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La buona notizia del Venerdì: Party letterari,Reading Rhythms,Silent Reading Party…ed è subito amore per i libri!

A New York è possibile partecipare ad un Reading Party?

Tra luci soffuse, musica soft e candele accese, si sente in questi casi solo il rumore delle pagine dei libri che vengono sfogliati…


Ricordo un gioco che si faceva a scuola: dovevi immaginare i dialoghi di una
vignetta scrivendo in una nuvoletta …

ecco io immagino un party letterario con tante nuvolette colorate di sensazioni, pensieri, immagini, stupore, malinconia, curiosità, gioia, tenerezza, concentrazione, tante quanti sono i libri dei lettori che tutte insieme formano una meravigliosa forma pensiero carica di una emozione coinvolgente…non si può non comunicare !

È iniziato tutto una sera in cui quattro amici hanno deciso di spegnere i telefoni e aprire un libro. “Speravamo di coinvolgere una manciata di amici in zona. Certo non pensavamo di spingere migliaia di persone ad abbracciare l’amore per i libri”.

La nascita dei “Party Letterari” è nata a maggio del 2023: i quattro amici ventenni di Brooklyn hanno dato origine ai “ Reading Rhythms ” e l’idea è piaciuta così tanto che ha fatto il giro del mondo.

Queste feste non hanno nulla a che fare con i più conosciuti gruppi di lettura dove viene letto un unico libro uguale per tutti, e dove solitamente vi è un confronto comunitario proprio su quel libro.

Questi incontri sono invece vere e proprie feste dove ognuno può leggere individualmente ciò che vuole (poesie, romanzi, saggi, fiabe…), nella posizione che vuole (seduto sul divano, sul pavimento o su una sedia) e può decidere se mantenere dentro di sé i pensieri e le emozioni suscitate dalle proprie letture oppure condividerle con una persona o con il gruppo durante le pause previste.

Un modo bellissimo di stare insieme!

Una soluzione creativa e semplice per poter tornare a vedere la tecnologia come uno strumento e non un fine.

E sono proprio i giovani a ribellarsi a questa nostra cultura esageratamente digitale e a ricercare quell’equilibrio che è andato perduto in questi anni.

Vedere nel libro la soluzione a questo nostro modo di vivere è sicuramente una buona speranza e un buon segno di maturità.

Organizzare un Party Letterario è semplice: si può prendere spunto da quelli già passati oppure si può pensare anche a idee alternative. La location può essere al chiuso oppure all’aperto, l’importante è che si possa assicurare un’atmosfera rilassante e adatta alla concentrazione.

Non esiste limite di età e ognuno può portare il libro che vuole. Da New York a Bari si sta diffondendo il Silent Reading Party e ogni luogo è adatto!

Fonte:

Evviva i Party Letterari! Ognuno con un libro, banditi i cellulari – Eticamente

Come iniziare un Silent Book Club

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La buona notizia del venerdì: Il pistacchio ha poche calorie, fa bene e non fa ingrassare

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È come le ciliegie: una tira l’altra. Nell’immaginario comune il pistacchio è quella piccola nocciolina da aperitivo, salatissima e stuzzicante che, dopo la prima, non si riesce più a smettere di mangiarne.

Studi recenti hanno evidenziato come il consumo di frutta secca, pistacchio compreso, favorisca la prevenzione dell’obesità. Il consumo moderato di frutta secca non comporta un aumento di peso all’interno di una dieta bilanciata e consente l’apporto a livello dell’organismo di acidi grassi benefici e proteine di origine vegetale, oltre che di sali minerali, tra i quali possiamo trovare calcio, ferro e magnesio, in quantità differenti a seconda della tipologia prescelta.

Secondo una ricerca condotta nel Regno Unito in collaborazione con l’Università di Messina i pistacchi rappresentano una fonte importante di antiossidanti e di polifenoli che vengono rilasciati da parte dell’alimento nel corso della digestione .

A parere degli esperti, pistacchi e frutta secca dovrebbero essere integrati regolarmente nella dieta, per poter godere dei loro benefici.

Il pistacchio è una miniera di vitamina E e carotenoidi ,un vero e proprio elisir contro l’invecchiamento, un antiossidante efficace nella lotta ai radicali liberi. E non solo: questa vitamina serve anche per combattere l’insorgenza del tumore al polmone, come hanno dimostrato di recente i ricercatori dell’università del Texas. Gli antiossidanti dei pistacchi, poi, servono anche a mantenere il cuore in salute.

Inoltre I pistacchi rappresentano una fonte di vitamine del gruppo B grazie all’alto contenuto di acido folico, riboflavina, tiamina, niacina, acido pantotenico (o vitamina B5) e vitamina B6.

L’assunzione di pistacchi contribuisce ad innalzare i livelli di colesterolo HDL (quello buono) nel sangue, oltre a fornire fibre vegetali, acidi oleici e grassi monoinsaturi necessari al corretto funzionamento dell’organismo.

Ma se a preoccuparvi rimangono i grassi del pistacchio, sappiate che quasi il 90 per cento di quelli che contiene sono mono e polinsaturi, i grassi “buoni”.

Uno a zero, quindi, nella lotta allo snack più sano, tra pistacchi e patatine.

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La coltura del pistacchio proveniente dalla Siria (probabile origine del pistacchio), sarebbe passata in Grecia a seguito di Alessandro Magno.

In Sicilia, la coltivazione in forma diffusa si fa risalire al periodo della dominazione araba (VII e IX secolo d.C.). Sono di origine araba i termini di “frastuca” (pistacchio) e “frastucara” (albero del pistacchio), termine arabo fustuq.

In Italia fu introdotta dai Romani sul finire dell’Impero di Tiberio tra il 20 ed 30 d.C. per opera di Lucio Vitellio, Governatore della Siria.

Nell’antichità il pistacchio era considerato un efficace rimedio contro gli avvelenamenti da morso di serpente e anche un potente afrodisiaco. Per questi scopi si preparava un’emulsione dalle caratteristiche simili a quello del latte di mandorla.

Un tipo di utilizzo del tutto particolare è invece quello che viene fatta delle galle che si formano sulle foglie, indotte dalla presenza di un insetto appartenente all’ordine degli Emitteri. Note come “galle di Bakhara” nome di origine persiana, contengono elevate quantità di tannini e sono perciò adoperate nella concia delle pelli, seppur in misura assai limitata.

La produzione del pistacchio un tempo ben distribuita nelle provincie di Caltanissetta, Agrigento e Catania, oggi pur sussistendo in altre aree, ha trovato in Bronte la sua capitale.

I terreni di origine vulcanica, i venti dominanti, l’umidità, il terebinto (Pistacia Terebinthus) antropizzato in tale area, conferiscono al pistacchio particolari caratteristiche di qualità (colore verde intenso, forma allungata e sapore aromatico), difficilmente riscontrabili in altre aree di produzione e nello stesso massiccio Etneo.

E non è finita: i pistacchi sono anche una buona fonte di fibre e rispetto a molta frutta, ne forniscono addirittura di più. Certo, come sempre, la regola è la moderazione: per ogni 100 grammi di questo frutto secco si assumono circa 600 calorie.

Un consiglio dagli esperti per evitare di mangiarne comunque davvero troppi? Scegliete la varietà con il guscio: secondo lo studio della Eastern Illinois University, chi lo fa ne mangia il 50 per cento in meno, e si sente lo stesso soddisfatto.

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( per me è un’ottima notizia perché mi piacciono molto)

Fonti:

http://thatsgoodnewsblog.com/2014/07/14/il-pistacchio-ha-poche-calorie-fa-bene-e-non-fa-ingrassare/#more-4248

http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/9784-pistacchi-benefici

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La buona notizia del venerdì: Pomodori rossi a Chicago! E non solo …anche da Milano alla Sicilia!

Qui…Terra…buone notizie

Tutto ha inizio quando un terreno abbandonato, tra due strade situate nel cuore di Chicago, diventa un orto urbano e tra i grattacieli della terza città più popolata degli States crescono i pomodori: è il progetto City Farm!

Dissodando i terreni tra Clybourn e Division e dando vita ad una azienda agricola dove crescono più di 11 tonnellate di pomodori, rucola, erbette, carote e barbabietole.

City Farm è nata da un’idea di Resource Center, un’organizzazione no-profit specializzata nel riciclo e riutilizzo dei materiali.

L’azienda agricola offre al pubblico i prodotti freschi per tutta la stagione estiva e autunnale nei mercatini. La verdura viene venduta anche ai negozi e ai ristoranti, o ai membri della Community Supported Agriculture.

Il progetto prevede l’acquisto di una quota del terreno in cambio di una quota del raccolto: all’inizio della stagione si compra una piccola parte dell’azienda, per coprire i costi di partenza quando necessario, ricevendo, man a mano che crescono, i prodotti della terra.

I 60 mila lotti liberi nella città statunitense possono essere trasformati in campi produttivi. Il problema dei terreni urbani è il loro inquinamento, ma posizionando uno strato di argilla sulla terra contaminata è possibile separarla da quella su cui crescerà l’orto. In tal modo, essendo pianeggiante, è possibile coltivare verdura in quasi tutti i punti della città.

La coltivazione intensiva di piccoli terreni consente di produrre ovunque da 15 mila a 25 mila libbre (da 7 a 11 tonnellate circa) di cibo per acro, a seconda delle culture

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City Farm è un modello economicamente sostenibile, che funziona nell’ambiente urbano. Ogni comunità nel mondo che abbia un terreno inutilizzato può imparare a costruire una fattoria produttiva.

Il modello della fattoria urbana è replicabile anche in altre città. Infatti il modello di City Farm è progettato per sfruttare gli spazi liberi, appena diventano disponibili.

Così la collaborazione tra diverse organizzazioni ha portato alla formazione della più grande fattoria entro i limiti della città, conosciuta come “Ohio City Farm” a Cleveland.

A Detroit, la ” motor city ” è ora la città degli orti urbani.  Solo per fare alcuni esempi!

E in Italia gli orti urbani da Milano fino alla Sicilia. A Torino, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Palermo, nel 44% dei comuni capoluogo italiani esiste almeno un orto urbano!

Secondo Coldiretti e Ixè, un italiano su quattro coltiva pomodori, fragole, lattuga, piante officinali, ma anche zucchine, melanzane, fagioli, in spazi verdi infra o periurbani. E non di soli orti si tratta: si coltivano anche terrazzi e balconi, dove fioriscono peperoncini e ceci al posto di edere e violette. Resta il fatto che, negli ultimi cinque anni, gli orti urbani sono cresciuti in Italia del 18%, superando i 2,1 milioni di mq.

A Milano “la città degli orti “racconta di 8,5 milioni di metri quadri di Terreno e di produzione di 8300 tonnellate di ortaggi l’anno di cui la metà seguendo le regole dell’agricoltura biologica .

L’iniziativa Travel & Joy, progetto triennale patrocinato dal Comune di Firenze ha trasformato la città in un hub di divulgazione culturale, animato da conferenze, mostre, laboratori.

A Firenze, 150 famiglie condividono i suoi orti sociali bioattivi, capaci di una produttività 4/5 volte superiore a quella tradizionale, fidando sulla sola fertilità del suolo naturale, lasciato libero di arricchirsi di nutrienti e difese sviluppate sedimentando quei batteri,

Grazie agli orti urbani c’è un risparmio d’acqua fino al 94%

Agricooltur, azienda con i suoi 12 dipendenti ha lanciato la sfida agli orti urbani idroponici. E anche lo spazio ne giova sistemi aeroponici non contengono grandi volumi d’acqua. Possono così essere installati in aree a bassa capacità di carico come i tetti».

Il vertical farming, orti senza terra dove frutta e verdura crescono senza pesticidi grazie a luci artificiali e sistemi hi-tech di nutrimento, è l’ultimo grido dell’orticoltura urbana, con grande risparmio di suolo e di acqua.

E, oltre a creare spazi verdi ed abbellire il paesaggio urbano, il programma ha come obiettivo l’educazione ambientale dei cittadini. Studenti, volontari, curiosi e turisti possono imparare tecniche di agricoltura e conoscere meglio il cibo che mangiano. E si creano anche nuovi posti di lavoro.

E il vero valore del sistema di orti urbani che dagli anni Ottanta si è diffuso a macchia d’olio in tutto il territorio della Città metropolitana va ben oltre l’aspetto economico: oggi gli orti soddisfano un bisogno crescente di socialità, favoriscono le relazioni fra le persone, sono un ottimo antidoto alla frenesia della vita lavorativa e offrono la possibilità di fare esercizio fisico all’aperto.

E comunque quando potete comprate frutta e verdura nei mercatini che l’energia che ne cogliete è quella di chi mette amore nel coltivare i regali della Terra! E va premiato!

Fonte.

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La buona notizia del venerdì: I bambini che leggono libri ai gatti

Book Buddies” (Libri Amici)

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Un ricovero per animali ammalati o abbandonati in Pennsylvania ha appena lanciato una bellissima iniziativa.
E’ un progetto, chiamato “Book Buddies” (Libri Amici), in cui i bambini volontari leggono libri ai gatti ospiti del rifugio. 
L‘Animal Rescue League è una struttura che ospita molti gatti, tutti alla ricerca di una nuova casa. Per sensibilizzarne l’adozione, il centro ha pensato bene di mettere in campo questa iniziativa, invogli nando i bambini a leggere davanti agli animali.
Come loro stessi raccontano: “I bambini, di età compresa tra i 6 e i 13 anni, possono venire da noi a leggere un libro ai nostri gatti. In questo modo possono esercitarsi e migliorare le loro capacità di lettura e allo stesso tempo migliorare la vita dei felini. I gatti, infatti, trovano molto confortevole e rilassante il suono della loro voce”.

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Il Book Buddies Program è nato per iniziativa della coordinatrice della Animal Rescue League , Kristi Rodriguez.

Suo figlio Sean di 10 anni aveva difficoltà a leggere a scuola così gli ha suggerito di leggere ai gatti.

A lui è piaciuto moltissimo, anche perchè i gatti sono i suoi animali preferiti.

Kristi ha notato che Sean non è più impacciato quando legge, anzi cerca sempre nuovi racconti per i suoi a-mici.

Così ha pensato che altri bambini con le stesse difficoltà di Sean potevano superarle leggendo ai gatti. Sean non solo ha fatto molti progressi a scuola ma ora legge a casa anche ai suoi cani.

Questa iniziativa sta avendo molto successo.

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Il Book Buddies Program è iniziato ufficialmente nell’Agosto 2013.

Ha visto la partecipazione di moltissimi bambini – tra cui alcuni con problemi di autismo – e tutti hanno mostrato un significativo miglioramento delle capacità di lettura. I bambini, infatti, abbracciati ai gatti, si rilassano e leggono senza timori o ansie.

Il programma prevede cicli di lettura di cinque libri. Ogni ciclo ha un prezzo ed una durata ed è a vari livelli, secondo le difficoltà riscontrate.

Gli animali sono amici così simpatici: non fanno domande, non muovono critiche.
George Eliot

I recenti studi della Tufts University concordano sulla efficacia del rapporto bambini/ animali. Soprattutto i bambini autistici, messi in contatto con un animale, mostrano evidenti progressi nell’uso del linguaggio e nella qualità dei rapporti interpersonali.

E’ così meraviglioso guardare un animale, perché un animale non ha opinioni di se stesso. Lui è!
Questa è la ragione per cui il cane è così felice e il gatto fa le fusa. Quando coccoli un cane o ascolti un gatto che fa le fusa, la mente può fermarsi per un istante e uno spazio di calma sorge dentro di te, un passaggio per entrare nell’Essere.
Eckhart Tolle, Guardiani dell’Essere

Da bambina parlavo sempre con il mio gatto Munini: lui ammiccava con i suoi occhi verdi, mi metteva la zampina pelosa sul braccio che mi faceva solletico e faceva rumorosamente le fusa! Io ero certa che mi capisse! Love Laurin

Fonti:

http://www.greenme.it/spazi-verdi/ethicme/1568-book-buddies-i-bambini-che-leggono-libri-ai-gatti-foto

https://www.berksarl.org/programs/book-buddies/#sthash.xbm0IYqH.L73j7R7A.dpbs

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29 Febbraio, un giorno in più …per fare e disfare!

Quando febbraio ha 29 giorni si dice che è un anno bisestile.

L’anno bisestile ci dà un giorno in più per portare avanti i nostri progetti.

Un giorno in più non è poco: quante cose si fanno in un giorno?

In un giorno si può andare o venire, prendere o lasciare, giocare e cantare ad alta voce.
Si può dire ti voglio bene, abbracciarsi e baciarsi, guardarsi negli occhi una volta in più.
Si può decidere di vedere la vita con altri colori e dare inizio ad un sogno del cassetto. Si può dipingere le pareti di giallo.
Si può sentire il profumo dell’universo e ricordarselo per sempre e anche di un prato verde e di un cielo blu.

Si può fare altro e altro ancora……

( es. scrivere un post sul 29 febbraio!)

Perché ogni quattro anni febbraio ha 29 giorni?

Il calendario basa la propria unità di misura su grandezze di durata fissa, (giorni, mesi, anni) riferite ad elaborazioni di calcoli basati sull’osservazione di fenomeni astronomici, tipo lunazioni e cicli solari. Tali calcoli hanno, nel corso delle epoche storiche, subito varie modifiche ed interpretazioni, dettate dal fatto che i cicli astronomici non sono esattamente formati da un numero intero di giorni.

L’ anno attico si componeva di 12 mesi lunari, costituiti alternativamente di 29 e 30 giorni , per complessivi 354 giorni . L’ inizio dell’anno è posto nel primo giorno del mese di Ecatombeone, corrispondente alla metà circa del moderno mese di luglio .

Nel 432 a.C. viene adottato dalle polis greche il ciclo metanico , dal nome dell’astronomo ateniese Metone ,che consisteva nell’intervallare variamente 7 mesi aggiuntivi in un arco temporale di 19 anni .

Poi durante il periodo romano Giulio Cesare decise di operare una radicale riforma del calendario istituendo il ciclo quadriennale composto da 3 anni di 365 giorni e un anno di 366 giorni . Quest’ultimo fu chiamato bisestile perchè il giorno in più veniva intercalato tra il 23 e il 24 febbraio , bis sexto die ante kalendas martias, in modo che si contasse due volte il sesto giorno giorno prima delle Calende di Marzo,che erano nel calendario romano i primi giorni del mese.

Fu grazie a Cleopatra, che Giulio Cesare attinse a tutte le conoscenze egiziane che lo misero in condizione di varare la riforma del Calendario Giuliano basato sull’anno solare.

L’assassinio di Cesare purtroppo impedì la piena realizzazione del calendario solare perchè già dai tempi di Ipparco, che apprese le sue conoscenze ad Alessandria d’Egitto, si sapeva che l’anno solare era pochi minuti inferiore a 365 giorni e 6 ore.
E si dovette attendere circa 1600 anni perchè venisse apportata la correzione con il taglio dei 10 giorni.

Ma nel 1582 papa Gregorio XIII attuò un ulteriore riforma al calendario giuliano .

Secondo i calcoli di Copernico, l’anno solare non era esattamente di 365 giorni e un quarto ma variava da un massimo di 365,2472 ad un minimo di 365,2381.

Questa differenza faceva si che il calendario giuliano si trovasse “in ritardo” di 10 giorni; perciò Gregorio XIII ordinò che si passasse dalla data di giovedì 4 ottobre alla data di venerdì 15 ottobre e si stabilì che di tutti gli anni centenari venissero considerati bisestili soltanto quelli multipli di 400.

Perciò soltanto l’ anno 2000 è stato bisestile mentre il 1700,1800,1900 hanno avuto soltanto 365 giorni.

La riforma gregoriana fu imposta non per un problema scientifico ma religioso.

Infatti nel 1572 il giorno dell’equinozio di primavera si era spostato di 10 giorni, dal 21 marzo all’11 marzo. Le meridiane mostravano, infatti, che il Sole si trovava all’equinozio con anticipo di 10 giorni. In questo modo sballava completamente la data per la Pasqua, da celebrare, secondo il dettame del Concilio di Nicea (325 d.C.),, “ la prima domenica che segue il plenilunio successivo all’equinozio di primavera”.

All’inizio venne applicata solo entro i confini italiani e iberici, ma la Francia si allineò quasi subito, e tolse i 10 giorni a dicembre; poi ci furono i Paesi Bassi, che si adeguarono all’inizio del 1583. La Germania e la Svizzera (solo le zone cattoliche) arrivarono nel 1584, Polonia e Ungheria nel 1586, la Prussia nel 1610.

I paesi protestanti (Germania, Olanda, Danimarca e Norvegia) si convinsero dopo un secolo, e nel 1750 adottarono il calendario anche la Svezia e la Gran Bretagna.

Nel 1873 fu la volta del Giappone e il 1911 quella della Cina. Restavano ancora fuori la Russia, che si convinse nel 1918, la Yugoslavia, la Romania e gli altri paesi ortodossi (1919), la Turchia (1927) e, ultima ad accettare la riforma, la Grecia (1928).

Ma perché è stato scelto proprio febbraio?

Perché mentre gli altri mesi hanno tutti 30 o 31 giorni, febbraio ne ha solo 28?

Bisogna risalire fino agli antichi romani.

Marzo rappresentava l’inizio del nuovo anno e febbraio, aveva 29 o 30 giorni, negli anni bisestili. In onore di Giulio Cesare, il Senato cambiò il nome del quinto mese: da Quintilis divenne Iulius (l’odierno luglio).

Quando poi salì al potere Ottaviano Augusto, questi decise di dedicarsi il nome del sesto mese. Sextilis divenne allora Augustus. Ovviamente Ottaviano non poteva accettare che il mese che ricordava il prozio avesse un giorno in più di quello in suo onore. Allora  prese un giorno a febbraio (che rimase con 28 giorni) e portò agosto a 31.

Ecco spiegato perché c’è un mese più breve degli altri, e due mesi consecutivi hanno 31 giorni. Resta un piccolo errore non corretto, per cui chi sarà su questa Terra nel 4900 dovrà togliere 1 giorno dal secolo (uno qualsiasi degli anni bisestili).

E chi nasce di  29 febbraio?

Un illustre musicista italiano di nome Gioacchino Rossini, nato a Pesaro il 29 febbraio 1792, festeggiava il suo compleanno ogni quattro anni.

Il tempo è una convenzione dell’essere umano. Tutto è qui e ora da sempre e per sempre.

Love Laurin

Fonti:

http//www.spazioautori.it

http//dailywired.it

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Perchè siam donne: Alla Casa delle Streghe per sentirsi sempre giovani

Vivere a lungo è una buona cosa, ma invecchiare bene è meglio”

~ Thérèse Clerc

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Si chiamano “streghe”, sì, perchè BabaYaga nel folklore slavo significa proprio questo, ma di streghe hanno solo il nome, sono un gruppo di circa 20 anziane ma dinamiche femministe che hanno preso in mano la propria vita e hanno dato il via ad un progetto di housing sociale autogestito.

La BabaYaga House francese è stata fondata da Thérèse ClercLei ha ricevuto da otto diverse fonti pubbliche, tra cui il consiglio comunale di Montreuil, 4milioni di euro.

Sorta nel sobborgo parigino di Montreuil, proprio a due passi dalla metropolitana, negozi e cinema, permette alle anziane signore di mantenere la loro indipendenza e di sostenersi a vicenda; il governo ha stanziato questi soldi perchè pensa di recuperare l’investimento in una riduzione dei costi relativi alla salute delle donne.

Il sogno di Thérèse Clerc è iniziato nella metà degli anni ’60, le visite a residenze statali degli anziani la convinsero che non poteva sopportare di trascorrere così la sua vecchiaia. Così lei e il suo gruppo di amiche femministe ha iniziato un’attività di lobbying per una alternativa.

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Come spiega Thérèse Clerc, l’idea ha avuto origine in ragioni personali:

Mia madre è stata costretta a letto per 5 anni e io non voglio che i miei figli passino attraverso questo. Considerando i rischi di essere curati a casa o di essere da soli, mi sono detta perché non vivere con gli amici? Dopo tutto, avevo imparato l’autogestione. Lo statuto dell’associazione è stato registrato nel 1999. Le cose stavano andando a rilento poi l’ondata di caldo del 2003 e un articolo su Le Monde hanno attirato l’attenzione al nostro nuovo progetto”.

Invecchiamento lento? Perché no! Vogliamo scambiare idee, prendere ciò che è meglio là fuori. “

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E mentre alcune Babayagas vorrebbero che loro casa sia solo per donne, Doré, crede che sia giusto che la struttura sia destinata a evolversi.

Il loro scopo è quello di vivere in una situazione dignitosa a prezzi accessibili (pagano circa 420 euro), circondate da persone con le quali si è compatibili e sulle quali sanno di poter contare.

I residenti vengono selezionati anche in relazione a quello che potrebbero dare alla “comunità” e la misura in cui condividono la filosofia Babayaga.

Due progetti analoghi sono in corso in Palaiseau e Bagneux, e altre autorità locali sono interessati a seguire l’esempio di Montreuil, dopo tutto, un quarto della popolazione francese (17 milioni), sono attualmente persone di oltre 60 anni di età, ed entro il 2050 aumenterà ad un terzo.

Esistono altre opzioni, come ad esempio il Abbeyfield Case, che si trova in paesi di tutto il mondo. Alcuni sono ancora in fase di progettazione, come la Casa di Baba Yaga a Toronto e l’idea di Janet Torge di radicali Resthomes.

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Questo è un nuovo modo di pensare alla vita degli anziani, dove possono condividere, aiutarsi, sentirsi ancora utili e giovani.

Dovrebbero nascere più “case delle streghe”, chissà se un progetto simile potrà prendere piede anche in Italia.

http://www.eticamente.net/44453/babayaga-house-la-casa-delle-streghe-per-invecchiare-insieme.html

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Quando arriverà la primavera secondo Phil!

Il 2 febbraio, in Italia si celebra il Giorno della Candelora.

Un proverbio dice: “Se c’è sole a Candelora, dell’inverno semo fòra, ma se piove o tira vento, de l’inverno semo dentro“.

Invece, negli Stati Uniti è il Giorno della Marmotta. Una ricorrenza popolare che, come la nostra Candelora, può segnare la fine o la prosecuzione di un lungo inverno.

Il Giorno della Marmotta si celebra a Punxsutawney, in Pennsylvania, ed è stato reso celebre in tutto il mondo da un famoso film degli anni ’90 con Bill Murray e Andie McDowell. All’epoca il titolo in italiano era “Ricomincio da capo, per via della stessa giornata che si ripete all’infinito per il protagonista, fino a che non si accorge di essere artefice della propria vita. Mentre il titolo originale in inglese èGroundhog Day“, Giorno della Marmotta, appunto, poi adottato nella traduzione anche in Italia.

I membri dell’Inner Circle di Phil hanno interpellato la marmotta per scoprire quanto durerà ancora l’inverno. Secondo l’usanza se Phil vede la sua ombra, appena uscita dalla tana, l’inverno sarà ancora lungo, altrimenti mancherà poco all’arrivo della primavera.

Quest’anno, negli Stati Uniti la primavera arriva in anticipo.

Lo ha decretato Phil, la marmotta più famosa d’America, che come ogni 2 febbraio è uscita dalla tana alle 7.30 del mattino per dare il suo verdetto climatico.

La cerimonia del Giorno della Marmotta, ‘Groundhog Day’, si è svolta come di consueto a Punxsutawney, in Pennsylvania, dove si è riunita una piccola folla di curiosi e appassionati.

Phil è uscita dalla tana e non ha visto la sua ombra, il che vuol dire che l’inverno sta per finire.

(Una buona notizia per gli Stati Uniti se non fosse che le previsioni della marmotta in questi anni sono state corrette solo nel 40% dei casi. )

La cerimonia del Giorno della Marmotta, con il risveglio di Phil, si svolge da tradizione al Gobbler’s Knob, una piccola collina fuori dalla cittadina di Punxsutawney, nella contea di Jefferson. La cittadina si trova a circa 200 km dalle rive del Lago Erie e a 430 km dalla città di Philadelphia

Dal 1887, la marmotta Phil ha previsto una maggiore durata dell’inverno almeno più di 100 volte.

La tradizione del Giorno della Marmotta viene da una leggenda originaria della Germania, adattata da un gruppo di immigrati di lingua tedesca che arrivò in Pennsylvania tra il XVII e il XVIII secolo.

Deriva da una rima scozzese:«If Candlemas Day is bright and clear, there’ll be two winters in the year».

Se alla Candelora il cielo è limpido, ci saranno due inverni nell’anno».

In realtà, le origini del Groundhog Day possono essere fatte risalire ai primi cristiani in Europa. Essi credevano che il giorno della Candelora – il punto a metà strada tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, ossia il 2 febbraio – le condizioni chiare e soleggiate coincidessero con un inverno rigido e freddo. Al contrario, i cieli nuvolosi annunciavano l’arrivo di temperature più calde.

E c’è anche il Giorno dell’Orso!!!

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La buona notizia del venerdì: Gli insegnanti escono dalle aule scolastiche e diventano influencer!

Sono sempre di più gli insegnanti che spostano o estendono il loro lavoro anche ai social: i cosiddetti insegnanti influencer sono un fenomeno in crescita. Su Facebook, Instagram e TikTok non ci sono più soltanto influencer che parlano di moda o cucina. Ora sono presenti anche medici, pediatri, personal trainer, insomma, professionisti di vario genere.

E tra questi, negli ultimi tempi, anche insegnanti.

Ma cosa fa un insegnante influencer? E cosa spinge un insegnante a diventarlo?

Spesso un insegnante influencer mostra la sua giornata lavorativa (ovviamente senza mostrare i suoi alunni per ragioni di privacy), racconta gioie e dolori, avventure e disavventure della professione. Le difficoltà del rapporto con i genitori, il sempre crescente carico di burocrazia e impegni extrascolastici da assolvere, ma anche aneddoti, disegni, lettere, testimonianze della dolcezza e dell’affetto che solo i propri alunni possono dare.

Molti insegnanti condividono metodi, strategie, trucchi che anche gli altri colleghi possano conoscere e adottare nel loro lavoro. Gli insegnanti influencer possono mettere in mostra il loro talento creativo attraverso la creazione di contenuti multimediali accattivanti, come video educativi, podcast, blog o post sui social media.

Le risorse che gli insegnanti influencer condividono possono essere molto preziose, donare supporto al lavoro dei colleghi. Dai tutorial sui lavori creativi per le varie ricorrenze dell’anno, passando da schede e altro materiale stampabile, fino ad arrivare a vere e proprie metodologie per rinforzare l’apprendimento: tutto può essere utilissimo e arricchente.

Alcuni insegnanti influencer monetizzano la loro presenza online attraverso partnership con marchi, sponsorizzazioni e altre opportunità di guadagno. Lo stipendio di un insegnante, si sa, non si può decisamente definire alto. Non è strano, quindi, che alcuni insegnanti cerchino opportunità di monetizzazione anche attraverso i social.

Molti insegnanti influencer si impegnano nell’attivismo nel campo dell’istruzione, prendendo a cuore cause legate alla formazione, all’equità educativa e ad altre questioni connesse al mondo dell’istruzione. Spesso si denuncia una scarsità di risorse materiali e umane destinate agli alunni con bisogni educativi speciali, si sottolinea la scarsità di materiale scolastico e la povertà delle strutture scolastiche, che non consentono uno svolgimento della didattica completo e positivo. Gli insegnanti sperano, con la propria voce, di far arrivare “in alto” le proprie richieste e le proprie denunce, per poter migliorare il contesto educativo in cui lavorano o, in generale, il sistema scolastico italiano.

Insomma, esistono community online per qualsiasi argomento, dalla moda agli animali, dall’allenamento, alle ricette, dal calcio agli hobby manuali: finalmente ora esiste anche una community di insegnanti!

Fatto in modo etico e responsabile, diventare un influencer può rappresentare un modo valido per ampliare l’impatto educativo al di là delle aule tradizionali.

È importante essere consapevoli che diventare un influencer comporta anche sfide e responsabilità, specialmente quando si è un educatore.

Alcuni nomi già affermati: Alessandro D’Avenia, Daniela Lucangeli, Maestra in Bluejeans, Alberto Pellai ed Enrico Galiano. Sono loro, i cinque professionisti da seguire sui social nel campo dell’education, della genitorialità, della psicologia e della pedagogia.

Fonte: Alessia Laura Bertinetto

E perchè non usare i social per un nobile scopo… finalmente? Certamente l’uso diverso di un mezzo così altrimenti conosciuto è già un “educare con l’esempio”. Mi immagino gli alunni a commentare ma tuttavia curiosi di mettere alla prova l’insegnante sullo stesso campo di “gioco”!

Perché sempre più insegnanti stanno diventando influencer (altuofianco.blog)

La buona notizia del venerdì: E’ italiano il primo art influencer – Laurin42 (laura-carpi.com)

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La buona notizia del venerdì: è il primo venerdì del 2024!

venerdì 5 gennaio

Eh già !

E tutti chiedono a tutti di tutto! Già sento il clamore!

Chi previsioni astrologiche, chi fa proclami, chi liste di propositi, chi gesti scaramantici , chi schemi di comportamento, chi promesse, chi cose da non fare mai più, chi cose da fare assolutamente, chi spera, chi crede che è possibile, chi ce la posso fare, chi il futuro sarà luminoso…

Ciaff!  Acquario, che si è proclamato protagonista dei prossimi anni a venire, getta una secchiata amorevole di tranquillità su tutta la folla tumultuosa che si agita nel mondo intero!

Di certo è che oggi è il 5 gennaio 2024 e che è venerdì !

Venerdì è il giorno dedicato al pianeta Venere!

Venere rappresenta la forza dell’amore universale, l’intelligenza del cuore, l’impulso primordiale che unisce gli esseri quando si riconoscono simili.

E’ l’affetto e la purezza, l’amore passionale, l’energia, l’entusiasmo per i nostri obbiettivi.

E’ l’Armonia, l’intesa , la pace, l’aiuto reciproco, la percezione dell’altro da noi.

Venere ti stimola ad amare, ad aprirti all’amore che sei e a condividerlo con il resto della manifestazione tutta.

Ti invita ad amare la vita in ogni sua forma. Ad accogliere ogni emozione senza respingerla.

Ti suggerisce di essere amorevole con te e soprattutto di trovare la sicurezza di essere sempre te, in piena libertà di esprimerti con te e con gli altri in ogni relazione.

Hai imparato a fare spazio all’amore, nelle piccole e nelle grandi cose.

Venere ti stimola, soprattutto in momenti di difficoltà, a vedere sempre la bellezza che ti circonda e a trovarla in ogni tua espressione.

Venere è la Signora delle Arti, soprattutto della Musica, della Creatività, della Scienza e Conoscenza, e della Bellezza di forme e colori presenti nella natura della quale sei parte integrata.

La Bellezza è un abitudine di pensiero. Per riconoscere la Bellezza è necessaria la Conoscenza . La Conoscenza è il diritto allo studio Per tutti.

La Conoscenza genera Coscienza di sé e del mondo tutto intorno. Forma individui consapevoli dei valori di tutta l’umanità e fa crescere la responsabilità della realtà condivisa.

E non ti sembra una Coincidenza che oggi sia il venerdì del Pianeta Venere?

Proprio il primo venerdì del nuovo anno?

Non ci sono ricette o previsioni certe. Ora puoi sbizzarrirti che nel tuo profondo sai cosa farai .

Ora il nuovo ti spaventa …ma forse hai solo abbandonato stereotipati modi di essere, di credenze e di mode obbligate per farti accettare : la scelta è essere sempre se stessi !

Ora non cresce forse la tua curiosità di provare il cambiamento che senti in te ? Che certo hai maturato saggezza da ogni tua esperienza.

Non senti rinascere l’entusiasmo degli inizi ?

E già immaginare davanti a te un nuovo percorso? che può essere anche un arricchimento di quello dove ti trovi ora! Perchè no!

Aggiungi i colori dell’arcobaleno, le note della tua musica preferita e l’emozione di un cielo blu!

Il 2024 ti aspetta! E ti sorprenderà!

Sai che in numerologia la somma di questi numeri è 8, il simbolo dell’infinito!

E quando ci credi ogni tuo sogno diventa realtà!

Love Laurin