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* La buona notizia del venerdì: Matera designata ” capitale europea della cultura “

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Sette voti su tredici: superate in finale Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. La città della Basilicata condividerà l’onore con Plovdiv (Bulgaria). Il sindaco Adduce: “Sconfitti i pregiudizi”. Il ministro Francheschini: “Modelli virtuosi, ora lo stesso anche in Italia”. Secondo alcuni osservatori, l’impatto economico sul territorio sarà di circa 30 milioni di euro

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Matera sarà la Capitale Europea della Cultura 2019. Il verdetto è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini. Sconfitte le altre cinque finaliste: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. Con sette voti su 13, Matera è stata dunque ufficialmente designata Capitale europea della cultura per il 2019, titolo che, oltre all’Italia, è stato assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria.

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“Laboratori di cultura e creatività”. Il presidente di giuria, Steve Green, e Karel Bartak della Commissione Ue hanno lodato la scelta, definendo tutte le città selezionate sinora come veri e propri “laboratori che possono far fiorire la cultura, l’industria, la creatività“. “Il criterio di scelta”, hanno ricordato, “è stata la partecipazione della città e dei cittadini, ma anche la buona governance e il retaggio che verrà lasciato. C’è stato un vincitore, certo, ma nessun perdente. Le città che non ce l’hanno fatta devono continuare a fare il meglio per la cultura, i valori e i principi in cui hanno creduto”. Dopo l’accettazione formale di Franceschini, a metà 2015 l’Unione Europea proclamerà ufficialmente Matera Capitale europea della Cultura 2019.

Franceschini: “Ora una capitale italiana”. Secondo alcuni osservatori, l’impatto economico di questo titolo sul territorio è valutabile in circa 30 milioni di euro. Il ministro Franceschini ha detto che comunque “il patrimonio degli interventi programmati dalle città non scelte sarà comunque recuperato nel programma Italia dell’Art Bonus”, di recente approvato. “Questa è stata un’esperienza formidabile per le sei città”, ha poi aggiunto, “e molto importante per il Paese, perché il meccanismo di competizione e di selezione ha spinto a una cosa di cui c’è grande bisogno in Italia, cioè una programmazione complessiva. Le città hanno ragionato su un progetto a lungo termine in un insieme di eventi di restauro, recupero, proposte progettuali, che dimostrano che esattamente questa è la strada virtuosa da percorrere”. “Stiamo lavorando per avere presto una capitale italiana della cultura”, ha aggiunto Francheschini, “vogliamo sfruttare le norme contenute nell’Art Bonus per promuovere una sana competizione tra le città italiane”.

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L’Europa si complimenta. Tanti, ovviamente, i messaggi di congratulazioni da parte delle autorità. “Sono certa che Matera attirerà ancora più visitatori dall’Europa e da tutto il mondo spinti dal desiderio di scoprire la città e la sua storia e di apprezzare la varietà culturale che rappresenta uno dei punti di forza del nostro continente”, ha affermato la Commissaria europea alla Cultura Androulla Vassiliou.

“Aprire il futuro”. Lo slogan scelto da Matera per la sua candidatura è stato “Open Future”. Perché, come ha scritto il comitato promotore nel suo documento ufficiale, “tutti siamo ossessionati dall’eterno presente in cui siamo immersi, come se fosse impossibile guardare lontano ed impegnarsi per le generazioni future. Ma proprio una città antica come Matera può senza timore pensare ai tempi che verranno, tante le volte in cui si è riprogettata ed è uscita vincente dalla sfida con il tempo.

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Con molte altre piccole e medie città europee Matera ha condiviso lo stesso destino di area di consumo di prodotti provenienti dai grandi centri di produzione culturale. Negli ultimi anni, però, il quadro sta cambiando. Si fa strada un movimento che rimuove sistematicamente le barriere di accesso alla cultura: usa nuove tecnologie, adotta licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata”.

L’annuncio della designazione di Matera ha fatto esplodere la festa in piazza San Giovanni, nel pieno centro storico della Città dei Sassi, dove in migliaia si erano riuniti davanti al maxischermo per assistere in diretta alla proclamazione.

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La storia. La Capitale europea della cultura è un’istituzione nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Ue.

La prima è stata la capitale greca Atene, mentre l’Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. Il titolo viene attualmente assegnato a turno a due degli Stati che fanno parte dell’Unione Europea. Nel 2019 toccherà dunque all’Italia, insieme a Plovdiv per la Bulgaria. Quest’anno, la scelta è caduta invece su Umea (Svezia) e Riga (Lettonia). Nel 2015 sarà invece la volta di Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica Ceca), nel 2016 di San Sebastian (Spagna) e Breslavia (Polonia), nel 2017 di Aarhus (Danimarca) e Pafo (Cipro), mentre nel 2018 di Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta). 

http://www.repubblica.it/cultura/2014/10/17/news/ravenna_matera_cagliari_lecce_perugia_siena_capitale_europea_cultura_2019_italia-98351774/

 

dedicato alla mia amica di Matera, Giuliana Di Donno, una straordinaria musicista arpista, membro del comitato promotore

 

 

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* Eclisse solare 23 ottobre 2014, più energie in arrivo per fare la scelta giusta

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Gli appuntamenti con le eclissi rappresentano sempre delle occasioni di cambiamento, quelle solari per la presenza del novilunio sono occasioni sociali, dove è necessario comprendere la nuova direzione che con il solstizio invernale andrà a rappresentare un nuovo ciclo.

La presenza delle eclissi solari è infatti un appuntamento annuale anche se non sempre visibile ma comunque, grazie agli strumenti di oggi, sicuramente condivisibile da qualsiasi parte del mondo. In ogni caso l’energetica investe ogni creatura che abita questo pianeta e come ho sottolineato più volte, la consapevolezza aiuta a superare quella divisione con il naturale a cui ci ha sospinto la grande crescita tecnologica.

Siamo appena stati investiti da una valanga energetica che ha determinato molta confusione e stress ma che, per chi ha potuto/voluto approfittare di questo momento, ha rappresentato l’occasione di nutrimento per la comprensione e per portare nuove idee, relazioni, collaborazioni, basate anche sulla pulizia che si è potuta fare in questi ambiti nei mesi precedenti.

Effettivamente l’eclissi è una pulizia energetica, quella solare riguarda la personalità ma anche il sistema sociale. C’è qualcosa che si sta muovendo in questi ultimi tempi, sulle considerazioni riguardo l’organizzazione sociale, la politica, le istituzioni. Qualcosa che era strano da pensare prima, poi è diventato normale ma quale sarà l’evoluzione di questo? La direzione arriva da questa eclissi solare, dove la manifestazione di una forte connessione tra Sole-Venere-Mercurio-Luna ci guida nell’urgenza del realizzare, non più del capire per la presenza di un sestile con Marte che stimola positivamente questa grande congiunzione.

Siamo in un tempo di rinnovamento esteriore, di costruzione, di chiamata all’azione. Resistendo a questa chiamata non faremo altro che amplificare quel senso di insoddisfazione, di perdita, di blocco e questo succede quando non integriamo l’energia attraverso la comprensione dell’esperienza e restiamo disconnessi dalla continuità di quello che è il nostro percorso.

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E’ necessario ritrovare energia per muoversi, comprendere che questa occasione si presenta come un momento di grande crescita esteriore: la testa del Drago sopra l’ eclissi indica questo momento come di grande determinazione per l’umanità e in fondo alcuni eventi politici, lasciano immaginare che ci sia questo fermento.

Il valore di quello che possiamo portare in questa fase è importante, l’azione dell’uomo è lasciata nella massima espressione del suo libero arbitrio (novilunio), questo indica che il portale dell’eclissi solare può essere di grande aiuto nel formare (pensare, iniziare) quei progetti che troveranno espressione nel prossimo semestre, soprattutto quando riguardino relazioni, contratti, giustizia.

fonte:http://energiamaya.org/2014/10/20/eclisse-solare-23-ottobre-2014-ritrovati-o-perduti/

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* Mantieni la rotta, resisti…

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Avete ragione a pensarla così. Le scintillanti fortune accumulate tramite atti compiuti contro i bambini, gli anziani, la gente comune, i poveri, contro chi non ha potere, non ha difese, lasciano senza fiato.

Eppure io vi incoraggio, vi chiedo, a voi, con gentilezza, non prosciugatevi lo spirito gridando al vento la fatica di vivere in questi tempi. Soprattutto, non perdete la speranza. Perché il fatto è che noi siamo nati per vivere in questi tempi. Si, è così. Sono decenni che impariamo, sperimentiamo, facciamo pratica, ci alleniamo per questo. Stavamo aspettando di incontraci in questo punto di questa storia.

Io sono cresciuta sui Grandi Laghi. Conosco le navi e so dirvi se uno scafo resisterà alle onde. Se parliamo di spiriti consapevoli, nel mondo non ci sono mai stati tante navi nè abili naviganti come oggi. E sono navi cariche di provviste, di risorse, che possono comunicare tra loro più e meglio di quanto sia mai successo in tutta la storia dell’umanità.

Spingete lo sguardo oltre la vostra prua: vedrete milioni di barche, di anime coraggiose, che navigano con voi. E se le plance tremano a ogni onda in questa tempesta, vi assicuro che prua, timone e albero maestro vengono da una foresta più grande di voi. Legname forte, durevole, fatto per resistere ai venti, alle correnti, per tenere salda la rotta, avanti tutta, nonostante tutto.

Sempre, nei tempi bui, si tende a arrovellarsi su quello che non va, quello che resta ancora da riparare. Non dateci tutta la vostra attenzione. Si tende, allo stesso tempo, ad accasciarsi al pensiero di ciò che è al di la della propria portata, a tutto ciò che non si può fare. Non dateci troppo peso. E’ come sprecare il vento senza stendere le vele.

C’è bisogno di noi, sappiamo solo questo. Incontriamo resistenza, ma incontriamo anche coscienze più grandi di noi che ci danno il benvenuto, ci amano, ci guidano–e le riconosciamo, al primo sguardo. Non hai detto che ci credevi? Non hai detto che avresti prestato ascolto a qualcosa di più grande di te? Non hai chiesto una guida? Non ricordi che essere guidati significa accettare un destino al di fuori di noi stessi?

Non sta a noi riparare il mondo, tutto di un colpo. Ma sta a noi allungarci a riparare quel pezzetto di mondo che riusciamo a raggiungere. Ogni cosa piccola, determinata e calma che può fare una coscienza per aiutarne un’altra, per sostenere un piccolo pezzo di questo povero mondo sofferente, aiuta immensamente. Non possiamo sapere quale azione, fatta da chi, realizzerà la massa critica che cambierà la rotta, determinando un cambiamento durevole.

Perché il cambiamento sia profondo è necessario accumulare azioni su azioni, aggiungere, aggiungere ancora, perseverare. Sappiamo che non è necessario l’aiuto di ogni singolo essere umano sulla Terra per portare pace e giustizia.

Basta un gruppo piccolo, determinato, che non si arrenda alla prima, alla seconda, né alla centesima tempesta.”

( stralcio di una lettera scritta da Clarissa Pinkola Estés )

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Clarissa Pinkola Estés, poetessa, scrittrice, psicanalista, sostenitrice dei diritti della donna. Si è laureata in psicologia etno – clinica e si è poi specializzata in psicologia analitica.

E’ stata direttrice del Carl Gustav Yung Center di Denver, in Colorado

Nel 2006, è stata ammessa alla “COLORADO WOMEN’S HALL OF FAME”, un’organizzazione che da riconoscimenti alle donne che hanno contribuito alla storia del Colorado. E’ da sempre attivista, in prima linea, per i diritti delle donne, la loro libertà, la loro emancipazione.

DONNE CHE CORRONO COI LUPI” è il primo libro che l’ha resa famosa. Tradotto in tutto il mondo, è diventato, attraverso gli anni, un classico della psicanalisi “tutta al femminile” e non solo.

Fonte: https://occhiditerra.wordpress.com/author/rossellagrenci/

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*La buona notizia del venerdì:Nobel per la Pace a Malala e Satyarthi

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Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato a Malala Yousafzai – l’adolescente pakistana attaccata dai talebani nel 2012 per le sue note campagne per il diritto allo studio delle bambine – e all’attivista indiano Kailash Satyarthi.

Nel dare l’annuncio, il Comitato norvegese per i Nobel ha riconosciuto ai due vincitori di quest’anno la loro «lotta contro la repressione dei bambini e dei giovani e per i diritti di tutti i bambini all’istruzione».

Satyarthi, 60 anni, attivo dagli anni ‘90 nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile, ha portato avanti la tradizione del Mahatma Gandhi e ha attuato diverse forme di proteste pacifiche «concentrandosi sul grave sfruttamento dei bambini per scopi economici», ha evidenziato il Comitato.

La sua azione, da solo e con la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan, ha permesso di liberare almeno 80mila bambini dalla schiavitù, favorendone la reintegrazione sociale. «Mostrando grande coraggio personale Kailash Satyarthi, continuando la tradizione di Gandhi, ha capeggiato diverse forme di protesta e dimostrazioni, tutte pacifiche, concentrandosi sul grave sfruttamento dei bambini per motivi economici», si legge nella motivazione. «Ha anche contribuito allo sviluppo di importanti convenzioni per i diritti dei bambini», aggiunge il testo.

Satyarthi, intervistato in India dall’emittente Cnn-Ibn, ha dedicato il prestigioso riconoscimento ai bambini che vivono in schiavitù. «È un onore per tutti quei bambini che soffrono in schiavitù, vittime del lavoro forzato e dei traffici», ha dichiarato.

Satyarthi ha fatto campagna in tutto il mondo su temi sociali di interesse per l’infanzia: è stato coinvolto nella Global March Against Child Labor e nell’organizzazione internazionale che la promuove, l’International Center on Child Labor and Education (Iccle), che riunisce a livello mondiale coalizioni di Ong, insegnanti e sindacalisti.

Inoltre ha creato il marchio Rugmark (noto anche come Goodweave), il primo che certifica che i prodotti che ne sono provvisti non hanno coinvolto minori in alcun modo nella loro produzione. Satyarthi ha da sempre denunciato lo sfruttamento del lavoro minorile e il suo effetto moltiplicatore sui problemi sociali quali la povertà, l’analfabetismo, la disoccupazione, l’aumento incontrollato del tasso di natalità. E ha messo in relazione la lotta contro lo sfruttamento dei minori con il «diritto di tutti» questi all’istruzione. Su questo ha anche lavorato nel quadro di un organismo appositamente istituito presso l’Unesco. Satyarthi vive a Nuova Delhi, è sposato, ha due figli.

Malala Yousafzay, l’attivista pachistana 17enne che ha ricevuto oggi il premio Nobel per la pace insieme a Satyarthi, è la persona più giovane ad essere insignita del Nobel nella storia di tutte le categorie del premio.

Secondo il sito «nobelprize.org», infatti, Malala ha sostituito in testa alla classifica dei Nobel più giovani il premio per la Fisica Lawrence Bragg, che nel 1915 – quando ricevette questo riconoscimento – aveva 25 anni.

Malala è la 46ma donna a ricevere il Nobel tra il 1901 e il 2014.
Per lei, queste le parole del Comitato per il Nobel, nella motivazione: «Nonostante la sua giovane età Malala Yousafzay ha già combattuto diversi anni per il diritto delle bambine all’istruzione ed ha mostrato con l’esempio che anche bambini e giovani possono contribuire a cambiare la loro situazione. Cosa che ha fatto nelle circostanze più pericolose». «Attraverso la sua lotta eroica è diventata una portavoce importante del diritto delle bambine all’istruzione».

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L’adolescente ha ricevuto la notizia mentre si trovava, come tutte le mattine, a scuola: la ragazza frequenta la scuola superiore Edgbaston a Birmingham, nel Regno Unito, la città dove è stata curata a seguito dell’attentato subito ad opera dei Talebani nell’ottobre del 2012.

Ed è stato quel proiettile a cambiare il suo destino. Trasformando la bambina di 11 anni che aveva affidato alla Bbc il suo diario in urdu nel quale raccontava la vita sotto i Talebani nella Valle di Swat, in un’attivista per i diritti umani e per il diritto all’istruzione in primo luogo, riconosciuta sulla scena internazionale tanto da aver ricevuto il premio Sakharov lo scorso anno e il Nobel per la Pace quest’anno, che lei ha detto più volte di «non meritare, non avendo fatto ancora abbastanza». Insieme a lei furono ferite due sue compagne di scuola, Sacia Ramzan e Kainar Riaz, in modo meno grave.

Fonte:

http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_10/nobel-la-pace-malala-satyarthi-366d4872-505c-11e4-a586-66de2501a091.shtml

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* La Luna, l’ Eclisse e il Triangolo di Fuoco

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Eclissi totale di luna l’8 ottobre.

 

La luna rossa sarà la seconda del 2014 ma anche della tetrade.

Quest’anno e nel 2015, infatti, assisteremo a ben quattro eclissi di questo tipo. La prima si è verificata il 15 aprile.

E mercoledì 8 una parte degli abitanti della Terra potrà assistere al suggestivo spettacolo della luna rosso sangue. Poi ce ne sarà una altra il 4 aprile 2015 e il 28 settembre 2015. Quest’ultima sarà osservabile anche dall’Europa.

Il nostro satellite naturale assumerà quella caratteristica colorazione per via della rifrazione dei raggi solari che interagiscono con l’atmosfera terrestre, attraversandola.

Cos’è la tetrade? Si tratta di un evento particolare, studiato da tempo, e che consiste in quattro eclissi totali di luna in soli due anni. Un evento che può verificarsi a distanza di pochi anni ma anche piuttosto raro. L’ultima ha avuto luogo negli anni 2003 e 2004, ma può avvenire soltanto 7 volte nell’arco dello stesso secolo.

Possiamo di certo ritenerci fortunati perché la tetrade si verifica relativamente spesso in 300 anni ma è del tutto assente nei tre secoli successivi, come notò l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli. Quest’ultimo osservò che non ci sono tetradi nei secoli tra il 1582 e il 1908, ma ve ne sono ben 17 nei successivi due secoli e mezzo, dal 1909 al 2156.

Il periodo di 565 anni della stagione della tetrade è legato all’eccentricità decrescente dell’orbita della Terra. In un lontano futuro, quando l’eccentricità della Terra sarà pari a 0, le tetradi non saranno più possibili. Fortunati almeno per i prossimi 140 anni, dunque.

L’eclissi totale del 8 ottobre non potrà essere ammirata dall’Italia. Come mostra la Nasa, la luna rossa sarà invisibile da tutta l’Europa, l’Africa e da parte del continente asiatico e da quello americano.

Ad ammirarla saranno le popolazioni che vivono nella parte Nord-Occidentale degli Usa e del Canada, le isole del Pacifico e l’Australia orientale.

Da lì sarà possibile assistere al progressivo oscuramento del nostro satellite a causa dell’ombra della Terra, attraversata dalla Luna. La sfera lunare sarà sempre meno visibile e al culmine diventerà rossastra.

Curiosità. Anche se dall’Italia l’eclissi sarà impossibile da vedere, potremo consolarci sapendo che questo mese presenterà 5 fasi lunari, il primo quarto infatti si verificherà due volte (il 1° ottobre e il 31).

GRANDE TRIANGOLO DI FUOCO

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Un trigono di fuoco con Marte, Giove e Urano?

Marte in Sagittario, Giove in Leone e Urano in Ariete, tre segni zodiacali di fuoco!

Questo è un grande trigono di ispirazione e di cambiamento.

Questo triangolo rappresenta un modello di flusso di energia che in molti casi si avvicina al trascendente.

C’è una forte spinta alla crescita spirituale, intesa come una consapevolezza di essere parte di un disegno più grande della semplice esistenza attuale e che ogni uno di noi è una parte più essenziale di questa particolarità che sta alla base e dà senso a questo Universo.

Dall’altro canto vivremo un lato più conflittuale e piena di tensione venuto alla luce fin dalla primavera di quest’anno. La pressione che subiremo ci offrirà però la possibilità di stabilire nuovi equilibri tra le  esigenze personali  e quelli degli altri.

Urano in trigono a Marte e congiunto alla Luna che sarà piena in Ariete, renderà fortemente instabili la nostra parte emotiva più profonda e sarà più difficile convogliare tutta questa iper-attività. Soprattutto perché quello che la muove sono le insoddisfazioni più profonde e le emozioni che corrono veloci, impulsive.

Giove in Leone ci chiede di lasciare libera la nostra parte creativa e giocosa per tornare a colorare la vita di gioia luminosa, e mettere in pratica i cambiamenti a lungo bloccati da Plutone in Capricorno che sembrano resistere alla vorticosa energia che aleggia nell’aria.

Quella parte della società pioniera che propone una visione diversa, sarà spinta dalla forza di una pressione creativa che chiede di essere liberata ed espressa.

Mercurio fa i primi giorni una capatina in Scorpione per poi tornare retrogrado in Bilancia, cercando di riportare il dialogo, la mediazione e una prospettiva meno personale , che i segni di fuoco stimolano. Ci può aiutare ad essere più obiettivi e distaccati nei giudizi, perché ci aiuta a discriminare per operare le scelte.

Il pensiero viaggia ad una velocità più elevata rispetto all’azione e molte volte saremo stupiti da possibilità che non avevamo considerato. Molti avranno una visione nuova su come si può andare al di là della realtà ordinaria e su come poter cambiare il proprio modo di vivere.

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Questa è la straordinaria energia che tutti noi abbiamo a disposizione in questo periodo…sì, proprio tutti, anche chi non ci pensa ne verrà coinvolto.

Perchè l’Energia, che è sempre Straordinaria, è l’aiuto costante dei nostri compagni di viaggio pianeti, stelle, galassie, tutti insieme appassionatamente verso l’evoluzione della Coscienza.

Per fare sì che tutto in armonia proceda con soddisfazione individuale.

E che nessuno si alzi a dire che ha Saturno contro!

Fonti: Stephen Arroyo ” Astrologia, karma e trasformazione” Astrolabio

http://www.diregiovani.it/rubriche/fotogallery/33770-eclissi-lunare-sangue-luna-tetrade-ottobre.dg

http://www.meteoweb.eu/2014/09/lamerica-si-prepara-seconda-eclissi-totale-luna-previste-avviene-ogni-300-anni/325622/

Leggi anche :

Tetrade aprile 2014

Sole e Luna eclisse

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* ” I bambini nascono imparati “

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Dusan Krtolica è un bambino serbo di undici anni.

Dušan Krtolica è il più giovane artista nel mondo.

Ha iniziato a disegnare quando aveva 2 anni e da allora non ha più smesso!

Ma nonostante la sua giovane età riesce a creare con una penna o una matita veri e propri capolavori.

Il suo soggetto preferito  è la natura. Pesci, fiori, uccelli, ma anche dinosauri e animali estinti. Un intrigo di flora e fauna che Dušan rappresenta nei minimi particolari articolando in modo complesso lo spazio, soprattutto per un bambino della sua età. Ha una conoscenza approfondita di tutte le ere geologiche e degli animali che vivevano in quei periodi.

In meno di tre settimane ha memorizzato tutti gli animali presenti nell’enciclopedia zoologica regalatagli dai genitori. Da grande vuole fare lo zoologo, ma per ora, a soli undici anni, ha già  allestito tre mostre personali a livello nazionale, due delle quali quando doveva ancora compiere otto anni.

Oggi, a 11 anni, lui riesce a creare alcuni dei disegni molto credibili, con ogni singolo dettaglio di tutti i soggetti che lui riesce a rendere “vivi” con la sua matita.

Questo bambino prodigio si ispira principalmente a piante e animali, e, inoltre, dato che, come quasi tutti quelli della sua età, è affascinato dai dinosauri, si dedica anche al disegno di specie estinte.

Gli è stata data l’opportunità di presentare le sue opere in 2 mostre personali nazionali, cosa che è comunque estremamente difficile da ottenere per qualsiasi artista.

Non c’è dubbio che lui sia un genio: le sue opere sembrano incredibilmente realistiche, ed un bambino di quell’età non sarebbero mai in grado di ricreare tali composizioni così dettagliatamente disegnandole in un modo stupefacente.

Quindi, alla “veneranda” età di 11 anni, Dušan Krtolica ha prepotentemente attirato l’attenzione di The Golden Scope dato che sia lui stesso che i suoi disegni rientrano nel mondo delle cose affascinanti e meravigliose!

Fonte:http://thegoldenscopeit.com/2014/05/15/dusan-krtolica-il-piu-giovane-artista-del-mondo/

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La buona notizia del venerdì: Asilo nel bosco: finalmente anche in Italia

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E’ nato il primo “asilo nel bosco” italiano, una realtà sempre più diffusa” ed oggi possiamo dire che è una realtà diffusa anche in Italia.

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Fare scuola a contatto con la natura, usando pigne, sassi, foglie e bastoni al posto dei giochi che si prestano a trasformarsi in oggetti che riempiono la mente con la fantasia, che stimolano l’immaginazione e l’esperienza.

Questo modello di educazione alternativaentra a far parte della realtà italiana grazie alla collaborazione con l’associazione Manes (www.associazionemanes.it).

Il progetto è nato da un’idea di Ella Flatau, che realizzò il primo asilo in Danimarca, ad oggi ci sono più di 1000 a Søllerød, negli anni ’50 e si è sviluppato in tutta Europa.

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I bambini dai 2 ai 6 anni hanno bisogno di vivere all’aria aperta, di rimanere in contatto con la natura di esplorare, di sentirsi dei piccoli avventurieri che “imparano facendo”. Chi è cresciuto in città più di altri capisce l’importanza che ricopre un tipo di educazione di questo tipo, senza mura, senza banchi senza cemento e senza tappeti, sporcandosi nella terra, toccando con mano l’erba le foglie e creando giochi diversi, a contatto con gli alberi, assaporando i profumi delle stagioni che cambiano, dal profumo di sottobosco ricco di funghi in autunno, ai prati in fiore in primavera.

Ovviamente esiste uno spazio coperto dove “rifugiarsi” in caso di maltempo, dove si ripongono i materiali e i vestiti. Ma sostanzialmente la grande innovazione di questa scuola è l’ascoltare le esigenze dei bambini, i loro bisogni, sradicandoli dal quel banco e quel foglio sul quale la fantasia può essere solo immaginata

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L’asilo nel bosco costa molto meno di un asilo normale, e questi soldi possono essere utilizzati per incrementare il numero di educatori in modo che essi siano più presenti, in grado di ascoltare maggiormente i bambini e le loro esigenze,soprattutto perché un bambino trascorre molto tempo a contatto con gli educatori, spesso è maggiore questo tempo che quello trascorso tra le mura di casa.

Inoltre da alcuni studi effettuati dal prof. Peter Hafner dell’università di Heidelberg e da Lena Gruener e dalla professoressa Michela Schenetti dell’università di Bologna, mettono in evidenza come i bambini che frequentano l’asilo nel bosco sono molto creativi e curiosi, prestano una maggiore attenzione e si concentrano di più, rispettando di più le regole e risolvendo i conflitti in modo pacifico, inoltre sembra che si esprimano in maniera più precisa e argomentino meglio le proprie opinioni.

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Questa realtà è nata ad Ostia!

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/gallery/asilo-nel-bosco-dal-prossimo-anno-anche-in-italia-foto/3-25/

http://ostia.romatoday.it/il-primo-asilo-nel-bosco-in-italia-sara-a-ostia-.html

http://www.lemilio.it/scuola-dell-infanzia.html

 

Altre buone notizie:

” Iris e il gatto Thula un’amicizia che suoera le barriere dell’autismo” di Marisa Moles

 

 

 

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* La Superluna di Settembre è Harvest Moon, la luna del raccolto

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La Superluna di Settembre, è la terza di quest’anno. La prima il 12 Luglio poi la seconda il 10 Agosto.

La terza, ed ultima, superluna del 2014, sorgerà nella notte tra l’8 e il 9.

Ad accompagnarla, questa volta, ci saranno ben tre comete, e due pianeti, Marte e Saturno, che dovrebbero rimanere per tutto il mese tra gli astri più luminosi del cielo.

Quella attesa per l’8 settembre inoltre, sarà una superLuna speciale.

Il satellite raggiungerà infatti il perigeo durante la luna piena che precede l’equinozio d’autunno (23 settembre), un evento noto con il termine inglese Harvest Moon (che da il nome ad un album e un famoso brano di Neil Young), e caratterizzato da diversi giorni consecutivi in cui la Luna (quest’anno una superLuna) sorge direttamente a ridosso del tramonto, lasciando pochissimi minuti di buio.

Nelle prime settimane del mese si potranno ancheosservare con un semplice binocolo tre comete C/2013 V5 Oukaimeden e C/2014 E2 Jacques, la prima bassa sull’orizzonte, e la seconda altissima nel cielo. Sarà quindi la volta di C/2012 K1 Panstarrs, che sparirà in seguito coperta dal Sole, per tornare a brillare solo in ottobre.

Per tutto il mese nelle notti prive di nubi sarà inoltre possibile godere della vista delle stelle cadenti, estremamente facili da avvistare grazie alle notti che ricominciano ad allungarsi, e al maggior numero di particelle meteoriche che colpiscono la nostra atmosfera in questo periodo dell’anno

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Questa Luna Piena di Settembre diventa piena nel Segno dei Pesci ove ora sosta il pianeta Nettuno, amplificando e moltiplicando il potere intuitivo della Luna stessa poiché qui l’energia della Luna è esaltata. Il Segno contrapposto è quello della Vergine, dove si trova il Sole.

Quando le energie del Sole e della Luna entrano in composizione in questo modo si generano nuove forme di interpretazione delle esperienze passate e maggiori capacità intuitive per fare scelte appropriate per il futuro. La mente si apre a nuovi punti di vista per esplorare nuove strade di evoluzione..

La manifestazione positiva di questa luna sarà per coloro che sono sensibili alla sua potente forza e avranno la capacità di riscattarsi e aiutare gli altri a farlo.

C’è una grande opportunità per il salto. L’energia di guarigione di Chirone congiunto darà speranza a chi si trova nella più misera delle circostanze, ma solo la loro acqua è limpidissima e vibrante.

Essendo questa la Luna Piena più vicina all’equinozio d’autunno nella tradizioni dei nativi americani è chiamata la “Luna del raccolto“

Sappiamo che Luna Piena porta alla ribalta i nostri propositi e gli obbiettivi raggiunti delle attività iniziate durante la Luna Nuova nello stesso segno del 1 Marzo 2014, quando abbiamo piantato i “semi”, e ora raccogliamo i frutti.

La luna di settembre corrisponde a un tempo del raccolto è anche l’occasione per fare un bilancio, dove bilanciare significa anche portare equilibrio nella propria vita,

Dipende da come abbiamo “annaffiato” e curato il giardino questa volta e se è necessario modificare o continuare “ il trattamento”.

Proprio questa Luna Piena può aiutarci a distinguere il vero dal falso, per lasciar andare le cose, persone, abitudini e illusioni di cui non ne abbiamo bisogno più.

 

Fonti

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/09/05/8-settembre-superluna/

http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=11532

 

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* Il pensiero crea

” Al di là dei sogni”

 

Ora tu stai creando tutto un mondo tuo, secondo la tua immaginazione…

Perchè non si muove?

Si muoverà quando tu lo vorrai.

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ma chi sei tu in realtà:

il mio braccio, la mia gamba….

se perdessi ogni tua parte non saresti sempre tu?

Certo che sarei io…

Allora cosa è l’Io.

Non so il mio cervello, il mio cuore

ma il cervello è una parte del corpo, come le unghie…

Quale è la parte che ti rappresenta?

E’ una specie di voce nella mia testa, la parte che pensa, prova sensazioni che è consapevole della mia esistenza

Se sei consapevole di esistere allora esisti.

Per questo sei ancora qui.

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Cosa è che non sei pronto a vedere

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il tuo cervello è carne, marcisce e scompare

credi davvero di essere solo quello…..

tu vedi il tuo corpo perchè ti fa piacere vederlo

noi vediamo ciò che scegliamo di vedere

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il pensiero è reale, la materia è illusione.

Dove è Dio in tutto ciò?

Dio è da qualche parte lassù e ci grida che ci ama e ci chiede perchè non riusciamo a sentirlo.

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Non è la sostanza cerebrale che pensa. E’ tempo di riconoscere che il pensiero nasce nei centri del Fuoco. Esso è imponderabile e invisibile, e bisogna ammettere che una leva non è la stessa che una fornace. Molte sono ormai le verità che chiedono di essere riconosciute, ma per interpretarle correttamente bisogna prestare attenzione a quei centri.”

Agni Yoga

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Dal film ” Al di là dei sogni” del 1998 diretto da Vincent Ward

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* La buona notizia del venerdì: Maryam Mirzakhani, la prima donna a vincere il “Nobel” della matematica

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È iraniana ed è una donna: due novità assolute. 

Maryam Mirzakhani è infatti non solo il primo cittadino iraniano ad aggiudicarsi la Medaglia Fields (il premio che viene chiamato il Nobel dei matematici) ma, e forse più importante, è la prima donna a vincere questo importantissimo riconoscimento. Ci sono voluti 78 anni (o 54, se si considera che la Medaglia viene assegnata in modo fisso solo dal 1950).

Ad aggiudicarsi le altre tre Medaglie Fields, Artur Avila, Manjul Bhargava e Martin Hairer. L’annuncio arriva dal Congresso internazionale dei matematici (Icm), che si sta svolgendo a Seoul.

La capitale della Corea del Sud sta infatti ospitando il 27mo Congresso internazionale dei matematici, la più importante conferenza di matematica a livello mondiale che si tiene ogni quattro anni dal 1900, dopo la prima edizione del 1897. Quest’anno, più di 5mila matematici provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento per assistere agli oltre 200 eventi inclusi nel ricco programma scientifico, che tocca i più interessanti sviluppi di ricerca emersi di recente in tutte le aree della matematica e delle sue applicazioni.

Il primo giorno del Congresso è dedicato alla trionfale assegnazione delle Medaglie Fields, che rappresentano una sorta di Nobel augurale della matematica assegnato a cadenza appunto quadriennale dal 1950. Nobel, perché la Medaglia Fields, che ha conosciuto forse la sua massima popolarità grazie al prof. Lambeau del film “Will Hunting – Genio ribelle”  (film che valse l’Oscar al compianto Robin Williams) è a furor di popolo considerato il più prestigioso riconoscimento matematico che si possa ricevere e augurale perché un matematico può vincerlo finché ha strettamente meno di 40 anni – o non li ha compiuti prima del primo gennaio dell’anno di assegnazione – e quindi è un premio che segnala le giovani promesse. 

Ogni quattro anni, l’Unione Matematica Internazionale, che è un po’ il Parlamento mondiale della matematica, designa i membri di un Comitato esecutivo che avrà il compito di decidere i vincitori della Medaglia, attraverso un attento, puntiglioso e segreto vaglio dei loro lavori scientifici.

Una delle quattro medaglie assegnate, ha riguardato dunque Maryam Mirzakhani che aveva già vinto altri importanti premi, come il Clay Research Award 2014 e l’AMS Ruth Lyttle Satter Prize in Mathematics nel 2013. I suoi campi di studio includono la geometria iperbolica, la teoria ergodica e la geometria simplettica, settori molto astratti della matematica pura.

 

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La storia di Mirzakhani, nata nel 1977 a Teheran, è una storia di talento e di curiosità, oltre che di coraggio.

Prima di trasferirsi in America e diventare professore alla Stanford University, dove insegna da quattro anni, la giovanissima Mirzakhani è stata alunna dell’Organizzazione nazionale per lo sviluppo di talenti eccezionali di Teheran, studiando fino alle superiori in una delle scuole femminili del circuito delle scuole Farzanegan.  Da bambina ama moltissimo i romanzi e vuole diventare una scrittrice (e conserverà l’amore per la letteratura anche da adulta). Non pensa alla matematica come opportunità lavorativa fino al suo ultimo anno di liceo; a scuola media, per un paio d’anni, va perfino male in questa materia (forse a causa di un insegnante che non aveva particolare fiducia in lei).

La passione per la scienza gliela trasmette il fratello maggiore e Maryam ricorda di aver incontrato il suo prima problema matematico interessante quando questi le racconta di come Gauss risolse velocemente il problema della somma dei primi 100 numeri naturali. Una soluzione bella e elegante che la divertì e la conquistò.  I genitori e i suoi tre fratelli la incoraggiano. Spesso Maryam ricorda gli anni difficili della guerra tra Iran e Iraq. La fine di questo conflitto coincide per lei con la fine della scuola elementare: non avrebbe potuto avere le stesse opportunità se fosse nata dieci anni prima.

Nel 1994, a 17 anni, riceve le prime attenzioni internazionali, vincendo le medaglie d’oro alle Olimpiadi internazionali di matematica di Hong Kong nel 1994 (prima ragazza della squadra olimpica iraniana di matematica) e di Toronto nell’anno successivo (dove ottiene uno score perfetto). La laurea in matematica arriva dalla Università Tecnologica di Sharif di Teheran nel 1999. E qui cominciano il coraggio e la curiosità verso un mondo, come quello Occidentale, tanto diverso dall’Iran. Parte per un’emozionante avventura scientifica: il dottorato alla Harvard University, che consegue nel 2004 sotto la supervisione di Curtis McMullen (altro vincitore di Medaglia Fields) con una tesi sui cammini chiusi sulle superfici in geometria iperbolica che molti matematici hanno definito “spettacolare” . Successivamente, diventa Research Fellow al Clay Mathematics Institute e assistente professore alla Princeton University, prima di approdare a Stanford.  La maggior parte dei problemi di cui si occupa riguardano le strutture geometriche sulle superfici e il modo in cui si deformano. Ci sono poi anche collegamenti con la fisica teorica, la topologia e la matematica combinatoria.

Un percorso di ricerca di tutto rispetto, il suo, che si è svolto in un ambiente, come quello della matematica, dominato in gran parte da uomini e da stereotipi che vorrebbero le donne incapaci di raggiungere risultati all’altezza di quelli maschili.  ”Trovo una sola parola adatta a commentare questa notizia: finalmente” dichiara Elisabetta Strickland, a Seoul come capo delegazione italiana all’Assemblea generale dell’Unione matematica internazionale, vice presidente Indam (Istituto nazionale alta matematica) e membro della Women in Mathematics Committee Wim della European Mathematical Society.  ”Per me è una gioia enorme: si tratta di un risultato fondamentale. Era difficile che rispettasse tutti i requisiti per il premio però i tempi erano maturi. Oggi come oggi, nel campo della matematica ci sono scienziate formidabili. Ormai,  le donne si sono dimostrate assolutamente equivalenti agli uomini in quanto a capacità creativa nella scienza. Equivalenti ma diverse, naturalmente: il cervello della donna non è uguale a quello dell’uomo ma sommando tutte le funzioni, potremmo dire che risultano algebricamente equivalenti.

La Mirzakhani premiata oggi, che ha avuto il coraggio di prendere e partire e andare all’estero, è un altro esempio di totale equivalenza“. Una vittoria che, a dispetto di tutti i pregiudizi, quest’anno era nell’aria.

http://www.wired.it/scienza/2014/08/13/medaglia-fields-mirzakhani-donna-nobel-matematica/