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Quale arte preferisci? Classica?Figurativa? Astratta? Preraffaelita? Pompier? Moderna? Street Art? A me piace dolce !

Karin Pfeiff-Boschek, l’arte delle torte

Quando ti trovi un marito che è uno chef stellare, tu ti metti a competere? Collabori con discrezione , assaggi se richiesto, ti inebri di profumini promettenti, e soprattutto deleghi ogni responsabilità della riuscita che è sempre certa!
E fai quello che più ti piace, che” anche l’occhio vuole la sua parte”, libera di esprimerti e pure elogiata !
Decorare ,e aggiungere secondo l’ispirazione del momento…
Quindi stelline e fiori di pasta frolla alla crostata , rametti di rosmarino come alberi sull’arrosto con petali di aglio, squame del pesce lesso con le olive a metà sulla maionese, il budino trasparente di gelatina con frutta di stagione, il zuccotto di insalata russa con fiori giganti di radicchio, le uova ripiene tricolori, il purè rosa…
e poi vuoi mettere la soddisfazione di partecipare! che cucinare è comunicare amore! ( e sei certissima della sostanza! )

La creatrice di queste meraviglie é Karin Pfeiff-Boschek, panettiera tedesca che ha fatto della preparazione di torte ripiene di frutta un’arte. “Panettiera” é effettivamente un termine riduttivo: di lavoro fa ufficialmente altro, ma é figlia d’arte (la madre é una pasticcera pluripremiata), ha già pubblicato un libro dedicato al sofisticato stile delle sue torte, “Elegant Pie”, e le sue creazioni sono in vendita per devolverne il ricavato in beneficenza.

Lo stile delle sue torte di mele, al rabarbaro, di zucca o con mirtilli fa riferimento al design tessile ed alla natura, e le geometrie pulite si intrecciano a sontuosi motivi floreali: due elementi ispirati alla sua passione per la matematica e la botanica.

Lei si chiama Karin Pfeiff-Boschek ed è la panettiera tedesca, le cui torte stanno spopolando sui social.

Si ispirano al design tessile del Midwest e riportano decori ipnotici dalla precisione impressionante. Segretaria a tempo pieno, Karin si diletta nel preparare dolci ripieni di frutta decorati con motivi intricati e appliques commestibili, pubblicando le foto su Instagram e dando poi in beneficienza le sue creazioni.

Lei è figlia d’arte.

Sua madre, infatti, è stata una pasticcera pluripremiata. Ed è forse da sua madre che ha preso la passione per la cucina e per i dolci in particolar modo. Geometrie si intersecano creando perfetti disegni, motivi floreali, scacchiere e tanto altro ancora. Una tessitura golosa che si lascia guardare prima che assaggiare. Torta di mele, rabarbaro, zucca o mirtillo sono da sempre la sua passione e, da questa passione, è nata poi l’idea di usare la crosta superiore come una sorta di tela da dipingere o meglio di materia da plasmare per eleganti creazioni artistiche.

Ad influenzare il suo lavoro, le sue altre due passioni ovvero la matematica e la botanica. Quest’ultima irrompono sulle sue torte con deliziosi bouquet, spesso anche complessi da progettare.

e ci sono anche i tutorial se vuoi cimentarti

https://food-lifestyle.it/torte-karin-pfeiff-boschek/

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=3169114036482703&id=137953262877419

Vintage Rolling Pin

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Lo facevano le nostre nonne! Oggi si può fare in tutto il mondo…riciclare le saponette!

Rivisitare abitudini del passato è di moda.

E tornando indietro nel tempo, molto ma molto indietro, spesso di secoli, si scoprono usanze inaspettate… è noto che Poppea la moglie dell’imperatore Nerone si lavava nel latte di asina…ma non c’erano le saponette di asina…

Comunque mi è sempre piaciuto avere in bagno saponette profumate ai fiori…e quando diventavano piccole piccole, che ci crediate o no, le mettevo tutte insieme per farne altre…

Vi assicuro che c’è una grande soddisfazione in questo creare qualcosa di nuova forma con avanzi.. E poi il profumo che ottengo è una mia esclusiva …e contribuisco al riciclo… anche quello di moda…

Mentre trascorre l’estate in Cambogia con una ONG chiamata Trailblazer Cambodia Organization, Samir Lakhani , un ragazzo della Pittsburgh University vede una madre che lava il suo bambino con detersivo per lavatrice.

Scosso da questa scena, lo studente della Pittsburgh University inizia a riflettere su una possibile soluzione.

Il sapone è spesso considerato un lusso in Cambogia, tante famiglie ricorrono allo sfregamento dei corpi con la cenere, oppure utilizzano prodotti per la pulizia industriale.

Samir ha un colpo di genio, si rende conto che Siem Reap (una vicina meta turistica con oltre 2 milioni di visitatori l’anno) è anche la sede di oltre 500 alberghi.

Lo studente decide allora di inventare una formula di sanificazione e riciclaggio per saponette d’albergo che altrimenti sarebbero destinate alla spazzatura. Samir torna all’università, si laurea in studi ambientali, e inizia un crowdfunding per finanziare la sua idea.

Due anni dopo nasce la Eco-Soap Bank.

Dall’inizio del progetto, l’azienda ha fornito a 650 mila cambogiani delle saponette pulite.

La Eco-Soap Bank lavora in Cambogia dal 2014, ed è una non-profit che ha l’obiettivo di contribuire al problema dell’alto costo dei prodotti igienici in Cambogia e contemporaneamente ridurre gli scarti prodotti dai turisti.

Si stima che il 75% della popolazione rurale cambogiana non ha accesso a un prodotto come il sapone.

Che cosa fa, dunque, la banca del sapone? Prima di tutto raccoglie le saponette usate ma non ancora consumate dagli hotel cambogiani. Questi scarti di sapone vengono sanificati e trasformati in nuove saponette, che vengono così donate a ospedali, cliniche, scuole, orfanotrofi e comunità che non hanno strumenti igienici.

Stando all’azienda, sono oltre 170 mila le saponette riciclate finora, a favore di circa 660 mila persone.

Oggi l’impresa ha una trentina di dipendenti che possono vendere i prodotti eco-friendly, sono riusciti a portare il sapone nelle scuole locali e stanno educando i giovani sulle corrette tecniche di lavaggio delle mani. Un’idea semplice ma rivoluzionaria, che potrebbe avere i suoi effetti anche in altre parti del mondo: negli Stati Uniti, ad esempio, le catene alberghiere gettano nei rifiuti 2,6 milioni di saponette ogni giorno.

Grazie a Samir, questi prodotti potranno trovare nuove mani meno fortunate pronte ad accoglierle.

Anche Shawn Seipler che frequenta spesso gli hotel e si è incuriosito della vicenda delle saponette.

Si è chiesto dove finissero tutte quelle saponette usate.utilizzate magari una volta soltanto? Fanno la fine che in molti di voi sospettavano: vengono buttate.

Uno spreco enorme: circa 5 milioni di saponette al giorno finiscono nella pattumiera.

Un dato allarmante, ma che certo non stupisce visto il consumismo crescente, vista l’epoca dell’usa e getta in cui viviamo.

Anche Shawn Seipler ha avuto un’idea che può rivoluzionare la vita di milioni di persone.

Anche Seipler ha messo su l’azienda Clean the World che ricicla le saponette usate negli hotel. Succede a Orlando in Florida

Il sapone viene sciolto e usato per riconfezionare nuove saponette destinate alle popolazioni indigenti dei Paesi Africani.

Lo stesso riciclo avviene per le bottigliette di shampoo e bagnoschiuma.

Gli hotel sempre più numerosi stanno aderendo a questa iniziativa destinando una piccola quota per ogni stanza.

( Mia nonna ci metteva una goccia di essenza di violette…

Hmmm che ricordo il profumo delle madeleines…ops! delle violette )

http://ischool.startupitalia.eu/world/58164-20161130-studente-ricicla-saponette-albergo-cambogia

https://www.viagginews.com/2017/07/20/hotel-saponette-usate-riciclo/

https://cleantheworldfoundation.org/overview/

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La buona notizia del venerdì: Gabi e gli amici corvi

Lei gli dà da mangiare e loro la riempiono di regali

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È quello che succede a Gabi Mann, una bambina di Seattle che è riuscita a instaurare un rapporto di fiducia con i corvi che vivono nei pressi del suo giardino.

Tutto è cominciato quando, al rientro da un viaggio in macchina,  Gabi, allora quattrenne, si fa cadere dalle mani una polpetta di pollo che un corvo si precipita a raccogliere.  Rimane lì a guardarla in attesa di altro cibo e per Gabi scoppia un grande amore. Da allora tutti i giorni nutre gli uccelli nel suo giardino. Con l’aiuto dei genitori ha costruito delle piccole uccelliere dove ripone il mangime e le noccioline insieme a una vaschetta con dell’acqua fresca per poi chiamare a voce alta i corvi appollaiati sui cavi del telefono sopra la loro casa.

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I corvi, dal canto loro, hanno molto apprezzato le cure di Gabi e per ringraziarla della sua generosità hanno cominciato a lasciarle dei doni all’interno delle ciotole, che la piccola conserva gelosamente dentro una scatola. Da piccoli orecchini a bottoni, da spillette a biglie, una piccola lampadina, una pietra, una vite, una graffetta.

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Tutto è catalogato con data e giorno del regalo e gelosamente custodito. L’oggetto a cui tiene di più è una perlina a forma di cuore: «Me l’hanno portata perché mi amano», dice la piccola. Ma conserva con orgoglio anche una targhetta con su scritto “migliore”: «Non so se hanno conservato loro la parte in cui è scritto “amica”» ride Gabi, divertita dal pensiero di un corvo con un braccialetto.

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Il caso di  Gabi è stato osservato da John Marzluff, professore di botanica all’università di Washington che sta effettuando uno studio sul rapporto tra i corvi e gli esseri umani. Insieme al suo collega Mark Miller, ha scoperto che i corvi hanno una relazione molto forte con le persone che le nutrono: «È sicuramente una comunicazione a doppia via quella che intercorre, capiscono i segnali l’uno dell’altro». Si crea una sorta di comunicazione tra l’animale e chi lo nutre: gli uccelli comunicano attraverso il corpo e a loro volta riescono a “leggere” e a capire i messaggi che l’uomo manda attraverso i propri movimenti.

La mamma di Gabi è entusiasta e incoraggia la figlia: «Mi fa piacere che lei impari ad amare gli animali e che abbia voglia di condividere». Nel video che segue i lettori più attenti noteranno che i corvi non sono gli unici animali ad attendere il cibo della piccola Gabi.

http://www.caffeinamagazine.it/la-storia/12046-storia-di-una-bambina-e-i-suoi-corvi-lei-gli-da-da-mangiare-e-loro-la-riempiono-di-regali

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L’animale che accompagna gli iniziati è il corvo,.

Portatore di disgrazia secondo la tradizione popolare come anche il tredici, la notte, la luna, il femminile. Gli antichi attributi della personalità magica!

Il suo simbolismo è duale, essendo collegato sia con la saggezza, la preveggenza e la lungimiranza, sia con la morte e la distruzione: le sue peculiarità lo fanno animale solare e notturno al tempo stesso.

Nelle fiabe invece il corvo ha una funzione importante: è lui a sapere! Trasmette messaggi di importanza vitale solo per chi può udire e comprendere.

I corvi siedono sul confine tra la vita e la morte, possono guardare in entrambe le direzioni e avrebbero potuto fare da mediatori, ma…chi capisce la lingua dei corvi?

Un ricercatore ha scoperto che i corvi non solo hanno un linguaggio differenziato, ma si prendono persino gioco degli esseri umani che li disprezzano. Corvi e cornacchie hanno una sorta di comunicazione telepatica, vivono in solitudine liberamente scelta, perchè girano volentieri da soli e vivono la comunità solo come una rete intorno a sé.

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Buon anniversario 2 giugno 2025: Il voto delle donne italiane per la Repubblica

IL 1° FEBBRAIO DEL 1945 VIENE RICONOSCIUTO, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, IL DIRITTO DI VOTO ALLE DONNE…
A 154 anni dalla “Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine” firmata da Olympe de Gouges che purtroppo le valse – nel 1793 – la ghigliottina, in Italia finalmente le donne si poterono recare alle urne.
Una prima volta che assunse una valenza ancor maggiore poiché avvenne in occasione del Referendum del 2 giugno 1946 in cui gli italiani furono chiamati a scegliere fra Monarchia e Repubblica.
Si trattava di un diritto riconosciuto tardivamente nel panorama occidentale; non solo, ma si trattava, in un certo senso, di un diritto “concesso”.
Le Donne italiane votarono effettivamente per la prima volta in occasione delle elezioni amministrative di marzo – aprile 1946 e del successivo Referendum Repubblica-Monarchia del 2 giugno.
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La Costituzione garantiva l’uguaglianza formale fra i due sessi, ma di fatto restavano in vigore tutte le discriminazioni legali vigenti durante il periodo precedente, in particolare quelle contenute nel Codice di Famiglia e nel Codice Penale.
In effetti, in Italia, le donne potevano già votare – solo per le amministrative – sin dal 1924. Benito Mussolini sulla carta le aveva riconosciuto il diritto di voto al fine di dimostrare che non temeva l’elettorato femminile, anzi.
Ben diversa, invece, la situazione in altri Paesi: in Nuova Zelanda le donne potevano votare sin dal 1893, in Finlandia dal 1906 e in Norvegia dal 1907.
In Francia, tale decisione venne presa con qualche mese di anticipo, per l’esattezza il 21 aprile del 1944, e con essa anche la possibilità alle donne di essere elette.
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Questa data rappresenta non solo la nascita della Repubblica, ma anche l’affermazione della parità di genere nel diritto di voto.
È un giorno per ricordare le conquiste del passato e riflettere sulle sfide ancora presenti.
Tornare al 2 giugno 1946 significa ricordare un momento cruciale nella storia italiana, un momento in cui le donne iniziarono a rivendicare il loro posto nella politica e nella società.
A partire dal quale si crearono le condizioni affinché le donne potessero poi dire “no” e contare davvero, come fecero nel 1974 a difesa del divorzio o nel 1981 in occasione del referendum abrogativo della legge 194.
La storia delle acquisizioni legislative che si dispiega per tappe lungo i decenni ’70-’80 formalmente trova lì la sua origine, la sfida rivolta al piano istituzionale, la volontà di andare più a fondo nei meccanismi sotterranei del potere.
Ma facendo un passo indietro, questo passo segnò il definitivo ingresso della donna come punto di riferimento nella società di allora? La risposta è no.
Il diritto di voto non garantì un diritto di cittadinanza consolidato.
Sul lavoro il cammino fu molto più arduo, attraverso un percorso di emancipazione che arrivò almeno fino al 1963, quando entrarono nella magistratura prendendo possesso di ogni tipo di carica.
Fino ad allora le donne si accontentarono di ruoli “scartati” dall’uomo. Accrebbe sicuramente il numero di insegnanti nelle scuole, a conferma della qualità e della necessità di una formazione al femminile per i propri figli.
Il diritto di voto resterà una pura formalità fino a quando le strutture politiche non saranno popolate da donne libere
Una donna può – anzi deve – essere ambiziosa, cosa diversa dall’esser competitiva.
L’ambizione significa dire “so che sarei capace di…” e uscire dalla corazza di timidezza che inibisce ogni passo avanti.
Non è sufficiente il diritto di voto per sbloccare le libertà sociali. La strada per le pari opportunità è una storia che ancora stiamo scrivendo in salita! e riguarda tutta l’umanità in ogni organizzazione sociale in tutto il mondo!
E non solo le donne, ogni essere umano, di qualsiasi razza, di qualsiasi colore, di qualsiasi sesso,  di qualsiasi estrazione sociale, ha gli stessi diritti e gli stessi doveri in quella che chiamiamo pomposamente ” civiltà”
E’ un diritto che è sempre in pericolo e si deve difendere ad ogni età per scelta morale in ogni contesto per far valere la libertà di esistere in armonia e dignità!
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Quest’anno voglio augurare emozioni…

foto di Laurin

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La leggenda dell’eclissi e del Sole e della Luna: una storia di un amore eterno!

Quando ero piccola la nonna mi raccontava una leggenda del Sole e della Luna che mi affascinava ed ero convinta che l’eclissi fosse il culmine della loro storia d’amore!

Da sempre e per sempre!

Ogni volta che si ripete così sotto gli occhi di tutto l’universo è un potente messaggio d’amore, un invito e monito a tutti gli esseri viventi.

Tanto per confermare che non esiste evento in Cielo o in Terra che non sia motivato ed esaltato dall’Amore!

Per ricordarmi che io sono polvere di cometa di pura energia condensata ed ho in me un po’ di sole e un po’ di luna e un po’ di stelle!

Non sono forse felice quando splende il sole e mi riscalda, la luce mette in risalto i colori intorno a me,e vivo le mie esperienze con gioia e sono compassionevole e determinata , e mi piace condividerle con gli altri.

Non sono felice un po’ melanconica quando la notte mi rannicchio su me stessa, dubbiosa sul futuro, impaziente di vedere realizzati i miei progetti, interrogando la luna che mostra sempre la stessa faccia e sobbalzando di gioia per una stella cadente, Eppure il giorno dopo sono sempre quella felice e piena di voglia di fare.

E sono un pò sole e un po’ luna e un po’ stelle!

E tutto sono io …

Come il Sole, la Luna, e le stelle…

Allora mi domando… non sarà l’energia di Amore a tenere insieme tutte le parti di me stessa come..

“ amor che move il sole e l’altre stelle..”in tutto l’universo.!

E dato che nell’universo ogni essere vivente è interconnesso eventi come un’eclisse spingono a spostare l’attenzione dalla mente al cuore, a considerare altro da sé e scoprire energie più potenzianti…

Per esempio Amore?

Amore per tutte le parti di me.

Amore per me quando sto nel traffico in fila e sorrido al vicino… e sorride anche lui.

Amore per me quando il sufflè mi cade sul pavimento e inventiamo un’altra cena.

Amore per me quando ho finito il gilet ad uncinetto come piace alla mia nipotina.

Amore che genera Amore.

Questo per me è il “ cambiamento”

Cambiare ottica ! Trovare l’Amore che c’è in ogni cosa !

Constatare che anche il buio è …Amore per la Luce!

E tu ?

Quando il Sole e la Luna si sono incontrati per la prima volta si sono innamorati perdutamente e da lì hanno cominciato a vivere un grande amore. Il mondo non esisteva ancora e il giorno che Dio decise di crearlo, diede loro un tocco finale… il bagliore!

Dio decise che il Sole avrebbe illuminato il giorno e che la Luna avrebbe illuminato la notte e per questo motivo sarebbero stati costretti a vivere separati.

Entrambi furono invasi da una grande tristezza e capirono che non si sarebbero mai più trovati

La Luna era sempre più triste. Nonostante il bagliore dato da Dio, si sentiva sola.
Il Sole a sua volta aveva vinto un titolo di nobiltà ” Astro re” ma neanche questo lo rendeva felice.

Dio allora li chiamò e spiegò loro:

– ” tu, Luna, illuminerai le notti fredde e calde, piacerai agli innamorati e sarai spesso protagonista di bellissime poesie.”
–  “quanto a te Sole, manterrai quel titolo perché sarai il più importante degli astri, illuminerai la terra durante il giorno, darai calore all’essere umano e solo questo renderà le persone più felici.”

La Luna diventò ancora più triste con quel crudele destino e pianse amaramente e il Sole nel vederla così triste, decise che non poteva essere debole, perché doveva darle forza e aiutarla ad accettare ciò che Dio aveva deciso.

Eppure era così preoccupato che decise di  chiedere qualcosa a Dio:
– Signore, aiuta la Luna, per favore, è più fragile di me, non sopporta la solitudine…

E Dio … creò le stelle per fare compagnia alla bella Luna.
Così la Luna ogni volta che è molto triste ricorre alle stelle che fanno di tutto per consolarla, ma quasi mai lo ottengono.

Oggi entrambi vivono così… separati, il Sole finge di essere felice, e la Luna non può nascondere la sua tristezza.
Il Sole arde di passione per lei e lei vive nelle tenebre del suo dolore.

Dicono che la volontà di Dio fosse che la Luna dovesse essere sempre piena e luminosa, ma non ce l’ha fatta… quando è felice, riesce ad essere piena, ma quando è infelice è calante , non è nemmeno possibile apprezzare la sua luminosità.

Luna e Sole seguono la loro strada.

Lui solitario ma forte e lei, accompagnata dalle stelle, ma debole.

Gli uomini cercano sempre di conquistarla, come se fosse possibile. Alcuni sono andati persino a lei, ma sono tornati sempre da soli. Nessuno è mai riuscito a portarla sulla terra, nessuno è mai riuscito a conquistarla, eppure molti ci hanno provato.

Ma Dio decise  che nessun amore in questo mondo doveva essere impossibile, nemmeno quello della Luna e del Sole…

e così lui creò l’eclissi.
Oggi Sole e Luna vivono in attesa di quel momento, quei momenti a loro concessi  e però tanto rari.

Quando guarderai il cielo, d’ora in poi e vedrai che il Sole copre la Luna, è perché il sole si sdraia su di lei e cominciano ad amarsi.

E ‘ a quell’atto d’amore che   è stato dato il nome di Eclissi.

È importante ricordare che la luminosità della sua estasi è così grande che si consiglia di non guardare il cielo in quel momento, i tuoi occhi possono accecarsi nel vedere tanto amore…

Opera di Evelyn de Morgan (1855-1919)

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Che buona notizia! Sei appassionato della lettura? Puoi diventare diventare professionista!

Tempo fa su FB girava una intervista ad una signora in metro che leggeva un libro e cosa più “sorprendente” anche il figlio accanto a lei! La domanda era :” Come mai suo figlio legge in metro come lei?” “ Lui ha sempre visto me leggere ! In casa, al parco, in gita al picnic…noi abbiamo sempre un libro in tasca!”

L’esempio è il miglior strumento per insegnare!E far venire la passione per leggere!Qualsiasi passione,del resto!

Leggere resta una delle più alte conquiste dell’umanità e solo quando la cultura è a portata di tutti si possono superare le disuguaglianze ed i conflitti razziali e religiosi.

Ed ecco perché è importante la proposta dell’associazione culturale Hamelin di formare una nuova categoria di professionisti, i cosiddetti “educatori alla lettura”, che con il progetto ‘Leggere per leggere Bologna’ apprenderanno gli strumenti più adeguati per introdurre i bambini al gusto e al piacere dei libri, ma anche per operare nell’ambito del volontariato all’interno di associazioni, biblioteche e poli culturali..

A Bologna sono ben 106 i ragazzi, tra i 22 e i 35 anni, che si sono candidati per diventare “educatori alla lettura”. Un ruolo che non vuole restare solo un’etichetta ma ha l’ambizioso obiettivo di diventare una professione a tutti gli effetti.

Di questi, sono 15 i giovani selezionati dall’associazione Hamelin di Bologna, che cura ‘Leggere per leggere Bologna’, il percorso di formazione presentato nell’ambito del progetto Pon Città Metropolitane 2014-2020 e del Patto per la lettura di Bologna.

Proprio grazie a questi due progetti, Hamelin ha a disposizione 300.000 euro per realizzare l’obiettivo di inserire i giovani ragazzi in contesti lavorativi, trasformando la passione per la lettura in un lavoro a tutti gli effetti.

Oltre che ad un programma didattico dunque, ‘Leggere per leggere Bologna’ “sarà un opportunità anche professionale molto importante che conferma come a Bologna la cultura offre anche una chance occupazionale importante“.

Come spiega Emilio Varrà di Hamelin, il percorso di formazione è iniziato da un mese e per ora le lezioni sono teoriche: “E’ fondamentale dichiarare la figura professionale dell’educatore alla lettura perchè è molto importante questo ruolo, troppe volte lasciato all’improvvisazione.E’ vero che “tutte le pratiche che possono diffondere la lettura sono valide in quanto tali, ma come tutti i mestieri anche questa va distinta e su questo insistiamo affermando la necessità di abituarci a considerare la diffusione della lettura come un vero e proprio lavoro”.

E se ci allarghiamo sul mondo queste iniziative sono già in atto da anni.

In Europa Il report del 2011 di Eurydice fornisce le linee guida sull’insegnamento della lettura nei sistemi educativi europei (Teaching Reading in Europe. Contexts, Policies and Practices, EACEA).

Da questo studio emerge che in Europa c’è realmente una forte attenzione al tema dei lettori e che è necessaria una figura specifica capace di affiancare l’insegnamento tradizionale e far nascere la passione per la lettura. Ovviamente supportato da materiale didattico differenziato e dalla riorganizzazione del ritmo di lavoro in classe.

Anche negli USA sono stati introdotte queste figure qualificate non solo nelle scuole ma anche in attività sociali parallele e organizzati corsi a vari livelli per qualificare questi “specialisti di lettura.”.

E tu scopri che il mondo è pieno di cose meravigliose e per conoscerle tutte,visto che la vita non ti basterà a percorrere tutta la terra, non rimane che leggere tutti i libri.” Umberto Eco

“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati e poeti, ma perchè nessuno sia più schiavo” Gianni Rodari

Fonti

https://hamelin.net/lxl-leggere-per-leggere-bologna/

ps://www.literacyitalia.it/corsi/lo-specialista-di-lettura/

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La rinascita esplode nella Luce che prende sempre di più il sopravvento!

foto di Laurin

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Perchè siam donne: Una notizia strepitosa: per la prima volta nella storia alle Olimpiadi di Parigi 2024 ci sarà un numero di atlete pari a quello degli atleti… Notizia strepitosa?

fonte http://www.toponomasticafemminile.com/index.php…

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La buona notizia del venerdì: E’ già tempo di gelato!

Io penso che per gli amanti del gelato ogni tempo va bene per gustarlo. Ricordo con l’acquolina in bocca un gelato marroncino alla castagna in una piccola ma rinomata gelateria dove mi ero riparata da una gelida pioggia di inverno! Non potevo non assaggiarlo anche se il buon senso avrebbe suggerito una cioccolata calda… magari con panna! Naturalmente la panna non mancava anche su quel gelato!

Coni gelato a forma di fiore, la moda che sta spopolando in tutto il mondo

I gelatai di iCreamy, una gelateria a Sydney, in Australia, hanno trovato il modo di servire ai propri clienti dei coni gelato a forma di fiori. Usando una spatola costruiscono petalo per petalo, con cui realizzano l’intera struttura di un fiore al centro di un cono di cialda.

Ma il gelato a forma di fiore non è solo bello da vedere.

Con i suoi gusti ispirati a sapori asiatici, rappresenta anche un’esperienza sensoriale: troverete gusti insoliti come tè al latte Tailandese, sesamo nero o cioccolato bianco fatto con il miso.

E se pensate che per assaggiarlo il viaggio è un po’ lungo, sappiate che questa nuova moda si sta già diffondendo in tutto il mondo con oltre 50 di queste gelaterie.

Altre Info: iCreamy | Facebook


http://www.keblog.it/cono-gelato-fiore-i-creamy/

E c’è anche il gelato sospeso !!!

Gelato sospeso: a Genova il cono si regala a chi non può prenderlo (nonsprecare.it)