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Quest’anno voglio augurare emozioni…

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Campane, conigli, agnelli, uova e fuochi: tutti insieme per Pasqua

Poichè si trovano in tutti i bar e supermercati vari subito dopo Natale… c’è tempo per comprarli tutti.  E ognuno ha i suoi preferiti .

Da piccola adoravo le pecorelle di zucchero e la nonna , che le nonne viziano sempre, me ne comprava in quella pasticceria che erano artigianali e quando arrivava Pasqua ne avevo una collezione. E le potevo sgranocchiare fino all’estate…un po’ mi facevano pena ma lo zucchero era troppo buono. Non troppo dolce e il profumo saliva un po’ su nel naso e strizzavo gli occhi

Anche ora che sono grande metto sulla tavola pasquale come segnaposto le pecorelle …per regalare dolcezza e amore ai miei commensali.

Pasqua è una festa di primavera celebrata in tutto il mondo e in ogni cultura.

E in tutto il mondo ci si affretta ad acquistare dolci a forma di colomba con o senza canditi, campane di cioccolato, agnelli di zucchero, leprotti di marzapane, e uova di tutte le dimensioni dolci o salate, purchè siano con sorpresa….
Perchè tutti i dolci prendono queste forme a Pasqua e non si mangiano i panettoni avanzati a Natale?
La “ tradizione” non è a caso…
PASQUA
La parola “Pasqua” deriva dalla Pasqua ebraica chiamata “Pesach”.
Mentre per gli ebrei questa festività aveva ed ha il significato di “liberazione”, per i cristiani rappresenta la resurrezione e cioè il passaggio dalla morte ad una nuova vita.
Il termine Pesach significa “passare oltre” e fa riferimento al racconto della Decima Piaga, secondo il quale l’Angelo Sterminatore al suo passaggio in Egitto avrebbe fatto morire tutti i primogeniti, fra cui il figlio del faraone.  L’Angelo della morte dunque “passò oltre” le porte dei figli di Israele segnate di sangue di agnello e da qui il nome Pesach per la Pasqua ebraica. La Pasqua ebraica festeggia la liberazione del popolo ebreo, grazie a Mosè, dalla schiavitù in Egitto.
La data di questa festa non è fissa , ma viene celebrata sempre durante la prima domenica successiva al plenilunio dell’equinozio di primavera ( per cui sempre tra il 22 marzo e il 25 aprile).
Del resto anche la primavera è il simbolo di luce e rinascita del mondo dopo il buio e il freddo dell’inverno.
LE CAMPANE
sono un simbolo religioso ed hanno il compito di annunciare e accompagnare eventi importanti e celebrazioni. Sono identificate con il suono della vibrazione primordiale e rappresentano l’unione fra cielo e terra.
Il termine in lingua italiana, Campana, è in realtà un termine latino, che significava “vaso di bronzo”.
Nella religione cristiana ( ed anche in quella indiana) le campane sono considerate la “Voce di Dio”.
Sant’Antonio teneva alla larga i diavoli tentatori del deserto tenendo una campanella attaccata al suo bastone.
San Patrizio che non si separava mai dalla sua campana mentre era in Irlanda a predicare il Vangelo e dopo la sua morte fu seppellito con essa.Trecento anni dopo la campana suonò dalla sua tomba e salvò il paese che stava per essere devastato da un incendio.
Nel medioevo si credeva che avessero un’anima e venivano benedette e dedicate ad un santo. Ancora oggi su molte campane antiche è possibile leggere delle iscrizioni che avevano lo scopo di scongiurare le catastrofi e favorire i raccolti.
Altro significato delle campane è la fertilità (sempre legata alla stagione primaverile): campana e batacchio simboleggiano infatti, per via della loro forma, gli organi riproduttivi.
La prima testimonianza scritta di esistenza della campane nella storia, la troviamo nella Bibbia, dove Aronne, il fratello di Mosè che era sommo sacerdote indossava, durante i riti religiosi, un mantello ornato di sonagli d’oro che gli permettevano di stare alla presenza di Dio.
Già nel 1500 esistevano in Cina le campane, e per ottenere il suono venivano percosse con mazzuoli di legno.
IL CONIGLIO
La tradizione anglosassone del “Coniglio di Pasqua” (Easter Bunny) è un riferimento pagano alla divinità Eoster.
Eostre è una divinità germanica collegata a vari aspetti del rinnovarsi della vita, patrona della fertilità. La divinità si diffuse, con relativo culto e usanze festive, a tutta l’Europa.
È assimilabile a Estia, dea olimpica greca che in tutto l’impero romano venne venerata con il nome di Vesta e al cui culto fu dedicato l’ordine sacerdotale delle vergini Vestali.
Il nome Eostre è di dubbia etimologia, anche se una ipotesi lo fa risalire al termine aus (o aes), che significa Est.
A Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata con testa di lepre.
La lepre di Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell’anno-il ritorno della dea, uova “sacre” erano scambiate sotto l’albero “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.
Questo carattere sembrerebbe far ritornare l’idea di Eostre come dea della vegetazione le cui caratteristiche sono simili ad altre divinità come Tammuz o Adone che sono collegate anch’esse a questa festività.
L’animale, poi, non è casuale, ma scelto non solo per le sue famose doti riproduttive ma anche e perché, secondo i Germani, le aree nere della luna rappresenterebbero proprio la lepre.
Una delle credenze era quella che, cibandosi dell’animale simbolo della divinità o meglio espressione stessa della divinità, non faceva altro che rendersi partecipe di quella scintilla di divino
in Germania vi è l’usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, chiamata Ostern, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal “coniglio pasquale” e in Inghilterra si fan rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio non sia completamente rotto.
I nativi americani Algonquin adoravano la Grande Lepre che si diceva avesse creato la Terra.
Nell’antica Europa i Norvegesi rappresentavano le Divinità lunari accompagnate da una processione di lepri che portano lanterne.
Anche la Dea aveva come inservienti delle lepri e la stessa Dea Eostre era raffigurata con una testa di lepre
La prima lunazione dell’anno astrologico è la Luna della Lepre e ci ricorda che stiamo entrando nel periodo irradiato dall’energia di questo animale.
Molti popoli a nord e a sud dell’equatore vedono nella Luna una lepre.
La lepre che dorme di giorno e saltella la notte, è un animale gentile e timido, ma pieno di vivacità e molto fertile, collegato alla luna, alla fertilità e quindi alla femminilità e alla Grande Dea.
Sembra che i Celti allevassero le lepri e che vi fosse un tabù che impediva loro di nutrirsi delle sue carni. Tuttavia esso veniva abolito per i festeggiamenti di Beltane, il 1 maggio, in cui era permessa la caccia alla lepre.
La lepre era un animale sacro della Dea britannica Andraste e i movimenti dell’animale venivano interpretati per divinare. La regina degli Iceni Boudicca, devota ad Andraste, aveva sul suo stendardo l’effigie di una lepre.
L’UOVO
Un’altro nome ancora della lunazione di primavera è Luna dell’Uovo, in parte perché molti uccelli si dedicano ora alla cova, ma anche perché l’uovo è espressione di potenzialità, il perfetto simbolo delle energie del momento.
L’Uovo si è schiuso ed è iniziata l’Era del Serpente
L’uovo di Oestara si è schiuso e il “serpente”, simbolo della Grande Dea, è uscito dal guscio e si manifesta nella vita che divampa nella natura dopo il lungo inverno.
 L’uovo è il simbolo della vita e della rigenerazione ed è presente in molte culture antiche.
L’uso di regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua è festa della primavera, dunque anche della fecondità e del rifiorire della natura.
Pare che i primi ad usare l’uovo come buon augurio siano stati i Persiani che festeggiavano l’arrivo della primavera con lo scambio di uova di gallina.
In Occidente questa usanza risale al 1176, quando il capo dell’Abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, appena rientrato a Parigi dalla II crociata, prodotti delle sue terre, incluse uova in gran quantità.
Una volta la Domenica di Resurrezione si chiamava «Pasqua d’uovo»: in molte cattedrali, al giovedì santo, si deponeva un uovo di struzzo nel sepolcro rituale insieme con l’Eucarestia e lo si ritirava il giorno di Pasqua cantando: «Surrexit Dominus vere: alleluia!».
In ogni tradizione l’uovo è simbolo di nascita e di rinascita.
«Omne vivum ex ovo», dice un proverbio.
Mangiare uova significava quindi augurarsi un buon anno nuovo. Nella cristianità ortodossa, al contrario dell’Occidente, il significato sacrale connesso al dono dell’uovo non è mai tramontato.
In Russia si chiama pysanky, dal verbo “pysaty“, “scrivere”, perché sul guscio autentico oppure di legno si tracciano simboli la sera del sabato: la decorazione avviene in silenzio, a tratti interrotta dalle preghiere e dagli antichi canti. La mattina di Pasqua ogni famiglia porta in chiesa per la benedizione il suo cestino di uova dipinte, coperto da una salvietta rituale.
Narra una leggenda ucraina che il demonio è legato da una catena formata da tanti anelli quante sono le uova che vengono decorate nell’arco di dodici mesi.
L’AGNELLO 
Sin dall’antichità era un importante simbolo sacro, soprattutto per quei       popoli di pastori, come Israele, che vivevano grazie al sostentamento che gli procurava il loro gregge e ragion per cui vedevano questo animale come un bene prezioso .
 Nella Bibbia l’agnello è entrato nella simbologia in rapporto con Dio per la sua  sottomissione e dipendenza dal suo pastore, della totale obbedienza alla Parola del Signore e al suo volere,  e spesso veniva usato come animale sacrificale.
Si ricorda infatti che proprio nella notte in cui Dio salvò il suo popolo dalla schiavitù, l’angelo sterminatore passò nelle case degli egiziani uccidendo i primogeniti e passò oltre le case degli ebrei che avevano segnato gli stipiti delle porte con il sangue dell’agnello sacrificato.
L’agnello pasquale viene mangiato come pranzo tradizionale della Pasqua ebraica, tradizione poi ripresa dalla religione cristiana,visto che i primi Cristiani erano in gran parte Ebrei convertiti è probabile che abbiano cominciato ad associare l’agnello sacrificale al sacrificio del Cristo “Agnello di Dio“.
Nelle costellazioni delle varie ere precessionali si riscontrano i simboli delle religioni di quelle epoche e il Cristianesimo conclude l’Era dell’Ariete, l’Agnello, e incomincia lEra dei Pesci.
Nei vangeli ci sono numerosi riferimenti sia all’essere Buoni Pastori di anime, pecore, fedeli, che Pescatori di anime, pesci. In effetti il simbolo primitivo del Cristianesimo non era la croce ma la Vescica Piscis.
LA COLOMBA
E’ da sempre un simbolo di pace.
La colomba si ricollega all’episodio della Genesi in cui si parla del diluvio universale. Infatti fu proprio la colomba alla fine del diluvio a tornare da Noè portando un ramoscello di ulivo nel becco a testimoniare la riconciliazione tra Dio e il suo popolo e indicare una nuova epoca per tutta l’umanità.
Ecco perchè la colomba che vola in un cielo azzurro con l’ulivo nel becco è in tutto il mondo simbolo di pace e gioia.
LA FESTA DEL FUOCO
La tradizione pasquale di accendere falò era legata ai rituali della rinascita primaverile.
Dai cosiddetti “ fuochi di gioia “ nasce l’usanza dei ceri pasquali.
In Germania i contadini fanno grandi roghi e spargono le ceneri nei campi per avere sicuri raccolti, mentre i tizzoni accesi servono nelle case a tenere lontano gli spiriti maligni. Questi rituali sono comuni a molti paesi d’Europa ed anche in molte zone italiane.
Durante le feste della Pasqua cristiana è abitudine bruciare fantocci di sterpaglie che vengono chiamati “ Giuda”. Nella tradizione più antica i rituali erano legati alle feste legate all’equinozio di primavera e alla rinascita del Sole dopo il buio invernale.
Un modo di imitare il cammino dell’astro e di portare in terra parte del suo calore è ancora oggi l’usanza di far ruzzolare  ruote infuocate giù per una collina o il correre nei campi con le fiaccole accese per imitare il percorso solare nel cielo.
In questa trad izione pagana si inserisce il cero pasquale, il fuoco sacro alla religione Cristiana . Così ecco che nelle chiese si spengono le luci, proprio a rappresentare il dominio assoluto del buio, visto come male, poi trionfa la luce, simboleggiata dal cero dal quale si accendono le varie candele, che si portano a casa come i pagani portavano i loro tizzoni accesi.
Così si dice Pasqua nel mondo:
Germania – Ostern
Francia – Pâques
Svezia – Påsk
Finlandia – Pääsiäinen
Olanda – Pasen o Pasen Zontag
Russia – Paskha
Grecia – Paskha
Inghilterra – Easter
Romania – Paste
             Sono solo spunti e ….
Buona Pasqua
fonti:
http://www.ilcalderonemagico.it
http://www.ilcerchiodellaluna.it
http://www.arimini.it
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Il Dente di Leone è un fiore, si mangia e ci si fa anche il miele

CIAO SONO IL DENTE DI LEONE

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Equinozio di Primavera 2025 : Fai nascere un fiore nel tuo giardino!

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Che buona notizia! Sei appassionato della lettura? Puoi diventare diventare professionista!

Tempo fa su FB girava una intervista ad una signora in metro che leggeva un libro e cosa più “sorprendente” anche il figlio accanto a lei! La domanda era :” Come mai suo figlio legge in metro come lei?” “ Lui ha sempre visto me leggere ! In casa, al parco, in gita al picnic…noi abbiamo sempre un libro in tasca!”

L’esempio è il miglior strumento per insegnare!E far venire la passione per leggere!Qualsiasi passione,del resto!

Leggere resta una delle più alte conquiste dell’umanità e solo quando la cultura è a portata di tutti si possono superare le disuguaglianze ed i conflitti razziali e religiosi.

Ed ecco perché è importante la proposta dell’associazione culturale Hamelin di formare una nuova categoria di professionisti, i cosiddetti “educatori alla lettura”, che con il progetto ‘Leggere per leggere Bologna’ apprenderanno gli strumenti più adeguati per introdurre i bambini al gusto e al piacere dei libri, ma anche per operare nell’ambito del volontariato all’interno di associazioni, biblioteche e poli culturali..

A Bologna sono ben 106 i ragazzi, tra i 22 e i 35 anni, che si sono candidati per diventare “educatori alla lettura”. Un ruolo che non vuole restare solo un’etichetta ma ha l’ambizioso obiettivo di diventare una professione a tutti gli effetti.

Di questi, sono 15 i giovani selezionati dall’associazione Hamelin di Bologna, che cura ‘Leggere per leggere Bologna’, il percorso di formazione presentato nell’ambito del progetto Pon Città Metropolitane 2014-2020 e del Patto per la lettura di Bologna.

Proprio grazie a questi due progetti, Hamelin ha a disposizione 300.000 euro per realizzare l’obiettivo di inserire i giovani ragazzi in contesti lavorativi, trasformando la passione per la lettura in un lavoro a tutti gli effetti.

Oltre che ad un programma didattico dunque, ‘Leggere per leggere Bologna’ “sarà un opportunità anche professionale molto importante che conferma come a Bologna la cultura offre anche una chance occupazionale importante“.

Come spiega Emilio Varrà di Hamelin, il percorso di formazione è iniziato da un mese e per ora le lezioni sono teoriche: “E’ fondamentale dichiarare la figura professionale dell’educatore alla lettura perchè è molto importante questo ruolo, troppe volte lasciato all’improvvisazione.E’ vero che “tutte le pratiche che possono diffondere la lettura sono valide in quanto tali, ma come tutti i mestieri anche questa va distinta e su questo insistiamo affermando la necessità di abituarci a considerare la diffusione della lettura come un vero e proprio lavoro”.

E se ci allarghiamo sul mondo queste iniziative sono già in atto da anni.

In Europa Il report del 2011 di Eurydice fornisce le linee guida sull’insegnamento della lettura nei sistemi educativi europei (Teaching Reading in Europe. Contexts, Policies and Practices, EACEA).

Da questo studio emerge che in Europa c’è realmente una forte attenzione al tema dei lettori e che è necessaria una figura specifica capace di affiancare l’insegnamento tradizionale e far nascere la passione per la lettura. Ovviamente supportato da materiale didattico differenziato e dalla riorganizzazione del ritmo di lavoro in classe.

Anche negli USA sono stati introdotte queste figure qualificate non solo nelle scuole ma anche in attività sociali parallele e organizzati corsi a vari livelli per qualificare questi “specialisti di lettura.”.

E tu scopri che il mondo è pieno di cose meravigliose e per conoscerle tutte,visto che la vita non ti basterà a percorrere tutta la terra, non rimane che leggere tutti i libri.” Umberto Eco

“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati e poeti, ma perchè nessuno sia più schiavo” Gianni Rodari

Fonti

https://hamelin.net/lxl-leggere-per-leggere-bologna/

ps://www.literacyitalia.it/corsi/lo-specialista-di-lettura/

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La rinascita esplode nella Luce che prende sempre di più il sopravvento!

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Ogni anno al Solstizio d’inverno è la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno. La fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo.


solstizio-inverno-2012

Solstizio d’inverno: 21 dicembre 

I cicli della natura e i riti per celebrarli mi hanno sempre affascinato. E dato che sono curiosa di trovare significati in ogni cosa mi documento. Da quando vivo al mare vedo l’orizzonte ed è facile seguire il viaggio del Sole avanti e indietro ( ovviamente è la Terra ) Mi emoziono ad ogni tramonto per il tripudio di colori sempre diversi e colmi di significato. Mi piace pensare che ogni sera mi manda un messaggio diretto al cuore .Perchè ovviamente questo è il linguaggio del Sole .Del resto non è forse per amore per la Terra che sta sempre allo stesso posto nell’Universo?

In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima.

Si verificano cioè la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.

Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Tre giorni dal 21 al 25 dicembre.

Tre giorni di buio apparente quindi occorrono perchè il Sole torni a mostrarsi visivamente a risplendere come fonte di ogni vita in cammino verso il nuovo ciclo dell’anno.

Ogni anno il Solstizio invernale appare come una fine e una rinascita. La fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo. E questo è il ciclo della Vita.

Le genti dell’ antichitá si consideravano parte dei fenomeni della natura che ritenevano l’espressione nella vita terrestre dei grandi cicli del cosmo.

Al centro di questi cicli c’era l’astro che scandiva il ritmo della giornata, la “stella del mattino” che determinava i ritmi della fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo. Temere che il sole non sorgesse più, vederlo perdere forza d’inverno riducendo sempre più il suo corso nel cielo, era un’esperienza che minacciava la vita di ogni regno di natura.

Così celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano fuochi per sostenerne la forza e per incoraggiare la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

celebrazioni-pagane

Questo avvenimento iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati, ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica.

Esso, inoltre, ispirò il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide).

Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”. (1)

Durante queste feste venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che, con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.
Spesso questi rituali avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati alla riproduzione. Da qui l’usanza, nelle antiche celebrazioni, di danze e cerimoniali propiziatori dell’abbondanza e in alcuni casi, come negli antichi riti celtici e germanici, ma anche romani e greci, di accoppiamento durante le feste.

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Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco.
Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita.
Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della Dea: all’alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perche’ anche se ora è regina del gelo e della oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconda riportando calore e luce al suo regno.
I solstizi possono anche leggersi come portali energetici, passaggi dimensionali per nuovi cambiamenti : ”il portale degli uomini”, corrispondente al solstizio d’estate, mentre il solstizio d inverno e’ ” la porta verso il divino”.
Il Solstizio d’Inverno corrisponde alla presa di coscienza della propria spiritualità, come uscita nella luce. Un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della “caverna” e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intellegibile”.
La rinascita solare rappresenta il simbolo della rigenerazione cosmica, e il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo, che rinnova la sua nascita spirituale, verso una maggiore acquisizione della sua consapevolezza, nelle notti del solstizio d’inverno.
E’ il momento in cui, quando la notte ed il buio sembrano prevalere e sovrastarci, è necessario mantenere accesa la fiamma della Coscienza, che al mattino con la Luce ci spingerà a nuove e potenzianti scelte per realizzare i nostri obbiettivi.
Questa è l’opportunità che ogni anno si rinnova nei “ tre giorni di buio” del solstizio invernale.
Il Sole ritorna sempre, e con lui la vita. Soffia sulla brace ed il fuoco rinascerà”.
nascita-del-bambino-solare

Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

(canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk)

Leggi anche:

Solstizio d’inverno ” Sol Invictus”

 
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31 ottobre! Un anniversario, ieri oggi e domani, da sempre e per sempre! E’ il momento di guardare oltre i confini dei mondi!

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Arcangelo Michele: ognuno di noi ha il suo drago da affrontare !

Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro. Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre. Ora tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza sarà accresciuta”.(Libro di Daniele Cap.12)
Nelle tradizioni esoteriche come nelle religioni cristiana ed ebraica l’Arcangelo Michele (il cui nome vuole dire Mi-Kha-El:” chi è come Dio”), fin dai tempi antichissimi, ha un ruolo particolare nella lotta che si combatte e si combatterà a livello individuale e collettivo, fino alla fine dei tempi, contro le forze del male.
L’azione dell’Arcangelo Michele appare straordinaria nei testi sacri come nelle interpretazioni moderne.
In questa epoca, infatti, un compito particolare e grandioso è svolto dall’Arcangelo Michele secondo Peter Deunov e Omraam Mikhael Aïvanhov, due maestri spirituali del cristianesimo esoterico.
Dirà Aïvanhov :
” Le forze presiedute dall’Arcangelo Michele sono forze di equilibrio, di giustizia, quindi di discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male.
Solo l’Arcangelo Michele è in grado di vincere questa forma pensiero manifesta.Con l’aiuto del suo esercito, realizzerà ciò che da secoli le moltitudini implorano dal Creatore. Ecco perchè dobbiamo collegarci all’Arcangelo Michele, chiedergli la sua protezione e la possibilità di operare con lui per accrescere la sua vittoria. La luce trionferà sulle tenebre: è stato predetto e così sarà.
Perchè non partecipare a quell’evento? I figli di Dio che saranno iscritti nel numero di coloro che avranno partecipato al combattimento dell’Arcangelo Michele, il Genio del Sole, questa potenza di Dio tra le più luminose, riceveranno il bacio dell’Angelo del fuoco. Tale bacio non li brucerà ma li illuminerà (op.citate).

Anche Rudolf Steiner si sofferma sul nuovo ciclo spirituale, sulla nuova era micaelica, e cioè sulla missione di Michele affermando che in questo ciclo spetta a Michele mostrare concretamente all’uomo la via per raggiungere il Cristo:

“ Nell’immagine del “combattimento di Michele col drago” viveva una forte coscienza del fatto che l’uomo, in virtù delle proprie forze, deve dare all’anima una direzione di vita che la natura non le può dare. L’odierna disposizione dell’anima è portata a diffidare di una simile coscienza, temendo di venire, a causa sua, estraniata dalla natura. Essa vorrebbe godere della natura nella sua bellezza, nella sua vita pullulante e rigogliosa, e non farsi privare di questo godimento dalla rappresentazione di una “caduta della natura dallo spirito”. Vorrebbe anche nella conoscenza lasciar parlare la natura e non perdersi nel fantastico con l’accordare ad uno spirito, che si elevi al di sopra della natura, una voce nell’aspirazione alla verità.”

“I veri pensatori sono coloro che servono Michele che essi considerano come il reggitore del pensiero cosmico. Michele infatti libera i pensieri dal giogo del cervello e gli apre il mondo del cuore…In lui l’immagine del mondo diviene rivelazione piena di saggezza che svela l’intelletto del mondo quale divina azione universale. In questa azione universale, vive la sollecitudine del Cristo per l’umanità; mediante la rivelazione universale di Michele, tale sollecitudine può così rivelarsi al cuore degli uomini”.

Doreen Virtue, psicoterapeuta, lavora in stretto contatto con il reame angelico attraverso la Angel Therapy. Chiaroveggente fin dalla nascita, insegna ai suoi pazienti a guarire la propria vita attraverso il contatto con gli angeli e il paradiso.

Nei messaggi ricevuti da Doreen Virtue, l’Arcangelo Michele invita a purificarci ed a trovare il nucleo divino che è in tutti noi. Le energie sono molto intense sul Pianeta in questo momento e le persone con una spiccata sensibilità che vogliono lavorare per la luce e l’amore devono prendersi cura di se stesse e dei propri corpi, essere punti di riferimento e di esempio.

Paola Giovetti, studiosa di tematiche esoteriche e spirituali, giornalista e scrittrice, redattrice della più antica rivista di parapsicologia, Luci ed ombre, ha compiuto una vasta ricerca da cui ha tratto il libro Le vie dell’arcangelo. Dalle ricchissime tradizioni relative all’ Arcangelo Michele appare chiaro il suo ruolo di vincitore del male, accompagnatore delle anime nell’ aldilà e di angelo terapeuta.

Anche i testi sacri dell’India contengono indicazioni significative sull’epoca nella quale viviamo denominata “Kali yuga” ovvero età del ferro, per evidenziare che in questa epoca l’umanità ha raggiunto un punto pericoloso di allontanamento dal Cielo, dalla spiritualità, dal proprio Sé superiore; secondo questi testi sacri dopo l’età del ferro, si sarebbe realizzata una nuova età dell’oro grazie all’intervento di un grande essere che dovrà discendere sulla terra aiutato da altri discepoli (Kalki avatar).

Ognuno di noi ha il suo drago da abbattere.
“Cosa c’è che non mi soddisfa, che non mi fa procedere nella direzione che vorrei dare alla mia esistenza?”
Male è ciò che limita la creazione del Bene  per me e per gli altri . Male sono gli ostacoli che con le mie convinzioni negative ho creato sul mio cammino verso la Luce.

La vittoria su noi stessi è il momento centrale del “ processo di individuazione” di cui parla Carl Gustav Yung.

E’ il momento di cambiare, di trovare la forza, il coraggio, la volontà e contribuire alla creazione di quel mondo nuovo che Michele auspica attraverso il simbolo del mappamondo, che vediamo nelle sue immagini. Ricordiamoci che le azioni che noi poniamo in atto sulla terra siano in sintonia con il cielo.
Quando scopriamo il tesoro che dentro di noi, allora noi voleremo liberi lasciando il vecchio per continuare come uomini nuovi, come co-creatori della manifestazione, in sintonia con il cosmo e le sue leggi.

La festa di Michele è dunque la festa della nostra resurrezione interiore.

Prestami la tua spada
affinché io sia armato
per vincere in me il Drago.
Riempimi della tua forza
affinché io sgomini gli Spiriti
che vogliono paralizzarmi.
Agisci entro di me
perché splenda la luce del mio Io
così ch’io possa compiere gesta
degne di te, Michael!
 ( Rudolf Steiner)

Fonti :

http://angeliradianti.com

www.larchetipo.com

http://www.antiguatau.it

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Segni nel cielo… Coincidenze?Sincronicità?Niente per caso?

Il 29 settembre è la festa dedicata agli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele…

Gli arcangeli che siedono accanto al trono di Dio e che insieme all’Arcangelo Uriel dominano i quattro elementi fisici che compongono la materia. Attraverso gli elementi portano la vita in ogni cellula del Tutto!

Michael, il FuocoGabriel, l’AcquaRaphael, la TerraUriel, l’Aria

Sono i governatori delle Gerarchie Angeliche che operano sulla Terra.

Coincidenza? Ci osservano e ci sostengono ?

2 foto di Laurin

Fonte delle notizie:https://www.facebook.com/mariarosaria.iuliucci/