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* Le energie speciali della Luna Piena di Maggio

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Durante la luna piena le energie delle fasi lunari precedenti e successive sono concentrate nel cerchio perfetto e splendente. La luna piena simboleggia quindi la pienezza, la totalità, l’unione di più forme di espressione.La luna piena ispira, rende creativi e desiderosi di dirigere nel migliore dei modi la nostra energia. 

Il plenilunio di maggio porta con se tanta, tantissima creatività. Le intuizioni saranno molto più vicine alla realtà di quanto sospettate. Il contatto con la terra sarà più potente e le energie più palpabili.

Questo è un momento di opportunità positive se si utilizzano correttamente. In questi giorni si può aumentare la vostra energia positiva o, al contrario, le vostre emozioni potrebbero essere travolgenti.

Dal momento che durante la luna piena si riversa una quantità enorme di energia, è necessario essere in uno stato di calma mentale per ricevere un effetto positivo.

Come ci spingono le energie speciali della Luna di Maggio

Luna Piena in Scorpione spinge a far crollare i vecchi schemi abitudinari emotivi per liberare nuovi archetipi di nelle relazioni interpersonali. E non a caso si trova nella ottava casa che riguarda le esperienze di trasformazione e rigenerazione dei valori acquisiti per connettersi con il sociale, con il gruppo in cammino.

Opposta al Sole che in Toro ha il compito di rivelare la materia come espressione dello Spirito.

Toro in seconda casa dove il Sè inizia a riconoscersi come individuo entra in rapporto con la terra e ne fa il suo territorio di crescita.

L’asse Toro-Scorpione è un asse karmico che ci ricorda come il piacere effimero debba essere strutturato e radicato nella profondità per non scivolare via come acqua sull’asfalto, non portando nessun nutrimento e nessuna possibilità. Una forma di crescita e di responsabilità che ciascun individuo porta sull’intero piano terrestre. Siamo nel momento di concepimento energetico più fecondo per l’umanità. Questo significa che nei prossimi mesi potranno essere visibili (per chi le sta cercando) quelle opportunità di cambiamento globale (cioè che riguarda il pianeta) ma sarà molto importante restare nella vibrazione dell’amore per poter cogliere al meglio queste occasioni.”

Il Sole in Toro e la Luna in Scorpione sono in stretto, contatto diretto con Plutone in Capricorno, signore dello Scorpione e tutte le questioni della “normale” esistenza “mortale”.

Guardiamoci dentro fino in fondo per valutare con lucidità i nostri obbiettivi, se sono veramente nostri o per l’apparenza. L’Occhio del Toro, il Terzo Occhio, quello del nostro Sè interiore ci da una capacità di scelte per il nostro futuro.

Tutto ciò che abbiamo acquisito è il bagaglio delle nostre risorse, anche ciò che ci sembra inutile o sbagliato può essere trasformato e costituire una ulteriore e insospettata capacità alla realizzazione dei nostri desideri. Per continuare con una nuova consapevolezza il cammino della nostra esistenza.

Possiamo sentirci insicuri di molte cose in questo momento, grazie al quadrato che Saturno sta facendo a Nettuno. Saturno governa la struttura, e Nettuno è assenza di forma assoluta. 

Saturno è nel segno della nostra visione del mondo, e Nettuno nella sua base di origine della trascendenza.

Il Sole e la Luna stanno facendo un T-quadrato con Giove, una configurazione dinamica che richiede il movimento.

Giove rinforza il trigono con Urano che tanto anela al cambiamento, allo sviluppo, ad un futuro più generoso per tutti.

Ricordate che tutto ciò che sta succedendo nel vostro corpo, mente e spirito sarà amplificato.

L’energia è molto potente, quindi è importante indirizzarla con intenzione positiva.

Sapendo questo avete una grande opportunità per la crescita emotiva e spirituale.

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Wesak

lL Wesak è un’importante cerimonia magico-religiosa del buddhismo hinayana, che in sanscrito significa piccolo carro. Si celebra ogni anno al plenilunio del Toro nel mese di maggio.

Nel secolo scorso è stato divulgato dalla Società Teosofica e più specificatamente da A. A. Bailey come Wesak Acquariano. Ed è rivolto a tutta l’umanità.

Un’antichissima leggenda buddhista narra che cinquecento anni prima di Cristo il principe Gautama Siddharta raggiunse il massimo grado di illuminazione e diventò un Buddha, cioè un “risvegliato”, liberandosi definitivamente dal giogo delle reincarnazioni. 

Il Buddha morì nell’anno 483 avanti Cristo nella notte del plenilunio nella costellazione del Toro; egli raggiunse la soglia del Nirvana, luogo della Grande Liberazione, dove una volta varcata la soglia, si sarebbe trovato immerso nella Luce della Beatitudine Eterna.

Ma mentre stava per varcare quella soglia, il Buddha si arrestò e si volge a guardare indietro, verso il genere umano dove gli uomini sono sofferenti e  malati, e provando dal profondo del  suo Cuore una enorme Compassione, non ebbe il coraggio di proseguire. Così dinnanzi a tutti i grandi Esseri di Luce delle Gerarchie Celesti che erano pronti ad accoglierlo, egli formulò un solenne giuramento: ogni anno, nel momento esatto del plenilunio nella costellazione del Toro, Egli sarebbe tornato sulla terra a portare la sua benedizione a tutta l’umanità, per incoraggiarne l’evoluzione spirituale.

Questo è il senso della cerimonia del Wesak, un rituale che da 2500 anni viene celebrato nel mondo buddista, e che negli ultimi anni  è diventato un evento planetario, senza confini religiosi. 

La cerimonia del Wesak viene celebrata proprio a maggio, nella notte del plenilunio nella costellazione del Toro, data in cui sarebbe morto il Buddha.

Questa cerimonia è l’opportunità per l’umanità di compiere un balzo in avanti sulla via dell’evoluzione spirituale. Tutti quelli che prendono parte alla cerimonia di persona, col pensiero o in meditazione beneficiano di questa benedizione che li eleva spiritualmente; così ognuno diventa un canale e, a sua volta, ridistribuisce questa potente energia di Luce .

Fonti:

http://energiamaya.org/2015/04/30/preparazione-al-wesak/

http://www.benesserenergia.it/luna-piena-2015-simbologia-e-credenze/

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* La buona notizia del venerdì: Book bar anche in Italia

Il nuovo trend venuto dall’America sta spopolando in tutta Europa e l’Italia non fa eccezione. La moda di questi caffè letterari, a metà strada tra librerie e caffetterie, dove ognuno può entrare e leggere ciò che vuole, sorseggiando un tè caldo o un caffè o magari assaggiando dolci prelibatezze, si è diffusa, come un contagio, in tutta la Penisola e da nord a sud nessuna città ne è rimasta immune. Forse e’ proprio il caso di dire #Piùbookbarpertutti !

MILANO – Nella prima parte del nostro viaggio tra i caffè letterari d’Italia, abbiamo visto le proposte offerte dal centro-nord, scoprendo una Torino eclettica e versatile, una Milano raffinata ma con “gusto”, una Bologna non troppo “hippy” ma molto “happy”, una Rimini ed una Firenze regine del vintage ed infine una Perugia perfino anche un po’ orientaleggiante ! Vediamo insieme la risposta del sud!

GIUFA’ LIBRERIA CAFFE’ a Roma – Si tratta di una libreria indipendente nata nel 2005 nel quartiere di San Lorenzo e si caratterizza per avere da una parte un grande settore di graphic novel, tra cui fumetti e albi illustrati, dall’altra una vasta selezione di narrativa contemporanea italiana ed internazionale. Ma Giufa non è solo una libreria, è anche molto di più e durante l’anno si alternano presentazioni di novità editoriali, reading e incontri con gli autori, esposizioni fotografiche e per i più piccoli, anche spettacoli con le marionette!

CAFFE’ LETTERARIO a Roma – Quando si parla di caffè letterari a Roma, non si può non pensare al “Caffè Letterario” per eccellenza; quest’ultimo infatti è uno spazio interculturale di ben mille metri quadrati, che ospita una biblioteca, un caffè, una galleria d’arte, uno spazio per eventi e addirittura degli studi televisivi! Si tratta di una struttura nella struttura ed è per questo che ospita al suo interno il Bibliocaffè, con i suoi 2500 libri ereditati dalla Biblioteca Ostiense, in cui si può bere e mangiare seduti su comode poltrone e magari ascoltare anche qualche concerto dal vivo.

FANDANGO a Roma – Bellissima la location e vastissima è la scelta di libri che vi si possono trovare. La libreria infatti propone 7000 titoli di piccoli, medi e grandi editori, oltre ad ospitare numerose attività letterarie come incontri o seminari. Di recente, un particolare apporto alla programmazione degli eventi che si svolgono nell’ambito del progetto Fandango Incontro, il regista teatrale e di lirica Giorgio Barberio Corsetti ha avviato un laboratorio di natura formativa per giovani artisti amanti del teatro, della danza e dello spettacolo.

INTRA MOENIA a Napoli – Se cercate un luogo suggestivo, tranquillo ma affascinante, dovete assolutamente fermarvi al caffè letterario Intra Moenia a Napoli, qui potete sedervi, seguire la migliore tradizione napoletana e chiedere: “ un caffè e un libro, per favore.” Questo angolo verde, appena dentro le mura di Napoli, è anche una casa editrice ed al suo interno si possono sfogliare eccellenti pubblicazioni di ogni genere, principalmente sulla storia di Napoli.

ALL’OMBRA DEL BAROCCO a Lecce – E’ il posto giusto per chi cerca un luogo d’incontro non scontato o un book shop con aperitivo. A pochi passi dal duomo è un caffè-ristorante-enoteca e libreria diffusa con due punti vicini: la storica Liberrima e la più recente Enoteca di Liberrima, nel cortile, con una sala dedicata alle letture del territorio e uno spazio enogastronomico. Sotto volte a stella e in un ambiente totally minimal chic, potrete gustare friselline, mandorle di Toritto, focaccine ed ogni genere di specialità tipica.

 

LIBRERIA CAFFETTERIA MACONDO a Bari – Questo nuovissimo locale, che ha aperto i battenti solo da un anno, prende il nome dal villaggio in cui si sviluppa la storia di “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez. Nato per unire cultura ed intrattenimento, questo caffè propone numerose attività interessanti, qui infatti potrete leggere tutti i gialli di Gianrico Carofiglio ambientati a Bari, assaggiare ogni prelibatezza del posto, vedere numerose mostre di quadri ma anche partecipare a tornei di scacchi.

PAGINE AL CAFFE’ a Ruvo di Puglia – Se vi capita di passare da queste parti, fermatevi un momento in questa libreria dolcissima, nata dall’idea di Domenica Lamonarca, nel cuore di questa cittadina immersa tra vigneti ed uliveti.  Respirerete aria di cultura ma anche di tradizioni e potrete scambiare anche libri usati  gustando vini locali e birre artigianali.

CIBO PER LA MENTE a Taranto – Letteratura, cibo e immagini si mescolano in un format inedito e imprevedibile. Un mix tra luogo di intrattenimento alla moda, caffè e salotto di casa! Qui potrete trovare ogni giorno ricche colazioni all’americana, degustazioni di cibo hand made e aperitivi con dj set la sera. E’ l’evoluzione del caffè letterario del passato e il book bar giusto per rendere “la cultura più appetibile”! Ecco l’intervista ai proprietari.

CAFE’ RETRO  a Castelvetrano – Luogo piccolo ma accogliente, questo book bar si presenta nello stile e nei colori volutamente vintage. Tramite questa atmosfera si vuole infatti cercare di recuperare la semplicità, la sobrietà e l’eleganza tipiche dell’antico. E’ l’ideale se ti vuoi rilassare leggendo un buon libro oppure ascoltando musica jazz scappando dal frastuono e dal cattivo gusto che troppo spesso caratterizzano la nostra società contemporanea.

MALGIOCONDO a Palermo – Primo Ristorante libreria del sud Italia, il Malgiocondo si distingue da tutti gli altri in quanto a stile e fascino. Il locale si trova all’interno di un palazzo ottocentesco molto elegante e non appena si varca la soglia si viene attirati dai profumi di citronella, gelsomino e mentuccia che regnano nell’aria. Uno spazio che rilassa l’occhio ma anche la mente, un’atmosfera che ricorda il passato moresco di questa terra ma che guarda anche al futuro, dando l’opportunità a molti giovani di incontrarsi, meditare e leggere sia grandi classici, fa i quali Pirandello, che nuovi autori emergenti del panorama internazionale.

Fonte:

http://www.emme-blog.com/2014/04/il-book-bar-spopola-in-italia.html

http://www2.stile.it/viaggi/weekend/i-migliori-book-bar-d-italia/

http://autori.fanpage.it/da-new-york-ecco-la-nuova-tendenza-del-book-bar-che-spopola-anche-in-italia/

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* E’ il tempo dei sakura , ciliegi in fiore

In Giappone, il fiore di ciliegio, sakura è il fiore nazionale.



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A partire dal periodo Heian (794-1185), ogni anno in primavera, nella ricorrenza chiamata Hanami (letteralmente significa “guardare i fiori” ma il termine viene utilizzato escusivamente in riferimento al fiore di ciliegio), i giapponesi festeggiano la bellezza effimera del sakura, uno dei simboli del Giappone, così fortemente presente nella cultura del Paese del Sol Levante.

Yoshino ((le cui colline in primavera si colorano del rosa pallido degli alberi in fiore) è la città d’origine dei ciliegi giapponesi: la leggenda racconta che gli alberi furono piantati nel VII secolo d.C. dal sacerdote En-no-Ozuno, che si dice avesse scagliato una maledizione contro chiunque osasse abbatterli.

20070514-10. CILIEGI IN FIORE. PART.

 

Il richiamo del fiore di ciliegio va oltre la sua evidente bellezza, a colpire è la sua caducità, il suo essere in piena fioritura solo per pochi giorni.
Il vero senso della tradizione hanami non consiste nel guardare lo spettacolo offerto dalla bellezza dei fiori sull’albero ma nell’osservare con una punta di tristezza e commozione come cadono dall’albero, trasportati dalla brezza primaverile nel breve viaggio che li separa dalla terra ancora fredda. Un modo dolce e allo stesso tempo malinconico per ricordare che ogni vita è destinata a finire.
Nonostante questo non si tratta di una ricorrenza triste, anzi! Sotto ogni albero fiorito viene steso un telo di plastica azzurro e al piacere estetico di restare sotto una delicata pioggia di petali, si aggiunge la gioia del cibo e della compagnia.
Hanami è un’occasione per ritrovarsi con gli amici, organizzare pic-nic e godersi cibo e sake in abbondanza.
Infatti Hanami si festeggia in aprile e la primavera simboleggia anche un momento di rinascita e di forza generatrice. La fioritura dei ciliegi è da sempre vista come segno premonitore della ricchezza della raccolta del riso, come auspicio di prosperità.
Come tale deve essere interpretata l’usanza di offrire infusi di fiori di ciliegio ai matrimoni.
Così gli studenti, che in aprile iniziano un nuovo anno scolastico, e i neo diplomati o laureati che ogni anno, nello stesso mese, entrano nel mondo del lavoro vedono nella fioritura dei ciliegi un segno di buon auspicio per il loro futuro.

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La maggior parte dei ciliegi in Giappone appartengono alle varietà Somei Yoshino e Yamazakura ma in tutto il Paese se ne contano oltre cento varietà diverse.
Tra le caratteristiche distintive la principale è rappresentata dal numero di petali dei fiori di ciliegio. La maggior parte dei ciliegi selvatici ma anche di quelli coltivati hanno fiori con cinque petali, alcune specie hanno fiori con dieci, venti o più petali.

Nel simbolismo ritroviamo con maggior frequenza il sakura a cinque petali con evidenti richiami ai cinque orienti del Buddhismo esoterico giapponese (i quattro punti cardinali e il centro), ai cinque elementi sacri giapponesi (terra, acqua, fuoco, aria e vuoto) cui il celebre samurai Miyamoto Musashi intitolò i cinque “libri” che formano la sua opera, il Gorin No Sho (libro dei cinque anelli).

Ancora in cinque parti, secondo la cosmogonia giapponese, venne tagliato il dio del fuoco da Izanagi, dopo la morte di Izanami e dalle cinque parti venne creato Oyamatsumi, una delle montagne più antiche e venerate…

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Ma il fiore di ciliegio è anche strettamente legato al Bushidō, l’ideale cavalleresco del guerriero (Bushi) giapponese. Il sakura incarna e simboleggia le qualità del samurai: la purezza, la lealtà, l’onestà, il coraggio.

Come il fiore di ciliegio, effimero e fragile, nel pieno del suo splendore muore lasciando il ramo, così il samurai, nel nome dei principi in cui crede, è pronto a lasciare la propria vita in battaglia.

Al tempio shintoista Yasukuni-jinja di Tōkyō, santuario che ospita il museo nazionale in memoria dei caduti giapponesi, sono ancora i fiori di ciliegio a simboleggiare la rinascita dei soldati caduti in guerra.

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Anche poesia e pittura celebrano da secoli il fiore di ciliegio.

 

Cadono i fiori di ciliegio
sugli specchi d’acqua della risaia:
stelle, al chiarore di una notte senza luna

(haiku scritto dal poeta e pittore Yosa Buson (1715-1783)

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Anche in Italia sta prendendo piede l’usanza dell’hanami. Nelquartiere romano dell’EUR si trova il Parco Lago dell’EUR in cui nel luglio 1959 fu inaugurata la strada pedonale e ciclabile che attraversa il parco e che si chiama Passeggiata del Giappone in onore di tale Paese.

In quell’occasione il primo ministro, Nobusuke Kishi, in visita ufficiale in Italia, donò a Roma a nome del proprio governo numerosi sakura, ciliegi giapponesi da fiore, molti dei quali piantati proprio nel parco dell’EUR..

Nel periodo di fioritura dei sakura (aprile – maggio )) è ormai d’uso trovare gente passeggiare sotto tali alberi e sovente consumare un pic nic all’ombra degli stessi; non manca chi celebra l’hanami vestendo il kimono, abito tradizionale del Giappone.

Fonti

http://www.marcoforti.net/sakura-fiore-di-ciliegio.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Hanami

http://www.romeguide.it/?pag=schedaeventonew&id=11261

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* La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto D’Autore

 

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La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore,proclamata come ogni anno per il 23 aprile, è divenuta ormai un appuntamento fisso fondamentale nel calendario delle manifestazioni culturali italiane.

ll 23 Aprile del medesimo anno, il 1616, si spensero tre grandi nomi della letteratura mondiale: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e l’Inca Gracilaso de la Vega.

È stato dunque naturale per l’UNESCO scegliere il 23 Aprile come data simbolo per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore.
Il fine è quello di sottolineare la fondamentale importanza e l’insostituibile contributo dei libri come mezzo di progresso e di diffusione culturale, nonché incoraggiare ciascuno, in particolare i giovani, a riscoprire il piacere della lettura.

La Conferenza generale dell’UNESCO rende tributo mondiale a libri e autori in questa data, incoraggiando tutti, ed in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura e mostrare un rinnovato rispetto per il contributo insostituibile di quelle persone che hanno promosso il progresso sociale e culturale dell’umanità. 

L’idea di questa celebrazione è nata in Catalogna, dove il 23 aprile, giorno di San Giorgio, una rosa viene tradizionalmente data come un dono per ogni libro venduto.

Il successo Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore dipende principalmente del sostegno ricevuto da tutte le parti interessate (autori, editori, insegnanti, bibliotecari, istituzioni pubbliche e private, ONG umanitarie e mass media), che sono mobilitate in ogni paese dalle Commissioni Nazionali UNESCO, Club UNESCO, Centri e Associazioni, delle Scuole Associate e Biblioteche, e da tutti coloro che si sentono motivati a lavorare insieme per questa celebrazione.

Il titolo di Capitale mondiale del libro viene assegnato ogni anno dall’UNESCO a una città in riconoscimento della qualità dei suoi programmi per promuovere la diffusione del libro e incoraggiare la lettura.[1]

La città scelta diviene Capitale mondiale del libro per un anno a partire dal 23 aprile, giorno scelto dall’UNESCO come Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Quest’anno la Capitale Mondiale del Libro è Incheon: la scelta è caduta su questa città della Corea del Sud per via del programma messo in atto per sviluppare la lettura tra i giovani e i settori meno fortunati della popolazione.

 

 

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“Ebbene si! Lo ammetto…Sono una appassionata lettrice che contribuisce ad aumentare le statistiche di chi legge fino a, nientepopòdimenochè. dieci libri e più in un anno..

E questo da quando ho ricordo di me bambina, nascosta dai rami fitti dei bambù del giardino della nonna, con un mio inseparabile libro tra le mani…
Mia madre diceva che avrebbe potuto offrirmi l’elenco del telefono e io avrei trovato un motivo interessante per leggerlo…( senza che qualcuno si offenda, non è forse un insieme di personaggi che può far pensare all’Antologia di Spoon River ?)  ( dipende dall’immaginazione del lettore)

Per me un libro non è un oggetto, è un soggetto che ha un anima e una intenzione.
Come se l’autore si fosse messo in contatto con me e ne sentissi la presenza.
Un amico discreto, espone i suoi punti di vista e non si aspetta risposte. Come un amico leale.
E se interrompo la lettura e passo ad altro non se ne ha a male.
Per me è come conversare con un amico che mi suggerisce immagini, che mi rievoca musiche e canzoni, che mi provoca sentimenti ed emozioni, che mi stimola a fare esperienze, ed aumenta la conoscenza di me e del mondo.
I libri fanno parte della mia vita: posso tranquillamente legare un libro ad ogni esperienza che ricordo, ad un periodo particolare di riflessione o di crescita.

Certi libri mi hanno suggerito soluzioni alternative a certe mie scelte e li ho letti “ per caso”…Giorni fa ho addirittura trovato un libretto di astrologia del periodo dada in una scatola di libri usati dal giornalaio…” per caso”…

Potrei fare un elenco di libri e autori che hanno contribuito al mio percorso personale…
Potrei suggerire libri e autori che ritengo adatti a soddisfare certi interessi…
Potrei… e sarebbe una bella noia! Che noia, che barba!

Del resto dice Confucio:”Se ascolto, dimentico ;se vedo, ricordo; se faccio, capisco..”

E non è forse compiere azioni letterarie navigare tra i blog, leggere gli articoli, e comunicare con parole e immagini e filmati? (dirai tu)  Io dico che oggi è possibile persino scaricarsi ebooks e che molti autori fanno già questa scelta!
E stare a tu per tu con un libro o con un ebook per me è sempre un momento magico…

Provaci!!!”

“Leggere”

 

Fonti:

http://www.ioleggoperche.it/it/home/

http://it.wikipedia.org/wiki/Capitale_mondiale_del_libro

http://www.booksblog.it/post/125690/giornata-mondiale-del-libro-e-del-diritto-dautore-2015

http://www.libreriamo.it/a/11796/giornata-mondiale-del-libro-2015-tutti-gli-eventi-per-promuovere-la-lettura-in-italia.aspx

 

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* la buona notizia del venerdì: Assegnato il ” Premio Nobel della scuola” a Nancie Atwell

I suoi studenti leggono 40 libri l’anno (scelti da loro). Lei è la prof più brava al mondo…

Nancie-Atwell-982x540 A 63 anni Nancie Atwell ha vinto quello che è stato definito il “premio Nobel della scuola” (un milione di dollari, a rate, che investirà nel suo centro). Il suo metodo si basa sui libri: “I miei ragazzi ne leggono almeno 40 l’anno. Li scelgono loro. Da una libreria che aggiorniamo continuamente…” 


nancie-atwell-2 I suoi studenti leggono 40 libri l’anno. Anche per questo, è stata definita la professoressa più brava al mondo. La storia di Nancie Atwell è stata raccontata daRepubblica in occasione dell’assegnazione, a Dubai, del Global Teacher Prize, “il premio Nobel della Scuola” (riconoscimento voluto da un imprenditore sociale di origini indiane, Sunny Varkey, attraverso la fondazione che porta il suo nome): la professoressa, 63 anni, è molto nota per i suoi libri sulla didattica, e con il premio porta a casa un milione di dollari, a rate, per 10 anni (a patto di insegnare per almeno altri 5, però). 70377 La Atwell ha spiegato con orgoglio: “Ho cambiato il modo di insegnare, ho fatto innovazione senza chiedere il permesso a nessuno“. Come scrive Repubblica, il suo metodo, consacrato da un centro per l’insegnamento e l’apprendimento che ha fondato nel 1990 a Edgecomb, nel Maine, si basa sui libri: “I miei ragazzi ne leggono almeno 40 l’anno. Li scelgono loro. Da una libreria che aggiorniamo continuamente con più di diecimila titoli. Sono loro a dirmi cosa vogliono leggere, di cosa vogliono scrivere e imparano a farlo”. I soldi del premio saranno investiti nel suo centro: “Sto ancora imparando come trasformare la scuola, ogni scuola, in un luogo di felicità e saggezza”, ha raccontato Nancie Atwell. Il premio è nato solo un anno fa, e per questa edizione sono arrivate 5mila candidature da più di 100 paesi. Nella top 50 anche due italiani: Daniele Manni e Daniela Boscolo.   us-teacher-nancy-atwell-wins-1m-nobel-prize-teaching-dubai http://www.illibraio.it/studenti-leggono-40-libri-anno-prof-brava-mondo-188344/


E’ stata appena presentata #ioleggoperché, una grande iniziativa pensata dall’Associazione Italiana Editori per promuovere la lettura tra chi non legge. E i protagonisti, questa volta, sono i cosiddetti “lettori forti”, che hanno la possibilità di diventare “messaggeri” della lettura e di farsi promotori volontari della loro passione per la lettura. IoLeggoPerché1-981x540 Spiegano gli organizzatori: “I Messaggeri persone che amano leggere, offrono libri ad altre persone. Ovunque, in tutta Italia”. E aggiungono: “Abbiamo individuato nei Messaggeri l’asse portante di questo progetto. Solo persone appassionate, competenti e motivate possono affidare un libro a persone che non ne hanno ancora colto il valore in modo pieno. I Messaggeri conoscono, amano, si divertono con i libri e avvicinano chi di questo mondo non fa parte. Non solo gente ‘del mestiere’, autori e traduttori, librai, editori, bibliotecari, artisti e creativi in genere. Sono soprattutto persone che i libri li acquistano, li amano, approfittano di #ioleggoperché per condividere con altri la loro grande passione. Il 23 aprile i Messaggeri offrono libri a chiunque loro ritengano, ovunque, in Italia. Noi li abbiamo cercati e li cercheremo con la complicità della enorme rete creata in questi mesi. Faremo appello alla loro passione, al loro orgoglio, al loro amore, alla loro capacità di riattivare in altri energie e desideri assopiti”. I Messaggeri “ideali” dunque sono: 1. Lettori appassionati, fieri di esserlo, consapevoli del piacere straordinario che dà un libro. 2. Persone affidabili che porgono un libro, consegnano una storia come se consegnassero un nuovo mondo, felici di poterlo condividere. 3. Hanno un piccolo segreto, un trucco per accennare una trama, soffermarsi su un dettaglio, sfoderare una citazione, suggerire un breve ascolto per seminare il fascino del libro che hanno con sé. 4. Sanno come avvicinare gli altri senza essere invasivi, essere estroversi senza esagerare, fare della propria timidezza un’arma seducente. 5. Sanno che giocare è una cosa divertente e seria, raccolgono le sfide, le vivono come un’avventura; prendere un impegno non è un problema, anzi un piacere. 6. Sono consapevoli che il futuro riserva una gioia: sentirsi dire “grazie” da chi ha ricevuto il libro in consegna. Maggiori dettagli sul sito ufficiale, www.ioleggoperché.it

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* 4 Aprile Eclisse di Luna : continua la danza, stop and go!

 

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E’ iniziata lo scorso anno quella che viene comunemente chiamata tetrade(Tetrads), ovvero una serie di 4 eclissi lunari che si susseguono nel corso di poco tempo: il 15 aprile 2014 il primo evento, l’8 ottobre 2014 il secondo, 4 aprile 2015 il terzo  e il 28 settembre 2015 sarà l’ultimo.

Il fenomeno fu studiato attentamente già nel secolo scorso da Giovanni Schiaparelli, il quale notò che le serie si ripetono ogni 300 anni circa. In questo lasso di tempo non avverranno altre eclissi lunari, parziali o penombrali che siano.

Ad esempio, non ci sono tetradi nei secoli 1582-1908, ma ve ne sono 17 tetradi nei successivi due secoli e mezzo (1909-2156).

Il periodo di 565 anni della stagione della tetrade è legato all’eccentricità decrescente dell’orbita della Terra. In un lontano futuro, quando l’eccentricità della Terra sarà pari a 0, le tetradi non saranno più possibili.
La Terra, infatti, si posiziona in mezzo tra il Sole e la Luna, e sulla Luna riesce ad oscurare completamente l’irraggiamento solare, “infiammandosi” con un cerchio rosso infuocato che circonda il nostro Pianeta proprio come accade al Sole quando viene “eclissato” dalla Luna.

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La Luna si tinge di rosso .

Ecco perchè si chiama “Luna di Sangue” o Blood Moon in inglese. Il nostro pianeta, frapponendosi tra il Sole e il suo satellite, impedisce ad alcune frequenze di raggi solari di attraversare l’atmosfera terrestre, ecco che quindi riescono a passare e a raggiungere la Luna solo quelle più basse, corrispondenti alla colorazione rossa.

John Hagee, ha scritto un libro sulla Tetrade e il suo significato “Four Blood Moons: Something Is About to Change(Quattro lune di sangue: qualcosa sta per cambiare).

A seconda del paese da cui sarà visibile, l’eclissi del 4 aprile sarà anche di penombra. L’ombra della Terra è composta infatti da due parti: un nucleo interno scuro chiamato ombra, e una parte esterna più leggera chiamata penombra. In questo secondo caso, la luna non “sparisce” ma la sua immagine è solo sbiadita.

L’eclissi non sarà visibile nei cieli dell’Italia: si verificherà infatti mentre nel nostro Paese sarà pieno giorno, tra le 11:00 del mattino e le 17:00 del pomeriggio. Sei ore di grande spettacolo che potremo comunque ammirare grazie alle webcam in diretta streaming dall’altro lato del Pianeta, dove sarà notte.

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L’eclisse ha luogo nella costellazione della Bilancia.

Quando la Bilancia consegue l’equilibrio la Luce che oscilla si ferma. Si distingue per il suo moto alterno, ascendente e discendente”

Stop… 

Bilancia rappresenta l’equilibrio dei desideri, delle tendenze, delle risorse che portano a scelte consapevoli e in linea con il proprio obbiettivo.

In terza casa è lo stop della eclisse, uno stop di riflessione sui processi mentali acquisiti e sul genere di comunicazione che si intende adottare per relazionarsi agli altri.

Venere che governa la Bilancia relaziona ed armonizza gli opposti.

Entra in gioco anche l’energia di Urano che spinge all’evoluzione della Bilancia attraverso l’interazione delle dinamiche interpersonali. Si ottiene un equilibrio più evoluto quando si trascendono le differenze personali e ci si focalizza sull’interrelazione collettiva.

Sole, Urano e Mercurio in nona casa opposta alla terza sono pronti a fornire energie di cambiamenti e nuove prospettive a chi vuole intraprendere cammini alternativi arricchendo le proprie conoscenze e comunicando chiaramente i progetti che richiedono collaborazione e condivisione.

Go!

“Saranno proprio le relazioni, non solo quelle sentimentali, ad essere sollecitate in questa eclissi: l’urgenza dell’affermazione personale deve fare i conti con la necessità di confrontarsi e condividere con gli altri in amore come nella professione.

Se i vecchi schemi di comportamento in questi anni hanno mostrato sempre più la corda è l’occasione giusta per abbandonarli definitivamente: la capacità trasformativa di Plutone e lo slancio innovativo di Urano in questo caso lavoreranno a vostro favore rendendo il passaggio meno traumatico.
Se invece cercherete di resistere spazzeranno via inesorabilmente quello a cui vi state aggrappando, compreso quello che avrebbe potuto essere ancora salvato.

In ogni caso vi troverete a ricominciare daccapo in un nuovo orizzonte: la solidità e la durata di quel costruirete dipenderà dalle valutazioni e dalle scelte che quest’eclissi vi aiuterà a compiere.
Se l’attrazione degli opposti è la scintilla creativa da cui scaturisce ogni relazione perché questa possa diventare reale occorrono un terreno comune e degli obiettivi condivisi.

Chiedetevi allora quel che conta davvero per voi e non abbiate paura di dirlo alle persone a cui tenete: solo così otterrete le risposte di cui avete bisogno.”

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Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.

Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.

 

Fonti:

https://www.facebook.com/ilviaggiodelsole

http://www.cosmicintelligenceagency.com/2015/04/blood-moon-total-lunar-eclipse-april-4th-2015/

http://onmooncycles.com/2015/04/01/eclissi-lunare-in-bilancia-quel-che-conta-davvero/

Alan Oken : “l’astrologia centrata sull’anima” edizioni crisalide

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* 10.000 uova di Pasqua in Germania

 


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Per 50 anni ha colorato uova con i suoi figli. 

E un bel giorno Volker Kraft decide di appenderle tutte e 10.000 sul suo melo.

Uno spettacolo coloratissimo e un’emozione che unisce una famiglia.

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Volker Kraft, un pensionato che vive nella città tedesca di Saalfeld, in Turingia, ha appeso 10.000 uova di Pasqua decorate ad un albero di mele che si trova nel giardino della sua casa e che da tempo è diventata un’attrazione per i turisti.

Per appendere le decorazioni all’albero, riporta il giornale tedesco Tagesspiegel, ci sarebbero volute tre settimane.

Iniziavamo a lavorare alle nove del mattino e proseguivamo fino al tramonto”, racconta Kraft. 

 

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In tedesco Pasqua si dice Ostern.

Il termine tedesco che indica la Pasqua è Eostre, che deriva dal nome dell’antica divinità germanica della primavera, dea della fertilità. Infatti l’uovo di Pasqua simboleggia la fertilità.

La Pasqua in Germania ha mantenuto uno spiccato carattere pagano, di festeggiamento dell’arrivo della primavera e del rinnovarsi della natura. Durante questo periodo si decorano le case: le finestre vengono abbellite con disegni di coniglietti, uova e altri motivi; nei vasi si mettono alcuni rami che vengono poi addobbati. Chi ha tempo, poi, decora i gusci delle uova, attività che per i bambini rappresenta sempre un gran divertimento!

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La domenica di Pasqua i bambini vanno a ricercare le uova di cioccolato che il “coniglietto” pasquale – il simbolo della festa – nasconde nel giardino o in casa. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello.

Per simboleggiare la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, nelle campagne – specialmente nella Germania settentrionale – i contadini fanno dei fuochi per bruciare tutti i rami secchi che trovano: si attribuisce, infatti, all’acqua e al fuoco la proprietà di purificare, di favorire la fertilità dei campi e di sventare i malefici. Particolare curioso è che il “fuoco di Pasqua” deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno, o con una grossa lente; qualche volta i lumi delle chiese vengono spenti e poi riaccesi con la fiamma di questo “fuoco sacro”. Le ceneri, poi, vengono sparse per i campi per propiziare il buon raccolto.

http://www.lapasqua.com/germania.html

 

 

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* La buona notizia del venerdì: La felicita’ al potere: il primo libro di Mujica, presidente povero dell’Uruguay

La felicita’ al potere: il primo libro di Mujica, presidente povero dell’Uruguay

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Dal presidente che ha stupito il mondo per la sua capacità di vivere in modo frugale e di rinunciare a gran parte del proprio stipendio arriva un libro dedicato al tema della felicità.

Si tratta di “La felicità al potere“, il primo libro di Pepe Mujica.


E’ il primo libro al mondo, un saggio, che porta la firma di colui che negli ultimi cinque anni è stato alla guida dell’Uruguay come presidente.

In Italia è pubblicato dalla casa editrice Eir. Qui Mujica racconta la propria esperienza personale. Viverequattordici anni nelle condizioni più disumane che un uomo possa sopportare come ostaggio di una dittatura feroce, fino a dimenticare il proprio volto: ecco il tema centrale attorno a cui il libro ruota per descrivere la strada lastricata di ostacoli che è necessario percorrere per raggiungere la felicità.

Mujica ha rinunciato al 90% del proprio stipendio da presidente per vivere felice e dedicare il proprio tempi alla terra e al rapporto con gli altri. La vita semplice e le sue gioie hanno superato il desiderio di potere, o meglio, di gestire il potere per il proprio esclusivo tornaconto.

A quasi 80 anni Mujica viene considerato il presidente più famoso del mondo ma anche un personaggio molto scomodo per la classe politica internazionale, in quanto ha dimostrato che fare politica non significa necessariamente dover vivere nel lusso e sfruttare soldi pubblici per mantenere uno status economico elevato.

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Più volte lo hanno definito “il presidente povero” ed ora è lui stesso a raccontare e ripercorrere la propria storia in un libro rivolto a tutti, a partire dai cittadini della sua nazione. Mujica è l’esempio vivente di come si possa essere presidente, fare politica e pensare al bene comune senza brame di potere.

Il libro contiene un’intervista esclusiva rilasciata a Montevideo a Cristina Guarnieri, direttrice della casa editrice Eir, nonché i discorsi più importanti e famosi del Presidente, fra cui spicca il discorso sulla felicità – che dà il titolo al libro – proferito dal Presidente al G20 in Brasile nel giugno 2012.

Infine, è corredato da una biografia romanzata di Mujica, ideata da Massimo Sgroi e approvata dalla presidenza, da alcune pagine che Mujica ha scritto di suo pugno per questa prima edizione italiana, dalla Prefazione di Omero Ciai, giornalista di Repubblica e da una Postfazione di Donato Di Santo, responsabile politico dei rapporti Italia-Sud America.

Si tratta di un libro che vale davvero la pena di leggere per conoscere meglio la storia e le opinioni di un presidente decisamente fuori dagli schemi. 

 

http://greenme.it/vivere/arte-e-cultura/libri/15828-libro-mujica-felicita-potere

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* Quante galassie, nebulose e ammassi stellari riesci ad osservare in una notte? La Maratona Messier

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Il mese di marzo è denso di appuntamenti ed eventi memorabili, tra cui l’imperdibile maratona Messier: un’intera notte di osservazione per dare la caccia alle 110 galassie, nebulose e ammassi individuate da Charles Messier.

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Charles  Messier(Badonviller, 26 giugno 1730 – Parigi, 12 aprile 1817) è stato un astronomo francese.

È famoso per aver compilato un catalogo di 110 oggetti (principalmente nebulose e ammassi stellari), che porta il suo nome (Catalogo di Messier).

Questo catalogo fu pubblicato per la prima volta nel 1774;[ gli oggetti di Messier erano numerati da 1 a 110 (oggi convertiti nei numeri di catalogo da M1 a M110, con la M che indica il catalogo di Messier) e spesso sono ancora conosciuti con questi nomi.

L’opera che gli ha dato fama duratura è il catalogo di nebulose e ammassi di stelle.Tuttavia la realizzazione del catalogo non è vissuta da Messier come un’opera importante. Egli è un cercatore di comete e non di ammassi stellari o altro, sebbene abbia svolto molte osservazioni slegate dalle ricerche cometarie, quali ad esempio le osservazioni planeta.

Il suo scopo nel creare il catalogo era di aiutare i cacciatori di comete (come Messier stesso), e altri osservatori del cielo, a distinguere gli oggetti dall’apparenza diffusa ma fissi nel cielo, che potevano essere scambiati per comete. L’osservazione di queste ultime era infatti molto importante al tempo di Messier, mentre le nebulose dai contorni poco definiti visibili in posizioni fisse del cielo erano per lo più inspiegate ed ignorate, anche per la mancanza di mezzi tecnici (come telescopi sufficientemente potenti) che permettessero di studiarle in dettaglio.

Ironia della sorte, Messier diventerà famoso per aver catalogato gli oggetti che non voleva vedere.

Arrivato a Parigi, Messier venne assunto dall‘astronomo Joseph Nicolas Delisle (Parigi 1688-1768) possessore di un osservatorio privato, presso Cluny.

Messier fu incaricato di tenere i registri delle osservazioni, ma, innanzi tutto, di copiare una mappa della Grande muraglia cinese e una pianta di Pechino. Lavorando presso questo osservatorio, Messier si ricordò del piacere che aveva provato nell’osservare la cometa del 1744, una delle più curiose tra quelle dell’epoca, e l’eclisse di Sole del 1748.

Così, seguendo gli insegnamenti di Delisle e di Libour, che lo iniziò nell’uso degli strumenti astronomici e all’osservazione delle comete e delle eclissi, Messier cominciò ad osservare il cielo.

Partecipò con grande impegno alla ricerca del ritorno della cometa di Halley, che era uno degli obbiettivi degli astromomi del tempo e che era previsto per il 1758. Trascorse tutte le notti di quasi 18 mesi nell’alto della torre dell’osservatorio di Cluny in cerca della cometa.

In suo onore sono stati chiamati l’asteroide 7359 Messie e un cratere sulla Luna.

La lista finale, dei mitici 110 oggetti del catalogo Messier fu pubblicato nel 1781.

Durante la Maratona Messier si tenta di osservare tutti gli oggetti del catalogo in una sola notte. Certamente una sfida per grandi appassionati: con sé stessi, contro il tempo e il freddo, tra mille variabili come il meteo e l’inquinamento luminoso. Il premio? La soddisfazione personale di aver percorso una maratona per grandi astrofili.

La Maratona, che inizia al tramonto e finisce all’alba, può essere effettuata con qualsiasi strumento: dal piccolo binocolo al telescopio.

Gli oggetti del catalogo sono concentrati su tutto l’emisfero boreale, ma non sono distribuiti uniformemente: ecco perché è solo in un certo periodo dell’anno che è possibile “stanarli” tutti in una sola notte.

La data è quindi quella del 21 marzo 2015.

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Ma il mese di marzo è anche il mese della grande “marea del secolo” che si ripresenta ogni 18 anni sulle coste bretoni della Francia, nell’oceano Atlantico: il picco massimo è atteso proprio per il 21 marzo 2015 e si verificherà a causa della congiunzione perfetta di molti fattori come l’allineamento degli astri e le distanze delle orbite. 

Mont-Saint-Michel la grande marea è già iniziata con un mese d’anticipo rispetto al suo picco massimo!

Fonti:

http://divulgazione.uai.it/index.php/Maratona_Messier

http://www.meteoweb.eu/2015/02/astronomia

http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Messier