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* La Luna Piena Blu del 31 Marzo riporta equilibrio nella tua vita e ti fa scoprire l’armonia che c’è in te

Nella serata del 31 marzo potremo godere dello spettacolo offerto da una grande Luna che brillerà dal segno della Bilancia.

Sarà una cosiddetta Bluemoon, ovvero la seconda Luna Piena che si forma in un mese, la seconda di marzo. e sarà l’ultima Luna Blu fino al 2020.

Sappiamo che il plenilunio è sempre un momento fatto apposta per pensare, per scegliere e valutare. Ma stavolta, proprio mentre Sole e Luna si fronteggeranno, un Mercurio incerto (retrogrado) ma anche rumoroso proverà a dire parole sbagliate, a distorcere pensieri e considerazioni, guastando un po’ la qualità dei giudizi.

 

Una Luna Blu accade quando abbiamo due Lune Piene nello stesso mese .

Mentre le Lune Blu  sono piuttosto rare, questa è la seconda Luna Blu per il 2018.

Cadendo il 31 marzo nel segno della Bilancia, la Luna Blu ci fornirà una grande dose di energia lunare con cui lavorare.

Mentre una Luna Blu non è diversa da una Luna Piena normale, avere due Luna Piene nello stesso mese  significa un’opportunità per liberarsi davvero e lasciare andare sotto la vibrazione del mese.

Visto che Marzo è il mese numero 3 dell’anno , sembra che siamo tutti guidati ad attingere a questa energia numero 3 e ad iniziare a rilasciare tutto ciò che ci impedisce di portare questa energia  “3” nelle nostre vite.

Nella numerologia, il numero 3 rappresenta la trinità divina e riguarda il bilanciamento della mente, del corpo e dello spirito. In astrologia, il numero 3 è anche il numero della comunicazione divina e rappresenta l’armonia che si ottiene quando si è in comunicazione con tutti gli aspetti della mente, del corpo e dell’anima.

C’è un grande conforto che arriva imparando a parlare e ad ascoltare te stesso. È solo quando ti sintonizzi e vai dentro che puoi davvero capire quali messaggi e saggezza ti stanno aspettando.

Tutto ciò di cui hai bisogno è già dentro di te e, alla presenza di questa  Luna Blu in Bilancia  , sarai davvero in grado di sbloccare e rilasciare tutto ciò che ti impedisce di sapere chi sei veramente e di accedere alla saggezza innata che vive dentro di te.

Vedendo che questa Luna Piena cade nel segno della Bilancia, sarai anche incoraggiato a pensare a come riportare l’equilibrio nella tua vita.

Se ti senti perso , o hai avuto difficoltà a trovare il tuo equilibrio dall’inizio dell’anno, questa Luna piena ti aiuterà davvero a liberarti di tutto ciò che ti sta allontanando dal centro.

Le lune piene illuminano   e  ci mostrano  sempre le cose in modo che noi  possiamo cancellare il passato e fare spazio per il futuro. Hanno anche un modo per indurci a scavare più a fondo nelle nostre emozioni in modo da poter dare un senso a ciò che ci sta veramente turbando sotto tutto questo.

Se le emozioni emergono attorno alla Luna Piena, sappi che fuoriescono per essere guardate, affrontate e chiarite. Così che potrai ritrovarti in equilibrio e sentirti radicato e centrato sulla direzione della tua vita.

Uno degli strumenti più potenti per il rilascio è il perdono. Quando perdoni te stesso e gli altri, quando ti liberi da qualsiasi colpa e dolore e porti l’accettazione al suo posto, può essere estremamente salutare

Se si manifestano emozioni pesanti e accese come la rabbia, cerca di scavare un po ‘più a fondo e vedere se riesci a scoprire la tristezza che potrebbe persistere dietro le quinte. Spesso la rabbia e altre emozioni riscaldate sono in realtà solo maschere per il dolore e la tristezza.

Vale anche la pena ricordare che Mercurio è retrogrado e molto attivo attorno a questa Luna Piena, quindi essere consapevole di ciò che dici, e seguire davvero il tuo istinto sarà importante.

Mentre il tuo lavoro di guarigione è estremamente potente, specialmente sotto l’influenza di questa  Luna Blu in Bilancia non aver paura di cercare anche un supporto esterno. 

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I primi mesi dell’anno a volte possono sembrare sconvolgenti quando ci si abitua alle nuove energie e alle nuove vibrazioni, ma seguendo questa Luna Blu, è probabile che tutti noi ci sentiremo un po ‘più a nostro agio e un po’ più equilibrati con ciò deve venire

Questa Luna Blu ci attirerà verso il nostro punto centrale e da qui potremo aprirci alla saggezza che sta dentro.

Questa è una Luna Blu  potente che è qui per aiutarti a bilanciare la tua vita. 

Non aver paura di eliminare le cose che non ti servono più, non aver paura di lasciar andare le emozioni che ti stanno squilibrando, non aver paura di perdonare te stesso e liberati da eventuali oneri o sensi di colpa che potresti portare.

La tua zavorra si sta alleggerendo  e tu ti sentirai rinato e sarai in grado di attingere alla saggezza e ai messaggi che si stanno liberando

 

 

Fonte : http://foreverconscious.com/intuitive-astrology-march-blue-moon-2018

Puoi leggere anche: https://lauracarpi.wordpress.com/2015/05/31/quando-la-luna-piena-e-rosa-o-blu/

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* La buona notizia del venerdì: David di Donatello 2018 per la miglior regia a Jonas Carpignano per il suo film “A Chambra “

Perchè questa notizia è una buona notizia?

Io sono l’orgogliosissima zia di tanto nipote!

Colpita al cuore fin dal suo primo cortometraggio “ A Chiana” ,vincitore al Festival di Venezia nel 2011, che un “ ragazzino “ fosse così capace di suscitare attraverso le immagini emozioni così profonde e con una tecnica sfacciatamente matura e distaccata.

Trascinata dalla sua passione con Mediterranea”, poi l’altro cortometraggio “A Chambra”e ora questo film, sempre più colpita dalla sua determinazione,dalle sue straordinarie capacità di concentrazione per raggiungere i suoi obbiettivi…tale e quale a suo nonno ( qualche lacrimuccia di commozione ci sta bene eh!)

Di premio in premio fino a questo meritatissimo riconoscimento.

In questo film non c’è lo spettatore che può apprezzare o no la visione dell’autore: lo spettatore è la visione, è l’essere umano che vive la stessa umanità di ogni essere umano. Non c’è giudizio,non c’è diversità,non c’è compiacimento.

Non c’è il là fuori. E’ la Vita, è vivere e basta, in quell’ordine incantato e vero del mondo. Oltre il tempo.

Da vedere per aprire gli occhi. Per cambiare punto di vista. Per cambiare il mondo.

 

Alcuni commenti freschi freschi:

Il regista italoamericano Jonas Carpignano e il protagonista del suo film Koudous Seihon al Quirinale per l’incontro con il Presidente Mattarella. Il film ‘A Ciambra’, anche nella cinquina miglior film, è candidato a sette David di Donatello. Il regista è già di nuovo sul set del prossimo film dove ritroviamo i suoi attori feticcio: Seihon ma anche il giovane Pio.

https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/david-jonas-carpignano-al-quirinale-con-la-gente-di-a-ciambra/300271/300901

Tra le sorprese di questa edizione, la miglior regia riconosciuta al giovane e talentuoso regista italo-americano Jonas Carpignano, che con ‘A Ciambra’, luogo in cui vive una comunità rom stanziale di Gioia Tauro, in Calabria, si aggiudica anche il miglior montaggio andato ad Alfonso Goncalves.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2018/03/22/ai-david-vincono-ammore-e-malavita-e-spielberg-_80202975-6da8-4db7-ba15-9ec44fd1c162.html

Nuovi e prestigiosissimi riconoscimenti sono arrivati ieri per Jonas Carpignano.

Ieri sera il regista italo americano che da diversi anni vive a Gioia Tauro ha vinto il premio David di Donatello 2018 per ” A Ciambra”.
Il film che racconta una storia ambientata nel ghetto gioiese ha ottenuto anche il premio come miglior montaggio andato ad Alfonso Goncalves.

Il film di Jonas Carpignano era stato scelto anche per rappresentare l’Italia agli oscar come film straniero.

A confermare il grande livello di “A ciambra”, già premiato a Cannes, la pioggia di candidature per i David. Oltre alle due categorie in cui ha trionfato il film era in lizza anche come miglior film; migliore sceneggiatura originale; migliore produttore, migliore autore della fotografia e miglior suono.

https://www.inquietonotizie.it/e-di-jonas-carpignano-il-david-di-donatello-per-la-miglior-regia/

Nella patinata notte dedicata ai David di Donatello, la festa del Cinema made in Italy, trionfa la Calabria degli invisibili. “A ciambra” di Jonas Carpignano, regista italo-americano, conquista il premio per la “Miglior regia” andando a riscattare quell’esclusione dagli Oscar che aveva lasciato l’amaro in bocca. Nella serata trasmetta su Rai 1, condotta dal presentatore Carlo Conti, c’è spazio per la comunità rom di Gioia Tauro. Un viaggio in un mondo raccontato senza filtri tanto da sembrare irreale.

Uno spazio-tempo indefinito all’interno del quale, tra difficoltà e precarietà, si svolge la vita dei personaggi. E tra questi il 14enne Pio, cresciuto troppo in fretta tra criminalità, fumo e furti. Nella 62esima edizione della manifestazione, organizzata dall’Accademia del Cinema italiano, uno spaccato di vita quotidiana della Calabria meno nota,di quella che “resiste” seguendo un proprio codice e una moralità su cui il giovane regista ha sapientemente acceso i riflettori. g.d’a.

http://lacnews24.it/spettacolo/ciambra-vince-david-donatello-carpignano-miglior-regia-rom-gioia-tauro_45985/

leggi anche:

/lauracarpi.wordpress.com/2017/09/29/la-buona-notizia-del-venerdi-oscar-2018-e-a-ciambra-di-jonas-carpignano-il-film-italiano-candidato/

” Il film di Jonas Carpignano, ambientato nella comunità Rom di Gioia Tauro, è stato designato dalla commissione dell’Anica a rappresentare l’Italia nella corsa al miglior film in lingua non inglese agli Oscar 2018.

Tra i suoi produttori un “padrino” come Martin Scorsese

Nato a New York da madre afroamericana con origini caraibiche e padre torinese vissuto per molti anni a Roma, Jonas Carpignano è cresciuto muovendosi tra la Grande Mela e la provincia della capitale italiana ,Monte Porzio Catone, nella villa del nonno,pluripremiato documentarista e inventore tra l’altro di Carosello, e con una biblioteca di più di trecento volumi di storia del cinema, ora alla Biblioteca Cineteca di Bologna.

Jonas oggi è considerato uno dei più promettenti talenti cinematografici emergenti a livello internazionale.

Dopo l’esordio nel 2015 con Mediterranea, in cui raccontava il viaggio di due migranti dal Burkina Faso a Rosarno, distribuito solo raramente in Italia ma che ha avuto un’ottima accoglienza all’estero e in particolare negli Stati Uniti, il 33enne cineasta italoamericano è nelle sale in questi giorni con la sua seconda opera “A Ciambra”, presentata con notevole successo allo scorso Festival di Cannes ,dove s’è aggiudicato il primo posto Europa Cinemas Label destinato a un film europeo in cartellone alla Quinzaine des Réalisateurs.

In questo stimolante spaccato della comunità stanziale romena di Gioia Tauro che prende vita attraverso gli occhi del quattordicenne Pio Amato, Jonas Carpignano conferma la tensione verso un cinema di finzione dalla forte impronta realista che non rinuncia alla costante ricerca di uno sguardo cinematografico potente e raffinato. D’altronde, non è certo un caso che il suo talento sia stato riconosciuto da Martin Scorsese, tra i produttori esecutivi di A Ciambra.””

…….continua

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* Ti piace questa idea? Condividila!

Se mi piace questa idea?

Mi piace moltissimo e la voglio condividere subito!

“L’idea è quella di inondare i social con immagini di opere d’arte per contrastare i selfie, le foto di cibo, le notizie di cronaca nera, la propaganda politica ed altri post del genere.

A coloro che metteranno un “mi piace” verrà assegnato il nome di un artista e dovranno in seguito pubblicare una sua opera d’arte accompagnata da questo testo.”

E lo farò!

Io ho scelto I Preraffaeliti!

 

John William Waterhouse (1849 – 1917)

del resto …

Un’idea, un concetto, un’idea 
finché resta un’idea è soltanto un’astrazione 
se potessi mangiare un’idea 
avrei fatto la mia rivoluzione 
la mia rivoluzione, la mia rivoluzione.

……………………………………………….

Giorgio Gaber

http://www.musictory.it/musica/Giorgio+Gaber/Un%27idea

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* La buona notizia del venerdì: Il villaggio dei ricordi perduti per continuare a sentirsi utili

Succede a Monza

Un bar, un minimarket, il parrucchiere, la chiesa, il cine-teatro, la palestra e la proloco. Tutto è costruito con uno scopo di cura e assistenza per questi speciali pazienti. Si recupera così la vita sociale e la fiducia in sè stessi. E, perchè no, anche la memoria.

IL PAESE RITROVATO

Una città nella città, capace di restituire alle persone malate di Alzheimer e demenza senile la possibilità di continuare a sentirsi utile. 

E’ questo il senso del progetto “Il paese ritrovato”, inaugurato il 24 febbraio a Monza, primo in Italia, secondo dopo l’Olanda. 

E’ l’idea rivoluzionara che mancava, un vero villaggio costruito apposta per le persone affette da queste malattie.

La cittadella sorge su un’area di 14mila metri quadrati. 

Qui tutto è stato accuratamente selezionato per partecipare al percorso di cura e assistenza.

Se il paziente si alza durante la notte, sotto il letto si accendono le luci di cortesia e una sorta di cammino luminoso lo guida in modo soft. Un faretto illumina esclusivamente la porta del bagno e, una volta lì, un altro faretto illumina solo i servizi.

Ma non solo. Gli spostamenti di ogni paziente nel villaggio sono seguiti passo passo dai coordinatori attraverso dei rilevatori. La palestra è allestita con paesaggi virtuali che stimolano il movimento. Le luci e gli odori cambiano di intensità nelle ore del giorno.

 

Gli appartamenti sono grandissimi (420 mq l’uno) e accolgono 8 camere da letto, una zona pranzo comune e tre grandi zone giorno.

Fuori: un bar, un minimarket, il parrucchiere, la chiesa, persino il cine-teatro e la proloco. 

Anche i due parrucchieri sono operatori socio sanitari, esperti sia in taglio e piega, che nel rilassare per mezz’ora sotto il casco clienti tanto speciali. Persino la televisione ha un ruolo terapeutico, con una speciale telecamera che riconosce lo stato emotivo dello spettatore. A seconda che debba essere stimolato o invece tranquillizzato, manda in onda contenuti precedentemente inseriti nel software dai familiari, ad esempio le foto dei nipotini o il suo concerto preferito.

Il progetto, realizzato dalla cooperativa La Meridiana, in collaborazione col Politecnico di Milano, la Fondazione Golgi Cenci e il CNR, è stato messo in piedi nel tempo record di un solo anno e due mesi.

 

A rendere ingestibili i malati di demenza in una certa fase della patologia è l’alto stato di stress, a causa del quale diventano aggressivi“. A spiegarlo è Roberto Mauri, direttore della Cooperativa La Meridiana, che ha al suo attivo 40 anni di esperienza nei servizi all’anziano.

Per questo motivo”, continua, “persone che con una serie di accorgimenti potrebbero avere una vita del tutto soddisfacente vengono invece relegate nei nuclei Alzheimer delle Rsa, tra malati molto più gravi.

Basterebbe invece abbassare il livello di stress del paziente per permettergli anni di vita accettabilissima per lui e per i suoi cari, nonché meno costosa per il sistema sanitario”. Tanti gli studi nel mondo per capire come agire sullo stress, “e tra le innovazioni più efficaci abbiamo scelto l’esperienza olandese di paese protetto“.

 


Gli ospiti previsti sono 64, con 55 addetti ai lavori e il costo complessivo per la realizzazione de ‘Il Paese Ritrovato’ supera i 9,5 milioni di euro. Per la precisione, una parte di questi (sei milioni e mezzo) sono giunti attraverso donazioni a cura di famiglie, cittadini, imprese, fondazioni, associazioni.

 

 

Fonte:http://www.nonsprecare.it/il-paese-ritrovato-monza?refresh_cens

***

… e se questo cercare continuo di questi “ malati ” nei cassetti, negli angoli di casa,nelle persone, fosse per trovare un amore mancato se pur inconsciamente per tutta la vita ?

… e se questo dimenticare fosse per cancellare il dolore se pur inconscio dell’amore percepito non meritato per tutta la vita?

e se questi “ malati “ fossero anime insegnanti di amore in questa vita ?

 

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* guardate le stelle invece dei vostri piedi!

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” Guardate le stelle invece dei vostri piedi “

Un famoso scienziato( secondo alcuni fu Bertrand Russel) tenne una volta una conferenza pubblica su un argomento di astronomia.
Egli parlò di come la Terra orbiti intorno al Sole e di come il Sole a sua volta compia una ampia rivoluzione al centro di un immenso aggregato di stelle noto come la nostra galassia.
Al termine della conferenza una piccola signora in fondo alla sala si alzò in piedi e disse:” quello che lei ha raccontato sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga.”
Lo scienziato si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità prima di rispondere:” E su che cosa poggia la tartaruga?” domandò.
“Lei è molto intelligente, giovanotto, davvero molto” disse la vecchia signora” Ma ogni tartaruga poggia su un’altra tartaruga!”
La maggior parte delle persone troverebbe piuttosto fantasiosa questa immagine del nostro universo che poggia su una torre infinita di tartarughe, ma perchè mai noi dovremmo pensare di saperne di più?
Che cosa sappiamo dell’universo e e come lo sappiamo?
Da dove è venuto l’universo e dove sta andando?
L’universo ebbe un inizio e, in tal caso, che cosa c’era prima?
Quale è la natura del tempo? Il tempo avrà mai fine?
Progressi recenti in fisica, resi possibili in parte da fantastiche nuove tecnologie, suggeriscono risposte ad alcune di queste domande che l’uomo si fa da sempre.
Un giorno queste risposte potrebbero sembrarci altrettanto ovvie del fatto che la Terra giri intorno al Sole, o forse altrettanto ridicole di una torre di tartarughe.
Solo il Tempo ( qualunque cosa esso sia) ce lo dirà.”

Così inizia uno dei primi e più famosi libri di divulgazione scientifica, “ A brief History of Time” tradotto in italiano “ Dal Big Bang ai buchi neri “ di Stephen Hawking.

Un libro che apre la mente a inaspettate prospettive e con semplicità e genialità rende possibile a qualsiasi lettore dotato di curiosità di entrare nel mondo della scienza.

Stephen William Hawking era un matematico, fisico e cosmologo britannico, fra i più importanti e conosciuti del mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri. 

Pur essendo condannato all’immobilità dall’atrofia muscolare progressiva, ha occupato la cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge (la stessa che fu di Isaac Newton) per trent’anni, dal 1979 al 30 settembre 2009. È membro della Royal Society, della Royal Society of Arts, della Pontificia Accademia delle Scienze.

Stephen Hawking nasce, come amava ricordare, a 300 anni esatti dalla morte di Galileo Galilei, avvenuta l’8 gennaio 1642, nello stesso anno della nascita di Isaac Newton, e già durante l’infanzia manifesta l’interesse per l’universo, alimentato dalle discussioni con i compagni e gli amici.

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Nei suoi libri esplora i settori più avanzati della fisica teorica, dove la realtà supera spesso la fantasia, e illustra con un linguaggio comprensibile ai profani i principi che governano il nostro mondo e l’intero universo. Insegue la formulazione della Teoria del Tutto, ipotizzata anche dallo stesso Einstein, e analizza le ipotesi ora più conosciute: dalla supergravità alla supersimmetria, dalla teoria quantistica alla M-teoria, dall’olomorfismo alla dualità. E ci conduce con l’immaginazione alle estreme frontiere dell’universo.

Nel suo ultimo libro, The Grand Design, scritto insieme al fisico Leonard Mlodinow, ha elaborato una teoria cosmologica che intende spiegare l’origine dell’universo, il quale, come dichiara lo scienziato in un’intervista sul Times “non è stato creato da Dio”.

“…quindi, quando la gente mi chiede se fu dio a creare l’universo, rispondo che la domanda in sé non ha senso. Il tempo non esisteva prima del big bang, quindi non c’era un tempo in cui dio potesse creare l’universo, è come chiedere indicazioni stradali per il confine della Terra: la Terra è una sfera, non ha i bordi di una tavola, dunque cercarli sarebbe assolutamente inutile. Ciascuno di noi è libero di credere ciò che vuole. Dal mio punto di vista la spiegazione più semplice è che non ci sia alcun dio, nessuno ha creato l’universo e nessuno decide il nostro destino. Questo mi porta a una rivelazione profonda: probabilmente non esiste il paradiso né una vita ultraterrena, abbiamo solo questa vita per apprezzare il grande disegno dell’universo, e io di questa vita sono estremamente grato.”

Scrive Hawking: “Poiché esiste una legge come la gravità, l’universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l’universo, per cui esistiamo noi”.

Anche riguardo al rapporto tra religione e scienza, Hawking sostiene che non siano conciliabili, in quanto come ha dichiarato sul Times: “c’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull’autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona.”

Unire scienza e religione, ragione e fede, è lo scopo che si prefissano i grandi uomini del futuro ed è il solo modo di uscire da una considerazione primitiva della religione e da una scienza insufficiente e parziale.

Solo il Tempo ( qualunque cosa esso sia) ce lo dirà veramente.

Nell’attesa guardiamo il cielo e scopriamo cosa c’è leggendo le considerazioni di Stephen Hawking.

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Provate a dare senso a ciò che vedete e domandatevi cos’è che fa esistere l’universo; siate curiosi; e per quanto difficile la vita possa sembrare, sappiate che c’è sempre qualcosa da poter fare, o nella quale possiate avere successo. Importa solo che voi non vi arrendiate .”

( da non perdere “ L’universo in un guscio di noce” completamente illustrato)

Fonti:

www.ufoonline.it/.

it.wikipedia.org/wiki

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* Giove in Scorpione retrogrado ci regala l’energia per ritrovare la nostra vera essenza e mettere in pratica i nostri propositi.Tutto questo tempo fino a novembre 2018 !

Come ad ogni fine inverno/inizio primavera, comincia il periodo dei Pianeti retrogradi, quando i corpi celesti innescano un apparente moto all’indietro rispetto alla loro orbita intorno al Sole, di solito fin verso settembre.
Giove solitamente è il primo, poi segue a ruota Saturno, Plutone, Nettuno, Chirone e Urano, che poi prosegue retrogrado fino alla fine dell’anno. Il picco massimo lo si registra per l’inizio di luglio quest’anno.
La sensazione in quel periodo è che tutto rallenta, diventa apparentemente statico, quasi fino ad implodere. La manifestazione della staticità e del rallentamento ovviamente dipende dal Segno in cui il pianeta sta transitando, e dove esso impatta nel nostro Tema Natale.
Da ottobre 2017 e fino a metà novembre 2018, Giove si trova in Scorpione, potente Segno d’Acqua, simbolo delle profondità inconsce, governato da Plutone, l’Occhio Psichico, antenna viscerale che ci guida oltre i costrutti strutturati di un mentale forte e giudicante.
Durante questi mesi, esso ci ha aiutato a prendere confidenza con tutto quello che abbiamo sempre tentato di nascondere, finanche a noi stessi; gli aspetti che non ci piacciono di noi, quelli che provocano vergogna, ma che comunque esistono, a cui dedichiamo tanta energia nel voler negare, dimenticare, sotterrare, ma che continuamente tornano a galla per vie traverse.
Sapete cosa ci sta regalando Giove con questo transito?
La libertà di essere se stessi, oltre le maschere della buona persona. Esso scoperchia l’errore, la svista, la caduta, la vulnerabilità. Soprattutto adesso che entra in moto retrogrado.
L’ordine è: smettila di truccarti, di pettinarti, di accomodarti in una posa plastica che nasconde la smorfia.
Asseconda le vere espressioni del viso, onora le rughe, rispetta i segni del tempo sul corpo, perché ciascuno di questi segni esprime la tua antichità, la tua saggezza, la tua fatica di camminare dentro la densità.
Rispetta te stesso e l’impegno che ti sei preso nell’essere chi sei.
Giove retrogrado fino a luglio ci chiede di togliere via le maschere della saccenza e della presunzione per rivelare il senso di smarrimento.
Solo perché smarrirsi serve a trovare una nuova Via, esplorare l’ignoto, trovare l’introvabile, mettersi sulla strada dell’imprevedibile. Così ci sorprendiamo e assimiliamo nuova linfa.
E’ difficoltoso, sicuramente!
E’ un percorso che implica un certo grado di malleabilità e spirito di adattamento.
Esso però apre ad un incontro speciale, quello con la Forza Vitale che avevamo tenuto sotto controllo. Spesso avremmo voluto dire no, ribellarci, spezzare un patto, rompere un confine. Ci siamo invece costretti al contrario per quieto vivere, costringendo il corpo alla contrattura, serrando le mascelle nella resistenza al cambiamento.
Da ora fino a luglio avremo la possibilità di passare al vaglio ognuna di queste occasioni, e quando il 13 luglio Giove tornerà diretto, chi vorrà, potrà mettere in atto il frutto delle proprie considerazioni.
Chiaro che si possa fare anche prima, ma in quel caso, il frutto non sarebbe completamente maturo.
I cicli planetari servono anche a questo.
Sincronizzarsi con essi significa agire in allineamento con l’intelligenza divina che tutto muove, di cui noi siamo un riflesso su questa Terra.
Buon viaggio!
Stefania Gyan Salila
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*La buona notizia del venerdì: A Borgomanero l’ambulatorio è gratis

succede a Borgonero 

 

A Borgomanero (Novara) 23 primari in pensione visitano chi è in difficoltà economiche, affiancati da psicologi e infermieri: sono tutti volontari Auser.

Visitate oltre mille persone l’anno. I fondi per le apparecchiature arrivano tutti da donatori privati.

Italiani che rinunciano o rimandano le prestazioni sanitarie per motivi economici: sono 12 milioni secondo un recente studio del Censis, un milione 200 mila in più rispetto all’anno precedente. E spesso a dare una risposta a situazioni di difficoltà interviene il non profit.

Accade così a Borgomanero, in provincia di Novara, dove opera ormai da alcuni anni un poliambulatorio totalmente gratuito per chi si trova in difficoltà economiche. L’attesa per una visita è solo di pochi giorni e i fondi per le apparecchiature arrivano tutti da donatori privati. Il poliambulatorio ha mosso i primi passi nel 2010, oggi oltre mille persone vengono visitate in un anno.

Un gruppo di 23 primari oggi in pensione, affiancati da psicologi e infermieri, tutti volontari dell’Auser, visitano gratuitamente anziani, rifugiati, persone che si trovano in difficoltà economica. “Persone – sottolinea l’organizzazione – che altrimenti rinuncerebbero a curarsi“. Sono diciassette le specialità mediche offerte dall’ambulatorio dell’Auser, dalla cardiologia all’ortopedia, dalla pediatria, alla medicina interna, neurologia, dermatologia, otorinolaringoiatra. Si praticano anche ecografie ed ecodoppler, Ecg holter.

Nel 2017 è partito inoltre il progetto  “” che fornire prestazioni ambulatoriali odontoiatriche a favore di cittadini in difficoltà su segnalazione dei servizi sociali del territorio.

 

succede a Belluno

A Belluno, nasce l’ambulatorio solidale dove i primari visitano gratis i più poveri

La salute in tempo di crisi è spesso trascurata; numerose sono le persone che rinunciano a curarsi piuttosto che dover pagare il ticket e i medicinali, ecco perché a Belluno, ma si spera possa venire replicato in altre città, è nato un ambulatorio solidale: i pazienti poveri potranno essere seguiti gratuitamente dai primari che li visiteranno.

Nell’ultimo anno, sono più di 5 milioni le visite e gli esami saltati o cancellati dalle persone, che oltre al doppio ticket (32, 24 euro) devono pagare i 10 euro della visita specialistica.

Ecco perché alcuni primari e medici dei alcuni ospedali, hanno deciso, con la Onlus ‘’Noi per Voi’’ di istituire questo speciale ambulatorio gratuito. Esso nascerà a Belluno ed aprirà a giugno, grazie anche al sostegno dei Servizi sociali comunali, che si occuperanno di individuare le persone veramente bisognose del servizio.

I pazienti che potranno accedervi saranno persone in difficoltà e con un reddito annuo fino a 8 mila euro.

La società ‘’Sersa’’ metterà a disposizione la struttura e le attrezzature (alla ‘’Casa del dottore’’ di Castion), all’interno della quale eserciteranno circa 14 specialisti.

Fautore dell’idea, il dottor Giorgio Turi, ex primario di Ortopedia all’Ospedale San Martino di Belluno e al San Bortolo di Vicenza, ora in pensione ma consulente del Codivilla Putti di Cortina, che ha spiegato:

’Forniremo assistenza di Ortopedia, Pediatria, Otorinolaringoiatria, Medicina interna, Oncologia, Nefrologia, Cardiologia, Urologia, Geriatria, Chirurgia generale, Dermatologia, Ginecologia, Scienza della nutrizione e Bronco pneumologia.  Per ora solo a Belluno ma mi auguro che i colleghi di altre città vogliano seguire l’esempio ed estendere il progetto nel resto del Veneto’’.


Fonte: www.redattoresociale.it

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/555743/Giornata-dei-poveri-Medicina-Solidale-pronta-ad-assistere-i-piu-fragili

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/566610/Arte-in-mostra-i-dipinti-realizzati-dai-malati-di-Alzheimer

http://www.lavocedivenezia.it/belluno-nasce-lambulatorio-solidale-dove-i-primari-visitano-gratis-i-piu-poveri/

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Non solo mimose

Mi piacciono le mimose soprattutto sui loro alberi.  Non mi piacciono i fiori recisi.

Mi piacciono tutte le ricorrenze che riguardano l’Essere. Non mi piace che si celebri un Essere per volta.

Mi piace ricordare chi siamo tutti i giorni. Non mi piace solo un giorno e poi più niente per tutto l’anno.

Mi piace festeggiare Essere tutti insieme nel gruppo Umanità!

L’albero della Mimosa

La Mimosa (Acacia dealbata) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Mimosaceae (Fabaceae secondo la classificazione APG). con foglie pennate di colore verde opaco e frutti a legume, nome comune di alcune varietà di acacia coltivate a scopo ornamentale per le caratteristiche infiorescenze a capolini gialli e vellutati.

La mimosa è un albero ornamentale che a miti temperature si sviluppa molto velocemente, il fiore dalle palline morbide a grappoli gialle è molto delicato e di breve durata, il suo profumo è inconfondibile, proprio al fiore è dovuta la notorietà della mimosa. È una pianta originaria dell’isola di Tasmania in Australia e per le sue meravigliose caratteristiche come pianta ornamentale ha avuto un facile sviluppo in Europa a partire dal XIX secolo dove oggi prospera quasi spontanea.

Nelle sue terre di origine arriva a svilupparsi fino a 30 metri di altezza, mentre da noi non supera i 12 metri. In Italia è molto sviluppata lungo la Riviera ligure in Toscana e in tutto il meridione, ma anche sulle coste dei laghi del nord. È una pianta molto delicata che desidera terreni freschi, ben drenati, tendenzialmente acidi soprattutto per una buona fioritura. Cresce preferibilmente in aree con clima temperato, teme inverni molto rigidi per lungo tempo sotto lo zero che possono provocarne la morte.

Il significato della mimosa per la festa delle donne

La mimosa è simbolo di innocenza, di libertà e nello stesso tempo il suo delicato nasconde forza e vitalità.

L’origine è tutta italiana, quando la partigiana Teresa Mattei decise nel primo dopoguerra di associare un fiore bello, diffuso (poco costoso quindi) e già in fioritura nei giorni intorno all’8 marzo e la scelta ricadde sulla mimosa, come simbolo per la festa della donna.
Si contrappose vincente alla proposta di Luigi Longo (segretario all’epoca del PCI, noto antifascista) che voleva proporre come simbolo per la festa della donna delle violette.
L’idea di trovare un fiore veniva a sua volta dal garofano rosso, simbolo della festa dei lavoratori.
La tradizione della mimosa per l’8 marzo nasce in Italia e resta un simbolo tipicamente solo italiano. l suo dono significa anche che il mondo sarebbe grigio, triste, povero senza la creatività e vitalità femminili.
In Inghilterra, nel secolo scorso, le ragazze meno carine erano solite infilare un fiore d’acacia nell’occhiello della giacca, della camicetta oppure fra i capelli per esibire la loro ideologia.
Diverso significato veniva attribuito alla mimosa dagli indiani d’America; in base ad una vecchia usanza un ramoscello d’acacia era donato da ogni giovane alla ragazza che gli aveva infuocato il cuore.
Il loro aspetto delicato nasconde forza e vitalità; per questo è simbolo di forza e femminilità

La Mimosa nei sogni non è un’immagine così rara.

Dato che nella nostra cultura è associata all’ 8 marzo, festa della donna, il suo essere presente nei pensieri ed nell’immaginazione collettiva, fa sì che compaia facilmente anche nei sogni.
La mimosa, con la sua fioritura precoce, è un anticipo di primavera e la primavera è l’inizio di un nuovo ciclo naturale che nel sogno rimanda ad una nuova fase della vita.
Preparare dei mazzetti di mimosa è partecipare attivamente di questo cambiamento, favorirlo, esserne consapevoli.
Anche Il colore giallo intenso della mimosa nei sogni va considerato, sia per le sue specifiche qualità simboliche, che per il suo associarsi al 3° chackra, ruota di energia legata alla espressione di se’. Alla capacità e possibilità di avere il proprio spazio nel mondo e di realizzarsi.
Sognare la mimosa può essere, allora, un modo per prendere coscienza di se’ e per accedere al proprio potenziale, oltre a mettere in evidenza i doni della femminilità.
Un segnale di successo e di realizzazione dei propri obiettivi.
Uno stratagemma usato dall‘inconscio per “catturare l’attenzione” del sognatore con la bellezza e la grazia della mimosa nei sogni e riconnetterlo al proprio potere personale.

Come conservare al meglio la Mimosa

La mimosa è un fiore molto delicato ed ha purtroppo vita breve. Basta però un piccolo trucco per allungare la vita a questo fiore così primaverile e profumato. Utilizzando una forbice, eliminate tutte le foglie che si sino rovinate e quelle che crescono in basso: Queste infatti marciscono rapidamente perché a contatto con l’acqua del vaso. Riempite il vasetto con dell’acqua tiepida in modo da far fiorire i capolini non ancora aperti e a rendere più soffici quelli già sbocciati. Inoltre tenere il vasetto lontano da fonte di calore altrimenti l’aria secca peggiorerebbe l’aspetto della mimosa.

Altri significati della mimosa

Mimosa: innocenza. pudore, libertà, autonomia, libertà.
Mimosa gialla: stima
Mimosa Rosa: Apprezzamento per la sensibilità della persona.

La Mimosa in cucina

I fiori della mimosa, sono un ottimo ingrediente per fare delle frittelle deliziose, basta aggiungerli e mescolarli ad una pastella fatta con farina, sale, lievito di birra e dopo aver formato delle parti con un cucchiaio, friggerli in olio bollente.

E per fare questa torta
http://ricette.giallozafferano.it/Torta-mimosa.html

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“Che senso ha scrivere dell’0tt0 marzo”

” Se non ora, quando?”


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La bella addormentata

Burne-Jones  Sir Edward Coley (1833 – 1898)

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* La buona notizia del venerdì: Come un notaio pazzo ha cambiato Favara

 

A Favara, il paese dell’agrigentino conosciuto fino a qualche anno solo per gli l’abusivismo edilizio dilagante, lo chiamano il notaio “pazzo”, ma se di pazzia trattasi di sicuro è follia redentrice.

Lui è Andrea Bartoli, ha scommesso in un sogno: ha scelto Favara, paese d’origine della moglie Florinda, invece di Parigi per provare le condizioni per vivere bene nella comunità di appartenenza.

Farm Cultural Park, così rinasce paese dellagrigentino
Il sogno di Andrea Bartoli, la cultura crea sviluppo

E così hanno fondato il centro culturale indipendente Farm Cultural Park il primo “parco turistico culturale” made in Sicily, un esempio tangibile «di rigenerazione urbana» riconosciuto persino dall’Ue.

La Farm ha ridisegnato il volto della cittadina che da luogo da cui fuggire – dove dice scherzando Bartoli «chi vive ad Agrigento fino a qualche tempo fa, non sarebbe andato nemmeno per sbaglio» – s’è trasformato in attrattore di energie e talenti, dove i giovani restano per provare a creare un futuro possibile.

Già, perché in sette anni, secondo un primo studio sugli impatti economici legati alla nascita del centro culturale innestato nel centro storico, sono stati investiti più di 20 milioni di euro. La Farm, e quindi Favara, è diventata meta turistica da 120 mila visitatori all’anno.

Sono nate nuove attività economiche, create opportunità di lavoro (150 occupati stabili) oltre l’indotto. Ma c’è di più, perché la Farm, che annovera tra le altre cose una scuola di architettura per i più piccoli, spazi espositivi e residenze per artisti, non è solo un luogo di produzione, sperimentazione e fruizione di Cultura, punta a creare un nuovo senso di comunità e con il recupero dell’intero centro storico a trasformare il Paese in meta turistica per diventare la seconda attrazione della provincia di Agrigento, dopo la Valle dei Templi.

«Io e Florinda – racconta Andrea Bartoli – abbiamo scelto Favara, invece di Parigi. E qui adesso stiamo facendo delle cose che forse all’estero non avremmo mai fatto. Il nostro desiderio era restare nella nostra comunità e stare bene. All’inizio ci consideravano degli “alieni”, c’era diffidenza, poi ci sono stati i primi riscontri. Stiamo mettendo le nostre idee e competenze a disposizione di tutti – prosegue – la scommessa era dimostrare che con arte e cultura si può».

«In questo forse sta nostra follia – aggiunge – le molla sono state la fiducia e l’entusiasmo. E poi qui succedono proprio cose belle. E’ una piccola capitale di rigenerazione urbana: è una comunità di persone che sta provando a cambiare lo status quo creando un modo nuovo di stare nel futuro».

E se persino dagli States pensano all’apertura di sede dell’ambasciata culturale americana proprio a Favara, nella factory della cultura a ridosso della Valle dei Templi, prenderanno il via sette giorni di festa per i sette anni di Farm Cultural Park con un calendario di eventi dal 23 giugno al 1 luglio.

Il primo appuntamento ai Sette Cortili è il 23 giugno alle ore 20 con l’Architetto Raul Pantaleo dello studio TAMassociati, già curatore del padiglione Italia della quindicesima Biennale di Architettura di Venezia, che dopo aver incontrato i bambini di Sou della scuola presenterà «La sporca bellezza, indizi di futuro tra guerra e povertà».


http://www.lasicilia.it/news/agrigento/90405/cosi-il-farm-cultural-park-ha-cambiato-favara.html

http://www.nonsprecare.it/farm-cultural-park-favara-sicilia?refresh_cens

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