Categoria: Poesia
Attenti alla Luna Piena in Eclissi!!!
Ebbene sì! Sono lunatica! Sensibile e attenta da sempre alle fasi della Luna.
Da quando vivo al mare seguo le sue fasi sullo schermo del cielo!
Ora sotto questa Luna che già dal primo quarto si riflette sul mare …
mi sento come una lampadina dimmerabile ..
e la Luna muove l’interrutore su e giù …
più luce…emozioni alla massima potenza…
meno luce vibrazioni …
penombra per rivivere i ricordi con tenerezza…
più luce sui momenti di gioia ..
più luce per fare pace con qualche questione ancora irrisolta?…
o per immergermi completamente nella visione del futuro?…
luce soft per godere i sogni realizzati…
più luce per il piacere dell’attesa … …
ancora più luce… eletrizzata rivedo persone …
sento melodie persino dall’aria …
buio per riflettere e subito luce per scoprire dettagli di vita…
voglia di fare prorompente …luce soft per rallentare…
Questa Luna piena mi scuote …mi fa sentire ancora più viva …
per capire di più chi sono ?…per essere fiera degli obbiettivi raggiunti?…per farne subito di nuovi? per apprezzare l’amore che ricevo…?
E se lascio andare il controllo? e …
Attenta alla Luna piena in eclissi!
Attenta ai messaggi della Luna !
Che i messaggi e le risposte sono già nel mio cuore.
Galleggerò leggera arrendendomi al mare dell’esistenza con felice curiosità che sempre e come e quando mi porterà sulla riva giusta per me!
per te!
per noi!
Buon viaggio!
Con amore
Laurin
foto di Laurin
Le cicale e le formiche…Io sto con le cicale!
Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!
Gianni Rodari
E mentre, cullata su un dondolo all’ombra di un albero che muove le sue foglie ritmicamente da un fresco venticello, accompagnata dal dolce canto delle cicale, sorseggiando una bevanda ghiacciata …( fotografia simbolo dell’estate) mi viene spontanea una riflessione…( alla fine dell’articolo!)
“La cicala e la formica” è una favola famosissima, scritta da Esopo e arrivata a noi grazie a Jean de La Fontaine
E’ una favola che fa comodo agli adulti per modellare i bambini secondo le proprie credenze alla concezione di fatica continua per ottenere una vita dignitosa e soddisfacente.
Morale: per raggiungere qualsiasi obbiettivo ti proponi nella vita devi meritartelo lavorando con fatica e abnegazione.
Io sto con le cicale! Sono sempre stata dalla parte delle cicale.
Da piccola le immaginavo nelle loro vesti dorate sul tappeto verde brillante delle foglie cantare ad ogni ora del giorno e anche della notte, come dive, protagoniste indiscusse dell’estate .
E quelle antipatiche delle formiche, sapientone che non guardano mai verso l’alto e come possono sapere che c’è il cielo azzurro e il sole e le stelle ?
E stanno sempre in lunghe file con grandi e pesanti pesi sulle spalle!
Mai, io cicala, mai andrei a chiedere loro aiuto per l’inverno! Meglio cantare una sola estate!
E poi ci saranno degli altri disponibili a darmi qualcosa da mangiare!
Dopotutto rinascerò fra 17 anni soltanto! ( Ho trovato questa singolare notizia facendo una ricerca .)
Ma prima un pò di storia per supportare la mia preferenza.
Per gli antichi Greci, le cicale erano figlie della Terra o, secondo alcuni, di Titone e di Aurora.
Specialmente gli ateniesi le onoravano: Aristofane rammenta le cicale d’oro, ornamento per i capelli degli Ateniesi nobili all’epoca arcaica e nella celebrazione dei Misteri eleusini in onore di Demetra, era uso portare nei capelli una fibula a forma di cicala, così come durante la celebrazione dei misteri di Era a Samos.
Platone, nel dialogo Fedro, espone il mito delle cicale, secondo cui esse sarebbero nate, per mano divina, dalla metamorfosi di antichi artisti, specie nel campo musicale e dell’eloquenza, che avevano smesso di mangiare e accoppiarsi per amore della propria disciplina.
Secondo Apollo la cicala simboleggiava l’iniziazione ai misteri, poiché essa, anziché cantare con la bocca come tutti, emette suoni dalla coda.
La cicala era anche simbolo di purezza: seguendo un’errata credenza ripresa da Plinio il Vecchio in Naturalis Historia, XI, 93-94, si riteneva che le cicale si nutrissero di sola rugiada e ciò faceva sì che il loro corpo non contenesse sangue e non dovessero espellere escrementi, e di qui l’idea della purezza.
Il fatto poi che la cicala viva una sola estate ma le sue larve rinascano in quella successiva direttamente dalla terra ne ha fatto l’emblema di una resurrezione a nuova vita dopo la morte persino presso i cinesi.
Per quanto mi riguarda, quando ho un obbiettivo, un sogno da realizzare, il percorso per raggiungerlo è una parte integrante e affascinante .
E’ la programmazione di tutti i passi, obbiettivi intermedi, che mi fanno arrivare fino in fondo.
Tante esperienze anche tanti cambi di rotta. Ma sempre con l’obbiettivo ben un vista. E con piacere di vivere ogni piccolo passo che da ogni esperienza imparo e mi arricchisco. E ci credo, è una mia scelta, a volte mi sembra di cadere ma il pensiero di raggiungere l’obbiettivo mi fa alzare subito. So che con passione, con amore, con fiducia nelle mie risorse arriverò fino in fondo.
Otterrò quello che voglio.
E’ una mia scelta. Non voglio stare in fila, sarà rischioso? Sarà più divertente e mi scoprirò.
A volte mi è capitato di riconoscere improvvisamente il mio obbiettivo realizzato, tanto ero stata presa dal percorso.
Cara formica “ se ti concentri su una sola stella perderai l’immensità dell’universo” e tu nemmeno sai che ci sono le stelle.
Pensi solo a fare le scorte per una stagione che verrà . E sei sicura che poi quella stagione verrà? Accumuli, accumuli … e se farai indigestione?
E intanto tu hai rinunciato anzi non hai proprio immaginato che ci sia una stagione diversa, che si può esistere in un altro modo, alzando ogni tanto lo sguardo alle stelle, alla luce, a cantare…
Che tristezza ,ma tu non hai nemmeno la gioia di trovare l’obbiettivo raggiunto o meglio non supponi nemmeno che ci sia un obbiettivo diverso.
E già se ti guardassi intorno, se allargassi il tuo punto di vista, già scopriresti una realtà diversa.
Ma come puoi che sei in fila faticando per ottenere un obbiettivo comune ,sì, e l’ha fatto tua madre, e prima tua nonna e la tua bisnonna e… si perde nella notte dei tempi e lo fanno tutti per il nobile bene comune.
Poi arriva improvvisamente un piede grande grande, e a volte nemmeno tanto grande, che cancella tutte le formiche e tutto il tuo lavoro.
E non hai mai cantato una sola estate.
Ma che ne sai come si canta in estate e cosa è l’estate.
Non è un peccato? Non ti sembra una esistenza non vissuta?
Ma che ne sai tu dell’esistenza? Ti hanno insegnato a fare così e ti hanno letto persino le favole per insegnarti a fare così!
Io sto con le cicale!
Riflessione:
E poiché penso che tutto nell’Universo ha un suo perchè… io ho preso un pò qui e un pò là e dalla cicala e dalla formica! Spensierata e determinata nel perseguire i miei obbiettivi!
Love Laurin
La storia della Stella Tessitrice (Vega) e del Guardiano di Buoi (Altair)
Alfa Lyrae, la brillantissima Vega, è la stella di questo mese
Io sono curiosa e sono certa che ogni cosa che è lì ha un suo perchè. E una storia. E anche ogni esperienza ha un significato . Che voglio sapere e imparare.
E mi interessano i punti di vista. Che dipendono da tante variabili.
Tempo luogo coscienza. Anni fa ho comprato una enciclopedia di storia comparata..
Tutti vedono le stesse cose sotto lo stesso cielo nello stesso momento.
Tutti chi? Tutti gli esseri umani e pensano e fanno cose diverse da sempre.
Quando? Dove ? Come? Perchè?
Ne ho fatto un gioco a scuola per far conoscere le storie del mondo.
Ognuno ha le sue domande e le sue risposte. Ci si confronta e si impara.
Questa storia di una cultura così lontana ma vicina mi è piaciuta.
Vega appartiene alla costellazione della Lira e insieme a Deneb e Altair forma il famoso “Triangolo estivo”. Alle nostre latitudini è uno degli astri più sfolgoranti, insieme a Sirio, di cui sembra meno brillante solo perché più distante, 27 anni luce, e ad Arturo, di cui sembra invece più brillante perché di intenso colore bianco; Vega è 58 volte più luminosa del Sole.
Fu la prima stella a essere fotografata, all’Osservatorio di Harvard, nel luglio 1850 e il suo diametro uno dei primi ad essere misurato, nel 1963, con l’interferometro di Narrabri, in Australia.
Il suo nome ha origini arabe; gli Arabi immaginarono questa costellazione come un’aquila, dalle ali semichiuse, che porta uno strumento musicale, e la chiamarono Ai Nasr al Waki.
Nel tempo la costellazione fu vista sempre come una lira, e la parola Waki, trasformata in Vega, passò ad indicare la sua stella principale. Circa 14.300 anni fa Vega è stata “stella polare” e tornerà ad esserlo fra circa 12.000 anni, e questo a causa del movimento di precessione dell’asse terrestre.
Vega era dunque una stella importante già nell’antichità e certamente nella preistoria essa veniva usata come indicatore del nord. Ciò forse spiegherebbe come mai Vega fu usata dagli antichi Egizi per l’orientazione dei loro templi.
La storia di Niulang e Zhinu:
la Stella Tessitrice (Vega) e il Guardiano di Buoi (Altair)
Zhinu, figlia dell’Imperatore e della Regina del Cielo, era una bravissima tessitrice. Sedeva ogni giorno accanto al suo telaio celeste e tesseva splendidi arazzi con i colori dell’alba e del tramonto. Anche le nubi, nel loro correre sospinte dal vento, si fermavano per ammirare gli splendenti colori nel cielo.
Un sera d’estate, stanca per il lavoro, mentre osservava un ruscello che scorreva vicino al palazzo imperiale, udì da lontano provenire una musica dolcissima. Incuriosita non esitò ad immergersi nelle acque del fiume. Disteso sull’altra sponda il giovane Niulang suonava il flauto riposandosi dalle sue fatiche di guardiano di buoi. I due giovani si conobbero e cominciarono a suonare e cantare insieme.
Ogni giorno Zhinu attraversava il fiume e raggiungeva Niulang. Finirono così per innamorarsi. Per il suo matrimonio Zhinu preparò un bellissimo abito fatto di gocce di rugiada e della luce delle stelle. La notte delle loro nozze era così luminosa che anche le persone che vivevano sulla terra si chiedevano il perchè la Stella Tessitrice avesse un tale splendore che non si era mai visto prima.
Furono sposi talmente felici che dimenticarono completamente il proprio lavoro !
Il cielo si offuscò perchè Zhinu non tesseva più luminosi tramonti ed albe ed il suo telaio era ricoperto di ragnatele. Niulang non custodiva più i suoi buoi che girovagavano senza controllo addentrandosi perfino nella costellazione vicina dello “Staio Settentrionale e Meridionale” facendo così adirare gli dei.
In particolare la Regina del Cielo, madre di Zhinu, si infuriò moltissimo poichè un bue era entrato nella sua camera da letto ed aveva fatto cadere sul pavimento le sue spille d’argento per i capelli. La Regina allora prese una spilla e disegnò una linea attraverso il cielo lungo il ruscello vicino al palazzo. Con questo unico gesto creò un grande fragoroso Fiume d’Argento, il nome che i Cinesi danno alla Via Lattea. La Regina del Cielo decise di separare i due giovani e pose Niulang su una riva del fiume e Zhinu sull’altra.
Zhinu, disperata, piangeva dal mattino alla sera, ma ricominciò a tessere le sue splendide tele. Niulang riprese nuovamente a portare al pascolo i suoi buoi, ma era profondamente triste e nei momenti di riposo non suonava più il suo flauto.
L’Imperatore del Cielo, impietosito dalla disperazione della figlia, decise che un giorno all’anno, il settimo giorno del settimo mese, i due sposi avrebbero potuto incontrarsi. Zhinu chiamò allora in suo soccorso delle gazze che arrivarono in volo dalla terra e formarono un ponte (sopra la stella Deneb nella costellazione del Cigno) attraverso il vasto e profondo Fiume Argentato. Zhinu saltò sulle loro schiene, come un tempo era saltata sulle pietre affioranti nel ruscello per raggiungere l’amato, e trascorse con Niulang un’ intera giornata insieme.
Le persone che vivono sulla Terra, quando il giorno seguente all’incontro dei due innamorati scorgono le gazze, possono notare le loro penne arruffate, segno che la Principessa Tessitrice è saltata sulle loro schiene.
Durante il resto dell’anno Zhinu intreccia i colori del cielo e Niulang pascola i buoi celesti, sognando il giorno in cui potranno incontrarsi di nuovo.
La storia della Principessa tessitrice e del Guardiano di buoi è molto popolare in Cina. Di essa si trovano diverse versioni con piccole varianti nella trama.
In alcune città della Cina ci sono ancora alcune feste dedicate alla Principessa Tessitrice. Esse si tengono nel settimo giorno del settimo mese lunare del calendario cinese (chiamato Qi Xi /the Night of Sevens) alle finestre vengono appesi drappi di colore rosso (il colore delle nozze) ed in questo giorno si celebrano molti matrimoni.
La seguente trascrizione è a cura della Biblioteca dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.
Liberté, égalité, fraternité! Se ci fosse Napoleone…faites la paix! Parbleu!
14 Luglio 1789!
Liberté, Egalitè ,Fraternité!
Ma per tutti?
E le donne?
14 luglio 1789! libertè egalitè fraternitè ! Ma per tutti? E le donne? – Laurin42 (laura-carpi.com)
L’ottavo mese del calendario lunare è il mese del Re Agrifoglio !
Mi piace scandire il tempo secondo il calendario lunare. E poi in questo ottavo mese c’è il mio compleanno! E poi solo la parola “agrifoglio” mi rinfresca! Penso all’atmosfera dicembrina, al vento pungente dell’inverno,ai profumi delle caldarroste, alle vibrazioni natalizie… e qui al mare al silenzio dei pesci che vanno in letargo ( forse?) A volte basta una parola …
“Ed ecco l’agrifoglio che è così generoso:
compiacere tutti è il suo intento
ad eccezione di lords e ladies, distaccati da tutto questo,
chiunque inveisca contro l’agrifoglio
d’un balzo sarà appeso su in alto. Alleluia.
Chiunque canti contro l’agrifoglio
Può piangere e torcersi le mani”
Secondo il calendario celtico, l’agrifoglio rappresenta l’ottavo mese dell’anno , Tinne (8 Luglio – 4 Agosto), che comprende la festa celtica di Lughnassadh (Lammas) celebrata il 1° agosto.
Nella tradizione, l’agrifoglio è conosciuto con molti nomi diversi, tra i quali ricordiamo: Hulver, Marruca, Albero degli Spiriti …
Il “Calendario degli Alberi”, usato presso i popoli celti, fissava una certa corrispondenza tra numerose serie di elementi: gli alberi, le lettere dell’alfabeto, i mesi lunari dell’anno, parti del corpo umano,metodi di guarigione e dei.
I sacerdoti celti, i Druidi, utilizzavano le piante anche per scopi magici e terapeutici e il ciclo di 13 alberi corrispondeva alle 13 energie arboree alle quali si associavano anche elementi divinatori che operavano come genii protettori cui rivolgersi in cerca di forza, fortuna o buoni consigli.
Ailm ( abete rosso)
Idho (tasso)
Queste due vocali aprivano e chiudevano l’anno lunare.
Le altre vocali erano adibite a simboleggiare i due equinozi e l’altro solstizio:
Onn, la ginestra, per l’equinozio di primavera,
Eadha, il pioppo bianco, per l’equinozio d’autunno
Ura, il brugo, per il solstizio d’estate.
Le prime tracce del Re agrifoglio risalgono al XII secolo.
Era la trasposizione dell’antica entità chiamata “ Uomo Verde. “.
Capace di donare la fertilità della foresta e delle piante alle donne e al bestiame, l’Uomo Verde è il consorte della Dea madre e si occupa della fioritura della primavera e dell’estate, del rigoglio della terra.
Il volto e i lineamenti dell’Uomo Verde sono formati da foglie e rampicanti.
Trae il vigore dalla terra stessa e rappresenta il ruolo maschile nell’unione sessuale,nella fertilità e nella fioritura della vita e del talento degli uomini. Rappresenta l’innocenza, il procedere senza difficoltà e il successo, soprattutto nell’intraprendere nuove attività.
Considerata dalla tradizione magica pianta di genere maschile perché collegata all’elemento fuoco e al pianeta Marte. Per questo motivo, se era portata addosso, la pianta avrebbe donato fortuna soprattutto agli uomini (il corrispondente femminile è l’Edera). Le si attribuivano protezione, sogni magici e il potere contro il fulmine.
Era considerata la pianta protettiva per eccellenza, capace di difendere e proteggere dai fulmini, dai veleni, dagli spiriti cattivi e dagli stregoni malvagi se veniva piantato intorno alla casa. Se invece si lanciava l’Agrifoglio contro una bestia feroce, questo aveva la facoltà di calmarla immediatamente, anche se l’animale non veniva colpito.
L’acqua di Agrifoglio (infuso o distillato) era spruzzata sui neonati in segno di protezione.
Una ballata medievale dell’Inghilterra, dove l’ agrifoglio è ancora il sempreverde più utilizzato a Natale, ne difende la tradizione: “Chi parla male dell’agrifoglio”, in un baleno verrà impiccato. Alleluia!”
L’origine dell’agrifoglio si ritrova anche in una leggenda dei paesi nordici nella quale si narra che quando Baldur, dio della luce e del sole, morì trafitto da una freccia, cadde proprio su un cespuglio di agrifoglio; allora suo padre, il dio Odino, decise di ricompensare la pianta che aveva ospitato il figlio al momento della morte trasformandola in sempreverde e riempendola di bacche rosse, in ricordo del sangue versato dal figlio.
Un antico rito magico per realizzare un desiderio, consisteva nel raccogliere, dopo la mezzanotte di un venerdì, nove foglie di Agrifoglio nel più completo silenzio, scegliendo una pianta non troppo spinosa. Si dovevano poi avvolgere le foglie in un panno bianco e annodare per nove volte le due estremità del panno. Infine, si riponeva questo sacchetto sotto il cuscino, e quello che si era pensato o desiderato si sarebbe avverato.
L’ agrifoglio rappresenta la sopravvivenza, la speranza, la rinascita.
E’ simbolo di protezione e forza vitale. Appeso sopra le porte impedisce l’ingresso di persone ed energie limitanti.
I nati sotto il segno dell’Agrifoglio hanno questo temperamento che riecheggia il sole: la vitalità, il potere, l’egocentrismo, ma anche la generosità. Nati per comandare, hanno carisma, volontà e autostima da vendere. In amore danno molto: eros, fedeltà e coinvolgimento, ma pretendono altrettanto. Impennate di orgoglio da controllare.
Parola chiave: eroismo
Fonti:
http://www.elfland.it
http://www.daltramontoallalba.it
http://www.inerboristeria.com
La leggenda dell’eclissi e del Sole e della Luna: una storia di un amore eterno!
Quando ero piccola la nonna mi raccontava una leggenda del Sole e della Luna che mi affascinava ed ero convinta che l’eclissi fosse il culmine della loro storia d’amore!
Da sempre e per sempre!
Ogni volta che si ripete così sotto gli occhi di tutto l’universo è un potente messaggio d’amore, un invito e monito a tutti gli esseri viventi.
Tanto per confermare che non esiste evento in Cielo o in Terra che non sia motivato ed esaltato dall’Amore!
Per ricordarmi che io sono polvere di cometa di pura energia condensata ed ho in me un po’ di sole e un po’ di luna e un po’ di stelle!
Non sono forse felice quando splende il sole e mi riscalda, la luce mette in risalto i colori intorno a me,e vivo le mie esperienze con gioia e sono compassionevole e determinata , e mi piace condividerle con gli altri.
Non sono felice un po’ melanconica quando la notte mi rannicchio su me stessa, dubbiosa sul futuro, impaziente di vedere realizzati i miei progetti, interrogando la luna che mostra sempre la stessa faccia e sobbalzando di gioia per una stella cadente, Eppure il giorno dopo sono sempre quella felice e piena di voglia di fare.
E sono un pò sole e un po’ luna e un po’ stelle!
E tutto sono io …
Come il Sole, la Luna, e le stelle…
Allora mi domando… non sarà l’energia di Amore a tenere insieme tutte le parti di me stessa come..
“ amor che move il sole e l’altre stelle..”in tutto l’universo.!
E dato che nell’universo ogni essere vivente è interconnesso eventi come un’eclisse spingono a spostare l’attenzione dalla mente al cuore, a considerare altro da sé e scoprire energie più potenzianti…
Per esempio Amore?
Amore per tutte le parti di me.
Amore per me quando sto nel traffico in fila e sorrido al vicino… e sorride anche lui.
Amore per me quando il sufflè mi cade sul pavimento e inventiamo un’altra cena.
Amore per me quando ho finito il gilet ad uncinetto come piace alla mia nipotina.
Amore che genera Amore.
Questo per me è il “ cambiamento”
Cambiare ottica ! Trovare l’Amore che c’è in ogni cosa !
Constatare che anche il buio è …Amore per la Luce!
E tu ?
Quando il Sole e la Luna si sono incontrati per la prima volta si sono innamorati perdutamente e da lì hanno cominciato a vivere un grande amore. Il mondo non esisteva ancora e il giorno che Dio decise di crearlo, diede loro un tocco finale… il bagliore!
Dio decise che il Sole avrebbe illuminato il giorno e che la Luna avrebbe illuminato la notte e per questo motivo sarebbero stati costretti a vivere separati.
Entrambi furono invasi da una grande tristezza e capirono che non si sarebbero mai più trovati…
La Luna era sempre più triste. Nonostante il bagliore dato da Dio, si sentiva sola.
Il Sole a sua volta aveva vinto un titolo di nobiltà ” Astro re” ma neanche questo lo rendeva felice.
Dio allora li chiamò e spiegò loro:
– ” tu, Luna, illuminerai le notti fredde e calde, piacerai agli innamorati e sarai spesso protagonista di bellissime poesie.”
– “quanto a te Sole, manterrai quel titolo perché sarai il più importante degli astri, illuminerai la terra durante il giorno, darai calore all’essere umano e solo questo renderà le persone più felici.”
La Luna diventò ancora più triste con quel crudele destino e pianse amaramente e il Sole nel vederla così triste, decise che non poteva essere debole, perché doveva darle forza e aiutarla ad accettare ciò che Dio aveva deciso.
Eppure era così preoccupato che decise di chiedere qualcosa a Dio:
– Signore, aiuta la Luna, per favore, è più fragile di me, non sopporta la solitudine…
E Dio … creò le stelle per fare compagnia alla bella Luna.
Così la Luna ogni volta che è molto triste ricorre alle stelle che fanno di tutto per consolarla, ma quasi mai lo ottengono.
Oggi entrambi vivono così… separati, il Sole finge di essere felice, e la Luna non può nascondere la sua tristezza.
Il Sole arde di passione per lei e lei vive nelle tenebre del suo dolore.
Dicono che la volontà di Dio fosse che la Luna dovesse essere sempre piena e luminosa, ma non ce l’ha fatta… quando è felice, riesce ad essere piena, ma quando è infelice è calante , non è nemmeno possibile apprezzare la sua luminosità.
Luna e Sole seguono la loro strada.
Lui solitario ma forte e lei, accompagnata dalle stelle, ma debole.
Gli uomini cercano sempre di conquistarla, come se fosse possibile. Alcuni sono andati persino a lei, ma sono tornati sempre da soli. Nessuno è mai riuscito a portarla sulla terra, nessuno è mai riuscito a conquistarla, eppure molti ci hanno provato.
Ma Dio decise che nessun amore in questo mondo doveva essere impossibile, nemmeno quello della Luna e del Sole…
e così lui creò l’eclissi.
Oggi Sole e Luna vivono in attesa di quel momento, quei momenti a loro concessi e però tanto rari.
Quando guarderai il cielo, d’ora in poi e vedrai che il Sole copre la Luna, è perché il sole si sdraia su di lei e cominciano ad amarsi.
E ‘ a quell’atto d’amore che è stato dato il nome di Eclissi.
È importante ricordare che la luminosità della sua estasi è così grande che si consiglia di non guardare il cielo in quel momento, i tuoi occhi possono accecarsi nel vedere tanto amore…
Opera di Evelyn de Morgan (1855-1919)
I miei auguri per Natale!
Un collage sulla parete del soggiorno con i fogli del calendario 2024 ormai passato?
E’ il mio albero per questo Natale !
Ogni data, ogni lettera, ogni colore è un’emozione!
Quando sono stata felice
quando ho provato amore
quando sono stata soddisfatta
quando ho raggiuto un obbiettivo
quando ho ritrovato un’amicizia,
quando ho avuto una prova di affetto
quando mi ha colpito la Bellezza
quando ho visto oltre l’orizzonte del mare,
quando ho assaporato la brezza salata,
quando ho provato gioia per la vita…
E molto altro…
E voglio condividere tutto questo…
Questi sono i miei auguri per Natale !
Love Laura con amore
collage e foto di Laurin
Fate a Ferragosto…

E ricordo le estati passate in campagna dal nonno e i pomodori dell’orto diventavano rossi rossi e ancora sento quel profumo di sole e la polpa succosa tra i denti…
E ricordo il canto delle cicale che aumentava quando il caldo saliva come un monito a correre all’ombra e loro mandavano bagliori multicolori dietro le foglie della grande quercia…
E il fresco accogliente delle stanze rigorosamente con le persiane chiuse che agitava le tende di lino profumate di pulito dove il pomeriggio tutti andavano a riposare…per me il momento di aprire il mio libro preferito…
E la dolcezza esagerata dell’uva stesa sul tavolo nella grande veranda per essere matura al punto giusto da essere una squisita merenda…pane e uva mmmmmm..e che correva il rischio di finire prima del previsto..
E le notti stellatissime che si stava sul terrazzo verso la valle tutti insieme ad ascoltare la cugina grande che raccontava le storie delle fate della notte che sarebbero arrivate da un momento all’altro scendendo dalle stelle cadenti…
E…
Ah dimenticavo … ero venuta qui per augurare come una fata che esaudisce ogni desiderio…
BUON FERRAGOSTO!
a tutti, ma proprio tutti !
Ovunque voi siate!
E ricordo le estati….( continua)
Love Laurin
La buona notizia del Venerdì: Party letterari,Reading Rhythms,Silent Reading Party…ed è subito amore per i libri!
A New York è possibile partecipare ad un Reading Party?
Tra luci soffuse, musica soft e candele accese, si sente in questi casi solo il rumore delle pagine dei libri che vengono sfogliati…
Ricordo un gioco che si faceva a scuola: dovevi immaginare i dialoghi di una
vignetta scrivendo in una nuvoletta …
ecco io immagino un party letterario con tante nuvolette colorate di sensazioni, pensieri, immagini, stupore, malinconia, curiosità, gioia, tenerezza, concentrazione, tante quanti sono i libri dei lettori che tutte insieme formano una meravigliosa forma pensiero carica di una emozione coinvolgente…non si può non comunicare !
È iniziato tutto una sera in cui quattro amici hanno deciso di spegnere i telefoni e aprire un libro. “Speravamo di coinvolgere una manciata di amici in zona. Certo non pensavamo di spingere migliaia di persone ad abbracciare l’amore per i libri”.
La nascita dei “Party Letterari” è nata a maggio del 2023: i quattro amici ventenni di Brooklyn hanno dato origine ai “ Reading Rhythms ” e l’idea è piaciuta così tanto che ha fatto il giro del mondo.
Queste feste non hanno nulla a che fare con i più conosciuti gruppi di lettura dove viene letto un unico libro uguale per tutti, e dove solitamente vi è un confronto comunitario proprio su quel libro.
Questi incontri sono invece vere e proprie feste dove ognuno può leggere individualmente ciò che vuole (poesie, romanzi, saggi, fiabe…), nella posizione che vuole (seduto sul divano, sul pavimento o su una sedia) e può decidere se mantenere dentro di sé i pensieri e le emozioni suscitate dalle proprie letture oppure condividerle con una persona o con il gruppo durante le pause previste.
Un modo bellissimo di stare insieme!
Una soluzione creativa e semplice per poter tornare a vedere la tecnologia come uno strumento e non un fine.
E sono proprio i giovani a ribellarsi a questa nostra cultura esageratamente digitale e a ricercare quell’equilibrio che è andato perduto in questi anni.
Vedere nel libro la soluzione a questo nostro modo di vivere è sicuramente una buona speranza e un buon segno di maturità.
Organizzare un Party Letterario è semplice: si può prendere spunto da quelli già passati oppure si può pensare anche a idee alternative. La location può essere al chiuso oppure all’aperto, l’importante è che si possa assicurare un’atmosfera rilassante e adatta alla concentrazione.
Non esiste limite di età e ognuno può portare il libro che vuole. Da New York a Bari si sta diffondendo il Silent Reading Party e ogni luogo è adatto!
Fonte:
Evviva i Party Letterari! Ognuno con un libro, banditi i cellulari – Eticamente
Come iniziare un Silent Book Club



















