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* La luna piena di ottobre ci dice: continua il processo di pace interiore, là fuori non c’è alcun nemico, questa è la vita che creiamo noi stessi

 

Osservo il Cielo Astrologico di questo prossimo Plenilunio in Ariete (05.10.2017, ore 18,40 UTC) e noto un disegno di grande perfezione rispetto al cammino che stiamo compiendo, nonostante tutto quello che apparentemente si sta manifestando fuori da noi.

Intanto vorrei precisare che i cicli lunari sono aperture e chiusure dello stato di coscienza all’interno di processi emozionali di rilascio molto potenti.

I Noviluni ed i Pleniluni scandiscono le nostre prese di consapevolezza, mettendo in luce la modalità inconscia con cui creiamo la vita, attraverso le relazioni sentimentali, per esempio, o le relazioni in generale, quelle genitoriali (altro esempio), che derivano dalla storia della nostra stirpe e dai retaggi che essa trasporta, che sono inscritti dentro il nostro DNA. 

Di questo si tratta nel Plenilunio in Ariete, dove la Luna si confronta con il Sole in Bilancia a 12°, lo stesso Asse zodiacale perno evolutivo di tutto il 2017 perché su di esso si sono confrontati in modo pressante Giove in Bilancia (l’importanza della coppia nella vita – ne ha per me? sto ubbidendo solo ad un condizionamento sociale?) e Urano in Ariete (quanta paura fa il lasciarsi andare ad un altro? mi fido? fuggo dall’amore, dal confronto?).

Ogni nostra relazione sentimentale affonda le sue radici sulla relazione con i genitori ed ora è importante prendere atto di ciò che è.

Già da gennaio 2017 queste domande si sono evidenziate nel sottofondo della vita quotidiana, costringendoci a guardare in faccia la realtà delle nostre relazioni. O ci si sta dentro con tutto quello che essa contiene, smettendo di lamentarsi, oppure si prende la via, perché non si riesce più a sostenere la tensione.

Qualunque sia la soluzione che appare all’orizzonte, essa sarà la migliore possibile per noi in questo momento.

Si può solo respirare ed accettare ciò che ci è possibile vedere con lo stato di coscienza dentro cui siamo. Il resto avverrà a suo tempo, quando avremo acquisito un’altra maturità, se questo è il nostro cammino.

Da gennaio 2017, un altro momento topico di questo percorso si è evidenziato ad aprile, con il Plenilunio in Bilancia ed il Sole in Ariete. In quel momento era probabilmente emersa la voglia di fuga.

Ora ci arriva una risposta di maggiore equilibrio, che nasce dalla spinta grintosa di questa Luna in Ariete, visto che essa mette in evidenza l’importanza dell’auto-determinazione (Io Sono).

Sapendo chi si è, ci si confronta con l’altro in piena libertà e rispetto, e questa deriva da tutto il lavoro di purificazione e successiva accettazione del sé a cui ci si è aperti negli ultimi mesi, anche nostro malgrado.

La particolarità di questo Plenilunio è anche un’altra. Calcolandolo all’orario di Greenwich, l’Ascendente del Plenilunio cade a 21° del Toro, Segno Fisso di radicamento e costruttività, e forma una Croce precisa con i Nodi Lunari a 21° dell’Asse Aquario/Leone – qui il LINK per approfondimenti – e la Parte di Fortuna a 21° dello Scorpione (ciò che ci dà gioia fare), creando una relazione numerologica specchiata, riflessa, palindroma, con i 12° della Luna e del Sole.

Tutto si manifesta in se stesso, riflette se stesso in tante rifrazioni diverse pur mantenendo la sua essenza.

Questo siamo noi e la vita che creiamo per noi stessi.

I Segni Fissi aprono un campo di manifestazione del Nuovo (l’Ariete è il primo Segno, portatore della Primavera, la Rinascita), e la Donna Luna si offre all’Uomo Sole che la accoglie per un confronto – la Guerriera (Luna in Ariete) può accettare di fare spazio all’Altro accanto a sé?

Questo Plenilunio è il proseguimento del Processo di Pace Interiore iniziato con l’Eclissi di agosto 2017, (Saturno, l’Antico Inquisitore, congiunto in Sagittario con la Strega Lilith ) che coincide con l’azzeramento dei conflitti esterni, nel momento stesso in cui decidiamo che non esiste alcun nemico, ma che siamo nella manifestazione di ciò che abbiamo dentro.

Allora con umiltà ci guardiamo intorno e nonostante tutto attingiamo alla frequenza della Gratitudine e lasciamo che essa diventi sempre più anche attraverso noi lo stato di coscienza principale nel quotidiano collettivo.


http://ashtalan.blogspot.it/

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* La buona notizia del venerdì: Oscar 2018, è “A Ciambra” di Jonas Carpignano il film italiano candidato

Perchè questa notizia è una buona notizia?

Io sono l’orgogliosissima zia di tanto nipote!

Colpita al cuore fin dal suo primo cortometraggio “ A Chiana” ,vincitore al Festival di Venezia nel 2011, che un “ ragazzino “ fosse così capace di suscitare attraverso le immagini emozioni così profonde e con una tecnica sfacciatamente matura e distaccata.

Trascinata dalla sua passione con Mediterranea”, poi l’altro cortometraggio “A Chambra”e ora questo film, sempre più colpita dalla sua determinazione,dalle sue straordinarie capacità di concentrazione per raggiungere i suoi obbiettivi…tale e quale a suo nonno ( qualche lacrimuccia di commozione ci sta bene eh!)

Di premio in premio fino a questo meritatissimo riconoscimento.

In questo film non c’è lo spettatore che può apprezzare o no la visione dell’autore: lo spettatore è la visione, è l’essere umano che vive la stessa umanità di ogni essere umano. Non c’è giudizio,non c’è diversità,non c’è compiacimento.

Non c’è il là fuori. E’ la Vita, è vivere e basta, in quell’ordine incantato e vero del mondo. Oltre il tempo.

Da vedere per aprire gli occhi. Per cambiare punto di vista. Per cambiare il mondo.

Tra le tante ho scelto questa intervista che mi è apparsa la più vicina al suo intendere la vita e il suo lavoro futuro.

Il film di Jonas Carpignano, ambientato nella comunità Rom di Gioia Tauro, è stato designato dalla commissione dell’Anica a rappresentare l’Italia nella corsa al miglior film in lingua non inglese agli Oscar 2018.

Tra i suoi produttori un “padrino” come Martin Scorsese

Nato a New York da madre afroamericana con origini caraibiche e padre torinese vissuto per molti anni a Roma, Jonas Carpignano è cresciuto muovendosi tra la Grande Mela e la provincia della capitale italiana ,Monte Porzio Catone, nella villa del nonno,pluripremiato documentarista e inventore tra l’altro di Carosello, e con una biblioteca di più di trecento volumi di storia del cinema, ora alla Biblioteca Cineteca di Bologna.

Jonas oggi è considerato uno dei più promettenti talenti cinematografici emergenti a livello internazionale.

Dopo l’esordio nel 2015 con Mediterranea, in cui raccontava il viaggio di due migranti dal Burkina Faso a Rosarno, distribuito solo recentemente in Italia ma che ha avuto un’ottima accoglienza all’estero e in particolare negli Stati Uniti, il 33enne cineasta italoamericano è nelle sale in questi giorni con la sua seconda opera “A Ciambra”, presentata con notevole successo allo scorso Festival di Cannes ,dove s’è aggiudicato il primo posto Europa Cinemas Label destinato a un film europeo in cartellone alla Quinzaine des Réalisateurs.

In questo stimolante spaccato della comunità stanziale romena di Gioia Tauro che prende vita attraverso gli occhi del quattordicenne Pio Amato, Jonas Carpignano conferma la tensione verso un cinema di finzione dalla forte impronta realista che non rinuncia alla costante ricerca di uno sguardo cinematografico potente e raffinato. D’altronde, non è certo un caso che il suo talento sia stato riconosciuto da Martin Scorsese, tra i produttori esecutivi di A Ciambra.

Con Jonas, che vive da anni a Gioia a stretto contatto con i protagonisti dei suoi film, abbiamo avuto l’opportunità di parlare a lungo di influenze cinematografiche, prossimi progetti e, soprattutto, del suo peculiare modo di intendere e di vivere il cinema.

* Come sei entrato in contatto con un autore del calibro di Martin Scorsese e qual è stato il suo contributo a livello creativo?

Alcune persone che lavorano con Scorsese, tra cui il suo agente e la sua produttrice, sono sempre alla ricerca di progetti per aiutare i registi emergenti. Alcuni co-finanziatori di questo fondo avrebbero già voluto investire in Mediterranea e dopo averlo visto mi hanno subito comunicato l’intenzione di collaborare con me al secondo film. Per me si è trattato di un sogno e il ruolo di Scorsese è stato molto importante per trovare il giusto equilibrio tra i momenti più narrativi del film e quelli in cui senti di stare vivendo a contatto con Pio e la sua famiglia. Mi ha fatto capire quali erano i momenti più forti e quali i più ripetitivi, sacrificabili in fase di montaggio. Insieme abbiamo ad esempio lavorato molto alla scena della cena, che per lui doveva essere mantenuta senza tagliarla più di tanto in quanto fondamentale per capire i rapporti all’interno della famiglia Amato e i motivi per cui Pio non potrà mai uscire dal suo mondo.

*Qual è il cinema a cui ti senti più vicino e quali sono i tuoi punti di riferimento?

Come per la mia storia personale sono legato a più culture, così mi sento vicino a tipi di cinema anche molto diversi tra loro. Non sono uno alla Spielberg che ha sempre saputo di voler fare il regista, ma quello del cinema fin da piccolo l’ho sentito un mondo non lontano da me, anche grazie al rapporto con mio nonno, che ha lavorato molti anni per Carosello ed era sposato con la sorella di Luciano Emmer. Lui mi ha fatto conoscere le opere di Visconti e Bertolucci, due miei grandi punti di riferimento insieme a Rossellini e De Sica. Però sento presente in modo forte anche il cinema americano degli anni Settanta e Novanta, di cui mi nutrivo quando andavo con gli amici nelle sale del Bronx a guardare i film di registi come lo stesso Scorsese, Altman o Coppola.


* Per quanto riguarda invece i cineasti più contemporanei?

Tra gli italiani sicuramente c’è Alice Rohrwacher, che conosco bene. Stimo tutto quello che fa e mi dà sempre una mano quando mi serve. Adoro poi tutti i lavori di Andrea Arnold, la regista britannica di American Honey e Fish Tank. Tra gli americani, invece, ammiro molto Benh Zeitlin, un carissimo amico che per me è stato sempre come un fratello maggiore. Lavorando con lui in Re della terra selvaggia ho imparato che non c’è necessariamente bisogno di fare un film con una struttura cinematografica tradizionale e solida, ma che è possibile adattare la narrazione ai ritmi del luogo in cui si gira. Passare da assistente di Spike Lee in Miracolo a Sant’Anna al film di Benh mi ha arricchito molto, dandomi la possibilità di toccare con mano due modi di fare cinema assai differenti. Personalmente tento di rimanere fedele a me stesso, seguendo l’influenza del cinema che amo e con cui sono cresciuto. Non riuscirei mai a fare, ad esempio, un cinema asciutto come quello dei Dardenne, che non ha quei momenti surreali e musicali che a me invece interessano molto.

* L’uso delle musiche in effetti è molto importante nei tuoi film. In Mediterranea, e ancora di più in A Ciambra, sottolineano i momenti di maggiore intensità emotiva dei protagonisti.

Parto sempre dal presupposto di voler inquadrare i miei personaggi in maniera diversa rispetto a come siamo abituati nel cinema europeo di stampo realista o nei telegiornali. Se si vuole aderire davvero al loro punto di vista e vedere il mondo con i loro occhi è importante cogliere non solo i momenti più drammatici ma anche quelli più leggeri e spensierati, che ci permettono di non perdere delle importanti sfumature della loro esistenza e che spesso sono accompagnati proprio dall’ascolto della musica. Anche per le persone che vivono nelle circostanze più pesanti, la vita non è mai solo una tragedia. Inoltre, la musica pop presente in A Ciambra ci fa sentire queste persone più vicine a noi, dato che è un tipo di musica conosciuta da tutti i ragazzi italiani, da Milano a Gioia Tauro. La componente musicale unisce e permette al pubblico di sentirsi sulla stessa lunghezza d’onda emotiva dei personaggi.

* Del tuo cinema colpisce molto la capacità di proporre uno sguardo che osserva senza giudicare, oggettivo ma non per questo freddo o distante.

L’idea di fondo alla base del mio cinema è proprio questa: mostrare la vita di alcune persone senza giudicarle. Giudicare è una cosa che non faccio mai e questo si riflette in maniera naturale nel mio modo di intendere il cinema. Ciò che mi interessa davvero è entrare nei mondi che voglio raccontare senza porre un filtro tra pubblico e personaggi, rimanendo il più possibile fedele al loro sguardo. Per questo cerco sempre di evitare di contestualizzare troppo: Pio in A Ciambra non si ferma ad ammirare il mare o non si meraviglia delle cose brutte che lo circondano. Se il contesto per lui non è importante perché lo dà per scontato, allora per me non ha senso soffermarmici. Anche perché nel momento in cui cerchi di dare una visione che va oltre il punto di vista del protagonista, inevitabilmente anteponi una tua opinione e inizi a giudicare. In A Ciambra, così come in Mediterranea, non si ha tempo per giudicare perché si è immersi nel punto di vista dei protagonisti.

* Pensi di continuare a vivere a Gioia Tauro lavorando nella direzione di questa tua poetica o ti dedicherai a qualcosa di diverso?

Negli anni ho imparato che per me è essenziale lasciare spazio alla curiosità. Se ci sarà qualcosa in futuro che mi stimolerà cercherò di analizzarla e di spostarmi per farne un film. Forse un giorno un parente di mia madre dei Caraibi mi inviterà nelle Barbados e lì troverò qualcosa che vorrò raccontare. Tutto è possibile nella vita. Detto questo, ora come ora a Gioia Tauro sto molto bene perché ho il tempo di guardare tanti film, leggere libri e ho gli stimoli giusti per continuare a fare il mio lavoro. Se abitassi Roma o New York non troverei tutto questo tempo da dedicare al cinema. In questo momento ad esempio sto scrivendo il mio nuovo film, che sarà ambientato sempre a Gioia Tauro ma racconterà una realtà diversa, quella di una ragazza italiana che vive nel centro storico insieme alla famiglia e deve decidere se rimanere a Gioia o partire. Questa famiglia la conosco da anni, ma nei prossimi mesi cercherò di stare ancora di più con loro per approfondirne ulteriormente la storia.

 

 

 

 

 

http://www.fabriqueducinema.com/cinema/interviste/talento-piace-scorsese-jonas-carpignano-ciambra/

http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/09/26/news/candidato_italiano_all_oscar-176527846/

http://www.cinematografo.it/news/ciambra-vince-alla-quinzaine/

http://www.cinematografo.it/news/ciambra-arriva-sala/

http://www.cinematografo.it/recensioni/mediterranea/

http://www.cinematografo.it/news/uscita-mediterranea/

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* Anche io sono una maga


Anche io sono una maga

Io sono una Maga

fattucchiera di me stessa

Regina del mio Regno.

Mi diletto tra incantesimi ed immaginazioni

Guerriera di pace, indeterminabile figura.

Io sono una Maga

e tutto posso.

Disegnare il mio destino con la matita della magia.

Allo schioccar di due dita l’energia risponde.

Io sono una Maga e vivo assieme a un Lupo

tra fumi e brillii e perenni incanti.

Io Maga, caparbia e testarda

onesta e leggera,

imperscrutabile.

Addestrata a continuare.

Io Maga delicata e violenta

assaporo l’anima nell’estasi della beltà.

Io Maga buona e malvagia

alla ricerca di risposte

al fidarmi vulnerabile.

Io Maga indifesa e coraggiosa

potente e delicata come gli zefiri dell’atmosfera.

Che ama il Cosmo e Madre Terra

e coccola la fiamma della vita.

Io Maga dal sapor di vino

governo astri e betulle e considerazioni.

Io Maga, io vita, certezza e utopia.

Un sogno, il vero. Sono io.

(MAGAMEG)

 Anche tu sei  una maga
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* La buona notizia del venerdì: le buone notizie del Corriere della Sera

Nasce “Buone notizie”, il settimanale del Corriere della Sera dedicato alle storie che finiscono bene

E’ in edicola gratuitamente ogni martedì a partire dal 19 settembre, per raccontare i fatti di quel pezzo di mondo, di economia e di persone che è il bicchiere mezzo pieno del pianeta Terra.

Circa duemila». «No, ventimila». «No, se si conta tutto sono più di centomila».

Ecco. Quando è venuto il momento anche solo di contarle per cominciare a raccontarle, le imprese sociali, in redazione è andata avanti così per giorni.

Imprese sociali, coop sociali, e poi tutto il resto che magari non corrisponde a una definizione ufficiale ma che comunque fa quello: riesce a combinare profitto e solidarietà, ambiente e lavoro, per dire.

E poi 6 milioni e mezzo (almeno) di volontari, e persone, e gruppi, che il profitto proprio non lo calcolano ma sono lì ogni giorno a fare qualcosa per qualcun altro, sempre e senza riflettori, anche quando non c’è un terremoto a farli finire sui giornali.

È un bel pezzo d’Italia, ma vale per il mondo.

Quel pezzo di mondo, di economia e di persone che è il bicchiere mezzo pieno del pianeta Terra e che un bel giorno ha fatto saltar fuori questa domanda: ma perché di tutti quelli che fanno qualcosa di buono si deve parlare solo quando uno di loro viene beccato a rubare?

In fondo è semplicemente da questa osservazione che è nato Buone notizie – L’impresa del bene.

Naturalmente conterrà tante di quelle che in gergo giornalistico si chiamano “storie”, perché la realtà si racconta soprattutto con quelle: di persone, di aziende, di imprese.

Ma sarà diviso in sezioni secondo lo schema del quotidiano, con le pagine di inchiesta, gli approfondimenti, ovviamente un sito online, un grande spazio ai contributi dei lettori, e in particolare diverse pagine di servizio sui bandi, gli appuntamenti, gli eventi, per aiutare anche le migliaia di associazioni magari armate di ottima volontà ma più inesperte di altre a districarsi in un settore – il famoso Terzo settore – talvolta così effettivamente complicato che la riforma per mettervi ordine, divenuta legge proprio quest’anno, è stata forse una delle più massicce mai andate in porto nell’intera Seconda Repubblica.

A dirigere Buone notizie sarà Elisabetta Soglio e la redazione sarà sostenuta da un comitato scientifico esterno e indipendente di esperti, uno per tutti l’economista Stefano Zamagni, già presidente dell’Agenzia per il Terzo settore.

A scirvere e firmare il settimanale sarà l’intera redazione del Corriere.

 

R. – “Buone Notizie – L’impresa del bene”, settimanale che sarà allegato gratuitamente al Corriere della Sera ogni martedì, nasceva dall’esigenza di andare incontro a una richiesta specifica dei lettori, che spesso ci chiedono di raccontare anche belle storie.

Perché in fondo è un modo anche per dare una rappresentazione più completa della realtà. Infatti, se è vero che ci sono disastri, tragedie e problemi, nel quotidiano e nel mondo, è anche vero che ci sono grandi forze ed energie che è nostro dovere di giornalisti valorizzare.

Lo scopo è in qualche modo duplice: vorremmo essere piattaforma per il Terzo settore, ma vorremmo anche poter fare un po’ da cassa di risonanza e microfono a esperienze positive: non per l’effetto buonismo, ma si tratta proprio di un tentativo per dare voce alle realtà positive che ci sono e sono anche vicine a noi, perché le sperimentiamo e le vediamo ogni giorno.

D. – Che cosa verrà affrontato in queste pagine? Di quali argomenti si parlerà?

R. – Il volontariato è sicuramente stata per noi la molla che ci ha convinto della bontà di questa idea, perché comunque le esperienze di volontariato sono ormai molto diffuse. In realtà poi nell’inserto avremo quattro sezioni.

La prima sezione si chiama: Non siamo soli, ed è dedicata soprattutto alle storie, i personaggi e le interviste.

La seconda sezione è “Area di servizioe vuole andare più nell’indirizzo dell’utilità per gli enti del Terzo settore: ci saranno due pagine di servizio con una spiegazione, ogni settimana, di due bandi con una guida su come compilarli, preparata da una professionista di questo settore, e una pagina di appuntamenti.

La terza sezione si chiama: L’altra impresa”, perché raccontiamo anche un altro modo di fare impresa: le aziende hanno rami di Csr (Corporate Social Responsibility – Responsabilità sociale aziendale) molto avanzati. Racconteremo anche queste esperienze.

L’ultima sezione – “Controcorrente” – è la parte di inchieste: partiamo con quattro puntate sulla riforma del Terzo settore; e finiremo con due pagine di dialoghi social perché parte anche il nuovo canale “Buone notizie – l’impresa del bene”: un canale web sul sito di Corriere.it.

D. – Si è sempre detto che una cattiva notizia è una buona notizia: si va cioè alla ricerca di scandali, tragedie… La gente ha bisogno, vuole buone notizie?

R. – Da questo punto di vista, è probabilmente anche una scommessa sia giornalistica sia editoriale.

Lei ha ragione: si dice che le buone notizie non fanno vendere. La sensazione che invece abbiamo noi è esattamente l’opposto, cioè che le persone siano alla ricerca anche di esempi positivi. Tanti di noi hanno voglia di non arrendersi e hanno quindi bisogno di trovare e dare radice alla loro speranza.

E noi vorremmo poter raccontare tutta l’energia, la passione, ma anche la competenza: questi sono i tre termini che, secondo me, meglio descrivono questo mondo.

C’è bisogno allora di raccontarli perché possono essere motivo di speranza ed esempio per altre persone.

E di esempio!

http://www.corriere.it/cronache/17_settembre_13/buone-notizie-volontari-imprese-sociali-cosi-corriere-racconta-bene-6d9c5270-9816-11e7-8ca4-27e7bbee7bdd.shtml

BRAVI! ERA ORA!!!!!

 

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* La tempesta infuria ? Continuiamo a navigare!

 

 

Siamo in piena tempesta solare, agosto di fuoco sembra non voler finire il sole sta marcando il cambio di ciclo che avviene fuori ma sta avvenendo dentro ognuno di noi.

In questi giorni gli avvenimenti possono essere forti e vanno accettati perché al momento l’energia è instabile e sta distruggendo il superfluo per farci arrivare all’essenza.

Molti si stanno chiedendo cosa sta accadendo, con paura a volte e stupore, Il miglior modo per vivere questi giorni e anche i prossimi, e sicuramente di cercare di fluire più possibile ed evitare, per quanto si possa, di fare resistenza, perché sembra che al momento, le tempeste in atto,

Non hanno nessuna intenzione di fermarsi davanti a nessuna corazza e a nessun freno.

Credo che molti hanno saputo dell’accaduto in Messico, un terremoto di 8.4 ha fatto tremare tutto il continente.

La terra si sta allineando con la nuova energia, liberando grosse quantità di tensione sotterranea.

Si ballerà ancora. I grandi cambiamenti planetari sono sempre stati accompagnati da grosse scosse in cui la natura faceva ordine. Ha un Modo diverso da noi per farlo non per questo è sbagliato o atipico.

Gli unici atipici al momento siamo noi.

Un altro segnale interessante e l’allineamento di tre tormente che stanno per diventare uragani nell’oceano Atlantico e che sembrano allineate con le stelle di Orione e quindi, con le piramidi di Giza.

Da tempo ormai esiste una guerra psichica molto potente che sta arrivando suo termine, non per questo ci sarà subito la pace.

Informazione che non è possibile diffondere al momento, ma il riassunto di questa è che c’è bisogno di rimanere focalizzati nella nostra liberazione da schemi e corazze ormai obsoleti, questo permetterà al cambiamento di avvenire senza troppi traumi.

Ognuno di noi ha una grande responsabilità in questo anche se non se ne rende conto.

Continuiamo a navigare.

https://www.facebook.com/ollinvannini

https://www.semidiluceblu.it/

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* Io dico sì alla vita! Grazie Louise!

 

Solo se amiamo, accettiamo e approviamo realmente noi stessi, così come siamo, tutto andrà bene nella nostra vita. L’approvazione e l’accettazione di se stessi, qui e ora, sono le chiavi per arrivare a cambiamenti positivi in ogni aspetto della nostra vita.” 

 

Sul mio comodino...

 

Pensa allo sviluppo di una rosa a partire da quando è ancora un timido bocciolo. Fiorendo nel pieno del suo splendore e fino all’ultimo petalo, essa è sempre bella, sempre perfetta, sempre in mutamento. Lo stesso vale per noi. Siamo sempre perfetti, sempre belli, sempre in mutamento. Facciamo del nostro meglio con la comprensione, la consapevolezza e la conoscenza che abbiamo.”

 

nuovi schemi di pensiero sullo specchio ogni giorno

 

Nell’infinità della vita che vivo, tutto è perfetto, integro e completo, eppure la vita è in continua evoluzione.

La vita non è mai difficoltà, né statica, né esaurita, perchè ogni momento è sempre nuovo e fresco.

Ogni istante della vita è un nuovo passo in un continuo allontanarsi dalla vecchia strada. Ogni istante per me è un punto di partenza esattamente qui e ora.

Nel mio mondo tutto va per il meglio.

Grazie Louise!

 

 

leggi anche 

http://puoiguarirelatuavita.it/louise-hay12-consigli-per-amare-se-stessi

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/03/19/per-ricordare-di-essere-donne/

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* Plenilunio in Acquario,Eclissi parziale di Luna, Portale Del Leone e come se non bastasse eclissi totale di Sole ! Avanti con coraggio e fiducia! per affermare l’Amore!

 

In questa estate infuocata stanno crollando gli ultimi tentativi di mantenere in vita situazioni disarmoniche e false, ad ogni livello, in ogni ambito.

Le persone esplodono e mostrano esattamente chi sono: alcuni con efferati gesti distruttivi, verso di sé e le persone amate, altri con violenza e furore, altri lasciandosi morire ed uscendo di scena; l’ego frigge e si accartoccia sotto il sole, personaggi di vario genere del mondo sociale o politico passano da incongruenze a gaffe incredibili, mostrando la loro indifferenza verso il popolo che dovrebbero degnamente rappresentare.

Non c’è più nulla di falso che stia in piedi, malgrado l’estremo sforzo di chi vorrebbe che tutto continuasse come sempre: il solito “andazzo” si sta disintegrando come una carcassa in putrefazione nel deserto, con gli avvoltoi che si cibano di quanto rimane.

Non è bello vedere la carcassa e neppure gli avvoltoi che la smembrano, il fetore è orrendo, ma a quanto pare è un passaggio necessario per arrivare a vedere, tra qualche decennio, delle ossa bianche e perfettamente pulite al suo posto.

Questo è l’effetto che questo Cielo estivo sta producendo, che verrà accentuato dalla Luna Piena in Acquario del 7 agosto ed una eclissi parziale, e dalla seconda Luna Nuova in Leone del 21.

La pienezza della Luna in Acquario ci mostra questo passaggio come sovvertitore del cosiddetto “ordine costituito”, come una insofferenza agli schemi sociali imposti che finalmente si manifesta pienamente, con la capacità dell’Acquario di cambiare idea e convinzioni, e di realizzare lo scopo che si è prefisso, anche smentendo ciò che credeva fino a poco prima.

Così sono l’Aria, e l’Acqua, non possono stare in un contenitore, sgusciano fuori, evaporano, si dissolvono e si ricreano altrove, trasformandosi.

La loro espressione è la Libertà, e questo sta accadendo, mentre non ce ne accorgiamo, e tutto sembra infiammarsi senza uno scopo. Andarsene morendo, suicidandosi, uccidendo, sono un modo terribile e definitivo di liberarsi di gabbie ereditate e vissute come un gravame impossibile da sostenere ancora.

Anche l’avvoltoio ci libera dai rifiuti, si nutre del sangue che avrebbe potuto dilagare ed infettare ancora di più.

Le Anime che hanno scelto di essere vittime o carnefici stanno contribuendo a scuotere le coscienze dal loro sonno millenario, chiedendo a gran voce che qualcuno renda loro giustizia ed onore; che altri si impegnino a diffondere quello che ancora manca: l’Amore ed il Rispetto per ogni Essere Vivente, in ogni sua forma, e per il Pianeta che ci nutre, ci ospita e ci ha dato la Vita.

Il SOL – LEONE che si sta facendo sentire ovunque, in questo emisfero, ci ricorda chi è il Re: colui che brucia nella fiamma e nell’ardore di esprimere Se Stesso, senza più essere schiavo né servo di nessuno, senza dominare gli altri ma realizzando pienamente la sua Missione di Vita. 

Per la seconda volta la Luna Nuova ci offre la possibilità di un nuovo inizio, collegato al Cuore ed al Coraggio che ci vuole per sganciarsi dalle catene che tengono legati, senza ferire, senza scaricare colpe, ma prendendosi la Responsabilità della propria esistenza.

Una doppia opportunità consecutiva capita di rado, e chi riesce a cogliere l’eccezionalità di questo momento avrà davvero la possibilità di un balzo straordinario in avanti.

Non più nel circo, saltando nel cerchio infuocato sotto il giogo della frusta del domatore; un balzo per tornare libero, fiero, potente, in pieno possesso del poco che serve per vivere in Libertà, con la fiducia nella propria Missione, che viene sempre ricompensata con tutto quello che è necessario alla sopravvivenza, e con infiniti doni dorati, che luccicano e splendono sotto il Sole.

Per chi ha intelligenza e bisogno di evadere dalla propria prigione, questo è il momento di saltare fuori dalla gabbia, mentre altri sono distratti dal caldo, dall’umidità, e si lamentano e borbottano, asciugandosi il sudore, ma restando legati al collare che gli stringe il collo.

Un Cielo potente e rivoluzionario, che favorisce gli audaci, coloro che scelgono di restare in Vita e di Vivere, finalmente!

Senza più paura, senza più esitazioni, lasciandosi infiammare dal vento caldo che soffia dall’Africa, che ci ricorda Chi Siamo, e da dove veniamo.

“L’unica cosa stabile nell’Universo, è il cambiamento”

Bob Wilson

Fonte: https://www.valeriapisano.com/sol-leone-della-verita-della-trasformazione/

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* Luna piena in Capricorno: Chi vuoi essere dipende da te!

Alle 04.06 del 09 luglio 2017 UTC la Luna raggiunge la pienezza a 17° del Capricorno, Segno di Terra, ad essa antitetico.

La Luna, puro Archetipo di Acqua, mobilità, volubilità, instabilità, entra nel solidissimo segno del Capricorno, in una congiunzione strettissima con il pianeta simbolo dello Psichismo, le facoltà profonde di percezione della realtà, Plutone.

Plutone già in Capricorno dal 2009 ed in viaggio lì fino al 2023 ha ripetutamente scardinato ogni tipo di finta sicurezza a cui noi umani abbiamo cercato di attaccarci (ricordo le estati del 2013 e 2014 – quanto ci sentiamo cambiati da allora?).

Plutone ha compiuto in quegli anni una danza carica di tensioni con Urano (la pura luce) in Ariete, Segno di Fuoco. Si sono formate in un lasso di tempo che andava dal 2013 al 2016 7 quadrature strette tra questi due corpi celesti tra i più lontani dal Sole, quindi operanti dall’inconscio.

Ciò che siamo adesso è frutto anche del lavoro compiuto dentro di sé in quel periodo,  della resilienza maturata durante la lotta con se stessi, con le resistenze al cambiamento, con il terrore di abbandonare la zona comfort. 

Se siamo qui ora è perché siamo sopravvissuti a tutto questo.

Ciò significa che adesso possiamo raccogliere i frutti.

Possiamo cioè sentirci attivati dai diversi aspetti planetari che sono veramente forti e sconquassanti, solo che ora possiamo percepirne la forza, senza subirla.

L’Ascendente del Plenilunio cade in Cancro (18°), come è accaduto per lo scorso Solstizio. L’enfasi della stagione cade sul mondo emozionale, con Sole (17°) e Marte (22°) congiunti in Cancro, in piena caduta ed esilio.

Quando due Archetipi di Fuoco si trovano in un Segno d’Acqua producono tanti marosi interiori. Dall’altra parte, nella Casa della Coppia, (sempre lei, la costante del 2017) la Luna (17°) è congiunta a Plutone (18°).

Cosa deve essere distrutto dentro la vostra coppia? Quali muri abbattuti? Quale spazio deve essere conquistato?

E non si tratta solo di lasciarsi, di andarsene e girare le spalle a ciò che non va. Questa volta non è così semplice.

L’opposizione non permette il movimento.

Anche perché il “solito” Giove in Bilancia (14°) crea una forte quadratura nella Casa delle Radici, la Quarta, come a garantire che nessuno esca di scena se prima non è stato detto tutto, esaminato tutto, sbrogliato tutto. Giove in questo caso funge da Guardiano della Soglia, affinché ciascuno si prenda le proprie responsabilità dentro un Cerchio Sacro di crescita comune. 

Questo tipo di configurazione celeste richiama anche molta attenzione sulle nostre radici familiari.

E questo riguarda chi non è in coppia.

Il 2017 ha aperto uno squarcio sulle nostri origini, sui nodi fondamentali che ci hanno reso ciò che siamo ed è necessario guardarci dentro quello squarcio, soprattutto ora che è presente in maniera così predominante il panorama emozionale portato dal Segno del Cancro, che è l’Infanzia, il Nutrimento preso in quell’epoca, i Modelli a cui ci siamo adeguati.

In questo Plenilunio il confronto con tutti questi aspetti è epocale.

La Luna Piena che si congiunge all’Occhio Psichico Plutone, che vede oltre, mette in luce quello che è necessario vedere per poter accedere ad uno stato di coscienza successivo, che sia scevro dalle influenze di una realtà viscerale irrisolta.

Le nostre viscere, l’intelligenza Emotiva, devono essere prese in considerazione ed ascoltate. Altrimenti diventiamo succubi di noi stessi.

E soprattutto ci dimostriamo ciechi e sordi.

Il Risveglio passa anche da questa parte. 

Stefania Gyan Salila


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Sei ora. Non sarai poi. Pensa a te.

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* Plutone e Giove: Chi ritorna e chi va. La Verità del Cuore.

Come ogni anno, siamo entrati nel transito retrogrado di Plutone, da 19° a 16°.

Dal 2009 questo piccolo pianeta immensamente potente si trova nel Segno del Capricorno.

L’immenso potere di Plutone è tale perché si tratta di un aspetto umano inconscio, lo Psichismo, il potere interiore di creare la realtà dalla più profonda verità che respira dentro di noi.

E’ potente perché è incontrollabile dalla logica, ed è l’aspetto che maggiormente ci sfida nel cammino evolutivo a domare tutto ciò che dentro di noi è oscuro. Non si tratta dell’oscurità “malvagia”, ma di un buio sconosciuto solo perché ci vogliono strumenti precisi per sondare quei territori, che altrimenti rimangono ignoti e dunque spaventano. E’ ovvio che la mente non c’entri nulla in questo ambito, quanto più un atteggiamento di arrendevolezza, così come viene promosso dalla Meditazione, un ascolto attivo del Sé che superi ogni tipo di paura e giudizio.

Plutone di per sé rappresenta l’Archetipo del Processo di Morte/Rinascita, quindi un settore di grande catarsi, che spesso contiene i ricordi dolorosi di ciò che abbiamo dovuto lasciarci alle spalle. Tuttavia questo Archetipo porta morte negli attaccamenti, nella zona confort, scalzandoci fuori da essa per permetterci di diventare Maestri, una maestria che noi acquisiamo sulla nostra parte vittima, o carnefice, o salvatore, sulle nostre identificazioni che nascono come compensazione al Vuoto.

Il Vuoto è la vastità dell’Infinito racchiuso dentro il corpo umano. Il Vuoto è la vera natura dell’umano, è la Divinità che abita le cellule e le illumina.

Il Vuoto è pura creatività, perché dal buio più totale Tutto fu. Chiaro che per noi può essere difficoltoso richiamare alla mente questa condizione, non immaginabile perché sconosciuta alla nostra esperienza. Ma è comunque interessante misurarcisi. Ogni volta che Plutone entra in retrogradazione, di solito per 4/5 mesi all’anno, l’umano si confronta con il Vuoto creativo dentro di sé.

La prima sensazione può essere di smarrimento, perché non è una condizione che può essere esplorata con i cinque sensi. E’ necessario rivolgere lo sguardo al proprio ombelico, osservando le ombre che si muovono sullo sfondo, per comprendere quelle ombre chi o cosa sono, cosa vogliono, cosa ci chiedono, quale aspetto rappresentano che sia utile da integrare.

Da qui nasce poi la Forza, perché lasciandoci andare all’osservazione scivoliamo dentro il nostro stesso oceano, fino a toccare il fondo con i piedi. Da lì non possiamo far altro che risalire.

Così come ogni crisi è seguita da una rinascita. Ogni dubbio attiva una risposta. Ogni ricerca porta verso il Graal. Così funziona questo pianeta.

Dal 2009 al 2023 Plutone viaggia nel Segno di Terra del Capricorno, il decimo Segno governato da Saturno. Il suo transito così lento lo rende un pianeta generazionale, perché tanti umani nascono nel periodo in cui Plutone si trova in dato Segno, caratterizzando così le epoche.

Il valore di questo transito in un Segno forte e determinato come il Capricorno, che rappresenta l’Archetipo dell’Eremita, il Ricercatore della Verità, è quello di rendere noi stessi tali. Dovunque si trovi il Capricorno nella nostra mappa natale, lì si apre un settore di ricerca e di approfondimento, di trasformazione totale. Plutone (Morte/Rinascita) governa il Segno dello Scorpione, che a sua volta rappresenta l’Archetipo dell’Alchimista. 

Bisogna anche considerare il fatto che dal 2013 al 2016 Plutone ha formato diverse quadrature con Urano in Ariete (la spinta all’individuazione – chi sono io veramente?) e molti di noi hanno attraversato periodi di grande sconvolgimento, finalizzati all’acquisizione di una condizione interiore di grande essenzialità e verità.

L’estate ospita dunque momenti di riflessione sui nostri obiettivi, su chi siamo e dove vogliamo andare. L’energia cosmica come sempre ci guida, con la sua sapienza e saggezza. A noi il coraggio, la volontà, la determinazione di sfruttare questi raggi con la maggior apertura possibile. 

Il maggior dono che Plutone porta nei nostri cuori è il contatto con l’IO SONO, la condizione di autorevolezza che l’umano può raggiungere quando ha integrato in maniera consapevole la Visione della Fiamma Divina che lo abita – e nel suo piccolo riesce ad agirla nel quotidiano. 

Annualmente i pianeti entrano in un periodo di retrogradazione, procedendo all’indietro rispetto al normale movimento antiorario intorno al Sole.

Per la Coscienza la retrogradazione è un momento di riflessione profonda sulla tematica rappresentata dall’Archetipo di un dato pianeta.

Giove governa il Sagittario, che è l’Evangelista, il Ricercatore della Verità Assoluta.

Così questo corpo celeste, il più grande del nostro sistema dopo il Sole, simboleggia nella nostra mappa natale il punto di evoluzione. Esso transita in un Segno 12 mesi, spostando di volta in volta l’attenzione su una tematica precisa, stabilendo così un campo di apprendimento collettivo. 

Dallo scorso 10.09.2016 si trova nel Segno della Bilancia, collegato con le relazioni sentimentali, la coppia, la ricerca di un equilibrio tra due poli opposti. Così la Coscienza ha cominciato da allora ad orientarsi verso l’esterno alla ricerca di uno specchio dentro cui riconoscersi: la vita di coppia, le difficoltà insite in essa, la mancanza di una relazione, il dolore che essa ci procura, ecc.

Dal 07 febbraio Giove era entrato in retrogradazione e credo che ciascuno di noi abbia memorizzato molto bene la faticosa densità quotidiana dentro cui si è navigato in questi ultimi mesi, complici anche altri movimenti retrogradi. Non ci siamo fatti mancare nulla, così da raschiare il fondo. Almeno, come ho già scritto nel post su Plutone, da lì non possiamo far altro che risalire. 

Giove si trova all’Ascendente, guidando quindi il movimento evolutivo attuale, visto questo è il Punto della Nascita.

La riflessione a cui siamo stati costretti, per così dire, negli ultimi mesi era necessaria per dare a noi stessi un posto che fosse fortemente voluto. Per superare la naturale opposizione che sentiamo nei confronti di un altro, è necessario confrontarsi con tutto ciò che di quella persona ci fa ombra, sapendo che in qualche modo è la nostra.

E se finora non siamo riusciti ad instaurare una relazione sana, o proficua, o costruttiva, qual è la nostra difficoltà? La risposta può essere percepita da ora in avanti – Giove all’Ascendente (AC  nella foto sopra) nel suo Cielo diretto lancia un raggio verso la Casa VII, simbolo del Noi, costruendo un ponte di comunicazione con l’Altro. Dall’altra parte risponde la Parte di Fortuna (il cerchio con la croce), che indica tutto ciò che ci dà gioia fare. Un buon viatico per un ulteriore approfondimento di ciò che il Cuore ci sta chiedendo.

Soprattutto se in questi mesi vci siamo accorti che l’Amore non c’è più, che si è prosciugato,  trasformato, che vi sentite chiamati altrove, nei mesi successivi troverete modo per chiarire con quanta più delicatezza possibile questa posizione. Perché in questo Cielo la Casa della Coppia (VII) ospita Urano, che irrompe nella presunta pace per portare l’energia del cambiamento, nel caso in cui il sentimento non sia sincero. 

Il richiamo è al mantenimento della Verità ad ogni costo.

E se non ci si riesce perché ci siamo incastrati dentro tante strutture di compensazione e compromesso, allora possiamo prenderci del tempo ed effettuare almeno piccole destrutturazioni che alla fine portino ad un aggiustamento più comodo per entrambi, oltre i bisogni dei reciproci Bambini Interiori.

Giove lascerà il Segno della Bilancia il 10 ottobre prossimo, entrando in Scorpione, trasportando con sé qualunque titubanza che ci siamo trascinati dietro per paura, facendola affogare quella titubanza nel profondo mare della verità viscerale di questo Segno di trasmutazione.

Meglio dunque preparare il terreno fin da ora e navigare dentro l’espressione delle proprie urgenze profonde.

E questo vale sia per chi sta in coppia sia per chi è single, i quali si confronteranno con le resistenze ed il senso di mancanza.

Ovviamente esiste anche chi è felicemente solo. A questi arriverà la pacifica conferma di aver fatto una scelta saggia.

Fonte: 

http://ashtalan.blogspot.it/2017/06/plutone-retrogrado-in-capricorno.html

http://ashtalan.blogspot.it/2017/06/giove-in-bilancia-torna-in-moto-diretto.html?m=1