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Perchè siam donne: Alla Casa delle Streghe per sentirsi sempre giovani

Vivere a lungo è una buona cosa, ma invecchiare bene è meglio”

~ Thérèse Clerc

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Si chiamano “streghe”, sì, perchè BabaYaga nel folklore slavo significa proprio questo, ma di streghe hanno solo il nome, sono un gruppo di circa 20 anziane ma dinamiche femministe che hanno preso in mano la propria vita e hanno dato il via ad un progetto di housing sociale autogestito.

La BabaYaga House francese è stata fondata da Thérèse ClercLei ha ricevuto da otto diverse fonti pubbliche, tra cui il consiglio comunale di Montreuil, 4milioni di euro.

Sorta nel sobborgo parigino di Montreuil, proprio a due passi dalla metropolitana, negozi e cinema, permette alle anziane signore di mantenere la loro indipendenza e di sostenersi a vicenda; il governo ha stanziato questi soldi perchè pensa di recuperare l’investimento in una riduzione dei costi relativi alla salute delle donne.

Il sogno di Thérèse Clerc è iniziato nella metà degli anni ’60, le visite a residenze statali degli anziani la convinsero che non poteva sopportare di trascorrere così la sua vecchiaia. Così lei e il suo gruppo di amiche femministe ha iniziato un’attività di lobbying per una alternativa.

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Come spiega Thérèse Clerc, l’idea ha avuto origine in ragioni personali:

Mia madre è stata costretta a letto per 5 anni e io non voglio che i miei figli passino attraverso questo. Considerando i rischi di essere curati a casa o di essere da soli, mi sono detta perché non vivere con gli amici? Dopo tutto, avevo imparato l’autogestione. Lo statuto dell’associazione è stato registrato nel 1999. Le cose stavano andando a rilento poi l’ondata di caldo del 2003 e un articolo su Le Monde hanno attirato l’attenzione al nostro nuovo progetto”.

Invecchiamento lento? Perché no! Vogliamo scambiare idee, prendere ciò che è meglio là fuori. “

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E mentre alcune Babayagas vorrebbero che loro casa sia solo per donne, Doré, crede che sia giusto che la struttura sia destinata a evolversi.

Il loro scopo è quello di vivere in una situazione dignitosa a prezzi accessibili (pagano circa 420 euro), circondate da persone con le quali si è compatibili e sulle quali sanno di poter contare.

I residenti vengono selezionati anche in relazione a quello che potrebbero dare alla “comunità” e la misura in cui condividono la filosofia Babayaga.

Due progetti analoghi sono in corso in Palaiseau e Bagneux, e altre autorità locali sono interessati a seguire l’esempio di Montreuil, dopo tutto, un quarto della popolazione francese (17 milioni), sono attualmente persone di oltre 60 anni di età, ed entro il 2050 aumenterà ad un terzo.

Esistono altre opzioni, come ad esempio il Abbeyfield Case, che si trova in paesi di tutto il mondo. Alcuni sono ancora in fase di progettazione, come la Casa di Baba Yaga a Toronto e l’idea di Janet Torge di radicali Resthomes.

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Questo è un nuovo modo di pensare alla vita degli anziani, dove possono condividere, aiutarsi, sentirsi ancora utili e giovani.

Dovrebbero nascere più “case delle streghe”, chissà se un progetto simile potrà prendere piede anche in Italia.

http://www.eticamente.net/44453/babayaga-house-la-casa-delle-streghe-per-invecchiare-insieme.html

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Perchè siam donne: Nadia che gioca a calcio…non solo!

È Nadia Nadim, gioca a calcio.

Studia le lingue (ne parla fluentemente otto), e si è specializzata in chirurgia.

Sarebbero traguardi importanti anche per una giovane donna cresciuta senza problemi.

Invece lei è stata avvolta dalle difficoltà fin da bambina.

Aveva 11 anni quando suo padre viene giustiziato a Kabul.

Scappa su un camion pensando di arrivare in Inghilterra, ma il suo viaggio arriva in Danimarca.

Lì comincia la sua vita nei campi profughi dove l’unico pensiero era “restare in vita”.

È lì che Nadia si avvicina al calcio.

“C’era una squadra di calcio vicino al campo profughi e ho potuto imparare come funziona: le formazioni, le regole. Volevo giocare nel modo in cui si giocava a calcio lì”.

È lì che la vita riprende le ali.

“Siamo passati dal vivere nella paura, ascoltando il suono di proiettili e bombe, a un posto in cui ci sentivamo molto al sicuro“.

E’ stato in Danimarca che ha iniziato a giocare a calcio e ha trovato una squadra che la ha accolta. È iniziata lì la sua carriera da calciatrice.

A 19 anni, mentre già gioca a calcio, decide anche di studiare medicina all’università.

Ora può. Ma in tanti la pongono davanti al bivio: o il calcio o la medicina.

Nadia non sceglie. Gioca a calcio.

E studia.

È il 2017. Nadia va negli USA, con il Portland, la squadra di Tobin Heath e Lindsey Horan.

E studia.

Nel 2019, Nadia Nadim firma con il Paris Saint Germain. Diventa ambasciatrice UNESCO per l’istruzione di bambine e giovani donne.

E studia.

Si laurea. Diventa chirurga.

Poi la notizia di ieri. Nadim ha firmato col Milan.

Giocherà con la maglia numero 8.

Benvenuta in Italia, Nadia.

Tu e le tue otto lingue: danese, inglese, tedesco, francese, hindi, urdu, persiano e pashto.

Tu e le tue mille vite.

Raccontare di te è, per noi, anche un modo per tenere nel cuore e non smettere neanche un minuto di pensare a tutte le bambine, le ragazze e le donne afgane.

Secondo un’antica profezia andina, giungerà il giorno in cui lo spirito femminile si risveglierà dal lungo letargo e lotterà per cancellare odio e distruzione e dare infine origine a un mondo di pace e armonia.

Lilly Wolfensberger Scherz

Fonte:

https://www.facebook.com/labodif

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1 Febbraio !E’ la festa della Luce Crescente!

I miei gerani sono già in fiore e i tanti teneri boccioli pronti a sbocciare , richiamati dal crescente splendore della Luce ad uscire dalla calda coperta dell’inverno.

Esploro il cassetto dei miei propositi in boccio che a lungo ho preparato, rifinito, caricato di voglia di futuro!

La Luce mi fa vedere più chiaro dove, come e quando voglio scegliere la nuova via.

Profumo di Primavera mi suscita l’emozione degli inizi.

Sii!

Adoprerò i colori dell’arcobaleno per arredare la nuova stanza, metterò agli occhi un po’ di verde smeraldo ed userò essenza di mare per arricchire ogni ambiente di nuova energia!

E tu?

Love Laurin

foto di Laurin

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La buona notizia del venerdì: Gli insegnanti escono dalle aule scolastiche e diventano influencer!

Sono sempre di più gli insegnanti che spostano o estendono il loro lavoro anche ai social: i cosiddetti insegnanti influencer sono un fenomeno in crescita. Su Facebook, Instagram e TikTok non ci sono più soltanto influencer che parlano di moda o cucina. Ora sono presenti anche medici, pediatri, personal trainer, insomma, professionisti di vario genere.

E tra questi, negli ultimi tempi, anche insegnanti.

Ma cosa fa un insegnante influencer? E cosa spinge un insegnante a diventarlo?

Spesso un insegnante influencer mostra la sua giornata lavorativa (ovviamente senza mostrare i suoi alunni per ragioni di privacy), racconta gioie e dolori, avventure e disavventure della professione. Le difficoltà del rapporto con i genitori, il sempre crescente carico di burocrazia e impegni extrascolastici da assolvere, ma anche aneddoti, disegni, lettere, testimonianze della dolcezza e dell’affetto che solo i propri alunni possono dare.

Molti insegnanti condividono metodi, strategie, trucchi che anche gli altri colleghi possano conoscere e adottare nel loro lavoro. Gli insegnanti influencer possono mettere in mostra il loro talento creativo attraverso la creazione di contenuti multimediali accattivanti, come video educativi, podcast, blog o post sui social media.

Le risorse che gli insegnanti influencer condividono possono essere molto preziose, donare supporto al lavoro dei colleghi. Dai tutorial sui lavori creativi per le varie ricorrenze dell’anno, passando da schede e altro materiale stampabile, fino ad arrivare a vere e proprie metodologie per rinforzare l’apprendimento: tutto può essere utilissimo e arricchente.

Alcuni insegnanti influencer monetizzano la loro presenza online attraverso partnership con marchi, sponsorizzazioni e altre opportunità di guadagno. Lo stipendio di un insegnante, si sa, non si può decisamente definire alto. Non è strano, quindi, che alcuni insegnanti cerchino opportunità di monetizzazione anche attraverso i social.

Molti insegnanti influencer si impegnano nell’attivismo nel campo dell’istruzione, prendendo a cuore cause legate alla formazione, all’equità educativa e ad altre questioni connesse al mondo dell’istruzione. Spesso si denuncia una scarsità di risorse materiali e umane destinate agli alunni con bisogni educativi speciali, si sottolinea la scarsità di materiale scolastico e la povertà delle strutture scolastiche, che non consentono uno svolgimento della didattica completo e positivo. Gli insegnanti sperano, con la propria voce, di far arrivare “in alto” le proprie richieste e le proprie denunce, per poter migliorare il contesto educativo in cui lavorano o, in generale, il sistema scolastico italiano.

Insomma, esistono community online per qualsiasi argomento, dalla moda agli animali, dall’allenamento, alle ricette, dal calcio agli hobby manuali: finalmente ora esiste anche una community di insegnanti!

Fatto in modo etico e responsabile, diventare un influencer può rappresentare un modo valido per ampliare l’impatto educativo al di là delle aule tradizionali.

È importante essere consapevoli che diventare un influencer comporta anche sfide e responsabilità, specialmente quando si è un educatore.

Alcuni nomi già affermati: Alessandro D’Avenia, Daniela Lucangeli, Maestra in Bluejeans, Alberto Pellai ed Enrico Galiano. Sono loro, i cinque professionisti da seguire sui social nel campo dell’education, della genitorialità, della psicologia e della pedagogia.

Fonte: Alessia Laura Bertinetto

E perchè non usare i social per un nobile scopo… finalmente? Certamente l’uso diverso di un mezzo così altrimenti conosciuto è già un “educare con l’esempio”. Mi immagino gli alunni a commentare ma tuttavia curiosi di mettere alla prova l’insegnante sullo stesso campo di “gioco”!

Perché sempre più insegnanti stanno diventando influencer (altuofianco.blog)

La buona notizia del venerdì: E’ italiano il primo art influencer – Laurin42 (laura-carpi.com)

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Cosa sarà…oh, cosa sarà…

Jimmy Lawlor - Tutt'Art@ (11)

cosa sara’
che fa crescere gli alberi la felicita’
che fa morire a vent’anni
anche se vivi fino a cento


cosa sara’

a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato


oh cosa sara’

che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all’ombra di un desiderio


oh cosa sara’

che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta

cosa sara’
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c’e’

cosa sara’
che ti spinge a comprare di
tutto anche se è di niente che hai bisogno

cosa sara’
che ti strappa dal sogno


oh cosa sara’
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare


oh cosa sara’
che dobbiamo cercare
che dobbiamo cercare

cosa sara’

che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parla del futuro


cosa sara’

questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta a ascoltare
la notte che scende


oh cosa sara’

quell’uomo e il suo cuore benedetto
che e’ sceso dalle scarpe e dal letto
si e’ sentito solo
e’ come un uccello che in volo
e’ come un uccello che in volo
si ferma e guarda giu’

Lucio Dalla

http://youtu.be/UNlS7qfMDl4

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Perchè siam donne:Angela Ruiz Robles che ha inventato l’eBook nel 1949!

Angela Ruiz Robles è nata in Galizia nel 1895.

Insegnante e scrittrice appassionata, ha inventato uno strumento per la lettura dei libri che avrebbe potuto ampliare le conoscenze di studentesse, studenti e alleggerire, allo stesso tempo, le loro cartelle.

Lo chiamò “Enciclopedia Mecánica” e lo brevettò nel 1949.

Il congegno era dotato di tecnologia meccanica, elettrica e pneumatica. Aveva uno schermo di vetro a ingrandimento e una luce per poter essere letto al buio.

I bambini avrebbero potuto attivare diversi argomenti attraverso dei pulsanti e avere la possibilità di illuminare il testo, aumentare la dimensione del carattere, scriverci e disegnarci sopra.

Il dispositivo si apriva come un libro tradizionale, sul lato sinistro era posizionato un alfabeto automatico che permetteva di formare parole e frasi. Sul lato destro si trovavano gli argomenti disposti su bobine intercambiabili e indipendenti.

Era di piccole dimensioni, costruito con materiali leggeri e fornito di una valigetta che avrebbe permesso a uno studente di portarlo a scuola insieme alle bobine necessarie per le materie del giorno. Includeva inchiostri luminosi e una lente d’ingrandimento. Era interattivo, accessibile, pratico e logico e avrebbe potuto aiutare anche i bambini con difficoltà di apprendimento.

Lo scopo di Angela Ruiz Robles era semplice: “rendere più facile l’insegnamento, far ottenere la massima conoscenza con il minimo sforzo.

Il suo lavoro fu premiato e acclamato, ma, sfortunatamente, l’ “Enciclopedia Mecánica” non trovò i fondi necessari al suo sviluppo e oggi il suo prototipo è in mostra al Museo nazionale della scienza e della tecnlogia della città galiziana di La Coruña.

La studiosa è morta nel 1975 e la sua opera ha ottenuto solo un riconoscimento postumo.

Il 28 marzo 2016, giorno in cui avrebbe compiuto 121 anni, Google e ha dedicato un doodle.

Quarant’anni dopo la sua morte, il Consiglio comunale di Madrid ha approvato l’intitolazione di una strada cittadina per celebrare il suo contributo all’istruzione e all’innovazione.

La sua invenzione ha preceduto di quasi cinquant’anni quella dell’ eBook (libro elettronico), che ha avuto origine intorno alla fine degli anni novanta, in seguito all’affermazione dei siti di vendita on-line che iniziarono ad offrire, oltre alla versione cartacea, anche una trasposizione digitalizzata dei libri in uscita.

Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni, Milano 2023

Per curiosità: I brevetti in Italia.

In Italia oggi un inventrice su 7 è donna 8 e siamo sopra alla media europea) Con il 14,3 % di inventrici, l’Italia si posiziona al 16°posto in Europa, leggermente al di sopra della media degli altri paesi europei.

Le università italiane e gli altri istituti di ricerca pubblica mostrano una quota maggiore di donne inventrici rispetto alla media europea (28%) . E c’è il record della Sardegna!

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Perchè siam donne: Kuttiyamma impara a leggere a 104 anni!

Lei è Kuttiyamma.

Vive nel Kerala, in India. Abita in una casa fatta di paglia e di fango, condivide due stanze con genitori e undici fratelli.

Mamma e papà lavorano nei campi, Kuttiyamma cucina, lava e bada ai più piccoli. Nel pomeriggio i fratelli maggiori tornano da scuola e tracciano con il dito degli strani segni sulla terra. Lo chiamano alfabeto. Kuttiyamma è incantata.

Insegnatelo anche a me! I genitori scuotono la testa. L’istruzione non è per le femmine.

Cresce, ha 16 anni. Conosce un ragazzo, si chiama Konthi e ha un piccolo negozio di medicinali. Kuttiyamma lo sposa, mette al mondo cinque figli, vive di cucina e lavori domestici. Gli anni passano. I suoi ragazzi lasciano il nido, la casa si riempie di nipoti.

Kuttiyamma li osserva mentre fanno i compiti. Nonnina come si scrive questo? Mi leggi questa storia? Kuttiyamma si fa piccina, inventa scuse per allontanarsi. Si vergogna da morire.

Quando nessuno la vede, prende i libri, e accarezza con le dita quei segni misteriosi.

È il 2020, Kuttiyamma ha 103 anni.

Una vicina bussa alla porta, la trova china sui quaderni, intenta ad annusare e toccare le pagine. Kuttiyamma arrossisce. Perdonatemi, non so scrivere neanche il mio nome, ma sono molto curiosa. La vicina sorride. Signora, non c’è da scusarsi, se vuole posso aiutarla, sono un’insegnante.

Kuttiyamma si illumina. La sera si fa trovare con quaderni, matite temperate, e un sorriso infinito. Si esercita per ore con l’alfabeto. Alla luce dell’alba sul foglio brillano le lettere del suo nome.

Kuttiyamma piange di gioia.

Mese dopo mese, compone le prime frasi, scrive i numeri, studia, si diverte, a fine anno passa l’esame di alfabetizzazione con ottimi voti.

Kuttiyamma chiama a raccolta i nipoti, si schiarisce la voce piena di orgoglio.” Bambini, ora la nonna vi legge una bella storia.

Oggi Kuttiyamma ha 104 anni, lava, cucina, studia inglese, punta al diploma. La vista è calata, l’udito fa le bizze, ma in quanto a volontà non la batte nessuno.

Fonte:

(20) Facebook

Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.

Rita Levi Montalcini

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La buona notizia del venerdì: è il primo venerdì del 2024!

venerdì 5 gennaio

Eh già !

E tutti chiedono a tutti di tutto! Già sento il clamore!

Chi previsioni astrologiche, chi fa proclami, chi liste di propositi, chi gesti scaramantici , chi schemi di comportamento, chi promesse, chi cose da non fare mai più, chi cose da fare assolutamente, chi spera, chi crede che è possibile, chi ce la posso fare, chi il futuro sarà luminoso…

Ciaff!  Acquario, che si è proclamato protagonista dei prossimi anni a venire, getta una secchiata amorevole di tranquillità su tutta la folla tumultuosa che si agita nel mondo intero!

Di certo è che oggi è il 5 gennaio 2024 e che è venerdì !

Venerdì è il giorno dedicato al pianeta Venere!

Venere rappresenta la forza dell’amore universale, l’intelligenza del cuore, l’impulso primordiale che unisce gli esseri quando si riconoscono simili.

E’ l’affetto e la purezza, l’amore passionale, l’energia, l’entusiasmo per i nostri obbiettivi.

E’ l’Armonia, l’intesa , la pace, l’aiuto reciproco, la percezione dell’altro da noi.

Venere ti stimola ad amare, ad aprirti all’amore che sei e a condividerlo con il resto della manifestazione tutta.

Ti invita ad amare la vita in ogni sua forma. Ad accogliere ogni emozione senza respingerla.

Ti suggerisce di essere amorevole con te e soprattutto di trovare la sicurezza di essere sempre te, in piena libertà di esprimerti con te e con gli altri in ogni relazione.

Hai imparato a fare spazio all’amore, nelle piccole e nelle grandi cose.

Venere ti stimola, soprattutto in momenti di difficoltà, a vedere sempre la bellezza che ti circonda e a trovarla in ogni tua espressione.

Venere è la Signora delle Arti, soprattutto della Musica, della Creatività, della Scienza e Conoscenza, e della Bellezza di forme e colori presenti nella natura della quale sei parte integrata.

La Bellezza è un abitudine di pensiero. Per riconoscere la Bellezza è necessaria la Conoscenza . La Conoscenza è il diritto allo studio Per tutti.

La Conoscenza genera Coscienza di sé e del mondo tutto intorno. Forma individui consapevoli dei valori di tutta l’umanità e fa crescere la responsabilità della realtà condivisa.

E non ti sembra una Coincidenza che oggi sia il venerdì del Pianeta Venere?

Proprio il primo venerdì del nuovo anno?

Non ci sono ricette o previsioni certe. Ora puoi sbizzarrirti che nel tuo profondo sai cosa farai .

Ora il nuovo ti spaventa …ma forse hai solo abbandonato stereotipati modi di essere, di credenze e di mode obbligate per farti accettare : la scelta è essere sempre se stessi !

Ora non cresce forse la tua curiosità di provare il cambiamento che senti in te ? Che certo hai maturato saggezza da ogni tua esperienza.

Non senti rinascere l’entusiasmo degli inizi ?

E già immaginare davanti a te un nuovo percorso? che può essere anche un arricchimento di quello dove ti trovi ora! Perchè no!

Aggiungi i colori dell’arcobaleno, le note della tua musica preferita e l’emozione di un cielo blu!

Il 2024 ti aspetta! E ti sorprenderà!

Sai che in numerologia la somma di questi numeri è 8, il simbolo dell’infinito!

E quando ci credi ogni tuo sogno diventa realtà!

Love Laurin

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Perchè siam donne: 1dicembre 1955, Rosa Parks prende un autobus

1 dicembre 1955, Rosa Parks prende un autobus

Rosa Parks


Lei è ClaudetteColvin, la giovanedonna che a 15 anni si rifiutò di lasciare il posto in autobus riservato ai bianchi. Succedeva 6 mesi prima di RosaParks. Disse di quel momento che era come se SojournerTruth da un lato e
HarrietTubman dall’altro la spingessero a non alzarsi. Così riuscì a farlo. Tenendo in mente due straordinarie donne che prima di lei avevano scritto pagine di storia.

                                       ********

I principi egualitari enunciati nella Costituzione americana, sebbene universali, si ritenevano implicitamente limitati ai bianchi americani e non furono estesi alla popolazione di colore né ai nativi. 

I principali esempi di queste leggi consistevano nella separazione tra neri e bianchi nelle scuole pubbliche, sui mezzi di trasporto, negli ospedali, nei bagni pubblici, nei ristoranti e negli alberghi.

Solo negli anni Cinquanta si assistette a un processo volto a superare gradualmente il regime di segregazione razziale ancora vigente negli Stati Uniti.

 Martin Luther King, che nel 1963 organizzò un grande corteo a Washington di 250.000 persone per chiedere l’eliminazione della segregazione razziale .Nel 1964 fu insignito Premio Nobel per la pace prima di essere vittima di un attentato

Nel 1964 ciò portò il governo federale all’emanazione del Civil Rights Act che dichiarò illegali le disparità di registrazione nelle liste elettorali, vietò la discriminazione razziale nelle strutture pubbliche, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Tali provvedimenti andavano verso una totale uguaglianza, non solo formale, ma sostanziale tra neri e bianchi.

Fonte La segregazione razziale negli Stati Uniti d’America (policlic.it)

“Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”
Mahatma Gandhi

 

Fonte:http://womenoclock.com/2013/12/01/1-dicembre-1955-rosa-parks-prende-un-autobus/