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* Libertà è partecipazione

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LA LIBERTÀ E’ PARTECIPAZIONE

Vorrei essere libero! libero come un uomo!

Vorrei essere libero come un uomo!
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura,
che cammina dentro a un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero! libero come un uomo!
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia,
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare,
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero! libero come un uomo!
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza,
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo,
è convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto, un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Giorgio Gaber. (1972)

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*E ora ci sono le energie di Marte, del Toro, di Urano che ci accompagnano verso scelte importanti : mangeremo bene se mangeremo tutti.


Nel giorno che il mondo dedica all’Amore ormai da secoli, quest’anno Marte, Dio della guerra, invece entra nell’archetipo del Toro.

E il Toro sarà il grande protagonista della primavera astrologica, dal momento che in Marzo si verificherà uno dei transiti più chiacchierati del momento, ovvero lo spostamento di Urano, signore del cielo, proprio in questo archetipo, il quale al contrario rappresenta il primo avamposto dell’elemento terra nella ruota dello zodiaco.

Sarà un matrimonio totalizzante o totalitario quello fra due poli tanto distanti, e che sia l’una o l’altra cosa dipenderà ovviamente dalle nostre scelte personali.


Marte tuttavia fa un pò da apripista, e tale suo movimento inizia già a raccontarci qualcosa di importante dal punto di vista Karmico.

Il Toro è uno di quei segni in cui lo spartiacque fra la dimensione più riscattata  di sè stesso e quella più bassa è molto pronunciato.

E’ noto che esistano due tipologie taurine.

C’è il Toro che si sottomette al giogo dell’aratro e lavora con grande sofferenza, senza inventiva, al soldo di qualcuno che lo vessa e decide per la sua esistenza, e quello che invece sfida la morte combattendo nell’arena davanti al Torero, che è munito di spade e coltelli magari,  ma che a volte in modo imponderabile di fronte alla forza fiera dell’animale ha la peggio e finisce incornato.

C’è un toro placido e sottomesso, vittima della sua paura esistenziale, che non osa e tollera ruminando quello che la vita gli mette innanzi,  e quello che non ci sta, che prende in mano la sua esistenza e affronta il pericolo, in primis la sua stessa paura, perchè come sappiamo il vero nemico non ci sta mai di fronte, ma è annidato nelle zone di buio della nostra Anima, nel nostro inconscio.

Nell’inconscio del Toro, per restare in tema, il grande spauracchio si chiama Materia.

Il corpo, il denaro,  la casa, il conto in banca,  la sicurezza economica, il benessere, la sensualità, la bellezza,  il rapporto con il cibo, con la tavola, il sesso come appagamento sensuale e godimento sempre della materia chiaramente. Queste sono le tematiche care al Toro. Allora la sua più incontenibile paura interiore danza come un fantasma sulla possibilità di perdere tutto questo.  Di non averne a sufficienza o di doverne avere di più.  Il Toro è quello che nel grande processo di creazione dell’Universo dalle mani di Dio viene subito dopo l’Ariete, il grande iniziatore. L’ Ariete è talmente tanto carico del fuoco divino, di quell’energia che gli serve per travolgere l’oscurità e conquistare il mondo che non ha tempo per pensare e provare paura. Il Toro che lo segue invece si ferma, lascia germogliare la terra, lascia sbocciare i fiori ( chi non si è mai meravigliato della bellezza delle rose di Maggio?) ma al tempo stesso la sua stanzialità calma e pacifica gli da modo di provare terrore. Terrore di perdersi e di perdere quello che possiede.

Il Toro si identifica ancora potentemente in quello che ha.

IO SONO QUELLO CHE HO. Questo è il monito interiore di questo Archetipo. E’ Dio che si specchia in quello che ha creato, nella materia appunto.

Il mito ci racconta  che esisteva un re a Creta  chiamato Minosse il quale per non privarsi della vacca più bella e grassa da offrire in sacrificio a Nettuno Dio del Mare, decide in segreto di condurne all’altare sacrificale una di valore inferiore, confidando che Nettuno magari chissà… distratto da altro non se ne accorga e vada bene lo stesso.

Minosse vive il conflitto del Toro meno redento, l’attaccamento alla materia. Non riesce a vivere con l’idea che il suo capo di bestiame migliore debba andar sprecato in un’offerta votiva annuale a un tizio che sta nel Mare e non si vede mai.  Esiste o no questo Nettuno a cui deve il balzello?

Il Toro in effetti crede solo a quel che vede. E’ un segno in cui la trascendenza non ha alcuna presa ancora, nè può risuonare in alcun modo. E Nettuno, signore delle profondità marine, di un mondo invisibile ed ignoto, è legato archetipicamente al Segno dei Pesci che della trascendenza e della fusione spirituale è luogo per eccellenza.

Lo scontro fra Minosse e Nettuno è proprio l’oscillazione fra immanente e trascendente. Fra la necessità taurina di restare incollato a quel che si può vedere stimare e misurare e l’evanescenza ultramondana del mare incantato e incantatore in cui tutto è celato e ovattato.

Eppure quella trascendenza a cui Minosse non vuole credere, perchè non manifesta, all’improvviso invece prende corpo. Non si può farla in barba a un Dio. La furia di Nettuno per l’affronto diventa tangibile quando la maledizione che ne deriva si abbatte sulla sposa di Minosse Pasifae e la fa cadere preda di una mostruosa passione per un toro. Dalla passione malata a cui Nettuno l’ha condannata, nascerà il Minotauro. Un mostro che è il segno misurabile dell’ottusità di suo padre. E Minosse lo sa bene, al punto che lo fa chiudere in un labirinto in modo tale che non lo si possa più vedere in giro questo suo grande errore con le gambe. In sottofondo tuttavia in questa storia di avidità e ristrettezza mentale, troviamo un personaggio più defilato ma assai geniale, che è Dedalo.

Dedalo è l’inventore al soldo del Re Cretese che genera soluzioni per ogni rocambolesco caso della coppia reale. E’ quello che costruisce una finta vacca in cui la Regina Pasifae possa nascondersi per congiungersi al toro di cui si è follemente innamorata, ed è anche quello che una volta nato il piccolo mostro dalle sembianze taurine e umane costruisce il labirinto in cui nasconderlo. E’ quello che in poche parole ci mette la pezza quando le cose vanno fuori dai binari.

E qui sta l’ottava alta e riscattata del Toro. Il Toro può creare, inventare, diventare utile e brillante.

Dalla terra che è il suo elemento, che è madre fertile, principio creatore, il Toro attinge la forza della creatività che ne fa spesso un  buon artista e un personaggio in grado di dirigere la propria esistenza, creando soluzioni che migliorino fattivamente anche l’esistenza altrui. Può diventare la roccia su cui tutti possono contare, saldo stabile e padrone delle situazioni, financo combattivo. Dedalo infatti mette a punto anche il modo per andarsene una volta costruito il labirinto. E che modo spettacolare considerando che forgia delle ali per sè e suo figlio! Dedalo così afferma se stesso, non soggiace per sempre ai capricci di un re miope.

Inventa e si libera:

 

 

Ora se Marte con i suoi connotati di energia e fuoco, maestro dell’Ariete, stimolatore di impulso, iniziativa e combattività si va ad infilare sotto la placida pelle del Toro, va da sè che quegli aspetti della nostra esistenza che hanno a che fare con il nostro corpo e il rapporto che ci lega ad esso, la nostra relazione con il denaro, la nostra capacità di costruire e creare benessere attorno a noi riceveranno da un lato un grande impulso energetico ma dall’altro un’inquietudine che potrebbe generare timori e preoccupazioni.

Mettere a soqquadro un menage in cui si è andati avanti magari per anni.

L’undicesima casa astrologica in cui Marte si affaccia entrando in Toro è poi il luogo della collettività, del sociale, dell’umanità nel suo complesso. E’ lo spazio dell’Acquario e del suo altruismo. Risponde alla dicitura: gli altri. La domanda che allora il cielo ci pone in questo momento è cosa fai tu per gli altri? Come ti adoperi per creare benessere? Sei in grado di mettere le pezze sui pasticci del tuo prossimo come fa Dedalo? Ti dai da fare per consentire ai fiori di sbocciare attorno a te? Dove sono le meravigliose rose di maggio che dovrebbero adornare il tuo passaggio nel mondo?

Sei ancora rannicchiato sulle tue esigenze? Sul tuo conto in banca? Sulla tua pancia? Preoccupato del tuo benessere e del tuo orticello? O ti stai rendendo conto che il benessere reale è possibile solo se condiviso? Solo quando diventa il terreno fertile e comune in cui possa crescere anche la vita degli altri come una pianta rigogliosa?

Fra poco non sarà solo Marte a metterci il fuoco sotto le terga da questo punto di vista, quando arriverà Urano, Signore e maestro dell’Acquario, a porre le domande che deve proprio a quel lato più materiale e terreno della nostra esistenza, le cose saranno ancora più rivoluzionarie. Non si terrà più in piedi quello che serve solo a garantire la nostra autosussistenza. Non potremo più ragionare solo nell’ottica di portare il pane a casa e campare un’altra giornata.  Ci verrà chiesto di occuparci della materia nell’ottica della condivisione e dell’altruismo. 

Mangeremo bene se mangeremo tutti.

Allora il transito di Marte ci da modo di iniziare a prendere le misure. Di domandarci se siamo nel posto di lavoro giusto o meno, se certe scelte professionali magari abbiano fatto il loro tempo e vadano riviste in un’ottica maggiormente evolutiva.

L’energia di Marte è la più genuina dello zodiaco, attiva le nostre risorse, porta luce dove prima non c’era anche a costo di costarci arrabbiature. Ma l’ira è sana e va sfruttata quando ci consente di vedere cose che ci erano nascoste, può aiutarci e demolire se c’è bisogno di costruire qualcosa di diverso e più autentico. La difficoltà che ci mette dinanzi Marte è solo quella di accettare il passaggio di una forza fra le più complesse da gestire proprio per la sua stessa impetuosità.

Il primo passo è  senza dubbio accettarla.

Il secondo lo spiega benissimo il grande Eckhart Tolle quando scrive 

Accetta e poi agisci. Qualunque cosa il momento presente contenga accettala come se l’avessi scelta tu. Lavora insieme a questa cosa e non contro di lei…questo trasformerà miracolosamente la tua intera esistenza”.

Lavoriamo insieme a Marte. Non contro di lui in questa fase della nostra storia. 

Accettiamo l’energia che ci arriverà anche in forma di aggressività o rabbia.

Stiamo con queste emozioni, osserviamole.

Questo ci illuminerà la strada alle rivoluzioni di cui Urano sarà presto portatore.

Pace& Amore.

Francesca Spades

http://www.facebook.com/AstrologiaKarmicaPerAnimeConfuse

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.

Tutto si muove e si rinnova, muta ciclicamente, il Cielo è sempre lì a mostrarci il cammino come un libro aperto e i pianeti e le stelle e le galassie sono compagni di viaggio nell’evoluzione.

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*Phil la Marmotta non ha visto la sua ombra : sarà un anno di primavera precoce !

Tutti lo aspettavano e Punxsutawney !

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Phil ha fatto il suo dovere. Niente ombra, niente ritorno alla tana, sarà quindi una primavera precoce.

Phil la marmotta ha fatto il suo pronostico: primavera precoce

Phil ha fatto il suo pronostico su quando finirà l’inverno quando in Pennsylvania erano le 7 del mattino, cioè alle 13 italiane

Come ogni 2 febbraio Punxsutawney è rimasta col fiato sospeso quando Phil la marmotta è uscita dalla propria tana.

La (attuale) marmotta Phil pesa nove chili ed è lunga 55 centimetri.

Questa tradizione che si perpetua ogni anno, a partire dal 1887, vuole che nel secondo giorno di febbraio venga osservato il comportamento della marmotta all’uscita dal suo rifugio.

Se uscendo dalla tana questa non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto; nel caso in cui la marmotta riesca a vedere la propria ombra perché è una bella giornata, lo spavento la farà rientrare nella tana e l’inverno continuerà per altre sei settimane.

In piedi campeggiatori, camperisti e campanari! Il due febbraio è l’occasione per festeggiare per  l’ottavo anno il Giorno della marmotta.

La tradizione è stata resa famosa in tutto il mondo grazie al film Ricomincio da capo del 1993, che raccoglie numerosi e devoti cultori compresi il peraltro direttore e la redazione del Post. .

La migliore spiegazione della tradizione rimane quella data dallo stesso Phil Connors, il protagonista del film interpretato da Bill Murray.

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Una volta l’anno tutti gli occhi della nazione si rivolgono verso questo ridente centro della Pennsylvania, in attesa della marmotta prodigio. Sto parlando di Punxsutawney Phil, il più famoso meteorologo del mondo, un vero maestro. Secondo la leggenda sa predire l’arrivo di una primavera precoce. La domanda fondamentale che dobbiamo farci oggi è se Phil fischierà la fortuna. Ogni anno è la stessa pantomima, il sindaco picchia la porta con il suo bastone, tirano fuori il grosso topo, parlano con lui e il topone risponde. [Il sindaco annuncia che Phil la marmotta ha visto la sua ombra e quindi l’inverno sarà ancora lungo] Questo è un momento in cui la televisione non riesce a catturare l’acuta emozione di un grosso scoiattolo che prevede il tempo. Sono felicissimo di esserne testimone. Da Punxsutawney vi saluta Phil Connors, ciao ciao.

Il Giorno della marmotta divenne una tradizione negli Stati Uniti grazie ai popoli di lingua germanica emigrati in Pennsylvania a partire dai primi anni dell’Ottocento. Giunti in America, questi popoli mantennero buona parte delle loro tradizioni legate alla meteorognostica, parola complicata per indicare i sistemi di previsione non scientifici del tempo basati su segni e particolari eventi naturali. In Europa la tradizione voleva che si usassero i tassi o gli orsi, mentre in Pennsylvania si affermò la tradizione più pratica legata all’osservazione del comportamento di una marmotta.

Ovviamente il comportamento della marmotta non ha nessuna valenza scientifica. Anzi gli esperti spiegano che molto dipende dal tempo previsto per il 2 febbraio. Per il 2020, nello specifico, il cielo dovrebbe essere coperto, ragione per la quale Phil non vedrà la propria ombra e predirà, per il secondo anno consecutivo, una primavera anticipata. Con quella di quest’anno, la bizzarra tradizione si ripeterà per la 134esima volta nella storia. Dal 1988 ad oggi, la marmotta ha sbagliato la previsione per 18 volte. Negli ultimi 32 anni, infatti, per 14 volte la temperatura media del resto di febbraio non ha coinciso con quello che aveva previsto il roditore.

 

La festa è ispirata da una antica canzone popolare scozzese

Se alla festa della luce il cielo è limpido ci saranno due inverni nell’anno.”

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Il Giorno della marmotta ha sostanzialmente in comune le proprie radici con la festa dalla Candelora per i cattolici, che si celebra il 2 febbraio e che prevede la benedizione delle candele.

Diversi detti popolari, proverbi e filastrocche sono legati alla Candelora, festività che cade nel bel mezzo dell’inverno quando le giornate iniziano ad allungarsi e fa meno freddo (di solito).

Quanno viè la Candelora
da l’inverno sémo fóra,
ma se piove o tira vènto,
ne l’inverno semo drénto.

http://www.ilpost.it/2016/02/02/giorno-marmotta-4/

http://www.ecoblog.it/post/161843/giorno-della-marmotta-2016

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* La buona notizia del venerdi:I profughi salvano Riace dal declino

 

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Mezza Europa chiude le porte agli immigrati, ma in Italia, un paesino di pescatori offre asilo ai profughi garantendosi così la sopravvivenza.

Domenico Lucano, ma nessuno lo chiama così, è il sindaco di Riace, paesino di pescatori della costa calabra. Tre chiese per appena 1500 abitanti, per strada un paio di dozzine di polli e qualche cane un po’ acciaccato.

Lucano ha proclamato patria dei profughi il suo paese natale, mentre mezza Europa tenta di arginare isolare i migranti clandestini imponendo confini sempre più invalicabili.

Nel nostro paese” dice Lucano “accogliamo i rifugiati a braccia aperte”. Oggi a Riace vivono più di 500 migranti, negli ultimi anni quasi un residente su tre  è un immigrato. Nessuno possedeva un permesso di soggiorno o un documento di lavoro valido. Sono giovani uomini dalla Tunisia, dal Senegal ed Eritrea, donne e bambini dalla Siria e Algeria, fuggiti dai paesi di origine a causa della guerra e della povertà.

I rifugiati contribuiscono a ricostruire il paese
“A Riace la solidarietà non è a senso unico”, dice il sindaco Lucano. “Cerchiamo di offrire ai profughi un’altra casa qui, e in cambio essi ci aiutano a tenere in vita questa casa”. I profughi, che altrove sono respinti perché clandestini, a Riace trovano lavoro, s’integrano nel paese e aiutano anche a ricostruire un luogo che 14 anni fa era quasi estinto.

Il paese è collocato in una delle regioni italiane meno sviluppate. Per decenni la gente è scappata da qui, dei 3000 abitanti di una volta, a Riace oggi ne sono rimasti solo 800. Le ultime pizzerie e gelaterie del paese avevano chiuso i battenti. “La nostra amata patria” dice Lucano “era come un malato terminale che attende la sua ultima ora“.

Poi è successo ciò che ancor oggi gli abitanti di Riace considerano un miracolo: la notte del primo luglio del 1998 un’imbarcazione con a bordo 218 curdi approdò sulla nostra costa. Erano in fuga diretti verso la Grecia, ma avevano perso la rotta. Mezzi morti di fame ed esausti per il freddo e la stanchezza, la maggior parte di loro aveva già perso ogni speranza. Lucano si diede da fare affinché i profughi venissero accolti e ospitati dalla gente del posto.

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Con il passare degli anni sono arrivati sempre più rifugiati, e lui si è accorto che avevano ridato vita alla sua città. Lucano ha chiesto un mutuo a favore del Comune, per poter ricostruire le case diroccate del paese e dare un salario ai migranti. Ha chiesto inoltre alla regione Calabria un’autorizzazione speciale per accogliere senza troppi cavilli burocratici i migranti.

Secondo i dati della Croce Rossa Italiana la sistemazione di profughi nei campi di accoglienza in Calabria costa circa 55 euro al giorno pro capite. Riace invece necessita per ogni migrante solo della metà del denaro. “Perché i neoarrivati si ambientano rapidamente” dice Lucano.

La sua ultima invenzione è l’euro di Riace, con cui i migranti, che a volte per ottenere denaro da parte del governo, debbono attendere anche fino a sette mesi, sono in grado di fare acquisti nei negozi del posto con una moneta locale, in modo da procurarsi l’essenziale per sopravvivere . Una volta arrivati i pagamenti pubblici, i negozianti possono convertire le monete locali  con i contanti. I profughi inoltre hanno contribuito in questi ultimi anni al boom economico di Riace. Officine, panifici e parrucchieri hanno ripreso le loro attività. Le arti tradizionali della tessitura e della ceramica hanno ripreso vita e nel frattempo è stata riaperta persino una scuola, dove  i bambini che arrivano qui, assieme ai propri genitori, apprendono le prime nozioni di italiano.

Gli adolescenti hanno bisogno di più tempo, per adattarsi qui”, dice la maestra Emilia, di 51 anni. Molti sono cresciuti in un paese dominato dalla guerra civile e dalle persecuzioni, e conoscono solo la vita della fuga.

Inizialmente gli abitanti temevano di venire spodestati dal proprio paese.
Anche i residenti hanno avuto bisogno di tempo per abituarsi ai molti volti nuovi nel proprio paese. In particolare erano quelli più anziani ad essere scettici.

Oggi i vecchi Riacesi stanno a guardare i ragazzini africani che giocano a pallone sulla piazza del paese. Dalle panetterie che sprigionano profumo di pane fresco proviene musica araba e nei negozi di artigianato, dove vengono prodotti decorazioni e vasellame, lavorano nativi e stranieri, fianco a fianco.

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Tutta questa armonia è una spina nel fianco solo per la ‘ndrangheta. La mafia calabrese, che ha saputo sfruttare per decenni la povertà di Riace, ha tentato fino ad oggi di sabotare la ricostruzione del paese. Poco dopo la rielezione di Lucano a sindaco, nel 2009, i mafiosi gli avvelenarono il cane e crivellarono con una dozzina di colpi le pareti della Trattoria Donna Rosa, dove Lucano era a cena con degli amici. Un paio di giorni dopo però, il sindaco fece affiggere un cartellone su cui si legge ancora oggi a caratteri cubitali: “Riace – città dell’ospitalità”.

Due anni fa, per il suo impegno civile, Lucano è stato premiato con il World Mayor Award [lI premio del miglior Sindaco del mondo ndt]. A Riace lo hanno persino proposto per il premio Nobel per la pace, ma il sindaco replica: “ciò che conta di più è che la vicenda degli abitanti di Riace sia  un modello per tutti ”.

I paesi vicini di Stignano e Caulonia hanno già seguito l’esempio di Riace e ora stanno accogliendo anche loro i rifugiati.

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E nel frattempo il nome Riace arriva anche a Hollywood: nel 2010 il regista Wim Wenders è venuto in Calabria per girare un documentario sul problema dei rifugiati. Ma dopo aver sentito del paese dei rifugiati, ha deciso di raccontare la storia di Riace con una pellicola dal titolo “Il Volo”.

La vera utopia” ha dichiarato Wenders lo stesso anno, in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario della riunificazione delle due Germanie, “Non è stata la caduta del muro di Berlino, ma la convivenza serena della gente di Riace”. In questo paesino senza nessuna attrattiva, tra brulle pareti rocciose e il mormorio del mare ho scorto un mondo migliore.

http://www.ilfattoquotidiano.it/

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* A.A.A. Avviso ai naviganti!

Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Jaques Brel

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* La Luna Piena Blu del 31 Marzo riporta equilibrio nella tua vita e ti fa scoprire l’armonia che c’è in te

Nella serata del 31 marzo potremo godere dello spettacolo offerto da una grande Luna che brillerà dal segno della Bilancia.

Sarà una cosiddetta Bluemoon, ovvero la seconda Luna Piena che si forma in un mese, la seconda di marzo. e sarà l’ultima Luna Blu fino al 2020.

Sappiamo che il plenilunio è sempre un momento fatto apposta per pensare, per scegliere e valutare. Ma stavolta, proprio mentre Sole e Luna si fronteggeranno, un Mercurio incerto (retrogrado) ma anche rumoroso proverà a dire parole sbagliate, a distorcere pensieri e considerazioni, guastando un po’ la qualità dei giudizi.

 

Una Luna Blu accade quando abbiamo due Lune Piene nello stesso mese .

Mentre le Lune Blu  sono piuttosto rare, questa è la seconda Luna Blu per il 2018.

Cadendo il 31 marzo nel segno della Bilancia, la Luna Blu ci fornirà una grande dose di energia lunare con cui lavorare.

Mentre una Luna Blu non è diversa da una Luna Piena normale, avere due Luna Piene nello stesso mese  significa un’opportunità per liberarsi davvero e lasciare andare sotto la vibrazione del mese.

Visto che Marzo è il mese numero 3 dell’anno , sembra che siamo tutti guidati ad attingere a questa energia numero 3 e ad iniziare a rilasciare tutto ciò che ci impedisce di portare questa energia  “3” nelle nostre vite.

Nella numerologia, il numero 3 rappresenta la trinità divina e riguarda il bilanciamento della mente, del corpo e dello spirito. In astrologia, il numero 3 è anche il numero della comunicazione divina e rappresenta l’armonia che si ottiene quando si è in comunicazione con tutti gli aspetti della mente, del corpo e dell’anima.

C’è un grande conforto che arriva imparando a parlare e ad ascoltare te stesso. È solo quando ti sintonizzi e vai dentro che puoi davvero capire quali messaggi e saggezza ti stanno aspettando.

Tutto ciò di cui hai bisogno è già dentro di te e, alla presenza di questa  Luna Blu in Bilancia  , sarai davvero in grado di sbloccare e rilasciare tutto ciò che ti impedisce di sapere chi sei veramente e di accedere alla saggezza innata che vive dentro di te.

Vedendo che questa Luna Piena cade nel segno della Bilancia, sarai anche incoraggiato a pensare a come riportare l’equilibrio nella tua vita.

Se ti senti perso , o hai avuto difficoltà a trovare il tuo equilibrio dall’inizio dell’anno, questa Luna piena ti aiuterà davvero a liberarti di tutto ciò che ti sta allontanando dal centro.

Le lune piene illuminano   e  ci mostrano  sempre le cose in modo che noi  possiamo cancellare il passato e fare spazio per il futuro. Hanno anche un modo per indurci a scavare più a fondo nelle nostre emozioni in modo da poter dare un senso a ciò che ci sta veramente turbando sotto tutto questo.

Se le emozioni emergono attorno alla Luna Piena, sappi che fuoriescono per essere guardate, affrontate e chiarite. Così che potrai ritrovarti in equilibrio e sentirti radicato e centrato sulla direzione della tua vita.

Uno degli strumenti più potenti per il rilascio è il perdono. Quando perdoni te stesso e gli altri, quando ti liberi da qualsiasi colpa e dolore e porti l’accettazione al suo posto, può essere estremamente salutare

Se si manifestano emozioni pesanti e accese come la rabbia, cerca di scavare un po ‘più a fondo e vedere se riesci a scoprire la tristezza che potrebbe persistere dietro le quinte. Spesso la rabbia e altre emozioni riscaldate sono in realtà solo maschere per il dolore e la tristezza.

Vale anche la pena ricordare che Mercurio è retrogrado e molto attivo attorno a questa Luna Piena, quindi essere consapevole di ciò che dici, e seguire davvero il tuo istinto sarà importante.

Mentre il tuo lavoro di guarigione è estremamente potente, specialmente sotto l’influenza di questa  Luna Blu in Bilancia non aver paura di cercare anche un supporto esterno. 

.

I primi mesi dell’anno a volte possono sembrare sconvolgenti quando ci si abitua alle nuove energie e alle nuove vibrazioni, ma seguendo questa Luna Blu, è probabile che tutti noi ci sentiremo un po ‘più a nostro agio e un po’ più equilibrati con ciò deve venire

Questa Luna Blu ci attirerà verso il nostro punto centrale e da qui potremo aprirci alla saggezza che sta dentro.

Questa è una Luna Blu  potente che è qui per aiutarti a bilanciare la tua vita. 

Non aver paura di eliminare le cose che non ti servono più, non aver paura di lasciar andare le emozioni che ti stanno squilibrando, non aver paura di perdonare te stesso e liberati da eventuali oneri o sensi di colpa che potresti portare.

La tua zavorra si sta alleggerendo  e tu ti sentirai rinato e sarai in grado di attingere alla saggezza e ai messaggi che si stanno liberando

 

 

Fonte : http://foreverconscious.com/intuitive-astrology-march-blue-moon-2018

Puoi leggere anche: https://lauracarpi.wordpress.com/2015/05/31/quando-la-luna-piena-e-rosa-o-blu/

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* guardate le stelle invece dei vostri piedi!

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” Guardate le stelle invece dei vostri piedi “

Un famoso scienziato( secondo alcuni fu Bertrand Russel) tenne una volta una conferenza pubblica su un argomento di astronomia.
Egli parlò di come la Terra orbiti intorno al Sole e di come il Sole a sua volta compia una ampia rivoluzione al centro di un immenso aggregato di stelle noto come la nostra galassia.
Al termine della conferenza una piccola signora in fondo alla sala si alzò in piedi e disse:” quello che lei ha raccontato sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga.”
Lo scienziato si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità prima di rispondere:” E su che cosa poggia la tartaruga?” domandò.
“Lei è molto intelligente, giovanotto, davvero molto” disse la vecchia signora” Ma ogni tartaruga poggia su un’altra tartaruga!”
La maggior parte delle persone troverebbe piuttosto fantasiosa questa immagine del nostro universo che poggia su una torre infinita di tartarughe, ma perchè mai noi dovremmo pensare di saperne di più?
Che cosa sappiamo dell’universo e e come lo sappiamo?
Da dove è venuto l’universo e dove sta andando?
L’universo ebbe un inizio e, in tal caso, che cosa c’era prima?
Quale è la natura del tempo? Il tempo avrà mai fine?
Progressi recenti in fisica, resi possibili in parte da fantastiche nuove tecnologie, suggeriscono risposte ad alcune di queste domande che l’uomo si fa da sempre.
Un giorno queste risposte potrebbero sembrarci altrettanto ovvie del fatto che la Terra giri intorno al Sole, o forse altrettanto ridicole di una torre di tartarughe.
Solo il Tempo ( qualunque cosa esso sia) ce lo dirà.”

Così inizia uno dei primi e più famosi libri di divulgazione scientifica, “ A brief History of Time” tradotto in italiano “ Dal Big Bang ai buchi neri “ di Stephen Hawking.

Un libro che apre la mente a inaspettate prospettive e con semplicità e genialità rende possibile a qualsiasi lettore dotato di curiosità di entrare nel mondo della scienza.

Stephen William Hawking era un matematico, fisico e cosmologo britannico, fra i più importanti e conosciuti del mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri. 

Pur essendo condannato all’immobilità dall’atrofia muscolare progressiva, ha occupato la cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge (la stessa che fu di Isaac Newton) per trent’anni, dal 1979 al 30 settembre 2009. È membro della Royal Society, della Royal Society of Arts, della Pontificia Accademia delle Scienze.

Stephen Hawking nasce, come amava ricordare, a 300 anni esatti dalla morte di Galileo Galilei, avvenuta l’8 gennaio 1642, nello stesso anno della nascita di Isaac Newton, e già durante l’infanzia manifesta l’interesse per l’universo, alimentato dalle discussioni con i compagni e gli amici.

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Nei suoi libri esplora i settori più avanzati della fisica teorica, dove la realtà supera spesso la fantasia, e illustra con un linguaggio comprensibile ai profani i principi che governano il nostro mondo e l’intero universo. Insegue la formulazione della Teoria del Tutto, ipotizzata anche dallo stesso Einstein, e analizza le ipotesi ora più conosciute: dalla supergravità alla supersimmetria, dalla teoria quantistica alla M-teoria, dall’olomorfismo alla dualità. E ci conduce con l’immaginazione alle estreme frontiere dell’universo.

Nel suo ultimo libro, The Grand Design, scritto insieme al fisico Leonard Mlodinow, ha elaborato una teoria cosmologica che intende spiegare l’origine dell’universo, il quale, come dichiara lo scienziato in un’intervista sul Times “non è stato creato da Dio”.

“…quindi, quando la gente mi chiede se fu dio a creare l’universo, rispondo che la domanda in sé non ha senso. Il tempo non esisteva prima del big bang, quindi non c’era un tempo in cui dio potesse creare l’universo, è come chiedere indicazioni stradali per il confine della Terra: la Terra è una sfera, non ha i bordi di una tavola, dunque cercarli sarebbe assolutamente inutile. Ciascuno di noi è libero di credere ciò che vuole. Dal mio punto di vista la spiegazione più semplice è che non ci sia alcun dio, nessuno ha creato l’universo e nessuno decide il nostro destino. Questo mi porta a una rivelazione profonda: probabilmente non esiste il paradiso né una vita ultraterrena, abbiamo solo questa vita per apprezzare il grande disegno dell’universo, e io di questa vita sono estremamente grato.”

Scrive Hawking: “Poiché esiste una legge come la gravità, l’universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l’universo, per cui esistiamo noi”.

Anche riguardo al rapporto tra religione e scienza, Hawking sostiene che non siano conciliabili, in quanto come ha dichiarato sul Times: “c’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull’autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona.”

Unire scienza e religione, ragione e fede, è lo scopo che si prefissano i grandi uomini del futuro ed è il solo modo di uscire da una considerazione primitiva della religione e da una scienza insufficiente e parziale.

Solo il Tempo ( qualunque cosa esso sia) ce lo dirà veramente.

Nell’attesa guardiamo il cielo e scopriamo cosa c’è leggendo le considerazioni di Stephen Hawking.

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Provate a dare senso a ciò che vedete e domandatevi cos’è che fa esistere l’universo; siate curiosi; e per quanto difficile la vita possa sembrare, sappiate che c’è sempre qualcosa da poter fare, o nella quale possiate avere successo. Importa solo che voi non vi arrendiate .”

( da non perdere “ L’universo in un guscio di noce” completamente illustrato)

Fonti:

www.ufoonline.it/.

it.wikipedia.org/wiki

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Non solo mimose

Mi piacciono le mimose soprattutto sui loro alberi.  Non mi piacciono i fiori recisi.

Mi piacciono tutte le ricorrenze che riguardano l’Essere. Non mi piace che si celebri un Essere per volta.

Mi piace ricordare chi siamo tutti i giorni. Non mi piace solo un giorno e poi più niente per tutto l’anno.

Mi piace festeggiare Essere tutti insieme nel gruppo Umanità!

L’albero della Mimosa

La Mimosa (Acacia dealbata) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Mimosaceae (Fabaceae secondo la classificazione APG). con foglie pennate di colore verde opaco e frutti a legume, nome comune di alcune varietà di acacia coltivate a scopo ornamentale per le caratteristiche infiorescenze a capolini gialli e vellutati.

La mimosa è un albero ornamentale che a miti temperature si sviluppa molto velocemente, il fiore dalle palline morbide a grappoli gialle è molto delicato e di breve durata, il suo profumo è inconfondibile, proprio al fiore è dovuta la notorietà della mimosa. È una pianta originaria dell’isola di Tasmania in Australia e per le sue meravigliose caratteristiche come pianta ornamentale ha avuto un facile sviluppo in Europa a partire dal XIX secolo dove oggi prospera quasi spontanea.

Nelle sue terre di origine arriva a svilupparsi fino a 30 metri di altezza, mentre da noi non supera i 12 metri. In Italia è molto sviluppata lungo la Riviera ligure in Toscana e in tutto il meridione, ma anche sulle coste dei laghi del nord. È una pianta molto delicata che desidera terreni freschi, ben drenati, tendenzialmente acidi soprattutto per una buona fioritura. Cresce preferibilmente in aree con clima temperato, teme inverni molto rigidi per lungo tempo sotto lo zero che possono provocarne la morte.

Il significato della mimosa per la festa delle donne

La mimosa è simbolo di innocenza, di libertà e nello stesso tempo il suo delicato nasconde forza e vitalità.

L’origine è tutta italiana, quando la partigiana Teresa Mattei decise nel primo dopoguerra di associare un fiore bello, diffuso (poco costoso quindi) e già in fioritura nei giorni intorno all’8 marzo e la scelta ricadde sulla mimosa, come simbolo per la festa della donna.
Si contrappose vincente alla proposta di Luigi Longo (segretario all’epoca del PCI, noto antifascista) che voleva proporre come simbolo per la festa della donna delle violette.
L’idea di trovare un fiore veniva a sua volta dal garofano rosso, simbolo della festa dei lavoratori.
La tradizione della mimosa per l’8 marzo nasce in Italia e resta un simbolo tipicamente solo italiano. l suo dono significa anche che il mondo sarebbe grigio, triste, povero senza la creatività e vitalità femminili.
In Inghilterra, nel secolo scorso, le ragazze meno carine erano solite infilare un fiore d’acacia nell’occhiello della giacca, della camicetta oppure fra i capelli per esibire la loro ideologia.
Diverso significato veniva attribuito alla mimosa dagli indiani d’America; in base ad una vecchia usanza un ramoscello d’acacia era donato da ogni giovane alla ragazza che gli aveva infuocato il cuore.
Il loro aspetto delicato nasconde forza e vitalità; per questo è simbolo di forza e femminilità

La Mimosa nei sogni non è un’immagine così rara.

Dato che nella nostra cultura è associata all’ 8 marzo, festa della donna, il suo essere presente nei pensieri ed nell’immaginazione collettiva, fa sì che compaia facilmente anche nei sogni.
La mimosa, con la sua fioritura precoce, è un anticipo di primavera e la primavera è l’inizio di un nuovo ciclo naturale che nel sogno rimanda ad una nuova fase della vita.
Preparare dei mazzetti di mimosa è partecipare attivamente di questo cambiamento, favorirlo, esserne consapevoli.
Anche Il colore giallo intenso della mimosa nei sogni va considerato, sia per le sue specifiche qualità simboliche, che per il suo associarsi al 3° chackra, ruota di energia legata alla espressione di se’. Alla capacità e possibilità di avere il proprio spazio nel mondo e di realizzarsi.
Sognare la mimosa può essere, allora, un modo per prendere coscienza di se’ e per accedere al proprio potenziale, oltre a mettere in evidenza i doni della femminilità.
Un segnale di successo e di realizzazione dei propri obiettivi.
Uno stratagemma usato dall‘inconscio per “catturare l’attenzione” del sognatore con la bellezza e la grazia della mimosa nei sogni e riconnetterlo al proprio potere personale.

Come conservare al meglio la Mimosa

La mimosa è un fiore molto delicato ed ha purtroppo vita breve. Basta però un piccolo trucco per allungare la vita a questo fiore così primaverile e profumato. Utilizzando una forbice, eliminate tutte le foglie che si sino rovinate e quelle che crescono in basso: Queste infatti marciscono rapidamente perché a contatto con l’acqua del vaso. Riempite il vasetto con dell’acqua tiepida in modo da far fiorire i capolini non ancora aperti e a rendere più soffici quelli già sbocciati. Inoltre tenere il vasetto lontano da fonte di calore altrimenti l’aria secca peggiorerebbe l’aspetto della mimosa.

Altri significati della mimosa

Mimosa: innocenza. pudore, libertà, autonomia, libertà.
Mimosa gialla: stima
Mimosa Rosa: Apprezzamento per la sensibilità della persona.

La Mimosa in cucina

I fiori della mimosa, sono un ottimo ingrediente per fare delle frittelle deliziose, basta aggiungerli e mescolarli ad una pastella fatta con farina, sale, lievito di birra e dopo aver formato delle parti con un cucchiaio, friggerli in olio bollente.

E per fare questa torta
http://ricette.giallozafferano.it/Torta-mimosa.html

Leggi anche:

“Che senso ha scrivere dell’0tt0 marzo”

” Se non ora, quando?”


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La buona notizia del venerdì: Le scarpe di Kenton Lee che crescono con i bambini

“The Shoe that Grows” di Kenton Lee porta molta innovazione al design delle calzature

Nel 2007, Kenton Lee viveva e lavorava a Nairobi, in Kenya, quando ha notato quanti bambini nella comunità erano senza scarpe o indossavano scarpe che non si adattavano ai loro piedi.

Dopo aver lavorato con i bambini in un orfanotrofio dell’AID e aver visto quanto fossero inefficaci le loro calzature, ha parlato con il direttore dell’orfanotrofio che gli ha detto che pur ricevendo donazioni di scarpe dagli Stati Uniti, la maggior parte dei piedi dei bambini cresceva in appena sei mesi .

Nel 2009, Lee ha creato Because International, “un’organizzazione con una nuova voce giovanile e un nuovo messaggio di innovazione per portare un aiuto e una speranza al mondo.”

Poco dopo, la sua organizzazione ha lanciato il suo primo progetto, “The Shoe that Grows“, una scarpa che si adatta a cinque diverse dimensioni e dura per cinque anni.

Realizzate in pelle e gomma compressa (simile a quella di uno pneumatico), le scarpe durano a lungo e aiutano a proteggere i piedi dei bambini dalle malattie e dai parassiti trasmessi dal suolo, un problema che colpisce oltre 2 miliardi di persone in tutto il mondo.

Lee ha detto che l’esperienza all’orfanotrofio lo ha portato ad “aprire gli occhi e il cuore sul fatto che possiamo fare molto meglio con gli aiuti umanitari internazionali”. Crede che l’innovazione sia la chiave per il successo delle aziende a scopo di lucro cercando di migliorare i loro prodotti, l’innovazione è altrettanto importante, se non di più, nel settore umanitario.

A livello globale ci sono 300 milioni di bambini che vivono in condizioni di estrema povertà senza scarpe.

Anche se i bambini nelle comunità in difficoltà ricevono spesso scarpe donate, le superano velocemente o le logorano e rimangono nuovamente senza alcuna protezione dagli elementi.

L’aspetto di design più rivoluzionario di The Shoe that Grows non è solo la sua capacità di resistere a maggiori segni di usura, ma di cambiare le dimensioni in base alle esigenze.

La scarpa è disponibile in due taglie: piccola, adatta ai bambini dalla scuola materna alla quarta, e grande, che si adatta dalla quinta alla nona classe. Attraverso una serie di semplici scatti, la scarpa può essere stretta o allentata per adattarsi alle mutevoli dimensioni.

Dal 2009, The Shoe che Grows si è fatto strada in Kenya, Ecuador, Haiti e Ghana, così come nei paesi visitati dall’organizzazione benefica Hands of Hope.

Le scarpe vengono trasportate e consegnate da organizzazioni partner in tutto il mondo, ma è attraverso le donazioni che arrivano alle comunità che ne hanno più bisogno.

Il modo più semplice per essere coinvolti con l’organizzazione è donare $ 10 USD per aiutare a riempire un borsone con le scarpe. Ogni borsone contiene 50 paia di scarpe e una volta che i borsoni sono pieni, sono fuori dalla loro destinazione.

Se fai parte di un gruppo di volontari, di un gruppo ecclesiastico o di un’impresa che viaggia a livello globale, puoi anche acquistare le scarpe alla rinfusa per distribuirle.

Se sei interessato a collaborare con Why International e The Shoe che cresce, puoi offrirti volontario per un po ‘di tempo,e puoi contattare direttamente Lee per telefono o via email.

Oltre alle scarpe, anche perché International sta iniziando a lavorare al progetto “A Better Bednet” che mira a proteggere le persone dalle malattie trasmesse dalle zanzare come la malaria. L’idea è ancora nelle sue fasi iniziali, ma stanno cercando qualcuno che pensa di poter aiutare.

Se hai qualche suggerimento per diffondere il progetto in rete, Lee e il suo team possono essere contattati qui.

 

Tutte le immagini via Because International

Fonte:

https://www.deejay.it/news/le-scarpe-che-crescono-con-te-lidea-dellanno-dedicata-ai-bambini-di-tutto-il-mondo/430021/