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* Eclisse totale di Sole, Novilunio, Equinozio di Primavera… Energie speciali? Cogli l’attimo!

Quale significato può avere per noi   un eclissi solare totale…

che avviene all’equinozio di primavera e nel giorno del novilunio di Marzo?

20 marzo 2015

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” Un evento cosmico simile a quello del prossimo 20 marzo 2015, avvenne cinquecentomila anni fa, e questo ha probabilmente segnato l’arrivo del primo esemplare del genere Homo sulla terra.

Allora si comprende l’importanza di questo evento dal punto di vista esoterico.

Ogni volta che si presentano le medesime condizioni in cui un evento è nato quello stesso evento può essere trasformato.

L’eclisse del 20 marzo accade nel giorno dell’equinozio di primavera. In tutto il mondo la durata del giorno e della notte saranno identiche.

È dal 20 marzo 1662 che non si verifica un’eclissi totale di Sole in questa data. Il 20 marzo 1681 ci fu un’eclissi ma fu ibrida, in parte totale e in parte anulare.

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Al Polo Nord, il 20 marzo il sole fa finalmente capolino all’orizzonte, dopo sei mesi di notte continua, pronto a restare nel cielo per sei mesi di fila.

Quest’anno, poche ore dopo essere apparso, il sole sarà oscurato dalla Luna, un evento rarissimo che si verifica circa ogni cinquecentomila anni.

Si tratta di un momento di transito che genera una eccezionale opportunità.

Questa eclisse di sole segna l’inizio di un movimento psichico chiamato il risveglio del respiro della Madre.

Il XVII secolo segna l’inizio della fine della presenza delle grandi civiltà umane fondate sul simbolismo matricentrico. È infatti il secolo della fine definitiva delle civiltà precolombiane che erano incentrate sul simbolismo matricentrico.

La nostra civiltà attuale, che si è globalizzata, si fa notare per uno squilibrio assoluto verso i modelli simbolici patricentrici e per la totale ignoranza dell’eterno femmineo.

Simbolismo patricentrico è “logos”, pensiero ordinatore, raziocinio, solarità, evidenza, scienza, controllo, gestione, dimostrazione, luce.
Simbolismo matricentrico è lunarità, invisibilità, caos creativo, fede, missione, passione, ombra, estasi.

Matricentrismo e patricentrismo dovrebbero sempre essere in equilibrio, ma quasi mai è stato così, se non in rari momenti d’eccezione, in straordinarie culture, dove la Bellezza era la forma sotto il cui il Bene si manifestava nel mondo sensibile.
L’eclisse di sole del 20 marzo è un momento privilegiato: chi vuole veramente giungere alla visione dell’Unione degli opposti avrà la complicità del cosmo e il favore degli dei.”

” Questa eclissi  solare  insieme all’ equinozio avviene in un giorno secondo l’antico calendario Maya chiamato Cauac (tempesta blu) .

Le proprietà di questo giorno  hanno a che fare con la purificazione…con la trasformazione con la caduta degli schemi che a livello mentale ci procurano sofferenza.

Cauac rappresenta la purificazione senza caos e ci donerà la lucidità per affrontare la perdita degli schemi rilasciati…

Ricordiamo che  dopo ogni tempesta c’ è sempre il sole e … il 21 marzo ,sempre secondo il calendario Maya, è un giorno speciale dedicato al Sole (AHAU …Sole giallo)

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Dunque tutto quello che avremo rilasciato fino ad oggi e che rilasceremo con gli input di questa nuova eclisse creerà quel magico  vuoto che  servirà per la nostra rinascita ..il nostro sole che verrà alla luce!

La particolarità dell’eclisse solare nell’equinozio primaverile enfatizza il processo di novilunio, ma nello stesso modo conferma quel percorso terrestre che stimola in ogni creatura l’appartenenza verso questo pianeta forse nel riequilibrare un percorso karmico che ha fortemente condizionato la coesistenza della famiglia umana nella natura.”

 

” Domani, 20 Marzo, alle 05:37 nasce la luna nuova in Pesci, nello stesso giorno in cui il Sole fa il suo ingresso in Ariete (alle ore 22:45) dando inizio ad un’altra Primavera.
Pesci è l’ultimo segno dello zodiaco, che ci introduce là dove tutto è possibile, purché ci sia fede, fiducia e affidamento in una forza superiore a quella della razionalità.
In questo segno d’acqua si impara che ogni fiume conduce al grande mare dove ognuno potrà ritrovare sé stesso solo perdendo i confini dell’individualità, lasciando andare ogni inutile aggruppamento, rancore, risentimento.
Ariete è il segno dei nuovi inizi, è il grado zero da cui ricominciare, rinnovati come la natura dopo il lungo inverno, pronti ad affrontare il nuovo ciclo di vita, in sintonia con la natura.
In questo momento di perfetto equilibrio tra le forze Yin e Yang, tra luce e ombra, sole e luna, si colloca l’eclisse totale di Sole.
Il Sole all’interno dello zodiaco rappresenta il centro dell’identità, l’io, l’ego, ora oscurato da un’eclisse, che sposta l’attenzione su qualcosa di più grande.
Questo importante movimento astrologico ci ricorda che come piccole cellule siamo immerse in un grande organismo che funziona solo se c’è collaborazione tra tutte le sue parti.
E’ ora il momento adatto per superare l’impulso egioco ed individualistico che ci spinge a pensare solo a noi stessi, al nostro orticello, per aprire il cuore a nuove più grandi possibilità: prendersi cura dell’altro, prendersi cura della Madre Terra, prendersi cura di chiunque abbia bisogno di cura.
Questa è la grande lezione dei pesci, che ariete ci invita a percorrere rinnovati, mentre l’eclisse dell’ego ci indica il modo in cui fare ciò.”

 

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Nelle profondità si celano ulteriori profondità,
nelle altezze un’altezza ancora maggiore.
L’uomo giungerà più velocemente ai confini dell’infinito
che alla pienezza del proprio essere,
poiché quell’essere è l’infinito.
Aspiro ad una forza infinita,
ad una conoscenza senza limiti
e ad una gioia infinita.
Potrò mai ottenerla?
Sì, ma la natura dell’infinito è di non avere fine.
Perciò non puoi dire io la ottengo,
ma piuttosto io la divento”
Sri Aurobindo

 

Sono spunti da approfondire  in queste fonti:

http://www.visionealchemica.com/eclissi-del-20-marzo-2015-un-evento-simile-500-mila-anni-fa/

https://camminanelsole.wordpress.com/2015/03/17/20-marzo-2015-

https://www.facebook.com/ilCerchiodellaLuna?ref=ts&fref=ts

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* La prima donna laureata al mondo era italiana

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Elena Lucrezia Cornaro, la prima donna laureata al mondo era italiana: la sua storia

Onore al merito. Un orgoglio per noi italiani, e la maggioranza di noi, probabilmente, nemmeno lo sa. La prima donna laureata al mondo, infatti, proviene dal nostro Paese.

Lei si chiama Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, è nata a Venezia nel 1646 ed è la quinta di sette figli. I suoi genitori erano il patrizio Giovanni Battista Cornaro e Zanetta, una donna di umili origini.

Giovanni Battista Cornaro, illuminato mecenate e padre anticonvenzionale, infatti, aveva sfidato l’allora pettegola e chiusa società veneziana vivendo con una donna di classe inferiore alla sua, con la quale è rimasto accanto per tutta la vita.

E il carattere forte e determinato Elena l’ha preso proprio dal padre, che con le sue decisioni ha sicuramente avuto un’influenza fondamentale nella crescita e nelle decisioni della figlia.

Elena ha soltanto 10 anni quando sceglie di rifiutare il matrimonio e di restare vergine per consacrarsi allo studio e alla passione intellettuale. Nella Venezia della metà del ’600, quando alle donne era consentito soltanto il matrimonio o il velo, Elena intraprese un camminio nuovo, solitario, quasi scandaloso.

Fin da piccola Elena dimostra una sorprendente facilità nell’apprendere, sostenuta da una notevole passione per lo studio che affronta con caparbietà e rigore. Impara il greco e il latino, se guita da prè Fabris che le impartisce lezioni a palazzo, traduce senza problemi l’Iliade e l’Odissea e amplia le sue conoscenze con gli insegnamenti impartiti da Giovanni Valier, canonico di San Marco, e da padre Vota.

Studia lo spagnolo, il francese, l’ebraico, l’arabo, per poi dedicarsi alla filosofia e alla teologia.

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Dopo essersi iscritta all’Università, che a quei tempi veniva definita Studio di Padova, però, Elena trova una spiacevole sorpresa nel momento in cui presenta regolare domanda di ammissione alla laurea: a una donna, infatti, non era concesso ricevere il titolo di dottore in teologia.

E fu Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova, a bloccare tutto: essendo inferiore rispetto all’uomo, e non essendo capace di ragionamenti difficili, una donna non poteva ricevere un titolo di laurea.

E così inizia una lunga polemica tra lo Studio di Padova, che aveva acconsentito alla laurea, e il cardinale Barbarigo.

Fino a quando, il 25 Giugno del 1678, all’età di 32 anni, Elena ottiene finalmente la sua laurea: gliela concedono, però, in filosofia (magistra philosophiae), non in teologia,  anche se non poté, in quanto donna, esercitare l’insegnamento.

La cerimonia di proclamazione restò negli annali: l’aula era talmente piena che la cerimonia venne stata spostata in uno spazio più grande.

Lei, come dicevamo, già da piccola aveva deciso di rinunciare al matrimonio e di restare vergine, ma il destino ha avuto in serbo per lei un imprevisto: l’incontro con l’erudito arabo Humar ibn al-Farid, inviato dal conte spagnolo Olivares a studiare l’ordinamento della ricchissima biblioteca del Cornaro.

Tra i due si accende una passione violentissima quanto silenziosa,  proprio grazie al loro comune amore per il sapere. E’ un sentimento impossibile e mai apertamente dichiarato, ma che resterà in eterno e che si è rivelato di grande supporto negli anni difficili che Elena ha dovuto affrontare. Parole toccanti, poi, quelle utilizzate nella lettera d’addio che Humar ha poi inviato a Elena.

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La vita passata sui libri, però, presenta ben presto il suo conto: è il 1684 quando Elena muore, a soli 38 anni, per una grave malattia.

Aveva disposto che fossero distrutti tutti i suoi manoscritti, e le poche carte restanti, consistenti in discorsi di argomento morale e religioso, e in alcune poesie, furono pubblicate postume.

Tra debiti e volontà dei monaci benedettini, non rimarrà nemmeno la statua di Elena, eretta su spinta del padre.

Oggi, la riproduzione della statua di Elena si trova alla base dello scalone del Palazzo del Bo, sede dell’Università di Padova. Nella sala grande della Biblioteca del Vassar College, una delle università più famose della East Coast, c’è invece una vetrata policroma che la ritrae, mentre nell’Aula italiana della Cattedrale del Sapere presso l’Università di Pittsburgh è ritratta la sua figura in un grande affresco.

Il suo nome oggi dice poco, se non nulla, eppure occupa un posto rilevante nella storia della cultura italiana di cui dovremmo essere fieri. Non un’aula universitaria intitolata, non un istituto scolastico superiore, nemmeno un misero francobollo.

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Le è stata però dedicata una lapide sul muro di Ca’ Farsetti a Venezia, lato calle del Carbon, mentre l’autrice Patrizia Carrano ne ha raccontato la sua storia e la sua vita nel romanzo “Illuminata“, edito da Mondadori.

Fonte:

Elena Lucrezia Cornaro, la prima donna laureata al mondo era italiana: la sua storia

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* La buona notizia del venerdì: Campi di grano a Milano sotto ai grattacieli

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a Milano in 5.000 a seminare grano sotto i grattacieli

Tante famiglie con bambini, insieme a nonni e persone di tutte le età, hanno piantato il primo seme del campo di grano che sorgerà tra i grattacieli

Piu’ di 5.000 milanesi sono accorsi in Porta Nuova a seminare il grano per Wheatfield, rispondendo all’invito della Fondazione Riccardo Catella.

Tante famiglie con bambini, insieme a nonni e persone di tutte le eta’, hanno piantato il primo seme del campo di grano che sorgera’ tra i grattacieli di Milano: e’ Wheatfield (Campo di Grano), un’opera d’arte ambientale dell’artista americana Agnes Denes (1931), spettacolare intervento di Land Art ecologica concepito nel 1982 per riportare l’attenzione del pubblico su alcuni valori sempre piu’ trascurati dalla societa’ globalizzata, come la condivisione del cibo e dell’energia, la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, la crescita sociale ed economica nel rispetto della qualita’ della vita degli individui e delle comunita’. Wheatfield si estendera’ per 5 ettari (50.000 metri quadrati ­12 acri) all’interno dell’area che in seguito ospitera’ il futuro parco pubblico la ‘Biblioteca degli Alberi’.

Per realizzare il campo di grano a Porta Nuova sono stati trasportati nell’area 15.500 metri cubi di terra da coltivo, utilizzati 1.250 chili di sementi di grano della tipologia Odisseo (250 chili per ettaro) e circa 5.000 chili di concime.

Tra i grattacieli e i nuovi edifici ultramoderni dell’area di Porta Nuova sta per nascere un campo di grano. Il risultato sarà Wheatfield, un’opera d’arte ambientale dell’artista americana Agnes Denes (1931), realizzata in occasione di Expo 2015.

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Si tratta della riproduzione di un intervento di Land Art ecologica concepito nel 1982 per riportare l’attenzione del pubblico su alcuni valori sempre più trascurati dalla società globalizzata, come la condivisione del cibo e dell’energia, la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, la crescita sociale ed economica nel rispetto della qualità della vita degli individui e delle comunità.
Wheatfield si estenderà per cinque ettari (50.000 metri quadrati) all’interno dell’area che ospiterà il futuro parco pubblico la “Biblioteca degli Alberi”. Per realizzare il campo verranno utilizzati 1.250 chili di sementi di grano della tipologia Odisseo (250 chili per ettaro) e circa 5.000 chili di concime.
Alla semina con partenza da via De Castillia 28 e aperta a tutti i cittadini, hanno partecipato Beatrice Trussardi, Presidente della Fondazione Nicola Trussardi, Manfredi Catella, Presidente della Fondazione Riccardo Catella, e Kelly Russel, Direttore della Fondazione Catella, e i tecnici e gli agronomi di Confagricoltura. Presente anche Ada Lucia De Cesaris, Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata, Agricoltura del Comune di Milano.

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Fonte:http://www.milanotoday.it/green/life

Altre buone notizie per l’ambiente:

” Adottare aree verdi comuni” di Assunta Corbo

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* Le energie del plenilunio di Marzo

La luna di Marzo

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E’ anche conosciuta come la Luna dei Semi, la Luna dei Venti, la Luna di Hertha, la Luna Corvo. E’ la dodicesima ed ultima lunazione dell’anno lunare.

E’ la Luna del cambiamento e dei nuovi inizi, rappresenta la conclusione dell’inverno, è azione, che imprime una spinta vitale sia nella natura che nel nostro spirito.
Con l’avvento di questa Luna, Madre Terra inizia a risvegliarsi.

La neve si scioglie e i bulbi – che solo ieri erano esili fili d’erba – si aprono in tutto il loro splendore. Gli scoiattoli giocano tra le cime degli alberi piene di germogli e gli uccelli sono impegnati nella ricerca del materiale per costruire i nidi. La primavera é finalmente arrivata e con essa un sacco di lavoro da svolgere. Tutta la Natura é in fermento.
Anche noi sentiamo il bisogno di scrollarci di dosso l’inerzia dell’inverno, di alzarci, di uscire e fare qualcosa.

Proprio come si risveglia sotto la superficie della Terra, il bisogno di creare si ridesta nel nostro spirito ed esplode dentro di noi. La sua energia prorompente ci invita a dissodare il nostro giardino spirituale e a coltivarlo con quelle qualità che migliorano la nostra vita e ci armonizzano con la Natura e il genere umano.

La giovane Dea Terra si prepara a dismettere il suo sobrio abito invernale per ricoprirsi di fiori e colori, facendoci dono della primavera.

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Dipinto di John William Waterhouse

Pesci è il segno che accompagna questo delicato passaggio, dove un ciclo astrologico vitale e umano si chiude per lasciar spazio ad uno nuovo che si aprirà in ariete, in un’alternanza che non avrà mai fine.

Infatti Pesci è l’ultimo segno dello zodiaco quello che ci deve riportare alle origini, alla fonte spirituale da cui proviene tutto ciò che esiste.

E’ qui, in questo sensibile segno che avviene la frantumazione del dominio della razionalità e e dell’individualismo, poichè l’acqua dei pesci è il regno dell’infinito, dell’imprecisato, dell’irrazionale e dello spirituale.

I due pesci del simbolo sono legati da un filo d’oro…dove finisce l’uno comincia l’altro, e rappresentano l’eterno senso del movimento e trasformazione, in cui individualità è collettività si fondono, nel comune intento di tornare a casa.

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Il plenilunio di marzo offre un’energia capace di portare equilibrio anche nella vita più instabile. è un’energia che fluisce verso l’alto, portando via quelle illusioni dannose e piantando il seme di quei sogni destinati a diventare realtà.

” Con la Luna Piena entriamo nell’ultima fase dell’anno energetico, possiamo sentire questa fase come oppressiva, liberatoria, stimolante.

Questo dipende dall’obiettivo che ci eravamo posti in entrata (marzo 2014) e da quello che finiamo di concretizzare in questi giorni ma anche dallo stato in cui osserviamo quello che è successo.

Ricordiamo che la Luna Piena è il messaggero, la speranza, la voce dei nostri maestri: non è meglio ascoltare fuori anzichè concentrarsi sull’insistente voce mentale dell’insoddisfazione?

Leggendo la Guida 2015, questo momento “è la ricerca di un nuovo significato” che si interseca con il termine di un percorso karmico che è stato il tema univoco per molto tempo e ora cerca la sua conclusione in un momento dove la Luna ci appare distante, lontana, come i nostri sogni fortemente stimolati dall’ultimo passaggio di Nettuno.

Sapremo leggere in questo spostamento l’invito a osare verso orizzonti più ampi? Sarà questo l’unica Via per accedere verso il portale del nuovo anno energetico.

Durante questi giorni potrebbero venire fuori situazioni accantonate e non risolte, esperienze che richiamano la loro attenzione per potersi liberare e lasciare spazio a quel nuovo che giunge con l’equinozio di primavera.

Restiamo in ascolto, attenzione e cerchiamo di affrontare ogni situazione nel cambiamento che abbiamo raggiunto. Per restare emotivamente in equilibrio si consiglia un buon riposo.”

Energia Maya

Fonti:

https://energiamaya.files.wordpress.com

http://www.ilcerchiodellaluna.it

 

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* La buona notizia del venerdì: La street Art anche a Roma

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Urban Breaths project-Takeone è uno dei progetti vincitori del bando Roma Creativa, il laboratorio d’idee che il comune di Roma ha promosso per sviluppare una serie di iniziative volte alla realizzazione di progetti in cui l’arte contemporanea e le attività culturali possano contribuire alla riqualificazione urbana e alla creazione di nuove opportunità lavorative nelle aree periferiche.

Nei prossimi mesi grandi nomi della Street art internazionale come Gomez, Ironmould, Solo, Diamond, Pepsy lavoreranno per realizzare le loro opere in quattro stazioni della metropolitana: Santa Maria del Soccorso, Monti Tiburtini, Ponte Mammolo e Rebibbia, dove già è stato ultimato l’intervento di circa 40 metri quadri dal fumettista Zerocalcare.

Che lo faccia per convenienza e opportunismo o per reale sensibilità nei confronti dell’arte, l’azienda del trasporto pubblico romano, l’Atac, ha effettivamente creato nella capitale negli ultimi mesi un confronto artistico tra molti interpreti della Street art, mettendo le sue infrastrutture a disposizione delle incursioni creative degli artisti.

L’anno scorso è toccato a Clemens Behr, poi, alla stazione metro Spagna, nel cuore di Roma, agli streetart francesi C215, Alexone, Epsilonpoint, Popay, Seth e Philipe Baudelocque.

Poi è toccato a Lucamaleonte, Andreco, Tellas, Eron, a cui si sono aggiunti Jaz e Gaia. Cinque pensiline lungo il percorso della linea tram 19, a piazza Galeno, viale delle Milizie, via dei Castani e due a Valle Giulia, inoltre, sono state decorate con i lavori di sette giovani artisti del laboratorio Studio Sotterraneo (Luis Alberto Alvarez, Mattia Arduini, Carlos Atoche, Francesco Campese, Luis Alberto Cutrone, Roberto Farinacci e Antonio Russo).

Tra le iniziative approvate dal bando Roma Creativa, c’è anche quella che si svolge alla fermata della metro C Parco di Centocelle, dove  dalle 18.30 alle 20 va in scena un video mapping.

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SanBa, il progetto di arte contemporanea con l’obiettivo di riqualificare il quartiere di San Basilio a Roma attraverso l’arte pubblica, giunge a conclusione.

Ideato dall’associazione Walls e rivolto al quartiere della periferia a nord est di Roma, ha visto lo street artist Hitness a lavoro per due mesi di seguito, per realizzare un murales e fare dei workshop con i bambini e gli abitanti del quartiere. Sei facciate di sei palazzi affacciati su una piazza in disuso, per cambiare il volto del quartiere.

La manifestazione, iniziata nel 2014 con gli artisti Liqen e Agostino Iacurci, vuole consolidare il rapporto con i cittadini e il cambiamento culturale in atto per rendere San Basilio un centro di produzione di arte e cultura partecipate attraverso laboratori di avvicinamento all’arte rivolti agli studenti del quartiere, spettacoli di intrattenimento e opere d’arte permanenti che restituiscono agli abitanti porzioni di territorio in disuso come spazi dalla forte identità artistica.

È il 28 febbraio la data stabilita per presentare al pubblico la gigantesca opera d’arte, durante una festa finale, in cui cittadini e associazioni culturali si incontreranno sulle note dei Funkallisto e degli Sweat Drops.

L’appuntamento è alle 19.00 nell’area verde tra via Corinaldo e via Arcevia con il dj set degli Sweat Drops.

Negli ultimi anni, la Capitale è stata letteralmente invasa dalle opere di street artist italiani e internazionali che stanno cambiando il volto di interi quartieri della città. E che dimostrano soprattutto che Roma non è solo antico impero e archeologia. 

Basta fare un giro per il Quadraro e il suoM.U.R.O, Museo a cielo aperto, o per il PignetoSan Basilio, la Prenestina, o per le archeologie industriali di Ostiense, per scorgere una vocazione underground inaspettata della Capitale. Il paragone con le metropoli europee forse è ancora un azzardo, ma neanche troppo. 

L’arte di strada è sinonimo di riqualificazione della periferia a basso costo in cui edifici anonimi diventano opere d’arte, i progetti vengono talvolta discussi con i cittadini e attirano turisti seppur di nicchia, ma non così pochi come si può erroneamente pensare.

Ad organizzare o commissionare le opere sono stati cittadini privati, enti pubblici, associazioni, progetti o realtà che producono cultura indipendente. Come SanBa, M.U.R.O, o lo stesso Comune di Roma. O come NUfactory per Outdoor che, in occasione delle precedenti edizioni di Outdoor Festival (qui, le edizioni 2010-2013) ha commissionato opere di Sten Lex, Momo, Borondo, Agostino Iacurci, Herbert Baglione, Kid Acne, JB Rockche sono presenti in questo reportage.

Ecco una carrellata parziale, che può essere utile per un tour nell’arte urbana, tra i murales della Capitale.

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Via Fiuminata, angolo via Fabriano, Liqen, El divenir

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Testaccio:Via del Porto Fluviale, Agostino Iacurci, Il nuotatore.

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Garbatella:Sten Lex, Paesaggio astratto.

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Quadraro:Piazza dei Tribuni, Nicola Alessandrini, Lisa Gelli & Diavù, Senza titolo.

 

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Metro Spagna: Bambino con uccelli 

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L’opera, Malala, fa parte del progetto di Street Art sociale “Spray 4 Your Rights” dedicato al tema della violenza sulle donne. Il progetto è curato da Dorothy Circus Gallery in collaborazione con il Comune di Roma.
(Credit foto: per gentile concessione di Dorothy Circus Gallery) 

Fonti:

http://insideart.eu/2015/02/19/bando-per-larte-contemporanea-le-stazioni-metro-diventano-gallerie-di-street-art/

http://www.facemagazine.it/la-street-art-invade-roma/

Articoli correlati:

http://insideart.eu/2015/02/25/eron-concrete-vs-concrete/

http://www.milanotoday.it/cultura/tombini-arte-via-montepoleone.html

http://www.automoto.it/news/pirelli-bilancio-2014-il-pneumatico-street-art.html

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* Il cielo ci sorride

Hubble ci regala un sorriso

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I fratelli Murray e Bernard Spain che lo resero celebre utilizzandolo in una campagna pubblicitaria per vendere oggetti da bigiotteria – bottoni, tazze per il caffè, t-shirt, etichette adesive e spillette – di certo non immaginavano che avrebbero creato un fenomeno destinato a sopravvivere ben oltre i ben pur gloriosi anni Ottanta.
Lo smile è l’emoticon per eccellenza della messaggistica istantanea degli anni Dieci in questo nuovo millennio ma l’icona sorridente è anche di più: un ammasso di galassie, dall’impronunciabile sigla SDDSS J1038+4849,fotografato da Hubble Space Telescope.

Nella foto: complice il fenomeno delle lenti gravitazionali, Hubble Space Telescope ci regala il sorriso dell’ammasso di galassie SDDSS J1038+4849. Crediti: NASA / ESA.

Due grandi occhi dal colore ambrato, una sorta di bottone bianco al posto del naso e un largo sorriso di luce. Questo si vede chiaramente nell’immagine raccolta dal telescopio spaziale gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (ESA). 

A disegnare lo smile cosmico è un effetto ottico ben noto in astrofisica, una lente gravitazionale (di cui spesso abbiamo scritto su MediaINAF) che in questo caso deforma due galassie molto luminose a formare una scia colorata nel cielo lontano fotografato dall’ottica di Hubble.
Gli ammassi di galassie sono fra le strutture più massicce dell’Universo ed esercitano una potente attrazione gravitazionale capace di deformare lo spazio-tempo e agire come un dispositivo ottico che ingrandisce, distorce e piega la luce dietro di esse. Un fenomeno, quello delle lenti gravitazionali, cruciale per molte delle scoperte fatte dal telescopio spaziale Hubble e che può essere facilmente spiegato con la teoria della relatività generale di Einstein.
E ancora Einstein dà il nome a questo particolare tipo di lente gravitazionale, conosciuto come anello di Einstein e prodotto da una sorgente luminosa in un anello attraverso l’effetto lente gravitazionale sulla luce della sorgente dovuta a un oggetto con una massa estremamente grande (come un’altra galassia o un buco nero). Un fenomeno raro che si verifica quando la sorgente, la lente e l’osservatore sono perfettamente allineati.
Il primo anello di Einstein completo – B1938+666 – venne scoperto nel 1998. Da allora Hubble ha fornito agli astronomi ben più di una volta strumenti nuovi e sorprendenti per sondare l’Universo primordiale.
di Davide Coero Borga (INAF)

Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre. Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie. Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita. Comunque, anche se non ne siamo consapevoli.  

Fonte :https://unastellaperamica.wordpress.com/

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* Gatti in ufficio ? Migliora i rapporti e la produttività


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Gatti in ufficio per migliorare la produttività: succede in questa azienda giapponese

Chi non vorrebbe avere un gatto sul posto di lavoro? 

Starsene seduti a una scrivania mentre gli amati felini domestici si accoccolano sulle gambe non è più solo un sogno per i dipendenti della Ferray Corporation,un’azienda giapponese che si occupa di costruzione di siti web e sviluppo di applicazioni. La società ospita, infatti,nove adorabili gatti salvati, autorizzati a vagare per l’ufficio ogni giorno.

Naturalmente, tra fili, documenti, monitor e tastiere hanno un bel po’ da divertirsi. E sanno essere dei gran burloni, movimentando le giornate lavorative: a quanto pare spengono accidentalmente computer, masticano i cavi LAN, graffiano i muri, strappano le carte rovinano il codice passando sulle tastiere in cerca di coccole.

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Dormono anche sui tavoli nel bel mezzo delle riunioni e, quando arrivano nuovi clienti, hanno la ‘cattiva’ abitudine di esplorare i loro sacchetti e buste, tuffandosi al loro interno per giocare. Ma ovviamente tutto questo fa parte del gioco. È parte integrante della convivenza con i mici.

E i dipendenti non hanno dubbi: nonostante questi piccolissimi ‘inconvenienti’, i gatti hanno portato tantissimi benefici. Il rapporto tra colleghi è migliorato, dal momento che i gatti sono un argomento che porta a stare di più insieme. Per non parlare della riduzione dello stress.

Le politiche pro-pet non finiscono con i nove gatti dell’ufficio. Ogni giorno è possibile portare anche i propri animali domestici a a lavoro.

E se i dipendenti non hanno un animale domestico, allora l’azienda paga ¥5000 al mese (circa 42 dollari) per un “bonus cat” a chi adotta un gatto che ha bisogno di una casa.

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Non vorreste lavorare anche voi in un ufficio così?

 

Fonte:

http://www.greenme.it/vivere/lavoro-e-ufficio/15416-gatti-ufficio-azienda-giapponese

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* La buona notizia del venerdì: RistoTram con musica a Roma


Un tram storico, un ristorante, i tuoi amici e il Colosseo

Luna Rossa organizza una cena storica all’interno del Tram. Puoi prenotare da 1 a 39 posti.
La cena sarà accompagnata da una guida turistica abilitata che spiegherà il percorso storico e con un tour esterno del Colosseo.
Il costo va dai 50 ai 60 euro a persona ed è comprensivo di una guida in omaggio a tutti i partecipanti.

 

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E’ la vettura più antica, completamente restaurata di recente, ha capienza di 28 posti a sedere (non sono ammessi viaggiatori in piedi), ha interni in legno con tutte panche da due posti a formare tavoli da quattro, due (non per giganti) è dotata di piccola cucina in coda, spazio guardaroba e di bagno di servizio.
Abitualmente viene allestita con tovagliati di pizzo e candelieri.
E’ dotata di riscaldamento e di un piccolo impianto audio

La cena dura 3 ore con partenza alle ore 20:30 e arrivo alle ore 23:30 circa a Porta Maggiore. Durante la cena saranno spiegati i monumenti che incontreremo lungo il cammino. Alla Piramide o al Colosseo è possibile scendere per fumare o tornare a casa con mezzi propri. Il Tram sarà scelto fra quelli disponibili a seconda del numero di partecipanti, ci sono tavoli da 2 e da 4 persone non è possibile assicurare a tutti il posto desiderato ma facciamo del nostro meglio.
I tram sono dotati di aria condizionata. Nei casi di cena a buffet non sono previsti tavoli per mangiare ma solo di servizio.

Il percorso
Porta Maggiore, San Giovanni, Parco del Celio (con sosta e cena con vista Colosseo), Circo Massimo, palazzo Fao, Piramide Cestia, stazione Ostiense e ritorno a Porta Maggiore. Durante il percorso una guida racconterà la storia dei monumenti incontrati. Al Colosseo chi vuole potrà usufruire una visita guidata all’esterno, compresa nel prezzo.
E’ un percorso classico, romantico e intramontabile che permette di cenare con una delle viste più belle al mondo.

Il Menu comprende:

  • Vino bianco e rosso doc, Acqua minerale, Spumante
  • Tagliere di salumi e formaggi con selezioni di composte.
  • Lasagnette rosa 
  • Gnocchetti sardi noci e pomodorini
  • Arrosto di vitella con patate gratinate
  • Macedonia di frutta fresca o assortimento di dolci

La guida
Una guida turistica ufficiale del Comune di Roma allieterà i presenti durante il percorso spiegando le origini e le evoluzioni dei monumenti che si incontreranno. A tutti i partecipanti verrà consegnata una guida del percorso cartacea a ricordo dell’evento

Il costo
Il costo a persona è di 60 euro e comprende la cena, il biglietto per il Tram, l’assicurazione, la guida e l’omaggio.

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Prenota tutto il tram
Una cena con gli amici al Colosseo. Una serata speciale solo tu e lei. Una cena di lavoro elegante. Una festa da ricordare…. questo e altro puoi fare con il Tram Ristoro!
Puoi prenotare tutto il tram solo per te, una cena per due, un matrimonio o un evento particolare scegliendo il menu che più preferisci.
Puoi riservare un interno tram per un evento o una cena tra amici. Puoi scegliere la vettura da 28 o 38 posti e il percorso fra i 2 disponibili. La durata va delle 3 ore e mezza alle 5 ore partendo sempre da Porta Maggiore. L’orario di partenza è a scelta del cliente dalle 9 alle 21. La cena viene servita davanti al Colosseo durante una sosta.
Puoi scegliere tra i seguenti Menu:

  • Girando Roma: menu base che lascia il tempo per parlare o ballare con antipasto primo e secondo, conditi da vini DOC, a questo menu possono essere aggiunti DJ o cantante rimanendo nel budget fissato.
  • Atmosfere Romane: menu completo per il giro turistico con antipasto, 2 primi e 1 secondo condito da vini DOC e spumante.
  • Atmosfere Romane Elite: menu importante per un incontro importante. Con un grande antipasto, 3 primi piatti e 1 secondo e una selezione di vini DOC
Solo per una coppia
Tutto il Risto Tram solo per una coppia con camerieri candele e musica. Vuoi chiederle di sposarti? Vuoi festeggiare un anniversario unico?
Puoi noleggiare il RistoTram tutto per te e per la tua dolce metà per una cena super romantica al lume di candela. La cena verrà servita durante una pausa, il viaggio e la sosta potranno essere allietati da un violinista o da un duo musicale.

 

ANNI 50 

   *Posti 38
*Anno 1950 circa
*Tipo Doppia snodata
*Interni Cuscini in stoffa
*Allestimento Fiandra

E’ la vettura più spaziosa snodata in centro con capienza fino a 38 posti a sedere (non sono ammessi viaggiatori in piedi). Gli interni sono formati da salottini da 4 persone (2+2 di fronte con il tavolo in centro). Il colore predominante è il verde per le pareti e per i cuscini imbottiti in stoffa con tavoli in legno ricoperto anch’essi verdi. è dotata di piccola cucina in coda, spazio guardaroba e di bagno di servizio.
Abitualmente viene allestita con tovaglie in tinta e apparecchiature più giovani.
E’ dotata di riscaldamento e di un piccolo impianto audio.

ANNI 20

    *Posti 28
*Anno 1920 circa
*Tipo Carrozza singola
*Interni Legno
*Allestimento Tovagliati pizzo

E’ la vettura più antica, completamente restaurata di recente, ha capienza di 28 posti a sedere (non sono ammessi viaggiatori in piedi), ha interni in legno con tutte panche da due posti a formare tavoli da quattro, due (non per giganti) è dotata di piccola cucina in coda, spazio guardaroba e di bagno di servizio.
Abitualmente viene allestita con tovagliati di pizzo e candelieri.
E’ dotata di riscaldamento e di un piccolo impianto audio.

 

Per sapere le serate in programma:

http://www.romeguide.it/ristotram/ristotram.php

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* J.L.Borges e il gatto Beppo

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Il gatto bianco e celibe si guarda
nella lucida lastra dello specchio
e sapere non può che quel candore
e le pupille d’oro non vedute
mai nella casa sono la sua immagine.
Chi gli dirà che l’altro che l’osserva
è solamente un sogno dello specchio?
Penso che questi armoniosi gatti,
quello di vetro e quello a sangue caldo,
sono fantasmi che regala al tempo
un archetipo eterno. Così afferma
Plotino, ombra lui pure, nelle Enneadi.
Di che Adamo anteriore al paradiso,
di che divinità indecifrabile
siamo noi uomini uno specchio infranto?

˜J.L. Borges e Beppo˜

Fonte:https://www.facebook.com/digattiediarte?fref=ts

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* La buona notizia del venerdì:Curarsi con la medicina alternativa si può anche in ospedale


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In Toscana è nato il primo ospedale di medicina alternativa

La Regione Toscana ha infatti stanziato nei mesi scorsi 100.000 euro per la realizzazione del primo ospedale di medicina integrata.
A questo scopo è stato scelto l’Ospedale Petruccioli di Pitigliano,in provincia di Grosseto,dove è possibile curarsi agopuntura,fitoterapia, omeopatia e medicina tradizionale cinese accanto alla medicina classica. In questo modo, come ha dichiarato Fabio Roggiolani, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale “finisce una guerra tra la medicina classica e le medicine complementari, che ha causato vittime solo tra i pazienti”.

L’Ospedale sta quindi subendo una graduale trasformazione con l’inserimento di assistenti ospedalieri esperti nelle medicine complementari. I cittadini hanno la possibilità di scegliere, sia in corsia che nei servizi ambulatoriali, tra la medicina tradizionale e quella alternativa. Inoltre tutti potranno raccogliere le evidenze scientifiche di efficacia terapeutica delle medicine complementari e delle discipline bionaturali consultando i testi della biblioteca-Internet.

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Questa alleanza terapeutica è frutto di tre anni di impegno. Un patto virtuoso tra politica, strutture sanitarie e società civile, al quale Pitigliano ha risposto perfettamente. Con l’inizio dell’anno uno staff di medici qualificati ha formato una equipe complessa in grado di assicurare una straordinaria offerta di salute ed efficaci soluzioni a tante patologie. Non si toglie nessuna cura, semmai si aggiungono possibilità terapeutiche.

Sin dall’inizio Roggiolani ha espresso la convinzione che la struttura sarebbe risultata attrattiva per pazienti di tutta Italia e che la nascita del nuovo ospedale di medicina integrata avrebbe portato anche una rete sul territorio, con l’utilizzo dei centri termali di Sorano e Saturnia e con l’avvio del primo Master di Medicina Integrata all’Università di Siena, che è iniziato lo scorso gennaio, per dare una formazione teorico-pratica a laureati in medicina, farmacia, veterinaria e odontoiatria.

E molti infatti sono stati i consensi per l’integrazione della medicina alternativa a quella tradizionale: la Toscana ha saputo unire Università e ospedale per ricondurre omeopatia, fitoterapia, agopuntura nel posto che devono occupare nella medicina. 

Ospedali e cliniche universitarie che erogano prestazioni di medicina complementare a fianco della medicina classica sono presenti in tutto il mondo, in oriente e in occidente.

Lo scopo di Pitigliano, peraltro, è proprio quello di avviare sperimentazioni utili a misurare l’efficacia di queste medicine in termini di miglioramento della qualità della vita e di miglioramento della salute dei cittadini, particolarmente di quelli affetti da malattie croniche, cosiddette proprio perché inguaribili con la sola medicina convenzionale. Agopuntura, omeopatia e fitoterapia sono state riconosciute medicine complementari sulla scorta delle definizioni date dalla stessa comunità scientifica. 

Terapia a scelta. Nel centro l’omeopatia ed agopuntura vengono praticate insieme alla medicina tradizionale, sia in ambulatorio che per i pazienti ricoverati. Questi ultimi, in accordo con i medici ospedalieri che li hanno in carico, possono decidere se seguire solo la terapia tradizionale o integrarla con le medicine complementari, praticate sulla base di «un approccio interdisciplinare, diagnostico e terapeutico, finalizzato alla scelta terapeutica più appropriata ed efficace in termini di qualità della vita, benessere e salute», come sta scritto nel progetto costitutivo del centro. 

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Quali malattie. Ci si può rivolgere alla struttura di Pitigliano per il trattamento di malattie reumatiche croniche, per gli esiti di traumi e di ictus, per la riabilitazione ortopedica e neurologica, per la cura della psoriasi e per le dermatiti allergiche, per l’asma e l’insufficienza respiratoria, per le patologie gastrointestinali, per contenere gli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia in oncologia e nella terapia del dolore cronico e nelle cure palliative. La visita specialistica può essere prenotata direttamente dal cittadino, anche senza richiesta medica, attraverso il sistema di prenotazione Cup (Centro Unico di Prenotazione). 

La legislazione. Una legge regionale (la n. 9 del 2007) garantisce il principio della libertà di scelta terapeutica del paziente e la libertà di cura del medico, e tutela l’esercizio delle medicine complementari. In particolare, la legge riconosce omeopatia, agopuntura e fitoterapia come parte integrante del Servizio sanitario regionale. In base alla legge, gli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, dei veterinari e dei farmacisti istituiscono elenchi di professionisti che esercitano le medicine complementari e rilasciano una specifica certificazione sul possesso dei requisiti. La legge istituisce anche una commissione per la formazione nelle medicine complementari.

*fonti toscanaoggi.it
medicinalive.com