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*La filastrocca dell’altro ferragosto!

Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapide,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.
Ferragosto,
di Gianni Rodari
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Perchè siam donne: Chiara, Agnese, Selene, Antonella, Tiziana, professione Archeologhe

In Italia, fra la manovalanza degli scavi, le ragazze sono ben il 70 per cento. Le Indiana Jones di oggi imbracciano pala e piccozza e lavorano per intere giornate esposte al tempo a volte inclemente. Formidabili nello studio, si armano di pazienza certosina per far parlare del passato ogni piccolo frammento.

E sono precise: una qualità fondamentale, perché ogni reperto studiato e preservato è un prezioso legame con la nostra storia e le nostre radici.

«L’archeologo non è solo uno scavatore: per fare carriera, occorre essere sul mercato con tanti titoli. Servono pubblicazioni scientifiche, ricerche, partecipazioni a convegni» spiega Marina Castoldi, docente e direttrice della Scuola di specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Milano. «Ai miei studenti consiglio sempre di non focalizzarsi su un singolo aspetto, ma di occuparsi di più tematiche».

Le cacciatrici del passato devono avere molte frecce al proprio arco. Uno sbocco professionale ambito è il ruolo di funzionario in una soprintendenza o di conservatore in un museo. In entrambi casi, i concorsi non sono frequenti e i posti scarseggiano. Un’altra strada molto selettiva è la carriera accademica, per diventare ricercatore e professore associato. In alternativa, molte giovani scelgono la libera professione, chi negli scavi d’emergenza, chi come guida e divulgatrice, chi come consulente.

Conciliare la vita personale con il lavoro è spesso complicato: scavi, cantieri, viaggi implicano lunghe assenze da casa. Ma qualcuna ce l’ha fatta. Anche con l’aiuto di partner solidali.

Chiara Corbino, 43 anni, di professione archeologa medievista e archeozoologa : a caccia di antichi animali

Agnese Lojacono, 30 anni, di professione archeologa classica e dottoranda all’università di Milano : una vita tra i cocci

Selene Busnelli, 30 anni, di professione archeologa specializzata in Preistoria e Protostoria : a colpi di piccone

Antonella Antonazzo, 43 anni, archeologa classica subacquea : la bellezza giace sul fondo

Tiziana D’Angelo

Donna, giovane e direttrice. A soli 28 anni, l’archeologa Tiziana D’Angelo è stata nominata capo del Parco Archeologico di Paestum e Velia.

Nel suo curriculum ci sono alcune tra le università più prestigiose del mondo. Dopo aver studiato a Pavia, infatti, Tiziana D’Angelo si è trasferita a Oxford nel 2007 e ad Harvard nel 2013, dove ha perfezionato i suoi studi grazie a un dottorato in Archeologia Classica, con una tesi sulle tombe dipinte dell’Italia meridionale in epoca classica ed ellenistica.

Ha lavorato agli Harvard Art Museums, al Getty Research Institute di Los Angeles, al Deutsches Archäologisches Institut di Berlino e al Metropolitan Museum di New York.

E non è tutto qui: ha anche insegnato a Cambridge e a Nottingham.

E’ uno dei più giovani responsabili di musei e parchi archeologici in Italia.

Tiziana D’Angelo ha avuto modo di godere della bellezza di Paestum già da piccola, insieme alla sua famiglia.

«Poi ci sono tornata periodicamente. Collaboravo per le mostre con Gabriel Zuchtriegel (l’ex direttore del sito archeologico di Paestum e ora direttore degli scavi archeologici di Pompei ) e quindi ho mantenuto un legame con il sito.

Ma mai avrei immaginato che sarei tornata qui come direttrice. È un sogno».

Paestum vuol dire molto per lei, vista la sua specializzazione in archeologia magnogreca nell’Italia preromana. La prima volta che lo visitò era il 2012 e la direttrice era Marina Cipriani. Studiò le tante stele dipinte e qui custodite e cominciò molte collaborazioni con l’ex direttore Gabriel Zuchtriegel.

Sicuramente procederà con i progetti già attivati.

Primo fra tutti, il piano di riqualificazione dell’ex stabilimento Cirio, a sud delle mura antiche, che va recuperato al più presto e ospiterà spazi espositivi, attività didattiche ed eventi. 

Poi,si sposterà a Velia,dove va riattivato tutto il suo sistema museo, aprendo al pubblico la galleria sotterranea dell’ex stazione Velia Scavi, ex deposito archeologico.

Quindi intraprenderà nuove campagne di scavo, purché abbiano tutte una ricaduta immediata sulla ricerca.

Tra i suoi obiettivi c’è quello della creazione di nuovi poli e spazi espositivi nei siti archeologici di Paestum e Velia.

Professione archeologa: «Noi diamo voce al passato» – iO Donna

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Perchè siam donne: Sarah Weddington e la Corte suprema degli USA

Washington, 24 giugno 2022 – La Corte suprema degli Stati Uniti ha abolito la storica sentenza ‘Roe contro Wade’ che, nel 1973, aveva legalizzato l’aborto negli Usa. La decisione odierna delega quindi ai singoli Stati l’applicazione delle loro leggi in materia

Lei è #SarahWeddington.

Nasce e cresce in Texas. Luogo di cui si dice che ‘è un bel posto per uomini e cani, ma l’inferno per donne e cavalli’.

Da bambina vuole fare l’insegnante. Crescendo si appassiona al diritto.

Ma il preside del college le dice che nessuna donna di quel college ha mai studiato legge.

Non le vogliono le donne lì. Possono iscriversi e assistere ma fare domande solo una volta a semestre.

Lei, insieme ad altre giovani donne di quell’Università, comincia a farsi domande.

Perché le donne sono considerate così poco? Perché fanno così paura? Perchè le donne non possono controllare il proprio corpo e scegliere o no la maternità??

Si unisce così a un gruppo di studenti laureati dell’Università del Texas-Austin che stanno ricercando modi per sfidare vari statuti anti-aborto ,

Il centro sanitario universitario non fornisce informazioni sulla contraccezione. Un paio di ragazze erano andate a New York e avevano ricevuto una copia di Our Bodies Ourselves e avevano iniziato a dare informazioni.

Pensano che è necessario ribaltare le leggi restrittive del Texas a proposito delle donne. Sarah aveva fatto solo divorzi pacifici, testamenti, un’adozione per suo zio; non aveva alcuna esperienza in tribunale federale. Ma sarà lei ad agire come avvocata dei diritti delle donne di scegliere .

Sarah ha solo 26 anni quando dibatte davanti ai giudici della Corte Suprema.

Diventa la persona più giovane che riesce a vincere col caso Roe.

Nel 1969 la 21enne Norma McCorvey rimane incinta. Era la sua terza gravidanza, ma per problemi economici e di abuso di sostanze, non aveva potuto tenere con sé nessuno dei suoi figli. Questa volta vuole abortire. Ma in Texas, l’aborto è vietato anche nei casi in cui è in gioco la sopravvivenza della madre. Le donne più benestanti vanno nei paesi dove l’aborto è legale.

Norma acconsente a partecipare alla causa presentata dagli avvocati Sarah Weddington e Linda Coffee.

Sarah discute il caso davanti all’alta corte due volte, nel dicembre 1971 e di nuovo nell’ottobre 1972, ottenendo l’anno successivo la sentenza 7-2 che legalizza l’aborto a livello nazionale.

In un colpo solo, la Corte Suprema spazza via un secolo di restrizioni sull’aborto e rende incostituzionale la legislazione di 46 Stati. 

In quegli anni Sarah viene eletta alla Camera dei rappresentanti del Texas per poi diventare consigliere generale del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e, successivamente, consulente per le questioni femminili del presidente Jimmy Carter.

Quando arriva Reagan, torna in Texas, dirigendo l’Ufficio per le relazioni statali-Federali. Per più di 35 anni è prof. aggiunta presso l’Università del Texas ad Austin.

Ad Austin, fonda il Weddington Center, progettato per portare più donne in posizioni di leadership più elevate.

Insieme a #MollyIvins e #AnnRichards, era considerata la santissima trinità del “Grande Matriarcato di Austin”.

È rimasta attiva nel mondo politico e legale fino ai suoi ultimi anni.

La sua morte nel dicembre 2021 arriva in un momento particolare della storia degli Stati Uniti, dove la Corte Suprema – che dopo Trump conta sei giudici conservatori su nove – è chiamata ad affrontare la richiesta del Mississippi di vietare l’aborto dopo la 15esima settimana..

“Quando ho iniziato il caso [Roe], se qualcuno avesse detto: ‘Ne parlerete ancora tra 45 anni’ non ci avrei creduto. E quindi quello che più mi stupisce è da quanto tempo la questione sia ancora al centro di molte conversazioni politiche.

Pensavo che ci sarebbero voluti alcuni anni prima che le persone giungessero ad un accordo comune che non spettasse al governo decidere la libertà riproduttiva delle donne. Non so quanto tempo ci vorrà. Presto, una generazione più giovane, donne e uomini più giovani alla facoltà di legge, dovranno assumersi questa responsabilità”.

Care donne non abbassiamo la guardia! Sappiamo che la strada è ancora lunga e in salita ma possiamo contare sui nostri compagni ! Questa , come tante ancora , è una battaglia per cambiare i comportamenti oscurantisti che limitano la crescita della coscienza umana. Non abbassiamo la guardia!

Leggi anche

*Risvegliatevi Sacerdotesse…Maghe…Streghe…Donne! – Laurin42 (wordpress.com)

Fonti:

Dea e Donna: Sacro Femminino | Facebook

Le origini della sentenza “Roe contro Wade” e il futuro della legge sull’aborto | National Geographic

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* La buona notizia del venerdì: Anna e la sindrome di down.

Anna e la sindrome di down.

I suoi compagni di classe le ‘insegnano’ ad essere autonoma

I giornali anche a scadenza giornaliera, raccontano di storie di ordinaria emarginazione di persone con disabilità.

Bambini che non sanno cosa vuol dire integrazione,  perchè si imbattono in insegnanti e compagni di scuola che non hanno voglia di entrare in contatto con la disabilità.

Che non vanno in gita e non hanno le opportunità che invece, per i normodotati sono un diritto.

A Sarcedo  (Vicenza) invece, grazie alla sensibilità e alla professionalità di chi crede ‘nel sostegno’ come ruolo educativo per soggetti  diversamente abili e non solo, Anna,  con sindrome di Down, frequenta la prima media a Sarcedo ed i suoi compagni hanno imparato a considerare il suo handicap come motivo di crescita e di educazione. Hanno voluto addirittura avere per lei un ruolo attivo. Vogliono aiutarla nella riabilitazione e a diventare indipendente, meta più importante a cui ambire quando sei affetto da certe sindromi.

Come accadde per tutte le ragazzine della sua età sta tastando il terreno dell’autonomia: ogni giorno va a scuola, ci va a piedi, ma non ci va da sola e non sono nemmeno i suoi genitori ad accompagnarla. Perché Anna se ha una particolarità spiccata, che non sia quella impressa dai suoi geni, è quella di attorniarsi dei suoi compagni di classe che le vogliono bene, che a turno e in gruppo di cinque o sei, puntualmente la aspettano ogni mattina davanti al municipio di Sarcedo e poi la ‘scortano’ a scuola.

Da oggi, Anna è ancora più autonoma perchè prende addirittura il bus. Anche in questa ‘impresa’, ha avuto il sostegno dei suoi compagni di classe e di scuola che hanno fatto letteralmente a gara per proteggere la bambina, in quel gesto quotidiano che per qualcuno è normale, ma quando c’è un certo tipo di disabilità di mezzo, risulta straordinario.
Un sapere stare assieme che se fa da antidoto alla sindrome di Anna, crea nel contempo uno spirito di responsabilità nei suoi compagni.

Alcuna forzatura in tutto ciò, perché difficilmente le cose imposte riescono bene, anzi: ben felicemente i suoi compagni hanno colto il segnale dato dall’insegnate di sostegno di Anna e subito si sono mossi per accompagnarla a scuola.

Il Comune paga il servizio

Un bell’ esempio di comunità che non è sfuggito all’occhio accorto e sensibile del sindaco Luca Cortese: “E’ un grande esempio che Anna e i suoi compagni ci stanno dando. Mi dà tanta speranza vedere che insegnante e compagni ci sono per questa bimba”.

Ma non si è fermato alle parole il sindaco Cortese ed è passato ai fatti: “Come amministrazione comunale vogliamo contribuire a dispiegare le ali della libertà personale di Anna, mettendo a disposizione il trasporto comunale scolastico gratuitamente per lei assieme a suoi due compagni ed all’insegnante di sostegno, ogni giovedì, per permetterle di prendere dimestichezza con i mezzi di trasporto – conclude il sindaco Cortese – A Sarcedo non dimentichiamo nessuno, è un progetto semplice con una valenza sociale altissima”.

Paola Viero

http://www.altovicentinonline.it/attualita-2/attualita/sarcedo-anna-e-la-sindrome-di-down-i-suoi-compagni-di-classe-le-insegnano-ad-essere-autonoma/

Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”.

(Maria Montessori)

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* La buona notizia del venerdì: in Europa si parla di ” Dignità animale”


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Non ammazzerai i pulcini solo perché sono maschi e non fanno le uova.

Non offrirai animali in premio per gare, concorsi o riffe.

Non alleverai una bestia solo per poterla uccidere e prenderne la pelle, il pelo o la pelliccia.

Non venderai i cani e gatti nei negozi di città, ma solo negli allevamenti certificati e controllati.

E se farai una di queste cose, per lo meno in terra di Lussemburgo, sarai punito duramente, con una multa sino a 200 mila euro. O con il carcere.  

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Il piccolo Granducato ha deciso la rivoluzione. 

Da paradiso fiscale che era (e in parte è ancora) vuol diventare il paradiso della fauna continentale.

Il governo ha presentato una proposta di legge che per la prima volta – così dicono – introduce il concetto di «dignità animale», stabilendo nuove regole di protezione, sicurezza e benessere per l’universo che va dalle mucche alle galline passando per felini e canini. Il testo aggiorna un codice del 1993 giudicata «obsoleta» sulla base del progresso scientifico e «su la posizione degli animali nella nostra società moderna».

Spiega a Lussemburgo che l’animale deve essere considerato come «essere vivente non umano dotato di sensibilità che sente il dolore e altre emozioni».Non una novità, per molti degli umani, ma certo un passo avanti dal punto di vista strettamente giuridico. Per questo gli si riconosce una «dignità». Animale, ma pur sempre dignità. 

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Per questo non sarà possibile allevare ermellini e visoni nella terra del Granduca (non per scuoiarli!) e saranno puniti con decisione anche i maltrattamenti degli animali. Fatevi prendere a picchiare il vostro cucciolo e pagherete sino a 250 euro di multa, con la possibilità che la bestiola vi sia sequestrata.

Se invece un’azienda agricola fosse colta a eliminare i pulcini maschi si potrebbe arrivare tre anni di galera e/o duecentomila euro di multa. Nessuna crudeltà sarà più ammessa, diretta o indiretta che sia.

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La legge è stata disegnata con le organizzazioni animaliste, con le quali si è deciso anche di lanciare una campagna di sensibilizzazione del grande pubblico. Non è previsto che tutti debbano diventare vegetariani, sarebbe un controsenso nella patria dello stinco alla birra. Però bisogna essere più umani con gli animali.

Oltre che con gli uomini, naturalmente.

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Fintanto che l’uomo continuerà a distruggere gli esseri viventi inferiori non conoscerà mai né la salute né la pace. Fintanto che massacreranno gli animali, gli uomini si uccideranno tra loro. Perchè chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore.

Pitagora

http://www.goware-apps.com/dignita-animale-tatiana-guarnier/

https://www.mclink.it/assoc/lida/carta.htm

http://www.lastampa.it/2016/05/10/societa/lazampa/animali/il-lussemburgo-verso-il-riconoscimento-della-dignit-animale-tv4zthabmsOED0BWNal8VK/pagina.html

http://www.redacon.it/2016/04/16/mozione-per-il-rispetto-della-dignita-animale/

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Perchè siam donne: Rukmini Devi: dalla teosofia alla danza tradizionale indiana, dalla lotta per la difesa degli animali, alla diffusione del metodo montessori in India e nel mondo, all’impegno politico per migliorare il suo paese.

India, primi anni del Novecento. Il Paese vive sotto la dominazione britannica e si accinge a dover affrontare numerosi cambiamenti.

Rukmini Devi (1904-1986) è una giovane donna proveniente da una famiglia benestante, e cresce circondata dall’arte, dalla musica e dalla cultura. I suoi genitori le permettono di studiare e in particolare la madre, appassionata di musica, garantisce alla figlia una buona formazione.

Da giovanissima, grazie all’influenza del fratello, si avvicina alla teosofia, particolarmente diffusa in quegli anni in Inghilterra.
Dopo aver aderito anche lei alla Società Teosofica Adyar, Rukmini conosce e si innamora di un teosofo inglese, George Arundale, che sposa a soli sedici anni suscitando un notevole scandalo (lui infatti ha quarantadue anni e per molti/e il matrimonio è inconcepibile).
Grazie al legame con Arundale inizia a viaggiare e a conoscere il mondo, soggiornando in tutta Europa.

A vent’anni già è presidente della Federazione indiana dei giovani teosofie presidente della Federazione mondiale dei giovani teosofi, dimostrando di essere una delle prime donne del suo Paese a ottenere degli incarichi di vertice

Rientrata in India, durante un incontro con alcune ballerine russe ed europee (tra cui la celebre danzatrice russa Anna Pavlova), Rukmini riscopre la danza (una disciplina che aveva studiato da bambina) e si impegna attivamente nel recupero di alcune danze tipiche e tradizionali indiane e alla loro diffusione. In particolar modo si dedica al Bharatanatyam, un ballo strettamente legato alla religione che unisce musica, danza e recitazione, cercando di far tornare questa forma d’arte a essere un elemento culturalmente apprezzato e riconosciuto da tutti e tutte. Infatti il Bharatanatyam con il passare dei secoli non solo ha perso la sua funzione religiosa ma è ormai considerato estremamente volgare e fuori luogo da chi è più di tendenza conservatrice. Rukmini modifica alcuni elementi della danza e cerca di modernizzarli, adattandoli a gusti più moderni.

Nel 1956, Rukmini Devi Arundale ricevette il Padma Bhushan, che è uno dei riconoscimenti civile più importante dell’India. per il suo contributo alle arti.

Durante i suoi viaggi fuori dall’India stringe numerosi legami con filosofi/e e pedagogisti/e. Tra tutte, spicca l’amicizia con Maria Montessori: Rukmini infatti è una grande estimatrice dell’educatrice italiana, e insieme al marito Arundale lavora per diffondere il “metodo Montessori” in India, promuovendo l’apertura di diversi centri educativi (sia scuole primarie che secondarie). La vita di questa donna è interamente dedita all’aiuto verso gli altri e le altre, e durante gli anni di lotta per l’indipendenza indiana è una figura fondamentale.

Maria and Mario with the Sarabhais (Nachiappan 1939)

E proprio grazie al suo impegno costante e alle sue battaglie per migliorare il Paese diviene la prima donna a essere parte del Rajya Sabha, il Parlamento indiano, un evento assolutamente inedito per i tempi.
Negli anni Settanta le viene anche proposta la carica di presidente dell’India, ma la donna rifiuta. In ogni caso, per i suoi numerosi impegni rientra tra le cento figure indiane più influenti di sempre.

Tuttavia, tra le sfide meno conosciute affrontate da Rukmini troviamo anche l’impegno per la tutela del benessere animale.

Rukmini, infatti, è inserita nella lista delle attiviste animaliste più conosciute al mondo e attraverso la sua presenza nel Parlamento è promotrice di numerose leggi per gli animali.

Tra queste legislazioni ricordo negli anni Sessanta il Prevention of cruelty to animal act e l’istituzione dell’Animal Welfare Board of India (Awbi), di cui Rukmini è stata la prima presidente. L’Awbi negli anni ha lottato su diversi fronti, tra cui la tutela degli animali da laboratorio e degli animali utilizzati negli spettacoli circensi.
Per il suo lavoro Rukmini ha ricevuto numerose onorificenze, tra cui la Medaglia d’argento della regina Vittoria per le sue iniziative animaliste. Bisogna fare una considerazione: l’India è sempre stato un Paese che tendenzialmente sostiene la non violenza e la compassione nei confronti degli animali, ma allo stesso tempo è tra i maggiori produttori di prodotti animali. Per questi motivi è sempre stata necessaria una attenzione particolare verso la tutela del benessere animale; tuttavia solo Rukmini ha colto questa necessità e ha lavorato ogni giorno per tutelare non solo la vita degli animali ma anche per garantire loro una morte dignitosa e priva di sofferenze.

Rukmini Devi morì il 24 febbraio 1986 a Madras, all’età di 82 anni. Per il suo lavoro, è considerata una delle 100 persone che hanno contribuito a plasmare l’India.

Nelle pieghe del tempo di sono gioielli che brillano comunque e indicano la Via !

Laurin

Fonte:

Storie di donne che non si conoscono. Rukmini Devi (vitaminevaganti.com)

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La buona notizia del venerdì: Rinunciare a 50 milioni di dollari per salvare il verde urbano !Il pianeta ringrazia!

La famiglia Zammit rifiuta 5 milioni di dollari per l’acquisto della sua proprietà, è l’ultima a resistere alla speculazione edilizia

Nonostante le molte offerte, questa famiglia si è sempre opposta ai progetti di costruzione degli edifici del sobborgo. Questi, tra loro tutti uguali, hanno stravolto l’immagine dell’area in cui la famiglia vive, motivo per il quale non intende lasciar andare la propria casa

Alcuni centri residenziali australiani sono stati interessati negli anni passati da un boom edilizio senza precedenti che ha trasformato l’aspetto di interi quartieri, rendendoli delle copie omologate di un modello prestabilito dagli architetti per poter sfruttare quanta più superficie edificabile possibile.

È questo il caso di The Ponds, il sobborgo nei pressi di Quakers Hill a ovest di Sydney, dove tra le tante abitazioni grigie vi è una che ha conservato il suo carattere.

È la proprietà della famiglia Zammit che, da anni, riceve offerte da agenzie e ditte interessatissime al suo acquisto. Ed il perché è chiaro visto che l’abitazione, con il suo vialetto stile inglese di 200 metri, si estende su 2 ettari di terreno.

Circa 10 anni fa l’offerta più alta ricevuta dai Zammit era stata di 5 milioni, oggi il valore dell’immobile e del rigoglioso giardino si aggirerebbe per alcuni intorno ai 50 milioni di dollari.

Al di là della valutazione del proprio stabile, che pare non essere rilevante per i Zammit, è il valore affettivo che li lega alla loro casa e forse anche una protesa personale ai moderni blocchi con vicoli ciechi che circondano il loro terreno.

Questa famiglia ha visto, nel corso del tempo, il centro in cui ha sempre abitato cambiare radicalmente ed i vicini con i quali ha condiviso feste di compleanno, estati ed altri bei momenti vendere le proprie dimore e trasferirsi o altrove o in una delle case-container al The Ponds.

Non ci sono alberi al The Ponds, ma solo lunghe file di case fatte con lo stampino che hanno sostituito i vecchi cottage in mattoni rossi. In questo sobborgo, lo spazio tra un’abitazione e l’altra è davvero una questione di centimetri.

Per alcuni la casa dei Zammit è un castello che spicca per la sua unicità, per altri un simbolo di determinazione e resilienza alle pressioni edilizie.

Fonte:

La famiglia Zammit rifiuta 5 milioni di dollari per l’acquisto della sua proprietà, è l’ultima a resistere alla speculazione edilizia – greenMe

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Giove Venere Marte Saturno tutti in fila in cielo cosa suggeriscono … in attesa dell’eclissi parziale di Sole in Toro del 30 Aprile

Giove, Venere, Marte e Saturno tutti in fila – ma soltanto ai nostri occhi – su una linea (quasi) retta. dal 17 aprile scorso.

Indipendentemente dai loro aspetti con gli altri pianeti cosa ci vogliono dire dato che sono stati così fino alla eclisse solare parziale del 30 aprile in Toro, la prima del 2022, come fossero argomenti suggeriti per riflettere proprio durante la pur breve “pausa” di luce.

Ognuno trasmette la sua caratteristica energia che è poi il suo compito per l’evoluzione dell’umanità e indica un nodo essenziale da sciogliere e spinge alla sua risoluzione

Giove è reduce dal raro incontro con Nettuno in Pesci .Giove spinge alla fusione della mente e dell’amore per realizzare la saggezza, Nettuno versa acqua di vita nell’oceano della materia e così illumina il mondo umano.

Entrambi tendono allo scopo di condurre l’umanità alla consapevolezza di essere gruppo che si evolve attraverso un concetto di amore universale. Anche provocando quelle crisi di riorentamento che fanno passare l’individuo dal livello personale al livello collettivo.

Venere è la Signora della Sapienza e della Conoscenza , è l’espressione pura della Mente Universale,veicola il principio vitale di amore,ha la funzione di trasformare la conoscenza in Saggezza.

Sulla Terra è amore,e nel cielo è amore,e attraverso questo amore si rinnovano tutte le cose, e si riorientano le coscienze in preda a facili entusiasmi e orientamenti.

Marte spinge a concepire la vita come una battaglia a buon fine,ad affrontare ogni esperienza con devozione agli ideali romantici e politici,la mente fisica orienta le emozioni del cuore. Ci può aiutare ad abbandonare le cattive abitudini e a ritrovare la qualità in tutte le cose che faremo, incanalando le nostre energie nella giusta direzione.

Saturno ha il ruolo di Guardiano della Coscienza, valuta la capacità di saper gestire le energie che riceviamo anche dai pianeti più lontani. Spinge a trarre insegnamento da tutte le esperienze anche quelle che ci appaiono come una costrizione. Sta a noi creare nuove strutture per il futuro con scelte responsabili utili alla nostra evoluzione e giuste per accrescere consapevolezza al nostro intorno.

Questa eclissi di Sole in Toro cadrà in sesta Casa, che governa il corpo e la mente, prendiamoci cura di noi sia a livello materiale che spirituale perchè da entrambi dipenderà il nostro benessere.

Toro è il segno della vita terrestre,le risorse naturali, l’agricoltura, il lavoro, il cibo, le risorse personali, i valori, l’economia, i mercati, la finanza e tutto ciò da cui facciamo dipendere le nostre sicurezze.

Attraverso le energie di Venere Toro esprime l’arte di vivere ,che è la base per l’acquisizione dei beni materiali necessari per una soddisfacente esistenza. Predomina il desiderio di possedere sia cose belle che vivere esperienze che intensificano i piaceri fisici.

La stessa determinazione nel perseguire i propri obbiettivi è rivolta al bene comune, al territorio di appartenenza. Verso tutto è di tutti e va rispettato.

In Toro dallo scorso gennaio è entrato il Nodo Lunare Nord, che segna l’inizio della stagione delle eclissi e vi rimarrà fino a luglio 2023.

I nodi si riferiscono alle vite passate , guardano indietro per mostrarci dove stiamo andando.

Sull’asse Toro /Scorpione si tratta di trovare un giusto e necessario equilibrio.

Grazie al Toro grazie al Toro sapremo attribuire il peso corretto alle cose, ai valori della vita, alla giusta priorità delle esperienze, lavorando soprattutto sulle risorse, sul valore che diamo ai possessi , su tutto ciò che conta veramente.

Proprio in Toro siamo chiamati a trasformare il nostro passato per poter consolidare un nuovo modo di essere e di vivere.

Direi che abbiamo di che riflettere in questo piccolo ma intenso momento di intervallo della nostra frenetica attività nel quale siamo “costretti” da questa eclissi.

Tutto torna o no?

Pronti a sfruttare e i suggerimenti dei pianeti e la grande ondata di energia potenziante che si attiverà spingendoci a nuovi, intensi e duraturi importanti cambiamenti?

I suoi effetti si estenderanno fino all’eclissi solare parziale del prossimo 25 ottobre.

PS. Io la vedo così! Love Laurin *