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* La scuola è finita! Una lettera che tutti gli alunni dovrebbero ricevere alla fine della scuola e che insegna a pensare

Cari ragazzi di V,

abbiamo camminato insieme per cinque anni. Per cinque anni abbiamo cercato, insieme, di godere la vita; e per goderla abbiamo cercato di conoscerla, di scoprirne alcuni segreti.

Abbiamo cercato di capire questo nostro magnifico e stranissimo mondo non solo vedendone i lati migliori, ma infilando le dita nelle sue piaghe, infilandole fino in fondo perché volevamo capire se era possibile fare qualcosa, insieme, per sanare le piaghe e rendere il mondo migliore.

Abbiamo cercato di vivere insieme nel modo più felice possibile. È vero che non sempre è stato così, ma ci abbiamo messo tutta la nostra buona volontà. E in fondo in fondo siamo stati felici. Abbiamo vissuto insieme cinque  anni sereni (anche quando borbottavamo) e per cinque anni ci siamo sentiti sangue dello stesso sangue.

Ora dobbiamo salutarci. Io devo salutarvi. Spero che abbiate capito quello che ho sempre cercato di farvi comprendere: non rinunciate mai, e per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad essere voi stessi. Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere. Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o “addomesticare” come vorrebbe.

Ora le nostre strade si dividono. Io riprendo il mio consueto viottolo pieno di gioie e di tante mortificazioni, di parole e di fatti, un viottolo che sembra sempre identico e che non lo è mai. Voi proseguite, la vostra strada è ampia, immensa, luminosa. È vero che mi dispiace non essere con voi, brontolando, imprecando; ma solo perché vorrei essere al vostro fianco per darvi una mano al momento necessario.

D’altra parte voi non ne avete bisogno. Siete capaci di camminare da soli a testa alta, perché nessuno di voi è incapace di farlo. Ricordatevi che mai nessuno potrà bloccarvi se voi non lo volete, nessuno potrà mai distruggervi se voi non lo volete. Perciò avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello sempre in funzione; con l’affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che è già in voi e che deve sempre rimanere in voi, con onestà, onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo, è a voi dovere ridarla; e intelligenza, e ancora intelligenza, e sempre intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire sempre a comprendere, il che significa sempre riuscire  ad amare e… amore, amore.

Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio. Realizzate tutto ciò, e io sarò sempre in voi, con voi.

E ricordatevi: io rimango qui, al solito posto. Ma se qualcuno, qualcosa, vorrà distruggere la vostra libertà, la vostra generosità, la vostra intelligenza, io sono qui, pronto a lottare con voi, pronto a riprendere il cammino insieme, perché voi siete parte di me ed io di voi.

Ciao.


Diventato celeberrimo per aver condotto “Non è mai troppo tardi”, un programma televisivo andato in onda negli anni ‘60 in cui insegnava a leggere e scrivere a 600mila italiani analfabeti, Alberto Manzi era convinto sostenitore della necessità che il sistema scuola dovesse essere capace di cambiare in meglio la società e non limitarsi a integrare lo studente nel mondo del lavoro.

Spero che abbiate capito quello che ho sempre cercato di farvi comprendere: non rinunciate mai, e per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad essere voi stessi. Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere. Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o ‘addomesticare’ come vorrebbe”.

 

Possibile che in più di mezzo secolo si sia fatto davvero così poco? La scuola d’oggi è ancora parecchio lontana da quella idealizzata da Manzi il secolo scorso

https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/la-scuola-e-finita-la-lettera-del-maestro-manzi-che-tutti-gli-alunni-dovrebbero-ricevere/?

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* La buona notizia del venerdì: Compiti delle vacanze : “Riposatevi, divertitevi e pulite spiagge o boschi”.

I compiti per le vacanze assegnati dal Preside di questa scuola

Riposatevi e divertitevi“. Inizia così l’elenco dei compiti per le vacanze estive apparso in una circolare di un preside in un istituto superiore di Settimo Milanese, che ai ragazzi ha raccomandato: “Coltivate amicizie; viaggiate; leggete, guardate film e ascoltate musica; tenete un diario e scrivete e-mail; pulite una spiaggia, un prato, un bosco a partire dalla vostra cameretta; lasciate il cellulare nel ghiaccio. Questi compiti – si legge nella circolare a sua firma, pubblicata anche sul sito della scuola e diventata virale, – non saranno valutati. Saranno loro a valutare voi“.

Il preside di una scuola media di Settimo Milanese ha diramato una circolare con dei compiti davvero speciali per i suoi studenti in vista delle lunghe vacanze estive. Niente quaderni o libri di testo ma tanto riposo e divertimento, con un’attenzione particolare verso l’ambiente.

La circolare di Andrea Bortolotti, preside dell’Istituto comprensivo di Settimo Milanese e professore di storia e filosofia al Liceo Scientifico “Vittorio Veneto” di Milano, è diventata virale e il motivo è molto semplice: si discosta di molto dalle solite circolari scolastiche proponendo agli studenti compiti estivi fuori dagli schemi.

Il documento in 7 punti dà ottimi spunti ai ragazzi consigliando di:

  • divertirsi e riposarsi
  • coltivare nuove amicizie
  • viaggiare (se possibile)
  • ascoltare musica, guardare film, leggere libri o fumetti e parlare con gli amici
  • tenere un diario e scrivere
  • pulire una spiaggia, un prato o un bosco (nei casi disperati va bene iniziare anche dalla propria camera!)
  • dimenticare il cellulare da qualche parte (o meglio nel cestello del ghiaccio!).

In maniera spiritosa ma molto chiara, il preside è riuscito a far passare una serie di messaggi importanti ai suoi ragazzi. L’estate è l’occasione perfetta per ricaricarsi facendo attività che danno soddisfazione e fanno riacquistare energie ed entusiasmo dopo un lungo anno scolastico. E’ l’occasione poi di staccare un po’ dalla tecnologia, ritrovando il contatto con i propri amici.

Non bisogna dimenticare però anche di fare qualcosa per l’ambiente, ecco allora che si consiglia di dare il proprio piccolo ma prezioso contributo pulendo una spiaggia o un prato.

Detti compiti non saranno valutati. Saranno loro a valutare voi” conclude l’insegnante che si augura che i suoi consigli saranno seguiti “nel tempo della vacanza che non è quello della scuola”.

A diffondere il documento, diventato poi virale è stato un utente sul gruppo Facebook “Basta compiti!“, che però si chiede se davvero gli studenti non avranno altri compiti estivi di tipo più tradizionale da svolgere.

Anni fa era diventata virale una notizia simile. Il maestro di scuola elementare Paolo Limonta aveva dato compiti speciali per le vacanze di Pasqua: leggere un libro, guardare almeno un film, ricordarsi un episodio carino da raccontare in classe ed essere felici!

Insegnanti fuori dagli schemi e “avanti” o visionari?

Il dibattito su cosa dovrebbero fare i ragazzi nel tempo libero che hanno durante le vacanze rimane aperto tra chi ritiene importante che studino anche in estate e chi invece crede che questo sia il momento più adatto per dedicarsi ad altre attività, non per forza di minore importanza: praticare i propri hobby, stare con gli amici e, perché no, dare una mano per rendere il mondo un po’ più pulito!

https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/compiti-vacanze-preside/?fbclid=IwAR1flmCDqrtEjSfSMIz_hw140Ju_OJh4umspGMwaBjTiU-udTTOx6vl6i8U

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sardegna-compiti-delle-vacanze-cancellati-sindaco-1270239.html

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* La buona notizia del venerdì: Sono nati i GAP gruppi artigiani di pronto intervento! Della serie educhiamo al rispetto responsabile dell’ambiente…con l’esempio!

Cittadini auto-organizzati, adesso riparano anche fontane e scalinate. Nasce il pronto intervento dei volontari: arrivano con scope, pinze e pennelli… 

Ma il fenomeno di questa nuova forma di partecipazione alla vita pubblica sta dilagando in tutta Italia, da Bolzano a Catania.

Si potrebbe chiamare, in modo provocatorio, il Partito del senso civico e della solidarietà

Sono i Gruppi Artigiani di Pronto intervento!

Seguiteli, di loro si parlerà a lungo, e conteranno sempre di più.

Se vi convincono, a prescindere da qualsiasi simpatia politica, fatevi coinvolgere in modo attivo: partecipate.

Sono i gruppi di cittadini auto-organizzati che, da Bolzano a Catania, da Nord a Sud, si stanno moltiplicando a macchia d’olio in tutta Italia.

Che cosa fanno? Di tutto e di più. 

Puliscono strade, riparano monumenti, piantano alberi, curano spazi comuni, dagli orti a un giardino.

 

Il loro vero e unico partito si chiama Senso civico e solidarietà. .

Il curioso e attento giornalista Vladimiro Polchi, per esempio, ha scoperto, e raccontato sulle pagine del quotidiano La Repubblica , un gruppo di cittadini auto-organizzati che si è formato a Roma, nella ormai capitale del degrado accumulato per decenni di incuria e di abbandono della più elementare manutenzione urbana.

I cittadini auto-organizzati scovati da Polchi, si sono anche loro auto-battezzati, in una versione pop della partecipazione attiva alla vita della propria città, GAP.

E sono all’opera come una sorta di «banda» (ovviamente si tratta di una evidente provocazione) Scendono in strada. In assoluto anonimato, armati solo di scope, attrezzi da lavori fai-da-te, pennelli per fare pulizia: così riparano fontane (per esempio lo hanno fatto nel parco della Scuola Principe di Piemonte), oppure puliscono scale e marciapiedi insozzati dai turisti incivili, in compagnia dei cittadini incivili.

Questa prassi, ripeto, è una novità radicale che sta montando in Italia, perfettamente in linea con tutta la filosofia di Non sprecare, con i nuovi stili di vita che noi invochiamo, con una nuova forma di cittadinanza consapevole che sta prendendo una consistenza molto interessante, tutta da incentivare.

Lo abbiamo visto con gli alberi.

Laddove non ci riesce ( ? ) il comune, arriva il pronto intervento di decine di associazioni che, città per città, quartiere per quartiere, strada per strada, hanno costituito associazione e piccoli gruppi per tenere in ordine le aiuole o per piantare e curare alberi altrimenti destinati a scomparire o, peggio, a fare danni gravissimi, anche mortali, venendo giù come dei massi in una giornata di pioggia e di vento.

A Roma

Tra le richieste dei gruppi di cittadini auto-organizzati ve ne segnalo una che andrebbe messa ben in evidenza da qualsiasi amministrazione comunale, o da qualsiasi associazione di rappresentanza, da un partito (ma dove sono?) o da un sindacato.

Ovvero la richiesta di non essere intralciati dalla burocrazia.

Già, e qui si torna all’anonima azione dei gruppi artigiani di pronto intervento a Roma, almeno le amministrazioni locali, dai comuni alle circoscrizioni, potrebbero fare in modo che pulire una fontana, piantare un albero, sistemare un’aiuola, non diventino dei calvari tra le sabbie mobili di permessi, autorizzazioni, carte da compilare online o peggio, a livello cartaceo.

Ecco, i gruppi di cittadini auto-organizzati dicono anche questo: Aiutateci a fare e non mettete i bastoni tra le ruote al nostro ritrovato senso civico.

E accompagnare, incentivare, assecondare, l’attività dei gruppi di cittadini auto-organizzati, non significa, attenzione, che il comune o la circoscrizione debbano abdicare al loro ruolo e trasferire la manutenzione di interi quartieri a residenti generosi e audaci.

Ma significa provare a realizzare qualcosa di utile, per tutti, condividendo azione e responsabilità, efficienza e trasparenza.

A Roma opera anche con costante presenza il gruppo SORTE ( solidarietà romana sul territorio)

E’ una associazione di promozione sociale, senza scopo di lucro, nata per contribuire attivamente a migliorare ciò che ci circonda.

“*Promuoviamo il rispetto per l’ambiente attraverso azioni di recupero e riqualificazione degli spazi pubblici.* Distribuiamo alimenti e generi di conforto alle persone senza fissa dimora.* Aiutiamo le famiglie in difficoltà fornendo loro differenti forme di sostegno economico.* Favoriamo l’inclusione sociale di ragazzi affetti da autismo attraverso lo sport di squadra.* Realizziamo un vero e proprio riciclo solidale per dare nuova vita ad oggetti di uso quotidiano.

Della serie educhiamo al rispetto responsabile dell’ambiente… con l’esempio!

LEGGI ANCHE: Piantare e adottare gli alberi, l’ultima moda di cittadini che amano il verde. E fanno i giardinieri urbani (foto)

www.nonsprecare.it
Solidarietà Romana sul Territorio SORTE

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* Luna Nuova in Gemelli: Felicità, Verità, Amore nel vostro cammino

 

 

La Luna nuova è il punto zero, la massima espressione della forza creativa dell’uomo, il suo esame nel campo.

Questo ciclo terminerà con la Luna piena in Gemelli (dicembre 2019), importante perchè sorge e cala nella forza dei solstizi e in un certo modo quello che inizieremo in questo momento porterà i suoi frutti verso la fine dell’anno.

Non cercate altrove la vostra felicità. Siete nati dove volevate essere e avete quello che avete scelto di avere. Perchè allora siete infelici? La ragione è nel non avere consapevolezza di questa volontà, superiore al piano della personalità che si sviluppa nell’illusione che tenta di governare questo mondo.

La mente ha un punto di luce che si affievolisce se non è ascoltata per le interferenze delle ***lateralità*** che si interpongono e manipolano il cammino.

Ritornate nel punto di luce del suo ascolto e ricominciate a camminare il vostro cammino.

Siate felici nel dove e nel quanto perchè siete nella vostra capacità di Essere.

Stare nella verità del momento, imparare ad apprezzare e giocare con la dualità in cui siamo immersi.. il gioco sta nel raggiungere una totale accettazione delle cose per ció che sono, perchè è il primo passo verso l’abbracciare l’esistenza completamente sapendo che ogni istante è l’ultimo in quel modo, domani è molto incerto, ieri non esiste più,

ORA qui e oggi fai la differenza.

Il gioco vuole anche portarti al non attaccamento visto che la realtà è mutevole e continuamente cambia e tu con lei.

Gioca al gioco dell’unità.. ogni volta che accetti unisci, ogni volta che lasci andare accetti, ogni volta che ami ció che cè ritrovi il tuo potere sapendo che non tutto dipende solo da te, perchè le storie di tutti s’intrecciano in un disegno immenso e misterioso che ci permette di compiere il nostro progetto di cui non sappiamo molto.

Sdrammatizza, sii leggero, sei un piccolo puntino infinitesimale nell’Universo e se prendi tutto così di petto e personale rischi di perderti nella densità, nelle proiezioni, nelle supposizioni…. sei una cellula che è parte di un organismo immenso che nemmeno abbiamo la consapevolezza di che forma abbia se mai ne avesse una.

Possiamo fare del nostro meglio nel nostro piccolo è così saremo attivi contribuenti del viaggio dell’amore nell’esistenza.

La verità è molto più semplice di ció che pensiamo. La verità libera insieme alla sua accettazione…. la verità alleggerisce e ti connette all’amore.

 

Buon novilunio❤️

https://www.facebook.com/semidiluceblu/posts/2166192383436244

Energia Maya

https://energiamaya.org/2019/06/03/la-felicita/?fbclid=IwAR1-ifmOSy91SAEZhRN_rbB7fug8Gq0_KzeTzhtlFJAcjNORbWiU14N2J5I

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* La buona notizia del venerdì: Bokbåten è la nave biblioteca che trasporta libri di isola in isola …

Succede in Svezia !

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Bokbåten, la nave biblioteca è un’istituzione in Svezia, dal 1953 gira le isole dell’arcipelago di Stoccolma consegnando libri agli isolani

Si chama Bokbåten in svedese, ed è una vera e propria nave biblioteca che dal 1953 porta più di 3.000 volumi agli abitanti dello sterminato arcipelago che circonda la capitale.

Un’istituzione storica e amatissima dagli isolani, che amano non essere costretti a recarsi sulla terraferma per prendere in prestito i libri.

Al largo di Stoccolma, in Svezia, si estende un infinito arcipelago di isole di tutte le dimensioni, più di 24.000 in totale.

Molte di queste isole sono poco più che scogli, altre sono abitate per lo più da villeggianti estivi. Per tanti abitanti è necessario andare fino alla terraferma per svolgere commissioni quotidiane, perché non tutte le isole dispongono dei servizi necessari. Molti ragazzi vi frequentano solo le scuole dell’obbligo, per poi andare sulla terraferma per l’istruzione superiore o il lavoro.

Per questo, avere una biblioteca galleggiante su cui prendere in prestito i libri è una vera manna dal cielo, per grandi e piccini.

La prima bokbåten è salpata dal porto di Stoccolma nel 1953, ed è diventata per la maggior parte degli isolani l’unica via di accesso ai libri in tutta comodità. A bordo ospita più di 3000 volumi, con un catalogo in costante aggiornamento per poter offrire ai cittadini i titoli più rilevanti a livello nazionale e internazionale. Non appena la nave biblioteca attracca nel porto di un’isola, gli abitanti hanno circa un’ora e mezza per salire a bordo e prendere in prestito i titoli di loro interesse, con l’aiuto di un piccolo staff di bibliotecari volontari.

Ogni isola ha la sua tessera bibliotecaria apposita, e – per la gioia di tutti – non ci sono multe per chi restituisce i libri in ritardo.

Visti i climi rigidi della Scandinavia, la bokbåten non può circolare 365 giorni l’anno, e si ferma durante i mesi invernali durante i quali la superficie del mare è troppo ghiacciata per poter navigare. I libri vengono dunque scaricati e immagazzinati nella biblioteca comunale di Norrtälje, in attesa di riprendere il mare nella primavera successiva.

 

succede in Svezia !

https://libreriamo.it/libri/bokbaten-nave-biblioteca-che-trasporta-libri-in-svezia/?fbclid=IwAR3H3ETaiuBdlfmz_8QrDoregsFD8AGiaV5xTZULJkMzyY4BCrgVfDE4bo4

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* La buona notizia del venerdì: E se bastasse un libro adatto per guarire i mali dello spirito?

 

La “Piccola Farmacia Letteraria” propone soluzioni letterarie per problemi reali. Come in una vera farmacia, i libri hanno un foglietto illustrativo con indicazioni, posologia ed effetti collaterali divisi in più di 60 categorie tra stati d’animo e malanni fisici… –

Sei triste? Sei appena uscito una storia d’amore disastrosa? Devi superare un momento difficile? Ora la cura la trovi nella nuova libreria La Piccola Farmacia Letteraria“

Così si presenta il negozio che ha aperto a Firenze, nel quartiere di Gavinana, in via di Ripoli 7/R. Lo spazio è piccolo, 40 metri quadri circa, ma i progetti sono ambiziosi, come racconta la titolare, Elena Molini: 

La Piccola Farmacia Letteraria “propone soluzioni letterarie per problemi reali. Come in una vera farmacia, i libri hanno un foglietto illustrativo con indicazioni, posologia ed effetti collaterali divisi in più di 60 categorie tra stati d’animo e malanni fisici”.

Nella libreria è possibile trovare un raffinato catalogo di testi, ma qualsiasi titolo può essere ordinato telefonicamente o tramite i social, ed essere consegnato a casa.

La Piccola Farmacia Letteraria si diverte a offrire ai propri lettori offerte, promozioni e alcuni giochi per incentivare la lettura, come l’usato garantito, per cui se entro un mese il cliente riporta un libro in ottime condizioni potrà usufruire di sconti su altri testi (e il libro vecchio verrà rimesso in vendita con un prezzo inferiore).

O come il gioco dell’oca, per cui per ogni libro acquistato ne vengono suggeriti altri tre, da cercare tra gli scaffali in base a cosa è piaciuto: ambientazione, genere, autore. “Funziona come un algoritmo di quelli che usa Amazon per consigliare altri acquisti, ma questo è fatto da una persona

E se dopo aver scelto il vostro libro-medicina avete voglia di fermarvi a leggerlo sorseggiando una tazza di tè o una cioccolata calda, proprio accanto alla libreria, in collaborazione con la Caffetteria OZ, c’è anche un piccolo spazio bar.

 

succede a Firenze…

https://www.illibraio.it/piccola-farmacia-letteraria-942972/?fbclid=IwAR2clWSaE9b1_0RetrBREX6y5QKQZgEH3ZD0as1xw52Z-sPDs1Gw74MuUzM

succede a Roma…

https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/05/17/news/roma_a_vitinia_dove_i_frigoriferi_hanno_una_seconda_vita_da_biblioteche_di_strada-226520402/?fbclid=IwAR16MNiSUKMJvBmBK8sCIhm2UMk4TrzeQxI8Nhbnpu_lm4-PPeVImlnnuaQ

 

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* Buone notizie e cattive notizie! Giudizi e pregiudizi!

Ci sono tanti pregiudizi sulle buone notizie.

L’importanza della musica nella creatività

Da dove arrivano?
Sostanzialmente da sei miti che si sono creati e che ora vorrei sfatare con voi.

* Le notizie positive creano un senso di finta sicurezza nel mondo.
Lo scopo delle good news non è affatto di rassicurare il lettore. Non è un “stai tranquillo che va tutto bene”. Questo non sarebbe utile e tantomeno reale. Il loro scopo, invece, è di mostrare una soluzione ai problemi esistenti e mostrare cosa è possibile realizzare. Pubblicare storie di chi ce l’ha fatta stimola all’emulazione, speranza e incrementa la consapevolezza del proprio potenziale. (Attenzione perché anche le cattive notizie favoriscono l’emulazione)

* Le notizie positive sono frivole.
Dipende dalla notizia. Se ci riferiamo al gattino salvato da un albero posso anche essere d’accordo, ma queste sono news di colore non costruttive. A meno che non si racconti la tecnica per far scendere il gattino o di un’associazione impegnata in questo. Quello che fanno le vere good news è di raccontare storie di innovazione, iniziative, progresso, soluzioni, costruzione della pace, aspetti positivi della società. Valori che è un bene portare avanti.

* Le notizie positive ci rendono passivi.
Ciò su cui portiamo attenzione si amplifica. Quindi se porto il focus sulle notizie positive il risultato sarà che alimento emozioni positive dentro di me. Questo mi rende certamente una persona più motivata a fare qualcosa, a contribuire al mondo. Non sono senza speranze ma osservo una realtà che fa concretamente. Sto parlando di emozioni come gioia, interesse, felicità e speranza. Tutti stati emozionali che contribuiscono al nostro benessere come afferma il prof. Martin Seligman, padre della Psicologia Positiva.

* Le notizie positive sono l’opposto delle notizie negative.
Non stiamo parlando di due poli estremi, stiamo piuttosto parlando di due piatti della bilancia. Nel giornalismo costruttivo, positivo e negativo collaborano e coesistono con un unico obiettivo: mostrare la realtà in tutti i suoi aspetti favorendo il dialogo verso le soluzioni ai problemi.

* Le notizie positive non sono importanti quanto le notizie negative.
Un giornalismo costruttivo bilancia i media. E’ proprio lo scompenso a favore del negativo che causa effetti devastanti sulle persone e sulla società: ansia, senso di abbandono, ostilità, indifferenza, paura e rifiuto. Talvolta anche rifiuto delle notizie stesse.

* Le notizie positive sono inapropriate quando si tratta di raccontare le cose terribili che accadono nel mondo.
La deontologia del giornalista dice che occorre raccontare la realtà. E quale realtà è fatta solo di aspetti negativi? Sarebbe un’assurdità, non credete? Dovere del giornalista è raccontare i fallimenti come i successi, le forze come le debolezze, le eccellenze umane come gli scandali e la corruzione, le soluzioni come i problemi e il progresso come la recessione.

#giornalismocostruttivo

https://www.facebook.com/AssuntaCorboOfficial/posts/2178404548921453

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*La buona notizia del venerdì:Nel cervello umano nascono nuovi neuroni (anche fino a 90 anni)

Studiate le cellule nervose di 58 persone: la capacità rigenerativa si mantiene fino a tarda età nelle persone sane !

Il cervello umano continua a rigenerarsi e a produrre neuroni almeno fino ai 90 anni, in particolare nel centro della memoria, l’ippocampo.

Così è stato dimostrato nelle analisi condotte su campioni prelevati da 58 persone decedute che hanno evidenziato la presenza di migliaia di nuove cellule nervose in via di maturazione.

Questa capacità rigenerativa si mantiene fino a tarda età nelle persone sane, mentre appare ridotta nei malati di Alzheimer: proprio il suo blocco potrebbe essere alla base della perdita di memoria. A indicarlo è uno studio pubblicato su Nature Medicine dai ricercatori del Centro di biologia molecolare «Severo Ochoa» di Madrid.


Questi risultati riaccendono un lungo dibattito iniziato nel 1998, quando i ricercatori californiani del Salk Institute annunciarono per la prima volta che la formazione di nuovi neuroni nel cervello adulto, fino ad allora osservata su roditori e primati, era presente anche nell’uomo. Da allora si sono susseguiti molti studi contrastanti, fino a una ricerca pubblicata su Nature nel marzo 2018 dove il gruppo coordinato da Alvarez-Buylla dell’Università della California sembrava smentire la possibilità di rigenerazione negli adulti. 

Ma appena un mese dopo, sulla rivista Cell Stem Cell è comparso uno studio opposto, che confermava l’ipotesi che il cervello non invecchia e continua a creare neuroni (anche se neuroplasticità e vascolarizzazione risultavano minori durante la terza età).

Si era stimato che i neuroni sostituiti ogni giorno fossero circa 700 indipendentemente dall’età.

Insomma, l’argomento in letteratura scientifica è ancora largamente dibattuto.

«C’è una vera battaglia in atto – spiega Marco Canossa dell’Istituto europeo per le ricerche sul cervello (Ebri) – ma il fatto che questo nuovo studio dimostri la presenza di neurogenesi adulta negli umani è una buona notizia, soprattutto per le implicazioni che potrà avere sullo studio delle malattie neurodegenerative»

 

Un futuro di terapie per l’Alzheimer?

Maria Llorens-Martin dell’Università Autonoma di Madrid che ha condotto il lavoro ha spiegato all’Ansa:

«Nel cosiddetto “giro dentato” (una piccola porzione dell’ippocampo (dove già la neurogenesi era stata documentata in passato nei roditori) abbiamo identificato un’abbondante popolazione di neuroni immaturi (quindi di nuova formazione) che esibivano un grado variabile di maturazione. Inoltre abbiamo dimostrato che la neurogenesi è drammaticamente ridotta nel cervello dei pazienti con Alzheimer». «Qualora divenissimo capaci di rilevare la neurogenesi con metodi non invasivi – annuncia la ricercatrice – potremmo sfruttare tale processo come un importante biomarcatore per seguire la progressione della malattia di Alzheimer nei pazienti. Inoltre se i nuovi neuroni prodotti con la neurogenesi risultassero implicati nella memoria, sviluppare dei metodi per stimolare la neurogenesi (per ora testata solo nei roditori) potrebbe avere importanti implicazioni terapeutiche».

Ma quali sono le condizioni perché il processo di rigenerazione avanzi correttamente?

Uno stile di vita sano, un ambiente stimolante, interazioni sociali ed esercizio che mantengano la mente “in forma” attraverso l’apprendimento continuo.

Sappiamo infatti che la neurogenesi è favorita da questi fattori importanti: cambiamenti che tutte le persone possono introdurre per mantenersi in buona salute (fisica e mentale) nella vecchiaia.

Il rapporto Istat sui “Centenari d’Italia”: in 14.456 hanno varcato il secolo, ma nessuno è nato nel XIX. In 6mila hanno superato i 105 anni, il 90% sono donne

” a qualcuno dovrò pure ispirarmi… “diceva Woody Allen

https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/19_marzo_25/nel-cervello-umano-nascono-nuovi-neuroni-anche-fino-90-anni-62b8d03a-4f13-11e9-ad2b-d4651f1d6fda.shtml

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* La buona notizia del venerdì: Milano, 7mila piante di marijuana in regalo: “Io non sono una droga”

 

L’iniziativa, nata per promuovere la Hemp Fest (la prima fiera internazionale dedicata alla Canapa di Milano e una tra le più importanti in Europa,  in programma nel weekend del 3-5 maggio 2019 presso gli East End Studios di via Mecenate), ha visto donare a migliaia di passanti una piccola pianta di Cannabis sativa (L.), ovvero cannabis light.

Sulle piante fornite da MECANNABIS, startup italiana di Cannabis light, oltre all’adesivo 4.20 Hemp Fest, campeggiava la scritta NON SONO UNA DROGA, un claim pensato per sottolineare la versatilità della canapa e i suoi molteplici utilizzi legali e una dicitura che ne attesta la provenienza e la legalità del prodotto in base alla L. 242/2016.

Abbiamo regalato queste piante sperando che la gente continui a farle crescere a casa – dichiara Marco Russo, fondatore e organizzatore del 4.20 Hemp Fest. A chi le prende chiediamo anche di postare una foto sui propri social preferiti, così da rilanciare e diffondere la cultura della canapa come pianta utile e dai mille utilizzi. Abbiamo inoltre pensato a un claim forte quale ‘NON SONO UNA DROGA’ per diper diffondere una più precisa e puntuale informazione su questa pianta”.

Nelle altre immagini della campagna è la pianta stessa a parlare: 

IO POSSO ESSERE ALIMENTO, CARTA O FARMACO’, uno slogan che vuole sottolineare la versatilità della canapa.

Proprio come sarà possibile toccare con mano alla fiera, che accoglierà 150 espositori da tutto il mondo,  per presentare tutte le varie sfaccettature di questo mondo, dalla coltivazione ai tessuti, dai cosmetici agli alimenti e bevande

L’operazione è andata molto bene – hanno commentato gli organizzatori – e le piantine sono andate letteralmente a ruba. L’attività di distribuzione delle piantine di Cannabis Light è stata accompagnata dalla campagna di comunicazione promossa in città, incentrata sullo slogan ‘Io non sono una droga’. Questo claim e gli altri slogan sono stati ideati per spiegare i molteplici utilizzi di questa pianta e servono sicuramente a diffondere un messaggio chiaro e forte sulle proprietà e sulla grande utilità della canapa”. 

Gli organizzatori del festival, in risposta alle polemiche ,sottolineano che si tratta già della terza edizione della rassegna, ritengono però che a essere tradito sia stato il loro messaggio, sulla base di “pregiudizi che impediscono al Paese di sviluppare la filiera produttiva agro – industriale incentivata e promossa dalla legge 242 del 2016 che, in pochi anni, ha già dimostrato di avere i numeri e le potenzialità per competere nel mercato globale”.

Proprio per questo motivo – spiegano – abbiamo scelto, tra i vari claims promozionali dell’evento, anche lo slogan ‘Io non sono una droga’ perchè la canapa è una pianta industriale dalle molteplici applicazioni che non ha niente a che vedere con la droga. Nessun ‘messaggio devastante’, bensì la semplice realtà dei fatti, suffragata dalla legge e confermata dalla dottrina e dalla giurisprudenza”.

Protagonista del festival, precisano, è “la canapa sativa, proveniente da varietà certificate e con valori di THC (uno dei principali cannabinoidi presenti nella pianta, ndr) inferiori ai limiti di legge, cioè per definizione normativa non una droga”.

 

 

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* La buona notizia del venerdì: Al circo con gli animali…ma sono ologrammi!

Non ci sono gabbie, ma ci sono animali che saltano nel cerchio infuocato, fanno acrobazie e giocano con la pallina.

La magia si chiama Roncalli circus, il primo circo tedesco dove gli animali sono ologrammi!

Già da un anno, il circo tedesco ha detto addio agli animali, ma c’è da dire che, anche prima, il Roncalli aveva in pista solo un pony e un cavallo, per cui era già annoverato tra le strutture circensi virtuose.

Anche il circo è mosso dalle tendenze socio-culturali ed è ora il momento anche per il Circo Roncalli di seguirle”, dice Bernhard Paul, direttore e fondatore.

Finalmente, qualcuno l’ha capito. Siamo stufi di vedere animali sedati, maltrattati e rinchiusi in minuscole gabbie, lontano dal proprio habitat naturale.

Vi avevamo già parlato di un altro circo senza animali, quello di André-Joseph Bouglione, un ex domatore e direttore del circo Joseph Bouglione, che da circa un anno si è trasformato nell’Ecocirque.

Una decisione che Bouglione ha preso assieme alla moglie Sandrine, anche lei ex domatrice, perché stanco di vedere la sofferenza degli animali.

Nel Roncalli circus, invece, gli animali sono sostituiti da ologrammi, grazie a 11 proiettori, agli spettatori sembra di vedere tigri, elefanti e tanto altro.

Niente più animali in un complesso che vuole essere innovativo ma vuole mantenere l’etichetta di Circo tradizionale con un fascino dei tempi che furono. Il circo si chiama Circustheater Roncalli, sperando di poter continuare ad assistere ad uno spettacolo circense”, continua il direttore.

Il circo era stato fondato nel 1976 ed è stato anche il primo circo ad esibirsi nella Germania dell’ovest.

Ma non finisce qui, perché tra i prossimi obiettivi c’è anche quello di diventare plastic free, insomma un circo che ci piace tantissimo!

Le notizie che riguardano il ricorso alla tecnologia nell’entertainment come valida sostituta degli animali in carne e ossa, del resto, non sono una novità: l’Ocean Odyssey del principe arabo Khaled bin Alwaleed, ovvero il primo acquario senza pesci dove lo spettacolo lo fanno video, suoni e 3D, ne è un esempio significativo.

Non solo, anche il cinema, la più grande macchina per l’intrattenimento, si è evoluta in questo senso: due anni fa è uscito nelle sale l’ultimo remake (targato Disney) del capolavoro di Kipling, Il libro della giungla, live action in cui ad affiancare il piccolo Mowgli nella sua avventura per diventare uomo, c’erano attori in tute mo-cap in posa da animale per simulare Baloo, Bagheera e tutti gli altri personaggi animali.

E che dire del dolcissimo Okja, il super maiale protagonista dell’omonimo film del regista Bong Joon-Ho? Anche in questo caso l’enorme bestiola è frutto di un accurato lavoro di computer grafica.

https://www.greenme.it/informarsi/animali/29290-circo-ologrammi-animali?fbclid=IwAR1z4rAR-CvDMmaUGzFrP1jHG5bnSf8c3PiLOw9aVviYdICWRZ-s6l0WLWY