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* La buona notizia del venerdì; il pronto soccorso poetico aiuta più di qualsiasi farmaco, è nata l” Emergency poet” che prescrive “poemcetamols”

E’ una scrittrice, una poetessa e un po’ dottoressa e con la sua ambulanza degli anni ’70 percorre da nord a sud le strade della Gran Bretagna prescrivendo ai suoi pazienti delle poesie contro il male di vivere.

Deborah Alma, ascolta i suoi pazienti, che sono circa duemila ogni anno, e prescrive loro medicine per l’anima attraverso le sue poesie; il suo Pronto soccorso poetico aiuta più di molti farmaci, e quando parcheggia la sua ambulanza c’è la fila nella “tenda d’aspetto” per alcuni dei suoi versi.

I bambini possono scrivere sulle lavagne e se non si ha il tempo per un consulto un’”infermiera” può dare loro del “poemcetamols” una sorta di paracetamolo poetico, che cura un po’ tutti i mali, si tratta di pillole di poesia, da prendersi con calma, durante un momento di relax e pace.

Deborah Alma ha rilasciato un’intervista a La Stampa spiegando il suo lavoro:

“Fin da bambina volevo fare la scrittrice. Quando mi sono trovata a dover crescere due figli da single, con pochissimo tempo a disposizione, mi sono avvicinata alla poesia perché mi permetteva di essere immediata, di creare qualcosa negli spazi ridotti che avevo per me. 

Con la scrittura ho poi lavorato sia con persone affette da demenza senile e sia con i bambini nelle scuole primarie: nel constatare quotidianamente il benessere che possono dare le parole giuste dette o lette al momento giusto è nata l’idea della «Emergency poet»”. 

La dottoressa scrittrice fa accomodare i suoi pazienti, con i quali parla a lungo per scoprire i loro punti caldi:

“Formulo domande in grado di evocare zone belle e tranquille della mente. Citando il poeta irlandese Yeats, per esempio, chiedo di descrivermi la stanza ideale per quando saranno “vecchi, grigi, sonnolenti, col capo tentennante accanto al fuoco”, entrando in empatia con loro e offrendo così un canale per sognare e aprirsi senza inibizioni. In questo confronto faccio una sorta di radiografia di chi ho davanti a me: chi è, cosa pensa, quali sono le sue abitudini, cosa lo rende felice e infelice, quanto è abituato a rilassarsi o a prendersi cura di sé. Poi, una volta individuati i sintomi, cerco la poesia più adatta tra le oltre 300 che conservo nel mio archivio”

Deborah prescrive poesie per ogni male e secondo lei ci sono poesie adatte per ogni sintomo, per esempio il mal d’amore è curabile con “Amore dopo amore” di Derek Walcott…

❣ Amore dopo amore ❣

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola. 

Mentre contro lo stress Deborah consiglia “Poscritto” di Séamus Heaney

❡ Poscritto ❡

E trovare il tempo a volte di andare in auto a Ovest,
Nel Clare, lungo la Flaggy Shore,
A settembre oppure ottobre, quando il vento
E la luce si contrastano
Così che da una parte l’oceano è pazzo
Di schiuma e di bagliori, mentre all’interno tra le pietre
La superficie di un lago grigio ardesia è illuminata
Dal lampo terreno di uno stormo di cigni
Le piume arruffate e mosse, bianco su bianco
Le teste adulte e testarde
Chine o affioranti o indaffarate sott’acqua.
Inutile pensare di parcheggiare e di afferrarlo
Meglio. Non sei né qui né là,
Nel premere e passare di cose estranee e note
Mentre soffici e forti raffiche prendono l’auto di traverso
E colgono il cuore alla sprovvista, e lo spalancano.

E per chi ha perso una persona cara niente è meglio di “Oche selvatiche” di Mary Oliver.

❝ Oche selvatiche❞

Non devi essere buono.
Non devi camminare sulle ginocchia
per un centinaio di miglia attraverso il deserto del pentimento.
Devi solo lasciare che l’animale tenero del tuo corpo
ami ciò che ama.
Parlami di disperazione, la tua, e ti dirò la mia.
Nel frattempo il mondo va avanti.
Nel frattempo il sole e i chiari cristalli della pioggia
si muovono attraverso i paesaggi,
sulle praterie e le distese di alberi,
le montagne e i fiumi.
Intanto le oche selvatiche, alte nell’aria blu e tersa,
ancora una volta fanno ritorno a casa.
Chiunque tu sia, non importa quanto solo,
il mondo si offre alla tua immaginazione,
ti chiama come le oche selvatiche, severe ed emozionanti
ripetutamente annunciando il tuo posto
nella famiglia delle cose. 

Se invece avete bisogno di un buon ricostituente allora vi prescriverà “Agio” di William Henry Davies

❢ Agio ❢

Cos’è questa vita se, pieni di preoccupazioni,
Non abbiamo il tempo di fermarci ad osservare.
Non il tempo di fermarci sotto i rami
Ed osservare a lungo come le pecore o le mucche.
Non il tempo di vedere, quando passiamo nei boschi,
Dove gli scoiattoli nascondono le noccioline nell’erba.
Non il tempo di vedere, alla luce del giorno,
Ruscelli pieni di stelle come cieli di notte.
Non il tempo di volgere lo sguardo alla bellezza
Ed osservare i suoi piedi danzare.
Non il tempo di spettare che la sua bocca arricchisca
Il sorriso che i suoi occhi hanno cominciato.
Povera vita è mai questa se, piena di preoccupazioni,
Non abbiamo il tempo di fermarci ad osservare.

Deborah racconta che i suoi pazienti troppo spesso sono afflitti da solitudine, hanno bisogno di qualcuno con cui confidarsi, di cui fidarsi e a cui affidarsi, le sue cure funzionano bene perchè spezzano la frenesia, la freddezza della vita moderna, le poesie che prescrive vanno “prese” seguendo una sorte di rituale, 10 minuti di pausa, 10 minuti per staccare la spina, nel silenzio o nella natura, accompagnati da suoni rilassanti o suoni naturali, profumi di bosco o di prati fioriti, luci soffuse ma chiare che armonizzino l’anima.

Nel suo viaggio lungo le strade britanniche è accompagnata dal marito Jamesun “poemedic”, poeta di professione e medico dell’anima per passione, l’aiuta con la tenda d’aspetto e la sprona nel suo progetto.

Molte persone cambiano umore dopo una seduta con Deborah, è incredibile il potere di una poesia,

basta poco per sentirsi meglio, in pace con se stessi e con gli altri e soprattutto alleggeriti dal peso della vita.

 

http://www.eticamente.net/44572/pronto-soccorso-poetico-come-ti-curo-con-una-poesia.html?refresh_ce

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* Anche io sono una maga


Anche io sono una maga

Io sono una Maga

fattucchiera di me stessa

Regina del mio Regno.

Mi diletto tra incantesimi ed immaginazioni

Guerriera di pace, indeterminabile figura.

Io sono una Maga

e tutto posso.

Disegnare il mio destino con la matita della magia.

Allo schioccar di due dita l’energia risponde.

Io sono una Maga e vivo assieme a un Lupo

tra fumi e brillii e perenni incanti.

Io Maga, caparbia e testarda

onesta e leggera,

imperscrutabile.

Addestrata a continuare.

Io Maga delicata e violenta

assaporo l’anima nell’estasi della beltà.

Io Maga buona e malvagia

alla ricerca di risposte

al fidarmi vulnerabile.

Io Maga indifesa e coraggiosa

potente e delicata come gli zefiri dell’atmosfera.

Che ama il Cosmo e Madre Terra

e coccola la fiamma della vita.

Io Maga dal sapor di vino

governo astri e betulle e considerazioni.

Io Maga, io vita, certezza e utopia.

Un sogno, il vero. Sono io.

(MAGAMEG)

 Anche tu sei  una maga
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* Io dico sì alla vita! Grazie Louise!

 

“Solo se amiamo, accettiamo e approviamo realmente noi stessi, così come siamo, tutto andrà bene nella nostra vita. L’approvazione e l’accettazione di se stessi, qui e ora, sono le chiavi per arrivare a cambiamenti positivi in ogni aspetto della nostra vita.” 

 

Sul mio comodino...

 

Pensa allo sviluppo di una rosa a partire da quando è ancora un timido bocciolo. Fiorendo nel pieno del suo splendore e fino all’ultimo petalo, essa è sempre bella, sempre perfetta, sempre in mutamento. Lo stesso vale per noi. Siamo sempre perfetti, sempre belli, sempre in mutamento. Facciamo del nostro meglio con la comprensione, la consapevolezza e la conoscenza che abbiamo.”

 

nuovi schemi di pensiero sullo specchio ogni giorno

 

Nell’infinità della vita che vivo, tutto è perfetto, integro e completo, eppure la vita è in continua evoluzione.

La vita non è mai difficoltà, né statica, né esaurita, perchè ogni momento è sempre nuovo e fresco.

Ogni istante della vita è un nuovo passo in un continuo allontanarsi dalla vecchia strada. Ogni istante per me è un punto di partenza esattamente qui e ora.

Nel mio mondo tutto va per il meglio.

Grazie Louise!

 

 

leggi anche 

http://puoiguarirelatuavita.it/louise-hay12-consigli-per-amare-se-stessi

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/03/19/per-ricordare-di-essere-donne/

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* La buona notizia del venerdì: Una piscina a 94 anni!

Succede a Morris, Minnesota!

 

 

La pace e la tranquillità sembrano una buona cosa, finché non ne hai avuta troppa.

Così si è sentito troppo solo Keith Davison, dopo la morte di sua moglie Evy nel 2016 con la quale aveva trascorso ben 66 anni di matrimonio.

Troppa pace e tranquillità!

Ora non è più tranquilla la casa di Davison.

Alla fine di questa primavera il giudice pensionato di 94 anni ha costruito nel suo giardino una piscina poi la ha aperta ai bambini del quartiere.

«Sapevo che sarebbero venuti», dice Davison, ridendo.

La piscina del cortile di Davison è un fior di piscina , di 10 metri di lunghezza – e di 3 metri di profondità .

È una grande iniziativa in una città che non dispone di una piscina pubblica all’aperto.

Molti di loro pensavano che fosse uno scherzo quando Davison propose l’idea.

Davison ammette che, anche dal punto di vista economico, non avrebbe senso a 94 costruire una piscina . Ma lui non si preoccupa.

“Meglio che stare solo a guardare i muri!”, sorride.

D’altra parte, dice Davison : “Che altro potrei fare per avere la compagnia di un gruppo di ragazzi ogni pomeriggio?”

Davison dice che i bambini non sono gli unici a divertirsi , anche lui ama ancora nuotare dopo che loro sono andati a casa .

Mentre una dozzina di bambini nuotano e si tuffano nell’acqua e e giocano a pallavolo in piscina, Davison si siede vicino all’ombra, godendo lo spettacolo dalla sua sedia a sdraio.

Le regole della piscina richiedono che un genitore o un nonno siano presenti anche quando i bambini stanno nuotando.

Davison ha tre figli adulti, ma non nipoti, quindi ha adottato l’intero quartiere dei bambini.

Il dolore può essere un luogo profondo e solitario.

Keith Davison ne è uscito dal giorno in cui ha aperto il suo giardino ed il suo cuore al quartiere

 

fonte: http://www.kansascity.com/news/nation-world/article167156502.html

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* L’energia potente del plenilunio in Capricorno ci accompagna fino all’eclisse totale di Sole in Agosto

La Mano Blu Galattica contiene la matrice del potente Plenilunio in Capricorno, quando la Luna, algida e determinata, si congiunge con Plutone e le sue facoltà psichiche di elaborazione del profondo, mentre il Sole in Cancro, congiunto con l’irrequieto Marte, mette a dura prova la gestione emozionale, l’apparato digerente, il Fuoco Interiore che si manifesta nei diversi livelli dell’Essere, sia sul fisico, che nello psichico, che nello spirituale. 

Vengono messe in luce tutte le resistenze che finora ci hanno protetto quali perfette strategie mentali di pura sopravvivenza.

Si tratta di quelle stesse resistenze che ci hanno impedito di essere veri fino in fondo.

L’energia sprigionata nel confronto tra Sole e Luna (essi al Plenilunio si trovano perfettamente opposti – in questo caso a 17°, rispettivamente tra Cancro e Capricorno) illumina quelle mura di difesa, ponendoci davanti all’opportunità di abbatterli, scavalcarli, abbassarli.

La Mano Blu, che rappresenta la Guarigione, ma anche un gesto creativo di trasformazione, ricostruisce l’Individuo da ciò che viene distrutto. Oltre quel muro c’è il Cuore, c’è il Sé contenuto nel Tutto, che è il Tutto.

La Luce che vibra alla frequenza dell’Onda Incantata del Sole Giallo (il Tempospazio dentro cui ci stiamo trovando fino al 14 luglio) è pura Chiarezza, così i muri interiori vengono abbattuti dall’intensità cristallina di un raggio laser.

Inutile mantenere ulteriormente le barriere.

E’ possibile che siano destinate a crollare. Piuttosto piangiamo, gridiamo, diamo cazzotti ad un qualsiasi punchingball, ma almeno agiamo la disperazione di non volersi arrendere all’amore.

Ed è qui che si rivela il nostro più grande nemico, l’inerzia della paura di soffrire, la mitica zona confort di uno stato catatonico della vita.

Da qui in avanti, da oggi in poi, ci troviamo già sotto l’azione dell’Eclissi Solare Totale del 21 agosto, di cui scriverò a suo tempo. Lì ci sarà una deflagrazione di luce che arriverà a tutte le coscienze, nonostante le resistenze, in barba alle resistenze.

Sarà come un ordine imperativo di risveglio e non credo abbia molto senso cercare di sottrarvisi.

Possiamo prepararci lavorando già adesso nel limare le angolature più impervie delle nostre difese.

Poi quello che sarà, sarà. In base al nostro stato di coscienza, alla volontà di amare noi stessi e la vita, di voler vivere pienamente nella gioia e nella leggerezza, per quello che riteniamo ci sia possibile.

In lak’ech!

Stefania Gyan Salila

http://nottebluritmica.blogspot.it/2017/07/oracolo-del-sincronario-galattico-delle_28.html

illustrazione di Marina Palova

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* Luna piena in Capricorno: Chi vuoi essere dipende da te!

Alle 04.06 del 09 luglio 2017 UTC la Luna raggiunge la pienezza a 17° del Capricorno, Segno di Terra, ad essa antitetico.

La Luna, puro Archetipo di Acqua, mobilità, volubilità, instabilità, entra nel solidissimo segno del Capricorno, in una congiunzione strettissima con il pianeta simbolo dello Psichismo, le facoltà profonde di percezione della realtà, Plutone.

Plutone già in Capricorno dal 2009 ed in viaggio lì fino al 2023 ha ripetutamente scardinato ogni tipo di finta sicurezza a cui noi umani abbiamo cercato di attaccarci (ricordo le estati del 2013 e 2014 – quanto ci sentiamo cambiati da allora?).

Plutone ha compiuto in quegli anni una danza carica di tensioni con Urano (la pura luce) in Ariete, Segno di Fuoco. Si sono formate in un lasso di tempo che andava dal 2013 al 2016 7 quadrature strette tra questi due corpi celesti tra i più lontani dal Sole, quindi operanti dall’inconscio.

Ciò che siamo adesso è frutto anche del lavoro compiuto dentro di sé in quel periodo,  della resilienza maturata durante la lotta con se stessi, con le resistenze al cambiamento, con il terrore di abbandonare la zona comfort. 

Se siamo qui ora è perché siamo sopravvissuti a tutto questo.

Ciò significa che adesso possiamo raccogliere i frutti.

Possiamo cioè sentirci attivati dai diversi aspetti planetari che sono veramente forti e sconquassanti, solo che ora possiamo percepirne la forza, senza subirla.

L’Ascendente del Plenilunio cade in Cancro (18°), come è accaduto per lo scorso Solstizio. L’enfasi della stagione cade sul mondo emozionale, con Sole (17°) e Marte (22°) congiunti in Cancro, in piena caduta ed esilio.

Quando due Archetipi di Fuoco si trovano in un Segno d’Acqua producono tanti marosi interiori. Dall’altra parte, nella Casa della Coppia, (sempre lei, la costante del 2017) la Luna (17°) è congiunta a Plutone (18°).

Cosa deve essere distrutto dentro la vostra coppia? Quali muri abbattuti? Quale spazio deve essere conquistato?

E non si tratta solo di lasciarsi, di andarsene e girare le spalle a ciò che non va. Questa volta non è così semplice.

L’opposizione non permette il movimento.

Anche perché il “solito” Giove in Bilancia (14°) crea una forte quadratura nella Casa delle Radici, la Quarta, come a garantire che nessuno esca di scena se prima non è stato detto tutto, esaminato tutto, sbrogliato tutto. Giove in questo caso funge da Guardiano della Soglia, affinché ciascuno si prenda le proprie responsabilità dentro un Cerchio Sacro di crescita comune. 

Questo tipo di configurazione celeste richiama anche molta attenzione sulle nostre radici familiari.

E questo riguarda chi non è in coppia.

Il 2017 ha aperto uno squarcio sulle nostri origini, sui nodi fondamentali che ci hanno reso ciò che siamo ed è necessario guardarci dentro quello squarcio, soprattutto ora che è presente in maniera così predominante il panorama emozionale portato dal Segno del Cancro, che è l’Infanzia, il Nutrimento preso in quell’epoca, i Modelli a cui ci siamo adeguati.

In questo Plenilunio il confronto con tutti questi aspetti è epocale.

La Luna Piena che si congiunge all’Occhio Psichico Plutone, che vede oltre, mette in luce quello che è necessario vedere per poter accedere ad uno stato di coscienza successivo, che sia scevro dalle influenze di una realtà viscerale irrisolta.

Le nostre viscere, l’intelligenza Emotiva, devono essere prese in considerazione ed ascoltate. Altrimenti diventiamo succubi di noi stessi.

E soprattutto ci dimostriamo ciechi e sordi.

Il Risveglio passa anche da questa parte. 

Stefania Gyan Salila


http://ashtalan.blogspot.it/2017/07/plenilunio-in-capricorno-si-aprono-le.html?m=1

http://www.blomming.com/mm/LeDueFunambole/items/97491

 

Sei ora. Non sarai poi. Pensa a te.

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* La buona notizia del venerdì: L’albero della felicità

 

Un albero di Natale addobbato con delle ghiande giganti, che si alzano e si abbassano.

Si chiama “L’albero della felicità” ed è la prima giostra a misura di disabile in Italia.


– 270617_giostra_velodromo – fotografo: benvenuti

È uno dei dieci esemplari al mondo, l’unico in Italia. La giostra è un grande albero con cabine a forma di ghiande facilmente accessibili. Una volta chiuse le cabine, l’albero comincia a girare su se stesso senza sbalzi di altezza o cambi di velocità. In ogni cabina c’è un pulsante che aziona il movimento verso l’alto o il basso: il passeggero così decide se rendere il giro più o meno vertiginoso.

 

Ha inaugurato al parco del Velodromo di Bologna, dietro l’ospedale Maggiore in direzione Borgo Panigale.

Resterà lì fino alla fine di luglio, prima di ricominciare a viaggiare per l’Italia e per l’Europa.


– 270617_giostra_velodromo – fotografo: benvenuti

Il proprietario, Vanni Serravalli, l’ha acquistata per 200mila euro (“grazie anche ad un contributo ministeriale”, spiega), dopo averla vista in Francia ed esserne rimasto folgorato.
Una passione di famiglia.

“Mio padre era nello spettacolo viaggiante – racconta – ma io nella vita ho fatto tutt’altro: lavoravo in una ditta che faceva componentistica per lavatrici. Poi a dicembre del 2015 ho visto questa giostra a Tolosa e mi sono innamorato. E’ un brevetto francese fabbricato in Italia. Per il momento è l’unica esistente nel nostro Paese”. 

L’ingresso delle cabine-ghiande è un po’ più ampio del normale, in modo da consentire l’ingresso di bambini e adulti con disabilità e ai loro accompagnatori.

Per entrambi, fino alla fine di luglio, l’ingresso nella giostra sarà gratuito: basterà presentarsi lì davanti.

Altrimenti il prezzo sarà di due euro a persona, ma con diversi pacchetti famiglia: cinque euro per tre persone e sei euro per quattro.  


– 270617_giostra_velodromo – fotografo: benvenuti

Da dentro la ghianda, i bambini potranno decidere quanto salire in alto premendo un bottone.
L’iniziativa è promossa dall’ex consigliere comunale di Forza Italia Lorenzo Tomassini, presidente dell’associazione “Vivere la città” che ha in gestione il parco.

Al di là delle nostre diversità di vedute politiche – commenta il presidente.di quartiere Lorenzo Cipriani, pure lui ex consigliere comunale ma di centro-sinistra – la fruizione e la bellezza di questo parco ci uniscono”.

Per il disability manager del Comune, Egidio Sosio, è importante “che i parchi cittadini siano fruibili da tutti”.  

E la presidente della consulta per l’handicap di Bologna, Giovanna Guerriero, promette: “Daremo la notizia di questa giostra attraverso tutti i nostri canali e organizzeremo gite al parco”.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/06/27/news/giostra_disabili-169263058/?ref=search

http://thatsgoodnewsblog.com/giostra-per-disabili/

https://www.disabili.com/recensioni-prodotti-e-ausili/carrozzine-e-ausili-per-bambini/giostre-e-parco-giochi-inclusivi-e-accessibili-ai-bambini-disabili

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* La buona notizia del venerdì: Un rifugio galleggiante per gatti

Succede ad Amsterdam!

Non è il solito rifugio per gatti, è la Cat boat, una barca interamente abitata dai felini randagi che si trova attraccata sulle sponde di una canale di Amsterdam, poco distante dalla stazione centrale.

La Cat boat, più che una barca sembra una sorta di arca di Noè, solo che a bordo non ci sono tutti gli animali del mondo ma una colonia di gatti. 

La struttura è gestita da “De Poezenboot”,un’associazione fondata da Henriette ven Weelde.

La donna si prende cura dei felini randagi da sempre, li recupera dalla strada e li aiuta nella crescita finché non sono in forze per essere adottati. Attualmente, ci sono più di cinquanta gatti, alcuni ‘padroni di casa’ della Cat boat, altri di passaggio.

Come si legge sul sito dell’associazione, ogni gatto viene sterilizzato, vaccinato e dotato di microchip.

“L’Poezenboot è l’unico rifugio per animali che è letteralmente in acqua ed è un punto di riferimento per gli animali. Tutti i nostri gatti trovano alla fine una casa, ma nel frattempo, hanno bisogno di tutte le nostre cure e il nostro affetto”.

Nel 1968, Henriette ven Weelde ha comprato una barca, ma non per far fare ai turisti un giro sul canale di Amsterdam, ma per dare una casa fissa o temporanea a tanti trovatelli che per strada avrebbero avuto meno probabilità di sopravvivenza.

 

La prima randagia era una neomamma che si era rifugiata con i cuccioli nel giardino di casa della donna, ma man mano che la famiglia si allargava, lo spazio non bastava più. Così l’idea di spostare tutti i felini in barca, il Tjalk.

Oggi le case galleggianti sono due, oltre il Tjalk anche l’Ark, ma solo una è adibita a vera e propria pensione con ciotole per l’acqua e cibo e spazi divisi per gli animali. Qui ci sono trovatelli, gatti malaticci, ma tutti vengono sostenuti dalle donazioni e dallo straordinario lavoro dei volontari, infatti l’associazione è riconosciuta come un ente benefico.

https://www.greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/23785-rifugio-gatti-amsterdam

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*La buona notizia del venerdì: Alessandra e Gerardo che resistono

La merceria di Alessandra che resiste a Roma all’Esquilino!

In mezzo a tante scritte orientali quella gialla in lettere corsive, un po’ antica, del negozio di Alessandra Santori continua a rappresentare un baluardo di romanità in un quartiere ormai a completo appannaggio dei commercianti cinesi. Oltre alla passione, per portare avanti la sua attività, punta sulla qualità dei prodotti

Resistere, resistere, resistere: è questo il motto di Alessandra Santori e del marito Gerardo che da oltre sessant’anni gestiscono una splendida merceria, dove il tempo sembra essersi fermato, e rifiuta continuamente le offerte, soldi contanti alla mano, dei soliti cinesi che vorrebbero acquistare il loro negozio.

Siamo in via Principe Eugenio, all’Esquilino, a Roma, una vera e propria Chinatown, dove ormai i cinesi sono i padroni della zona, senza alcuna autentica integrazione con le altre comunità, italiani in testa.

Qui, Alessandra e Gerardo, una coppia di audaci e coraggiosi ottantenni, di fatto hanno alzato una trincea, respingendo l’Oriente che sta conquistando questo storico Rione. “Sapesse quanto spesso i cinesi sono venuti a chiedermi di vendere il negozio – ha ammesso Alessandra in una recente intervista al Corriere della Sera -, direi che me l’hanno chiesto almeno diecimila volte e ogni anno, anche con i soldi in mano. Ma io non ho mai voluto vendere”.

E così il suo negozio è l’ultimo baluardo di romanità in questa zona che è una delle porte della città, essendo a due passi dalla stazione Termini. Intorno ci sono grossisti cinesi, ristoranti indiani e perfino l’antica e classica gelateria Fassi, all’interno del “Palazzo del freddo” è passata di mano ed è diventata al cento per cento coreana perché acquistata dal gruppo Haitai.

Un destino simile è toccato anche alla vicina piazza Vittorio, dove i negozi “made in Italy” si contano praticamente sulle dita di una mano.

Alessandra è restia a cedere alle lusinghe di tanti soldi perché tra i fili colorati e le scatole di bottoni ci ha trascorso un’intera vita. In merceria ci ha cominciato a lavorare quando aveva 14 anni e adesso ne ha 77, 63 lunghi anni.

Da sempre accanto a lei c’è il marito, Gerardo, 81 anni, che prima in casa e adesso in negozio le dà la forza di portare avanti l’attività. L’uomo, infatti, una volta andato in pensione si è messo anche lui a vendere calze e nastri, chiusure lampo e spille da balia, ma ci tiene a specificare che “il negozio è di Alessandra”. Ciò che gli permette di rimanere a galla è la qualità dei prodotti che vendono: “i nostri –spiegano – sono un po’ più cari, ma di ottima qualità, tutte marche serie, sicuramente durano più a lungo. E i clienti lo apprezzano”.

Anche una merceria, una semplice ed elegante merceria, è un presidio, un pezzo di identità e di anima, di un quartiere. E la sua scomparsa, per cedere alla seduzione dell’avanzata dei cinesi, è un grande spreco non solo per le attività commerciali made in Italy, ma per l’intera comunità del quartiere.

Così in mezzo a tante scritte orientali continua a resistere quella gialla in lettere corsive, un po’ antica, del negozio di questa splendida coppia che proteggono un simbolo dei tempi che furono e che è doveroso preservare da un presente che vuole omologare tutto, uccidendo la poesia.

 

Foto La presse

COME IL WEB PUÒ AIUTARE I PICCOLI COMMERCIANTI

*A Bari, sconti in cinema e negozi e bonus in busta paga per chi sceglie di muoversi in bicicletta

*Saldi, scegliete i negozi sotto casa. Risparmiate e salvate l’anima del quartiere

*Share second hand reuse: a Milano il negozio solidale di abiti usati. In vendita a 1 euro

“Passamano”: a Bolzano il primo negozio italiano non sprecone in cui non si paga nulla

*Mercatopoli, il negozio dove lo shopping è ecosostenibile e non sprecone

 

 

Fonte:http://www.nonsprecare.it/vecchi-negozi-che-resistono

LEGGI ANCHE: Piccoli negozi e botteghe, la crisi non è il mercato ma la stupidità dei sindaci

http://www.pianetablunews.it/2017/02/15/ha-89-anni-ed-opera-ancora-4-pazienti-al-giorno-e-lei-il-chirurgo-piu-anziano-del-mondo/