Categoria: evoluzione
Da Natale dodici notti fino al 6 gennaio per progettare il futuro
Mi piacciono le usanze che celebrano le tante ricorrenze che scandiscono ii nostro tempo di vita.
Tanti sentimenti così diversi… le storie, le credenze, i riti , le tradizioni, come una storia infinita che di volta in volta si arricchisce di emozioni di tutti i toni , suoni di mille orchestre e luci multicolori delle albe e dei tramonti del mondo…
E ogni volta mi sento avvolta da una magica e intensa sensazione di far parte dell’eternità.
La notte appena trascorsa, quella che intercorre fra il 25 e il 26 Dicembre, è la Prima delle Dodici Notti del Natale.
Durante queste notti la splendente Berchta vola nei cieli e benedice i campi, così come le case e le persone, donando a ognuno ciò che ha meritato, nel bene e nel male.
Oggi, 26 Dicembre, è il Primo dei Dodici Giorni di Natale, e ognuno di questi giorni può essere dedicato a fare o creare qualcosa che richiami lo spirito natalizio e la benevolenza – e dunque la Fortuna – di Berchta e delle Fate-Dee Filatrici.
I giorni e le notti che vanno dal 24 dicembre (la sera di Natale) al 6 gennaio (sera dell’Epifania), dette le Tredici Notti Sante, sono un periodo molto particolare nel quale ci si sente spinti a rivolgerci a noi stessi nel più profondo, a guardarci attraverso il cuore.
Come di fronte ad uno specchio, i dodici mesi passati ci passano davanti uno dopo l’altro con tutte le esperienze vissute e contemporaneamente quelli che verranno.
Il primo giorno corrisponde al primo mese trascorso (gennaio) e all’ultimo futuro (dicembre); così allo stesso modo per il secondo (febbraio-novembre), il terzo (marzo-ottobre), ecc., sino al dodicesimo per dicembre e gennaio. Il tredicesimo, l’Epifania, è dedicato alla sintesi di tutto. («Epifania», dal greco, significa “manifestazione”, di ciò che è stato nascosto)
Ogni giorno corrisponde anche quindi ad un segno zodiacale e alle sue qualità ed è un ottimo esercizio meditare su ognuna di essa, anche quelle che meno sentiamo appartenerci.
Le 12 notti sante sono state istituite nel 567 d. c dal Concilio di Tours e rappresentano il periodo che unisce il Natale all’Epifania,
Gli studiosi di folclore hanno spesso attribuito ai Dodici Giorni di Natale un’origine pagana, derivata da festività germaniche. Pare però si tratti più semplicemente di un tentativo della Chiesa di unire il Natale all’Epifania.
Una pratica, forse la più preziosa, è giunta fino a noi nascosta in una canzone che porta proprio il nome dei 12 giorni di Natale: questa pratica è la ricapitolazione. La canzone, che risalirebbe al XVI secolo, presumibilmente in Francia ma ora entrata tra i canti natalizi tradizionali inglesi, ha una struttura particolare : ogni strofa narra di un dono simbolico ricevuto ogni notte ricordando, a ritroso, tutti gli altri.
La ricapitolazione è dunque un viaggio che ci fa vedere il passato con uno sguardo più obbiettivo. In ogni esperienza possiamo trovare altri punti di vista, insegnamenti, risorse inaspettate , cambiamenti necessari per procedere con fiducia e leggerezza e magari trovare altre strade.
Giorno dopo giorno ci arricchiamo di nuova consapevolezza per formulare i propositi che ci guideranno verso il futuro suggeriti dai 12 guardiani del tempo!
La sequenza inizia col segno dell’Ariete in quanto è il primo segno dell’anno solare. Rappresenta la forza del germoglio che emerge dalla terra oscura, come il sole nascente, dalla crisi del solstizio.
Notte del 26 Dicembre. Capricorno. Mese di Gennaio. Virtù: coraggio.
Notte del 27 Dicembre. Aquario. Mese di Febbraio. Virtù: discrezione.
Notte del 28 Dicembre. Pesci. Mese di Marzo. Virtù: generosità.
Notte del 29 Dicembre. Ariete. Mese di Aprile. Virtù: devozione.
Notte del 30 Dicembre. Toro. Mese di Maggio. Virtù: equilibrio.
Notte del 31 Dicembre. Gemelli. Mese di Giugno. Virtù: perseveranza.
Notte del 1 Gennaio. Cancro. Mese di Luglio. Virtù: distacco.
Notte del 2 Gennaio. Leone. Mese di Agosto. Virtù: compassione.
Notte del 3 Gennaio. Vergine. Mese di Settembre. Virtù: cortesia.
Notte del 4 Gennaio. Bilancia. Mese di Ottobre. Virtù: ottimismo.
Notte del 5 Gennaio. Scorpione. Mese di Novembre. Virtù: pazienza.
Notte del 6 Gennaio. Sagittario. Mese di Dicembre. Virtù: utilizzo del pensiero.
Nella raccolta di conferenze “Le Tredici Notti Sante” di Rudolf Steiner, si accenna ad una magnifica antica saga norvegese, conosciuta come “Il canto del sogno”, che narra di come Olaf Asteson venga iniziato durante il sonno che lo colse la sera di Natale e che durò ininterrottamente fino al 6 gennaio; egli vive tutte le esperienze che l’essere umano deve sperimentare attraverso le incarnazioni dall’inizio del mondo fino al Mistero del Cosmo.
«La dodicesima notte» è anche il titolo di quella che, a giudizio di molti critici, è la più perfetta commedia di Shakespeare, il cui titolo ha suscitato da sempre la curiosità di numerosi studiosi alla ricerca del nesso con il contenuto della commedia, che pare fu rappresentata per la prima volta proprio il giorno dell’Epifania del 1601.
Ci sono vari antichi riti, tradizioni e usanze: basta, per ogni giorno e ogni notte, annotare sogni, immagini, ispirazioni, nuove idee, avvenimenti o incontri importanti, fatti accaduti nel personale e nel mondo, nel presente e nel mese passato e cercarne le risonanze.
Immagina per il futuro le qualità, i colori, le forme che queste risonanze possono sviluppare, liberate dai tuoi giudizi.
Non sono necessarie ore ogni giorno, possono bastare anche pochi minuti…
Trova magari un momento particolare che resterà un appuntamento quotidiano tra te e il tuo Io Superiore e vivi ogni giorno con consapevolezza e felice curiosità.
Scoprirai come questo lavoro ti porterà le energie e le qualità necessarie per affrontare l’anno che sta per iniziare, facendo luce su legami nascosti tra gli avvenimenti apparentemente lontani nel tempo e nello spazio, trovando nuova unione tra te e l’Universo.
E vedrai nuovi propositi più realizzabili perchè le tue scelte sono partite dal cuore e sarà la visione di un futuro più possibile e luminoso ad appassionarti della tua vita.
Love Laurin
Love Laurin
A che serve la giornata internazionale “contro” la violenza sulle donne
A che serve?
Bella domanda… che fa riflettere.
L’ora del momento significa “ una presa di posizione di donne e uomini “ che scendono in piazza per richiamare l’attenzione … le motivazioni sono varie e tutte valide.
A me viene in mente “ dignità ”
Una parola dimenticata, obsoleta, fuori moda.
Un valore che impegna ogni essere umano a rispettare la sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Parole, parole, parole, soltanto parole…parole d’amore!
Se non ora, quando?
Il primo amore è verso se stessi. Cosa penso di me. Cosa voglio essere in questa vita. Quali cose voglio fare per raggiungere i miei obbiettivi. Quali mezzi ho a disposizione.
Quali qualità e risorse riconosco in me.
Poi le scelte.
Se non ora, quando?
Il primo rispetto è verso se stessi.
Essere coerente con le scelte fatte ed impegnarmi ad ottenere gli obbiettivi.
Essere per essere, esistere con dignità.
Non essere per avere. L’avere è effimero, non è una esigenza del cosmo.
Il primo amore è verso se stessi, poi automaticamente è per gli altri.
Negli altri mi riconosco, riconosco la loro umanità, le loro qualità di esseri pensanti e consapevoli delle loro scelte.
Come rispetto me stessa rispetto gli altri.
Se non ora, quando?
L a prima lealtà è verso se stessi.
Il primo avversario sono io, i giudizi che mi do, le scuse che mi trovo per giustificare le mie paure, il trasgredire alle regole che io stessa mi sono date, per opportunità, per pigrizia, il mettermi in dubbio invece di agire.
Se non sono leale verso me stessa come posso pretendere lealtà da altri.
Se non ora, quando?
La prima uguaglianza è sentirmi parte dell’umanità.
Sentirmi quell’essere umano che ha coscienza della sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Un essere umano degno di questa nominalizzazione è un abitante di questa terra.
Esseri umani compongono ogni nazione, ogni razza, ogni religione, ogni stato sociale, ogni età, ogni sesso.
Una pecularietà degli esseri umani è la necessità di rapportarsi tra loro.
Per creare, costruire, progredire, conoscere il micro ed il macrocosmo.
Così è nata quella che chiamiamo civiltà.
Se non ora, quando?
La prima responsabilità è verso se stessi.
Come posso creare un rapporto paritario, di amore, rispetto, lealtà, se ho un rapporto ambiguo con me stessa?
Se costruisco un rapporto ingabbiato in rigidi ruoli predeterminati dalle consuetudini?
Se considero una libertà raggiunta il ribaltamento di questi ruoli ?
Se considero l’altro comunque un avversario ?
Se non ora, quando?
Quando affermare dignità è uno dei miei valori fondamentali.
Quando lo sono e lo insegno con i miei comportamenti, le mie scelte.
Quando mi sento degna di appartenere al gruppo umanità.
Ieri, oggi , sempre.
“Se non lo faccio io, chi lo farà?
Se non lo faccio adesso, quando lo farò?
Se lo faccio solo per me stesso, chi sono io?”
(Hillel, cabalista del 2° sec. a. C.)
Opere di Marc Chagall
Il 2 novembre e i bambini
Mia nonna era un’artista. Una pittrice.
La sua specialità erano miniature su pergamena che perlopiù rappresentavano parenti dei committenti o madonnine o scene di paesaggi romantici con damine e puttini beneauguranti
Questi ultimi soggetti li dipingeva anche su tele grandi come pareti che sembrava poterci entrare.
Una in particolare ricordo che era rimasta in casa ,uno scorcio di un lago circondato da piante e cespugli fioriti che nascondevano le sponde.
Al centro una barca scivolava sull’acqua e damine in pizzi e taffetà e abbondanti ricci alla brezza ammiccavano ad altrettanti amorini sparsi qui e là.
A me piaceva moltissimo e stavo ore ad immaginarmi lì, affascinata ed ero certa di sentire le risatine delle damine, il fruscio della barca e il canto dell’usignolo sul ramo.
“Quando non ci sarò più andrò in un giardino come questo, ”
“ E io potrò venire a trovarti, vero nonna?”
“ Certo bambina mia, ogni volta che penserai a me!”
E io, anche se non capivo perchè la nonna doveva andare via ad un certo punto, mi sentivo rassicurata che quel giardino mi era familiare… forse c’ero già stata, chissà… e mi sembrava normale che si potesse entrare e uscire e rientrare in un posto così bello..
Io credo che i bambini, fino a che non sono modellati dalle convinzioni degli adulti, vedono nell’ aldilà un luogo di luce nel quale vanno, ad un certo punto della vita, quelli che vanno via.
E quindi considerano la morte come un passaggio da un mondo all’altro.
Del resto si ricordano benissimo, se interpellati, che da lì, da un meraviglioso giardino di luce sono venuti, per concretizzare un atto d’amore dei loro genitori e vivere nella luce.
E perchè dovrebbero averne paura? O mettere in dubbio che non esistono altri mondi dove fate, gnomi, Jake o’Lantern, convivono in armonia nella loro diversità?
Sono tante le culture che festeggiano la morte come un ritorno a casa.
Gli adulti hanno paura perchè dimenticano, annebbiati dalle sovrastrutture delle convinzioni comuni che vedono la morte come una fine di tutto.
Ai bambini possiamo insegnare che le persone care che non vediamo più, e che ci mancano certo, sono sempre con noi in ogni momento, in ogni luogo, basta ricordarle con l’amore che ci hanno dato in vita.
Ai bambini possiamo raccontare che quella che al bruco appare come una morte, per la farfalla è la nascita, l’inizio della sua esperienza.
Ai bambini possiamo dare la fiducia in una vita che loro stessi sapranno costruire e che la luce e l’ombra dipende dal punto in cui si guarda.
Ma i bambini già lo sanno. Sta a noi ricordare loro che sono stelle.
Se siamo capaci di sentire la voce della stella dentro di noi.
Love Laurin
Le cicale e le formiche…Io sto con le cicale!
Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!
Gianni Rodari
E mentre, cullata su un dondolo all’ombra di un albero che muove le sue foglie ritmicamente da un fresco venticello, accompagnata dal dolce canto delle cicale, sorseggiando una bevanda ghiacciata …( fotografia simbolo dell’estate) mi viene spontanea una riflessione…( alla fine dell’articolo!)
“La cicala e la formica” è una favola famosissima, scritta da Esopo e arrivata a noi grazie a Jean de La Fontaine
E’ una favola che fa comodo agli adulti per modellare i bambini secondo le proprie credenze alla concezione di fatica continua per ottenere una vita dignitosa e soddisfacente.
Morale: per raggiungere qualsiasi obbiettivo ti proponi nella vita devi meritartelo lavorando con fatica e abnegazione.
Io sto con le cicale! Sono sempre stata dalla parte delle cicale.
Da piccola le immaginavo nelle loro vesti dorate sul tappeto verde brillante delle foglie cantare ad ogni ora del giorno e anche della notte, come dive, protagoniste indiscusse dell’estate .
E quelle antipatiche delle formiche, sapientone che non guardano mai verso l’alto e come possono sapere che c’è il cielo azzurro e il sole e le stelle ?
E stanno sempre in lunghe file con grandi e pesanti pesi sulle spalle!
Mai, io cicala, mai andrei a chiedere loro aiuto per l’inverno! Meglio cantare una sola estate!
E poi ci saranno degli altri disponibili a darmi qualcosa da mangiare!
Dopotutto rinascerò fra 17 anni soltanto! ( Ho trovato questa singolare notizia facendo una ricerca .)
Ma prima un pò di storia per supportare la mia preferenza.
Per gli antichi Greci, le cicale erano figlie della Terra o, secondo alcuni, di Titone e di Aurora.
Specialmente gli ateniesi le onoravano: Aristofane rammenta le cicale d’oro, ornamento per i capelli degli Ateniesi nobili all’epoca arcaica e nella celebrazione dei Misteri eleusini in onore di Demetra, era uso portare nei capelli una fibula a forma di cicala, così come durante la celebrazione dei misteri di Era a Samos.
Platone, nel dialogo Fedro, espone il mito delle cicale, secondo cui esse sarebbero nate, per mano divina, dalla metamorfosi di antichi artisti, specie nel campo musicale e dell’eloquenza, che avevano smesso di mangiare e accoppiarsi per amore della propria disciplina.
Secondo Apollo la cicala simboleggiava l’iniziazione ai misteri, poiché essa, anziché cantare con la bocca come tutti, emette suoni dalla coda.
La cicala era anche simbolo di purezza: seguendo un’errata credenza ripresa da Plinio il Vecchio in Naturalis Historia, XI, 93-94, si riteneva che le cicale si nutrissero di sola rugiada e ciò faceva sì che il loro corpo non contenesse sangue e non dovessero espellere escrementi, e di qui l’idea della purezza.
Il fatto poi che la cicala viva una sola estate ma le sue larve rinascano in quella successiva direttamente dalla terra ne ha fatto l’emblema di una resurrezione a nuova vita dopo la morte persino presso i cinesi.
Per quanto mi riguarda, quando ho un obbiettivo, un sogno da realizzare, il percorso per raggiungerlo è una parte integrante e affascinante .
E’ la programmazione di tutti i passi, obbiettivi intermedi, che mi fanno arrivare fino in fondo.
Tante esperienze anche tanti cambi di rotta. Ma sempre con l’obbiettivo ben un vista. E con piacere di vivere ogni piccolo passo che da ogni esperienza imparo e mi arricchisco. E ci credo, è una mia scelta, a volte mi sembra di cadere ma il pensiero di raggiungere l’obbiettivo mi fa alzare subito. So che con passione, con amore, con fiducia nelle mie risorse arriverò fino in fondo.
Otterrò quello che voglio.
E’ una mia scelta. Non voglio stare in fila, sarà rischioso? Sarà più divertente e mi scoprirò.
A volte mi è capitato di riconoscere improvvisamente il mio obbiettivo realizzato, tanto ero stata presa dal percorso.
Cara formica “ se ti concentri su una sola stella perderai l’immensità dell’universo” e tu nemmeno sai che ci sono le stelle.
Pensi solo a fare le scorte per una stagione che verrà . E sei sicura che poi quella stagione verrà? Accumuli, accumuli … e se farai indigestione?
E intanto tu hai rinunciato anzi non hai proprio immaginato che ci sia una stagione diversa, che si può esistere in un altro modo, alzando ogni tanto lo sguardo alle stelle, alla luce, a cantare…
Che tristezza ,ma tu non hai nemmeno la gioia di trovare l’obbiettivo raggiunto o meglio non supponi nemmeno che ci sia un obbiettivo diverso.
E già se ti guardassi intorno, se allargassi il tuo punto di vista, già scopriresti una realtà diversa.
Ma come puoi che sei in fila faticando per ottenere un obbiettivo comune ,sì, e l’ha fatto tua madre, e prima tua nonna e la tua bisnonna e… si perde nella notte dei tempi e lo fanno tutti per il nobile bene comune.
Poi arriva improvvisamente un piede grande grande, e a volte nemmeno tanto grande, che cancella tutte le formiche e tutto il tuo lavoro.
E non hai mai cantato una sola estate.
Ma che ne sai come si canta in estate e cosa è l’estate.
Non è un peccato? Non ti sembra una esistenza non vissuta?
Ma che ne sai tu dell’esistenza? Ti hanno insegnato a fare così e ti hanno letto persino le favole per insegnarti a fare così!
Io sto con le cicale!
Riflessione:
E poiché penso che tutto nell’Universo ha un suo perchè… io ho preso un pò qui e un pò là e dalla cicala e dalla formica! Spensierata e determinata nel perseguire i miei obbiettivi!
Love Laurin
25 Luglio , il giorno fuori dal tempo! E l’ieri è stato e il domani inizia…
Forse non sai che c’è un giorno che si dice “ fuori dal tempo”
A me dà un senso di pace interiore …tutti i contrasti si uniscono in una sola armonia di luci e colori e danzano nella mia mente e nel mio cuore… e sono appagata e sospesa e serena … che il futuro sarà proprio come i miei sogni…
E’ perchè gli antichi che contavano il tempo nel rispetto assoluto della natura secondo le fasi lunari quindi ciclo di 28 giorni per 13 lune, 364 giorni per un anno ( energia femminile)
Poi sono arrivati i Romani che hanno stabilito che il tempo si contasse secondo il Sole , 365 giorni per un anno ( energia maschile)
Il giorno della differenza cade il 25 luglio ed è “il giorno fuori dal tempo”
Il 26 Luglio è il giorno in cui la Stella Sirio sorge insieme al nostro Sole, stabilendo la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo.
Ci sarebbe molto da dire su tutto ciò…
Non ti suscita immagini e sensazioni “un giorno fuori dal tempo” che scandisce il passaggio da un anno all’altro?
Un momento di spazio tempo carico delle energie dell’anno passato e di quelle scalpitanti dell’anno futuro!
Una bolla magica di un tutto carico di luci ed effetti… e tu sei lì che ti viene voglia di entrare e godertela respirando questa energia tonificante..
Del resto il passato è dietro, il futuro davanti a te , ma ancora da iniziare.
Fermati! Qualcuno ha detto “Riposati: un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante!”
Alcuni lo chiamano il tempo della Ricapitolazione…
Che brutta parola, ha un suono che non mi piace.. un suono di giudizio su ciò che hai fatto e ciò che farai…con i soliti parametri, i soliti esempi, le solite credenze…
Tutta roba tua ? Mah..
E se ti liberassi la mente e guardassi fuori e soprattutto dentro di te in un’altra ottica ,quella delle emozioni. .
Allarga le tue percezioni, cogli le sfumature della realtà che ti circonda, immaginati come un bouquet di fiori e colori , identificati con la natura che ripete un ciclo dopo l’altro sempre con le stesse regole eppure rispettando i cambiamenti necessari…
Del resto ogni essere umano fa parte del programma: pianta qui, raccogli là, cambia genere, cambia colore, più luce, più ombra. Farfalle, coccinelle grilli…con te.
Come un giardino, ma che giardino , il tuo unico e irripetibile rigoglioso spazio. Ogni anno si arricchisce dei tuoi sogni realizzati.
Il giorno fuori dal tempo per scoprirti oltre il tuo solito modo di pensarti.
E vedrai quanto hai da scoprire! Tu sei il cielo, non un temporale di passaggio!
Guarda proprio dentro di te c’è una stella, unica e irripetibile, che manda infiniti bagliori multicolori e fa nascere farfalle di emozioni che aprono il tuo cuore.
Come un Sole interiore che nutre amorevolmente ogni tua esperienza e scelta.
Sentiti coccolata dalle stelle che sei fatta della stessa sostanza.
E ieri è stato e domani è il nuovo inizio!
Love Laurin
Opera di Claude Monet (1840 – 1926)
La storia della Stella Tessitrice (Vega) e del Guardiano di Buoi (Altair)
Alfa Lyrae, la brillantissima Vega, è la stella di questo mese
Io sono curiosa e sono certa che ogni cosa che è lì ha un suo perchè. E una storia. E anche ogni esperienza ha un significato . Che voglio sapere e imparare.
E mi interessano i punti di vista. Che dipendono da tante variabili.
Tempo luogo coscienza. Anni fa ho comprato una enciclopedia di storia comparata..
Tutti vedono le stesse cose sotto lo stesso cielo nello stesso momento.
Tutti chi? Tutti gli esseri umani e pensano e fanno cose diverse da sempre.
Quando? Dove ? Come? Perchè?
Ne ho fatto un gioco a scuola per far conoscere le storie del mondo.
Ognuno ha le sue domande e le sue risposte. Ci si confronta e si impara.
Questa storia di una cultura così lontana ma vicina mi è piaciuta.
Vega appartiene alla costellazione della Lira e insieme a Deneb e Altair forma il famoso “Triangolo estivo”. Alle nostre latitudini è uno degli astri più sfolgoranti, insieme a Sirio, di cui sembra meno brillante solo perché più distante, 27 anni luce, e ad Arturo, di cui sembra invece più brillante perché di intenso colore bianco; Vega è 58 volte più luminosa del Sole.
Fu la prima stella a essere fotografata, all’Osservatorio di Harvard, nel luglio 1850 e il suo diametro uno dei primi ad essere misurato, nel 1963, con l’interferometro di Narrabri, in Australia.
Il suo nome ha origini arabe; gli Arabi immaginarono questa costellazione come un’aquila, dalle ali semichiuse, che porta uno strumento musicale, e la chiamarono Ai Nasr al Waki.
Nel tempo la costellazione fu vista sempre come una lira, e la parola Waki, trasformata in Vega, passò ad indicare la sua stella principale. Circa 14.300 anni fa Vega è stata “stella polare” e tornerà ad esserlo fra circa 12.000 anni, e questo a causa del movimento di precessione dell’asse terrestre.
Vega era dunque una stella importante già nell’antichità e certamente nella preistoria essa veniva usata come indicatore del nord. Ciò forse spiegherebbe come mai Vega fu usata dagli antichi Egizi per l’orientazione dei loro templi.
La storia di Niulang e Zhinu:
la Stella Tessitrice (Vega) e il Guardiano di Buoi (Altair)
Zhinu, figlia dell’Imperatore e della Regina del Cielo, era una bravissima tessitrice. Sedeva ogni giorno accanto al suo telaio celeste e tesseva splendidi arazzi con i colori dell’alba e del tramonto. Anche le nubi, nel loro correre sospinte dal vento, si fermavano per ammirare gli splendenti colori nel cielo.
Un sera d’estate, stanca per il lavoro, mentre osservava un ruscello che scorreva vicino al palazzo imperiale, udì da lontano provenire una musica dolcissima. Incuriosita non esitò ad immergersi nelle acque del fiume. Disteso sull’altra sponda il giovane Niulang suonava il flauto riposandosi dalle sue fatiche di guardiano di buoi. I due giovani si conobbero e cominciarono a suonare e cantare insieme.
Ogni giorno Zhinu attraversava il fiume e raggiungeva Niulang. Finirono così per innamorarsi. Per il suo matrimonio Zhinu preparò un bellissimo abito fatto di gocce di rugiada e della luce delle stelle. La notte delle loro nozze era così luminosa che anche le persone che vivevano sulla terra si chiedevano il perchè la Stella Tessitrice avesse un tale splendore che non si era mai visto prima.
Furono sposi talmente felici che dimenticarono completamente il proprio lavoro !
Il cielo si offuscò perchè Zhinu non tesseva più luminosi tramonti ed albe ed il suo telaio era ricoperto di ragnatele. Niulang non custodiva più i suoi buoi che girovagavano senza controllo addentrandosi perfino nella costellazione vicina dello “Staio Settentrionale e Meridionale” facendo così adirare gli dei.
In particolare la Regina del Cielo, madre di Zhinu, si infuriò moltissimo poichè un bue era entrato nella sua camera da letto ed aveva fatto cadere sul pavimento le sue spille d’argento per i capelli. La Regina allora prese una spilla e disegnò una linea attraverso il cielo lungo il ruscello vicino al palazzo. Con questo unico gesto creò un grande fragoroso Fiume d’Argento, il nome che i Cinesi danno alla Via Lattea. La Regina del Cielo decise di separare i due giovani e pose Niulang su una riva del fiume e Zhinu sull’altra.
Zhinu, disperata, piangeva dal mattino alla sera, ma ricominciò a tessere le sue splendide tele. Niulang riprese nuovamente a portare al pascolo i suoi buoi, ma era profondamente triste e nei momenti di riposo non suonava più il suo flauto.
L’Imperatore del Cielo, impietosito dalla disperazione della figlia, decise che un giorno all’anno, il settimo giorno del settimo mese, i due sposi avrebbero potuto incontrarsi. Zhinu chiamò allora in suo soccorso delle gazze che arrivarono in volo dalla terra e formarono un ponte (sopra la stella Deneb nella costellazione del Cigno) attraverso il vasto e profondo Fiume Argentato. Zhinu saltò sulle loro schiene, come un tempo era saltata sulle pietre affioranti nel ruscello per raggiungere l’amato, e trascorse con Niulang un’ intera giornata insieme.
Le persone che vivono sulla Terra, quando il giorno seguente all’incontro dei due innamorati scorgono le gazze, possono notare le loro penne arruffate, segno che la Principessa Tessitrice è saltata sulle loro schiene.
Durante il resto dell’anno Zhinu intreccia i colori del cielo e Niulang pascola i buoi celesti, sognando il giorno in cui potranno incontrarsi di nuovo.
La storia della Principessa tessitrice e del Guardiano di buoi è molto popolare in Cina. Di essa si trovano diverse versioni con piccole varianti nella trama.
In alcune città della Cina ci sono ancora alcune feste dedicate alla Principessa Tessitrice. Esse si tengono nel settimo giorno del settimo mese lunare del calendario cinese (chiamato Qi Xi /the Night of Sevens) alle finestre vengono appesi drappi di colore rosso (il colore delle nozze) ed in questo giorno si celebrano molti matrimoni.
La seguente trascrizione è a cura della Biblioteca dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.
Dialogare con la luna piena si può…

Che fai tu luna, in ciel ? Dimmi, che fai, silenziosa luna ?
Diceva il poeta…
da sempre il plenilunio mi attrae soprattutto da quando vivo al mare …
“ macchè silenziosa! Ti mando messaggi…e adeguati al momento… ai tuoi momenti…ognuno può cogliere il suo…”
ma… certo! …quindi cosa mi vuoi dire con questa stradona, anzi autostrada che porta a un infinito che ancora non immagino…
“ E’ la strada che hai percorso ultimamente, una signora strada…ricca di esperienze… di scelte ponderate… di emozioni alla massima potenza… di risoluzioni di rapporti del passato…di condivisioni… di affetti ritrovati …di entusiasmi e di incertezze…di scoperte di risorse…
tutti gli aspetti di un sogno che si è realizzato… un desiderio profondo messo da parte senza accorgertene!”
I grandi cambiamenti mettono paura a tutti!
“ Tu non sei tutti! Nessuno è tutti se si sa guardare dentro.
In fondo alla tua strada c’è già il tuo sogno realizzato.
Anzi, ti dico, che si sappia …succede che tu sei nel sogno già e non lo vedi, anzi è già materializzato..e la cosa meravigliosa è che l’hai creato tu…
e tutto intorno a te splende della tua Luce…”
veramente è la tua! di Luce!
“ Io aggiungo solo più luce ! E tu intorno hai luci che splendono come te , per te, che sono lì per te e tu per loro, che credono nei loro sogni e li materializzano, ogni sogno realizzato è l’obbiettivo raggiunto!”
E mentre sento vibrare la luce dentro di me, la Luna mi accompagna a illuminare il sogno realizzato di aver riunito i miei più cari affetti sotto lo stesso tetto in un abbraccio che non ha fine.
Guarda anche tu la luna ! Ha un messaggio per te! Da sempre e per sempre!
Buon Plenilunio di Luglio 2025! Love Laurin!
Foto di Laurin
Lo facevano le nostre nonne! Oggi si può fare in tutto il mondo…riciclare le saponette!
Rivisitare abitudini del passato è di moda.
E tornando indietro nel tempo, molto ma molto indietro, spesso di secoli, si scoprono usanze inaspettate… è noto che Poppea la moglie dell’imperatore Nerone si lavava nel latte di asina…ma non c’erano le saponette di asina…
Comunque mi è sempre piaciuto avere in bagno saponette profumate ai fiori…e quando diventavano piccole piccole, che ci crediate o no, le mettevo tutte insieme per farne altre…
Vi assicuro che c’è una grande soddisfazione in questo creare qualcosa di nuova forma con avanzi.. E poi il profumo che ottengo è una mia esclusiva …e contribuisco al riciclo… anche quello di moda…
Mentre trascorre l’estate in Cambogia con una ONG chiamata Trailblazer Cambodia Organization, Samir Lakhani , un ragazzo della Pittsburgh University vede una madre che lava il suo bambino con detersivo per lavatrice.
Scosso da questa scena, lo studente della Pittsburgh University inizia a riflettere su una possibile soluzione.
Il sapone è spesso considerato un lusso in Cambogia, tante famiglie ricorrono allo sfregamento dei corpi con la cenere, oppure utilizzano prodotti per la pulizia industriale.
Samir ha un colpo di genio, si rende conto che Siem Reap (una vicina meta turistica con oltre 2 milioni di visitatori l’anno) è anche la sede di oltre 500 alberghi.
Lo studente decide allora di inventare una formula di sanificazione e riciclaggio per saponette d’albergo che altrimenti sarebbero destinate alla spazzatura. Samir torna all’università, si laurea in studi ambientali, e inizia un crowdfunding per finanziare la sua idea.
Due anni dopo nasce la Eco-Soap Bank.
Dall’inizio del progetto, l’azienda ha fornito a 650 mila cambogiani delle saponette pulite.
La Eco-Soap Bank lavora in Cambogia dal 2014, ed è una non-profit che ha l’obiettivo di contribuire al problema dell’alto costo dei prodotti igienici in Cambogia e contemporaneamente ridurre gli scarti prodotti dai turisti.
Si stima che il 75% della popolazione rurale cambogiana non ha accesso a un prodotto come il sapone.
Che cosa fa, dunque, la banca del sapone? Prima di tutto raccoglie le saponette usate ma non ancora consumate dagli hotel cambogiani. Questi scarti di sapone vengono sanificati e trasformati in nuove saponette, che vengono così donate a ospedali, cliniche, scuole, orfanotrofi e comunità che non hanno strumenti igienici.
Stando all’azienda, sono oltre 170 mila le saponette riciclate finora, a favore di circa 660 mila persone.
Oggi l’impresa ha una trentina di dipendenti che possono vendere i prodotti eco-friendly, sono riusciti a portare il sapone nelle scuole locali e stanno educando i giovani sulle corrette tecniche di lavaggio delle mani. Un’idea semplice ma rivoluzionaria, che potrebbe avere i suoi effetti anche in altre parti del mondo: negli Stati Uniti, ad esempio, le catene alberghiere gettano nei rifiuti 2,6 milioni di saponette ogni giorno.
Grazie a Samir, questi prodotti potranno trovare nuove mani meno fortunate pronte ad accoglierle.
Anche Shawn Seipler che frequenta spesso gli hotel e si è incuriosito della vicenda delle saponette.
Si è chiesto dove finissero tutte quelle saponette usate.utilizzate magari una volta soltanto? Fanno la fine che in molti di voi sospettavano: vengono buttate.
Uno spreco enorme: circa 5 milioni di saponette al giorno finiscono nella pattumiera.
Un dato allarmante, ma che certo non stupisce visto il consumismo crescente, vista l’epoca dell’usa e getta in cui viviamo.
Anche Shawn Seipler ha avuto un’idea che può rivoluzionare la vita di milioni di persone.
Anche Seipler ha messo su l’azienda Clean the World che ricicla le saponette usate negli hotel. Succede a Orlando in Florida
Il sapone viene sciolto e usato per riconfezionare nuove saponette destinate alle popolazioni indigenti dei Paesi Africani.
Lo stesso riciclo avviene per le bottigliette di shampoo e bagnoschiuma.
Gli hotel sempre più numerosi stanno aderendo a questa iniziativa destinando una piccola quota per ogni stanza.
( Mia nonna ci metteva una goccia di essenza di violette…
Hmmm che ricordo il profumo delle madeleines…ops! delle violette )
http://ischool.startupitalia.eu/world/58164-20161130-studente-ricicla-saponette-albergo-cambogia
https://www.viagginews.com/2017/07/20/hotel-saponette-usate-riciclo/
5 Maggio : oggi ridiamo! per costruire una visione di un migliore futuro!
OGGI RIDIAMO!
Ma sì, ridi perchè ridere fa bene e ti mantiene carica l’energia per il futuro!
Perchè solo se guardi al futuro con ottimismo puoi ritrovare la fiducia, in te stess…guardati dentro e scopri quante risorse hai.
Ridigli in faccia a queste scimmie urlatrici dei media che ti confondono con le menzogne effimere e ti vogliono schiav del potere della rassegnazione.
Ridi e stai seren, insieme verso il tuo futuro, come farfalle che hanno abbandonato il bozzolo ormai inutile del bruco.
Si celebra tutti gli anni la prima domenica di maggio, la Giornata Mondiale della Risata, nata nel 1998 da un’idea di Madan Kataria, fondatore dello Yoga della risata.
Un evento che vuole idealmente unire il mondo per una giornata, una festa di pace e solidarietà nel mondo, amicizia e fratellanza la cui prima celebrazione è avvenuta a Mumbai in India.
Oggi il Movimento dello Yoga della Risata può contare su oltre 8000 Club in tutto il mondo.
La giornata mondiale che è celebrata in India, negli U.S.A., in Germania, Danimarca, Norvegia, Taiwan, Israele, Iran, Singapore e in tanti altri Paesi.
Ridere può unire le nazioni e portare la pace.
Lo yoga della risata è un’antica pratica della tradizione indiana riportata in auge dal dottor Madan Kataria. Per tenere allenati, con armonica leggerezza, muscoli, cuore e mente .
Le prime testimonianze di questa pratica risalgono infatti a più di cinquemila anni fa.
Lo stesso yogi-poeta-filosofo Sri Aurobindo definiva la risata come una potente arma, di carattere più divino che umano, e credeva che l’umorismo fosse l’indispensabile chiave di volta dell’equilibrio interno al cosmo e all’individuo.
Il dottor Kataria, dopo i riscontri positivi dei primi esperimenti, ha deciso di (ri)dare vita all’Hasya Yoga, ovvero allo yoga della risata.
La pratica ha ottimi riscontri nella vita quotidiana: lo yoga della risata, se esercitato nel tempo, influisce beneficamente sulla nostra visione del mondo, la rivoluziona, la schiarisce (certe cose puoi capirle / soltanto ridendo direbbero i Diaframma).
Oggi esistono in giro per il mondo ben cinquemila associazioni dedicate allo yoga della risata.
Lo stesso Kataria presiede il Laughter Yoga International [Sito web dell’associazione Laughter Yoga International, circuito a cui aderisce la maggior parte dei club della risata presenti in Italia.
Ridere è una potente emozione positiva che crea un’aura positiva attorno agli individui. Quando un gruppo di individui ride insieme, crea un’aura collettiva.
Le onde elettromagnetiche create da un gruppo che pratica la risata ogni giorno, si estenderanno su quell’area come una pellicola protettiva.
Ridi per oggi e per quello che verrà! Che sarà come tu lo vorrai !
Love Laurin

























