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* L’ ultima Luna piena del 2020 e l’eclisse penombrale: progettiamo il nuovo con le scelte del cuore

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Ecco la Luna Piena con eclisse penombrale di luna nel segno dei Gemelli

Un’eclisse penombrale di Luna, chiamata così perché il nostro satellite transita solo per la penombra della Terra, senza essere completamente oscurata dall’ombra. La Luna in fase di piena, sarà dunque ancora visibile, ma “sbiadita”. Sole, Terra e luna sono comunque essere allineati in quest’ordine.

Questa eclissi lunare inaugura l’eclissi di fine anno – Eclissi solare nel Novilunio in Sagittario del 14 dicembre 2020 (non visibile in Italia) – e infine ci sarà la conclusione del 2020 con il Plenilunio in Cancro del 30 dicembre

Nel tempo della Luna della Neve, il filo è quello che collega Conoscenza (Sagittario) e Comunicazione (Gemelli).

…la luna piena è sempre opposta al sole, che la illumina. Questo fa sì che ad ogni plenilunio, luna e sole si trovino in due segni zodiacali opposti (a dicembre la luna piena è in Gemelli mentre il sole si trova in Sagittario, la luce del sole Sagittario ci giunge di notte riflessa e trasformata dalla luna nel suo opposto, i Gemelli). La luna piena crea quindi un ponte fra gli opposti, portandone in primo piano la dinamica. Facce di una stessa medaglia, gli opposti aprono uno spazio energetico, un asse energetico.
La dinamica degli opposti può evidenziarsi in negativo come in positivo, dando luogo a vibrazione armonica come a tensione.
Il Plenilunio è quindi anche occasione per lavorare sull’equilibrio degli opposti, sulla dualità che si manifesta in ogni aspetto della vita: Luna e Sole, femminile e maschile, emozioni e ragione, emisfero destro ed emisfero sinistro, fusione e identità…
Parte di questa dinamica appare nei sogni, che in luna piena sono spesso più intensi e portatori di una visione ulteriore.
La Luna piena infatti è anche il tempo delle percezioni più sottili, della meditazione e della chiaroveggenza. La dinamica energetica diventa così la spinta all’apertura alle dimensioni altre…

Questo plenilunio amplifica le possibilità di quei confronti che portano all’elaborazione e alla nascita di progetti, una tormenta di idee potrebbe essere sollecitata dall’opposizione tra Sole e Mercurio, così come un probabile conflitto tra la mente razionale e l’istinto che ci vorrebbe guidare verso altre direzioni.

La Luna-Gemelli opposta al Sole-Sagittario potrebbe portare allo sfinimento di chi sta cercando di portare a termine alcuni percorsi con grande energia e molta determinazione.

La stretta relazione della Luna con Venere e la congiunzione Sole-Mercurio fa intuire come la spinta a risolvere relazioni sentimentali-mentali che fino ad ora si sono trattenute o vissute in conflitto., dove la risoluzione è un percorso di karma che abbiamo iniziato tempo prima e che porta con se un risultato d’amore e di comprensione dell’altro anche quando si affronti con una definitiva separazione. Del resto il karma compreso ci porta in un percorso di apertura che nel solstizio invernale viene ampiamente rappresentato in quel movimento di risalita, abbandono alla spinta forte di un sole che rinasce.

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Il Sagittario è considerato il portale multidimensionale tra la realtà di terza dimensione e le dimensioni più evolute, il punto di accesso attraverso cui esseri da universi paralleli entrano nel nostro pianeta.

In passato questo portale era rappresentato dall’asse Capricorno/Cancro, che lo è ancora formalmente. Tuttavia, a seguito della precessione degli equinozi, questo punto si è spostato a Sagittario/Gemelli. Questo è riconosciuto come il centro della galassia, dove gli scienziati sono consapevoli di un buco nero misterioso.

Il Sagittario è considerato come l’utero stellare da cui la presente realtà separata fu concepita e nacque. Quindi, quando il Sole transita in Sagittario esiste il potenziale per concepire e fare nascere configurazioni alternative.

I giorni del Sagittario ci insegnano che per colpire il nostro vero bersaglio nella vita, occorre smettere di sprecare frecce verso bersagli sbagliati. Per potere aprirci ai nostri sogni più autentici e iniziare un nuovo cammino, non possiamo portarci dietro tutto. Si tratta spesso di lasciare andare, anche in modo drastico e definitivo, situazioni e persone che bloccano i nostri potenziali e che sono oggetto di costanti rancori.

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Questa Luna in Gemelli , apre le porte al dubbio sulla realtà che è intorno a noi, e se davvero non fosse tutto qui? O c’è qualcosa che non colgo solamente perché è oltre il mio campo mentale ed è per questo che lo nego?

Come un grande polmone che ha trattenuto il respiro, e si è infine ammalato, noi in questo 2020 ci siamo contratti, bloccati, fermati !

Ora sarà possibile riprendere a respirare e quindi incamerare nuova vita e pensieri, e finalmente un gioco nuovo, lasciando andare la paura e ricominciando a fluire permettendoci di stare in oscillazione.

Questa umanità ha dovuto passare da una lezione importante, forse perché il corpo/natura – distante, rimosso e rinnegato, quasi completamente sostituito dalla mente e la tecnologia – ci aveva fatto scordare il nostro limite umano. Perfezione ideale e imperfezione della materia, hanno dovuto così incontrarsi e scontrarsi attraverso il sintomo.

Siamo così andati in questo anno estremamente gelato, malattia del respiro, distanziamento imposto e tecnologia, hanno preso il posto in maniera totalizzante agli scambi umani e i rituali di prima, e tutto questo, forse per darci una vera svegliata!

(tratto da Sentiero Astrologico)

Ora il nuovo ci spaventa …ma forse ci siamo solo liberati di stereotipati modi di essere, di credenze e di mode obbligate: la scelta è essere o apparire nel riconoscimento e nel rispetto degli altri.

Ora come bambini smarriti e sgomenti ma curiosi di vedere l’effetto che fa la riscoperta di valori che riempono di nuovo il cuore, ci incamminiamo insieme, sì insieme, con la volontà di percorrere nuove strade.

Siamo l’umanità che è uno dei tanti abitanti su questo pianeta Terra.

 

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* Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2020

Prendimi per mano,
dimmi che cambiera’
che il treno si e’ fermato ma ripartira’
fammi giocare ancora sopra i campi se ce n’e’.
dimmi che mi terrai con te.
fammi vedere il mare prima che cambi il suo colore
dimmi che posso vederti pescare.

prendimi per mano,
dimmi che cambiera’
che si potra’ dormire col cuore in pace
dimmi che potro’giocare ancora
che posso continuare
a mettere briciole sul balcone

e faro’ come mi hai insegnato:
avro’ fiducia in quelli che verranno
e chi ha distrutto e chi ha rubato
sara’ lontano, sara’ disarmato

quando saro’ grande
lo so che cambiera’
avro’ un lavoro che mi piacera’
ed una casa che e’ sempre rivolta verso il sole
luce che mi fa bene al cuore
e sara’ piu’ bello anche il mio futuro amore

e faro’ come mi hai insegnato
combatti sempre chi ti porta via
la pace, l’aria e la speranza
vedrai il futuro sara’ migliore
Fabio Concato
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* Quando la Verità e la Menzogna si incontrarono….

Una volta, la Menzogna e la Verità si incontrarono.

La Menzogna, rivolgendosi alla Verità, le disse:

Buongiorno, signora Verità!“

Gelosa del suo personaggio, la Verità, ascoltando un tale saluto, andò a controllare se fosse davvero una buona giornata. Alzò lo sguardo, non c’erano nuvole di pioggia; cantavano gli uccelli; non c’era odore di fumo nei boschi; tutto sembrava perfetto.

Avendo accertato che fosse davvero un buon giorno, rispose:

Buongiorno, signora Menzogna!“

Fa molto caldo oggi, non è vero?” Disse la Menzogna.

Era davvero una giornata calda. Quindi, visto che la bugia era sincera, iniziò a rilassarsi, ad “abbassare la guardia”. Perché avrebbe dovuto diffidare, se la Menzogna sembrava così cordiale e “vera”?

Subdola e difficile.

Di fronte al calore insopportabile, la Menzogna, in un gesto di apparente amicizia, invitò la Verità a fare un bagno insieme nel fiume.

Dato che non c’era nessun altro intorno, la Menzogna si spogliò delle sue vesti, saltò nell’acqua e, rivolgendosi alla Verità, disse insistentemente:

Vieni, signora Verità, l’acqua è deliziosa, semplicemente meravigliosa.“

L’invito sembrava irreprensibile. Così, signora Verità, senza dubitare della Menzogna, si tolse le vesti, saltò in acqua e fece un bel tuffo.

Vedendo che la Verità era balzata in acqua, rapidamente la Menzogna saltò fuori, in pochi secondi si vestì con gli abiti della Verità che erano in disparte e sgattaiolò via.

Dopo aver perso i suoi vestiti, la Verità uscì dall’acqua e, a sua volta, gelosa della sua reputazione, si rifiutò di indossare gli indumenti della signora Menzogna, lasciati lì per lei.

Certa della sua purezza e innocenza, non avendo nulla di cui vergognarsi e non avendo altra opzione coerente, iniziò a camminare nuda per strada.

Da allora, agli occhi della gente, è diventato più facile accettare la Menzogna vestita con gli abiti della verità, che accettare la verità nuda e cruda“.

 

dal Web

( Dipinto di Sandro Botticelli -1491) ( Galleria degli Uffizi )

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* La buona notizia del venerdì: Con uno smartphone si può raccontare la ” Gente Celeste”? Maira lo fa

In un mondo dove ormai la tecnologia è presente e diffusa in ogni ambito della vita quotidiana, a molti potrebbe sembrare strano pensare che esistono ancora realtà in cui uno smartphone è una sorta di oggetto semi-sconosciuto, una “meraviglia” elettronica di cui si può benissimo fare a meno. In effetti, nei luoghi più remoti del Pianeta, dove da sempre vivono comunità indigene e tradizionali, la tecnologia e tutt’altro che scontata, per motivi che spaziano da quelli economici alla necessità di preservare la cultura originaria.

È così anche per i Tatuyo, una popolazione indigena dell’Amazzonia colombiana. In questa comunità, però, c’è una persona che, proprio grazie a un telefono di ultima generazione, ha deciso di andare oltre le barriere che spesso esistono a causa dell’emarginazione dei gruppi come il suo. Si chiama Maira, ed è una sorta di “influencer” indigena.

Maira Godinho ha 21 anni, e non potrebbe essere più orgogliosa di far parte dei Tatuyo, la “gente celeste”. Di sicuro, scattare foto e postarle sui social network non è una pratica che assoceremmo a una ragazza indigena, eppure Maira fa proprio questo, e in breve tempo le sue testimonianze della vita tribale sono diventate seguitissime in tutto il Pianeta.

Valorizzare e documentare la diversità: questo è l’intento primario di Maira che, smartphone alla mano, ha deciso di mostrare al mondo la bellezza del suo popolo e della sua cultura, un gruppo etnico che – come tanti altri – spesso è stato oggetto di discriminazioni, critiche e pregiudizi. E, con oltre 2 milioni di followers, possiamo dire che questa originalissima “influencer” indigena è riuscita nel suo intento.

Cunhaporanga – così è conosciuta sui social – sta letteralmente abbattendo le barriere, mostrando i luoghi, i volti, i sorrisi e le attività della sua gente e regalando a tutti uno spaccato preziosissimo su suo stile di vita.

Diplomata alle scuole superiori e dedita all’agricoltura e all’artigianato, Maira è riuscita a farsi aiutare dal fratello a installare un’antenna satellitare grazie alla quale può connettersi a internet anche nei posti remoti in cui vive, proprio dove di solito i cellulari non hanno rete.

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Una ulteriore dimostrazione che la cultura apre altri mondi e stimola la comunicazione tra i diversi modi di vivere che neppure alcuni sospettano.

Quale comunicazione però? Oggigiorno è anche troppo facile e troppo veloce diffondere notizie. Ma quando i mezzi a nostra disposizione servono per condividere antiche e amate tradizioni portano arricchimento a tutti.

E ci fanno percepire di appartenere alla multiforme umanità che abita la Terra!

 

Fonte:

https://www.curioctopus.it/read/29937/questa-giovane-indigena-ha-portato-lo-smartphone-nella-sua-tribu-per-mostrare-la-vita-nella-foresta-amazzonica?

 

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* La buona notizia del venerdì: anche gli alberi praticano il distanziamento sociale

Pensavi fosse un qualcosa che riguardasse soltanto l’essere umano?  

E invece no, anche gli alberi praticano il distanziamento sociale, solo che, a differenza nostra, loro lo fanno da sempre. Nel loro caso prende il nome di “timidezza della corona”. Ancora una volta il mondo vegetale ci da prova della sua sottilissima e preziosissima intelligenza.

Questo interessante studio muove i suoi primi passi nel 1982 quando il biologo Franz “Jack” Putz, cercando un po’ di refrigero dalla calura pomeridiana, decide di sdraiarsi ai piedi di un albero e alzare gli occhi al cielo. Notò che il vento muoveva i rami degli alberi, che nello scontro tra loro, facevano cadere foglie e rami. Questo movimento creava dei solchi e delle spaccature tra le estremità degli arbusti: la “timidezza della corona”, appunto.

Per trovare riscontro alla teoria di Putz basta recarsi in un bosco o in una foresta molto fitta e alzare gli occhi al cielo: i rami non si toccano mai e lasciano degli squarci tra loro.

Ma perché accade? In questo articolo cercheremo di scoprire insieme quali sono le principali ragioni per le quali gli alberi non si toccano mai. Di sicuro alla base di tutto c’è, così come per noi con il distanziamento sociale, un meccanismo di difesa.

Le somiglianze con gli esseri umani sono veramente eclatanti: così come l’uomo, anche l’albero ha bisogno del suo spazio e dei suoi confini, senza i quali non riuscirebbe a vivere in armonia con se stesso e con gli altri. Infatti, il fatto di riuscire a mantenere degli spazi tra loro, garantisce agli alberi un nutrimento vitale dato dal passaggio della luce, senza la quale la fotosintesi non potrebbe avere luogo.

Inoltre un altro importante vantaggio è quello relativo alla riduzione di probabilità di proliferarsi di piante rampicanti parassite, come soprattutto le invasive legnose chiamate liane, comuni in tutte le foreste tropicali e temperate di tutto il mondo. Anche gli insetti potrebbero rappresentare un grande rischio: incapaci di volare si farebbero strada tra la canopia come passaggio tra gli alberi e insieme alle malattie infettive rischierebbero di danneggiare l’arbusto. Far circolare l’aria, dunque, garantisce, come accade nelle nostre abitazioni, la possibilità di evitare situazioni potenzialmente pericolose, dovute al proliferarsi di germi e batteri, e non solo.

Ma ciò che stupisce piacevolmente di più è ancora una volta l’intelligenza degli alberi: consapevoli del fatto che l’accrescere eccessivamente le loro chiome li metterebbe di fronte al certo rischio di essere potati, gli alberi evitano di far crescere le loro estremità più del dovuto, rispettando così se stessi e gli altri. Questo eviterebbe loro danni inutili, poiché la creazione di nuovi tessuti è un processo molto dispendioso per le piante e quindi è come se gli alberi fossero previdenti ed evitassero di mettersi in una condizione per loro sconveniente.

A tal proposito sembrerebbe che alcuni alberi riescano a percepirsi a vicenda e quindi riescano ad arrestare il proprio processo di crescita prima di scontrarsi tra loro.

Tutto questo, non solo ci da l’ulteriore conferma dell’intelligenza del mondo animale, ma ci mostra anche come la chioma, la parte dell’albero che spesso sottovalutiamo di più, sia in realtà ricca di misteri e ancora tutta da scoprire.

Ma soprattutto ancora una volta la natura ci mostra quanto abbiamo da imparare da essa.

Parc de la Distance-Chris Precht per un parco a Vienna

https://iomonkeysworld.com/index.php/2020/08/15/anche-gli-alberi-praticano-il-distanziamento-sociale/?fbclid=IwAR1EdOozuD6gvii2tVLCeSYbNhcO2ebCC4UPHekAqQsS8bZO-kshcVM7Zxs

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* Tutti i colori dell’umanità per un arcobaleno di pace: Gianni Rodari

 

La pelle

Pelle Bianca come la cera

Pelle Nera come la sera

Pelle Arancione come il sole

Pelle Gialla come il limone

tanti colori come i fiori

Di nessuno puoi farne a meno

per disegnare l’arcobaleno

Chi un solo colore amerà

un cuore grigio sempre avrà:

 

Gianni Rodari

 

Nessuno è straniero

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* La buona notizia del venerdì. Nella natura l’arte ci coinvolge nonostante e la percezione della Bellezza è amplificata

A Roma installazioni di arte contemporanea esposte all’aperto nel verde in particolari zone di Villa Borghese: Parco dei Daini, Loggia dei Vini, area antistante Casina della Meridiana, Museo Carlo Bilotti, Museo Pietro Canonica.

Scegliere di andare a Villa Borghese per una passeggiata è come scegliere di andare ad un museo o una galleria d’arte.

C’è una predisposizione alla Bellezza a scoprire quanta bellezza offre la natura e ancora di più la sapiente organizzazione della natura stessa che sempre ci stupisce.

Back to Nature rappresenta una novità assoluta all’interno della programmazione culturale della città: si tratta del primo progetto coordinato con installazioni d’arte contemporanea nell’ambito di una strategia di valorizzazione dei parchi storici della Capitale.

Edoardo Tresoldi

Le opere dialogheranno grazie alla trasparenza, che permetterà di ammirarle in sintonia con la natura del parco e in perfetta convivenza tra loro.

Passeggiare nel parco permetterà ai visitatori di godere della corrispondenza tra il segno contemporaneo, le architetture del parco e le piante che lo abitano.
La manifestazione è concepita come un 
festival nel quale, intorno alle grandi installazioni artistiche nel verde, in dialogo armonioso con la natura, si svolgeranno performance musicali  e interventi di street artist, volti al coinvolgimento del pubblico.

accademia aracne

I visitatori della mostra potranno interagire con le immagini elaborate dagli artisti e diventare protagonisti del festival attraverso selfie e scatti fotografici.

Un progetto espositivo inedito che riflette sul futuro e sulla necessità di costruire un nuovo rapporto con la natura, in questo complicato periodo di cambiamenti climatici e di pandemia.

Davide Rivalta

In mostra, ad ingresso gratuito, una serie di installazioni pensate per essere esposte all’aperto e apprezzate da tutti coloro che frequenteranno il parco, appositamente progettate o reinventate per l’occasione da artisti di rilievo internazionale come AndrecoMario MerzMimmo PaladinoBenedetto PietromarchiDavide RivaltaGrazia ToderiEdoardo TresoldiNico Vascellari.

Spesso viviamo così concentrati sulla nostra routine che non solo non ci accorgiamo del balcone del vicino pieno di fiori e tantomeno della nostra città e del territorio che la ospita.

La Bellezza è un’abitudine di pensiero.

https://lauracarpi.com/2020/07/10/la-buona-notizia-del-venerdi-i-parchi-artistici-e-larte-nella-natura-e-con-gli-elementi-natura/

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* Uno stipendio per i nonni che si prendono cura dei nipoti ?( in Svezia!)

Giornata internazionale delle persona anziane

Il termine nonno deriva dal greco antico Nónnos. Il suo significato è venerabile, puro, santo.

Dopo i nostri genitori, i nonni sono le persone con cui stringiamo i legami più stretti. A volte, ci sentiamo più al sicuro tra le braccia dei nostri nonni che non tra quelle di nostra madre e nostro padre. I nonni rappresentano perciò una delle figure più importanti.

È questo il motivo per cui la Svezia ha deciso di incentivare e gratificare l’impegno che i nonni profondono nella cura e crescita dei nipoti. 

Non abbiamo bisogno di dare un’occhiata agli studi sociologici per capire che molte famiglie si affidano ai nonni. Questo sia da un punto di vista economico che da quello, molto più importante, della cura dei figli. I nonni sono spesso le figure più presenti nella vita di bambini e ragazzi.

E, di frequente, sono per i genitori una base sicura su cui appoggiarsi.

Gli svedesi lo sanno bene ed è per questo che il governo ha deciso di offrire un vero e proprio stipendio a queste venerabili figure. Lo stipendio corrisposto sarà pari a circa 700€ e servirà a coprire le spese necessarie alla cura dei nipoti.

L’iniziativa del governo svedese è nata per permettere alle mamme di tornare al lavoro full-time in un tempo più breve, accorciando il periodo di maternità supplementare.

Un’idea all’avanguardia che appare in netto contrasto con le politiche di altri stati europei, in cui non esistono veri incentivi sociali per le mamme che sono per questo spesso costrette a ricorrere alla maternità supplementare vedendo il proprio stipendio decurtato del 70%.

La Svezia, come spesso accade quando si tratta dell’attenzione verso le nuove generazioni, ha avuto un’intuizione alternativa e rivoluzionaria che speriamo possa essere seguita al più presto anche da altri paesi.

inoltre…

Chi non ricorda con piacere le figure dei nonni? I nostri parenti anziani spesso ci hanno offerto affetto, cure e insegnamenti che hanno avuto un valore altrettanto prezioso rispetto a quelli dei genitori.

Oggi, i nonni ricoprono ruoli sempre più importanti nell’educazione dei nipoti, aiutando padri e madri a compensare e coprire il tempo che non possono trascorrere con i figli.

Tuttavia, la figura del nonno non è importante solo per i bambini. Prendersi cura dei nipoti aiuta gli anziani a vivere più a lungo, rallentando il declino fisico e mentale. Vediamo perché e come è stato provato da diversi studi scientifici.

Le difficoltà legate alla vecchiaia sono innegabili. La salute diventa più fragile, così come la lucidità può non essere più la stessa di quando si era giovani. Trascorrere quantità regolari di tempo con i nipoti, però, può essere un ottimo modo per arginare i problemi legati all’anzianità. 

Lo studio condotto da David A. Coall, Denis Gerstorf, Ralph Herwig e Sonja Hilbrand, provenienti da atenei e istituti australiani, tedeschi e svizzeri, ha dimostrato in pieno che i nonni-babysitter riescono a mantenersi più giovani di quelli che non hanno nipoti.

I partecipanti alla ricerca sono stati intervistati ogni due anni nell’arco di circa 20 anni, fornendo varie informazioni ai ricercatori sulle loro attività con i nipoti. Al centro delle statistiche, ovviamente, sono stati posti i dati sulla mortalità dei nonni.

Confrontando la propensione a prendersi cura dei piccoli e i tassi di decesso, gli studiosi hanno dedotto che i nonni che prendevano parte frequentemente all’educazione dei nipoti hanno avuto un rischio di mortalità inferiore del 37% rispetto a quelli che non lo facevano, o che non avevano nipoti.

Le attività di aiuto, poi, sono state valutate anche al di fuori di quelle legate strettamente ai bambini. Un anziano può infatti dare una mano anche ai figli grandi: e questo è risultato essere un altro fattore che allontana i problemi legati alla vecchiaia. 

I motivi? Sono presto detti. Rendersi utili per gli altri, piccoli o grandi che siano, aiuta il cervello a ricevere più stimoli, riducendo il rischio di sviluppare problemi legati al declino cognitivo. Inoltre, specie per i nonni che fanno da baby-sitter, una passeggiata o un gioco con i piccoli rende i nonni più attivi, e ciò è senza dubbio un beneficio.

Rimanere a contatto con gli altri, poi, per un anziano significa non vivere sensazioni di solitudine o abbandono, nonché mantenere buoni livelli di motivazione quotidiana ed essere più inclini a pensare positivamente.

Mantenersi attivi, nei limiti dell’età e dei problemi legati a essa, è un imperativo che tutti dovrebbero porsi, indipendentemente dal fatto che siano nonni o meno. Come dimostrano le ricerche di cui abbiamo parlato, però, dare aiuto agli altri è un vero toccasana per mantenersi “giovani”, oltre che un modo per trasmettere alle generazioni future insegnamenti e saggezza.

https://www.curioctopus.it/read/22147/i-nonni-che-si-occupano-dei-nipoti-vivono-piu-a-lungo:-la-scienza-lo-conferma?fbclid=IwAR1A0owqCZvvf_-grZtRIRXTUwBdMv42n2ggDeu8r4Z-1N4Pee4bDIDR2AM