I contrasti stimolano le scelte:
E se fosse la Luce la tua?
foto di Laurin
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
In meno di un anno è diventato il primo art influencer d’Italia.
Parliamo di Roberto Celestri, filmmaker freelance e content creator nato nella celebre Noto, in Sicilia, nel 2001.
La sua pagina Instagram ha 325mila seguaci – a gennaio 2022 erano “solo” 50mila – e i suoi video vantano ovviamente migliaia di visualizzazioni.
Sul suo profilo si possono ammirare in piano sequenza, sempre in meno di 30 secondi e sempre con l’iPhone (“l’unico stabilizzatore? Sono le mani”), le opere care agli amanti dell’arte ma meno note al grande pubblico: a Palermo, a Venezia, a Roma.
Accompagnano i follower alla scoperta delle bellezze dell’arte italiana (soprattutto neoclassica e barocca) con le sole note di melodie classiche in sottofondo.
Roberto ,cresciuto a contatto con l’arte grazie ai genitori restauratori e antiquari, ha studiato Cinema Web e Tv all’ITS Roberto Rossellini di Roma, e prima di Instagram aveva diretto videoclip musicali per artisti emergenti e aveva lavorato a stretto contatto con il Comune di Noto, per il quale si è occupato della comunicazione social e ha realizzato diversi spot pubblicitari
Ma come si diventa il primo art influencer italiano in pochi mesi?
“Tutto è partito per caso, ho scoperto la funzione Reel in roll out.
Ho iniziato la mia regolare attività su Instagram a novembre dell’anno scorso, e ho intuito che dovevo tenerla d’occhio. Poi, non avevo mai studiato Instagram, ho messo assieme ciò che conoscevo e ho fatto delle prove: ho cominciato con uno scorcio di Santa Chiara, così a caso, in piano sequenza, che si realizza in un attimo e viene come una foto in movimento.
L’ho pubblicato per i duemila follower che avevo allora, e in una settimana ha fatto 103mila like. Io ero a Noto e studiavo per finire la scuola di cinema, poi pensavo di continuare a lavorare con il Comune: ho cominciato a uscire,mentre scoprivo cose nuove ho allenato i miei occhi alla bellezza.
Così ora, dovunque vada, riesco a capire cosa riprendere.
Poi ho notato che dopo questi video le persone cominciavano a prenderli come spunto, sono cresciuti dal nulla una quindicina di influencer che facevano come me.
E poi tanti mi dicono che si sono avvicinati all’arte o che ora studiano grazie ai miei video, questa è la cosa più bella”.
Roberto ha da poco aperto una rubrica sull’emittente tv La7 che va in onda ogni martedì in seconda serata all’interno del programma ArtBox.
Per il futuro? “Sicuramente una laurea in Storia dell’Arte”.
fonte. :Artbox (la7.it)
Considero il web una dimensione espansa della Terra costituita da immagini, suoni e sensazioni di tutta l’umanità. Correnti di pensiero corrono veloci o sostano a volte a formare vortici di energia o scoppiano in infiniti frammenti che poi si ricompongono in altre correnti. Tutto è vivo e palpitante e attira le attività mentali e della psiche.
Quando ho aperto il blog la mia sensazione era quella di chi è di fronte ad un panorama conosciuto e non ancora esplorato. Come quando ti viene voglia di urlare qualcosa per vedere se c’è qualcuno o è soltanto l’eco.
Mi attirava entrare nella corrente e vedere che effetto avrebbe fatto.
Non mi aspettavo di avere subito riscontri… qualcuno ha messo un like al mio primo articolo…fra milioni di viaggiatori nel web…al mio primo commento su un blog che mi attirava è nata una durevole amicizia…la mia vita si è arricchita di uno spazio nel quale sento di comunicare con l’anima delle persone e di avere la possibilità di condividerne i valori.
La condivisione è spontanea, affettuosa, crea emozione.
Così un commento è un gesto affettuoso, un dire sono contenta di averti incontrato, siamo in sintonia, mi piace quello che scrivi, e voglio che altri lo apprezzino come me…A volte basta uno spunto per far dire non ci avevo pensato…
Così puoi agire sul cambiamento ed è gratificante farlo insieme. E sul web è facile essere in tanti.
Quando si è in tanti e ci si scambia like per testimoniare interesse, approvazione, fiducia, nasce dalla affinità un gruppo. Affinità può significare condivisione di valori e di obbiettivi. Si è in sintonia.
La somma delle parti è maggiore dell’intero e un gruppo che nasce da un’ affinità spontanea ha una grande capacità di incidere sulla cosiddetta opinione pubblica e generare il cambiamento.
Io sono convinta che in questi tempi di cambiamenti è necessario orientarsi verso una visione potenziante del futuro e riscoprire e ribadire i valori propri di una umanità consapevole.
Possiamo come gruppo generare una forma pensiero che possa navigare nel web colorata come infiniti arcobaleni, vibrante di sensazioni ed emozioni, sonora come una orchestra perfettamente accordata...
Una forma pensiero attrae chi è in sintonia e diventa una energia positiva per molti, ma molti, molti di più…per tutti.
Come fare a farlo?
Io propongo che ognuno di noi pubblichi sul suo blog una “buona notizia” ogni venerdì. E ce ne sono di buone notizie che le scimmie urlatrici dei media ci nascondono!
Perchè il venerdì?
Venerdì è il giorno dedicato al pianeta Venere, dispensatore di energie di armonia e di bellezza attraverso la scienza e la conoscenza.
Siete pronti a cambiare il vostro ME e arricchirvi in WE?
Siete pronti? Uno…Due…Tre…Via!
PS: ho scritto questo articolo nel lontano 2013 e da allora ogni venerdì ho pubblicato una buona notizia! Quante settimane? Quattro ogni mese X dodici mesi X più di dieci anni ormai! Le trovate su “Pagine” del blog!
E quante buone notizie ho trovato, potrei citare blog che ho visto crescere in quantità e in qualità!
Ma è più costruttivo che ognuno di voi le trovi! E ce ne sono, ce ne sono, ce ne sono! Scoprirete che sono molte di più di quelle “cattive” che ci propinano le scimmie urlatrici dei massmedia!
Siete pronti a cambiare il vostro ME e arricchirvi in WE?
Siete pronti? Uno…Due…Tre…Via!
Io sono in sintonia con il ritmo
Dell’universo
Nella mia quieta solitudine,
Ascolto le melodie dell’anima
Io trascendo la banalità,
Il dissenso e la decadenza
Domino per la mia capacità di conformarmi
Coloro le mie parole
Di delicati colori pastello.
Riassumo in me l’armonia e la pace interiore.
Io sono il Coniglio!
Il 2023 è l’anno del coniglio delle acque nere, l’anno del Coniglio Guimao
E’ un anno temperato che procede senza fretta, dopo il burrascoso anno passato. Si vogliono valutare con calma l’esperienze fatte.
Molti riconosceranno che la persuasione è meglio della forza, la diplomazia e le relazioni internazionali avranno di nuovo un posto in primo piano.
La attenzione sarà più rivolta alla qualità e alla bellezza della vita nelle sue numerose possibilità e sfaccettature .
La tendenza sarà di rimandare le questioni spiacevoli o almeno di prenderle in considerazione da più svariati punti di vista per migliorarle.
Il Capodanno Cinese ha una durata di 16 giorni e nel 2023 comincerà il 22 gennaio 2023.
I cinesi usano vestirsi di rosso per l’occasione o comunque devono indossare almeno un indumento di questo colore.
Il coniglio è il quarto segno dello zodiaco cinese.
L’anno più felice del ciclo lunare tra i popoli dell’Asia è il quarto e il coniglio, come dice l’antica leggenda, occupa questo posto onorevole tra i segni dello zodiaco orientale.
Secondo l’oroscopo cinese, l’elemento del 2023 è l’Acqua e l’elemento del Coniglio è il Legno. L’interazione di questi due elementi, Acqua e Legno, determina la caratteristica dell’anno, così come il carattere delle persone nate nel 2023.
Secondo la visione del mondo orientale, l’acqua dà origine al legno. L’Acqua nutre il Legno con sentimenti di empatia, favorisce l’espressione di sé e il Legno dona all’Acqua un senso di stabilità e chiarezza di intenti.
Acqua e Legno sono elementi reciprocamente complementari che interagiscono armoniosamente tra loro e creano uno sfondo favorevole nel 2023.
L’influenza dell’Albero (o del legno), secondo l’oroscopo cinese, si manifesta in un invidiabile autocontrollo, nel desiderio di trovare un posto duraturo nella vita, nella capacità di raggiungere il massimo successo in qualsiasi attività commerciale.
Una persona nata nel 2023 è guidata dagli indizi del suo intuito, e la sua innata buona volontà e la capacità di mettersi nei panni degli altri la aiutano a raggiungere il successo professionale e l’elemento Acqua le conferisce fascino naturale, saggezza, flessibilità, intuizione.
Le caratteristiche principali del Coniglio per il 2023 sono Nero, Acqua. Un anno del genere, tra l’altro, viene solo una volta in sessant’anni, gli analoghi che lo precedono erano i lontani 1903 e 1963.
Il numero “3” nella data indica solo il colore che accompagna il segno: nero. Ma le opzioni sono anche possibili: blu, blu scuro, azzurro, poiché il pianeta dominante dell’anno è Venere.
I valori principali per molti durante tutto l’anno continueranno ad essere la sicurezza e la conservazione del proprio benessere. E il punto qui non è tanto l’individualismo quanto l’ansia per i propri cari, la paura di perdere ciò che è stato acquisito a costo di grandi sforzi.
Dal 2023 inizia un periodo di conflitti morali e spirituali, ci si interrogherà sul ruolo dell’essere umano nel mondo. Sarà possibile comprendere gli eventi che si sono verificati nell’ anno trascorso , trarne insegnamenti per cambiare il corso della storia.
Ci saranno ancora episodi di intolleranza e fanatismo inevitabili quando aumenta l’urgenza a superare tali comportamenti per molta parte dell’umanità.
Tuttavia, Plutone farà il suo lavoro: tutto tornerà alla normalità e il bianco tornerà ad essere bianco.
Colori fortunati: rosso, rosa, viola, blu.
Fonti.
Oroscopo cinese 2023 coniglio d’acqua, previsioni (horoscopochino.co)
Astrologia Cinese -Theodora Lau – Edizioni Mediterranee
Una foto emblematica , anche se non giochiamo a tennis.
Due donne che hanno cambiato il mondo dello sport femminile superando stereotipi limitanti per tutte le donne in tutti i campi.
La prima ci ha mostrato che è possibile essere pagate quanto un uomo.
La seconda che possiamo giocare trasformando le regole che non ci prevedono.
La prima è Billie Jean King.
La donna a cui dobbiamo la nascita del tennis professionistico femminile.
Prima di lei il mondo pensava che nessuno avrebbe mai pagato un dollaro per andare a vedere una partita di tennis fra donne.
Se oggi il tennis è uno dei pochi sport in cui le donne guadagnano quanto gli uomini è perché lei ci ha creduto per prima e l’ha reso possibile.
Billie Jean King, nata 1l 22 novembre 1943), è stata una tennista statunitense. Considerata tra le migliori tenniste della storia, ha vinto in carriera 78 titoli WTA; di questi, 12 titoli singolari, 16 titoli di doppio e 11 titoli di doppio misto sono prove del Grande Slam
È inoltre la fondatrice della Women’sTennis Association (WTA)
Accesa sostenitrice della lotta al sessismo nello sport e nella società, è ricordata per l’incontro di tennis noto come battaglia dei sessi che nel 1973, la vide sconfiggere il tennista Bobby Riggs, vincitore del singolare a Wimbledon e numero 1 al mondo tra il 1941 e il 1947.
Il match è tuttora considerato un evento molto significativo per lo sviluppo del rispetto e del riconoscimento dato al tennis femminile.
“Ho pensato che saremmo tornati indietro di 50 anni se non avessi vinto quella partita. Avrebbe rovinato il circuito femminile e fatto perdere l’autostima a tutte le donne”.
Seguendo la classifica stilata dal “London Daily Telegraph” alla fine di ogni anno dal 1914 al 1972, Billie Jean risultò essere prima giocatrice al mondo per tre volte: 1966, 1967 e 1968.
Billie Jean si ritirò dai tornei di singolare alla fine del 1983.
La canzone di Elton John Philadelphia Freedom è un tributo alla tennista, di cui il cantante è sempre stato grande amico
L’altra è Serena Williams la donna che ha trasformato per sempre il tennis in un palcoscenico di rivoluzioni.
Lei che ha vinto più di tutte, per più tempo di tutte, che ha guadagnato più di tutte e ha trasformato la sua carriera in qualcosa che andasse oltre la vittoria personale.
La presenza di Serena come donna nera in uno sport storicamente bianco, il suo impegno e la sua volontà di mettere a nudo le sue sfide personali hanno trasformato non solo il tennis ma anche il modo di raccontarlo.
Serena Jameka Williams. Soprannominata The Queen (La regina), è considerata una delle migliori tenniste di tutti i tempi, grazie alla sua forza fisica e mentale, ai suoi potenti colpi da fondo campo e al miglior servizio del circuito, nel corso di una carriera da professionista della durata di ventisette anni (1995-2022).
Nata nel 1981, Serena Williams inizia a giocare a tennis a quattro anni insieme alla sorella Venus, sotto la guida di papà Richard, che segue personalmente la crescita delle proprie figlie
Serena a soli 16 anni entra nel circuito professionistico di tennis nel 1997, dando il via alla scalata della classifica mondiale nel giro di breve tempo.
I numeri di Serena: 858 vittorie in carriera
73 titoli vinti, 98 considerando i doppi;-23 slam vinti in singolare, 39 con i doppi;-97 finali disputate in singolare;-un oro olimpico in singolare (Londra 2012);-tre ori olimpici in doppio (2000, 2008, 2012);-319 settimane in vetta alla classifica mondiale;-prize money in carriera di oltre 94 milioni di dollari (la giocatrice che nella storia ha guadagnato di più nel tennis femminile);-4 volte vincitrice del Laureus Sportswoman of the Year Award;-Atleta dell’anno 2015 per Sports Illustrated
Sale sul tetto del mondo vincendo poi l’oro alle Olimpiadi di Londra 2012.
Serena Williams guadagna stima e notorietà in altri campi, cinema, tv sfilando spesso come modella (sul magazine “Sports Illustrated”) realizzando una linea di abiti sportivi personale. Abiti che, per altro, indossa anche in campo: contro l’opinione degli arbitri.
Dà l’addio al tennis giocato all’inizio del mese di settembre 2022.
Hanno rivoluzionato costume e società come nessuna giocatrice mai prima, ma soprattutto hanno insegnato alle ragazze con la racchetta venute dopo di loro ad osare, nel gioco e nella vita.
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Secondo una ricerca del Censis, in Italia a preparare abitualmente il cibo nei nuclei familiari è nel 67,4% dei casi una donna. Ma è anche vero che il 58% degli uomini cucina “spesso” o almeno “qualche volta” e, tra questi, il 42,4% nella fascia che va dai 25 ai 34 anni lo fa con entusiasmo.
L’Italia è la nazione ad avere più donne stellate al mondo. Metà delle cuoche stellate della guida Michelin sono italiane. Le nuove chef stellate del Belpaese sono brave, spesso under 40, applaudite per inventività e professionalità. Ammettono che non è facile ma esigono giustamente di essere trattate come i loro colleghi maschi. Sono dieci le chef nostrane stellate, le regine dei fornelli, premiate dalla Guida Michelin.
Prima di passare in rassegna le grandi chef nostrane, va ricordata una donna di successo come Anna Gosetti della Salda, la mantovana regina dei libri e delle riviste di ricette, la Artusi al femminile, che dal 1952 al 1981 dirige La Cucina Italiana e nel 1967 pubblica Le Ricette Regionali Italiane. Il trattato nelle sue diciassette edizioni si arricchisce di 2174 ricette, presentate con dovizia di particolari, e numerose varianti, a dimostrazione che ogni ricetta, anche quella consacrata da una tradizione secolare, può comunque essere aggiornata e adeguata ai tempi.
Nadia Santini è la prima chef italiana in assoluto a essere premiata con tre stelle, nel 1996, per il ristorante Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. Nel 2013 al concorso del periodico Restaurant “The World’s 50 Best Restaurants” viene nominata “miglior chef donna del mondo”.
Non si contano le eccellenze femminili della nostra cucina: Beatrice Segoni, Anna Moroni (1939), nota soprattutto come personaggio televisivo per aver preso parte, dal 2002 al 2018, alla trasmissione La prova del cuoco, condotta da Antonella Clerici; Marta Pulini, che con una laurea in biologia in tasca si dedica a seri studi gourmet fino a diventare, con un impegno di anni e anni in Italia e all’estero, una chef di fama internazionale; Aurora Mazzucchelli, premiata nel 2008 (ristorante Marconi a Sasso Marconi); Martina Caruso, chef stellata dal 2016.
Cristina Bowerman, stella Michelin dal 2010 (Glass Hostaria, nel quartiere romano di Trastevere). Quest’ultima, una delle chef più riconoscibili d’Italia, studia lingue straniere a Bari e legge a San Francisco, prima di trasferirsi ad Austin, in Texas, per fare la graphic designer. In America studia Arti culinarie all’Università del Texas e si diploma alla prestigiosissima scuola de Le Cordon Bleu. Tornata in Italia nel 2004, due anni dopo apre Glass Hostaria a Roma. Per i primi tre anni le cose non vanno bene, i clienti, affezionati ai piatti della tradizione romana, trovano troppo moderna e avanguardista la sua idea di cucina. La vita di Cristina cambia nel 2010, quando gli ispettori della Michelin la premiano con l’agognata Stella proprio per la sua notevole audacia e originalità inventiva. Il lavoro di Cristina non si ferma in cucina: la chef è la presidente dell’Associazione italiana ambasciatori del gusto.
Iside De Cesare, romana di origine, fino a 19 anni è una studente modello, prima al liceo e poi alla facoltà di ingegneria finché un bel giorno, per caso, decide di andare ad aiutare nella cucina del ristorante della sorella. È la sua rivelazione sulla via di Damasco, la scoperta di una vocazione nascosta. Il suo locale, La Parolina, ad Acquapendente nell’alto Lazio, non lontano dai confini con Umbria e Toscana, è l’immagine della sua padrona, fine nei modi e riservata.
Marianna Vitale, chef stellata di Sud a Quarto, in provincia di Napoli, non si limita alla cucina, ma dopo aver organizzato una serie di cene nelle carceri di tutta Italia, ha deciso di aprire una scuola di formazione culinaria per i ragazzi che escono dal carcere di Nisida, per quelli che scappano dalla guerra, per quelli che non hanno una casa e per tutti coloro che hanno voglia d’imparare, di formarsi, di migliorare professionalmente.
Martina Caruso è la più giovane cuoca stellata d’Italia e dirige la cucina dell’Hotel Signum, sull’isola di Salina, in Sicilia. Il suo ristorante è una perla in mezzo al Mar Mediterraneo, che esalta le ricette di mare. La sua cucina, giocosa, creativa, affascinante per i sapienti contrasti di sapori e consistenze, conquista con la sua particolare leggerezza.
Chiara Pavan è cuoca stellata al Venissa, un ristorante chic sul Canal Grande a Venezia, che propone piatti veneziani eleganti preparati con ingredienti locali, e ha lanciato anche Antonia Klugmann e Paola Budel, altra cuoca che ha fatto la storia della gastronomia italiana contemporanea.
“La cuoca che legge Montaigne”, come è stata soprannominata per i suoi studi in filosofia, così commenta la sua visione del rapporto tra le donne e la cucina: «Le donne lavorano ancora molto meno degli uomini, sono dati ufficiali, non lo dico io. Stiamo uscendo ora da una società in cui la donna è sempre stata vista come la madre che sta in casa. Stiamo facendo dei passi da gigante, ci stiamo evolvendo, grazie al cielo. La cucina è un luogo già duro, ci sono dinamiche particolari anche a livello di leggi statali.
Ma ancora storicamente la ristorazione è legata alla figura del cuoco maschile, così come in tanti altri lavori»
E questa è solo una piccolissima parte di un lungo elenco…..
I fiori all’occhiello della cucina italiana. Parte prima (vitaminevaganti.com)
I fiori all’occhiello della cucina italiana. Parte seconda (vitaminevaganti.com)
“ chiccolino dove sei?
sotto terra non lo sai?
e là sotto non fai nulla?dormo dentro alla mia culla!
Dormi sempre..ma perchè?
Voglio crescere come te!
E poi…quando crescerai, chiccolino che farai?

dormo dentro alla mia culla!
Dormi sempre..ma perchè?
Voglio crescere come te!
E poi…quando crescerai, chiccolino che farai?
*********************
Come continua non me lo ricordo più…
Ricordo solo che me la cantava mia nonna, questa filastrocca. Forse qualcuno si ricorda come continua..
E’ dall’inizio dell’anno, di questo 2023, che mi torna in testa, come certi motivi che improvvisamente vengono alla mente, la invadono e ti ritrovi in momenti impensabili a canticchiare.
E già…L’inizio…che viene dopo la fine…( ma siamo proprio sicuri?…e se venisse prima? quasi quasi ci voglio provare…dipende se guardi indietro o se guardi avanti..o no?)
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E io mi domando…Il chiccolino si chiede se c’è un inizio e una fine?
Per lui c’è solo un ciclo che si ripete, si ripete ad ogni stagione e per lui è così, la sua evoluzione nel grande tempo, nel suo regno, Il regno vegetale. Le modalità sono sempre le stesse: seme, pianta, frutto, seme, da quando c’è vita sulla terra e fino a quando ci sarà questo genere di manifestazione. E il risultato c’è!
E io mi domando...io mi chiedo se c’è un inizio e una fine? Subito aggiungo, rispetto a che cosa? Al grande tempo, alla mia evoluzione karmica o a questa vita, a questo anno, a questo mese, a questo giorno?
Quante domande…e mi rispondo con confronti, con bilanci, con giudizi…
Come ero prima, come avrei voluto essere, cosa mi sono proposta di essere…, cosa mi aspettavo…, cosa ho raggiunto…, no! non ce la farò mai! Ho già ..nta anni! E’ troppo tardi…Ormai!…eh! sì! ma da oggi in poi…giuro! Cambierà…Mi farò vedere di cosa sono capace! Domani inizio a fare.. questo, quello, quell’altro, meglio questo, meglio quello…
forse quello che fa la mia amica…eh! si lei che…in TV ho sentito che fa bene…
“Lascio tutto e vado in India.”…( si diceva qualche millennio fa)
E mia nonna:…”per la via nuova, sai quello che perdi ma non sai quello che trovi”
E’ dell’essere umano possedere una mente che distingue, ragiona, progetta, inventa, confronta, elucubra, sceglie…come mettere in atto il suo progetto di vita.
A volte si lascia portare dalla corrente di altri progetti, di scelte altrui..
A volte si lascia influenzare da giudizi o da false ambizioni…
A volte vede la fine come una fine e basta…e si rassegna alla routine.
Se guardo in faccia la mia vita, va bene fare un bilancio purchè sia un inizio per una vita più soddisfacente. Dipende da me cambiare. E da chi, se no !
Fai tante cose, alcune ti piacciono, altre no, alcune servono per fare quelle che ti piacciono, molte sono necessarie per il tuo genere di vita, molte le fai per un senso del dovere.
Fai uno schema della tua settimana tipo, annota tutte le tue attività, come sono distribuite nelle giornate della settimana. Ecco un esempio:
Dai ad ogni attività un voto di gradimento o scegli dei colori, uno per ogni attività secondo una graduatoria dei tuoi preferiti.
Cerca di distribuire le tue attività in modo che ogni giorno ce ne siano non più di 7, meglio 5.
Fai in modo che ogni giorno ci sia una attività con un voto alto o con il tuo colore preferito.
Se non c’è ancora nella tua settimana aggiungila: può essere una attività sportiva, una seduta dal parrucchiere, un momento di relax leggendo o passeggiando, una chiacchierata al telefono con una amica, un gelato in inverno, una rosa sul tuo tavolo di lavoro….
E vedrai come dopo qualche settimana ti verrà voglia di cambiare i colori di certe attività, e dare loro un voto alto o annotarle con il tuo colore preferito.

Stasera mari e cieli e mari e cieli e ancora mari e ancora cieli ….infiniti ci aspettano ricchi di possibilità!
foto di Laurin
Frigg, la Dea della Filatura
“Frigg, era la Grande Madre della tradizione norrena che aveva generato tutte le divinità, tutti gli spiriti e le creature naturali, e che per questo veniva chiamata “Colei che viene prima di tutti gli altri”.
Lei era “la Donatrice”, nel cui ventre brillava il sacro germe che dà vita a tutta la Natura, ed era la custode e la personificazione stessa dell’antica saggezza senza tempo e della profonda sapienza femminile.
Il suo bel viso, incorniciato dai lunghi e folti capelli biondi, era coperto da un velo che ricadeva soffice sino ai piedi, e la dea portava appeso al fianco un grande mazzo di chiavi – forse anche in questo caso un simbolo della possibilità di schiudere le porte che conducono al di là del visibile, ovvero di accedere a qualcosa di nascosto e di conoscere i misteri che la dea stessa rappresentava e conservava con cura.
(…)
Si raccontava che tutte le arti e le abilità delle donne fossero ispirate da lei, e che fossero il regalo che lei aveva fatto al mondo.
Più di ogni altra, però, le era cara la filatura, e secondo le leggende era lei che, al principio dei tempi, aveva mostrato alle donne il suo sacro fuso e aveva insegnato loro a filare.
La bella Frigg era infatti la prima filatrice e possedeva una conocchia d’oro sulla quale filava un filo tanto sottile da sembrare seta. Le filatrici che lavoravano bene, con amore e attenzione, erano da lei ricompensate, mentre quelle che lavoravano in malo modo venivano severamente punite. Allo stesso modo, le case ben tenute e spolverate o quelle trascurate, ricevevano una buona o cattiva sorte, a seconda dei casi.
(…)
Il periodo dell’anno su cui la dea presiedeva in modo particolare era quello invernale, e le erano sacri i dodici giorni e le dodici notti che seguivano il solstizio d’inverno.
Durante questo arco di tempo le giovani non dovevano filare per alcun motivo e per tradizione dovevano lasciar riposare il fuso, altrimenti la dea si sarebbe offesa.
Inoltre, in queste dodici notti la dea faceva visita a tutte le case per portare le proprie benedizioni, ed al suo fianco l’accompagnava sempre la sua amata e fedele ancella, Fulla.”
Tratto da “Le origini della Befana: le Dee di Luce e Fortuna”:
http://www.tempiodellaninfa.net/public/print.php?sid=155
Testo e ricerca di Laura Violet R.
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Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere
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