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* Il 2015 è l’anno della Pecora di legno

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Io sono la figlia prediletta della Natura.

Io confido e sono ricompensata dalla fiducia.

La fortuna sorride sul mio volto.

Tutte le cose fioriscono

nella gentilezza del mio amore.

Io mi sforzo di trovare la bellezza in

tutto ciò che vedo.

Io sono bella di viso

E piena di grazia.

Io sono la Pecora

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Il 19 febbraio 2015 inizia l’anno Lunare e secondo l’astrologia cinese,

questo è l’anno della Pecora o Capra del Legno.

Si esce dall’anno del Cavallo di Legno, un anno ricco di alti e bassi, cambiamenti e rivolte sociali, per entrare nell’anno della Capra o della Pecora.

L’inizio anno è il 19 febbraio del 2015 il suo termine l’8 febbraio 2016, data d’inizio dell’anno della Scimmia di Fuoco.

Il 2015 è un anno che metterà in atto tutte le migliori qualità del segno della Pecora del Legno.

In genere i cinesi non fanno molta distinzione tra capra o pecora per cui spesso si usa chiamare l’ottavo segno dello zodiaco cinese anche Pecora.

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La Pecora (YANG) è un simbolo di pace, di serenità e coesistenza armoniosa, ma anche della pietà filiale.

Nonostante simboleggi per omofonia lo YANG, è l’anno dedicato alla famiglia, all’armonia, alle Arti e alle attività creative.

Riguarda i momenti “passivi” e il nutrimento ad ogni livello, anche spirituale.

L’anno della Pecora aiuta il processo di guarigione da eventi passati e asseconda coloro che credono nella pace, nella fiducia e nel buon senso che accompagnano la vita.

Tendenzialmente YIN la sua energia si manifesta verso l’introspezione e ipersensibilità che in alcuni casi può portare ad una ipercriticità rivolta a se stessi.

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La Pecora è l’ottavo animale nello zodiaco cinese: il suo elemento è la terra, calda, estiva. Il mese della Pecora è luglio.

La Pecora è uno degli animali favoriti nella tradizione cinese e considerati di buon auspicio perchè il modo in cui si scrive la parola “pecora” è contenuto anche nella parola “fortuna”, e persino la pronuncia dei due termini è simile, oltre ad essere quasi identica al modo in cui si pronuncia la parola “yang” (complementare dello yin), l’energia di movimento che permea l’universo.

I cinque tipi di Pecora

Pecora del Metallo: 1871, 1931, 1991, 2051

Pecora dell’Acqua: 1883, 1943, 2003, 2063

Pecora del Legno: 1895, 1955, 2015, 2075

Pecora del Fuoco: 1097, 1967, 2027, 2087

Gli attributi della Pecora del Legno saranno fondamentali per determinare lo “stato d’animo” di quest’anno.

Sarà un periodo dove si tenterà di ricucire gli strappi dovuti all’irruenza del Cavallo, un periodo in cui si attueranno incontri di pacificazione per trovare soluzioni ai conflitti che ci affliggono e per mantenere una pace più duratura.

Un anno dove il buon senso prevarrà sulla forza bruta.

Anche nell’ambito familiare si metteranno da parte i rancori, si prenderà il tempo per ricomporre ciò che incomprensioni, rabbia e aggressività hanno frantumato.

La calma della Pecora non farà sparire magicamente i dubbi, la rabbia o la violenza, ma li ricoprirà con un velo di pace, armonia e saggezza. Nasconderà tutto ciò che potrà disturbare l’armonia per concederci il tempo di guarire.

Caratteristiche del segno della Pecora 

Le persone del segno Pecora del Legno hanno una creatività cosi grande da dividerla anche con gli altri. Sono persone molto altruiste, in grado di dare senza chiedere nulla in cambio, caratteristica che li rende particolarmente affascinanti agli occhi un probabile partner. Nella vita di coppia, si dimostrano sempre molto tradizionalisti, amano costruire un rapporto su solide fondamenta e hanno bisogno di onestà e lealtà.

Coloro che sono nati nell’anno della pecora sono dotati di una notevole creatività che deve però essere opportunamente indirizzata da chi li circonda.

Solo in questo modo riusciranno a eccellere nella loro professione ottenendo soddisfazioni personali e sotto il profilo economico. Data la sua propensione artistica potrebbero lavorare nel campo della pubblicità, della moda o del giornalismo.
L’innato senso artistico è accompagnato da una grande generosità verso il prossimo : i nati della pecora amano dare senza pretendere riconoscenza.

In amore la sincerità governa il rapporto con il partner che, proprio per questo motivo, è quasi sempre di lunga durata.

La pecora non ha quindi particolari interessi per il flirt occasionale.

Chi nasce sotto il segno della pecora è un gran sognatore, altruista e molto sentimentale.

La pecora è bisognosa d’affetto, coccole e attenzioni e se ne sente la mancanza non esiterà a fare di tutto per attirare l’attenzione su di sé

E’ una persona tranquilla che non ama le responsabilità e gli impegni, le piacciono le cose belle e sarà disposta a fare i peggiori capricci per ottenerle.
A volte agisce usando troppa leggerezza e ottimismo, specialmente per quel che riguarda denaro e salute. E’ un po’ superficiale quindi ha sempre bisogno di qualcuno di solido che la tolga dai guai in cui spesso riesce a mettersi.

Odia le abitudini, le regole e i rimproveri ed è nota per la sua totale mancanza di puntualità.

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Cosa riserva l’anno della PECORA al mondo?

È considerato un anno tranquillo, nel quale è possibile rilassarsi, grazie alla comprensione e al dialogo è possibile superare le tensioni anche a livello internazionale, si dice che sotto l’egida della Pecora abbiano termine i conflitti.

Patrona delle arti, la Pecora farà brillare la creatività,l’invenzione e l’espansione delle attività artistiche ed estetiche.

L’amore per l’Armonia e la coesistenza, tipico della pecora, risparmierà a quest’anno molte difficoltà.

I moderati e le colombe riusciranno a farsi ascoltare..

Molto spesso l’anno della Pecora segna la fine delle guerre, conflitti internazionali e animosità reciproche.

E’ l’anno della INTROSPEZIONE.

 

Fonti:

http://www.arcobaleno.net/oroscopi/2015-cinese

http://lalunanellago.blogspot.it/2015/01/lanno-della-capra-di-legno.html

http://www.greenme.it/spazi-verdi/feng-shui/2150-2015,-l-anno-della-capra-di-legno

Theodora Lau ” Astrologia Cinese” Edizioni Mediterranee

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* La buona notizia del venerdì: l’ombrello magico Ginkgo

L’ombrello riciclabile che si piega ma non si spezza 

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Ginkgo è l’ombrello che si piega, ma non si spezza.

E’ realizzato totalmente in plastica e in materiali riciclabili ed è stato ideato da tre ragazzi italiani.

La sua prima linea è andata letteralmente a ruba.

Quante volte ci siamo ritrovati sotto la pioggia battente perché le forti raffiche di vento avevano distrutto il nostro ombrello? Vedendo la fidanzata in difficoltà con il solito ombrello rotto, Federico Venturini ha avuto un’idea geniale: realizzare un ombrello di plastica.

Nel 2006, insieme ai suoi soci Gianluca Savalli e Marco Righi, ha deciso di dare vita ad una start up per mettere in commercio la sua creazione, un ombrello chiamato “Ginkgo”.

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Non è più fatto in metallo e tessuto, ma è realizzato totalmente in propilene, una plastica leggera e riciclabile al 100%.

Ginkgo è l’ideale per camminare per strada durante quelle tipiche giornate invernali di vento e temporali, si piega, ma non si spezza e non vi lascerà mai senza riparo sotto la pioggia. Venturini ha dichiarato di voler rivoluzionare il mondo degli ombrelli attraverso il suo prodotto ecosostenibile, che, una volta rotto, si può gettare nella spazzatura per essere riciclato.

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Per produrre Ginkgo, la start up si è servita di Indiegogo, piattaforma di crowdfunding, ed  è riuscita ad ottenere 137mila euro in pochissimo tempo.

E’ disponibile in venti diversi modelli, personalizzabili in dodici colori diversi, con un prezzo che va dai 15 dollari per la versione base, fino a 25 dollari per quelli più particolari ed originali. I settemila pezzi della prima linea sono andati letteralmente a ruba, tanto che i titolari della start up stanno già pensando a come sorprendere i clienti con la prossima produzione.

La novità è che il prodotto non verrà venduto più solo su Internet, ma arriverà nei negozi.

Federico Venturini dichiara: “Stiamo cercando di far leva sugli imprenditori italiani: ormai è quasi più conveniente produrre qui che in Cina, e noi vorremmo un prodotto bello, sostenibile e pure made in Italy”. Intanto, sono molte le aziende che vogliono avviare una partnership con i tre ideatori di Ginkgo, tra le più famose c’è anche la Fiat.

E l’ambiente ringrazia!


http://donna.fanpage.it/l-ombrello-riciclabile-che-si-piega-ma-non-si-spezza-foto/

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* Il gatto di Tolkien

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Il gatto ben pasciuto
che sta sullo zerbino
sembrerebbe che sogni
di topi uno spuntino
saporito e abbondante
e panna a sazietà.
Ma può darsi, chissà,
che pensoso cammini,
indomito e altero,
dove i padri felini
ruggivano davvero;
combattevano scarni
e scaltri, e nelle tane
profonde si acquattavano
per saziare la fame.
A Oriente banchettavano
con bestie prelibate
e di teneri uomini
con carni delicate.

Il più antico felino,
il leone gigante,
sfoggia artigli d’acciaio
sulle robuste zampe.
Ha gran denti crudeli
e fauci insanguinate.
Ci son poi le pantere,
belve nero-stellate
dalle zampe leggere,
che spesso con un salto
balzan sopra la preda
elastiche dall’alto.
Là dove assai lontana
nereggia la foresta
nell’ombra, cupa e arcana.
Lontani sono ancora,
son liberi e selvaggi.
Il gatto è sottomesso,
fatto schiavo dagli agi.
E’ un gatto ben pasciuto
che sta sullo zerbino;
è curato e tenuto
come un bel gingillino.
Che sogni topi e panna
potrebbe anche sembrare;
ma il suo cuore felino
non può dimenticare.

J.R.R. Tolkien

Immagine reperita sul web
#tolkien #cats

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* Susan Herbert, la pittrice dei gatti

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Susan Herbert (classe 1945) è considerata una dei più importanti “cat artists” del mondo, ovvero una “pittrice di gatti” molto particolare.
Formatasi a Oxford, alla Ruskin School Of Drawing & Fine Art, agli inizi della carriera ha lavorato come bozzettista presso la English National Opera, una delle principali compagnie operistiche di Londra.

 

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Qui, ritraendo gli artisti sulla scena, le viene l’ispirazione di sostituire fattezze feline al posto delle figure umane; finirà così per specializzarsi in stampe a tiratura limitata di  “personaggi scenici animalizzati”.

Tuttavia il suo primo lavoro non ritrae i gatti ma i loro antagonisti, vivaci topolini spesso illustrati su storyboard raffiguranti scene dei drammi shakespearini e successivamente vedono la luce gli Opera Cats, gli Shakespeare Cats, e i gatti immortalati nel Teatro e nel Balletto.

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Negli anni ’90, dopo quindici anni di duro lavoro e scarso successo, Thames and Hudson dà alle stampe The Cats Gallery of Arts che diventa immediatamente un fenomeno editoriale.


Ammirando i The Cats History of Western Art ci si rende conto che non c’è alcun intento parodistico nella rappresentazione e declinazione della nostra musa pelosa ma piuttosto una rispettosa, fedele e tenera interpretazione delle opere di Leonardo, Botticelli, Vermeer, Caravaggio, Rubens, Tiziano, Van Eyck, David, Goya, van Gogh, Monet e di moltissimi altri grandi artisti di tutte le epoche.

Da notare il gusto per il particolare e la finezza da gattofila: le code dei mici sono (quasi) sempre ben in vista: la Gioconda per esempio la tiene elegantemente in mano…

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Oltre ad aver rivisitato i capolavori della Pittura, del Teatro, dell’Opera, del Balletto, la Herbert ha esplorato anche il cinema, creando gli adorabili “Movie Cats”: così vediamo scene di molti film famosi in versione felina, da Via col Vento a Il Padrino, da Singin’ in the Rain al Dottor Zivago, dai classici in bianco e nero come Casablanca fino a film più recenti come Il Gladiatore.

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La Herbert  ha acquisito notorietà presso il grande pubblico dagli anni ’90 e nel Teatro Reale di Bath c’è una mostra permanente dei suoi dipinti, da visitare in compagnia del proprio mecenate felino.


fonti:

http://www.equilibriarte.org/site/SilviaB/blog/gatti-nathaniel-currier

http://www.libreriamedievale.com/gatti-medievali.html

 

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* Arte e gatti : Venere allo specchio

 

Nel 1651 Diego Velazquez finì la sua famosa “ Venere “ e tutti furono affascinati dalle sue forme.

Ma nessuno conosce la versione originale. In quel periodo imperavano le leggi e le severe punizioni dell’ Inquisizione Spagnola che vietavano la rappresentazione del nudo femminile.

Così l’artista spagnolo trovò una soluzione geniale, e questa è la versione originale:

 

 

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Si sa un gatto fa sempre il suo effetto!

Parola di Zarathustra il Gatto.

 

D.Velasquez : Venere allo specchio

fonte :http://fatcatart.ru/2012/02/venera-v-mexax/?lang=en

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* La buona notizia del venerdì: Matera designata ” capitale europea della cultura “

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Sette voti su tredici: superate in finale Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. La città della Basilicata condividerà l’onore con Plovdiv (Bulgaria). Il sindaco Adduce: “Sconfitti i pregiudizi”. Il ministro Francheschini: “Modelli virtuosi, ora lo stesso anche in Italia”. Secondo alcuni osservatori, l’impatto economico sul territorio sarà di circa 30 milioni di euro

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Matera sarà la Capitale Europea della Cultura 2019. Il verdetto è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini. Sconfitte le altre cinque finaliste: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. Con sette voti su 13, Matera è stata dunque ufficialmente designata Capitale europea della cultura per il 2019, titolo che, oltre all’Italia, è stato assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria.

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“Laboratori di cultura e creatività”. Il presidente di giuria, Steve Green, e Karel Bartak della Commissione Ue hanno lodato la scelta, definendo tutte le città selezionate sinora come veri e propri “laboratori che possono far fiorire la cultura, l’industria, la creatività“. “Il criterio di scelta”, hanno ricordato, “è stata la partecipazione della città e dei cittadini, ma anche la buona governance e il retaggio che verrà lasciato. C’è stato un vincitore, certo, ma nessun perdente. Le città che non ce l’hanno fatta devono continuare a fare il meglio per la cultura, i valori e i principi in cui hanno creduto”. Dopo l’accettazione formale di Franceschini, a metà 2015 l’Unione Europea proclamerà ufficialmente Matera Capitale europea della Cultura 2019.

Franceschini: “Ora una capitale italiana”. Secondo alcuni osservatori, l’impatto economico di questo titolo sul territorio è valutabile in circa 30 milioni di euro. Il ministro Franceschini ha detto che comunque “il patrimonio degli interventi programmati dalle città non scelte sarà comunque recuperato nel programma Italia dell’Art Bonus”, di recente approvato. “Questa è stata un’esperienza formidabile per le sei città”, ha poi aggiunto, “e molto importante per il Paese, perché il meccanismo di competizione e di selezione ha spinto a una cosa di cui c’è grande bisogno in Italia, cioè una programmazione complessiva. Le città hanno ragionato su un progetto a lungo termine in un insieme di eventi di restauro, recupero, proposte progettuali, che dimostrano che esattamente questa è la strada virtuosa da percorrere”. “Stiamo lavorando per avere presto una capitale italiana della cultura”, ha aggiunto Francheschini, “vogliamo sfruttare le norme contenute nell’Art Bonus per promuovere una sana competizione tra le città italiane”.

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L’Europa si complimenta. Tanti, ovviamente, i messaggi di congratulazioni da parte delle autorità. “Sono certa che Matera attirerà ancora più visitatori dall’Europa e da tutto il mondo spinti dal desiderio di scoprire la città e la sua storia e di apprezzare la varietà culturale che rappresenta uno dei punti di forza del nostro continente”, ha affermato la Commissaria europea alla Cultura Androulla Vassiliou.

“Aprire il futuro”. Lo slogan scelto da Matera per la sua candidatura è stato “Open Future”. Perché, come ha scritto il comitato promotore nel suo documento ufficiale, “tutti siamo ossessionati dall’eterno presente in cui siamo immersi, come se fosse impossibile guardare lontano ed impegnarsi per le generazioni future. Ma proprio una città antica come Matera può senza timore pensare ai tempi che verranno, tante le volte in cui si è riprogettata ed è uscita vincente dalla sfida con il tempo.

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Con molte altre piccole e medie città europee Matera ha condiviso lo stesso destino di area di consumo di prodotti provenienti dai grandi centri di produzione culturale. Negli ultimi anni, però, il quadro sta cambiando. Si fa strada un movimento che rimuove sistematicamente le barriere di accesso alla cultura: usa nuove tecnologie, adotta licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata”.

L’annuncio della designazione di Matera ha fatto esplodere la festa in piazza San Giovanni, nel pieno centro storico della Città dei Sassi, dove in migliaia si erano riuniti davanti al maxischermo per assistere in diretta alla proclamazione.

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La storia. La Capitale europea della cultura è un’istituzione nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Ue.

La prima è stata la capitale greca Atene, mentre l’Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. Il titolo viene attualmente assegnato a turno a due degli Stati che fanno parte dell’Unione Europea. Nel 2019 toccherà dunque all’Italia, insieme a Plovdiv per la Bulgaria. Quest’anno, la scelta è caduta invece su Umea (Svezia) e Riga (Lettonia). Nel 2015 sarà invece la volta di Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica Ceca), nel 2016 di San Sebastian (Spagna) e Breslavia (Polonia), nel 2017 di Aarhus (Danimarca) e Pafo (Cipro), mentre nel 2018 di Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta). 

http://www.repubblica.it/cultura/2014/10/17/news/ravenna_matera_cagliari_lecce_perugia_siena_capitale_europea_cultura_2019_italia-98351774/

 

dedicato alla mia amica di Matera, Giuliana Di Donno, una straordinaria musicista arpista, membro del comitato promotore

 

 

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* ” I bambini nascono imparati “

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Dusan Krtolica è un bambino serbo di undici anni.

Dušan Krtolica è il più giovane artista nel mondo.

Ha iniziato a disegnare quando aveva 2 anni e da allora non ha più smesso!

Ma nonostante la sua giovane età riesce a creare con una penna o una matita veri e propri capolavori.

Il suo soggetto preferito  è la natura. Pesci, fiori, uccelli, ma anche dinosauri e animali estinti. Un intrigo di flora e fauna che Dušan rappresenta nei minimi particolari articolando in modo complesso lo spazio, soprattutto per un bambino della sua età. Ha una conoscenza approfondita di tutte le ere geologiche e degli animali che vivevano in quei periodi.

In meno di tre settimane ha memorizzato tutti gli animali presenti nell’enciclopedia zoologica regalatagli dai genitori. Da grande vuole fare lo zoologo, ma per ora, a soli undici anni, ha già  allestito tre mostre personali a livello nazionale, due delle quali quando doveva ancora compiere otto anni.

Oggi, a 11 anni, lui riesce a creare alcuni dei disegni molto credibili, con ogni singolo dettaglio di tutti i soggetti che lui riesce a rendere “vivi” con la sua matita.

Questo bambino prodigio si ispira principalmente a piante e animali, e, inoltre, dato che, come quasi tutti quelli della sua età, è affascinato dai dinosauri, si dedica anche al disegno di specie estinte.

Gli è stata data l’opportunità di presentare le sue opere in 2 mostre personali nazionali, cosa che è comunque estremamente difficile da ottenere per qualsiasi artista.

Non c’è dubbio che lui sia un genio: le sue opere sembrano incredibilmente realistiche, ed un bambino di quell’età non sarebbero mai in grado di ricreare tali composizioni così dettagliatamente disegnandole in un modo stupefacente.

Quindi, alla “veneranda” età di 11 anni, Dušan Krtolica ha prepotentemente attirato l’attenzione di The Golden Scope dato che sia lui stesso che i suoi disegni rientrano nel mondo delle cose affascinanti e meravigliose!

Fonte:http://thegoldenscopeit.com/2014/05/15/dusan-krtolica-il-piu-giovane-artista-del-mondo/

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* Primo giorno di scuola: disegna la felicità

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Dice no con la testa

ma sì col cuore

dice sì a ciò che ama

dice no al professore

è in piedi

lo interrogano

e tutti i problemi sono posti

d’un tratto gli prende la ridarella

e cancella tutto

le cifre e le parole

le date e i nomi

le frasi e le trappole

e malgrado le minacce del maestro

tra gli schiamazzi dei bambini prodigio

con i gessi di tutti i colori

sulla lavagna dell’infelicità

disegna il volto della felicità.

Jacques Prévert

Paroles ( 1945 )

 

 

traduzione di Marco Vignolo Gargini
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* Arte e gatti: La quercia di Millais

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Presso Il realista condannato”, 1651, John Everett Millais, 1853,

olio su tela, 102,8 × 73,6 cm, collezione privata di Andrew Lloyd Webber .

Una giovane donna puritana sta facendo visita al suo innamorato, un cavaliere realista, in fuga dopo la battaglia di Worcester del 1651; l’esercito realista, composto per la maggior parte da scozzesi, è fedele al principe esule Carlo II, che durante la battaglia viene sconfitto definitivamente dall’armata di Oliver Cromwell. L’uomo si nasconde all’interno di un albero cavo, un chiaro riferimento al famoso episodio in cui Carlo II si nascose in una quercia per sfuggire ai suoi inseguitori.

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L’antica quercia qui raffigurata è conosciuta oggi con il nome “Millais Oak” e si trova a West Wickham Common, nei pressi di Hayes, nel Kent. Purtroppo l’albero è morto diversi anni fa, ma rimane il suo tronco che marcisce lentamente.

Per il realista esiliato posa l’amico artista Arthur Hughes mentre la ragazza è Anne Ryan.

L’opera “I puritani” di Vincenzo Bellini ha fornito un’ispirazione per il dipinto.

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                                        Ops! Questa è un’altra versione…gattesca!

Fonte :https://www.facebook.com/ConfraternitadeiPreraffaelliti?fref=photo

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* Il cielo d’agosto cade di stelle

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Qual rugiada e qual pianto, quai lacrime eran quelle, che sparger vidi dal notturno manto e dal candido volto delle stelle?( Rime – Torquato Tasso )

A qui donc le grand ciel sombre Jette-t-il ses astres d’or? Pluie éclatante de l’ombre, Ils tombent… encore! encore!
A chi il gran cielo cupo getta i suoi astri d’oro? Pioggia sprizzante dall’ombra, cadono…ancora! ancora! ( Les étoiles filantes – Stelle cadenti di Victor Hugo )

La tradizione  indica il 10 Agosto come notte migliore per l’osservazione dello sciame meteorico delle Perseidi, chiamate familiarmente “lacrime di San Lorenzo”,  ma è sempre utile ricordare che si possono osservare  da fine Luglio ad oltre la metà di Agosto.
Questo fenomeno, che fu registrato già dai cinesi nel 36 d. C., trovò spiegazione solo nel 1856, grazie all’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli, che riuscì ad associarlo ad una cometa, la Swift-Tuttle.

Quando la Terra incrocia nella sua orbita i detriti lasciati da questa cometa possiamo osservare le più famose meteore dell’anno.
Quindi  queste “stelle cadenti” in realtà sono “polveri” e piccoli detriti che “cadendo” ad altissime velocità contro la nostra atmosfera la ionizzano e quindi la “illuminano”.

Le Perseidi sono meteore molti veloci, impattano nell’atmosfera a circa 60km/s (216.000 km/h!), possono lasciare scie abbastanza persistenti che resistono per alcuni secondi.

Il nome deriva dal loro radiante, ovvero dal punto da cui sembrano provenire queste meteore,  situato nella costellazione del Perseo, che in Agosto vedremo sorgere intorno alle h 22,30.
Più è alto nel cielo il radiante, maggiore sarà il numero di meteore visibili.
Nel momento di massima attività è prevista la visibilità di oltre 50 meteore  all’ora.

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Questa notte è da tempi immemori dedicata al martirio di San Lorenzo e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo  che vagano eternamente nei cieli, e scendono sulla terra solo nel giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza.In questa notte infatti si crede che si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San lorenzo.
Il mese di agosto rappresenta  il momento di maggiore espansione sia della natura, sia dei percorsi di evoluzione interiore.
In origine la festa di Ferragosto non cadeva solo il 15 del mese, come ora, ma durava un lungo periodo.
Il nome della festività risale al 18 a. C., quando Augusto, imperatore romano, riunì una serie di celebrazioni estive in onore di varie divinità ed istituì le Feriae Augusti imprimendovi il proprio nome.
Una delle celebrazioni più importanti che costituivano le Feriae Augusti era quella dedicata Diana, il 13 di agosto: alla festa al Tempio di Diana sul colle Aventino, poteva partecipare tutta la popolazione romana, infrangendo per un giorno, la regola della distanza tra classi.
Diana era la dea legata alla vita nei boschi, alle fasi lunari e alla maternità. Proprio per quest’ultima sua qualità, le donne le offrivano tavolette votive implorando la benedizione di un parto senza difficoltà.

 walter-craine-1845-1915Walter Craine (1845/1915)

Nell’epoca attuale, in agosto. si aggiungono le festività cristiane di San Lorenzo ( che coincide con la prima notte delle Perseidi) e dell’Assunta.
Del resto il mese era già sacro ai celti, che in questo periodo celebrano il dio Lugh, lo “splendente”, o “colui che è abile in tutte le arti”, il raccolto, la mietirura e il volgere della seconda metà dell’anno.
I greci celebravano le gesta di Ercole trionfatore, la cui festa si teneva il 12 agosto.

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Inoltre oggi in agosto si verifica un rilevante fenomeno non solo astronomico, che nell’antichità classica si verificava in luglio: il levare eliaco di Sirio.

Un astro si leva eliaco, ossia con il Sole, quando, per la prima volta nell’anno, si rende visibile per un istante prima del sorgere del Sole per scomparire subito dopo nei bagliori dell’alba.
In altre parole significa sorgere in congiunzione con il Sole precedendolo in condizioni di visibilità. Procedendo nel moto annuale verso oriente nella sfera celeste il sole s’allontana a poco a poco dalle stelle occultate dalla sua luce così che queste si rendono per la prima volta nuovamente visibili per pochi istanti, all’orizzonte orientale poco prima del levare del sole.
Gli antichi chiamavano la richiesta profondità del sole sotto l’orizzonte ‘arco di visione’.

Il caso più favorevole per le stelle fisse è costituito da Sirio, Alfa del Cane maggiore, perchè è l’astro più luminoso.
La sacralità di Sirio, la Sothis greca e Septet egizia, è confermata da secoli di osservazioni accurate fin dalla remota antichità, quando, nel 5500 a.C., il sorgere eliaco di Sirio, che all’equinozio di primavera si presentò a 0° di Ariete, al punto gamma, segnò l’inizio dell’Età esiodea, del Ferro, del Kali-Yuga.

sirioegizia

Nell’antichità Sirio era cantata come Venere del Mattino, colei che accompagna la barca di Ra, con frequenti confusioni con il pianeta Venere: stella del mattino, guida dell’uomo, iniziatrice di era… Stella imperitura… Stella infaticabile.

La devozione alla Stella del Mattino prosegue nel medioevo cristiano, simbolo di Maria Vergine.
Infatti  la seconda metà dell’estate si svolge sotto la dominanza zodiacale del Leone e della Vergine, emblemi rispettivamente del Cristo e di Maria.
San Bernardo riporta in auge l’inizio del cammino iniziatico nel nome di Maria Nascente, la Iside che nasce eliaca, dedicandole le chiese borgognone e le cattedrali gotiche.

Il cammino dei pellegrini verso S. Giacomo di Compostela si compiva attraverso la Provenza e la Galizia finchè non sorgeva Sirio, la portatrice di Fuoco, Luciferus, la stella del Mattino.

Fonti:
http://www.ilcalderonemagico.it
Alfredo Cattabiani, Calendario
http://www.centrostudilaruna.it