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* La buona notizia del venerdì: una biologa insegna le tradizioni Maya per produrre cibo, reddito e salvare le foreste

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La biologa statunitense Erika Vohman insegna alle popolazioni più povere del Centro America a recuperare le antiche tradizioni Maya per produrre cibo di qualità, avere un reddito, migliorare la condizione femminile e conservare la foresta pluviale.

Tutto parte dal recupero della coltivazione di un’importante pianta autoctona, che era alla base dell’alimentazione dei Maya: qualche anno fa, durante un viaggio tra le montagne del Guatemala organizzato insieme ad un collega indigeno, Erika ha scoperto le proprietà di un albero autoctono che produce frutti chiamati “Maya nuts” (“nocciole o semi dei Maya”) e ha assaggiato cibi preparati con questi semi (foto a lato).

Tornata negli Stati Uniti, Erika ha fatto ricerche e scoperto che i Maya mantenevano nella foresta pluviale grandi estensioni di “Brosimum alicastrum” – l’albero che produce i “Maya nuts” – i cui semi costituivano l’alimento-base della loro dieta, perché ricchissimi di proteine, calcio, fibre, ferro e vitamine E, A, B e C.

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Un solo albero di Maya Nut, inoltre, può produrre fino a 400 chili di cibo all’anno, è meno suscettibile ai cambiamenti climatici rispetto alle colture non autoctone e i semi essiccati possono essere conservati fino a 5 anni.

Erika fu colpita dal fatto che la foresta pluviale fosse piena zeppa di questi semi, che nessuno più riconosceva né raccoglieva e che, al contrario, le comunità locali distruggessero gli alberi sacri ai Maya per coltivare cereali e piante estranee all’ecosistema.

Perciò si chiese se poteva fare qualcosa per cambiare le cose: “Qui le persone vivono in estrema povertà, a volte non mangiano neppure una volta al giorno eppure sono letteralmente circondati dai Maya Nuts. Ma molti non li mangiano, perché non li conoscono”, ha spiegato. “Per qualche strano motivo, le popolazioni locali hanno smesso di mangiare questo cibo, che è uno degli alimenti più nutrienti che si possa trovare in natura”.

La cosa migliore da fare, quindi, era aiutare le popolazioni indigene a ritornare alle loro radici, cioè spiegare loro l’importanza delle foreste native di Maya Nuts, per poter arrestare malnutrizione, povertà e deforestazione. Erika cominciò a tornare regolarmente in Guatemala per insegnare alle comunità a riconoscere, raccogliere e cucinare questi preziosi semi, attraverso il recupero di ricette tradizionali dimenticate come zuppe, insalate, purè di patate e persino biscotti, cioccolato e caffè a base di Maya Nuts.

Sin dai primi incontri, Erika si rese conto che la vita della comunità locale e l’ecosistema miglioravano di pari passo: tutti venivano coinvolti in prima persona nel processo di raccolta e preparazione del cibo a base di Maya Nuts, la conservazione dei semi permetteva alle donne di sfamare la famiglia per un anno intero e i semi in eccesso venivano venduti al mercato procurando un piccolo reddito. E, dal momento gli alberi di Maya Nuts crescono spontaneamente, la deforestazione si fermava.

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Dal 2001 ad oggi Erika ha organizzato incontri e seminari in tutto il Centro America – Honduras, Messico, Guatemala, Nicaragua e El Salvador – ed ha fondato l’organizzazione non profit “The Maya Nut Insitute” (già “The Equilbrium Fund”). L’istituto insegna – soprattutto alle donne – come raccogliere, cucinare, conservare ed essiccare i semi, con l’obiettivo di “trovare un equilibrio tra persone, cibo e foreste, insegnando alle comunità rurali il valore dei Maya Nut per produrre cibo per se stessi e foraggio per gli animali, per salvaguardare l’ecosistema della foresta pluviale e per creare reddito”.

Grazie all’intuizione di Erika, dal 2001 ad oggi più di 800.000 alberi di sono stati piantati nelle foreste pluviali di 5 paesi dell’America Centrale.

Oltre 10.000 donne di 700 comunità rurali hanno imparato ad utilizzare i Maya Nut per procurasi cibo e reddito ed hanno insegnato, a loro volta, ad altre donne nei villaggi vicini.

Queste donne hanno la grande responsabilità di educare e sfamare le generazioni future. Se una donna non è istruita e non ha accesso al mondo del lavoro, questo compito diventa molto difficile. I nostri incontri le aiutano ad acquisire le competenze e le conoscenze necessarie a sfamare le loro famiglie e migliorare le loro condizioni di vita”.

L’impatto del progetto sulla parità di genere è notevole. Si tratta un importante cambio di paradigma      Il progetto ha impatti positivi sull’ambiente, sull’economia locale e fornisce un enorme incentivo alla riforestazione.” ha concluso Erika    .

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http://www.buonenotizie.it/in-evidenza/2014/01/10/centro-america-una-biologa-insegna-le-tradizioni-maya-per-produrre-cibo-reddito-e-salvare-le-foreste/

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* Il primo marzo compro un libro per far vincere la cultura

Ebbene si! Lo ammetto…Sono una appassionata lettrice che contribuisce ad aumentare le statistiche di chi legge fino a, nientepopòdimenochè. più di dieci libri in un anno..

E questo da quando ho ricordo di me bambina, nascosta dai rami fitti dei bambù del giardino della nonna, con un mio inseparabile libro tra le mani…
Mia madre diceva che avrebbe potuto offrirmi l’elenco del telefono e io avrei trovato un motivo interessante per leggerlo…( senza che qualcuno si offenda, non è forse un insieme di personaggi che può far pensare all’Antologia di Spoon River ?)  ( dipende dall’immaginazione del lettore)

Per me un libro non è un oggetto, è un soggetto che ha un anima e una intenzione.
Come se l’autore si fosse messo in contatto con me e ne sentissi la presenza.
Un amico discreto, espone i suoi punti di vista e non si aspetta risposte. Come un amico leale.
E se interrompo la lettura e passo ad altro non se ne ha a male.
Per me è come conversare con un amico che mi suggerisce immagini, che mi rievoca musiche e canzoni, che mi provoca sentimenti ed emozioni, che mi stimola a fare esperienze, ed aumenta la conoscenza di me e del mondo.
I libri fanno parte della mia vita: posso tranquillamente legare un libro ad ogni esperienza che ricordo, ad un periodo particolare di riflessione o di crescita.

Certi libri mi hanno suggerito soluzioni alternative a certe mie scelte e li ho letti “ per caso”…Giorni fa ho addirittura trovato un libretto di astrologia del periodo dada in una scatola di libri usati dal giornalaio…” per caso”…

Potrei fare un elenco di libri e autori che hanno contribuito al mio percorso personale…
Potrei suggerire libri e autori che ritengo adatti a soddisfare certi interessi…
Potrei… e sarebbe una bella noia! Che noia, che barba!

Del resto dice Confucio:”Se ascolto, dimentico ; se vedo, ricordo; se faccio, capisco..”

E non è forse compiere azioni letterarie navigare tra i blog, leggere gli articoli, e comunicare con parole e immagini e filmati? (dirai tu)  Io dico che oggi è possibile persino scaricarsi ebooks e che molti autori fanno già questa scelta!
E stare a tu per tu con un libro o con un ebook per me è sempre un momento magico…

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Le librerie del flash-mob:http://www.caffeinacultura.it/news/le-librerie-del-flash-mob_188.htm

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* La buona notizia del venerdì: Ex Fadda, un’officina di idee in Puglia

         il project manager che ha trasformato un’ex fabbrica in un’officina di idee

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Roberto Covolo è il project manager responsabile del progetto di riqualificazione e trasformazione di un ex stabilimento a San Vito dei Normanni (Brindisi) in uno spazio culturale e sociale innovativo chiamato “Ex Fadda”, un’officina di idee al servizio del territorio. “Ex Fadda-Idee Extralarge” è un luogo restituito alla comunità: da spazio degradato e inagibile, in cui era proibito persino giocare, a luogo di tutti.

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L’ex stabilimento enologico “Dentice di Frasso“ è un bell’esempio di archeologia industriale come ce ne sono tanti in Italia: un immobile di pregio – di circa 3.000 mq coperti e 15.000 scoperti – simbolo di un grande passato industriale. Dopo che la proprietà venne trasferita alla Regione Puglia, però, l’ex fabbrica fu più utilizzata e rimase in stato di totale abbandono fino al 2011, quando un gruppo di ragazzi, professionisti e imprenditori locali capeggiati da Roberto Covolo ha avuto un’idea “folle”: trasformare una fabbrica abbandonata in un luogo pubblico per l’aggregazione, la creatività e l’innovazione sociale, riqualificarne gli spazi a costo zero attraverso l’auto-costruzione e coinvolgere il territorio sui temi dello sviluppo locale e del sostegno alla cultura.

Il progetto prende il nome da Renato Fadda, ultimo direttore dello stabilimento e marito dell’ultima erede dei Dentice di Frasso, e se oggi “Ex Fadda” è uno spazio pubblico gestito da una trentina di organizzazioni e imprese attive nei campi della comunicazione, della cultura e del sociale, lo si deve ad un’iniziativa nata “dal basso”, dalla cittadinanza:

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E’ stata una scommessa a partire da un’idea che avevamo in testa: quella di provare a creare, lontano dai flussi principali di persone e cose in Puglia, uno spazio che potesse ragionare come se fosse in una grande città europea”, ha spiegato Roberto alla stampa locale. Roberto è uno dei protagonisti di questa rinascita e ci ha creduto fin dal primo momento, tanto da lasciare il posto fisso in Regione Puglia per dedicarsi a tempo pieno al progetto. Dal 2012 coordina tutte le attività e le “idee extralarge” che nascono in questa “officina del sapere”, con l’obiettivo di farla diventare lo “spazio culturale e sociale più bello della Puglia”.

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In questo momento”, ha detto Roberto, “utilizziamo circa 2.000 mq della struttura: li abbiamo resi fruibili attraverso un cantiere di auto-costruzione in cui abbiamo coinvolto designer e architetti di tutt’Italia, insieme a volontari locali. Ad ispirare il cantiere sono state le pratiche del recupero dei materiali, della sperimentazione di architetture con materiali naturali, della partecipazione diffusa alla riqualificazione. Gli spazi sono dedicati a uffici, laboratori, aule, sala prove, gallerie di esposizione, spazi per le performance. È uno spazio modulare, un posto così flessibile da poter essere, al tempo stesso, uno spazio per concerti e una palestra, un laboratorio di ricerca e una galleria d’arte”.

Ma non è tutto: un aspetto fondamentale del progetto riguarda anche l’inclusione sociale. A fine febbraio, infatti, nelle cosiddette “stalle del Principe” aprirà “XFood”, il “ristorante sociale” che darà lavoro a persone con disabilità e che servirà cibi locali a km zero.

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Il progetto  “Ex Fadda” è promosso dal Comune di San Vito dei Normanni e dalla Regione Puglia ed è gestito, dicevamo, da realtà locali: “Siamo una comunità di una trentina di organizzazioni: associazioni, giovani imprese, gruppi informali e singole persone che sviluppano progetti all’interno di “Ex Fadda”. Stiamo progettando una serie di attività che riguardano il rapporto tra impresa, cultura e sviluppo sul nostro territorio, perché la prossima frontiera da raggiungere è convincere il tessuto attivo di imprenditori della zona a mettere la faccia su questa operazione e a trovare un pensiero condiviso sul sostegno dei costi della cultura”.

Il progetto “ExFadda”, ha continuato Roberto, “è basato su meccanismi di carattere comunitario: non vogliamo concepirci come uno spazio che eroga servizi, quanto piuttosto come un luogo in cui costruire relazioni tra le persone e i progetti e creare opportunità. Ospitiamo progetti e aziende che lavorano assieme, ma abbiamo un concetto differente rispetto al co-working tradizionale. Il nostro obiettivo non è “affittare scrivanie”: noi vogliamo condividere idee. Lasciamo che siano le persone stesse a stabilire quanto “vale” la loro presenza all’interno di ExFadda. In pratica, siamo qualcosa a metà tra uno spazio di co-working, un incubatore di idee e uno spazio sociale”.

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Io penso che in Puglia abbiamo qualcosa in più: è la nostra capacità di relazione, la nostra capacità di stare insieme ad altre persone e costruire contesti comunitari, dalla famiglia al gruppo di amici”, ha concluso.“Questa cosa, che è sicuramente un lascito della nostra tradizione, può essere una straordinaria risorsa contro la crisi. In questo contesto proprio il tema delle relazioni e del capitale sociale presente in Puglia può essere un ottimo motivo per venire qui, facendo leva sulla comunità come strumento indispensabile per affrontare la crisi”.

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Fonte http://iltaccodibacco.it

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* Il sole vero

Il “cuore” della Terra è un unico CRISTALLO che ruota più veloce del resto del pianeta, si sta espandendo e dimostra una spiccata personalità. Suddiviso in due emisferi, simili, ma diversi a livello strutturale, il CRISTALLO può essere il MOTORE PRIMO, cantato da saggi e poeti. I Suoi moti si trasmettono all’intero pianeta, tramite il Suo unico Messaggero: il campo nucleare “debole”, uno dei due lati della Forza Elettrodebole, l’unico che viola la parità tra destra e sinistra, l’unico che penetra e anima i nuclei atomici dei corpi visibili e anche si quelli invisibili, l’unico che co-muove i corpi umani sensibili.

Il CRISTALLO in questi ultimi sta cambiando i Suoi modi di trasmettere: aumenta il lato sensibile – il campo debole – e diminuisce quello visibile, il campo elettromagnetico. Gli effetti di questo cambio si vedono in fenomeni quali il riscaldamento globale e la riduzione del campo magnetico terrestre. Non solo; si sentono anche come coscienza di una verità profonda che la conoscenza ortodossa ignora.

Il debole è il calore nucleare che scioglie tutti i “ghiacci” anche quelli interni, invisibili che hanno irrigidito e lacerato la piccola mente umana, quella grigia che crede alla divisione e ai limiti ed è pronta a combattere per i profitti di pochi a danno dei tanti. Nel 2003, gli scienziati situati ai due poli, Nord e Sud, si sono collegati tra loro e hanno verificato che le due aurore polari evolvono con gli stessi ritmi. E’ uno dei tanti indizi dell’OPERA straordinaria composta dal CRISTALLO. E’ la FONTE DELLA VITA che ci può donare salute e svelare il significato dell’immortalità.

Chi sente l’eco dell’OPERA, avverte gli inganni di una conoscenza che ignora il significato reale della Vita, dipinge una storia dell’uomo falsa e uno spazio in cielo che è una gigantesca illusione ottica.

Il sole giallo in cielo è solo una delle tante possibili immagini del CRISTALLO, il vero SOLE, che anima ogni corpo e comprende tutti i colori. Non possiamo vederlo con gli occhi, ma possiamo sentirlo come coscienza, emozione, AMORE UNIVERSALE, bisogno profondo di armonia, pace e prosperità.

Fonte:http://www.giulianaconforto.it

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* La buona notizia del venerdì: Il crowdfunding anche in Italia

Perchè il crowdfunding può aiutare la cultura e l’economia italiana

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Siamo in crisi di liquidità. Le aziende e le singole persone spesso non riescono ad ottenere i soldi necessari per realizzare i propri sogni o progetti. Aziende che magari godono di ottima salute, persone con lavori stabili che però per vedere qualche euro devono accollarsi pesanti fidejussioni, quando va bene. Le cose stanno per cambiare e non è un caso che c’entri internet.

Crowdfunding è una parola che molti hanno imparato a conoscere, specie per chi è attento ai recenti sviluppi di internet. Questa parola indica un processo di finanziamento che non si affida ai canali tradizionali come banche o grandi investitori, bensì chiede alla gente comune come me e voi, di finanziare il proprio progetto in cambio di riconoscimenti o del prodotto che si deve realizzare.

Perchè è importante? Semplice, perchè il successo di siti ormai consolidati come Kickstarter e IndieGoGo fa ben sperare sulla qualità e sull’affidabilità di questo sistema.

Ci sono numerosi siti italiani di crowdfunding come Eppela, Starteed , Produzioni dal basso, Prestiamoci e molti altri che ci permettono di investire un po’ del nostro denaro in progetti che non verrebbero (probabilmente) mai realizzati per i motivi più disparati.

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Cosa c’entra la cultura italiana? Ebbene, a spulciare tra le diverse proposte si notano progetti per piattaforme, documentari, startup nei settori chiave del Made in Italy che sono legate ad aspetti della nostra cultura. Dove lo Stato e i privati non arrivano, ecco che i cittadini possono trovarsi in un luogo e creare quell’ecosistema che dovrebbe far fiorire il settore.

Una nota positiva è che l’Italia, come primo paese al mondo, si è dotato di una disciplina legale per l’equity crowdfunding.

Cosa cambia rispetto al classico crowdfunding?

La differenza è sostanziale, mentre l’investimento nel crowdfunding tradizionale è praticamente una donazione o l’acquisto del prodotto da realizzare, con l’equity crowdfunding si diventa soci di una statup. Le nuove norme sono contenute nel Decreto Crescita bis e la prima piattaforma ad essere stata abilitata dala CONSOB è la livornese Starsup.

Il settore è in fermento e le idee sono molte. Visto il successo oltreoceano e considerato il rigido sistema italiano dei finanziamenti, si spera che queste piattaforme possano fluidificare il mercato e portarlo ad un nuovo livello, una conquista resa possibile da internet, dalla creatività delle persone e dalla lungimiranza dei nuovi mini-investitori.

Bene invece la ratio tra progetti presentati (52.000) e quelli approvati (15.000). Il modello di finanziamento che prevale è quello lending-based (preferito 4 casi su 5), capace di finanziare piccoli progetti ai quali – per questioni economiche – sono spesso precluse altre vie di investimento.

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Il crowd funding o crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso, che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria origine dal crowdsourcing, processo di sviluppo collettivo di un prodotto. Il crowdfunding si può riferire a processi di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica.

Il web è solitamente la piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowd funding.

Colui che ha portato alla notorietà il crowdfunding oltreoceano è Barack Obama, pagando parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori, i quali erano i primi portatori di interesse.

Esempio di iniziativa autonoma di crowdfunding è la campagna che si chiamava “Tous Mecenes (tutti mecenati) del Louvre. Il progetto prevedeva di raccogliere 1 milione di euro attraverso le donazioni delle web community per acquistare il capolavoro rinascimentale Le tre grazie di Cranach da un collezionista privato.

ALTRE BUONE NOTIZIE:

I musei italiani sfidano la crisi

Le città più romantiche di Italia  Marisa MolesWeblog

 

 

Fonti:

http://italiaiocisono.com/

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-10-21/il-futuro-crowdfunding-italia

http://it.wikipedia.org/wiki/Crowd_funding

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* La buona notizia del venerdì: Il cibo avanzato delle mense scolastiche diamolo a chi ne ha bisogno

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l 50% dei pasti serviti in molte mense scolastiche finisce nei rifiuti.

La percentuale è ottenuta considerando che gli scarti relativi a piatti di verdure cotte (zucchine, carote e finocchi), frittate e pesce in umido superano l’80%, mentre il valore scende al 10-15% per i piatti preferiti dai bambini (pasta al sugo, ravioli in brodo, minestra, arrosto, spezzatino…).

In Europa e Nord America lo spreco pro capite da parte del consumatore finale è calcolato intorno ai 95-115 kg all’anno.

Il Comune di Milano intende fare qualcosa contro gli sprechi, e per noi è un’ottima notizia che non esitiamo a segnalarvi: come leggiamo su sito 02blog, ogni giorno nella capitale meneghina avanzano 8,6 tonnellate di cibo nelle mense scolastiche. Cibo che viene buttato: uno schiaffo alla povertà, tenendo conto che nella città della moda ci sono 134mila persone sotto al reddito minimo, e con la crisi riempire il frigo non è per niente banale.

Per questo il Comune ha pensato ad una campagna di sensibilizzazione, che coinvolga in prima fila le scuole nel progetto di lotta alla povertà, con un meccanismo di “adozione” diretta di anziani e famiglie indigenti, casi segnalati dal Comune che potrebbero trovare cibo da portare a casa proprio grazie agli istituti del loro quartiere.

Una fase del piano antisprechi è la doggy bag: fare in modo che gli alunni si portino a casa un sacchetto il cibo avanzato. Pane, frutta, yogurt e budini, per esempio, potranno essere messi in “cestini da portare a casa o da donare alle famiglie povere del quartiere o nelle parrocchie. L’amministrazione sta studiando le modalità con le quali recuperare il cibo e farlo girare nelle case dove serve, senza violare la privacy.

http://www.nonsprecare.it/comune-di-milano-contro-gli-sprechi-cibo-avanzato-delle-mense-ai-poveri

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Zero sprechi a Torino, gli avanzi delle mense scolastiche vanno ai poveri

L’idea è partita da un bimbo. Come spiega Maria Grazia Pellerino, assessore ai Servizi Educativi: “mentre il personale della mensa raccoglieva gli avanzi di giornata, lui, sospirando, ci ha detto: sarebbe bello se questo cibo potessimo portarcelo a casa. Alcuni di noi avrebbero una cena migliore”

Per ora le famiglie che sono state informate del servizio sono solo una decina: ad esse andranno tutti i piatti non distribuiti ai bambini e ancora sigillati nella loro pellicola protettiva. Alimenti sicuri, igienici e soprattutto buoni e a costo zero.

Il progetto si affianca inoltre ad altre iniziative già attive come quella che prevede la raccolta di pane e frutta non consumati nelle mense delle scuole elementari e medie da ridistribuire agli enti caritatevoli della città.

http://www.nonsprecare.it/zero-sprechi-a-torino-gli-avanzi-delle-mense-scolastiche-vanno-ai-poveri

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Buone pratiche a scuola, a Novara il cibo non si spreca

Avete presente le colazioni dei ragazzi che avanzano? La quantità di pane e di frutta che nelle scuole finisce nella spazzatura o gli interi piatti delle mense che nessuno tocca? 

A Novara, in alcuni istituti della città, come ad esempio nella scuola ”Fratelli di Dio” di via Cagliari 5, il cibo non si spreca.

Tutto quello che non viene consumato, viene raccolto da un gruppo di volontari e poi, due volte alla settimana, distribuito alle associazioni che si occupano di assistenza ai poveri sul territorio.

http://www.nonsprecare.it/buone-pratiche-scuola-novara-cibo

La scommessa del comune di Verona

Solo dalle mense scolastiche negli ultimi cinque anni sono stati recuperati e ridistribuiti oltre 56.000 chili di pietanze. Nell’anno scolastico 2011-2012 i pasti non utilizzati e recuperati sono stati 27.000

Al vaglio alcune ipotesi per concretizzare una nuova idea: invitare a pranzo nelle mense anche alcuni piccoli gruppi di anziani poveri del quartiere, magari gli stessi ai quali la Caritas o il Comune consegnano il pranzo a casa. Facendoli mangiare a scuola si salterebbe un passaggio e si risparmierebbe. Sarebbe educativo per i bambini e socializzante per i pensionati”.

Lo dice l’assessore Cappelli che in merita sta preparando una lettera alle scuole invitandole a “adottare un numero realistico di persone del vicinato, a cui fornire cibo e altri aiuti, magari anche in forma di inviti in mensa”.

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A Roma “Condividi il Pane, ti insegno a non sprecare”

Sono 2mila i pasti non consumati che ogni giorno avanzano nelle mense scolastiche del Comune di Roma. Mentre 8mila persone in città faticano ad avere cibo per il sostentamento, costretti a volte a frugare nei cassonetti dell’immondizia per recuperarlo.

Dati sufficienti a evidenziare la valenza etico-sociale del progetto “Condividi il Pane, ti insegno a non sprecare promosso dall’assessore comunale alle Politiche educative scolastiche e della famiglia Laura Marsilio, in collaborazione con la federazione provinciale di Roma dell’associazione Mo.da.vi-Onlus.

L’iniziativa è partita con la riapertura delle scuole il 7 gennaio

Sono coinvolte 21 scuole di 11 Municipi (I, II, IV, V, VI, VII, XV, XVI, XVII e XIX) e 7 società di ristorazione.

Ma l’iniziativa si prefigge anche di educare gli studenti e le loro famiglie a un uso responsabile del cibo attraverso un pieghevole appositamente realizzato.

http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=4218&keywords=cardi

E questi sono soltanto alcuni esempi.

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La FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) evidenzia come, in generale, non si programmi l’acquisto di generi alimentari in modo corretto: ciò significa che, spesso, viene buttato il cibo inutilizzato.

“Informazioni nelle scuole ed iniziative politiche potrebbero essere un punto di partenza per cambiare questo comportamento. Si dovrebbe insegnare ai consumatori dei paesi ricchi che gettare via cibo senza motivo è inaccettabile – sottolinea la FAO. “Dovrebbero anche essere informati che data la limitata disponibilità delle risorse naturali a disposizione è più efficace ridurre le perdite di cibo, che incrementare la produzione alimentare per riuscire a nutrire la crescente popolazione mondiale”.

ALTRE BUONE NOTIZIE:

Con il cuscino che si gonfia basta notti insonni se il partner russa Marisa Moles’s Weblog

Roma, donato un sorriso al Bambino Gesù di chezliza

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* …Phil ha visto la sua ombra. Altre sei settimane di inverno!

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…Phil ha visto la sua ombra. Altre sei settimane di inverno.

Non predirò il vincitore del Super Bowl,

Ma le mie previsioni del tempo, voi non potete contraddire

Che non c’è un campo da fooball vicino a me,

è la mia ombra che vedete,

Così ancora sei settimane di inverno ci saranno !

Negli Stati Uniti ci saranno altre sei settimane di inverno.
È questa la predizione fatta dalla marmotta Punxsutawney Phil nel tradizionale “Giorno della marmotta”,il  Groundhog Day,che viene celebrato ogni 2 febbraio a Punxsutawney, in Pennsylvania.
La previsione viene fatta dal roditore in base alla sua ombra. Tradizione vuole che il roditore venga fuori dalla sua tana davanti a migliaia di spettatori nelle prime ore del giorno: se vede la sua ombra significa che l’inverno durerà un altro mese e mezzo, se invece non la vede vuol dire che la primavera arriverà presto.
E quest’anno, appunto, Punxsutawney Phil ha visto la sua ombra, alle 7.25 locali.
Quest’anno la festa del ‘Giorno della marmotta’ giunge nel mezzo di un inverno segnato negli Stati Uniti da temperature molto rigide, a pochi giorni da quando una tempesta di neve ha paralizzato Atlanta e altre città del sud.

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Phil è la più famosa di un piccolo gruppo di marmotte che si ritiene siano in grado di fare previsioni del tempo, insieme alla marmotta Chuck di Staten Island a New York e a General Beauregard Lee di Atlanta.

Il Centro nazionale sui dati climatici ha fatto una verifica sulle previsioni di Phil e le ha trovate scarse, dichiarando che la marmotta “non ha capacità preveggenti”.

“Non è esattamente una idea brillante quella di usare l’ombra di una marmotta come strumento di previsione meteorologica per gli interi Stati Uniti”, scrive sul suo sito il National Climatic Data Center.

Fonte:www.intopic.it

per saperne di più:

” Il giorno della marmotta”

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* La buona notizia del venerdì: Le sindache di Italia

Ada Fiore Sindaco di Corigliano d’Otranto

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Ada Fiore la si può definire senza ombra di dubbio un sindaco singolare, unico nel suo genere, in un angolo di Salento davvero speciale. A Corigliano d’Otranto, Ada Fiore è riuscita a rendere questa deliziosa comunità un luogo in cui la filosofia, suo grande amore, la fa da protagonista.

Infatti il primo cittadino ha realizzato con il placet e la collaborazione della sua illuminata amministrazione l’ormai celebre “Giardino di Sophia”, un parco dedicato alla filosofia (open 24 hours, perché il pensiero non va mai in vacanza) nella speranza che possa diventare un modello da seguire dalle altre realtà salentine e dall’Italia intera, giungendo a essere una possibile strada per uscire dalla crisi e tentare concretamente di liberarsi dalle catene stritolanti del mercato contemporaneo. Ada Fiore è autrice di un libro (che è parte integrante di questo ampio progetto socio/filosofico) dal titolo Vota Socrate edito da Lupo editore.

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Dall’artigianato filosofico alle conversazioni, Corigliano ha infatti creato un modello che unisce le suggestioni del borgo grico alla bellezza del pensiero. Un modello di marketing territoriale e di ricadute occupazionali sul territorio.

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Ada Fiore è docente di storia e filosofia presso il Liceo F. Capece di Maglie. Dal 1997 al 2006 ha ricoperto la carica di assessore alla cultura del suo paese natale, Corigliano d’Otranto. Dal 2006 al 2010 e dal 2010 ad oggi, riveste la carica di Sindaco ma non ha mai smesso di praticare l’esercizio filosofico con i suoi alunni e anche con i suoi cittadini. Infatti è stata promotrice sin dal 2002 di un’importante innovazione didattica nell’insegnamento della filosofia denominata “Giovani Pensatori” e ideatrice dell’istituzione di un “Parco filosofico” nelle strade del paese a servizio di un nuovo “turismo del pensiero”.
http://www.affaritaliani.it/puglia/il-sindaco-di-corigliano-d-otranto-ada-fiore-e-il-giardino-filosofico.html

Elisabetta Tripodi Sindaco di Rosarno

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“Ho deciso di impegnarmi in politica perché ho sentito il dovere civile di fare qualcosa, di dare il mio contributo alla società” racconta Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno che sottolinea: “Sono stata spinta soprattutto da eventi specifici che hanno abbassato il livello e la qualità della città e compromesso la sua immagine lasciando un senso di abbandono e rassegnazione. Mi riferisco allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale”.
Laurea in giurisprudenza a Pavia, dove ha vissuto per diverso tempo, una carriera da funzionario, docenze e soprattutto una buona conoscenza della macchina amministrativa, Elisabetta Tripodi è la seconda donna sindaco a Rosarno ,la prima durò appena sei mesi.
“Il fatto che mi sia candidata ha permesso che si formasse un maggiore interesse attivo da parte delle donne della città; e, infatti, il consiglio comunale è composta da ben cinque donne su 21”.
Personalmente, nello svolgimento del mio lavoro cerco di impostare la mia amministrazione all’‘ascolto’, per rispondere alle esigenze di tutti e dando una mano concreta alla quotidianità delle donne madri che lavorano, ad esempio investendo parte delle scarse risorse dell’amministrazione in assistenza scolastica di pre e post scuola e trasporto, come servizio ma anche come possibilità di lavoro. Ascoltare, dialogare, confrontarsi sulle diverse esigenze è conditio sine qua non per lavorare bene e mettere le basi per una città che funzioni”.

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Questo è tanto più vero in una realtà del sud come Rosarno dove le condizioni sociali ed economiche sono implicitamente ed esplicitamente condizionate dalla criminalità organizzata.
Elisabetta Tripodi vive sotto scorta.
E proprio sulle nuove generazioni punta Elisabetta Tripodi, “per educare al rispetto delle leggi, base dalla quale nasce una società civile”, specifica il sindaco, descrivendo una serie di progetti nelle scuole atti a diffondere la  conoscenza dei fenomeni criminali, “perché solo attraverso la conoscenza dei fatti i ragazzi possono capire il l’importanza della  giustizia e la repulsione verso ogni forma di criminalità . La base per una città che funzioni è ascoltare, confrontarsi e puntare sui giovani”.

http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=808596&idDett=35223

Giusy Nicolini sindaco di Lampedusa

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Lampedusa, avamposto del sogno italiano per le migliaia di profughi che vengono dal mare, è sempre al centro della cronaca, quella più triste.

“Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. …...”
Così ha inizio la lettera all’Europa che Giusy Nicolini ha inviato dopo l’ennesima tragedia a Lampedusa.

Ma Lampedusa non è solo questo. Della vita sull’isola nessuno parla.
Dare vita a una biblioteca per bambini e ragazzi nell’isola di Lampedusa: è un sogno che nasce nel 2011.
Da allora l’attuale sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, lavora per costruire e avviare questo spazio. E vuole fare di Lampedusa un avamposto per lettori e culla del libro come strumento di integrazione.

E ha fatto un appello: “Lampedusa non ha una biblioteca e neppure un negozio dove poter acquistare libri” ha detto. “Voi ci vivreste mai in una città dove non è possibile comprare dei libri? Io non credo! Quindi se in giro per casa avete libri, di qualsiasi genere, che non leggete o avete già letto e di cui volete sbarazzarvi, aderite all’iniziativa”.

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L’obiettivo è promuovere l’integrazione. Non è un caso, infatti, che il sindaco si sia appoggiata anche a IBBY-International Board of Books for Young People, associazione internazionale che promuove il libro per ragazzi proprio come strumento d’integrazione, con un’iniziativa lanciata lo scorso maggio e che ha raccolto la migliore produzione editoriale di libri senza parole da donare a Lampedusa, l’isola più remota del Mediterraneo.

I libri sono arrivati a migliaia, da privati e da case editrici, tanto che il sindaco ha dovuto richiedere l’aiuto di volontari per catalogarli e sistemarli. E anche quelli sono arrivati.

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Dal 15 al 22 novembre sulle isole di Lampedusa e Linosa si sono svolti una serie di eventi e di attività per i bambini dell’isola e per i bambini naufraghi che vivono nel centro di accoglienza. Scrittori, insegnanti, librai, associazioni per animare letture e laboratori. Nella convinzione che una biblioteca pubblica sia il primo passo per affermare il diritto di bambini e ragazzi di avere accesso alla lettura.
http://www.cadoinpiedi.it/2013/07/30/il_sogno_di_portare_libri.html

http://www.nobordersmagazine.org/2012/11/appello-giusi-nicolini-lampedusa-unione-europea/

Quante sono le donne sindaco in Italia?

Sono 903 le donne sindaco in Italia e amministrano l’11,16 per cento delle nostre 8.092 città.

Mediamente sono cinquantenni (il 67,52 per cento ha tra i 40 e i 59 anni), ma molte sono giovani con meno di 40 (22,59). Sono donne dal profilo culturale alto: avvocate, medici, ricercatrici, psicologhe. Di strada ne è stata fatta da quando l’unico sindaco italiano in gonnella era Ada Natali, la prima nel 1946 a conquistare un Municipio, quello marchigiano di Massa Fermana.
Il record di sindaci donne in Emilia Romagna, la maglia nera in Sicilia e in provincia di Napoli. Potrebbero essere molte di più.
E anche negli ultimi 5 anni si sono fatti passi avanti: fino al 2007 “le sindache” erano 776, e cioè solo l’8,7 per cento.

http://www.left.it/2012/08/10/le-prime-cittadine-ditalia/5730/

ALTRE BUONE NOTIZIE:

“Vincenza delle capre: una delle ultime pastorelle delle Alpi Apuane”

” il ponte fotovoltaico Black Friars Bridge a Londra”

” La creatività degli studenti al servizio dell’impresa”

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* Guarda che luna…anzi super…anzi due!

Una superluna è la coincidenza di una luna piena con la minore distanza tra Terra e Luna. L’effetto è un apparente aumento delle dimensioni della Luna visto dalla Terra.

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La Luna raggiunge il perigeo, (il termine  deriva dal greco perigeion, che indica “vicino alla Terra.”) cioè il punto della sua orbita più vicino alla Terra, più o meno ogni due settimane: l’orbita della Luna attorno al nostro pianeta è ellittica quindi la sua distanza dalla Terra oscilla tra i 354.000 km del perigeo e 410.000 km dell’apogeo, il punto più lontano.
La Luna impiega 27,3 giorni per completare una rotazione attorno al nostro pianeta: apogeo e perigeo si alternano quindi ogni 14 giorni circa e l’azione gravitazionale del Sole, interferendo sull’orbita della Luna, fa sì che la loro distanza dalla Terra non sia costante. 
Ma quando la Luna, oltre che particolarmente vicina a noi, è anche piena, ci appare del 14% più grande e del 30% più luminosa rispetto al solito.

Ma cosa è esattamente una superluna?

E’ quando la luna, nella sua orbita è un po’ piu’ vicina del solito alla Terra, cosa che si nota piu’ facilmente quando c’è luna piena.

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Cosi la luna puo’ sembrare piu’ grande sebbene, in queste fasi, la differenza nella sua distanza  dalla Terra sia solo una minima percentuale” ha detto il dr. James Garvin, capo scienziato al Goddard Space Flight Center della NASA , sul sito dell’agenzia spaziale.
“Viene chiamata superluna, perchè questo è un allineamento molto visibile che a prima vista sembrerebbe avere un certo effetto. In questo caso il ‘super’ nella superluna riguarda semplicemente il fatto che essa appare piu’ vicina” Data questa vicinanza, la superluna nel cielo puo’ sembrare piu’ grande e piu’ luminosa ai nostri occhi , rispetto al sua grandezza e luminosità minima,” questo secondo la NASA.
Il termine superluna deriva dall’astrologo Richard Nolle, che cosi la defini’ 30 anni fa ma è solo ora che il termine sta diventato di uso corrente, secondo EarthSky.  Nolle disse che la superluna è “una luna nuova o piena che avviene quando la luna è piu’ vicina (del 90% i) alla Terra in una data orbita.”
Questo significa mediamente 4 o 6 superlune all’anno. .

L’ultimo evento si è verificato il 23 giugno 2013.

Durante quest’occasione c’è stata la più vicina e la più grande luna piena del 2013.
Nel 2014 ci saranno 5 “superlune” e la prima è stata il 1° gennaio, una luna nuova. Un’altra arriverà il 30 gennaio. Le altre superlune del 2014 saranno il 12 luglio, il 10 agosto e il 9 settembre.
Gennaio sarà cosi l’unico mese con 2 superlune fino a gennaio 2018, secondo EarthSky.

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Molti hanno attributo alla superluna la capacità di scatenare terremoti, violente onde di marea, eruzioni vulcaniche. Tutto questo è privo di fondamento scientifico.
In effetti l’attrazione gravitazionale della Luna sulla Terra è responsabile dell’andamento delle maree e di una debole variazione nel livello della crosta terrestre. Si tratta di un fenomeno noto come “marea solida” che, al pari delle maree oceaniche, provoca un movimento della crosta terrestre di alcuni centimetri.
Durante i periodi di luna piena e nei perigei questa influenza si fa sì più intensa, ma rimane comunque troppo debole per scatenare terremoti, che sono invece innescati dalle zolle tettoniche quando scivolano sotto l’altra o una accanto all’altra.

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James Garvin, scienziato della NASA e responsabile del Goddard Space Flight Center, tranquillizza: «Gli effetti della superluna sono di scarsa portata e tutti gli studi più accreditati compiuti da sismologi e vulcanologi sono concordi nel sostenere che il perigeo lunare, anche in combinazione con una Luna piena , non possono influire sul bilancio energetico del pianeta più di quello che accade ogni altro giorno dell’anno».

Vale la pena ricordare che l’11 marzo 2011, mentre uno dei terremoti più potenti dell’era moderna scatenava la sua furia sul Giappone, la Luna si trovava a oltre 400.000 km da noi, ben più lontano della sua distanza media.

Fonti:
http://www.theepochtimes.com/n3/422729-supermoon-dates-2014-two-new-moons-coming-in-january
http://www.focus.it/scienza/spazio/la-superluna-del-19-marzo-2011-e-responsabile-del-terremoto-e-dello-tsunami170311_0011_C12.aspx

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* It is time to shine on

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Una piccola scintilla desta un gran fuoco ” dice un proverbio della nonna.

Shine on” è la nomination del momento e sono lusingata di averla ricevuta e ringrazio gli amici del web .

Per me non è cambiato ciò che dicevo lo scorso maggio 2013, nel mio articolo ME>WE.

E mi piace ribadirlo ai bloggers, e sono tanti, che da allora si sono aggiunti agli amici. E sono molti di più di quelli elencati a lato sotto la voce blog che seguo.

Considero il web una dimensione espansa della Terra costituita da immagini, suoni e sensazioni di tutta l’umanità. Correnti di pensiero corrono veloci o sostano a volte a formare vortici di energia o scoppiano in infiniti frammenti che poi si ricompongono in altre correnti. Tutto è vivo e palpitante e attira le attività mentali e della psiche.

Quando ho aperto il blog la mia sensazione era quella di chi è di fronte ad un panorama conosciuto e non ancora esplorato. Come quando ti viene voglia di urlare qualcosa per vedere se c’è qualcuno o è soltanto l’eco.

Mi attirava entrare nella corrente e vedere che effetto avrebbe fatto.

Non mi aspettavo di avere subito riscontri… qualcuno ha messo un like al mio primo articolo…fra milioni di viaggiatori nel web…al mio primo commento su un blog che mi attirava è nata una durevole amicizia…la mia vita si è arricchita di uno spazio nel quale sento di comunicare con l’anima delle persone e di avere la possibilità di condividerne i valori.

La condivisione è spontanea, affettuosa, crea emozione.

Così una nomination è un gesto affettuoso, un dire sono contenta di averti incontrato, siamo in sintonia, mi piace quello che scrivi, e voglio che altri lo apprezzino come me…A volte basta uno spunto per far dire non ci avevo pensato…

Così puoi agire sul cambiamento ed è gratificante farlo insieme. E sul web è facile essere in tanti.

Quando si è in tanti e ci si scambia nominations per testimoniare interesse, approvazione,fiducia, nasce dalla affinità un gruppo. Affinità può significare condivisione di valori e di obbiettivi. Si è in sintonia.

La somma delle parti è maggiore dell’intero e un gruppo che nasce da un’ affinità spontanea ha una grande capacità di incidere sulla cosiddetta opinione pubblica e generare il cambiamento.

Io sono convinta che in questi tempi di cambiamenti è necessario orientarsi verso una visione potenziante del futuro e riscoprire e ribadire i valori propri di una umanità consapevole.

Possiamo come gruppo generare una forma pensiero che possa navigare nel web colorata come infiniti arcobaleni, vibrante di sensazioni ed emozioni, sonora come una orchestra perfettamente accordata…

Una forma pensiero attrae chi è in sintonia e diventa una energia positiva per molti, ma molti, molti di più…per tutti.

Come fare a farlo?

Io propongo che ognuno di noi pubblichi sul suo blog una “buona notizia” ogni venerdì. E ce ne sono che le scimmie urlatrici dei media ci nascondono!

Perchè il venerdì?

Venerdì è il giorno dedicato al pianeta Venere, dispensatore di energie di armonia e di bellezza attraverso la scienza e la conoscenza.

Siete pronti a cambiare il vostro ME e arricchirvi in WE?

Siete pronti? Uno…Due…Tre…Via!

Love L