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* L’11 Novembre si apre il Portale Energetico 11-11, che alimenta la volontà di realizzare concretamente i propositi creando nella realtà

 

L’ 11 novembre, si apre il Portale 11-11, il Portale Energetico della Manifestazione, e rimarrà aperto fino al 29 novembre, altro giorno 11-11.
Perché si parla tanto dell’11-11?

Perché è l’unico momento dell’anno in cui si combinano due numeri maestri!

L’undici è il primo dei numeri maestri e contiene in sé la vibrazione dell’ascensione. Se guardiamo la sua forma, vediamo due pilastri a formare un canale che si pone tra l’ispirazione divina e la manifestazione radicata, un portale che ci permette di ricevere direttamente dalla Sorgente Divina.
L’11-11 contiene l’energia del numero quattro (1+1+1+1=4), il numero della Terra, della materia, della manifestazione, della concretezza, della costruttività delle idee in senso tangibile; quindi potremmo dire che l’11-11 ci ricorda che stiamo co-creando con la Sorgente Divina e che possiamo manifestare e realizzare tutto ciò che riceviamo come ispirazione o idea (quindi poniamo attenzione a ciò che pensiamo!).

Ciò che seminiamo durante questo portale, avrà a che vedere con come sarà il prossimo anno 2020 (altro numero quattro: 2+0+2+0=4) e il portale 4-4. Però il 2020 è formato da due numeri due, e il due è anche il numero undici (1+1=2) nella sua versione non ancora risvegliata.
Il numero quattro è anche il risultato del numero tredici (1+3=4), che è il numero del cambiamento, della trasformazione, della morte e rinascita; il numero tredici è associato alla caduta di vecchi schemi e sistemi per permettere un nuovo inizio, ci offre la possibilità di andare oltre i nostri limiti e di rinnovarci: è il grande grembo cosmico che porta alla rigenerazione costante attraverso il ciclo eterno vita-morte-vita.

E il 2020 sarà proprio un anno di grandi cambiamenti, sia a livello politico, economico che sociale, ma il nostro compito è non farci travolgere da queste energie rivoluzionarie e destabilizzanti: saremo comunque in un anno quattro, numero della terra, quindi ancoriamoci e cerchiamo la stabilità, il nostro centro, per non farci coinvolgere in questa confusione e rimanere tranquilli.

Dopotutto, il messaggio mistico del numero quattro secondo gli insegnamenti di Yeshua è “Il cuore universale è la base della stabilità”.
Poi il numero quattro, graficamente, contiene una croce, e la croce è simbolo dell’unione dei complementari: spiritualità e materia (braccio verticale), maschile e femminile (braccio orizzontale).

Quindi cerchiamo questa unione dentro di noi, ricordandoci che anche l’essenza simbolica del numero undici ci parla dell’unione del maschile e del femminile, dell’unione dell’essenza mortale dell’uomo e quella immortale dello spirito (per questo motivo possiamo considerare questo portale un ponte tra la dualità e l’unità direttamente correlato con ciò che accadrà il prossimo anno).

Per Pitagora, essendo l’aggiunta di un’unità alla completezza del dieci, l’undici era il simbolo del rinnovamento e rappresentava le forze del caos (inteso come rivoluzione di un ordine precedente) per allineare la realtà ad un piano più elevato.
Il numero undici simboleggia l’inizio di un progresso, di un rinnovamento o il capovolgimento di una situazione, quindi questo portale 11-11 ci richiama ad elevare la nostra coscienza, senza attaccamenti e lasciando andare tutto ciò che non sostiene più l’evoluzione.

Ahava, Francesca Zangrandi

https://www.quintadimensione.net/11-11-il-portale-della-manifestazione/?fbclid=IwAR2sXu51H7h1XNdVoP4Vnipte3sM2MZwEO9mEHa1Y0Y7LfdEGGYIAMryluY

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* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne: Fabiola Gianotti ottiene il secondo mandato alla guida del Cern: è la prima volta

È la prima volta di una riconferma, non prevista finora nello statuto del Cern.

La scienziata è direttore generale dal 2016.

Nel 2012 il Time l’ha inserita al quinto posto nella lista delle persone dell’anno

 

Nata a Roma 59 anni fa, Fabiola Gianotti ha studiato Fisica con un dottorato di ricerca in fisica sperimentale subnucleare e, in seguito, è stata borsista Infn.

La scienziata è stata fra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la particella che dà massa a tutto ciò che ci circonda, esseri umani compresi.

Una scoperta premiata con il Nobel per la Fisica nel 2013 ai fisici Peter Higgs e François Englert.

Fabiola Gianotti è approdata al Cern, il centro di ricerche basato a Ginevra, nel 1987 e dal 1994 è stata fisico di ricerca nel Physics Department. Si è occupata della ricerca e dello sviluppo così come della costruzione di rivelatori, e di sviluppo di software e di analisi di dati. Tra gli esperimenti cui ha lavorato negli anni al Cern: Ua2, Aleph e Atlas, di cui è stata coordinatore internazionale dal 2009 al 2013.

Nel 2012 la rivista Time la inserisce al quinto posto nella lista delle persone dell’anno: è l’anno in cui Fabiola Gianotti ha annunciato la scoperta da Nobel del bosone di Higgs.

Nello stesso anno riceve l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre il Comune di Milano le conferisce l’Ambrogino d’Oro.

Dal 2013 lascia la carica di portavoce dell’esperimento Atlas e viene nominata professore onorario all’Università di Edimburgo. Nello stesso anno il professor Higgs, in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica, la vuole al suo fianco per la cerimonia.

Un altro prestigioso riconoscimento è la presenza del suo nome nell’elenco delle cento donne più potenti al mondo stilato ogni anno dalla rivista Forbes: Fabiola Gianotti è al 78esimo posto nella classifica che conta sono due italiane.

Nel 2016 inizia ufficialmente il mandato alla guida del laboratorio internazionale di Ginevra, il cui rinnovo non era affatto scontato.

Fabiola Gianotti è stata la terza italiana (la prima donna) chiamata a dirigere il Cern, dopo Carlo Rubbia, in carica dal 1989 al 1994, e Luciano Maiani, in carica dal 1999 al 2003.

fonte:https://www.repubblica.it/scienze/2019/11/06/news/fabiola_gianotti_riconfermata_alla_guida_del_cern-240374844/

Sebben che siamo donne!

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/11/07/la-buona-notizia-del-venerdi-fabiola-gianotti-e-la-prima-donna-direttore-generale-del-cern/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/06/17/la-buona-notizia-del-venerdi-sebben-che-siamo-donne-premiate-negli-usa-le-ricercatrici-italiane/

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/10/28/sebben-che-siamo-donne-2/

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/09/04/sebben-che-siamo-donne/

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* Così faccio gli auguri a tutti, proprio a tutti!

Si parlava di te l’altra sera
si diceva che non canti più
quelle strofe di frontiera
belle come la tua gioventù
ma se il cuore ha un’ala spezzata
devi solo curarla perchè
non è ancora la fermata
altri viaggi aspettano te
dall’istinto che hai
di non cedere mai
è da questo lo sai
che riparte

il cammino

ognuno di noi
ha la sua strada da fare
prendi un respiro ma poi
tu non smettere di camminare
anche se sembreranno più lunghe che mai
certe dure salite del cuore
c’è che ognuno di noi
può resistere sai
aggrappato ad un raggio di sole

e se la vita ci piega
quando prima ci esamina e poi
solo dopo ce la spiega
la lezione più dura per noi
ma ci insegna che ogni bufera
può strappare un bel fiore però
non l’intera primavera
non può raderla al suolo non può

dall’istinto che hai
di non cedere mai
è da questo lo sai
che riparte il cammino
ognuno di noi
ha la sua strada da fare
prendi un respiro ma poi
tu non smettere di camminare
si comincia a morire nell’attimo in cui
cala il fuoco di ogni passione

ognuno di noi
ha la sua strada da fare
prendi un respiro ma poi
tu non smettere di camminare
si comincia a morire nell’attimo in cui
cala il fuoco di ogni passione
ognuno di noi
ha il suo pezzo di strada da fare
segui il passo di un sogno che hai
chi lo sa dove può arrivare
chi lo sa
ognuno di noi
ha il suo pezzo di strada da fare
anche se sembreranno più lunghe che mai
certe dure salite del cuore
c’è che ognuno di noi
può resistere sai
aggrappato ad un raggio di sole
il sole sopra di noi




a volte semplici parole di una semplice canzone assumono significato

” il cammino” di Eros Ramazzotti

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*Ma quali streghe ! Buon Samhain!

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Fin dal medioevo alla festa di Halloween è associata la figura della strega.

Witch in inglese, wicca dal sassone, cioè saggia/saggio o sapiente corrispondente al latino saga, spesso rappresentata come una donna vecchia, brutta e quindi cattiva.

Ma nella mitologia celtica pre-cristiana non esistevano divinità completamente malevoli, così come non esisteva il concetto di Inferno.

Dei e Dee rappresentavano entrambi gli aspetti creativo e distruttivo dell’energia all’opera.

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Le dee in particolare incorporavano le forze della Terra Sacra in quanto i Celti assorbirono il concetto di una potente Dea Madre o Dea della Terra dalle popolazioni indigene di cultura matriarcale abitanti le terre in cui emigrarono o dove fiorì la loro civiltà.

La Grande Dea poteva apparire e venire rappresentata in miti e leggende in tre forme principali: la Madre Oscura, la Sorella/Vergine e la Dea Natura/Amante. (Stewart, R.J. Celtic Gods, Celtic Goddesses, Blanford 1990)
Quindi la Grande Dea celtica nelle sembianze della Vecchia simbolizzava
l’inverno celtico da Samhain a Oimelc o Imbolc (31 Gennaio/1 Febbraio, l’inizio della Primavera celtica).

A Imbolc ogni anno la Grande Vecchia si recava all’Isola della Giovinezza per bere alla sua fonte e trasformarsi nella Dea della Primavera, il cui tocco rendeva l’erba nuovamente verde e faceva sbocciare i fiori.

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Tra i Celti l’elite intellettuale religiosa era composta sia da druidi quanto da druidesse dalle molteplici conoscenze; il dono della profezia era poi specificatamente femminile.

Si può quindi affermare che nelle comunità italiche dell’VIII secolo a.C. esistessero donne il cui prestigio non derivava solo dai legami con importanti membri maschili delle varie comunità, ma anche dallo svolgere ruoli rilevanti, alcuni dei quali legati alla sfera del sacro.

Il rango da sacerdotesse a quello di streghe sopravvenne con il passaggio alla religione cristiana.

Le sacerdotesse furono ridotte, nelle storie antiche, alla condizione di figure demoniache simile alle streghe, degradando la loro mitica bellezza, il loro ruolo sociale e religioso, le loro grandi virtù e poteri, svilendo i numerosi esempi di coraggio e nobiltà all’interno della società celtica.

John William Waterhouse, 1886,

Riporta l’Encyclopaedia Britannica che “ in Europa i poteri magici erano quasi esclusivamente nelle mani delle donne…” alle quali “…il popolo attribuiva una saggezza superiore…” e che furono proprio le donne, eredi della saggezza e del potere della Grande Dea, ad attirare l’odio della Chiesa, ad essere accusate di pratiche malefiche e a venire perseguitate come ‘streghe’.

La chiesa trasformò le divinità celtiche in santi e i vari aspetti della Grande Dea in diverse rappresentazioni della Madonna.

Una delle accuse più tipiche era quella di praticare rituali in onore di un dio con le corna, Cernunnos, il dio cornuto, signore degli animali, dio della Grande Caccia, colui che gestisce le forze attive della vita e della morte, della rigenerazione e della fertilità. La Chiesa lo condannò come ‘incarnazione del Diavolo’.


Secondo Geoff Doel: “Le streghe furono un’invenzione per tenere lontana la gente dagli dei celtici. Per i Celti c’era la magia, il magico piuttosto che il sinistro”.
Le donne accusate di stregoneria venivano bruciate, impiccate o annegate ad Halloween,proprio a sottolineare il messaggio diabolico delle feste pagane.

Nella cultura celtica, come in quella gaelica, la donna è stata sempre considerata  figura importante e determinante nel sostegno e nella conduzione del clan e della comunità. A volte alla pari dell’uomo.
Le donne celte e le gaeliche erano addette alla cura dei malati, avevano conoscenze di medicina erboristica ed avevano perfino il potere della chirurgia.
In alcune culture nordiche la medicina era addirittura competenza esclusiva delle femmine del clan.

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Colei che raccoglieva, seccava ed estraeva principi vitali dalle erbe era considerata creatura soprannaturale e degna del rispetto e spesso della venerazione del gruppo.
Il ruolo della
wicca era quello di curare e guarire, e questo era considerato una facoltà divina.

Eventi divini venivano considerati anche i cicli della natura ed in una società ancora rurale era  di vitale importanza prevederli e celebrarli con rituali propiziatori.
La donna sacra, la
wicca  diviene artefice di sopravvivenza per il gruppo.
Ella cura la preparazione dei riti propiziatori per avere la benevolenza della
Dea Madre.

Ella ha la facoltà di interpretarne i segni per la divinazione.
Ella è una guida spirituale, la sua magia è indirizzare le vite degli altri.
La
wicca non è, come la strix latina, a contatto con i demoni, ma è la figlia eletta della Dea.

Tutti questi riti pagani, passati nella cultura mediterranea dominata dalle fedi monoteiste, sono stati  in seguito interpretati come eventi di stregoneria malefica e, ritenuti manifestazioni del “ diavolo”, condannati all’estinzione attraverso la purificazione con il  Fuoco.

Molti dei riti celtici legati alla wicca sono arrivati fino a noi attraverso i secoli ed oggi la religione wicca si sta diffondendo tra le donne, soprattutto nei paesi di lingua inglese.

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La donna celtica cammina in pace,
ma porta con sé, inosservate, le sue armi.
Si considera come una parte della ragnatela del creato
Ma anche una persona unica e degna di grande valore.
Ama e rispetta la famiglia, gli amici, la comunità
Ma trova ispirazione nella solitudine.
Sa comandare, ma sa anche quando lasciarlo fare agli altri.
Lavora per imparare, per insegnare, per condividere
e mantenere i segreti, per cambiare restando uguale a se stessa,
per essere umana e divina.
Il pianeta ha bisogno di donne celtiche, che portino dentro di sé
un inesauribile calderone pieno di forza interiore
un utero da cui possa nascere un mondo nuovo e migliore.

(Edain McCoy, Celtic Women Sprirituality)

Olivia Del Bufalo

 Buon Samhain!

Fonti:

“La danza a spirale” di Starhawk –  Macroedizioni
“La quinta cosa sacra” della stessa autrice

per approfondire:
“ La Dea bianca “ di Robert Graves – Adelphi
“ When God was a Woman” di Merlin Stone – Mariner Books
 leggi anche: anche io sono una maga

 

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* La buona notizia del venerdì: Una “Imperatrice” che ha tante qualità potrebbe salvare il pianeta!E la nostra sopravvivenza!

L’albero “Imperatrice cresce in tempi record e può produrre fino a 4 volte più ossigeno degli altri

Che gli alberi svolgano una funzione essenziale per il benessere del nostro clima e del nostro Pianeta è una cosa che sappiamo fin da quando siamo piccoli. È grazie a questi elementi naturali che l’aria che ogni giorno respiriamo può essere filtrata da tutte le sostanze inquinanti che contiene.  

Per questo, la loro presenza nei nostri ecosistemi è da preservare e garantire: sono i migliori alleati naturali per diminuire la CO2 e depurare l’aria. Fra le moltissime specie di alberi che possiamo trovare sulla Terra, ce ne sono alcuni che riescono ad assolvere questa funzione vitale meglio di altri. Queste piante hanno delle capacità “filtranti” così avanzate da risultare fondamentali in qualsiasi ambiente.

Uno di essi, nello specifico, è quasi un “super-albero”, che presenta delle caratteristiche interessanti sotto molti punti di vista. In particolare, riuscirebbe ad assorbire anidride carbonica fino a dieci volte in più rispetto agli altri.

Il Kiri, conosciuto anche col nome scientifico di Paulownia tomentosa o “Albero imperatrice”, è balzato agli onori delle cronache proprio per le sue incredibili proprietà.

Si tratta di un albero di origini orientali (Cina e Giappone), importato in Occidente a partire dal 1800 circa e usato diffusamente come pianta ornamentale, sia negli spazi privati che nei luoghi verdi pubblici.

La sua struttura lignea è particolarmente forte ma flessibile allo stesso tempo, tanto da essere stato spesso impiegato nella produzione di mobili, componenti edilizi, ma anche di oggetti e strumenti musicali. Un’altra sua caratteristica peculiare è anche la rapidissima crescita.

Nel giro di soli tre anni, infatti, la Paulownia riesce a raggiungere il suo massimo livello di sviluppo, e può arrivare fino a quasi 20 metri di altezza. A questo proposito, nel 2011 ha vinto il Guinness World Record come “albero dalla crescita più veloce”. E non depura al meglio soltanto l’aria. La Paulownia è anche in grado di “ripulire” il terreno in cui viene piantato e intercettare moltissime polveri grossolane.

Se si mettono in relazione le sue dimensioni, la velocità di crescita e le capacità depurative del Kiri, è chiaro che tutto ciò ha fatto sì che questo albero sia divenuto quasi un simbolo della lotta contro il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. 

La sua ampia e folta chioma, in primavera, si riempie di meravigliosi fiori rosa o lilla che lo rendono apprezzabile anche dal punto di vista estetico, quindi molto adatto all’ornamento degli ambienti. Tutto questo sempre ricordando che, trattandosi di una specie di albero invasiva e legata a precisi ambiti geografici (alloctona), il Kiri va piantato tenendo sempre conto del contesto dove crescerà.

E’ importante anche segnalarne l‘uso di foglie e fiori, con i quali si possono ricavare medicinali e pure mangime per il bestiame.

Non di meno la fioritura è grande fonte di nettare per le api, le quali possono produrre miele esclusivamente da questa pianta.

E ancora la funzione frangivento (data dall’ampia e folta chioma), le capacità fitodepurative (elevato prelievo di azoto dal terreno), l’estrazione di biossido di carbonio dall’aria (in quantità molto importanti data la velocità di crescita) ed infine l’intercettazione delle polveri grossolane grazie alla peluria che caratterizza le foglie di questa specie.

Una pianta ricca di qualità e aspetti essenziali per la nostra sopravvivenza, dunque: il Kiri è davvero uno splendido regalo della natura di cui tutti dovremmo beneficiare!

https://www.curioctopus.it/read/23456/l-albero-imperatrice-cresce-in-tempi-record-e-puo-produrre-fino-a-4-volte-piu-ossigeno-degli-altri?

https://it.wikipedia.org/wiki/Paulownia_tomentosa

https://lauracarpi.wordpress.com/2019/06/14/la-buona-notizia-del-venerdi-nelle-filippine-una-nuova-legge-impone-agli-studenti-di-piantare-10-alberi-per-potersi-laureare/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/05/27/la-buona-notizia-del-venerdi-10mila-alberi-come-regalo-di-nozze/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/10/14/la-buona-notizia-del-venerdi-lo-stato-che-ha-piantato-50-milioni-di-alberi-in-un-solo-giorno/

Stefano Mancuso

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* Perfezione? Le nostre esperienze sono le imperfezioni che fanno della nostra vita un continuo divenire.

L’imperfezione è in qualche modo essenziale per tutto ciò che sappiamo della vita. E’ il segno della vita in un corpo mortale, vale a dire, di uno stato di progresso e cambiamento. 

~ John Ruskin

 

Kintsugi, l’Arte di Riparare e Aggiungere Valore

Capita un po’ a tutti di far cadere un piatto, una bicchiere o una tazza, sono stoviglie, ne abbiamo diverse in casa, poco importa se uno si è rotto, nella maggior parte dei casi quello che urta di più è il fatto di dover pulire dove la stoviglia è caduta. A volte però la tazza o il vaso che si rompono avevano un significato particolare, magari erano pregni di ricordi e allora ci dispiace e cerchiamo di aggiustarlo nel miglior modo possibile o nel miglior modo che conosciamo cioè cercando di nascondere le crepe.

Eppure c’è una pratica giapponese che fa l’esatto opposto, evidenzia queste “fratture”, le impreziosisce e aggiunge valore all’oggetto rotto: è il kintsugi (金継ぎ), o kintsukuroi (金繕い), letteralmente “riparare con l’oro”.

Ma perchè i giapponesi riparano con un metallo tanto prezioso (che può essere oro o argento liquido o lacca con polvere d’oro) un oggetto di ceramica rotto?

La risposta la possiamo trovare nella resilienza, un concetto che per i giapponesi è molto radicato, nella loro cultura infatti è importante che ogni persona sia in grado di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di crescere attraverso le proprie esperienze dolorose e queste vengono valorizzate, rese preziose.

Ogni crepa rappresenta una ferita, una cicatrice che dev’essere valorizzata per non perdere di significato, che racconta una storia, che fortifica e simboleggia l’opportunità positiva che la vita offre, senza perdere l’integrità dell’oggetto, senza che venga a mancare l’identità stessa della persona: ferita sì ma guarita e resa più forte, più bella ma sostanzialmente non diversa.

La tecnica dello kintsugi permette di creare vere e proprie opere d’arte, sempre diverse, ognuna con la propria storia da raccontare, ognuna con la propria bellezza e preziosità da condividere, questo proprio dovuto all’unicità delle crepe che si creano quando l’oggetto si rompe, le stesse ferite che cambiano da persona a persona e che lasciano tracce diverse su ognuno.

Proprio come le persone resilienti che riescono a risorgere, a fronteggiare con coraggio e forza le avversità e spesso a raggiungere mete importanti, anche gli oggetti riparati con il metallo prezioso risorgono e acquistano valore e bellezza diventando molto più preziose di quello che erano prima.

La leggenda narra che il Kintsugi sia diventata un’arte intorno al 15° secolo, quando Ashikaga Yoshimasa, uno shogun giapponese dopo aver rotto la propria tazza di tè preferita la inviò in Cina per farla riparare. Purtroppo le riparazioni all’epoca avvenivano con legature metalliche poco estetiche e poco funzionali, la tazza sembrava perduta, ma il suo proprietario decise di farla riparare ad alcuni artigiani giapponesi, i quali sorpresi dalla tenacia dello shogun nel riavere la sua amata tazza, decisero di arricchirla ed impreziosirla riempiendo le crepe con resina laccata e polvere d’oro. La tazza tornò dal suo proprietario più bella, più preziosa e con una storia da raccontare.

Quando ci sentiamo feriti, rotti, pensiamo alla tecnica del kintsugi, cerchiamo di trasformare il dolore in qualcosa di nuovo, di prezioso, lasciamo che diventi la nostra storia, la nostra cicatrice dorata, sempre lì a ricordarci che è possibile farcela e percorrere nuove strade perchè una ferita può diventare perfezione, positività.

La vera perfezione dell’uomo non sta in ciò che l’uomo ha, ma in ciò che l’uomo è.
(Oscar Wilde)

Fonte:

Eticamente.net

 

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* La buona notizia del venerdì:Le ciabatte Lego per non farti male se calpesti i mattoncini

Gialle e rosse, hanno una suola molto dura e il logo in bella vista

Anche i Lego, nel loro piccolo, sono pericolosi.

Tutti noi abbiamo calpestato almeno una volta un mattoncino e il risultato è piuttosto doloroso.

Per non parlare poi delle minifig, gli omini, la cui manina è un’insidia per chiunque.

Visto che non c’è rimedio alla disattenzione, ecco che un’agenzia pubblicitaria ha creato le ciabatte anti-Lego, morbide calzature da indossare quando si è in casa, con una suola bella dura che terrà lontani dai piedi mattoncini e pezzetti di ogni tipo.

Rosse e gialle come si conviene al marchio danese!

Cos’hanno di speciale?

Le ciabatte sono dotate di una particolare imbottitura che evita il fastidioso contatto coi mattoncini.

In tutto ne sono state prodotte circa 1500 paia e a quanto pare fanno egregiamente il loro lavoro.

Le scarpe sono state assegnate durante lo scorso periodo natalizio e chi le ha provate ha assicurato che il dolore finora patito non si avvertiva più.

Di certo, è sempre meglio evitare di passeggiare sui mattoncini per evitare scivoloni ma almeno una parte del problema sembra risolta.

Ci sono voluti però solo 66 anni affinché Lego arrivasse a questa soluzione.

E si possono acquistare con Amazon!

…a volte piccoli gesti migliorano la vita e l’umore!

 

https://www.wired.it/gadget/accessori/2015/11/18/ciabatte-lego/?refresh_ce=

* Lego stop plastica

https://www.teleambiente.it/lego_stop_plastica_mattonicini_bioplastica_canapa/?fbclid=IwAR2StjN7uxUR-3FbSfn-XU3GCaRtrn65uZTgXBmkHhDmt2MsuC3tL-tWu9c

  • Protagonisti di “Friends” in Lego

https://www.facebook.com/A.different.type.of.Art/posts/2544713192234121

?fbclid=IwAR1vvafEMrS7cyJEPZxl06xxNdOksuUcOmtvUko-_r2aRlOAH9pRoAnbl3E

  • Titanic in Lego

https://curiosandosimpara.com/2019/07/22/un-ragazzino-autistico-costruisce-la-piu-grande-replica-del-titanic-usando-solo-i-mattoncini-lego/?fbclid=IwAR1vvafEMrS7cyJEPZxl06xxNdOksuUcOmtvUko-_r2aRlOAH9pRoAnbl3E

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* Luna piena in Ariete : Libera il Guerriero Interiore e prenditi il tuo posto ! Guarda avanti e procedi!Qualunque sia la soluzione che appare all’orizzonte sarà la migliore del momento!

I Noviluni ed i Pleniluni scandiscono le nostre prese di consapevolezza, mettendo in luce la modalità inconscia con cui creiamo la vita, attraverso le relazioni sentimentali, per esempio, o le relazioni in generale, quelle genitoriali (altro esempio), che derivano dalla storia della nostra stirpe e dai retaggi che essa trasporta, che sono inscritti dentro il nostro DNA. 

I Segni Fissi aprono un campo di manifestazione del Nuovo (l’Ariete è il primo Segno, portatore della Primavera, la Rinascita), e la Donna Luna si offre all’Uomo Sole che la accoglie per un confronto – la Guerriera (Luna in Ariete) può accettare di fare spazio all’Altro accanto a sé?

Ti ritroverai a lottare,e apparentemente ti sembrerà di farlo al di fuori di te. Ma guarda nel profondo..questo conflitto che emerge è solo interno.

Emergerà il caos dove ancora risiede, per mettere puntini sulle i.

Per ogni volta che non hai voluto affrontare una situazione, una persona, per paura, per non creare dissidio, per mancanza di forza..adesso è tempo.

Tempo di affermare la tua identità, la tua volontà, il tuo Fuoco.

Tempo di svelare

E ammettere a Te stesso ogni volta che non l’hai fatto; sentire quella rabbia emergere che ti si scatena contro e che era divenuta rancore nei tuoi confronti: per ogni volta che ti sei dimenticato (di te) .per ogni volta che ti sei messo all’ultimo posto.

Per ogni volta che non hai avuto il coraggio di andare oltre un tuo limite visto e ti sei arreso.e ti sei raccontato alibi che ora sono da tanare. Uno ad uno.

Resa dei conti con te stesso.
Resa con la Vita:
È Tempo di placare e trasformare il senso di ingiustizia che ti porti dentro. Che scolpisce e solidifica la vittima interiore.

Tutto ciò che è accaduto ha un senso. Puoi continuare a vedere nemici esterni, oppure colmare quella distanza tra te e il mondo, divenendo adulto e prendendo a pieno la responsabilità delle tue scelte o delle tue mancate scelte.

È Tempo di sentire dentro di te quel Guerriero che vuole erigersi sulla vera forza, e che ha occhi per vedere negli ostacoli passati le opportunità che in quel momento non sono state colte, ma subite come eventi avversi.

Questa ricapitolazione, può rendere questo, un momento di scelte senza più remore.
Un Momento di affermazione personale, senza compromessi, ma in linea con la tua verità profonda.

Una Spada che mette ordine, un richiamo al Cor-Aggio di travolgere quel sistema nato da ogni tuo gesto di sottomissione.

È il momento di alzare la testa, e risolvere gli irrisolti che conosci bene.

È una porta da attraversare con l’azione o perlomeno con l ammissione di tutto ciò che ti manca per compierla.

Le paure che ti dividono da affermare fuori ciò che senti dentro.

Emerge la sottomissione al sistema da te creato, per ristrutturarlo senza esserne più schiavo.
Sentirai prima la rabbia, e devi concedertela..

Ma Poi lascia che risalga fino al cuore dove può divenire forza, e intento lucido connesso alla tua anima. Non una mera reazione emotiva.

Emergi tu, che rinasci dal caos, che emergi dal dubbio, che Vinci la paura di affermarti e i giudizi che ne conseguono all’esterno.

Decidi di non chinare il capo.Di guardare avanti E procedere.
Portandoti dietro te stesso, finalmente.
Mettendoti al posto giusto, dove cominci ad esistere davvero.

Qualunque sia la soluzione che appare all’orizzonte, essa sarà la migliore possibile per noi in questo momento.

Si può solo respirare ed accettare ciò che ci è possibile vedere con lo stato di coscienza dentro cui siamo. Il resto avverrà a suo tempo, quando avremo acquisito un’altra maturità, se questo è il nostro cammino.

 

Nel frattempo che succede nel cielo?
In queste ore un cambiamento considerevole s’è compiuto!
Venere dalla Bilancia è passata in Scorpione!
Venere è il pianeta che governa l’amore, le relazioni, la nostra sete di bellezza ed è in esilio nell’acqua dello Scorpione …

L’Acqua dello Scorpione è fredda e sensuale, non si accorda con le note dolci di Venere: porta sessualità ma non affetto.

Scorpione è un segno fisso: tende ad ostinarsi, a chiudere a chi non la pensa come lui, vuole dominare. I domicili dello Scorpione sono Marte e Plutone, in esaltazione in Urano: la trasformazione e la morte, la battaglia e la sete di vendetta … davvero questo pianeta non porta dolcezza alla Venere! Siamo più propensi a cercare di comandare, vendicarci, sottomettere, che ad amare.
Scorpione è davvero in esilio in Venere!
Scorpione è esattamente l’opposto del Toro: come Toro è dolce e pacato e cerca intesa e tranquillità, condivisione e fiducia, così Scorpione è sempre in conflitto, sempre in trambusto … e questo conflitto e questo trambusto tende a farlo pagare a caro prezzo a chi è accanto a lui.
Con una Luna in Ariete, che non porta per nulla dolcezza, chi ha la Venere in Scorpione o è del segno o ha l’ascendente nel segno è pregato di moderarsi in queste ore!

Cercate di non esagerare con l’aggressività, la freddezza e il vostro essere pungenti.

Fonte : 

https://lasorgenteeladea.blogspot.com/2019/10/luna-piena-delle-foglie-in-ariete-lora

https://aprigliocchidelcuore.com/2019/10/11/luna-piena-in-ariete-a-tu-per-tu-con-te-stesso-comincia-ad-esistere-di-sara-surti

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* La buona notizia del venerdì : Ikea lo fa già, fallo anche tu e crea aiuti per gli animali!

I vecchi mobili Ikea diventano rifugi per animali selvatici

 

Probabilmente ognuno di noi, in casa, ha un oggetto o un mobile comprato da Ikea. Il colosso svedese, produttore di arredamenti venduti in kit da montare è una delle aziende più gettonate quando si deve arredare senza spendere troppo.

Cosa succede, però, quando i mobili Ikea diventano vecchi, vanno sostituiti o rimangono in magazzino? Possono trovare una nuova collocazione e quindi avere una “nuova vita”? Da queste domande è partita l’idea alla base di un originale progetto ideato da uno studio di design londinese. E il risultato è positivo e sorprendente-

 

L’occasione per mettere in piedi “Wild homes for Wildlife” è stata quella dell’apertura di un nuovo punto vendita Ikea nella zona di Greenwich, a Londra. Come suggerisce il nome, la multinazionale svedese, in collaborazione con lo studio Mother, ha dato modo agli artisti e ai designer di esprimere la loro creatività per produrre oggetti utili, ecologici e amici degli animali.

Si tratta di casette per uccelli, api, pipistrelli e altri insetti che vivono nel Sutcliffe Park, una zona verde non lontana dal celebre Osservatorio di Greenwich dove passa il meridiano “zero”.

La particolarità di queste colorate e originali opere d’arte è che sono realizzate interamente con materiali di scarto, vecchi mobili Ikea in disuso e fondi di magazzino ormai ritenuti “inutili”.


Inutili però non sono, visto che, tramite questa lodevole pratica di riciclo anti-sprechi, sono letteralmente rinati per dare riparo agli animali selvatici. Specie durante i mesi più freddi, ciò è sicuramente un grande aiuto per la fauna, che può contare su un posto sicuro dove tornare, dormire e ripararsi.

“Wild homes for wildlife” non è una semplice trovata pubblicitaria.

Con questo pretesto, Ikea è andata oltre, promuovendo una sana cultura di riuso utile e intelligente contro qualunque tipo di spreco. Le casette, poi, sono anche belle a vedersi, visto che sono il prodotto di abili menti (e mani) artistiche che hanno partecipato al progetto.

Da un “villaggio per api” fatto con un tavolino a delle classiche casette per uccelli, passando per un “uovo per insetti” proveniente da alcune sedie: gli animali non potranno che essere felici delle loro “nuove” sistemazioni! 

fonte:

https://www.curioctopus.it/read/22732/i-vecchi-mobili-ikea-diventano-rifugi-per-animali-selvatici:-l-idea-anti-spreco-di-uno-studio-di-design?fbclid=IwAR1twfFp2uMD9Ro6nMKs-1qFys48KegPsGrHnmf6W2LrdlVCfg1e0o1gCqg

 

 

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* Abitiamo nell’ Universo e Laniakea è la nostra casa

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La Via Lattea, il suo gruppo di galassie e altri 13 gruppi – miliardi e miliardi di stelle – formano Laniakea, l’Immenso Paradiso.

E precipitano verso il Grande Attrattore.

Ecco la nuova mappa dell’Universo.

Benvenuti a Laniakea, la nostra casa nel cosmo.

È una casa molto grande, con un diametro di 500 milioni di anni luce (circa), dove convivono migliaia e migliaia di galassie più o meno simili alla nostra.

La recente scoperta di questi inattesi confini è dell’Istituto di astrofisica dell’Università delle Hawaii, e va interpretata.

Tutti sappiamo che la Terra appartiene a un sistema solare e che quest’ultimo fa parte di una grande isola di stelle – circa 200 miliardi – che formano la nostra galassia, la Via Lattea. Da diversi anni gli astronomi sanno anche che la nostra galassia non viaggia sola nell’Universo, ma fa parte di una grande gruppo di galassie – un cluster – che tra loro estendono lunghi bracci di gas, polveri e materia oscura (materia di cui conosciamo l’esistenza, ma non la composizione).

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Ora si è scoperto che questo cluster fa parte di un ancor più vasto super-cluster a cui è stato dato il nome hawaiano di Laniakea, che in lingua locale significa immenso paradiso, suggerito da Nawa‘a Napoleon, un linguista dell’Università delle Hawaii, in onore ai navigatori polinesiani che grazie alla loro profonda conoscenza dei cieli riuscivano a orientarsi e a navigare nell’Oceano Pacifico.

La nostra casa, dunque, è assai più vasta di quel che si pensava fino a poco tempo fa e comprende centinaia di milioni di miliardi di stelle: se potessimo pesare questa incredile quantità di materia dovremmo mettere, sull’altro piatto della bilancia, cento milioni di miliardi di stelle come il nostro Sole.

«Anche se i risultati finali sono stati ottenuti solo nelle ultime settimane, il lavoro ha richiesto decine di anni e la collaborazione di centinaia di astronomi che hanno aggiunto tasselli importanti a questo quadro. Ora possiamo dire che abbiamo un grande schema della struttura dell’Universo in cui viviamo», ha detto Brent Tully, responsabile dello studio pubblicato su Nature.

 

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Secondo lo studio, all’interno di Laniakea vi sarebbero 13 cluster di galassie, compreso il Grande Attrattore. Quest’ultimo è un insieme di galassie che creano una forte anomalia gravitazionale che attira a sé la maggior parte delle galassie di Laniakea.

Ed è proprio studiando il moto di tutte le galassie che si è potuto capire che esse si muovono verso un punto preciso dell’Universo. Il lavoro è risultato ancor più complesso perché ogni galassia tende ad allontanarsi dalle altre (è l’effetto del Big Bang) e dunque si è dovuto scindere i movimenti di ogni singola isola di stelle.

 

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Questo è simile a scoprire per la prima volta che la tua città è in realtà parte del paese molto più grande che confina con altre nazioni.” -ha detto il ricercatore R. Brent Tully, un astronomo presso l’Università delle Hawaii a Manoa.

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/09/04/laniakea-superammasso-via-lattea/