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* Divagazioni con aspirapolvere

NON    SI       PUO’ NON PENSARE!

A volte, anzi spesso, sento dire” non ho neanche il tempo di pensare..” “ ma ti pare che con tutto quello che devo fare mi metto lì a pensare ”.” ma figurati! e poi a che mi serve…”
Mentre passo l’aspirapolvere posso pensare?

Impossibile?    Possibile!

Pensare “ mi fa venire in mente un qualcuno che, tenendosi la testa con una mano, lo sguardo sfuocato nell’infinito, ascoltando una musica in sottofondo, cercando una sensazione di pace si mette in contatto con il suo profondo sé e tira fuori un nuovo massimo sistema.
“Meditare” è un pensare che significa “ svuotare la mente da immagini e suoni” …
Se mi dicono svuota la mente, istantaneamente la mia testa si riempe di miliardi di pensieri, tipo “non ho chiuso il gas”o “domani scade la rata dell’auto” “ se mi sbrigo faccio a tempo a vedere quel film” e anche pensieri degli altri, perchè mi capita di domandarmi “ questo che c’entra?”
Io mi sento completamente libera di pensare come voglio, quando voglio, dove voglio.
Pensare o no è qualcosa che decido io. Se dico che non posso è perchè non voglio, oppure ho paura di pensare.
Pensare potrebbe farmi vedere più chiaramente le esperienze della mia vita, magari trovare il modo di stare meglio, magari piacermi di più, magari risolvere qualcosa che mi sembra un problema.
A volte adagiarsi nella routine è più comodo.
A volte si è trascinati dai pensieri, dalle preoccupazioni e dalle ambizioni degli altri…
e non ci si accorge di farlo.
Mentre continuo a passare l’aspirapolvere i miei pensieri volano…
”Vaa pensiero sull’ali doraaate…”
Volano i pensieri?
Se io li lascio volare liberamente , se li indirizzo, se so dove mandarli…


Con il pensiero volo fuori, e quando dico fuori intendo fuori dal pianeta , in mezzo all’universo, c’è tanta luce, incontro Saturno che, vedendomi con l’aspirapolvere, precisa subito che gli anelli sono stati appena puliti e lucidati, mentre se proprio voglio ci sarebbe Marte, che da eoni è ricoperto di polvere rossa e meno male che lui, Saturno, è così lontano.
Mi piace stare nello spazio. Il pianeta visto da fuori dovrebbe essere azzurro, verde e un po’ marroncino… Gli esseri umani sembrano formichine che vanno, vengono in un continuo movimento. Chi gira di qua chi gira di là! Tutti con gli occhi rivolti in basso o al massimo davanti. Ehilà! Qualcuno che guardi in su?
Così presi ognuno dai propri pensieri che c’è come uno  spesso strato multicolore e rumoreggiante che sovrasta e coinvolge. E’ così spesso che sembra impermeabile ed impenetrabile. Come un unico gigantesco pensiero.

Mi chino per acchiappare una briciola che cerca di nascondersi nel controluce del pavimento…Grlup!

Oibò! eppure quando sei giù , anche se ti capita di non sentirti proprio a tuo agio, e non sai perchè, continui ad andare. Segui la corrente e quando ti senti controcorrente è solo che segui la controcorrente.
Guardarsi da fuori è un bel modo di pensare: si vede da un altro punto di vista.

E tutto e tutti appaiono diversi.

Ecco potrei essere lì,dove vado, cosa faccio e perchè, le mie scelte  mi portano a seguire una corrente o una controcorrente, a prendere una direzione o un’altra, ad avere pensieri di altri colori. E magari scambiare due parole con la formichina vicino ed a creare un doppio colore, anche complementare.


Intanto l’aspirapolvere  inghiotte una puntina. Cling! Lo alzo verso l’alto e una ragnatela piccola piccola finisce aspirata e forse insieme al suo costruttore, ahimè.

Qualcuno mi impedisce forse di guardare verso l’alto e ad andarci pure?
E lì è un buon punto di osservazione: posso anche pensare che la vita che ho scelto mi piace, perchè è indubbio che l’ho scelta io, che le mie esperienze mi portano nelle direzioni che io voglio, che quello che mi angustia come un problema insormontabile, visto da qui, è solo una piccola nuvola davanti al sole, che a quell’obbiettivo ci manca poco, ma poco poco ed è raggiunto…
Visto da qui…
Visto da qui la mia casa mi appare chiara e brillante, profumata e liscia, come gli anelli di Saturno, come la mia vita….

” Vaa pensiero sull’ali doraaate…”

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*La buona notizia del venerdì:La Human Library è la biblioteca dell’anima

 

“Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”

Yourcenar, Memorie di Adriano

 

In alcuni Paesi esistono biblioteche dove puoi “prendere in prestito” una persona, invece di un libro, per ascoltare la storia della sua vita. Le biblioteche sono una delle invenzioni migliori dell’umanità. Il valore di un libro è enorme…Ma nel 2000, in Danimarca, è stato avviato un progetto innovativo e brillante: una libreria di esseri umani, dove è possibile prendere in prestito una persona per mezz’ora e ascoltare la sua storia. L’iniziativa si è presto diffusa in altri luoghi, grazie all’organizzazione The Human Library. Uno degli obiettivi è combattere i pregiudizi: ogni persona ha un “titolo”, come “Disoccupata”, “Rifugiato”, “Bipolare”, ma ascoltando la loro storia realizzerete quanto sia sbagliato “giudicare un libro dalla copertina”.

Al momento l’organizzazione è attiva in cinquanta Paesi e alcune biblioteche, ad esempio in Corea del Sud e in Tasmania, sono permanenti – mentre altre sono allestite soltanto temporaneamente.

(Sito ufficiale, Bustle, Mentalfloss)

Isabel Schwaben

Che cos’è una biblioteca vivente.

Biblioteca Vivente, traduzione italiana del termine Human Library, è un metodo innovativo, semplice e concreto per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi, rompere gli stereotipi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale.

Come funziona?

La biblioteca vivente si presenta come una vera biblioteca, con i bibliotecari e un catalogo di titoli da cui scegliere, la differenza sta nel fatto che per leggere i libri non bisogna sfogliare le pagine ma … parlarci, perché i libri sono persone in carne ed ossa! Questi “libri viventi” vengono “presi in prestito” per la conversazione: ogni lettore sceglie il suo libro.

Chi sono i libri viventi?

I libri viventi sono persone consapevoli di appartenere a minoranze soggette a stereotipi e pregiudizi. Desiderosi di scardinarli, essi si rendono disponibili a discutere le proprie esperienze e i propri valori con altri.

I titoli sono volutamente molto diretti, come ad esempio “ragazza lesbica”, “donna islamica col velo”, “emigrato albanese”, proprio per suscitare le reazioni emotive dei potenziali lettori attivandone la curiosità, ma anche gli stereotipi e i pregiudizi.

La biblioteca vivente offre ai lettori l’opportunità di entrare in contatto con persone con cui difficilmente avrebbero occasione di confrontarsi. L’incontro rende concreta ed unica la persona che si ha davanti, che smette quindi di essere percepita come rappresentante di una categoria sulla base di una generalizzazione, ma viene riconosciuta nella sua unicità, una persona che non rappresenta nessuno se non la propria esperienza e storia.

Quanto dura?

Biblioteca vivente – coinvolgendo delle persone in carne ed ossa – è un evento molto limitato nel tempo, di solito uno o due giorni; in rarissimi casi può arrivare a tre o quattro giorni. La conversazione, cioè la lettura di un libro vivente, dura solitamente circa mezz’ora.

Feedback

Intervistati, sia i libri che i lettori la descrivono come un’esperienza di grande impatto, che ha arricchito in modo significativo la loro umanità.

Un po’ di storia.

Nata a Copenhagen, Human Library fu creata da un ristretto gruppo di giovani come risposta all’aggressione a sfondo razzista subita da un loro compagno nel 1993.

Convinti che la comprensione fosse la pre-condizione della tolleranza, i giovani hanno fondato l’associazione “Stop The Violence”, raggiungendo in breve tempo 30.000 adesioni fra i giovani danesi.

Richiesta di preparare un intervento su larga scala per il festival di Roskilde nel 2000, “Stop The Violence” ha messo a punto il metodo Human Library, che mette le persone di fronte ai loro pregiudizi offrendo uno spazio protetto in cui ospitare un dialogo franco ed aperto. L’iniziativa ha avuto un enorme successo, e dal 2003 è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi, e come tale incoraggiata. Da allora è stata esportata in tutto il mondo con grande successo.

***

La Biblioteca umana è un’organizzazione e un movimento internazionale che sono iniziati a Copenaghen, in Danimarca, nel 2000.

Ha lo scopo di affrontare i pregiudizi delle persone aiutandoli a parlare con coloro che normalmente non incontrerebbero.

Fondatore: Ronni Abergel

Fondazione: 2000, Copenaghen, Danimarca

WELCOME TO THE HUMAN LIBRARY

https://humanlibrary.org/

Biblioteca Rembrandt

Biblioteche, ospedali d’anime.

Gianfranco Ravasi

 

Nell’antico Egitto le biblioteche erano chiamate “Il tesoro dei rimedi dell’anima” perché curavano il peggiore dei mali, che, secondo gli antichi Egizi, era proprio l’ignoranza.

Regnava allora in Egitto Tolomeo I Sotere (323-285 a.C.), generale di Alessandro Magno. Dalla Grecia (…) era partito per visitare l’Egitto uno storico, Ecateo. (…) alla fine lo storico di Abdera s’era fermato stupito davanti a un portale su cui campeggiava una scritta che egli aveva tradotto in greco così:

PSYCHES IATREION «luogo di cura dell’anima».

Che cos’era mai questa «clinica dello spirito»?La risposta Ecateo l’ebbe quando vi penetrò: era la Biblioteca sacra di Ramesse. (…)

Federico il Grande nel 1780 sul frontone della Biblioteca Reale di Berlino aveva posto la titolatura Nutrimentum spiritus. (…)

Un aforisma medievale non esitava ad affermare che:

claustrum sine armario,

quasi castrum sine armamentario,

«un monastero privo dell’armadio dei libri

è come una piazzaforte senza munizioni.

https://www.avvenire.it/agora/pagine/biblioteche-ospedali-anima

anche in Italia:

http://bibliotecavivente.org/

http://www.vita.it/it/article/2020/07/06/the-human-library-libri-viventi-per-abbattere-i-pregiudizi/156095/

http://www.sangiorgio.comune.pistoia.it/human-library-le-esperienze-in-italia#.XyrawUnOOi4

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* le vagabonde blu

” Vagabonde blu “è il poetico nome che indica un tipo di stelle “sempre giovani ”
Diverse le ipotesi avanzate negli anni per chiarire l’origine di questi astri.
Situate all’interno di ammassi globulari o aperti, risultano più calde – da qui la colorazione blu – delle loro sorelle vicine, quando dovrebbero invece essere loro coetanee. Sfidando così le teorie standard dell’evoluzione astrale, secondo cui invecchiando le stelle evolvono prima in giganti rosse e poi in nane bianche, sempre più fredde e meno luminose.
Eppure loro, le “ blue straggler “, seguono tutt’altra strada: vecchie anche di 13 miliardi di anni, continuano ad apparire calde e brillanti come se fossero ancora bambine.
L’enigma di queste stelle e della loro origine ha affascinato astrofisici e scienziati sin dalla loro scoperta, negli anni ’50.
Proprio per cercare una risposta ai dubbi riguardanti le blue stragglers, Robert Mathieu e Aaron Geller, entrambi dell’Università del Wisconsin, hanno compiuto uno studio sul vecchio ammasso stellare NGC 188, un gruppo di stelle la cui età è stimata in circa 7 miliardi di anni posto a circa 5700 anni luce di distanza e osservabile nei pressi della stella Polare.
La conclusione della loro ricerca è che le blue straggler ringiovaniscono perché risucchiano la massa di un’altra stella cui si accompagnano, che le rafforza e permette loro di continuare a vivere più a lungo.
Le stelle analizzate dagli scienziati fanno parte di sistemi binari, in cui cioè due stelle sono “costrette” a ruotare l’una attorno all’altra a causa della mutua attrazione gravitazionale. In determinate condizioni una delle due stelle assorbe massa dall’altra diventando cosi una massiccia “blue straggler”: “ed è proprio la stella compagna che ci ha aiutato a determinare l’origine delle vagabonde blu”, ha spiegato Geller.

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La mia costante consapevolezza che lassù ci sono sempre stelle, pianeti, soli, galassie…che coesistono con noi esseri umani sulla terra, che è il nostro pianeta, nel mare di energia che gli astrofisici chiamano energia oscura, dato che di tutta la energia materia conosciamo solo il 4 o 5 %.
Il fatto di avere tanti compagni di viaggio che contribuiscono con la loro particolare e personale energia al cammino dell’essere umano verso la coscienza, dà il senso al mio concetto di esistenza oltre le coordinate di tempo e spazio che circoscrivono l’esperienza umana in una vita.
Seguo con molta passione l’evoluzione della conoscenza dell’universo, che è solo una piccolissima parte di tutto ciò che non conosciamo.
Come sopra così sotto viene usato troppo spesso, e spesso perde il suo significato, eppure dallo studio delle comete viene la conferma che siamo fatti della stessa materia delle stelle. E siamo quindi sottoposti alle stesse leggi. Il che mi rassicura visto che le stelle che ci interessano direttamente sono sempre lì.
Così certe notizie dallo spazio mi danno spunto per trarne analogie.
Nel grandissimo tempo le nane blu emergono dagli ammassi stellari cariche di energia brillante blu che è il risultato della esperienza di vita delle altre stelle. Continuano ad esistere per testimoniare la loro origine di stelle binarie. e noi le scopriamo dopo milioni di anni luce e ci raccontano dell’universo.
Nel grande tempo grandi uomini carichi di energia emergono dal susseguirsi delle civiltà che sono il risultato delle esperienze di vita di altri esseri umani. Continuano ad esistere nella Memoria del Mondo per testimoniare i valori raggiunti dall’umanità e ci raccontano dell’evoluzione e ne sono stimolo di generazione in generazione.
Nel piccolo tempo del qui e ora io sono il risultato delle mie esperienze. Le mie esperienze riguardano fatti, persone, ambiente, sono il mio universo conosciuto.
Se dalle mie esperienze traggo insegnamento arricchisco le mie capacità di costruire un futuro.Per me, per gli altri, per l’ambiente.
Se ho coscienza di me nel gruppo umanità posso determinare le mie esperienze esprimendo con il mio comportamento i valori propri di ogni essere umano.
Le nane blu prendono energia dal cosmo per esistere oltre il tempo e lo spazio.
I grandi uomini prendono energia dall’evoluzione dell’umanità per essere d’esempio oltre il tempo.
Io prendo energia dall’insegnamento delle mie esperienze per andare nel futuro.

 

Agisco nel mio piccolo intorno in sintonia con l’universo.

E se guardo il cielo lo vedo pulsare di bagliori blu…

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* La buona notizia del venerdì: A Firenze nasce il primo liceo dedicato al nostro patrimonio artistico

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.»

Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9

Sarà mirato allo studio dei beni culturali e alla loro conservazione, con tanto di esperienze sul campo: a Firenze, per la prima volta, un liceo classico proporrà un indirizzo per i Beni culturali. I

n un momento in cui la cultura sembra essere messa parecchio da parte, la Toscana, culla del Rinascimento, rilancia e punta alle nuove generazioni.

Siamo al Liceo classico Cavour Pacinotti del capoluogo toscano che, in collaborazione con l’Istituto per l’arte e il restauro Palazzo Spinelli, inaugurerà dal prossimo anno un programma specificamente rivolto, come si legge nella nota, “all’acquisizione di competenze e capacità multidisciplinari necessarie alla conoscenza, identificazione, protezione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio mondiale culturale e naturale”.

D’altronde, in un Paese come l’Italia, perché non averci pensato prima? Secondo l’ultimo studio ISTAT, attualmente sono 4.889 i musei e gli istituti similari, pubblici e privati, aperti al pubblico (nello specifico: 4.026 musei, gallerie e collezioni, 293 aree e parchi archeologici e 570 monumenti e complessi monumentali).

Quasi la metà del patrimonio museale (46,1%) si trova nelle regioni del Nord, il 27,4% al Centro e il 26,4% al Sud e nelle Isole. Le regioni con il maggior numero di istituzioni museali sono proprio la Toscana (528), l’Emilia-Romagna (482), la Lombardia (409), il Piemonte (398) e il Lazio (364). Un Comune italiano su tre (29,8%) ospita almeno un museo o un istituto similare e in Toscana, per esempio, la quota di Comuni dotati di almeno una struttura di raccolta e di esposizione al pubblico arriva al 66,8%.

Il nuovo Liceo ad indirizzo Beni Culturali

Punto di forza del liceo, spiega la nota, sarà una costante partecipazione alle attività culturali del territorio, attraverso visite mirate ai musei e alle collezioni pubbliche o private, prevedendo delle attività nei laboratori di restauro, nei cantieri e nelle botteghe artigiane.

Il corso è stato strutturato secondo materie proprie del percorso classico (italiano, greco e latino), che, insieme alle scienze naturali, matematica e fisica ed allo studio intensivo di una lingua straniera (inglese), integrano discipline che vanno dall’area normativa e governativa alle scienze culturali, umane e sociali, dalla storia dell’arte alla conservazione e restauro dei beni materiali, immateriali e del paesaggio, dalle dinamiche di gestione economico-finanziaria e di comunicazione all’utilizzo di nuove tecnologie integrate, alla valorizzazione dei contesti culturali e del territorio. Oltre alle lezioni frontali, il Liceo Classico dei Beni culturali punterà molto alle esperienze ” sul campo”, ovvero alla partecipazione ad attività culturali sul territorio presso musei, collezioni pubbliche e private, laboratori di restauro, cantieri e botteghe artigiane, ma anche convegni e seminari di approfondimento.”

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La cultura non è un bagaglio infinito di nozioni.

La cultura non si misura, non si pesa, non luccica.

La cultura si insegna. La cultura è un atteggiamento.

E’ l’amore per la conoscenza, è la passione per scoprire oltre l’evidenza, è l’ esigenza di collegare piccole nozioni in un disegno mentale, è la gioia di vederci più chiaro, di indagare, di non dare nulla per scontato.

E’ un ‘avventura che inizia con piccoli pezzi a comporre un puzzle che comprende tutta l’umanità, la sua evoluzione,le sue conquiste, la sua espressione in ogni campo, i suoi valori, i suoi principi.

La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa e di argomentare le sue scelte.

Tutti gli esseri umani hanno diritto all’istruzione!

L’istruzione è la chiave della libertà!

 

La Bellezza è un’abitudine di pensiero!

Fonte: Cavour Pacinotti

https://www.cavourpacinotti.net/liceo-classico-beniculturali/

https://www.laureaturismo.it/lauree/corso-di-laurea-in-beni-culturali-catania/

https://lauracarpi.com/2020/07/24/la-buona-notizia-del-venerdi-la-cultura-e-lo-strumento-per-cambiare-il-mondo-la-cultura-rende-lessere-umano-libero-di-pensare-con-la-propria-testa/

https://lauracarpi.com/2020/07/17/la-buona-notizia-del-venerdi-street-art-a-napoli-alluniversita-e-in-puglia-e-legge-viva-la-creativita-urbana/

https://lauracarpi.com/2020/07/10/la-buona-notizia-del-venerdi-i-parchi-artistici-e-larte-nella-natura-e-con-gli-elementi-natura/

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* Mi chiamo Neowise e sono una cometa! Ho un messaggio per voi, cara umanità!

” Pallidi fantasmi del cielo, vagano le comete nella notte buia del deserto siderale. Talvolta il Sole ne afferra qualcuna con la sua forza di attrazione. Appare allora ai nostri telescopi un tenue fiorellino lontano che brilla nel firmamento spiegando l’argenteo strascico.

Benvenuta nei nostri territori, ospite fugace.Qualcuno forse ti guarda con diffidenza e vorrebbe imputare a te la responsabilità delle avventure umane., ma io ti credo innocente. Sei tenue, diafana fatta di luce; forse in alcune grandi anfore si potrebbero racchiudere, compressi e liquefatti i gas che fluttuano nella raggera della tua chioma e della tua coda. Non può venire male da te.

Vorrei sapere qualcosa di te, celeste pellegrina dei cieli, e delle tue sorelle.La tua storia per esempio. Da dove vieni? Dove vai? Chi ti ha ordinato un lungo vagabondaggio nello spazio come all’inseguimento di una meta che sempre fugge davanti a te? Cosa hai visto nei millenari pellegrinaggi? Ora come una celeste libellula voli intorno al rogo ardente del Sole; ma non ti brucerai mai le ali, potrai fuggire ancora attraverso l’infinito. Fra pochi giorni ti vedremo come uno spettro lontano, ti dileguerai nel mistero della notte senza fine.”

Così inizia un vecchio libro di astronomia della nonna nel quale si parla di comete.

Ma anticamente le comete erano considerate come effimeri fenomeni celesti, o si credeva che fossero anime di grandi uomini ascese come beati al Cielo.

Il 27 marzo 2020, è stata scoperta una nuova cometa e le è stato dato il nome di Neowise (prende il nome dal telescopio utilizzato per individuarla).

Adesso nel mese di luglio, e forse anche fino ad agosto, Neowise è visibile dal pianeta Terra per coloro che vivono nell’emisfero settentrionale.

Neowise ha un’orbita di circa 6.800 anni, quindi non la vedremo mai più, almeno non in questa vita.

Il segno della cometa può anche essere usato per creare previsioni su quali messaggi può portare.

Neowise è stato scoperta nel segno del Leone.

Niente è per caso nei movimenti del cielo. E ogni energia emessa dai vari corpi celesti è una spinta amorosa all’evoluzione della coscienza dell’umanità.

Il proposito di questo Sistema Solare è la rivelazione della Coscienza.

Il Leone è un segno fisso e di fuoco.

I “Figli e le Figlie della Mente” sono “Figli del Fuoco” perchè la nostra Energia è una fiamma che crea e consuma. Questa è anche la fiamma che purifica e che brucia e consuma tutto ciò che ostacola il processo della volontà creativa.

Il Leone è alla ricerca del vero Sè, della sua autodeterminazione.

Il Leone che non è ancora risvegliato alla consapevolezza, lo fa attraverso l’apparenza, vuole distinguersi con fatti eclatanti, con l’ostentazione di una presenza brillante ricca di luci e brillantini, con l’uso spropositato del potere personale, con la costruzione di “monumenti “per avere lustro e onori.

Dovrà confrontarsi con molte tensioni sociali.

Le forze di questa Era dicono” Va bene, puoi essere una stella, puoi esprimere la tua volontà creativa e la tua energia mentale focalizzata verso la collettività ed a suo beneficio. Qualsiasi cosa tu faccia, e a prescindere da quanto sia forte il tuo desiderio di lasciare la tua impronta sulle tue creazioni, i tuoi intenti saranno volti ad avere una rilevanza per il gruppo umanità”

Il Leone consapevole sa che la sua ricerca è da attuare dentro di Sè.

Lì ci sono le risposte: Chi sono io? Cosa significa la mia vita? Cos’è che mi rende diverso dagli altri? Cosa sono io per gli altri?

È una ricerca estremamente intima, personale e profonda.

Solo così attraverso tutte le prove necessarie saprà quale è il suo posto nel mondo e quale strada percorrere per raggiungere il suo compito nell’Evoluzione.

Nella Nuova Era I Napoleoni non sono apprezzati se non come pasticceria, e anche in questo caso devono essere condivisi con gli amici!

Ebbene, quanti Napoleoni abbiamo ora nell’umanità attuale? Altrochè, ed i risultati li abbiamo sottocchio, devastanti per la Terra e per i rapporti sociali.

Niente è per caso nel cielo ! E ogni energia emessa dai vari corpi celesti è una spinta amorosa all’evoluzione della coscienza dell’umanità.

Il messaggio della cometa Neowise con la sua coda di fuoco nel cielo della costellazione del Leone è una spinta per tutta l’ umanità a guardarsi dentro e scoprire la sua missione nel Disegno del Cosmo.

Rifiutiamo i Napoleoni boriosi e ascoltiamo il messaggio del cuore del Leone.

E suggerisco di guardare in quale casa di esperienza si trova nel nostro tema natale la costellazione del Leone. Magari abbiamo qualche atteggiamento da trasformare.

A buon intenditor poche parole.

Love Laurin

 

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?

 

E se volete sapere di più sulle comete:

seconda stella a destra questo è il cammino..

 

 

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* La buona notizia del venerdì: La cultura è lo strumento per cambiare il mondo! La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa!

L’istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo

( Nelson Mandela)

Gli esami nazionali per l’ammissione all’Università si sono svolti all’aperto, e anche nei campi sportivi a causa delle preoccupazioni per la pandemia che ha colpito duramente l’Afghanistan.

Non ci sono tavoli, non ci sono sedie, solo ampi spazi di terra, polvere e tante speranze.

Le norme attualmente in vigore rendono difficile lo svolgimento degli esami nel modo in cui vengono organizzati di solito.

Questo non ha fermato le studentesse afghane, che vogliono studiare e non vogliono perdere la possibilità di essere ammesse all’Università e di inseguire i loro sogni.

La pandemia non le ha fermate.

La povertà non le ha fermate, l’essere donna non le ha fermate.

La voglia di studiare, imparare e riscattarsi è stata più forte.

Una giovane mamma con il suo bambino in braccio è un’immagine bellissima, quella di un futuro che puó cambiare per tutte le donne e i loro figli.

Quest’anno si prevedono le iscrizioni per 210.000 studenti, che non si sono mai fermati di fronte alle difficoltà, spinti dalla determinazione di sostenere il loro esame di ammissioni.

Il web l’ha nominata la spiaggia degli esami e le fotografie scattate alle donne afghane sono diventate un vero e proprio simbolo di questa emergenza mondiale. Neanche la pandemia ha fermato queste ragazze di fronte ai loro scopi.

Neppure la povertà e il fatto di essere donne. Un’immagine davvero molto forte, simbolo di un riscatto incredibile.

Ovviamente anche gli uomini hanno sostenuto i diversi esami, ma vedere così tante donne , alla luce della situazione che c’è in questo Paese rende le immagini ancora più potenti.

Queste foto sono state scattate in #Afghanistan dove centinaia di donne stanno affrontando l’esame #kankoor per essere ammesse all’universitá in Daikundi.

Se dai il pesce ad un uomo, egli si ciberà una volta.

Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.

(Kuang-Tsen)

Questo intendo per cultura.

La cultura non è un bagaglio infinito di nozioni.

La cultura non si misura, non si pesa, non luccica.

La cultura si insegna. La cultura è un atteggiamento.

E’ l’amore per la conoscenza, è la passione per scoprire oltre l’evidenza, è l’ esigenza di collegare piccole nozioni in un disegno mentale, è la gioia di vederci più chiaro, di indagare, di non dare nulla per scontato.

E’ un ‘avventura che inizia con piccoli pezzi a comporre un puzzle che comprende tutta l’umanità, la sua evoluzione,le sue conquiste, la sua espressione in ogni campo, i suoi valori, i suoi principi.

La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa e di argomentare le sue scelte.

Tutti gli esseri umani hanno diritto all’istruzione!

L’istruzione è la chiave della libertà!

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* Le cose non cambiano, tu cambi il modo di guardarle, ecco tutto.

 

I sei ciechi e l’elefante

C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città.
I sei saggi erano ciechi.
Un giorno fu condotto in città un elefante. I sei saggi volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto essendo ciechi?
“Io lo so”, disse il primo saggio , “ lo toccheremo.”
“Buona idea”, dissero gli altri ,”così scopriremo com’è fatto un elefante.”
I sei saggi cosi andarono dall’elefante.
Il primo saggio si avvicinò all’animale e gli toccò l’orecchio grande e piatto.
Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro, producendo una bella arietta fresca e disse: “L’elefante è come un grande ventaglio”.
Il secondo saggio invece toccò la gamba: “Ti sbagli. L’elefante è come un albero”, affermò.
“Siete entrambi in errore”, disse il terzo. “L’elefante è simile a una corda”. mentre gli toccava la coda.
Subito dopo il quarto saggio toccò con la mano la punta aguzza della zanna .”Credetemi, l’elefante è come una lancia”, esclamò.
“No, no”, disse il quinto saggio “che sciocchezza!” , “l’elefante è simile ad un’alta muraglia”, mentre toccava il fianco alto dell’elefante.
Il sesto nel frattempo aveva afferrato la proboscide. “Avete torto tutti”, disse, “l’elefante è come un serpente!”
“No, come una fune”.
“No, come un ventaglio”.
“Come un Serpente!”
“Muraglia!”
“Avete torto!” “No ho ragione io!”
I sei ciechi per un’ora continuarono a urlare l’uno contro l’altro e non riuscirono mai a scoprire come fosse fatto un elefante! 

(Parabola Indù) – I sei ciechi e l’elefante

 

Le cose non cambiano, tu cambi il modo di guardarle, ecco tutto. (Carlos Castaneda)

La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più grande di tutte le illusioni. (Paul Watzlawick)

La mappa non è il territorio ( Richard Bandler)

 

Foto :https://catania.liveuniversity.it/2019/11/22/liotru-dautore-by-glo-pronta-linstallazione-dei-4-elefanti-in-piazza-universita/

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* Il Web Cosmico e il “pane quotidiano”

Ogni notte verso le 3:30 appare il nostro pane quotidiano.

E’ il pacchetto di ormoni – centinaia di grosse molecole organiche – che sgorgano dalle nostre minute ghiandole endocrine, influenzano i nostri umori e, a volte, suscitano il nostro Risveglio. E’ l’attenzione conscia all’unione invisibile tra il nostro corpo, che è eros, e la nostra psiche che è sensibile agli umori e alle emozioni. Sperduta in questa valle di lacrime, la psiche affronta di giorno le sue incombenze, al tramonto emozioni e, di notte, sogni, ma non il Grande Sogno. E’ il grande Amore sempre sentito, cercato e… mai trovato. Un mito? Si, e non solo…

Amor und Psyche, scultura romana II sec conservata a Berlino, Altes Museum

Anche un lieto fine che può coinvolgerci tutti in pratica. Gli ormoni sono grosse molecole organiche che sgorgano dal “nulla”, hanno effetti sulla nostra fisiologia e sul nostro sistema endocrino. La sua “direttrice” o regolatrice è la ghiandola pineale al centro delle nostre teste.

La puntualità quotidiana della nostra secrezione ormonale svela l’utopia reale che ci coinvolge tutti, “utopia” nel senso originale del termine – indipendente dal “topos” – ovvero dallo spazio che separa noi terrestri dal sole e dal tempo, impiegato a percorrere tale spazio (ben 150 milioni di km). Il vento solare – il plasma velocissimo che sfugge dalla superficie solare – tocca la superficie terrestre alle 3:30 di ogni notte, l’attimo in cui avviene la secrezione ormonale, l’attimo in cui molti si risvegliano. E’ l’attenzione conscia all’arrivo del pane quotidiano – il pacchetto di ormoni – che svela l’esistenza del Web Cosmico di cui i nostri corpi sono terminali speciali. Questo evento quotidiano svela il nostro ruolo cruciale: non solo spettatori impotenti di uno spettacolo affascinante quale il cielo trapunto di stelle, ma anche partecipi, protagonisti di una storia tragica che ci ha “dimezzato”, ha diviso le forme dei nostri corpi dalle nostre funzioni cosmiche.

“Sono cittadino del mondo, figlio del Padre Sole e della Madre Terra” scriveva Giordano Bruno, suggerendo di aprire “le porte di diamante e nere”. Sono invisibili ma sensibili e cruciali: le nostre ghiandole endocrine. In termini attuali significa  essere coscienti del Web Cosmico che coinvolge il nostro corpo e la nostra mente, svela che l’utopia reale esiste ed è organica. Ma… come aprire le porte interiori? Con l’attenzione alle funzioni, alla sensazione crescente che ci siamo tuffati in una matrix – una realtà virtuale – una dura scuola di emozioni per essere ciò che siamo: terminali speciali del Web Cosmico.

Ciò implica il coraggio di superare tutti i “confini” anche quelli tra il visibile e il sensibile, tra i miti che ci affascinano e gli ideali sempre nutriti e mai realizzati. Il problema è essere o non essere” come diceva Amleto, essere o non essere coscienti del Web Cosmico. Ora il problema si può risolvere più facilmente.

La novità è che i campi magnetici “deboli” stanno cambiando con celerità crescente… 

Pochi conoscono la loro esistenza, ma tanti li sentono e li manifestano nei loro comportamenti.

Questa novità, annunciata dai miti di tutti i tempi, risveglia la coscienza dell’Intelligenza Organica che anima il tutto, si manifesta nella memoria delle proprie vite passate e nella volontà di partecipare al grandioso Progetto: divenire coscienti dell’Universo Organico

La nostra Psiche ha bisogno di toccare e vedere, dimentica che l’Eros si sente e non si vede, lo cerca invano in ogni luogo perché è uno stato dell’essere. Alla fine si rivolge a Venere, dea dell’Amore e madre di Eros. La dea le impone di scendere nel regno dei morti. Il viaggio è periglioso per una mortale, ma Psiche lo affronta e sviene… Eros, che l’aveva seguita senza esser visto, la prende e la porta al cospetto degli dei che concedono a Psiche l’immortalità e l’unione eterna con Eros. Milioni di esseri umani ricordano le proprie vite passate e scoprono, o meglio riscoprono ciò che ci unisce all’Infinito Universo, invisibile ma reale: il Cuore Cristallino ovvero la  Memoria GENETICA indipendente dallo spazio e dal tempo e legata, invece, alla sessualità umana, controllata dalle religioni.

L’unione, la comunione con l’eros cosmico è trasmessa dal Fiume della Vita – sentito e amato dai popoli di tutte le epoche. Nel 1983 la fisica scopre il flusso copioso e veloce dei bosoni neutri Z – il Fiume impetuoso e copioso capace di animare tutti gli organismi sulla superficie terrestre.

La Sua Fonte può essere il mobile Cuore Cristallino al centro della Terra, al centro del quale c’è l’Eterno Immobile, cantava Dante Alighieri incantato dalla visione del Paradiso. Al centro del Cuore Cristallino i geofisici ora scoprono un altro piccolo cuore. Zarathustra, 2500 anni fa aveva parlato di Sole Nero al centro della Terra.

Giuiana Conforto

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*Lei lasciò andare…e il Sole e la Luna risplendono sempre.

 

 

 

Lei lasciò andare.


Senza un pensiero o una parola, lei lasciò andare.
Lasciò andare la paura.
Lasciò andare i giudizi.
Lasciò andare la confusione di opinioni che sciamano intorno alla testa.
Lasciò andare l’ indecisione in lei.
Lasciò andare tutte le ragioni “giuste”.
Totalmente e completamente,
senza esitazione o preoccupazione, ha appena lasciato andare.
Lei non ha chiesto nessun consiglio.
Lei non ha letto un libro su come lasciare andare …
Lei non ha pregato le Scritture.
Ha appena lasciato andare.

Lasciò andare tutti i ricordi che la legavano.
Lasciò andare tutta l’ansia che le impediva di andare avanti.
Lasciò andare la progettazione e tutti i calcoli sul giusto.
Non ha promesso di lasciar andare.
Lei non ha scritto la data.
Non ha fatto alcun annuncio pubblico e messo nessun annuncio sul giornale.
Lei non ha controllato le previsioni del tempo o letto il suo oroscopo quotidiano.
Ha appena lasciato andare.

Lei non ha analizzato se lei avrebbe dovuto lasciar andare.
Non ha chiamato i suoi amici per discutere la questione.
Lei non ha fatto un trattamento spirituale.
Lei non proferì una parola. Ha appena lasciato andare.
Nessuno era in giro quando è successo.
Non c’era nessun applauso o un coro di congratulazioni.
Nessuno è stato ringraziato.
Nessuno si è accorto di nulla.
Come una foglia che cade da un albero, lei ha appena lasciato andare.

Senza nessuno sforzo.
Senza nessuna lotta.
Né bene né male.
Era quello che era, ed è proprio questo.
Nello spazio di lasciarsi andare, lei lascia che tutto sia.

Un piccolo sorriso appare sul suo viso.
Una leggera brezza soffia attraverso di lei.
E il sole e la luna splendono sempre.

Safire Rose

 

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* Secondo l’Antica Saggezza i pianeti sono entità che collaborano con gli esseri umani all’Evoluzione

 

La conoscenza spirituale del cosmo, già dall’era remota di Atlantide, contemplava l’esistenza di altri corpi celesti oltre i sette pianeti: Urano, Nettuno e Plutone. Tuttavia dal punto di vista spirituale, i tre pianeti esterni si sono aggiunti successivamente alla formazione del nostro sistema solare con i suoi sette sacri pianeti: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno.

I tre pianeti esterni hanno un ruolo del tutto particolare che ancora non può essere compreso appieno dall’essere umano. Infatti tali pianeti sono fuori dalla sfera della percezione umana dei fenomeni, poiché richiedono un aiuto dalla tecnologia che, di per sé, non fa appello allo spirito umano per fornire conoscenza. In astrologia questi tre pianeti esterni vengono oggi considerati talmente lenti da influire non sulla vita dei singoli individui, quanto piuttosto su intere generazioni. Inoltre i loro impulsi spirituali non sono che le “ottave superiori” di tre dei sacri pianeti: Urano è l’ottava superiore di Mercurio, Nettuno lo è di Venere e infine Plutone di Marte.

Tutti i pianeti esterni dopo Saturno, sono stati aggiunti secondariamente, cioè dopo la formazione del nostro sistema solare tra l’Era Lemurica e quella Atlantica, dopo il distacco della Luna.

Questi pianeti esterni, ancora di più oltre Plutone, sono il corpo fisico di esseri spirituali che non entrano direttamente nella nostra evoluzione cosmica.

Secondo l’Antroposofia, tutti i pianeti e corpi esterni a Saturno non hanno una connessione immediata con l’evoluzione terrestre, bensì sono formazioni di una precedente catena planetaria, dunque prima della nostra catena planetaria, che comincia nell’Antico Saturno con la formazione della Terra-Uomo.

Sono connessi invece all’evoluzione della Prima Gerarchia, ovvero Serafini, Cherubini e Troni.

I sette iniziati degli oracoli atlantidei erano a conoscenza dei segreti del cielo e coscientemente decisero di dare all’uomo solo di quanto aveva bisogno nel corso dell’evoluzione. Lasciarono che questi tre pianeti, formatisi prima e indipendentemente dal nostro sistema solare, fossero scoperti fisicamente solo quando l’uomo avesse potuto acquistare coscienza dello spirito nella materia attraverso l’anima cosciente. L’uomo comprenderà appieno lo spirito dei tre pianeti esterni solo quando avrà epurato l’anima cosciente dal materialismo imperante.

Ne risulta così che l’esoterismo, in quanto autentica saggezza cosmica, rimane in sostanza immutato rispetto allo scoperte della scienza naturale. L’esoterismo assume sempre nuove forme rinascendo in ogni epoca, luogo e popolo. Per questo molti filosofi dell’antichità, essendo iniziati agli antichi misteri, erano così progrediti rispetto ai loro contemporanei, perfino i nostri!


Tutti i pianeti esterni dopo Saturno, sono stati aggiunti secondariamente, cioè dopo la formazione del nostro sistema solare tra l’Era Lemurica e quella Atlantica, dopo il distacco della Luna.

Questi pianeti esterni, ancora di più oltre Plutone, sono il corpo fisico di esseri spirituali che non entrano direttamente nella nostra evoluzione cosmica.

Secondo l’Antroposofia, tutti i pianeti e corpi esterni a Saturno non hanno una connessione immediata con l’evoluzione terrestre, bensì sono formazioni di una precedente catena planetaria, dunque prima della nostra catena planetaria, che comincia nell’Antico Saturno con la formazione della Terra-Uomo.

Sono connessi invece all’evoluzione della Prima Gerarchia, ovvero Serafini, Cherubini e Troni.


Continua al link:
https://giorgiotarditispagnoli.com/2014/07/22/la-genesi-i-7-giorni-della-creazione/

 

Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.

Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.