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13 novembre: la Giornata Mondiale della Gentilezza richiama i valori dell’umanità

 

Il 13 novembre in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata da una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta in Italia dal 2000.

 

Una professoressa educa alla gentilezza i suoi alunni: “Sii gentile, sempre”

La docente che insegna ed educa i suoi ragazzi ad essere gentili verso il prossimo.

L’iniziativa comprende lezioni, show e tante emozioni.

Insegnare ai bambini ad essere gentili verso il prossimo è importante. Una persona gentile ha dei sentimenti importanti come l’onestà, l’altruismo, la generosità e l’empatia verso il prossimo. Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università della California, ha dimostrato come la vita dei bambini, dei pre-adolescenti, che compiono azioni gentili verso il prossimo, può cambiare in meglio.

Con dei semplici gesti gentili si può sia migliorare la vita di chi li fa e sia di chi li riceve. Per questo è importante incoraggiare le attività legate alla pro-socialità per avere effetti a catena ed aumentare la felicità e la popolarità di chi fa azioni gentili.

Quello che ha fatto una professoressa nel trevigiano con i suoi studenti è in linea con lo studio americano. La docente crede che, accanto al compito istituzionale, la scuola deve educare gli studenti ai sentimenti.

La professoressa che educa alla gentilezza ed ai sentimenti: “Ragazzine in gruppo che non si preoccupano se una loro compagna di classe rimane sola”

La professoressa Mara Pillon, 54 anni ed insegnate di italiano alla scuola media Marco Polo di Silea ha deciso di insegnare la gentilezza ai suoi alunni.

Osservando i suoi studenti si è accorta della loro indifferenza verso i compagni più “deboli”: “Li osservo da anni a ricreazione. Ragazzine in gruppo che non si preoccupano se una loro compagna di classe rimane sola. Ragazzi senza merenda costretti a rubarla ad altri con prepotenza, perché a nessuno viene in mente di condividere”.

Ha deciso così di insegnare la gentilezza a 19 alunni di età compresa tra gli 11 ed i 12 anni. Vuole insegnare, ai suoi alunni, a guardarsi intorno, osservare le persone ed a cercare di capirle.

É partito tutto da una frase del teologo Ian Maclaren e riportata nel libro di R.J. Palacio “Wonder”:

“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre”.

Per un mese le sei ore di lezione alla settimana di italiano sono state utilizzate solo per imparare la gentilezza, come riportato da Il Napolista. Dopo varie riflessioni ed attività legate alla gentilezza, gli alunni hanno invitato gli studenti di prima e seconda media dell’istituto, in aula magna, per condividere le loro esperienze.

Hanno iniziato a leggere loro degli articoli nei quali si spiega come una persona non nasce gentile ma lo può diventare. Si è passati ad analizzare il testo letterario di Dante “Tanto gentile e tanto onesta pare“, per sottolineare come la gentilezza non rende belle le persone fuori ma belle dentro e quindi nobili d’animo.

Inoltre hanno sottolineato come la gentilezza sia una forma di rispetto verso se stessi e verso l’ambiente che ci circonda: “per pulire il nostro pianeta bisogna essere puliti dentro. La coerenza tra il dentro e il fuori è essenziale e si riflette nel nostro comportamento“, come riportato dal sito dell’Istituto.

Successivamente è stata raccontata un’attività che si è volta in classe. Gli alunni hanno annotato sul diario scolastico per una settimana le gentilezze ricevute e nella settimana seguente quelle donate agli altri.

Alla fine si sono accorti che le gentilezze ricevute sono state tante ma spesso non vengono riconosciute o le diamo per scontate.

Inoltre hanno usato un lenzuolo bianco dove al centro hanno scritto: “GENTILEZZA MAGIA CONTAGIOSA“. Nel restante spazio sono stati attaccati dei fili di lana colorata, ai quali sono state pinzate moltissime frasi significative riportate su alcuni cartoncini colorati.

Infine è stato raccontato in breve la trama del libro Wonder e sono state create delle scenette teatrali. Si sono ripresi i momenti di vita scolastica nella ricreazione come la condivisione della merenda, l’inclusione, l’aiuto e, appunto, la gentilezza.L’attività è stata presentata anche ai genitori che hanno gradito molto l’iniziativa.

La professoressa Pillon ha dichiarato: “Adesso questi 19 studenti sono i messaggeri della gentilezza. Sono chiamati a mettere in pratica ciò che hanno studiato, saranno loro all’interno dell’istituto a consigliare gli altri di fare altrettanto. Spero che il progetto sia esteso anche ad altre classi”.

la gentilezza un valore che va trasmesso a scuola”

Cortesia, altruismo, solidarietà tra compagni di classe. Sono i valori che vogliamo trasmettere a #scuola. I nostri ragazzi devono infatti sentirsi parte integrante di una grande famiglia, di una comunità.

È quello che accade all’Istituto ‘Marco Polo’ di Silea, in provincia di Treviso, dove la docente di italiano Mara Pillon ha introdotto Condiviuna “nuova materia”: la #gentilezza. Con la sua bellezza e la sua semplicità ci ricorda quanto sia fondamentale, ogni giorno, il ruolo della scuola nella vita dei nostri ragazzi”.

 

«La gentilezza ci consente di allentare le continue difficoltà della vita, le nostre e quelle degli altri, di essere aperti agli stati d’animo e alla sensibilità degli altri, di interpretare le richieste di aiuto che giungano non tanto dalle parole quanto dagli sguardi e dai volti degli altri: familiari, o sconosciuti. La gentilezza è un fare e un rifare leggera la vita, ferita continuamente dalla indifferenza e dalla noncuranza, dall’egoismo e dalla idolatria del successo, e salvata dalla gentilezza nella quale confluiscono, in fondo, timidezza e fragilità, tenerezza e generosità, mitezza e compassione, altruismo e sacrificio, carità e speranza. La gentilezza è come un ponte che mette in relazione, in misteriosa e talora mistica relazione, queste diverse disposizioni dell’anima: queste diverse forme di vita: queste diverse emozioni. Ma la gentilezza è un ponte anche perché ci fa uscire dai confini del nostro io, della nostra soggettività, e ci fa partecipare della interiorità, della soggettività, degli altri; creando invisibili alleanze, invisibili comunità di destino, che allentano la morsa della solitudine, e della disperazione, aprendo i cuori ad una diversa speranza, e così ad una diversa forma di vita».

Eugenio Borgna, La dignità ferita

https://www.giuntiscuola.it/psicologiaescuola/news/13-novembre-la-giornata-mondiale-della-gentilezza/

https://www.universomamma.it/professoressa-educa-gentilezza-alunni/

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Perchè siam donne: Mi vesto come voglio!

Da due anni #Olimstad e #HellandHansen, due fortissime giocatrici di Beach Volley norvegesi si rifiutano di giocare in bikini, presentandosi in shorts e top, come consentito dal regolamento, perché si sentono a loro agio e per “ridurre la pressione della scelta dell’abbigliamento sulle atlete più giovani”.

Qualche giorno fa, in Cina, a Haikou, l’arbitro, forse non informato sul regolamento, impone a Helland-Hansen e Olimstad di adeguarsi all’abbigliamento con top e bikini.

Le atlete rifiutano, e invitano il direttore di gara a consultare il regolamento. Che dá loro ragione.

Hanno vinto due volte: non solo sul campo, battendo le tedesche, ma per tutte noi. Che vogliamo poter scegliere.

Il beach volley (anche chiamato comunemente pallavolo da spiaggia) è uno sport di squadra giocato sulla sabbia, olimpico dal 1996.E’stato inventato nel 1895 dall’americano William G.Morgan

Per il beach femminile l’età della pietra comincia 30 anni fa, quando il presidente della Federvolley Mondiale, un uomo, Rubén Acosta, per aumentare la popolarità del volley decide di “aumentare” i cm di pelle esposta dalle atlete.

Diversa la regola per gli atleti di sesso maschile che possono giocare in canottiera e pantaloncini fino a 10 centimetri sopra il ginocchio.

Le donne sono tenute a indossare top e slip bikini «con una vestibilità aderente e tagliare con un angolo verso l’alto verso la parte superiore della gamba» e una larghezza laterale massima di 10 centimetri, secondo i regolamenti della Federazione internazionale di pallamano.

Dal 2006 la Norvegia ha dato vita ad una vera e propria campagna affinché i pantaloncini siano considerati ufficialmente accettabili nella pallamano da spiaggia e ha presentato una mozione per modificare le regole in un congresso straordinario dell’IHF (Federazione internazionale di Pallamano)

Negli sport da spiaggia quella del bikini sembra essere un vera lotta storica contro le regole di genere.

La Federazione Internazionale di Pallavolo ha aggiornato le proprie regole sulle divise solo nel 2012.

Nelle Olimpiadi di Tokyo 2020 le giocatrici di beach volley hanno già potuto scegliere di giocare in pantaloncini e magliette.

Le regole si possono cambiare. E difendere quando si vogliono mettere in discussione.

#labodifsegnala#beachvolley#bikini#regole

https://it.wikipedia.org/wiki/Beach_volley

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Il 2 novembre e i bambini.

“ Mi chiamo Pedro, sono un bambino  e abito a San Isidro, una piccola città del Michoacán. Fa molto freddo qui e ci sono molte colline pieni di alberi. Io credo che per questa ragione tutte le nostre case sono fatte di legno.

Nella mia comunità abbiamo varie feste durante l’anno; ognuna ha una celebrazione speciale.

Il Giorno dei Morti è la più importante dell’anno.

In ottobre, le farfalle Monarca ci avvisano che stanno per arrivare le anime dei morti e che dobbiamo preparare ogni cosa per riceverle. Queste farfalle le chiamiamo anime e ne abbiamo molta cura. Sono di colore arancio e nero ed incominciano ad arrivare a migliaia nei nostri boschi per attendere la festa dei Morti.

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Il 22 ottobre, quando mancano ancora dieci giorni alla festa, incominciamo i preparativi. Molto presto, prima dell’alba, facciamo dei fuochi d’artificio che annunciano l’arrivo dei bambini e delle bambine che sono morti da meno di un anno, e che noi chiamiamo angioletti. Adorniamo le porte con fiori gialli per dare loro il benvenuto.

Quello stesso giorno prepariamo per loro una bellissima cesta con del cibo affinché non abbiano fame e stiano bene. Ci mettiamo molti fuochi d’artificio, che piacciono ai bambini, inoltre: biscotti, dolci, panini, bibite e frutta. Anche fiori ed una candela di cera per far loro luce. Questa cesta rimane in casa ed il primo di novembre la si porta al cimitero.

Le persone che hanno un parente morto da meno di un anno, devono fargli una croce di legno durante questi giorni.

Durante la mattina decoriamo le croci di legno. Mettiamo dei fiori silvestri, frutta, guaiave, arance, pani, carte colorate, bottiglie di liquore, bibite, biscotti e panini dolci.

Questo primo giorno è dedicato ai giovani ed ai bambini defunti. La gente porta le corone e le croci decorate e, nella cappella del cimitero, si celebra la messa dedicata ai morti che sono ritornati.

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Il 2 novembre è dedicato ai defunti adulti. In questo secondo giorno ci sono più persone e si possono vedere tutte le tombe decorate, piene di fiori e di candele accese.

Il cimitero appare vivace con tutti quei colori e con tanta gente che sta conversando.

Io credo che i morti debbano sentirsi molto felici perché è tutto molto bello.”

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http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/giorno_dei_morti.htm

Il Giorno dei Morti, in spagnolo Día de los Muertos, è una forma particolare di festa dei defunti tipica della cultura messicana che si osserva anche nel sud-ovest degli Stati Uniti. Il Giorno dei morti è festeggiato anche in Brasile come “Giorno delle Anime”, ma la festività non presenta radici precolombiane.

Le celebrazioni hanno luogo dal 1 al 2 novembre, nello stesso momento in cui vengono celebrate le feste cristiane dell’Ognissanti e della Commemorazione dei defunti.

I festeggiamenti possono durare molti giorni, riprendendo le tradizioni precolombiane che ne sono all’origine, prima che la festa venisse recuperata e adattata dalla Chiesa cattolica. La festa viene celebrata con musica, bevande e cibi tradizionali dai colori vivi, combinati a numerose rappresentazioni caricaturali della morte.

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31 ottobre 2023! La natura inizia il nuovo ciclo che prepara i germogli per la primavera! Buon Samhain 2023!

Il calore dell’estate con i suoi raggi caldi penetranti ora riscalda il cuore curioso del buio che avanza e la fresca e umida brezza di autunno spazza via ogni incertezza.

Le foglie che cadono silenziose formano un tappeto caldo

Ora è il tempo del meritato riposo che sarà l’accogliente culla dei miei vibranti propositi

Del resto la Luce tornerà a crescere già dal prossimo solstizio di inverno

Ricordo con tenerezza il passato recente e mi spingo amorosamente a guardare con occhi diversi le mie paure di procedere.

Cresce in me la fiducia a trasformarle in risorse per creare la mia visione del futuro.

Metto luci a formare cuori alla finestra per varcare con amore le soglie dei mondi, mi sento intera, in spirito e materia, e felice correndo passo dopo passo a ritmo del mio cuore,

incontro a nuove ed entusiasmanti esperienze.

Ci sarà per me, per te, per tutti una nuova primavera di pace.

Buon Samhain!

Love Laurin

Foto di Laurin

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La buona notizia del venerdì: Ospedali Dipinti è un sogno realizzato

Quando ero bambino avevo un sogno. Oggi quel sogno lo dipingo per i piccoli pazienti

Da oltre 30anni la professionalità, il talento , la creatività, hanno fatto di SILVIO IRILLI, uno degli Artisti più apprezzati e stimati nel panorama internazionale dell’Arte contemporanea.

Il sogno inizia nel novembre del 1991: è il primo artista ad avere una sua opera a colori su tutta la prima pagina del quotidiano sportivo Tuttosport!

Negli anni ’90 è stato il disegnatore ufficiale della trasmissione televisiva “Solletico” su Rai Uno.

Fino al 2000 i suoi dipinti hanno illustrato copertine di giornali sportivi e dello spettacolo come Tuttosport, Guerin Sportivo, Sorrisi e Canzoni e altri ancora.

Nel 2007 e 2008 dipinge i Murales al GEORGIA AQUARIUM di Atlanta, l’acquario più grande del Mondo negli USA e riceve articoli su giornali americani e uno speciale al telegiornale della NBC, nota televisione americana. Più di 3 Milioni di visitatori ogni anno vedono la sua opera di 300 mq, dipinta sul soffitto d’ ingresso del GEORGIA AQUARIUM.

Nel 2012 crea il progetto Ospedali Dipinti, che sta regalando colore e sorrisi nei reparti degli Ospedali italiani.

Nel 2018 riceve i complimenti per l’iniziativa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Nel 2020 la stampa internazionale racconta a tutto il Mondo il messaggio di Ospedali Dipinti con cui l’artista vuole dare un messaggio di accoglienza, con articoli e servizi televisivi.

Nel 2023 crea l’iniziativa “Una Squadra per il Sorriso” per coinvolgere le società sportive e atleti a sostenere il progetto Ospedali Dipinti con raccolte fondi in partite o tornei, per decorare le pediatrie. La prima squadra ad aderire e il Reale Fenera Chieri ’76, la squadra di volley femminile in serie A1. Quale squadra sarà la prossima?

Amo trasformare i reparti ospedalieri in ambienti emozionali: perchè il Paziente non è solo un Paziente, è soprattutto una Persona! “.

Tutte le opere sono realizzate dall’Artista che si occupa in prima persona di realizzare, impaginare e allestire insieme al suo staff i reparti in Ospedale. I dipinti e le impaginazioni vengono realizzati in studio per poi essere stampati su prodotti certificati per gli ospedali. Un doppio lavoro, come se l’opera fosse dipinta 2 volte, ma questo consente in poche ore di trasformare un reparto senza disturbare l’operatività ai medici, infermieri e accogliere i pazienti per le terapie.

Ecco perchè quando si entra in una sala creata dall’ artista SILVIO IRILLI, si ha la sensazione di entrare in un grande affresco che regala serenità agli adulti e continua a far sognare i bambini.

Gli “Ospedali Dipinti” sono in tutta Italia!

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Perchè siam donne: Sciopero in Islanda per “il giorno libero delle donne”

“Non lavorerò oggi, perché mi aspetto che lo facciano anche tutte le donne” così la premier islandese Katrín Jakobsdóttir

Martedì 24 ottobre in Islanda le donne hanno scioperato , contro il divario di retribuzione tra uomini e donne (il cosiddetto gender pay gap) e le violenze sessuali e di genere.

A protestare anche le casalinghe che si sono astenute dalle faccende domestiche.

È il Kvennafridagurinn che significa proprio ‘giorno libero delle donne’.

“Un paradiso di uguaglianza non dovrebbe avere un divario salariale del 21%”, dice la promotrice dello sciopero, Freyia Steingrimsoddir.

Le organizzatrici della giornata hanno chiesto anche che vengano resi pubblici gli stipendi nei settori dove la maggioranza sono lavoratrici, compreso quello delle pulizie, tra i più bassi nel mercato del lavoro.

Aderisce anche la prima ministra Katrín Jakobsdóttir, per “mostrare solidarietà alle donne islandesi”.

Mentre le donne scioperano, il governo islandese ha annunciato sovvenzioni per sei progetti che promuovono l’uguaglianza.

Questo a 48 anni precisi di distanza dal gran giorno., considerato un momento fondamentale per i progressi fatti dall’Islanda sulla parità di genere e preso a modello da altri paesi del mondo nei decenni successivi. 

Quel gran giorno che cambiò il mondo.

Il 24 ottobre 1975 le donne islandesi non andarono a lavorare, né svolsero il lavoro casalingo o di cura. Il 90% delle donne partecipò allo sciopero, incluse le donne che vivevano in campagna. Questo costrinse diversi settori a chiudere durante tutta la giornata.

Niente servizio telefonico, i giornali non furono stampati perché le compositrici tipografiche erano in maggioranza donne. I teatri chiusero perché le attrici si rifiutarono di lavorare. Anche le scuole chiusero. I voli furono cancellati dal momento che non c’erano le assistenti di volo ed i dirigenti di banca dovettero lavorare come cassieri.

25.000 donne si riunirono nel centro di Reykjavík.

Durante la manifestazione, le donne parlarono dal palco e ascoltarono chi parlava, cantarono e discussero su cosa si sarebbe dovuto fare per avere compensi adeguati all’impegno ed equiparati (in quel momento una donna guadagnava, per la stessa prestazione professionale, il 60% in meno di un uomo). Tutti gli asili nidi restarono chiusi.

Lo sciopero durò fino alla mezzanotte, momento in cui le compositrici tipografiche tornarono a lavoro per far uscire i giornali. Che parlavano solo dello sciopero.

Una prova potente di cosa significa un paese in cui le donne si fermano.

L’anno successivo, il parlamento islandese approvò una legge per garantire l’uguaglianza di diritti.

Il Kvennafridagurinn , Giorno Libero (come è passato alla storia) aprì la strada per l’elezione di Vigdís Finnbogadóttir, la prima donna al mondo eletta Presidente della Repubblica dal 1980 al 1996

The first women president of Iceland, Vigdis Finnbogadottir, in 1980.

L’Islanda è il primo Paese al mondo in materia di uguaglianza di genere, con una riduzione del 90% del ‘gap’ salariale e sociale negli ultimi 3 anni, secondo i dati ufficiali del 2022.

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La buona notizia del venerdì: Laurea in magia e stregoneria in un’università inglese! Per chi sogna insegnare a Hogwarts e non solo!

Nel Regno Unito sarà possibile studiare ora magia, stregoneria ed esoterismo tra i banchi dell’università con un nuovo corso di laurea. Il programma ha un approccio interdisciplinare per raggruppare i principali temi sulle tradizioni magiche nel corso della storia.

Immaginate di immergervi nel mondo degli incantesimi e della magia, venendo circondati da manuali sulla storia dell’esoterismo. E’ possibile con il nuovissimo corso di laurea appena inaugurato nel Regno Unito.

L’ University of Exeter del Devon ha da poco ampliato la sua offerta formativa presentando un percorso universitario magistrale in Scienze magiche e occulte.

Il recente aumento di interesse attorno ad argomenti relativi alla magia e all’occultismo significa che molte di queste professioni hanno sperimentato un aumento simile della domanda per queste competenze” si legge sul sito dell’università.

Il nuovo corso di laurea fa parte del Curriculum Studi arabi e islamici sarà effettivo da settembre 2024. Le lezioni si svolgeranno nel campus di Streatham, Exeter, accanto a riunioni mensili presso il Centro di Magia ed Esoterismo e gite sul territorio.

L’accesso è riservato agli studenti in possesso di laurea triennale con lode 2:2 in discipline sociali o umanistiche. Per gli studenti internazionali è richiesta inoltre una certificazione linguistica che attesti la conoscenza della lingua inglese.

Il piano di studi è interamente personalizzabile sulla base dei propri interessi. Accanto ai temi chiave come i testi arcani dell’ebraismo, il folklore o la magna Grecia, vi sono molti insegnamenti a scelta.

In cattedra saliranno docenti con esperienza in storia, letteratura, filosofia, archeologia, sociologia, psicologia, teatro e religione che illustreranno il ruolo della magia in Occidente e in Oriente.

Argomenti di studio, spiega la Bbc, saranno «i draghi nella letteratura e nell’arte occidentale, la leggenda di Re Artù, la paleografia, il pensiero islamico, la teoria e la pratica archeologica e la rappresentazione delle donne nel Medioevo».

Ma anche, come si legge sul sito del corso, «la magia in Grecia e a Roma, i testi occulti nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’Islam, la storia della stregoneria, la magia nella letteratura e nel folklore, l’inganno e l’illusione, la storia della scienza e della medicina».

Più che imparare a far magia, quindi, l’opportunità offerta agli studenti sarà quella di studiare la sua storia e l’impatto che ha avuto, insieme alla stregoneria, sulla società e sulla scienza nelle varie parti del mondo.

«La decolonizzazione, l’esplorazione di epistemologie alternative, il femminismo e l’antirazzismo sono al centro di questo programma’’ di studi, ha spiegato la professoressa Selove, che è una docente di lingua e letteratura araba medievale. Il corso, ha aggiunto, ’’consentirà di rivalutare il presupposto secondo cui l’Occidente è il luogo del razionalismo e della scienza, mentre il resto del mondo è un luogo di magia e superstizione».

Le lezioni si svolgeranno presso l’Istituto di Studi Arabi e Islamici.

Tra gli sbocchi professionali, l’Università di Exeter indica l’insegnamento e la consulenza, il tutoraggio, l’impiego nei musei o all’interno delle biblioteche, nel turismo, nelle organizzazioni artistiche o nell’editoria.

Non serviranno certo le bacchette, ma chi è davvero affascinato da queste discipline potrà beneficiare anche di borse di studio per seguire le proprie passioni.

Fonti:

Corso di laurea in magia e stregoneria: Hogwarts diventa realtà in un’università inglese – greenMe

Magic and Occult Science MA | Postgraduate Taught | University of Exeter

Magia – Wikipedia

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La buona notizia del venerdì: Assolto Mimmo Lucano e Riace

Con Mimmo Lucano è assolto il Sud

La sentenza d’appello condanna gli accusatori dell’ex sindaco. Lui dice: “La Calabria offre due modelli all’Italia: la mia Riace e la loro Cutro”

Con Mimmo Lucano hanno assolto Ignazio Silone e Carlo Levi. E sarebbe stato più giusto se l’avessero completamente liberato, anche dalle piccole accuse. Ma già così, sostituendo l’enormità dei 13 anni e due mesi con l’esiguità di un anno e 6 mesi, questa condanna – non è un paradosso – assolve l’imputato e condanna i suoi accusatori, gli sceriffi di Sherwood, i giustizieri della Calabria Saudita. ( continua su Repubblica)

Il 2 0tt0bre 2018 avevo, entusiasta, dedicato la mia buona notizia del venerdì al “modello Riace

Eccola

La buona notizia del venerdì: I profughi salvano Riace dal declino

Mezza Europa chiude le porte agli immigrati, ma in Italia, un paesino di pescatori offre asilo ai profughi garantendosi così la sopravvivenza.

Domenico Lucano, ma nessuno lo chiama così, è il sindaco di Riace, paesino di pescatori della costa calabra. Tre chiese per appena 1500 abitanti, per strada un paio di dozzine di polli e qualche cane un po’ acciaccato.

Lucano ha proclamato patria dei profughi il suo paese natale, mentre mezza Europa tenta di arginare isolare i migranti clandestini imponendo confini sempre più invalicabili.

“Nel nostro paese” dice Lucano “accogliamo i rifugiati a braccia aperte”. Oggi a Riace vivono più di 500 migranti, negli ultimi anni quasi un residente su tre  è un immigrato. Nessuno possedeva un permesso di soggiorno o un documento di lavoro valido. Sono giovani uomini dalla Tunisia, dal Senegal ed Eritrea, donne e bambini dalla Siria e Algeria, fuggiti dai paesi di origine a causa della guerra e della povertà.

I rifugiati contribuiscono a ricostruire il paese
“A Riace la solidarietà non è a senso unico”, dice il sindaco Lucano. “Cerchiamo di offrire ai profughi un’altra casa qui, e in cambio essi ci aiutano a tenere in vita questa casa”. I profughi, che altrove sono respinti perché clandestini, a Riace trovano lavoro, s’integrano nel paese e aiutano anche a ricostruire un luogo che 14 anni fa era quasi estinto.

Il paese è collocato in una delle regioni italiane meno sviluppate. Per decenni la gente è scappata da qui, dei 3000 abitanti di una volta, a Riace oggi ne sono rimasti solo 800. Le ultime pizzerie e gelaterie del paese avevano chiuso i battenti. “La nostra amata patria” dice Lucano “era come un malato terminale che attende la sua ultima ora“.

Poi è successo ciò che ancor oggi gli abitanti di Riace considerano un miracolo: la notte del primo luglio del 1998 un’imbarcazione con a bordo 218 curdi approdò sulla nostra costa. Erano in fuga diretti verso la Grecia, ma avevano perso la rotta. Mezzi morti di fame ed esausti per il freddo e la stanchezza, la maggior parte di loro aveva già perso ogni speranza. Lucano si diede da fare affinché i profughi venissero accolti e ospitati dalla gente del posto.

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Con il passare degli anni sono arrivati sempre più rifugiati, e lui si è accorto che avevano ridato vita alla sua città. Lucano ha chiesto un mutuo a favore del Comune, per poter ricostruire le case diroccate del paese e dare un salario ai migranti. Ha chiesto inoltre alla regione Calabria un’autorizzazione speciale per accogliere senza troppi cavilli burocratici i migranti.

Secondo i dati della Croce Rossa Italiana la sistemazione di profughi nei campi di accoglienza in Calabria costa circa 55 euro al giorno pro capite. Riace invece necessita per ogni migrante solo della metà del denaro. “Perché i neoarrivati si ambientano rapidamente” dice Lucano.

La sua ultima invenzione è l’euro di Riace, con cui i migranti, che a volte per ottenere denaro da parte del governo, debbono attendere anche fino a sette mesi, sono in grado di fare acquisti nei negozi del posto con una moneta locale, in modo da procurarsi l’essenziale per sopravvivere . Una volta arrivati i pagamenti pubblici, i negozianti possono convertire le monete locali  con i contanti. I profughi inoltre hanno contribuito in questi ultimi anni al boom economico di Riace. Officine, panifici e parrucchieri hanno ripreso le loro attività. Le arti tradizionali della tessitura e della ceramica hanno ripreso vita e nel frattempo è stata riaperta persino una scuola, dove  i bambini che arrivano qui, assieme ai propri genitori, apprendono le prime nozioni di italiano.

“Gli adolescenti hanno bisogno di più tempo, per adattarsi qui”, dice la maestra Emilia, di 51 anni. Molti sono cresciuti in un paese dominato dalla guerra civile e dalle persecuzioni, e conoscono solo la vita della fuga.

Inizialmente gli abitanti temevano di venire spodestati dal proprio paese.
Anche i residenti hanno avuto bisogno di tempo per abituarsi ai molti volti nuovi nel proprio paese. In particolare erano quelli più anziani ad essere scettici.

Oggi i vecchi Riacesi stanno a guardare i ragazzini africani che giocano a pallone sulla piazza del paese. Dalle panetterie che sprigionano profumo di pane fresco proviene musica araba e nei negozi di artigianato, dove vengono prodotti decorazioni e vasellame, lavorano nativi e stranieri, fianco a fianco.

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Tutta questa armonia è una spina nel fianco solo per la ‘ndrangheta. La mafia calabrese, che ha saputo sfruttare per decenni la povertà di Riace, ha tentato fino ad oggi di sabotare la ricostruzione del paese. Poco dopo la rielezione di Lucano a sindaco, nel 2009, i mafiosi gli avvelenarono il cane e crivellarono con una dozzina di colpi le pareti della Trattoria Donna Rosa, dove Lucano era a cena con degli amici. Un paio di giorni dopo però, il sindaco fece affiggere un cartellone su cui si legge ancora oggi a caratteri cubitali: “Riace – città dell’ospitalità”.

Due anni fa, per il suo impegno civile, Lucano è stato premiato con il World Mayor Award [lI premio del miglior Sindaco del mondo ndt]. A Riace lo hanno persino proposto per il premio Nobel per la pace, ma il sindaco replica: “ciò che conta di più è che la vicenda degli abitanti di Riace sia  un modello per tutti ”.

I paesi vicini di Stignano e Caulonia hanno già seguito l’esempio di Riace e ora stanno accogliendo anche loro i rifugiati.

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E nel frattempo il nome Riace arriva anche a Hollywood: il regista Wim Wenders era venuto in Calabria per girare un documentario sul problema dei rifugiati. Ma dopo aver sentito del paese dei rifugiati, ha deciso di raccontare la storia di Riace con una pellicola dal titolo “Il Volo”.

“La vera utopia” ha dichiarato Wenders lo stesso anno, in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario della riunificazione delle due Germanie, “Non è stata la caduta del muro di Berlino, ma la convivenza serena della gente di Riace. In questo paesino senza nessuna attrattiva, tra brulle pareti rocciose e il mormorio del mare ho scorto un mondo migliore.

http://www.ilfattoquotidiano.it/

Oggi possiamo incominciare a credere in un mondo migliore!

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La buona notizia del venerdì: Roma è la città con più spazi verdi d’Europa e una delle prime del mondo

Roma è il comune con più ettari di verde d’Europa, un primato importante e dovuto in larga parte anche alle scelte di molti dei suoi papi. Villa Doria Pamphili, la più grande di Roma, Villa Ada, Villa Borghese e molte altre ville storiche nacquero come tenute di campagna, con ampie zone dedicate alla caccia, di famiglie nobili romane che tra i propri membri hanno avuto papi e cardinali. Grazie a questa ‘eredità’, Roma non ha eguali al mondo.

Roma è il comune con più ettari di verde d’Europa, un primato importante e dovuto in larga parte anche alle scelte di molti dei suoi papi. Villa Doria Pamphili, la più grande di Roma, Villa Ada, Villa Borghese e molte altre ville storiche nacquero come tenute di campagna, con ampie zone dedicate alla caccia, di famiglie nobili romane che tra i propri membri hanno avuto papi e cardinali. Grazie a questa ‘eredità’, Roma non ha eguali al mondo, non solo per bellezze storico-archeologico, paesaggistiche ed architettoniche ma anche per estensione e varietà del verde che rappresenta il 67% del territorio comunale ovvero 85mila ettari sui 129 mila totali.


I numeri della nota Ansa dicono che il verde pubblico all’interno del tessuto urbano è composto dai parchi urbani, dalle ville storiche, dai giardini pubblici, dalla aiuole e dalle zone verdi di arredo per un totale di 3.932 ettari.

Ci sono poi i Parchi e le Riserve Naturali sparse tra la periferia fino ad arrivare a ridosso del centro. Tra le 18 aree protette, ci sono la Riserva di Castel Fusano, dell’ Insugherata, della Marcigliana, il Parco di Vejo ed ancora il Parco del Pineto, la Valle dei Casali, la Tenuta dei Massimi e la Riserva di Monte Mario.

Roma è anche il più grande comune agricolo d’Europa con i suoi 50 mila ettari coltivati. La stessa Amministrazione capitolina gestisce in modo diretto due aziende agricole: la Tenuta del Cavaliere e quella di Castel di Guido per un totale di 2.300 ettari.
Il solo verde pubblico (composto dal verde urbano e dalle aree naturali protette) copre 470 kmq, per una media di oltre 150 mq per abitante, e rappresenta il 35,7% dell’estensione dell’intero territorio comunale.

Il patrimonio verde è estremamente diversificato e complesso, composto da aree naturali protette, aree verdi urbane (ville storiche, giardini, alberate stradali, ecc.), aree golenali (Tevere, Aniene, fossi affluenti) e aree agricole.
Per ciò che concerne le aree verdi urbane, nel 2020 le aree censite dal Catasto del verde e fruibili dai cittadini secondo la tipologia di area verde sono 1.595 per complessivi 42,7 mln mq (ad eccezione del X Municipio). Esse sono suddivise in: arredo stradale (3,1 mln mq), aree di sosta (1,8 mln mq), verde attrezzato di quartiere (12 mln mq), verde storico archeologico (5,7 mln mq), grandi parchi urbani (19,8 mln mq) e verde speciale (259 mila mq), cui bisogna aggiungere le aree di verde scolastico gestito dai municipi.

All’interno delle aree verdi di Roma Capitale sono attrezzate anche 374 aree ludiche e 98 aree sportive.
I circa 315mila alberi (Bilancio arboreo 2016) che ricadono sotto la responsabilità del Dipartimento Tutela Ambiente di Roma Capitale rappresentano il patrimonio forse più importante del verde pubblico, divisi principalmente fra parchi (54%), alberature stradali (36%, per un totale di 1.200 km di filari alberati) e scuole (4%).
Le aree golenali interessano, invece, una superficie complessiva pari a circa 1.600 ettari. Le aree agricole dell’Agro romano interessano infine una superficie di oltre 37.000 ettari: di questi, 2.300 ettari sono relativi alle aziende agricole di Tenuta del Cavaliere e Castel di Guido.

Fonte: Roma con le sue tantissime aree è una delle città più verdi del Mondo (vistanet.it)