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14 luglio 1789! libertè egalitè fraternitè ! Ma per tutti? E le donne?

PREAMBOLO

Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi costituire in Assemblea nazionale. Considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i loro diritti e i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere paragonati ad ogni istante con gli scopi di ogni istituzione politica, siano più rispettati, affinché le proteste dei cittadini, fondate ormai su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre al mantenimento della Costituzione, dei buoni costumi, e alla felicità di tutti. In conseguenza, il sesso superiore sia in bellezza che in coraggio, nelle sofferenze della maternità, riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’essere supremo, i seguenti Diritti della Donna e della Cittadina. 

ARTICOLO I

La Donna nasce libera e resta eguale all’uomo nei diritti. Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull’utilità comune.

ARTICOLO II

Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili della Donna e dell’Uomo: questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e soprattutto la resistenza all’oppressione.

ARTICOLO III

Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione, cheè la riunione della donna e dell’uomo: nessun corpo, nessun individuo può esercitarne l’autorità che non ne sia espressamente derivata.

ARTICOLO IV

La libertà e la giustizia consistono nel restituire tutto quello che appartiene agli altri; così l’esercizio dei diritti naturali della donna ha come limiti solo la tirannia perpetua che l’uomo le oppone; questi limiti devono essere riformati dalle leggi della natura e della ragione. 

ARTICOLO V

Le leggi della natura e della ragione impediscono ogni azione nociva alla società: tutto ciò che non è proibito da queste leggi, sagge e divine, non può essere impedito, e nessuno può essere obbligato a fare quello che esse non ordinano di fare.

ARTICOLO VI

La legge deve essere l’espressione della volontà generale; tutte le Cittadine e i Cittadini devono concorrere personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, alla sua formazione; esse deve essere la stessa per tutti: Tutte le cittadine e tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, devono essere ugualmente ammissibili a ogni dignità, posto e impiego pubblici secondo le loro capacità, e senza altre distinzioni che quelle delle loro virtù e dei loro talenti. 

ARTICOLO VII

Nessuna donna è esclusa; essa è accusata, arrestata e detenuta nei casi determinati dalla Legge. Le donne obbediscono come gli uomini a questa legge rigorosa. 

ARTICOLO VIII

La Legge non deve stabilire che pene restrittive ed evidentemente necessarie, e nessuno può essere punito se non grazie a una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata alle donne. 

ARTICOLO IX

Tutto il rigore è esercitato dalla legge per ogni donna dichiarata colpevole. 

ARTICOLO X

Nessuno deve essere perseguitato per le sue opinioni, anche fondamentali; la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere ugualmente il diritto di salire sulla Tribuna; a condizione che le sue manifestazioni non turbino l’ordine pubblico stabilito dalla legge. 

ARTICOLO XI

La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi della donna, poiché questa libertà assicura la legittimità dei padri verso i figli. Ogni Cittadina può dunque dire liberamente, io sono la madre di un figlio che vi appartiene, senza che un pregiudizio barbaro la obblighi a dissimulare la verità; salvo rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge. 

ARTICOLO XII

La garanzia dei diritti della donna e della cittadina ha bisogno di un particolare sostegno; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti, e non per l’utilità particolare di quelle alle quali è affidata.

ARTICOLO XIII

Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese dell’amministrazione, i contributi della donna e dell’uomo sono uguali; essa partecipa a tutte le incombenze, a tutti i lavori faticosi; deve dunque avere la sua parte nella distribuzione dei posti, degli impieghi, delle cariche delle dignità e dell’industria. 

ARTICOLO XIV 

Le Cittadine e i Cittadini hanno il diritto di costatare personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, la necessità dell’imposta pubblica.Le Cittadine non possono aderirvi che a condizione di essere ammesse a una uguale divisione, non solo dei beni di fortuna, ma anche nell’amministrazione pubblica, e di determinare la quota, la base imponibile, la riscossione e la durata dell’imposta. 

ARTICOLO XV 

La massa delle donne, coalizzata nel pagamento delle imposte con quella degli uomini, ha il diritto di chiedere conto, a ogni pubblico ufficiale, della sua amministrazione. 

ARTICOLO XVI

Ogni società nella quale la garanzia dei diritti non sia assicurata, né la separazione dei poteri sia determinata, non ha alcuna costituzione; la costituzione è nulla, se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione, non ha cooperato alla sua redazione. 

ARTICOLO XVII

Le proprietà appartengono ai due sessi riuniti o separati; esse sono per ciascuno un diritto inviolabile e sacro; nessuno ne può essere privato come vero patrimonio della natura, se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, l’esiga in modo evidente, a condizione di una giusta e preliminare indennità.

Nel pieno della Rivoluzione francese, che aveva visto anche le donne scendere in piazza a rivendicare i diritti politici e civili negati dall’assolutismo monarchico, Olympe de Gouges pubblicava nel settembre del 1791 la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. 

Si tratta di un testo che polemicamente ricalca la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino proclamata dall’Assemblea nazionale costituente nell’agosto del 1789 e riconfermata nel settembre del 1971, quando fu approvata la Costituzione.

Un testo che denuncia la mancanza di libertà delle donne e chiede il riconoscimento di una serie di garanzie ed opportunità che rendano effettivi i principi della Rivoluzione anche per le donne.

In realtà , le cose andarono diversamente: Robespierre proibì le associazioni femminili, chiuse i loro clubs ed i loro giornali, mentre Olympe de Gouges veniva ghigliottinata (novembre 1793) «per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso» ed «essersi immischiata nelle cose della Repubblica».

perchè siam donne!

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Perchè siam donne: Saalumarada Thimmakka, la madre indiana degli alberi

Per superare il dolore di non avere figli, Saalumarada Thimmakka e il marito hanno deciso di iniziare a piantare degli alberi banyan nel loro piccolo villaggio indiano.

Oggi Saalumarada ha circa 111 anni ed è una delle ambientaliste più conosciute al mondo.


La sua età, in realtà, è solo ipotizzabile: la data di nascita di Saalumarada Thimmakka è imprecisata, ma possiamo collocarla tra il 1910 e il 1911. A conti fatti, quindi, ha almeno 111 anni, e oltre a essere una delle donne più longeve della storia, è anche uno degli esempi più singolari di ecologia.

Nel 2016 la BBC la elesse come una delle 100 donne più influenti dell’anno.

Il motivo risiede nella peculiarità della sua vita: mai diventata madre biologicamente, Saalumarada Thimmakka (che viene chiamata anche Aala Marada Thimmakka) ha dedicato la sua vita a piantare alberi banyani per superare il dolore dell’infertilità.

Si tratta di grandi piante dalle radici aeree, chiamate anche Ficus Bengalesi, che hanno la capacità di espandersi notevolmente nell’area in cui sono piantati (proprio grazie alle radici che si trasformano poi in tronchi).

Nel servizio a lei dedicato, i giornalisti e le giornaliste di BBC la definirono “La madre indiana degli alberi”.

“Ho deciso di immergermi fino in fondo in questo pianeta per superare il dolore di non avere mai avuto figli miei”, raccontava davanti alle telecamere.

Nata più di 110 anni fa nella regione meridionale del Karnataka, in India, Saalumarada Thimmakka si sposò a 20 anni con un uomo amorevole, con cui trascorse una vita felice. Quando, tuttavia, divenne chiaro il fatto che non riuscivano ad avere figli, le persone iniziarono a comportarsi sgarbatamente nei loro confronti, guidate dagli stereotipi passati e dalle regole non scritte riguardanti la famiglia.

Si prendevano gioco di me alle mie spalle“, diceva, “e così andai al tempio a offrire le mie preghiere”.

In India l’albero di banyano è sacro e rappresenta la fertilità femminile.

Saalumarada Thimmakka decise quindi di piantarne uno, simbolicamente e per superare il dolore che lei e il marito provavano nei confronti della sterilità, e continuò a piantarne.

“Avevamo bisogno di riempire la nostra vita. E in questo modo, forse la società ci avrebbe restituito un po’ di rispetto. In qualche modo, questi alberi ci avrebbero benedetto”.

In poco tempo, la donna e il marito piantarono 384 banyani lungo una strada fangosa vicino al villaggio in cui vivevano.

In breve tempo, la strada si trasformò in un lungo e bellissimo viale alberato , e così presero la decisione di continuare a piantarne.

Negli anni, Saalumarada Thimmakka è così diventata una delle ambientaliste indiane più conosciute (e riconosciute anche dal Governo, che nel tempo le ha dedicato premi e riconoscimenti).

“In tutti questi anni gli alberi sono diventati enormi, e qualcuno di loro non ce l’ha fatta. Quelli che sono morti mi hanno lasciato un grande dolore ma tutti gli altri comunque mi hanno aiutato a vivere”

Fonte:

Saalumarada Thimmakka e i suoi 8000 banani | Ohga!

Leggi anche
* La buona notizia del venerdì:L’India pianta 2 miliardi di alberi creando lavoro per 300mila giovani – Laurin42 (laura-carpi.com)

La buona notizia del venerdì: l’uomo che da solo piantò una foresta – Laurin42 (laura-carpi.com)

* La buona notizia del venerdì: La nuova Grande Muraglia…ma rigorosamente verde però – Laurin42 (laura-carpi.com)

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Perchè siam donne: “Le ragazze non sanno disegnare”

Donne che affrontano la realtà con ironia, che accendono i riflettori su tematiche essenziali o che distruggono i pregiudizi, con abilità: ecco 10 fumettiste e illustratrici che devi proprio cominciare a seguire

Il mondo dei fumetti e delle illustrazioni è stato, per lunghissimo tempo, dominato da uomini.

Le donne sembravano per lo più galleggiare in questo universo che identifica il nerd nel classico ragazzo emarginato.

Da qualche anno però le cose si stanno muovendo verso una nuova direzione.

Affilate le penne e caricate le tavolette grafiche, fumettiste e illustratrici da ogni parte del mondo hanno cominciato a farsi spazio, ad affermarsi e a cambiare la storia.

Il percorso che queste talentuose artiste stanno facendo le rende delle vere e proprie pioniere: forti, ribelli e schiette, si prendono il mondo e diventano modelli

d’ispirazione. 

Alcuni nomi

Sarah Andersen e il suo Sarah’s Scribbles

Simona Zulian e la sua prorompente Felinia

Agathe Sorlet, il minimal che colpisce

Sted e Zerorisposte: la denuncia e l’impegno sociale

Red Dot e il racconto dell’inappropriato

Nova, umorismo caustico e cultura punk

Simone Grünewald, una vita tra colori tenui e delicati

Fumettibrutti: rabbia, ferocia e abbattimento dei tabù

Whatsupbeanie, che parla alla te più goffa

RobArt, il mondo interiore maneggiato con cura

LE RAGAZZE NON SANNO DISEGNARE”, è la mostra realizzata con il supporto del Comune di Brescia all’interno degli eventi di Brescia e Bergamo Capitale Italiana della Cultura 2023 ed è inclusa nel calendario di eventi del Comicon Bergamo 2023, prima edizione del festival dei fumetti nel capoluogo lombardo.

“Le venti autrici selezionate per questa mostra sono una duplice fotografia del panorama attuale delle tante disegnatrici attive nel nostro Paese”, ha commentato il direttore artistico di Comicon Matteo Stefanelli. “Da un lato, ‘Le ragazze non sanno disegnare’ è un campione rappresentativo di una stagione creativa e professionale straordinariamente ricca per le fumettiste italiane;

Iris Biasio

Barbara Baldi, Iris Biasio, Lorena Canottiere, Sara Colaone, Alice Milani, Silvia Rocchi, Martina Sarritzu e Zuzu sono alcune delle venti artiste scelte dalle curatrici della mostra, Marta Comini, Maria La Duca e Melania Gazzotti.

Zuzu

Si tratta di autrici diverse per età e formazione, chiamate a raccontarsi e a raccontare l’universo delle donne secondo stili, tecniche e approcci narrativi differenti.

Alcune di loro lo fanno condividendo esperienze legate alla propria biografia, altre portando alla luce figure storiche celebri oppure poco conosciute, altre ancora creando personaggi di finzione, che con la loro voce fanno eco a tutte le sfaccettature di questo tema.

La finalità comune è quella di raccontare storie in grado di trasmettere un femminile non stereotipato e inclusivo, liberando allo stesso tempo la rappresentazione del corpo da modelli estetici imposti dalla società.

La nona arte, in questa ricognizione tutt’altro che esaustiva, si rivela quindi come un medium ideale per rappresentare in modo nuovo e aperto lo sguardo delle donne su se stesse e sulla complessità del mondo che le circonda.

20 fumettiste italiane in mostra a Brescia (artribune.com)

Fumettiste e illustratrici: 10 artiste da seguire – Donna Moderna

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Se la Luna Piena ti viene a dire….

Se mi fossi dimenticata che la Luna si fa piena il 3 luglio in questo 2023 e che questa è la prima Superluna dell’anno, cioè che più vicina alla terra non si può… una luce accecante proprio sul mio cuscino stanotte ( che lascio la finestra aperta per il caldo) me lo ha ricordato nel solito modo efficace…

Ma non mi dire che stai dormendo mentre io mi faccio più splendente che mai per attirare ll’attenzione di questa umanità distratta e superficiale…

Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi che fai; silenziosa luna? …Ancor non sei tu paga di riandare i sempiterni calli? …”

Ehhh altri tempi...

– E vabbè ! Che mi vuoi far sapere, questa volta? A quale scopo mi spingi a a illuminarmi di te ?

Sarò breve...

– ( me lo immagino)

Hai presente il Capricorno?...

Ho capito! Semplifico!

– ( la fiducia va meritata! Giusto!)

Nella ruota dello zodiaco come del resto nel ciclo annuale della natura, il Capricorno rappresenta il momento della raggiunta maturità dell’essere!

– Wow, mi stai dicendo che potrei essere io ?( pavoneggiandomi)

Guardati e guardarti intorno. Hai fatto tante esperienze, hai imparato tanto, hai programmato, pianificato, lasciato il superfluo,limato, abbellito, arricchito, ottenutoOrmai sei grande!

– Se lo dici tu!

Non ti allargare troppo. Hai solo colto il mio contributo e quello dei miei compagni pianeti, io la più piccola e vicina alla Terra, e sempre illuminata dalla luce del Sole.

– Eppure sei così piccola…

Sì e il nostro è un lavoro di squadra, ognuno collabora con la sua qualità di energia. E in questo periodo c’è anche Sirio, il Sole spirituale dell’umanità.

Ma torniamo a te! Ora che ti riconosci come sei, è il momento della tua vita di assumerti la responsabilità delle tue scelte future con la tua nuova consapevolezza

– Mamma mia che parolone, sembra sempre più difficile!

Ricorda che hai sempre a tua disposizione tutte le energie dell’Universo!

Si tratta solo di trovare il coraggio di orientare il tuo futuro secondo il tuo vero se!

– Ci riuscirò?

Hai la forza e l’intuizione per superare qualunque ostacolo Guardati dentro, scopri le qualità che finora hai ignorato per seguire strade per compiacere altro da te. Esci dalle correnti casuali, dalle credenze obsolete, dai giudizi limitanti.

– E se comunque la strada che scelgo mi apparirà una montagna in salita e un percorso ad ostacoli per raggiungere la cima ?

Ti ricordi del Capricorno? Le sue caratteristiche di essere adulto sono la valutazione e l’ organizzazione del viaggio e la determinazione e la costanza nel raggiungere l’obbiettivo bene in vista

– Mi sembra un po’ impegnativo…e io che c’entro!

Questa è la solita scusa di voi esseri umani… e poi questa storia del libero arbitrio!

– E poi mi dici sempre le solite cose.. Fai qui…fai là…

Ti sembra di sentirti dire le solite cose. Ma in realtà sono gìà tue, dentro di te nel tuo inconscio. Io ti illumino quando sei pronta per metterle in pratica perchè ho fiducia in te

– se lo dici tu… almeno dammi una dritta…un segreto che mi aiuti d’ora in poi…

Il segreto sì è sempre lo stesso.! Fai ogni cosa, anche la più piccola che a te sembra insignificante con Amore. Quello stesso Amore che è la tua essenza …la stessa qualità di energia che tiene insieme tutto l’Universo

Mah! Forse ho sognato…Mi affaccio sul terrazzo. Il mare freme di bagliori di luce argentata.

E…mi sembra che la Luna in cielo mi sorride, ammiccando!

Love Laurin

( Foto di Laurin)

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La buona notizia del venerdì: Gli antichi romani mangiavano la pizza… e anche la cassata siciliana!!

Gli archeologi hanno ritrovato un affresco di un cibo dall’aspetto molto familiare servito su un piatto di metallo: una pizza.

Una focaccia rotonda con condimenti: ecco l’antenato della pizza nell’Antichità. Un affresco che raffigura la versione arcaica di questa amatissima pietanza è stato ritrovato a Pompei. 

Si tratta di una rappresentazione particolarmente sorprendente, secondo gli esperti. 

Alessandro Russo, un archeologo che lavora a Pompei, spiega che sebbene nel parco archeologico esistano dipinti di focacce e altre focacce con condimenti, questo ha una strana somiglianza con quella che oggi conosciamo come “pizza.”

Anche se i condimenti sono frutta secca e spezie, il piatto è visivamente molto simile alla pizza di oggi.

Le culture di tutta la regione mediterranea hanno mangiato focacce condite per migliaia di anni, ma la pietanza rappresentata in questo affresco scoperto di recente può davvero essere interpretato come una sorta di antenato della pizza moderna. 

Il paragone è ancora più rilevante se si considera che Pompei si trova a circa 30 chilometri a sud di Napoli, la culla della pizza moderna.

La classica pizza come la conosciamo oggi è fatta con due ingredienti principali che non erano disponibili 2000 anni fa, quando è stato realizzato questo dipinto: i pomodori, che sono stati portati in Italia dopo la colonizzazione spagnola delle Americhe nel 1500, e la **mozzarella,**che sarebbe diventata popolare intorno al 1200 nella stessa regione di Pompei.

**I condimenti di questa proto-pizza includono melograno e forse datteri con una miscela di spezie o una specie di pesto.**

Secondo un comunicato stampa del Parco Archeologico di Pompei, la focaccia era servita insieme a una coppa di vino e altri frutti, in quella che sembra essere un banchetto organizzato per degli ospiti, tradizione molto comune all’epoca del dipinto.

Dopo la pizza “scoperta” la “cassata” di Oplonti.

In un affresco è stata rinvenuta tempo fa una torta che somiglia proprio alla cassata siciliana

Noi tutti conosciamo Pompei ma l’eruzione del Vesuvio ha distrutto e sepolto anche splendide città come Ercolano, Stabia ed Oplontis.

Qui c’era la sontuosa residenza della moglie di Nerone, Poppea.

Sulle mura delle stanze compaiono deliziosi affreschi che ci parlano di banchetti conviviali, uno fra tutti quello in cui è raffigurata la famosa “cassata di Oplontis”.

Un dolce coloratissimo posto su un diafano piedistallo, sembra proprio la tipica torta siciliana, che però conosciamo con certezza solo grazie gli Arabi nel IX- X secolo.

Lo stesso termine “cassata” infatti deriva dall’arabo “quas’ at”, ad indicare il recipiente tondo con cui viene presentata ai commensali questo dolce sensazione al palato…

Come può essere dunque? E sono solo passati 2000 anni!!

Fonti:

La pizza made nell’antica Pompei? Con la frutta al posto del pomodoro (ilmattino.it)

*La buona notizia del venerdì. La pizza napoletana patrimonio Unesco: premiata l’arte del pizzaiuolo – Laurin42 (laura-carpi.com)

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La buona notizia del venerdì:+viaggi+leggi è la biblioteca digitale gratuita per il trasporto pubblico

+Viaggi +Leggi, nasce la biblioteca digitale per il trasporto pubblico a Roma

Roma Capitale e ATAC hanno realizzato l’iniziativa +Viaggi +Leggi, che consente agli utenti in attesa di scaricare gratuitamente centinaia di titoli tra cui libri, audiolibri e brani musicali.

Una biblioteca digitale gratuita che attraversa tutta la città, a disposizione dei clienti del trasporto pubblico di Roma. Nell’ambito di e-L.OV. Leggere Ovunque, iniziativa di Roma Capitale, ATAC ha sviluppato il progetto +Viaggi +Leggi, in collaborazione con Forum del Libro, Biblioteche di Roma, Associazione Liber Liber e Clear Channel Italia.

I passeggeri in attesa alle fermate o nelle stazioni della metropolitana possono scaricare gratuitamente su smartphone o tablet centinaia di titoli da scegliere tra libri, audiolibri e brani musicali. .

Nel quartiere di Tor Bella Monaca, nel Municipio VI, a febbraio scorso è stata inaugurata la prima biblioteca e-L.OV., il progetto si amplia arrivando sulla rete di trasporto pubblico romano, alle fermate degli autobus, sulla metropolitana. Si potranno scaricare gratuitamente centinaia di e-book. L’obiettivo è quello di allargare la platea di lettori e rendere la cultura sempre più accessibile e a disposizione di tutti.

In tutta la città saranno posizionati oltre 18 000 QRCode presso bus stops and capolinea della rete di trasporto pubblico. La biblioteca digitale sarà inoltre accessibile tramite apposite bacheche poste nelle bus stops della linea C e “on air” su alcuni treni delle linee A and B.

A oggi i QR Code sono presenti su oltre 200 pensiline, su alcuni treni in servizio sulle metro A e B, in diverse stazioni della metro C e al box di capolinea di piazza dei Cinquecento.”

A Termini tali codici sono presenti sui pannelli del capolinea bus di piazza dei Cinquecento e presso l’accesso alla metropolitana, dove si trovano anche due selezioni speciali dedicate a Dante e a Trilussa e ad altri poeti romaneschi.

ATAC ha curato due selezioni speciali dedicate ai propri passeggeri: “Libri da viaggio“, pensati appositamente per chi si sposta con i mezzi pubblici con un tempo di lettura che corrisponde alla durata media del tragitto, e “Libri in lingua“, dedicati alle comunità straniere che utilizzano il trasporto pubblico; tali racconti sono disponibili in: inglese, francese, spagnolo, bengali e rumeno.


  • “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. 
  • Umberto Eco
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La buona notizia del venerdì: Se ami la tua città colorala

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Cassonetti d’autore, da degrado ad opera d’arte con Retake

Roma Pittori di notte dipingno il Trullo: pioggia di colori per le vie del quartiere

Cittadini uniti contro il degrado e stretti intorno ai beni comuni: è questo Retake Roma, organizzazione no profit che ripulisce la Capitale dal vandalismo e che negli ultimi giorni ha decorato insieme a un’artista di fama internazionale un cassonetto dell’immondizia.

Creatività, comunità, decoro. Queste le parole chiave di Retake Roma un movimento no profit che mira a ripulire la Capitale devastata dal vandalismo e dalla sporcizia.

Non si parla dei graffiti che, se effettuati con l’autorizzazione del proprietario del relativo spazio, possono essere ritenuti vere e proprie forme di arte, ma di tag e scritte che imbrattano edifici privati o spazi pubblici e che sono considerati come vandalismo, punibile legalmente.
Negli ultimi giorni, l’associazione si è resa protagonista di un attacco d’arte…ai cassonetti dell’immondizia. In Piazza Annibaliano infatti l’artista Christina Finley ha decorato il primo di una serie di cassonetti con carta da parati.

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Promuovere arte per combattere il degrado, è questo il senso dell’operazione condotta dai volontari di Retake in collaborazione con Ama e polizia per il decoro e la sicurezza della città (PICS). Il secchio era nuovo ed è stato consegnato a Retake dall’Ama con il permesso del Comune.

Retake nasce  per volontà di Rebecca Spitzmiller, un’americana stanca e disperata a causa delle scritte e delle tag che imbrattano la zona in cui vive, il quartiere africano (Viale Eritrea).  cominciando a coordinare i cittadini di Roma Nord interessati a questa attività.

In pochi mesi sono diventati centinaia: è evidente che i cittadini hanno il desiderio di fare qualcosa, di intervenire contro il degrado che li circonda. Muoversi in maniera coordinata e in compagnia ha fatto trovare a tanti il coraggio di scendere in strada per occuparsi dei luoghi e dei beni comuni. La strada, i marciapiedi, l’arredo urbano sono proprietà di tutti, ma spesso in Italia diventano “terra di nessuno”.

Con Retake i cittadini si stanno riprendendo Roma e i beni comuni.

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Retake ha fatto della cooperazione e della condivisione con le istituzioni un punto di forza: i cittadini che partecipano agli eventi di Retake non vogliono soltanto protestare per il degrado ma vogliono fare realizzare davvero qualcosa, dare l’esempio su come potrebbero cambiare le cose unendosi attorno ai beni comuni. Le amministrazioni senza il sostegno e la collaborazione dei cittadini non possono realizzare grandi cambiamenti.

Il Comune di Roma e l’Ama hanno fornito i materiali per ripristinare il decoro come pennelli, solventi e pitture, e i PICS ci hanno affiancati in molte delle attività.

L’educazione dei giovani per Retake è fondamentale! Sono tanti i ragazzi che si uniscono all’organizzazione e partecipano agli eventi per strada, percepiscono e condividono il tema della pulizia e del decoro urbano. Inoltre, insieme al progetto Labsus è stato portato nelle scuole “ Rock your School “, un progetto di educazione alla manutenzione dei beni comuni condivisa con le istituzioni.

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Per seguire e unirsi alle attività di Retake Roma, visitate il sito internet e la pagina facebook dell’organizzazione.

(Foto di RetakeRoma)

Fonte: ecodallecittà.it

 

 

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Perchè siam donne: Nora, ultranovantenne campionessa mondiale di nuoto del Brasile

«Se vuoi davvero fare qualcosa, c’è sempre tempo»,

racconta Nora Rónai, arzilla ultranovantenne brasiliana pluri-campionessa mondiale nei Masters di nuoto, autrice di un’autobiografia, di un libro di racconti per bambini e protagonista di un documentario. E se pensate che questi siano i successi raccolti da questa donna nel corso di una vita intera, vi sbagliate: Nora ha ottenuto tutto questo dopo aver compiuto i settant’anni, perché prima era stata architetto, insegnante all’università, moglie e madre.

«C’è sempre tempo»:

Nora Rónai è di origine italiana, perché è nata a Fiume, in Istria, nel 1924. Essendo anche di origine ebraica – il suo cognome da nubile era Tausz – da ragazzina subì le odiose leggi razziali, che, in quanto ebrea, le impedivano di andare a scuola o di praticare qualsiasi sport. Così nel 1941 la sua famiglia decise di emigrare in Brasile e di lasciarsi l’Italia e il Fascismo alle spalle. Migrante, sradicata, Nora era una studentessa appassionata e, nonostante la società maschilista in cui viveva non vedesse di buon occhio che una donna facesse carriera, riuscì comunque a laurearsi, a costruirsi una professionalità e addirittura in seguito a insegnare all’università.

Tutto questo sarebbe già molto, rappresenterebbe già una storia edificante degna di ricordo. Ma a Nora aver ottenuto questo non basta: perché per tutta la vita ha amato nuotare amato tanto al punto di non saper neppure ricordare di aver mai imparato a farlo – e ancora non ha avuto occasione di dimostrarsi le proprie capacità in questo campo.

Così, sostenuta dalle figlie, a sessantanove anni comincia ad allenarsi professionalmente e arriva a conquistare sette medaglie d’oro nei Masters di nuoto del 2014, battendo due record mondiali.

A novant’anni suonati.

«Nuotare per me è come arrivare in una bellissima spiaggia soleggiata dove posso rilassarmi. La piscina riesce a darmi sollievo, non un sollievo fisico, bensì emotivo. Mi ha aiutata a superare moltissime situazioni difficili».

Il suo spirito combattivo e la sua vitale dolcezza ha convito la BBC, che l’ha definita l’Angelo campione di nuoto del Brasile, a inserire il suo nome nella lista delle “Cento donne da cui trarre ispirazione” nel 2017. E nel frattempo i registi Gabriel Mendes e Fernando Muñoz hanno realizzato un documentario che racconta le sue incredibili imprese sportive.

Proprio la consapevolezza delle difficoltà superate nel corso della giovinezza, e dei traguardi raggiunti in età avanzata, ha portato Nora a pubblicare la propria autobiografia nel 2014. Il libro si intitola Memoria De Um Lugar Chamado Onde (in italiano: Memoria di un luogo chiamato onde) e vi racconta la propria storia, da migrante perseguitata dalle leggi razziali in Italia a campionessa mondiale di nuoto in Brasile.

Nora Rónai, campionessa ultranovantenne per cui «c’è sempre tempo» (tuobiografo.it) )

Leggi anche: https://laura-carpi.com/2020/07/08/non-ho-leta/

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La buona notizia del venerdì: La nostra pipì per il pianeta ovvero in natura nulla si spreca!

Entro il 2025 tutta l’urina dei visitatori del parco giochi a tema Futuroscope sarà conferita alla start-up Toopi Organics, che la trasformerà in biostimolanti agricoli. La partnership, con la collaborazione dell’impresa di pulizie GSF Athéna, andrà a regime nel 2025 ma già 4 bagni del parco sono stati adeguati a raccogliere l’urina senza che questa vada in fogna.

Futuroscope è un parco giochi a tema situato nel comune francese di Chasseneuil-du-Poitou, che attira ogni anno 2 milioni di visitatori, particolarmente gradito alle famiglie per le attrazioni pensate per i più piccoli. A regime, la collaborazione potrebbe quindi davvero risultare in una produzione di biostimolanti consistente e sostenibile.

L’iniziativa è partita in realtà proprio dall’impresa di pulizie GSF Athéna per ridurre il consumo di acqua potabile nei servizi igienici e riciclare l’urina dei suoi visitatori grazie alla tecnologia di Toopi Organics.

Il progetto prevede l’installazione di speciali orinatoi in grado di far risparmiare fino a 3 litri di acqua potabile ad ogni visita. L’urina raccolta viene immediatamente stabilizzata per la conservazione inodore, quindi trasportata nelle sedi della start-up per la lavorazione.

Ad oggi sono stati attrezzati quattro blocchi sanitari dotati di orinatoi maschili per il riciclo delle urine, il cui regolare svolgimento della raccolta è garantito in campo dal team dell’impresa di pulizie.

Da luglio 2021 sono già stati 23.000 litri di urina al Futuroscope, garantendo oltre 275.000 litri di acqua potabile risparmiati.

Nei 3 anni a venire, il Parco intende raccogliere l’urina in tutti i servizi igienici. L’urina sterilizzata e fermentata da Toopi Organics potrà sostituire i fertilizzanti chimici.

La tecnologia filtra l’urina e aggiunge a questa zucchero, quindi vengono inoculati batteri di interesse agronomico e si attende fermentazione da 48 a 72 ore, al fine di ottenere un biostimolante microbico concentrato.

Il primo biostimolante a base di urino di Toopi Organics, Lactopi Start, è appena stato autorizzato in 6 Paesi europei – si legge sul comunicato congiunto Toopi Organics – Futuroscope – Testato su più di 10 tipi di colture con quaranta prove agronomiche, Lactopi Start riduce il consumo di fertilizzanti di sintesi del 50% mantenendo le rese agricole, e abbassando così i costi di 37% di fertilizzazione

La tecnologia mira a fornire agli agricoltori un’alternativa ecologica ai fertilizzanti di sintesi, con un rapporto costo/efficacia molto competitivo.

La startup intende commercializzare più di 2 milioni di litri di biostimolanti a base di urina nel 2027, facendo affidamento su una vasta rete di raccolta, compresi i siti ad alta frequentazione come Futuroscope, festival musicali e aree di sosta autostradali.

Nel parco Futuroscope si punta ad andare a regime entro il 2025.

Dal canto suo, la Francia si è impegnata ad azzerare le proprie emissioni entro il 2050. Ecco perché stanno emergendo sempre più progetti di ricerca nelle aree urbane.

D’altronde anche altrove sono state adottate situazioni simili, dagli Usa alla Svezia. Quest’ultima addirittura dal 1990 separa l’urina dalle acque all’origine. Questo approccio alternativo ai servizi igienico-sanitari consiste nel raccogliere separatamente urina, feci e acqua grigia.

Una tecnica che favorisce il riciclo dei nutrienti concentrati nelle urine: 85% di azoto e 65% di fosforo.

E del resto gli astronauti nelle missioni spaziali bevono la loro urina riciclata e depurata.

Il parco giochi a tema Futuroscope riciclerà l’urina dei visitatori per produrre biofertilizzanti – greenMe

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