Io sono il cervello sinistro: Sono uno scienziato. Un matematico. Amo il “famigliare” il conosciuto. Ragiono per categorie. Sono accurato, preciso. Lineare. Analitico. Strategico. Pratico. Sempre al controllo. Un maestro di parole e lingue. Realistico. Io calcolo le equazioni e gioco con i numeri. Io sono l’ordine. Io sono la logica.
So esattamente chi io sia.
Io sono il cervello destro: Io sono la creatività. lo spirito libero. Io sono la passione. Il desiderio, la bramosità. La sensualità. Sono il suono della risata ruggente. Sono il gusto. Sono la sensazione della sabbia sotto i piedi nudi. Sono il movimento. Il colore vivido. Sono lo spasmo di dipingere una tela vuota. Sono l’immaginazione infinita. L’arte. La Poesia. I sensi. Il Sesto senso.
Sono qualsiasi cosa che io voglia essere.
Eppure…
quando ragioni, quando immagini e crei, senti crescere dentro di te i germogli dei tuoi sogni come quella piantina sul tuo balcone che ha messo bocciolini rosa shocking,,. Quando una brezza sconosciuta ti ricorda il profumo delle violette di zucchero della nonna… Quando analizzando scientificamente la tua routine noti che ritrovi entusiasmo accendendo una luce rosa ? e gialla? e verde? colori qui e là come un pittore… Quando la canzone del primo bacio “ il cielo è sempre più blu” ti frulla in testa da giorni … Quando una carezza al morbido barboncino nero del vicino ti cambia la giornata…
Quando…la fantasia è cambiamento…
E’ sempre primavera quando nella tua vita pensi,vedi, crei, progetti, ascolti , ti emozioni attraverso il tuo cuore!
Fin da piccola ero affascinata dalla quantità delle stelle in cielo. Mi domandavo se anche la Terra fosse una stella che si poteva vedere dalle altre stelle. e mi sentivo in compagnia. E pensavo che mi sarebbe piaciuto sapere che cosa ci facevamo in così tanti. Ecco come è iniziato il mio viaggio nell’astrologia.
Eccoci al preannunciato allineamento dei pianeti del 28 febbraio 2026 E i pianeti sono ben tutti e sei! Il Grande Allineamento che non si ripeterà fino al 2040! A parte che un allineamento di pianeti è solo dal nostro limitatissimo punto di vista. Se poi allineati vuol dire che hanno lo stesso obbiettivo e agiscono insieme di conseguenza allora ci sto! Secondo David Bohm, il celebre fisico filosofo quantistico, un Ordine Implicito determina ogni movimento nell’universo e noi esseri umani possiamo cogliere solo l’Ordine Esplicito che ne deriva. Comunque i sei pianeti sarebbero Saturno e Nettuno in Ariete, Venere in Pesci e Marte in Gemelli, Urano in Toro, Giove in Cancro! e per fare sette Mercurio in Pesci! Sembra un: Pronti? Andiamo! Tanto per ricordare, Saturno sosta almeno due anni in ogni segno, Plutone ci sta 20 anni e Giove 12/13! E il gioco di squadra è già evidente. Quando c’è tanto movimento in cielo , anche se c’è sempre, mi piace dare un’occhiata in grande per scoprire le qualità delle energie impiegate nel disegno, Esplicito ovvio. I due capisquadra attuali Saturno e Nettuno sono nel primo segno della ruota dello zodiaco, appena terminato un ciclo nel quale si sono fatte esperienze necessarie per maturare in coscienza, niente e nessuno escluso. Un nuovo ciclo che promette armonia costruttiva tra sogni e doveri, tra entusiasmi e regole, conquiste e consolidamenti, aperture e condivisioni globali… E anche la Luna ci si mette in questa spinta al cambiamento ! Infatti ci sarà un’eclissi lunare durante la Luna Piena del 3 marzo e un’eclissi solare durante la Luna Nuova di Aprile. Questi eventi consecutivi segnano l’inizio della stagione delle eclissi. Una stagione delle eclissi è una finestra di circa 34 giorni durante la quale il Sole, la Luna e la Terra si allineano abbastanza da generare sovrapposizioni tra loro! Quindi c’è ancora da fare per formulare un’idea delle qualità del “nuovo” e di ciò che dovremmo conservare del “vecchio tempo”. E metterla in pratica. Le energie dei pianeti agiscono sempre e comunque per il miglioramento e per l’evoluzione di tutto ciò che è manifesto.
La domanda che sorge spontanea quindi è da un milione di dollari.
“e io come c’entro?”
Tu c’entri molto. Come tutti sei invitata ad una nuova presa di coscienza, ad una consapevolezza nuova, ad un’apertura sincera, ad una responsabilità verso il tutto, gli altri e te stessa al fine di creare, insieme quel nuovo mondo di fratellanza e sorellanza che tutti predicano da molto ormai senza concretizzare. C’é da lavorare sì, nel senso di fermarti ed iniziare veramente a vedere e ad assumerti le tue responsabilità. Soprattutto verso te stessa nel tracciare il tuo percorso di vita. Il nemico non c’è la fuori, ci sono le tue paure. Alimentate dalle credenze che ti accompagnano fin da piccola e che hanno plasmato il tuo approccio con la realtà condivisa, per dimostrare chi sei o non chi sei. Bugie, maschere, immagini ideali , le certezze che ti hanno intrappolato. Sicura di essere proprio tu? Si parla tanto di cambiamento, ci si riempie la bocca … E ti spaventa? Basta che ti guardi dentro e con coraggio affronti le tue paure. Puoi scoprire che sono parti di te sconosciute e ti sorprende come le puoi cambiare con amore in risorse. Tutto in te è amore!
Già! Qualcuno ha detto “ Amati. Sei l’unica persona con la quale trascorrerai tutta la vita” Non ci sono ricette, che ognuno ha il suo metodo di viaggio e le possibilità sono infinite. E tu sei unica e irripetibile e hai scelto l’amore per te stessa per creare la tua vita. Del resto non è forse l’Amore che “ move il Sole e l’altre stelle” ? Che è il collante che tiene insieme l’Universo ? Che è la motivazione delle energie planetarie? ” Anche Saturno, Nettuno, Marte, Urano, Giove e Mercurio e Venere?“ Ma certo!. E’ proprio questo che vogliono ottenere da te …potresti non apprezzare completamente il metodo ma è sicuro che è Amore Universale !
Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.
Io penso che chi dice che i gatti sono tutti uguali non vuole vedere oltre.
Quando un gatto che sta dormendo al tuo passaggio socchiude un occhio, ti sta dicendo: ancora qui sei? che aspetti ad evolverti?
Quando un gatto ti fissa con gli occhi spalancati, magari piegando la testa da un lato, sorpreso, ti sta dicendo: pensi davvero di saperne più di me?
Quando un gatto alza gli occhi dalla dovuta pappa per guardarti, ti sta dicendo: come osi disturbarmi! Credi di essermi superiore? Pedala!
Quando un gatto ti sbadiglia in faccia ti sta dicendo: Uffa!…con questo essere umano c’è poco da fare… speriamo in un altra vita!
Quando un gatto ti fa le fusa e stringe i suoi occhi come lamelle di luce, ti sta dicendo: mrrr..mrrr… prova a guardare oltre….fammi questo piacere…prova ….mrrr..mrrr….
Ogni gatto ha un suo modo di comunicare.
Tutti i gatti considerano l’essere umano uno dei tanti elementi della catena nell’Evoluzione del Tutto. Sono istintivamente consapevoli che più l’essere umano espande la sua coscienza più aumenterà anche quella delle altre specie in tutto l’universo.
E sia ben chiaro che, comunque, si tratta di specie ben distinte , eh!… e ciascuna ha i suoi tempi e i suoi modi… e soprattutto la sua dignità! Certo, loro, i gatti, danno un grande contributo, anche se qualche volta si spazientiscono…
Questi esseri umani si danno tante arie perchè usano la mente…il più delle volte a sproposito…e raramente il cuore … eh, ci vuole pazienza… dopo tutto il tempo è una loro mania…
I gatti vivono alla giornata nell’eterno presente, un giorno qui, un giorno là, dove c’è cibo e ti trattano con amore. Loro percepiscono l’energia, anzi la vedono e valutano se tu li ami ed hai la possibilità di andare oltre. Allora ne vale la pena, stanno con te!
Un gatto, il tuo gatto, è un confortevole simbolo di saggezza e autonomia.
Lui ti sta vicino quando tu hai bisogno di lui e delle sue coccole.
Lui può fare a meno di te, tu no: è il tuo più amorevole compagno di viaggio.
E lo è stato per tanti esseri umani, venerato come una emanazione divina, simbolo di lealtà e coraggio, custode di segreti e tesori, fonte di ispirazione per artisti e scrittori e poeti!
“O Valentino vestito di nuovo come le brocche dei biancospini”
Valentino= Biancospino
…e subito mi sento immersa in un mare di fiorellini bianchi nel giardino di mia nonna.
Cespugli molto più alti di me bambina con rami che cantano alla brezza dell’annunciata primavera.
Musica di insetti che portano i pollini per creare nuova vita.
Per me Valentino = Biancospino
Il “Crataegus oxvacantha” per chiamarlo col suo nome scientifico, più noto come: spina santa, pruno aguzzo o ruga bianca, appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è un arbusto che cresce un po’ ovunque nei luoghi incolti, sulle scarpate, tra i cespugli, dalle rive dei fiumi fino alle pendici montuose.
I biancospini sono eccellenti alberi da siepe ed ornamentali i cui frutti, o pomi, vengono divorati dagli uccelli e i cui semi vengono poi diffusi con i loro escrementi.
Forse era un’usanza celtica, perché molto diffusa in Francia ed in Inghilterra, dove si riteneva che le barriere di rose selvatiche e di biancospino fossero un accesso segreto per l’altro mondo.
Poiché tuttavia i Celtinon hanno lasciato testimonianze scritte, dobbiamo indovinare dalle contemporanee usanze greche e romane l’effettivo valore sacrale della pianta, che era considerata protettrice delle soglie e delle nozze. In caso di contaminazioni si accendevano torce di biancospino per purificare l’aria.
Molto significativa comunque è la leggenda inglese secondo la quale Giuseppe d’Arimatea,il membro del Sinedrio che aveva cercato d’opporsi alla condanna di Gesù e dopo la sua morte ne aveva raccolto il sangue nella famosa coppa, avesse piantato il suo bastone da viaggio a Glastonbury ed immediatamente ne fosse miracolosamente fiorito un biancospino.
Inutile ricordare che il luogo sorgeva in prossimità dell’antica “Avalon”, il più importante centro di tradizioni medioevali, dove si diceva fosse sepolto Artù. Inspiegabilmente la pianta fioriva alla vigilia di Natale ed il giorno seguente un ramo veniva solennemente offerto in dono al re ed alla regina d’Inghilterra. L’usanza fu benignamente tollerata dalla Chiesa cattolica per più di mille anni.
Il biancospino è l’albero sovrano contro l’inferno ed i suoi accoliti. Le sue spine hanno funzioni protettive contro le negatività. Esso è considerato anche l’albero del maggio e della purezza e verginità. Secondo una leggenda celtica, addormentandosi sotto un biancospino nel primo giorno di maggio si corre il rischio di essere rapiti dalle fate.
Venne assunto ai tempi della rivoluzione francese come “albero della libertà”; tra il 1789 ed il 1792 in Francia ne furono piantati più di 60.000.
Il Biancospino, noto anche come l’Albero delle Streghe, fa parte di una triade di alberi che si dice siano sacri alle Fate: Quercia, Frassino e Rovo, che, quando crescono insieme naturalmente, creano un luogo in cui è facile vedere le Fate.
Una volta si credeva che il Biancospino fosse il corpo trasformato di una strega che si era mutata nella forma di un albero. In realtà è più probabile che gli spiriti visti nel biancospino non fossero streghe mutaforme, ma Driadi o Fate degli alberi.
L’albero o il cespuglio di biancospino fatato ci ricorda la presenza delle Fate che vivono nelle vicinanze. Il biancospino fatato è sacro ed inviolabile, poiché segna i territori delle Fate, ed il terreno circostante è benedetto dalla sua presenza.
La saggezza popolare ci informa che è pura follia tagliare o danneggiare un biancospino, soprattutto se si tratta di un albero solitario che cresce in uno spazio aperto e segna il confine tra vicini, nei pressi di un pozzo sacro, di un cerchio delle fate o di una casa: abbattere un biancospino porta calamità e disgrazie, in quanto significa disonorare o non rispettare i territori delle Fate che vivono vicino a noi.
Onorando il sacro biancospino, gli abitanti del Mondo di Mezzo acquisiscono la capacità di curare e proteggere la santità di ogni aspetto della vita e, in questo modo, divengono più saggi. I giardini delle Sacerdotesse dell’Antica Religione contenevano almeno un cespuglio di Biancospino.
I Greci si servivano dei rami fioriti per adornare gli altari durante le cerimonie nuziali.
Usi magici del Biancospino:
I romani avevano dedicato questa pianta alla dea Flora che regnava sul mese di Maggio, il mese delle purificazioni e della castità, simboleggiata dal bianco dei fiori, ed era usata per decorare i Pali di Maggio, per accrescere la fertilità ed al medesimo scopo viene ancora oggi usata nei matrimoni, specie in Primavera.
Utilizzata anche per scacciare il malocchio e la sfortuna, usavano adornare le culle dei neonati con piccoli rami fioriti per proteggerli dagli incantesimi.I pescatori lo portano con sé in un sacchettino di stoffa per assicurarsi un’abbondante pesca.
Indossato, ridona felicità in caso di tristezza o depressione.
Piantato in un vaso o nel giardino di casa, protegge dai fulmini e dagli spiriti malvagi e preserva le case dai danni derivanti dalle tempeste.
Personalità dei nati sotto il segno del Biancospino
Temperamento creativo, mobile, rapido, un po’ infantile. Più che del compagno si innamora dell’amore ma, troppo volubile e curioso per fermarsi a lungo, si lascia sedurre per poi fuggire in cerca di un altro fiore.
Guardo il mare che è in moto perpetuo…onda dopo onda …bonaccia tempesta bonaccia tempesta…rifletto che così è la vita e mi immagino goccia nel mare…unica e irripetibile piccola piccola…eppure ogni goccia fa il mare e mi getto verso il futuro sulla cresta dell’onda nell’orchestra eterna dei marosi …oggi domani sempre..
cosa sara’ che fa crescere gli alberi la felicita’ che fa morire a vent’anni anche se vivi fino a cento
cosa sara’
a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato
oh cosa sara’
che ti svegli al mattino e sei serio che ti fa morire ridendo di notte all’ombra di un desiderio
oh cosa sara’
che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta
cosa sara’ che ti spinge a picchiare il tuo re che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c’e’
cosa sara’ che ti spinge a comprare di tutto anche se è di niente che hai bisogno
cosa sara’ che ti strappa dal sogno
oh cosa sara’
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare
oh cosa sara’ che dobbiamo cercare che dobbiamo cercare
cosa sara’
che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parla del futuro
cosa sara’
questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta a ascoltare
la notte che scende
oh cosa sara’
quell’uomo e il suo cuore benedetto
che e’ sceso dalle scarpe e dal letto
si e’ sentito solo
e’ come un uccello che in volo
e’ come un uccello che in volo
si ferma e guarda giu’
” Il 2 febbraio è uno di quei giorni, dispiegati nel calendario, utili, in base alle credenze popolari, per trarre auspici per il futuro, per predire l’esito dei raccolti. In fondo, da un punto di vista tecnico-agricolo, è effettivamente importante che, in certe fasi dello sviluppo del grano e della vite, le condizioni meteorologiche siano favorevoli.”
In alcuni luoghi viene chiamato “Giorno dell’orso“.
In questo particolare giorno, l’orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla sua tana per vedere come e’ il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori: se il tempo è nuvoloso annuncia con tre salti l’arrivo della primavera, se viceversa il tempo è chiaro e soleggiato l’orso torna a dormire nella tana.
Un proverbio piemontese in questo senso recita:
“se l’ouers fai secha soun ni, per caranto giouern a sort papì”
(“Se l’orso alla Candelora fa saltare la paglia (il giaciglio) si rientra nell’inverno”).
In altre regioni, viene utilizzato il lupo o il leone come protagonista simbolico di questo proverbio che esplora le dinamiche interne della terra, che proprio nel momento di maggior gelido, ricominciano a risvegliare gli elementi assopiti, e quindi al di sotto di una superficie brulla corrisponde una vita intensa.
Non è un caso se il termine febbraio derivi dal latino februus (“purificante”), associato al periodo annuale di purificazione e quindi di rinascita.
Un altro proverbio simile al primo, ma meridionale in questo caso, sostiene che se il due Febbraio il tempo è buono, l’orso ha la possibilità di farsi il pagliaio e quindi l’inverno continua.
L’orso era anche protagonista di alcuni riti rurali del mese di febbraio, collocati nel ciclo agreste/vegetativo: al termine di una caccia simulata, l’orso viene catturato e portato all’interno del paese dove viene fatto oggetto di dileggi e di scherzi. L’epilogo può variare dall'”uccisione” dell’orso alla sua liberazione/fuga e ritorno alla natura. La figura dell’orso è rivestita da qualcuno del luogo che non deve essere riconosciuto fino alla fine della rappresentazione rituale.
In tempi remoti un montanaro/domatore andava in giro da un paese all’altro facendo ballare l’orso nelle piazze, celebrando il ritorno della luce e della bella stagione, con la sconfitta delle forze del buio e del freddo. In seguito questo uso scomparve e in alcuni paesi, per mantenere la tradizione, l’orso fu sostituito da una persona appositamente mascherata che ripeteva la stessa pantomima.
Altre celebrazioni del “ giorno dell’orso” e altre usanze.
Nel periodo di Carnevale, un uomo veniva mascherato da orso e tirato con una catena o una corda per le strade, dove veniva schernito e bastonato.
Sempre nel periodo di carnevale, un personaggio mascherato da orso apriva la sfilata in costume, e in questa “rappresentazione” veniva mostrato pure il giaciglio asciutto dell’orso
Si celebra anche la “festa dell’orso“: qualche giorno prima della ricorrenza, i cacciatori con il volto annerito, andavano alla ricerca dell’orso, che (un uomo travestito) veniva immancabilmente trovato la sera della vigilia. Cacciatori, “orso”, e domatore visitavano le stalle e le osterie con il pretesto di spaventare la gente (e le ragazze) si lasciavano andare a trasgressive bevute. Il giorno dopo, l’orso compariva in paese e, dopo aver fatto il giro della borgata, ballava con la ragazza più bella prima di scomparire per ritrasformarsi in uomo.
In Puglia, chi impersonificava l’orso girava per le vie del paese, fermandosi nelle piazze: lì, al suono di tamburi, si metteva a ballare la tarantella, tra i presenti disposti in cerchio che battevano le mani a tempo e lo punzecchiavano e colpivano con qualche sberla. A volte, a seconda del tempo, l’orso imitava o no l’atto del costruire il suo rifugio (u pagghiar’).
Questi riti riproponevano comunque una tradizione antica che celebrava la festa del ritorno della luce e della bella stagione, con la sconfitta delle forze del buio e del freddo.
Nello svolgimento di questi riti traspare la simbologia dell’orso (che con l’inverno va in letargo e si risveglia a primavera), interprete della forza primitiva della natura. L’orso può anche essere accostato alla figura dell'”uomo selvaggio”. In entrambe le raffigurazioni rappresenterebbe comunque il binomio natura – uomo.
Ci saranno ancora sei settimane d’inverno o la primavera arriverà in anticipo?
Chiedetelo a Chuck, la marmotta dello Staten Island Zoo che come ogni anno farà la sua previsione.
L’appuntamento con Chuck è fissato per il 2 febbraio, il “Groundhog Day“, cioè il giorno della marmotta, una festa celebrata ogni anno sia negli Stati Uniti che in Canada, nel corso della quale si osserva il rifugio della marmotta prestando attenzione a quando farà capolino dalla sua tana. Se Chuck vedrà la sua ombra ci saranno altre sei settimane d’inverno, mentre se non la vedrà significa che la primavera arriverà presto. Chuck e la sua famiglia hanno predetto correttamente la fine dell’inverno 23 volte negli ultimi 30 anni.
A New York ogni anno per il giorno della marmotta il sindaco Bloomberg va a fare visita a Chuck allo zoo di Staten Island per leggere il responso. E’ ormai una tradizione consolidata!
Una farfalla stamattina si è posata sulla mia crassula ovata in fiore vivida di colori… con leggerezza ed eleganza come sanno fare le farfalle… un battito d’ali …un battito del cuore… un messaggio che si ripete da eoni in eoni…che emozione ! La Luce che avanza porta il cambiamento da eoni ed eoni … Tutto si trasforma e si rinnova e rinasce … quando è il momento… seguo il flusso… Ho protetto la mia pianta che si è riempita di fiori come non mai e ora è pronta a trasformarli in germogli… Ho coltivato nel mio cuore i miei sogni pronta a trasformarli in progetti… quando sarà il momento … seguo il flusso… Accenderò candele bianche a sostegno della luce … e ben radicata a terra vedrò dipanarsi le mie scelte … camminerò leggera colorando il futuro di farfalle… vivide di colori… quando sarà il momento… seguo il flusso …
L’antica tradizione dei “Giorni della Merla,” è un periodo che, secondo la saggezza popolare, dovrebbe segnare i tre giorni più rigidi dell’intero anno: il 29, 30 e 31 gennaio.
Una leggenda, la più nota, narra che tanti anni fa una merla si vantava del suo piumaggio soffice e bianco come la neve.
Mentre Gennaio regalava temperature primaverili, la merla lo derideva per il fatto che l’inverno stesse finendo senza che ci fosse stato il grande gelo. Allora Gennaio si arrabbiò e decise di far arrivare un’ondata di gelo per gli ultimi giorni di gennaio prendendone in prestito uno da febbraio. Perchè allora Gennaio era di 28 giorni! Arrivò improvvisamente il gran freddo, e la merla bianca non poté far altro che rifugiarsi in un camino acceso. Dopo i tre fatidici giorni, uscì dal camino sporca di cenere e il suo piumaggio bianco divenne inevitabilmente nero.
Altre leggende narrano che la merla non era sola ma con i suoi piccoli per proteggerli, così anch’essi diventati neri per sempre dopo il soggiorno tra la fuliggine del camino accogliente e caldo !
Un ‘altra poco nota riguarda il fatto che per far passare un cannone oltre il Po chiamato “la Merla”, si è aspettò che il fiume fosse ghiacciato proprio negli ultimi giorni di gennaio!
Un ‘altra ancora riporta di “una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne’ quali passò sovra il fiume gelato”.
Non si può non notare i riferimenti simbolici dell’avvicendarsi delle stagioni nel mutare del colore della merla.
Dal freddo inverno rappresentato dal bianco, come la neve che nasconde tutto cosa c’è sotto, si passa al tempo della terra nera fertile, pronta ad accogliere la primavera. Ma è questo avviene solo dopo essere stati nel camino e al caldo dove è stato possibile seminare e custodire i germogli che cresceranno quando la Luce annuncerà la primavera e la rinascita.
Secondo i tempi della Natura, da sempre e per sempre. La Natura sa quando è il momento.
In effetti è confortevole stare ancora nelle avvolgenti pieghe di una calda, morbida coperta, magari bianca come neve, mettendo a punto i propositi per il futuro? C’è un calore che nasce dal cuore…sarà la mia tisana preferita alla cannella? E il pensiero vola carico di sogni che si lanciano oltre l’orizzonte ! Aspetterò di uscire allo scoperto quando sentirò il primo cinguettio dell’uccellino che ogni mattina vedo sul balcone!
Un gruppo di studenti all’Università di Milano-Bicocca ha introdotto un’iniziativa innovativa, portando gli antichi mestieri di lavorazione della lana all’interno dell’istituzione accademica. Hanno infatti inaugurato un laboratorio di uncinetto e maglia aperto a tutti.
L’idea di creare il laboratorio è nata dalla necessità di avere uno spazio dove poter lavorare individualmente o collettivamente. Questa attività non è solo un modo creativo di trascorrere il tempo, ma anche un’opportunità per socializzare e rilassarsi. Nel laboratorio dell’Università di Milano-Bicocca, l’atmosfera è distesa e inclusiva, con l’obiettivo di condividere e diffondere vibrazioni positive, senza competizione.
Del resto il motto del progetto è proprio questo: “No merito, solo condivisione e good vibes”.
Numerosi studi scientifici hanno infatti dimostrato che lavorare a maglia o a uncinetto può agire come antistress e la knitting therapy è stata indicata come un trattamento per distrarre le persone dal dolore. Personaggi famosi come il tuffatore britannico Tom Daley – più noto per aver sferruzzato sugli spalti delle Olimpiadi di Tokyo 2021 che per aver conquistato la medaglia d’oro – hanno contribuito a rendere popolare questo hobby, condividendo i propri progetti sui social.
Il laboratorio si tiene il martedì dalle 17:00 alle 20:00 e come detto accoglie anche principianti.
Gli interessati possono rimanere informati tramite un profilo Instagram e un gruppo Telegram dedicati. L’iniziativa mira a trasformare l’ambiente universitario, tradizionalmente centrato sullo studio passivo, in uno spazio di socialità aperto a tutti.
Già da piccola mi piaceva lavorare a maglia, a uncinetto. Ero affascinata da quel movimento delle mani, rapido e costante della nonna,dal ticchettio dei ferri e da quello che velocemente nasceva morbido e colorato.E la luce come un quadro di altri tempi ! Il mio primo lavoro è stato un capottino a uncinetto per la mia bambola preferita. Era di colore ecru e midi, collo e maniche abbondanti di lana pelosa. Ero fierissima della mia creazione, e che emozione nel mostrarlo alla nonna! E questa è uno dei vantaggi di lavorare con le mani, ti puoi sbizzarrire secondo la tua ispirazione, è un momento magico per inventare,immaginare, scegliere ,si è così presi e concentrati che già si vede il finito. Esattamente come lo vuoi tu! Avevo una predilezione per i disegni complicati che mi impegnavano in un continuo contare e osservare, contare e osservare, e questo mi piaceva perchè durava di più. Ho partecipato anche ad una serie di incontri” leggere e sferruzzare” e la condivisione è molto stimolante. Come quando guardavo la nonna, si crea subito atmosfera , come tanti gomitoli di lana morbida di tutti i colori che si trasformano velocemente sotto i ferri e consigli dati con amore, e l’entusiasmo negli occhi… Vabbè…io mi portavo ferri e gomitoli dovunque! Ma figurati se io…già sento nascere i commenti! Perchè non provare? Se ora si può persino all’università, comprovati i giovamenti per la salute da illustri psicologi, dottoroni , trainers e così via?
Mi piacciono le usanze che celebrano le tante ricorrenze che scandiscono ii nostro tempo di vita.
Tanti sentimenti così diversi… le storie, le credenze, i riti , le tradizioni, come una storia infinita che di volta in volta si arricchisce di emozioni di tutti i toni , suoni di mille orchestre e luci multicolori delle albe e dei tramonti del mondo…
E ogni volta mi sento avvolta da una magica e intensa sensazione di far parte dell’eternità.
La notte appena trascorsa, quella che intercorre fra il 25 e il 26 Dicembre, è la Prima delle Dodici Notti del Natale. Durante queste notti la splendente Berchta vola nei cieli e benedice i campi, così come le case e le persone, donando a ognuno ciò che ha meritato, nel bene e nel male. Oggi, 26 Dicembre, è il Primo dei Dodici Giorni di Natale, e ognuno di questi giorni può essere dedicato a fare o creare qualcosa che richiami lo spirito natalizio e la benevolenza – e dunque la Fortuna – di Berchta e delle Fate-Dee Filatrici.
I giorni e le notti che vanno dal 24 dicembre (la sera di Natale) al 6 gennaio (sera dell’Epifania), dette le Tredici Notti Sante, sono un periodo molto particolare nel quale ci si sente spinti a rivolgerci a noi stessi nel più profondo, a guardarci attraverso il cuore. Come di fronte ad uno specchio, i dodici mesi passati ci passano davanti uno dopo l’altro con tutte le esperienze vissute e contemporaneamente quelli che verranno. Il primo giorno corrisponde al primo mese trascorso (gennaio) e all’ultimo futuro (dicembre); così allo stesso modo per il secondo (febbraio-novembre), il terzo (marzo-ottobre), ecc., sino al dodicesimo per dicembre e gennaio. Il tredicesimo, l’Epifania, è dedicato alla sintesi di tutto. («Epifania», dal greco, significa “manifestazione”, di ciò che è stato nascosto)
Ogni giorno corrisponde anche quindi ad un segno zodiacale e alle sue qualità ed è un ottimo esercizio meditare su ognuna di essa, anche quelle che meno sentiamo appartenerci.
Le 12 notti sante sono state istituite nel 567 d. c dal Concilio di Tours e rappresentano il periodo che unisce il Natale all’Epifania,
Gli studiosi di folclore hanno spesso attribuito ai Dodici Giorni di Natale un’origine pagana, derivata da festività germaniche. Pare però si tratti più semplicemente di un tentativo della Chiesa di unire il Natale all’Epifania.
Una pratica, forse la più preziosa, è giunta fino a noi nascosta in una canzone che porta proprio il nome dei 12 giorni di Natale: questa pratica è la ricapitolazione. La canzone, che risalirebbe al XVI secolo, presumibilmente in Francia ma ora entrata tra i canti natalizi tradizionali inglesi, ha una struttura particolare : ogni strofa narra di un dono simbolico ricevuto ogni notte ricordando, a ritroso, tutti gli altri.
La ricapitolazione è dunque un viaggio che ci fa vedere il passato con uno sguardo più obbiettivo. In ogni esperienza possiamo trovare altri punti di vista, insegnamenti, risorse inaspettate , cambiamenti necessari per procedere con fiducia e leggerezza e magari trovare altre strade.
Giorno dopo giorno ci arricchiamo di nuova consapevolezza per formulare i propositi che ci guideranno verso il futuro suggeriti dai 12 guardiani del tempo!
La sequenza inizia col segno dell’Ariete in quanto è il primo segno dell’anno solare. Rappresenta la forza del germoglio che emerge dalla terra oscura, come il sole nascente, dalla crisi del solstizio.
Notte del 26 Dicembre. Capricorno. Mese di Gennaio. Virtù: coraggio. Notte del 27 Dicembre. Aquario. Mese di Febbraio. Virtù: discrezione. Notte del 28 Dicembre. Pesci. Mese di Marzo. Virtù: generosità. Notte del 29 Dicembre. Ariete. Mese di Aprile. Virtù: devozione. Notte del 30 Dicembre. Toro. Mese di Maggio. Virtù: equilibrio. Notte del 31 Dicembre. Gemelli. Mese di Giugno. Virtù: perseveranza. Notte del 1 Gennaio. Cancro. Mese di Luglio. Virtù: distacco. Notte del 2 Gennaio. Leone. Mese di Agosto. Virtù: compassione. Notte del 3 Gennaio. Vergine. Mese di Settembre. Virtù: cortesia. Notte del 4 Gennaio. Bilancia. Mese di Ottobre. Virtù: ottimismo. Notte del 5 Gennaio. Scorpione. Mese di Novembre. Virtù: pazienza. Notte del 6 Gennaio. Sagittario. Mese di Dicembre. Virtù: utilizzo del pensiero.
Nella raccolta di conferenze “Le Tredici Notti Sante” di Rudolf Steiner, si accenna ad una magnifica antica saga norvegese, conosciuta come “Il canto del sogno”, che narra di come Olaf Asteson venga iniziato durante il sonno che lo colse la sera di Natale e che durò ininterrottamente fino al 6 gennaio; egli vive tutte le esperienze che l’essere umano deve sperimentare attraverso le incarnazioni dall’inizio del mondo fino al Mistero del Cosmo.
«La dodicesima notte» è anche il titolo di quella che, a giudizio di molti critici, è la più perfetta commedia di Shakespeare, il cui titolo ha suscitato da sempre la curiosità di numerosi studiosi alla ricerca del nesso con il contenuto della commedia, che pare fu rappresentata per la prima volta proprio il giorno dell’Epifania del 1601.
Ci sono vari antichi riti, tradizioni e usanze: basta, per ogni giorno e ogni notte, annotare sogni, immagini, ispirazioni, nuove idee, avvenimenti o incontri importanti, fatti accaduti nel personale e nel mondo, nel presente e nel mese passato e cercarne le risonanze.
Immagina per il futuro le qualità, i colori, le forme che queste risonanze possono sviluppare, liberate dai tuoi giudizi.
Non sono necessarie ore ogni giorno, possono bastare anche pochi minuti… Trova magari un momento particolare che resterà un appuntamento quotidiano tra te e il tuo Io Superiore e vivi ogni giorno con consapevolezza e felice curiosità. Scoprirai come questo lavoro ti porterà le energie e le qualità necessarie per affrontare l’anno che sta per iniziare, facendo luce su legami nascosti tra gli avvenimenti apparentemente lontani nel tempo e nello spazio, trovando nuova unione tra te e l’Universo.
E vedrai nuovi propositi più realizzabili perchè le tue scelte sono partite dal cuore e sarà la visione di un futuro più possibile e luminoso ad appassionarti della tua vita.