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* La buona notizia del venerdì: Il 17enne di Barletta chiamato dal Cern

 La storia di Daniele Doronzo, un 17enne, con la passione della fisica .

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Il ragazzo, che frequenta il Liceo Classico Casardi di Barletta, aveva deciso di fare l’esame di maturità con un anno di anticipo per poter arrivare a fare uno stage al Cern, il sogno della sua vita. Daniele però ha avuto paura che il suo sogno non potesse realizzarsi dato che la scuola lo aveva promosso con un 7 in fisica e uno in condotta. Il 17enne infatti per svolgere gli esami di maturità con un anno di anticipo avrebbe dovuto avere tutti gli anni si scuola almeno otto in tutte le materie. Daniele in effetti non era mai sceso sotto l’otto e il nove, ma la doccia fredda gli è arrivata proprio nel momento decisivo.

Da gennaio avevo inondato di mail il centro in Svizzera per riuscire a fare uno stage. La fisica è la mia vita. Avevano letto quello che gli avevo mandato, articoli, studi eccetera ed ero stato accettato. Ma per andarci c’era bisogno del diploma. E così anche per prepararmi al meglio all’ingresso nelle università americane, dove avrei voluto studiare, a gennaio ho avvisato la mia scuola della mia volontà di fare gli esami con un anno di anticipo” ha raccontato il ragazzo a Repubblica, ma dopo i quadri a giugno tutto sembrava perso.
Sembra che il 7 in condotta, che però da solo non gli avrebbe procurato problemi, sia arrivato dopo alcune sue intemperanza durante la gita scolastica e i suoi continui ritardi a scuola. Mentre sembra che l’insegnante di fisica gli abbia messo il 7 perché il ragazzo “da quando aveva deciso di fare gli esami di maturità si era lasciato andare”.

Questo però gli ha impedito di provare gli esami di maturità prima e iscriversi alle università americane, ma fortunatamente per lui non ha spezzato nemmeno l’altro suo grande sogno: andare al Cern. “Apprendo ora che non fosse diplomato. Non so perché la docente gli ha messo quel sette. Avrà avuto i suoi motivi.

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Certo, Daniele, non è un ragazzo ordinario.

Ancora oggi continuano in tanti a chiedermi di lui” ha dichiarato la fisica italiana, Gabriella Pugliese, che collabora con il Cern e ha fatto da tutor a Daniele nei giorni in cui il ragazzo è stato in Svizzera. Gabriella Pugliese ricorda che il 17enne aveva colpito tutti perché aveva inviato la mail a decine di persone in tutte le lingue. “Si vedeva che aveva una voglia matta di fare questa esperienza, che era tutto quello che voleva. E gliel’hanno fatta fare” ha sottolineato Pugliese.

Daniele dopo questa stupenda esperienza ora è San Francisco, si è ritirato da scuola e si sta preparando agli esami che a giugno farà da privatista in un’altra scuola vicina, a Trani. “Vorrei dimostrare di essere un po’ più forte di un sette” ha aggiunto il 17enne

Fonte :http://www.fanpage.it/il-17enne-ribelle-di-barletta-con-7-in-condotta-ma-chiamato-dal-cern/#ixzz3KZD3AxHK

  “  A volte qualcosa va male per una giusta ragione  “

  “  Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu la ottenga  “     ( Paolo Coelho )

Altre buone notizie:

” Area Cani a Firenze ” di Fausta68 

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* Anche quest’anno regalo libri!

Mi piace regalare pensieri …che provochino un “ non ci avevo pensato ! “ E’ stato il desiderio di condividere pensieri che mi ha spinto ad aprire questo blog.

I miei pensieri nascono dalle mie esperienze e dagli insegnamenti che ne traggo. Leggere per me è sempre stata una esperienza, ogni libro nuovo una esperienza nuova suggerita dall’autore. Ogni lettura dà un’esperienza diversa a un diverso lettore che ne trae una diversa interpretazione. Mi piace regalare pensieri che suggeriscono esperienze che arricchiscono la vita. Quindi mi piace regalare libri! Sembra un sillogismo ? Mah!

Quest’anno regalo agli amici libri di amici. Amici di vecchia data, giovani amici, amici blogger.

 ai più piccoli, per colorare, immaginare, conoscere, imparare …

http://www.brunolibri.com/iscriviti.html

 


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ai più grandi per aprire gli occhi e il cuore sui mondi e conoscere il proprio  ( vale anche per i grandi)…

Elisabetta Zanello: Gli Ashram: Armando Curcio Editore

 * Il drago celeste * Le piogge mistiche *Le ombre del passato

…i primi tre di una serie di sette mondi

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https://www.facebook.com/pages/Ashram/240410649434415?fref=ts

http://armandocurcioeditore.it/

 

a chi vuole incontrare altri compagni di viaggio…

 

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http://www.brunolibri.com/iscriviti.html

 

 

 a chi vuole conoscere quali  energie delle stelle ha a disposizione …

 

http://www.astroenergia.com/

 

 

a chi vuole indirizzare la mente alla consapevolezza di sè…

Ivano Bonocore : Io, Mentore e la Quinta Disciplina * Edizioni Nuova Cultura

https://www.facebook.com/pages/Io-Mentore-e-la-Quinta-disciplina/339420869522092?sk=info&tab=page_info

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* Li trovate tutti on line su Amazon anche in formato ibook e kindle

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* La buona notizia del venerdì: Il metodo Montessori diventa interattivo

Il metodo Montessori diventa interattivo dalle “favole” alle app e al design tecnologico

Nella città natale della grande pedagogista il 28 e 29 novembre studiosi di tutti i Paesi a confronto per capire come lavagne interattive, tablet e app possano essere efficacemente utilizzati nel rispetto del percorso educativo indicato dalla scienziata di Chiaravalle: permettere al bambino di autoeducarsi, rispettandone tempi, interessi e creatività

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Quando Maria Montessori pubblicò i primi scritti sul suo metodo, più di 100 anni fa, i computer non esistevano. Eppure molti materiali montessoriani sembrano un’anticipazione del digitale, è incredibile per esempio come sia riuscita a spostare sulle forme concetti di matematica”, assicura Tommaso Ragnisco, direttore artistico della prima trasposizione digitale della “favola cosmica”, un grandioso racconto che parte dal Big Bang per arrivare all’uomo, una sorta di “genesi laica” pensata per spiegare ai bambini le origini dell’Universo, della Terra e dell’umanità.

La app verrà presentata il 28 e il 29 novembre al convegno “I processi cognitivi, le tecnologie interattive e il medoto Montessori”, che si terrà al Teatro Valle di Chiaravalle, città natale della grande pedagigosta, con la partecipazione di esperti in arrivo da ogni parte del mondo. 


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Il metodo Montessori si applica infatti in oltre 20.000 scuole di tutti i continenti: tra i relatori stranieri ci sono il direttore esecutivo dell’Association Montessori Society di New York, Richard A. Ungerer, tra gli italiani il presidente dell’Accademia dei Lincei Lamberto Maffei. La domanda alla quale gli esperti cercheranno di dare una risposta è come il metodo montessoriano può avvalersi efficacemente dell’apporto delle nuove tecnologie, mantenendo la propria struttura e la propria forza. Magari dando una mano a tutte le scuole che utilizzano lavagne interattive e iPad: le sperimentazioni sono all’ordine del giorno, racconteranno infatti la propria esperienza con tablet e app alcuni rappresentanti dell’istituto comprensivo Bruno da Osimo (di Osimo, in provincia di Ancona), inserito dal ministero dell’Istruzione tra le “22 eccellenze educative nazionali per le sperimentazioni e i progetti di innovazione della didattica anche attraverso le nuove tecnologie”. 

“Prima ancora di sapere come utilizzare l’iPad, parliamo di processi cognitivi. L’aspetto interessante delle tecnologie attuali è che sono interattive: quando mia figlia era bambina, guardava i cartonianimati, ponendosi come spettatore passivo. Adesso possiamo fare in modo che i bambini interagiscano, costruiscano un loro percorso di formazione, di autoeducazione. Altrimenti il rischio è che si possa tutti essere fagocitati da questi strumenti”, osserva Lucio Lombardi, direttore della fondazione Chiaravalle-Montessori.

Il progetto naturalmente ha subito suscitato l’attenzione della Apple, che parteciperà al convegno con alcuni workshop. Anche se a realizzare la prima app “montessoriana” è stato invece il team di educatori-tecnici dell’associazione romana “Tabula Fabula”, che sperimenta continuamente il proprio lavoro presso la scuola primaria di via Tito Livio, a Roma. “Il lavoro – spiegano gli autori – si è avvalso della sinergia di diverse figure professionali, educatori, designer, animatori, programmatori, che hanno dato vita a un prodotto sicuro e di altissima qualità, che accompagna i bambini all’esplorazione delle potenzialità digitali in un contesto protetto dalle insidie della rete e dai rischi che potrebbero conseguire a una condivisione indiscriminata e fuori controllo. Una favola sempre nuova da inventare con i genitori, in alternativa alla semplice lettura di una storia, ma anche un gioco che il bambino può gestire in totale autonomia, sviluppando sempre più l’aspetto educativo, oltre a quello ludico, con la crescita”. La app della favola cosmica è già stata tradotta in dieci lingue, le principali europee più cinese e giapponese. 

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La modernità del metodo Montessori non sta soltanto nella costruzione di percorsi autonomi di istruzione che permettono al bambino di apprendere anche da solo, nel rispetto dei propri tempi e dei propri interessi, ma anche nella presisposizione di uno spazio a misura di bambino che è parte integrante del sistema educativo.

Una sedia non è appena una sedia, le pareti sono suddivise per aree scientifiche, anche la luce gioca un ruolo fondamentale: è stato detto che in questa visione dello spazio e nella creazione dei “materiali” didattici Maria Montessori ha anticipato il moderno design.

E infatti due architetti di Flowerssori, azienda che progetta mobili ecologici per bambini ispirati al metodo Montessori, presenteranno un “Format di Scuola Chiaravalle Montessori”, cioè una scuola modello, spiegano Hans Kruger Goffi e Angelica Meucci, “che non sia solo a misura di bambino, ma anche sensoriale, innovativa, esteticamente accattivante ed economicamente sostenibile”. Cioè economica: è difficile immaginare le scuole italiane che investono in nuovo mobilio. Eppure, i visitatori potranno vedere in pratica come è fatta una scuola dove banchi e sedie non sono rimediati e in avanzato stato di deterioramento ma vengono pensati e costruiti “per potenziare le capacità cognitive del bambino”.

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Fonte.

http://www.repubblica.it/scuola/2014/11/13/news/il_metodo_montessori_diventa_interattivo_dai_materiali_al_design_tecnologico-100494656/

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* La luna di novembre

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Benvenuti nella Luna nuova di novembre, un momento che ho percepito subito fondamentale nelle premesse di quelle che saranno le prossime vicende. Come sempre parlo di attitudini, non di profezie e mi auguro che ogni persona che si avvicina a questo messaggio, possa cogliere una riflessione positiva per la sua vita e trovare destinazione più certa e di realizzazione.

Ho voluto intitolare questo momento con il noto romanzo di Pavese, ” La Luna e i falò”, per l’analogia che vorrei cogliere nel presentare questo momento energetico. L’invito è di cogliere quel ritorno verso le origini nella trasformazione di un cambiamento che è già in atto, pronto a maturare i frutti del lavoro che è stato condotto negli ultimi mesi. Uno stellium di pianeti si presenta nel segno dello scorpione, creando una concentrazione di energia che ci fa pensare a come siano occulti e profondi i movimenti di questo momento. Il novilunio è sempre l’occasione di un “ritorno”, di un nuovo inizio, un momento dove il seme di un progetto è rinforzato dalla forza occulta di un invisibile che è manifestazione forte di realizzazione, della possibilità di materializzare quello che è vestito di idea ma non di idealismo.

Bisogna anche ricordare che gli stellium sono energie focalizzate, laser e quindi fortemente destabilizzanti soprattutto quando le energie personali non siano abbastanza unitarie da permettere l’isolamento con cosa sta intorno oppure quando ci si trovi nel “Contest” del movimento planetario. In questo caso parliamo di tutto quello che è un ritornare, come pensieri, situazioni, transfert temporali, analogie e similitudini. Qualcosa ci rimanda verso i ricordi, qualcosa che cerca giustizia per noi e in noi. Avremo sufficiente energia per muovere la consapevolezza e trovare la direzione più adatta al nostro cammino?

Novilunio nel segno del Sagittario:
Sagittario è il terzo segno dei tre dell’elemento fuoco e il primo che ci introduce nella dimensione spirituale dell’esistenza, poiché qui l’uomo, armato di fiducia (Giove), e fede (Nettuno) si avventura nella ricerca del sapere e del senso spirituale della vita.
Il ciclo di lunazione in sagittario (novembre/dicembre), che si apre con questa luna nuova, risveglia il desiderio di esplorare il mondo, allargare i propri orizzonti interni ed esterni, oltrepassare i propri confini, specialmente se ci sentiamo intrappolati da qualcosa o qualcuno.
E’ un tempo adatto per abbracciare una ” fede” , oppure per interrogarsi su quale sia la nostra vera “vocazione” in questa vita, e se ancora non l’abbiamo fatto, individuarla e andare fino in fondo, fiduciosi nella bontà dell’universo, che sempre cospira per la nostra gioiosa auto-realizzazione.

Fonti:

Energia Maya

Il Cerchio della Luna

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* Per continuare a sognare

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 Fonte:http://labottegaimmaginaria.tumblr.com/

“Il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l’attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l’autore, il pubblico e il critico.”

Carl Gustav Jung

La lunga strada della civiltà è lastricata da sogni avveratisi! Siamo fatti della stessa materia dei sogni, ha detto qualcuno, e dato che il pensiero crea la realtà …sognare è immaginare il futuro che verrà e realizzarlo!

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*La buona notizia del venerdì:La pedagogia di Reggio Emilia approda all’esposizione universale a Milano

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Il metodo Reggio Emilia è stato adottato in molti stati del mondo e ora approda anche all’Expo 2015.

E’ stato, infatti, affidato a Claudia Giudici, la Presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia di Reggio Emilia, il villaggio dei bambini dell’Esposizione universale che si svolgerà a Milano dal primo maggio al trentuno ottobre 2015. D’altronde la scuola dell’infanzia e gli asili nido di Reggio Emilia sono passati alla storia come eccellenze assolute nella loro unicità e sono stati presi ad esempio in tutto il mondo, specialmente negli USA.

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Claudia Giudici ha fatto degli asili pubblici della sua città un punto di riferimento; prima di tutto ha puntato sulla formazione del personale, educatori esperti continuamente aggiornati; poi su gli spazi, pensati e organizzati in modo da stimolare la curiosità, la creatività e l’autonomia dei più piccoli e a favorirne la comunicazione con gli adulti attraverso arredi, materiali e oggetti scelti con cura, tenendo conto delle loro qualità estetiche.

Nessuna formula rivoluzionaria, bada bene a ribadire Claudia Giudici, solo l’applicazione delle teorie di Loris Malaguzzi, grande pedagogista italiano morto nel 1994: il bambino al centro del progetto educativo, un bambino che è visto come soggetto attivo e pensante, invece, che come destinatario di un sapere imposto dall’alto. Gli asili a Reggio Emilia stimolano le capacità espressive e creative dei bambini facendoli vivere in ambienti luminosi, aperti, comunicanti tra di loro e in particolar modo in laboratori “atelier” alla presenza di educatori specializzati in attività artistiche e manuali.

E per questo che adesso, Claudia Giudici con le sue idee e i suoi asili nido, approda all’Expo 2015, per creare e organizzare le aree ludiche, ricreative e educative dedicate ai più piccoli, forse è meglio dire, per i più piccoli e dei più piccoli

 

 

Il Progetto Scuola è la piattaforma di riflessione e condivisione che Expo Milano 2015 dedica alle iniziative rivolte a tutto il sistema formativo: dalle scuole dell’infanzia alle Università.

La visione e i valori della scuola sono determinanti per diffondere i contenuti e garantire l’eredità della manifestazione; per questo docenti e studenti sono invitati a partecipare alla prossima Esposizione.

La sfida di Expo Milano 2015 parte proprio da questo presupposto. Permettere alle nuove generazioni di confrontarsi e formarsi sul Tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e far sì che il patrimonio generato all’interno delle aule scolastiche di tutti i Paesi sia condiviso con la collettività.

Tramite il Progetto Scuola tutte le scuole potranno compiere un vero e proprio percorso, che, partendo dal lavoro in classe sul Tema di Expo Milano 2015, culminerà nella visita al Sito Espositivo e lascerà una molteplicità di contenuti ed esperienze alle generazioni future.

Durante l’anno scolastico 2012-2013 si è conclusa con successo la «fase pilota»  del Progetto Scuola che ha coinvolto le scuole di Monza, con 39 istituti che hanno realizzato ben 100 progetti.

Forti di questa esperienza positiva e di altre, ad Aprile 2014 Progetto Scuola ha proposto, in collaborazione con il MIUR, una serie di iniziative concorsuali che hanno lo scopo di attivare le scuole sul Tema dell’alimentazione e della sostenibilità e di favorire gli scambi di esperienze sui temi di Expo 2015 anche con le scuole di altri paesi.

I migliori progetti delle scuole, selezionati attraverso i bandi, saranno presentati in Padiglione Italia nel periodo dell’Esposizione Universale.

Tra maggio e ottobre 2015 avranno luogo le visite didattiche e i viaggi di istruzione ad Expo: dopo l’attività progettuale e i concorsi d’idee, gli studenti potranno arricchire la loro esperienza con la visita al Sito Espositivo, attraverso itinerari ad hoc e confrontarsi con i coetanei di altre nazioni.

Conclusa l’Esposizione, verrà restituita alla società un’eredità: i contenuti prodotti sul tema saranno raccolti e diffusi attraverso tutte le piattaforme web messe a disposizione da Expo 2015.

Fonti:
:http://www.blogtaormina.it/2014/11/13/expo-2015-la-pedagogia-di-reggio-emilia-approda-allesposizione-universale-a-milano/192936
http://www.progettoscuola.expo2015.org/progetto-scuola/il-progetto

 

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* 11- 11- 2014 ” il cambiamento è inarrestabile “

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L’anno scorso si è parlato della data 11.11.2013 come di un un giorno particolare, l’aperturadi un portale energetico anche perchè la data sommata 1+1+1+1+2+0+1+3 dava un UNO, il numero dei nuovi inizi, energia di germinazione per un nuovo ciclo.

L’11.11 viene definito Portale Energetico in quanto le vibrazioni di questi numeri Maestri in successione determinano dei cambiamenti, ancor più attraverso l’intento della persona, per cui chi ci vieta di averne un altro di portale dopo quello del 2013, le trasformazioni possono comunque aver luogo ed utilizzare il prezioso contributo della spinta evolutiva di questo archetipo, il Genio.

Inoltre la somma della data 11.11.2014 (1+1+1+1+2+0+1+4) da un’altro11 per cui tre undici in una data. Un’energia di grande sensibilità,  grande Luce e attraverso la Grande Purificazione in atto alzi la mano chi non si sente più sensibile dell’anno scorso, più oscillante emotivamente, anche più vulnerabile in situazioni che prima lo sfioravano appena. Stiamo cambiando, abbiamo messo in moto un processo che prosegue nella sua evoluzione portando a galla parti di noi che non sospettavamo di avere, viviamo situazioni che ci sembrava impossibile potessero accadere, ci vengono a mancare sicurezze che esistevano da anni, tutta la nostra vita è entrata in un vortice di cambiamento inarrestabile, accettiamo e fluiamo con essa, non opponiamo resistenza o soffriremo inutilmente.

Il cambiamento porterà meraviglie a chi saprà entrare in se stesso e negli eventi per comprenderne il significato: “Cambia te stesso e cambierai il Mondo” diceva Ghandi, Dante ci invita a comprendere e fluire dicendo: “Se la strada è dura e difficile e stai soffrendo, sei sul giusto cammino.”

Oggi dovremmo porre molta attenzione a quello che pensiamo, l’11 è legato alla Luce che dissolve le tenebre, perciò avendo pensieri luminosi possono essere veicolati attraverso la sua energia rinnovatrice, ricordiamoci sempre della nostra responsabilità nel creare il nostro qui e ora e lasciandoci sostenere dal grande progetto della Vita, se queste forme invisibili sono state create è solo perchè siano di aiuto a chi ne diventa consapevole.

Nella numerologia l’11 è un  numero Maestro ed è rappresentato dall’archetipo del Genio; gli archetipi sono entità, energie  che portano con sé le memorie accumulate nei millenni, dai significati che sono dati loro, Jung li definisce, idee innate e predeterminate dall’inconscio umano. Per spiegare in modo semplice, l’archetipo è come una memoria che noi portiamo nel dna, anche se possiamo esserne inconsapevoli queste energie operano nella nostra vita e solo focalizzandoci consapevolmente su esse possiamo intuirle, comprenderle e decifrarle per poter utilizzarle come potenziali energetici utili per noi.

L’attenzione agli eventi che intervengono nella nostra vita e alle particolari influenze e sincronicità, sondarne il significato profondo, può veramente far comprendere quale archetipo ci stia influenzando e quali cambiamenti stanno avvenendo o devono avvenire in noi. Questa è una delle vie della consapevolezza spirituale e della conoscenza.

L’11 è il numero che rappresenta la sefirà Da’at, l’undicesima, la più misteriosa, essa svolge un ruolo essenziale nell’Albero della Vita, in quanto le spetta il compito di unificare le tre Sefirot superiori (Keter, Chokhmà e Binà), come pure quello di unificare queste tre Sefirot con le sette inferiori. In termini umani, Da’at ha il compito di unificare tra di loro le varie modalità di pensiero di cui è capace la mente umana, sia nel loro aspetto intuitivo sia razionale. Inoltre, Da’at, si incarica di legare tutto ciò col sentimento.

L’undicesima lettera dell’alfabeto ebraico è Kaf che indica transizione, nuove sfide e grandi cambiamenti sospinti da forze formidabili. Forme che esprimono la Kaf possono essere il dardo, la freccia, l’intelligenza ecc. Il simbolo della Kaf è la mano aperta in atto, in assimilazione.

Patrizia di Visione Alchemica

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* Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine…tutte le donne

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” In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere the ghiacciato.

Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell’età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un’occhiata serena e intensa alla figlia:

“Non dimenticare le tue Sorelle!” raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo di vetro, “esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai, non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: nella vita avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto; ricordati di fare delle cose con loro… ricordati che ‘Sorelle’ significa TUTTE le donne… le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno”

“Ma che strano consiglio!” pensò la giovane donna. “Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!”.

Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed ebbe sempre più ‘sorelle’ ogni anno che passava.

Un anno dopo l’altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando: stava parlando di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno.

Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato.

È TUTTO QUI, il tempo passa, la vita avviene, le distanze separano, i bambini crescono, i lavori vanno e vengono, l’amore scolorisce o svanisce, gli uomini non fanno ciò che speriamo, i cuori si spezzano, i genitori muoiono, i colleghi dimenticano i favori, le carriere finiscono.

MA… le Sorelle sono là!

Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano fra voi, un’amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta.

Quando dovrai camminare per quella valle solitaria – e dovrai camminare da sola – le donne della tua vita saranno sull’orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te, tenendo per te, intervenendo a tuo favore ed tendendoti con le braccia aperte all’estremità della valle.

A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco, o entreranno e ti strapperanno da lì.

Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine e famiglia estesa, tutte benedicono la tua vita!

Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne.

Quando abbiamo cominciato questa avventura denominata femminilità non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo avuto davanti.

Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre.

Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno.”

Brano estratto dal Web

opera di John Everett Millais – Apple Blossoms (1856-1859)

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* Arte e gatti : Venere allo specchio

 

Nel 1651 Diego Velazquez finì la sua famosa “ Venere “ e tutti furono affascinati dalle sue forme.

Ma nessuno conosce la versione originale. In quel periodo imperavano le leggi e le severe punizioni dell’ Inquisizione Spagnola che vietavano la rappresentazione del nudo femminile.

Così l’artista spagnolo trovò una soluzione geniale, e questa è la versione originale:

 

 

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Si sa un gatto fa sempre il suo effetto!

Parola di Zarathustra il Gatto.

 

D.Velasquez : Venere allo specchio

fonte :http://fatcatart.ru/2012/02/venera-v-mexax/?lang=en

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* La buona notizia del venerdì: Matera designata ” capitale europea della cultura “

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Sette voti su tredici: superate in finale Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. La città della Basilicata condividerà l’onore con Plovdiv (Bulgaria). Il sindaco Adduce: “Sconfitti i pregiudizi”. Il ministro Francheschini: “Modelli virtuosi, ora lo stesso anche in Italia”. Secondo alcuni osservatori, l’impatto economico sul territorio sarà di circa 30 milioni di euro

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Matera sarà la Capitale Europea della Cultura 2019. Il verdetto è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini. Sconfitte le altre cinque finaliste: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. Con sette voti su 13, Matera è stata dunque ufficialmente designata Capitale europea della cultura per il 2019, titolo che, oltre all’Italia, è stato assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria.

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“Laboratori di cultura e creatività”. Il presidente di giuria, Steve Green, e Karel Bartak della Commissione Ue hanno lodato la scelta, definendo tutte le città selezionate sinora come veri e propri “laboratori che possono far fiorire la cultura, l’industria, la creatività“. “Il criterio di scelta”, hanno ricordato, “è stata la partecipazione della città e dei cittadini, ma anche la buona governance e il retaggio che verrà lasciato. C’è stato un vincitore, certo, ma nessun perdente. Le città che non ce l’hanno fatta devono continuare a fare il meglio per la cultura, i valori e i principi in cui hanno creduto”. Dopo l’accettazione formale di Franceschini, a metà 2015 l’Unione Europea proclamerà ufficialmente Matera Capitale europea della Cultura 2019.

Franceschini: “Ora una capitale italiana”. Secondo alcuni osservatori, l’impatto economico di questo titolo sul territorio è valutabile in circa 30 milioni di euro. Il ministro Franceschini ha detto che comunque “il patrimonio degli interventi programmati dalle città non scelte sarà comunque recuperato nel programma Italia dell’Art Bonus”, di recente approvato. “Questa è stata un’esperienza formidabile per le sei città”, ha poi aggiunto, “e molto importante per il Paese, perché il meccanismo di competizione e di selezione ha spinto a una cosa di cui c’è grande bisogno in Italia, cioè una programmazione complessiva. Le città hanno ragionato su un progetto a lungo termine in un insieme di eventi di restauro, recupero, proposte progettuali, che dimostrano che esattamente questa è la strada virtuosa da percorrere”. “Stiamo lavorando per avere presto una capitale italiana della cultura”, ha aggiunto Francheschini, “vogliamo sfruttare le norme contenute nell’Art Bonus per promuovere una sana competizione tra le città italiane”.

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L’Europa si complimenta. Tanti, ovviamente, i messaggi di congratulazioni da parte delle autorità. “Sono certa che Matera attirerà ancora più visitatori dall’Europa e da tutto il mondo spinti dal desiderio di scoprire la città e la sua storia e di apprezzare la varietà culturale che rappresenta uno dei punti di forza del nostro continente”, ha affermato la Commissaria europea alla Cultura Androulla Vassiliou.

“Aprire il futuro”. Lo slogan scelto da Matera per la sua candidatura è stato “Open Future”. Perché, come ha scritto il comitato promotore nel suo documento ufficiale, “tutti siamo ossessionati dall’eterno presente in cui siamo immersi, come se fosse impossibile guardare lontano ed impegnarsi per le generazioni future. Ma proprio una città antica come Matera può senza timore pensare ai tempi che verranno, tante le volte in cui si è riprogettata ed è uscita vincente dalla sfida con il tempo.

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Con molte altre piccole e medie città europee Matera ha condiviso lo stesso destino di area di consumo di prodotti provenienti dai grandi centri di produzione culturale. Negli ultimi anni, però, il quadro sta cambiando. Si fa strada un movimento che rimuove sistematicamente le barriere di accesso alla cultura: usa nuove tecnologie, adotta licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata”.

L’annuncio della designazione di Matera ha fatto esplodere la festa in piazza San Giovanni, nel pieno centro storico della Città dei Sassi, dove in migliaia si erano riuniti davanti al maxischermo per assistere in diretta alla proclamazione.

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La storia. La Capitale europea della cultura è un’istituzione nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Ue.

La prima è stata la capitale greca Atene, mentre l’Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. Il titolo viene attualmente assegnato a turno a due degli Stati che fanno parte dell’Unione Europea. Nel 2019 toccherà dunque all’Italia, insieme a Plovdiv per la Bulgaria. Quest’anno, la scelta è caduta invece su Umea (Svezia) e Riga (Lettonia). Nel 2015 sarà invece la volta di Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica Ceca), nel 2016 di San Sebastian (Spagna) e Breslavia (Polonia), nel 2017 di Aarhus (Danimarca) e Pafo (Cipro), mentre nel 2018 di Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta). 

http://www.repubblica.it/cultura/2014/10/17/news/ravenna_matera_cagliari_lecce_perugia_siena_capitale_europea_cultura_2019_italia-98351774/

 

dedicato alla mia amica di Matera, Giuliana Di Donno, una straordinaria musicista arpista, membro del comitato promotore