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* l buona notizia del venerdì:Internet scaccia depressione: i “silver surfer” (navigatori non più giovanissimi)che navigano stanno meglio

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I ” silver surfer “, benché non ci si pensi, sono sempre più attivi sui social media.

Addirittura una compagnia australiana, Optus, ha rilevato come più di tre quarti degli stessi in Australia fanno uso di Facebook per tenersi in contatto con amici e familiari e i nonni lo utilizzano come strumento per tenersi aggiornati con i nipoti.

Recenti pubblicazioni dimostrano come circa l’80% delle persone con più di 60 anni ha utilizzato Internet almeno una volta. Ma non solo: dal 2005 ad oggi le persone fino ai 67 anni che utilizzano Internet sono passate dal 10,8 al 22,8%, e quelle fino ai 74 anni sono balzate dal 5,5 al 9,9%.

Che cosa significa questo? Che la figura del «nonno» che guarda con sospetto quelle «strane scatole», illuminate e piene di colori come i PC, sembra un lontano ricordo.

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Per essere al passo con i tempi le persone anziane usano quello che la tecnologia mette a disposizione, forse con un po’ meno di abilità manuali ma: però una volta imparate le dinamiche e i trucchi, sono assolutamente in grado di districarsi tra le innumerevoli opzioni che offre la moderna tecnologia. Non è insolito vedere nelle corsie degli ospedali persone anziane che usano il cellulare come fosse il telefono di casa, o, addirittura, le ultime innovazioni tecnologiche, i cosidetti tablet.

Internet allontana la depressione. Almeno per gli anziani. Lo sottolinea uno studio del Michigan State University pubblicato su The Journal of Gerontology.di Boston.

Uno su tre lo è di meno grazie alla possibilità fornita dal web di chattare, parlare, vedere i propri figli e nipoti anche lontani. Grazie ad email e social network, a Skype e chat varie, le persone, soprattutto quelle in avanti con l’età, si sentono meno sole e stanno meglio.

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I ricercatori hanno seguito oltre 3mila pensionati americani, sia uomini sia donne, e osservato i loro stili di vita. Gli anziani sono stati anche sottoposti ad alcuni questionari psicologici.

Il 30% del campione, cioè quasi uno su tre, usava il computer a casa ed era meno depresso, con sintomi inferiori in media del 33% rispetto a chi invece non aveva accesso alla rete.

Inoltre in chi vive da solo gli effetti benefici sono ancora superiori, sottolineano gli autori, che incoraggiano figli, nipoti e parenti ad insegnare agli anziani ad usare il computer anche quando superano gli 80 o i 90 anni di età.

Internet è un ottimo strumento di integrazione sociale e, con un po’ di esercizio, anche ad una età avanzata si può imparare facilmente a scrivere email, allegare foto, chattare e navigare e distrarsi”.


Fonti:
http://tech.fanpage.it

http://www.ladyblitz.it/psicologia/internet-scaccia-depressione-1534462/

Altre buone notizie:

” adottare una villa di Roma antica” di marisamoles.wordpress.com

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Perchè siam donne: Dall’Ucraina un contributo all’emancipazione delle donne. Era il 1896!

le hanno dedicato un francobollo e una via nella città di Chernivtsi

Ol’ha Kobyljans’ka è nata il 27 novembre 1863 a Gura Humorului, in Bucovina settentrionale, territorio allora facente parte dell’Impero austro-ungarico. Era la quarta dei sette figli di Maria Werner, una polacca di origini tedesche, e di Julian Jakovyč Kobyljans’kyj, un impiegato statale che lavorava per l’amministrazione austriaca.Uno dei lontani parenti della madre era il poeta tedesco Zacharias Werner.Uno dei fratelli di Olha, Stepan Yulianovych, divenne un pittore-ritrattista, un altro, Yulian Yulianovych, divenne un filologo e fu autore di numerosi libri di testo in latino.

Nel 1868, all’età di cinque anni, si trasferì a Suceava, dove il padre aveva trovato un impiego, e quando questi andò in pensione, andò a risiedere con la famiglia nella tenuta dei genitori della madre a Dymka, un villaggio della Bucovina settentrionale.

Cresciuta in una famiglia in cui si parlava polacco e tedesco, Kobyljans’ka fu principalmente un’autodidatta; frequentò regolarmente solo per quattro anni la scuola pubblica elementare in lingua tedesca di .Fin dalla prima infanzia imparò a suonare il pianoforte e si distinse per il suo talento di attrice amatoriale di teatro.

Parlava correntemente ucraino, polacco e tedesco. Scrisse in quest’ultima lingua i suoi primi lavori, a partire dal 1880.

Nel 1891 Olha si trasferì a Cernivci, nel cuore della Bucovina, dove visse fino alla sua morte In questa città conobbe la poetessa Lesja Ukrainka la scrittrice ed attivista femminista Natalija Ivanivna Kobryns’Ka, lo scrittore e attivista socialista Ivan Franko e altri esponenti del panorama letterario del tempo, che contribuirono a formare il suo orientamento politico e culturale.

I membri del Congresso degli scrittori ucraini a Lviv (1898): Ol’ha Kobyljans’ka è seduta al centro in prima fila

In particolare Natalija Kobryns’ka, la prima teorica del movimento femminile ucraino e Sofija Okunevs’ka, la prima laureata e prima donna medico dell’impero austro-ungarico, la incoraggiarono a migliorare la lingua ucraina e ad usarla nella sua produzione letteraria, e la spinsero ad impegnarsi nel movimento femminista in Bucovina.

Nel 1894 Olha prese parte dell’Associazione delle donne rutene in Bucovina , e incluse il programma nel suo articolo “Intorno all’idea del movimento femminista.”

Le sue successive opere in lingua ucraina vennero accolte positivamente dalla critica, che le tributò numerosi riconoscimenti, spingendola a identificarsi con la letteratura ucraina.

Ol’ha fu autrice di otto romanzi e di numerose opere minori in prosa, fra cui diversi racconti sulla Prima Guerra Mondiale, una rarità della quale non si è mai parlato! Una donna ucraina che ha scritto su una delle più grandi catastrofi del secolo.

Uno dei suoi lavori più importanti è stato il romanzo Carivna (Principessa), pubblicato inizialmente sul quotidiano Narod (Il popolo) nel 1896. Nel 1896 scrisse Arystokratka, seguito da Impromptu phantasie da Valse mélancolique nel 1898.

Valse mélancolique, è molto moderno e attuale, racconta di quattro donne indipendenti che vivono insieme condividendo l’amore per l’arte e rifiutando i ruoli tradizionali imposti . Sono donne forti, autosufficienti, orgogliose e indipendenti che cercano di affermarsi nel mondo , e che non hanno paura di rimanere celibi, perché cercano principalmente la felicità e l’armonia fisica e spirituale. Controverse sono le interpretazioni di questo romanzo da parte della critica. Alcuni hanno definito quest’opera come un “romanzo spirituale femminile”. Altri lo hanno ritenuto un romanzo all’avanguardia sull’amore omosessuale, basato in parte sulle esperienze personali

Nel 1901, dopo una lunga relazione sentimentale con il critico letterario Osyp Makovei, Ol’ha incontrò la poetessa ucraina Lesja Ukrainka (1871-1913), con la quale stabilì un forte legame, coltivato soprattutto a livello epistolare.

Carivna (La principessa), il primo romanzo femminista ucraino

Venne pubblicato nel 1896 nel principale quotidiano Narod (Il popolo). La sua versione definitiva, in ucraino, rivela l’influenza del Romanticismo tedesco, in particolare delle idee di Friedrich Nietzsche, ma anche delle opere della scrittrice francese George Sand

Il romanzo racconta la storia di una ragazza, Natal’ka, che dopo la morte dei suoi genitori si vede costretta a vivere con gli zii e i loro quattro figli. La vita nella nuova famiglia è caratterizzata dalla lotta per vedersi riconosciuto il diritto di leggere e scrivere, e dal dispotismo della zia.

Alcuni critici dell’epoca paragonarono questa storia a quella di Cenerentola, ma Kobyljans’ka respinse questa interpretazione sottolineando i contenuti filosofici del suo romanzo. Scritto sotto la forma di diario, il racconto in prima persona è alternato da un dialogo dinamico con altre voci sconosciute introdotte dai numerosi frammenti di ricordi, sogni, conversazioni immaginarie.

L’eroina è un personaggio molto forte che cerca il suo posto nel mondo; non vuole accettare le regole sociali che vorrebbero ridurla al rango di semplice moglie, ma vivere la propria vita.

Per rendersi indipendente perfeziona la sua conoscenza delle lingue e trova un occupazione che la rendono autonoma . Inoltre mette in gioco le sue passioni di cantante e di scritttrice che le daranno la sicurezza economica desiderata.

Gli stereotipi imposti dalla società patriarcale e la condizione delle donne sono i principali argomenti del romanzo.

L’emancipazione delle donne si raggiunge attraverso l’istruzione e il lavoro femminile retribuito alla pari degli uomini .

Questo è il messaggio di Ol’ha Kobyljans’ka . Era il 1896!

Ol’ha Julianivna Kobyljans’ka – Wikipedia

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“24 Febbraio 1955 Steve Jobs

E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate.

Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate.

Non accontentatevi…. Rimanete affamati. Rimanete sciocchi.”

Steve Jobs

— — —

Mi viene in mente, osservando il complesso Tema Natale di Steve Jobs, di tutti i malintesi che possono sopraggiungere, in un’affrettata lettura di un pianeta come SATURNO in Casa III  spesso interpretato come un grosso blocco, o limitazione del movimento. Una percezione di isolamento avvenuta nell’età dello sviluppo del linguaggio e dell’intero sistema nervoso che si occupa di poter effettuare il movimento, tra l’anno e mezzo e i tre anni di vita. Una limitazione che spesso poi da adulti si trasforma spesso in insicurezza riguardo la propria intelligenza, l’orientamento spaziale, la fluidità del comunicare e il non riuscire a vivere una sana leggerezza.

Saturno “appesantisce”, comprime, definisce ma anche fa maturare in un senso più profondo.

La posizione di Saturno in una determinata Casa, ci segnala un’area molto importante in cui qualcosa è accaduto (un trauma, una grande privazione, un blocco), e la nostra Coscienza ha dovuto mettere una barriera al dolore e la frustrazione che erano troppi da sostenere in un’età in cui il nostro Io, non era ancora formato.

La barriera difensiva è rappresentata da Saturno. La scorza e la seconda pelle che abbiamo dovuto indossare, spessa e dura. E’ una zona – settore,  da andare a rivedere e scoperchiare, durante il corso della vita dell’individuo – dove abbiamo Saturno, c’è la nostra “zona” più difesa, più rigida, proprio perchè più fragile, vulnerabile e ferita, e che sia la CASA III dove Steve Jobs ha il suo Saturno natale, la casa propriamente governata da MERCURIO, è davvero curioso oltre che molto interessante.

L’Ascendente VERGINEmi porta subito ad andare a riscontrarejobs che SATURNO e MERCURIO, siano davvero la strada maestra, croce e delizia nel suo percorso di vita. Ambizione e frustrazione, lato duro e esigente con se stesso e guizzo geniale e creativo. E quale archetipo e simbolo può meglio identificare il cammino che Jobs, ha intrapreso se non Mercurio? Il piccolo dio alato che traghetta e porta informazioni tra gli umani e gli dèi, un Hermes di insaziabile curiosità, che volando e spostandosi da una parte all’altra del globo, mette insieme, connette, comunica e spazia, affinchè possano circolare tutte le informazioni? Tutto questo è confermato dalla Casa X di Steve proprio nel segno mercuriale dei GEMELLI e dal suo Mercurio nel brillante segno d’aria come l’ACQUARIO IN CASA V.

Ma torniamo un attimo al discorso di quel Saturno in Casa III, un Saturno nello Scorpione,  in un bel mix di elementi d’acqua sparsi nel suo Tema Natale: SOLE in PESCI, nel delicato settore Casa VI, associato all’equilibrio corpo- mente- anima e salute, GIOVE eURANO in CANCRO in Casa X, in aspetto proprio a SATURNO in SCORPIONE.
Io credo che gran parte delle cosìddette manie di Steve Jobs, siano da imputare molto a quel Saturno in III Casa, che limita stringe, esige e comprime, ossessiona e scava, ma che è stato anche la chiave della sua genialità, (compie un Trigono a Urano e Giove) e del suo lavoro costante e meticoloso, scrupoloso e profondo, rigido e spesso senza sconti, ossessivo. Come hanno contribuito molto anche i valori del Sole in VI Casa in sestile a Nettunoin Casa II – spinta assoluta alla trascendenza e all’andare oltre –  e l’aspetto di Mercurio- Saturno in quadratura.

Gran parte della tensione nervosa di Steve Jobs, la sua spinta ad aprire frontiere e ponti, può essersi sentita spesse volte bloccata a livello energetico, un’insicurezza di fondo del proprio pensiero e un’accanimento Saturnino, che per paura ha congelato emozioni e disagi interiori.

Ricordiamoci che il suo Segno – Progetto – missione e mito solare appartiene al segno dei PESCI, quindi vi dovrebbe essere, cosciente o meno, una spinta enorme a trascendere ogni tipo di confine, mentale, corporeo, emotivo, di razza e religione. E pensandoci bene, non è forse quello che ha provato a fare mantenendo tutti quanti connessi tramite le sue scoperte tecnologiche?

Credo abbia pagato a caro prezzo non potersi liberare del suo stesso demone, la lotta tra l’elemento ACQUA e l’ARIA, cioè tracuore e il cervello. Credo che dentro di lui abbiano convissuto a lungo, la ricerca mischiata a paura di un abbandono e resa totale riguardo mondo dei sentimenti e delle emozioni, e dall’altra il controllo, la rigidità e la supremazia da parte della mente. Questi due mondi hanno combattutto e si sono strattonati a vicenda, ma il mondo dei sentimenti e della iper sensibilità, è stato soffocato dalle manie e il la tensione verso il futuro della super mente, che ha creato cose incredibili, ma ha finito per ingabbiarlo, invece di portarlo alla liberazione ricercata.

Quel SATURNO in Scorpione, mi porta a credere che la ferita del non ascolto e del sentirsi incompresi, del non riuscire a dire quello che si sente e a dover tradire la propria verità interiore fin dall’infanzia, sia stata la prima della sua vita, insieme alla ferita dell’abbandono. 

Steve è stato adottato, e credo che i primi anni di vita siano tutti racchiusi lì: Saturno nella Casa III, potrebbe appartenere a un bambino timido, profondo e introverso trovatosi in una ambiente ostile, e la VENERE in Capricorno, rappresenta bene è la freddezza affettiva che deve aver percepito, la maturità e l’adultità che ha dovuto prendere il posto dell’infanzia e la perdita della spensieratezza dei bambini, ingenui ma felici.

Grazie al meccanismo di difesa, messo in atto da Saturno, ha potuto spingersi verso lo sviluppo massimo della mente e delle sue potenzialità, ha dato struttura e forma alle sue idee tramite tutte le invenzioni tecnlogiche che ha portato nel mondo (Casa X), ma forse, qualcosa ha scordato di sè, che faceva troppa paura.

Steve ha scordato di nutrire ed essere tenero con quel bambino fragile e insicuro, nel cui animo risiedeva un piccolo o enorme complesso di inferiorità rispetto alle sue vere doti intellettive, il lontano vissuto degli anni scolastici percepiti come una prigionia, una desiderio enorme e forse mai colmato di trovare un senso più grande alla sua vita (un viaggio in India non casuale dopo gli studi) e una salute fragile unite a una sensibilità spiccatissima. Così immensa da venir rimossa e tagliata via, come forse nell’infanzia, qualcuno doveva aver fatto a sua volta con lui, e come lui ha fatto da adulto rinnegando la sua paternità sofferta e combattuta nel rapporto conflittuale con la figlia Lisa.

La presenza di una figlia mai voluta riconoscere e la possibilità di costruire affetti duraturi, hanno  provato ad essere richiamo alla sua Anima e di metterlo a confronto con la sua umanità e la pienezza di sentimenti a cui deve aver tanto anelato, così tanto da rifiutarli e non essere più in grado di attingervi.

E’ questo, nel suo intimo, che racconta quel Saturno – corazza in Scorpione, Steve ha cercato di parlare al mondo con le sue creazioni, dalla sua torre di diffidenza e la sua famosa non simpatia (contrario di empatia), ma al suo interno la verità è rimasta coperta. Ha tenuto nascosta per tutta la vita, la grande paura di tutti gli esseri umani: il rifiuto, l’abbandono e il tradimento emotivo. Riperpetuata in prima persona, interpretando lui stesso il ruolo del carnefice, nel suo castello di soddisfazioni pubbliche ma non private, verso chi gli stava accanto, colleghi, amori, e al suo corpo che si è ammalato precocemente portandolo alla fine della sua vita terrena.

La mia fonte preferita:

STEVE JOBS – Sentiero astrologico

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Sulla scia del 22.02.2022….le date palindrome nel mondo!

Esistono 366 giorni palindromi in 10.000 anni e il 22 febbraio del 2022 (22022022) è uno di questi.

Uno scherzo del calendario che si ripeterà soltanto il 3 febbraio del 2030 (03022030). che è anche una data ambigramma: la caratteristica è che i numeri possono essere letti allo stesso modo anche se capovolti, a testa in giù.

Ma non è una sequenza palindroma in tutto il mondo.

Stati Uniti e Canada usano infatti un diverso formato dirappresentazione rispetto a chi indica “giorno/mese/anno” anteponendo il mese al giorno. L’ultima volta di una data palindroma a tutto tondo è stato il 2 febbraio 2020, ma prima era accaduto l’11 novembre del 1111 in pieno Medioevo (11.11.1111), quando ancora la data “americana” ovviamente non esisteva.

In compenso, però, per i matematici americani oggi è il “Twos-day”, il giorno del 2 che si ripete ben sei volte

Un numero particolarmente evocativo: per i Maya era il numero del doppio e del confronto.

Il 2 è poi il primo numero primo, e l’unico ad essere anche un numero pari, ed è il quarto numero della successione di Fibonacci (se si parte dallo zero).

E come se non bastasse  è anche di martedì, ovvero tuesday in lingua inglese.

Infine per gli americani c’è un altro motivo di celebrare: cadono, infatti, i 290 anni dalla nascita di George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti, nato il 22 febbraio 1732.

E in Giappone.

Cari amici,

oggi è un giorno memorabile non solo perché il 22/02/2022 corrisponde all’ultima data palindroma fino al 2030, ma anche perché in Giappone si festeggia il “Neko no Hi” (猫の日、Giorno del Gatto).

Dovete sapere che questa data fu scelta nel 1987 dalla Japan Pet Food Associasion poiché è composta da una sequenza di numeri due, 2-22, che in giapponese possono essere letti come “ni ni ni” (ににに), un gioco di suoni che richiama molto il miagolio del gatto, ovvero “nya nya nya”( にゃにゃにゃ).

Molti giapponesi sono soliti trascorrere questa ricorrenza con i loro amici felini, oppure si recano nei locali dove è possibile sorseggiare un tè o un caffè in compagnia di questi soffici amici a quattro zampe.

Quest’anno il numero 2 si ripete per ben 6 volte…decisamente un super Giorno del Gatto!

( Ambasciata del Giappone in Italia)

E in Cina...

Boom di matrimoni per la data palindroma: il 22/02/2022

Migliaia di coppie in Cina hanno deciso di sposarsi di martedì in concomitanza con la data 22/02/2022, considerata di buon auspicio.

Il martedì è anche il 22 giorno del primo mese dell’anno lunare e il secondo giorno della settimana: una spinta in più per una data già considerata un portafortuna. Il numero di registrazioni di matrimoni a Pechino ha superato le 4.700, secondo i dati della città, quasi il doppio del numero di San Valentino. Più di 500 coppie hanno firmato le loro carte di matrimonio presso l’Ufficio per gli affari civili della capitale cinese.

Altre città cinesi hanno visto aumenti matrimoniali simili. Nella città orientale di Nanchino, i media locali hanno riferito che più di 2.200 coppie hanno registrato le loro unioni, circa dieci volte di più rispetto a una giornata tipo, con piu’ di 1.680 coppie che si sono sposate a Guangzhou.

e voi che avete fatto? Sentito che energia?++++++

Fonti:

Ambasciata del Giappone in Italia | Facebook

Cina, boom di matrimoni per la data palindroma: il 22/02/2022 si sposano 4mila coppie solo a Pechino – La Stampa

Oggi è 22-02-2022: giorno palindromo, il prossimo ci sarà nel 2030 (msn.com)

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* Abitiamo nell’ Universo e Laniakea è la nostra casa

 

La Via Lattea, il suo gruppo di galassie e altri 13 gruppi – miliardi e miliardi di stelle – formano Laniakea, l’Immenso Paradiso.

E precipitano verso il Grande Attrattore.

Ecco la nuova mappa dell’Universo.

Benvenuti a Laniakea, la nostra casa nel cosmo.

È una casa molto grande, con un diametro di 500 milioni di anni luce (circa), dove convivono migliaia e migliaia di galassie più o meno simili alla nostra.

La recente scoperta di questi inattesi confini è dell’Istituto di astrofisica dell’Università delle Hawaii, e va interpretata.

Tutti sappiamo che la Terra appartiene a un sistema solare e che quest’ultimo fa parte di una grande isola di stelle – circa 200 miliardi – che formano la nostra galassia, la Via Lattea. Da diversi anni gli astronomi sanno anche che la nostra galassia non viaggia sola nell’Universo, ma fa parte di una grande gruppo di galassie – un cluster – che tra loro estendono lunghi bracci di gas, polveri e materia oscura (materia di cui conosciamo l’esistenza, ma non la composizione).

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Ora si è scoperto che questo cluster fa parte di un ancor più vasto super-cluster a cui è stato dato il nome hawaiano di Laniakea, che in lingua locale significa immenso paradiso, suggerito da Nawa‘a Napoleon, un linguista dell’Università delle Hawaii, in onore ai navigatori polinesiani che grazie alla loro profonda conoscenza dei cieli riuscivano a orientarsi e a navigare nell’Oceano Pacifico.

La nostra casa, dunque, è assai più vasta di quel che si pensava fino a poco tempo fa e comprende centinaia di milioni di miliardi di stelle: se potessimo pesare questa incredile quantità di materia dovremmo mettere, sull’altro piatto della bilancia, cento milioni di miliardi di stelle come il nostro Sole.

«Anche se i risultati finali sono stati ottenuti solo nelle ultime settimane, il lavoro ha richiesto decine di anni e la collaborazione di centinaia di astronomi che hanno aggiunto tasselli importanti a questo quadro. Ora possiamo dire che abbiamo un grande schema della struttura dell’Universo in cui viviamo», ha detto Brent Tully, responsabile dello studio pubblicato su Nature.

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Secondo lo studio, all’interno di Laniakea vi sarebbero 13 cluster di galassie, compreso il Grande Attrattore. Quest’ultimo è un insieme di galassie che creano una forte anomalia gravitazionale che attira a sé la maggior parte delle galassie di Laniakea.

Ed è proprio studiando il moto di tutte le galassie che si è potuto capire che esse si muovono verso un punto preciso dell’Universo. Il lavoro è risultato ancor più complesso perché ogni galassia tende ad allontanarsi dalle altre (è l’effetto del Big Bang) e dunque si è dovuto scindere i movimenti di ogni singola isola di stelle.

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Questo è simile a scoprire per la prima volta che la tua città è in realtà parte del paese molto più grande che confina con altre nazioni.” -ha detto il ricercatore R. Brent Tully, un astronomo presso l’Università delle Hawaii a Manoa.

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/09/04/laniakea-superammasso-via-lattea/

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La buona notizia del venerdì: I coriandoli green che rispettano l’ambiente

Carnevale è probabilmente una delle ricorrenze più divertenti e colorate, soprattutto per i più piccoli, che spesso amano travestirsi e giocare tra gli immancabili coriandoli. Quante volte, però, ci è capitato di soffermarci sull’enorme quantità di questi piccoli frammenti colorati che restano nell’ambiente anche dopo parecchi giorni?

I coriandoli sono realizzati con carta colorata, talvolta riciclata, ma spesso contengono plastica e additivi. Se si pensa al tempo di utilizzo, il loro rilascio nell’ambiente rappresenta davvero un enorme spreco di materiali, oltre a contaminare l’ambiente rischiando di essere ingeriti da uccelli e animali. E il fatto che siano così piccoli, poi, ne favorisce la permanenza nell’ambiente anche per lungo tempo.

La startup Saatgutkonfetti ha lanciato un progetto innovativo per rendere i coriandoli “green” e offrire un’alternativa a questo prodotto inquinante. L’idea è di Katja Filippenko, Christoph Trimborn e Philip Weyer, tre giovani studenti tedeschi che si erano conosciuti all’Accademia di Belle Arti di Kassel. I loro coriandoli sono un’assoluta novità: non solo sono compostabili, ma rappresentano anche un alleato per la biodiversità urbana.

I coriandoli della Saatgutkonfetti sono fatti di semi e amido di mais derivati da materie prime biologiche, arricchiti esclusivamente con coloranti naturali. L’amido si dissolve facilmente dopo pochi giorni lasciando cadere i semi, che però non saranno nocivi per l’ambiente, ma potranno offrire nutrimento a insetti e piccoli animali e soprattutto potranno dare vita a germogli particolarmente graditi dalle api, che mai come in quest’epoca hanno bisogno di aiuto per sopravvivere.

L’azienda tedesca offre 24 specie di fiori diverse, selezionate accuratamente per essere utili alle api e ai piccoli esseri viventi, bisogna soltanto fare attenzione a quale tipologia è compatibile con il luogo in cui ci si trova. 

Per il territorio italiano l’azienda raccomanda i GoodConfetti, coriandoli ecologici biodegradabili privi di semi, che si decompongono in breve tempo e possono essere lanciati ovunque senza rischi.

Attualmente, i coriandoli di semi sono realizzati a mano e hanno un prezzo più alto dei prodotti convenzionali, ma la Saatgutkonfetti intende arricchire la gamma di coriandoli con semi compatibili per ogni territorio, con la speranza di coinvolgere sempre più persone nell’acquisto e rendere il Carnevale una festa sostenibile, ma ugualmente colorata e divertente.

Raccogliere questi fastidiosi ( diciamolo) frammenti di carta ( che a volte ritrovi nell’angolo più nascostissimo della casa anche anni dopo) pensando che saranno fiori e cibo per le api, è un grande sollievo!

O no?

Assolutamente sì!

Fonte:

Questi coriandoli non inquinano, sono compostabili e aiutano le api! (meteoindiretta.it)

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* Oggi come ieri come domani tutto ciò di cui abbiamo bisogno è Amore!

« Non potresti estinguere tutto l’amore dell’universo se lo assorbissi da oggi fino alla notte dei tempi.L’amore è tutto ciò che esiste. L’amore è la comunicazione universale. È l’energia che ha creato l’universo e lo mantiene in vita. Tutta la materia è forgiata dall’amore, una foglia esiste perchè c’è l’amore. »

1dolce

Love, Love, Love

Love, Love, Love

Love, Love, Love

There’s nothing you can do that can’t be done

Nothing you can sing that can’t be sung

Nothing you can say but you can learn how to play the game

It’s easy

Nothing you can make that can’t be made

No one you can save that can’t be saved

Nothing you can do but you can learn how to be you in time

It’s easy

All you need is love

All you need is love

All you need is love, love

Love is all you need

All you need is love

All you need is love

All you need is love, love

Love is all you need

Nothing you can know that isn’t known

Nothing you can see that isn’t shown

Nowhere you can be that isn’t where you’re meant to be

It’s easy 

All you need is love

All you need is love

All you need is love, love

Love is all you need

All you need is love (All together, now)

All you need is love (Everybody)

All you need is love, love

Love is all you need (love is all you need)

All we need is Love

Fonti :

«  Il libro di Emmanuel » Pat Rodegast/ Judith Stanton

«  All you need is Love » John Lennon / The Beatles 25 giugno 1967

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La buona notizia del venerdì: Più mielina nel cervello, più capacità intellettuali, più creatività,più elasticità mentale, più praticità nelle scelte…Evviva la terza età!

Il direttore della George Washington University School of Medicine sostiene che il cervello di una persona anziana è molto più pratico di quanto si creda comunemente. A questa età, l’interazione degli emisferi destro e sinistro del cervello diventa armoniosa, il che espande le nostre possibilità creative. Ecco perché tra le persone con più di 60 anni puoi trovare molte personalità che hanno appena iniziato le loro attività creative.

Naturalmente, il cervello non è più veloce come in gioventù. Tuttavia, guadagna in flessibilità. Pertanto, con l’età, è più probabile che prendiamo le decisioni giuste e siamo meno esposti alle emozioni negative. Il picco dell’attività intellettuale umana si verifica intorno ai 70 anni, quando il cervello inizia a funzionare a pieno regime.

Nel tempo aumenta la quantità di mielina nel cervell
o, una sostanza che facilita il rapido passaggio dei segnali tra i neuroni. Per questo motivo, le capacità intellettuali aumentano del 300% rispetto alla media.

Interessante anche il fatto che dopo i 60 anni una persona può utilizzare i due emisferi contemporaneamente ( come i delfini!) Ciò consente di risolvere problemi molto più complessi.

Il professor Monchi Uri, dell’Università di Montreal, ritiene che il cervello dell’anziano scelga la strada che consuma meno energia, elimina il superfluo e lascia solo le giuste opzioni per risolvere il problema.

È stato condotto uno studio che ha coinvolto diverse fasce di età. I giovani erano molto confusi quando superavano i test, mentre quelli con più di 60 anni prendevano le decisioni giuste.

Ora, diamo un’occhiata alle caratteristiche del cervello tra i 60 e gli 80 anni. Sono davvero rosa.

1. I neuroni nel cervello non muoiono, come dicono tutti intorno a te. Le connessioni tra di loro semplicemente scompaiono se non ci si impegna nel lavoro mentale.

2. La distrazione e l’oblio sorgono a causa di una sovrabbondanza di informazioni. Pertanto, non è necessario che tu concentri tutta la tua vita su sciocchezze inutili.

3. A partire dai 60 anni, una persona, quando prende decisioni, non usa un emisfero contemporaneamente, come i giovani, ma entrambi.

4. Conclusione: se una persona conduce uno stile di vita sano, si muove, svolge un’attività fisica praticabile ed è pienamente attiva mentalmente, le capacità intellettive NON diminuiscono con l’età, semplicemente CRESCONO, raggiungendo un picco all’età di 80-90 anni.

Quindi non abbiate paura della vecchiaia.

Sforzatevi di svilupparvi intellettualmente. Imparate nuovi mestieri, fate musica, imparate a suonare strumenti musicali, dipingete quadri! Danzate! Interessatevi alla vita, incontrate e comunicate con gli amici, pianificate il futuro, viaggiate come meglio potete. Non dimenticate di andare in negozi, caffè, spettacoli. Non state zitti da soli, è distruttivo per chiunque. Vivete con il pensiero: tutte le cose belle sono ancora davanti a voi!

FONTE: New England Journal of Medicine.

a qualcuno vogliamo pure ispirarci…o no?

Per tutti gli amici tra i 60, i 70 e gli 80 anni in modo che possano essere orgogliosi della loro età.

E grazie del contributo dell’amico Carlo.

leggi anche.

* l buona notizia del venerdì :Internet scaccia depressione: i “silver surfer” (navigatori non più giovanissimi)che navigano stanno meglio – Laurin42 (wordpress.com)

* La buona notizia del venerdì: In Europa nascono i parchi giochi per anziani. E in Italia? – Laurin42 (wordpress.com)

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Perchè siam donne: Dancing grannies, nonne danzanti o damas…signore di mezza età per un nuovo modello di vecchiaia

Vengono chiamate “damas” e scendono nelle piazze per danzare. Nonostante le critiche, queste donne cinesi stanno costruendo i nuovi canoni della vecchiaia.

Sono vestite con abiti coloratissimi e due volte al giorno, la mattina e la sera, occupano le piazze del paese per ritrovarsi e danzare a ritmo di musica rigorosamente ad alto volume.

Le “dancing grannies”, le #nonnedanzanti, sono un fenomeno diffuso in tutta la #Cina da oltre vent’anni e ripetutamente finiscono sui giornali, anche internazionali, per le reazioni che scatenano tra gli abitanti del quartiere. Per lo più si tratta di azioni di protesta contro la musica assordante.

Suscitano ilarità, tenerezza, ammirazione, così come possono sembrare eccessive, folkloristiche, libertine o semplicemente fastidiose.

Il tema veramente interessante, però, ruota intorno alla domanda: perché hanno questa visibilità sui media e fanno così discutere? Riassumendo si potrebbe dire che il motivo è che non abbracciano i canoni socialmente accettati in Cina, ovvero quelli della signora di mezza età, sessualmente non più appetibile, ritirata tra le mura domestiche, servile e a disposizione, dedita alla cura dei nipoti e dell’economia famigliare.

“Dama”, che letteralmente vuol dire “grande mamma”, è il termine con cui furono definite le signore di mezza età che nel 2013, in Cina, iniziarono ad investire tutti i risparmi nell’acquisto di oro dopo che il prezzo era crollato provocando, secondo alcuni, una sorta di tsunami che fece tremare addirittura Wall Street. 

Ma se la questione dell’oro è oramai quasi completamente dimenticata, il termine “dama” ha invece acquisito un significato tendenzialmente dispregiativo.

Teng Wei, direttrice del Centro studi culturali contemporanei della South China normal university, ha studiato da un punto di vista sociologico il valore semantico di questa parola, definendola: “Un’utile scorciatoia per descrivere le donne di mezza età che si rifiutano di adottare i modi aggraziati e materni che la società cinese si aspetta alla loro età. Quasi tutte le donne recalcitranti che vanno avanti con gli anni corrono il rischio di essere etichettate come ‘damas’. Spesso si trovano ritratte come pettegole, egoiste e del tutto prive di gusto, oltre ad essere il capro espiatorio di tutta una serie di mali sociali”.

La conclusione di Teng Wei è decisamente netta: “Quando usiamo ‘dama’ come insulto, ciò che stiamo realmente facendo è suggerire che ci sia qualcosa di intrinsecamente sbagliato nell’essere una donna di mezza età. È discriminatorio, classista, ed è ora di smettere”.

La maggior parte delle “nonne danzanti” è comunque “consapevole che i loro sforzi per creare un nuovo tipo di vecchiaia sembrano ridicoli ad altri. Creando un’estetica di genere dell’invecchiamento che riflette e risponde alle loro esperienze generazionali, queste donne ci stanno sfidando a ideare un nuovo modello di vecchiaia. Le ‘damas’ hanno dimostrato che è possibile tracciare un nuovo corso nel viaggio della vita. Quando le persone più giovani immaginano se stesse più anziane, ora c’è una gamma più ampia di possibilità”.

Oltre a non collimare con il modello cinese di invecchiamento, però, l’interesse della stampa internazionale denota una distanza simile con il modello occidentale, solo con una nota aggiuntiva di esotismo. In altri termini, quello che è emerge è che la dimensione della vecchiaia è da reinventare a livello globale e “le nonnine danzanti” stanno contribuendo a questo processo.

Molte società stanno rapidamente invecchiando e la “Silver economy”, ovvero l’economia che investe nella terza età come generazione di consumatori di primo ordine, ha aperto alla possibilità di scegliere come invecchiare.

Esistono #dancinggrannies anche in altri paesi, come il gruppo di Milwaukee negli Stati Uniti.

Ma il ballo è solo un’opzione tra mille e la ricerca di una nuova identità riguarda tanto le donne quanto gli uomini. Il punto è che sono sempre di più le persone che vogliono tornare ad essere protagoniste della propria vita, al di là dell’età anagrafica, dell’imbarazzo e del giudizio che possono suscitare negli altri per le loro condotte inaspettate.

Stanno aprendo delle strade e lo stanno facendo per tutti, non solo donne!

Cosa ci insegnano le “nonne danzanti” che in Cina infastidiscono i vicini (lifegate.it)

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La buona (?)notizia del venerdì: La Svezia addestra i corvi a raccogliere i mozziconi di sigaretta!

Ma sono le persone che dovremmo educare!

Una start-up svedese ha addestrato un gruppo di corvi per raccogliere la spazzatura che noi siamo troppo pigri per buttare nel cestino

È più facile addestrare gli animali a raccogliere la nostra spazzatura che educarci a non disperderla nell’ambiente?

O almeno, questo è quanto sembra apprendendo la notizia di un’azienda svedese di pulizia e raccolta rifiuti, che ha “ammaestrato” un gruppo di corvi a raccogliere e smaltire correttamente i mozziconi di sigaretta in cambio di cibo.

Accade a Södertälje, a due passi dalla capitale Stoccolma: qui è stato installato uno speciale macchinario che fornisce un po’ di cibo agli uccelli per ogni cicca depositata al suo interno.

Ogni anno sulle strade svedesi vengono abbandonati più di un miliardo di mozziconi di sigaretta (62% di tutti i rifiuti): raccoglierli e smaltirli costa all’amministrazione pubblica circa 20 milioni di corone svedesi (circa 19 milioni e mezzo di euro). Questo ingegnoso sistema di raccolta permetterebbe di risparmiare molto denaro per le campagne di pulizia delle strade e delle aree urbane – fino al 75% dei costi totali.

Gli ideatori del progetto Corvid Cleaning affermano convinti che non si tratta di una costrizione per i corvi, che non cono trattenuti in cattività ma che partecipano su base “volontaria”, allettati dalla prospettiva di poter ricevere del cibo senza fatica.

Allo scopo sono stati addestrati i corvi della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides), scelti per la loro intelligenza e la loro capacità di ragionamento che li rendono particolarmente adatti a svolgere questa mansione: i più giovani sono in grado di apprendere dagli esemplari che già sono stati addestrati (facendo risparmiare tempo e fatica agli addestratori umani) e c’è un minor rischio che ingeriscano spazzatura per sbaglio.

Ma la follia del progetto non si ferma qui, purtroppo: gli ideatori vogliono portare i corvi anche in altri ambienti, in altre città svedesi, a riparare i danni provocati dalla stupidità umana e dalla totale mancanza di rispetto nei confronti della natura. 

L’iniziativa è la parabola triste dei tempi in cui viviamo, in cui al posto di trovare una soluzione ai nostri errori nei nostri comportamenti, chiediamo aiuto alla natura e agli animali (che nella creazione dei rifiuti non hanno colpe).

Speriamo quantomeno chi inquina, sporca e distrugge l’ambiente in cui vive possa essere spinto ad una riflessione che lo porti a modificare i propri comportamenti.

I mozziconi di sigarette sono i rifiuti più scartati al mondo, rappresentando oltre 766.000 tonnellate di rifiuti tossici ogni anno, con impatti diffusi e gravi sull’ambiente e sulla salute umana.

La denuncia arriva dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) che, insieme al Segretariato della Convenzione quadro dell’Oms per la lotta al tabacco, hanno lanciato una campagna per sensibilizzare e incoraggiare l’azione di contrasto alle microplastiche contenute nei filtri delle sigarette.

Ogni anno, l’industria del tabacco produce miliardi di sigarette che vengono consumate dai fumatori in tutto il mondo.

Queste sigarette contengono filtri composti principalmente da microplastiche chiamate fibre di acetato di cellulosa. Se non smaltiti correttamente, i mozziconi di sigaretta vengono scomposti da fattori come la luce solare e l’umidità e rilasciano microplastiche, metalli pesanti e molte altre sostanze chimiche, con un impatto sulla salute e sugli ecosistemi.

I mozziconi di sigaretta sono anche i rifiuti di plastica più comuni abbandonati sulle spiagge e ciò aumenta la presenza di microplastica negli ecosistemi marini. Infatti, se ingerite, le sostanze chimiche che compongono le microplastiche causano, a lungo termine, la morte degli organismi marini, tra cui uccelli, pesci, mammiferi, piante e rettili. Inoltre, spiegano le due agenzie delle Nazioni Unite, queste microplastiche entrando nella catena alimentare possono causare cambiamenti nella genetica e danni nello sviluppo del cervello.

Dunque la campagna pensata dalle due organizzazioni Onu vuole, attraverso i social media, coinvolgere influencer, ambasciatori di buona volontà e giovani campioni dello sport per aumentare la consapevolezza sui danni causati dalle microplastiche.

La domanda è: siamo sicuri che gli “animali “sono loro ( gli animali ovviamente)

Purchè il “risparmio” sia impiegato nella educazione al rispetto dell’ambiente!

La Svezia addestra i corvi a raccogliere i mozziconi, ma sono le persone che dovremmo educare – greenMe

I mozziconi di sigaretta inquinano più della plastica monouso e non fanno germogliare i semi – greenMe

«Nel mondo ci sono 766.000 tonnellate di mozziconi» (msn.com)