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Perchè siam donne: Dancing grannies, nonne danzanti o damas…signore di mezza età per un nuovo modello di vecchiaia

Vengono chiamate “damas” e scendono nelle piazze per danzare. Nonostante le critiche, queste donne cinesi stanno costruendo i nuovi canoni della vecchiaia.

Sono vestite con abiti coloratissimi e due volte al giorno, la mattina e la sera, occupano le piazze del paese per ritrovarsi e danzare a ritmo di musica rigorosamente ad alto volume.

Le “dancing grannies”, le #nonnedanzanti, sono un fenomeno diffuso in tutta la #Cina da oltre vent’anni e ripetutamente finiscono sui giornali, anche internazionali, per le reazioni che scatenano tra gli abitanti del quartiere. Per lo più si tratta di azioni di protesta contro la musica assordante.

Suscitano ilarità, tenerezza, ammirazione, così come possono sembrare eccessive, folkloristiche, libertine o semplicemente fastidiose.

Il tema veramente interessante, però, ruota intorno alla domanda: perché hanno questa visibilità sui media e fanno così discutere? Riassumendo si potrebbe dire che il motivo è che non abbracciano i canoni socialmente accettati in Cina, ovvero quelli della signora di mezza età, sessualmente non più appetibile, ritirata tra le mura domestiche, servile e a disposizione, dedita alla cura dei nipoti e dell’economia famigliare.

“Dama”, che letteralmente vuol dire “grande mamma”, è il termine con cui furono definite le signore di mezza età che nel 2013, in Cina, iniziarono ad investire tutti i risparmi nell’acquisto di oro dopo che il prezzo era crollato provocando, secondo alcuni, una sorta di tsunami che fece tremare addirittura Wall Street. 

Ma se la questione dell’oro è oramai quasi completamente dimenticata, il termine “dama” ha invece acquisito un significato tendenzialmente dispregiativo.

Teng Wei, direttrice del Centro studi culturali contemporanei della South China normal university, ha studiato da un punto di vista sociologico il valore semantico di questa parola, definendola: “Un’utile scorciatoia per descrivere le donne di mezza età che si rifiutano di adottare i modi aggraziati e materni che la società cinese si aspetta alla loro età. Quasi tutte le donne recalcitranti che vanno avanti con gli anni corrono il rischio di essere etichettate come ‘damas’. Spesso si trovano ritratte come pettegole, egoiste e del tutto prive di gusto, oltre ad essere il capro espiatorio di tutta una serie di mali sociali”.

La conclusione di Teng Wei è decisamente netta: “Quando usiamo ‘dama’ come insulto, ciò che stiamo realmente facendo è suggerire che ci sia qualcosa di intrinsecamente sbagliato nell’essere una donna di mezza età. È discriminatorio, classista, ed è ora di smettere”.

La maggior parte delle “nonne danzanti” è comunque “consapevole che i loro sforzi per creare un nuovo tipo di vecchiaia sembrano ridicoli ad altri. Creando un’estetica di genere dell’invecchiamento che riflette e risponde alle loro esperienze generazionali, queste donne ci stanno sfidando a ideare un nuovo modello di vecchiaia. Le ‘damas’ hanno dimostrato che è possibile tracciare un nuovo corso nel viaggio della vita. Quando le persone più giovani immaginano se stesse più anziane, ora c’è una gamma più ampia di possibilità”.

Oltre a non collimare con il modello cinese di invecchiamento, però, l’interesse della stampa internazionale denota una distanza simile con il modello occidentale, solo con una nota aggiuntiva di esotismo. In altri termini, quello che è emerge è che la dimensione della vecchiaia è da reinventare a livello globale e “le nonnine danzanti” stanno contribuendo a questo processo.

Molte società stanno rapidamente invecchiando e la “Silver economy”, ovvero l’economia che investe nella terza età come generazione di consumatori di primo ordine, ha aperto alla possibilità di scegliere come invecchiare.

Esistono #dancinggrannies anche in altri paesi, come il gruppo di Milwaukee negli Stati Uniti.

Ma il ballo è solo un’opzione tra mille e la ricerca di una nuova identità riguarda tanto le donne quanto gli uomini. Il punto è che sono sempre di più le persone che vogliono tornare ad essere protagoniste della propria vita, al di là dell’età anagrafica, dell’imbarazzo e del giudizio che possono suscitare negli altri per le loro condotte inaspettate.

Stanno aprendo delle strade e lo stanno facendo per tutti, non solo donne!

Cosa ci insegnano le “nonne danzanti” che in Cina infastidiscono i vicini (lifegate.it)

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La buona (?)notizia del venerdì: La Svezia addestra i corvi a raccogliere i mozziconi di sigaretta!

Ma sono le persone che dovremmo educare!

Una start-up svedese ha addestrato un gruppo di corvi per raccogliere la spazzatura che noi siamo troppo pigri per buttare nel cestino

È più facile addestrare gli animali a raccogliere la nostra spazzatura che educarci a non disperderla nell’ambiente?

O almeno, questo è quanto sembra apprendendo la notizia di un’azienda svedese di pulizia e raccolta rifiuti, che ha “ammaestrato” un gruppo di corvi a raccogliere e smaltire correttamente i mozziconi di sigaretta in cambio di cibo.

Accade a Södertälje, a due passi dalla capitale Stoccolma: qui è stato installato uno speciale macchinario che fornisce un po’ di cibo agli uccelli per ogni cicca depositata al suo interno.

Ogni anno sulle strade svedesi vengono abbandonati più di un miliardo di mozziconi di sigaretta (62% di tutti i rifiuti): raccoglierli e smaltirli costa all’amministrazione pubblica circa 20 milioni di corone svedesi (circa 19 milioni e mezzo di euro). Questo ingegnoso sistema di raccolta permetterebbe di risparmiare molto denaro per le campagne di pulizia delle strade e delle aree urbane – fino al 75% dei costi totali.

Gli ideatori del progetto Corvid Cleaning affermano convinti che non si tratta di una costrizione per i corvi, che non cono trattenuti in cattività ma che partecipano su base “volontaria”, allettati dalla prospettiva di poter ricevere del cibo senza fatica.

Allo scopo sono stati addestrati i corvi della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides), scelti per la loro intelligenza e la loro capacità di ragionamento che li rendono particolarmente adatti a svolgere questa mansione: i più giovani sono in grado di apprendere dagli esemplari che già sono stati addestrati (facendo risparmiare tempo e fatica agli addestratori umani) e c’è un minor rischio che ingeriscano spazzatura per sbaglio.

Ma la follia del progetto non si ferma qui, purtroppo: gli ideatori vogliono portare i corvi anche in altri ambienti, in altre città svedesi, a riparare i danni provocati dalla stupidità umana e dalla totale mancanza di rispetto nei confronti della natura. 

L’iniziativa è la parabola triste dei tempi in cui viviamo, in cui al posto di trovare una soluzione ai nostri errori nei nostri comportamenti, chiediamo aiuto alla natura e agli animali (che nella creazione dei rifiuti non hanno colpe).

Speriamo quantomeno chi inquina, sporca e distrugge l’ambiente in cui vive possa essere spinto ad una riflessione che lo porti a modificare i propri comportamenti.

I mozziconi di sigarette sono i rifiuti più scartati al mondo, rappresentando oltre 766.000 tonnellate di rifiuti tossici ogni anno, con impatti diffusi e gravi sull’ambiente e sulla salute umana.

La denuncia arriva dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) che, insieme al Segretariato della Convenzione quadro dell’Oms per la lotta al tabacco, hanno lanciato una campagna per sensibilizzare e incoraggiare l’azione di contrasto alle microplastiche contenute nei filtri delle sigarette.

Ogni anno, l’industria del tabacco produce miliardi di sigarette che vengono consumate dai fumatori in tutto il mondo.

Queste sigarette contengono filtri composti principalmente da microplastiche chiamate fibre di acetato di cellulosa. Se non smaltiti correttamente, i mozziconi di sigaretta vengono scomposti da fattori come la luce solare e l’umidità e rilasciano microplastiche, metalli pesanti e molte altre sostanze chimiche, con un impatto sulla salute e sugli ecosistemi.

I mozziconi di sigaretta sono anche i rifiuti di plastica più comuni abbandonati sulle spiagge e ciò aumenta la presenza di microplastica negli ecosistemi marini. Infatti, se ingerite, le sostanze chimiche che compongono le microplastiche causano, a lungo termine, la morte degli organismi marini, tra cui uccelli, pesci, mammiferi, piante e rettili. Inoltre, spiegano le due agenzie delle Nazioni Unite, queste microplastiche entrando nella catena alimentare possono causare cambiamenti nella genetica e danni nello sviluppo del cervello.

Dunque la campagna pensata dalle due organizzazioni Onu vuole, attraverso i social media, coinvolgere influencer, ambasciatori di buona volontà e giovani campioni dello sport per aumentare la consapevolezza sui danni causati dalle microplastiche.

La domanda è: siamo sicuri che gli “animali “sono loro ( gli animali ovviamente)

Purchè il “risparmio” sia impiegato nella educazione al rispetto dell’ambiente!

La Svezia addestra i corvi a raccogliere i mozziconi, ma sono le persone che dovremmo educare – greenMe

I mozziconi di sigaretta inquinano più della plastica monouso e non fanno germogliare i semi – greenMe

«Nel mondo ci sono 766.000 tonnellate di mozziconi» (msn.com)

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Perchè siam donne: Enya e la sua musica per sognare,riflettere,trovare pace

Enya è un’artista straordinaria e un personaggio davvero unico nel suo genere, icona della musica irlandese. Se si pensa alla musica celtica, si pensa al suo nome. Perché oltre al suo indubbio talento, a renderla famosa è stata la scelta coraggiosa di imporre la musica delle sue origini all’intero mondo.

Eithne Pádraigín Ní Bhraonáin, il cui nome in inglese è Enya Patricia Brennan, è nata a Gaoth Dobhair, in Irlanda, il 17 maggio 1961 . Il villaggio in cui abita è una delle zone dell’isola in cui si

Cresciuta in una famiglia di musicisti, si unisce dopo la fine degli studi, nel 1979, al gruppo dei Clannad.

Tre anni più tardi lascia però la band per cercare fortuna da solista. Nel 1987 dà alle stampe il suo album di debutto, Enya, anticipato dal singolo I Want Tomorrow, che riesce ad arrivare al secondo posto nella classifica del proprio paese. parla ancora la lingua irlandese.

La svolta reale della sua carriera avviene però l’anno dopo, quando viene messa sotto contratto dalla Warner. Registra quindi il suo secondo album, Watermark, anticipato da Orinoco Flow, che diventa una hit internazionale, sorprendendo la stessa etichetta discografica.

Grazie proprio a questo brano e ai seguenti Evening Falls e Storms in Africa, il disco vende più di 10 milioni di copie e diventa il più importante esempio di musica New Age.

Sulla vita privata di Enya si conoscono pochissimi dettagli, essendo l’artista timida e molto riservata.

Vive dal 1997 nel castello Manderley, poco lontano da Dublino, una dimora in stile vittoriano risalente all’Ottocento e affacciata sul Mare d’Irlanda. Stando alle sue dichiarazioni in varie interviste non ha né marito né figli, non usa mai i social.mai i social,complice il suo amore e la sua dedizione totale per la musica, che le ha sempre impedito di creare una relazione sentimentale.

Lo stile musicale di Enya è un folk celtico malinconico ed etereo che sarebbe “sospeso fra i miti dei celti e la musica sacra, tra medioevo e new age”.

L’artista ha intrapreso questo percorso dopo alcune colonne sonore ancora vicine stilisticamente alla musica dei Clannad, gruppo del quale ha fatto parte prima di intraprendere la carriera solista.Tuttavia, già a partire da Watermark (1988), la sua musica è divenuta più personale.

Ciò che rende particolare il suo stile sono le numerose sperimentazioni sulla voce: fu infatti il suo produttore Nicky Ryan ad avere l’intuizione sulle cosiddette Multivocals, ed individuò nel timbro lieve ma allo stesso tempo potente di Enya il mezzo più adatto per creare i grandi muri sonori corali che l’avrebbero portata al successo in tutto il mondo. Questo particolare uso dell’overdub conferisce ai brani un sound caratteristico e inconfondibile: per ottenere questo risultato è necessario sovrapporre la voce della cantante anche 500 volte.

L’altra grande innovazione da riconoscere ad Enya ed al suo team sono senz’altro gli arrangiamenti: tutti gli strumenti sono suonati da Enya, tipicamente alla tastiera elettronica, con una maestria tale che le permette di fondere in maniera unica la musica tradizionale irlandese con la musica classica o addirittura la musica pop.

Nel corso della sua carriera Enya ha vinto quattro Grammy Award e sei World Music Award, le sono state conferite due lauree honoris causa e ha ricevuto una nomination al Premio Oscar e al Golden Globe

Enya è stata una perfetta compagna di viaggio nei miei studi di astrologia. La sua voce mi trasporta subito in altre dimensioni. Sempre.

Le mie preferite:

On my way home

The Memory of trees

Only time

Echoes in rain

Fonti:

Enya – Wikipedia

https:notiziemusica.it

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Il 2022 è l’anno della Tigre d’Acqua: un anno esplosivo!

io sono il Paradosso delizioso.

Il mondo intero è il mio palcoscenico.

Io apro nuove strade,

Io cerco l’irrangiungibile

E tento l’intentato.

Danzo alla musica della vita

Con lieto abbandono.

Venite con me a girare sulla giostra.

Guardate le miriadi di colori

E le luci palpitanti.

Tutti mi acclamano

per le mie rappresentazioni impareggiabili.

Io sono la Tigre

老虎

lǎo hǔ

Direzione del segno: Est-Nord-Est

Stagione: Inverno – Febbraio

Segno occidentale corrispondente: A cquario

Elemento fisso: Legno

Un anno della Tigre d’Acqua Yang si verifica una volta ogni 60 anni, il ciclo di una vita media per il calendario lunare. L’ultimo anno della Tigre d’Acqua Yang è stato il 1962.

E’ decisamente un anno esplosivo. Di solito incomincia con un ‘esplosione e finisce con un gemito.

E’ un anno destinato aai contrasti, ai dissidi e ai disastri di ogni genere.

Ma anche un grande anno, ricco di cambiamenti audaci.

Tutto avverrà al massimo e sarà estremo, nel bene e nel male.

E tutto dipenderà dal nostro punto di vista e dalla personale interpretazione del significato di Bene e Male.

Puntate comunque al massimo e lanciatevi sugli obbiettivi come la Tigre quando punta le sue prede guidata solo dall’istinto. Accompagnate ogni azione da oculate riflessioni per arrivare sicuri alle mete.

Considerate la validità dei vostri rapporti e di amicizia e di alleanze di lavoro e rinnovate la fiducia reciproca e lo spirito di collaborazione.

Questo energico vigoroso anno della Tigre sarà utilizzato per infondere nuova vita e vitalità alle cause perdute, alle aziende che affondano e alle industrie asfittiche e vacillanti.

Questa è l’opportunità dataci dall’energia della Tigre: porta le situazioni all’estremo ma offre sempre 2 soluzioni: lo scontro frontale o la mediazione, il controllo, la possibilità di far prevalere la supremazia della coscienza sulla potenza della forza bruta.

Sarà anche un periodo caratterizzato da massicci cambiamenti,per l’introduzione di idee nuove e ardite e innovative.

Il calore ardente dell’anno della Tigre toccherà la vita di ogni singolo.

Come il calore intenso è necessario per estrarre i metalli preziosi dai minerali così il vigorere di questo anno metterà in evidenza quanto cèe di meglio dentro di noi.

Consiglio per questo anno imprevedibile: “Aggrappatevi al vostro senso dell’humor e lasciate che i fuochi si spengano da soli”

Mettete in campo solo le energie che siete sicuri di poter gestire!

Valutate attentamente e al momento opportuno non tentennate, oppure: lascia perdere ben sapendo che il proverbio cinese recita “colui che cavalca una Tigre trova difficile smontare ”.

La tigre in Cina è considerata il re degli animali. I nati sotto questo segno hanno capacità di leadership innate e sono sempre molto rispettati dagli altri.

In generale sono adatti a tutti i lavori grazie all’energia e all’entusiasmo che mettono in tutto cosa fanno. Secondo l’astrologia cinese, hanno maggiori possibilità di fare carriera come agenti di vendita, manager, agenti di viaggio, attori, scrittori, artisti, piloti, ufficiali, musicisti, commedianti e chauffeur.

I nati nell’anno della Tigre sono molto attivi e attenti a tutto ciò che riguarda la salute. Praticano vari sport e in generale riescono abbastanza bene nella maggior parte delle attività che intraprendono.

Sono molto resistenti e non si fanno intimorire da raffreddori o malanni stagionali quando è ora di allenarsi. Questa tuttavia non è sempre una scelta saggia, perché ogni tanto il fisico ha bisogno di tregua!

Il tipo di Tigre dell’Acqua ( 1902,1962,2022) possiede una mentalità aperta, sempre portato a nuove idee e a nuove esperienze:

Ha il dono di vedere le cose con obbiettività, dato che l’elemento Acqua, combinato al suo segno lunare, gli conferisce un indole riflessiva.

E’ umanitario, ottimo giudice della verità, attento al sentire del prossimo, ha una spiccata intuizione e una grande facilità nella comunicazione.

Ottimo nelle attività di rapporti con il pubblico.

Questo tipo realistico di Tigre conosce bene la psicologia della gente e sa sempre con che cosa a a che fare. Commette raramente errori di valutazione.

Le sue doti mentali sono superiori alla media, ma a volte si dilunga troppo sulle spiegazioni.

Più spesso riesce a concentrare i suoi slanci emotivi e a concentrarsi sulle attività che intraprende con ampie motivazioni.

Fonti:

Astrologia Cinese- Theodora Lau- Edizioni Mediterranee

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La buona notizia del venerdì: L’affido culturale che viene incontro alla povertà educativa di tanti bambini

In Italia la povertà educativa priva milioni di bambini del diritto di crescere e di seguire i loro sogni, e le gravi conseguenze di questa situazione non si fermano con il passare degli anni, è un circolo vizioso che nega ai futuri cittadini il diritto ad una vita dignitosa, trasmettendo poi questa ingiustizia di generazione in generazione.

Per fermarla è nato il progetto Affido Culturale e voi potreste essere una delle 400 famiglie che attraverso la condivisione solidale di momenti culturali – come andare al teatro, sentire un concerto, visitare un museo o passeggiare in un bosco – contribuiranno a creare un ponte solido per l’accesso libero di tutti i bambini a spazi in cui potranno far fiorire liberamente le loro capacità, i loro talenti e le loro aspirazioni.

 progetto Affido Culturale è alla ricerca di 400 famiglie “affidatarie” residenti nelle città di Roma, Napoli, Bari o Modena (100 per ogni città) per accompagnare 400 bambini in povertà educativa, di età compresa tra i 6 e i 10 anni, accompagnati da un familiare per partecipare insieme a 29 eventi culturali nell’arco di 14 mesi.

La partecipazione è aperta ad ogni tipo di famiglia: con bambini, senza bambini e singoli che abitualmente partecipi agli eventi culturali della città. La cosa importante è che si abbia voglia di contagiare i più piccoli con l’amore per la cultura ed essere aperti mentalmente imparando a guardare con i loro occhi.  In questo modo una visita al museo o uno spettacolo teatrale diventerà un momento di aggregazione e un modo per riprendere una radice comune e trovare forme di contatto tra le proprie diversità.

L’idea del progetto è quella di avvicinare bambini e adulti, facendogli scoprire e condividere insieme il patrimonio culturale della propria città, in modo tale da ridurre le barriere sociali e culturali che tante volte impediscono a famiglie in povertà educativa di vivere a pieno gli spazi e i momenti culturali.

In Affido Culturale sono coinvolti un numero vasto di spazi culturali: cinema, teatri, librerie, biblioteche, musei, parchi e ludoteche sostengono il progetto proponendo una ricca offerta culturale di qualità rivolta ai bambini.

Le famiglie coinvolte potranno accedere all’offerta tramite l’app del progetto in cui si troveranno tutte le informazioni riguardo l’evento. Saranno loro stessi ad organizzarsi, guidati sempre dagli specialisti di Affido Culturale, rispettando l’impegno di partecipare ai 29 incontri entro i 14 mesi

La famiglia “affidataria” riceverà una dotazione di e-ducati, una moneta virtuale solidale di Affido Culturale, con cui potrà pagare i biglietti di accesso ai luoghi convenzionati. La partecipazione al progetto è parzialmente gratuita, per ogni bambino in povertà educativa sono previsti 3 ingressi gratuiti per ognuna delle 29 iniziative culturali, per un totale di 87 ingressi gratuiti.

Le famiglie abituate a vivere l’offerta culturale della propria città, oltre a condividere la propria passione, avranno anche un risparmio equivalente ad un biglietto per ogni evento. Inoltre, nel caso ci fosse anche un bambino all’interno della famiglia affidataria, questo potrà partecipare gratuitamente insieme al suo nuovo amico ad un campo estivo

Il progetto Affido Culturale, vincitore del bando “Un passo avanti” dell’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo della povertà educativa, unisce in un’unica rete gli sforzi di venticinque realtà che vantano tutte una grande esperienza nel mondo della cultura, della formazione e del sociale.

Ognuna delle 4 città partecipanti ha un “capogruppo cittadino” a cui rivolgersi nel caso vogliate partecipare.

Roma: Casa dello Spettatore | affidoculturale.roma@gmail.com – 351 988 2078

Napoli: Con La Mano del Cuore | affidoculturale.napoli@gmail.com – 327 855 9833

Bari: Fondazione SAT | affidoculturale.bari@gmail.com – 351 122 7065

Modena: PopBrains | affidoculturale.modena@gmail.com – 059 867 7814

Guardare un film, visitare un museo, andare al teatro o a un concerto non è mai stato così bello, solidale, accogliente e rivoluzionario. Insieme possiamo abbattere le barriere.

Attenzione amici di Roma, Napoli, Bari e Modena, il progetto Affido Culturale cerca alleati per condividere momenti culturali insieme ad altre famiglie e sconfiggere la povertà educativa. Requisiti e come candidarsi.

Per saperne di più e scoprire come candidarsi a Milano clicca qui: https://bit.ly/3IAFiQX

Affido culturale: cercansi volontari per portare i bambini in povertà educativa al museo o al cinema – greenMe

Centri estivi gratuiti per le famiglie di Affido Culturale a Modena (percorsiconibambini.it)

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Perchè siam donne: Mary Smith che sveglia tutti e tutti i giorni

Questa è Mary Smith.

Mary Smith di mestiere faceva la Knocker-up (o knocker-upper). La sveglia umana, insomma.

Ogni giorno della sua vita, domeniche comprese (da un certo momento in poi), si alzò alle tre del mattino per cominciare a scarpinare le strade operaie di Londra.

Il suo lavoro consisteva in svegliare i lavoratori, per mandarli a lavorare.

Mary inventò un singolare sistema di sveglia, sparando con una piccola cannuccia dei fagioli alla finestra del cliente.

Per più di trenta’anni, dal 1930 in poi, Mary, dai marciapiedi, bussò – a modo suo – alle finestre delle classi umili, che non potevano permettersi una sveglia meccanica, e nemmeno di mancare al lavoro.

Per sei penny alla settimana, Mary garantiva l’alzata dell’interessato (l’accordo prevedeva che non sarebbe andata via da quel marciapiede fino a quando costui non avrebbe risposto, e in modo convincente).

Ce ne furono altri, ma Mary fu una delle più longeve, in quell’arte (in quel mestiere).

In molti raccontano che per ciascuno di loro quei fagioli eseguivano un ritmo percutivo diverso, nel rimbalzare sul vetro. Mai troppo invadente. Severo e musicale. Che li faceva alzare di buonumore.

Mary Anne Smith cedette il posto – e il suo attrezzo, la cerbottana – alla figlia Molly, alla fine dei suoi giorni, che lo portò avanti fino a metà degli anni ’70.

Si dice sia stata l’ultima Knocker-up di Londra.


Quella del Knocker-up era una professione che fu famosissima per circa un secolo in Gran Bretagna e Irlanda, svolta da un uomo (o donna) che passava in tutte le strade del proprio quartiere a svegliare gli operai che dovevano presentarsi a lavoro. Questo “bussatore -in alto”, nome che deriva dal bastone tipicamente usato per raggiungere le finestre delle case al primo o secondo piano, sopperì ad un deficit tecnologico ben preciso: la sveglia

Prima chiamata della mattina del 24 gennaio 1929: Charles Nelson di Hoxton, a East London, durante il suo quotidiano lavoro di bussatore, che svolse per 25 anni. Svegliava lavoratori come medici, commercianti ed autisti.

Se infatti queste ultime erano già state inventate, il prezzo di un orologio con allarme era completamente inaccessibile alla classe operaia (e non solo) che doveva recarsi a lavoro, ed il Knocker-up garantiva ai proprietari delle fabbriche che gli operai si presentassero, puntuali, alla propria postazione.

I “Battitori” non svegliavano soltanto gli operai, ma tutti quei lavoratori che dovevano alzarsi al mattino presto, compresi anche medici, insegnanti e classi sociali più agiate dei semplici operai.

Nonostante oggi consideriamo le sveglie degli oggetti assolutamente banali, sino agli anni ’50 del XX secolo queste erano poco affidabili e assai costose, ed i Knocker-up ebbero lavoro sino a circa la metà del secolo scorso.

Ogni mattina, quando ancora il sole non era sorto, il bussatore girava le vie di tutto il quartiere per svegliare i suoi abitanti che dovevano andare a lavorare. Il bastone che utilizzava era solitamente in Bambù, a volte con un peso alla sua estremità.

Nel caso in cui i lavoratori fossero al primo piano ovviamente la “sveglia umana” bussava semplicemente alla finestra, però lo faceva egualmente con un bastone per rendere il suono più sgradevole (e risvegliante).

Nel bel mezzo della rivoluzione industriale inglese, avvenuta fra il 1760 e il 1890 circa, i Knocker-up erano numerosissimi, e spesso erano persone anziane che si occupavano di svegliare i più giovani per il lavoro.

In città come Manchester, a fortissima vocazione produttiva, alle prime luci dell’alba un esercito di Knocker-up per decenni svegliò la popolazione, che si recava in fabbrica a lavorare. Accadeva a volte, soprattutto nelle città più piccole, che il Knocker-up fosse un poliziotto, che arrotondava la paga con il Penny settimanale che ogni lavoratore gli corrispondeva.

Graphite & Digital Media, 11″ x 14″, 2016.

I Knocker-up entrarono nell’immaginario collettivo inglese come gli spazzacamino o gli spazzini, e anche Charles Dickens, nel suo “Great Expectation”, ne da una descrizione approfondita.

Fonte: Vanilla Magazine

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Una lampadina e dodici modi per cambiarla

  • Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina?

Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.

– * Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina?

Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.

– *Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina?

Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro dell’attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.

– *Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina?

Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.

– *Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina?

Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo gira intorno a lui.

– *Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina?

Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.

– *Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina?

In realtà non saprei. ..penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa dove trovare una lampadina nuova. E quale sarà la migliore? molti dubbi e molte ansie!

– *Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina?

E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?

– *Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina?

Il sole brilla, c’è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?

– *Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina?

Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine perché con una buona e sana chiacchierata la lampadina capirà che è più logico che si cambi da sola.

– *Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina?

Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l’ unico capace di ridare la luce al mondo.

– *Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina?

Perché, è forse mancata la luce?

(non si conosce l’autore)

Fonte:

(20+) Dove Si Incontrano Gli Arcobaleni | Facebook

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La buona notizia del venerdì: Very Peri è il colore Pantone del 2022!

Very Peri, è un’accesa tonalità di blu pervinca tendente al viola, con una punta di rosso. La tinta scelta a rappresentare il 2022 mixa la calma del blu all’energia del rosso: il risultato è una sfumatura di blu particolarmente calda e innovativa.

Una nuance che riflette il periodo di transizione che stiamo vivendo: l’isolamento forzato, i continui cambiamenti che modificano gli stili di vita e segnano un confine sottile tra vita reale e realtà digitalecome prevedono anche interior decorator ed esperti di trend forecasting.

Very Peri definisce proprio la contaminazione della vita moderna, trasposizione cromatica del fenomeno phygital, ovvero di come le tendenze del mondo virtuale influenzino il mondo fisico e viceversa. Il design digitale diventa così un’estensione della realtà, aprendo le porte a un meta-mondo dinamico, fatto di novità ed esplorazione, dove creare infinite possibilità cromatiche.

«Mentre ci muoviamo in un mondo di cambiamenti senza precedenti, la scelta di Very Peri è ambasciatrice di una nuova prospettiva e visione dell’amata e cara famiglia dei blu», racconta Leatrice Eiseman, Executive Director di Pantone Color Institute, che continua,

«Con la creazione di questo nuovo colore, per la prima volta nella storia del Pantone Color of the Year, riflettiamo esattamente l’innovazione e la trasformazione globale in atto. Mentre la società continua a riconoscere il colore come forma fondamentale di comunicazione e modo di esprimere, di influenzare e creare idee ed emozioni, di coinvolgimento e connessione, la complessità di questa nuova tonalità blu infusa di rosso-viola evidenzia le sconfinate possibilità che si mostrano davanti a noi».

Quando si tratta di ricordare le nuance protagoniste di ogni annata siamo tutti preparatissimi, pronti a ricordare Ultimate Gray e Illuminating nel 2021 o Classic Blue nel 2020 , ma forse non tutti ricordano l’origine di questa storia a colori.

Inizia nel 2000, quando l’azienda statunitense Pantone Inc., nota nel mondo della grafica e del design per aver inventato negli Anni 50 un sistema di catalogazione dei colori (la famosa “mazzetta”), decide di eleggere il “Colore dell’anno” che sarà protagonista per l’anno successivo fungendo da ispirazione cromatica per il mondo della moda, del design e della creatività in generale.

Grazie a questa iniziativa, Pantone Inc. ha raggiunto negli anni una fama notevole, valicando i confini della cerchia degli addetti ai lavori e affermandosi come una vera e propria “autorità del colore”.

L’elezione del colore dell’anno è frutto di un’attenta analisi e, per effettuare la selezione, gli esperti Pantone esaminano influenze e tendenze da tutto il mondo. I dati osservati derivano dal trend delle condizioni socio-economiche, dal mondo high-tech e dalle più importanti piattaforme di social media nonché da eventi che catturano l’attenzione internazionale, ma rientrano certamente arte, moda e design.

Il colore viola richiama la spiritualità e tutto ciò che favorisce il collegamento con la nostra parte più profonda .. Viene utilizzato moltissimo durante le meditazioni per superare le barriere del mentale e favorire la connessione con i piani sottili.

Il viola è un colore che mette pace, rilassa e infonde coraggio. Perché nelle nostre giornate accelerate, quello di cui abbiamo più bisogno è fermarci e tranquillizzarci, divenire più riflessivi e più calmi, attenti ai particolari importanti della vita.

Indossare il colore viola porta ad aprire nuove strade, nuovi pensieriche più facilmente ci elevano verso il cuore.

Quando pensiamo al colore viola, abbandoniamo ogni forma di logica e razionalità. Potremmo definirlo il contrario della ragione, a favore della sfera emozionale.

Il primo beneficio che porta è proprio la facilità di entrare in contatto con le proprie emozioni, lasciando andare le resistenze, i blocchi e le paure.

Libera la parte creativa che è dentro di noi, proprio perché libera le emozioni e ci aiuta a creare e realizzare gli obiettivi.

Potremmo definirlo il colore dell’apertura, capace di creare connessioni autentiche, sia verso l’interno che verso l’esterno.

Il viola è il colore utilizzato da più di 200 anni per rappresentare non solo la femminilità, ma anche la lotta per l’uguaglianza tra uomini e donne. Nel 1908, Pethick, un’attivista del movimento femminista ha affermato quanto segue: «Il viola, il colore dei sovrani, simboleggia il sangue reale che scorre nelle vene di ogni combattente per il diritto di voto, simboleggia la loro consapevolezza della libertà e della dignità».

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Il significato del colore viola (macrolibrarsi.it)

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Perchè siam donne: A Bologna c’è Isabella Seragnoli e il suo Mast

A Bologna c’è un posto molto bello.

Un posto dove i bambini possono vedere i film come al cinema, senza che le loro famiglie debbano spendere niente.

Oggi in questo posto ho visto bambini con le mamme bionde e piene di gioielli e altri bambini con le mamme col capo coperto dal velo, e altri bambini ancora seduti in mezzo alle loro mamme e ai loro papà che avevano gli occhi di chi è nato in Estremo Oriente.

Ed è stato bello vedere che tutti questi bambini, almeno per una volta, erano perfettamente uguali, che tutti potevano passare la domenica a guardare un film al cinema, senza che questo momento gravasse sul bilancio delle loro famiglie: perché non tutte le famiglie possono regalare ai propri bambini un pomeriggio al cinema.

Ma per fortuna a Bologna c’è una signora molto buona, qualcuno la definirebbe una filantropa, si chiama Isabella Seragnoli.

Io non l’ho mai incontrata, ma questa signora buona ha regalato a Bologna e ai suoi bambini la magia del cinema. Lo ha fatto creando un posto bellissimo dove ci sono mostre aperte a tutti, dove si tengono incontri e presentazioni di libri, e dove i bambini (ma anche gli adulti) possono guardare film che non vedranno in tv senza mai pagare un solo euro.

Possono anche avere biscotti e brick di acqua, cioccolata e the senza dover mai tirare fuori un solo spicciolo.

Questo posto si chiama Mast ed è il regalo più bello che Isabella Seragnoli ha fatto nella sua generosa vita: la cultura ai bambini. ♥️

Fonte:

Deborah Dirani | Facebook

Il “MAST. Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia” di Bologna è un grande centro polifunzionale che si estende per più di 25.000 m² e che ospita al suo interno – oltre a diversi spazi espositivi – anche un auditorium da 400 posti, una academy dedicata alla tecnologia, un asilo nido, una palestra, un ristorante e un caffè, e laboratori per bambini.

Si trova nella prima periferia bolognese, nel quartiere Santa Viola.

È stato creato dalla Fondazione MAST dell’imprendrice Isabella Seragnoli, presidente e azionista unica di Coesia, un gruppo che controlla diverse aziende di packaging e della meccanica tra le quali la GD, che la sua sede storica proprio accanto al MAST.

Isabella Seragnoli nasce in una famiglia di industriali bolognesi: i fratelli Enzo e Ariosto (rispettivamente padre e zio di Isabella) hanno strutturato l’impero del packaging e posizionandosi nel giro di pochi anni ai vertici mondiali del settore. È all’inizio degli anni 2000 che Isabella prende le redini delle svariate società di famiglia diventando presidente ed azionista unico di Coesia.

Ad oggi l’impero di Coesia vanta una forza lavoro di oltre 7mila dipendenti dislocati in oltre 38 paesi e si prevede un fatturato 2019 che supererà 2,2 Mld di euro.

Tuttavia la forza di Isabella è anche riversata nella minuziosa cura per i propri dipendenti, il welfare aziendale: con lei alla guida si sono strutturate nuove mense “moderne” con al centro l’educazione al buon cibo e alla sana alimentazione (ricordiamo che Isabella ha conseguito la Laurea in Dietologia); pacchetti per le famiglie con il nido e summer camp per i figli; pacchetti per la formazione personale, oltre alle agevolazioni per palestre ed eventi culturali.

Quest’ultimo punto è ulteriormente sviluppato con il progetto della fondazione MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia), un luogo dove la principale mission è stimolare le nuove generazioni a molteplici interessi nel campo dell’imprenditoria, della tecnologia e dell’arte meccanica.

Isabella quindi pone l’investimento sulle persone come suo obiettivo di vita.

I suoi dipendenti, quindi, sono importantissimi per lei, ma ancora di più coloro che sono in difficoltà. Tramite la sua omonima Fondazione, Isabella riesce a sviluppare e a vincere importanti battaglie a sostegno dei malati non guaribili (gli Hospice dislocati in Emilia), dei disturbi del comportamento alimentare (Centro Gruber); sostiene finanziariamente l’ampliamento dell’Istituto di Ematologia del Policlinico di Bologna e la ristrutturazione di Istituti medici a Pisa; supporta gli sviluppi di nuovi programmi per la ricerca clinica e preclinica (corsi universitari in collaborazione con ASMEPA e UNIBO) a Bologna.

La voglia di Isabella di approfondire e sviluppare i «temi della filantropia nasce probabilmente anche da un trauma personale», dovuto alla scomparsa del fratello, morto per una leucemia a 16 anni: un momento fondamentale per Isabella, che la porterà ad essere una delle più importanti “mecenati sociali” dell’Emilia.

Le imprese, sia materiali che immateriali, di Isabella, ci aiutano a comprendere ancora di più l’importanza di Donne come lei, capaci di avere una salda responsabilità sociale verso il territorio e una visione imprenditoriale che non si limiti unicamente a numeri e dati, ma che converga sulla cura dei propri dipendenti, perno di ogni sana Impresa.

Isabella Seragnoli: esempio limpido di sana imprenditoria italiana.

ISABELLA SERAGNOLI: IMPRENDITRICE, FILANTROPA, DONNA ESEMPIO PER TUTTI – Studio Grimaldi (studiogrimaldipfi.it)