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La buona notizia del venerdì: L’albero del vento produce energia green e bastano 36 foglie

un albero finto che produce energia pulita ?

Lo ha brevettato la New World Wind e si chiama “Albero del vento”. poco spazioso e poco rumoroso, l’Albero del vento è il prossimo passo verso la produzione di energia green, si mimetizza perfettamente all’interno dell’ambiente grazie alla sua struttura in acciaio e alle sue 36 foglie coniche, in grado di generare 10 Kw di energia. Il sistema è silenzioso ed emette solo lievi fruscii che ricordano il rumore delle foglie, motivo per cui può essere inserito all’interno del tessuto urbano,

L’idea, infatti, venne ai creatori proprio pensando alla brezza tra le foglie mentre passeggiavano in una piazza di Parigi, e così hanno deciso di iniziare a sviluppare in senso tecnologico questa intuizione: perché non costruire una turbina del vento che non richieda troppo spazio e che non produca troppi decibel di rumore? Il fattore in più, poi, doveva essere un design che permettesse agli alberi del vento di inserirsi bene nel tessuto anche urbano, superando l’idea delle turbine relegate sulle cime delle montagne a impedire l’orizzonte.

Partito come un mero prototipo, l’Albero del Vento è oggi un prodotto commerciato a tutti gli effetti.

La New World Wind ha piantato Alberi del Vento in tutto il mondo –Francia, Svizzera, Nuova Delhi, Paesi Bassi, Dubai-, e il sito ufficiale della compagnia è una vera e propria piattaforma e-commerce capace di spedire in tutto il mondo.

in Francia si è costruito un’intero parco in cui ricaricare gli smartphone o i dispositivi elettronici, in altri posti dove sono presenti i prototipi vengono utilizzati anche come postazioni di ricarica delle auto elettriche, e si registrano usi per soddisfare il fabbisogno energetico di case ed uffici.

Con un occhio a un nuovo brevetto: Wind Bush, una turbina eolica ancora più piccola, quasi portatile, a forma di cespuglio.

L’energia eolica è ad oggi la scelta rinnovabile più economica, nel 2019,l’Europa ha raccolto 19 miliardi di fondi per la costruzione di nuove basi eoliche, e assistito all’investimento di più di 13 miliardi in progetti di energia eolica.

E’un prodotto semplice e rivoluzionario, di cui ogni città beneficerebbe enormemente. Certo, sarebbe solo un piccolo passo, ma immagina se tutte le città fossero ricoperte di Alberi del Vento, che ruotano le loro foglie silenziosamente come grandi giocattoli, facendo un grande favore a noi mentre noi lo facciamo al nostro pianeta.

Wind Tree, a Parigi l’albero che produce energia eolica – Non sprecare

A Milano prende vita l’Albero del Vento: l’installazione carbon neutral è ispirata alla turbina eolica, simbolo dell’unione tra natura e tecnologia (meteoweb.eu)

Albero del vento, il sistema per produrre energia pulita (mondobalneare.com)

Coltivare i semi della sostenibilità: L’albero del Vento – Atmospheralab.com

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Perchè siam donne: Isabel Allende ha spento 80 candeline


“Non esagero quando dico che sono femminista dal tempo dell’asilo”, scrive in Donne dell’anima mia, affrontando temi tabù, come il rapporto con la sessualità in età avanzata e quello con l’altro sesso.

La regina della narrativa mondiale ha spento 80 candeline. 

La scrittrice sudamericana più popolare di sempre (25 libri tradotti in 42 lingue, più di 75 milioni di copie vendute), Isabel Allende, una ribelle che con il potere di creare storie ha dato un senso al caos degli eventi e ai traumi che hanno costellato la sua vita.

Nata a Lima in Perù nel 1942 e residente in California, Isabel Allende incanta il pubblico latino e mondiale da più di quarant’anni grazie ad opere che parlano di donne ed esperienze di vita vera, includendo elementi storici e pizzichi di mitologia.

E’ la cugina del celebre ex presidente cileno Salvador Allende, morto nel 1973 durante il colpo di stato militare con cui Augusto Pinochet instaurò la sua lungo e dolorosa dittatura terminata solo nel 1990. 

Il Cile è sempre presente nella sua opera

Ha ricevuto tantissimi riconoscimenti internazionali e ben 15 lauree ad honorem.

Nel 2014 Obama l’ha insignita della Medaglia Presidenziale della Libertà degli Stati Uniti.

Sin da piccola comincia a immaginare i luoghi e i personaggi che poi diventeranno i protagonisti dei suoi romanzi: ad esempio la casa del nonno materno, dove abita quando si trasferisce in Cile con la mamma e i fratelli grazie all’aiuto del cugino del padre, il futuro presidente del Cile Salvador Allende.

Questo posto sarà poi evocato nel primo romanzo della scrittrice, La casa degli spiriti, nato da una lunga lettera che Isabel scrisse a suo nonno, che diventerà anche un film

La sua intelligenza, acutezza e forza emergono sin da giovane nel suo lavoro di giornalista. Attraverso la sua rubrica nella storica rivista cilena «Paula» diventa ben presto una figura coraggiosa e rivoluzionaria.

“Quando ero una giornalista gli altri erano la mia storia”; Isabel si sentiva autorizzata a suonare il campanello di una casa, entrarci dentro e fare domande o fermare uno sconosciuto per strada e interrogarlo su cose personali (pensieri).

Vincitrice nel 1988 dell‘American Book Awardsconil romanzo Eva Luna

Come molte altre personalità, nel 2000 ha partecipato alla vasta campagna di sensibilizzazione mondiale “Respect” promossa dall’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite sulle note dell’omonima canzone di Aretha Franklin diversi personaggi noti (fra cui, oltre alla stessa Allende, anche il segretario di stato Madeleine Albright e il premio Nobel, Rigoberta Menchù hanno cantato e ballato

Dopo il Colpo di Stato di Pinochet dell’11 settembre 1973, si trasferisce a Caracas, per poi andare a vivere definitivamente negli Stati Uniti,

Da questo momento in poi, comincia la fase più prolifica della scrittrice.

È il periodo in cui si delinea il suo stile caratteristico, che unisce un linguaggio giornalistico e il realismo magico, la metafora e la brutalità, la responsabilità politica e storica e il romanticismo e la magia, il tutto condito da una acuta lucidità e un senso dell’umorismo dolce e indulgente.

La sua opera è stata classificata nel movimento letterario conosciuto come posboom, definito anche da alcuni critici novisima literatura. In genere le sue opere sono o sembrano autobiografiche, ma lei preferisce definirle “memorias”, “collezioni di ricordi più vicine alla finzione che alla realtà”

Negli ultimi anni, la vita l’ha portata in una nuova ed emozionante direzione: il mondo dei bambini e dei giovani.

Tra le curiosità da annotare quella che inizia un nuovo libro sempre l’8 gennaio, giorno in cui scrisse la lettera al nonno che stava morendo che diventò la bozza per La casa degli spiriti. Nel romanzo “Violeta”, scritto durante l’isolamento per la pandemia, la scrittrice cilena ha fatto i conti con la figura dell’amata madre “Panchita”, nata nel 1920 in piena spagnola e morta a 98 anni. “Sono venuta al mondo un venerdì di tempesta nel 1920, l’anno della peste”, l’incipit della narrazione

Ho letto con passione molti dei suoi libri e per caso ne ho trovato uno che in genere non si trova negli elenchi ufficiali.

Afrodita , pubblicato nel 1997, ( e prontamente acquistato e letto) resta uno dei libri più singolari della scrittrice cilena. Isabel Allende riesce a creare il giusto mix per potersi permettere un libro di cucina, che parla però, soprattutto, di passione, amore ed erotismo.

Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità… Non posso separare l’erotismo dal cibo e non vedo nessun motivo per farlo.

Afrodita conferma la passione per la vita, per l’amore, per il suo Cile,per la libertà e la cucina e il cucinare sono la somma di sensazioni, immagini , sapori e aromi che soddisfano tutti i sensi

Afrodita raccoglie ricette e racconti, ma anche tanti consigli: dal cucinare nudi, al linguaggio dei fiori, passando per l’ode alla zuppa di grongo.

Salse, antipasti, zuppe, entrées, piatti forti e dolci: niente è stato dimenticato e nulla è stato lasciato al caso, tutte le ricette per stregare i commensali o il/la commensale preferito/a

Non si può resistere a ricette come le Pere ubriache, Taj Mahal, le Charlotte degli amanti o una strepitosa Bavarese del moro.

Isabel Allende, la regina della narrativa festeggia 80 anni – Libri – Narrativa – ANSA

Isabel Allende – Wikipedia

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La congiunzione di Urano, Nodo Nord e Marte. Tanto rumore per … moltissimo! E niente per caso!

Ed eccoci arrivati alla esatta Congiunzione di Marte, Urano e Nodo Nord in Toro

E l’inizio di una corrente di energia esplosiva che ci accompagnerà nei prossimi mesi con eventi veramente inaspettati tanto da non poterli immaginare. Ci saranno rotture di vecchi paradigmi, crolli di strutture rassicuranti, capovolgimenti di pensiero, mutamenti di rotta, rovesciamenti di organizzazioni sociali obsolete, tutto il sistema avrà fine e tutto verrà messo in discussione.

Quello che ci aspettiamo che accada non accadrà e viceversa.

Tutti e tutto sarà coinvolto verso il cambiamento necessario. E in fretta!

E niente è per caso quando i pianeti si trovano in certe configurazioni!

Ogni volta che Urano, il pianeta della rivoluzione, della novità e dell’innovazione, viene coinvolto in una configurazione planetaria anticipa un momento davvero illuminante .

Urano è in Toro dal 15 maggio 2018 e proseguirà attraverso il segno fino al 27 aprile 2026.

Toro è il segno della vita terrestre,le risorse naturali, l’agricoltura, il lavoro, il cibo, le risorse personali, i valori, l’economia, i mercati, la finanza e tutto ciò da cui facciamo dipendere le nostre sicurezze.

Attraverso le energie di Venere Toro esprime l’arte di vivere ,che è la base per l’acquisizione dei beni materiali necessari per una soddisfacente esistenza. Predomina il desiderio di possedere sia cose belle che vivere esperienze che intensificano i piaceri fisici.

La stessa determinazione nel perseguire i propri obbiettivi è rivolta al bene comune, al territorio di appartenenza. Tutto è di tutti e va rispettato

In Toro si impara ad attribuire il peso corretto delle cose,ai valori della vita, alla giusta priorità delle esperienze, lavorando soprattutto sulle risorse, sul valore che diamo ai possessi , su tutto ciò che conta veramente.

Proprio in Toro siamo chiamati a trasformare il nostro passato per poter consolidare un nuovo modo di essere e di vivere.

E’ il terreno che ha bisogno in questo momento storico del cambiamento di rotta.

E questa stretta congiunzione con il Nodo Nord, un punto legato al karma e alla crescita della coscienza e che avviene ogni 15 anni ,stimolerà per almeno altrettanti a venire l’umanità intera a individuare e abbracciare veramente il giusto percorso da intraprendere in futuro.

Di certo la congiunzione del Nodo Nord di Urano ci porterà solo eventi e opportunità che servono il nostro massimo bene.

Infine, il Nodo Nord nel segno del Toro ci spinge verso la tranquillità dello spirito, a semplificare le cose.

Il Nodo Nord agisce concretamente quindi ci sarà un’amplificazione dei temi uraniani: scoperte, innovazioni e sviluppi inaspettati nella tecnologia, sui gruppi di persone e comunità, su i sistemi finanziari, sulle risorse e sull’economia ,sulle scelte energetiche, risveglierà le intuizioni e le idee rivoluzionarie che aprono nuove strade per raggiungere la sicurezza di tutto il pianeta e i suoi abitanti.

Questa congiunzione davvero epocale è ulteriormente alimentata da Marte.

Marte spinge a concepire la vita come una battaglia in ogni direzione,ad affrontare ogni esperienza con devozione cieca agli ideali romantici e politici,la mente fisica orienta le emozioni del cuore.

Se Urano rompe le strutture condizionanti che sono l’attuale sicurezza, Marte da il coraggio, la forza per farlo.E’ la forza di fuoco che rende questa congiunzione più potenziante. E’ l’ardore che accompagna nella scelta dell’oltre per cambiare rotta.

Un occhio a Saturno in Acquario che controlla gli effetti del flusso dirompente e delimita i confini . Che si programmino con saggezza i passi necessari e non di più, che si distruggano le forme superate avendone tratti insegnamenti, che si proceda mettendo prima le basi e poi costruire.

In effetti, qualunque cosa accada, da questo momento in poi il cambiamento ci sarà!

Cambiare può apparire ai più come una costrizione catastrofica, abbandonare la comoda routine anche se continuamente criticata, abituarsi ad uscire dai condizionamenti e a ritrovare il pensiero autonomo, distruggere le strutture obsolete che costituiscono le finte certezze, allargare gli orizzonti senza conoscere il dove, spingersi oltre la paura di essere coinvolti

Ma imparare a cavalcare i cambiamenti e seguire questa energia si può e si deve. Fidarsi del futuro e lasciarsi trasportare.

Di certo la potenza di queste spinte energetiche produrrà avvenimenti che ci stupiranno, che saranno comunque segnali della necessità del cambiamento.

Di certo queste spinte energetiche così travolgenti accelereranno ciò che l’umanità tutta ha come potenziale, la coscienza di essere creatori della realtà condivisa e come tali consapevoli dei valori che la determinano.

Cogliamo l’opportunità per riconoscerci come esseri pensanti !

Il resto è tutto apparenza e dipende da come lo pensiamo.

Un altro mondo non solo è possibile. Sta arrivando!

Io la penso così:

Love Laurin

( e se il vostro frigorifero che ha ormai dieci anni fa i capricci…cambiatelo che c’è il Bonus) Urano docet!

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Perchè siam donne: Chiara, Agnese, Selene, Antonella, Tiziana, professione Archeologhe

In Italia, fra la manovalanza degli scavi, le ragazze sono ben il 70 per cento. Le Indiana Jones di oggi imbracciano pala e piccozza e lavorano per intere giornate esposte al tempo a volte inclemente. Formidabili nello studio, si armano di pazienza certosina per far parlare del passato ogni piccolo frammento.

E sono precise: una qualità fondamentale, perché ogni reperto studiato e preservato è un prezioso legame con la nostra storia e le nostre radici.

«L’archeologo non è solo uno scavatore: per fare carriera, occorre essere sul mercato con tanti titoli. Servono pubblicazioni scientifiche, ricerche, partecipazioni a convegni» spiega Marina Castoldi, docente e direttrice della Scuola di specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Milano. «Ai miei studenti consiglio sempre di non focalizzarsi su un singolo aspetto, ma di occuparsi di più tematiche».

Le cacciatrici del passato devono avere molte frecce al proprio arco. Uno sbocco professionale ambito è il ruolo di funzionario in una soprintendenza o di conservatore in un museo. In entrambi casi, i concorsi non sono frequenti e i posti scarseggiano. Un’altra strada molto selettiva è la carriera accademica, per diventare ricercatore e professore associato. In alternativa, molte giovani scelgono la libera professione, chi negli scavi d’emergenza, chi come guida e divulgatrice, chi come consulente.

Conciliare la vita personale con il lavoro è spesso complicato: scavi, cantieri, viaggi implicano lunghe assenze da casa. Ma qualcuna ce l’ha fatta. Anche con l’aiuto di partner solidali.

Chiara Corbino, 43 anni, di professione archeologa medievista e archeozoologa : a caccia di antichi animali

Agnese Lojacono, 30 anni, di professione archeologa classica e dottoranda all’università di Milano : una vita tra i cocci

Selene Busnelli, 30 anni, di professione archeologa specializzata in Preistoria e Protostoria : a colpi di piccone

Antonella Antonazzo, 43 anni, archeologa classica subacquea : la bellezza giace sul fondo

Tiziana D’Angelo

Donna, giovane e direttrice. A soli 28 anni, l’archeologa Tiziana D’Angelo è stata nominata capo del Parco Archeologico di Paestum e Velia.

Nel suo curriculum ci sono alcune tra le università più prestigiose del mondo. Dopo aver studiato a Pavia, infatti, Tiziana D’Angelo si è trasferita a Oxford nel 2007 e ad Harvard nel 2013, dove ha perfezionato i suoi studi grazie a un dottorato in Archeologia Classica, con una tesi sulle tombe dipinte dell’Italia meridionale in epoca classica ed ellenistica.

Ha lavorato agli Harvard Art Museums, al Getty Research Institute di Los Angeles, al Deutsches Archäologisches Institut di Berlino e al Metropolitan Museum di New York.

E non è tutto qui: ha anche insegnato a Cambridge e a Nottingham.

E’ uno dei più giovani responsabili di musei e parchi archeologici in Italia.

Tiziana D’Angelo ha avuto modo di godere della bellezza di Paestum già da piccola, insieme alla sua famiglia.

«Poi ci sono tornata periodicamente. Collaboravo per le mostre con Gabriel Zuchtriegel (l’ex direttore del sito archeologico di Paestum e ora direttore degli scavi archeologici di Pompei ) e quindi ho mantenuto un legame con il sito.

Ma mai avrei immaginato che sarei tornata qui come direttrice. È un sogno».

Paestum vuol dire molto per lei, vista la sua specializzazione in archeologia magnogreca nell’Italia preromana. La prima volta che lo visitò era il 2012 e la direttrice era Marina Cipriani. Studiò le tante stele dipinte e qui custodite e cominciò molte collaborazioni con l’ex direttore Gabriel Zuchtriegel.

Sicuramente procederà con i progetti già attivati.

Primo fra tutti, il piano di riqualificazione dell’ex stabilimento Cirio, a sud delle mura antiche, che va recuperato al più presto e ospiterà spazi espositivi, attività didattiche ed eventi. 

Poi,si sposterà a Velia,dove va riattivato tutto il suo sistema museo, aprendo al pubblico la galleria sotterranea dell’ex stazione Velia Scavi, ex deposito archeologico.

Quindi intraprenderà nuove campagne di scavo, purché abbiano tutte una ricaduta immediata sulla ricerca.

Tra i suoi obiettivi c’è quello della creazione di nuovi poli e spazi espositivi nei siti archeologici di Paestum e Velia.

Professione archeologa: «Noi diamo voce al passato» – iO Donna

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TEMPI ECCEZIONALI… CREDERE IN SE STESSI

“Pochi sono consapevoli dei tempi eccezionali che stiamo vivendo … pochi ma sufficienti per aiutare se stessi e l’intera umanità.

Sono quelli che i Vangeli e film come “Matrix” chiamano gli Eletti, ovvero quelli che cercano la verità.

Gli eletti si sentono diversi fin dalla nascita, non si adeguano alla “realtà” di questo mondo, vorrebbero cambiarlo ma non sanno come fare

Imboccare la via dell’evoluzione è per costoro un “cambiare”, che è in realtà diventare se stessi.

È Essere, ovvero: riflettere nel mondo il proprio messaggio genetico in tutta la sua integrità.

Tuttavia “per imboccare la via” dice Morpheus che “sapere non basta”. Bisogna aprire la porta interna, sciogliere quella barriera che è la paura di essere diversi e quindi non accettati dagli altri.

Gli Eletti sono pochi, ma non pochissimi.

Forse alcuni milioni o decine di milioni.

Sparsi come il sale ovunque nel pianeta, immersi in “realtà” familiari e sociali che negano tutto ciò che gli Eletti sentono.

La SFIDA E CREDERE IN SE STESSI, osare, essere diversi, rispettare le proprie abilità, sviluppare i propri talenti, non adattarsi al sistema che organizza ogni attimo della così detta “vita”.

Gli Eletti sono “enzimi” di una trasformazione planetaria che consentirà a tutti libertà, prosperità, unità e comunione con la Natura”.

Giuliana Conforto

Libri:

https://www.macrolibrarsi.it/data/partner/2981/42768.html

Matrix: il significato del film con Keanu Reeves – Cinematographe.it

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Perchè siam donne : Judit la vera prima regina degli scacchi!

Nel 1989 il Maestro di scacchi Garry Kasparov dice in un’intervista che le donne non sono brave a giocare a scacchi e che il loro compito è piuttosto sostenere i loro mariti. E fare figli…

Lei è Judit Polgar.

Tredici anni dopo, nel 2002, a 26 anni, vince in 42 mosse proprio contro Kasparov.

“Vincere è stato bello, è stato bello battere tutti questi ragazzi che non mi davano credito. “

Mio padre si era convinto che geni si diventa, specializzandosi da piccoli. Così io e le mie sorelle siamo state educate a casa”

Judit Polgár è nata a Budapest il 23 luglio 1976

E’ considerata la miglior giocatrice nella storia degli scacchi, ha infranto numerosi record sia femminili che assoluti.

Judit, insieme alle sue due sorelle maggiori, una diventata Grande Maestro e l’altra Maestro Internazionale , ha partecipato al percorso educativo sperimentato dal padre,psicologo, intenzionato a dimostrare che un bambino può ottenere risultati eccezionali se allenato fin da piccolo in un certo campo.

Il suo motto era:La genialità si crea, non nasce da sola. Insieme alla moglie Klara, linguista ucraina, hanno educato le loro figlie a casa specializzandole negli scacchi,

Il Grande Maestro inglese Nigel Short ha definito Judit Polgár «una delle tre o quattro prodigi della storia degli scacchi»

Tuttavia Garri Kasparov nel 1989 dichiarò: «ha molto talento negli scacchi, ma dopotutto è una donna. Tutto si riduce alle imperfezioni della psiche femminile. Nessuna donna può sostenere una battaglia prolungata». Successivamente però, dopo avere perso una partita al gioco rapido nel 2002, Kasparov cambiò idea: «le Polgár hanno dimostrato che non ci sono limitazioni intrinseche alle loro capacità: un’idea che molti scacchisti rifiutarono di accettare, fino a quando non furono schiacciati senza troppe cerimonie da una dodicenne con la coda di cavallo»[

Judit Polgàr stata la più giovane scacchista a entrare nella lista dei migliori 100 giocatori di scacchi al mondo all’età di soli 12 anni ed anche l’unica donna ad essere entrata a far parte della top ten e ad aver preso parte ad una competizione valevole per il titolo di campione del mondo degli scacchi del 2005.

Nel 1991, Judit aveva acquisito il titolo di Grande Maestro Internazionale, a soli 15 anni e 4 mesi. Ai tempi batté il record della persona più giovane di sempre ad essersi aggiudicata il titolo, battendo l’ex campione del mondo Bobby Fischer .

È la più straordinaria giocatrice di scacchi di tutti i tempi.

A chi glielo ricorda lei risponde: per il momento sì, sono io, ma statene certi, ne arriveranno tante e formidabili nella prossima decade,

Il 12 agosto 2014 ha annunciato in un’intervista rilasciata durante le Olimpiadi di Tromsoe il suo ritiro dagli scacchi agonistici

Genitori, nonni, insegnanti dovrebbero credere allo stesso modo in bimbi e bimbe. Tutti cercano consensi: ma se una bambina ne riceve perché ha bei riccioli o fantastici occhi blu, o perché aiuta la mamma, quello diventa il modo più facile di averne. A un ragazzino non dicono che è un angioletto ma che è intelligente, che ha occhi furbi. Gli chiedono come va a scuola, che materie o giochi preferisce. Tutti ci mettono del loro, anche quando entri in un negozio e ti dicono “come sei carina!”. Spesso si fanno danni con le migliori intenzioni. Anche le madri: non sempre incoraggiano le figlie a continuare gli studi. Certo in alcuni Paesi le bambine hanno più opportunità, in altri meno: ma occorre aprire le menti. È una battaglia lunghissima.

E oggi Judit Polgár si batte perché le bambine abbiano le stesse opportunità dei ragazzi in ogni campo e ispirare tante giovani donne .

Perchè quando credi nei tuoi sogni tutto l’universo collabora per farli realizzare.

Fonte

Judit Polgár – Wikipedia

Leggi anche:

Perchè siam donne: Perdere qualche volta porta a grandi vittorie ! Così Anna Muzychuk! – Laurin42 (wordpress.com)

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* Un gelato può cambiare il tuo umore…..dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei…


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Ma quando è stato inventato il gelato?

Ci sono riferimenti alla refrigerazione di frutta, latte e miele  sia negli antichi testi sia nelle cronache delle scoperte archeologiche più note.
Pensate che nella Bibbia Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve e si narra che Alessandro Magno, durante le sue campagne in India, pretendesse un continuo rifornimento di neve da consumare mescolata a miele e frutta durante le lunghe marce e la preparazione delle battaglie.

Alcuni studiosi fanno risalire l’origine del gelato a circa 3.000 anni prima di Cristo, in estremo Oriente, precisamente in Cina.

In seguito alle invasioni mongoliche, il gelato sarebbe poi approdato in Grecia e in Turchia, diffondendosi negli altri Paesi del bacino del Mediterraneo.

Gli antichi faraoni egizi, tra le portate più ambite dei loro sontuosi banchetti, annoveravano primitive forme di granite e la stessa Cleopatra offrì con successo a Cesare ed Antonio frutta mescolata a ghiaccio.

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Gli antichi Romani si distinsero ben presto grazie alle loro nivatae potiones”, veri e propri dessert freddi.
Il generale Quinto Fabio Massimo inventò una ricetta molto simile a quella del sorbetto. La parola sorbetto sembra tragga origine proprio dall’arabo scherbet = dolce neve oppure dall’etimo, sempre arabo, sharber = sorbire, da cui passando attraverso la lingua turca, sarebbe stato coniato il termine chorbet.

Marco Polo, verso la fine del XIII secolo, al termine del suo famoso viaggio in Asia, portò dalla Cina nuove idee per il congelamento artificiale, grazie ad una miscela di acqua e salnitro.

Nel corso del Medioevo invece i sorbetti insieme ad altri cibi raffinati finirono addirittura di sparire dalle mense perchè ritenuti simbolo del peccato.

Il  trionfo di questo dolce freddo sulle tavole dei ricchi avviene, tuttavia, nel Cinquecento, in seguito allo sbarco in Europa d’ingredienti provenienti dai nuovi continenti: frutta, piante nuove, aromi e spezie, tè, caffè, cacao.

Fu Caterina de’ Medici che diffuse oltralpe un dessert semifreddo a base di crema dolce, dopo aver sposato il futuro re Enrico II di Francia nel 1533. Questo dessert assomigliava molto al gelato attuale.

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Fino ad allora il gelato seppur nella sua forma di crema ghiacciata era stato prerogativa solo dei più ricchi, per la difficoltà di conservare il ghiaccio d’estate ma  verso il 1560 un medico spagnolo che viveva a Roma, Blasius Villafranca, scoprì che, aggiungendo salnitro alla neve e al ghiaccio, si poteva congelare molto più rapidamente qualsiasi cosa: fu questa la scoperta che segnò l’inizio di tutto e trasformo il ghiaccio e la neve in quello che oggi chiamiamo gelato dando il via ad una produzione destinata, siamo convinte, a non finire mai.

Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l’invenzione del gelato ‘moderno’, che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all’architetto Bernardo Buontalenti. Altro grande epigono del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo caffè Procope.

Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l’italiano Filippo Lenzi, alla fine del XVIII secolo, aprì la prima gelateria in terra americana. Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young.

Il primo gelato industriale su stecco, il Mottarello al fiordilatte nasce in Italia nel 1948. Subito dopo, negli anni 50, arriva il primo cono con cialda industriale il mitico Cornetto. Gli anni 70 e la diffusione del frezeer domestico battezzano invece il primo secchiello formato famiglia, ilBarattolino. 

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Fino ad arrivare al primo biscotto famoso diventato un gelato di successo, il bicolore Ringo.

Gelato e…psicologia

Da una ricerca sulle scelte del gelato e la psicologia umana, la psicologa Viviana Finestrella, esperta in tematiche nutrizionali dice:

Il gelato è un alimento che si gusta in maniera semplice e diretta (senza posate, e non c’è bisogno di sedersi a tavola) che quindi permette alla persona di “spogliarsi” degli aspetti formali e vivere un momento di piacere senza imporsi rigidità e controllo, atteggiamenti che invece predominano in altri momenti e periodi dell’anno (in inverno, ad esempio, quando si è al lavoro). Il gelato contribuisce a disattivare (quanto meno ad abbassare) le nostre difese (in altre parole…”scioglie il Super-Io!”) e a vivere in maniera più autentica e genuina, anche nelle relazioni.

Ci sono le prove, lo hanno verificato i ricercatori dell’Istituto di psichiatria di Londra, secondo i quali il gelato «accende» gli stessi centri del piacere nel cervello stimolati da una vincita di denaro o dall’ascolto della musica preferita.

Dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei?

Il Cono con cialda è scelto da chi predilige un’esperienza sensoriale completa non negandosi nulla, costituito dalla parte cremosa e da quella croccante del cono, contando comunque sulla sicurezza di un appagamento finale (la parte terminale di cioccolato). Chi mangia il cono di solito è un tipo Voglioso.

Lo Stecco: a prima vista chi mangia questo tipo di gelato è una persona intraprendente, che ama curiosare nella moltitudine di gusti possibili, ma allo stesso tempo si tratta di un tipo Insicuro… Questa persona ha bisogno che rimanga qualcosa di tangibile, lo stecco appunto, con cui giocare o anche solo da tenere in bocca.

 – Il Ghiacciolo: si addice ad una personalità Effimero/Indipendente, a colui che preferisce un piacere da gustare immediatamente, convinto che non c’è nulla da aspettare (come nel cono). Questo tipo di persona tollera poco la frustrazione dell’attesa.

Il Biscotto: per chi ha bisogno di grande rassicurazione: è quasi la merenda preparata dalla mamma, dove c’è di tutto, anche la parte di biscotto che rimanda al bisogno di un surplus di nutrimento affettivo. Non è croccante né duro, è un piacere adatto al bambino.

La Coppetta: scelta di solito dal tipo Controllato/Misurato. È l’unico gelato “contenuto”, e quindi non libero, neanche nella modalità di assunzione dovendo utilizzare il cucchiaino. Il formato preferito da chi non riesce a lasciarsi andare fino in fondo e concedersi un piacere (che a volte “sporca” le mani o i vestiti), e da chi deve mantenere le buone maniere, anche con se stesso.

Le Praline: sinonimo di personalità Moderno/Attuale. Si tratta infatti di una scelta un po’ “mordi e fuggi”, caratteristica dei nostri tempi, molto veloci. Sono il gelato di chi ama portarsi una “scorta” di benessere, un piacere più piccolo, non dilagante, ma ripetuto nel tempo, da gustarsi in contesti diversi, tra cui quello lavorativo.

Che sia un croccante cono, uno stecco o una coppetta, il gelato ci regala sempre un attimo di felicità: è veramente magico come ci faccia tornare bambini … Anche solo per un minuto!

Miami, Florida, USA --- Woman and young girl on outdoor patio eating ice cream --- Image by © Ocean/Corbis

Fonti:

http://lifepretaporter.it/il-gelato-storia-curiosita-e-psicologia/

http://www.istitutodelgelato.it/

Gelato sospeso: anche quest’anno puoi lasciare pagato il gelato ai bambini meno fortunati

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La buona notizia del venerdì: La natura diventa un museo per salvare gli alberi ! Ed è gratis!

A ORISTANO GLI ALBERI SCULTURA DI SALVATORE GARAU

Nel 1982, in occasione di documenta 7 a Kassel, Joseph Beuys dava inizio a una delle sue opere più note e protratte nel tempo: davanti al Museo Fridericianum, l’artista fece accumulare 7mila pietre di basalto, a ognuna delle quali era legato il destino di una piccola quercia. Chiunque avesse adottato una di quelle pietre, avrebbe finanziato l’impianto di un albero in città o nei territori limitrofi. Un processo lunghissimo, durato anni, che coniuga arte, impegno sociale e sensibilità per i temi legati all’ambiente.

Una visione, questa, che oggi ispira l’intervento di Salvatore Garau, artista sardo che sul Lungomare di Torregrande a Oristano darà vita al MACCAB – Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto per Bambini.

Non si tratta dell’inaugurazione di un nuovo museo, o almeno non in maniera canonica: per salvare gli alberi di pino presenti sul lungomare e che l’amministrazione comunale di Oristano ha deciso di abbattere, Garau ha dato un titolo a 37 alberi, certificandoli così come “opere d’arte”.

Con questa operazione, Garau vuole dimostrare che gli alberi sul Lungomare di Torregrande non sono soltanto opere d’arte della Natura, ma anche Sculture Viventi di Arte Contemporanea, e come tali opere da tutelare e valorizzare. I

l progetto quindi consiste nel certificare i primi 37 alberi (36 più uno invisibile) come opere d’arte, e tra un albero e l’altro nei prossimi mesi saranno installate opere inviate da 40 artisti di tutto il mondo dedicate al mondo della Natura e all’infanzia. “Accorro in aiuto degli alberi in un momento pericoloso per la loro estinzione e per difendere un patrimonio paesaggistico, culturale e di memoria dal valore immenso”, spiega Salvatore Garau. “Può un albero diventare un’opera d’Arte Contemporanea? Sì, se a deciderlo è un artista. Se poi quest’azione sarà compresa, condivisa o per niente accettata, poco importa: l’artista deve ‘fare’, perché solo così può aiutare l’uomo a capire l’inscindibile legame fra arte e vita in ogni suo forma; deve aiutare a pensare e a far ‘sentire’ l‘insolito, a riflettere su ciò che fino a quel momento sarebbe stato inconcepibile. Ciò che vediamo senza riflettere è uno sguardo perduto”.

Danzante; Nessuno mi fa paura; Ernesto l’imbattibile; Educato e timido; Celibe; Vedete? Sono sensuale con garbo; Fighetto; Stempiato con gusto; Avvocato dei fantasmi; Elvis Presley sono alcuni dei nomi che Garau ha dato agli alberi, ai quali si aggiunge quello dell’albero “invisibile”, Sono immenso eppure non mi vedete. 

“Non ci sarà alcun intervento invasivo sugli alberi”, sottolinea l’artista. “Sarebbe come intervenire sulla Pietà di Michelangelo. L’albero è già perfetto, solo un titolo è più che sufficiente a rivelare l’opera che già esiste. Un’azione poetica, la mia, per ricordare, ora più che mai, che l’uomo deve vivere in simbiosi con la natura e con se stesso”.

Fonte:

Nasce a Oristano il MACCAB, il museo degli alberi da salvare | Artribune

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Luna Piena in Capricorno: guidati dalle emozioni per crescere in consapevolezza

Il prossimo 13 luglio 2022, la Luna Piena in Capricorno sarà anche una Super Luna, vuol dire che apparirà più grande e più luminosa del solito. Questo fenomeno si produce quando, al momento della Luna Piena, la luna è al suo perigeo, ossia sul punto dell’orbita più vicino alla Terra.

Questa Luna Piena è congiunta a Plutone, opposto a Mercurio, Urano trigono e Chirone quadrato.

Questa è la seconda di tre Super Lune Piene , la prossima Super Luna Piena di Agosto.

Come con qualsiasi lunazione del Capricorno, la grande domanda è “cosa stiamo cercando di ottenere?”

Il Capricorno è il nostro sé superiore, l’adulto dentro ognuno di noi. Va bene essere spietatamente onesti (Luna Piena in congiunzione con Plutone) o avere conversazioni difficili (Luna Piena opposta a Mercurio) purché non perdiamo di vista il nostro obiettivo e agiamo dal nostro miglior possibile.

Questa Luna mette in risalto le emozioni che non sempre ascoltiamo, siamo soliti mettere da parte e soprattutto non esprimiamo.

Spinte dalle energie lunari ,saranno proprio queste emozioni che ci guideranno in questo periodo per analizzare le situazioni, per riflettere, per valutare i pro e i contro con lucidità, concentrazione e oggettività,per conoscerci meglio, superare i giudizi che che ci trattengono nei rapporti, aprirci al prossimo con amore per costruire insieme.

E’ il primo plenilunio dopo il solstizio d’estate e può aiutarci a chiudere definitamente con il passato per concentrarci meglio sui progetti del futuro compresi quelli a lungo termine. Il Capricorno esalta tutto ciò che è solido e duraturo e logico.

Questa Luna Piena in Capricorno è in opposizione Mercurio (nel segno del Cancro)/ Plutone (nel segno del Capricorno), e questo potrebbe spingerci ad essere più attenti alla validità delle nostre scelte,a cambiare atteggiamento verso i nostri “sbagli” e a trarne al contrario insegnamenti, a scoprire risorse e qualità che non avevamo notato. Sarà una presa di coscienza che cambierà il nostro senso della vita.

L’alleanza di Urano nel segno del Toro e Nettuno nel segno del Pesci, mentre la Luna si fa piena , ci conferisce una maggiore abilità per concludere affari e attività in corso con particolare intuizione.

Infine, il Nodo Nord nel segno del Toro ci spinge verso la tranquillità dello spirito, a semplificare le cose.

Il Nodo Nord e Urano si incontrano solo ogni 15 anni, quindi la congiunzione metterà in moto una serie di eventi che ci influenzeranno per i prossimi 15 anni a venire.

Il Nodo Nord ha un effetto pratico, quindi ci sarà un’amplificazione dei temi uraniani: scoperte, sconvolgimenti, innovazioni e sviluppi inaspettati nella tecnologia, gruppi di persone e comunità, sistemi finanziari, risorse e mercati

A livello individuale, la congiunzione sarà vissuta come una spinta per vivere la nostra vita come vogliamo veramente. Possiamo scoprire risorse e talenti che non sapevamo di avere, oppure possiamo finalmente sbarazzarci di situazioni o comportamenti che negli ultimi anni ci sono apparsi come ostacoli

Connessi con Urano qualsiasi situazione che ci sembrava complicata può avere significato se la si guarda da un altro punto di vista.

Questa Super Luna Piena in Capricorno è decisamente coinvolgente, non ammette scuse, la strada è ancora in salita, ma se siamo disposti a tuffarci fino in fondo nel progetto del percorso a salire in cima per raggiungere la nostra meta saremo premiati.

Ognuno di noi è chiamato a fare del suo meglio, siamo artefici consapevoli di ogni cosa, grande o piccola, che riguarda la vita sua e degli altri.

Non è più tempo di negare l’evidenza, scaricando colpe e responsabilità fuori da noi, ma di guardare quello che possiamo fare nel quotidiano, con ogni azione, con ogni pensiero, con ogni atteggiamento, per noi e per gli altri.

Valutiamo la consistenza delle risorse personali e collettive che abbiamo a disposizione ora, e ce ne sono tante, in modo che possano essere usate per raggiungere obbiettivi utili ad una convivenza costruttiva.

Dobbiamo avere coraggio e fiducia, tutti sappiamo bene ormai che è in gioco il futuro dell’umanità, e farci carico dell’impegno e della determinazione che comporta andare avanti, avanzando, verso un Mondo Nuovo

Il valore da raggiungere in questo periodo è RESPONSABILITÀ.

Luna Piena 13 luglio in Capricorno: influenza e caratteristiche (msn.com)

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La buona notizia del venerdì: Riscopriamo le nostre eccellenze creative: Corda che cerchi ” Il Cordaio ” che trovi… a Milano

COPERTINE


Milano è la capitale dello shopping. Nascoste lungo i navigli e nel dedalo di Brera brillano le meraviglia e la storia del design.

Artigianato è la parola d’ordine: tra cacciatori di vintage, dinastie di fioriste, liutai d’eccezione e atelier che da materiali poveri modellano gioielli di straordinaria eleganza, questa guida vi porterà nei più originali e sorprendenti negozi della città, regina del gusto e della moda, museo a cielo aperto e laboratorio di nuove tendenze in continua evoluzione.

Ne hanno elencati così tanti e se pensate che abbiano esagerato vi sbagliate.
Particolari, antichi, nuovissimi, per iperspecialisti.

In quale negozio si parlano nove lingue? Dove inorridirebbe perfino Frankenstein? E dove si possono far stampare biglietti da visita per il proprio cane? A volte tradizionale, a volte esclusiva oppure folle, è Milano. Esplorate le nuove vie dello shopping, scoprirete la città da una prospettiva insolita e conoscerete negozi originali e i loro proprietari.

Il Cordaio di Roberto Carpignano

INGLESE

ITALIANO

Grazie Roberto ! ( la creatività è di famiglia!)

https://www.ilcordaio.com/

Fonte:” 111 negozi di Milano che devi proprio scoprire”
di Aylie Lonmon
Emons, 2015