e di amici con un microscopio standard, in diversi tipi di situazioni: dalla lacrima per cipolle a quelle di dolore, frustrazione, rifiuto, a quelle da risata, sbadiglio, nascita, speranza, liberazione e molte altre.
Il risultato è stato soprendente!
Ogni tipo di lacrima è risultato assolutamente diverso dall’altra. Lacrime basali (che il nostro corpo produce per lubrificare gli occhi) sono diverse dalle lacrime che scendono quando si taglia una cipolla. Così come le lacrime di gioia non sono nemmeno paragonabili a quelle di dolore
Ogni lacrima è costituita da molecole diverse.
Le lacrime di commozione sono costituite, ad esempio, da ormoni e proteine, tra cui i neurotrasmettitori leucina ed encefalina, un antidolorifico naturale rilasciato quando siamo stressati.
Joseph Stromberg (Smithsonian College) ha spiegato che ci sono tre tipi principali di lacrime: le lacrime basali (prodotte naturalmente per mantenere il grado di liquidità all’interno dell’occhio), le lacrime riflesso (prodotte in risposta alle irritazioni al fine di eliminare eventuali corpi estranei), le lacrime emotive (innescate da emozioni intense o stress psicologico).
Tutte le lacrime contengono sostanze organiche, compresi oli, anticorpi ed enzimi, in sospensione in acqua salata. I diversi tipi di lacrime hanno molecole distinte. Ad esempio, solo le lacrime emotive contengono ormoni polipeptidici, tra cui il neurotrasmettitore leucina encefalica, un antidolorifico naturale che viene rilasciato quando siamo stressati, allieva il dolore e dona sollievo.
Inoltre le lacrime viste al microscopio sono cristallizzazioni di sale, e possono assumere diverse forme.
Così anche le lacrime emotive con la stessa composizione chimica possono sembrare molto diverse fra loro. Fisher ha commentato: “Molti sono i fattori che intervengono: c’è la chimica, la viscosità, il setting, la velocità di evaporazione e le impostazioni del microscopio”.
Il pianto è la prima modalità espressiva dell’essere umano: il neonato lo usa per esprimere pressochè tutti i suoi bisogni.
Nel corso della vita, anche quando il linguaggio verbale è ampiamente acquisito, l’uomo continua ad usare il pianto per esprimere diverse sfumature emotive e comunicare sensazioni non facilmente traducibili in parole.
Su questo argomento, vi propongo alcuni stralci di un progetto artistico ad opera della fotografa Rose-Lynn Fisher, che ha osservato al microscopio lacrime di vario tipo e provenienza, dimostrando che esse, come i fiocchi di neve e le impronte digitali, sono molto diverse l’una dall’altra.
Vediamo così che le lacrime versate in seguito ad emozioni di vario genere sono diverse da quelle scaturite a causa degli irritanti contenuti nelle cipolle, che a loro volta sono diverse dalle lacrime “basali” prodotte per mantenere la cornea sufficientemente lubrificata….
Fonte: http://www.psicologo-milano.it/newblog/anilisi-microscopio-tipologie-lacrime/
Ognuno di noi è un microcosmo unico e irripetibile!
o no?
* La buona notizia del venerdì: Trasformare una montagna di spazzatura si può! E’ il futuro!
Succede a New York!
Dopo la chiusura della discarica più grande del mondo, la Fresh Kills landfill, i funzionari e le organizzazioni no profit dello Stato di New York hanno facilitato una transizione che ha trasformato quello che era un enorme deposito di spazzatura in un’oasi verde per piante native.
Parliamo dell’ex discarica di Fresh Kills che una volta convogliava tutta la spazzatura di New York City, un luogo dagli odori pestilenziali e la cui vista, fatta di cumuli di rifiuti, si dice abbia raggiunto i 20 piani di altezza.
Ora quella discarica, ormai chiusa (dal 2001), è stata trasformata in un’immensa area verde, tre volte più grande di Central Park. Il desiderio di convertirla in un parco ha portato il Department of City Planning a ospitare un concorso internazionale di progettazione: il progetto per la creazione del più grande parco di New York City che è stato vinto dalla società Field Operations.
La conversione, come possiamo immaginare, non è stata facile e ha coinvolto oltre che tanta mano d’opera anche alcuni branchi di capre, introdotte nel 2012 per la loro capacità di ripristino ecologico.
Camion con milioni di tonnellate di terra ricca di ferro sono stati portati dal New Jersey per coprire i teli di plastica impermeabile che, a loro volta, isolavano e “coprivano” i cumuli di rifiuti, mentre i tubi di estrazione del metano convogliavano i fumi dei detriti sotterranei nelle case di Staten Island per alimentare il riscaldamento e le stufe.
Successivamente, sono stati piantati alberi e costruiti abbeveratoi di cemento per convogliare rapidamente l’acqua piovana lontano dalle colline dei rifiuti.
Il verde, che ora ricopre circa 150 milioni di tonnellate di spazzatura, è stato assicurato in tutta l’area grazie alla riscoperta di specie erbacee autoctone, cioè originarie del luogo,che forniscono anche l’habitat perfetto agli uccelli della zona.
Alle erbe officinali e aromatiche va riconosciuto un ruolo vitale nel migliorare le produzioni agricole, la disponibilità di cibo e la conservazione della biodiversità dell’ambiente: numerose fonti storiche attestano che tali erbe erano conosciute fin dalla antichità, in particolare per le proprietà antisettiche e di aromaticità.
Sono state proprio le erbe autoctone piantate a Freshkills ad attirare una popolazione sempre più numerosa di uccelli, inclusa la più grande colonia di passeri locustella nello Stato di New York.
Mancano ancora alcuni mesi alla riapertura ufficiale dell’area, il piano prevede tra l’altro un’apertura in più fasi: a partire dalla Fase 1 di North Park, in cui 21 acri saranno aperti al pubblico la prossima primavera, a quella finale in cui si potrà accedere a tutti i 2.200 acri del parco (entro il 2036).
Il sito web di Freshkills Park presenta alcune immagini che consentono di comprendere meglio la portata della trasformazione, lasciando la possibilità di immaginare cosa c’era prima.
Una trasformazione lenta, difficile ma estremamente importante di un’area che viene in questo modo rivalutata e restituita ai cittadini.
Fonte: The New York Times
Nell’Universo tutto è necessario e in continua evoluzione Tutto si trasforma e dall’energia di ogni stella che finisce il suo ciclo vitale se ne formano altre molte altre. Così è per la materia! Come sopra così sotto!
Ma questo succede nell’universo!!!! Noi qui sulla Terra come possiamo fare?
SMETTERE DI CREARE SPAZZATURA!!!!!!!!!!!
* Io abito la possibilità
^*^*^*^*
^*^*
* Anche le stelle si scontrano per dare inizio a nuovi mondi
* La buona notizia del venerdì: Anche Ikea contribuisce al cambiamento ed educa con l’esempio
“Bully a plant” è l’esperimento ideato da Ikea a Dubai in occasione della Giornata contro il bullismo, celebrata in Medio Oriente , come campagna di sensibilizzazione dei ragazzini sulla violenza verbale e fisica, un progetto che ha dimostrato in modo semplice ed efficace quanto il bullismo ed ogni altra forma di maltrattamento anche solo verbale sappiano insinuarsi sottopelle e distruggerci dall’interno.
Per il progetto Ikea ha preso due piante della stessa specie e le ha posizionate in una scuola: si tratta di esemplari praticamente uguali per caratteristiche, età e trattamento botanico. Le due piantine sono state curate allo stesso modo e hanno ricevuto la stessa quantità di acqua, luce e fertilizzante.
L’unica differenza sta nelle parole e nell’atteggiamento degli alunni nei loro confronti: se da un lato c’erano coccole, carezze, complimenti e parole di incoraggiamento, dall’altro solo commenti negativi, angherie, insulti e offese. I bambini dunque dovevano prendersi cura della prima pianta, rivolgendole lodi e complimenti, e trattare male la seconda, sottoponendola a continuo maltrattamento verbale.
I ragazzini potevano comunicare direttamente le loro parole a ciascuna delle piante, poste in teche separate. E’ stato anche chiesto loro di registrare quello che dicevano alle piante, sia di persona che attraverso i social network, e di farlo poi “ascoltare” alle piante, in modo che le loro voci potessero essere ascoltate 24 ore su 24. Dietro di loro uno schermo spiegava le intenzioni dell’esperimento, sottolineando come anche le piante sono dotate di sensi simili a quelli degli esseri umani.
Dopo 30 giorni di questo trattamento tutti sono stati chiamati a guardare con i loro occhi le conseguenze sulle piante.
I risultati erano evidenti e sbalorditivi: la prima pianta, che aveva ricevuto solo complimenti, continuava a crescere e presentava una chioma verde e rigogliosa, mentre la seconda, la pianta “bullizzata”, lottava per restare viva e appariva malata, con le foglie secche, opache e penzolanti.
E così succede a tutti gli esseri viventi! E’ il caso di riflettere! E non solo sulle parole dette!
Il linguaggio è solo il 7% della comunicazione !
Noi comunichiamo con il nostro corpo, lo sguardo , la postura, il nostro stato d’animo. E questo vale in tutto il mondo e per tutto ciò che è vivente, esseri umani, piante, animali, anche l’acqua!
Del resto siamo un organismo unico con la Terra, ogni nostra azione riguarda e influisce su tutto il nostro intorno.Sentiamoci responsabili!
NON SI PUO’ NON COMUNICARE!
https://www.savethechildren.it/blog-notizie/insieme-ikea-contro-la-violenza-assistita

















